Oliver Solberg, rally MonteCarlo 2022

Il problema del fumo della i20 Rally1? Il carburante green

Ma vi siete chiesti perché Oliver Solberg ed Elliott Edmondson hanno respirato fumo per due giorni nell’abitacolo della Hyundai i20 N Rally1? Noi ce lo siamo chiesti. E non siamo, ovviamente, gli unici. L’allarme è scattato quando il pilota si è lamentato del fumo sempre più insopportabile nell’abitacolo e, dato che queste auto sono nuove di zecca, né noi e né nessuno capiva cosa stesse accadendo. E pensavamo solo ad una cosa: ci deve essere certamente una spiegazione. Nulla di tutto ciò era mai successo con l’ultima generazione di WRC, le Plus, del 2017-2021.

La spiegazione è semplice ed è bene che si sappia visto che da più parti si era arrivato ad ipotizzare addirittura esalazioni dalle batterie, anche se va ribadito che Oliver Solberg ed Elliott Edmondson non avrebbero dovuto avere questo tipo problema, così come non lo hanno avuto Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe e non lo hanno avuto Ott Tänak e Martin Järveoja. Infatti, alle loro Hyundai i20 N Rally1 non è successa la stessa cosa. Risolvere questo problema era, però, compito deitecnici di Hyundai Motorsport, che invece non sono riusciti a capire da dove entrasse il fumo. Ma da qualche parte entrava

Praticamente, qualche giorno dopo il Rally di MonteCarlo che ha incoronato Sua Maestà Sébastien Loeb e Isabelle Galmiche, si scopre che tutto ha a che fare con il nuovo carburante (eco-fuel derivato dalla raccolta differenziata della Germania), sostenibile al 100%, che è un carburante che crea tantissima pressione e altrettanto fumo. Quindi, si scopre ora che le auto Rally1 “fumano” molto di più delle WRC Plus. Il tutto si somma alla farsa dei 3,6 chilometri di uso della sola batteria su un percorso totale di oltre 1.500 chilometri.

Le auto Rally1, in realtà, hanno un sistema apposito per smaltire questo fumo-vapore in eccesso, ma sulla vettura del giovane Solberg qualcosa è andato storto e il pilota ha sofferto tantissimo per aver respirato quelle esalazioni. L’inalazione di quei gas non gli consentiva di proseguire oltre. A quelle velocità e con quel percorso sarebbe stato troppo rischioso e l’incidente del norvegese lo conferma.

Per la verità, venerdì il plotone di Hyundai Motorsport ha cercato di risolvere il problema, ma non c’è riuscito e questo ha portato il pilota a perdere la concentrazione necessaria per continuare ad andare forte in sicurezza. Da qui l’uscita di strada sulla PS9. Oliver Solberg ha confermato anche sul suo blog che domenica mattina si è dovuto recare in ospedale. E questo dimostra e conferma che l’equipaggio che Thierry Neuville ha istericamente criticato non era in grado di rimanere in gara.

Thierry, abbi pazienza, ti sosteniamo sempre, anche quando riesci a fumarti delle vittorie che solo tu sai come fai. Ora, però, faun passo indietro e chiedi scusa ad Oliver…