Articoli

Renault Clio: produzione Rally5 ferma, si pensa alla Rally4

Renault Sport Racing, nonostante il coronavirus, è soddisfatta delle prestazioni della Renault Clio Rally5 e ora sta lavorando su una Rally4. In Francia, nella divisione clienti sportivi Renault, alcuni ingegneri stanno lavorando sulla Clio Rally4 con standard elevati: “Stiamo cercando la top ten del Campionato Francese e degli altri campionati nazionali. La Rally4 sarà un’auto da corsa che richiederà esperienza e capacità di guida” , ha affermato Benoit Noger , direttore commerciale di Renault Sport Racing.

Sulla nuova Clio Rally4 vige il massimo riserbo. Quasi nessun dettaglio è noto, mentre invece la Rally5 è omologata da marzo e ha fatto il suo debutto in condizioni molto difficili al Rally del Messico, terza prova del Mondiale Rally regolarmente disputata, fornita con motore 1.3 TCe montato.

Con la partecipazione di cinque auto, dopo aver realizzato una vettura 0 al Rally di MonteCarlo, Renault Sport ha inviato tecnici in Messico per partecipare alla gara (in piena pandemia da coronavirus). Era un test duro, con condizioni climatiche rigide, temperature superiori a 35 gradi e prove speciali a 2800 metri di altezza sul livello del mare.

Sulla terra messicana, il principale rivale della nuova Clio Rally5 è stata la Ford Fiesta R2. “Il nostro desiderio era quello di mostrare la sua potenza contro la prima generazione R2” , ha spiegato Benoit Noger. “In termini di prestazioni, i piloti della Clio Rally5 sono stati sempre più veloci delle altre due ruote motrici”.

Nonostante il ritiro di quattro vetture su cinque, l’auto di Rejón Gerardo è arrivata in fondo come unica superstite della gara e ha vinto la classe, unica classificata. Il leader francese ha affermato che “i risultati sono quelli che ci aspettavamo” e ha sottolineato che l’argentino Martin Suriani è stato “due secondi a chilometro più veloce delle altre due ruote motrici, ma un incidente in trasferimento ha posto fine alla sua gara”.

A causa dell’emergenza epidemiologica da nuovo coronavirus e al conseguente blocco delle competizioni su strada e in circuito, Renault Sport Racing ha interrotto la produzione di Clio Rally5, Cup e RX e ha iniziato a lavorare sulla Rally4, in attesa di poter riprendere la produzione di una vettura già fatta e finita che ha molte richieste. Per la Rally5, infatti, ci sono ordini da Francia, Spagna e Italia.

Dopo 12 anni torna Ivan Paire: al via del Clio R3T Trophy

Ad un certo punto era finito nella categoria dei “desaparecidos” delle prove speciali. Un “desaparecido” in giovane età, perché Ivan Paire, il suo ultimo rally, lo ha disputato nell’ottobre 2008, quando aveva compito 27 anni da appena tre mesi.

“Quell’annata è stata la più difficile della mia carriera automobilistica” ricorda il pilota di Macello, paese della periferia di Pinerolo. “Si cominciavano a sentire gli effetti della crisi economica mondiale; io avevo un budget risicato con pochi sponsors e la mia famiglia, che mi aveva sempre aiutato in modo consistente, non poteva più permettersi certi sforzi”. L’ultima gara di Ivan Paire fu il Rally Team ‘971, che rappresentò l’esordio sulla Peugeot 207 S2000, affiancato da Fulvio Florean. “Come tutta quella stagione, il Rally Team fu una gara difficile, sofferta. Chiudemmo terzi assoluti, secondi di S2000, riuscendo pure a vincere l’ultima prova speciale; ma disputammo il rally con poche gomme a disposizione, senza aver avuto la possibilità di provare in precedenza la vettura perché non c’erano le risorse finanziarie per fare test. Facemmo la conoscenza con la Peugeot direttamente sulle prove speciali”.

Paire ci pensa un attimo e poi aggiunge: “Con il senno di poi avrei dovuto fare un passo indietro, scendere di categoria e ripartire da una vettura meno onerosa nella gestione. Ma a quell’età si vuole essere vincenti. Al massimo livello. Mi sono detto: ‘Se devo soffrire per correre sto a casa’. E così ho fatto”.

Un peccato. Forse. La carriera nei rally di Ivan Paire, però, è stata significativa. Dopo aver gareggiato fin da piccolo nel motocross, a 21 anni dovette smettere con le due ruote sui fondi sterrati a seguito di alcuni incidenti. La passione per i motori e la necessità di adrenalina, che solo le corse motoristiche offrono, spinse il pinerolese a guardarsi attorno e trovare l’alternativa nelle gare su ghiaccio dell’inverno 2002-2003, per poi iniziare con i rally al Valli Ossolane del giugno successivo.

Nelle sei stagioni in cui ha sfidato gli avversari in prova speciale Ivan Paire ha disputato 53 rally, concludendone 46, conquistando una vittoria assoluta (Rally della Pietra di Bagnolo del 2005) salendo sei volte sul podio e conquistando 11 vittorie di classe. Ma soprattutto è stato un pilota che si è sempre confrontato con le sfide più impegnative, disputando alla sua seconda stagione il Trofeo Rally Terra, seguito l’anno successivo dal Trofeo Panda, allora fucina di talenti, chiudendo al secondo posto; impegnandosi in gare fuori dai ristretti confini regionali per correre in giro per l’Italia (dal Sanremo al Targa Florio, dal San Marino al Ciocco), ad Antibes e in Slovenia.

“Terminata la parentesi rallistica non potevo stare fermo e sono tornato al motocross, riuscendo a vincere un campionato regionale. Fino a quando non ho avuto un nuovo incidente con conseguente frattura di una gamba. Alle soglie dei quarant’anni bisogna mettere giudizio e le competizioni in moto non sono più il terreno ideale per uno della mia età”. Ma la passione resta quella del ragazzino che volava sui dossi dei campi da motocross.

“Così mi sono detto che potevo realizzare un sogno che ho avuto da sempre. Disputare il Rallye Monte-Carlo”. Senza più l’irruenza di un tempo, quando bastava mettere il casco in testa e partire a fuoco in prova speciale, Ivan Paire ha pianificato certosinamente la partecipazione al Rallye Monte-Carlo del 2021.

“Siamo partiti da lontano insieme a Winners Rally Team e Valter Ballestrero, che ho conosciuto ai tempi del Trofeo Panda. Pilota velocissimo, guascone e scanzonato, ma molto serio ed efficiente quando si tratta di pianificare una gara. Per la vettura ci siamo immediatamente orientati sulla Clio R3T curata da Diego Parodi della Gima, squadra con cui ho collaborato nel 2006 e che mi è stata avversaria nelle due gare disputate nel Trofeo Rally Asfalto del 2008. Con Diego e il suo staff ho avuto sempre un rapporto perfetto, fatto di collaborazione quando correvamo sotto la stessa bandiera, stima e rispetto quando eravamo avversari. E sulle Renault Clio credo ci siano poche persone al mondo che ne sappiano più di lui. Ho immediatamente telefonato a Marco Zegna, navigatore di lunghissimo corso, con cui ho disputato 14 rally che mi ha immediatamente detto di sì non solo al Monte-Carlo, ma anche all’intero programma di avvicinamento alla gara”.

Infatti il progetto “Monte-Carlo 2021” di Ivan Paire e Marco Zegna non si limita alla partecipazione alla gara mondiale della Costa Azzurra e Montagne delle Hautes-Alpes, ma prevede tutta una serie di impegni che porteranno l’equipaggio di Winners Rally Team a essere pronto e competitivo nella gara iridata del gennaio 2021.

“Con Winners Rally Team stiamo lavorando sulla logistica, sulla cura dell’immagine e della collaborazione con gli sponsors. Con Valter Ballestrero abbiamo effettuato una visitazione del percorso, con molta calma e senza prendere le note, per capire quali sono le caratteristiche di una gara che tutti conoscono ma, quando entrano in speciale, spesso si trovano impreparati ad affrontare situazioni inaspettate. Il ‘Monte-Carlo’ è un mostro che va affrontato con rispetto e preparazione. Ovviamente abbiamo subito coinvolto Marco Zegna e Diego Parodi; immediatamente abbiamo capito che non sarebbero bastati dei test su un paio di chilometri su una strada chiusa al traffico per essere pronti per la gara. Ci voleva qualcosa di più. Dodici anni lontano dai rally sono tanti, anche se lavoro nel settore automobilistico come Driver-Product Development per una blasonata casa automobilistica italiana, testando quotidianamente in strada e laboratorio le vetture. Così abbiamo deciso di partecipare al Clio R3T Trophy 2020, una serie di gare fra Francia e Svizzera, rally che hanno la caratteristica di essere a lungo chilometraggio, con condizioni spesso difficili come lo sono i rally in montagna”.

Nel frattempo Ivan Paire ha intensificato la sua preparazione atletica. “In realtà non ho mai smesso di allenarmi e correre. Ma in questo periodo ho moltiplicato gli allenamenti. Non per altro, ma per perdere qualche chilo in più e poter acquistare una tuta di una taglia più piccola risparmiando qualche soldino” scherza il pinerolese che invece prende molto seriamente la sua preparazione fisica.

Nel frattempo per Paire-Zegna si avvicina il momento di risalire sulla Clio R3T e prendere il via della prima prova speciale. “Disputeremo quattro delle cinque gare del Trofeo. Salteremo la prima, il Rallye Epernay Vin de Champagne di fine marzo che coincide con la nascita del mio secondogenito che andrà a fare compagnia a mia figlia Michelle (come la Mouton), grande appassionata di rally e mia prima tifosa. Dal Rallye Ain-Jura dell’8-9 maggio saremo in lizza contro una banda di ragazzini velocissimi che ambiscono a fare carriera nel mondo dei rally come lo ero io a 22 anni. Noi saremo al via innanzitutto per divertirci e per riprendere i meccanismi di gara. A quarant’anni non ambisco a nulla di particolare e non devo dimostrare nulla. Ma non entreremo in prova speciale solo per fare numero, punteremo ad essere più velocipossibile e ad arrivare più in alto possibile nella classifica assoluta. Il clima agonistico è anche questo”.

Ferrarotti con Meteco alla sfida del Clio R3T Trophy Alps

Il pilota emiliano, nuovo acquisto della scuderia piemontese, conferma la propria inclinazione a correre all’estero: dopo la partecipazione al trofeo R3 francese, quest’anno Ferrarotti prenderà parte al trofeo franco-elvetico che diventa il nuovo punto di riferimento per le Clio turbocompresse.

Una stagione da… alpino per Ivan Ferrarotti. Il pilota reggiano, fresco di approdo in Meteco Corse, sarà tra i protagonisti del Clio R3T Trophy Alps, il nuovo trofeo di riferimento a livello continentale per le Clio R3 turbo.

Ferrarotti non è nuovo alle sfide oltre confine, visto che già lo scorso anno aveva preso parte al trofeo ‘top’ di Renault, sempre riservato alle Clio R3T ma allora incastonato nel campionato francese. Ora, l’avventura continentale dell’esperto (40 anni da compiere a giugno) reggiano si sposta appunto sul versante franco-svizzero delle Alpi, ove andrà in scena il nuovo trofeo organizzato dall’importatore svizzero.

Il calendario prevede cinque round, con la prima tappa al Rallye Epernay Vins de Champagne il 27/29 marzo, seguita dal Rallye Ain-Jura (8/9 maggio), il Rallye du Chablais (28/30 maggio), il Rallye Mont-Blanc Morzine (3/5 settembre), per chiudere al Valais, dal 15 al 17 ottobre.

“Il 2020 sarà un mix di novità e conferme – spiega il pilota -, perché ritroverò probabilmente diversi dei piloti con i quali mi sono confrontato lo scorso anno, ma cambieranno i rally nei quali ci sfideremo: solo il Mont-Blanc Morzine era incluso nel calendario della passata stagione, per il resto sarà tutto nuovo, almeno per me. Una sfida interessante, caratterizzata non solo da avversari numerosi e competitivi, ma anche da gare sempre di alto livello (il trofeo farà parte dell’ERT Alpine Rally Trophy, ndr). Mi auguro di mettere a frutto l’esperienza fatta l’anno passato in Francia, anche se ci sarà tanto da scoprire, appunto. Mi fa piacere proseguire ancora per un altro anno la mia carriera sulla Clio R3T, sulla quale mi trovo molto bene e ritengo essere una delle migliori auto tra quelle a disposizione tra le due ruote motrici”.

Ferrarotti correrà ancora con il bresciano Manuel Fenoli (i due ritratti nella foto di Dino Benassi) e con una vettura preparata da Gima, team per il quale corre da diversi anni: l’emiliano ha certamente la velocità e l’esperienza per giocarsi le posizioni nobili del trofeo, ma dovrà fare un passo avanti rispetto al 2019, quando a tarpargli le ali (facendolo finire ottavo nella classifica del trofeo) sono state alcune sbavature ed errori di valutazione, per lo più dettati dalla mancata conoscenza delle inedite strade transalpine. Il nuovo portacolori di Meteco Corse riprenderà la via dell’abitacolo già il prossimo fine settimana, al Val Merula, per poi disputare una seconda gara di preparazione in marzo, al Ciocco o all’Appennino Reggiano.