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Minorenni ammessi al Cirt 2019 su Side by Side

Via libera ai piloti minorenni nei rally italiani. È l’interessante novità partorita dall’ultima Giunta Sportiva riunita a Roma nei giorni scorsi. La soluzione messa a punto dall’organismo decisionale dell’Aci Sport permetterà di correre ai piloti di almeno sedici anni con vetture Side by Side in ben tre gare della massima serie tricolore su terra. Una novità clamorosa se si considera che, spesso, la federazione è al centro di lamentele mirate ad evidenziarne la lentezza decisionale. Una novità come questa era attesa da tempo e, finalmente, è arrivata.

Dalla federazione, soddisfatti, spiegano che “già dalla stagione in corso, infatti, sarà permessa, in via sperimentale, la partecipazione a tre gare selezionate all’interno del Campionato Italiano Rally Terra, parliamo di San Marino Rally, Nido dell’Aquila e Tuscan Rewind, ai conduttori over 16 in possesso di patente B1 su vetture Side by Side. Ciò al fine di acquisire dati da presentare al prossimo Consiglio Sportivo Nazionale per l’eventuale partecipazione delle vetture in oggetto nei rally su terra”.

RIS 2019: Breen e Andreucci i grandi ‘esclusi’

Le iscrizioni del RIS 2019 sono ufficialmente chiuse e i due principali nomi che mancano sono proprio quello di Craig Breen, atteso al confronto con Giandomenico Basso, Simone Campedelli e Luca Rossetti sulla difficile terra sarda, e quello di Paolo Andreucci, che sognava di disputare il Rally italia Sardegna con Rudy Briani ma alla fine non è riuscito nell’intento. Mentre di Ucci c’era pieno sentore del forfait in una manifestazione come il Rally Italia Sardegna, la notizia di Breen giunge come fulmine a ciel sereno. E soprattutto non ci si aspettava un’assenza così lunga nella serie tricolore, che inevitabilmente finirà per penalizzarlo in classifica: quella sarda sarà già la seconda prova che il driver irlandese che ha dovuto ripiegare sul Cir 2019 salterà.

A ben vedere non sembra proprio il miglior periodo per Breen, pilota di indubbio talento che continua a lottare contro avversità economiche senza smettere neppure per un minuto di credere nel proprio valore sportivo. Dopo aver dovuto rinunciare al Rally Targa Florio 2019, dove era atteso da tantissimi appassionati e tifosi, ora è costretto a rinunciare anche al Rally Italia Sardegna. Il team manager della Metior, Vittorio Sala, aveva spiegato così la scelta della Sardegna: “C’è un maggiore ritorno d’immagine, che per noi che siamo un piccolissimo team è una cosa importantissima, Craig Breen sulla terra è un osso duro, lui stesso desiderava tornare a correre in un evento WRC…”.

Sala aveva anche aggiunto: “A questo si aggiunga che la spesa per affrontare la gara siciliana e quella per effettuare la trasferta in Sardegna è praticamente identica. Però, o si andava in Sicilia o si andava in Sardegna. E visto che le tappe sulla terraferma non sono in discussione, allora mi è sembrata la cosa più giusta da fare. A Craig dispiace molto non essere al Rally Targa Florio, però non posso nascondere che anche l’idea di andare a correre il Rally Italia Sardegna è parecchio stimolante per tutti”. Peccato, la fine di un sogno. La fine di un incontro atteso, Craig e la Sardegna, lì dove le strade di Breen e quelle del Mondiale Rally si sarebbero di nuovo incrociate.

IRCup, il Rally Piancavallo dice De Tommaso

E’ stata una cavalcata trionfale quella di Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone al 33° Rally Piancavallo, organizzato da Knife Racing con piena soddisfazione dell’Automobile Club Pordenone. Prima volta nell’International Rally Cup, dinamiche ruggenti e cariche di buoni auspici per il futuro. Ma due giorni di gara bersagliata dal maltempo, che non ha risparmiato nemmeno le premiazioni in piazza Italia a Maniago, però si è presa i complimenti dei protagonisti per la qualità del percorso e le suggestioni legate all’antico prestigio, ora riattizzate dall’entusiasmo di Stefano Lovisa & C.

Il giovane pilota varesino, con una Skoda Fabia R5 del team Munaretto, ha dominato i due giorni di gara coprendo 122 chilometri di prove speciali nel tempo totale di 1:22’47’’4. Dopo il successo a Reggio Emilia lo scorso aprile nel primo appuntamento dell’International Rally Cup 2019, si è preso anche il trionfo a Piancavallo rafforzando il primato nella classifica generale. Vittoria mai in discussione fin dalle prime prove speciali di sabato su Poffabro e Barcis-Piancavallo, marcando distacchi profondi sulla truppa degli inseguitori.

Il favorito della vigilia, Manuel Sossella su Ford Fiesta Wrc, ha sofferto per un’errata scelta di gomme è ha perso fiducia pagando un ritardo di quasi 2 minuti. Così ieri mattina non è nemmeno ripartito, idem il comasco Paolo Porro (altra Fiesta Wrc) causa incidente sulla salita in notturna a Piancavallo, mentre ieri mattina De Tommaso sulle prove di Pielungo (10’00’’1) e Campone (5’37’’6) ha aumentato il vantaggio sui rivali con le Skoda R5, Alessandro Re e Alfonso di Benedetto. Poi è salito in cattedra proprio il siciliano Di Benedetto, miglior tempo nelle ripetizioni di Pielungo (9’48’’7) e Campone (5’34’’3), ancora distante dal battistrada ma ormai a soli 0’’8 da Re prima del gran finale a Pradis-Grotte.

Sugli oltre 26 km di tracciato cronometrato della prova “marathon”, con strada ancora bagnata e viscida, De Tommaso ha pensato bene di guidare in controllo, Di Benedetto (17’20’’8) ha “graffiato” e superato Re (a 9’’2) tanto da scalzarlo in extremis dalla piazza d’onore. Migliore degli equipaggi pordenonesi quello composto da Marco Zannier e Marika Marcuzzi, al loro debutto su Skoda Fabia con un quarto posto assoluto da incorniciare. Scotto della prima volta su Ford Fiesta Wrc per Denis Babuin e Roberta Spinazzé, comunque ottavi davanti ad Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet su Fabia R5.

Positiva anche la prova di Dimitri Tomasso e Franco Durat (Peugeot 208), dodicesimi assoluti e secondi di Classe R2B, davanti a Fabrizio Martinis e Marco Mirabella (Renault Clio), ai quali sono mancati rivali diretti in R3C.

Nel rally storico vittoria di Maurizio Finati con una splendida Lancia Rally 037 in 58’18’’7, scatenando brividi di nostalgia lungo prove speciali contornate di pubblico, nonostante il meteo inclemente. Seconda posizione assoluta per la Bmw M3 di Andrea Romano a 1’12’’6, mica facile gestire una trazione posteriore nel viscido. Terzo il tedesco Michael Stoscheck su Porsche 911, ultrasettantenne capace ancora di scherzare in controsterzo, un plus valore per Knife Racing con il suo marchio Brose a sostenere il Piancavallo.

Nella rally nazionale, i primi tre sono andati a braccetto praticamente in tutte le prove speciali tranne una. Sempre il più veloce lo spezzino Claudio Arzà (tempo totale 53’01’’0), manco a dirlo con una Skoda Fabia R5 come il paluzzano Nicola Cescutti (secondo a 1’03’’0), l’avversario più insidioso. Terzo (a 2’46’’1) il francese Cyril Audirac su Peugeot 207 Super 2000, in debito di potenza ma certo non di grinta. Ottimo quarto il pordenonese Enrico Zille (Peugeot 106 Kit) e settimo Cristian Secondin (Peugeot 208). 

Nella prima giornata, il Rally Piancavallo si è subito rivelato duro, selettivo, per qualcuno anche micidiale. E non sono mancate le sorprese nel teatro di “Poffabro” e “Barcis-Piancavallo” con tanta gente sugli spalti naturali nonostante il tempo inclemente, pure la nebbia a indispettire gli equipaggi in lotta per International Rally Cup, Rally Storico e Rally Nazionale. Già la partenza in piazza Italia a Maniago, tra uno scroscio e l’altro, ha dato il menù della gara bagnata e pareva che tutti avessero scelto le gomme “rain”. Invece qualcuno ha azzardato un paio di “stampo”, come una scelta di mezzo per vedere come va e provare a indovinare subito una strategia vincente.

Tra questi pure il favorito numero uno, Manuel Sossella, campione di ritorno nella ribalta Irc con tre titoli in bacheca. La sua Ford Fiesta Wrc ha patito l’inferno beccando 38’’6 sulla prima di “Poffabro” dall’enfant prodige Damiano De Tommaso, 5’20’’8 con la Skoda Fabia R5 più veloce del lotto. Ma non è andata meglio sulla “Barcis-Piancavallo”, altri 14’’2 sul groppone di Sossella rispetto al graffio di De Tommaso in 13’08’’2, nonostante un cambio gomme che è servito comunque a limitare i danni.

“Sono in chiara difficoltà e devo recuperare fiducia” ha ammesso il driver vicentino, condizionato dall’uscita di strada di una settimana fa in gara test al Valpolicella dopo uno stop che durava dall’altro botto rimediato lo scorso ottobre a Como. Nessun problema, invece, per il campione italiano junior, battendo il ritmo senza alcuna sbavatura. Nel ritorno a “Poffabro” a graffiare è Alfonso Di Benedetto in 5’14’’0, De Tommaso cede 5’’1 ma Sossella a 12’’9. Così dopo tre prove il margine tra il vecchio e il nuovo dell’Irc era salito a 1’00’’6, impensabile alla vigilia.

Certo la strada viscida ha ridotto il divario prestazionale tra R5 e Wrc, anzi, le più muscolose “world rally car” si fanno ancora più difficili da gestire pattinando nei tornanti. Prova ne sia che a recitare in vetta è stata pure la Skoda di Di Benedetto mentre quella di Alessandro Re ha preso la piazza d’onore, provvisoria, senza trascurare l’esordio stupefacente di Marco Zannier con la vettura ceca, secondo tempo iniziale a Poffabro in 5’26’’5. Ieri sera, infine, “Barcis-Piancavallo” (dedicata alla memoria di Maurizio “Icio” Perissinot) ridotta per tutti ai 14,90 km di “Pian delle More”, ovvero la misura prevista per Storico e Nazionale.

Nebbia da tagliare con il coltello, diluvio e ritardo nel riposizionare la postazione crono. De Tommaso comunque padrone in 10’22’’2 che diventano 34’10’’3 nel totale, Re a 27’’3 e Di Benedetto a 38’’3. Soddisfatto Zannier quarto a 1’10’’2, migliore dei pordenonesi. Sossella a 1’45’’8, però visto Liverpool e Tottenham mai dire mai, con cinque prove speciali ancora a disposizione e magari un po’ di parziale asciutto che non guasterebbe. Un peccato il ko di Paolo Porro dopo circa 4 km dallo start sul lungolago. Fiesta Wrc che gli stava dando problemi di visibilità con appannamento del parabrezza.

L’uscita di strada ha tolto definitivamente un atteso protagonista della gara. Nel Rally Storico in testa Maurizio Finati (Lancia 037) in 23’11’’3, graffiando sulle prime due prove, mentre Andrea Romano (Bomw M3) si è preso gloria nella ripetizione di “Pian delle More” e viaggia secondo a 1’10’’8, Ennio Boria (Renault 5 Gt Turbo) terzo a 1’44’’1. Skoda Fabia protagoniste anche nella Gara Nazionale. Al comando quella di Claudio Arzà in 21’15’’5 con 6’’9 sulla rivale condotta da Nicola Cescutti, terza la Peugeot 207 Super 2000 del francese Cyril Audirac a 40’’8. 

Classifica assoluta Rally Piancavallo 2019

1. DE TOMMASO-ASCALONE (Skoda Fabia) in 1:22’47.4; 2. DI BENEDETTO-LONGO (Skoda Fabia) a 25.0; 3. RE-TURATI (Skoda Fabia) a 33.4; 4. ZANNIER-MARCUZZI (Skoda Fabia) a 2’27.1; 5. GENTILINI-ZANCHETTA (Ford Fiesta) a 2’52.1; 6. TOSI-DEL BARBA (Skoda Fabia) a 4’09.8; 7. RONCORONI-BRUSADELLI (Skoda Fabia) a 4’57.9; 8. BABUIN-SPINAZZÈ (Ford Fiesta) a 5’22.0; 9. PROSDOCIMO-ZANET (Skoda Fabia) a 6’56.3; 10. ROVATTI-CAVICCHI (Peugeot 208) a 7’36.0; 11. CARNIELLO-ZILLE (Peugeot 207) a 8’02.3; 12. TOMASSO-PICENO (Peugeot 208 Gti) a 8’50.2; 13. MARTINIS-MIRABELLA (Renault Clio) a 8’54.7; 14. CASELLA-ARLOTTA (Peugeot 208) a 9’18.4; 15. TARGON-DI GIUSTO (Honda Civic Type R) a 9’27.1; 16. BUIATTI-BARICHELLO (Ford Fiesta MK8) a 9’40.9; 17. SARTOR-TESSARO (Peugeot 208) a 9’45.5; 18. BÃœHLER-ZANNI (Peugeot 208 Vti) a 10’06.2; 19. POLISINI-PASCALE (Mitsubushi Lancer Evo X) a 10’50.6; 20. ZANOTTI-BERNARDI (Peugeot 208) a 10’51.7; 21. BELLI-COSTI (Mitsubushi Lancer Evo X) a 11’01.1; 22. ZORRA-CARBOGNANI (Peugeot 208) a 11’12.6; 23. ZANOTTO-BUCCINO (Peugeot 208) a 11’13.7; 24. ANCILLOTTI-SANESI (Peugeot 208) a 11’15.8; 25. PARONUZZI-ALTINIER (Peugeot 208) a 12’01.5; 26. TRINCA COLONEL-TRECCANI (Citroen Saxo Vts) a 12’15.2; 27. BEARZI-PRIZZON (Renault Clio 1.6 16v) a 12’21.2; 28. DELLA MAGGIORA-FAVALI (Renault Clio) a 12’46.3; 29. FIORESE-GUADAGNIN (Mitsubushi Lancer Evo X) a 13’13.1; 30. FAVARO-PAVAN (Ford Fiesta) a 13’14.1; 31. SIVILOTTI-MUIN (Peugeot 208) a 13’17.3; 32. GUGLIELMETTI-GUGLIELMETTI (Citroen Saxo) a 13’46.7; 33. PIZZINATO-COLLINI (Fiat Cinquecento Sp.) a 16’27.8; 34. TOFFOLO-BIASIO (Peugeot 106 Rallye) a 16’30.6; 35. LUSSO-DEL FRARI (Renault Clio Rs Sport) a 17’24.1; 36. MAGLIONI-ALFIERI (Peugeot 106) a 17’47.7; 37. GARDINI-DE VINCENZI (Citroen Saxo) a 18’20.4; 38. MARCON-MOSENA (Peugeot 106 Rallye) a 20’34.5; 39. LANTERI-LANTERI (Renault Twingo) a 21’15.5; 40. CATALINI-SALOTTI (Renault Twingo) a 21’23.3; 41. CERIALI-FERRARIS POTINO (Renault Twingo) a 23’05.7; 42. PELOSI-GUZZI (Renault Twingo) a 26’15.3; 43. GABRIELE-PIANON (Citroen Saxo Vts) a 26’46.4; 44. SPORZON-BALDAN (Peugeot 106) a 27’05.9;

Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici dopo il Rally Adriatico

Il primo round del nuovo Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici è stato un successo. La neonata competizione ideata e promossa da ACI Sport, con la collaborazione di Yokohama come unico fornitore ufficiale per gli penumatici, ha preso inizio al Rally Adriatico in coincidenza della prima gara del CIRT. È stato un debutto piuttosto positivo per i partecipanti al Trofeo, sempre competitivi, spesso vicini alla top ten nella gara marchigiana.

Tra i piloti iscritti al monomarca svetta su tutti il giovane trevigiano Mattia Codato. Il driver classe 1991 infatti a sfruttato al meglio la sua Mitsubishi Lancer Evo X, sempre in coppia con Christian Dinale, approfittando delle difficoltà dei rivali per lanciarsi verso la prima vittoria della stagione. Una prestazione che rischiava di essere compromessa all’inizio del rally, quando già sulla PS “Colognola” Codato iniziava a lamentare problemi al cambio. La conoscenza della vettura e delle strade bianche dell’Adriatico, vista la partecipazione al CIRT dello scorso anno, hanno avvantaggiato l’equipaggio Codato-Dinale fino al successo.

“Sono veramente contento – dichiara Codato al traguardo – per questa prima vittoria. Devo dire che sembrava un rally complicato e lo è stato per tutti. Mentre correvamo continuava ad entrare spesso la 1a marcia e ho dovuto lottare ad ogni cambio tornante. Poi nella fase centrale abbiamo pagato una scelta di gomme forse non ideale, ci aspettavamo condizioni meteo diverse. Fortunatamente, grazie al gran lavoro della squadra e all’ottimo supporto degli pneumatici Yokohama siamo riusciti a portarla fino in fondo, ottenendo un risultato importante per il Trofeo. Credo che questa competizione sia una buona iniziativa, oltre che un’opportunità per chi partecipa, ma anche per il pubblico di rivedere all’opera queste vetture sempre competitive e spettacolari. È stata una prima battaglia avvincente e ora iniziamo a pensare al Rally Italia Sardegna”.

Alle spalle di Codato secondo posto per il compagno di squadra James Bardini. Il pilota veneto, insieme alla giovane navigatrice Barbara Bogoni, ha portato fino in fondo la Subaru Impreza nonostante alcune difficoltà. Sofferto per lui soprattutto il primo loop di prove, quando il feeling non ottimale con la nuova vettura lo ha portato a diversi errori e un’uscita di strada sulla lunga “Due Laghi”. Bardini ne è uscito con l’esperienza e prendendo continuità sulla Subaru ha portato a casa punti importanti guardando alla classifica del Trofeo.

Il Rally Adriatico si è quindi confermata una gara intensa e selettiva. Lo hanno dimostrato i diversi ritiri, in tutte le classi. Per quanto riguarda le N4 in corsa per il Trofeo Gruppo N la vittima illustre è stata Pier Giorgio Bedini, affiancato da Marco Pollicino, che si era portato al comando della speciale classifica per gran parte della corsa ma è stato costretto a fermarsi sulla PS 8 “Dei Laghi”. Sulla lunga prova speciale Bedini ha riscontrato la rottura di un tubo dei freni della sua Lancer Evo X, terminando così con il ritiro.

Rally sfortunato anche per Christian Gabbarrini. Il pilota di Foligno era partito alla grande aggiudicandosi la prova d’apertura, rifilando 3.5’’ a Bedini per posizionarsi in prima posizione nel Trofeo. L’ottima prova è stata compromessa subito dopo, quando Gabbarrini, nell’equipaggio tutto umbro insieme a Paolo Galli, ha avuto problemi al radiatore della Subaru Impreza rientrando anticipatamente in assistenza per il ritiro definitivo dopo poco più di 5 km di gara. Ora le 4×4 gommate Yokohama seguiranno il calendario CIRT verso l’importante e atteso Rally Italia Sardegna, l’ottavo appuntamento del World Rally Championship.

Nikolay Gryazin: ‘In Italia sterrati come in Finlandia’

Un 26° Rally Adriatico sfortunato per Nikolay Gryazin e Yaroslav Fedorov che, in lotta per la vittoria con i francesi Consani-De La Haye, sono purtroppo usciti di scena durante la PS6 Avenale di 5,18 chilometri nel tentativo proprio di intaccare la leadership dei transalpini. Con RS e oltre, Gryazin non ne fa mistero. Sfortuna sì, ma ”abbiamo esagerato”.

“Sulla PS6 abbiamo continuato a spingere e in una curva abbiamo colpito un terrapieno. L’auto è finita su due ruote e non è stato possibile tenerla. Ci siamo schiantati contro gli alberi, strappando la ruota posteriore sinistra. Stiamo entrambi bene, ma la gara per noi è finita”, ha detto Gryazin in quel momento.

Gryazin e Fedorov, portacolori del team italiano Movisport, erano al Rally Adriatico per preparare la partecipazione al 53° Vodafone Rally de Portugal. Nei giorni di test antecedenti la gara tricolore, i due hanno provato con due differenti Skoda Fabia R5.

Non è la prima volta che gareggiate in Italia, ma è la vostra prima su terra. Cosa ne pensate del livello del Campionato Italiano Rally Terra? qual è la vostra impressione sulla tipologia delle prove…

“Concorrenti tutti estremamente veloci, anche se molti di loro avevano già avuto esperienza su queste strade, ma proprio per questo è stato ancora più interessante gareggiare qui. Beh, trovo difficile poter paragonare queste speciali con altre già affrontante anche nel WRC2. Certamente sterrati tosti, simili a quelli della Finlandia”.

  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico

Indipendentemente dalla vostra uscita di scena anticipata, avete trovato utile partecipare a questa competizione in vista del vostro prossimo appuntamento nel WRC2 al Rally de Portugal?

“Sì, assolutamente. Abbiamo utilizzato alcune soluzioni che porteremo in Portogallo, come la scelta degli pneumatici per esempio, optando per la mescola dura che avremmo a disposizione nel mondiale, ma che ovviamente male si adattava a questo sterrato scivoloso”.

Una gara impressionante, fino all’uscita di strada. Forse avete spinto un po’ troppo.

“L’obiettivo era superare Consani in classifica generale, dopo che il primo giro di speciali ci aveva impedito di spingere a causa delle gomme fredde. Come ti ho detto proprio per la scelta che abbiamo effettuato in vista del prossimo appuntamento del WRC2. Durante il secondo “loop” di prove il grip è migliorato e così abbiamo deciso di spingere, ma credo che abbiamo esagerato”.

Un’ultima domanda sulle due giornate di test che avete effettuato nei giorni precedenti il Rally Adriatico: avete utilizzato due vetture. Avete provato differenti soluzioni?

“Esatto, abbiamo lavorato molto sul set-up durante il primo giorno, testando soluzioni diverse su entrambe le vetture. Il secondo giorno è piovuto ed il fondo molto scivoloso è risultato utile per poter avere anche dei riferimenti in preparazione di un assetto da bagnato”.