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Aci Team Italia ed Alberto Battistolli pronti per il Liepāja Rally

Con lo Shakedown e la Qualification Stage di oggi, venerdì 14 agosto, è scattato ufficialmente il weekend lettone, secondo appuntamento dell’European Rally Championship.
Nikolay Gryazin, al volante della Hyundai i20 R5 ufficiale, è stato il più veloce sui 4,61 chilometri di prova, regolando di quasi tre decimi il polacco Marczyk su Skoda Fabia R5 ed il giovane Oliver Solberg su Volkswagen Polo GTI R5.

Quattordicesimo tempo ed un po’ di amaro in bocca per Alberto Battistolli e Simone Scattolin, alfieri di ACI Team Italia al via del Liepāja Rally sulla Skoda Fabia R5 della Delta Rally gommata Pirelli.
Il giovane figlio d’arte vicentino sarà il secondo pilota a partire durante la prima tappa, ricevendo così l’arduo compito di “spazzare” la strada durante il primo giorno di gara lettone. Battistolli, che lamenta la perdita qualche secondo di troppo sui quattro chilometri della prova, ha fermato il cronometro della Qualification Stage in 2:16.511.

“Guarderemo la strada dal finestrino laterale come al Tuscan” afferma scherzando Battistolli Jr. “A causa di qualche secondo perso durante la Qualification Stage, saremo la seconda vettura a partire durante la tappa di domani, pertanto avremo l’arduo compito di “pulire la strada” ai nostri avversari. Gli sterrati del Liepāja Rally sono molto veloci ed il margine di errore è davvero risicato. Il nostro obiettivo primario rimane sempre quello di accumulare esperienza e, per questo, ringrazio Simone per avermi aiutato durante le ricognizioni, i suoi consigli saranno fondamentali lungo i 175 chilometri fra le foreste lettoni.”

Alberto Battistolli

L’hashtag #italianmafia e la figuraccia Tricolore di Consani

“Tutte queste storie non ci da voglia di tornare in Italia”. Così, sulla propria pagina facebook, domenica pomeriggio Stephane Consani aveva sfogato tutta la propria rabbia in merito alla penalità di dieci minuti inflittagli per non aver rispettato l’orario di partenza nel primo passaggio della “Alpe di Poti”, decisione legata alla scarsa visibilità dovuta alla persistente presenza di polvere nell’aria.

Lì, secondo quanto riferito attraverso un verbale inviato in Direzione Gara, il francese avrebbe ritardato la partenza, presentandosi alla fotocellula giusto una manciata di secondi prima dopo essere stato ripetutamente sollecitato dal commissario competente. Un’esternazione che ha sollevato polemiche su polemiche, non certo legate ai toni utilizzati a posteriori ma ad un dettaglio che non è sfuggito ai più: il francese, attaccato dal legittimo risentimento dei molti appassionati, ha modificato il post epurandolo dal becero #italianmafia utilizzato nella prima, rabbiosa, versione.

Una modifica tardiva che non gli ha evitato qualcosa di più che una tirata d’orecchi da parte della sua scuderia – la siciliana Project Team – che, a seguito della pubblicazione dello screenshot testimone del malefatto, non ha esitato a diramare un comunicato ufficiale chiedendo le pubbliche scuse da parte del pilota d’oltralpe.

L'hashtag #italianmafia e la figuraccia Tricolore di Consani
L’hashtag #italianmafia poi rimosso dopo circa una decina di minuti

“Si sa, la rabbia è da sempre una pessima consigliera e per quanto il regolamento possa essere discutibile e migliorabile, quello è e va rispettato – avrebbe riferito qualche ora dopo il patron del sodalizio isolano Luigi Bruccoleri -. Detto questo, fermo restando che ci dissociamo senza se e senza ma da quanto riportato da Stéphane sui social, conoscendolo siamo certi che, a mente fredda, si renderà conto di aver sbagliato e rimedierà porgendo le dovute scuse. In caso contrario, valuteremo se confermare o meno la nostra collaborazione con il conduttore transalpino per il prosieguo della stagione”.

Una presa di posizione ci risulta seguirà, sempre affidata ad un comunicato stampa, da parte della Erreffe, team che ha messo a disposizione di Consani la propria Skoda Fabia R5. Il team condanna lo sfogo social del proprio portacolori, e la struttura piemontese ribadirà quella che è stata la motivazione regina del mancato rispetto delle regole: una situazione di insicurezza legata alla mancata concessione dei due minuti dalla partenza della vettura precedente.

Un privilegio concesso soltanto ai piloti prioritari – cinque – e negato al driver transalpino nonostante si sia elevato a campione sulla terra della serie tricolore 2019, legato alla nazionalità. “Durante il primo giorno di gara, concluso da Stephane in terza posizione assoluta, abbiamo più volte chiesto di poter disporre dei due minuti dalla partenza dell’equipaggio precedente, senza ottenerli. All’avvio della quinta speciale, non se l’è sentita di partire. E’ stata una sua decisione personale”, spiegano nel team.

Una polemica che ha diviso in due l’opinione pubblica, generando fazioni. La più corposa – al lordo della tremenda gaffe social del francese – è quella che ci porta a pensare che domenica ha perso il nostro sport. In ogni caso, poi, tutti sono partiti a due minuti. Per quanto sgradita e sgarbata, la protesta di Stephane è servita ad aprire un confronto sul futuro, perché il problema non è il Rally Valtiberina e quindi si riproporrà al prossimo appuntamento su terra.

Una polemica da analizzare con buonsenso e dalla quale trarre opportune considerazioni, cercando di valorizzare al meglio le proposte che arriveranno sul tavolo. Il web, intanto, si è già espresso: abolire le priorità e rendere equo il contesto in condizioni analoghe a quelle proposte dal “Valtiberina” oppure fare un passo indietro, assegnando tre minuti agli equipaggi prioritari e due al resto della compagnia. La sensazione, in ogni caso, è che qualcosa verrà fatto in proposito, dando continuità a quel dialogo tra federazione e praticanti rivelatasi decisiva nella ripartenza dei rally.

Ti racconto il debutto europeo della Clio Rally5 Delta Rally

L’avventura ha inizio martedì 14 luglio 2020: mentre sono in centro a Padova a fare una passeggiata con un paio di amici, mi arriva una telefonata. Leggo “Alberto Battistolli”, rispondo al volo. Dopo 3 minuti riattacco, sorrido, chiamo a casa, chiamo a lavoro, sorrido di nuovo. Tutto ciò nel giro di forse 5 minuti. Poi me ne rendo conto: correrò Lucca e Roma, a fianco di Nicola Cazzaro, sulla nuovissima Renault Clio RSR Rally5 della Delta Rally per i colori della Scuderia Palladio.

Immaginatevi di essere un ragazzo di 19 anni, che alla sua quarta gara in assoluto viene chiamato per affrontare il debutto europeo di una vettura nuovissima e che, per di più, la settimana successiva si ritroverà in una gara ERC… Roba da flebo a base di benzodiazepine. Nei giorni precedenti alla prima delle due gare, il Lucca, la gioia e la forte emozione rimangono vive, ma giustamente subentra l’ansia di sbagliare qualcosa. Cerco comunque, nel poco tempo che ho a disposizione, di preparare le due gare al meglio delle mie capacità, per poter dare il mio 100% in gara.

Tra il giovedì ed il sabato pre gara inizio a conoscere il mio nuovo pilota Nicola Cazzaro, nasce un bel feeling ed iniziamo a capirci. Domenica è il giorno della verità, e finalmente possiamo iniziare a capire come funzione la nuova Clio Rally5. Le prove speciali sono molto varie, tecniche, a tratti parecchio sporche, e con dei bei tratti in discesa. L’auto piace a Nicola, con cui si trova bene particolarmente in discesa (viene da 2 anni di Trofeo A112 Abarth, è abituato a lanciarsi in discesa, e si vede).

Nicola Cazzaro porta al debutto europeo la Renault Clio Rally5 con Nicolò Lazzarini
Nicola Cazzaro porta al debutto europeo la Renault Clio Rally5 con Nicolò Lazzarini nella foto Massimo Ponti

La guida davvero bene, ovviamente prendendoci le giuste misure e senza rischiare nulla. Il punto forte della Clio Rally5 è la coppia ai bassi regimi: il turbo le consente di essere molto reattiva fin da subito. L’assetto è molto rigido, ottimo per le strade ben messe e miste, un po’ meno per lo sconnesso. Il cambio è spettacolare: un sequenziale Sadev 5 rapporti, molto corto, ottimo per le strade italiane, soprattutto nel misto stretto.

L’auto in generale mi pare solida, sincera, un bel mezzo, sopra le aspettative per essere una (ex) R1. Personalmente, basandomi sulle auto su cui ho avuto modo di salire (dal sedile di destra), la accosterei di più ad una R2 che ad una Racing Start o R1 di vecchia generazione come le Suzuki: per il suo prezzo, contenuto rispetto ad alcune rivali, è davvero un mezzo molto valido, e soprattutto molto competitivo.

Lucca è stata un gara dove ci siamo davvero divertiti, anche se il nostro unico obiettivo era quello di cercare di capirci qualcosa in vista del Rally di Roma Capitale, prime due tappe (Gara 1 e Gara 2) del Cir R1, dunque il passo è stato comunque accorto, pensando a non strafare. Vinciamo la classe (da soli), e ci sono tutte le migliori premesse per un Roma entusiasmante.

Torno a Padova lunedì, dopo una “balla” presa alla domenica sera per festeggiare, che mi ricorderò a lungo, e subito martedì partiamo in direzione Roma. Le ricognizioni presentano già la grande novità (per me che sono un novellino) del gps tracking, col quale non si possono superare i 70 km/h di velocità massima. Oltre a questo, per me è davvero quasi tutto nuovo, ma cerco di non cadere dalle nuvole. Rispetto alle poche gare che ho fatto, il palcoscenico di Roma trasmette quell’idea di “rally di alto livello”, ti dà proprio la sensazione di essere in mezzo ai grandi del rallysmo internazionale.

La Clio Rally 5 Delta Rally in assistenza al Rally di Roma
La Clio Rally 5 Delta Rally in assistenza al Rally di Roma nella foto Massimo Ponti

Le prove speciali del sabato sono sporche, sconnesse, strette, mentre quelle della domenica risultano molto più larghe, scorrevoli, lisce, veloci. Il sabato, soprattutto a Pico, cerchiamo di non commettere errori e di evitare possibili forature. Ciò si ripercuote sui tempi, dunque concludiamo Gara 1 secondi, dietro la Suzuki ibrida di Simone Goldoni. In Gara 2 partiamo molto più aggressivi e prendiamo sin da subito un bel vantaggio, che manteniamo fino a fine gara, vincendo davanti a Goldoni ed al giovane Porta su Ford Fiesta R1. Nella classifica di CIR R1 ci ritroviamo a pari merito con Goldoni, dietro poi c’è Davide Porta.

Ringrazio di cuore Alberto Battistolli e Simone Scattolin per l’occasione d’oro riservatami, Nicola Cazzaro per essersi fidato d’un novellino come me ed avermi fatto vivere due weekend indimenticabili, la Delta Rally per l’ottima assistenza e non ultima per importanza la Scuderia Palladio.

Due esperienze fantastiche, che spero di poter rivivere prima o poi (più prima che poi, se sarà possibile), che mi hanno lasciato tanto non solo in quanto ad esperienza per il futuro, ma anche in fatto di emozioni: ho potuto parlare con alcuni di quei campioni che ho sempre visto come divinità inavvicinabili, ho scoperto la semplicità e la bontà di alcune persone del settore, ho capito il vero significato della parola fiducia, e della parola amicizia. Ho avuto l’ennesima conferma che i rally sono ciò che più mi dona emozioni, e che non voglio assolutamente smettere d’emozionarmi.