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Esteban Ocon con la Alpine A110 al “Monte”

Esteban Ocon effettuerà due Prove Speciali nella giornata di apertura dell’89° Rally di Montecarlo con l’apripista VIP, cominciando da un shakedown mattutino per cogliere tutte le sfumature dell’Alpine A110S nelle condizioni più uniche che rare di questa gara.

Il rally prenderà il via oggi alle ore 13.10 a Gap. Esteban si cimenterà sull’ES1, un percorso di 20,58 km tra Saint-Disdier e Corps, e sull’ES2, che collega Saint-Maurice a Saint-Bonnet, insieme ai protagonisti del Campionato Mondiale Rally, tra cui i connazionali Sébastien Ogier, Campione del Mondo in carica, e Pierre-Louis Loubet, compagno di allenamenti durante la pausa invernale.

Il francese avrà il numero di gara 31 apposto sull’Alpine A110S con la tradizionale ed emblematica livrea blu.

Questa settimana, Alpine potrà contare su cinque equipaggi impegnati nella categoria R-GT del Rally di Montecarlo con Cédric Robert, Emmanuel Guigou, Philippe Baffoun, Pierre Ragues e Raphaël Astier al volante dell’Alpine A110 Rally nei quattro giorni della gara.

“È un’opportunità fantastica e non vedo l’ora di vivere la mia prima esperienza al Rally di Montecarlo. È un evento leggendario, un gioiello del calendario del motorsport e so quanto sarà speciale farne parte. Non vedo l’ora di guidare la splendida Alpine A110S. Ho scoperto l’Alpine A110 lo scorso ottobre nei tre giri fatti sulla Nordschleife. Una giornata indimenticabile, con un veicolo molto agile e confortevole, nato proprio per raccogliere queste sfide, fatte di curve strettissime e passi di montagna. Il rally è sempre stato uno dei miei sogni, per cui guidare l’Alpine A110S a Montecarlo è il modo ideale per iniziare l’anno”.

Subaru Rally, la grande avventura giapponese on the road

Subaru Rally è l’opera che racconta dalla seconda metà degli anni Sessanta la leggenda Subaru nello sport più bello del mondo. Dai tempi pionieristici a quelli della Leone RX Turbo fino alla Impreza WRC, passando per la Vivo Super KKK, la Legacy RS 4WD Turbo e la Impreza 555 Wrx Turbo. Storie, manager che hanno dato vita al “sogno blu”, uomini (piloti e copiloti) che hanno contribuito a rendere un sogno di tanti in realtà: Colin McRae, Richard Burns, Petter Solberg, Marrku Alén, Juha Kankkunen, Ari Vatanen, Piero Liatti, Carlos Sainz e Tommi Makinen a Possum Bourne, Francois Chatriot, Alister McRae, Xavier Pons, Bruno Thiry e Simon Jean Joseph e tanti tanti altri protagonisti di quell’indimenticabile e indimenticato periodo.

Subaru Rally è un supplemento della nostra collana editoriale “Storie di Rally”, conta 260 pagine, quasi 500 splendide foto a colori, in alcuni casi rare, e racconta curiosità su personaggi e vetture, schede tecniche di tutte le versioni delle auto da rally Subaru e tanto altro. Firmato da Marco Cariati, come da tradizione, sono disponibili due versioni una a copertina morbida (clicca qui) e una a copertina rigida (clicca qui), entrambe stampate su pregiata carta patinata lucida e stampa premium. Un libro da collezione molto particolare. Non ingombrante ma ricco di informazioni.

Un viaggio meraviglioso che parte da una domanda tipicamente giornalistica: ma chi l’avrebbe detto che in poco più di dieci anni la Subaru si sarebbe trasformata da marchio pressoché sconosciuto, almeno nella vecchia Europa, a punto di riferimento del rallysmo mondiale? Eppure è successo ed ancora oggi, otto anni dopo l’addio dei giapponesi al mondo delle corse su strada, dire Subaru equivale a dire rally. Le conoscenze tecniche degli ingegneri del Sol Levante unite al fiuto per il businnes ed alle ottime capacità manageriali di David Richards hanno creato il mix perfetto, la classe innata di Colin McRae è stata la classica ciliegina sulla torta che ha trasformato la Subaru Impreza nella degna erede della Lancia Delta.

A metà degli anni Ottanta il marchio giapponese, abbastanza diffuso nel sud-est asiatico ed in Oceania, era visto come il partner perfetto per allevatori e per gente che utilizzava l’auto per lavoro. Le vetture Subaru, brand della Fuji Heavy Industries, erano considerate robuste ed affidabili a discapito del comfort e, cosa importante nel settore delle competizioni, delle prestazioni. Il loro grande punto a favore è che nascono già a quattro ruote motrici, aspetto importante per chi deve lavorare in campagna ma a quei tempi fattore importante anche per chi vuole avvicinarsi alle corse. Infatti il debutto, all’inizio del 1981, dell’Audi Quattro a trazione integrale aveva trasformato radicalmente l’atteggiamento del mondo rallistico verso questa soluzione tecnica.

Ecco che, in quei primi anni Ottanta, qualche preparatore seguito in maniera più o meno… amichevole dalla Fuji Heavy Industries si cimenta nella preparazione di vetture Subaru per i rally. Il primo risultato di rilievo arriva nel 1983 quando il neozelandese Possum Bourne nella gara di casa valida per il Mondiale Rally ottiene la vittoria in Gruppo A al volante di una RX, nome con cui la Leone era commercializzata fuori dal Giappone, un coupé a motore aspirato. Il successo passa quasi inosservato perché all’epoca il palcoscenico era pressoché tutto occupato dalle performanti vetture di Gruppo B, ma è comunque un primo passo. Nel 1985 i giapponesi sfornano la RX Turbo: la potenza sale a circa 190 cavalli e quindi si può nutrire qualche speranza di fare bene nelle corse.

I tecnici della Casa madre allestiscono alcuni esemplari della RX Turbo Gruppo A per le corse africane dove la potenza conta meno dell’affidabilità, vero e proprio punto di forza delle Subaru. Nel 1985 Carlo Vitulli si piazza decimo al Safari vincendo il Gruppo A, l’anno dopo lo specialista locale Mike Kirkland ripete il successo nel Turismo preparato finendo al sesto posto dell’assoluta. Nel 1987 seguiranno altre buone prove sempre al Safari con Per Eklund ed Ari Vatanen (al rientro due anni dopo l’incidente in Argentina) ed in Nuova Zelanda con Bourne.

Ormai il dato era tratto: sul mercato, nel 1989, appare la Legacy RS 4WD Turbo a tre volumi che riprende alcune soluzioni tecniche della RX Turbo come le quattro ruote motrici, il motore boxer che, essendo “piatto”, contribuisce ad abbassare i pesi, e le sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote. Dall’altra parte del mondo, in Gran Bretagna, la Prodrive di David Richards è alla ricerca di una vettura con cui sostituire la Bmw M3 Gruppo A la cui competitività è limitata ai rally su asfalto. A Bambury mettono gli occhi sulla Legacy e ritengono che sia una buona base per sviluppare un’auto per le corse.

I tecnici si mettono all’opera mentre a Richards tocca il compito di coinvolgere i vertici di Fuji Heavy Industries, cosa che gli riesce perfettamente: nel 1990 inizia, tra lo scetticismo degli avversari, l’avventura iridata della Legacy. Il tempo di sviluppare la vettura e di far crescere la promessa Colin McRae e nel 1993 la giapponesona vince la sua prima gara iridata in Nuova Zelanda. Dopo di lei arriverà la Impreza, prima in versione Gruppo A e poi nella più potente versione WRC, ed assieme a lei altre 46 vittorie mondiali, tre titoli Costruttori e tre titoli tra i Piloti con McRae, Richard Burns e Petter Solberg. Una serie di successi che consegnano Subaru alla storia delle corse ed al cuore degli appassionati.

la scheda

SUBARU RALLY

Autore: Marco Cariati

Copertina: rigida e morbida

Immagini: quasi 500 a colori

Pagine: 260

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Prezzo: 38 euro (copertina morbida) 42 euro (copertina rigida)

Peso: 610 grammi

ISBN: 9798667110460

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Storie di rally, Sergio Cresto: born to be a star (VIDEO)

Sergio Cresto era natio di New York, doveva aveva visto la luce il 19 gennaio 1956, ma aveva origini italiane. E in Italia viveva. Muore sul Col d’Ominanda quel maledetto 2 maggio 1986 insieme ad Henri Toivonen. Iniziò la sua attività come navigatore di piloti di rally nel 1976 con Amedeo Gerbino debuttando al rally 100.000 Trabucchi, nel 1977 sempre con Gerbino prende parte al Campionato italiano.

Successivamente corse insieme a Gianfranco Cunico, Andrea Zanussi, Carlo Capone e, in un paio di occasioni, di Attilio Bettega, fino a diventare navigatore di Henri Toivonen all’inizio della stagione 1986 del Campionato Mondiale Rally. Entrambi persero la vita nel rogo della loro Lancia Delta S4 ufficiale (Lancia Martini Racing) al Tour de Corse il 2 maggio 1986. Il loro incidente fu alla base della decisione della FIA di abolire dalle competizioni il Gruppo B dall’anno successivo. Di seguito il documentario più completo che c’è, realizzato dalla Mercurio Squadra Navigatori Rally.