Hannu Mikkola, flying fynn campione del mondo a 41 anni

Il finlandese divenne una leggenda del rally diventando il più vecchio campione del mondo, all’età di 41 anni, su Audi. Hannu Mikkola, nella più pura tradizione dei finlandesi volanti, iniziò a distinguersi sulla scena mondiale durante il 1000 Laghi, che vinse per la prima volta nel 1968 con una Ford Escort TC.

Campione del Mondo Rally 1983, Hannu Olavi Mikkola nasce il 24 maggio 1942 a Joensuu, in Finalndia. Si laurea in ingegneria, ma sin da ragazzo ambisce a diventare pilota di rally. Suo padre è amico di Osmo Kalpala, pilota di vertice negli anni Cinquanta, e nel 1958 Mikkola fa la sua conoscenza, cosa che lo spinge definitivamente a tentare la carriera di pilota.

Hannu Mikkola comincia correre privatamente nel campionato nazionale finlandese nel 1963. Alla fine del 1965 Leo Yoki, uomo d’affari finlandese e grande mecenate di vari piloti finnici, decide di aiutarlo trovandogli degli sponsor e facendolo assumere come pilota della Volvo Finland. Nel 1966 Mikkola vince due rally nazionali in cui batte due noti piloti come Timo Makinen e Rauno Aaltonen.

Cesare Fiorio, capo della squadra Lancia HF, affida a Mikkola una macchina per il rally di MonteCarlo 1967. Il finlandese si batte bene trovandosi al settimo posto assoluto prima dell’ultima prova sul Turini, ma lo smarrimento della tabella di marcia fa scattare la squalifica.

Nel 1968 si aggiudica il Campionato Finlandese, arriva secondo all’Alpenfahrt con una Lancia e si fa notare con una buona prestazione all’Acropolis con una Volvo. I vertici della Ford lo ingaggiano, e Hannu Mikkola con una Escort vince la prestigiosa gara di casa, il rally dei 1000 Laghi, gara in cui trionferà per ben sette volte (1968-1969-1970-1974 con la Ford, 1975 con la Toyota e 1982-1983 con l’Audi), un record eguagliato solo da Marcus Gronholm.

Nel 1969 vince all’Alpenfahrt. Nel 1970 è 1º all’Arctic Rally e trionfa alla massacrante maratona Londra-Mexico con una Ford Escort, una delle gare più lunghe di tutta la storia delle corse automobilistiche. Nel 1972, Hannu Mikkola sempre con la Ford Escort, diventa il primo europeo a vincere il Safari Rally.

Hannu Mikkola, flying fynn campione del mondo a 41 anni
Hannu Mikkola, flying fynn campione del mondo a 41 anni

Tre anni dopo, oltre alla vittoria al 1000 Laghi con la Toyota, corre alcune gare con la squadra Fiat (secondo a MonteCarlo e in Portogallo in coppia con Jean Todt) e vince in Marocco con la Peugeot (sempre con Todt).

Nel 1978 torna alla vittoria in gare iridate col trionfo al RAC sull’Escort RS e perde in Portogallo negli ultimi chilometri dopo una famosa lotta con Markku Alen. L’anno dopo viene istituito il Campionato del Mondo Rally Piloti, e Mikkola vince quattro gare: in Portogallo, in Nuova Zelanda e al RAC con la Ford, e poi in Costa d’Avorio con la Mercedes (con cui è anche secondo al Safari), ma il titolo gli sfugge per un solo punto a vantaggio di Waldegaard.

Nel 1980, correndo sempre con Ford e Mercedes, Hannu Mikkola non vince nessun rally ma è di nuovo secondo in Campionato dietro a Rohrl. Sempre nel 1980 diventa collaudatore dell’Audi, che nel 1981 fa debuttare la prima macchina a trazione integrale nella storia dei rally, la Quattro. Hannu Mikkola ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’Audi Quattro.

Porta la prima vittoria alla casa tedesca nel 1981 al Rally di Svezia, ripetendosi al RAC e giungendo terzo nel Mondiale Rally. La stagione successiva arriva nuovamente terzo nel mondiale piloti, con due vittorie (1000 Laghi e RAC) e due secondi posti, dietro alla sorprendente Michèle Mouton che per poco non vince il Mondiale ai danni di Walter Rohrl.

Nel 1983, grazie ai sette podi di cui quattro vittorie (Svezia, Portogallo, Argentina e 1000 Laghi) Mikkola si aggiudica il Mondiale Piloti, anche se l’Audi perde per soli 2 punti la classifica Costruttori vinta dalla Lancia Rally 037. L’anno successivo ottiene otto podi, con una vittoria in Portogallo. Il Mondiale Rally va al compagno Stig Blomqvist con 125 punti, 21 in più di Mikkola, che è secondo.

L’ultima vittoria prima del ritiro, avvenuto nel 1993, è al Safari del 1987 con l’Audi 200 Quattro. Ha avuto dal 1978 come copilota Arne Hertz. Da quando fu istituito il Mondiale Marche (1973), Mikkola ha centrato un totale di diciotto vittorie iridate.

Rally del Portogallo 1986: il successo triste di Moutinho

Dramma e morte al Rally del Portogallo, per questo almeno è ricordata la tragica edizione 1986. Cosa è successo nella gara in programma dal 5 al 8 marzo di quell’anno? La Ford RS 200 guidata da Joaquim Santos ha investito la folla, durante la prima prova speciale all’Estoril. Tre persone, una donna di 36 anni e due adolescenti, sono morte.

La vettura, guidata da uno dei più famosi sportivi del Portogallo, è uscita di strada improvvisamente durante una curva a destra. E’ passata fra due alberi, travolgendo un gruppo di spettatori: un ragazzo è morto sul colpo. Sono circa trenta i feriti. Pochi minuti prima di questo incidente, il finlandese Timo Salonen su Peugeot aveva investito un gruppo di spettatori, ma c’era stato un ferito lieve.

I primi non sanno cos’è successo e continuano. La notizia li raggiunge dopo la terza prova speciale. All’assistenza Lancia, Markku Alen è sull’orlo di una crisi di nervi. Vuole saperne di più, ma nessuno se la sente di dirgli tutta la verità. Allora risale sulla Delta S4 e raggiunge Juha Kankkunen.

I due finlandesi parlottano fra di loro, si accordano per ritrovarsi con gli altri nei pressi dell’Autodromo dell’Estoril. Ci sono tutti e sono tutti decisi a chiedere l’annullamento dei due giri che ancora restano in programma nella Sierra. L’organizzazione prende tempo, poi accetta. Intanto Peter Ashcroft, gran capo della Ford Motorsport, annuncia che per la sua squadra il rally finisce lì.

In realtà, all’apparenza, il rally finisce lì. Invece, si conclude solo il rally degli ufficiali. I piloti sotto contratto con le Case si riuniscono e prendono una decisione drastica: no al proseguimento della corsa. Però, gli organizzatori e i piloti locali la penseranno in modo diverso decidendo che lo show sarebbe dovuto andare avanti. Il vincitore senza festa del Rally del Portogallo 1986 sarà Joaquim Moutinho.

Intorno alla pericolosità di quel rally si discuteva da tempo. In un comunicato, i piloti che correvano su macchine ufficiali, hanno scritto: “E’ impensabile garantire la sicurezza degli spettatori. La situazione sulle strade del rally è del tutto particolare. L’ incidente mortale non è da attribuire né alla macchina né alla velocità. Santos ha solo cercato di evitare gli spettatori. Speriamo che il nostro sport possa avere benefici da questa nostra decisione”.

A tarda sera la corsa è ripartita, fra le polemiche: in gara solo i piloti “privati”. Ancora molto pubblico sulle strade. Walter Rohrl disse: “Bisognava fermarsi. E’ questa la sola maniera di far prendere coscienza agli spettatori dei pericoli che corrono. I piloti non sono né pazzi né assassini. Bisogna dire al mondo che noi siamo coscienti dei pericoli che corriamo e che facciamo correre”.

Timo Salonen spiegò: “I soldi non contano più. La nostra vita, quella degli spettatori, è più importante”. Gli fece eco anche Alen: “Non era più possibile continuare in queste condizioni. Penso che adesso se ne siano accorti tutti”. La Federazione Internazionale dell’Automobile non rilasciò alcun commento sulla vicenda.