La Peugeot 208 Rally 4 senza veli: 1,2 litri turbo PureTech

Si chiama Peugeot 208 Rally 4 (e non R2C come avrebbe dovuto essere) in conformità con le nuove denominazioni di categoria introdotte dalla FIA, ha un motore 1.2 turbo a tre cilindri con elettronica Magneti Marelli e cambio sequenziale Sadev. Promette di rinverdire i trionfi della attuale 208 R2B (venduta in oltre 450 esemplari) ma per averla bisognerà attendere qualche mese.

Infatti pur debuttando nel Rally di Madrid del prossimo weekend nelle mani del campione europeo junior 2RM, lo spagnolo Efren Llarena, la vettura verrà omologata solo al termine del primo trimestre 2020. I pre-ordini della nuova Peugeot 208 Rally 4 saranno aperti dall’inizio di gennaio 2020 presso il servizio commerciale di Peugeot Sport e la vettura sarà in vendita al prezzo di 66.000 € IVA esclusa.

La neonata, a differenza della precedente, verrà proposta solo montata e non più in alternativa come kit di allestimento. Il primo lotto di esemplari prodotti sarà destinato in via prioritaria ai partecipanti alla Coppa 208 Rally Cup di Francia e Spagna (che coinvolge anche il Portogallo). Quindi in Italia, a parte l’esemplare per il team ufficiale di Peugeot Italia, le prime 208 Rally 4 difficilmente si vedranno prima della seconda metà inoltrata della stagione.

La nuova Peugeot 208 Rally 4
La nuova Peugeot 208 Rally 4

Per questo motivo con ogni probabilità il monomarca 208 Rally Cup Top e le altre serie del Peugeot Competition 2020 italiano non interesseranno la nuova arrivata, la cui introduzione verrebbe rimandata al 2021. La nuova arrivata è stata battezzata Rally 4 in conformità con la razionalizzazione da parte della FIA delle le proprie categorie, che in alcuni casi ha portato ad accorpare più classi precedenti e che agevolerà la progressiva introduzione di nuovi generi per ora non normati come ibride ed elettriche.

Ora le categorie – con RC che sta per Rally Classe – vanno da RC1 (le WRC) a RC5 (in pratica le “precedenti” R1 con qualche libertà tecnica in più). In particolare le RC4 contemplano le tutte R2 precedenti – che erano divise a seconda di cilindrata e anno di omologazione.

Il miglior rally (Roma) deciso a stagione ancora in corso

Che il Rally di Roma Capitale possa essere stato il miglior rally dell’anno, francamente nessuno ha dubbi. E se qualcuno ha dubbi sarà piemontese perché, a ben vedere, anche il Rally di Alba è stato il miglior rally dell’anno. Certamente, la gara piemontese non era valida per l’Europeo Rally, ma di sicuro ha portato in Italia una formazione di piloti che fino a quel giorno l’avevamo vista solo all’estero. Atmosfere da Barum Rally, o meglio da Rallylegend.

In ogni caso, che il Rally di Roma Capitale, per la maggior parte degli italiani, sia stato più che eccezionale è più che credibile e verosimile e lungi da noi metterlo in dubbio. La capitale d’Italia ha il suo fascino che, per forza di cose, è superiore a quello della capitale albese. Ma quello che ci fa storcere il naso, e scusate se sembriamo ripetitivi, è una domanda (come si fa a decretare il miglior rally dell’anno a stagione ancora in corso?) che ci è venuta in mente dopo aver letto la stringa sui calendari gare dei Campionati Italiani Rally 2020.

Diramare una notizia del genere a stagione ancor in corso non è molto elegante nei confronti degli altri organizzatori. Senza dubbio la gara organizzata da Max Rendina e da Motorsport Italia è il miglior rally dell’anno, ma si poteva almeno aspettare che si disputasse il Tuscan Rewind, ultima gara del Campionato Italiano Rally, del Campionato Italiano Rally Terra. Anzi, si doveva aspettare la disputa dell’ultima prova della serie tricolore.

Come spesso accade, quella domanda che ci ha fatto storcere il naso – come si fa a decretare il miglior rally dell’anno a stagione ancora in corso? – ci ha fatto porre altre domande. Ad esempio: per caso il Tuscan Rewind è “figlio di nessuno”? Perché non gli è stato permesso di partecipare a questo concorso (prima sconosciuto) che decreta qual è il miglior rally d’Italia? A proposito e scusate, ma da chi è composta la giuria che decide qual è il miglior rally dell’anno? Non dovrebbe essere pubblica?

Noi abbiamo motivo di ritenere che il Rally Roma Capitale sia il miglior rally d’Italia perché lo abbiamo dedotto dai numeri del report di Eurosport Event: 1200 persone a lavoro durante la manifestazione, oltre 40 comuni coinvolti, 108 team iscritti alla gara, più di 300 tra fotografi e giornalisti accreditati, 45.000 app scaricate, 200.000 spettatori nei tre giorni d’evento, 1081 ore di trasmissione TV, 70 paesi coinvolti tra Europa ed Asia, 5 milioni di visitatori sui canali social e web e 81 canali TV.

Ma ci resta quella domanda per Aci Sport: come si fa a decretare il miglior rally dell’anno a stagione ancora in corso?

Aci Sport e il gruppo di formatori per commissari di percorso

Aci Sport crea un gruppo di formatori per commissari di percorso. Un gruppo di persone professionali e preparate, ma soprattutto mettere a punto un protocollo comune di insegnamento che permetta ai Formatori di trasmettere, ai nuovi Commissari di Percorso, una idea comune su tutto quanto riguarda il difficile e delicato lavoro di Commissario di Percorso.

Questi i motivi che hanno spinto AciSport a organizzare quello che per semplicità potremmo definire un corso di formazione per i formatori, insomma. Un gruppo selezionato di ufficiali di gara, di grande esperienza, da oggi e nei due prossimi giorni, avrà modo di ascoltare lezioni su vari argomenti, da quelli puramente sportivi, regolamenti e loro applicazioni, a quelli di carattere legale, le responsabilità sportive e quelle penali, a quelli inerenti la comunicazione e naturalmente anche quelli relativi al tema della sicurezza. Il tutto per creare una nuova e forte identificazione di un ruolo fondamentale per tutto il mondo del motorismo sportivo.

Gli interventi dei vari docenti in ogni settore saranno accompagnati da proiezioni di slide e video esplicativi di quanto detto dagli oratori. Il seminario si concluderà Domenica 17 novembre con un test finale.

Una sede a Carmagnola per JME Rally Team di Marco Savini

JME Rally Team di Marco Savini prosegue nel suo percorso di crescita e inaugura una sede in Piemonte, a Carmagnola per la precisione. L’inizio dell’attività è domani 16 novembre 2019, con un’inaugurazione molto speciale: una sessione di test presso la pista Club des Miles di Moncalieri con un pilota portoghese, in vista del Rally di Castiglione Torinese con un ragazzo dal piede pesante.

“Dopo il Rally di Castiglione Torinese le vetture saranno poi a disposizione a partire dal Rally delle Merende e per tutti i futuri appuntamenti regionali, nazionali ed internazionali”, spiega Marco Savini, ingegnere meccanico abruzzese, a capo di JME Rally Team. “La nostra è una struttura molto giovane e dinamica, con una squadra ben strutturata composta da giovani competenti e con un solido network di partners commerciali, tecnici e sportivi”.

“L’iniziativa della sede in Piemonte, terra di rally, nasce sotto l’impulso della mia passione, delle mie esperienze accumulate negli anni in team importanti come Rubicone Corse e D’Ambra, senza mai dimenticare i primi passi nel team di famiglia”. Proprio così. Perché Marco è figlio di Antonio Savini, rallysta abruzzese anni ’80-’90 e inizio del nuovo millennio. “In tutte queste esperienze ho incontrato persone che mi hanno insegnato molto. Ora ho voglia di offrire ai nostri clienti un servizio di qualità in campo nazionale ma, soprattutto, internazionale”.

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Juha Kankkunen in ospedale, salta l’incontro a Varese

Una premonizione più che un vero e proprio malore. Un sospetto. La chiamata ai soccorsi. Il ricovero in ospedale per accertamenti. Il quattro volte campione del mondo rally Juha Kankkunen era in aeroporto per imbarcarsi sul volo che dalla “sua” Finlandia avrebbe dovuto portarlo a Ispra, in provincia di Varese, dove ad attenderlo il 6 novembre 2019 ci sarebbero stati Miki Biasion e tantissimi suoi fans per partecipare ad un evento culturale e sportivo organizzato dal comitato organizzativo del Semestre Finlandese al JRC di Ispra in collaborazione con l’Asd Rally dei Laghi.

In aeroporto Juha Kankkunen ha percepito un fastidio al cuore, quindi ha saggiamente chiamato i soccorsi, che dato il tipo di emergenza sono intervenuti subito e hanno portato il campione finlandese in ospedale per accertamenti urgenti, decidendo di vietargli quel volo, visto che la pressione generata dal volo ad alta quota avrebbe potuto innescare eventuali problemi di coagulazione del sangue. Un dubbio così grande ha convinto il KKK a non partire per l’Italia.

Da notizie aggiornate ma non dirette che ci giungono, Juha sta meglio, ma necessita di riposo. L’evento di Varese è stato rinviato a data da destinarsi. La redazione di RS RallySlalom augura al grande KKK una veloce ripresa e lo aspetta in Italia per poterlo abbracciare al più presto.

Juha Kankkunen e Miki Biasion si incontrano a Varese

Dal Rally dei Laghi al 1000 Laghi il passo è più breve di quanto possa sembrare. Il comitato organizzativo del Semestre Finlandese al JRC di Ispra, in collaborazione con l’Asd Rally dei Laghi, porterà ad Ispra (VA) il quattro volte campione mondiale Juha Kankkunen ed il due volte iridato Miki Biasion che si racconteranno ai microfoni della Sala Conferenza (alla mensa del JRC) nel pomeriggio di mercoledì 7 novembre a partire dalle ore 17.00.

L’evento entra nel programma semestrale di valorizzazione della Finlandia e non poteva che richiamare un pilota protagonista della generazione dei cosiddetti “Flying Finns”, quel Kankkunen capace di vincere quattro titoli iridati con tre case costruttrici differenti, record tutt’ora imbattuto.

L’evento sarà ad ingresso libero per il pubblico e prevederà un momento di incontro con i fans che potranno farsi firmare autografi o scattare foto e selfie, seguito da una conferenza nel quale “KKK” racconterà alcuni aneddoti della sua carriera. Al suo fianco ci sarà Miki Biasion– riproponendo i fasti del team Lancia quando i due erano compagni di team – e Luigi “Lucky” Battistolli, altro driver riferimento della scuola veneta ed ora affermatosi campione negli storici.

Al termine dell’incontro Kaknkkunen lancerà la sfida di guida con il simulatore rally della Vale14 Academy, struttura valcuviana che ha da poco terminato la realizzazione della prova speciale del Cuvignone, una delle speciali più conosciute di Lombardia e tratto caratterizzante del Rally dei Laghi.

Le sorprese non sono finite perché durante la serata si terrà una lotteria (il ricavato andrà in beneficienza all’Ospedale Del Ponte di Varese per il reparto di oncologia pediatrica) che vedrà messi in palio gadget sportivi ed alcuni cimeli appartenuti proprio a Kankkunen.

A rendere più suggestiva la serata sarà la presenza di piloti varesini quali Andrea Crugnola, Damiano De Tommaso e Simone Miele e l’esposizione di alcune vetture da rally tra le quali la Toyota Celica GT Four con cui Kankkunen gareggiò nel Campionato Mondiale Rally a partire dal 1994.

Arrivano le N5: il debutto italiano grazie a Raceday Rally Terra

Come sempre Raceday lavora per proporre innovazioni e nuove proposte. Quest’anno anche con l’appoggio della Federazione il Challenge ospiterà una nuova categoria di vetture, la N5. Una vettura da corsa estremamente innovativa che si posiziona vicino alle R5 e colma il vuoto lasciato dalla classe N4 del Gruppo N.

I costi e le performance delle vetture della classe N5 sono decisamente più bassi delle R5, ma il piacere della guida è veramente unico ed è un’ottima vettura sia per i giovani piloti che per i gentlemen drivers, oltre ad avere costi molto contenuti.

Alberto Pirelli spiega questa novità: “Sono convinto che un pilota per crescere, specialmente se giovane, debba provare, correre e vincere con vetture di cilindrata, capacità tecniche e costi crescenti. Sino a qualche anno fa il percorso era chiaro, dalle classi “minori” altamente didattiche, alle N4 , per capire le quattro WD e sfruttarle, alle R5. Oggi, invece dalle R2 si passa alle R5”.

“Un salto molto importante, molto costoso, proficuo per pochi. Quando Alfredo de Dominicis mi ha parlato delle N5, ben più performanti delle N4, ma non ancora complesse, veloci e costose come le R5, mi sono detto, buttiamoci su quest’ idea e portiamole in Italia. Era l’inizio di luglio, andai a Roma, discutemmo con la Sottocommissione Rally e partì un processo di analisi fatta in modo professionale e serio”.

“Le N5 non hanno passaporto internazionale, pertanto per la Federazione, non fu immediata l’approvazione. Dopo tre mesi di lavoro siamo nelle condizioni oggettive di farle correre. Penso sia una buona cosa per il nostro sport, e la dimostrazione che la Federazione è andata verso i suoi piloti, permettendo a questa classe di correre, seppur sperimentalmente, in Raceday. Ora vogliamo vederle sui campi di gara!”

Alfredo “Dedo” De Dominicis ha corso in Spagna con questo tipo di vettura e racconta qui la sua esperienza e come vengono preparate queste vetture e le loro performance. “Questa tipologia di auto mi ha letteralmente conquistato. A fine 2018 l’ho usata per la prima volta al Rally di Madrid su terra e da subito ne ho apprezzato la guidabilità che è molto simile a quella di una R5, ma a costi di acquisto e di uso paragonabili a quelli di una nostra N4!

Quest’anno ho partecipato al Campionato assoluto Spagnolo, dove sono in lizza per la vittoria finale in N5, ed ho avuto modo di usarla sia su terra che su asfalto. Al volante la cosa che da subito si percepisce è di condurre un’auto con un perfetto bilanciamento dei pesi; una ciclistica ed un sistema di sospensioni “da proto” che di fatto simula molto fedelmente quello che si prova alla guida di una R5. Anche l’abitacolo è molto simile.

Il progetto N5 creato in Argentina da Barattero è affascinante: su scocche stradali vengono montati un telaio anteriore ed uno posteriore che ospitano una meccanica uguale per tutti i modelli di auto. La trasmissione è quella robustissima della Subaru N12 con 3 differenziali, il cambio sequenziale 6m; il motore viene montato longitudinalmente ed è il collaudato 1.6 turbo Peugeot.

Esteticamente hanno una immagine bellissima, confrontabile a quella delle R5 ma meno “comune”, perché si possono costruire auto di tutti i marchi. Questo, inoltre, permette di aumentare il numero di costruttori presenti e quindi di potenziali sedili ufficiali, come è successo in Argentina e Spagna. Sono molto contento che le vedremo nel Raceday.”

Attualmente ci sono quattro vetture disponibili che il preparatore spagnolo RMC Motorsport ha già approntato e che mette a disposizione di piloti che sono interessati a provare questa nuova esperienza. Questo trofeo è articolato su tre gare ed inizierà con il prossimo Prealpi Master Show a dicembre, con l’unico vincolo che vi siano almeno tre vetture iscritte (iscrizione al Challenge 360€).

Questo uno stralcio del nuovo regolamento:

Power stage e Power race (ovvero una delle tre con coef 1.3 a scelta dell’equipggio) e power stage in ciascuna gara verrà proposta una prova che darà punti in più al vincitore.

La classifica di classe prevede 500 € per il primo classificato, oltre a coppe in ciascuna gara (1.500 € montepremi tot)

Le N5 sono trasparenti nella classifica per raggruppamenti, in quanto sperimentali .

Le N5 saranno in classifica finale assoluta, per capirne il posizionamento effettivo nei confronti delle classi R2/R5 ed eventualmente R4

Quest’ anno le N5, essendo trasparenti, non possono partecipare ai singoli trofei, e relativi premi incluso il Trofeo Pirelli. Tuttavia è stato definito che le vetture correranno con pneumatici Pirelli.

Rally Italia Talent 2020 e quella ‘pazza’ idea di Renzo Magnani

Renzo Magnani è vulcanico, pensa, elabora idee sempre interessanti, non si stanca mai. Riesce anche a filtrare e selezionare dei progetti che meriterebbero tutti di essere portati in porto.

Lo fa per la sua creatura, Rally Italia Talent, e perché non si stancherà mai di concedere opportunità ai giovani talenti. Come non si stancherà mai di amare i rally. Questi rally di oggi, così diversi e lontani dai rally di 20 anni fa e ancor di più da quelli di 30 anni fa…

Così, succede che, terminata l’edizione 2019 di Rally Italia Talent, Renzo Magnani si metta a programmare, progettare, definire e rifinire l’edizione 2020 dell’evento che mette in contatto giovani neofiti con i rally veri.

“E se nell’edizione 2020 di Aci Rally Italia Talent fermo restando le gare premio per le varie Categorie, riuscissimo a mettere in palio anche la partecipazione a tutte le 6 gare del Trofeo Suzuki (Cir o WRC) da ufficiale?”, domanda provocatoriamente e sapendo che l’idea è eccezionale.

“Naturalmente – aggiunge Magnani – previo prove cronometrate con una Suzuki Rally tra i finalisti (Piloti e Navigatori) Under 23 (Under 25 ?) nella Finale”. Poi confessa: “Ci stiamo lavorando”.

Sebastien Ogier ammicca a Toyota e tiene d’occhio la Fiesta

Anche se tutto fosse andato per il verso giusto in Catalogna, le possibilità di rimanere in corsa per la settima corona mondiale erano davvero scarse. Vero è che con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma questa è l’unica certezza.

La speranza è stata prematuramente interrotta nel secondo giro della gara spagnola già al venerdì, quando Sebastien Ogier ha perso la possibilità di combattere a causa di un guasto al servosterzo della C3 WRC.

Citroen Racing ha nuovamente mostrato debolezze gravi e problemi meccanici con le sue due auto, debolezze e problemi che gli hanno fatto perdere anche il quinto posto di Esapekka Lappi (motore rotto). Un disastro? Poco ci manca.

Passano mesi e anni e il fastidio è sempre più forte, quel coltello da quella piaga non vuol venire via. Fastidio (quello di Citroen) che si moltiplica dopo l’uscita della signora Andrea Kaiser Ogier che con i social ha fortemente colpito l’immagine del team Citroen.

Sebbene il sei volte campione del WRC abbia riportato un po’ di gioia in Turchia vincendo la sua terza gara dell’anno, alla vigilia della fine del WRC 2020 la frustrazione è palpabile visto che la Casa francese non ce la fa a ritrovare il vecchio livello agonistico con questa C3 WRC.

Come era prevedibile, il tornado Tanak ha trovato questo vuoto e ha travolto le ambizioni e le speranze dei cugini d’Oltralpe, mettendo la parola fine alla dominazione francese, durata ben quindici anni. Il tutto mentre c’è ancora chi si continua a domandare se lo strapotere francese nei rally è davvero finito? Eppure gli basterebbe guardare verso est…

Mentre Ott Tanak lascerà la Toyota alla fine della stagione per unirsi alla Hyundai nel 2020, Radio Rally continua a sussurrare che questo sedile libero in Toyota potrebbe spettare a Sebastien Ogier, anche se pare che Tommi Makinen voglia creare nuovi campioni, più che riciclare i vecchi.

Ma al di là delle migliori intenzioni di Makinen, resta il fatto che Ogier, su una buona vettura, può fare ancora la differenza. È un cavallo di razza vincente e con i giapponesi potrebbe decidere di chiudere la sua carriera, che in ogni caso sarebbe destinata a chiudersi a fine 2020.

L’attuale giallo, non sarà né il primo né l’ultimo in una fase così calda del mercato piloti, è legato ad un interesse nascente che Toyota nutre nei riguardi di Elfyn Evans e ad una ovvia disponibilità del driver britannico. In questo caso, Ogier potrebbe ritornare alla Fiesta. O forse no. Caso da seguire …

Addio ad Orlando Dall’Ava: San Romolo non è più uguale

Orlando Dall’Ava si è spento l’1 novembre 2019. Era conosciutissimo e molto ben voluto, una vera e propria istituzione in questa piccola comunità che guarda al mare. Erano ancora vivi i suoi trascorsi sportivi che lo avevano fatto conoscere un po’ ovunque a livello nazionale nel mondo dei rally.

Aveva origini venete e, per la precisione, la famiglia di Orlando Dall’Ava si ritrovò a vivere in Liguria fuggendo dalla provincia di Vicenza, allora devastata dalla Prima Guerra Mondiale. Il papà di Orlando faceva il boscaiolo. Nella ospitale San Romolo si trovava molto bene e aveva costruito una piccola ma accogliente casetta, che era cresciuta negli anni, fino a diventare la struttura attuale, con il ristorante nato nel 1950.

Orlando Dall’Ava è stato colpito da infarto ed è deceduto in seguito a complicazioni dello stesso nelle prime ore del 1 novembre, mentre si trovava a casa sua. Inutili, purtroppo, sono risultati i soccorsi dei suoi cari e quelli successivi dei sanitari. La giornata del 31 ottobre l’aveva trascorsa accogliendo a San Romolo i bambini e i ragazzi che festeggiavano Halloween.

Il suo battesimo rallystico avvenne nel 1967, inevitabilmente al Sanremo, al volante di una Fiat 850 Coupè. Faceva coppia con Macario. Poi corse con la Fiat 128 e nel 1970 con una Fiat 125 S ex-Ceccato. Tra il 1971 ed il 1974 arriva per lui il Jolly Club: corre con una Lancia Fulvia HF 1.6 insieme a Sergio Maiga. Nel 1972 il Rally di Montecarlo con un Opel Manta e, nei due anni successivi, con tanto di ingaggio con la Alfa Romeo Berlina 1.8. Alla fine della sua carriera arriva l’avventura con una Opel Kadett GT/E e, nel 1977 la sua ultima corsa, al volante di ina Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0: il Rally di Sanremo, fa cui tutto era cominciato.