Muore Battista Giammasi, copilota da oltre 200 gare

A questi giorni già molto tristi si aggiunge un dolore in più: ci ha lasciati Giovanni Battista Giammasi, conosciuto da tutti come Battista, un copilota valido, ma prima di tutto un bravo ragazzo, uno di noi. Sempre sorridente, gentile, disponibile e leale, oltre che giovane, aveva appena 37 anni, Giammasi ci ha lasciati il 24 marzo 2020.

La sua, con i rally, era una storia iniziata molto presto. Aveva debuttato nel 2002 al Rally di Pico, leggendo le note a Loreto Leonetta sulla Renault Clio Williams. Piaceva sia come copilota sia come persone e per questo nel volgere di poco tempo era sempre più richiesto anche dai migliori piedi della zona.

Tra i suoi piloti, in ordine cronologico, anche Gianluca De Lucia, Emanuele Silvestri, Andrea Coccia, Claudio Recine, Mario Testa, Alfredo Cologgi, Max Rendina, Antonio Armaleo, Vittorio Di Giovanni, Mario Sulpizio e tanti tanti altri che non è possibile nominare tutti, per evitare di creare un inutile elenco di noi.

Aveva corso anche con il pilota lametino di cronoscalate Claudio Gullo al Rally del Friuli 2019 con la DR1 SR della LM Motorsport. La sua ultima gara è stata il Rally di Casciana dello scorso anno con Vittorio Di Giovanni. Giammasi ha corso un po’ ovunque, dal Trofeo Asfalto all’International Rally Cup, dalla Coppa Europea alla Coppa Italia Prima, Quinta, Settima e Nona Zona.

Aveva partecipato ad oltre duecento gare in quasi venti anni di carriera, spesso con i migliori top driver d’Italia: è morto nella sua casa dopo aver a lungo lottato con una grave malattia, che alla fine gli ha portato via tutte le sue forze e lo ha tolto all’amore dei suoi cari, che l’hanno assistito fino all’ultimo istante. Alla famiglia giunga il sentito messaggio di cordoglio del nostro giornale.

Appello di Andolfi, scelte etiche e rispetto per le regole

“State a casa finché non passa questa epidemia. Allenatevi nella vostra stanza e imparate a rispettare le regole”. Fabio Andolfi prega per la sua Italia, che vorrebbe vedere guarire in tempi brevi e invita tutti, ma proprio tutti, a cominciare dai suoi fan, passando per i nostri lettori e rivolgendosi indistintamente a chiunque, a restare a casa in questo difficile periodo, perché solo con il rispetto di determinate regole riusciremo insieme a vedere la luce in fondo al tunnel.

Fabio non è solo in questa preghiera. Siamo certi che qualunque sportivo italiano in questo momento la pensa come Andolfi Jr. Non c’è persona intelligente che non faccia il tifo per la difficile corsa a cui sta partecipando il nostro Paese e i nostri connazionali, che non preghi (non necessariamente inteso come gesto religioso) per la propria vita e per la propria carriera e che non speri che la ripresa possa essere veloce e meno traumatica possibile. In fondo, nessuno di noi voleva partecipare a questa gara che ci porta a fuggire da un avversario invisibile.

E allora perché scegliere Fabio come simbolo dell’appello #iorestoacasa che facciamo a tutti? Nei giorni scorsi abbiamo chiacchierato a lungo e a più riprese con il pilota ligure da anni impegnato nel Mondiale con il programma di Aci Team Italia per una sorpresa che troverete sul prossimo numero di RS cartaceo e digitale. Così, come abbiamo chiacchierato a lungo e a più riprese con tanti altri sportivi. Lo facciamo sempre e danni.

Andolfino, come lo abbiamo ribattezzato in redazione, è un viso pulito, ha ancora innocenza nel suo sguardo, è giovane ma è saggio, più saggio dei suoi coetanei e deve rappresentare un esempio per i giovani che non vogliono rispettare le regole e per quegli anziani che continuano a violarle. Nella voce di Fabio, negli intercalare tra una frase e l’altra, nei suoi sorrisi e nei suoi silenzi ci siamo resi conto che stavamo parlando con un ragazzino. Un ventenne che non ha giocato neppure per un attimo a fare il professionista, ma ha sempre e solo parlato con il cuore.

Quando gli abbiamo chiesto: cosa vedi nel tuo futuro? Andolfi non ha pensato ai rally, ha risposto così: “Nel mio futuro immediato ho una preghiera per la mia Italia, che vedo gravemente ferita da questo maledetto coronavirus”. E allora anche noi abbiamo scelto di seguire il nostro cuore, estrapolare da un contesto molto più ampio due frasi che ci hanno particolarmente colpito e condividerle con voi che rispettate le regole, ma soprattutto con tutte quelle persone che continuano a non rispettarle mettendo a rischio contagio degli innocenti.

“State a casa finché non passa questa epidemia. Allenatevi nella vostra stanza e imparate a rispettare le regole”.

Noi di RS, da parte nostra, come già scritto a più riprese, come scelta etica e di solidarietà, abbiamo deciso di non invitarvi ad andare in edicola. Il prossimo numero di aprile sarà disponibile online (clicca qui), mentre il cartaceo sarà stampato in tiratura limitata e spedito su richiesta all’indirizzo mail della nostra redazione, a fronte di pagamento con PayPal o tramite conto corrente bancario e senza spese di spedizione: info@rallyeslalom.com