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Rubato il gradino del podio del Rally di Alba su cui è salito Neuville

Una parte del podio usato per premiare ogni anno – da venti anni a questa parte – i vincitori del Rally di Alba, appena archiviato, è stata rubata da uno o più sconosciuti. Subito dopo la gara, il materiale utilizzato era stato accatastato sotto una pensilina, ma l’altra mattina gli organizzatori si sono accorti che il gradino più alto era sparito. Il pezzo trafugato non ha alcun valore commerciale, ma un grande significato simbolico perché sempre usato alla conclusione dei rally.

Domenica notte in Piazza Cagnasso qualche stro… ha rubato parte del podio delle premiazioni del Rally di Alba. Il gradino del primo assoluto, per la precisione – racconta Marco Stroppiana, che vive uno stato d’animo tra il deluso, il dispiaciuto e l’arrabbiatissimo -. Quel podio è stato fatto più di venti anni fa da un nostro caro amico purtroppo scomparso. Ha premiato con mio padre e con il nuovo Cinzano Rally Team tanti amici e tanti campioni”.

Il gradino del podio rubato, spiega ancora Stroppiana, “non ha nessun valore economico , ma per noi e’ inestimabile. Vi chiederei pertanto di farcelo ritrovare in forma anonima oppure portarlo in Piazza Cristo Re 16 presso i miei uffici. Spero che questo messaggio raggiunga gli interessati”. Nessun indizio sulle motivazioni del furto: si è parlato di vandalismo, di appassionati a caccia di cimeli. Gli organizzatori albesi sperano che venga restituito anche anonimamente. E noi ce lo auguriamo.

Dietro le quinte del Rally di Alba: Andrea Adamo salva la gara

Una storia divertente, un dietro le quinte che lascia il sorriso in un periodo in cui purtroppo l’incertezza diventa sempre più una costante. A raccontarla è Gil Calleri, anima del Rally di Alba insieme a tutta la Cinzano Rally Team. A 48 ore dalla gara la tensione è calata e Calleri ritrova ironia e voglia di ridere. Attraverso il proprio profilo Facebook racconta, per la prima volta, le difficoltà, le tensioni, le paure e le soddisfazioni di portare dalla pancia alla culla questa edizione 2020 della gara albese. Le racconta a cominciare dalla telefonata ricevuta da Andrea Adamo.

“Mi è venuta un’idea Calleri, e se ad Alba portassi Dani Sordo con la Plus?”, domanda Adamo. “Ecco, ci risiamo. E’ partito Adamo. Sordo con la Plus è tanta roba, una vera figata. Già, ma c’è il Covid. E’ da pazzi ripetere una gara come quella dello scorso anno in questo periodo”, pensa tra sé e sé Calleri. Poi spiega all’ingegnere cuneese a capo di Hyundai Motorsport: “Andre, noi del Cinzano Rally ne abbiamo parlato in questi giorni, non abbiamo nessuna intenzione di fare la gara. Mancano solo due mesi e ci sono già troppi problemi quando tutto va bene, immagina con sto c…o di Covid. Mi spiace ma non ce la sentiamo”.

Andrea Adamo replica: “Calleri, pensaci e fa l’brau”. Dalla parte albese della cornetta si sente “Eh, ci penserò anche, ma qui è un gran casino”. Intanto, nella stanza della Cinzano Rally Team “Ale e Mamo mi guardano e non dicono nulla, Umberto scrolla la testa, Stroppiana dice che non ci rendiamo conto del periodo storico che stiamo vivendo e vuole togliersi dal direttivo. Augusto sa di non poter fare la prova spettacolo e fissa il muro in silenzio. Mascarello sostiene che il 118 non ci darà le ambulanze. Giulio fa la conta degli infetti e ci aggiorna ogni 5 minuti. Gli unici che mi danno corda sono Kapo (Piercarlo Capolongo), per lui il Covid-19 è solo un raffreddore, e Montanaro. Bene, in questo periodo due pazzi a bordo ci volevano proprio”.

Quindi, altre attestazioni in favore della gara di Alba: “Ciao Gil, sono Alberto (Cirio, ndr), ho parlato con Fabio (Carosso, ndr) e il Rally di Alba si deve fare, dev’essere il primo evento per far ripartire il Piemonte”. A cui segue un’altra chiamata di Andrea Adamo, che quando definiamo mitico non è mai a caso: “Calleri , mentre andavo in bici mi sono rilassato e mi è venuta un’idea. E se ad Alba portassi anche Neuville?”.

“Oh, giuro che poi non ti telefono più – prosegue Andrea Adamo parlando del Rally di Alba -. Ma questa è veramente grossa! Sei seduto? Ho deciso che ad Alba porto anche Tanak e Pedersoli con le Plus. Organizzate sta cacchio di gara e non fatemi arrabbiare. Calleri? Calleri? Ci sei?”. E Gil prende fiato e ripete: “Tanak e Pedersoli con le Plus… Sì, sì, ci sono e sono seduto. Il problema è che non mi alzo più”.

“Senti, pensavo ad una cosa – attacca Adamo -. E se facessimo partire il rally da Cherasco visto che festeggiamo i dieci anni della BRC Racing? Facciamo un po’ di festa, mentre le macchine sfilano mettiamo un po’ di musica. E se sparassimo anche due fuochi?”.

“Ecco, mancava solo Fissore , adesso siamo al completo e il pullman per la neuro può partire”, esclama Gil Calleri, che in realtà prende definitivamente coscienza del fatto che il rally di Alba s’ha da fare. “Ale Gallo mi guarda e ride, ha già sentito il presidente dell’ATL ed il rally sarebbe manna caduta dal cielo per la città di Alba. Umbe ha tutte le bozze pubblicitarie pronte, durante il lockdown aveva preparato tutto. Non si sa mai”.

“Loredana è all’attacco e sta pianificando la segreteria, alle iscrizioni online ed alla documentazione Covid ci pensa lei. Kapo ha già il radar pronto, mancano solo i video delle prove. Ha anche contattato la Prefettura. Giulio sta preparando il piano di sicurezza. Ago dice che servono due elicotteri e Mamo ha già fatto la conta delle griglie che servono per blindare il parco assistenza. Mancano le ambulanze, un piccolo dettaglio. Mascarello trova anche quelle, il 118 c’è e ci sono anche i commissari di percorso. Il direttore di gara Cristiana Riva è ben felice di essere dei nostri. Pietro e Simone si guardano e sorridono con gli occhi lucidi”.

Il Rally di Alba 2020 si farà. Eccome se si farà e sarà di nuovo uno straordinario successo. Alla faccia del Covid-19, grazie al superlativo impegno della Cinzano Rally Team e dell’ingegnere Andrea Adamo, che ha regalato al suo territorio natio una importante boccata di ossigeno.

Ma io accetto il Tanak del Rally di Alba

Succede nelle migliori famiglie di non avere tutti la stessa opinione, anche in RS: nell’occasione in merito al “rifiutarsi al pubblico” di Ott Tanak al Rally di Alba. Per una volta vorrei, come persona più che come direttore della testata, rendere pubblica questa diversità di vedute. Il comportamento ad Alba di Ott Tanak – che a differenza dei suoi compagni di squadra si è rifiutato di concedersi al pubblico per autografi e foto e a quanto pare anche ad alcuni addetti ai lavori – per quanto poco piacevole ritengo sia stato comprensibile e in linea con le cautele legate ai rischi della pandemia.

Il fatto che l’estone sia stato più rigoroso e meno gentile (eufemismo) dei suoi colleghi fa parte delle scelte personali e può essere spiegato semplicemente con una paura che non gli è certo abituale quando è al volante, e con la volontà di evitare ogni rischio alla vigilia della ripresa del mondiale rally e per di più a casa sua: dunque in ballo la sua professione e la inedita parata iridata nella sua patria. E visto il contemporaneo caso Perez in F.1… Lingua, eccessi di zelo dei suoi collaboratori personali, e persino una possibile idea (sbagliata) di rischio maggiore associato all’Italia possono completato il quadro.

Senza contare la mancanza (lamentata anche da Ogier) di indicazioni federali/promoter specifiche per i rally sul modo di comportarsi in tempo di Covid-19. Che poi la sua intransigenza non sia stata assoluta in famiglia (Hyundai e circondario) rientra nell’ovvio della frequentazione continua. Certo – al di là di un post pregara su Facebook per il pubblico di Hyundai Motorsport che certo non può essere stato decisivo – si sarebbe potuto studiare qualcosa che potesse almeno in parte compensare il muro, insolito nei rally, fra protagonista e tifosi: che sono importanti.

E qui si ricasca in faccende per altri versi viste mille volte con i personaggi di altri sport e dello spettacolo. Ma visto che accanto a questo non è mancato lo show offerto al volante anche da Tanak, gli appassionati hanno avuto quello a cui più tenevano: nella speranza che il “contatto fisico” si possa riavere nell’auspicabile ritorno 2021. Per la gioia, credo, di tutti.