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Tommi Makinen su Ott Tanak: ”Sembra stupido e antisportivo”

Si tratta di un dopo Rally di Turchia infiammato. Tommi Makinen, team principal della Toyota, attacca Tanak e definisce “assolutamente stupida” la decisione del pilota ufficiale di Hyundai Motorsport di guidare appositamente piano nella lunga prova di Cetibeli. Tanak – che è il campione del mondo rally in carica, titolo che ha vinto proprio grazie a Toyota Gazoo Racing, prima di lasciarsi attrarre dall’assegno di Hyundai Motorsport – ha montato gomme più morbide per il giro finale e aveva bisogno di preservare le Michelin per la powerstage.

Questo “giochetto” strategico, che è assolutamente una furbata, non è piaciuto all’ex capo di Tanak che non le ha mai mandate a dire e adesso ancor di meno: “Quello che ha fatto Ott Tanak lo ha fatto sembrare assolutamente stupido e antisportivo”, ha detto Tommi Makinen, che ha aggiunto: “Non mi piacerebbe vedere questo genere di cose nella mia squadra, ma purtroppo c’è una possibilità che lo facciano altre squadre”.

“Sono stato assolutamente sorpreso di vederlo andare così lentamente. Per me è stata una grande sorpresa. Non c’è spazio per questo. Questo sport non consente determinate strategie. Non accettiamo quel genere di cose in Toyota e sono sicuro che Sebastien Ogier non accetterebbe mai di farlo”. Tanak è stato l’unico pilota a correre con l’opzione media della Michelin, e spingere al massimo nella seconda manche della tappa più lunga e ardua dell’evento avrebbe distrutto la gomma.

Il vincitore del Rally Estonia, che ha gareggiato di nuovo domenica dopo essersi ritirato sabato mattina, è stato il secondo più veloce nella finale di Marmaris. ha preso 4 punti. Per quattro decimi di secondo i cinque sono andati a Neuville. Dopo aver fatto questo ”giochino” ai soli fini di rastrellare più punti, a prescindere da come andava realmente la gara, il campione del mondo rally, Tanak, si sarebbe rifiutato di commentare con DirtFish le opinioni del suo ex team principal. Quando si dice sportività…

I piloti del WRC chiedono vetture distanziate di 5 minuti sulla terra

Dopo una PS1 liscia come l’olio, in Turchia i problemi sono sorti in quella successiva, la Gokce di 11,32 chilometri. Dopo il primo passaggio di Sebastien Ogier, costretto ad aprire essendo il leader del Mondiale Piloti, la polvere alzata non si è più abbassata, costringendo tutti coloro che sono entrati in prova successivamente ad alzare il piede in più di un punto. Alla fine della prova, molti piloti di vertice si sono lamentati in maniera feroce.

Queste reazioni sono dovute al fatto che in Turchia, la polvere, è quasi sempre stata un problema con i piloti contemporanei. E, sebbene non se ne sia parlato prima dell’avvio della gara, la situazione verificatasi nelle edizioni precedenti si è riproposta. Come era inevitabile che fosse. Il problema sta, probabilmente, nella mancata comprensione da parte degli equipaggi, che i rally veri sono questi. E capita, nei rally veri, di dover alzare il piede. Così come capita che, dopo la polvere, qualcuno comunque meritevole erediti la posizione e vada a vincere il rally.

“Ogni anno è lo stesso schifo”, ha tuonato alla fine della PS Thierry Neuville, che forse vuole andare sempre e solo veloce o che forse voleva solo essere solidale al campione del mondo in carica e compagno di squadra Ott Tanak che sosteneva arrabbiatissimo: “Sapevamo che questo sarebbe successo. La polvere rimane alta e rende tutto più difficile e pericoloso. Fa arrabbiare”. Tanak, che è pure campione del mondo, sarebbe meglio tacesse e pensasse a correre e a vincere per riconfermare il titolo dell’anno precedente, che intanto sembra allontanarsi sempre più.

“Evidentemente deve succedere qualcosa di brutto prima che cambino idea su quello che accade – ha detto Tanak nella media zone, cercando di creare un forte allarmismo di cui non si vedono le fondamenta -. È un peccato. Già era davvero brutto quando lo scorso anno ero io ad aprire le prove. Quest’anno stiamo entrando in prova ogni tre minuti. Ma le cose stanno così”.

Dopo Neuville è stato più chiaro. Il problema non è la prova, sono le regole: “È andato tutto bene nella PS1, ma nella PS2 abbiamo trovato la stessa situazione degli anni precedenti. Sono sempre gli stessi discorsi, le stesse discussioni. Chiediamo ad ogni evento del genere di avere più margine tra una partenza e l’altra, di avere più equità tra i piloti. Ma nessuno ci vuole ascoltare e ci sono sempre gli stessi problemi”.

“Lavoriamo sempre per avere vetture più costose, che possano proteggere sempre di più gli equipaggi, poi però li mandano in speciale per spingere al massimo in queste condizioni. Sappiamo che c’è un problema con la polvere. Probabilmente lo scorso anno ho perso il titolo proprio qui in Turchia a causa di una situazione molto simile, sempre legata alla polvere”. Ma i rally sono così. E sono belli proprio per le grandi incognite che possono nascondere. In alternativa c’è la pista, la danza e i corsi di cucina su tablet e tanto tanto altro.

“Difficile avere condizioni eque in questo modo. Ci sono punti dove puoi anche perdere 4 o 5 secondi a causa della visibilità assente. Sono davvero stanco di avere discussioni su queste cose tutte le volte. Noi entriamo in prova e rischiamo la vita perché certe persone non vogliono cambiare quello che pensano”. Poi, siccome a farne le spese è stato Ogier e Neuville si è trovato leader, allora basta alle polemiche. Va bene così e andrà meglio…

Anche Sebastien Ogier ha detto la sua sull’argomento, ma appunto il problema non è la polvere sono i minuti che distanziano una partenza dlall’altra. “Capisco gli altri piloti – ha dichiarato il francese -. Sono con loro, hanno ragione. Tre minuti tra una vettura e l’altra sono pochi. Non so quanto distacco avremo domani tra una vettura e l’altra, ma tre minuti non bastano. Forse con quattro le cose potrebbero essere migliori, ma l’anno scorso con quattro minuti abbiamo visto polvere rimanere in alcune zone”.

Della stessa idea anche Elfyn Evans, altro pilota Toyota: “Con la polvere sono stato molto cauto. In alcuni punti puoi anche rischiare di spingere, ma in altri punti non si vede niente, nemmeno il bordo della strada. A quel punto puoi perdere dei secondi che, in gare come questa, possono fare la differenza”. Speriamo che la federazione voglia valutare partenze distanziate di 5 minuti per ciascun equipaggio.

WRC: per 22” Tanak vince in Estonia su super Breen

Ott Tanak ha guidato bene per tutta la gara per vincere il rally di casa, in formato “smart” ma durato tre giorni. Ha vinto per appena 22”2 contro il compagno di squadra Craig Breen, che ha completato una splendida doppietta per la Casa di Alzenau e che ha ripetuto il suo miglior risultato in carriera nel WRC. L’Estonia è stata la seicentesima gara del WRC dall’inizio del campionato nel 1973 e ha segnato il ritorno della serie iridata dopo una pausa lunga durata sei mesi a causa della pandemia di Covid-19.

Il favorito dai pronostici era, ovviamente, Tanak che, dopo aver preso il comando all’inizio della tappa di sabato, non ha mai mollato la testa della gara. La sua vittoria è comunque arrivata nella penultima prova. Ha strisciato con la parte posteriore della sua i20, ma il danno si è rivelato solo estetico.

“Sono felice di aver vinto con Hyundai per la prima volta a casa”, ha detto Tanak. “Abbiamo avuto un know-how precedente e se si corre a casa, anche se non si conoscono alcune strade, si sente il sostegno delle persone intorno. È una grande sensazione”. Dopo essere stato al centro di alcune polemiche sollevate dalla nostra testata, Tanak è tornato a parlare di pubblico. Del suo pubblico.

In campionato ora si trova 13 punti dietro al leader Sebastien Ogier. Il secondo posto di un emozionato Breen ha permesso alla squadra di colmare il divario con i leader della serie Costruttori Toyota Gazoo Racing a cinque punti e sognare si riuscire a pareggiare e poi sorpassare, vincendo magari un altro Campionato del Mondo. Sarà difficile per la squadra dell’ingegnere di Cuneo, la Toyota vuole il titolo e anche Ogier non è disposto a fare concessioni di sorta.

Breen ha concluso a soli 4”7 da Ogier, ammettendo che nella fase finale ha permesso al francese di avvicinarsi oltre il previsto. È stata, tuttavia, una prestazione impressionante da parte dell’irlandese che non è un titolare regolare WRC. Ogier ha guidato un trio altissimo livello con la sua potente Yaris WRC: soddisfatto che un podio mantenga accese le sue speranze di un settimo titolo mondiale, ma deluso per sua ammissione di non aver avuto la possibilità di eguagliare il ritmo di Tanak al sabato pomeriggio.

Elfyn Evans e Kalle Rovanpera sono rispettivamente quarto e quinto, entrambi perdono tempo con problemi alle gomme. Sabato sera Rovanpera s’è beccato una penalità di 60 secondi per aver lavorato sulla sua auto in una zona proibita, ma il diciannovenne in precedenza era diventato il più giovane pilota a guidare un rally WRC a soli 19 anni.

Takamoto Katsuta è uscito da quello che sarebbe stato il quinto posto migliore in carriera. Il suo errore ha mandato avanti le Ford Fiesta di Teemu Suninen ed Esapekka Lappi al sesto e settimo posto. I finlandesi si scambiano posizioni dopo che Lappi perde tempo girandosi. Gus Greensmith era ottavo dopo che il debuttante Pierre-Louis Loubet si era ritirato per la rottura dello sterzo dopo aver colpito un ceppo d’albero.

Oliver Solberg, vincitore della categoria WRC 3, si è classificato nono con il vincitore del WRC 2 Mads Ostberg che ha completato la classifica e di cui parliamo di seguito. Nel JWRC, gli unici italiani a tenere alta la bandiera Tricolore sono Marco Pollara e Maurizio Messina, che arrivano in trentacinquesima posizione assoluta con la vettura della RallySportEvolution di Claudio Albini, ed Enrico Oldrati con alle note Elia De Guio.

“Sono contentissimo del mio rientro nel mondiale – ha commentato soddisfatto Marco Pollara -, la trasferta al Rally Estonia mi ha dato grandi soddisfazioni, perché nei tre giorni di gara ho migliorato la mia performance, chilometro dopo chilometro. Nei secondi passaggi sulle speciali sono riuscito a migliorare i miei riscontri cronometrici sui passaggi precedenti. Se non fosse stato per la foratura nel corso della PS9 del sabato, avrei potuto osare qualcosa in più, ma sono molto contento del mio quinto posto in un rally dove non avevo mai corso. Voglio ringraziare la Federazione ed Aci Team Italia per questa opportunità di correre nello JWRC e potermi confrontare con rivali davvero agguerriti e competitivi. Molti di loro sono già al secondo anno, se non il terzo per alcuni, ed anche per questo motivo, il mio risultato di oggi è la conferma che sto andando bene. Le coperture Pirelli si sono dimostrate perfette sulla terra estone, prove molto veloci con continui salti. La Ford Fiesta Rally 4 con la quale stiamo disputando il campionato, curata da M-Sport Poland è stata perfetta per tutto il weekend di gara e non mi ha dato alcun problema. Ringrazio anche il mio navigatore Maurizio Messina, con il quale abbiamo trovato subito il giusto feeling e siamo riusciti a fare un ottimo lavoro sui due passaggi delle ricognizioni. Adesso, prima del prossimo appuntamento mondiale, farò sicuramente qualche apparizione sulle strade di casa, ma per adesso, nelle prossime ore, voglio godermi l’ottimo piazzamento di oggi”.

La quinta prova del Mondiale Rally 2020 porterà gli equipaggi al Rally di Turchia che ha sede a Marmaris il 18 -20 settembre.

Mads Ostberg super, Nikolay Gryazin sfortunato

Una foratura durante la PS di sabato mattina è stato il problema minore per il norvegese Mads Ostberg, che ben presto ha recuperato il vantaggio di categoria. Domenica ha visto un altro aumento di ritmo dal leader della serie che guidava la sua C3 R5: sei vittorie consecutive di prova. Alla fine del rally, il più vicino rivale Adrien Fourmaux era a 1 minuto e 28,4 secondi.

“È bello essere tornati ed è stato un ottimo fine settimana. Siamo stati proprio dove volevamo essere e abbiamo stabilito un buon ritmo durante tutto il fine settimana. Sono molto soddisfatto dei nostri progressi”, ha detto. Il secondo posto è stato il risultato migliore di quanto Fourmaux avesse previsto. Il pilota della Ford Fiesta Rally2 ha iniziato la tappa finale della Kambja in terza posizione. Tuttavia, una foratura dell’ultimo minuto per Nikolay Gryazin gli ha regalato la posizione e lui l’ha strappata con entrambe le mani.

“Onestamente, sono davvero felice di poter lottare con ragazzi con più esperienza, sono contento. Voglio dire grazie al team, è stato un rally lungo e molto duro con la macchina”, ha detto il francese euforico. La delusione di Gryazin era chiara quando è arrivato all’arrivo con la sua Hyundai i20 R5. Ha lasciato quasi tre minuti per la foratura e si è ritrovato quinto.

Pontus Tidemand è stato molto regolare con la Skoda Fabia Rally2 ed era lì per raccogliere quel che poteva quando Gryazin ha avuto problemi. La sua ricompensa è stata la terza terza piazza, 1 minuto 21,7 secondi dietro Fourmaux. Eyvind Brynildsen, quarto, a soli 2,1 secondi da Tidemand, dopo più di due giorni di lotta serrata.

Ole-Christian Veiby ha avuto un fine settimana da dimenticare in Estonia. Ha ricominciato domenica mattina dopo una doppia foratura, ma il suo rally è andato di male in peggio quando è rotolato fuori nella penultima PS della gara.