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WRC: Gryazin, Andolfi e Pollara al via del Rally di Estonia

Grande attesa, in casa Movisport, per un momento importante della stagione internazionale, la ripresa del Campionato del Mondo Rally. Dopo una vibrante “rivoluzione” del proprio calendario e soprattutto dopo sei mesi di pausa questo fine settimana la serie iridata riprenderà il proprio cammino in Estonia, una “new entry” nel Campionato, gara caratterizzata da fondo sabbioso e prove speciali assai veloci e selettive.

Grande attesa anche per il trio di equipaggi proposti, Nikolay Gryazin e Konstantin Aleksandrov sulla Hyundai i20 R5 del programma ufficiale della Casa sudcoreana, Marco Pollara e Maurizio Messina su una Ford Fiesta RC4 della RSE Evolution e Fabio Andolfi e Stefano Savoia anche loro con una Fiesta. Questi ultimi due saranno parte della pattuglia di giovani partecipanti al mondiale junior, grazie all’impegno profuso da Aci Team Italia.

Gryazin, reduce da un’intensa attività da quando i rallies sono ripartiti dopo il periodo di stop, con tre gare all’attivo ed una vittoria, è pronto a difendere la sua seconda posizione provvisoria in Campionato WRC-2, a nove punti dal leader Ostberg e con una sola lunghezza dal terzo, Tidemand. Difendersi ed anche attaccare, quindi, l’obiettivo doppio del pilota russo, che si presenterà al via con un nuovo copilota, Aleksandrov, il quale lo affianca da quando ha ripreso l’attività post-lockdown.

Grandi aspettative anche dai giovani di Aci Team Italia, con Andolfi che cerca il pieno riscatto dopo la delusione sofferta in Svezia, fermo per un guasto, e Pollara pronto a migliorare la sua posizione in classifica. Per entrambi sarà la prima esperienza nella gara sulle rive del baltico, dove certamente ci sarà da prendere ritmo sulle sue velocissime arterie sterrate.

Non solo impegni iridati, questo fine settimana, ma anche un importante rally valido per la coppa di seconda zona, il celebre Rally della Lanterna, a Santo Stefano d’Aveto (Genova) con Sara Micheletti e Romano Belfiore sulla Peugeot 208 R2B. Micheletti rincorrerà la Coppa ACI Sport femminile, in questa gara valida anche per l’R-Trophy di Zona 2 e per la Michelin Cup 2020 a cui è iscritta.

Esclusiva, Fabio Andolfi e il suo sogno mondiale

Il fisico del pilota ce l’ha. E non gli mancano assolutamente i modi e la delicatezza tattica richieste ad uno sportivo che aspira al professionismo e che, a ben vedere, è ad un solo passo di distanza dall’Olimpo dei rally. Fabio Andolfi, classe 1993, nato sotto il segno dei gemelli il 27 maggio, praticamente baciato dal sole che scalda la costa ligure a primavera inoltrata, sorride di cuore e si emoziona quando parla di sé.

Inizia nel 2012 al Rally Valli del Bormida con Stefano Savoia che gli legge le note, a cui lui è ovviamente già abituato: figlio di pilota e di copilota, a casa sua durante i pasti si parlava di logistica, di strategie di gara e nel pomeriggio spuntino a base di pane e rally. Fabio lavora nell’azienda di famiglia come meccanico di trattori, ruspe e camion, ma il papà e la mamma pur di vederlo dove merita si rimboccano le maniche e affrontano importanti sacrifici dispensandolo e concedendogli il tempo che gli serve a crescere come pilota.

Nella gara dell’esordio guida la Panda Kit e conclude ottavo assoluto. Due gare e due ritiri più tardi è al via del Rally di Sanremo, navigato da Tiziana Desole. Con la Fiat Abarth 500 R3T è secondo nel trofeo della Casa torinese e trentatreesimo dell’Intercontinental Rally Challenge.

Nel 2013 fa esperienza in Italia nel Trofeo Rally Clio R3 navigato in due gare da Savoia e nelle restanti da Billy Casazza e concludendo con una buona quarta posizione finale. Da lì all’Europeo con la Peugeot 208 R2 sotto l’ala di Aci Team Italia il passo è breve. La stagione è bellissima. Ci scappa anche un podio al Valais. L’Italia inizia a conoscere e ad apprezzare Fabio Andolfi, questo ragazzotto ligure grintoso e tenace che sogna il Mondiale Rally, dove approda a partire dal 2015, due stagioni con la Peugeot 208 R2 e tre con la R5, prima la Hyundai e poi la Fabia.

Appello di Andolfi, scelte etiche e rispetto per le regole
Appello di Andolfi, scelte etiche e rispetto per le regole

Cinque anni dopo l’esordio iridato siamo nel 2020. Guardati alle spalle, ricorda il Fabio con gli occhi che si sgranavano al solo vedere una vettura da rally…

“Mi vedo quando correvo con la moto da cross e sognavo comunque il Mondiale. Certo è che essendo figlio di due rallysti, appena compiuti i diciotto anni ho parlato con papà e alla fine lui ha deciso che si poteva provare a correre almeno un rally. Insomma, mi ha offerto la chance che cercavo e che non tutti hanno. Il primo show a cui ho partecipato è stato quello del Motor Show con la 500. Ce la siamo giocata con Michele Tassone in finale. Ma lui è stato più veloce e ha vinto”.

Poi ha debuttato al Valli del Bormida con la Panda Kit…

“Quello è stato il mio primo vero rally, sulle strade amiche di casa. È stato difficile ma bello come ogni debutto. Emozioni e sogni si alternano e si incrociano, ti fanno vivere dei momenti fantastici. Stefano è stato un navigatore fantastico, io ho guidato e lui mi ha guidato. Alla fine è andato tutto meravigliosamente bene, indipendentemente dal risultato che reputo comunque valido”.

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Ricorrenze: il successo di Andolfi al Tour de Corse

A proposito di ricorrenze: il successo di Andolfi al Tour de Corse? Era il 31 marzo 2019 quando Fabio Andolfi e Simone Scattolin insieme centravano il primo successo in una gara iridata. E neppure delle meno complicate. Il giovane pilota ligure, quel giorno, saliva sul gradino più alto del podio di categoria con la Skoda Fabia R5.

Il nostro ha iniziato il breve giorno finale con un vantaggio di 31″6 su Nikolay Gryazin. Ma è uscito dalla PS iniziale dell’ultima giornata che era in debito di 0″7, a causa di un problema alla trasmissione che ha lasciato la sua Fabia con sole due ruote motrici.

Con la macchina ripristinata, Andolfi ha messo le ali sulla Wolf Power Stage finale dove ha rifilato ben 4″5 a Gryazin. Quanto bastava per riprendere il comando e sigillare la vittoria per appena 3″9. Quei 25 punti sono stati l’inizio migliore che ci potesse essere nella stagione di Fabio che, poi, purtroppo, non è stata tutta rose e fiori.

Ricorrenze: il successo di Andolfi al Tour de Corse
Ricorrenze: il successo di Andolfi al Tour de Corse

“L’ultima tappa è stata dura perché Gryazin era davanti a me, ma alla fine siamo felici”, aveva detto in quella occasione in conferenza stampa. “Sono contento della nostra prestazione, soprattutto nella lunga tappa di sabato, e spero che questo sia l’inizio di una buona stagione”.

Kajetan Kajetanowicz, nell’Isola Napoleonica, si è piazzato terzo con la Polo, 2’49” dietro a Gryazin. Il polacco ha recuperato una posizione quando Ole Christian Veiby, terzo durante la notte, ha rotto una ruota all’inizio della PS13 e si è ritirato. Il tester Toyota, Takamoto Katsuta, era quarto con la Ford Fiesta, 58″6 dietro Kajetanowicz, mentre Skoda di Rhys Yates era appena 6″6 più indietro nel quinto.