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”Si prova piacere nel guidare questa Puma Rally1”

Il francese Adrien Fourmaux ha finito l’ultimo rally iridato su asfalto in modo drammatico. Da quel giorno, il ventiseienne ha guidato la Ford M-Sport Puma Rally1 con specifiche 2022 in Francia e questa settimana in Sardegna (foto Morittu). Fourmaux ha dichiarato: “La superficie è diversa, ovviamente, dal Belgio, ma è stato davvero bello dopo l’incidente per me tornare a quel ritmo e guidare una macchina a quella velocità. Sono stato in grado di guidare per molti chilometri senza pressione e di fare molta esperienza e imparare dai test”.

“Quando hai l’ibrido completo, l’auto è incredibile. Potentissima, ha un ritmo bestiale – ha proseguito Fourmaux -. Sto ancora imparando un po’ con l’ibrido, come gli altri piloti, ma è davvero interessante lavorare di strategia e giocarcela un po’ quando lo utilizzeremo. È davvero qualcosa di nuovo, un’altra sfida interessante per la prossima stagione”.

Fourmaux ha condiviso la sessione di test con Matthew Wilson e Gus Greensmith. “È fantastico avere la possibilità di lavorare con Matthew”, ha detto. “Ha tanta esperienza, tanto tempo trascorso in tante vetture. Penso che possiamo lavorare abbastanza bene insieme, è davvero bello che condivida i suoi consigli con me. Stiamo lavorando come una squadra e stiamo spingendo nella stessa direzione”.

Alla domanda sui suoi sentimenti sull’uscita di Teemu Suninen dalla squadra, una partenza che gli apre le porte per competere nei restanti quattro round del FIA World Rally Championship in una Fiesta World Rally Car che aveva precedentemente condiviso con il finlandese, Fourmaux è lapidario: “Sono concentrato sulla mia carriera e sto facendo il meglio che posso con la squadra. Per me, ogni volta che posso entrare nelle World Rally Car o nella Puma Rally1 è fantastico, mi aiuta, mi da l’esperienza che mi serve”.

Il test: la i20 Rally2 vista da Lambros Athanasoulas

Al Rally 1000 Miglia, che rappresentava il suo debutto nel CIR, non è riuscita a battere la sempre veloce Skoda Fabia Rally2 Evo. Andrea Crugnola e Pietro Ometto hanno perso per 5” contro Stefano Albertini e Danilo Fappani, che quando ci sono fanno sempre sentire la loro presenza. Ma nella prima gara nazionale, in Italia, la Hyundai i20 Rally2 era riuscita a vincere, sempre tra le mani di Andrea Crugnola, ma questa volta navigato da Gabriele Zanni.

Insomma, due gare su asfalto (oltre al debutto iridato in cui ha vinto da sola) non ci hanno permesso di capire la reale bontà della nuova Hyundai i20 Rally2. E allora, visto che mancano pochi giorni all’Eko Rally Acropolis e equipaggi come Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios, testano le loro auto da corsa sulle montagne greche, riusciamo a pubblicare le riflessioni di un driver veloce e professionale sulla i20 Rally2.

Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios, oltre che alla classifica generale dell’Eko Rally Acropolis, correranno anche per quella del WRC3. Al ritorno nella gara nazionale, Athanasoulas-Zakhaios condivideranno per la prima volta la Hyundai i20 N Rally2. Il primo contatto dell’equipaggio greco, che ha il supporto di Hyundai Hellas, con la nuova auto è avvenuto oggi, sabato 4 settembre.

Le prime immagini di una nuova macchina da corsa crea sempre attesa. Così è stato anche per la Hyundai i20 N Rally2, che, guidata da Lambros Athanasoulas, è arrivata a Pisia, Corinto, per la prima prova, su un percorso lungo 3,5 chilometri. A prima vista, era ovvio che si trattasse di un’auto completamente nuova, che si sta “preparando” per i suoi primi chilometri.

L’importanza della partecipazione dell’equipaggio greco è sottolineata dal fatto che avrà il supporto del team ufficiale, così come Oliver Solberg e Aaron Johnston, anche loro con la nuovissima Hyundai i20 N Rally2, ma nel WRC2 (sperando che questa volta il servosterzo non faccia i capricci come all’esordio assoluto).

Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios
Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios

Le impressioni di Athanasoulas sulla i20 Rally2

È stata una giornata di adattamento, ma Lambros Athanasoulas ha messo a fuoco la direzione in cui si muoverà in termini di setup. Di seguito, potete leggere nel dettaglio cosa ha raccontato del suo primo contatto con la Hyundai i20 N Rally2.

“Correre in una gara come questa, con un’auto che abbiamo da appena tre giorni è fantastico. L’odore del nuovo, la bellezza della nostra arma da guerra e l’enfasi dei dettagli, la rendono speciale. Dal momento in cui ci siamo calati in auto sorridevamo. La posizione di guida è ottimale. Durante il primo giro abbiamo apportato alcune modifiche, per regolare l’auto secondo le nostre esigenze”.

“Già dopo 4-5 giri di test siamo riusciti ad essere in condizioni decisamente buone. Mi diverto sicuramente e allo stesso tempo cerco di migliorare l’auto in modo che diventi il più facile possibile da guidare, in modo che mi senta a mio agio per attaccare e godermi la gara. La Hyundai i20 N Rally2 è la più moderna che abbia mai guidato, tra la Ford Fiesta e la Skoda Fabia. La sensazione che dà il motore della Hyundai i20 N Rally2 è completamente diversa”.

“Questa macchina è molto lineare e non si sente affatto la potenza. Ovviamente non manca, perché in tal caso non potrebbe essere veloce. La gestione del motore è completamente diversa dalle altre vetture. Forse, in questo modo puoi stare più tempo sull’acceleratore e gestirlo meglio. Mi ci abituerò, ma all’inizio non posso dire di non essere rimasto sorpreso da questa differenza”.

“Penso che gli uomini e le donne che lavorano in Hyundai sappiano perché l’hanno fatta in questo modo e penso che lo abbiano fatto per renderla più lineare e più facile da guidare a da gestire. Al primo giro, ovviamente, non era perfetta, ma subito veloce. Non è difficile da guidare, è diversa dalla guida a cui ero abituato. Soprattutto, la parte anteriore è diversa da quella della Skoda. Ma dopo pochi chilometri avevo capito. L’importante era capire come guidarla, come prenderla”.

“Sto migliorando la mia guida, sto apportando alcune modifiche alla macchina e penso che presto saremo saremo a buon punto. Il nostro obiettivo è diventare tutt’uno con l’auto e poterla godere. Penso che il know-how della squadra elevato. La famiglia Solberg ci aiuta molto, Hyundai Motorsport e la sua gente pure. Ovviamente lo stesso vale per il team RedGrey, che è in piena collaborazione con Hyundai Motorsport. Faremo altri cambiamenti di setup. Non so se saranno quelli giusti ma voglio provare”.

“Le modifiche riguarderanno i differenziali, e se quello che stiamo pensando non va nella direzione che ci aspettiamo, ci atterremo a quello che ha dato i migliori risultati, con altre piccole modifiche alle sospensioni”.

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Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Test Rally 1: la Ford Puma prova sulla terra

Continuano i grandi lavori in casa M-Sport in vista della stagione 2022. Il team britannico ha scelto come terzo banco di prova per la Ford Puma Rally 1 la Sardegna ed in particolar modo gli sterrati del nord dell’Isola. Sono partiti quest’oggi i test di sviluppo della neonata Ford Puma Rally 1, futura arma in chiave 2022 del team di Cockermouth. 

I test odierni, con alla guida della vettura Mattew Wilson navigato da Elliot Edmonson, hanno interessato dei tratti utilizzati nel Rally Italia Sardegna, segno evidente che la squadra dell’Ovale Blu ha voluto comparare su un tratto particolarmente guidato e tortuoso le prestazioni della Fiesta WRC Plus con la Puma Rally 1 ancora in fase embrionale. Insomma in casa M-Sport le cose in vista del 2022 si fanno serie… in attesa dell’ufficializzazione della line-up.

Dal 5 settembre in edicola: condividiamo passione

Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Skoda evolve la Fabia da rally e risponde a Hyundai (VIDEO)

La Hyundai i20 Rally2 ha debuttato anche sul mercato italiano e lo ha fatto in un momento in cui la Skoda Fabia Evo Rally2 non gli poteva rubare la scena, essendo in fase di sviluppo finale la nuova creatura che vedremo correre nel 2022. L’esordio è stato affidato alle sapienti mani di Andrea Crugnola, che l’ha portata al successo al Rally del Friuli.

Ma la risposta di Skoda – il Costruttore ceco punta tutto sul mercato italiano, che dal 2015 è uno di quelli più redditizi, anche perché in termini prestazionali fino ad ora non aveva rivali – sta per arrivare e siamo certi che, dalle anticipazioni, la Fabia manterrà la leadership di vendite e di successi a livello europeo.

Per la cronaca e per smentire titoli sensazionalistici lanciati da alcuni canali commerciali aziendali supportati da siti esca, a guardare anche i numeri di questa stagione, la Fabia continua a non avere rivali: a fine luglio la vettura con più vittorie in prova speciale era proprio la Skoda Fabia Rally2 (190 PS vinte), segue la Volkswagen Polo GTI (59) e ultima è la Hyundai i20 R5/Rally2 (44).

Intanto, mentre Hyundai cerca di accaparrarsi qualche contratto a livello nazionale, provando a rosicchiare nella clientela Skoda, la versione 2022 della Skoda Fabia Rally2 Evo prosegue spedita i suoi test sia su asfalto sia su terra, perché si vuole consegnare una vettura veloce e affidabile in tutte le condizioni e non solo sull’asfalto.

Nel 2022 si vedrà in azione la creatura della Casa dell’Est. I test vedono ora l’auto impegnata su tutti i fronti, in Repubblica Ceca, in Spagna e in Francia. Michal Hrabánek, a capo di Skoda Motorsport, ha dichiarato: “La nuovissima Skoda Fabia per la categoria Rally2 è entrata nella fase di sviluppo e test. Fortunatamente, i nostri tecnici possono sfruttare il know-how e l’esperienza del progetto Fabia Rally2 Evo in corso, che ha ancora molto successo in tutto il mondo”.

La Fabia R5 vanta in totale quasi 1.400 vittorie, sia assolute che di classe, e circa 3.300 podi, il tutto in campionati nazionali ed internazionali. Senza dimenticare che la Skoda, a differenza della Hyundai, è stata venduta nelle versione R5, Rally2 e Rally Evo in più di 400 unità per i vari team clienti in tutto il mondo.

Ora sta per arrivare l’aggiornamento 2022, il salto verso la quarta generazione. In Italia dovrebbe debuttare a ottobre quella stradale e, di conseguenza, anche il modello rally. Il prototipo è stato testato dal pilota ufficiale Jan Kopecký, da Kris Meek, da Emil Lindholm e da Andreas Mikkelsen. Insomma, conviene aspettare prima di decidere su cosa investire. Il debutto della nuova e più potente generazione di auto Skoda promette minori consumi, maggiori potenze, grande autonomia e ottime prestazioni…

Hyundai i20 Rally2: vittoria caduta da cielo al debutto

Dopo il non proprio brillante debutto della nuova Hyundai i20 Rally2 ad Ypres (ma quello della Clio Rally4 era stato peggiore) il team principal di Hyundai Motorsport, Andrea Adamo, ritiene che non si siano mai viste le vere prestazioni della nuova creatura su quattro ruote. E questo nonostante abbia vinto in solitaria il WRC2 al debutto (erano in quattro, due Ford e due Hyundai, ed è arrivata solo una Hyundai). La nuova vettura sostituirà la i20 R5 presentata per la prima volta nel 2016.

Oliver Solberg e Jari Huttunen erano coloro che hanno fatto debuttare l’auto al Rally di Ypres, un evento tradizionale per il debutto delle nuove auto R5 e Rally2: Ford Fiesta R5 e Rally2, Peugeot 208 T16 e l’originale i20 R5. Teemu Suninen di M-Sport ha condotto la gara WRC2 all’inizio con la Fiesta Rally2, prima di commettere un errore che gli è costato una foratura e poi il successivo surriscaldando il motore. Tana libera tutti. Passa in testa Solberg Jr con Huttunen, che ha anche accusato una foratura nella stessa prova di Suninen, secondo.

Solberg domina la classe per l’intera giornata senza mai brillare a livello di tempi, nonostante completi oltre la metà dei chilometri senza servosterzo, che intanto si era rotto, e quindi il comando domenica mattina passa di mano poiché la sua nuova e fiammante Hyundai si è rifiutata pure di partire dal parco chiuso. Huttunen è il nuovo leader, è rimasto solo lui, che ha portato a casa una vittoria di classe per Hyundai al debutto della i20 N Rally2, anche se ha dovuto lottare senza servosterzo nella fase finale. Ma tanto non c’era più nessuno ad inseguirlo.

Bisogna evidenziare come le Citroen C3 Rally2, Skoda Fabia Rally2 e le Volkswagen Polo GTI R5 in gara nel WRC3 fossero sempre più veloci della nuovissima Hyundai i20 Rally2. In ogni prova. In ogni circostanza. DirtFish ha chiesto ad Adamo una considerazione su questo debutto. La risposta è stata la seguente: “Quando debutti e vinci, è sempre bello. È vero che cerco di essere sempre serio ed è difficile dire come mi sento. Ho chiesto ai piloti, soprattutto il primo giorno, di percorrere le prove e conoscerle. Non avevano mai fatto Ypres prima e la i20 è una macchina nuova di zecca. Hanno fatto bei tempi, e poi all’improvviso ci siamo trovati in testa con un margine enorme perché qualcun altro ha avuto un problema”. Poi il margine è sparito perché qualcun altro si è dovuto ritirare, perché finché c’è stata gara…

“Ho detto ai miei piloti di non mettere nemmeno la macchina in quarta marcia. Penso che non abbiamo mai visto le prestazioni della vettura. Avrei potuto prendere un pilota locale che conosce le strade bene. Ma eravamo qui per un altro motivo e anche per fare esperienza. Abbiamo avuto un problema nei tubi dello sterzo che non avevamo mai avuto prima. Ovviamente se lo avessimo avuto, lo avremmo risolto prima. Mi conosci, non sono qui a giocare a carte – dice l’ingegnere Adamo al giornalista di DirtFish -. E finalmente abbiamo vinto nel WRC2. Se mi chiedi se sono contento di quello che ho visto, ti rispondo: come posso essere felice di un qualcosa che è caduto dal cielo?”.

Ecco la Morgan Plus Four CX-T per i rally raid

La nuova Morgan Plus Four CX-T è un’auto sorprendente e soprattutto una Morgan come nessuno l’ha mai vista prima. Programmata per essere costruita in soli 8 esemplari del costo di 200mila euro ciascuno tasse escluse, questa versione è infatti destinata a competere nelle gare della specialità Rally Raid (come la Dakar) e in senso più ampio a trasferire agli appassionati di questo marchio britannico tradizionale la ‘libertà’ di guidare una Morgan su strade – o meglio percorsi accidentati e off-road – in precedenze precluse a questo roadster sportivo.

Già nel 1911, le auto sportive Morgan gareggiavano e vincevano nelle prove di trial (specialità britannica su strade non asfaltate) e da allora questo spirito di avventura è stato la chiave per plasmare il marchio Morgan. Punto di partenza, anzi elemento che ha permesso questa ‘divagazione’ ingegneristica, è la nuova piattaforma interamente metallica (prima si usavano ancora elementi in legno) CX-Generation, che è stata lanciata nel 2019 ed è alla base del modelli di produzione Plus Four e Plus Six. L’operazione Plus Four CX-T punta – è la stessa azienda di Malvern, nel Worcestershire, a dichiararlo – a dimostrare la capacità e la resistenza di questa nuova piattaforma CX-Generation.

“Il team del design Morgan lavora da molti anni su nuovi concetti di veicoli – ha detto Jonathan Wells, head of design Morgan Motor Company – e circa 18 mesi fa, quando i nostri investitori e il Ceo Steve Morris, sono venuti in studio hanno osservato quanto sarebbe stato incredibile dare vita a uno di questi progetti. Tutto è nato interamente dal desiderio di creare un’emozionante auto britannica per l’avventura. La CX-T, come molti recenti modelli Morgan, dimostra la flessibilità del nostro design Morgan e comprende integrità storica, grandi capacità e un’estetica completamente nuova”.

La Morgan in un rally
La Morgan in un rally

Morgan ha collaborato con Rally Raid UK, il noto costruttore di auto per la Dakar, per progettare insieme la Plus Four CX-T. Ogni auto viene costruita nello stabilimento Morgan, prima di essere sottoposta alla preparazione finale e all’installazione presso le officine di Rally Raid UK di Nearbank nell’ Huddersfield. La carrozzeria della Plus Four CX-T è stata modificata per massimizzare la capacità di carico dei ricambi e delle attrezzature e fornire un’adeguata protezione pilota e al passeggero.

In particolare, il pannello posteriore della Plus Four è stato sostituito con un vano di carico per attrezzi e ruote di scorta, con pannelli laterali unici progettati per ricordare il classico Morgan a 4 posti. Vi sono collocate due robuste valigie impermeabili Pelican, una cassetta per attrezzi in alluminio Zarges, due taniche Rotopax da 11 litri oltre ai due gruppi ruota completi. Tutti i sistemi di montaggio e di fissaggio sono stati accuratamente progettati per essere resistenti e di facile accesso quando necessario. Naturalmente la preparazione Rally Raid comprende una batteria di fari supplementari, per illuminare a giorno anche i passaggi più difficili.

Quando la Morgan Plus Four CX-T non è utilizzata per le gare il roll-bar a gabbia può anche essere adattato per trasportare attrezzature per il tempo libero come biciclette e tavole da surf, mentre i finestrini laterali rimovibili possono essere montati sul tetto del veicolo.

Gli specialisti di Rally Raid UK sono intervenuti sulle sospensioni di serie per rinforzare tutti gli elementi (sono stati impiegati i bracci trasversali delle Plus Six) e creare una distanza libera da terra pari a 230 mm. Modificati anche gli archi passaruota per consentire la maggiore corsa delle sospensioni e ospitare le ruote tassellate. Le caratteristiche off-road sono state enfatizzate adottando anche elementi ammortizzanti con arresti interni, sviluppati da EXE-TC appositamente per la Morgan. Questi assemblaggi nascono dalle competizioni fuoristrada e sono calibrati per fornire l’equilibrio ideale tra comportamento e durata, per intraprendere viaggi mai tentati prima con un’auto sportiva Morgan.

Naturalmente è presente un sistema di slitte sottoscocca in cinque pezzi, che comprende anche una protezione del motore, una del telaio posteriore, una della sezione centrale e una del sottoscocca posteriore. L’auto è inoltre dotata di un sistema di scarico su misura con uscita laterale posteriore che migliora l’angolo di partenza e contribuisce a 230 mm di altezza da terra. Il Plus Four CX-T – che resta una due ruote motrici – utilizza un differenziale elettronico Bmw X-Drive con software su misura, calibrato specificamente per l’applicazione.

Il pilota può selezionare tre modalità a seconda delle condizioni di guida variando il grado di blocco applicato: Road apre completamente il differenziale, All-Terrain applica un blocco di circa il 45% (consentendo una certa distribuzione della coppia tra le ruote posteriori) e infine la modalità All-Terrain-Extreme blocca completamente il differenziale e fornisce una coppia uguale a entrambe le ruote posteriori. Anche il rapporto di trasmissione finale è stato accorciato per tenere conto dei pneumatici di diametro maggiore e adattarsi all’utilizzo off-road. Morgan Plus Four CX-T è già in vendita e tutti i veicoli dovrebbero essere costruiti entro la fine del 2021. 

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Debutta in Friuli con Crugnola la nuova Hyundai i20 Rally2

Dopo mesi di sviluppo e messa a punto in giro per l’Europa, Nuova Hyundai i20 N Rally2 farà il suo esordio assoluto in Italia in occasione del Rally del Friuli Venezia Giulia del 20-21 agosto, per la gioia degli appassionati e la curiosità di tutto il mondo del motorsport.

Nuova Hyundai i20 N Rally2 è stata progettata da zero partendo dalla Nuova i20 N stradale nella sede di Hyundai Motorsport ad Alzenau e rappresenta la seconda vettura creata dal dipartimento Customer Racing. L’inedita vettura da competizione debutterà nella categoria WRC2 all’Ypres Rally, in Belgio, nel weekend di Ferragosto. La settimana successiva uno dei due esemplari ufficiali arriverà direttamente in Italia per disputare il 56° Rally del Friuli Venezia Giulia. L’esordio nazionale nel Campionato Italiano WRC sarà affidato a uno dei piloti ufficiali di Hyundai Rally Team Italia, il varesotto Andrea Crugnola, accompagnato per l’occasione dal navigatore bresciano Gabriele Zanni, con il supporto tecnico e logistico del team Friulmotor della famiglia De Cecco.

“Siamo molto onorati di essere in assoluto il primo team nazionale a portare in gara la nuova i20 Rally2 e per questo ringrazio il Team Principal di Hyundai Motorsport Andrea Adamo per la sua fiducia” dichiara Marco De Cecco, responsabile del team Friulmotor. “Dopo tanti anni e numerosi successi conquistati con l’attuale i20 R5 aspettavamo con grande interesse la nuova vettura e il giorno del debutto sta per arrivare. È suggestivo e significativo che questo accadrà nella nostra gara di casa in Friuli vicino ai nostri primi tifosi. Siamo consapevoli che avremo gli occhi puntati di tutti i team che corrono con le vetture Hyundai nei vari campionati internazionali, come quelli dei nostri rivali. Siamo solo all’inizio di una sfida importante e ci sarà molto da lavorare, ma ci teniamo a partire subito bene per confermarci ancora tra i protagonisti”.

Il 56° Rally del Friuli e Venezia Giulia è valido come quinto appuntamento del Campionato Italiano WRC e si disputa il 20-21 agosto con partenza e arrivo a Cividale del Friuli (Ud). Pur non facendo parte del programma iniziale di Andrea Crugnola e del team Friulmotor, questo rally è stato scelto da Hyundai Rally Team Italia e Hyundai Motorsport Customer Racing, come gara test e sviluppo in preparazione del prossimo appuntamento del Campionato Italiano Rally il 44° Rally 1000 Miglia di Brescia il 02-04 settembre.

“È stata una bella sorpresa ricevere una telefonata da Hyundai Motorsport che ci proponeva di correre a Udine con la nuova i20 N Rally2” racconta Andrea Crugnola. “Ho avuto modo di conoscere la vettura solamente in una breve giornata di test, 40-50 km, in cui è nato subito un’ottima intesa: l’ho trovata facile, intuitiva e già con un ottimo assetto. Le nostre strade sono molto diverse da quelle che si incontrano nelle altre gare in Europa e poter avere già di base una vettura agile e precisa, sarà di grande aiuto nella guida. Non mi pongo particolari obiettivi dal Rally del Friuli, che ho corso solo un paio di volte e dove avrò al mio fianco un nuovo navigatore. Affronteremo km dopo km con l’intento di scoprire l’auto assieme agli ingegneri Hyundai e ai tecnici di Pirelli, lavorando su alcuni dettagli per renderla più vicina alle mie caratteristiche di guida. Voglio prepararmi bene per la finale del Campionato Italiano Rally e Udine rappresenta un’ottima opportunità per presentarci al meglio al rush finale con la nuova i20 N Rally2”.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

La lode di Citroen Racing alla C3 Rally2

C’è molta soddisfazione in casa Citroen Racing, per i risultati positivi ottenuti dopo la prima metà di stagione. I vertici della casa transalpina sono molto contenti per quanto fatto sia in campo internazionale che nazionale dalle vetture Rally2 della casa del Double Chevron, che ricordiamo essersi ritirato dal Mondiale Rally in forma ufficiale dopo i gravi problemi irrisolvibili della C3 WRC Plus e ora rimasto solo come “noleggiatore”.

Nel WRC2 il campione del mondo in carica Mads Ostberg è attualmente in corsa per vincere il titolo iridato, mentre nel WRC3 domina la C3 Rally2 di Yoann Rossel, autore di una prima parte di stagione di altissimo livello. Ottimi i risultati anche nel FIA ERC dove Alexey Lukyanuk con C3 Rally2 preparata da Saintléoc guida la classifica generale con un punto di vantaggio su Mikkelsen. Anche nei campionati nazionali sono arrivate tante soddisfazioni, in primis da Yoan Bonato e Eric Camilli che in Francia dominano in lungo e largo le gare su fondo catramato.

“La C3 Rally2 ha iniziato molto bene la stagione, grazie alle prestazioni dei suoi piloti. – dichiara Didier Clément, responsabile della Citroën Racing Customer Competition -. La vettura è altamente competitiva in ogni condizione di strada e ambientale. Conta molti podi e vittorie sia in campo internazionale (WRC e ERC) sia in campo nazionale, questo conferma l’alta affidabilità e le prestazioni di alto livello della vettura. I recenti test effettuati dai nostri tecnici mirano a rendere la vettura ancora più competitiva, limando ulteriormente i dettagli per permettere ai nostri piloti di vincere quante più gare possibili”.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Skoda Fabia RE-X1 Kreisel vs Skoda Fabia Rally2 Evo

La prima auto da rally completamente elettrica ha fatto il suo debutto, e che debutto, in Austria al Rally Weiz. Sulle strade austriache, la Skoda RE-X1 Kreisel, portata in gara dalla leggenda locale Baumschlager, ha chiuso al terzo posto assoluto cogliendo di fatto un podio clamoroso al suo debutto.

La Skoda RE-X1 Kreisel è un prototipo sperimentale realizzato in collaborazione tra la Kreisel Group (specialista nella tecnologia delle batterie) e il gruppo Skoda Motorsport e si basa sulla Skoda Fabia Rally2, auto leader nella categoria RC2/R5. I tecnici e gli ingegneri di Skoda Motorsport, insieme agli sviluppatori di Kreisel Electric, hanno modificato la vettura per far sì che potesse essere integrata una batteria di trazione elettrica da 52,5 kWh. Altre principali modifiche riguardano il volante che è diverso da quello utilizzato sulla Rally2, il vano motore e l’assenza della leva del cambio sequenziale. Quest’ultimo è stato sostituito da un paddle sotto il volante.

La vettura funziona con due motori elettrici, uno è montato sull’asse anteriore mentre l’altro è montato sull’asse posteriore. La sfida più grande per gli ingegneri è stata sicuramente quella di far lavorare in sincronia i due assi per far che la vettura potesse funzionare come un’auto da rally della categoria Rally2. “Abbiamo sviluppato un software speciale che controlla la trasmissione, in base alle caratteriste dei vari piloti. La velocità con cui la vettura affronta le curve dimostra che il lavoro svolto fino a questo momento è positivo”, ha commentato così un soddisfatto Daniel Foissner (Kreisel Electric) al termine del Wiez Rally.

Nonostante la vettura monti gli stessi ammortizzatori, mozzi delle ruote e sospensioni della Rally2, questi sono stati regolati in maniera differente in quanto il peso della RE-X1 Kreisel è maggiore. Questo lavoro è stato svolto dal team Baumschlager Rallye & Racing (BRR) che ha supportato e aiutato gli uomini Kreisel nella modifica del telaio. “Siamo molto felici di poter lavorare e collaborare con il team BRR, grazie alla loro grande esperienza possiamo competere ad alti livelli – prosegue Foissner -. Il loro supporto è fondamentale per la messa a punto della vettura, per la scelta dei pneumatici e per quel riguarda le assistenze. A questo si aggiunge l’eccellente supporto di Skoda Motorsport, anche loro sono un partner chiave nel nostro progetto.

Skoda Fabia Rally2 e Skoda Fabia RE-X1 a confronto

KODA FABIA Rally2 evo contro ŠKODA RE-X1 Kreisel

A raccontare il debutto con podio della vettura è proprio la leggenda Raiumund Baumschlager che in coppia con Jurgen Heigl, ha centrato un terzo posto che definire storico è riduttivo.

“Abbiamo svolto i primi test nel mese di febbraio e devo dire che l’impatto è stato fantastico. Ho dovuto cambiare il mio stile di guida, mi son dovuto adattare alla vettura, che pesa 100 kg in più rispetto alla Rally2. Inoltre, la RE-X1 non ha né il cambio né la frizione, quindi la guidabilità in curva cambia completamente. Al di là di questo, la maneggevolezza si avvicina alla Rally2 che ha un motore a benzina. La seconda giornata di gara si è corsa con la pioggia, con strade umide e bagnate. Noi abbiamo fatto una corretta scelta di pneumatici che ci ha favorito e ci ha permesso di aumentare il ritmo prova dopo prova. Ha funzionato tutto alla grande. Il terzo posto è un risultato ottimo, soprattutto perché questa era un debutto mondiale per questa tipologia di vetture. La vettura ha completato tutto il percorso compresi i trasferimenti senza alcun tipo di problema. Oltre al risultato, abbiamo acquisito importantissimi dati che ci torneranno utilissimi nelle prossime uscite, anzi non vediamo l’ora di risalire in macchina”.

Anche David Jareš, coordinatore del programma clienti Škoda Motorsport ha speso parole al miele per l’ottimo risultato ottenuto dalla RE-X1 al suo debutto mondiale: “Siamo felici e lieti che Skoda Motorsport abbia contribuito all’ottimo debutto della RE-X1. I nostri partner di Kreisel Electric assieme al team BRR hanno svolto un lavoro fantastico durante il Rally Weiz. Questo progetto è stato accolto con entusiasmo dal nostro Team, siamo felici di lavorare con l’elettrico nei rally. Inoltre siamo felicissimi per la vittoria assoluta dell’equipaggio Wagner-Gerald con la Skoda Rally2 Evo 120. Avere due auto con propulsori completamente diversi sul podio dimostra che il nostro Team è già pronto per le sfide future”.

Audi Sport testa RS Q e-Tron per la Dakar 2022

Audi Sport ha iniziato a testare il nuovo buggy da competizione RS Q e-Tron, con cui la Casa dei Quattro Anelli affronterà nel gennaio 2022 la Dakar, una delle più grandi sfide nelle gare automobilistiche. RS Q e-Tron sarà la prima vettura racing ad utilizzare un sistema di propulsione elettrificato ad alta efficienza, che sfrutta un motore termico TFSI (lo stesso impiegato nel DTM) per generare corrente che carica la batteria ad alta tensione – pesa circa 370 chilogrammi e ha una capacità di circa 50 kWh – durante la guida funzionando nell’intervallo più vantaggioso.

È quello compreso tra 4.500 e 6.000 giri ed è tale – spiega Audi Sport – da offrire un consumo specifico di benzina ben al di sotto di 200 grammi per kWh. La trazione è naturalmente integrale e gli assi anteriore e posteriore sono dotati ciascuno di un’unità motore-generatore (MGU) simile a quella dell’attuale vettura di Formula E Audi e-Tron FE07.

Una terza unità MGU, di identico design, fa parte del convertitore di energia e serve per ricaricare la batteria ad alto voltaggio durante la guida. Inoltre, l’energia viene recuperata durante la frenata. Con questa soluzione, che combina il meglio delle tecnologie di elettrificazione applicate allo sport automobilistico, Audi punta a competere per la vittoria assoluta contro i concorrenti a motore convenzionale nel rally più duro del mondo.

“La nostra Audi Quattro è stata una svolta per il World Rally Championship. E siamo stati il primo marchio a vincere la 24 Ore di Le Mans con una propulsione elettrificata. Ora vogliamo inaugurare una nuova era al Rally Dakar – afferma Julius Seebach, Ceo di Audi Sport GmbH e responsabile del motorsport presso Audi – testando e sviluppando ulteriormente la nostra tecnologia e-Tron in condizioni estreme. Il nostro nuovo RS Q e-Tron è stato creato partendo da un foglio di carta bianco in tempi record e vuole confermare il nostro motto Vorsprung durch Technik, cioè Guidati dalla Tecnologia”.

Le caratteristiche del Rally Dakar hanno richiesto agli ingegneri sfide speciali: l’evento dura due settimane e le tappe giornaliere sono lunghe fino a 800 chilometri. “È una distanza molto lunga – afferma Andreas Roos, responsabile del progetto Dakar presso Audi Spor – Quello che stiamo cercando di fare non è mai stato fatto prima. Questa è la sfida finale per un sistemo di propulsione elettrica”.

La potenza massima del sistema di e-drivetrain è di 500 kW, cioè oltre 670 Cv ma quanta di essa possa essere utilizzata durante la Dakar è ancora in fase di definizione da parte degli organizzatori della gara, proprio per equilibrare la sfida con i modelli tradizionali. La soluzione ‘elettrificata’ offre molti vantaggi: i motori elettrici possono essere controllati in modo estremamente preciso e possono quindi garantire la massima guidabilità. Inoltre, l’energia di frenata può essere recuperata. L’Audi RS Q e-Tron necessita solo di una marcia avanti.

I due assi non sono collegati meccanicamente al sistema propulsivo, e il software sviluppato da Audi si occupa della distribuzione della coppia tra di loro creando così un differenziale centrale virtuale e liberamente configurabile, cosa che permette di risparmiare peso e spazio.

Anche esteticamente, Audi RS Q e-Tron differisce in modo significativo dai buggy Dakar a motore convenzionale. “Il veicolo ha un aspetto futuristico e ha molti elementi di design tipici di Audi – afferma Juan Manuel Diaz, Team Leader of Motorsport Design di Audi – Il nostro obiettivo era quello di simboleggiare il motto Vorsprung durch Technik e il futuro del nostro marchio”.

La partecipazione alla Dakar Rally prevede la collaborazione con Q Motorsport. “Audi ha sempre scelto percorsi nuovi e audaci nelle corse, ma penso che questa sia una delle auto più complesse che abbia mai visto – afferma il team principal Sven Quandt – La propulsione elettrica significa che molti sistemi diversi devono comunicare tra loro. Oltre all’affidabilità, che è fondamentale nel Rally Dakar, questa è la nostra più grande sfida nei prossimi mesi”. Quandt paragona il progetto Dakar di Audi al primo sbarco sulla luna: “Allora, gli ingegneri non sapevano davvero cosa sarebbe accaduto. Per noi è la stessa cosa: se finiremo il primo evento Dakar, sarà già un successo”.

Malcolm Wilson spiega la Puma WRC ibrida

Per la prima volta Malcolm Wilson parla pubblicamente della Puma Rally1 Hybrid entrando nei dettagli tecnici. La nuova auto da rally, la WRC ibrida di Ford, è stata presentata da poco al pubblico del Goodwood Festival of Speed. La vettura gareggerà nel FIA World Rally Championship dal 2022, secondo la nuova formula del regolamento Rally1 che impone propulsori con plug-in ibridi e carburanti sostenibili. Progettata dalla società di ingegneria automobilistica britannica M-Sport, le Puma WRC saranno costruite presso la base in Cumbria.

Wilson inizia spiegando il perché Ford abbia deciso di interrompere la storia ormai decennale della Fiesta: “La Fiesta ha portato la visibilità dell’Ovale Blu sui palcoscenici del World Rally Championship dal 2011, ma i mercati si stanno spostando verso i crossover. Ford ha scelto la Puma come modello per beneficiare del potere di marketing del WRC nella nuova era della Rally1. Va detto, però, che la nuova vettura non ha molto in comune con la Puma stradale. Le nuove regole Rally1 permettono, per la prima volta, che pochissime parti della carrozzeria siano condivise con l’auto di produzione: il cofano, il parabrezza, il portellone e la copertura del tetto devono essere identici alla vettura prodotta per il mercato, per il resto abbiamo molto libertà con la struttura e con l’aerodinamica”.

Quindi, Wilson spiega meglio questo concetto che, negli appassionati, ha subito destato più di un sospetto con quella coda tanto simile alla Fiesta. “La cosa più importante per questo progetto è che non stiamo usando una carrozzeria basata sulla produzione”. Uno dei motivi che porta ad abbandonare le scocche di serie è quello di consentire una maggiore sicurezza per pilota e copilota: i sedili sono stati spostati verso l’interno e c’è una protezione aggiuntiva integrata nella struttura dell’abitacolo per proteggere dagli impatti laterali. La FIA ha raccolto una grande quantità di dati dalle attuali vetture WRC Plus e una quantità inestimabile di ricerche è stata dedicata agli standard di sicurezza”, aggiunge il direttore di M-Sport (ex pilota di rally professionista), Malcolm Wilson.

La Puma WRC in azione
La Puma WRC in azione

Il cuore della ”belva” da rally di Ford

A questo punto, Malcolm Wilson si concentra sul propulsore, che affascina e spaventa una moltitudine di persone. “Il motore turbo da 1,6 litri è ripreso dall’attuale Fiesta WRC, una strategia della FIA per mitigare i costi per i Costruttori, dati i costi aggiuntivi per lo sviluppo delle WRC ibride di nuova generazione – racconta -. Il motore è affiancato da un motore di 100kW, alimentato da una batteria da 3,9kWh. L’energia rigenerata dalla frenata e dall’inerzia carica la batteria e può anche essere collegata a un caricabatterie rapido da 25 minuti nelle aree di servizio. Per consentirci di risparmiare carburante, il motore viene utilizzato principalmente per aumentare le prestazioni della Puma. Il ritardo per l’e-boost del motore è inferiore a quello di qualsiasi turbo boost”.

Potenzialmente la nuova auto da rally può funzionare anche in modalità elettrica a emissioni zero, ma la batteria non è attualmente in grado di funzionare in modalità EV pura per un intero rally. E poi c’è l’aspetto aerodinamico, ormai fondamentale anche nei rally. “Il progetto è iniziato alla fine del 2019 e M-Sport ha collaborato con gli ingegneri di Ford Performance negli Stati Uniti. La galleria del vento a Charlotte è stata fondamentale”, dice Wilson. “Siamo stati in grado di mettere l’auto in imbardata, di simulare il salto… Avendo precedentemente creato le auto da corsa i-Pace eTrophy di Jaguar, abbiamo imparato molto anche sulla sicurezza con questa tecnica”.

Wilson aggiunge che “i regolamenti Rally1 sono il più grande reset tecnico che il massimo livello dei rally abbia visto negli ultimi decenni”. E prosegue spiegando che ne è “entusiasta. Non solo le prestazioni, ma l’intero telaio, il modo in cui la macchina reagisce nelle curve lente. Probabilmente è la prima macchina a cui ho visto fare cose mai viste. È la prima macchina che mi ha fatto pensare: lasciamo questo ai piloti professionisti. Il nuovo regolamento prevede ora un cambio manuale, quindi sbagliare una cambiata potrebbe essere un momento cruciale”.

Prestazioni e tecnologia della Puma WRC

Ma le curiosità sono tutte sulle prestazioni, sulla guidabilità, sulla tecnologia e sulla sicurezza. “Se sei un copilota alto, potresti starci un po’ stretto. C’è anche un roll-bar extra da superare per entrare nell’abitacolo, parte delle nuove misure per proteggere meglio gli occupanti in caso di impatto laterale. Sei anche seduto più all’interno, più vicino al pilota, rispetto alle precedenti vetture WRC. La struttura sopra e sotto di te è più simile a un telaio tubolare rispetto al passato, con molte sezioni triangolari per aumentare la resistenza sopra il fondo e sotto il tetto”.

“Attualmente la spinta ibrida viene attivata dall’ultima corsa del pedale dell’acceleratore. Successivamente potrebbe essere un pedale a due fasi, simile al kickdown di un’auto da strada o attivato in qualche altro modo. L’idea è ancora in discussione. Per condizioni stradali scivolose o ghiacciate, ad esempio, è previsto che il pilota possa anche regolare la quantità di spinta ibrida. La trazione della Puma è impressionante, soprattutto perché non ci sono più i differenziali centrali attivi, i nuovi devono essere meccanici. Giù nella console centrale vicino al pavimento, c’è una lettura sullo schermo con tutti i tipi di informazioni riguardanti la carica della batteria. Il prossimo prototipo sarà ancora più sofisticato e peserà da 150 a 180 kg in meno di questa vettura”.

È probabile che ogni team di Costruttori gestirà tre vetture. I piloti Ford devono ancora essere confermati, a parte l’astro nascente francese Adrien Fourmaux. I suoi avversari Hyundai gareggeranno in un’auto basata sulla i20N e Toyota dovrebbe schierare una nuova generazione della Yaris WRC.

Solberg Jr e Huttunen debuttano ad Ypres con la i20 Rally2

Il tanto atteso debutto della nuova arma di casa Hyundai avverrà al Ypres Belgium Rally. Stiamo parlando della Hyundai I20 Rally2 che farà il suo debutto mondiale sulle strade del Belgio, che ospiteranno a metà agosto l’ottavo round del Mondiale WRC. A portare in gara le due i20 Rally2 saranno Oliver Solberg e Jari Huttunen reduci dal disastroso Rally Estonia, concluso con un doppio ritiro per entrambi nelle primissime battute del rally. Una scelta logica quella dei due piloti, in quanto entrambi sono stati sviluppatori della vetture coreana.

“Sono onorato – dichiara Solberg – di poter portare al debutto mondiale la nuova I20 Rally2. Sono felice di esser stato coinvolto in questo progetto è poterla portare al debutto è un qualcosa di eccitante. Voglio ringraziare Andrea Adamo e Andrew Johws e dire a loro due cose. La prima è ringraziarli per aver creduto in me concedendomi questa grande opportunità, la seconda è congratularmi con loro per aver creato questa vettura”.

“Ho svolto dei test su sterrato (in Sardegna) con questa vettura, mentre su asfalto non ho ancora avuto modo di usarla. Per me sarà la prima volta a Ypres. Lo scorso anno avevamo svolto alcuni test con la Skoda, ma poi come tutti ricordate la gara non fu corsa. Sicuramente sarà un rally molto complicato, soprattutto se le condizioni meteo saranno variabili, ma non sarà facile anche in caso di gara asciutta. Non vediamo l’ora di mostrare al mondo la competitività della vettura è far vedere a tutti il grande lavoro svolto dal team Hyundai Motorsport”.

Anche il team principal Andrea Adamo ha voluto dire la sua, sul debutto della nuova arma di casa Hyundai: “Vedremo il debutto della nostra vettura al Ypres Rally Belgium. Sarà la prima uscita di questa auto, non ci sarà nessuna pressione sui nostri ragazzi, ma sono sicuro che Oliver sarà in grado di portare a casa un buon risultato e allo stesso tempo riuscirà a mostrare a tutti la competitiva della vettura”.

Debutta la Skoda Fabia Rally2 Electric Pirelli

Pirelli e Skoda uniscono le forze nello sviluppo della nuova Skoda Fabia Rally2 Electric, che indica la strada verso il futuro del motorsport e che debutta in questo weekend in Austria sotto il nome di Skoda Kreisel RE-X1. Raimund Baumschlager, pilota Pirelli di lunga data che ha vinto 14 titoli nazionali nella sua nativa Austria, ha collaborato con Kriesel Electric per produrre una Skoda Fabia Rally2 completamente elettrica che monta pneumatici Pirelli P Zero, che porterà al debutto competitivo al Rallye Weiz: secondo round del campionato austriaco.

Questa è la prima volta che un’auto da rally elettrica si scontra con avversarie alimentate a benzina per un intero rally, per questo la notizia assume un certo rilievo: perché sarà molto interessante vedere come va a finire. L’auto non solo sviluppa un’impressionante coppia di 600 Nm, ma è anche più pesante delle rivali. Queste caratteristiche impongono determinati requisiti agli pneumatici, in termini di usura e durata. Di conseguenza, la gomma deve essere più resistente, ma senza compromettere le prestazioni, che è uno dei maggiori vantaggi dell’energia elettrica nel motorsport.

Pirelli – tramite il suo ufficio stampa – sostiene di aver completato più di 4000 chilometri di sviluppo con il nuovo P Zero per la Skoda Kreisel RE-X1, che in teoria sarebbero già 1000 in più dei 3000 dichiarati per sviluppare le gomme del WRC con Andreas Mikkelsen.

Terenzio Testoni, responsabile attività rally Pirelli, ha commentato: “Abbiamo lavorato a stretto contatto con Raimund e col suo team dalla fine dello scorso anno per produrre pneumatici P Zero per le esigenze specifiche della Skoda Kreisel RE-X1. Non è stato facile, ma abbiamo fatto molta esperienza in strada e in gara. Proprio come il mondo automobilistico si sta concentrando sull’energia elettrica, l’enfasi si sposterà sicuramente sull’energia elettrica nei rally, quindi questo è un importante lavoro di sviluppo in corso, che continua la tradizione di Pirelli di utilizzare il motorsport per l’innovazione tecnica”.

“Il rally è iniziato alla grande per noi: siamo stati i secondi più veloci nello shakedown – dice Raimund Baumschlager -. Realizzare le gomme per questa vettura è una sfida enorme, in quanto le caratteristiche tecniche sono diverse da una normale vettura da rally e noi pesiamo circa 170 chilogrammi in più. Ma il lavoro fino ad ora è stato fantastico, un grande ringraziamento a Terenzio e al suo team, e sono sicuro che impareremo molto di più continuando questo viaggio insieme”.

RallySlalom e oltre di luglio 2021 è in edicola

Copertina RS e oltre luglio 2021

Dalla Escort alla Puma: la storia Ford con i rally

Ford è dai primi anni Settanta protagonista del Mondiale Rally. Lo è stata con il Ford World Rally Team, reparto corse ufficiale della casa automobilistica statunitense, dal Campionato del Mondo Rally 1973 a quello del 2012. E poi dal 2013 ad oggi con la sola M-Sport di Malcolm Wilson (che comunque affiancava il Ford WRT dal 1997). Il marchio americano, in sinergia con il team M-Sport, ha scelto per i 2022 la nuova Puma Hybrid come macchina per il WRC. Dopo dieci anni viene abbandonata la Fiesta.

La prima vettura dell’ovale blu a disputare il Campionato del Mondo Rally è la mitica Escort, nella sua versione RS 1600. L’acronimo “RS”, cioè Rally Sport, ha da sempre contraddistinto i modelli sportivi della casa anche per quanto riguarda le versioni stradali, fino ai giorni nostri. Con un motore 1.6 da 170 cavalli sviluppato da Cosworth, questa auto ha raggiunto il terzo posto iridato nelle prime due stagioni del WRC (1973, 1974), aggiudicandosi 6 rally.

Il primo alloro mondiale di Ford arriva nel 1979 con un doppio successo nei campionati Piloti (Bjorn Waldegaard) e Costruttori. L’aumento di cilindrata portò a 230 Cv di potenza su una macchina di circa 900 chili di peso complessivo. Oltre ai successi del 1979, la Escort RS 1800 può vantare il trionfo WRC del 1981 firmato da Ari Vatanen, con team privato.

Ford Escort RS2000 Zakspeed: sogno ad occhi aperti

Gli anni Ottanta sono gli anni delle Gruppo B. Per questa nuova categoria di auto da rally, il marchio americano aveva in sviluppo una Ford Escort a trazione posteriore, progetto che tuttavia fu abbandonato nel 1983. Venne, quindi, sviluppata velocemente un’auto da produrre nei soli 200 esemplari stradali richiesti dal regolamento rally per l’omologazione. La RS 200 era una vettura a trazione integrale da 450 CV che non viene certo ricordata per i suoi risultati. Fu protagonista del triste incidente che portò alla morte di tre spettatori al Rally di Portogallo 1986, da cui seguì la decisione di chiudere la parentesi del Gruppo B nel WRC.

Dopo l’abolizione del Gruppo B, Ford fu costretta a sviluppare una vettura omologabile nel Gruppo A. La scelta ricadde sulla Sierra che venne prodotta con un motore potente su una trazione posteriore, ideale sull’asfalto ma molto difficile da controllare sulla terra. Una sola vittoria nel 1988 con Didier Auriol in Corsica, annata in cui gli americani si piazzarono al secondo posto nel Mondiale Costruttori.

Giacomo Costenaro, con Justin Bardini sulla Ford Sierra RS Cosworth
Giacomo Costenaro, con Justin Bardini sulla Ford Sierra RS Cosworth

Dalla base della Sierra 4×4, nel 1993 vide la luce la nuova Escort RS Cosworth. L’auto si rivelò competitiva con il suo motore turbo da 220 CV. Nel 1993, con al volante anche gli italiani Miki Biasion e Franco Cunico, raggiunse il secondo posto Costruttori alle spalle di Toyota. Furono 8 le vittorie iridate nei quattro anni di attività nel massimo campionato.

Colin McRae con la Ford Focus WRC
Colin McRae con la Ford Focus WRC

Nel 1997 inizia l’epoca delle World Rally Car che dura ancora oggi. Vetture a quattro ruote motrici, cambio sequenziale e con molta più elettronica delle precedenti. La Escort non è particolarmente competitiva: raccoglie appena due successi con Carlos Sainz nelle due stagioni nelle quali gareggia. È il primo modello sviluppato dal team inglese M-Sport, che ha curato il reparto rally di Ford negli ultimi decenni.

Una delle auto che ha fatto la storia dei rally moderni è la Focus. Terza macchina per numero di successi nel WRC (44), alle spalle solo di Lancia Delta Integrale e Subaru Impreza (46). Fu prodotta in due serie: la prima dal 1999 al 2005 famosa per la sua livrea Martini e per il suo pilota di punta Colin McRae. La seconda serie, 2006-2010, aggiunse due titoli Costruttori alla bacheca Ford nel 2006 e 2007, mentre sul fronte piloti vigeva il dominio di Loeb su Citroen.

L’ultimo capitolo della lunga storia di Ford nei rally porta il nome di Fiesta. La vettura scelta per assecondare i regolamenti 2011 che prevedevano delle vetture meno esasperate e più vicine alle equivalenti stradali, non trovò il successo sperato. Sei vittorie tra il 2011 e il 2012, di cui tre con Jari Matti Latvala.

La categoria delle Plus, che verrà pensionata con la prossima stagione, ha introdotto diverse modifiche alle auto, una vera e propria rivoluzione. Aumentano le potenze dei propulsori coadiuvate da un’aerodinamica estremizzata in tutti i suoi componenti. Questa categoria ha accostato le WRC alle Formula 1 per la complessità di progettazione. Due titoli Piloti con l’immenso Sebastien Ogier tra il 2017 e il 2018 a cui si aggiunge il titolo Costruttori 2017 e 9 vittorie totali costituiscono il bottino dell’ovale blu in questo ultimo periodo. Vedremo se la nuova Puma Rally 1 sarà in grado di riportare lo storico marchio alla vittoria a partire dal 2022.

La Ford Puma Rally1 debutta al Goodwood Festival of Speed

Ha debuttato il 9 luglio 2021 sulla pista del Goodwood Festival la nuovissima Ford Puma Rally1 con al volante Matthew Wilson. La Puma Rally1 Ford M-Sport è dotata di un motore ibrido di nuova generazione in grado di unire le prestazioni di un motore turbo a benzina EcoBoost da 1,6 litri con un sofisticato motore interamente elettrico da 100 kW con batteria da 3,9 kWh.

La rally car è la trasposizione della filosofia del piacere di guida tipico di Ford già proposta ai clienti con il suv compatto Ford Puma e dimostra l’impegno senza riserve dell’ azienda sul fronte dell’elettrificazione. Ford ha annunciato quest’anno che la gamma di vetture, in Europa, avrà per ogni modello una versione plug-in hybrid o completamente elettrica entro la metà del 2026, per passare al 100% elettrico dal 2030.

Le prestazioni del prototipo della Puma Rally1 verranno messe alla prova fino a domani lungo il percorso in salita di Goodwood. Sarà alla guida il pilota del WRT Ford M-Sport Adrien Fourmaux insieme al collaudatore di Ford M-Sport Matthew Wilson.

Il prototipo verrà poi utilizzato come base di sviluppo per l’auto che competerà nella stagione 2022. “Ford si sta impegnando al massimo per aprire le porte a un futuro elettrificato; l’entusiasmo delle competizioni ha sempre alimentato l’innovazione, permettendo nel tempo di sviluppare le tecnologie che oggi sono disponibili nei nostri modelli da strada – ha dichiarato Mark Rushbrook, Global Director, Ford Performance – La Puma Rally1 Ford M-Sport metterà definitivamente alla prova la potenza di un motore ibrido e dimostrerà che la tecnologia è in grado di raggiungere prestazioni sorprendenti”.

M-Sport Ford ha annunciato quest’anno di aver stretto un nuovo accordo triennale per far arrivare la tecnologia ibrida ai massimi livelli del rally su scala globale. Il nuovo motore plug-in hybrid garantirà prestazioni da gara, oltre a offrire la possibilità di spostarsi tanto nelle città quanto nei parchi assistenza tra una tappa e l’altra utilizzando esclusivamente energia elettrica.

Il sistema ibrido della Puma Rally1 sfrutta principi di funzionamento analoghi a quelli del motore EcoBoost hybrid montato sul modello Puma da strada. Il motore sfrutta anche l’energia che normalmente viene dissipata durante la frenata e la marcia, immagazzinandola in una batteria capace di alimentare un motore elettrico per garantire un utilizzo più efficiente del carburante nelle auto da strada oppure (nel caso della Puma Rally1) un potenziamento delle prestazioni fino a 100 kW per tre secondi, di cui approfittare ripetutamente durante le competizioni.

Come avviene per la tecnologia plug-in hybrid che Ford mette a disposizione dei clienti sui propri veicoli, compresa la Kuga plug-in hybrid, la batteria può essere ricaricata anche tramite una fonte di energia esterna presso i punti di assistenza tra una tappa e l’altra della gara: una ricarica richiede circa 25 minuti. Con i suoi 95 kg di peso, il sistema ibrido ha un doppio raffreddamento ad aria e a liquido ed è racchiuso in un involucro in grado di sopportare l’impatto di detriti e forze di accelerazione in caso di incidente.

Ford collabora con M-Sport dal 1997 e ha vinto sette campionati del mondo rally FIA e oltre 1.500 tappe. La nuova Puma Rally1 sostituirà la M-Sport Ford Fiesta per il WRC che, dal lancio avvenuto nel 2017, ha conquistato tre titoli mondiali.

Toyota punta alla Yaris Rally3, la Rally2 forse ibrida

Toyota ha iniziato a lavorare sulla sua Yaris Rally3. Un cambio strategico, perché così il Costruttore giapponese sceglie di dare priorità al nuovo progetto rispetto alla Rally2 e di puntare a quel pubblico che lamenta un vuoto tra la R5 (Rally2) e la R4 (che in realtà è una ottima Gruppo N). I giapponesi, quindi, sono desiderosi di espandere la gamma Yaris, che sta avendo tanto successo a livello commerciale.

La notizia trova conferma anche su DirtFish, secondo cui a breve si dovrebbe avere una Yaris a quattro ruote motrici per i clienti. Riportare l’attività del team a Jyväskylä contribuirà ad accelerare il processo di progettazione e costruzione delle nuove auto, la prima delle quali si pensa che sarà pronta per la fine di quest’anno. Il team principal Jari-Matti Latvala non parla di specifiche della Yaris Rally2 o della Yaris Rally3, ma conferma che la Rally3 arriverà prima.

“Per la Rally2 stiamo aspettando alcune decisioni sui regolamenti tecnici: sappiamo che l’ibrido potrebbe arrivare anche per la Rally2 e dobbiamo capire di più dalla FIA su questo prima di impegnarci. Quindi, la Rally3 arriverà prima della Rally2”. Latvala, però, conclude specificando che le Yaris Rally3 non sono ancora in costruzione: “Speriamo di avere presto dettagli da confermare”.

Il prossimo numero di RallySlalom e oltre sarà in edicola dal 7 luglio 2021

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Dopo la Corsa-e rally arriva la Skoda Fabia elettrica

Dopo la Corsa-e rally arriva la Skoda Fabia elettrica, sviluppata sulla base della Fabia Rally2 Evo. Il progetto è portato avanti da Škoda Austria, specialista in soluzioni per le tecnologie a batteria Kreisel Electric e dall partner Baumschlager Rallye & Racing.

Sviluppata sulla base di una Skoda Fabia Rally2 evo l’auto elettrica da rally è alimentata da un sistema a 860 volt che fornisce una potenza massima di 353 CV. La concept car è stata omologata dalla Federazione Austriaca Motorsport FAM (ÖAMTC) e debutta in gara a luglio nel Campionato Austriaco Rally.

Il progetto della nuova auto elettrica da rally Skoda Fabia Rally2 è nato quando Kreisel Electric, fornitore della tecnologia ibrida obbligatoria della generazione 2022 delle auto per il Campionato Mondiale Rally FIA (WRC), ha iniziato a cercare partner per lo sviluppo di un’auto da rally completamente elettrica, Skoda Motorsport ha visto un’opportunità interessante.

Basandosi sull’esperienza maturata con l’auto di maggiore successo al mondo nella categoria Rally2, il reparto Motorsport della Casa boema con sede a Mladá Boleslav ha aggiornato il telaio Škoda Fabia Rally2 evo in modo che potesse ospitare un powertrain elettrico Kreisel. Il risultato è la concept car Škoda RE-X1 Kreisel.

Skoda Fabia elettrica da rally, caratteristiche, motore e batteria

Il motore elettrico sviluppato da Kreisel Electric raggiunge una potenza massima di 260 kW (353 CV) e una coppia di 600 Nm, mentre il propulsore turbo benzina da 1.6 litri della Rally2 evo eroga 214 kW (291 CV) e 425 Nm. Il resto della vettura si basa sulla collaudata e vincete macchina da rally Skoda Fabia Rally2 evo, con qualche modifica.

Nel dettaglio, sono state modificate le sospensioni e per collocare la batteria all’interno dell’automobile si è resa necessaria anche una modifica drastica del fondo vettura. Skoda RE-X1 Kreisel può contare su un powertrain elettrico da 353 CV. La batteria agli ioni di litio altamente performante di Kreisel ha una capacità di 52,5 kWh e fornisce una tensione elettrica di 860 volt. Per una performance ottimale, il blocco della batteria è montato il più in basso possibile nel telaio ed è raffreddato tramite liquidi Shell E-Fluids.

Kreisel Electric, con sede a Rainbach (Austria), ha anche sviluppato una specifica stazione di ricarica da 200 kW, chiamata CHIMERO, da usare durante i rally. Il primo telaio costruito da Škoda Motorsport è in specifica da asfalto. Ma Baumschlager Rallye & Racing, partner del progetto per le attività relative al programma di test e alle future competizioni, ha già iniziato a testare la Škoda RE-X1 Kreisel anche sullo sterrato. La Škoda RE-X1 Kreisel è omologata FIA e debutta in gara a luglio nel Campionato Austriaco Rally. La prima uscita durante una tappa del Campionato Austriaco Rally è prevista per il mese di luglio 2021.

Il prossimo numero di RallySlalom e oltre sarà in edicola dal 7 luglio 2021

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Toyota GR prosegue lo sviluppo della Yaris WRC Hybrid in Finlandia

Mentre parte del team Toyota GR è impegnato in Kenya per la sesta prova del Campionato del Mondo Rally 2021, un’altra parte, quelli che lavorano nel dipartimento di sviluppo di Toyota Gazoo Racing, continua a lavorare sulla prossima Toyota Yaris WRC Hybrid 2022. I test sono avvenuti in Finlandia il 24 giugno, alla vigilia del via del rally africano che tornava nel WRC dopo 19 anni di assenza. Ecco alcune immagini del test del fotografo Henri Vuorinen.

Test in Finlndia per la nuova Hyundai I20 Rally1

Seconda sessione di test per la nuovissima Hyundai I20 Rally1, che dopo i test svolti un mese fa in Francia, torna in strada in Finlandia. La vettura, rispetto ai precedenti test svolti in Francia presenta alcune importanti novità, la più importante riguarda il sistema di raffreddamento posteriore con due “aperture”.

Questo elemento è sicuramente la grande novità a livello aerodinamico presente sulle nuove vetture Rally1, l’interesse è quello di raffreddare le batterie poste nella parte posteriore cella vettura. A condurre la vettura in questa sessione di test è stato l’estone Ott Tanak, reduce da un’importante allenamento su asfalto in Italia, dove lo scorso week-end ha disputato il Rally Alba e poi disertato il podio.

Ricordiamo che l’estone assieme a Thierry Neuville, farà parte della line-up 2022 della casa coreana, assieme a loro con molta probabilità sulla terza I20 rally1 dovrebbe esserci Oliver Solberg.

Video e foto copertina Jari Pekanpalo

RS e oltre di giugno 2021: condividiamo passione

Copertina RS e oltre giugno 2021

N5 Italia lancia la sfida ai preparatori: c’è tanta richiesta

La prima parte della stagione 2021 ha regalato più di una soddisfazione in casa N5 Italia sia nei rally che nei rallycross. L’affidabilità oramai costante delle vetture e i livelli prestazionali confermati e in crescita, grazie anche al continuo lavoro di finalizzazione e messa a punto, hanno aumentato in maniera importante l’interesse verso la categoria da parte dei piloti che quotidianamente chiedono informazioni per gare spot o per imbastire programmi per il prosieguo dell’annata anche stimolati dagli ingenti premi in denaro in palio nei due trofei ufficiali N5 Italia.

N5 Italia lancia quindi la sfida ai noleggiatori e preparatori che ancora non si sono affacciati al mondo delle vetture di classe N5: “Grazie alla loro tecnica comune, al loro costo di gestione e di acquisto paragonabile al mondo Rally4 pur trattandosi di auto con tecnologia a 4 ruote motrici con cambio sequenziale 6 marce e flangia da 34mm che garantisce oltre 310cv, le N5 rappresentano un sicuro investimento. Soddisfazione per chi noleggia e per chi corre. La crescita dell’interesse e l’esordio in categoria da parte di piloti di ogni sorta sta creando un grande movimento nell’ambiente rallystico che ora si trova ad affrontare una situazione critica in cui la domanda è decisamente superiore all’offerta”.

“Le opportunità di business sono notevoli – ammette Dedo De Dominicis, patron del progetto tricolore N5 che alla luce della sua esperienza ha da subito individuato in questa categoria uno spazio nel panorama rallystico italiano – e al momento le possibilità di poter avere auto impegnate tutti i weekend è assolutamente concreta. Riceviamo richieste in continuazione, sia da parte di chi ha già guidato N5 sia da chi non le ha mai provate, e questo è frutto del lavoro che stiamo facendo per perfezionare il pacchetto gara dopo gara. Il nostro divario dalle vetture R5, che volenti o nolenti sono il riferimento per le 4WD, è oramai ampiamente entro i parametri che ci siamo prefissati e stiamo lavorando per portare un pilota professionista al volante per confermare la bontà del progetto. Le N5 offrono grande divertimento a prezzi accessibili, e sono sicuro che ci sono molti preparatori e noleggiatori pronti a condividere con noi questa bella avventura sportiva. Coraggio ragazzi, non perdete questa occasione!!”.

In questi mesi, grazie al lavoro della Dedo Engineering, in costante dialogo con il costruttore spagnolo RMC Motorsport, e allo scambio di dati ed informazioni tra i team che con passione e competenza lavorano quotidianamente sulle vetture di proprietà – Tedak, Power Brothers, Tecnica Bertino e HMI – N5 Italia è in grado di offrire un pacchetto tecnico che esalta le prestazioni di queste auto con soluzioni studiate ad hoc. Si va dai dischi e pastiglie della PFC Brakes, ai nuovi cerchi della Speedline studiati per le auto N5 mentre sono in arrivo altre novità che N5 Italia omologherà a breve.

Affidabilità delle N5 in crescita

AutoPilotaTeamGaraDataESITOCAUSA RITIRO
CLIODEDOHMITEST ABRUZZO2020-02-16OK
CLIODEDOHMIRALLY VAL D’ORCIA2020-02-22RETRETROMARCIA
DS3CODATOPBRALLY VAL D’ORCIA2020-02-22RETGIUNTO
FIESTASOPPARB MOTORSPORTRALLY VAL D’ORCIA2020-02-22OK
Peugeot 308TREVISANIMAVISARALLY VAL D’ORCIA2020-02-22RETBRACCETTO
CLIODEDOHMITEST MELOGNO 12020-06-16OK
DS3SIMONCINIPBRALLY CASENTINO2020-07-04OK
FIESTABERTOLUTTIRB MOTORSPORTRALLY IN SLOVENIA2020-07-20OK
CLIODEDOHMIRALLY ROMA CAPITALE2020-07-26Off road
FIESTAASQUINIRB MOTORSPORTRALLY SCORZE2020-08-01OK
POLOBERTOLUTTIRB MOTORSPORTRALLY SCORZE2020-08-01OK
DS3CODATOPBRALLY CITTA AREZZO2020-08-07RETOLIO CAMBIO
FIESTASOPPARB MOTORSPORTRALLY CITTA AREZZO2020-08-07RETTURBO
DS3 BIANCACAMPORESEPBTEST PRIVATO TERRA2020-08-20OK
FIESTAMARCUCCIRB MOTORSPORTRALLY CIOCCO2020-08-22RETSEMIASSE
DS3CODATOPBRALLY SAN MARINO2020-08-28RET
FIESTABARTOLINIRB MOTORSPORTRALLY SAN MARINO2020-08-28RETTURBO
POLOLAMONATORB MOTORSPORTRALLY SAN MARTINO DI CASTR2020-09-06OK
CLIODEDOHMITEST MELOGNO 22020-09-20OK
DS3VARI PILOTIPBTEST PRIVATO TERRA2020-09-20OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBTEST PISTA TERRA2020-09-20OK
DS3CODATOPBRALLY ADRIATICO2020-09-28OK
DS3CODATOPBTEST PRIVATO TERRA2020-09-28OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBRALLY ADRIATICO2020-09-28OK
FIESTAASQUINIRB MOTORSPORTRALLY DOLOMITI2020-10-10OK
POLOBERTOLUTTIRB MOTORSPORTRALLY DOLOMITI2020-10-10OK
CLIODEDOHMIRALLYLEGEND2020-10-11OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBTEST VALTIBERINA2020-10-15OK
POLOZIGLIANIRB MOTORSPORTRALLY MERENDE2020-10-18OK
FIESTASOPPARB MOTORSPORTRALLY DUE VALLI2020-10-23OK
POLOLAMONATORB MOTORSPORTRALLY DUE VALLI2020-10-23RETCINGHIA
CLIODEDOHMIRALLY RUBINETTO2020-10-31Abbandono
FIESTALAMONATORB MOTORSPORTRALLY COMO2020-11-07RETRETROMARCIA
POLOBERTOLUTTIRB MOTORSPORTRALLY COMO2020-11-07OK
DS3PASQUALIPBRALLY SCHIO2020-11-14OK
DS3CODATOPBRALLY TUSCAN2020-11-22OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBRALLY TUSCAN2020-11-22OK
FIESTAEPISRB MOTORSPORTRALLY TUSCAN2020-11-22RETTURBO
CLIO GiallaBOSCARIOLBOSCARIOLTEST IN PISTA2020-11-25OK
DS37 PILOTI DIVERSIPBTEST LICENZA ACISPORT2020-11-25OK
DS3GAROSCI e PUGNAGHIPBTEST LICENZA ACISPORT2020-12-18OK
CLIODEDOHMICORSI DI GUIDA SU TERRA2020-12-21OK
DS3AGOSTINIPBICE TROPHY 12021-01-09OK
DS3AGOSTINIPBICE TROPHY 22021-01-10OK
CLIODEDOHMI2 TEST SU NEVE2021-01-20OK
DS3AGOSTINIPBICE TROPHY 32021-01-23OK
DS3AGOSTINIPBICE TROPHY 42021-01-24OK
CLIO GiallaBOSCARIOLBOSCARIOLRALLY CARNEVALE2021-02-14OK
DS3VARI PILOTIPBTEST LICENZA ACISPORT2021-02-14OK
POLOTROLESERB MOTORSPORTRONDE CANAVESE2021-02-27OK
DS3BROCCOLIPBRALLY VALLE DEL TEVERE2021-02-28OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBRALLY VALLE DEL TEVERE2021-02-28OK
FIESTA FINSAMSONASSAMSONASRALLY VALLE DEL TEVERE2021-02-28RETCOLLETTORE
CLIO GiallaBOSCARIOLBOSCARIOLRALLY CIOCCO2021-03-13OK
DS3ANGELIPBRALLY CIOCCO2021-03-13OK
DS3RIGOPBRALLY VAL D’ORCIA2021-03-28OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBRALLY VAL D’ORCIA2021-03-28OK
FIESTA FINSAMSONASSAMSONASRALLY VAL D’ORCIA2021-03-28OK
POLOPORROBERTINOTEST MELOGNO E CASTELLETTO2021-04-08OK
YARISPORROBERTINOTEST MELOGNO E CASTELLETTO2021-04-08OK
DS3ANGELIPBRALLY SANREMO2021-04-10OK
Peugeot 308GAROSCIMAVISARALLY SANREMO2021-04-10RETRETROMARCIA
FIESTASOPPABIANCHIRALLY DEI FIORI2021-04-11OK
YARISPORROBERTINORALLY ELBA2021-04-15OK
DS3RIGOPBRALLY ADRIATICO2021-04-24OK
FIESTAEPISBIANCHIRALLY ADRIATICO2021-04-24RETSOSPENSIONE
POLOBIZZOZEROBERTINORALLY ADRIATICO2021-04-24Abbandono
CLIO GiallaBOSCARIOLBOSCARIOLRALLY PIANCAVALLO2021-05-01OK
DS3GAROSCIPBTEST PISTA TERRA2021-05-01OK
CLIODEDOHMIRALLYCROSS CASTELLETTO2021-05-08OK
DS3PELLICCIONIPBRALLYCROSS CASTELLETTO2021-05-08OK
DS3 BIANCACAMPORESEPBRALLYCROSS CASTELLETTO2021-05-08OK
POLOCORALLOBERTINORALLYCROSS CASTELLETTO2021-05-08OK
POLOTROLESEBERTINORALLY DEL GRAPPOLO2021-05-15OK

Le Rally1 ibride avranno 500 cavalli e meno aerodinamica

Come saranno queste Rally1 ibride chiamate a sostituire le WRC Plus fra pochi mesi? Cosa avranno di particolare rispetto alle attuali vetture, a parte l’adozione di un kit ibrido? Saranno più veloci o più lente queste auto? Se lo chiedono tutti ormai da mesi. E forse anche questo alone di mistero intorno a queste vetture le rende un po’ “indigeste”, in particolare a tutti quelli che hanno paura del cambiamento.

Adesso, le Rally1 stanno girando. Testano con frequenza e come sempre accade sfuggono le prime informazioni tecniche. Le auto ibride Rally1 saranno “più potenti, ma meno potenti”. Nel senso che vengono annunciate come meno veloci (ci crediamo poco) e più spettacolari. Ce lo ha confermato anche Jari-Matti Latvala nell’intervista pubblicata sul numero di RS e oltre in edicola a maggio 2021.

Le nuove auto per il 2022 saranno più pesanti delle attuali WRC Plus, ma saranno anche più potenti: si tratterà delle prime auto da rally da 500 CV dopo la fine del dell’epopea del Gruppo B. Ma a differenza di quel meraviglioso periodo di metà anni Ottanta, la potenza massima non sarà sempre disponibile. Tom Fowler ha rivelato che ci sarà un ritorno al cambio sequenziale a cinque marce, un alleggerimento del carico aerodinamico e una trasmissione interamente rivista. Che tradotto significa un ritorno al differenziale centrale meccanico piuttosto che attivo.

Nei rally su asfalto come anche in quelli su terra, le nuove Rally1 non saranno più veloci delle WRC Plus, almeno così è nelle previsioni di sviluppo. Saranno leggermente più lente. Nelle prove speciali particolarmente guidate avranno prestazioni di poco superiori alle Rally2, parlando di tempi (quindi sarà più facile vedere le Rally2 nella top ten assoluta nelle gare non particolarmente veloci). Ma sui rettilinei e nei tratti veloci garantiranno spettacolo ai massimi livelli e faranno notare la differenza.

Avere più peso, che è quello della batteria, è un altro svantaggio quando si deve cambiare direzione frequentemente. Quando devi accelerare e decelerare più spesso. L’aerodinamica meno sofisticata creerà meno resistenza, ma in teoria non meno aderenza. Un po’ un ritorno alle auto da rally del 2016-2017.

Debutto con ritiro per la Clio Rally4: Ucci ci mette una ”pezza”

La Clio Rally4 affidata a Paolo Andreucci, con Francesco Pinelli alle note, ha fatto un quasi anonimo debutto mondiale sulle strade italiane del Rally Targa Florio. Due giorni di test prima del rally e il rally (anche per capire come siamo miseramente ridotti in termini di chilometraggi): hanno consentito di proseguire lo sviluppo della vettura di appena 338 chilometri sia su asciutto e sia sul bagnato per provare varie soluzioni.

Peccato che, poi, un lungo sulla PS4 abbia fatto perdere parecchio tempo all’equipaggio e che un non meglio specificato calo di potenza prima dell’ultimo “giro” di prove speciali abbia costretto Paolo Andreucci, Francesco Pinelli e la Renault Clio Rally4 ad alzare bandiera e a rientrare al parco assistenza senza riuscire a concludere la gara. Al di là di quello che dichiarerà Ucci, non è stato per nulla un bel debutto, se le gare sono ancora basate sulle classifiche.

“Il Targa Florio rappresenta sempre un rally che ha caratteristiche totalmente diverse dalla maggioranza delle altre gare, ed averlo scelto da parte di Renault come debutto della Clio Rally4 è la dimostrazione di voler puntare subito forte con uno sviluppo “duro”: non mi sono risparmiato e sin dal test ho messo la vettura alla frusta, senza risparmiarla e senza nasconderci”.

“Sono rimasto davvero ben impressionato dalla risposta della Clio Rally4: sente molto le regolazioni e ad ogni modifica si percepiscono subito nuove reazioni. Segnale che il lavoro fatto sulla telaistica e sulle regolazioni è davvero buono. I due giorni di test sono serviti a provare varie soluzioni, anche se l’aver affrontato la seconda giornata con la pioggia, pur consentendoci di portare avanti un lavoro da bagnato, non è stato mirato alla gara”.

“Il potenziale della vettura è ben chiaro: abbiamo dimostrato che i tempi e le prestazioni ci sono, poi purtroppo so cosa vuol dire portare al debutto una macchina e tutti sapevamo che eventuali sorprese escono solo quando la vettura è in gara”.

Amarcord: Volkswagen svela la Polo R WRC in Sardegna

Era il 5 maggio del 2011, ad Olbia quel giovedì pomeriggio faceva caldo e non solo sotto l’aspetto meteorologico. Dieci anni or sono, Volkswagen metteva fine ad una lunga serie di rumors e speculazioni annunciando il suo ingresso nel Mondiale WRC dalla stagione 2013 con la Polo R WRC. La presentazione avvenne in grande stile, con una conferenza stampa e presentazione della vettura che si tenne ad Olbia nel suggestivo scenario del warehouse del Molo Brin, luogo che in questo 2021 ospiterà il service park del Mondiale.

Alla cerimonia di presentazione, tenutasi davanti ad oltre 200 persone tra giornalisti e addetti ai lavori, i vertici della casa teutonica tolsero i veli alla loro creatura. Fu chiaro a tutti, che l’intento della casa tedesca era uno soltanto, quello di vincere e dominare i rally iridati già dal 2013, anno del ritorno nella scena iridata. Ad intervenire nel corso di quella conferenza furono Luca de Meo, responsabile marketing di Volkswagen AG e Kris Nissen, direttore di Volkswagen Motorsport, che svelarono alla stampa le caratteristiche della vettura tedesca.

“Nel 2009 proprio qui a Olbia e sulle bellissime strade della Costa Smeralda, presentiamo l’ultimo modello della Polo. – dichiarò De Meo – Ora dopo due anni, torniamo ad Olbia per presentare la Polo più bella mai realizzata: la Polo R WRC”.

Alle parole di De Meo replico Kris Nissen, che da subito parlò di vittoria come obiettivo minimo per la casa tedesca. Fin dai primi passi gli obiettivi da raggiungere erano altissimi, i primi lavori di sviluppo della vettura furono affidati allo spagnolo Carlos Sainz che nel 2012 venne raggiunto da un giovane pilota francese Sébastien Ogierreduce nel 2011 da un’ottimo terzo posto in Citroen, ma scacciato senza troppi complimenti perché troppo competitivo in squadra contro Loeb.

Il pilota di Gap nella stagione 2012 scelse di disputare alcuni selezionati eventi del WRC a bordo di una Skoda Fabia S2000 (gestita da VW Motorsport), per poter lavorare allo sviluppo della vettura. Le sessioni di test si svolsero in tutta Europa, su tutte le superfici possibili ed immaginabili: dalle strade asfaltate della Germania, agli asfalti e alle strade bianche di Francia e Spagna, passando per la neve e il ghiaccio di Norvegia e Finlandia. La casa tedesca disputo alcune sessioni di test in Messico, per testare nelle condizioni che avrebbe incontrato nel round centro-americano. L’idea di Nissen e De Meo era di debuttare in Sardegna nell’ottobre 2012, successivamente l’idea fu accantonata per continuare i test di sviluppo, soprattutto in ottica Rally di Monte-Carlo 2013.

Sébastien Ogier, pilota di punta della casa tedesca, furono affiancati l’esperto Jari-Matti Latvala e il giovane Andreas Mikkelsen, che comincio il suo cammino con Volkswagen dal Rally di Portogallo, disputato in primavera.. Questa line-up fu confermata per tutte le quattro stagioni che videro i tedeschi impegnati nel Mondiale WRC.  In quattro stagioni, arrivano 43 vittorie (31 Ogier, Latvala, 3 Mikkelsen), 87 podi e ben 645 prove speciali vinte.

TBR Racing acquista la C3 WRC di Sainteloc Racing

Lo scorso mese di marzo, il team Sainteloc Racing aveva messo in vendita la sua Citroen C3 WRC, unico esemplare della vettura in mano ad un team privato. Oggi a distanza di un mese e mezzo, la vettura del double chevron ha un nuovo proprietario.

La vettura è stata acquistata dal team magiaro TBR Racing, come si può vedere dalle foto pubblicate dal team sui suoi canali social. Il team ungherese appartiene a Ròbert Butòr, diver che nella sua carriera si è diviso tra alcune apparizioni internazionali e gare del campionato nazionale. Al momento il programma gare non è stato reso noto.

La vettura è stata utilizzata nel 2020 da Pirelli per i test di sviluppo dei pneumatici Pirelli ed inoltre è stata usata al Rally Italia Sardegna (shakedown e power-stage) da Petter Solberg e Andreas Mikkelsen. La vettura è la chassis 20, è stata utilizzata da Sébastien Ogier nel corso della stagione 2019.

Test di sviluppo di Citroen con Ostberg e Camilli

Dopo aver completato quattro giorni di test di sviluppo sull’asfalto ad Aveyron in aprile, la Citroën C3 Rally2 prosegue il lavoro sulla terra. Mentre Hyundai prova in Sardegna, il costruttore francese si è spostato al Tarn, in Francia, e ha continuato i test con al volante il suo pilota n° 1, il norvegese Mads Ostberg.

Il campione del mondo in carica WRC 2 ha guidato per due giorni fino al 4 maggio incluso, e adesso è atteso Eric Camilli, che guiderà per altri due giorni. Apparso a Monte-Carlo all’inizio dell’anno, il pilota di Nizza tornerà nel Campionato del Mondo al prossimo Rally del Portogallo, dove affronterà anche il norvegese.

“Lunghe giornate di test nel dipartimento del Tarn, nel sud della Francia. È stato un po’ strano essere di nuovo sulla terra dopo così tante gare su asfalto, ma wow è stato divertente! Il secondo giorno ulteriore sviluppo con Citroen Racing”, ha detto Torstein Eriksen, il copilota di Mads Ostberg. Con questo programma di test molto intenso, Citroën intende confermare le prestazioni e la versatilità di una C3 Rally2 sempre più competitiva.

Hyundai spera di testare la i20 Rally1 Hybrid per giugno-luglio

Andrea Adamo inizierà a testare la i20 Rally1 Hybrid 2022 verso la fine del prossimo mese di giugno. Se dovessero esserci intoppi nel lavoro si scivolerebbe a luglio. Lo scrive il sito internet DirtFish, che è lo sponsor del pilota Hyundai Ott Tanak, che ha parlato con il team principal. L’ingegnere italiano ha riferito al sito che sponsorizza il suo pilota che la prossima generazione di i20 sarà pronta in poche settimane.

“Siamo nel processo di sviluppo – ha detto Adamo a DirtFish -. Non so esattamente quando la testeremo su strada, ma spero presto. Forse presto ha un significato diverso per me da quello che ha per te, ma spero che sia presto. Spero che sia entro il mese di giugno”.

Concentrare gli sforzi ingegneristici sull’ibrido in quello che sarà anche un nuovo telaio, con una nuova cella di sicurezza, pare essere l’aspetto più urgente del programma. La speranza del team di ingegneri e specialisti Hyundai spera di finire tutti i lavori per la scadenza dell’omologazione del 1° luglio. Dopodiché, non ci potranno essere altre modifiche importanti al motore per i tre anni successivi.

Intanto, gli altri team sono molto più avanti. M-Sport Ford World Rally ha già fatto girare il suo motore in Croazia e quello di Toyota è a buon punto, come ci conferma anche Jari-Matti Latvala in un’intervista esclusiva pubblicata sul numero di maggio 2021 del mensile RS e oltre (RallySlalom e oltre).

I 7 passaggi obbligatori per l’acquisto di una auto da rally

Comprare un’auto da rally è un po’ più complesso rispetto all’acquistare un’auto da strada. Non lo era prima, ma lo è diventato adesso, epoca in cui i Costruttori hanno deciso di conquistare il mercato dello sport, spazzando via la figura dei preparatori, e introducendo quella degli assemblatori fidelizzati. L’obiettivi di questa politica commerciale è quello di scoraggiare la preparazione “fai da te”, che poi è un po’ l’espressione più bella di questa passione, e consegnare al “cliente” (che infatti non viene definito rallysta manco per sbaglio) una vettura fatta e finita.

Una volta si comprava una vettura usata, la si “spolpava” e gli si costruiva intorno l’auto da corsa. Tanti i problemi di messa a punto, ma tanta anche la passione che portava a notti indimenticabili nei garage. In un mondo che corre e che vuole fare soldi nel nome del motto “il tempo è denaro” queste situazioni goliardiche sono state messe, secondo noi ad errore, in secondo piano.

Oggi, quindi, ci sono anche molte differenze rispetto al passato per l’acquisto di un’auto da rally rispetto a quella di impiego civile. L’intero processo di acquisto può essere suddiviso in sette passaggi fondamentali, che ci danno anche la certezza che l’interlocutore con cui stiamo trattando sia un’azienda seria (ormai si tratat con i Costruttori, ma fidarsi è bene e non fidarsi è meglio) nella preparazione dell’auto.

Il motore della Skoda Fabia Rally2
Il motore della Skoda Fabia Rally2

Comprare una auto da rally: i 7 passaggi

Passaggio 1: prova su strada

Per la maggior parte dei guidatori, il test drive è la parte più importante del processo decisionale al momento dell’acquisto di una nuova auto. Però, non si può davvero provare a guidare un’auto da rally. Quindi come funziona? Ne scegli una in base alla sua reputazione e alle sue prestazioni nei rally. Oppure la noleggi, ci fai una gara e poi decidi.

Passaggio 2: effettuare un ordine

C’è solo un posto al mondo dove è possibile acquistare una auto Rally2, ma anche Rally3, Rally4 e Rally5: presso il Costruttore o, come nel caso di Ford, presso M-Sport. Quindi, le Skoda si comprano a Mladá Boleslav, a circa un’ora di macchina dalla capitale della Repubblica Ceca, Praga. Le Renault si comprano in Francia. Le Volkswagen… Quelle non vanno più. Non sono più aggiornate.

Passaggio 3: costruzione dell’auto

Ogni vettura viene costruita a mano presso le strutture sportive dei Costruttori e richiede diverse settimane per essere completata. Basata sul corpo modificato di una normale auto della produzione di serie, è ampiamente rinforzata e dotata di componenti da corsa di alta qualità forniti da rinomati marchi di tutto il mondo. Molte cose importanti, tuttavia, come i motori, vengono prodotte in sede. Ogni motore viene accuratamente testato su un dinamometro per vedere se è conforme a severi requisiti di prestazione. Il colore dell’auto dipende dalle esigenze dei clienti. La maggior parte sceglie il bianco in quanto questa è la migliore base per la livrea da corsa.

Passaggio 4: prova di stress

Ogni proprietario di un’auto nuova sa che, per i primi 1.000-1.500 chilometri, non si deve forzare il regime del motore oltre il 60%. Ma questo significherebbe diversi rally persi. Con i chilometraggi attuali dei rally italiani significherebbe saltare da 10 a 15 gare. Per questo, prima della consegna, le vetture vengono accuratamente testate. I test includono l’accelerazione completa su tutte le marce fino al limitatore, ma mai per lunghi tratti, di giri e la frenata brusca.

Passaggio 5: consegna

Solo dopo il test l’auto è pronta per rendere felice il suo nuovo proprietario, che intanto avrà sborsato come minimo dai 250.000 ai 300.000 euro, visto che di solito le vetture sono accompagnate dai pezzi di ricambio.

Passaggio 6: configurazione

Un’altra cosa specifica di queste auto auto è che hanno bisogno di impostazioni diverse per ogni rally, soprattutto quando si tratta di sospensioni. I tecnici del motorsport consigliano le impostazioni per varie condizioni a tutti i proprietari e sono pronti a dare consigli sul posto se necessario. Alla fine, però, tutti i piloti devono testare e mettere a punto le impostazioni in base alle proprie preferenze. Non si può semplicemente salire e guidare se si vuole avere una possibilità di vincere.

Passaggio 7: primo rally

Un’auto familiare nuova di zecca è di solito un tesoro prezioso, ma esiste per essere portata al limite delle sue capacità tecniche, provando le capacità fisiche dell’equipaggio. Solo dopo che il primo paraurti sarà stato distrutto e il primo treno di pneumatici sarà stato consumato, l’auto potrà essere considerata veramente rodata.

Mezzo milione per la Kimera EVO37 di Luca Betti

Si parla tanto in questi giorni di un bel progetto per pochi fortunati che potranno acquistare la versione contemporanea della Lancia Rally 037. A produrre la EVO37 è la Kimera, azienda di Cuneo fondata dal rallysta Luca Betti, che prevede di realizzare 37 esemplari a due ruote motrici, che costeranno circa 500 mila euro l’uno, mentre più avanti dovrebbe produrre anche 10 esemplari a quattro ruote motrici.

La Kimera EVO37 stuzzica la passione, parla di storia del rally e sembra usare il linguaggio Lancia, che aveva proprio tra i suoi modelli più famosi e più apprezzati la Lancia Rally 037, che vinse il Mondiale Rally nel 1983. La 037 fu l’ultima auto a due ruote motrici ad aggiudicarsi questo prestigioso titolo. Adesso, questa iconica vettura sta per tornare.

Se il look, dunque, sarà ispirato a quello della mitica Lancia Rally 037, la meccanica dovrebbe essere tutta nuova. Visto che si tratta di una sportiva, non è difficile pensare che possano essere utilizzate soluzioni raffinate a livello del telaio, della carrozzeria e delle sospensioni (il peso dovrebbe aggirarsi sui 950 kg). Sul fronte del motore, il modello originale montava un 4 cilindri turbo di 2 litri di cilindrata. La Kimera EVO37 dovrebbe offrire un propulsore simile, ovviamente abbinato alle moderne tecnologie. La potenza dovrebbe attestarsi sui 550 CV (405 kW).

Kimera EVO37
Kimera EVO37

La curiosità verso questo modello è davvero tanta visto che deriva da un’autovettura davvero iconica e che davvero in pochi potranno permettersi, sia perché dovrebbero essere realizzati soltanto soltanto 47 esemplari in tutto e sia perché la due ruote motrici dovrebbe costare circa mezzo milione di euro. Non rimane che attendere finalmente il debutto della Kimera EVO37 che è fissato per il 22 maggio. Questo speciale modello, però, sarà destinato a pochi fortunati.

M-Sport Ford svela la nuova Fiesta Rally1

In vista del grande cambio regolamentare del 2022, dove faranno la loro comparsa sulla scena iridata le nuove Rally1 Hybrid, sia M-Sport che Toyota erano riuscite nelle ultime settimane a svolgere in gran segreto varie sessioni di test con i primi prototipi per il WRC del prossimo anno, ma nelle ultime ore la squadra britannica ha rotto gli indugi, svelando le prime immagini della Fiesta Rally1 con la quale ha svolto un importante fase di test nella pista di sua proprietà a Greystoke.

Non bisogna farsi trarre in inganno dalle immagini, perchè la scocca riprende le specifiche dell’attuale Ford Fiesta WRC, ma i componenti montati sulla vettura sono stati studiati in funzione del nuovo regolamento. Infatti, osservando con attenzione la gabbia dai finestrini laterali, si può scorgere la nuova cella di sicurezza progettata dalla FIA per il 2022. Questa è la riprova di come la Federazione stia lavorando a stretto contatto con i costruttori per cercare di aumentare gli standard di sicurezza sulle nuove Rally1 Hybrid. Ovviamente le novità non riguarderanno solamente l’introduzione dell’ibrido, visto che la vettura adotterà un cambio a cinque marce e con l’eliminazione del differenziale centrale attivo.

Infine, nonostante per i test sia stata utilizzata la scocca della Ford Fiesta, la testa americana Dirtfish è convinta sul fatto che sarà la Ford Puma la nuova Rally1 di casa Ford. Sicuramente nelle prossime settimane staremo a vedere se queste voci avranno un fondamento oppure rimarranno tali, ma intanto il 2022 bussa già alle porte.

Alla scoperta della struttura di una auto da rally

“Vi siete mai chiesti come è fatta una auto da rally dall’interno? Ad esempio, com’è fatta una una Skoda Fabia Rally2 Evo? Avete mai visto una sezione trasversale di quest’auto?”. A porre queste domande è il pilota Adrian Chwietczuk, che aggiunge: “I cechi di Skoda hanno pianto un po’ per questi tagli, ma l’effetto è ottimale e rende l’idea. Si vedono molti dettagli costruttivi dell’auto da rally”.

Arriva la prima Rally3 in Italia: è quella della GB Motors

Finalmente è arrivata in casa G.B. Motors anche l’ultima nata di M-Sport ovvero la Fiesta Rally3 che va così praticamente a completare le alternative a disposizione presso la factory diretta da Alfonso Giacobazzi. Una vettura, la prima in Italia di questa categoria, su cui si riversano molte attenzioni di piloti e appassionati, spinti dalle entusiastiche voci provenienti dagli ingegneri di M-Sport e dai piloti che hanno contribuito al suo sviluppo.

Una vettura che sembra essere nata veramente bene e che, con le sue quattro ruote motrici, si posiziona esattamente tra la Rally 4 (due ruote motrici) e la più “cattiva” R5 MKII (oggi Rally2), con una potenza non elevatissima (215 cv) ma con tantissima coppia (400 Nm a 3500 giri/min) permette un approccio più graduale pur presentando un elevato livello prestazionale. Il patron di casa G.B. Motors, Alfonso Giacobazzi, l’ha voluta testare personalmente e, solitamente parco nell’esprimere giudizi positivi, si è detto invece molto sorpreso dalle prestazioni della vettura che vedrà l’esordio al prossimo Rally dell’Adriatico, primo appuntamento del Campionato Italiano Rally e della Coppa di Zona 5, con l’equipaggio composto dai modenesi Marci Cappi e Vanni Scorcioni.

SPECIFICHE TECNICHE

  • MOTORE: Turbo Charged 1497cc Ford EcoBoost Technology. 12 valvole. 3 cilindri in linea.
  • POTENZA: 215 CV A 5.000 giri/min. COPPIA: 400Nm a 3.500 giri/min.
  • TRASMISSIONE: Nuovo cambio sequenziale a cinque marce Sadev con differenziali a slittamento limitato placcati anteriori e posteriori. Disconnessione della frizione idraulica montata sul freno a mano. Controllo elettronico del detent. AP Racing frizione a due lastre a disco.
  • SOSPENSIONE: Nuovi montanti McPherson anteriori e posteriori con ammortizzatori Reiger regolabili in 3 modi. Molle opzionali e barre antirollio (Hard/Medium/Soft). Torrette di sospensione rinforzate.
  • FRENI: Pinze Alcon a 4 pistoncini. Dischi anteriori ventilati AP Racing (Sterrato – 280 mm) (asfalto – 330 mm). AP Racing dischi posteriori ventilati 280mm. Freno a mano idraulico con cilindro principale Alcon.
  • STERZO: Servosterzo idraulico a rapporto corto.
  • RUOTE: OZ Racing – Sterrato – 6×15” / Asfalto – 7×17”
  • ELETTRONICA: LIFE RACING F88 ECU e Cruscotto Digitale. M-Sport PDU. Telaio motorsport leggero. Sistema AntiLag a 3 fasi. Life Racing Software.
  • DIMENSIONI: Lunghezza: 4065mm; Larghezza: 1735mm; Passo: 2490mm; Peso minimo: 1210 kg

All’asta la Lancia Delta Integrale di Didier Auriol

La Lancia Delta Integrale di Didier Auriol e Bernard Ocelli va all’asta il 23 aprile 2021 da Bonhams, in vendita con un set di cerchi e l’importantissimo libretto originali. La Delta Integrale in questione ha un valore stimato compreso tra un minimo di 380.000 e un massimo di 480.000 euro e potrebbe essere battuta ad una cifra superiore al mezzo milione di euro.

Secondo il venditore, pochissime auto rimangono in tale configurazione originale. A seguito di questi lavori, la vettura ha avuto solo due uscite: il Rally della Lana nel 2019 e il Rally Città di Torino nel 2020.

L’auto è stata riportata al suo antico splendore con una riverniciatura bianca (originale), mentre la livrea FINA è stata applicata dalla stessa azienda che ha aerografato le vetture originali, Pubblimais di Torino. Gli interni sembrano originali e i sedili sono quelli da corsa di Auriol e Occelli. Il motore è stato revisionato da un meccanico Abarth in pensione nel 2019.

La Lancia Delta Integrale 16V di cui parliamo (che ha telaio numero ZLA831AB000539503) è stata targata TO 55236R a Torino, in Italia, il 15 maggio 1991. Il primo proprietario registrato nel libretto originale è Fiat Auto SpA. L’auto era in uso al team semi ufficiale Jolly Club con la livrea della compagnia petrolifera belga FINA, con l’equipaggio composto dal pilota Didier Auriol e dal navigatore Bernard Occelli.

Nonostante fosse uno dei principali piloti della squadra ufficiale, per il 1991 Auriol passò al team satellite di Fiat, Jolly Club, dell’indimenticato Roberto Angiolini. La prima uscita per la targa TO 55236R è stata il Rally dell’Acropoli del 1991 – in Grecia – con il numero 6. In quell’occasione a vincere la gara fu la Martini Integrale 16V di Kankkunen-Pironen. La Toyota Celica di Sainz-Moya si piazzò seconda, con la Martini Integrale 16V di Biasion-Siviero terza. In quella gara, la lancia Delta Integrale 16V dimostrò subito la sua potenza. Nel 1992, la Delta targata TO 55236R fu portata al Rally Eifel da Holzer-Seiter, ma l’equipaggio si ritirò a causa di un problema con il turbocompressore.

Le uniche altre uscite in gara sono state l’International Rallye Castrol Gemer Dobšinà del 1994 in Slovacchia (Drotár-Bánoci) e il Rally di San Marino 1994 (Bubu-Kerék). Secondo il libretto, l’auto, è passata di mano nel 2004, diventando di proprietà di un concessionario Lancia di Padova, Bieffecar, che l’ha conservata fino al 2008, quando è stata nuovamente venduta in Padova. Un altro concessionario di automobili, questa volta concessionario Toyota, è stato proprietario dell’Integrale dal 2011 fino al 2018. Poi è stata acquistata dall’attuale proprietario. Questa Lancia Delta Integrale ha avuto solo quattro proprietari da quando fu venduta dalla Fiat.

Toyota testa nel sud-est della Francia la Yaris Rally1

Dopo il team britannico M-Sport, anche la Toyota Gazoo Racing ha avviato in questi ultimi giorni i test della nuova Yaris Rally1. La vettura utilizzata, una Yaris WRC Plus, ha le specifiche 2022. Non sono emerse immagini o video dell’auto, ma il team e la vettura sono stati avvistati nel sud-est della Francia.

All’inizio di questa stagione Tom Fowler ha detto che l’auto del 2022 sarebbe stata in funzione prima della fine del primo trimestre. Il direttore tecnico della Toyota ha rifiutato di commentare il programma dei test. L’auto si trova in Francia, quindi probabilmente è una sessione di test su terra. “L’omologazione è fatta ora. Il motore ora è finito. In tutta onestà, questa non è una novità: le specifiche del motore erano state stabilite molto tempo fa, è solo il processo di omologazione che abbiamo completato”.

Fowler ha discusso del motore con DirtFish: “Ora viene progettato e costruito interamente all’interno dello stabilimento Toyota di Colonia. Il motore potrebbe debuttare già nella prossima settimana al Rally di Croazia, terza tappa del World Rally Championship. “È un miglioramento rispetto al vecchio motore. Volevamo usarlo il prima possibile, forse in Croazia, ma non lo sappiamo ancora. In termini di miglioramenti al motore, l’unica area di cui siamo molto contenti è, ovviamente, che l’intera unità sia stata costruita dalla Toyota”.

La Toyota Gazoo Racing ha lavorato molto sull’affidabilità, perché vuole prevenire gravi guasti come quello al cilindro che Sébastien Ogier subì in Turchia la scorsa stagione. “Non parlerò di dettagli, ma è giusto dire che lo sviluppo di questo motore si sta orientando più verso un passo basato sulla potenza piuttosto che sulla coppia. E, come al solito, abbiamo lavorato su durata, affidabilità e prestazioni”.

WRC: i primi test della Rally1 di Hyundai su base Veloster

L’ingegnere di Cuneo Andrea Adamo, team manager di Hyundai Motorsport, intervistato nel corso della diretta su Aci Sport TV dedicata al Rally di Sanremo 2021, si è finalmente sbottonato sulla Rally1, la vettura ibrida che parteciperà al Campionato del Mondo Rally 2022. “Ritengo che sia insito nei geni di Hyundai accettare e cercare di vincere le sfide che il motorsport ci pone davanti. Ora abbiamo davanti la sfida dell’ibrido. Inizieremo i primi test usando la Veloster come base. Iniziamo con quello che abbiamo…”, ha detto Adamo in diretta.

Una scelta per nulla causale quella di Adamo. La Veloster N ETCR da 500 kW (680 CV) è la vettura del momento del campionato inaugurale Pure ETCR. Questa vettura è stata progettata e realizzata dagli ingegneri di Hyundai Motorsport presso la sede centrale di Alzenau ed è il primo veicolo ad alte prestazioni completamente elettrico dell’azienda, Veloster N ETCR.

E chissà che la Veloster non possa sostituire la i20 nel prossimo Mondiale Rally, portando un po’ di aria nuova (Ford riconferma la Fiesta e Toyota la Yaris). Quello che si sa per certo, perché ci è stato confermato da chi ci sta lavorando sopra, è che le prossime vetture della Rally1 saranno meno veloci delle WRC Plus, ma decisamente più spettacolari.

La Federazione Internazionale e gli ingegneri si sarebbero resi conto che si sono raggiunte velocità troppo alte, anche alla luce dei dati raccolti da alcuni incidenti del passato, e quindi si è deciso di fare un passo indietro, aumentando il livello di spettacolo per guarda il rally da bordo prova o in TV.

Ultimi test per la Fiesta Rally3 in vista del Sanremo

Le mitiche strade del Rally di Sanremo (10-11 aprile) consentiranno alla nuova Ford Fiesta Rally3 di fare il suo debutto sulla scena internazionale, permettendo agli appassionati e agli addetti ai lavori di scoprire questa nuova categoria. Le Rally3 rappresentano qualcosa di inedito, essendo una via di mezzo tra le Rally2 (ex R5) e le Rally4, ma a differenza di quest’ultime potranno avvalersi della trazione integrale.

Nel caso della Fiesta Rally3, la vettura adotta un motore EcoBoost 1.5 in grado di erogare 215 CV e potrà avvalersi di un cambio sequenziale a cinque marce, raggiungendo una velocità massima di 185 km/h. Inoltre, l’auto è dotata di ammortizzatori regolabili a tre vie, sia anteriori che posteriori, e monta cerchi da 17″pollici su asfalto e 15″ pollici sullo sterrato.

La nuova Fiesta si presenta come un ottimo trampolino di lancio per quei piloti che vogliono passare dalle due alle quattro ruote motrici, permettendo loro di affinare lo stile di guida richiesto da questa tipologia di auto. Nella gara ligure, al volante della vettura dell’Ovale Blu, ci sarà lo svedese Tom Kristensson, campione del mondo JWRC 2020.

Il pilota di Lund in questi giorni, insieme agli uomini di M-Sport Poland, ha svolto una sessione di test sulle tortuose strade del Basso Piemonte in modo da adattare la vettura alle insidiose strade dell’entroterra ligure. Bisogna dire che gli equipaggi si stanno preparando ad affrontare un weekend che si preannuncia particolarmente uggioso. Questo potrebbe tornare utile ai tecnici di M-Sport per studiare gli assetti e i comportamenti della vettura su fondo bagnato.

Foto di Stefano Rinaudi

Lancia 037 in asta: vale tra 700.000 e 900.000 euro

Fra i collezionisti c’è chi è pronto a fare follie averla. Il 15 giugno, prima della partenza della 1000 Miglia, Sotheby’s organizzerà a Milano, a Palazzo Serbelloni (partecipazioni solo online) una ricchissima asta. La regina la Lancia 037, bolide da rally valutata fra i 700 e i 900 mila euro. Potrebbe avvicinarsi alle quotazioni record dei modelli degli anni ‘50 (Aurelia fra tutte, per le anteguerra invece siamo oltre i 2 milioni).

Le vetture da corsa del marchio di proprietà della Fiat infatti stanno registrando fortissimi incrementi di valore: nel 2019 una Delta S4 stradale del 1985 è passata di mano per oltre un milione di euro, la versione da rally del 1985 per 764 mila, mentre un’altra 037 «Stradale» ha toccato i 770 mila. È la conferma di come la Lancia continui ad avere un’attrazione enorme e anche un potenziale che vada oltre le utilitarie. Le auto simbolo degli anni ‘80, di un’epoca di competizioni, vittorie, e tragedie, hanno lasciato ricordi indelebili.

La Lancia 037 Stradale è la versione omologata per la strada della 037 Gruppo B, l’ultima auto a trazione posteriore a vincere il mondiale rally e leggenda del motorsport, amata dagli italiani al pari delle vittorie Ferrari in Formula 1. Venne realizzata dagli sforzi congiunti di Lancia, Abarth e Pininfarina. Il motore è un 4 cilindri in linea in posizione centrale, con quattro valvole per cilindro, di derivazione Fiat ma sovralimentato dal compressore volumetrico “Volumex” della Casa dello Scorpione, per una potenza di 205 CV scaricati sull’asfalto dalla trazione posteriore.

Fuori, tutto rimanda alla tradizione dello stile Lancia, per un’auto dalla forma compatta e squadrata, con leggera bombatura sul cofano e i quattro fari circolari. Dietro, il lunotto consente di ammirare il propulsore. L’abitacolo è un inno alla funzionalità: la plancia in fibra di carbonio sfoggia pochi accessori, ma essenziali.

All’interno, tuttavia, si respira l’aria delle competizioni. La pulsantiera centrale, il manometro del turbo, il cambio manuale a firma dell’azienda tedesca ZF a cinque rapporti e addirittura l’estintore posto sotto il sedile del passeggero danno la sensazione di trovarsi dentro una vettura da corsa e non stradale. Un istinto fisiologico, quando parliamo delle Lancia anni Ottanta.

L’esemplare che andrà all’asta è un prototipo, numero di telaio SE037-00: è stato commissionato e costruito dalla Dallara, mentre le fasi finali dell’assemblaggio sono state eseguite nelle officine Abarth di Torino. A seguire il progetto era stato l’ingegnere Sergio Limone, uno degli artefici dei successi sportivi della Lancia di quegli anni, sotto la supervisione di Cesare Fiorio allora d.s. del reparto corse della Fiat, con la consulenza dell’ingegner Dallara. La 037 è stata l’ultima vettura da rally a trazione posteriore a vincere il Mondiale rally, nel 1983.

Derivava dalla Beta Montecarlo Turbo, era stata profondamente rielaborata per competere contro le 4×4, contro l’Audi che avrebbe cambiato per sempre gli standard della categoria. È il canto del cigno, la fine di un’era sullo sterrato, ed è anche per questo che la 037 vale così tanto. Completata la sua carriera sportiva è stata acquistata da Limone che l’ha restaurata riportandola allo stato originale. Del resto chi meglio di lui poteva conoscerne i segreti?

Tutto sulle tre auto di Ken Block in vendita

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle tre auto di Ken Block in vendita. Su LBI Limited, sito web dedicato alla vendita di vetture sportive e di lusso, sono presenti da qualche giorno tre auto della collezione Ken Block. Il funambolico americano le ha utilizzate e portato al limite in “Gymkhana” 3, 6, 8 e Terrakhana. Queste famose serie di YouTube hanno racimolato oltre 200 milioni di visualizzazioni. Attualmente in vendita c’è una Ford RS200 del 1986 altamente modificata e personalizzata e le Fiesta GYM3 e RX43.

Ford Fiesta ST RX43

Questa vettura utilizzata per Gymkhana 6, 8 e Terrakhana, è una tra le preferite in assoluto di Block. La RX43 non è stata utilizzata solo per fini cinematografici, ma anche in importanti serie rallistiche. Proprio con quest’auto, Ken ha sfidato in un evento dimostrativo la Mercedes F1 di Lewis Hamilton e ha portato a casa la sua prima vittoria nel Global Rallycross nell’ultima gara stagionale a Las Vegas.

Nelle fasi iniziali della medesima serie, Block è riuscito a conquistare altri due podi a Monaco e a Bristol e la 3° posizione finale in campionato. La britannica M-Sport ha inizialmente sviluppato la RX43. Sotto il cofano c’è un motore turbo a quattro cilindri da 2,0 litri che raggiunge oltre 600 CV e 650 Nm di coppia massima. Anche l’ECU è stato sostituito con un’ECU made in Cosworth.

Il cambio è sequenziale a 6 rapporti e il differenziale posteriore sono della Sadev. I freni sono della Bremob, le sospensioni sono della Reiger Racing e le ruote monoblocco verniciate in bianco lucido sono della Rotiform VCE-M. L’accelerazione fino ai 60 mp/h è spaventosa, poiché il tempo impiegato è inferiore ai due secondi. L’interno ovviamente è stato svuotato e rinforzato con un roll-bar progettato da M-Sport e omologato dalla FIA. 

Molto particolare è la livrea e il lungo freno a mano, un pezzo di metallo dorato dove è inciso il logo Hoonigan e il numero 43. I parafanghi e l’aggressivo paraurti anteriore migliorano l’aggressivo look, mentre l’alettone posteriore simil WRC assicura un maggiore grip alle alte velocità. In Gymkhana Six, Ken porta la macchina su un percorso a ostacoli sempre più complesso e su un campo d’aviazione abbandonato. Gymkhana Eight fa un passo avanti. Ken dapprima fa scendere dall’auto un ghepardo, poi rende alcune delle strade più importanti di Dubai un vero e proprio parco giochi personali dove demolisce letteralmente supercar di ogni tipo.. Da ricordare i donuts effettuati intorno al Boeing 747 mentre veniva trainato. 

Ford Fiesta ST GYM3

Questa è la star di Gymkhana 3, la prima auto dell’ovale blu utilizzata nella fortunata e spettacolare serie di Block. La GYM3 ha raccolto circa 66 milioni di visualizzazioni su YouTube ed è andata a sostituire la Subaru Impreza WRX STi del 2006 fortemente modificata. Gymkhana THREE rimane uno dei video più popolari di Ken, girato a sud di Parigi presso “l’Autodrome de Linas – Montlhéry”.

La pista, un ovale di 1,58 miglia è stata costruito nel 1924, presenta sponde ripide fino a 51°, più del doppio dell’inclinazione standard della maggior parte degli ovali della Nascar. L’auto è nata nel 2011 come una “semplice” Fiesta ST. Successivamente è stata trasformata completamente dalla Olsbergs MSE, una squadra di corse svedese fondata dall’ex campione di rally svedese Andréas Eriksson. Questo team ha anche gestito il programma Ken’s Rally America e ha vinto l’oro agli X Games 15 Rally Competition con una Ford Fiesta equipaggiata in modo simile.

La GYM3 monte un motore Duratec da 2,0 litri preparato dalla Olsberg MSE che spinge oltre i 600 CV e i 660 Nm di coppia di massima. E’ sorprendente che l’unità motrice è in grado di raggiungere 850 CV. L’ingente potenza è stata limitata per dare a Ken la fascia di coppia di cui aveva bisogno per controllare adeguatamente l’auto. Il cambio è un sequenziale a sei rapporti MSE MakTrak di Olsberg. L’auto impega meno di due secondi per andare da 0 a 60 mp/h. L’interno è stato alleggerito e rinforzata con un roll-bar OMSE. Il freno a mano idraulico, responsabile dei tanti donuts, è un pezzo di metallo con il logo del teschio di Ken e il numero 43. La particolare livrea è basata sul Ken’s Monster World Rally Team Rally America.

Ford RS200 Gruppo B

Noi tutti abbiamo in mente l’auto dei sogni e per Ken Block è la Ford RS200. Questa è una delle 200 vetture omologate, un requisito necessario per poter competere nella World Rally Championship al tempo delle mitiche Gruppo B. Attualmente l’auto, dopo svariate e numerose modifiche, può raggiungere i 700 CV. Questa vettura, che parte dai 550.000 dollari, è ancor più speciale perché è una delle 24 unità ad aver le specifiche “EVO”. Si possono notare delle piccole imperfezioni sul paraurti anteriore e sulla carrozzeria, ma nello stesso tempo è stata trattata in maniera maniacale da Block. L’auto del pilota americano è quella con il telaio “SFACXXBJCGL00080”. 

Non ci sono molte informazioni, bensì il primo proprietario norvegese l’ha acquistata nel dicembre del 1987. E’ stata utilizzata molto poco, poiché ha percorso solo 456 chilometri fino al 2006. Acquistata nel 2017 da Ken, è stata pesantemente modificata dalla Hoonigan Racing dal punto di vista meccanico e stilistico: la vernice esterna è nera opaca, mentre l’interno è in pelle scamosciata con gli avvolgenti sedili della Recaro. Il motore da 2,1 litri, con specifiche “EVO”, può produrre dai 700 agli 800 CV. Un grande lavoro è stato attuato sulle sospensioni, aggiornate e personalizzabili. I cerchioni bianchi sono della Rotiform e gli pneumatici Toyo Proxes R888R. 

Rally4: omologata la Renault che sfida Peugeot e Ford

Settimana di omologazioni in FIA. Dopo il via libera ricevuto nella giornata lunedì dalla Ford Fiesta Rally3, che tra l’altro debutterà su asfalto in Italia al Sanremo, nella giornata di ieri è stata la volta della nuova arma di casa Renault, la Clio Rally4 vettura che andrà finalmente a confrontarsi con la Peugeot 208 Rally4 e con la Ford Fiesta Rally4. Benoît Nogier, direttore commerciale Renault Sport Racing ha espresso soddisfazione nell’annunciare l’avvenuta omologazione.

“Questa omologazione premia il grandissimo lavoro svolto dai nostri ragazzi del reparto sviluppo e progettazione: hanno svolto un lavoro incredibile per omologare la vettura e siamo orgogliosi di questo progetto. La vettura è stata progettata senza compromessi in termini di prestazioni, sicurezza e divertimento e si adatta perfettamente a qualunque fondo”.

“Il nostro obiettivo è uno solo, diventare il riferimento della categoria Rally4. La vettura corrisponde perfettamente alle richieste della Rally4, lo abbiamo dimostrato nelle difficili PS affrontate al MonteCarlo. Il prossimo passo sarà quello delle consegne delle vetture ai nostri clienti e il debutto ufficiale che è previsto nella primavera. Stiamo già lavorando ad alcuni importanti progetti che a breve illustreremmo”.

Novità FIA per le vetture Rally2 in vista del Safari Rally

La FIA ha pubblicato una una correzione all’art. 261 dell’Allegato J 2021 “Norme specifiche per le vetture Rally2”. In pratica, adesso, alle Rally2 (è il caso di ricordare che la R5 non esiste più, almeno a livello internazionale) è consentita un’apertura aggiuntiva sul cofano o su uno dei due parafanghi anteriori per consentire l’alimentazione dell’aria al motore, insieme ad un condotto. La modifica, molto probabilmente, si è resa necessaria in vista del sempre più traballante Safari Rally.

Oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

A nove mesi dal debutto ufficiale avvenuto in Portogallo al Rali de Castello Blanco, la Peugeot 208 Rally4 continua ad attrare sempre più piloti e team, tanto che Peugeot Sport ha appena annunciato di aver venduto oltre 100 unità. Esatto, oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

La 208 Rally4 è nata come erede della fortunatissima Peugeot 208 R2B, dominatrice incontrastata dei vari campionati nazionali nel due ruote motrici. La vettura si rivolge sia alle nuove leve che vogliono muovere i primi passi nei rally portando in gara una vettura altamente prestazionale e anche ai gentleman driver. Ad oggi la vettura ha corso in 256 eventi conquistando due successi assoluti ottenuti con il portoghese Pedro Almeida al Rali Municipio de Mesao Frio e con l’iberico Miquel Socias al Rally Ciutad de Xixona.

La classe Rally4 attualmente vede impegnate Peugeot e M-Sport con la Fiesta, ma a breve arriveranno anche Renault con la nuova Clio, la cui omologazione dovrebbe avvenire nel mese di maggio, e Opel con la Corsa che dovrebbe debuttare anch’essa nel mese di maggio.

Test in Sardegna per la nuova Hyundai i20 Rally2

Continuano i test in Sardegna per lo sviluppo della nuova Hyundai i20 Rally2 (nella foto di Francesco Morittu). Il team coreano è impegnato per quattro giorni in Sardegna, tra vecchie prove del RIS e del Costa Smeralda, in una importante sessione di test su terra. Al volante, oggi 15 marzo, c’era il francese Pierre-Loius Loubet, mentre da domani dovrebbe toccare a Oliver Solberg, come da lui stesso preannunciato tramite una storia su Instagram.

La nuova i20 Rally2 torna in Italia a distanza di circa quattro mesi, tanto è passato dai test di novembre in Centro Italia. Successivamente la Casa coreana ha testato in Francia su asfalto e in Scandinavia su neve. La i20 Rally2 prenderà il posto della i20 R5 è competerà nella categoria Rally2/R5.

La vettura nasce sulla base del telaio di Nuova i20, il cambio sequenziale a cinque rapporti della R5 è stato mantenuto anche sulla i20 N Rally2, ma quasi tutte le altre componenti della vettura, fra cui il propulsore turbo da 1.6 litri, sono completamente nuove. Il debutto della nuova vettura stando agli ultimi rumors dovrebbe avvenire al prossimo Croatia WRC con Solberg e Veiby al volante.

500.000 euro per Citroen C3 WRC Sainteloc Racing

Il team Sainteloc Racing ha annunciato nelle scorse ore di aver messo in vendita la Citroen C3 WRC (chassis numero 20). La vettura è stata usata principalmente da Sébastien Ogier nel 2019, mentre lo scorso anno fu scelta da Pirelli per lo sviluppo dei pneumatici 2021.

La vettura in occasione dei test Pirelli, svolti quasi interamente in Sardegna, ha percorso oltre 1000 chilometri tra terra e asfalto con Andreas Mikkelsen al volante a questi chilometri poi bisogna aggiungerci quelli dello shakedown e della power-stage del RIS 2020 con Petter Solberg alla guida. Le WRC Plus private al momento sono quelle di Lorenzo Bertelli, Fabrizio Fontana, Armando Pereira e Janne Touhino che hanno acquisito delle Fiesta WRC mentre il Team 2C Competition ha acquistato due Hyundai I20 WRC. Al momento Toyota non ha venduto alcune vettura.

Il prezzo della Citroen C3 WRC? Con un investimento di “appena” 500.000 euro si può portare a casa. Se il prezzo non vi spaventa potete acquistare la vettura sul sito Mikado Racing .

La Fiat 500 Mild Hybrid Newtron nel CIR Sparco

Partirà con il numero 110 la Fiat 500 di Newtron, la prima applicazione di E-tuning conforme al codice della strada e al nuovo regolamento Racing Start di ACI Sport, recentemente aggiornato dalla commissione Energie Rinnovabili e Alternative presieduta dall’avvocato Angelo Raffaele Pelillo. Il regolamento RS 2021 oltre a contenere i dettami tecnici e sportivi per veicoli a motore endotermico, prevede la categoria dei veicoli elettrici da retrofit e nativi e le analoghe categorie per veicoli ibridi.

Dichiara il Presidente Pelillo: “Il mondo del Motorsport è sempre più sensibile e attento alla mobilità sostenibile e rappresenta la massima validazione di una tecnologia. Con il regolamento RS 2021 diamo l’opportunità a tutti i costruttori e a tutti i privati di poter partecipare ai campionati Aci Sport con veicoli low cost, sicuri e affidabili.”

“Ne è prova la prima applicazione al mondo della Fiat 500 powered by Newtron, 872 cc di cilindrata, 120 cv e ben 200 Nm di coppia grazie all’applicazione mild Hybrid. Sul veicolo è installato un sistema di acquisizione dati finalizzato a predisporre una base line per l’inserimento nei regolamenti futuri di logiche di balance of performance, finalizzate all’abbattimento delle emissioni di CO2 nel motorsport”.

E’ il primo esordio di un veicolo Newtron nelle competizioni di ACI Sport, portato sui circuiti di gara da NMD, divisione del Gruppo Newtron specializzata nel motorsport e nell’e-tuning.

“Il programma sportivo 2021 sarà ricco di sorprese” – dichiara Andrea Raffa, Ceo e Presidente di Newtron Engineering -. “Dopo l’esordio dell’applicazione del mild hybrid nei Rally, presenteremo a breve un veicolo – reinterpretato dal brand Officine Amarcord e tecnologia Newtron – che ha fatto la storia delle competizioni rallistiche, e parteciperà ad alcune prove del mondiale energie rinnovabili. Contiamo di chiudere la stagione 2021 con l’esordio a fine campionato CIR2021 della Fiat 500 elettrica powered by Newtron”.

I primi test della Toyota Yaris Rally1 Hybrid (forse) in estate

Manca sempre meno all’atteso debutto ufficiale delle nuove Rally1. La maggior parte dei team sta lavorando per velocizzare i tempi di sviluppo, in maniera da poter mettere su strada le vetture già da tra la fine della primavera e l’inizio estate. In attesa di capire cosa deciderà di fare Hyundai Motorsport, in casa M-Sport e Toyota si lavora alacremente per preparare le nuove armi per la stagione 2022.

Per quel che riguarda la Toyota Yaris Rally1 Hybrid, il direttore tecnico del team Tom Fowler ha fatto il punto della situazione. “Al momento attuale la vettura Rally1 è in piena fase di progettazione. Useremo dei muletti nelle prime sessioni di test, il che significa che queste vetture avranno alcune componentistiche 2022. L’obiettivo è quello di avere la macchina 2022 per i test estivi”.

Lo sviluppo dei test sarà affidato in gran parte a Juho Hanninen, che in passato si è occupato del delicato ruolo di tester. Basti pensare che l’ex campione IRC ha lavorato allo sviluppo della Yaris WRC. In un secondo tempo ad Hanninen, verrano affiancati i tre piloti ufficiali del team. Ma non si esclude che alcune sessioni di test possano essere svolte da Jari Matti Latvala.

“Sébastien ha vinto diversi titoli mondiali con diversi Marchi. Questo per noi è un elemento importantissimo e avere le sue opinioni sulla nuova vettura è molto importante – spiega Latvala -. Sai ho guidato diverse tipologie di vetture negli ultimi 20 anni, quindi mi piacerebbe guidare e conoscere le vetture 2022″.

WRC: Audi Quattro A1, il ricordo del mito

L’Audi Quattro, una siglia che fa venire la pelle d’oca ai piloti e agli appassionati, potrebbe tornare al World Rally Championship in versione Audi Quattro A1 ma con motore Peugeot in un nuovo progetto coadiuvato da Mattias Ekström. Il nuovo team EKS JC di Ekström sta sviluppando la Quattro A1 con specifiche Rally2-Kit, vettura progettata e costruita secondo i regolamenti FIA che potrebbe correre nelle categorie di supporto WRC2 e WRC3.

La Rally Technic, azienda sudafricana che ha collaborato a fondo nel progetto, ha confermato che l’auto sarebbe idonea per le competizioni del World Rally Championship. “Quando è stata lanciata la nuova generazione di Audi A1 – afferma Ekstrom -, sapevamo di voler costruire qualcosa da essa. E poiché tutti conoscono la mia passione per i rally, è diventato subito chiaro che avremo costruito un’auto da rally”.

La Quattro A1 ha un motore turbo da 1,6 litri che eroga 263 CV ed è abbinato a un cambio sequenziale a cinque velocità. La trazione è integrale. “La macchina è pronta. È rimasto solo il lavoro di configurazione. Dobbiamo fare alcuni chilometri di prova e raccogliere le informazioni. Non c’è una vera data fissa per questo, ma è abbastanza chiaro che vedremo l’auto in alcune competizioni in primavera  o in estate. Per ora, questa vettura è solo per il nostro uso personale, ma quando saremo soddisfatti delle sue prestazioni, la offriremo ad altri concorrenti e team”, ha detto Ekström.

Lo svedese è stato a lungo associato ad Audi nel motorsport, vincendo anche il titolo WorldRX nel 2016 ed è arrivando secondo nelle due stagioni successive. Nello scorso weekend ha corso invece all’Arctic Rally Finland, giungendo quinto nel WRC3 con una Skoda Fabia Rally2 EVO. Joel Christoffersson, team manager di EKS JC, ha detto che i test inizieranno su neve e ghiaia prima di passare all’asfalto. 

“L’ex campione FIA Junior WRC Emil Bergkvist sarà il nostro pilota di sviluppo e inizieremo le nostre sessioni di test prossimamente. Abbiamo anche in programma di partecipare ad alcuni rally locali o internazionali nella stagione 2021”, ha spiegato Joel. Entusiasta del progetto anche il direttore generale di Rally Technic Chris Coertsee: “Il kit FIA Rally2 offre un equilibrio prezzo-prestazioni unico per i team, ma in questo caso è anche combinato con un marchio leggendario e un glorioso come Audi”.

Audi e la sua Quattro abbandonarono il WRC come squadra ufficiale nel 1987 dopo aver ottenuto 24 vittorie su 58 rally. La Quattro è il simbolo dei rally e, molto probabilmente, una delle vetture più iconiche e memorabili di sempre. Vedere una macchina del Marchio nei rally è sempre un piacere e uno spettacolo, ma purtroppo per il momento non si parla del ritorno del Costruttore nel WRC.

Ecco la Skoda Fabia Rally2 Evo 2021 di H Sport

Il team H Sport di Borgaro Torinese è tra i primi in Italia a ricevere la Skoda Fabia Rally2 Evo 2021. La vettura, splendida, attende ora il pilota in grado di domarla. Siamo sicuri, vista anche la curiosità che si sta tirando dietro, che finirà in qualche programma importante, ma al momento non c’è alcuna conferma su nomi.

H Sport è un team professionale in grado di curare qualsiasi programma sportivo e ha voglia di avere per la sua Fabia Rally2 Evo 2021 un pilota di spessore che ne esalti tutte le capacità. Non resta a questo punto che attendere il nome o i nomi di chi la porterà al debutto.

Gilles Panizzi ha testato la i20 R5 CPI Enjolras Racing

Ritorno al volante, se pur solamente in un test, per Gilles Panizzi. Il forte pilota francese, ex pilota Peugeot e Mitsubishi nel Mondiale WRC, ha testato nei giorni scorsi la Hyundai I20 R5 del team CPI Enjolras Racing.

Il campione francese, vincitore del titolo nazionale nel 1996 e nel 1997, è rimasto stupito delle prestazioni della vettura coreana. Nonostante le condizioni meteo e della prova molto insidiose per via del maltempo e della pioggia, Panizzi è riuscito da subito a cucirsi addosso la vettura. Positivi i commenti di Gilles Panizzi al termine del test: “La Hyundai I20 R5 preparata e gestita dai ragazzi del Team CPI Enjolras Racing è fantastica. E’ una delle migliori vetture che abbia mai guidato in carriera”.

Panizzi viene considerato come uno dei piloti più veloci e forti in assoluto su fondo catramato. Il suo nome è legato a doppio filo al marchio del “leone rampante”, con Peugeot vince due titoli nazionali in Francia (1996 e 1997) al volante della 306 Maxi e successivamente a bordo della Peugeot 206 WRC disputa diversi eventi del Mondiale, vincendo ben sette gare tutte su asfalto.

Tre le vittorie al Sanremo (2000, 2001 e 2002), mentre per due volte vince il Tour de Corse (2000 e 2002) e il Catalunya (2002 e 2003). Purtroppo i suoi limiti sul fondo sterrato, gli hanno impedito di giocarsi le change di titolo iridato.

Hyundai testa la Rally2 con Solberg e Breen

Dopo i test in Italia su terra e in Francia su asfalto, svolti al termine del 2020, la Hyundai Motorsport ha ripreso a testare la nuova i20 Rally2, ma questa volta sulla neve in Svezia. Gli equipaggi che questa settimana hanno provato e stanno testando la vettura sono Oliver Solberg e Aaron Johnston e Craig Breen e Paul Nagle.

Entrambi saranno presenti all’Arctic Rally Finland con la i20 WRC Plus. La vettura, che è stata presentata nell’ottobre 2020, dovrebbe essere omologata nell’estate 2021 e va a sostituire l’attuale i20 R5. Per quanto riguarda la categoria regina, ovvero il World Rally Championship, la sede centrale di Seoul non ha dato ancora il via libera alla squadra di Alzenau per lo sviluppo della nuova Rally1 ibrida.

Opel Corsa e-Rally: pronta la prima auto da rally elettrica

La prima auto da rally esclusivamente elettrica di un costruttore è pronta per la prossima stagione: la Opel Corsa-e Rally ha già percorso migliaia di chilometri nei test. Ha recentemente superato il suo test di maturità durante una simulazione su piccola scala del Campionato Tedesco Rally.

Marijan Griebel, pilota Opel, allaccia la cintura di sicurezza a sei punti e controlla ancora una volta il suo equipaggiamento. Il navigatore Tobias Braun azzera il trip master, che misura la distanza percorsa e concentra lo sguardo sulla strada. Un timer prepara la Opel Corsa-e Rally e fa il conto alla rovescia dei secondi fino al via con il classico simbolo dei gesti della mano. Quando il countdown arriva a tre, Griebel applica il fly-off idraulico del freno a mano mentre fa girare un po’ il motore per precaricare il sistema di guida elettrico.

Opel Corsa e-Rally come un fulmine

Allo zero, la mano del timer scompare, Griebel lascia andare i freni e la Opel Corsa-e scatta dai blocchi come un pipistrello fuori dall’inferno. Il co-pilota inizia subito a scandire le note: “50 Sinistra Cinque pieno, a Destra Quattro meno, stringe, 20 Chicane Destra, 40 Destra Cinque taglio…” La Opel Corsa elettrica da 136 cv si lancia vigorosamente tra le curve e accelera rapidamente da ferma grazie alla sua elevata coppia di 260 Nm. Il differenziale Torsen a slittamento limitato assicura la migliore trazione, soprattutto in uscita di curva. L’auto da rally sfreccia tra le speciali, sterzando con precisione e frenando in agilità.

Questo è esattamente il modo in cui il pilota Opel Marijan Griebel ha iniziato centinaia di prove speciali in passato. Ad esempio, nella prova speciale 13 del Rally Liepāja nel 2016. Dopo 23,05 chilometri di guida al limite assoluto verso la prova finale, il tutto senza fare un solo errore, e avendo percorso più di 200 chilometri nel corso dell’intero rally, ce l’avevano finalmente fatta: il poliziotto di Hahnweiler vinse l’ultimo rally della stagione in Lettonia con la sua Opel ADAM R2 e portò a casa il titolo della FIA ERC Junior come primo Campione Europeo di Rally tedesco in 15 anni.

Nel 2020 Griebel è stata la prima persona al mondo a sedere su un veicolo da rally esclusivamente elettrico. La vettura è stata sviluppata per la ADAC Opel e-Rally Cup e farà il suo debutto nella stagione 2021.

La preparazione per le nuove Coppe monomarca

Opel partecipa ancora una volta al Campionato clienti con la nuova coppa monomarca e sta cercando di arrivare al successo nella ADAC Opel Rally Cup, alla quale hanno partecipato un totale di 131 piloti provenienti da 18 Paesi a partire dal 2013. Prima che questo possa accadere, la Opel Corsa-e Rally ha ancora una serie di test drive da affrontare, per i quali il team Opel Motorsport ha programmato tre giorni presso il Centro Test di Pferdsfeld. Qui, in Renania Palatinato, l’auto da corsa elettrica è in fase di preparazione per partecipare al Campionato Tedesco Rally.

Nel corso di tre giorni, quattro Opel Corsa-e Rally percorreranno la handling track nella vasta area di test a Bad Kreuznach per simulare un rally. Tutto in condizioni reali.

Griebel e la sua squadra cominciano presto. 8:05: Parc fermé OUT. 8:08 am: Service IN. 8:23 am: Service OUT. Questo è seguito da un tratto stradale di 9,6 km al di fuori del Centro Test, cioè proprio nel bel mezzo del traffico delle ore di punta, in conformità con le normative tedesche sul traffico, naturalmente.

L’obiettivo: spingere al limite la Opel Corsa e-Rally

Sguardi confusi la fissano dalle altre auto. Non si vede tutti i giorni una vettura da rally vestita Opel Motorsport. Ritorno al Centro di Test in orario, cronometraggio ore 8:44, casco in testa, controllo finale, inizio stage 1 alle ore 8:49, distanza: 20 giri da 1,6 km, via!

Gli special stage dovrebbero spingere davvero la Opel Corsa-e Rally e testare ciò che deve ancora essere migliorato, per vedere dove sono i suoi limiti, e se il powertrain è in grado di gestire lo stress. È importante scoprire come il sistema di calibrazione di base dovrebbe essere progettato per i clienti, come chilometraggi e tempi di ricarica possano essere conciliati con un programma di rally e come funziona la gestione del motore elettrico e della temperatura della batteria.

Tornati al punto di controllo, gli ingegneri Opel si affrettano a lavorare alla Corsa-e Rally: si collega il PC, si leggono i dati, si controllano pneumatici e freni e si misurano le temperature. Anche nell’era digitale, il feedback del pilota è ancora uno degli aspetti più importanti nello sviluppo di una vettura da rally. Com’è andata? Che differenze hai trovato stavolta? Come hai trovato il veicolo in condizioni di guida X e in condizioni di guida Y? Commenti, lamentele, suggerimenti?

Commenti, lamentele, suggerimenti?

L’obiettivo principale di questa prova speciale era testare l’effetto frenante e la sensazione fornita dai freni. Il pilota Griebel è alla ricerca di una risposta più diretta del freno e di un feedback migliore del pedale durante la massima decelerazione. I tecnici Opel, quindi, optano per pastiglie più dure. E’ l’ora della prova successiva. Lo stesso percorso, altri 20 giri. L’auto entra in pista e questa volta il campione europeo è raggiante, mostra il pollice in su, va tutto bene e funziona perfettamente. Un’altra pausa, questa volta per caricare la batteria, in soli 30 minuti, la batteria è già all’ 80 per cento. Il momento perfetto per un panino e un caffè.

La nuova Opel Corsa-e Rally è in dirittura d’arrivo del test di tre giorni: il telaio si adatta, lo sterzo e i freni ora sono perfettamente regolati e tutti gli interruttori, le leve e le caratteristiche di sicurezza importanti sono stati integrati. Ora è il momento di mettere a punto il software. Tutto deve essere meticolosamente adeguato per ogni situazione; le modifiche in un’area ne influenzeranno altre. Ciò richiede estrema pazienza da parte degli ingegneri e dei collaudatori.

Un buon esempio è mappare l’acceleratore. Con il suo piede destro particolarmente sensibile, il pilota di rally è alla ricerca di una risposta diretta per ottenere la migliore dose di potenza del motore. A questo proposito, Opel Corsa-e Rally è ancora un po’ troppo reattiva. Griebel è alla ricerca di una risposta lineare, il che significa che il sistema di controllo continuerà ad essere programmato fino a quando il campione europeo batterà un nuovo colpo.

1.500 chilometri di prova cronometrati

Dopo tre giorni intensi, le quattro auto elettriche da Rally hanno percorso quasi 1500 chilometri di test senza problemi. L’equipaggio e i piloti sono esausti, ma anche molto soddisfatti del loro lavoro. Griebel fa un bilancio dei risultati della simulazione del rally: “Il test è stato un successo. I nostri clienti otterranno un sofisticato, innovativo veicolo per il campionato monomarca con prestazioni e maneggevolezza eccezionali. La Opel Corsa-e Rally è pronta per gareggiare!”

Chi è il tester: Marijan Griebel

La carriera del 31enne è strettamente intrecciata con Opel. Nel 2013 vinse l’ADAC Opel Junior Rally Cup e l’anno dopo entrò a far parte dell’ADAC Opel Junior Rally Team. Nel 2014, vinse il titolo di divisione nel Campionato Tedesco Rally alla guida della Opel ADAM R2. Nel 2016 vinse il FIA ERC Junior U27 European Rally Championship.

Tecnica, Fiesta WRC: risolto il problema delle foglie

Parliamo di tecnica delle Fiesta WRC. C’è una novità. A MonteCarlo il team M-Sport, con il nuovo pacchetto aereodinamico anteriore, ha risolto un importante problema che ha più o meno sempre avuto a partire dal 2003. Quello con le foglie che ostruiscono la griglia dell’anteriore. Le foglie, come gli alberi, hanno il pessimo difetto di non spostarsi. E in un caso, come nell’altro, gli effetti sono pessimi.

Il team di Cockermouth, nel primo round della stagione, ha corso con una vera e propria protezione sulla griglia, grazie alla quale le foglie non sono andate a creare un “tappi” all’altezza del radiatore.

Il team britannico, con questa soluzione, non ha riscontrato problemi di raffreddamento e neppure il classico e annoso problema dell’aumento delle temperature dell’acqua.

Sanremo 2003: primi problemi

Nell’ultimo Sanremo mondiale, le tante foglie cadute in abbondanza sulle splendide strade italiche, andarono a posizionarsi sulle sempre più basse griglie anteriori e nelle prese d’aria delle vetture.

La competitiva Ford Focus WRC03, progettata dal belga Christian Loriaux, aveva una griglia del radiatore troppo bassa e le foglie crearono un’infinità di problemi in gara. La temperatura del motore delle vetture raggiunse livelli elevati e i piloti dovettero alzare il piede dall’acceleratore per non creare troppi problemi.

Markko Martin si stava giocando la vittoria con la Peugeot 206 WRC di Panizzi e la Citroën Xsara WRC di Loeb, ma questo problema lo rallentò parecchio oltre alla scelta sbagliata delle gomme. Nonostante tutto, l’estone giunse terzo in fondo alla gara, complice anche al ritiro della Peugeot di Grönholm sull’ultima speciale.

I guai continuano sulle Fiesta

Un altro episodio simile avvenne nell’88° edizione del Rally di Monte-Carlo, evento che fu vinto da Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 WRC Plus. Tutte le Fiesta WRC Plus, nel primo giorno di gara, avevano accusato pesanti ritardi dovuti al surriscaldamento del liquido di raffreddamento.

Tant’è vero che il dash display della Fiesta di Teemu Suninen aveva segnalato un problema, diventando arancione con la comparsa della sigla “WAT T 126”: temperatura dell’acqua a 126 gradi.

Ancora una volta la causa era il gran numero di foglie che si era accumulato sulla griglia davanti al radiatore. Fin dal 2017, la griglia delle Fiesta, rispetto alle altre WRC PLUS, è davvero molto piccola e posizionata in basso.

La Opel Corsa Rally4 debutta a Le Touquet

La nuovissima Opel Corsa Rally4 debutterà per la prima volta in assoluto in Francia, in occasione della sessantunesima edizione del Rallye Le Touquet – Pas-de-Calais. La vettura verrà portata in gara dai francesi Stéphane Lefebvre e Gilles de Turckheim.

Il ventottenne pilota francese, vincitore nel 2014 dell’ERC Junior, del WRC3 e dello Junior WRC, ha corso in precedenza nel Mondiale Rally con Citroën Racing. La prima tappa del Campionato Francese Rally Asfalto si svolgerà a Le Touquet dal 19 al 20 marzo e sarà organizzato dalla Touquet Auto Club.

Purtroppo questo evento, molto apprezzato in Europa, si svolgerà a porte chiuse e il percorso, secondo alcune indiscrezioni, verrà accorciato di qualche chilometro.

Svelata la Renault Clio Rally4: un vero capolavoro

Un anno dopo la prima apparizione dinamica di Clio Rally5, come avevamo anticipato ieri, la gamma proposta dai team di  Viry-Châtillon e Dieppe per le competizioni disputate dai clienti si amplia con Clio Rally4. Progettato senza compromessi per diventare il veicolo a due ruote motrici più performante della categoria, il nuovo modello sarà presentato al pubblico questa settimana in occasione del Rally di Montecarlo (21-24 Gennaio). 
 
Forte del successo conseguito dalle versioni Cup, RX e Rally5 svelate nel 2019 e lanciate l’anno scorso, la divisione competizione-clienti prosegue lo sviluppo delle versioni sportive della quinta generazione di Renault Clio. Se Clio Rally5 punta all’accessibilità, Clio Rally4 è decisamente orientata verso la performance nel mondo dei veicoli a due ruote motrici. 

Come richiesto dal regolamento tecnico di entrambe le categorie, Clio Rally5 e Clio Rally4 hanno diversi punti in comune: la stessa carrozzeria basata su Clio R.S. Line, i dispositivi di sicurezza conformi agli ultimi standard come i sedili avvolgenti Sabelt e il serbatoio, la pedaliera, la colonna dello sterzo e la culla motore. Nonostante queste somiglianze, si tratta di due veicoli ben distinti, in quanto i team di Viry-Châtillon e Dieppe hanno utilizzato tutto il loro know-how per sfruttare le libertà offerte dalla normativa e garantire il successo di Clio Rally4. 

Sotto il cofano è stata prestata una particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla performance. Il motore 4 cilindri TCe 16 valvole da 1330 cm3 è stato ampiamente rielaborato con lo sviluppo di un nuovo turbo, nuovi pistoni e nuove bielle. Sempre accoppiato alla trasmissione SADEV, il gruppo motopropulsore è stato oggetto anche di un trattamento specifico a livello di regime di coppia, con la potenza che sale a 215 cv avendo già anticipato la futura introduzione della flangia prevista dal regolamento tecnico FIA Rally4. 

Anche altri componenti meccanici sono stati oggetto di un lavoro incentrato sulla performance e sull’affidabilità, dato che Clio Rally4 è dotata di freni da corsa PFC Brakes ed ammortizzatori regolabili BOS Suspension all’avanguardia delle ultime tecnologie nel mondo degli ammortizzatori. 

Uno sviluppo completo 

Un intenso programma di prove, iniziato subito dopo la fine del primo periodo di lockdown, è stato portato avanti per diversi mesi e per oltre 5.000 chilometri con la partecipazione di professionisti di grande esperienza, tra cui Stéphane Sarrazin, Bryan Bouffier, Jean-Sebastien Vigion e Manu Guigou. 

In breve tempo, Clio Rally4 ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti a livello di performance ed affidabilità, con i piloti dello sviluppo che, all’unanimità, hanno elogiato le qualità del complesso telaio-motore, il suo livello di sicurezza senza compromessi e la sua incredibile efficacia.  

Proprio come Clio Rally5 l’anno scorso, Clio Rally4 si sta preparando alla sua prima apparizione in pubblico al Rally di Montecarlo, dove il nuovo modello sarà affidato a Florian Bernardi, Vicecampione di Francia per i veicoli a due ruote motrici dei Rally Terre con Clio Rally5, e al suo copilota, Victor Bellotto. 

Integrata nel team di apertura della manifestazione in quanto modello zero, Clio Rally4 sarà l’ultima ad esibirsi sulle famose “speciali alpine”, solo dieci minuti prima degli equipaggi impegnati nel primo appuntamento del Campionato del Mondo FIA Rally. 

Le gare nel mirino 

Contemporaneamente al Rally di Montecarlo, Clio Rally4 prosegue il suo processo di omologazione FIA Rally4 con la Federazione Internazionale dell’Automobile, che dovrebbe concludersi prima del mese di Aprile, aprendo così la strada alle prime consegne e all’esordio nel mondo delle gare del modello in Francia, Spagna ed Italia già da primavera. 

Oltre agli impegni privati, si creeranno sinergie con i vari Clio Trophy di livello nazionale e regionale, tra cui, ai migliori Junior nel 2021 verranno affidati programmi ufficiali con Clio Rally4 per promuovere i nuovi talenti nel mondo del rally puntando alla vittoria su tutti i terreni.  

La parola a Benoît Nogier

Il Direttore Commerciale Racing di Renault Sport Racing“Siamo felicissimi di poter svelare Clio Rally4 al Rally di Montecarlo, grazie ai nostri storici rapporti con l’Automobile Club di Monaco. Clio Rally4 è stata progettata senza compromessi con un semplice obiettivo: essere il miglior veicolo a due ruote motrici della categoria. Siamo estremamente soddisfatti dello sviluppo che abbiamo realizzato per raggiungere questo obiettivo e tutti i piloti coinvolti hanno confermato che si tratta di un’auto al tempo stesso performante e piacevole da guidare. Siamo convinti che abbia tutte le carte in regola per diventare il punto di riferimento dei rally regionali, nazionali ed internazionali, sia su asfalto che su terra. Non vediamo l’ora di vederla all’opera in quello splendido luogo ideale di espressione che è il Rally di Montecarlo, prima di esordire nelle gare appena ottenuta l’omologazione“.

Scheda tecnica Renault Clio Rally4

• Telaio 
• Base: Clio R.S. Line
• Scocca: Monoscocca acciaio saldato con roll-bar
• Avantreno: Pseudo McPherson
• Retrotreno: braccio ad H
• Sospensioni: Ammortizzatori Bos Suspension con tre vie di regolazione e finecorsa idraulici
 
• Motore
• Tipo: 1.3 TCe Renault – 4 cilindri – 16 valvole 
• Turbo: Borg Warner – Flangia 30 mm
• Raffreddamento: derivato di serie 
• Alimentazione: a iniezione diretta 
• Potenza: 215 cv 
• Coppia: 350 Nm
• Regime massimo: 6.500 giri/minuto 
• Elettronica: Life Racing
• Carburante: SP98 commerce

• Dimensioni
• Lunghezza – larghezza – altezza (mm): 4.050 – 1.988 – 1.400
• Carreggiata anteriore-posteriore (mm): 1.500 – 1.490
• Passo (mm): 2.579
• Peso a vuoto: 1.080 kg

• Trasmissione 
• Trasmissione Sadev sequenziale a 5 rapporti + retromarcia  
• Selettore sul pianale con sblocco elettrico MAR
• Differenziale a slittamento limitato di tipo ZF
• Frizione Sachs

• Ruote
• Ruote: 6×15 (Terra), 7×17 (Asfalto)
• Pneumatici: Michelin

• Freni
• Freni anteriori (Asfalto): Pinze e dischi PFC – 330 mm x 28 mm
• Freni anteriori (Terra): Pinze e dischi PFC – 294 mm x 28 mm
• Freni posteriori: PFC – Pinze PFC, dischi 260 mm x 8 mm
• Freno a mano idraulico 

• Altro 
• Serbatoio FT3 omologato FIA

Renault annuncia il lancio della Clio Rally4

La stagione 2021 vede il Gruppo Renault aumentare la propria presenza nel mondo dei rally attraverso i clienti. L’azienda francese, rappresentata dai marchi Alpine e Renault, trarrà vantaggio da un anno 2020 convincente con i lanci di successo dell’A110 R-GT e della Clio Rally5 per ottenere visibilità. Anche una Rally4 di quest’ultima dovrebbe debuttare entro la fine del mese di gennaio.

Anche se meno presente nella sua storia o negli eventi attuali, il rally occupa un grande posto nell’attività sportiva della Renault. L’azienda di Losanga ha vinto il Mondiale nel 1973 con la Alpine-Renault A110, e da allora ha ottenuto numerosi successi, sia sulla scena internazionale, europea o nazionale. La lista delle vetture leggendarie è lunga ma non mancheremo di citare la R5 Turbo, la R11, la Mégane Maxi Kit Car o la Clio S1600.

Oggi la Renault non si evolve nelle categorie superiori, ma è attiva nelle formule di promozione. Nel 2020, in concomitanza con il lancio commerciale della Clio 5, un nuovo campionato Clio Trophy è stato inaugurato con la versione Rally5 della piccola bomba francese. Questo livello di equipaggiamento è il primo nell’ordine stabilito dalla FIA, essendo Rally1 le WRC.

Quattro campionati nazionali sono stati dispiegati in tutta Europa, ma oggettivamente non c’è stato il ritorno sperato. Non in Italia che è un mercato importante per Renault, in cui sono state vendute alcune Clio Rally5. Mentre la competizione sull’asfalto era inizialmente favorita, la terra fa ora parte del programma delle auto con un campionato dedicato.

“È un grande successo per noi un’auto destinata a correre nei trofei”, ha detto Yann Paranthoën, Direttore tecnico di Renault Sport Racing Rally. “Abbiamo avuto tra i 25 e i 35 concorrenti nelle manche disputate nel 2020. L’anno prossimo svilupperemo anche con il trofeo Clio in Belgio”.

“Il 2021 si preannuncia molto buono ed era importante per noi proporre un trofeo sulla terra per i concorrenti perché è la superficie predominante nel Mondiale Rally. Alla fine, sono state consegnate più di 80 vetture in configurazione rally. Tecnicamente, l’auto rimarrà identica alla scorsa stagione” , aggiunge .

Basandosi su questo successo commerciale, Renault sta completando l’arrivo di una versione più efficiente che soddisfa i regolamenti Rally4. La Clio in questa configurazione è in fase di sviluppo con numerosi test e si prevede che farà la sua prima apparizione ufficiale al prossimo Rally Monte-Carlo come apripista. L’omologazione è prevista per il 1 marzo, mentre la Renault punta ad un debutto competitivo al Rallye du Touquet in programma per la fine dello stesso mese.

“L’omologazione finale è prevista per il 1 marzo e le prime consegne sono previste nel mese di aprile se tutto va bene nel contesto attuale. Poi, sulla prossima MonteCarlo, se avrà luogo, la Clio Rally4 sarà su una macchina di apertura con Florian Bernardi e Victor Bellotto, come lo scorso anno con la Clio Rally5. Sveleremo il prezzo di questa vettura dopo questo evento. Quindi, speriamo di vedere questa vettura a Le Touquet per l’inizio del Campionato Francese Asfalto, ma nulla è definito, soprattutto nel contesto attuale” , specifica Yann Paranthoën.

La Clio Rally4, degna sostituta della Clio 4 R3T, punta ad aumentare la presenza della Renault nel mondo dei rally, in particolare con l’auspicata presenza nel Campionato Europeo ERC. Visibilità, la Losanga la riceve anche grazie all’Alpine A110 R-GT. Lanciata nel 2020, la berlinetta non ha mancato il suo debutto con diversi successi nella sua categoria, tra cui l’ultimo acquisito durante un round del WRC, a Monza.

L’attrattiva è estremamente forte, con sempre più esemplari che evolvono sui palchi. Dovremmo anche vederne diversi a Monte-Carlo, tra cui Pierre Ragues, Emmanuel Guigou o Raphaël Astier. La A110 R-GT sarà chiaramente una delle vetture da tenere d’occhio quest’anno, poiché il potenziale è immenso, e la sua presenza sulla scena internazionale sarà sicuramente spinta dalla volontà di promuovere Alpine. Insomma, un programma ufficiale nei rally pare essere lontano. Anzi non pare essere nei programmi della Casa. Dovremo accontentarci delle competizioni con i clienti, oppure in alternativa guardare gli altri.

Pronto l’aggiornamento della Skoda Fabia Rally2 Evo

Arrivano due giorni prima della Befana gli aggiornamenti della Skoda Fabia Rally2 Evo (omologazione FIA 1 gennaio 2021). La casa Ceca si è portata avanti col lavoro e mentre i dirigenti di Volkswagen Motorsport decidevano di chiudere gli stabilimenti, loro pensavano ad evolvere un ottimo prodotto che in Italia e in altri Paesi risulta essere in testa alle classifiche di gradimento.

Un lavoro continuo di affinamento, portato avanti da Jan Kopecký, Oliver Solberg, Kris Meeke, Pontus Tidemand, Andreas Mikkelsen ed Emil Lindholm. Gli aggiornamenti 2021 riguardano diversi aspetti tecnici. Nuove componenti disponibili prima del Rally di MonteCarlo del 21-24 gennaio.

Tra le novità della Fabia Rally2Evo 2021 c’è la nuova mappatura del motore turbo da 1.600 cc più un intercooler e un collettore di scarico interamente ridisegnati e grazie ai quali si è potuto ottenere molti benefici sulla potenza e sulla sua erogazione. C’è ora un cambio dai rapporti più lunghi, ideale per i rally veloci, che fa passare la velocità di punta da 187 a 202 km/h.

Mai in dubbio la stabilità su tutti i tipi di superficie, grazie alla “solita” trazione integrale e a una nuova specifica degli ammortizzatori ZF. Su questa versione aggiornata viene adottato un controtelaio sull’asse posteriore, che riduce al minimo il rischio di danni sulle strade sconnesse.

Scheda tecnica Skoda Fabia Rally2 Evo

Dimensioni

Lunghezza: 3999 mm Larghezza: 1820 mm Peso: 1230 kg Serbatoio di carburante: 82,5 l Consumo: 0,6 l / km SS

Motore

Motore: Quattro cilindri turbo, iniezione diretta Cilindrata: 1620 cm³ Max. potenza di uscita: 212 kW Max. coppia: 425 Nm Guidare: 4×4  Differenziali meccanici dell’asse (anteriore, posteriore) Trasmissione: Sequenziale a 5 velocità Elettronica: Magneti Marelli

Telaio

Dischi: 18 “(asfalto)  15 “(ghiaia) Freni: Alcon Dischi freno: 355 mm (asfalto)  300 mm (ghiaia) Sospensione: McPherson Pneumatici: Michelin


Evoluzioni: la Citroen C3 R5 si trasforma in Rally2

Nuovo nome, nuova veste e nuovo logo: nel 2021 arriva la C3 Rally 2. Ma la filosofia di Citroën Racing rimane la stessa: proporre ai suoi clienti una vettura sempre più competitiva, con costi di esercizio costantemente ridotti e l’arrivo di almeno sette evoluzioni tecniche per l’inizio del 2021.

Nel 2021, la C3 R5 cambia e diventa C3 Rally2, in linea con i nuovi nomi ufficiali utilizzati nel rally. Questo cambio di nome fornisce anche l’opportunità per inaugurare una nuova identità visiva. In continuità con i colori precedenti, questa livrea monocromatica bianca su rosso – i colori emblematici di Citroën, dove il numero 2 diventa una serie di angoli, curve e accelerazioni – ricorda che si tratta di una vettura di serie progettata per la competizione clienti, con tutta l’esperienza e la competenza del team Citroën.

Questo know-how si ritrova, tra l’altro, nell’incessante lavoro di sviluppo fatto sulla vettura. Dopo un 2019 dedicato all’omologazione di una nuova sezione del telaio posteriore per migliorare la stabilità e le sensazioni in fase di frenata, e di un braccio della sospensione posteriore ridisegnato per aumentare ulteriormente l’affidabilità, oltre al lavoro fatto sugli ammortizzatori terra nell’ottica di migliorare il bilanciamento, la stagione 2020 ha visto il team tecnico di Citroën Racing dedicare un’attenzione particolare agli ammortizzatori asfalto. Questi ultimi sono stati perfezionati ulteriormente per offrire un comportamento migliore in condizioni di bassa aderenza.

Il 2021 sarà un anno altrettanto ricco di sviluppi per la C3 Rally2, con almeno sette evoluzioni tecniche previste per il primo trimestre. Alla luce dei circa 15.000 chilometri di test effettuati dal suo lancio commerciale, ma anche dei numerosi feedback ricevuti dai clienti, la sua ottimizzazione proseguirà in tre aree: prestazioni, costi d’esercizio e piacere di utilizzo.

Innanzitutto, al fine di migliorare le prestazioni, all’inizio di gennaio verrà omologato un nuovo software del motore, per perfezionare ulteriormente le strategie di funzionamento del motore legate alle fasi di partenza o di decelerazione. In seguito, nel corso del primo trimestre, saranno introdotte modifiche nel frontale per migliorare l’aerodinamica, nuove rampe del differenziale anteriore per offrire una più ampia gamma di regolazioni, una pedaliera con ripartizione della frenata che è diventata regolabile per un maggiore comfort del pilota, così come nuovi supporti motore, giunti delle pinze posteriori e collettori di scarico per aumentare la durata di questi componenti.

Tutte queste nuove evoluzioni saranno montate gratuitamente sui modelli di C3 Rally2 ordinati a partire dal 1° dicembre 2020. “Dal suo debutto nel 2017, abbiamo lavorato costantemente e abbiamo accumulato chilometri di guida per proporre una vettura sempre più prestazionale, adatta a tutti i profili di guida e con un costo di esercizio contenuto – ha detto Jean-François Grandclaudon, responsabile tecnico del progetto C3 Rally -. In quest’ultima stagione il lavoro è stato ulteriormente intensificato con i nostri due piloti dedicati allo sviluppo, Mads Ostberg per la terra e Yoann Bonato per l’asfalto. Negli ultimi due anni la vettura ha subito molte evoluzioni, soprattutto in alcuni componenti che non hanno richiesto omologazione e il nostro lavoro porta i suoi frutti con titoli nazionali e mondiali conquistati in importanti campionati. Non ci sarà una rivoluzione per la C3 Rally2 nel 2021, sfrutteremo la base eccellente, robusta e prestazionale, di cui disponiamo per cercare di migliorarla ulteriormente, e anche se lo sviluppo è un percorso che non finisce mai, siamo entusiasti all’idea di vedere le prestazioni dei nostri clienti, che potranno sfruttare queste evoluzioni”.

“Quest’anno la C3 R5 si è imposta come una delle vetture di riferimento del mercato, e questo era il nostro obiettivo – gli ha fatto eco Mayeul Tyl, Direttore del Peugeot Citroën Racing Shop -. Nonostante la situazione sanitaria, i nostri clienti hanno continuato a riporre la loro fiducia in noi e noi abbiamo continuato ad attrarne di nuovi, il che è una grande ricompensa per il lavoro svolto da tutte le squadre competizioni clienti. Il nostro obiettivo per un progetto come questo è garantire che tutti i nostri clienti possano beneficiare degli stessi sviluppi contemporaneamente, a prescindere dall’utilizzo della vettura. Con la fase di sviluppo abbiamo avviato il processo di approvvigionamento per essere pronti ad affrontare la nuova stagione. Stiamo lavorando e siamo in attesa delle omologazioni finali per poterle proporre e avviare il processo con i nostri clienti”.

Tutti i segreti della Suzuki Swift Hybrid R1

Diventerà la più veloce della classe? Suzuki Swift Sport Hybrid R1 parteciperà al Campionato Italiano Rally 2021 con l’obiettivo di primeggiare nella classe R1. Quest’anno l’auto condotta da Goldoni non ha potuto concorrere alla conquista del titolo italiano, poiché per regolamento, essendo l’unica ibrida in gara, ha accumulato a ogni apparizione solo la metà dei punti che le sarebbero altrimenti spettati. In ben sei occasioni Swift Sport Hybrid R1 ha superato le performance dei primi classificati, ottenendo sul campo la prima piazza nei Rally Roma Capitale e Targa Florio.

I risultati delle prove speciali rilevati dalla Federazione Italiana Cronometristi dimostrano come Swift Sport Hybrid R1 sia stata, nell’arco della stagione, più veloce di tutte le vetture rivali. Suzuki Swift Sport Hybrid R1 sarà presente al Campionato Italiano Rally 2021 con l’obiettivo di vincere la Classe R1, e sarà la nuova “arma” che i trofeisti potranno utilizzare per aggiudicarsi la 14° edizione di Suzuki Rally Cup.

Nel 2020 la Swift Sport Hybrid condotta da Simone Goldoni, e nell’ultima gara della stagione dal diciannovenne Igor Iani, giovane promessa del rallysmo italiano, ha dimostrato non solo, la sempre proverbiale affidabilità delle Swift, ma anche una competitività da subito evidente che le ha permesso di aggiudicarsi la classe in 2 prestigiosi appuntamenti ed i tempi delle prove speciali rilevati dalla Federazione Italiana Cronometristi dimostrano come Swift Sport Hybrid R1 sia stata nell’arco della stagione, più veloce di tutte le vetture rivali.

Swift Sport Hybrid ha rapporti peso/potenza e peso/coppia ai vertici della categoria, grazie a una massa di soli 1.020 kg, a una potenza termica di 129 cv integrata da un motore elettrico da 13,6 cv con una coppia di ben 235 Nm sempre disponibile tra i 2.000 e i 3.000 giri.

Il motore 1.4 Boosterjet K14D è sovralimentato da un turbo a bassa inerzia, adotta un raffinato sistema di fasatura variabile delle valvole di aspirazione ed è abbinato al sistema Suzuki Hybrid, che si compone di tre elementi principali. Il primo è l’Integrated Starter Generator (ISG), 48V, che fa da alternatore, motore elettrico e motorino di avviamento. Il secondo è un pacco di batterie agli ioni di litio da 48V sistemato sotto il sedile del passeggero anteriore e che si ricarica automaticamente nei rallentamenti. Il terzo è un convertitore che trasforma la tensione da 48V a 12V per alimentare i vari servizi di bordo. Il peso totale di tutti questi componenti è di appena 45 kg.

Il sistema Suzuki Hybrid assicura un incremento della coppia, che si avverte soprattutto nelle fasi transitorie. Il motore elettrico risponde subito all’acceleratore, senza accusare il ritardo tipico di un comune motore termico. Con la funzione di boost di coppia, poi, incrementa la spinta ai bassi regimi, rendendo l’auto più reattiva e vivace prima che si faccia sentire tutto il supporto del turbo, una qualità che si apprezza nella guida di tutti i giorni così come quando si lotta contro il tempo nelle prove speciali.

Ora Suzuki è pronta a mettere a disposizione il frutto di questo attento lavoro di sviluppo, avviando le prenotazioni di Swift Sport Hybrid R1, che consentirà ai piloti privati e ai gentleman driver di competere e divertirsi a costi accessibili. Swift Sport Hybrid R1 sarà schierata nella Suzuki Rally Cup 2021 il cui calendario, in fase di definizione, comprenderà le migliori gare del panorama rallystico italiano.

Tre soluzioni disponibili

SWIFT Sport Hybrid R1 è acquistabile in tre equipaggiamenti differenti:

Vettura Naked

La versione Naked di SWIFT Sport Hybrid R1 è destinata ai preparatori e ai team che desiderano personalizzare l’auto sotto il profilo tecnico, nei limiti imposti dal regolamento.
La seguente configurazione prevede:

Interni smontati

Roll-bar saldato
Punti di fissaggio sedili, cinture e paracoppa
Differenziale autobloccante epicicloidale Quaife (non installato)
Il costo della versione Naked è di 18.715 Euro (iva esclusa) franco Torino.

Kit di preparazione

Per i Clienti che volessero assemblare l’auto in prima persona, partendo anche da una SWIFT Sport Hybrid già di proprietà, Suzuki propone un kit di preparazione che comprende tutti i componenti necessari:
Il kit comprende:

Serbatoio di sicurezza WT con relativo kit prelievo
Elementi allestimento interno e set estinzione
Coppia finale accorciata
Ammortizzatori a molle non regolabili (come da regolamento)
Impianto scarico sportivo
Set cerchi 16’’
Supporti motore e cambio rinforzati
Fanali LED
Cric rapido e chiave a croce con supporto
Colonnette ruota e dadi conici
Zavorra
Freno a mano idraulico con relativa leva
Limitatore frenata
Tubazioni in treccia e pastiglie freno racing
Frizione racing e relativo spingidisco
Il costo fissato per il kit è di 13.949 Euro (iva esclusa) franco Torino.

Vettura Full, pronto gara

Swift Sport Hybrid R1 si potrà acquistare in configurazione Full, pronto gara. In questo caso la vettura è fornita con gli allestimenti previsti dalla versione Naked, con tutte le parti del kit di preparazione già installate, e con gli interni interamente verniciati.

Il prezzo della vettura Full, pronto gara, comprensivo di manodopera,
è di 35.664 Euro (iva esclusa) franco Torino.

Dove ordinare Swift Sport Hybrid R1

L’ordine delle vetture Swift Sport Hybrid R1 va effettuato via email all’indirizzo: emmetreracing@inwind.it oppure telefonando al numero
+39 347 2207959.

Ott Tanak: ”Buon potenziale per la nuova Hyundai i20 Rally 2”

La Hyundai i20 N Rally2 ha completato i suoi primi test, con tre giorni sulla terra italiana dopo un test in Germania, mentre il reparto customer racing di Hyundai Motorsport inizia lo sviluppo della nuovissima auto da rally coreana. I tre giorni nell’Italia centrale della scorsa settimana hanno fatto seguito anche a uno shakedown vicino alla base dell’azienda di Alzenau, in Germania, che ha consentito agli ingegneri di lavorare con la vettura all’inizio di una fase di test esaustivi. Nei prossimi mesi il team dedicato correrà su diverse superfici stradali.

Il team si è concentrato sulla valutazione delle caratteristiche principali di guidabilità del nuovo telaio, completando più di 500 chilometri nei due test. La prova su strada ha dato una prima opportunità ai progettisti e agli ingegneri di raccogliere informazioni sulle prestazioni delle singole parti della vettura, che è stata progettata da un foglio di carta bianco e si basa sul nuovo modello stradale i20 N.

Il capofila del WRC3 Jari Huttunen ha preso il posto di guida nei test tedeschi, e per le corse in Italia è stato raggiunto dal pilota Hyundai Motorsport WRC Ott Tänak. Il feedback di entrambi i piloti verrà utilizzato per iniziare a sviluppare la i20 N Rally2 e focalizzare l’attenzione degli ingegneri del reparto, mentre iniziano a conoscere l’equilibrio e il comportamento del nuovo telaio.

Nel corso dei prossimi mesi di test, numerosi piloti con esperienza e competenza WRC e R5 su diverse superfici si uniranno alla fase di sviluppo. Insieme garantiranno che il pacco finale consegnato ai clienti sia a tutto tondo, con un’eccellente maneggevolezza indipendentemente dalla superficie o dallo stile di guida individuale.

La nuovissima vettura fa seguito alla Hyundai i20 R5 con la quale Hyundai Motorsport è entrata nell’arena alla fine del 2015. La i20 N Rally2 si basa sull’esperienza acquisita dal dipartimento negli ultimi cinque anni per offrire un miglioramento a tutto tondo pacchetto. I libri degli ordini per la i20 N Rally2 sono ora aperti, con il reparto che accoglie le richieste dei team e dei piloti interessati. Le prime auto dovrebbero essere consegnate ai clienti nel 2021.

Al termine dei test di collaudo Ott Tänak ha dichiarato: “Ho avuto due giorni intensi con la Hyundai i20 N Rally2, e abbiamo potuto lavorare molto con le sospensioni e il bilanciamento del telaio. È chiaro che l’auto ha alcune belle caratteristiche, quindi c’è una base solida su cui lavorare. Trattandosi di un design completamente nuovo, è sempre importante ottenere le prime informazioni sulla vettura ed eseguire più test possibile per svilupparla al meglio”.

Clamoroso: Audi con l’elettrico alla Dakar 2022

L’Audi ha rivisto i suoi programmi per il motorsport: lascerà la Formula E al termine della prossima stagione per concentrarsi sul nuovo programma endurance LMDh e, grande novità, correrà nella Dakar 2022 con un prototipo elettrico.

Nel 1981, l’Audi quattro rivoluzionava il mondo dei rally. Oggi, la trazione integrale permanente è uno standard non solo per le auto da rally. Oggi il costruttore tedesco vuole rimanere fedele al proprio motto e continuare a essere “All’avanguardia della tecnica” ed è pronto ad affrontare una delle sfide più grandi del motorsport, realizzando un innovativo prototipo elettrico che parteciperà all’edizione 2022 della Dakar.

Una scelta coraggiosa con il chiaro obiettivo di testare e sviluppare tecnologie innovative nelle condizioni più estreme, così da poter continuare a portare nelle auto di serie quanto sviluppato per il motorsport. L’Audi sarà la prima casa automobilistica a impegnarsi nello sviluppo di un prototipo elettrico pensato appositamente per la Dakar, confermandosi pioniera nel motorsport.

L’impegno di Audi alla Dakar sarà affiancato a un programma intenso di corse clienti e a un impegno importante nel mondo dell’endurance. Julius Seebach, ceo di Audi Sport, ha affermato: “La strategia futura dell’azienda è chiaramente incentrata sull’elettrificazione e sulla mobilità a zero emissioni. Questo è il motivo per cui ci stiamo preparando per entrare nella nuova categoria prototipi sportivi LMDh, così da prendere parte a competizioni di durata come la 24 Ore di Daytona e la 24 Ore di Le Mans. Il messaggio più importante per i nostri tifosi è che il motorsport continuerà ad avere un ruolo importante per l’Audi in futuro”.

Il grande impegno nella Dakar e nel programma endurance LMDh ha portato l’Audi a decidere di lasciare il Mondiale di Formula E al termine della prossima stagione. Tuttavia, la tecnologia sviluppata per la prima Formula totalmente elettrica resterà a disposizione dei team clienti. La Casa dei quattro anelli è in Formula E dal 2014: prima come partner della ABT Sportsline e, dal 2017, in forma ufficiale. A oggi, il team ha conquistato un titolo piloti nel 2017 e un titolo costruttori nel 2018, con un totale di 12 vittorie e 43 podi.

Non si può certo negare che proprio la Formula E ha accompagnato l’elettrificazione all’Audi. E come ha affermato Duesmann: “Oggi la mobilità elettrica non è più un sogno, ma il presente. Già nel 2025 si prevede che circa il 40% delle vendite sarà dettato da veicoli elettrici e ibridi plug-in. Questo è il motivo che ci spinge a fare un ulteriore passo avanti nel motorsport elettrico. L’ampia libertà tecnica della Dakar è un perfetto laboratorio sotto questo profilo”.

99.999 euro per la Ford Fiesta Rally3 di M-Sport

La Fiesta Rally3 di M-Sport è la prima vettura della nuova categoria FIA, fatta e finita, che completa il ventaglio di opportunità della squadra britannica. Rappresenta un primo passo accessibile e conveniente tra le quattro ruote motrici da utilizzare nei rally nazionali, regionali e mondiali. La nuova auto da rally sta portando avanti un intenso programma di sviluppo, su una varietà di superfici e condizioni in tutta Europa, utilizzando una sezione trasversale unica di piloti di livello mondiale. La data di omologazione della vettura prodotta da M-Sport Poland sarà l’1 marzo 2021.

La Fiesta Rally3 M-Sport sarà disponibile a 99.999 euro + IVA e costi di registrazione esclusi. In previsione della popolarità della Rally3, la produzione è già in corso a Cracovia e dal 16 novembre saranno accettati depositi per i primi ordini. Ciò offre ai clienti sportivi di Ford l’opportunità di prendere in consegna la Fiesta Rally3 dalla data di omologazione e iniziare a correre nella Rally3 giusto in tempo per l’inizio della stagione 2021.

Un motore EcoBoost da 1,5 litri (precedentemente M-Sport aveva testato la 999 cc turbo) alimenterà la Fiesta Rally3, conferendole un suono distintivo, combinato con un aspetto aggressivo, grazie alle prese d’aria del cofano e all’alettone posteriore che soddisfano tanto la funzione quanto la forma. La nuovissima Fiesta pesa 1210 kg con una potenza di 215 CV e 400 Nm di coppia dal motore EcoBoost da 1,5 litri, il tutto trasmesso attraverso un cambio sequenziale a cinque velocità.

99.999 euro per la Ford Fiesta Rally3 di M-Sport
99.999 euro per la Ford Fiesta Rally3 di M-Sport

Passa da 0 a 100 km/h in soli cinque secondi e raggiunge una velocità massima di 185 km/h, la M-Sport Fiesta Rally3 sarà una di quelle vetture che offrirà il passaggio di transizione perfetto per la prossima generazione di piloti rally che cercano di farsi le ossa nelle macchine a trazione integrale. La Fiesta Rally3 di M-Sport è dotata di ammortizzatori regolabili a tre vie anteriori e posteriori che utilizzano cerchi da 17 e 15 pollici rispettivamente per asfalto e terra.

Per M-Sport era importante iniziare a lavorare sulla Fiesta Rally3 non appena fossero disponibili le bozze di regolamento, sottolineando l’impegno di nel supportare i piloti di tutto il mondo, dalla base al più alto livello della scena mondiale. Con uno spettro così ampio di piloti in mente, M-Sport Poland si è assicurata che il programma di test rifletta ciò, utilizzando una selezione davvero diversificata di piloti, dai veterani del Campionato del Mondo a quelli nuovi.

“Sono molto contento di come stanno andando le cose con la Fiesta Rally3 – Maciej Woda, direttore di M-Sport Polonia -. Ogni volta che vedo l’auto mi sento molto orgoglioso dell’intero team che sta lavorando instancabilmente. È stato così per tutto il 2020 su questa vettura davvero rivoluzionaria. In quello che è stato un anno molto difficile per tutti, il team di Cracovia si sta eccellendo con la Fiesta Rally3, sul design e sullo sviluppo”.

“La Fiesta Rally3 non sarà in alcun modo un’alternativa ad altre auto attualmente disponibile, sarà un concetto nuovo di zecca al servizio di quella che è stata la categoria meno servita dei rally – conclude Woda -. Sarà uno dei trampolini di lancio per chi passa dalle due alle quattro ruote motrici. Consentirà ai piloti di apprendere e affinare le abilità necessarie per gestire le macchine a trazione integrale”.

Hyundai presenta la nuova i20 N Rally 2 clienti: ma la WRC ibrida?

Mentre si inseguono e si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero un’uscita del Costruttore coreano dal WRC a partire dalla fine del 2021, Hyundai Motorsport rivela la sua ultima offerta, la i20 N Rally2, che succederà alla i20 R5 dedicata ai clienti sportivi. Basata sull’ultima vettura stradale i20, la i20 N Rally2 inizierà i test alla fine di questo mese di ottobre, ovviamente prima della data di omologazione prevista per la prossima estate. L’auto è nuova in tutto tranne che nel cambio a cinque marce, che eredita dalla attuale R5.

Il team principal di Hyundai Motorsport, Andrea Adamo, ha dichiarato che ogni area della nuova vettura è un miglioramento rispetto all’originale da cui deriva, grazie al lavoro di progettazione completato dal nostro team di designer e ingegneri. L’obiettivo di Hyundai è ora quello di testare l’auto per sviluppare ulteriormente ogni aspetto dell’aerodinamica per migliorare sia le prestazioni sia l’affidabilità, ma anche guidabilità.

È stato lo stesso Adamo ad intraprendere lo sviluppo che ha portato al passaggio dalla i20 R5 alla i 20 N Rally2. La Hyundai i20 R5 è stata la prima vettura di Hyundai Motorsport Customer Racing, e la nuova i20 N Rally2 mostra quanto sono arrivati ​​lontano nei cinque anni dalla fondazione del dipartimento. La i20 N Rally2 sarà venduta ai clienti dei campionati nazionali e continentali di tutto il mondo, nonché per l’utilizzo nel WRC 3.

La Opel testa la Corsa e-Rally per il monomarca

Opel sta sviluppando una vettura da rally elettrica da utilizzare in un trofeo monomarca nazionale. Poiché nessuno ha mai organizzato una competizione rally elettrica monomarca prima d’ora, le regole e le normative corrispondenti devono essere sviluppate in parallelo con l’auto da competizione. Opel e l’ADAC, come organizzatori, stanno lavorando a stretto contatto con il Deutscher Motor Sport Bund – DMSB (Federazione Tedesca del Motor Sport) in questo processo.

La Opel Corsa-e Rally si basa sul modello di produzione. Questo rende il lavoro degli ingegneri di Opel Motorsport molto più facile. Dopo tutto, la Corsa-e soddisfa già gli elevati standard europei per l’approvazione dei veicoli omologati. Ulteriori normative specifiche per le competizioni stabilite dalla FIA e dalla DMSB servono a migliorare la sicurezza.

Nel sottoscocca di Opel Corsa-e Rally, l’acciaio ad alta resistenza protegge i 18 moduli batteria, che a loro volta sono installati in un involucro. Inoltre, la vettura è dotata di una piastra protettiva in alluminio dello spessore di cinque millimetri. Inoltre Opel Corsa-e Rally, come la sua controparte di serie, è conforme al regolamento UN ECE R100.02. Questa definisce le condizioni per l’omologazione dei veicoli per quanto riguarda i requisiti speciali per il gruppo propulsore elettrico dei veicoli stradali e delle loro batterie. Ciò comprende, ad esempio, la resistenza minima di isolamento per componenti e linee ad alta tensione nonché la protezione antincendio.

Le batterie (REESS, Rechargeable Energy Storage Systems) devono anche essere pienamente conformi a questa regola in termini di integrità meccanica, vibrazioni, shock termico, impatto meccanico, resistenza al fuoco, protezione da sovraccarico, protezione da sovrascarica, protezione da surriscaldamento e protezione da corto circuito esterno.

L’impianto antincendio richiesto è Lifeline Zero 360. Funziona con un agente estinguente con isolante elettrico, per cui il rischio di incendio in un’auto elettrica senza carburante a bordo è generalmente molto inferiore a quello di un veicolo convenzionale con motore a combustione.

Il monitoraggio permanente del sistema ad alta tensione è importante anche per il funzionamento sicuro di un’auto da rally elettrica. Guasti diversi richiedono misure diverse. In caso di guasto all’isolamento, un sofisticato sistema di sensori garantisce che i display del Master Alarm Indicator System segnali immediatamente un guasto al sistema HV, che viene gestito fino a 434 volt. Il sistema può quindi essere spento manualmente dall’interno e dall’esterno dell’abitacolo.

Cambia la Rally3 e Ford prepara il motore da 1,5 litri per la Fiesta

Cambia il regolamento della nascente classe Rally3. La FIA ha deciso di estendere la normativa per i motori Rally3 a 1,6 litri per consentire propulsori che vanno da 1000 cc a 1.600, ma logicamente con potenze uniformi attraverso la regolazione della flangia del turbo in modo che restino tutte vicine ad una potenza che si attesti intorno ai 200 cavalli.

Di questo cambio regolamentare ne ha approfittato subito M-Sport, che il mese scorso ha testato in Sardegna la Fiesta Rally3, ma con propulsore da 999 cc turbo e potenza da 210 cavalli. M-Sport Poland, infatti, ha rivelato che la nuova Ford Fiesta Rally3 cambierà il motore turbo da 1 litro con quello da 1,5 litri, decisamente più solido.

La Fiesta è la prima auto conosciuta per la nuova classe Rally3, che dovrebbe essere appena sotto il Rally2, o R5. Il motore 1,5 litri che sarà usato sarà quello stradale della Ford Fiesta ST. Una bella sorpresa, visto che ci si aspettava il motore da un litro della Fiesta Rally4. La Ford Fiesta Rally3 con motore 1.500 cc sta testando in Polonia.

Opel Corsa Rally4: finalmente l’ora dei primi test

Con la nuova Corsa Rally4, Opel apre un nuovo capitolo nella sua gloriosa storia nel motorsport. Opel Corsa Rally4 è stata progettata per i clienti rally nazionali e internazionali e segue l’ADAM R2, con la quale Opel ha vinto quattro campionati rally europei junior consecutivi tra il 2015 e il 2018. Inoltre, dalla sua omologazione nella stagione 2014, la Opel ADAM R2 ha conquistato più di 220 vittorie di classe, 530 podi e 32 titoli nei campionati nazionali. Opel Corsa Rally4 è stata sviluppata secondo i regolamenti Rally4, che sostituiscono la classe R2.

Invece del motore quattro cilindri aspirato ottimizzato per gli alti regimi dall’ADAM R2, la Opel Corsa Rally4 ha un motore benzina estremamente efficiente da 1,2 litri, tre cilindri, turbocompresso. Basato sul propulsore di serie, il motore da rally con la ECU Magneti Marelli produce un’impressionante potenza massima di 208 cv e una coppia massima di 290 Nm. La potenza viene trasmessa dal motore alle ruote anteriori tramite un differenziale a slittamento limitato regolabile a tre vie e un cambio sequenziale a cinque rapporti. La sospensione da rally con molle Eibach e ammortizzatori Öhlins è completamente regolabile.

Dopo mesi di test, Opel Motorsport e PSA Motorsport hanno effettuato nelle ultime settimane ulteriori test con la Corsa Rally4 nel sud della Francia. Nell’arco di cinque giorni, le squadre di Opel e PSA Motorsport hanno nuovamente percorso più di 1.000 chilometri su strade sterrate e asfaltate in condizioni mutevoli. I noti collaudatori Yoann Bonato e Marijan Griebel sono rimasti molto colpiti.

Opel Corsa Rally4: finalmente l'ora dei primi test
Opel Corsa Rally4: finalmente l’ora dei primi test

Il test driver di Opel Motorsport, Marijan Griebel, ha raggiunto una conclusione positiva a tutto tondo: “La Opel Corsa Rally4 è molto facile da guidare e reagisce bene ai cambiamenti di configurazione. Ho avuto subito fiducia nella vettura. Grazie al passo più lungo, la Opel Corsa è più stabile nelle curve veloci rispetto alla ADAM R2 e tuttavia molto agile. Il motore turbo è fantastico e si sente molto la potenza, soprattutto in salita.

Grazie alla maggiore coppia e alla più ampia gamma di giri disponibili, il pilota deve effettuare meno cambi marcia rispetto a una versione comparabile ma non turbo. Anche la trazione è molto buona. Complessivamente, la Opel Corsa Rally4 è una vettura da rally capace e veloce. I test drive sono stati molto produttivi e mi sono divertito molto.”

Al Ciocco debutta la Peugeot 208 Rally4 di Ucci-Ussi

“Finalmente portiamo in gara la piccola di casa Peugeot. Prima del Valtiberina abbiamo effettuato un test, la nuova 208 farà parlare di sé”. Il garfagnino Ucci, e la navigatrice Ussi, dopo l’assenza nell’appuntamento di apertura del Campionato Italiano Rally, saranno al via del secondo appuntamento stagionale in Toscana, a bordo della nuova Peugeot 208 Rally4 preparata da FPF Sport.

Nella settimana in cui si è corso al Valtiberina su terra ed il pluricampione italiano rally Paolo Andreucci ha conquistato il gradino più alto del podio, ha avuto modo di effettuare un test sulla nuova nata in casa Peugeot. Ad averlo visto in macchina, sembra che il pilota garfagnino abbia da subito trovato il giusto feeling a bordo della vettura di casa PSA.

“Dopo l’ottimo esordio stagionale su Citroen C3 R5 al Rally Città di Arezzo Colle Senesi e Valtiberina, torniamo a far strada su una tutt’avanti di casa Peugeot -ha commentato Ucci. La nuova motorizzazione turbo fa sentire la sua grinta anche ai bassi e sembra proprio divorare la strada con il suo sound inconfondibile. In casa PSA hanno fatto un ottimo lavoro e la “piccola” 208 l’ho trovata particolarmente facile da guidare”.

“Con Anna abbiamo fatto un test due settimane fa e da subito abbiamo apprezzato il grande potenziale della vettura. Ottimo l’assetto e la potenza ai bassi da vera “rally car” turbo. Diamo il via al nostro campionato con una gara di ritardo, ma siamo certi che con Anna ed il team FPF Sport non mancherà il divertimento. Già in fase di test, due settimane fa, abbiamo avuto modo di provare varie soluzioni anche con le coperture con Pirelli. Adesso -ha concluso Andreucci- non ci resta che attendere il venerdì per le ricognizioni e lo shakedown, dove affineremo il nostro set up”.

Con l’insolito numero 32 sulle fiancate, Andreucci Andreussi percorrerà i 95 chilometri di prove. Nello specifico, saranno 3 le prove speciali. Aprirà il primo dei due passaggi sulla breve de “Il Ciocco”, con i suoi 2,28 km, a seguire ci saranno tre passaggi su “Tereglio” e “Careggine”, abbreviate rispettivamente a 13,87 km e 10,69, ancora due passaggi sulla “Bagni di Lucca” con i suoi 7,14 km e, in mezzo, la Super Prova Speciale all’interno della tenuta Il Ciocco, con i suoi nervosi 1,9 km.

Ti racconto il debutto europeo della Clio Rally5 Delta Rally

L’avventura ha inizio martedì 14 luglio 2020: mentre sono in centro a Padova a fare una passeggiata con un paio di amici, mi arriva una telefonata. Leggo “Alberto Battistolli”, rispondo al volo. Dopo 3 minuti riattacco, sorrido, chiamo a casa, chiamo a lavoro, sorrido di nuovo. Tutto ciò nel giro di forse 5 minuti. Poi me ne rendo conto: correrò Lucca e Roma, a fianco di Nicola Cazzaro, sulla nuovissima Renault Clio RSR Rally5 della Delta Rally per i colori della Scuderia Palladio.

Immaginatevi di essere un ragazzo di 19 anni, che alla sua quarta gara in assoluto viene chiamato per affrontare il debutto europeo di una vettura nuovissima e che, per di più, la settimana successiva si ritroverà in una gara ERC… Roba da flebo a base di benzodiazepine. Nei giorni precedenti alla prima delle due gare, il Lucca, la gioia e la forte emozione rimangono vive, ma giustamente subentra l’ansia di sbagliare qualcosa. Cerco comunque, nel poco tempo che ho a disposizione, di preparare le due gare al meglio delle mie capacità, per poter dare il mio 100% in gara.

Tra il giovedì ed il sabato pre gara inizio a conoscere il mio nuovo pilota Nicola Cazzaro, nasce un bel feeling ed iniziamo a capirci. Domenica è il giorno della verità, e finalmente possiamo iniziare a capire come funzione la nuova Clio Rally5. Le prove speciali sono molto varie, tecniche, a tratti parecchio sporche, e con dei bei tratti in discesa. L’auto piace a Nicola, con cui si trova bene particolarmente in discesa (viene da 2 anni di Trofeo A112 Abarth, è abituato a lanciarsi in discesa, e si vede).

Nicola Cazzaro porta al debutto europeo la Renault Clio Rally5 con Nicolò Lazzarini
Nicola Cazzaro porta al debutto europeo la Renault Clio Rally5 con Nicolò Lazzarini nella foto Massimo Ponti

La guida davvero bene, ovviamente prendendoci le giuste misure e senza rischiare nulla. Il punto forte della Clio Rally5 è la coppia ai bassi regimi: il turbo le consente di essere molto reattiva fin da subito. L’assetto è molto rigido, ottimo per le strade ben messe e miste, un po’ meno per lo sconnesso. Il cambio è spettacolare: un sequenziale Sadev 5 rapporti, molto corto, ottimo per le strade italiane, soprattutto nel misto stretto.

L’auto in generale mi pare solida, sincera, un bel mezzo, sopra le aspettative per essere una (ex) R1. Personalmente, basandomi sulle auto su cui ho avuto modo di salire (dal sedile di destra), la accosterei di più ad una R2 che ad una Racing Start o R1 di vecchia generazione come le Suzuki: per il suo prezzo, contenuto rispetto ad alcune rivali, è davvero un mezzo molto valido, e soprattutto molto competitivo.

Lucca è stata un gara dove ci siamo davvero divertiti, anche se il nostro unico obiettivo era quello di cercare di capirci qualcosa in vista del Rally di Roma Capitale, prime due tappe (Gara 1 e Gara 2) del Cir R1, dunque il passo è stato comunque accorto, pensando a non strafare. Vinciamo la classe (da soli), e ci sono tutte le migliori premesse per un Roma entusiasmante.

Torno a Padova lunedì, dopo una “balla” presa alla domenica sera per festeggiare, che mi ricorderò a lungo, e subito martedì partiamo in direzione Roma. Le ricognizioni presentano già la grande novità (per me che sono un novellino) del gps tracking, col quale non si possono superare i 70 km/h di velocità massima. Oltre a questo, per me è davvero quasi tutto nuovo, ma cerco di non cadere dalle nuvole. Rispetto alle poche gare che ho fatto, il palcoscenico di Roma trasmette quell’idea di “rally di alto livello”, ti dà proprio la sensazione di essere in mezzo ai grandi del rallysmo internazionale.

La Clio Rally 5 Delta Rally in assistenza al Rally di Roma
La Clio Rally 5 Delta Rally in assistenza al Rally di Roma nella foto Massimo Ponti

Le prove speciali del sabato sono sporche, sconnesse, strette, mentre quelle della domenica risultano molto più larghe, scorrevoli, lisce, veloci. Il sabato, soprattutto a Pico, cerchiamo di non commettere errori e di evitare possibili forature. Ciò si ripercuote sui tempi, dunque concludiamo Gara 1 secondi, dietro la Suzuki ibrida di Simone Goldoni. In Gara 2 partiamo molto più aggressivi e prendiamo sin da subito un bel vantaggio, che manteniamo fino a fine gara, vincendo davanti a Goldoni ed al giovane Porta su Ford Fiesta R1. Nella classifica di CIR R1 ci ritroviamo a pari merito con Goldoni, dietro poi c’è Davide Porta.

Ringrazio di cuore Alberto Battistolli e Simone Scattolin per l’occasione d’oro riservatami, Nicola Cazzaro per essersi fidato d’un novellino come me ed avermi fatto vivere due weekend indimenticabili, la Delta Rally per l’ottima assistenza e non ultima per importanza la Scuderia Palladio.

Due esperienze fantastiche, che spero di poter rivivere prima o poi (più prima che poi, se sarà possibile), che mi hanno lasciato tanto non solo in quanto ad esperienza per il futuro, ma anche in fatto di emozioni: ho potuto parlare con alcuni di quei campioni che ho sempre visto come divinità inavvicinabili, ho scoperto la semplicità e la bontà di alcune persone del settore, ho capito il vero significato della parola fiducia, e della parola amicizia. Ho avuto l’ennesima conferma che i rally sono ciò che più mi dona emozioni, e che non voglio assolutamente smettere d’emozionarmi.

A Pratiglione il debutto piemontese della nuova Clio Rally

“Ciao, sto tornando dalla Francia, ho la nuova Clio Rally sul carrello”. Dall’altra parte del cellulare c’è Antonio Rotella, pilota, team manager e appassionatissimo sportivo che con la Scacco Matto Racing rappresenta una splendida realtà in Piemonte. E non solo. “La voglio vedere”. La risposta non poteva essere diversa. “No, adesso no, è ancora bianca come tutte le macchine da rally e devo prima sistemare le cose. Se vuoi facciamo un giro venerdì”.

E venerdì, “RS e oltre” gli piomba in officina alle 11 del mattino, al posto di trovarci nel posto indicato alle 14.30, un tratto bellissimo dello shakedown della Ronde del Canavese, a Frazione Carella, poco fuori il centro abitato di Prascorsano, nel comune di Pratiglione, due roccaforti della passione rallystica piemontese, sostenuta in prima linea da grandi appassionati che vivono dietro le quinte, come ad esempio Ale Boldini e Marco Roncaglia, solo per citarne due che in quelle zone diventano in fretta 20, 40, 60, 200…

Troppo tardi, la Clio è già blu personalizzata Scacco Matto Racing, con un grande adesivo della nostra testata in omaggio al test che pubblicheremo sul numero di settembre della rivista. Antonio Rotella sembra un bambino solo un po’ troppo cresciuto. Ha gli occhi luminosi. Non vede l’ora di fare infiammare i dischi col primo test. E poi ci sono gomme che hanno bisogno di essere consumate e strade che hanno bisogno di essere gommate. Si parte. Ma qualcuno deve pur restare in officina. Visi da funerale e occhi bassi.

“Papà, dopo pranzo apri l’officina”, prova a dire Antonio. Avete presente cosa succede a tuffarsi su un trampolino elastico? Si rimbalza. Quindi, il papà di Antonio sghignazzando sale sul furgone e va al test. Figurarsi se si perdeva questa giornata. La nuova Clio è una Rally 5, che starebbe nella vetusta classificazione nazionale tra la R1 e la R2C (ma il parametro non può essere preciso, perché è una Rally 5 in tutto il mondo).

Giornata di test e regolazioni iniziali

La nuova Clio Rally adotta il propulsore 1.3 turbo TCe (1330 cc) in una variante specifica da 180 cavalli, ma soprattutto 300 Nm con elettronica Life Racing, abbinato al cambio sequenziale cinque marce Sadev e al differenziale autobloccante ZF. L’assetto regolabile è firmato Bos Suspension e il peso a vuoto è pari a 1.080 kg. Tradotto in parole povere scatta che è una meraviglia, anche se ha solo percorso i primi chilometri e i ragazzi della Scacco Matto Racing sanno bene che bisogna lavorarci ancora.

Al fianco di Rotella, immancabile compagno di mille avventure, Alessandro Rappoldi. Il percorso è lungo circa 3,5 chilometri, sali e scendi, due tornanti, per il resto curve da terza e quarta. Il turbo la rende guidabillissima, forse è ancora un po’ morbida all’inizio, ma poi verso il trentesimo saliscendi si trova la via giusta. In fondo, si tratta di una macchina nuova che va capita e va adattata alla sensibilità di chi la guida.

La Clio Rally è vettura per i clienti sportivi Renault e per ora è solo in versione Rally 5, ma è attesa la Rally 4 da 230 cavalli. La vettura deriva dalla quinta serie del modello e ha debuttato come apripista al Rally di MonteCarlo. Poi il Covid-19 ha creato non pochi problemi. Lato pneumatici, la Clio calza gomme Michelin da 16″, che fanno da cornice a cerchioni firmati Speedline.

Si tratta, sulla carta, di uno step indietro rispetto alla Clio R3T derivata dall’ultima generazione, ma il fatto di aver operato una scelta in questo senso ha permesso agli uomini Renault di utilizzare la stessa base per ricavare le versioni Rally, Cup e RX e annunciare successivamente la Rally 4. La vettura è offerta ai team al prezzo di circa 42.000 euro, tasse escluse.

Test a Pratiglione della nuova Clio Rally

Paolo Andreucci testa la nuova Peugeot 208 Rally4

Settimana impegnativa in casa FPF Sport. Iniziata oggi con i test su asfalto per Paolo Andreucci ed Andrea Crugnola in vista del Rally del Ciocco, gli uomini di Pier Fabrizio Fabbri saranno impegnati anche in gara al Rally Città di Arezzo – Crete Senesi Valtiberina.

Proprio in questi momenti il forte pilota garfagnino è impegnato nei primi chilometri di sviluppo della nuova Peugeot 208 Rally 4, con la quale l’undici volte campione italiano prenderà parte al Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici. La nuova arma della Casa del Leone è arrivata più tardi del previsto, costringendo l’alfiere di Peugeot Sport a rinunciare al Rally di Roma Capitale.

Reduce dalla buona prestazione sulle strade romane, Andrea Crugnola sta affrontando una sessione di test al volante della Citroën C3 R5 con la quale fra due settimane sarà impegnato nel secondo appuntamento del Campionato Italiano Rally, il Rally del Ciocco e della Valle del Serchio.

“Dopo mesi di stop, con Anna torniamo ad assaporare la terra – ha commentato Paolo Andreucci-. Già in queste settimane siamo tornati sui campi di gare e siamo stati ospiti di Aci Sport nella trasmissione condotta da Camilla Ronchi, ma adesso è davvero tempo di tornare ad indossare tuta e casco e prendere il via alla prima del campionato italiano rally terra. Saremo al volante della Citroën C3 R5, vettura che ho avuto modo di saggiare a Torino, a febbraio, durante una esibizione ad Automotoracing”, ha detto Paolo Andreucci.

“Adesso su terra sarà tutta da scoprire, ma sono certo che il giusto feeling non tarderà ad arrivare. Al mio fianco Anna, che già al Ciocchetto, a dicembre scorso, aveva ripreso le vesti di navigatrice dopo un anno sabbatico – conclude Paolo Andreucci. Partiremo con il numero uno sulle fiancate, ci toccherà pulire le strade. Sarà un mese di agosto ricco di appuntamenti, questo di Arezzo sarà il primo, ma dopo una brevissima pausa torneremo sulle due ruote motrici. Per adesso – ha concluso Andreucci- concentriamoci su questo primo appuntamento, la scorsa stagione abbiamo fatto un bel campionato, peccato non essere stati al via in Sardegna”.

La Toyota GR Yaris WRC Plus e il test misterioso

Durante il terzo giorno di test in Finlandia, in vista del Rally di Estonia, c’è stata una apparizione misteriosa: ha fatto la sua comparsa la nuova Yaris WRC Plus, la versione basata sulla GR, che ha girato con Elfyn Evans e Takamoto Katsuta al volante. Nei giorni precedenti avevano testato Rovanpera e poi Ogier, ma con la normale Toyota Yaris WRC Plus, per preparare il prossimo appuntamento del WRC 2020.

Invece, nell’ultima giornata di test è ricomparsa la GR Yaris WRC Plus. Il team ha preferito non commentare, anche se i componenti di TGR si sono ritrovati sotto una raffica di domande, poiché il suo sviluppo per il 2021 è stato ufficialmente interrotto il mese scorso. Domandare è lecito, rispondere è cortesia, sia sa…

I dubbi che si ingenerano, d’altronde, sono tanti. Due su tutti: Questa nuova sessione di test per la vettura potrebbe corrispondere all’inizio dei test per il 2022? Quindi la vettura ibrida che Toyota intenderebbe schierare nel WRC 2022 potrebbe essere una evoluzione della Yaris?

Ott Tanak sulla Toyota Yaris WRC al Rally Estonia 2018

L’attuale auto da rally Toyota si basa sulla Toyota Yaris XP130 ed è la prima vettura con cui la Toyota ha gareggiato nel WRC da quando si è ritirata dal Campionato del Mondo Rally alla fine della stagione 1999 per concentrarsi sui prototipi di Le Mans e sui programmi fallimentari della Formula 1.

Entrata in fase di test di sviluppo nel marzo 2014, in anticipo rispetto al debutto nella stagione 2017, è stata curata e seguita dal quattro volte campione del mondo di piloti Tommi Makinen e dagli ingegneri di Toyota Gazoo Racing WRT . L’auto ha fatto la sua prima apparizione pubblica a maggio 2016 durante i test a Palokka-Puuppola , con Makinen e Juho Hanninen alla guida.

Toyota Gazoo Racing ha vinto il Campionato del Mondo Rally Costruttori 2018, mentre Tanak e Martin Jarveoja hanno vinto il Campionato del Mondo Rally Piloti e Copiloti 2019. Da tempo si attende l’erede della Yaris, che doveva essere la GR Yaris WRC nel 2021, o la sua evoluzione ibrida per il 2022.

Peugeot 208 Rally 4: omologazione dal 1 luglio

Sarà omologata dal 1° luglio la attesissima Peugeot 208 Rally 4: queste le informazioni ricevute dalla Francia sulla erede della 208 R2B. Lo stop dell’attività di Peugeot Sport durante il lockdown e le richieste di modifica fatte dalla FIA in sede di pre-omologazione hanno provocato un ritardo di circa tre mesi di tutto il planning di lancio della vettura, compreso il rinvio delle consegne e dell’inizio dei trofei monomarca con la nuova vettura in Francia e Spagna-Portogallo.

Per quanto riguarda l’Italia, il debutto della Peugeot 208 Rally 4 è sempre previsto al Rally di Roma, dove toccherebbe a Paolo Andreucci e Anna Andreussi portarla in gara e iniziare la corsa al titolo Tricolore 2 Ruote Motrici, esattamente come fece il garfagnino con la sua progenitrice nel 2013. Sembra invece tramontata, sempre per ritardo nelle consegne, la partecipazione al Rally del Casentino annunciata da un equipaggio francese.

Stop ai test della GR Yaris, priorità alla Toyota Hybrid Rally1

Stop ai test della GR Yaris WRC Plus per dare priorità alla Toyota Hybrid Rally1. Il sospetto è diventato certezza e ha preso forma. Toyota Gazoo Racing, per salvaguardare dalla crisi economica i propri obiettivi e portare avanti lo sviluppo della Toyota Hybrid Rally1, interrompe i test di sviluppo della GR Yaris WRC Plus che avrebbe dovuto invece debuttare già nel 2021. E pensare che poche settimane fa, Tom Flower, il papà della vettura da rally giapponese, aveva assicurato tre Yaris WRC in tre anni (ora diventano due).

La vettura aveva fatto più di un test nel corso di questo 2020, prima dell’arrivo della pandemia da nuovo coronavirus, ma i lockdown e la crisi che ne è derivata hanno letteralmente mandato in tilt i piani dei giapponesi. Toyota voleva sostituire l’attuale versione della Yaris alla fine del 2020, sostituendola con la GR Yaris, lanciata sul mercato già da qualche mese e fortemente bisognosa di una spinta pubblicitaria. Ciò nonostante, bisogna sospendere questo impegno per non mettere a rischio tutto il resto. Per completare almeno due vetture e svilupparle in meno di 24 mesi verrebbero richiesti investimenti troppo elevati.. Dunque, Stop allo sviluppo della GR Yaris WRC Plus.

La pandemia da Covid-19 ha costretto il team giapponese a rivedere tutte le priorità. La GR Yaris non correrà nel 2021, non potrebbe essere sufficientemente e quindi non sarebbe competitiva e affidabile per poter sostituire il modello attuale. La pandemia da nuovo coronavirus ha fatto desistere gli acquirenti di nuove vetture anche nello sport. A questo punto, in Toyota pensano di risparmiare qualcosa in vista degli investimenti richiesti per la nuova auto della Rally1, che verrà introdotta nel 2022.

Anche se la GR Yaris WRC non sarà più sviluppata nei prossimi mesi, i dati raccolti durante i test effettuati saranno impiegati per la preparazione della Toyota Rally1 del 2022. Il team, all’interno del quale già si parla di una riconferma di Sebastien Ogier, continuerà ad correre con l’attuale vettura anche nel 2021, che verrà regolarmente evoluta con nuovi aggiornamenti in base alle necessità sino a novembre 2021. Poi, da dicembre 2021, sarà sostituita dal nuovo modello di Toyota Hybrid Rally1 che debutterà al Rally MonteCarlo 2022.

WRC, Pirelli riprende i test di sviluppo pneumatici per le Rally1

Pirelli ha confermato che inizierà già da inizio del mese di luglio 2020 a testare pneumatici per auto da rally con specifiche Rally1 da utilizzare per il ritorno nel Campionato Mondiale Rally 2021. L’azienda italiana era stata confermata come unico fornitore di pneumatici WRC per tutte le auto Rally1 e Rally2 dal 2021 al 2024 alla fine dell’anno scorso. All’inizio del 2020, Mario Isola ha delineato l’impatto del coronavirus sul lavoro di sviluppo – ma un allentamento delle norme di blocco consente di riprendere i lavori sulle gomme che verranno montate su le vetture del Mondiale Rally già dal MonteCarlo, a gennaio 2021.

Terenzio Testoni, direttore delle attività rally di Pirelli, sull’attività dei test Pirelli sugli pneumatici per le vetture dalla futura Rally1 ha detto: “Siamo in contatto con la FIA per confermare il formato finale dei test per il 2021 ed esattamente come li faremo, ma siamo sulla buona strada per riprendere nel prima metà di luglio. Questo ci dà il tempo di cui abbiamo bisogno per preparare i nostri pneumatici WRC1, che verranno utilizzati dalle auto Rally1, precedentemente note come WRC, per il prossimo anno e raggiungere gli obiettivi di omologazione. Dovremmo essere in grado di rivelare presto altri dettagli”

Yves Matton ha spiegato: “Abbiamo ricevuto il nuovo piano test da Pirelli. Di sicuro hanno dovuto cambiare alcune cose nel loro approccio per il 2021. Ma la loro proposta si basa ancora sul programma di controllo pneumatici 2021 e con una nuova sequenza temporale per i test, sono ancora in grado di fornire le gomme per il prossimo anno per i Costruttori e per tutte le auto. Non è la prima volta che Pirelli si trova nel WRC. È la prima volta che gareggiano con questa nuova generazione di automobili, ma hanno e sanno ciò di cui hanno bisogno”.

WRC, tre diverse Toyota Yaris in tre anni: parola di Tom Fowler

Toyota e il suo direttore tecnico, Tom Fowler, sono fiduciosi nell’evoluzione della Toyota GR Yaris WRC fino al 2021. I test sono iniziati a febbraio, ma sono stati interrotti ad aprile quando la FIA ha implementato il divieto per la pandemia di Covid-19. Nonostante la mancanza di progressi per la GR Yaris, il campione Costruttori 2018 è fiducioso sul fatto che lo sviluppo della vettura stia procedendo per il verso giusto.

I test contro la Yaris WRC del 2020, l’auto attualmente in testa sia Mondiale Piloti sia a quello Costruttori, hanno dimostrato che il ritmo della vettura che sarà usata nel 2021 è esattamente dove si sperava che fosse. Anzi, dove sperava che fosse il direttore tecnico, Tom Fowler.

“Dopo alcuni lavori effettuati sulla nuova Toyota Yaris WRC, abbiamo fatto altre corse basate sulle prestazioni in Spagna durante il test Rally Guanajuato Messico a marzo”, ha detto Fowler. “Normalmente quando stiamo facendo un test come questo, con qualche sviluppo particolare, staremmo in strada il più possibile. Ma ora non è possibile”.

“Dopo il test del Messico, una volta che eravamo sicuri che la nuova Toyota Yaris WRC stesse arrivando al giusto livello, abbiamo iniziato a fare quelli che in gergo chiamiamo test “back to back” con la macchina attuale. Abbiamo avuto alcuni risultati molto positivi nel back to back. In sintesi, non è ancora al top, ma siamo molto vicini al raggiungimento di uno sviluppo complessivo ottimale”.

Un terzo telaio GR Yaris WRC è in fase di completamento presso lo stabilimento TGR in Finlandia. L’auto si basa sulla nuovissima Toyota Y quattro ruote motrici. Significa che in Toyota correranno tre diverse vetture WRC in tre anni, con l’attuale Yaris sostituita dalla GR Yaris nella prossima stagione e l’auto ibrida 2022 che arriverà un anno dopo.

Talbot Sunbeam Lotus, 9 quintali di divertimento

La Talbot Sunbeam Lotus stradale ha debuttato al Salone di Ginevra nell’aprile 1979, ma nel frattempo la Chrysler UK era stata venduta alla PSA e quando, nell’estate di quell’anno, sono iniziate le consegne, il marchio Talbot apparteneva ormai alla Peugeot che l’ha utilizzato per la Sunbeam, anche se c’è stato un periodo di transizione in cui le Serie 1 erano chiamate Talbot ma avevano lo stemma della Chrysler.

Alla fine degli anni Settanta l’industria automobilistica inglese non se la passava molto bene (per non dire di peggio) e la Chrysler UK non faceva eccezione. La Casa aveva acquisito la Rootes Group, di fatto un agglomerato di piccoli marchi famosi come Hillman e Singer, e la Sunbeam in pratica era un progetto finanziato dal governo inglese per impedire alla Chrysler di chiudere lo stabilimento di Linwood, nei pressi di Glasgow.

La Talbot Sunbeam Lotus aveva tutte le credenziali per essere un ulteriore insignificante modello inglese a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, così come la Hillman Avenger che andava a sostituire. Come detto, era un periodo in cui i Costruttori d’Oltremanica si trovavano in grande difficoltà, tanto economica quanto progettuale, e sfornavano a ripetizione vetture poco entusiasmanti. L’idea di rivolgersi alla Lotus per realizzarne una versione sportiva regalò però a questa utilitaria un posto nella storia, se non altro per avere portato la Talbot a vincere il Mondiale Rally Costruttori 1981, cinque anni prima della definitiva scomparsa del Marchio.

La Talbot Sunbeam Lotus, lanciata nel 1979, era sostanzialmente una Hillman Avenger. Con il progetto Sunbeam, infatti, Des O’Dell, capo del settore motorsport alla Chrysler, era deciso a ripercorrere i successi della Avenger nei rally lanciando il guanto di sfida alle Ford Escort. Gran parte della meccanica della Avenger venne presa e montata sulla Sunbeam ma serviva anche un buon motore. Lo prese dalla Lotus, che nel frattempo si era trovata senza un cliente quando la Jensen, a cui forniva i propulsori da 2 litri, fallì.

Viste le circostanze e considerato che il vice di O’Dell, Wynne Mitchell, era stato all’università con l’allora direttore della Lotus Mike Kimberley, venne trovato subito un accordo tra le due Case. Il motore fornito dalla Lotus era un quattro cilindri aspirato 2.2 (il type 911, molto simile al type 912 della Esprit S2 e S3). In versione stradale erogava 150 CV ma poteva essere elaborato fino a superare tranquillamente i 200 CV.

La Lotus non forniva soltanto i motori, ma era anche coinvolta nella progettazione delle sospensioni e del sistema di scarico. Il telaio veniva costruito sulla linea di produzione della Chrysler a Linwood e poi spedito alla Lotus a Ludham, per fissare i motori con doppio albero a camme (costruiti a Hethel) e il cambio ZF a cinque marce.

Il propulsore, siglato 912, rappresentava il punto di forza della vettura: si trattava del moderno 4 cilindri in linea 16 valvole in alluminio già utilizzato sulle Lotus Esprit, Eclat ed Elise, portato da 2000 a 2172 cc allungando la corsa: alimentato da due carburatori doppio corpo Dell’Orto e con cambio ZF, sviluppava di serie 150 CV nella versione di serie (poi saliti a 155 CV dal 1981), ma lo si poteva portare senza problemi a 200 CV e, nelle elaborazioni più estreme delle vetture ufficiali, a sfiorare i 250 CV. Il peso della vettura, nella versione di serie, era di 960 chili.

Nel 1981 fu il pilota francese Guy Frequelin che conquistò una vittoria, in Argentina, e con altri tre secondi posti riuscì a contendere alla Ford Escort di Ari Vatanen il titolo piloti fino all’epilogo. Grazie ai due secondi posti di Toivonen e una serie di piazzamenti, la Talbot si aggiudicò comunque il titolo Marche, davanti a Datsun, Ford, Opel, Audi e Fiat. Nel 1982 la Talbot non partecipò al mondiale, e comunque le sue chance di vittoria erano comunque fortemente compromesse dall’arrivo di due formidabili sfidanti, la Audi Quattro e la Lancia 037.

M-Sport lavora a tempo pieno sull’ibrido: test nel 2021

Mentre il WRC è in attesa di liberarsi della pandemia di Covid-19, Richard Millener conferma che il tempo libero viene utilizzato per accelerare i tempi del progetto ibrido, anche se non annuncia su quale modello di Ford si basa. Millener punta a mettere a disposizione il primo muletto di prova da guidare entro l’inizio del 2021.

Lo stesso motore di base dell’attuale Fiesta WRC, verrà abbinato a un sistema di recupero dell’energia ibrido fornito da Compact Dynamics. L’energia immagazzinata nella batteria sarà utilizzata per alimentare i nuovi veicoli che correranno Rally1 sui tratti di trasferimento e su tratti di PS indicate dagli organizzatori.

Trovare un accordo con la FIA e i Costruttori come Hyundai e Toyota sulle ultime parti del regolamento tecnico nelle ultime settimane è stato semplice, secondo Millener, che si è visto ridurre temporaneamente il numero di colleghi nella sede centrale del 98%.

“I tempi di inattività imprevisti causati dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia mondiale da coronavirus hanno consentito ai nostri progettisti di progredire bene con la ricerca e il design iniziali della vettura”, ha affermato Millener.

“Stiamo facendo buoni progressi, ma ci sono alcune nuove sfide non facili da affrontare, come l’attuale poca forza lavoro. La maggior parte delle persone coinvolte nell’attuale sviluppo della vettura 2022 non viaggia, come invece accadrebbe in un periodo normale, e questo ha reso più facile concentrarsi sul compito da svolgere”.

Xpander AP4, il primo minivan da rally by Mitsubishi

Strano mondo quello delle corse. Universo con enormi capacità di riservare sempre sorprese, che il più delle volte, come in questo caso, arrivano dai team e dai preparatori, sempre pronti ad adattarsi a nuovi formati. Ed è così, che si trasforma in vettura da rally un’auto insospettabile: Mitsubishi Xpander AP4, il primo minivan da rally by Mitsubishi.

Negli ultimi anni abbiamo visto numerosi esercizi stilistici e tanti progetti. Non ci si aspettava proprio che alcuni regolamenti “aprissero” a vetture come AP4, molto insolite nei rally. Però, adesso, Mitsubishi ha fatto un ulteriore passo avanti con il suo Xpander AP4 da rally.

Mitsubishi Indonesia e il pilota Rifat Sungkar hanno deciso di portare la Xpander AP4 nei rally, visto che in alcuni mercati i minivan sono classificati come SUV, e l’azienda affiliata Three Diamond conferma che questo progetto sta alla base della costruzione del primo monovolume da rally.

La Mitsubishi Xpander AP4 in conformazione rally su asfalto
La Mitsubishi Xpander AP4 in conformazione rally su asfalto

La Mitsubishi Xpander AP4 doveva correre nei rally 2019

Anche se a noi europei e ai puristi dei rally questo disegno potrebbe sembrare più uno sfogo di un designer un po’ fuori di testa, la realtà ci racconta che il passaggio dalla carta alla lamiera è stato piuttosto veloce. Il sogno di Rifat Sungkar è già diventato realtà. La Mitsubishi Xpander AP4 da rally esiste ed è pronta a correre appena si potrà ripartire. Tutto dipenderà dalle restrizioni che saranno adottate a causa dell’epidemia da nuovo coronavirus.

“Dalla prima volta che ho provato la Xpander ad Okazaki, in Giappone, ho capito che c’era qualcosa di diverso in questa macchina. Me ne sono innamorato. Nonostante sia una monovolume, questa Xpander ha una maneggevolezza simile a quella della Mitsubishi Evolution X. Gli ho persino chiesto i dettagli all’ingegnere Mitsubishi in Giappone. È stata una conversazione piuttosto lunga. La cosa più sorprendente è stata quella di scoprire che la distribuzione del peso di Xpander era 49,9-50,1”, spiega il pilota Rifat Sungkar.

Rifat, sei volte campione nazionale rally in Indonesia, ha testato la Xpander di serie in Giappone ed è rimasto così soddisfatto che ha iniziato a farne un’auto da rally. In molti lo hanno deriso e preso in giro, oltre che sconsigliato, visto che l’idea appare un po’ oltre il limite. Eppure nei rally abbiamo visto correre anche le Rolls Royce e noi siamo vicini alla filosofia che vuole si possa correre con tutto e non solo con costosissime auto per fighettini.

Sulla vettura da gara la distribuzione del peso è ora 55-45 che non è neanche tanto lontana da quella originale, nonostante le dimensioni dell’auto siano decisamente ingombranti. Il dubbio più grande è l’evidente “effetto di rimbalzo” che la a causa delle sospensioni e un sacco di intonazione a causa dell’altissimo baricentro e della bilancia portata avanti.

Renault Clio: produzione Rally5 ferma, si pensa alla Rally4

Renault Sport Racing, nonostante il coronavirus, è soddisfatta delle prestazioni della Renault Clio Rally5 e ora sta lavorando su una Rally4. In Francia, nella divisione clienti sportivi Renault, alcuni ingegneri stanno lavorando sulla Clio Rally4 con standard elevati: “Stiamo cercando la top ten del Campionato Francese e degli altri campionati nazionali. La Rally4 sarà un’auto da corsa che richiederà esperienza e capacità di guida” , ha affermato Benoit Noger , direttore commerciale di Renault Sport Racing.

Sulla nuova Clio Rally4 vige il massimo riserbo. Quasi nessun dettaglio è noto, mentre invece la Rally5 è omologata da marzo e ha fatto il suo debutto in condizioni molto difficili al Rally del Messico, terza prova del Mondiale Rally regolarmente disputata, fornita con motore 1.3 TCe montato.

Con la partecipazione di cinque auto, dopo aver realizzato una vettura 0 al Rally di MonteCarlo, Renault Sport ha inviato tecnici in Messico per partecipare alla gara (in piena pandemia da coronavirus). Era un test duro, con condizioni climatiche rigide, temperature superiori a 35 gradi e prove speciali a 2800 metri di altezza sul livello del mare.

Sulla terra messicana, il principale rivale della nuova Clio Rally5 è stata la Ford Fiesta R2. “Il nostro desiderio era quello di mostrare la sua potenza contro la prima generazione R2” , ha spiegato Benoit Noger. “In termini di prestazioni, i piloti della Clio Rally5 sono stati sempre più veloci delle altre due ruote motrici”.

Nonostante il ritiro di quattro vetture su cinque, l’auto di Rejón Gerardo è arrivata in fondo come unica superstite della gara e ha vinto la classe, unica classificata. Il leader francese ha affermato che “i risultati sono quelli che ci aspettavamo” e ha sottolineato che l’argentino Martin Suriani è stato “due secondi a chilometro più veloce delle altre due ruote motrici, ma un incidente in trasferimento ha posto fine alla sua gara”.

A causa dell’emergenza epidemiologica da nuovo coronavirus e al conseguente blocco delle competizioni su strada e in circuito, Renault Sport Racing ha interrotto la produzione di Clio Rally5, Cup e RX e ha iniziato a lavorare sulla Rally4, in attesa di poter riprendere la produzione di una vettura già fatta e finita che ha molte richieste. Per la Rally5, infatti, ci sono ordini da Francia, Spagna e Italia.

Prima le sospensioni, poi altre novità: ecco la Polo R5 Evo

Volkswagen Motorsport ha annunciato di lavorare ad un’evoluzione della Polo GTI R5, sulla base delle esperienze comunicate dai principali team clienti. Il 272 cavalli a quattro ruote motrici è utilizzato in una vasta gamma di rally in tutto il mondo e i risultati ragionati di queste gare sono confluiti direttamente nel processo di aggiornamento, ottimizzazione ed evoluzione della vettura.

La nuova Polo GTI R5 Evo riceverà in primavera modifiche importanti alle sospensioni, mentre i nuovi componenti per migliorare ulteriormente la vettura saranno sviluppati nel corso dell’anno. Quindi, per la stagione 2021 si dovrebbe vedere una vettura più “matura”, dalle performance decisamente più elevate.

“La storia dei successi della Polo GTI R5 è schiacciante. Nelle mani dei clienti aveva già sostenuto più di 75 vittorie e 125 podi entro la fine del 2019”, vanta il direttore di Volkswagen Motorsport, Sven Smeets. “Non è solo il successo dei nostri clienti che è importante per noi, ma anche la loro esperienza nelle più disparate condizioni, su asfalto, terra, ghiaccio e neve. I nostri ingegneri utilizzano i loro feedback per apportare miglioramenti dettagliati al Polo GTI R5. Il nostro obiettivo è quello di garantire che la Polo GTI R5 Evo rimanga un’auto da corsa di successo”.

Mentre i nuovi componenti del telaio sono già in uso sulle vetture di tutti i clienti, un più ampio pacchetto di miglioramenti sarà sviluppato nel corso dell’anno e omologato per l’utilizzo nelle competizioni tra cui Mondiale Rally, Campionato Europeo e campionati nazionali. Volkswagen sta intensificando la produzione per soddisfare la domanda: il 20 per cento in più di Polo GTI R5 di quanto inizialmente previsto sarà costruito nel 2020.

“Come è noto, se non si va avanti, si va indietro nel mondo dei motori”, ha dichiarato François-Xavier Demaison, direttore tecnico di Volkswagen Motorsport. “Come tale, è estremamente importante per essere costantemente al lavoro su idee e soluzioni per migliorare le prestazioni e la durata. Grazie alle valutazioni complete che riceviamo dai nostri clienti, abbiamo iniziato a lavorare sugli aggiornamenti per la Polo GTI R5 dallo scorso anno.”

Per rendere possibile tutto ciò, sono stati raccolti e analizzati innumerevoli quantità di feedback ricevuti da team e piloti attualmente in attività con la Polo GTI R5, dal Circolo Polare Artico all’Africa, dal Nord al Sud America fino all’Europa.

Omologazione nazionale per le auto da rally N5

Nella Giunta Sportiva, tenutasi presso la sede centrale a Roma nella giornata di ieri è stata approvata la regolamentazione tecnico sportiva delle vetture N5 che sono quindi ufficialmente ammesse nei rally a partire già dalla stagione agonistica 2020.

Gli obiettivi prefissati per l’inserimento della suddetta nuova categoria sono: la sostituzione autovetture Gruppo N con veicoli di moderna concezione con i medesimi costi di acquisto ed esercizio; la creazione di una categoria intermedia da collocarsi tra la categoria R2 e quella R5. Infine, si propone come un’offerta formativa rivolta soprattutto ai giovani piloti.

Le vetture N5 sono vetture 4 ruote motrici, 1.6 turbo con cambio sequenziale, prodotte da un costruttore spagnolo che monta appositi kit su telai di auto di serie, avente due, tre o quattro porte, di qualsiasi costruttore automobilistico purché originariamente di 4 posti e con le dimensioni FIA per il Gruppo A.

Le N5 presentano una meccanica comune: motore 1.6 turbo, cambio sequenziale, unica trasmissione ecc. Hanno tutte stessa larghezza e sono volutamente molto simili esteticamente alle attuali R5. Il Kit è stato già approvato dalla Federazione spagnola e finlandese ed ha soddisfatto tutte le norme relative alla sicurezza.

Le WRC Plus nei test della Scuola Federale con Piero Longhi

Prosegue il lavoro della Scuola Federale ACI Sport “Michele Alboreto”, anche per quanto riguarda i test di passaggio licenza ed abilitazione per la guida delle vetture da rally. In particolare, la giornata di lunedì 3 febbraio scorso ha visto protagonista la Ford Fiesta WRC Plus presso il Circuito di Castelletto di Branduzzo, proprio in occasione di un test di abilitazione alla guida delle vetture di categoria WRC Plus.

La performante auto dell’ovale blu, acquistata nuova in M-Sport, è stata messa a disposizione per una sessione di test sotto la supervisione dell’istruttore della Scuola Federale Piero Longhi. Oltre alla World Rally Car, sono state utilizzate anche una Skoda Fabia R5 e una Renault Clio R3 con le quali diversi piloti hanno sostenuto le sessioni per il passaggio e l’abilitazione.

Miele Racing: in arrivo Fabia R5 Evo e 208 Rally4

In casa Miele Racing si scaldano i motori in vista della stagione 2020 pronti ad affrontare i palcoscenici nazionali ed esteri con le proprie vetture. L’anno inizia con una new entry nella sede piemontese di Chiusa Pesio. Ad affiancare le due Fabia R5, nel mese di febbraio è in arrivo l’ultima versione del modello della casa Ceca, la nuova Skoda Fabia Evo sempre in allestimento R5.

Omologata a luglio dello scorso anno, rispetto alla versione precedente presenta alcuni accorgimenti estetici anteriori al fine di favorire l’aerodinamica. Ma è il motore che ha avuto modifiche sostanziali generando maggiore potenza e migliore guidabilità.

“L’idea di proseguire con il marchio Skoda – commenta Riccardo Miele – è stata supportata dalla potenzialità di questa vettura e dall’affidabilità che ha dimostrato in gara. Altro punto a favore fondamentale è l’ottimo supporto fornito dalla casa madre. Un insieme di fattori che ci ha portato a continuare a lavorare con questa casa automobilistica ritenendola una valida soluzione per soddisfare i clienti sportivi sempre più esigenti nel noleggio. “

Altro appuntamento importante per il preparatore piemontese sarà in estate con l’arrivo della nuova Peugeot 208 Rally 4, vettura che andrà a sostituire il medesimo modello della categoria R2. Basata sulla nuova versione stradale della casa del leone, è dotata di un motore turbo 1.2 litri a tre cilindri che utilizza la più recente tecnologia Puretech in grado di erogare oltre 200 cavalli.

La 208 Rally 4 andrà ad incrementare l’importante parco auto delle vetture destinate al noleggio clienti andando ad affiancare le tre Peugeot 208 in allestimento R2. La stagione del Team inizierà con la Ronde Val Merula in programma in data 8/9 febbraio con alcune vetture impegnate nella gara savonese.

Renault Sport toglie il velo alla nuova Clio rally

È stata presentata a Milano da Josep Ferrer (Renault Sport Racing), Luigi Schifani (motorsport Renault Italia), Francesco Fontana Giusti (direttore comunicazione e immagine di Renault Italia) e Andrea Ialongo la nuova Clio Rally5 – in pratica l’equivalente delle attuali R1 nella nuova classificazione FIA – la vettura che nelle intenzioni della Casa rilancerà il marchio nelle competizioni clienti grazie ai principi del progetto: accessibilità e versatilità.

La nuova vettura infatti potrà essere usata sia nei rally che nei rallycross e in circuito sfruttando degli economici kit di trasformazione, oltre ad avere prezzi d’acquisto accessibili e un piano di sviluppo che partendo dalla Rally5 attuale (che è e resterà la versione destinata ai trofei Renault) ne prevede per il 2021 una evoluzione Rally4 e addirittura la possibilità che in seguito (2022 o 2023) diventi una Rally3 a 4 ruote motrici, ideale erede delle 4×4 Gr.N a lungo di grande successo grazie alle varie Lancer e Impreza.

Grazie ad un anno di attività di sviluppo, in cui il focus è stato su affidabilità, performance e riduzione dei costi, la nuova Clio da gara proporrà una grande versatilità. Nonostante la base di componenti condivisa, Clio Cup, Clio Rally e Clio RX saranno tre auto da corsa specificatamente progettate per le rispettive specialità.

La nuova Renault Clio Rally

La nuova Clio Rally5 in versione rally asfalto si può acquistare pronta corse a 42.000 € + IVA (con un sovrapprezzo se già targata), mentre in versione terra costa circa 2.000 € in più. La versione base più economica è quella Rallycross (36.900 €) mentre quella pista costa 37.900 €. Molto contenuto il costo di esercizio al km: si parla di 13-15 €.

Nello specifico quella destinata ai rally è equipaggiata con un motore 1.330 cm3 quattro cilindri turbo che eroga 180 cavalli a 6500 giri/min (dai 130 della versione di serie) e una coppia massima di 300 Nm. Dotato di elettronica Life Racing e sistema di registrazione dati, il motore per l’utilizzo nei trofei viene fornito piombato e con una periodicità di revisione pari a 4000 km di prove speciali. La preparazione della vettura vede inoltre un cambio sequenziale Sadev ST82 a cinque marce più retromarcia e un differenziale autobloccante ZF. Gli ammortizzatori non regolabili sono Bos Suspension. Il peso a vuoto imposto dal regolamento è di 1080 Kg.

Il Trofeo Clio italiano per il nuovo modello partirà nel mese di giugno (possibile un calendario di sole gare su asfalto scelte fra quelle del CIR e del CIWRC) e Renault Sport Racing ha previsto un lotto iniziale di 10 esemplari destinati all’Italia. Entusiastica la risposta a poco più di un mese dall’apertura degli ordini: oltre 120 esemplari già ordinati fra tutte e tre le versioni, di cui 50 in versione rally.

La vettura, che verrà omologata a gennaio o più probabilmente a marzo, farà il suo debutto come apripista al Rally di Montecarlo.

Prosegue veloce lo sviluppo della Opel Corsa-e Rally

L’ampio programma di sviluppo della Opel Corsa-e Rally per la ADAC Opel e-Rally Cup procede a tutta velocità. Due esemplari dell’auto rally elettrica a batteria stanno affrontando i test di durata presso il Centro Prove di Dudenhofen.

“Abbiamo due obiettivi con la Opel Corsa-e Rally” ha dichiarato Jorg Schrott, Opel Motorsport Director. “In questa prima fase, le due auto macinano chilometri su chilometri per ottenere la massima quantità di dati. Non esiste alcuna esperienza di auto rally elettriche a cui rifarsi, per cui inizialmente abbiamo dovuto affidarci a calcoli e simulazioni, che vengono gradualmente sostituiti dai dati reali. Ci stiamo concentrando inoltre sui carichi e sulla gestione della temperatura della batteria nelle condizioni tipiche delle prove rally e dobbiamo adattare il software. Ho il piacere di comunicare che il programma procede senza intoppi”.

Gli ingegneri di Opel Motorsport si dedicheranno alla velocità dell’auto elettrica da 100 kW (136 CV) nella seconda fase dello sviluppo. “In un’auto di un campionato monomarca è importante che le prestazioni restino costanti e che siano raggiungibili in qualunque situazione. Bisogna garantire le stesse opportunità a tutti i partecipanti”, ha spiegato Jörg Schrott.

“Abbiamo deciso inoltre che la Opel Corsa-e Rally deve eguagliare e superare, i già elevati standard del precedente modello a benzina, la Opel Adam Cup. Anche in questo caso siamo sulla strada giusta. La potenza è pressoché identica, ma i 260 Nm di coppia sono di gran lunga superiori rispetto a quelli della Adam Cup. Il baricentro è basso, grazie alla batteria montata sotto il pianale, e anche la distribuzione dei pesi è eccellente, il che è estremamente importante per una vettura da competizione, che deve essere particolarmente agile. Adesso dobbiamo trovare l’assetto più equilibrato del telaio, per cui a gennaio inizieremo a simulare alcune vere prove speciali”.

Dopo aver completato lo sviluppo della Opel Corsa-e Rally, si procederà alla costruzione di una vettura che servirà da modello per le auto destinate alla clientela. Si prevede di costruire circa 20 esemplari per la stagione 2020/21, dei quali un massimo di 15 saranno consegnati ai team clienti in estate, in tempo per il primo evento di prova di luglio.

La Opel Corsa-e Rally monta la stessa batteria dell’auto di serie. La capacità della batteria è di 50 kWh e permette di raggiungere un’autonomia di 337 km nel ciclo WLTP. Per ottimizzare l’autonomia per le prove rally, sono previste tre modalità di guida: in “modalità competizione”, la massima potenza e la coppia massima sono disponibili. Le auto elettriche vantano una coppia particolarmente elevata, per cui la “modalità pioggia” offre una curva della coppia adatta alle superfici scivolose. Nei trasferimenti tra una prova e l’altra e per raggiungere l’assistenza le squadre utilizzeranno la “modalità eco” orientata al risparmio di energia.

Anno eccezionale di Skoda Motorsport nei rally

Skoda Motorsport ha avuto un anno eccezionale vincendo tutti i principali titoli in cui è stata coinvolta. Alla festa annuale, Ricardo Teodósio e José Teixeira non mancavano. E per quanto riguarda le notizie per il 2020, hanno annunciato che replicheranno cercando di fare ancora meglio.

Sono passati 118 anni da quando le vetture Skoda Motorsport hanno iniziato a correre e quest’anno, il 2019 è stato il più vincente di tutti: poco più di 320 clienti con la R5. Nella filosofia di Michal Hrabnek anche i suoi allievi intendono continuare a scrivere questa storia e offrire ai clienti il miglior supporto possibile.

Uno di questi migliori clienti adesso è il duo Ricardo Teodósio e José Teixeira che erano sul palco della presentazione di Praga per ricevere gli allori per il meritato trofeo. Tutti i campioni sono saliti sul palco, iniziando con i vincitori del WRC 2 Pro Kalle Rovanpera e Jonne Halttunen, i vincitori del WRC 2 Pierre-Louis Loubet e Vincent Landais, il campione europeo di rally Chris Ingram e Ross Whittock tra i tanti altri.

C’è stato anche il momento dell’addio per Kalle Rovanpera, come dice la Skoda University. Per il giovane finlandese che si trasferisce alla Toyota alla fine dell’anno – e ha debitamente testato la Yaris WRC – “è il momento di dire addio, è stato un piacere in questi due anni. Due grandi anni. Un grande grazie alla squadra”. Hrabnek ha detto: “Spero che tu rimanga campione anche in futuro”. Con la Skoda, Rovanpera è stato il campione più giovane nella storia dei rally.

Skoda ha vinto il titolo di pilota WRC 2 Pro e WRC 2 nel World Rally Championship, il titolo del produttore WRC 2 Pro, il WRC 2 per i team privati è andato al team clienti Skoda di Pierre Louis Loubet e Vincent Landais. Per Michal Hrabnek: “Vincere tutti i titoli delle categorie WRC 2 Pro e WRC 2 per i team privati è un premio meritato per l’intero team”.

“Una lunga stagione si è conclusa con successo per Skoda Motorsport. Finalmente posso dire: missione compiuta – ha aggiunto Hrabnek -. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati per il 2019. Abbiamo portato con successo sul mercato la nuova Skoda Fabia R5 Evo, Kalle e Jonne hanno conquistato il titolo di pilota WRC 2 Pro e, inoltre, si sono assicurati entrambi i punti necessari per vincere il WRC 2 Pro Manufacturing Championship”.

“Questo successo è stato possibile solo grazie al forte impegno e dedizione del team, al supporto del nostro consiglio di amministrazione, dei nostri ingegneri, meccanici e di tutti i dipendenti Skoda che ci hanno supportato, rendendo il motorsport una buona parte del DNA di Skoda”.

La Peugeot 208 Rally 4 senza veli: 1,2 litri turbo PureTech

Si chiama Peugeot 208 Rally 4 (e non R2C come avrebbe dovuto essere) in conformità con le nuove denominazioni di categoria introdotte dalla FIA, ha un motore 1.2 turbo a tre cilindri con elettronica Magneti Marelli e cambio sequenziale Sadev. Promette di rinverdire i trionfi della attuale 208 R2B (venduta in oltre 450 esemplari) ma per averla bisognerà attendere qualche mese.

Infatti pur debuttando nel Rally di Madrid del prossimo weekend nelle mani del campione europeo junior 2RM, lo spagnolo Efren Llarena, la vettura verrà omologata solo al termine del primo trimestre 2020. I pre-ordini della nuova Peugeot 208 Rally 4 saranno aperti dall’inizio di gennaio 2020 presso il servizio commerciale di Peugeot Sport e la vettura sarà in vendita al prezzo di 66.000 € IVA esclusa.

La neonata, a differenza della precedente, verrà proposta solo montata e non più in alternativa come kit di allestimento. Il primo lotto di esemplari prodotti sarà destinato in via prioritaria ai partecipanti alla Coppa 208 Rally Cup di Francia e Spagna (che coinvolge anche il Portogallo). Quindi in Italia, a parte l’esemplare per il team ufficiale di Peugeot Italia, le prime 208 Rally 4 difficilmente si vedranno prima della seconda metà inoltrata della stagione.

La nuova Peugeot 208 Rally 4

Per questo motivo con ogni probabilità il monomarca 208 Rally Cup Top e le altre serie del Peugeot Competition 2020 italiano non interesseranno la nuova arrivata, la cui introduzione verrebbe rimandata al 2021. La nuova arrivata è stata battezzata Rally 4 in conformità con la razionalizzazione da parte della FIA delle le proprie categorie, che in alcuni casi ha portato ad accorpare più classi precedenti e che agevolerà la progressiva introduzione di nuovi generi per ora non normati come ibride ed elettriche.

Ora le categorie – con RC che sta per Rally Classe – vanno da RC1 (le WRC) a RC5 (in pratica le “precedenti” R1 con qualche libertà tecnica in più). In particolare le RC4 contemplano le tutte R2 precedenti – che erano divise a seconda di cilindrata e anno di omologazione.

Opel Corsa-e Rally presentata: ora inizia lo sviluppo

Lo sviluppo della Opel Corsa-e Rally è iniziato come da programma. La nuova auto da corsa elettrica equipaggiata con una batteria da 50 kWh sta affrontando i numerosi test di durata e di rendimento presso il Centro Prove di Dudenhofen. L’obiettivo è far rispettare alla Corsa-e Rally da 136 CV con 260 Nm di coppia i rigorosi standard della ADAC Opel e-Rally Cup.

Il debutto del primo campionato rally monomarca al mondo riservato alle auto elettriche è previsto per la fine dell’estate 2020. La prima stagione del campionato comprenderà almeno otto eventi e si estenderà fino al 2021, prevalentemente nell’ambito del Campionato Tedesco Rally (DRM). L’annuncio del calendario definitivo è pianificato per il Salone di Essen (30 novembre – 8 dicembre 2019).

La Opel Corsa-e Rally sarà presentata ai concorrenti e ai rappresentanti dei media il 18-19 ottobre durante la prova conclusiva del DRM 2019, l’ADAC 3-Städte Rallye nella regione di Freyung nella Bassa Baviera. La presentazione della ADAC Opel e-Rally Cup e della campagna promozionale congiunta di Opel e ADAC è prevista per venerdì alle 13.00 per i team e alle 14.00 per i rappresentanti dei media.

L’auto elettrica da corsa sarà esposta nel parco assistenza di Freyung nelle due giornate di gara. Jörg Schrott, Opel Motorsport Director, sarà presente per rispondere a eventuali domande di potenziali interessati e giornalisti.

“Fino a oggi il mondo del rally tedesco ha potuto leggere articoli sulla Opel Corsa-e Rally e ammirare il veicolo per la prima volta in occasione dell’anteprima mondiale ufficiale che si è tenuta al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte – adesso abbiamo il piacere di presentare l’auto ai team rally durante il finale di stagione del DRM. Alcuni potenziali partecipanti, alcuni addirittura dall’estero, verranno all’ADAC 3-Städte Rallye appositamente per vedere il veicolo e per avere ulteriori notizie sul nostro futuro progetto. Non vediamo l’ora di entrare in contatto con i team per un proficuo scambio di opinioni ”, ha dichiarato Jörg Schrott.

La nuova Alpine Renault A110 Rally ritrova il suo passato

Dall’annuncio effettuato lo scorso maggio, l’Alpine A110 Rally suscita la curiosità e l’entusiasmo dei concorrenti, degli appassionati e degli osservatori del mondo dello sport automobilistico. Progettata e messa a punto da Signatech in base alle indicazioni generali di Alpine, la versione rally dell’Alpine A110 riprende il telaio in alluminio leggero e agile delle Alpine A110 GT4 e Cup, derivato dal modello di serie.

Il telaio è stato oggetto di ulteriori modifiche per rispondere a tutte le specificità delle sue future applicazioni. Tra queste, si annovera l’introduzione di sospensioni a tre vie con finecorsa idraulici, di un nuovo impianto frenante Brembo e di dispositivi di sicurezza tipici della disciplina come la roll-bar integrale omologata FIA e i sedili sportivi con cintura a sei punti.

Associato alla trasmissione sequenziale a sei rapporti (più retromarcia) e al differenziale a slittamento limitato, il motore 4 cilindri turbo da 1,8 litri proveniente dai modelli di serie è stato a sua volta soggetto a un trattamento apposito per renderlo adatto ai rally. Oltre all’intervento sulla curva della coppia, anche la potenza è stata portata a più di 300 CV.

Dopo una fase di burn-in sul circuito di Lurcy-Lévis, l’Alpine A110 Rally ha cominciato il suo intenso programma di sviluppo in particolare con Emmanuel Guigou, più volte Campione di Francia su due ruote motrici, e Laurent Pellier, Campione di Francia Junior nel 2015.

Sono loro che effettueranno la maggior parte dei test di messa a punto per provare l’affidabilità del modello e stabilire i settaggi di base. Anche altri piloti daranno un contributo per rendere l’Alpine 110 Rally quanto più possibile versatile, facile da guidare e accessibile affinché tutti – professionisti, gentleman driver e giovani promettenti – possano sfruttare tutto il suo potenziale con efficacia e piacere.

Nel frattempo, Signatech e Alpine lavorano per ottenere l’omologazione FIA R-GT, il cui processo è tuttora in corso con la collaborazione della Federazione Francese dello Sport Automobilistico. Il processo, che giungerà a termine nelle prossime settimane, aprirà la strada alla commercializzazione e successivamente alla consegna delle prime unità dell’Alpine A110 Rally a inizio 2020, la data programmata per il suo esordio nel mondo delle gare.

Lo scorso weekend l’Alpine A110 Rally è stata esposta al pubblico a Morzine, al centro del parco assistenza del Rally Mont-Blanc Morzine, sede della sesta tappa del Campionato di Francia FFSA Rally.

Scheda tecnica

  • Motore turbo da 1,8 litri; più di 300 CV DIN
  • Trasmissione sequenziale 6 rapporti / differenziale a slittamento limitato
  • Roll-bar integrale omologata FIA
  • Sedili sportivi Sabelt + cintura a 6 punti
  • Impianto frenante Brembo
  • ABS Bosch Motorsports
  • Volante con paddle + display integrati
  • Dispositivo antislittamento configurabile
  • Serbatoio 65 litri omologato FIA FT3

Delta S4 numero 202 di Henri Toivonen all’asta il 24 ottobre

Il 24 ottobre a Londra, la casa di aste inglese RM Sotheby’s consentirà al migliore offerente di portarsi in garage un esemplare della Lancia Delta S4 originale. Si tratta di uno dei soli due modelli che Lancia riuscì a completare in tempo per partecipare all’ultima gara mondiale di rally nel 1985. Questa vettura sostituì la Lancia 037 e riuscì a vincere con alla guida il pilota Henri Toivonen.

Il numero di telaio del modello battuto all’asta a fine ottobre è il 202, proprio quello con cui il pilota finlandese vinse assieme al suo navigatore Neil Wilson. L’anno dopo, la stessa Lancia Delta S4 venne usata da Henri Toivonen e da Markku Alen come vettura da ricognizione in diverse prove del Campionato del Mondo Rally.

La Lancia Delta S4 numero 202, nella sua ormai lunga storia, fu acquistata da diversi collezionisti nel corso degli anni, in varie parti del mondo. Passò, anzi ripassò anche da Torino. Questo esemplare ha preso parte anche al Rallylegend a San Marino e al Group B Rallylegend in Austria. È stata anche guidata da Harry Toivonen, fratello minore di Henri, durante uno show organizzato in occasione del Rally di Finlandia del 2016 in ricordo del fratello scomparso 30 anni prima.

La S4 utilizzava anche un ingegnoso sistema di “twin chargin”, in base al quale un compressore funzionava in sequenza con un turbocompressore per ridurre il turbo lag e migliorare la guidabilità, mentre la potenza del prodigiosamente potente motore da 550 CV veniva trasmessa sulla strada tramite un sofisticato motore e altrettanto sofisticata di trazione integrale.

Furono costruite circa 28 Delta S4 Gruppo B, di cui la maggior parte è stata usata dalla Squadra Lancia Martini della Casa e le altre sono state usate dal team semiufficiale Jolly Club e dall’altro team satellite Grifone. Inoltre, sono state costruite 200 versioni stradali per ottenere l’omologazione necessaria a correre in Gruppo B.

Articolo tratto da Storiedirally.it

Opel Corsa-e Rally: come sarà l’auto del futuro

Da domani (giovedì 12) e sino al 22 settembre la si potrà vedere e toccare al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte: è la prima auto elettrica da rally al mondo, è la Opel Corsa-e Rally. Per lei è già tracciato un futuro agonistico in collaborazione con l’ADAC (cioè l’ACI di Germania): dall’estate 2020 infatti partirà l’ADAC Opel e-Rally Cup che prevede almeno 10 rally – per lo più del campionato tedesco ma non solo – fra il 2020 e il 2021.

La Opel Corsa-e Rally (accreditata di 136CV e di 260Nm di coppia sin da fermo, e di una autonomia sufficiente per 60 km di prove speciali) è stata sviluppata a Rüsselsheim ed è previsto venga allestita in 15 esemplari per la ADAC Opel e-Rally Cup 2020/2021 e verrà venduta ad un prezzo significativamente inferiore ai 50.000 euro ai clienti di Opel Motorsport.

Con questo nuovo campionato proseguirà la partnership di successo tra Opel e ADAC con l’ADAC Opel Rallye Cup, che negli ultimi anni ha garantito ai vincitori il passaggio è nell’ADAC Opel Rallye Junior team nel campionato europeo al volante della Opel Adam R2, vettura vincitrice del titolo europeo junior per quattro stagioni consecutive (dal 2015 al 2018). Adesso la nuova Opel Corsa – di cui è prevista anche la versione R2 a motore endotermico sovralimentato, sostituirà del tutto la Adam nei rally.

L’ambizioso e innovativo progetto prevede inoltre una piramide di sostegno per i giovani piloti, con al primo livello una nuova edizione della ADAC Opel Rallye Academy, creata nel 2016 e proseguita con grande successo. All’epoca furono più di 1.000 i giovani interessati a questo originale “casting per il rally”, che ha permesso ai partecipanti di maggior talento di entrare direttamente nell’ADAC Opel Rallye Cup. Quest’idea, che ha riscosso un notevole successo, proseguirà e sarà ampliata fino a raggiungere i massimi livelli internazionali.

Dopo aver superato l’accademia e l’ADAC Opel e-Rally Cup, i migliori giovani piloti passeranno all’Campionato Europeo Rally Junior con la nuova Opel Corsa R2. Infine, grazie all’integrazione di Opel nel Gruppo PSA, i talenti migliori potrebbero avere la possibilità – attraverso le R5 e WRC dei marchi Peugeot e Citroen – di salire ai massimi livelli delle competizioni rallystiche internazionali.

Il posteriore della Opel Corsa e-Rally retro
Il posteriore della Opel Corsa e-Rally retro

“Tradizionalmente Opel è molto legata al mondo del rally”, ha dichiarato Michael Lohscheller, CEO Opel. “Possiamo guardare con orgoglio ai nostri numerosi successi del passato, tra cui sette campionati europei e il mondiale rally del 1982 con Walter Röhrl e Christian Geistdörfer sulla Opel Ascona 400. Adesso procediamo con la trazione elettrica e gli appassionati resteranno sorpresi dalle prestazioni della nostra auto rally nella e-cup”.

Opel Corsa ibrida Rally: Scheda tecnica

Motore elettrico: Sincrono
Potenza: 100 kW (136 CV)
Coppia: 260 Nm
Batteria: Agli ioni di litio, 50 kWh
Trasmissione: Trazione anteriore con differenziale Torsen
Sospensione: Sospensione rally
Montante anteriore McPherson con supporti uniball
Cerchi: 7 x 17; ET20
Sterzo: Servosterzo elettrico
Freni: Pinze dei freni a 4 pistoncini
Dischi anteriori ventilati internamente da 332×28 mm, dischi posteriori da 264×12 mm
Pressione idraulica dei freni posteriori regolabile, gestione dei freni adattata specificamente per il recupero d’energia
Freno a mano idraulico “fly-off”
Telaio: Scocca nuda leggera con gabbia di protezione integrata
Protezione sottoscocca per motore e trasmissione
Estintore elettrico, batteria a secco (di serie nel vano motore)
Fissaggi a rilascio rapido per cofano e portellone
Cinghie di traino
Impianto elettrico: ESP, controllo della trazione (TC) e ABS disattivati
Cruscotto da competizione con registratore dati (data logger)
Nuovo sistema di allarme di sicurezza ad alta tensione (HV)
In opzione: Tripmaster e fari aggiuntivi
Misure: Lunghezza: 4.060 mm
Larghezza: 1.770 mm (5,0 mm più larga della vettura di serie)
Altezza: 1.440 mm (5,0 mm più alta della vettura di serie)
Passo: 2.540 mm (2,0 mm più lungo della vettura di serie)

Arrivata la seconda Skoda Fabia R5 alla MM Motorsport

C’è chi in ferie si rilassa…e chi invece continua a lavorare e progetta il futuro: è quest’ultimo il caso di MM Motorsport, che proprio in questi giorni di vacanza, prima di lanciarsi in un finale di stagione carico di impegni, ha definito l’acquisto di una seconda Skoda Fabia R5.

L’arrivo della vettura boema, in occasione della 54° Coppa Città di Lucca, aveva suscitato un forte interesse attorno al team lucchese, anche in virtù del terzo posto conquistato, nel rally di casa, da Cristiano Bianucci. Le numerose richieste dei potenziali clienti hanno quindi spinto MM Motorsport a raddoppiare, portando nella factory di Porcari un secondo esemplare della Fabia, la vettura di riferimento nella sua categoria.

“Ci immaginavamo che l’arrivo della Skoda Fabia R5 nella nostra officina avrebbe “smosso le acque”, ma gli apprezzamenti ricevuti sono andati oltre le più rosee aspettative – dice Manuela Martinelli. Si sono create le condizioni per raddoppiare l’impegno, e così ci siamo assicurati un secondo esemplare della vettura boema, così da offrire un più ampio ventaglio di possibilità ai nostri clienti ed a coloro che in quest’ultimo periodo hanno mostrato un forte interesse nei nostri confronti. Siamo entusiasti, le sfide ci caricano e siamo pronti ad affrontare un intenso rush finale per quest’anno, iniziando al tempo stesso ad imbastire programmi per la stagione 2020.”

Rally Roma Capitale: il debutto della Ford Fiesta R5 2019

Simone Campedelli e Tania Canton porteranno al debutto in gara nel Campionato Europeo la nuovissima Ford Fiesta ST in versione R5, modello 2019 che M-Sport ha appena ultimato e omologato dopo un anno di lavoro e oltre 5000 chilometri di test. L’occasione per questa attesissima première riservata alle Pantere Alate di Orange1 Racing è il Rally di Roma in programma la prossima settimana (19-21 luglio) e valido sia quale prova italiana del Campionato Europeo che per la serie Tricolore, della quale è il sesto appuntamento.

La nuova Ford Fiesta R5 2019 è l’erede della vettura che esordì nel 2013 e che ha costituito una pietra miliare nella categoria e ne rappresenta la logica evoluzione, con miglioramenti su tutti i fronti. A cominciare dalla carrozzeria e dalla scocca, per continuare con il nuovo motore più potente e dotato di maggior coppia lungo tutto l’arco di utilizzo. Nuovi poi il cambio – della francese Sadev – ; le sospensioni – derivate dalla versione Wrc – gli ammortizzatori (Reiger) con cartuccia in alluminio; l’idroguida idraulica anziché elettrica.

Già decisa la livrea della vettura che Campedelli e Canton porteranno in gara al Rally di Roma e che vedete riprodotta: il colore arancio è sempre protagonista, nel segno della continuità di Orange1 Racing.

La nuova Ford Fiesta ST R5 di Simone Campedelli e Tania Canton
La nuova Ford Fiesta ST R5 di Simone Campedelli e Tania Canton

‘Proveremo la nuova Fiesta St R5 2019 lunedì 15 e martedì 16 con l’M-Sport ed insieme agli uomini della Pirelli – spiega Simone Campedelli – e devo proprio dire che sono felice: è un sogno che s’avvera! Me lo avevano promesso ad inizio anno sia Malcolm Wilson che Maciej Woda e sono stati di parola: sarò io a portare al debutto nell’Europeo e nel Tricolore la nuova arma di M-Sport e per me questa è una soddisfazione che, di per sé, vale una carriera. Sono fiducioso, anche perché la gara laziale, che ho vinto nel 2017, mi piace parecchio e poi perché le indicazioni dei tecnici di M-Sport non lasciano dubbi sul progresso della nuova vettura in termini di prestazioni’.

Entusiasta anche Armando Donazzan: ‘La prima Fiesta di M-Sport era già al top – esordisce il presidente di Orange1 Racing – e non posso immaginare come sarà la nuova!. Abbiamo informazioni dal team secondo le quali la vettura 2019 è già nettamente superiore all’attuale, che pure è ancora super competitiva. Certo, dovremo adattarci in fretta alla nuova Fiesta ma in questo Simone e Tania sono bravissimi. M-Sport ci ha scelto per portare al debutto una vettura sulla quale punta moltissimo – continua il Presidente di Orange1 Racing – e questo è il complimento più bello all’impegno ed ai risultati che le nostre Pantere Alate hanno conquistato sinora. Con il Rally di Roma inizia una nuova avventura e abbiamo davvero tutto per affrontarla al meglio!’

Arriva la nuova Renault Clio Rally 2020: come sarà

Derivata dalla base della nuova Clio RS Line 2020, da cui riprende le linee sportive incisive con il frontale in stile lama aerodinamica di F1, l’ultima creazione di Renault Sport Racing destinata alle gare rally dei clienti eredita anche la versatilità del telaio per declinarsi in tre versioni.

Dopo un anno di attività di sviluppo in cui le parole d’ordine sono state affidabilità, performance e riduzione dei costi, la nuova Clio da gara proporrà una versatilità ineguagliabile. Nonostante la base di componenti condivisa, Clio Cup, Clio Rally e Clio RX saranno tre auto da corsa specificatamente progettate per le rispettive specialità. Tre auto diverse tra loro.

I singoli clienti avranno comunque la possibilità di cambiare categoria pur mantenendo la stessa auto grazie ai kit di conversione. Una soluzione economica, che non rinnega la sportività, studiata affinché tutti i clienti possano scoprire il motorsport o aspirare alla vittoria su tutti i tipi di superfici e terreni indipendentemente dal livello di esperienza.

Questa quinta generazione beneficerà inoltre del know-how dei team dediti alle gare dei clienti degli stabilimenti di Viry-Châtillon e Dieppe, dove i tre modelli saranno assemblati. Questa competenza senza pari in Europa è stata sfruttata per ottimizzare tutte le versioni a tutti i livelli.

Sul piano tecnico, per esempio, la prima versione del motore 1.3 TCe per le gare dei clienti è stata studiata per rispondere alle esigenze delle varie Serie a cui Clio parteciperà. Allo stesso tempo la sicurezza e l’equilibrio sono state mantenute, sempre allo scopo di rendere il motorsport accessibile a tutti, soprattutto alle coppe monomarca e alle formule di promozione organizzate da Renault Sport Racing.

Forte dell’impegno di qualità riconosciuto all’unanimità dal lancio della R8 Gordini nel 1966, questa nuova gamma mette insieme l’eredità della casa della Losanga con il meglio della sua passione basandosi sulla dinamicità e l’efficacia di un’auto che è una referenza tra le city car sportive, Nuova Clio R.S. Line.

Svelate al pubblico, alla stampa e ai concorrenti in occasione del Gran Premio di Francia di Formula 1 sul Circuito Paul Ricard, Clio Cup, Clio Rally e Clio RX verranno presentate concretamente dopo l’estate con prove nelle rispettive specialità. La commercializzazione partirà da ottobre, ma le auto saranno consegnate nel 2020, pronte per essere guidate – con serbatoio carburante incluso – e per esprimersi sui circuiti e nelle gare dedicate.

Scheda tecnica

  • Telaio
    • Base: Clio RS Line
    • Carrozzeria: Monoscocca in acciaio saldata dotata di roll-bar a gabbia
    • Assale anteriore: Pseudo McPherson
    • Assale posteriore: Assale ad H
    • Sospensioni: Ammortizzatori non regolabili Bos Suspension
  • Motore
    • Tipo: 1.3 TCe Renault – 4 cilindri – 16 valvole
    • Turbocompressore: Garrett
    • Raffreddamento: derivato di serie
    • Alimentazione: a iniezione diretta
    • Potenza: 170 – 180 cv, conforme alla normativa
    • Coppia: 280 – 320 Nm, conforme alla normativa
    • Regime massimo: 6500 giri/min
    • Elettronica: Life Racing
    • Carburante: SP98
  • Dimensioni
    • Lunghezza – larghezza – altezza (mm): 4050 – 1988 – 1400
    • Carreggiata anteriore/posteriore (mm): 1500 – 1490
    • Passo (mm): 2579
    • Peso a vuoto: conforme alla normativa
  • Trasmissione
    • Trasmissione Sadev sequenziale 5 rapporti + retromarcia
    • Selettore sul pianale con sblocco elettrico MAR
    • Differenziale a slittamento limitato tipo ZF
    • Frizione: Sachs
  • Ruote
    • Ruote: 6×15 (Terra), 6.5×16 (Asfalto), 7×17 (Cup)
    • Pneumatici: Michelin
    • Freno anteriore: conforme alla normativa
    • Freno posteriore: conforme alla normativa
    • Freno a mano idraulico
  • Altro
    • Serbatoio FT3 omologato FIA

Le auto da rally Gruppo B in esibizione a Silverstone

Avendo avuto l’onore di poter ospitare la prima gara ufficiale di Formula 1 del Campionato del Mondo nel 1950, Silverstone è giustamente riverita ovunque come sede del Grand Prix nel Regno Unito. La sede del Northamptonshire, tuttavia, ha anche messo in scena il World Rally Championship nel suo illustre passato, un capitolo della storia del circuito che si è concluso esattamente 20 anni fa, nel 1999, e che sarà ricordato quest’estate nel Silverstone Classic, in scena dal 26 al 28 luglio. Esatto, non ce le fanno vedere nel WRC e ce le fa vedere Silverstone… Menomale.

Una speciale vetrina organizzata da Slowly Sideways UK includerà non solo leggendarie belve dell’epoca del Gruppo B, ma anche l’iconica Subaru Impreza di Colin McRae, quella vera, quella con con cui lo scozzese ha gareggiato a Silverstone nel 1997. Ai tempi delle spettacolari peove speciali ambientate in case signorili e piste da corsa, il World Rally Championship ha sgommato a Silverstone in cinque occasioni: la prima visita è avvenuta nel 1980 e poi nel 1989, 1997, 1998 e infine nel 1999.

Questi anni sono a cavallo tra il leggendario periodo del Gruppo B, che si è verificato tra il 1983 e il 1986, un’omissione che verrà inserita nel Classic mentre la vetrina di Slowly Sideways includerà un certo numero di temibili mostri del Gruppo B tra cui Ford RS200, Nissan 240RS e Peugeot 205 T16. Spesso definita Formula 1 nelle foreste, i regolamenti del Gruppo B sono stati introdotti per la stagione 1982 con solo poche restrizioni e consentendo una potenza quasi illimitata.

Le auto avevano motore centrale e i Costruttori dovevano produrre solo 200 esemplari che non erano altro che una rassomiglianza con i modelli di serie in vendita nelle concessionarie per soddisfare i requisiti minimi di omologazione. Di conseguenza, nei quattro anni tra il 1983 e il 1986, i rally si sono sviluppati ulteriormente e più rapidamente di quanto non avessero fatto nei precedenti quattro decenni.

Il Gruppo B ha portato lo sport al limite assoluto delle prestazioni, finendo per metterlo al di là del buon senso e dei ragionevoli livelli di sicurezza. Quando la Fisa, allora organismo governativo mondiale, ha selezionato la categoria in seguito a una serie di incidenti terrificanti, il Gruppo B è stato bandito. La presenza di queste audaci vestigia del Gruppo B al Classic aggiungerà un’ulteriore attrazione a quello che è già il più grande festival di corse retrò sulla Terra.

Colin McRae al Rac Rally
Colin McRae al Rac Rally

Infatti, le belve non saranno ingabbiate in vetrina, ma saranno rilasciate per spettacolari dimostrazioni nell’area live dell’evento (situata su un tratto tra l’ex Abbey e Bridge Corners) e ora ribattezzato Shift & Drift Zone, dove condivideranno i riflettori con lo stuntman Terry Grant e il sempre spettacolare Streetcar Shootout.

Il Streetcar Shootout, che brucia le gomme, festeggia il suo decimo anno al Classic, offrendo ai visitatori un assaggio di corse di tram inglesi al suo meglio con oltre 70 delle auto da strada più “cattive” del Regno Unito che si battono per conquistare la tanto ambita corona. L’anno scorso ha visto la più grande esibizione della storia, vinta da Danny Wilson, che ha conquistato il massimo dei voti nella sua Outlaw Anglia con motore Chevy: un quarto di miglio in 8’’85.

Inoltre, ogni spettacolo sarà inframezzato da tre dragster strabilianti: da 2.000 cv. La chiusura di tutto avverrà con lo spettacolo Thing 8 Supercharged, oltre al dragster Red Mist Altered di Lee Galimore. Il leggendario stuntman Grant, pluripremiato detentore del record mondiale, ha debuttato al Silverstone Classic nel 2018 e non ha perso tempo, stupendo le folle con un’incredibile esibizione di prodezze mozzafiato.

Bottas testa la nuova Ford Fiesta R5 in Francia

Mentre M-Sport World Rally Team si prepara ad affrontare le prossime due tappe iridate con i test in Portogallo sulle Fiesta WRC,  prosegue lo sviluppo in Francia della Nuova Ford Fiesta R5 con a bordo il pilota Mercedes AMG di F1 Valtteri Bottas. La vettura debutterà al Rally Roma Capitale con il Simone Campedelli e Tania Canton, reduci dal trionfo in Sicilia alla Targa Florio.

A metà aprile avevamo scritto che il Rally d’Italia sarebbe stato un passaggio importantissimo per tutti i piloti del Cir, ma soprattutto per Luca Rossetti. Mentre Simone Campedelli, terraiolo di nascita e con una vettura gestita da M-Sport Poland – che con il Mondiale Rally e le sue gare va a nozze – punta sulla prova iridata italiana per fare un passo avanti determinante aspettando poi il Rally di Roma Capitale dove gli verrà affidata la nuova Fiesta.

La Fiesta Evo è un prodotto determinante per le sorti commerciali di M-Sport e che debutterà nel contesto del Campionato Europeo Rally, che è una vetrina internazionale importante. Non è escluso che Simone venga coinvolto nei test di sviluppo della vettura come ‘asfaltista’, genere in fondo carente nei quadri dei piloti della formazione di Malcom Wilson.

Omologata la nuova Skoda Fabia R5 Evo 2019

La nuova Skoda Fabia R5 Evo 2019 è stata omologata dal 1 maggio e, quindi, nei prossimi giorni potrà debuttare con Jan Kopecky nel campionato ceco in attesa di schierarsi nel Mondiale Rally in Portogallo (dove Kopecky ha effettuato una disastrosa sessione di test) e in Sardegna nelle mani dello stesso Kopecky e di Kalle Rovanpera.

Il nuovo modello riprende esteticamente gli aggiornamenti apportati nei mesi scorsi a quello di serie, cioè frontale rinnovato e nuovi fari. Ma è sotto la pelle che ci sono stati gli interventi più significativi. Ad iniziare da quelli al motore, ora con maggiore potenza e migliore guidabilità.

Nuove anche la pompa dell’olio, con una migliore regolazione idraulica, e quella elettrica dell’acqua, che assicura un migliore raffreddamento. La wastegate del turbo è ora a comando elettrico, ed anche l’erogazione in accelerazione è stata migliorata grazie all’intervento sul ripartitore fra albero motore e alternatore. Novità anche per l’elettronica, con una centralina Magneti Marelli ed un nuovo display. I nuovi rapporti del cambio, adeguati alle nuove caratteristiche, gli garantiscono una maggiore durata.

Mentre sul piano della sicurezza strutturale è stato adottato un nuovo rollbar conforme alle prescrizioni Fia 2019. Lo sterzo è ora più diretto e dall’escursione più lunga per una maggiore trazione. Ad oggi Skoda Motorsport ha consegnato 269 esemplari della Skofa Fabia R5 (80 solo nel 2018), il che ne fa la Skoda da competizione di maggior successo nella storia, e non solo dal punto di vista quantitativo ma anche dei risultati.

Arrivata la Skoda Fabia Evo al team Erreffe

Arrivata la Skoda Fabia Evo al team Erreffe, che annuncia di aver allargato il proprio parco macchine grazie all’arrivo di una Skoda Fabia R5 di ultima generazione. La struttura facente capo ad Agostino Roda e diretta da Tony Cibella, si dota quindi di una freccia in più: una freccia alata per la precisione – come rappresenta il simbolo di casa Skoda- da scoccare dal proprio arco!

“L’esemplare, uno degli ultimi costruiti nel 2018, è dotato di tutti gli aggiornamenti disponibili attualmente da questo tipo di vettura- racconta proprio Roda. All’attivo ha solo quattro gare e il suo arrivo è contemplato per ampliare un parco vetture che da metà stagione si doterà anche della nuova evoluzione della Ford Fiesta R5 che abbiamo già prenotato alcuni mesi fa!”

“Abbiamo voluto soddisfare la crescente richiesta di mercato e delle nostra clientela – ha aggiunto Cibella – agendo così su tre fronti e con tre marchi differenti: a Renault e Ford aggiungiamo Skoda ben consci comunque dell’alto livello di competitività degli altri mezzi già a nostra disposizione prova ne è la vittoria assoluta di Guerra al Vermentino solo pochi giorni fa. E’ nostro dovere però, saper leggere le tendenze di mercato e laddove possibile, accontentare la clientela ampliando il parco vetture. Non vediamo l’ora di cominciare sperando di toglierci quanto prima delle nuove soddisfazioni!”

Anche la Skoda Fabia R5 sarà dotata di pneumatici di marca Pirelli come già tutte le altre vetture della struttura di Castelnuovo Scrivia.

Test di Andrea Crugnola e Antonio Rusce con la Volkswagen Polo GTi R5

Giornata di test in vista del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio per Andrea Crugnola ed Antonio Rusce, che sulla spettacolare PS Careggine hanno percorso i primi chilometri a bordo delle due Volkswagen Polo GTi R5 della HK Racing, gommate Pirelli.

Bellissima giornata di sole, ma molto intensa, anche a causa dell’inaspettato caldo, per entrambi gli equipaggi alla ricerca del giusto feeling con una vettura nuova e sostanzialmente differente dalla Ford Fiesta R5 a cui Crugnola e Rusce erano abituati.

Per i nostalgici dei rally d’antan è stata anche l’occasione per vedere nuovamente unita una coppia che ha fatto sognare gli appassionati negli anni Novanta, ovvero Andrea Aghini, arrivato per venuto a seguire i suoi amici Crugnola e Farnocchia, navigatore ormai da tre stagioni di Antonio Rusce. Al test era presente anche Alessandro Re, direttore sportivo della HK Racing, che ha già avuto ottimi contatti come pilota con la Polo GTI R5

Test concluso all’imbrunire con buone sensazioni per entrambi gli equipaggi, ma anche la consapevolezza che c’è da lavorare per sviluppare al meglio le vetture. Non resta che attendere Il Ciocco per capire se il lavoro effettuato sta prendendo la giusta direzione. Nell’attesa non ci resta che goderci la Polo GTi R5 nelle immagini di Silvia Lucchesi e Yuri Vivaldi.

Lancia Stratos Alitalia, la più ammirata della Fia Hall of Fame

È stata inaugurata ieri, presso l’Headquarter parigino della Federazione Internazionale dell’Automobile in Place de la Concorde, una nuova sezione della FIA Hall of Fame – la galleria realizzata nel 2017 per celebrare la storia della Formula 1 – dedicata a diciassette Campioni del Mondo di Rally, una delle discipline più impegnative e coinvolgenti dell’automobilismo sportivo.

All’evento erano presenti molti dei protagonisti di queste emozionanti competizioni, tra cui il campione del mondo Miki Biasion della Squadra Corse Lancia, oltre ad alcune vetture vincitrici di diverse epoche del Campionato del Mondo Rally. Tra le più ammirate, una straordinaria Lancia Stratos Gruppo 4 Alitalia (1974) che vinse il rally del Portogallo nel 1976 e si classificò seconda nel rally di Monte Carlo del 1977. Contraddistinta dalla livrea bianco-rosso-verde dello sponsor Alitalia, l’esemplare fa parte della preziosa collezione di FCA Heritage, il dipartimento del Gruppo dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio storico dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth.

Il mitico modello Stratos garantì alla casa Lancia il dominio assoluto del mondo dei rally fino a metà degli anni 70. All’epoca il direttore sportivo Cesare Fiorio sfruttò tutte le possibilità del regolamento per creare -sotto il suo coordinamento –  la prima auto costruita con il  solo ed unico scopo di vincere i rally. La coupé due posti è caratterizzata dall’iconica linea cuneiforme, opera di Marcello Gandini per la carrozzeria Bertone,  ed è spinta da un sei cilindri da 2,4 litri di provenienza Ferrari,  situato alle spalle di pilota e copilota allo scopo di ottimizzare il peso.

Prodotta nella versione ufficiale da corsa (con testata prima a 12, poi a 24 valvole per una potenza massima di 300 CV) in 26 esemplari su un totale di circa 500, la Stratos conquistò un numero straordinario di vittorie, tanto da essere definita l’”arma assoluta” dei rally. Fra l’altro vinse per tre volte consecutive il rally di Monte Carlo e si aggiudicò tre titoli nel campionato mondiale costruttori (dal 1974 al 1976) ed altrettanti nell’europeo piloti, oltre alla vittoria (nel 1977, con Sandro Munari) della Coppa Mondiale FIA piloti rally.

WRC 2019: la Ford Fiesta WRC Plus si svela al pubblico

Sono giorni di grandissimo fermento quelli che precedono la presentazione ufficiale del WRC 2019 a Birmingham, occasione in cui, come abbiamo anticipato, verranno svelate le nuove livree delle vetture che disputeranno il prossimo World Rally Championship. I test stanno terminando, ma le curiosità e le novità si accavallano una dietro l’altra.

L’ultima arriva da M-Sport che seguendo la scia comunicativa della Hyundai ha lanciato in internet le immagini della nuova livrea con cui i suoi piloti Elfyn Evans e Teemu Suninen correranno già da Monte-Carlo. Il colore che fa da base è sempre il blu, solo che è più blu del solito vista la mancanza di un main sponsor per M-Sport. Altra novità sono i numeri: Suninen ha il 3 ed Evans il 33.

Pronta la Hyundai i20 WRC Plus con specifiche 2019

Gustosa anteprima “tuttadietro” della Hyundai i20 WRC Plus 2019. Poco prima della presentazione ufficiale del WRC 2019, che avverrà come nel 2018 agli Autosport International di Birmingham, Andrea Adamo e Hyundai Motorsport hanno anticipato una parte della livrea della i20 Coupé WRC Plus con specifiche 2019, a cui viene affidato il compito di portare a casa quanti più titoli possibili. Questo digiuno lungo sei anni pare aver stimolato l’appetito.

Hyundai ha pubblicato un’immagine della i20 WRc plus con specifiche 2019, che mostra chiaramente i colori che contraddistinguono le vetture del team di Andrea Adamo, sostanzialmente invariati. Come è giusto che sia, l’azzurro pastello è predominante. Cambia, invece, la collocazione del blu e del rosso e spuntano tocchi netti di nero. L’immagine del posteriore della Hyundai i20 WRC Plus mette in evidenza il rosso (che richiama le fiamme e lo sport) sotto i gruppi ottici e sotto il baule, con una striscia che richiama la lettera M (Mondiale?).

Pochi giorni prima di questa anteprima, in partenza per la Dakar 2019, Sebastien Loeb si era recato in fabbrica ad Alzenau per provare il sedile della sua nuova vettura: la Hyundai i20 WRC Plus. si era trattato di un primo contatto con la scuderia coreana con base in Germania, nella Baviera: vedere l’alsaziano vestito di azzurro arancio fa un effetto di non poco conto, per chi lo ha sempre visto con vetture francesi. Dobbiamo, però, dire che l’accoppiata non stona assolutamente, anzi.

La Hyundai i20 WRC Plus 2018

L’Extraterrestre avrà ben poco tempo per capire la macchina con cui esordirà al Monte-Carlo. Un solo giorno di test pre-gara è previsto dopo la fine della Dakar e a ridosso dell’inizio delle ricognizioni, per lui doppiamente importanti essendo prove del tutto nuove o almeno in gran parte. Insieme con il fidato Daniel Elena hanno fatto qualche aggiustamento alla posizione di guida e allo speciale sedile a lui riservato, cosa che aveva avuto la possibilità di fare solamente nel Wtcc e mai nei rally: pare iniziata con il piede giusto l’avventura in Hyundai.

“La visita ad Alzenau è stata molto produttiva e aiuterà sicuramente me e Daniel – afferma Loeb – a prendere un rapido contatto con l’auto quando finalmente riusciremo a testare la macchina. Abbiamo subito apportato alcune importanti modifiche che mi facciano sentire a mio agio in macchina, pronto per il test. Ne sono certo, questo ci aiuterà a trarre il massimo dal nostro tempo già limitato prima del Monte”.

Ma appunto. Per loro, la vettura è sconosciuta. Per sua stessa ammissione, dopo essere entrato a far parte di Hyundai Motorsport, “sono stato due volte a Dubai per prepararmi alla Dakar, una volta con la macchina da corsa e una volta con un muletto per abituarmi a guidare sulle dune. Ho trascorso anche un po ‘di tempo con mia figlia e la mia famiglia per Natale”, spiega il nove volte campione del mondo. “Abbiamo una piccola opportunità per testare la i20 Coupe WRC prima del Rally Monte-Carlo. Tornerò dalla Dakar il 18 e la ricorrenza per Monte è il 21…”.

Sebastien Loeb prova il sedile della i20 WRC

Loeb sottolinea, infine, che la sfida che lo attende sarà eccitante: nei sei appuntamenti a lui riservati per il programma 2019, vorrebbe arrivare a lottare per la vittoria anche se non sarà per nulla semplice. Così le sue pacate parole come nel suo stile. Viene da sperare che quel programma di sei gare, in caso di buoni risultati nei primi due appuntamenti iridati, possa incrementare.

Certo, si creerebbe il problema di chi dovrebbe cedere il volante della terza macchina, essendo i contratti di Thierry Neuville e Andreas Mikkelsen (fedele amico del pilota belga) blindati per quattordici appuntamenti. Effettivamente, Andrea Adamo potrebbe trovarsi a risolvere qualche grattacapo non proprio imprevisto. Ma meglio avere problemi di abbondanza, che non avere nemmeno un “gallo nel pollaio”. La Hyundai parte con un plotone da superfavorita: vedremo se le promesse nel 2019 saranno mantenute.

(ha collaborato Fabrizio Cravero)