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WRC 2019: Tanak attacca nel finale del Rally Mexico, ma Ogier resiste e vince (DIRETTA)

Il Rally Mexico si conferma una gara ostica, con PS difficili e colpi di scena continui, a cominciare dal taglio e dalla successiva sospensione della prova speciale di apertura della gara, per motivi di sicurezza legati al danneggiamento della struttura artificiale con cui era stato creato il salto. Esapekka Lappi e la Citroën C3 sono stati i più veloci nella PS di 1,14 chilometri, ma la PS è stata abbreviata prima che partissero Ott Tänak, Thierry Neuville e Sébastien Ogier. Chi non è riuscito a iniziare ha ottenuto un tempo forfetario basato su quello di Kris Meeke, l’ultimo a completare il test prima che fosse fermato.

Il salto appositamente costruito si trovava a soli 100 metri dall’arrivo e diversi piloti, in particolare Lappi e Andreas Mikkelsen, hanno effettuato atterraggi decisamente pesanti dopo averlo affrontato in velocità. L’interruzione è arrivata dopo che Meeke ha fatto segnare il terzo miglior tempo con la Toyota Yaris, a 0”6 secondi da Lappi e a 0”5 secondi dalla Hyundai i20 di Mikkelsen. A Tänak, Neuville e Ogier è stato assegnato il tempo imposto di Elfyn Evans, che ha completato la PS in sicurezza. Il salto danneggiato non ha potuto essere riparato e un’ispezione effettuata nel tempo a disposizione ne ha escluso definitivamente la possibilità di continuare ad utilizzarlo. Quindi gli organizzatori hanno deciso di annullare il tutto.

Adesso gli equipaggi sono attesi dalle PS vicino a Guanajuato, portando il rally a 2700 metri sul livello del mare. Un breve tratto di strada asfaltata ai margini del parco di León divide le due PS. Le otto prove coprono 114,19 chilometri. Uno dei momenti più salienti della stagione WRC 2019. Subito dopo la colorata cerimonia di inizio all’Alhóndiga de Granaditas, i concorrenti guidano il palco di apertura attraverso le affollate strade di Guanajuato. Poi si va sottoterra attraverso gallerie risalenti a quando la città era il centro minerario d’argento del mondo. Da evitare i forti ‘cordoli’ lungo le strade.

Brutto incidente per Teemu Suninen e per il suo navigatore, ma per fortuna senza conseguenze fisiche. Proprio nelle fasi iniziali della PS2 El Chocolate del Rally Mexico 2019, dopo aver percorso poco più di una decina di chilometri a tutto gas, Teemu Suninen non controlla più la sua Ford Fiesta WRC Plus M-Sport numero 3 e la schianta di malomodo. Risultato disastroso: la vettura non va più. Ci sono gravi danni alla sospensione anteriore destra. ma non solo. Anche la carrozzeria è messa male. C’è bisogno dell’intervento in prova speciale del carro attrezzi. Inevitabile il ritiro.

L’incidente, che poi è un’uscita di strada, per la precisione è occorso al chilometro 13,5 della PS2 El Chocolate, in assoluto una delle più dure, polverose e difficili della prima giornata della gara iridata messicana. La giornata di Suninen, che era cominciata con un ottavo piazzamento assoluto sulla “catastrofica” prova d’apertura della terza prova del WRC 2019, è finita praticamente subito. Peccato. Sicuramente, i meccanici della M-Sport sapranno fare del loro meglio per consentirgli di rientrare sabato. In fondo hanno risanato quella stessa vettura in condizioni decisamente peggiori.

Andrea Mikkelsen con la Hyundai i20 WRC Plus al Rally Mexico 2019
Andrea Mikkelsen con la Hyundai i20 WRC Plus al Rally Mexico 2019

Andreas il biondo chiude al comando questa frazione di gara della prima tappa del Rally Mexico 2019. Sulle PS2, 3 e 4, il veloce pilota norvegese se l’è suonate a suon di temponi con il sei volte campione del mondo rally, Seb Ogier. E così, se sulla seconda prova vince il pilota Hyundai, sulla terza il campione Citroen si riprende il maltolto, restituendo la cortesia. Dani Sordo, che adora questa gara, è sempre lì a rosicchiare decimi, cercando di garantirsi un posto sul podio. La quarta prova, la stretta e corta Leon, di appena 1″1, va a Mikkelsen che risponde duro.

Sulla PS2 El Chocolate è Andreas Mikkelsen a vincere tra polvere e caldo. Il norvegese chiude la PS con il miglior tempo assoluto di 23’50”6. Alle spalle del velocissimo pilota della Hyundai si piazza Sebastien Ogier, che gli sta alle calcagna ad appena 2”4. Sono, invece, 2”6 i secondi che separano Dani Sordo dal compagno di squadra in testa alla speciale. Kris Meeke riesce a confermare un’ottima quarta posizione assoluta con alle spalle a 0”3 un combattivo Elfyn Evans. Sesta posizione assoluta per Jari-Matti Latvala, che si lascia alle spalle nell’ordine Lappi, Tanak, Neuville e Bulacia. La classifica del dopo prova, come posizioni, non si discosta da quella della prova. Cambiano, ovviamente, i tempi.

Mentre si sta concludendo la seconda prova speciale, parte la terza, quella di Ortega. Qui è il francese di Citroen a fare la differenza, anche se Mikkelsen mantiene la testa della classifica assoluta del Rally Mexico 2019. Secondo è Dani Sordo, sempre più veloce ed efficace con la sua Hyundai i20 WRC. Vola anche Latvala, che porta la Yaris WRC in terza piazza. Evans è quarto davanti ad Andreas Mikkelsen. Seguono racchiusi in appena due decimi Lappi e Meeke, che se le suonano di santa ragione. Solo ottavo Neuville a 6”4 dal vertice e in lotta con Tanak a 7”1 da Ogier. In decima posizione questa volta chiude Guerra, che stacca di 3”5 Bulacia.

In pratica, dopo tre prove, Mikkelsen è sempre leader, ma con soli 0”7 di vantaggio su un pericolosissimo Ogier. Sordo rimane con i piedi sul podio ad appena 2”3 dal compagno di squadra e a 1”6 da Ogier. A ridosso del podio c’è Evans che accusa un ritardo complessivo di 8”5 e pericolosamente insediato da Meeke che è ad appena 1”2. Seguono Latvala a 17”8, Lappi a 20”3, Tanak a 26”8. Continua a sprofondare anche Neuville a 48”8. Guerra guadagna la decima posizione assoluta, staccato di 1’28”8 dal belga e di 2’15”6 da Mikkelsen.

Si va sulla quarta prova speciale, la stretta e corta Leon. Vince di nuovo il norvegese della Hyundai, questa volta seguito da Sordo, ad appena 0”4. Latvala chiude terzo a 0”9 e a pari tempo con Ogier. Quinto è Neuville, con alle spalle Evans, Tanak, Meeke e Lappi. Dopo la quarta speciale, ci si ferma per alcune ore. Le ostilità riprendono alle 22.17 (orario italiano) con le ultime due prove della giornata. Intanto, Mikkelsen è il leader momentaneo della gara e Ogier è secondo a 1″6. Sordo mantiene la terza posizione a 2″7 da Mikkelsen. Quarto e leggermente più staccato è Evans, inseguito da Meeke (a soli 1″5). Latvala, Lappi, Tanak, Neuville e Bulacia completano la prima decina.

Dani Sordo alla cerimonia di partenza del Rally Mexico
Dani Sordo alla cerimonia di partenza del Rally Mexico

Alle 22.17 italiane prende il via la PS4, la ripetizione della El Chocolate, 31,57 chilometri infernali. Strade inizialmente larghe, che si restringono man mano, mentre il percorso si inerpica ripidamente in una sequenza di tornanti con una superficie irregolare. La PS si stringe ancora mentre abbraccia la montagna prima di un’altra serie di tornanti in salita dopo sedici chilometri, quelli che sono stati fatali a Teemu Suninen. La strada si tuffa di nuovo in discesa per poi tornare ad arrampicarsi di nuovo fino a un punto più alto di 2660 metri. Ci sono grandi tagli per i più coraggiosi, curve attraenti e pericolose.

La El Chocolate vede vincere Sebastien Ogier, che riesce a far segnare un miglior tempo assoluto di 23’35”0, mentre Mikkelsen perde prima 90” e poi si ferma. Peccato. Fin a quel momento ha regalato spettacolo con una guida veloce e generosa. “Penso che il grip sia migliore rispetto a stamattina e la sensazione in macchina ora è perfetta”, dice Ogier al fine prova. Alle spalle del campione del mondo rally in carica c’è Dani Sordo. Lo spagnolo è vicinissimo, ad appena 0”8. Peccato per Mikkelsen che non ce la fa a terminare la prova: centra un enorme pietrone. Torna sul podio anche Evans, staccato di appena 2”3, seguito da Lappi (6”2) e Meeke (7”9) a completare la top five assoluta.

Di nuovo in difficoltà Neuville, che conclude sesto a 9”7. Il finlandese della Toyota, Latvala, non va oltre il settimo posto assoluto con un distacco di 10”8 dal vertice. Il compagno di squadra Tanak si ferma all’ottavo posto, ma ad appena 0”2 da Latvala. Nona e decima piazza sono per Bulacia e Guerra, a conferma di un rally difficile, che nonostante sia più corto sta mettendo a dura prova macchine e uomini. La classifica assoluta dopo la PS5 vede Ogier in testa, anche grazie all’incidente capitato a Mikkelsen al sesto chilometro della prova speciale. Poi, nell’ordine: Sordo (1”9) ed Evans (10”4) sul podio, Meeke (17”5), Lappi (26”7), Latvala (27”9), Tanak (37”6), Neuville (58”0), Bulacia (3’42”1) e Guerra (3’51”5).

I 17,28 chilometri della PS6 Ortega, anche questa la ripetizione della prova speciale disputata al mattino, con Mikkelsen momentaneamente fuori dai giochi, vedono Ogier aggiudicarsi il primato con 2”9 su Sordo e 4”4 su Meeke che cerca di rosicchiare secondi ad Evans, che però rimane terzo assoluto. Tra i due ci sono appena 0”3 di distacco. In quinta posizione si ferma Latvala, seguito da Tanak e Neuville. L’estone e il belga impattano nello stesso tempo, a conferma della competitività che c’è anche nelle retrovie. Lappi è ottavo, con dietro Bulacia e Guerra. La prima tappa termina con Ogier, Sordo ed Evans che lottano per la vittoria della gara, Meeke Latvala, Lappi e Tanak che puntano alle posizioni di rincalzo, ma sognano la vittoria.

Alle 15.23 italiane riparte il circus iridato, atteso dalla PS10 Guanajuatito. Tanti sono i problemi di sicurezza che si stanno manifestando nelle prove speciali, in particolare legati al pubblico indisciplinato che si lascia sfiorare dalle WRC. A nulla servono i ripetuti appelli degli organizzatori. Questo pone il Rally Mexico a rischio riconferma per il 2020. La gara del cento america, infatti, potrebbe cedere il posto al Rally Estonia.

Intanto, il campione del mondo ha anticipato Elfyn Evans di 14”8 secondi dopo una dura giornata su strade sterrate in mezzo alle montagne vicino a León. Le due prove di velocità del mattino hanno regalato a Mikkelsen un vantaggio di 1”6 su Ogier. Gli sforzi del norvegese si sono rivelati inutili quando si è ritirato vicino all’arrivo della PS El Chocolate del pomeriggio: rottura della sospensione, dopo aver colpito una pietra.

La sua scomparsa lascia Sordo a meno di 2” dalla Citroën C3 di Ogier. Lo spagnolo, al suo primo rally iridato della stagione, ha attaccato ma è apparso quasi impotente rispetto ad Ogier. Peccato si sia dovuto fermare dopo la speciale successiva con un sospetto problema elettrico. Le temperature che superano i 31 gradi centigradi e le altitudini superiori ai 2750 metri hanno assicurato una giornata impegnativa per equipaggi, motori e trasmissioni, ma i problemi di Ogier si sono limitati ad una foratura.

“È stata una giornata quasi perfetta ma non è stato facile. Iniziare terzo sulla strada non era l’ideale e la presa era molto bassa nel primo passaggio. Possiamo beneficiare della migliore posizione di partenza sabato, ma dovremo anche stare fuori dai guai”, ha detto. La Ford Fiesta di Evans si è surriscaldata per tutto il giorno, ma ha avuto la meglio in una battaglia con il connazionale Kris Meeke, con un margine di vantaggio di 6”3 secondi.

Meeke è stato ostacolato dalla polvere che entrava all’interno della Toyota Yaris, ma ha superato il leader del campionato Ott Tänak di 16”0. L’estone ha riacciuffato Esapekka Lappi nell’ultimo paio di PS del circuito automobilistico di León, per reclamare il quarto posto, una posizione che a stento poteva sognare. Tänak ha spazzato via la ghiaia libera dalla superficie, lasciando più aderenza e una linea più veloce per chi partiva dietro. Ha perso tempo praticamente in ogni prova, ma due vittorie di tappa e l’alto tasso di logoramento lo hanno comunque aiutato.

Lappi è rimasto deluso dal suo ritmo e ha perso tempo perché si è girato. Poi, però, Latvala si è ritirato per guasto dell’alternatore… Un Thierry Neuville malato è sesto tra le i20 superstiti. Ha perso quasi 45” per una foratura e partire secondo non gli ha offerto condizioni migliori di Tänak. L’altro importante ritiro della prima giornata è stato quello di Teemu Suninen, che ha strappato l’angolo anteriore destro dalla sua Fiesta.

Sebastien Ogier con la Citroen C3 WRC guida la classifica del Rally Mexico
Sebastien Ogier con la Citroen C3 WRC guida la classifica del Rally Mexico

Il leader della WRC 2, Marco Bulacia è settimo e in lotta con Benito Guerra e Alberto Heller. Il pilota locale Ricardo Trivino ha completato la top ten assoluta. La tappa di sabato è la più lunga dell’evento. Due anelli identici di terra dura nelle montagne a nord est di León sono seguiti da ripetizioni del circuito automobilistico e prove su strade cittadine. Le nove tappe coprono 138,37 chilometrico.

La PS10 Guanajuatito del Rally Mexico è stata neutralizzata dopo che Esapekka Lappi è scivolato fuori strada, vicino al traguardo, lasciando la sua Citroen C3bloccata sul tracciato. Il finlandese scivola lungo sull’angolo sinistro a 800 metri dalla fine della speciale. La parte posteriore della Citroën C3 cade in un fosso, mentre la parte anteriore si ferma sulla strada e non può essere spostata. Kris Meeke ed Elfyn Evans sono riusciti a finire prima che gli organizzatori decidessero di rallentare tutte le vetture fino all’arrivo.

La decisione di interrompere la PS si rivela una benedizione per il leader Sébastien Ogier. Il francese aveva forato l’anteriore destra della C3. “La foratura è avvenuta un po’ prima, ma avevamo una bandiera rossa e quindi ci siamo dovuti fermare. Abbiamo guidato su alcune rocce trainate sulla PS dalle macchine davanti, non ho potuto evitarle in traiettoria”, ha spiegato Ogier. Kris Meeke è stato il più veloce. Il britannico era 12”1 più veloce di Evans.

Ott Tänak è stato il terzo più veloce con la Yaris, ma tutti i tempi e le posizioni sono rimaste congelate. Jari-Matti Latvala è ripartito dopo il ritiro della notte precedente a causa di problemi con l’alternatore. Ha deliberatamente iniziato il palco con 10 minuti di ritardo, incorrendo in una penalità di 1 minuto e 40 secondi, che però gli hanno dato il vantaggio di condizioni stradali più pulite e veloci nel tentativo di risalire la classifica.

Sulla PS11 Otates, Latvala riesce a fare finalmente la voce grossa e, con un tempo totale di 24’42”6 anticipa Ogier di 1”2. Terzo è il veloce Tanak, sempre più in rimonta, che stacca Sordo di 6”8. Il quinto miglior tempo lo fa segnare Evans, che a sua volta si ritrova ad 1” da Sordo. Neuville continua a dare il meglio, ma le sue condizioni fisiche non aiutano. Per lui un sesto posto a 14”5 dalla vetta e a 2”3 da Evans. Si rivede Mikkelsen, fa meglio di Guerra, primo del WRC 2, Meeke e Bulacia.

Dopo questa prova, Ogier resta al vertice della gara, ma con un vantaggio di appena 15”5 su Evans, che si fa sempre più insidioso. In terza posizione c’è l’estone volante, a soli 21”5, con quarto Neuville, a 39”. Quinta piazza per Meeke, a 19”3. Ottima gara per Guerra, Bulacia, Heller e Trivino, che nell’assoluta si trovano davanti a Latvala, fin qui decimo, ma con buone possibilità di risalita. Sordo è dodicesimo, dietro Cordero.

Il dodicesimo tratto cronometrato della gara iridata messicana vede impattare in un meraviglioso ex-aequo il finalndese di Toyota e il francese di Citroen: 4’40”0 il loro tempo. A 3”5 spunta Neuville, qui decisamente ringalluzzito. A ridosso del podio si ferma Evans, che è distante appena 3”7 da Ogier e Latvala, che tiene a bada Tanak, Mikkelsen e Sordo. Più distanti Guerra, Heller e Bulacia, che completano la top ten del tratto cronometrato e mantengono anche l’ottima posizione nella classifica generale (sesto Guerra, settimo Bulacia, ottavo Heller, nono Trivino). Resta in testa Ogier, sempre inseguito da Evans, ma ora a 19”2, e Tanak a 21”8.

Quasi come un copione già scritto, è di nuovo il francese campione del mondo in carica ad aggiudicarsi questo giro di prove speciali, la PS13 e la PS14, cioè la Guanajuatito e la ripetizione della Otates . Ogier vince, infatti, la PS13 Guanajuatito sempre davanti ad Evans, che questa volta lo tallona a 3”7, ma che a sua volta ha Tanak che gli fa sentire il fiato sul collo: appena 0”6 separano il britannico dall’estone, che in prova si ferma a 4”3 da Ogier.

Per il trio di testa posizioni cristallizzate anche nella classifica generale del Rally Mexico 2019. Latvala in prova è quarto a 1”2 dal compagno di squadra e a 5”5 dal sei volte campione del mondo rally. Questa prestazione gli consente di risalire fino alla settima posizione assoluta, decisamente più consona al suo blasone. Quinto miglior tempo per Meeke e sesto per Neuville. Il pilota Toyota è quinto nella generale, mentre Neuville mantiene salda la quarta posizione a 44”6 dal leader Ogier.

Sordo ferma i cronometri a 6” netti da Neuville. Un altro tempone sulle strade amiche, porta Guerra a siglare l’ottavo tempo. Mikkelsen e Pieniazek chiudono la prima decina. Curioso inconveniente per Mikkelsen, primo a partire, che si è trovato in prova speciale un cancello chiuso, dimenticanza di un commissario di percorso. Il pilota norvegese ha twittato l’inconveniente scrivendo: “Come equipaggio di apertura abbiamo anche dovuto aprire il cancello“.

Andreas Mikkelsen apre il cancello dimenticato chiuso sulla PS13
Andreas Mikkelsen apre il cancello dimenticato chiuso sulla PS13

Sulla PS14 Otates, Ott Tanak trova il feeling giusto e vince. Alle sue spalle si piazza distante 1”5 Jari-Matti Latvala. Bene anche Neuville, che è terzo davanti a Meeke e ad Ogier. Sesto tempo assoluto per Evans che fa meglio di Sordo. Solo ottavo Mikkelsen. Dopo la PS14, nonostante il quinto tempo in prova, Ogier chiude al comando della gara. Il suo vantaggio cresce a 30”4 su Evans e 36”2 su Tanak. Fuori dal podio, lontano quasi un minuto e mezzo dalla testa della gara, c’è Neuville, seguito da Meeke che si tiene stretto il quinto posto nella generale. Seguono Guerra, Bulacia, Latvala, Trivino, Sordo e Mikkelsen.

Tutti ad inseguire Ogier e a cercare di rosicchiargli decimi di secondo. In ogni caso il pilota Citroën chiude la penultima tappa con un vantaggio di 27”0 secondi su Elfyn Evans. Nella giornata di sabato il caldo torrido e le difficili strade sterrate hanno molto influenzato le prestazioni dei contendenti del World Rally Championship. Non ultime per importanza, le precarie condizioni di sicurezza, legate al pubblico indisciplinato, e ad un organizzazione che quest’anno lascia a desiderare.

Il vantaggio notturno di Ogier, dopo la PS18 è stato spazzato via da problemi avuti nella PS Guanajuatito. Il compagno di squadra di Ogier, Esapekka Lappi, come detto ha fatto scivolare la C3 in un fosso a 800 metri dal fine prova, rimanendo bloccato con metà auto in strada e metà fuori dalla carreggiata. Dopo Kris Meeke ed Elfyn Evans la prova è stata accorciata per motivi di sicurezza. I tempi forfettari assegnati agli altri hanno condizionato il resto della classifica, ma certamente hanno aiutato Ogier che aveva forato la gomma anteriore destra prima dell’interruzione.

Gli organizzatori gli hanno concesso un tempo di 22”4 inferiore a quello di Meeke per compensare, dando all’inglese un vantaggio di 1”3. Meeke ha forato subito una gomma nella successiva prova di Otates. Ha impiegato più di 90” dopo aver scelto di non fermarsi e ha perso ulteriori 1’45” sulla PS El Brinco con le sospensioni danneggiate.

Ogier aveva 19”2 di vantaggio sulla Ford Fiesta di Evans e ha aumentato il distacco nel pomeriggio, nonostante un ritardo spaventoso causato dall’aver colpito le barriere del circuito di León. “Non è stata una giornata tranquilla. Prima ho avuto una foratura e poi è stata una giornata con temperature calde. Ho finito con un piccolo problema al differenziale e l’auto era difficilmente guidabile nella fase finale”, ha detto Evans, che si è dovuto difendere dal leader del WRC, Ott Tänak, vicinissimo, a 2”2 secondi, grazie a due vittorie di PS. Questo fa sì che l’ultimo giro di prove della domenica non sia scontato, bensì emozionante.

Thierry Neuville è solo al quarto posto con la Hyundai i20. Il belga ha lottato e ha trascorso gran parte del pomeriggio armeggiando con l’assetto della sua auto nella speranza di trovare una soluzione. Le sue condizioni fisiche sono decisamente migliorate. Meeke era a più di 2’. Alla deriva, in quinta posizione. Ha aggiunto alle sue pene un errore simile a Ogier, che gli è costato 45” e lo ha costretto ad affrontare la fase finale della PS con il cambio bloccato in seconda marcia. Era a più di 7’ dal leader della WRC 2 Benito Guerra, con il compagno Marco Bulacia al settimo posto.

Jari-Matti Latvala ha recuperato fino all’ottavo posto, dopo aver giocato una carta tattica dopo il ritiro di ieri. Ha deliberatamente pagato una penalità per iniziare le PS più in basso nell’ordine di partenza, con il vantaggio di condizioni più pulite e più veloci. Ha pagato ma ha vinto due prove. Il finale di domenica comprende tre PS che coprono 60,17 chilometri, che sfruttano molte strade già conosciute. Si conclude con la power stage a Las Minas, che offre punti bonus per i cinque piloti più veloci.

Nella gara del WRC 2, Benito Guerra evita il guaio che colpisce i suoi rivali del WRC 2 per finire il penultimo giorno del Rally Guanajuato Mexico con un vantaggio di 3’33”6 con la Skoda Fabia R5. Inizia la giornata con 13”6 secondi in svantaggio su Marco Bulacia, poi cinque vittorie di PS lo proiettano in corsa per la vittoria della categoria davanti ad un bagno di folla. La sua rimonta è stata aiutata dai problemi di Bulacia nella ripetizione della Guanajuatito. Il pilota della Fabia ha perso più di 3’ cambiando la gomma forata per scivolare dal secondo al terzo posto.

Tuttavia, il boliviano ha combattuto: sue tre vittorie di PS. Quando Alberto Heller si è ritirato con la Fiesta su PS14 Otate 2 con lo sterzo rotto, è tornato in seconda posizione. Inoltre, il fratello di Alberto, Pedro si è ritirato per un problema meccanico sulla PS16. Tra le WRC 2 Pro, Lukasz Pieniazek ha avuto una gara senza problemi sulle nove PS di sabato ed è rimasto in corsa per prendere il massimo dei punti WRC 2 Pro. Il polacco ha ammesso che ha dovuto riprendere fiducia dopo l’incidente di venerdì.

Alla fine, il Rally Mexico è finito in mano a Sebastien Ogier. La strategia del francese e i tanti problemi patiti da tutti gli altri equipaggi del Mondiale Rally hanno dato ottimi frutti. Gara perfetta e anche fortunata. Il sei volte campione del mondo rally festeggia con le mani al cielo quest’altro successo, difficile, combattuto, messo a rischio nel finale da Ott Tanak e insediato durante tutta la gara da Elfyn Evans. Ma vediamo cosa racconta la cronaca delle ultime tre prove speciali prima della terza prova del WRC 2019.

Ott Tanak e la sua Toyota Yaris vanno a segno sulla PS19 Alfaro di 21,10 chilometri: l’estone è 4”2 più veloce della Ford Fiesta del Welshman, 3”7 più veloce di Neuville e 0”9 più veloce di Ogier. Con questa prestazione trasforma un deficit di 2”2 in un vantaggio di 2”. Eccezionale. Tänak ha rischiato con la scelta delle gomme per le ultime tre tappe della domencia. In contrasto con l’opzione di gomma a mescola media Michelin di Evans, l’estone ha optato per un mix di pneumatici duri e medi. “Abbiamo giocato un po’ con gli pneumatici”, ha confermato Tanak.

Evans è rimasto combattivo, ma nell’umore. “Possiamo continuare a provare, questa PS non era male per essere onesti. La sensazione era buona dobbiamo spingere sul prossimo tratto“, ha spiegato il pilota della Ford Fiesta. Come detto, il leader Sebastien Ogier ha terminato la tappa a 0”9 secondi da Tänak per mantenere il vantaggio ai quasi mezzo minuto. “Ho bisogno di mantenere alta la velocità perché stanno spingendo molto dietro”, ha detto Ogier.

Kris Meeke ha preso 1’ ma dice di non aver né problemi né preoccupazioni. Con oltre 7’ di vantaggio su Benito Guerra, Meeke sta preservando le sue gomme prima di una spinta per punti bonus nella power stage. Le speranze di Jari-Matti Latvala di scalare ulteriormente la classifica si assottigliano sempre più. Ha sofferto la penalizzazione di 1’ per aver violato il regolamento, lavorando sulla sua Yaris nella in zona illuminata nelle adiacenze del circuito di León.

Sulla PS20 Mesa Cuata di 25,07 chilometri Ogier vede la vittoria, portando il suo vantaggio nell’assoluta a 24”4. In realtà, a vincere la prova speciale è un Tanak che non vorrebbe accontentarsi in nessun modo del secondo posto. Ma il sei volte campione del mondo è secondo e riduce il distacco in prova ad appena 3”9. Dietro c’è Evans, a soli 5”2. Più staccato Neuville a 11”8, con dietro Mikkelsen a 2”4 e Latvala a 0”1 da Mikkelsen. Settimo miglior tempo per Sordo, che è lontano dalla testa 21”2. Lappi è ottavo a 2”3 dallo spagnolo e a 23”5 da Ogier. Seguono Meeke e Bulacia che completano la top ten assoluta.

Alle 19.13 italiane parte la PS21 Las Minas, che è la power stage. Il miglior tempo è un ex-aequo tra Ogier e Meeke. Quanto basta per dare al pilota francese un vantaggio di 30”2 sul suo più diretto inseguitore, l’estone che è emerso solo a fine rally. A 49”9 si ferma Evans, che conferma ulteriormente le sue doti e le sue capacità e sale su un podio letteralmente agognato. Poi, il vuoto. Gli echi. Ed ecco che a 1’27”0 c’è il quarto classificato Neuville, lontano 37”1 da Evans nell’assoluta, ma terzo in prova speciale. Sordo segna il quarto migliore scratch e salva la nona piazza assoluta. Quinto tempo per Lappi, che si ferma in quattordicesima posizione.

Tanak nella power stage non riesce ad andare oltre il sesto tempo. Il pilota Toyota anticipa Mikkelsen ed Evans. Latavala è solo nono. Con la decima migliore prestazione, Guerra vince tra le WRC 2 e si piazza sesto assoluto nella classifica finale del WRC, davanti a Bulacia, Latvala, Sordo e Trivino. Pieniazek è il più veloce nella graduatoria del WRC 2 Pro.

WRC 2019: Tanak, Neuville e Ogier pronti a giocarsela sugli sterrati del Rally México

Mancano poche ore al Rally México, che prende il via con una spettacolare cerimonia di partenza e una prova breve sulle strette strade acciottolate di Guanajuato proprio questa sera. Uno dei più famosi luoghi di partenza nel World Rally Championship (WRC), che attira migliaia di spettatori ogni anno, per le famigerate prove speciali sulle colline della Sierra de Lobos del venerdì. Ott Tanak arriva a León con l’obiettivo di difendere un vantaggio di sette punti su Thierry Neuville nel Campionato Piloti, mentre la Toyota ha un vantaggio di un solo punto sulla Hyundai nel Campionato Costruttori. Speriamo siano stati risolti i problemi di raffreddamento della Yaris WRC, visto cosa è successo nelle ultime due visite in Messico. Il team pare aver lavorato duramente per alleviare questi problemi e migliorare ulteriormente le prestazioni.

Sugli sterrati messicani il sei volte campione del mondo rally, Sébastien Ogier, cercherà di regalare alla Citroën l’ottava vittoria. Il francese ha bei ricordi in questo rally: ha conseguito una vittoria di classe JWRC al debutto messicano nel 2008. “Abbiamo svolto un buon test di due giorni su strade che erano abbastanza simili – dice Ogier -. Dopo un duro Rally Svezia, non vedo l’ora di iniziare. Le tappe sono belle, ma bisogna stare attenti nel pomeriggio, quando fa più caldo. Si corre il rischio di avere problemi di raffreddamento”. Tanak è ottimista: “Credo che sia possibile vincere ogni rally. L’obiettivo principale è quello di segnare punti, ma ho intenzione di sfruttare l’occasione per spingere per la vittoria”.

Mentre Tanak, Neuville e Ogier puntano al titolo, Kris Meeke spera di migliorare i suoi due sesti posti in classifica. M-Sport Ford World Rally Team punta a restare attaccato a Elfyn Evans o, magari, a riproporre una bella sfida tra Teemu Suninen e Neuville. Però, occhio, stavolta c’è Dani Sordo. E si sa, lo spagnolo, sulla terra è da temere, come si è visto in Portogallo. Lukasz Pieniazek ha la grande opportunità di colmare il divario con Gus Greensmith, Kalle Rovanperä e Mads Ostberg nella lotta al campionato WRC 2 Pro. La Polo e il suo copilota Kamil Heller sono pronti. Dunque: fuoco alle polveri. L’evento è il primo per la Polo al di fuori dell’Europa.

Anche Benito Guerra ha un’ottima occasione per portare alla nazione che lo ospita una vittoria in WRC 2, una categoria solitamente molto combattuta e qui in tono un po’ minore. Guerra dovrà affrontare Ole Christian Veiby con la Skoda Fabia R5, oltre che Marco Bulacia su un’altra Fabia e le Ford dei fratelli cileni, Pedro e Alberto Heller. Diciotto anni, Bulacia ritorna nel WRC per la prima volta dallo scorso anno, era al Rally de España, mentre Alberto spera di vincere la categoria come in Australia a novembre 2018. Ci sono tre ulteriori R5 nella lista degli iscritti: Ricardo Triviño, Ricardo Cordero e Barry McKenna. Un braccio di ferro a tre per la categoria nazionale NR4: Julian Jaramillo (Subaru) e i messicani Oscar Uribe e Javier Ortuño (Mitsubishi).

L’evento di quest’anno ha 21 prove speciali e 313.87 chilometri di velocità su un percorso di 1,002.49 chilometri. Ci sono solo lievi modifiche alle tappe che sono state utilizzate nel 2018. Il tratto El Cioccolato, che sale a oltre 2.700 metri sul livello del mare è il principale punto focale per il venerdì ed è affrontato due volte. Sabato è il giorno più lungo della manifestazione: si hanno speciali lunghe, come Otates di 32,27 km ed El Brinco rivisto, in cui il salto è stato sostituito da una rampa artificiale. Domenica presenta la nuova PS Mesa Cuata, che utilizza una sezione di El Cioccolato e la tradizionale finitura della power stage sul palco di Las Minas.

Rally Messico, Seb Ogier: ‘Non vedo l’ora di poter dare finalmente il massimo’

Prima prova su terra della stagione 2019 del Mondiale Rally, il Rally del Messico vedrà Sébastien Ogier con Julien Ingrassia e Esapekka Lappi con Janne Ferm, gli equipaggi ufficiali di Citroën Total World Rally Team, affrontare le temperature torride e le strade ad alta quota dei dintorni di Leon, con la ferma intenzione di conquistare il terzo podio consecutivo in tre gare. In un appuntamento così sui generis, dalle caratteristiche (caldo e altitudine) uniche e impossibili da riprodurre in Europa, l’esperienza è fondamentale. Con sette successi in quattordici edizioni in WRC, record per i costruttori, Citroën Total World Rally Team ha accumulato una notevole esperienza in America centrale.

Con Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, quest’anno la squadra potrà contare anche sui secondi migliori performer in questo rally per quanto riguarda i piloti, con quattro vittorie, di cui l’ultima lo scorso anno. Il team francese ha quindi ottime ragioni per essere ottimista, tanto più che il primo giorno di gara i vincitori del Rally di Monte-Carlo saranno terzi alla linea di partenza, posizione ottimale per ottenere il massimo dalla C3 WRC. Secondi in Svezia, Esapekka Lappi e Janne Ferm saranno quinti in ordine di partenza, e potranno contare su piste con meno ghiaia rispetto ai primi, per compensare il deficit di esperienza. Sempre più in sintonia con la C3 WRC, i finlandesi vogliono continuare a migliorare e a ottenere punti importanti, scegliendo probabilmente un approccio più prudente.

Vincitrice per la prima volta in Messico nel 2017, alla sua terza gara, la C3 WRC ha dato prova delle sue qualità in questo appuntamento anche l’anno scorso, con un podio (terzo posto) e il maggior numero di migliori tempi, con otto scratch. Per prepararsi a questa edizione e perfezionare ulteriormente le regolazioni, gli equipaggi hanno avuto a disposizione due giorni di prove su strada nel sud della Spagna, in condizioni simili a quelle previste per il weekend.

‘Andiamo in Messico con l’obiettivo di confermare l’ottimo inizio di stagione e salire un’altra volta sul podio, anche perché Sébastien e Esapekka hanno posizioni di partenza molto interessanti, visto che l’aderenza su queste strade migliora progressivamente. Sappiamo che i giochi possono essere completamente stravolti in questa prima prova su terra della stagione, soprattutto per le particolari sollecitazioni meccaniche, legate all’altitudine e al caldo, ma è un terreno su cui abbiamo sempre ottenuto ottimi risultati, e abbiamo dato ancora una volta il massimo per arrivare con la migliore preparazione possibile’, ha spiegato Pierre Budar, Direttore di Citroën Racing .

‘Abbiamo avuto a disposizione due giornate di prova prima della gara, su strade che rappresentavano abbastanza bene le difficoltà che ci aspettano. Siamo stati fortunati con il meteo, perché ha fatto molto caldo, anche se ovviamente non come in Messico. Dopo un Rally di Svezia complicato, dove non abbiamo potuto esprimerci, non vedo l’ora di cominciare la gara per poter dare finalmente il massimo. Le strade sono molto belle ma bisognerà comunque fare attenzione ai secondi passaggi, sempre impegnativi per la meccanica, soprattutto perché l’altitudine non solo riduce la potenza ma complica il raffreddamento’, ha aggiunto Sébastien Ogier, che corre per la decime volta in Messico, dove ha vinto quattro volte:2013, 2014, 2015 e 2018.

Esapekka Lappi ha concluso spiegando: ‘I test effettuati in Spagna mi hanno permesso mi sentirmi ancora più a mio agio sulla C3 WRC, lavorando su quanto abbiamo fatto in Svezia. Ora il feeling è davvero ottimo. Detto questo, so che la mia esperienza in Messico è davvero limitata, con una sola partecipazione nel 2018 oltre alle ricognizioni del 2017. Vista la situazione, arrivare nella top 5 sarebbe un ottimo risultato per me. L’ordine di partenza ci darà un vantaggio sui primi ma spetterà a noi sfruttarlo al meglio. Su queste strade bisogna essere puliti ed efficaci, dato che si perdono un centinaio di cavalli ad alta quota’.

Citroen Racing fa 100 nel Mondiale Rally grazie a Sebastien Ogier

Dopo l’ultima, combattuta tappa a bordo della loro C3 WRC, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia vincono l’edizione 2019 del MonteCarlo con il più piccolo scarto finale della sua storia, a testimonianza dell’intensità della lotta e del livello delle prestazioni. Citroen Racing fa 100 nel Mondiale Rally grazie a Sebastien Ogier nell’anno del centenario della Marca.

Attaccare negli ultimi 13,58 chilometri sui circa trecento e ventiquattro del MonteCarlo quando si hanno solo quattro decimi di vantaggio richiede decisamente coraggio e sangue freddo. A questo si aggiunge un problema al pedale dell’acceleratore che disturba la concentrazione nell’abitacolo. Con sei titoli mondiali all’attivo, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono diventati maestri nel gestire questo tipo di situazioni, con l’adrenalina che sale, e l’hanno dimostrato anche oggi.

Con un secondo tempo nell’ultima crono, tracciata tra La Cabanette e il Col de Braus, i due hanno siglato per 2”2 la loro settima vittoria nel Principato, la sesta consecutiva, e alla loro prima uscita con la C3 WRC! Con questo risultato diventano recordman per numero di vittorie in questa prova prestigiosa, a conferma del feeling perfetto che Sébastien e Julien hanno stabilito con la loro nuova auto.

Questa prestazione eccezionale rappresenta anche il centesimo successo di Citroën Racing nel Mondiale Rally, quasi vent’anni dopo il primo, vinto con la Xsara Kit-Car al Rally di Catalogna 1999 dal compianto Philippe Bugalski, insieme a Jean-Paul Chiaroni che oggi è coordinatore ricognizioni e meteo del team. Una prestazione storica, che testimonia un livello e una longevità che solo pochi costruttori possono vantare.

Consapevole delle insidie che nasconde il MonteCarlo, la coppia francese ha subito adottato un approccio prudente, posizionandosi al secondo posto già nelle crono notturne di giovedì sera, per arrivare poi in testa il pomeriggio del giorno seguente (PS 7), grazie a due migliori tempi (PS 5 e 6) nelle speciali, inedite, di Curbans – Piegut (18,47 km) e Valdrome – Sigottier 2 (20,04 km).

Con i 2”0 di vantaggio del venerdì sera, Sébastien e Julien hanno raddoppiato il loro distacco nella Agnières en Devoluy – Corps (29,82 km), prima PS del sabato (la più lunga del week-end), nonostante il ghiaccio presente ovunque. Hanno saputo poi gestire bene il loro vantaggio per attaccare nell’ultima giornata di gara, con 4”3 di margine, contrastare il diretto avversario e batterlo negli ultimi metri cronometrati.

Promettente l’esordio di gara di Esapekka Lappi e Janne Ferm che, dopo aver conquistato un brillante quarto posto giovedì sera, sono stati costretti al ritiro sabato mattina per un piccolo problema al motore. Tutto questo riconferma le scelte di Citroën Total WRT, che ha deciso di affiancarli a Sébastien Ogier e Julien Ingrassia. Con l’ordine di partenza sicuramente più favorevole in Svezia, si potrà di nuovo contare su di loro.

“La conferma di aver vinto questa tappa si sa solo all’ultimo momento e per noi è stato particolarmente stressante e difficile, con il nostro piccolo problema che faceva continuamente accelerare l’auto, anche in fase di frenata. Ma ben consigliati dal team siamo riusciti ad effettuare una riparazione di fortuna, non abbiamo smesso di lottare, e finalmente il successo è arrivato. Il week end è stato intenso, con una vittoria conquistata al termine di una bagarre senza tregua, che naturalmente ci riempie d’orgoglio. Oltretutto, è stata la nostra prima gara con la C3 WRC e, come ripeto spesso, questo rally mi sta particolarmente a cuore. Questa vittoria ci permette anche di celebrare come si deve il centenario di Citroën. Non potevamo chiedere risultato migliore per questa nostra prima gara di nuovo insieme al team!”, ha detto Sébastien Ogier, Pilota del Citroën Total WRT.

Compagno storico di Sébastien Ogier e testimone privilegiato della sua bravura al volante, Julien Ingrassia racconta lo stato d’animo alla partenza dell’ultima PS. “Prima dell’ultima speciale il nostro ingegnere mi ha chiesto cosa poteva fare per noi, e io gli ho semplicemente consigliato di accendere un cero e di preparare il traino e le cinghie… non si sa mai. Non potevamo illuderci! Nello spazio di quattro crono questa mattina la tensione era tale che sono invecchiato improvvisamente! Una volta partiti abbiamo attaccato, senza fare errori, e questo è comunque eccezionale da parte di Seb, al suo debutto sulla C3 WRC. All’arrivo, non avevamo capito bene come stavano le cose, non c’era grande agitazione al point stop. Poi ho visto sulla sinistra il papà di Seb con un sorriso grande così, e ho realizzato che era andata bene. Sul momento Seb non l’ha colto, ha dovuto abbassare la testa per rendersi conto della situazione, e dal quel momento l’emozione ha invaso l’abitacolo!”.

WRC 2019: il sigillo di Sebastien Ogier al Rally MonteCarlo (DIRETTA)

Dopo tre passaggi nello shakedown del Rally di MonteCarlo è Kris Meeke, sulla Toyota Yaris WRC Plus, a rilevare il comando della classifica provvisoria della prima gara del WRC 2019. Il britannico ha migliorato di un decimo il precedente riferimento di Sebastien Ogier, sulla Citroën C3 WRC Plus, per abbassare il tempo sul giro a 1’56″8. Ogier rimane secondo in classifica e precede sempre Esapekka Lappi, che ha migliorato il suo crono di 1’57″3. Ott Tänak e Jari-Matti Latvala, su Toyota Yaris WRC Plus, completano la top five della gara. Latvala ha fatto una leggera escursione fuori prova speciale.

12.00: Alla suo quinto giro, Kris Meeke ha problemi con la Yaris WRC e termina al rallentatore.

11.49: Tutti i piloti del WRC hanno fatto i loro tre passaggi regolamentari. Per ora, Kris Meeke detiene ancora il miglior tempo, seguito da vicino da Citroën Ogier e Lappi.

11.40: Lo shakedown viene interrotto di nuovo con il passaggio della safety car.

11.24: Nel suo terzo giro, Jari-Matti Latvala esce di strada senza danneggiare la sua Yaris. Perde dieci secondi dopo questo errore.

11.20: Jari-Matti Latvala sta aspetta da 10 minuti e presto inizierà.

11.02: Per il suo terzo passaggio, Kris Meeke aumenta il ritmo e passa in testa allo shakedown, un decimo davanti a Sébastien Ogier.

11.00: Dopo un’interruzione “programmata” per motivi di sicurezza, lo shakedown riprende.

10.44: Teemu Suninen, provvisorio nono, attacca il suo terzo passaggio. Il finlandese viene imitato due minuti dopo da Sébastien Loeb.

10.41: Secondo passaggio completato per tutti gli equipaggi del WRC che sono diretti al parco assistenza di Gap. Anche se è stato l’unico a non migliorare il suo tempo, Sebastien Ogier detiene ancora il miglior tempo davanti al suo compagno di squadra Esapekka Lappi. Anche le tre Toyota sono molto vicine.

10.38: Dopo una partenza delicata, Sébastien Loeb migliora molto nel suo secondo passaggio, stabilendo un buon tempo.

10.28: Sébastien Ogier davanti a Jari-Matti Latvala.

10.24: tutti i piloti WRC hanno fatto il loro primo giro. A questo punto, la Citroën C3 WRC domina con il duo Ogier-Lappi, mentre Sebastien Loeb viene relegato a più di otto secondi dal suo connazionale.

10.19: Sébastien Loeb arriva per la sua prima in Hyundai: “Ho avuto difficoltà ad entrare nel ritmo”.

10.18: Non sorprendentemente, la Michelin ci informa che tutti i piloti hanno preso cinque gomme morbide questa mattina.

10.10: Arriva Esapekka Lappi: “Questa è la prima volta che partecipo ad un Monte asciutto. Devo abituarmi alla macchina, penso che abbiamo avuto una buona preparazione. Sono abbastanza fiducioso in macchina”.

10.06: Arriva Ott Tänak: “Questi sono i primi chilometri della stagione, fin qui tutto bene. Vogliamo giocarci la vittoria qui”.

10.04: Arriva Thierry Neuville, secondo sulla strada: “Siamo pronti. Questa è una nuova stagione, una nuova possibilità per il titolo, siamo impazienti”.

10.00: Come previsto, Sébastien Ogier è velocissimo in questo shakedown al volante della sua nuova C3 WRC: “Penso che stamattina le condizioni siano piuttosto tranquille, ma stasera sarà molto diverso”.

9.50: In condizioni molto prossime allo scorso anno, ovvero quasi completamente asciutte, il WRC animerà i dibattiti dalle 10 alle 12, prima di vedere sfidare altri concorrenti fino alle 14.

Classifiche shake down Rally MonteCarlo 2019

Classifica generale: 1. Meeke (Toyota) in 1.56.8 2. Ogier (Citroen) +0.1 3. Lappi (Citroen) +0,5 4. Tanak (Toyota) +0,8 5. Latvala (Toyota) +1,4 6. Neuville (Hyundai) +1.6 7. Suninen (Ford) +1,7 8. Evans (Ford) +2,0 9. Mikkelsen (Hyundai) +2,5 10. Loeb (Hyundai) +2,9 11. Tidemand (Ford) +5,9

Classifica WRC-2 Pro: 1. Rovanpera (Skoda) in 2.04.9 2. Greensmith (Ford) +0,5 3. Bonato (Citroen) +4,7

Classifica WRC-2: 1. Veiby (Volkswagen) in 2.07.8 2. Ciamin (Volkswagen) +1,5 3. Yates (Skoda) +3,5 4. Fourmaux (Ford) +4,5 5. De Mevius (Citroen) +7,5 6. Munster (Skoda) +8,5 7. Villa (Skoda) +16,0 8. Pedro (Hyundai) +24,5

Classifica RGT Cup: 1. Brazzoli (Abarth) in 2.35.8 2. Crerar (Porsche) +24,2

Il WRC 2019 prende il via con una PS da panico. Alle 19.38, Sebastien Ogier è il primo a gettarsi sulla strettissima e insidiosa Le Breole, che porta a Selonnet. Si tratta di un percorso estremamente complicato. Nella prima parte vengono evidenziati strati di asfalto ghiacciato, che diminuisce nella parte finale. Un percorso, veloce e ricco di tratti tecnici e la presenza di numerosi salti. Seb Ogier conclude la prima prova speciale con un tempo di in 13’12″6, ma è Ott Tanak (nella foto di Stefano Romeo) ad impressionare tutti. Il giovane estone della Toyota va fortissimo e chiude in 13″02″0.

Alle sue spalle si piazza il compagno di squadra Kris Meeke, che è secondo in 13’07″0. Dunque, sono di nuovo le Toyota Yaris WRC Plus a dettare legge in questa fase iniziale della stagione, con Ogier che si ritrova a fare il primo degli inseguitori e poi un fantastico Sebastien Loeb. Al debutto con la Hyundai i20 WRC Plus, il nove volte campione del mondo rally appena rientrato da una Dakar 2019 particolare e con pochissimi chilometri di test effettuati con la nuova auto coreana, è riuscito a piazzarsi quarto in 13’25″2, proprio davanti al compagno di squadra Thierry Neuville, che ha chiuso in 13’28″8.

La prima Ford è sesta con Eflyn Evans, che impiega 13’34″3, e poi un più cauto Esapekka Lappi, con la Citroen C3, che si trova settimo in 13’34″7. Dietro di lui, il connazionale Jari-Matti Latvala, davvero lontano dai compagni di team Tanak e Meeke. Il finlandese ammette di essere stato forse troppo prudente in questa PS1 chiudendo in 13’37″4. Chi ha rischiato il ritiro è Andreas Mikkelsen. Aveva rallentato il pilota norvegese, tratto in inganno, ma appena si rende conto dell’errore spinge e si piazza nono, con un tempo di in 13’39″0.

In decima posizione assoluta si ferma Pontus Tidemand, in 13’54″2, con la seconda Ford Fiesta WRC Plus di M-Sport. La terza auto della della squadra guidata da Malcolm Wilson non riesce a vedere la fine della PS1. Dopo appena tre chilometri e uno sputo, Teemu Suninen vola fuori strada. Va peggio al giovane Kalle Rovanpera che, con la Skoda R5, va a sbattere rovinosamente e a malapena riesce a concludere la PS a passo di lumaca.

Appena inizia la PS2, Tanak torna prepotentemente a fare il rullo compressore. Ma non è suo il miglior tempo. Da segnalare un disservizio capitato quando prendeva il via la PS2: problemi tecnici oscurano WRC+ mentre il mondo segue la diretta. La PS2 è un’altra prova inedita, molto veloce e altrettanto tecnica, che offre continui cambi di direzione. Basti pensare che si parte dagli 854 metri di altitudine sul livello del mare, si sale fino a 1096 metri e poi si scende fino ai 727 metri di altitudine dell’arrivo.

A fine PS, Ott Tanak si limita ad un: “Prova pulita, senza problemi“. Il suo miglior tempo è di 13’31″0 . Fa meglio di lui, Thierry Neuville: 13’18″5, che si aggiudica la PS2. Poi segue Seb Ogier, con un tempo di 13’29″5. Tanak è solo terzo in prova, ma leader momentaneo della gara. Quarta posizione parziale per Latvala che, con 13’42″0, si ritrova quinto assoluto a oltre 45” lontano da vertice nella classifica del dopo PS2. A chiudere la top five assoluta ci pensa Lappi, staccato di 25″0 dal vertice della gara.

In pratica, l’estone dà la buona notte a tutti balzando al comando del Rally MonteCarlo 2019 con 9″1 su Ogier e 14″3 su Neuville, che al momento sono i suoi principali inseguitori, quelli con cui dovrà fare certamente i conti domani mattina, alla ripresa delle ostilità. “Sono contento, ma non è abbastanza. Ci aspettavamo di più. Va bene, ci abbiamo provato. Forse era un po ‘rischioso, ma con le informazioni che avevo, pensavo che sarebbe stata la scelta giusta”, dice Neuville a fine PS2. Quarto è Lappi a 45″2, quinto Latvala a 46″4 e sesto Evans a 48″2. Dalla settima alla decima posizione troviamo: Meeke, Loeb, Mikkelsen e Tidemand. Primo degli italiani è Andrea Nucita.

Annullata la PS3, la giornata comincia per Neuville

Sulla PS4, la prima della seconda giornata, il pilota belga, Thierry Neuville, terzo nella notte sulla Hyundai i20, ha anticipato Ogier di 3”4 perché le condizioni tipicamente miste nelle Alpi francesi si sono sposate perfettamente con la sua scelta di gomme. La PS d’apertura da Valdrome a Sigottier è stata annullata a causa dell’eccessivo numero di spettatori posizionati in zone vietate prossime all’arrivo.

Solo un sottile strato di neve ghiacciata nella metà d’apertura ha spinto molti piloti a optare per pneumatici invernali chiodati della Michelin. La cancellazione della PS3, però, ha significato che il vantaggio che gli pneumatici avrebbero dato andava perso e si finiva per compromettere tutto attraverso le rimanenti due PS, che erano praticamente asciutte.

Le opzioni difensive di Neuville hanno funzionato bene. È stato il secondo in entrambe le prove speciali, la quarta e la quinta, ma è tornato in servizio a Gap con un sospiro di sollievo. “Avevo una gomma posteriore che all’inizio era molto consumata. Alla fine della gomma non è rimasto nulla, ma siamo riusciti ugualmente”, ha detto Seb.

La scelta di Ogier era più orientata verso le chiodate. Pur se cosciente del fatto che il palcoscenico in cui avrebbe dovuto trarre vantaggio da questa scelta era stato ripulito, il pilota della Citroën C3 è andato più veloce nella prova finale da Curbans a Piegut. Il leader della notte Ott Tänak è scivolato al terzo posto con la Yaris. L’estone si è trovato nello stesso groviglio che era la scelta degli pneumatici. Come Ogier. E si è piazzato a 16”9.

Il trio leader ha mantenuto il vantaggio significativo della notte precedente. Più di mezzo minuto dietro il quarto, il “debuttante” Sébastien Loeb. Ha vinto la fase Roussieux-Laborel, ma una posizione di partenza bassa ha significato lottare con fango e ghiaia trascinati sull’asfalto dalle vetture che lo precedevano. Il compagno di squadra Hyundai, Andreas Mikkelsen, è arrivato quinto, completando il quintetto di piloti racchiusi in meno di 11”. Jari-Matti Latvala è salito dal nono al sesto posto, il finlandese era decisamente più gioioso dopo aver ristabilito il dovuto feeling con la Yaris WRC Plus.

Un cauto Esapekka Lappi ha ceduto un paio di posizioni. Kris Meeke ha concluso la fase finale con la griglia del radiatore della Yaris che quasi non respirava, pieno di fogliame, per cui ha patito la mancanza di spinta del turbo per gli ultimi 5 chilometro. È Pontus Tidemand a completare la top ten assoluta.

Ott Tanak

Kris Meeke “galleggia” nella seconda tappa

Sebastien Ogier fa paura sulla PS6 del Rally MonteCarlo

Sulla PS6 Sébastien Ogier ha dimezzato il suo svantaggio dal leader della Rally MonteCarlo, Thierry Neuville. Un’uscita nell’angolo di apertura della PS Valdrome-Sigottier è costato a Neuville 20”, ma il belga ha recuperato magnificamente tutto il tempo perso e nei successivi 9 chilometri non è riuscito a mantenere quel ritmo e ha chiuso a 2” secondi: il suo vantaggio si è ridotto a 1”4.

Gli pneumatici sono stati di nuovo il grande punto di discussione e, come nelle prove della mattina, anche sul primo tratto cronometrato del pomeriggio il duo leader ha optato per strategie contrastanti. “Ero troppo veloce, ma con questa gomma giravo lo sterzo e la macchina non girava“, ha detto il pilota della Hyundai i20. “Ho perso circa 15”. Avremmo potuto essere 17” o 18” più veloci e, per le prossime tappe, Ogier ha sicuramente una scelta di gomme migliore della nostra”.

Ogier ha condiviso il miglior tempo con Jari-Matti Latvala, ma ha ammesso che la prova, che era decisamente innevata e ghiacciata nella sezione di apertura, è stata complicata. “Non ho fatto la scelta migliore per le gomme, penso, ho faticato con la macchina”. Ott Tänak sprofonda: suo il sesto miglior tempo che lo porta 28”2 lontano dal podio.

La scelta di gomme più coraggiose quella di Sébastien Loeb, che ha optato per due soli pneumatici chiodati e quattro in mescola morbida. Non sorprende che il francese abbia faticato per la presa nelle sezioni innevate, cercando di recuperare tutto poi sulle strade più asciutte delle ultime due prove. Così facendo ha concesso quasi 40” ad Ogier, passando dal quarto posto in classifica al settimo, e ha detto: “Forse abbiamo perso troppo”. Meno male.

Andreas Mikkelsen, Latvala e Kris Meeke sono tutti davanti a Loeb, ma non Esapekka Lappi. Il Finn ha avuto un forte impatto con la parte anteriore sinistra della C3 e ha faticato per arrivare alla fine con un semiasse anteriore sinistro rotto. Infatti, poi si è ritirato. Nei guai anche Pontus Tidemand, che si è fermato sul palco per lavorare su un problema meccanico della sua Ford Fiesta.

Neuville cede ad Ogier, botta e risposta sulle PS7 e PS8

La cronaca della PS7 e della PS8, che chiudono la tappa odierna del Rally MonteCarlo, non sono per nulla il racconto di una gara scontata. Come anticipato dalle dichiarazioni di alcuni protagonisti sulla sesta speciale, qui si scatenano gli appetiti verso la leadership. E si sa, l’appetito vien mangiando. Tornati sul percorso di Roussieux-Laborel, vinto già in mattinata da Sebastien Loeb, il Cannibale si ripete. Attacca.

Il francese della Hyundai rende felice il team principal Andrea Adamo: Thierry Neuville, a lungo incalzato da Sebastien Ogier, deve cedere il comando al rivale della Citroen. Loeb azzecca tutto, gomme comprese, e si aggiudica la PS7 con 4″4 di vantaggio su Eflyn Evans, al primo acuto del weekend.

L’inglese di M-Sport spinge a testa bassa e ritrova un ottimo feeling con gli pneumatici utilizzati. Ogier conclude terzo a 9″3 da Loeb e sfrutta al meglio una slick in più rispetto a Neuville, quinto a 24″7 da Loeb e a 15″ da Ogier. Tanak è costretto a cambiare la ruota anteriore sinistra della sua Yaris dopo essersi fermato a bordo strada a causa di una foratura.

A questo punto Tanak perde, forse definitivamente, il contatto con la vetta. Ma Toyota piange anche con Kris Meeke, arrivato con un distacco di ben 3’50” per lo stesso problema di Ott, una foratura. Ovviamente sulla PS8 si stravolge tutto. Il bello di questo MonteCarlo. Neuville si riscatta con una prova eccezionale, anche se Ogier riesce a contenerlo.

Sulla PS Curbans-Piegut Neuville si esalta. Azzecca la scelta delle gomme che gli permette di essere il più veloce in 13’25″5, sette secondi più veloce di un ritrovato Tanak. Toyota vuole entrare nella bagarre per la vittoria considerando anche il terzo posto di Jari-Matti Latvala in 13’34″8, primo della squadra giapponese nella classifica generale, dove è quarto a 1’25” dalla vetta.

A proposito di vetta: lassù ci resta Sebastien Ogier che sulla PS8 è solo quinto finale, a causa del fatto che aveva consumato tutte le gomme. È qui che Neuville gli rifila 12″. In ogni caso, il leader provvisorio della giornata è lui, davanti a tutti con appena 2″ di vantaggio sul pilota belga. Quarto posto per Andreas Mikkelsen, che diventa terzo assoluto e continua a lamentarsi delle gomme impiegate.

Sebastien Loeb scivola dal terzo al quinto posto nella generale e dopo la vittoria nella PS7, qui faticato più del previsto e chiude settimo a 22″4. Ancora una buona prova per Eflyn Evans (sesto) e Teemu Suninen (ottavo) mentre Kalle Rovanpera con la Skoda WRC2 si piazza nono davanti alla Yaris WRC Plus di Kris Meeke. Tra i WRC2, il leader a fine giornata è Gus Greensmith. Seguono Yoann Bonato e Stephane Sarrazin. Rovanpera è dietro e paga l’uscita di ieri. Primo degli italiani è Matteo Gamba.

La mattinata di sabato 26 gennaio si apre con la PS9 Agnieres en Devoluy-Corps di 29,82 chilometri. A vincere è uno scatenatissimo Ott Tanak, che sembra volersi lasciare alle spalle i problemi di ieri: 20’54”0 il suo tempo. Secondo è Meeke a 0”4 da Tanak, seguito a ruota da Ogier a 2”8, Neuville a 6”4 e Suninen a 17”6.

Solo sesto Loeb a 18”5, che respinge gli attacchi di Latvala, distante dal vertice della gara di 24”3. In questa prova non brilla Mikkelsen che si ritrova a 30”, seguito molto da lontano da Greensmith e Bonato. Questi primi dieci assoluti.

Alla luce di queste prestazioni resta in testa alla classifica assoluta di gara Ogier, con un tempo totale di 1.5’14”1, con alle spalle il pilota belga della Hyundai, che adesso si trova a 5”6 e Loeb, a 1’41”6, che si scambia la posizione con Mikkelsen. Il norvegese passa in quarta posizione nella classifica generale, staccato però di 1.44”9.

Quinto assoluto, al momento, è Latvala, con alle sue spalle (ma a quasi un minuto) Tanak e Evans (circa un minuto e mezzo) Evans. Solo ottavo Meeke, decisamente più prudente rispetto a come lo si vedeva in passato. Ma siamo solo alla prima gara della stagione 2019 ed è presto per esprimere giudizi. A completare la top sono Greensmith (WRC 2 Pro) e Bonato (WRC 2).

E anche la prova speciale numero 10 dell’ottantasettesima edizione del Rally MonteCarlo va in archivio. Una gara al cardiopalma, in cui tra i due litiganti, Ogier-Neuville, si inserisce in contropiede l’estone Tanak (nella foto Stefano Romeo), chiarendo un concetto chiave: Toyota vuole vincere. O quantomeno vuole il podio.

Il pilota di Toyota Gazoo Racing chiude in 10’12″1, con alle sue spalle un ritrovato Latvala, staccato di appena 5″8. Terza piazza per Neuville a 6″6. Risale Meeke che respinge gli attacchi di Ogier e si piazza quarto a 6″7, ad appena un decimo da Neuville, mentre il campione francese di Citroen è quinto a 6″9.

“E ‘stata una mattinata difficile, specialmente la prima tappa. Sono ancora contento dell’approccio prudente. È ancora tutto da giocare con Thierry, ma finora, tutto bene”, ha detto Ogier, che sta cacciando la sua sesta vittoria consecutiva al Monte-Carlo. Le gomme chiodate Michelin sono state l’opzione per tutti nel test di apertura, ma mentre Ogier ha scelto due gomme super soft sulla Citroën C3 per la prova successiva, Neuville ha criticato la decisione (sua) di montare gomme morbide sulla Hyundai i20.

“Forse non è stata la scelta migliore per le gomme. Avevo due soft quando avrei dovuto avere le super soft. Era più scivoloso del previsto”, ha ammesso. Suninen riesce a strappare il sesto miglior tempo assoluto in prova a 10″7 da Tanak. Solo settimo Loeb, staccato di 15″5 e con dietro Tidemand, che dal vertice della gara dista 22″4. A 45″7, con un bellissimo ex-aequo di 10’57″8, troviamo Rovanpera e Greensmith.

Le speranze da podio di Andreas Mikkelsen sono andate in frantumi quando il norvegese ha strisciato un muro all’esterno dell’ultima curva di Agnières-en-Dévoluy-Corpo e ha strappato la ruota posteriore sinistra dalla sua i20. Si è ritirato all’arrivo. La sua uscita di scena ha permesso a Jari-Matti Latvala di rilevare la terza posizione, anche se la sua Yaris era distante 1’40” da Neuville.

La PS10 ha fatto assistere a sfide bellissime, che stanno rendendo estremamente incerto quella che da sempre è la gara che vale un Mondiale. Dunque, resta in testa alla gara Ogier, seguito da Neuville a 5″3, ora Latvala a 1’45″5, Loeb a 1’50″2 e Tanak recupera la quinta posizione assoluta del Rally MonteCarlo a 2’25″2. Come dicono i suoi tifosi: ‘Diventerà campione del mondo quando capirà che non bisogna sempre strafare‘.

Primo degli italiani in gara al Monte 2019 è il veloce Matteo Gamba, seguito dal bravo Davide Caffoni e dal veloce Alessandro Gino. Anche in questo caso una meravigliosa sfida tricolore che vede la “nostra” bandiera sventolare in diciannovesima, ventesima e ventunesima posizione assoluta.

La PS11 Agnieres en Devoluy si trova a nord-ovest di Gap. È un continuo e tortuso saliscendi che porta dai 1263 metri sul livello del mare della partenza fino ai 924 in cui è posizionato il fine PS. Il primo passaggio della speciale è stato vinto da Ott Tanak in 20’54”0, che nella ripetizione ha limato il tempo precedente. Rispetto al passaggio precedente, dove i primi venticinque chilometri venivano dati come umidi e solo gli ultimi erano 5 asciutti, ma con tratti ghiacciati, ora la prova è molto sporca e poco ghiacciata.

Le due Hyundai e la Ford di Tidemand hanno montato quattro gomme neve chiodate e due soft, mentre Ogier, Suninen, Latvala e Meeke hanno scelto quattro pneumatici neve chiodati e due super soft. Solo Tanak usa quattro gomme neve non chiodate e due super soft. Il primo a partire in prova è Tidemand: 20’41”7. Niente male, viste le condizioni della prova speciale. Però, subito dopo, Suninen fa meglio di lui e se lo lascia alle spalle di 12”1. Arriva Kris Meeke: 19’59”6. Suninen si ritrova a 30” dal pilota Toyota e Tidemand a 42”1. ma questo è solo l’inizio.

La cronaca di questa bellissima prova speciale racconta che il miglior tempo lo stacca Ott Tanak, che fa la scelta più azzeccata di pneumatici: 19’54”5. L’estone spedisce Meeke in seconda posizione a 5”1. Terzo è Neuville, che tiene dietro Ogier, fermandosi a 6”9 da Tanak. Ogier è quarto a 8”1. Si rivede anche Loeb nelle zone nobili della classifica, quinto a 13”6 dal vincitore della speciale, e con alle spalle Latvala, Suninen e uno splendido Rovanpera. Nona e decima piazza per Tidemand e Bonato.

Ogier continua a credere nel successo. Il sesto, per lui, al MonteCarlo. Non vince la prova, ma resta al comando per 4”1 nella classifica assoluta di gara. Neuville resta tenacemente secondo a soli 4”1 da Ogier. Mentre Loeb scalza Latvala dal podio e si installa in terza posizione assoluta a 1’51”6 dal vertice. Il finlandese di Toyota, che retrocede in quarta posizione, è a 2”1 da Loeb e a 1’57”8 da Tanak. Meeke si trova in settima posizione assoluta, mentre lo straordinario Greensmith è addirittura settimo. A completare la top ten ci pensano Bonato, Sarrazin e Fourmaux.

Anche in questa prova, il primo degli italiani è Matteo Gamba, il secondo Davide Caffoni e il terzo Alessandro Gino. Nell’assoluta di gara mantengono lo stesso ordine. Invece, nella classifica di prova, tra Gamba e Caffoni c’è lo svizzero Burri e tra Caffoni e Gino troviamo il bravo e veloce Yates. La PS12 St. Leger les Melezes-La Batie Neuve 2 parte alle 14.08.

E anche sulla dodicesima prova speciale della giornata, Ott Tanak piega qualunque resistenza avversaria. L’ennesima conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, delle enormi potenzialità di questo giovane pilota estone, ogni anno sempre più forte, tecnico e imprevedibile. La PS è la St. Leger les Melezes-La Batie Neuve, dunque una ripetizione, con i primi 7 chilometri in salita e il resto in discesa. Ultima prova della giornata a cui segue un parco assistenza di 45 minuti e poi un trasferimento a sud, verso il Principato di Monaco. Il parco chiuso è previsto sul porticciolo di MonteCarlo alle 20:06.

Il leit-motive di questa prova speciale era la lotta per il primo posto fra Sebastien Ogier e Thierry Neuville e quella per il terzo posto fra Loeb, Latvala e Tanak in decisa rimonta (adesso è quinto assoluto nella classifica generale). Come detto la prova se la aggiudica Tanak: 9’53”2 il suo tempo. Il migliore. Meeke per poco non pareggia i conti: i due sono lì a mezzo secondo di distanza. Sarebbe stato bellissimo un ex-aequo in una gara così imprevedibile. Ogier, più cauto, è terzo e questo gli consente di mantenere il primato di tappa.

Ad un soffio da Ogier, forse meno, c’è il belga della Hyundai, Neuville, a 1”3 dal vertice. A due decimi da Ogier. Questo gli consente di mantenere salda la seconda posizione assoluta nella classifica generale, dietro ad Ogier, ma a soli 4”3. Il miglior quinto tempo in PS è dell’Extraterrestre, che sta cercando di prendere le misure con la Hyundai i20 WRC. Finisse qui la gara, Loeb salirebbe sul terzo gradino del podio a 1’58”7 da Ogier.

Ma questa è solo la fine di un’altra splendida giornata. Domani si pareggeranno i conti. Dietro Loeb c’è Latvala che, a questo punto, vuole quel terzo posto assoluto. Visto che ci si è ritrovato, sarebbe stupido non giocarsela. Purtroppo per lui, dovrà vedersela col compagno di squadra Tanak, che si è sbizzarrito e adesso gli è vicinissimo: ad appena 15” (2’16”0 da Ogier). Alle spalle del finlandese Toyota, se le suonano a colpi di temponi, Suninen e Tidemand, in prova settimo e ottavo, ma nella generale dodicesimo e quattordicesimo.

Chiudono la top ten assoluta della prova speciale numero 12 Greensmith e De Mevius, rispettivamente settimo e decimo nella classifica generale della gara. Non molto distanti: Rovanpera e Fourmax, poi Sarrazin, Yates, i nostri strabilianti CaffoniGamba, Katsuta Burri, Patera. A proposito di italiani al Monte: ricordiamo che Marco Paccagnella esce di strada sulla PS4, ma per fortuna non ci sono conseguenze per l’equipaggio, a parte il ritiro, mentre Claudio Marenco si ritira sulla PS7 per indisposizione fisica, non rientrerà in gara.

Ott Tanak prosegue nella sua straordinaria rimonta verso il podio. Lo fa a colpi di temponi. Quando il pilota estone si sveglia col piede giusto, riesce a regalare emozioni a non finire. Il tutto mentre Thierry Neuville porta avanti la sua lotta per il primato contro un osso duro come Sebstien Ogier, che non ha proprio nessuna intenzione di mollarlo.

In pratica il belga ha recuperato 1″ dopo il Col de Turini e recupera un decimo nella successiva speciale da La Cabanette a Col de Braus, per chiudere con un distacco irrisorio a due prove dal termine. Le strade sono pulite, a parte un po’ di ghiaccio. Ogier e Neuville hanno scelto gomme a mescola morbida Michelin, ma non è stata proprio una scelta felice.

Ancora un ingrediente in questo “magico” Rally MonteCarlo 2019: Sebastien Loeb, silenziosamente, punta al terzo gradino del podio ed è pronto a sferrare l’attacco a Tanak. Alla fine della PS14 il leader assoluto della gara è Ogier, ma Neuville è vicinissimo, a soli 3″2. Tanak, vincendo sia la PS13 sia la PS14, si ritrova terzo, ma a 2’12″3 da Ogier e poco meno da Neuville.

“Difficile, l’auto non è al cento per cento. Ho qualche piccolo problema”, ha detto Ogier, prima di allontanarsi rapidamente e rifiutandosi di parlare ulteriormente. Lui e il copilota Julien Ingrassia sono stati avvistati mentre lavoravano sulla loro Citroën C3 sul ciglio della strada lungo il tragitto verso la PS14.

Neuville era più loquace: “La prima fase è stata molto difficile da guidare, le gomme si sono surriscaldate abbastanza presto. Non ero contento della mia guida perché dovevo giocare troppo con le mappature del motore a causa del ghiaccio, e ho perso anche i freni. Insomma, poteva andare decisamente meglio“, ha detto il belga.

Intanto, Loeb ha agguanta la quarta posizione e si avvicina pericolosamente a Tanak. A soli 2″8. Altrettanto dicasi di Jari-Matti Latvala, quinto, ma ad un solo secondo da Loeb. A due prove speciali dal termine, sono in cinque a darsele di santa ragione, divisi in due gruppi. E due resteranno fuori dal podio.

Per la cronaca, sulla PS13, Tanak ha vinto con un tempo di 11’40″3, seguito da Neuville ad appena 1″9 e Ogier a 2″9. Quarta posizione per Meeke a 11″5 dal trio di testa e con Latvala e Loeb che impattano in un ex-aequo e sono a un solo decimo di secondo da Meeke. Due spine nel fianco. Settimo si è classificato Suninen a 22″6 da Ogier e a 11″ netti da Loeb, con alle spalle Ciamin a 26″8 dalla testa della classifica, Tidemand a 30£4 e Veiby a 33″3.

Anche la prova successiva, come detto è andata a Tanak, seguito da Neuville e Ogier, rispettivamente a 0″7 e 0″8. Dietro i trio che lotta per il vertice troviamo Meeke a 2″6, Latvala a 7″2, Suninen a 7″4, Loeb a 8″5. Bella prestazione di Ciamin, ottavo a 15″2. Sarrazin è nono a 23″1 e Rovanpera junior chiude la top ten a soli 23″3 dal vertice del Rally MonteCarlo. Matteo Gamba, Davide Caffoni e Alessandro Gino sono i primi tre equipaggi italiani, tra l’altro nei primi venti assoluti.

Neuville si aggiudica La Bollene Vesubie-Peira Cava

La PS15 La Bollene Vesubie-Peira Cava, 18,41 chilometri già visti, vedono imporsi Neuville con un tempo di 11’25″5, con a 2″8 Ogier. Tanak è terzo, a 3″8 da Thierry e a 1″ da Ogier. Meeke segna il quarto scartch a 5″7 dal vertice, Loeb è quinto a 9″0 e Suninen settimo con Tidemand ottavo e di appena 5″4 più veloce di Ciamin. Sarrazin chiude la top ten a 34″6 dal primo assoluto.

Quindi, si arriva alla partenza della PS16, l’ultima dell’intera gara, certamente la più attesa della settimana, con un podio ancora del tutto incerto. Ogier resta leader assoluto, ma nel frattempo Neuville gli rosicchia quasi tutto il vantaggio. I due sono separati da soli 0″4, mentre Andrea Adamo si rosicchia la mano destra e non accenna un sorriso.

Tanak ha messo i piedi sul podio, è terzo a 2’13″3, il massimo a cui poteva oggettivamente aspirare. Quasi un miracolo, compiuto come solo lui sa fare. Loeb è quarto a 8″ netti da Tanak e Latvala è quinto a 2″8 da Loeb. Anche in questo caso, si intravede una lotta tra titani. Sesta posizione assoluta per Meeke e straordinaria settima piazza per Greensmith, con alle spalle Bonato, Sarrazin e Fourmaux.

In questa prova, menzione d’onore Andrea Nucita, che segna addirittura il dodicesimo tempo assoluto: 12’03″3. Succede sempre quando decide di premere il tasto “off” del cervello. Complimenti, con l’auspicio di rivederlo più spesso, magari impegnato in un programma continuativo e solido. Bravi anche Mauro Miele, Gamba, Caffoni e Villa, rispettivamente diciannovesimo, ventunesimo, ventiduesimo e ventitreesimo.

La Cabanette-Col de Braus, la prova che fa la differenza

La PS16 La Cabanette-Col de Braus, anche questi 13,58 chilometri già visti, è chiamata ad emettere il vincitore assoluto della gara. I tornanti di questa prova speciale sono tutti in discesa i tornanti. Basti pensare che si parte da 1370 metri sul livello del mare e si arriva a 1000, poi si sale fino a 1188 metri, verso il Col de l’Able, e si conclude sul Col de Braus. A 990 metri di altitudine. Breve, ma davvero selettiva. La prova che può fare la differenza e, che, infatti la fa.

Il primo a partire è Kalle Rovanpera: 10’07″2 il suo miglior tempo. Ottimo. Ma verrà inevitabilmente stracciato, via via dai vari Meeke, tanak, Latvala, Loeb Neuville… Il miglior tempo in prova è quello di Meeke, ma le emozioni da batticuore arrivano da Tanak (9’43″1) e Neuville (9’43″0): un solo decimo il loro distacco in prova… Poi passa Ogier. Va così veloce che quasi non si vede: 9’41″2. Il secondo miglior tempo assoluto, a 3″9 da Meeke. Quanto basta per vincere la gara con appena 2″2 sul pilota belga della Hyundai, che sale sul secondo gradino del podio assoluto, con Tanak terzo.

Quinto si piazza Suninen a 8″5 da Meeke e con alle spalle Latvala che dal vertice dista 9″6, Loeb a 10″8, Tidemand a 21″2, Ciamin a 21″8 e Sarrazin a 29″1. Ai fini della classifica generale di gara, appena fuori dal podio si classifica Loeb, quinto è Latvala e sesto è Meeke. Da sempre in lotta per un “posto al sole” su queste strade ghiacciate, settimo è il bravissimo Greensmith che ha deliziato il pubblico assiepato sulle prove speciali del Rally MonteCarlo. Ottavo si piazza Bonato, che alla fine riesce a respingere i continui attacchi di Sarrazin e di Fourmaux, che chiude in decima posizione assoluta.

Degli italiani in gara, Miele è sedicesimo assoluto in prova. Villa è ventesimo. Gamba è ventitreesimo, seguito a ruota da Gino, Caffoni, Boland, Gecchele e Patera. Nella classifica generale Gamba è diciassettesimo, con alle spalle Rovanpera, Caffoni (diciannovesimo), Tidemand, Gino (ventiduesimo), Bauffon, Hernandez, Villa (ventiquattresimo), Boland (ventinquesimo), Patera (ventiseiesimo), Rossel e Gecchele (ventottesimo), Miele (trentesimo).

Il campione del mondo in carica, Sebastien Ogier, per la prima volta alla guida della Citroën C3 WRC Plus, ha concluso la seconda tappa del debutto stagionale della Fia World Rally Championship con un vantaggio di 2” netti sul rivale Thierry Neuville. I due hanno adottato strategie contrastanti con gli pneumatici per tutto il giorno sulle veloci prove a condizioni miste, che variavano dall’asfalto asciutto, all’asciutto, alla neve e al ghiaccio.

La giornata ha assicurato tanti colpi di scena in classifica per i piloti sulle strade del Cavatappi. L’annullamento della speciale di apertura della giornata ha inferto un duro colpo a Ogier e alla sua strategia di gomme. Neuville ha capitalizzato i successivi due tratti cronometrati per deporre il leader notturno Ott Tänak e cominciare a battersi con Ogier in un testa a testa incredibile.

“Solo io e Thierry siamo chiari nelle scelte, ma a Monte-Carlo le cose possono cambiare rapidamente”, ha detto Ogier. “È importante essere al limite domani, e in questo rally il limite è più sicuro che altrove. Posso fare ancora un po’ di più, ma al Monte una strategia un po’ più cauta può dare i frutti sperati“. Andreas Mikkelsen ha completato il terzetto di piloti in lotta per il podio finale. Il norvegese è salito al terzo posto nella prova speciale finale: ha matenuto un vantaggio di 7”4 rispetto alla Toyota Yaris di Jari-Matti Latvala, con il ritorno di Sébastien Loeb a 0”8.

Le scelte coraggiose di Loeb al debutto sulla i20 hanno visto il nove volte campione del mondo rimbalzare su e giù per la classifica. Vince due PS, nonostante una posizione iniziale bassa, il che significa che deve lottare con fango e ghiaia trascinati sulle strade da quelli che lo precedono. Elfyn Evans ha completato i primi sei equipaggi assoluti con la Ford Fiesta, piazzandosi davanti a un frustrato Tänak. L’estone è andato alla deriva di Ogier e Neuville, prima che una foratura gli facesse perdesse 2’20”.

Il compagno di squadra Kris Meeke ha sofferto due volte un problema simile sulla Toyota Yaris e ha perso quasi quattro minuti. Meeke è ottavo e con il leader della WRC 2 Pro, Gus Greensmith, e quello della WRC 2, Yoann Bonato, completa la top ten assoluta. Esapekka Lappi si ritira dopo aver rotto il quadrilatero anteriore sinistro e l’albero di trasmissione a seguito di un impatto. La penultima tappa di sabato viaggia a nord di Gap su strade familiari. Un doppio giro di due PS precede un lungo viaggio verso sud fino a Monaco per il finale di domenica.

Il Rally MonteCarlo è magico non solo nelle leggende. Quello del 2019, seppure incomprensibilmente compattato e tagliato da norme Fia che sempre più spesso si fatica a rielaborare, ha confermato in tutto e per tutto questa tesi. Bellissime le prove speciali, che hanno offerto un percorso rimodellato nel suo quaranta per cento e in cui la scelta delle gomme ha giocato un ruolo importantissimo.

Stupendi i nostri eroi, Sebastien Ogier, Thierry Neuville e Ott Tanak (rispettivamente primo, secondo e terzo assoluto) che hanno corso come se giocassero alla PlayStation, ma sfiorando tronchi di alberi e burroni ai 200 all’ora. Peccato non aver potuto vedere in questo confronto per il vertice Andreas Mikkelsen. Lui avrebbe reso tutto ancor più emozionante.

Un ringranziamento doveroso a tutti gli altri piloti e copiloti, da Meeke a Loeb, da Latvala a Suninen, da Tidemand a Ciamin e via discorrendo. Ma soprattutto grazie agli equipaggi di casa nostra, in particolare a quelli capitanati da Matteo Gamba, Davide Caffoni e Alessandro Gino. Loro sono tutti campioni a vario titolo. Altro che gentleman driver. Sono stati stupendi. Hanno corso una gara del Mondiale Rally, una delle più difficili, tra mille difficoltà. Nessuno di loro è un pilota professionista. Nessuno di loro ha risorse, fisiche ed economiche, illimitate.

Eppure, in particolare dal Day 2 si sono “inchiodati” tra i primi venti assoluti e non hanno mai perso un colpo. Si sono rivelati una spina nel fianco per professionisti e aspiranti tali. Bravi anche Villa e Patera, certo non aiutati dalla fortuna e forse, proprio per questo, bravi due volte. Anche loro, sempre lì a menare le danze con tenacia e coraggio.

Congratulazioni a tutti gli altri, anche a chi ci ha provato e si è dovuto ritirare. A tutti è dedicata la nostra gallery di immagini del Rally MonteCarlo 2019. Ovviamente, a tenere banco è stata la lotta per il vertice, che vedeva Neuville avvicinarsi pericolosamente ad Ogier e insediare la prima posizione assoluta, che dal Day 2 Ogier teneva stretta in pugno ma con un vantaggio risicato.