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Il futuro è adesso: la FIA rivoluziona WRC ed ERC

Oggi a Ginevra si è riunito per la prima volta in questo 2021 il World Motor Sport Council. L’incontro è stato presieduto dal presidente della FIA Jean Todt e dal vicepresidente Graham Stoker. I membri del WMSC si sono uniti in videoconferenza da tutto il mondo. Nel corso della riunione sono stati approvati i principi della nuova “piramide delle categorie rallystiche”, da implementare per WRC ed ERC.

L’ambizione di questa nuova struttura è quella di allineare i nomi dei Campionati con i nomi delle categorie di auto (ad esempio, le vetture Rally2 competono in WRC2 e le vetture Rally3 si sfidano nel WRC3), identificare un tema comune delle categorie Open e Junior tra le serie e rafforzare il posizionamento dell’Europeo come trampolino di lancio per il WRC che come obiettivo a sé.

Il WRC2, aperta alla categoria Rally2, sarà costituito da un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti under 30. Il WRC3, che sarà dedicato alle sole Rally3, comprenderà la serie Open e Junior per i rallysti al di sotto dei 29 anni.

Il titolo ERC2 non verrà assegnato dal 2022. Le vetture del Gruppo N e le Rally2 Kit saranno incluse nella classifica generale dell’ERC. In particolare, le auto R-GT saranno incluse in una categoria a sé stante dedicata alle R-GT.

Allo stesso modo, la classifica ERC3, aperta alla categoria Rally3, presenterà un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti Under 28, mentre la classifica ERC4, valevole per le classi Rally4 e Rally5, sarà divisa in Open e in Junior per i piloti di età inferiore ai 27 anni. Chi vince nelle serie Junior non potrà in futuro correre nella medesima serie.

Nel WRC e nell’ERC saranno attribuiti anche altri tipi di premi. Questi verranno assegnati prima dell’inizio della stagione, e Masters, per i piloti di età superiore ai 40 anni non inclusi. In conclusione, il consiglio ha approvato il regolamento tecnico finale delle nuove Rally1 Hybrid. Sono stati emanati ulteriori dettagli e novità tecniche sul motore 1.6 turbo, ma al momento non vengono pubblicati.

Ai Campionati Regionali Rally FIA sono state approvate le modifiche ai seguenti calendari 2021 a causa della pandemia da Covid-19.

FIA European Rally Championship

06-08 maggio (inizialmente 25-27 marzo)PortogalloRallye delle Azzorre
18-20 giugnoPolonia78 Rally Polonia 1
01-03 luglioLettoniaRally Liepaja 1
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale 1
27-29 agostoRepubblica Ceca.Barum Czech Rally Zlin 1
24-26 settembre (inizialmente 12-14 marzo)PortogalloRallye Fafe
22-24 ottobreUngheriaRally Ungheria 1
18-20 novembre (inizialmente 06-08 maggio)SpagnaRally Islas Canarias 1

1  Round del FIA ERC Junior Championships

FIA European Rally Trophy – Benelux Rally Trophy

09-10 luglioLussemburgoRallye Lëtzebuerg
28-29 agostoBelgioRally di Aarova
05-07 novembreBelgioRallye du Condroz

FIA European Rally Trophy – Celtic Rally Trophy

18-20 giugnoIrlandaRally internazionale di Donegal
25-26 settembreIrlandaRally internazionale di Cork 20
19-20 novembre (inizialmente 20-21 agosto)Gran BretagnaRally internazionale dell’Ulster

 FIA Asia-Pacific Rally Championship – Asia Cup

23-25 ​​aprile (inizialmente 26-28 marzo)IndiaRally dell’India meridionale
10-12 settembreGiapponeRally Hokkaido
22-24 ottobreCinaRally Longyou

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Pacific Cup

15-17 ottobreAustraliaRally delle colline di Adelaide
27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Finale

27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

FIA Middle East Rally Championship

28-30 gennaioQatarManateq Qatar International Rally
20-22 maggioGiordaniaJordan Rally
03-05 settembreLibanoRally del Libano
24-26 settembreCiproRally di Cipro
04-06 novembreKuwaitRally del Kuwait
TBA (inizialmente 18-20 febbraio)OmanRally di Oman

FIA African Rally Championship

23-25 ​​aprileKenyaRally dell’Equatore Kenya
25-26 luglioTanzaniaRally di Tanzania
20-22 agostoUgandaRally Perla d’Africa in Uganda
24-26 settembreZambiaRally Internazionale dello Zambia
05-06 novembreSud AfricaRally del Sud Africa
TBA (inizialmente 19-21 marzo)RuandaRwanda Rally di gorilla di montagna

Campionato FIA NACAM Rally

19-20 marzo (inizialmente 12-13 marzo)MessicoRally Colima
02-04 luglioCanadaRallye Int. Baie des Chaleurs
13-14 agostoMessicoRally Guanajuato
03-04 settembre (inizialmente 26-28 agosto)MessicoRally Sierra Juarez
25-26 settembre (inizialmente 28-30 maggio)BarbadosRally Barbados
27-28 novembreMessicoRally Montanas

Coppa FIA RGT

21-24 gennaioMonacoRallye Monte-Carlo
07-09 maggioFranciaRallye Ain Jura
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale
13-15 agosto (inizialmente 25-26 giugno)BelgioRally di Ypres
14-17 ottobreSpagnaRallyRACC Catalunya

Non vede ma vuole navigare: FIA e Aci Sport lo respingono

Francesco Cozzula è al quinto anno di battaglia personale e non si arrende. Il copilota di Osilo, disabile ipovedente balzato alle cronache per i suoi eccellenti risultati sportivi e per la sua lotta che lo contrappone a due federazioni, quella internazionale e quella italiana di automobilismo, che sostengono di non poterlo autorizzare alle competizioni.

Dal 2017, “le due federazioni mi impediscono nei fatti di fare lo sport che più amo e che ho dimostrato di saper fare per undici anni, grazie alla partecipazione a 69 gare dove ho conquistato anche titoli importanti. Sono l’unico navigatore rally, l’unico disabile visivo ad aver raggiunto questi traguardi”.

Cozzula affida ad una nota stampa la sua rabbia. “Non mi do per vinto e quotidianamente penso a quale azione possa far cambiare idea a chi sta nelle stanze dei bottoni di due federazioni che si fanno portavoce del valore di integrazione e sostegno ai disabili, ma che con i fatti chiudono la porta a una categoria di disabili”.

Cosa c’è di nuovo nella vicenda Cozzula?

A gennaio ci sono state diverse tappe importanti. Mercoledì 13 gennaio la Giunta Sportiva Aci Sport ha discusso il caso di Francesco per l’ennesima volta e da notizie giunte di straforo nulla di buono è scaturito. Il nostro Francesco il 19 gennaio ha chiesto in via ufficiale di conoscere quanto è stato detto nella seduta della giunta sportiva, “ma non è arrivata nessuna risposta. mi domando: perché questo silenzio? Cosa c’è da nascondere?”.

Giovedì 14 gennaio Francesco si è sottoposto alla visita di idoneità medico sportiva per la pratica dello sport automobilistico navigatore rally H. Anche questo anno la visita è stata superata con successo, “come avviene dall’anno 2005”. Nella stessa giornata è stata inviata tramite PEC ad Aci Sport la richiesta di Francesco di poter avere la licenza di navigatore rally H disabile, ma ad oggi nessuna replica.

Venerdì 15 gennaio, Francesco ha ricevuto dall’Istituto di Medicina dello Sport del CONI la relazione medica della visita effettuata in data 13 giugno 2017. Cosa c’è scritto nella relazione rilasciata a Cozzula? “In base alle conclusioni dei nostri specialisti oculista e neurologo, il soggetto presenta evidenti limitazioni oftalmologiche. Si rimanda al GDL Medico ACI per le debite conclusioni”.

“Questo documento mi è stato consegnato dopo cinque anni, e non comprendo il perché della mancata consegna negli anni precedenti, a fronte delle molteplici richieste fatte al CONI e ad Aci Sport”. Sabato 16 gennaio Francesco ha inviato un telegramma al presidente della federazione sportiva internazionale FIA Jean Todt chiedendo di poter parlare con lui. Ma, ovviamente nessuna risposta, anche perché sono passati appena dieci giorni e soprattutto perché Jean Todt in una situazione del genere non è la persona indicata a risolvere il problema.

In ogni caso, dominato dalla rabbia, Francesco Cozzula ha scritto a tutti i consiglieri regionali della Sardegna: Francesco Agus, Andrea Mario Biancareddu, Laura Caddeo, Sara Canu, Roberto Caredda, Emanuele Cera, Giovanni Chessa, Michele Ciusa, Angelo Cocciu, Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Salvatore Corrias, Michele Cossa, Carla Cuccu, Valerio De Giorgi, Roberto Deriu, Michele Ennas, Elena Fancello, Domenico Gallus, Gianfranco Ganau, Dario Giagoni, Eugenio Lai, Gianfranco Mariano Lancioni, Roberto Franco Michele Li Gioi, Diego Loi, Pietro Maieli, Desirè Alma Manca, Ignazio Manca, Alfonso Marras, Annalisa Mele, Giuseppe Meloni, Cesare Moriconi, Pietro Moro, Francesco Paolo Mula, Antonio Mario Mundula, Francesco Mura, Giorgio Oppi, Maria Laura Orrù, Michele Pais, Antonello Peru, Fausto Piga, Rossella Pinna, Andrea Piras, Valter Pischedda, Antonio Piu, Pierluigi Sai, Aldo Salaris, Gian Franco Satta, Giovanni Antonio Satta, Giovanni Satta, Stefano Schirru, Gian Filippo Sechi, Alessandro Solinas, Christian Solinas, Francesco Stara, Giuseppe Talanas, Stefano Tunis, Fabio Usai, Alessandra Zedda e Massimo Zedda.

Nella mail inviata ai politici sardi, manco a dirlo, c’è la storia di Cozzula e tutti i documenti che la caratterizzano, e chiede di poter essere ascoltato e aiutato. Se anche questo andrà a vuoto si vedrà. “Imbarazzante e frustrante – dichiara Francesco – che nessuno mi voglia ascoltare, assurdo che due federazioni non diano a noi disabili visivi l’opportunità di fare sport come è stata data ai ragazzi in sedia a rotelle”. Esatto, perché il problema non è solo di Cozzula, ma di tutti i disabili visivi.

“In undici anni e con 69 gare abbiamo dimostrato con i fatti che noi possiamo gareggiare come i nostri colleghi disabili. A ogni loro obiezione ho replicato con dati e fatti e loro fanno finta di non sentire. Inspiegabile perché non approfondiscano il caso, essendo un’unicità. In questo paese serve fare azioni plateali per ottenere qualcosa o serve avere la fortuna che qualche programma televisivo ti dia la possibilità di farti sentire”.

Il problema di fondo è che diventa inutile guardare al passato nell’ottica in cui prima erano in vigore determinate regole e adesso ce ne sono altre. E in nome della sicurezza vengono fatte rispettare. Poi possono piacere o non piacere, ma ci sono. E d’altra parte, fino ad ora non si è mai vista una prescrizione medica che imponga o autorizzi l’iscrizione ad Aci Sport.

Augurando a Francesco Cozzula il meglio, suggeriamo di rivolgersi alla UISP o a qualche altro Ente di promozione sportiva che sarà ben lieto di accoglierlo in manifestazione più consone e meno veloci dei rally attuali.

Raffaele Pelillo vice presidente FIA di Commissione

L’avvocato teramano Angelo Raffaele Pelillo è il nuovo vice presidente della FIA Electric & New Energy Championship Commission ed è stato confermato alla presidenza della Commissione Aci Sport Energie Alternative e Attività Sperimentali. Un ruolo di assoluto prestigio per un professionista valido e molto appassionato.

Angelo Raffaele Pelillo è titolare dello studio Pelillo & Pelillo Avvocati Associati, specializzato in diritto amministrativo, sportivo e civile. Dal 2017 presiede la Commissione Aci Sport Energie Alternative e Attività Sperimentali con passione e si impegna costantemente per la crescita del settore di competenza.

Sotto il suo impulso, la Commissione ha ampliato le proprie attività, non solo verso l’alimentazione elettrica, ma anche verso metano, biometano e gli altri carburanti alternativi che hanno fatto la storia della mobilità sostenibile in Italia.

Ha quasi cinquant’anni, è abruzzese e vanta un importante passato, presente e futuro nel mondo dello sport. Pelillo ha ricoperto l’incarico di giudice sportivo nel mondo del calcio dilettantistico ed è stato membro degli organi di giustizia di più federazioni sportive all’interno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Dopo due anni di serio lavoro, capacità di ascolto e presenza fisica in molte delle gare del calendario mondiale, il Consiglio Mondiale della FIA lo ha indicato come vicepresidente della stessa commissione.

WRC, Rally MonteCarlo: the show must go on

Il Rally MonteCarlo si farà. Era nell’aria da giorni, lo aveva confermato indirettamente due giorni fa anche il ministro della Salute francese, che aveva chiaramente parlato di una situazione stabile e fragile, annunciando restrizioni su tutto il territorio francese. Vero che il Principato di Monaco è uno Stato a sé ma da sempre si adegua alle decisioni importanti della Francia.

A poche ore dal via della competizione monegasca arriva per mail anche la conferma del prefetto del Dipartimento di Hautes-Alpes, location in cui si dipanerà la gara. Ad annunciarlo è Martine Clavel con un comunicato stampa che conferma quanto scritto ieri e il regolare svolgimento del rally. Dunque, il Mondiale riparte. Milioni di fans possono scrociare le dita. Ma i protocolli Covid-19 sono rigidi e imponenti.

Il parco assistenza di Gap e le prove speciali saranno sarà chiuse al pubblico: oltre a 150 commissari, ci sono circa duecento gendarmi con l’ordine di fare le regole e che hanno l’ordine di repsingere. Come sempre il Promoter WRC si impegna a garantire una buona copertura mediatica e televisiva sul sito dell’Ac Monaco e grazie a WRC+.

David Richards: ”Pensare alle persone che corrono”

Il presidente di Motorsport UK, David Richards, entra a gamba tesa nella discussione sulle nuove direzioni che il rallysmo sta prendendo. Richards, 68 anni splendidamente portati, ex copilota di Ari Vatanen nella stagione della vittoria del Mondiale Rally 1981, regista dell’ingresso di Subaru nei rally tramite Prodrive, di cui è ancora presidente, ha parlato con Elliot Wood, David Evans e Colin Clark della situazione del motorsport nel Regno Unito.

“Temo che il dado sia tratto”, ha detto Richards parlando del destino a breve termine del rallysmo nel Regno Unito. “Non va bene continuare a spingere l’acqua in salita e aspettarsi che la situazione cambi improvvisamente. Dobbiamo ripensare al modo in cui competiamo in questo sport ora. Dobbiamo guardare ai costi di partecipazione, dobbiamo guardare chi sono i nostri clienti”.

“Per troppo tempo abbiamo trascurato il partecipante, il concorrente che paga con i suoi soldi per costruire la propria auto e per poter competere nei rally – ha proseguito Richards -. Sono stati messi in secondo piano i “piccoli” e si è pensato solo ai team di punta, alle squadre dei Costruttori. “Dobbiamo iniziare a pensare ai clienti sportivi e dare loro il supporto che meritano davvero. Solo così riporteremo lo sport di nuovo ad avere un futuro”.

“Oltre ad attirare sempre meno concorrenti, il rally ha avuto un calo di attenzioni da parte degli appassionati, questo vale nel Regno Unito e non solo, dai tempi d’oro delle vittorie del titolo WRC di Colin McRae e Richard Burns nel 1995 e nel 2001 rispettivamente”. Se il pilota della Toyota Elfyn Evans fosse diventato campione lo scorso anno, il gallese avrebbe aumentato il valore promozionale dell’evento locale del WRC, che ora è fuori dal calendario per la seconda stagione consecutiva.

Ma oltre a fare affidamento su piloti di grandi nomi che portano i soldi attraverso le sponsorizzazioni, come può il rally rimanere rilevante nei prossimi anni? Non ho risposta Richards. “Tutto quello che sto suggerendo è che dovremmo avere una visione molto aperta”, dice. “Non dovremmo avere pregiudizi viziati dalle nostre opinioni sul passato. Per quanto ci piacerebbe tornare al passato, a volte non è possibile”.

“Le persone della mia età tendono a pensare che si possa in qualche modo riprodurre il passato, ma io credo molto nella giovinezza e ascolto i giovani, ascolto nuove idee e creo nuove idee e secondo me questo è ciò che gli inglesi e il loro Campionato hanno bisogno ed è ciò di cui ha bisogno il campionato del mondo”.

“I fan più anziani stanno solo cercando di ricreare quel passato per tutto il tempo, e non stiamo convincendo i giovani a salire a bordo. Ed è a questo che dobbiamo fare appello. Se dovessi chiedere a degli scolari cosa vogliono fare da grandi, temo che nessuno di loro avrebbe interesse per il motorsport”.

“Dobbiamo affrontare questo problema come fondamentale, come un nuovo punto di partenza. Porsi la domanda: quale direzione prendiamo per le persone nel motorsport? Corsa elettrica, corsa ibrida? Valutare tutte le soluzioni, seppure diverse, ma a lungo termine”. Una lezione quella di David Richards: no pregiudizi, guardare al futuro con fiducia, pensare soprattutto alle persone, il vero valore di uno sport.

WRC, regolamenti e calendari: quello che verrà

Il programma del WRC annunciato sul finire dello scorso anno, calendari gare e regolamenti, sono stati profondamente rivisti prima ancora che la serie iridata prendesse il via. Il Rally di MonteCarlo, in programma a fine gennaio, si disputa senza la notte, senza il Turini e in un formato smart. Scortato dalla gendarmeria.

La gara ha rischiato di essere posticipata per l’inizio delle vaccinazioni di massa. La seconda prova prevista del Mondiale 2021 – il Rally di Svezia programmato per febbraio ma traballante da mesi – è stata cancellata a causa dell’elevato numero di contagi e della crisi economica che le restrizioni necessarie per contenere la pandemia di Covid-19 stanno causando. È la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato fermato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. E più si va avanti negli anni e più il meteo continua ad essere un problema per la gara svedese, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

Da un po’ si parla di riformare l’evento, di riportarlo alle origini, quando era il Rally di Mezzanotte (Rally to Midnight Sun) in piena estate. Anni Cinquanta. Chissà. Intanto, nel WRC 2021, oltre all’assenza della gara svedese, si registra il forfait di altre due importanti corse. Kenya e Rally GB. Entrambi rinviati anche nel 2020 a causa dell’epidemia causata dal SarsCov2. Tre gare da sostituire e di corsa. Il Promoter del WRC e la FIA se lo aspettavano e, non è assolutamente un caso, avevano inserito per la prima volta nella storia delle gare di riserva, ben sei in un calendario di dodici.

Rally a porte chiuse

Sia al “Monte” sia negli altri rally del WRC (esclusa la Croazia che continua ad ignorare la pandemia), si cercherà di tenere lontani gli appassionati sia dalle prove speciali sia dal parco assistenza, motivo per cui i rally che si finanziavano col pagamento del biglietto per l’accesso alle PS sono diventati i più penalizzati dal divieto di creare assembramenti, vedi Svezia e Gran Bretagna (l’alternativa dell’Irlanda non ha ricevuto le dovute autorizzazioni dal Governo), che hanno già alzato bandiera bianca.

Per quanto sia una situazione soggetta ad evoluzioni, al momento (anche in Italia) sarà difficile poter ammettere il pubblico in prova speciale almeno fino all’estate. E se in Italia, spesso, si chiude un occhio e qualche volta anche tutti e due, al Rally di MonteCarlo la gendarmeria ha ricevuto istruzioni precise sul “respingere” chi tenta di entrare. Conoscendo i militari francesi, che non vanno troppo per il sottile, si sconsiglia il viaggio.

Come detto, nel calendario gare del WRC 2021 “salta” anche il Kenya. Già rinviato nel 2020, il ritorno del rally africano nel WRC sembra non essere possibile proprio per il fatto che non si potrebbe garantire una gara senza pubblico. Insostenibile in tutti i sensi. Pagante o non pagante, il pubblico è linfa ed essenza delle corse su strada.

Yves Matton aveva fiutato in anticipo il problema della regione dell’Africa e lo aveva programmato a fine giugno, nella tradizionale data di Ypres che, a questo punto, Covid-19 permettendo, sostituirà la corsa africana. Monza sarà di nuovo gara del WRC, in sostituzione del Rally GB. Gli organizzatori dei due Rally d’Italia sono avvisati. Se in quaranta giorni si è riusciti a stupire il mondo, adesso dovranno rimboccarsi le maniche e offrire il bis.

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Quella del WRC 2021 si apre come la stagione dei rinvii

Non vogliamo portare male, come si suol dire, ma siamo realisti e osserviamo attentamente quello che sta accadendo in questi primi giorni del 2021 con gli strascichi (e speriamo siano solo strascichi) dell’anno bisestile appena andato via. In Italia non è stata ancora approvata la bozza del calendario rally che abbiamo pubblicato e già sono state annullate o rinviate a data da destinarsi diverse gare.

A gennaio sarebbero dovuti iniziare i test delle nuove Rally1 che saranno schierate nel WRC 2022, ma poi tutto era stato rinviato a febbraio. Ora si parla addirittura di uno slittamento dei test di qualche mese e poi di una omologazione finale. L’ibrido. Le vetture con la corrente. Incrociamo le dita.

I motori delle Rally1 dovrebbero essere omologati il prossimo luglio, con tre mesi in più a disposizione per i team per lavorare sulle proprie vetture. Poi le specifiche dei motori ibridi saranno bloccate sino al 2026, un modo, secondo la FIA, per contenere i costi. Ma i costi potrebbero essere ridotti con la creazione di una nuova vettura regina su base R5. Magari così si potrebbero allungare i chilometraggi delle gare e i calendari e nel contempo risparmiare. Il resto sono chiacchiere…

Dunque, le squadre ufficiali testeranno lo sviluppo dei loro motori delle vetture 2021, con uno slittamento che pare abbia incontrato generalmente il favore delle Case. Cosa resta per terminare questa nuova tipologia di vetture? Resta da lavorare sulle parti ibride, le più importanti e delicate, ma anche in questo è stata rinviata la fase finale, che ora è prevista nella prima settimana di febbraio. Tutto in normale ritardo nella stagione dei rinvii.

Tutte le nuove regole del WRC 2021: power stage, TV…

WRC 2021, cambiano alcune regole della serie più spettacolare del mondo: power stage, TV… Il World Rally Championship, la massima serie rallystica riconosciuta dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), arriva alla sua quarantanovesima stagione nel 2021. L’equipaggio francese formato da Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono i campioni in carica, perché hanno vinto il loro settimo titolo nella finalissima di “Monza-Carlo’’. La Hyundai Motorsport, grazie all’ottimo lavoro dell’ingegnere Andrea Adamo e di tutta la squadra, si sono assicurati per il secondo anno consecutivo il titolo costruttori, battendo la temibile Toyota Gazoo Racing diretta da Tommi Makinen per l’ultimo anno.

Con l’ACI Rally Monza si è conclusa questa difficile e travagliata stagione ed ora è arrivato il momento di guardare verso un 2021 che sembra ancora più incerto della stagione che si è appena conclusa. Parlando di futuro, mercoledì 16 dicembre si è riunito il Consiglio Mondiale della FIA capitanato da Jean Todt, dove nell’ambito rally si è discusso del regolamento sportivo 2021 FIA per il World Rally Championship.

Nel campionato rallistico più importante al mondo verranno utilizzate per l’ultima volta le moustrose WRC Plus, dato che dal 2022 verranno bandite per non creare forti svantaggi con le meno performanti Rally1 ibride. Ora però scendiamo più nel particolare, andando a scoprire insieme a voi le principali novità del regolamento sportivo 2021 FIA per il World Rally Championship.

Partendo dal probabile calendario, il nuovo campionato avrà inizio a gennaio 2021 con il Rally di Monte-Carlo e terminerà a novembre 2021 con il Rally del Giappone. La serie sarà assistita dalle categorie minori, quali il World Rally Championship 2 e il World Rally Championship-3 in ogni round della stagione e dallo Junior World Rally Championship in solo alcuni eventi.

Le modifiche al regolamento sportivo del WRC 2021 riguardano l’assegnazione di punti Power Stage (art. 3.3.2.1) aggiuntivi ai costruttori, che saranno segnati dai due migliori equipaggi nominati dalla squadra e che arrivano tra i primi cinque della fase conclusiva, nell’intento di aggiungere ulteriori battaglie tra i team. Dato che la Pirelli sostituirà Michelin come unico fornitore di pneumatici nel 2021, la federazione ha deciso di assegnare nove giorni di test aggiuntivi a ciascuna squadra del WRC per adattarsi meglio ai nuovi pneumatici da utilizzare durante tutta la stagione 2021 (art. 68.4.4).

Dal 2021, secondo quanto detto nell’art. 67.1, verrà assegnato oltre i soliti titoli anche il ‘’FIA World Rally Championship for Teams’’. Questo premio dovrebbe andare ai team e non ai costruttori.

Delle modifiche sono state attuate sullo svolgimento delle prove speciali; nel punto 10.1.4 vien detto che la scelta e il tempo delle prove speciali devono permettere di evitare, per almeno le prime 15 vetture, eventuali sovrapposizioni televisive di prove speciali prima dell’inizio della seguente: le RC1 avranno un intervallo di tre minuti tra di loro alla partenza, mentre tutte le altre vetture (RC2, RC3, RC4 e R-GT) avranno un intervallo di almeno un minuto. L’art. 10.1.5, uno dei più rilevanti, afferma invece che la costituzione di qualsiasi itinerario che contenga più di quattro prove speciali (con l’esclusione di una prova super speciale, se presente) tra due servizi è soggetta all’approvazione scritta della FIA e del WRC Promoter.

Le nuove modifiche sullo svolgimento della PS portano dei lati positivi e nello stesso tempo negativi: con le nuove regole avremo meno prove speciali e, molto probabilmente, ci saranno format ed itinerari più ripetitivi. Guardano il lato positivo, dovremmo assistere a prove speciali più lunghe e si dovrebbe andare a migliorare il servizio di WRC+ All Live, evitando la fastidiosa sovrapposizione di due PS. Ovviamente, è giusto precisare, che la riduzione delle PS non sta a significare che le vetture non siano resistenti e adatte.

In conclusione, nel nuovo regolamento sportivo del WRC 2021 è stato dedicato uno spazio (art. 68.4.5) alle normative riguardanti i test delle nuove Rally1 ibride. La FIA ha aggiunto trenta giorni di test per far collaudare e testare alle squadre le vetture di nuova generazione. Le sessioni di test possono essere fatte in soli certi periodi, ovvero dal 1º novembre 2020 al 31 dicembre 2021 e dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. I team e i costruttori sono tenuti a utilizzare e completare la delega sui test disponibile presso la FIA almeno cinque giorni prima del primo giorno di prova.

JWRC: tutte le regole della nuova stagione

Lo Junior World Rally Championship (JWRC), campionato riconosciuto dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), arriva alla sua ventesima stagione nel 2021. Questa è una delle categorie automobilistiche più rilevanti e formative, perché ci sono molti equipaggi giovani che ambiscono a correre nella massima serie.

Gli svedesi Tom Kristensson e Joakim Sjoberg, con la classica Ford Fiesta Rally4 della Tom Kristensson Motorsport sono i campioni in carica. Il pilota svedese, grazie alla vittoria del campionato, può correre il World Rally Championship 3 nel 2021 con una nuova Ford Fiesta Rally2 che gli è stata conferita al termine dell’ACI Rally Monza.

Oltre alla vettura lo svedese ha ricevuto ben 200 pneumatici, la registrazione gratuita al WRC3 e cinque iscrizioni gratuite a cinque rally diversi. Parlando del futuro della categoria, sono state varati in questi giorni anche gli articoli del regolamento sportivo dedicato al JWRC. Andiamo a scoprire insieme i punti principali.

La serie di supporto del Campionato Mondiale Rally rimane un campionato riservato ai piloti di età inferiore ai trent’anni, mentre per i co-piloti non ci sono limiti di età. Gli equipaggi, in base all’art. 5.1, dovranno continuare ad utilizzare la Ford Fiesta Rally4 che viene assemblata dalla M-Sport Poland. La sezione dedicata allo JWRC la si può trovare all’ottavo appendice del nuovo regolamento sportivo 2021 FIA.

Il regolamento, nel punto 8.1, esordisce affermando che per la determinazione della classifica finale e/o provvisoria, i piloti e i co-piloti che totalizzano esattamente lo stesso numero di punti sarà deciso in base agli articoli seguenti. Secondo l’art. 8.1.1, il maggior numero di primi posti, poi secondi posti, poi terzi posti, ecc., raggiunti nelle classifiche finali del rispettivo campionato, contano solo quelle posizioni nei diversi rally che sono serviti a recuperare il totale dei loro punti.

L’art. 8.1.2 afferma che in base al maggior numero di piazzamenti migliori ottenuti nelle classifiche finali dei propri campionati rispettivi, prendendo in considerazione solo le manifestazioni a cui avranno preso parte tutti i piloti e/o co-piloti, un solo undicesimo posto vale più di qualsiasi numero di dodicesimi posti, un 12° posto vale più del 13 ° posto e così via.

In caso di una nuova parità, secondo l’articolo 8.1.3, la FIA stessa nominerà il vincitore e deciderà tra gli altri piloti e co-piloti ex æquo basato su tali altre considerazioni che lei ritengono opportuno.

Pronto l’aggiornamento della Skoda Fabia Rally2 Evo

Arrivano due giorni prima della Befana gli aggiornamenti della Skoda Fabia Rally2 Evo (omologazione FIA 1 gennaio 2021). La casa Ceca si è portata avanti col lavoro e mentre i dirigenti di Volkswagen Motorsport decidevano di chiudere gli stabilimenti, loro pensavano ad evolvere un ottimo prodotto che in Italia e in altri Paesi risulta essere in testa alle classifiche di gradimento.

Un lavoro continuo di affinamento, portato avanti da Jan Kopecký, Oliver Solberg, Kris Meeke, Pontus Tidemand, Andreas Mikkelsen ed Emil Lindholm. Gli aggiornamenti 2021 riguardano diversi aspetti tecnici. Nuove componenti disponibili prima del Rally di MonteCarlo del 21-24 gennaio.

Tra le novità della Fabia Rally2Evo 2021 c’è la nuova mappatura del motore turbo da 1.600 cc più un intercooler e un collettore di scarico interamente ridisegnati e grazie ai quali si è potuto ottenere molti benefici sulla potenza e sulla sua erogazione. C’è ora un cambio dai rapporti più lunghi, ideale per i rally veloci, che fa passare la velocità di punta da 187 a 202 km/h.

Mai in dubbio la stabilità su tutti i tipi di superficie, grazie alla “solita” trazione integrale e a una nuova specifica degli ammortizzatori ZF. Su questa versione aggiornata viene adottato un controtelaio sull’asse posteriore, che riduce al minimo il rischio di danni sulle strade sconnesse.

Scheda tecnica Skoda Fabia Rally2 Evo

Dimensioni

Lunghezza: 3999 mm Larghezza: 1820 mm Peso: 1230 kg Serbatoio di carburante: 82,5 l Consumo: 0,6 l / km SS

Motore

Motore: Quattro cilindri turbo, iniezione diretta Cilindrata: 1620 cm³ Max. potenza di uscita: 212 kW Max. coppia: 425 Nm Guidare: 4×4  Differenziali meccanici dell’asse (anteriore, posteriore) Trasmissione: Sequenziale a 5 velocità Elettronica: Magneti Marelli

Telaio

Dischi: 18 “(asfalto)  15 “(ghiaia) Freni: Alcon Dischi freno: 355 mm (asfalto)  300 mm (ghiaia) Sospensione: McPherson Pneumatici: Michelin


Jean Todt: ”Grazie Italia, grazie Aci Rally Monza”

“Un anno fa, nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa stava per accadere. E oggi sono in questa grande stanza vuota con solo pochi membri del mio team e più di 400 delegati collegati online… Il 2020 è stato davvero un anno impegnativo. Un anno di interruzioni nella vita di miliardi di persone in tutto il pianeta”. A dirlo non è uno qualunque, bensì Jean Todt nel corso della conferenza di fine anno.

Jean Todt è presidente della FIA dal 23 ottobre 2009. Ha corso nei rally come copilota ed è stato anche manager di Peugeot Talbot Sport, oltre che amministratore delegato della Ferrari Spa. Ancor prima era semplicemente il figlio di un medico di medicina generale, che studiava presso la EDC Paris Business School. Appassionato di gare automobilistiche sin da prima di pronunciare la prima parola, da ragazzo con un gruppo di amici aggiustava macchine al garage Madeleine ad Asnières.

Si appassionò allo sport automobilistico, in particolare ai piloti Jim Clark e Dan Gurney. Prese in prestito la Mini Cooper di suo padre per diventare pilota rally, prima di orientarsi verso la navigazione. Nel 1966, è copilota di Guy Chasseuil. Le sue grandi doti di calcolatore, stratega ed organizzatore ne fanno un navigatore di grande talento. Negli anni sarà copilota di Jean-Pierre Nicolas, Rauno Aaltonen, Ove Andersson, Hannu Mikkola, Jean-Pierre Beltoise, Bernard Consten, Jean-François Piot, Achim Warmbold, Jean Guichet, Jean-Claude Lefèbvre, Timo Mäkinen e Guy Fréquelin.

Da copilota a manager di successo

Molto presto, Todt lascerà il ruolo di copilota per dedicarsi alla gestione della squadra Talbot, filiale della Peugeot, e alle relazioni con la FIA, dimostrando il suo senso innato del management e dell’organizzazione. Nel 1981, è copilota di Guy Fréquelin, con il quale diventa vicecampione del mondo dei piloti di rally e campione del mondo Costruttori.

Nel 1981, si ritira dalla competizione come copilota e la direzione sportiva della Peugeot gli viene assegnata dal direttore generale Jean Boillot, mentre la società PSA Peugeot Citroën registra pesanti difficoltà finanziarie e di immagine. Mette le sue doti di rigoroso organizzatore e di stratega al servizio della creazione della Peugeot Talbot Sport, entità creata per permettere il ritorno nella competizione della ditta francese, e diventa capo progetto delle Peugeot 205 Turbo 16, Peugeot 405 Turbo 16 e Peugeot 905.

Insomma, Todt è un uomo che ne ha viste nella vita, ma un anno così non lo aveva mai avuto neppure lui. “La crisi del Covid-19 ha causato dolore ad alcuni, problemi finanziari a molti e ha cambiato la vita quotidiana di tutti noi. La speranza di un vaccino ora sembra essere all’orizzonte – aggiunge Todt -. Una ad una, le aziende farmaceutiche hanno annunciato risultati molto promettenti. Speriamo che le prossime settimane e mesi confermino questa nuova realtà, dandoci la prospettiva che le cose tornino alla normalità. Durante tutto questo tempo, non abbiamo mai interrotto la nostra attività, ma abbiamo dovuto riorganizzarla”.

Adattabilità e solidarietà anti-coronavirus

“Dall’inizio della crisi sanitaria, l’adattabilità e la creatività sono state al centro delle nostre azioni in FIA. Di fronte a questa situazione, il nostro obiettivo è stato chiaro sin dal primo giorno. Utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per supportare i campionati e le gare. E lo abbiamo fatto. Appena un mese dopo che la maggior parte del mondo era stata bloccata, già il 28 aprile, avevamo diversi scenari economici per superare questa crisi e abbiamo scelto la migliore strada finanziaria sostenibile”.

Jean Todt ha annullato la prima fascia di quote annuali dei club e distribuito oltre 8 milioni di euro ai suoi membri in difficoltà, nell’ambito del programma di sovvenzioni e dei progetti FIF, così come più di 230.000 mascherine chirurgiche in tutto il mondo. “Il riavvio dello sport motoristico è stato uno dei nostri imperativi”, prosegue Jean Todt.

Protocollo medico, Formula 1 e WRC

“Come tutti sappiamo, la Formula 1, seguita da molti altri campionati FIA, è stata la prima cosa che bisognava fare ripartire nel 2020. Grazie alle nostre federazioni, piloti, team, promotori, funzionari, volontari, uomini e donne dello staff FIA, abbiamo trovato modi sicuri e innovativi per continuare a presentare il nostro sport a milioni di fan in tutto il mondo. E quella è stata una sfida difficile!”.

Un encomio speciale per la Commissione Medica della FIA e il suo Presidente, Gérard Saillant, nonché per l’intera Amministrazione Sportiva della FIA. Il protocollo sanitario che hanno stabilito seguendo le raccomandazioni dell’OMS e dell’IFRC è stato fondamentale per il riavvio dello sport automobilistico.

“Alla fine, la F1 è stata in grado di tenere una stagione completa, con diciassette gare in sei mesi. È davvero un successo collettivo. Un ringraziamento speciale all’Italia che ha organizzato tre Gran Premi di F1 e due rally WRC, ad Austria, Regno Unito e Bahrain con due Gran Premi di F1 ciascuno. Ma c’è di più. In questo momento di grande incertezza, abbiamo dimostrato coesione e solidarietà!”.

“Altro campionato fondamentale era il WRC. La comunità dei rally è stata fantastica e ha creato un calendario di sette eventi con nuove sedi e nuovi formati come il Rally Estonia e l’ACI Rally Monza. Per il 2021, speriamo di tornare a un calendario più regolare. Il nostro sguardo punta diritto al 2022, con l’introduzione delle nuove vetture Ibride Rally1 e il rinnovato impegno dei Costruttori attualmente coinvolti”.

Poi, il capitolo sicurezza. “Lo sport automobilistico rimane pericoloso – conferma Jean Todt – ecco perché la sicurezza è una delle nostre massime priorità. Il 2020 è stato segnato dall’incidente di Romain Grosjean che avrebbe potuto avere un finale tragico. Siamo grati per il risultato positivo e possiamo salutare i significativi progressi compiuti in termini di sicurezza del circuito negli ultimi decenni. L’Halo ha già salvato diverse vite. Dobbiamo continuare i nostri sforzi per proteggere i piloti e i copiloti. Questo è il motivo per cui è stato creato un gruppo di studio sugli incidenti gravi”.

Calendario rally WRC 2021: Lapponia sempre più dentro

La FIA e il Promoter del WRC sono di nuovo al lavoro per ridare al Mondiale Rally un nuovo calendario rally, dopo averne partorito da poco uno che, causa Covid-19, è stato costretto a modifiche importanti prima ancora che prendesse il via la serie. Prima ancora che il disgraziato anno vecchio se ne andasse, facendo posto a quello nuovo, che ci si augura più clemente.

Saltate, infatti, le prove di Svezia, Kenya e Gran Bretagna, Yves Matton ha dovuto tirar fuori dalla manica due dei sei assi che si era tenuto da parte: Ypres e Monza. Il terzo gli è caduto per caso tra le mani, il rally in Lapponia, ed è in fase di valutazione, fattore che porta a ritardare la pubblicazione del nuovo calendario rally WRC.

Dalla Finlandia giungono ottime notizie e, se tutto riuscisse a concretizzarsi, allora la seconda prova del WRC 2021 avverrebbe alla data del 24-28 febbraio in Lapponia, con un ritorno in Finlandia a fine luglio. Anche l’Italia come la Finlandia ospiterà due gare del WRC: Sardegna e Monza a fine anno, ricollocato alla sua data originale, dopo che era girata una prima bozza che lo voleva nella data del Rally GB.

Bozza calendario rally WRC 2021

21-24 gennaioRally di MonteCarlo
24-28 febbraioArctic Rally Lapland
22-25 aprileRally della Croazia
20-23 maggioRally del Portogallo
3-6 giugnoRally Italia Sardegna
15-18 luglioRally di Estonia
29- luglio-1 agostoRally di Finlandia
20-22 agostoYpres Rally
9-12 settembreRally del Cile
14-17 ottobreRally di Spagna
11-14 novembreRally del Giappone
2-5 dicembreAci Rally di Monza

La FIA potrebbe cambiare idea sull’ibrido: ecco perché

Quando alla fine dell’anno scorso sono stati annunciati i nuovi regolamenti tecnici del Campionato del Mondo Rally per le auto Rally1, non c’era ancora la pandemia causata dal SarsCov2. Il mercato dell’auto aveva altri progetti. Le Case portavano avanti fusioni societarie per diventare sempre più presenti in un’ottica di globalizzazione. Poi, la crisi derivata dal Covid-19 ha costretto a rivedere tutti i piani. Il mercato dell’auto è crollato e le aziende hanno iniziato a frenare tutti gli investimenti previsti, per paura che la situazione potesse peggiorare.

Non c’è più lo stesso entusiasmo. I Costruttori del WRC inviano da tempo molti segnali alla FIA, auspicando in un ripensamento dell’ibrido nella massima serie internazionale dedicata ai rally. All’epoca erano necessari cambiamenti chiari, decisivi e progressivi per avvicinare i rally a quello che è il presunto Santo Graal moderno del motorsport: la propulsione alternativa. L’ibrido era davvero una nuova sfida? Era davvero una nuova frontiera? Gli ingegneri dei rally volevano veramente dimostrare di essere riusciti a domare anche la correte elettrica, rendendola “amica”.

In ogni caso, erano altri tempi. In un anno è cambiato il mondo. Lo stesso mercato dell’auto non corre più e, soprattutto, non corre più in quella direzione. La tecnologia ibrida, oltre che potenzialmente pericolosa per l’applicazione pratica nei rally, non è una novità. Basti pensare che Toyota ha aperto la strada nel 1997 con la Prius. La tecnologia ibrida è stata introdotta ventitré anni fa. Più che una novità, viene da pensare che non sapendo dove smaltire le vecchie batterie, si voglia portarle a nuova vita nei rally. Perché fare un salto di ventitré anni indietro?

Vero è che l’attività di marketing nel motorsport di alto livello è diventata sempre più “green”. Infatti, già mentre guardavamo emergere la Formula E con occhi scettici, dovevamo iniziare a capire che da lì a breve sarebbe stata necessaria una propulsione alternativa per i rally. L’entusiasmo iniziale sull’ibrido era legato alla possibilità di vedere coinvolti nuovi Costruttori nel WRC, ma se il rischio è quello di fare scappare anche alcuni dei pochi rimasti, forse vale davvero la pena iniziare a ripensare la previsione se introdurre queste nuove WRC Hybrid per il 2022. Vale la pena ripensare se l’ibrido inteso in questi termini deve essere la propulsione alternativa dei rally, facendo fare alla specialità un salto indietro nel tempo.

La FIA è rimasta sola. Ma a Parigi devono essersi accorti di essere gli unici “mammut” a volere la tecnologia ibrida nei rally e a spacciarla per una novità. Una novità di ventitré anni fa. Pensate un po’ se fosse stata commestibile questa novità… All’inizio c’erano quattro Costruttori coinvolti nel progetto di ibridazione delle auto da rally, ma adesso c’è il reale rischio di trovarsi al via del Rally di MonteCarlo nel gennaio 2022 con soltanto due Costruttori a contendersi le foto fuori dall’Hotel de Paris in Casino Square. Divertente, no?

È abbastanza incomprensibile che un Costruttore che ha investito più di cento milioni di euro nel WRC negli ultimi sei anni possa semplicemente alzarsi e andarsene. Però può capitare. E questo è ciò a cui dobbiamo preparaci se la nave della FIA non dovesse virare in tempo. Poi, inutile dare la colpa al “capitano Schettino” di turno…

Quello che negli anni abbiamo imparato sull’attuale team principal di Hyundai Motorsport, l’ingegnere cuneese Andrea Adamo, è che quando parla vuole essere ascoltato. Non parla a caso o senza motivo. Il signor Adamo parla molto ultimamente e si vede che lo fa perché non è contento della situazione. Si capisce. Si respira nell’aria che gli gravita intorno. Le attuali regole sono state formulate e concordate nei giorni in cui potevamo salutarci tutti con cordiali strette di mano, o abbracci. Quando Corona era solo una birra messicana.

Come si può portare avanti regolamenti che sono stati progettati per essere introdotti in un mercato che già ora ha pochissime somiglianze con il mercato in cui ci troveremo quasi inevitabilmente nel 2022? Se la pandemia globale non avesse cambiato tutte le nostre vite, il panorama commerciale sarebbe stato opportuno per questi regolamenti e avrebbe dato un’enorme visibilità al WRC. Ma la situazione è cambiata radicalmente. L’obiettivo non è più quello. È la sopravvivenza.

Nessuno sa come sarà il mercato automobilistico tra un anno. Ma quello che sappiamo è che le cose non saranno facili per nessuno dei nostri Costruttori e tantomeno per i responsabili marketing che cercheranno sempre più di investire solo in attività in grado di produrre valore. I regolamenti proposti forniscono valore e se non lo fanno, c’è un’opzione, un piano B, con nuovi regolamenti che lo facciano?

È ormai certo che se non dovesse esserci un piano B, Adamo prenderà il suo budget ridotto e lo spenderà in una serie che lui e i suoi responsabili delle attività di marketing riterranno in grado di fornire il giusto ritorno d’immagine. Adamo parla, ma non è una voce solitaria. Più e più volte, anche Malcolm Wilson ha manifestato tante perplessità sull’ibrido. Specialmente sui costi. Wilson aveva manifestato perplessità già quando nessuno sapeva cosa fosse il nuovo coronavirus e a cosa ci avrebbe costretto.

Abbiamo una grande speranza, visto che le persone sono considerabili intelligenti quando sono capaci di cambiare idea. Fino al 2022 c’è tempo. Prima che solo due Costruttori sviluppino auto per un Campionato che potrebbe fare ripiombare i rally in quell’oblio emozionale in cui li aveva trascinati Max Mosley, qualcuno dovrebbe cambiare idea. Già se ne parla di un cambio di idee. E questo è l’aspetto più positivo. Non sarebbe intelligente portare il WRC a un bivio.

La FIA a caccia di combustibili alternativi per le nuove WRC

La FIA e il Promotore WRC stanno ricercando potenziali candidati per mostrare l’ampia gamma di opzioni disponibili in tema di combustibili sostenibili e alternativi. Questa mossa annuncia significative modifiche ai regolamenti tecnici dal 2022, inclusa l’introduzione della tecnologia ibrida. Uno degli obiettivi chiave è migliorare la rilevanza tecnica tra le tecnologie utilizzate nel WRC e le tecnologie utilizzate per migliorare la sostenibilità delle auto di tutti i giorni.

I tre lotti afferenti all’appalto sono i seguenti:

  1. Carburante sostenibile, con il fornitore che produce e consegna un carburante o una serie di carburanti che possono essere utilizzati dai concorrenti di diverse classi nel World Rally Championship.
  2. Marchio delle stazioni di ricarica ibride plug-in nei parchi assistenza.
  3. Produzione e fornitura di energia sostenibile nel parco assistenza per coprire le esigenze degli stazioni di ricarica plug-in delle auto da rally e i requisiti generali di alimentazione del parco assistenza.

Le parti interessate possono richiedere uno o più pacchetti. I potenziali fornitori interessati a fare domanda per tutti e tre i lotti avranno l’opportunità di essere nominati “Official Energy Partner” del WRC. Avranno inoltre la possibilità di mostrare le soluzioni multilivello sviluppate nel campo dell’energia sostenibile, per ridurre le emissioni globali.

Yves Matton ottimista per Ypres, ma cosciente del periodo

Yves Matton dice di essere “ottimista” sul fatto che il Rally di Ypres dovrebbe disputarsi, come previsto, il mese prossimo. Il capo del WRC ha sottolineato che, nonostante ci sia un picco di contagi nel Paese, non sembrano esserci problemi con le autorità belghe. “L’evento è supportato e, per il momento, non c’è motivo di pensare ad un eventuale annullamento”, ha spiegato Matton. “Sono ottimista e fiducioso. Con l’Aarova Rally Oudenaarde, in Belgio, hanno organizzato la prima gara dalla fine di agosto”.

Il Rally di Ypres si svolgerà dal 19 al 22 novembre e gli organizzatori lavoreranno secondo il consueto calendario per mettere insieme un raduno: l’attuale pandemia Covid-19 è una preoccupazione costante, come vi abbiamo anticipato sta facendo tribolare molto gli organizzatori, ma non dovrebbe essere vittima del virus.

Il condizionale è d’obbligo in questi casi. Lo stesso Matton conferma che: “Non esiste una scadenza del virus, per cui sappiamo anche che, in questa situazione, purtroppo la cancellazione di una gara può avvenire pochi giorni prima del vie. Può accadere anche poche ore prima del via. Tutto quello che posso dire è che stiamo provando, con gli organizzatori e con le diverse parti interessate, a cercare di evitare che il Governo prenda una decisione pochi giorni prima dell’evento”.

La stragrande maggioranza delle persone che operano nel parco assistenza WRC, in viaggio in Estonia il mese scorso, avrebbe dovuto essere isolata per quattordici giorni all’arrivo nel Paese, ma un accordo mediato con Ratas ha assicurato che sia autorizzato il test Covid-19 all’aeroporto, con isolamento fino all’arrivo del risultato, quindi gara, a condizione che sia stato prodotto un risultato negativo.

Matton ha aggiunto: “La cosa più importante è avere il sostegno del governo. Secondo le normali regole in vigore, in Estonia non sarebbe stato possibile organizzare un evento di quella portata, ed è solo grazie al governo che ci siamo riusciti. Ad ogni Governo mostriamo l’Appendice S del regolamento FIA, relativo allo svolgimento di sport motoristici internazionali sotto restrizioni Covid-19. E tutto quello che stiamo facendo viene in genere apprezzato”.

“Corriamo in modo sicuro con regole sanitarie sicure che ci permettono di andare in alcuni Paesi in cui, normalmente, non saremmo autorizzati ad andare. Questa è la realtà. Se abbiamo il sostegno dei Governi, riteniamo che gli eventi non verranno cancellati all’ultimo momento. Ma la situazione cambia ogni giorno, per cui a volte gli stessi Governi non possono prendere impegni precisi. Spero che non sarà il caso del Belgio”.

Però, sta di fatto, che il Rally du Condroz è stato cancellato a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di nuovo coronavirus. Speriamo solo che questo non sia un campanello d’allarme e che Ypres abbia i suoi “Santi in Paradiso”, così come si spera che le capacità professionali degli organizzatori della gara valida per il Mondiale Rally possa essere uno dei parametri di valutazione. Tutto è sicuro, nulla è certo.