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Svelato il calendario WRC 2022: torna la Nuova Zelanda

Al termine della riunione odierna il Consiglio Mondiale della FIA, ha reso noto il calendario del WRC per la stagione 2022, anno in cui il Mondiale spegnerà le cinquanta candeline. Rispetto al calendario attuale, escono Arctic Rally, Ypres e ACI Rally Monza e tornano la Svezia e anche Nuova Zelanda e Giappone.

Il via sarà dato come di consueto al Rallye Monte-Carlo, in programma a fine gennaio con un percorso completamente rinnovato che vedrà il ritorno del Turini in notturna e la base della gara che da Gap si sposta al Principato di Monaco. Seconda gara in calendario la Svezia, che torna dopo l’assenza di questa stagione. Grandi novità anche per la gara nordica che cambia sede, dopo le tante polemiche per l’assenza della neve delle ultime edizioni, e si sposta da Kalrstard a Umea.

Terzo round la confermatissima Croazia, che dopo una prima edizione che ha riscosso gli applausi di team e appassionati. Quarto round il Portogallo che apre la serie di cinque rally consecutivi su sterrato, subito dopo la stupenda gara lusitana il circus si trasferisce in Sardegna per la quinta prova. Il RIS 2022, in programma dal 2 al 5 giugno, dovrebbe ritornare in quel di Alghero come base, mentre Olbia con molta probabilità ospiterà una super prova speciale nel cuore della città.

Dalla Sardegna si andrà in Kenya, per il Safari WRC confermatissimo in calendario anche nel 2022. Dal continente africano si sosterà da prima in Estonia e poi in Finlandia per i due rally più veloci del Campionato. Ancora da assegnare lo slot estivo (il nono in calendario) con una tra Nord Irlanda e Ypres candidate a ospitare l’evento.

Altra conferma quella della Grecia, mentre successivamente si vola in Nuova Zelanda per riabbracciare un territorio che manca dal lontano 2012 nel circus iridato. Gran finale con due round su catrame, il RallyRACC e il Giappone, nuovamente inserito in calendario nonostante le cancellazioni avvenute nel 2020 e 2021 a causa del Covid-19.

RoundRallyDate
1Monte-Carlo20 – 23 Gennaio
2Svezia24 – 27 Febbraio
3Croazia21 – 24 Aprile
4Portogallo19 – 22 Maggio
5Italia2 – 5 Giugno
6Kenya23 – 26 Giugno
7Estonia14 – 17 Luglio
8Finlandia4 – 7 Agosto
9Da definire18 – 21 Agosto
10Grecia8 – 11 Settembre
11Nuova Zelanda29 Settembre- 2 Ottobre
12Spagna20 – 23 Ottobre
13Giappone10 – 13 Novembre

La FIA a caccia di soldi: su WhatsApp si scommette

È uno degli argomenti più discussi del 2021. Sembra che la FIA abbia optato nella maggior parte degli eventi organizzati sotto la sua egida di rastrellare soldi a più non posso comminando una vera e propria pioggia di sanzioni. Sanzioni che, per carità, sono state date a concorrenti che in qualche modo non avevano rispettato i regolamenti e quindi che si erano messi nelle condizioni di essere beccati “sporchi”.

Però, quest’anno più che mai, abbiamo visto infliggere centinaia di sanzioni sono precise e velocissime: roba da cecchini. Questo comportamento ha già portato alcuni studiosi del motorsport ad effettuare delle “analisi-studio” sulle ricchezze raccolte dalla Federazione Internazionale dell’Automobile nel corso dell’anno. La media delle multe nell’ERC, ad esempio, si aggira intorno ai 15.000 euro a gara.

Nella comunità del motorsport, questa posizione della FIA ha portato anche a critiche, a volte al vetriolo e a volte ironiche. Recentemente sono stati creati gruppi WhatsApp in cui ci assegnano premi al vincitore della scommessa che si fa tra giocatori-iscritti: bisogna indovinare le somme di denaro che finiranno nelle tasche della FIA in ciascuna delle manifestazioni e anche i possibili motivi che porteranno l’idrovora della FIA a prosciugare le finanze dei piloti applicando sanzioni.

Una delle penalità che, senza dubbio, ha generato più polemiche e sarcasmo è stata quella applicata a Yohan Rossel nel Rally dell’Acropoli. Molti concorrenti hanno lamentato alcune delle azioni ispettive svolte dai commissari tecnici della Federazione Internazionale. All’ultimo Rally delle Azzorre, invece, controllavano l’utilizzo del sottocasco a fine PS.

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Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Elfyn Evans contro power stage e ”furbetti della classifica”

Si è svegliato di buon umore, ma deve aver dimenticato a casa il tipico aplomb che secondo una leggenda metropolitana avrebbe contraddistinto i suoi connazionali nel secolo che ci siamo lasciati alle spalle ormai da oltre un ventennio. E così, Elfyn Evans apre la giusta e condivisibile polemica di fine luglio su tutti i canali mediatici internazionali e si scaglia contro la power stage e contro i “furbetti della classifica”. Secondo Evans, è ora di finirla con una regola che penalizza chi lotta al fronte, nelle PS, per tutta la gara e agevola chi invece si concentra quasi esclusivamente solo su quella per salvarsi in classifica.

Secondo il pilota Toyota è giunto il momento di cambiare. “C’è chi lotta e per tutta la gara, e magari è sesto o settimo assoluto, ma si trova in quella posizione per meriti, perché ha preservato l’auto, perché ha avuto un weekend difficile, perché non ha rotto, perché ha attuato una strategia per le gomme… Poi c’è chi si è ritirato giovedì, ha salvato le gomme e torna per vincere solo la power stage e prendere comunque 5 punti bonus. Cioè, c’è chi fa un intero rally per 8 punti e chi fa una sola tappa corta e ne prende 5”. Una palese ingiustizia che, tra l’altro, non valorizza l’auto davvero più vincente, quella che non si rompe mai né sulla terra e né sull’asfalto.

“Ci deve essere una sproporzione”. Vero è che la buona gestione delle gomme tra dure e morbide negli rally su terra ha fatto una grande differenza in termini di strategia. In genere abbiamo una quantità limitata di gomme morbide e se qualcuno riesce a salvarle può ritrovarsi a vincere, o comunque a fare la differenza. Lo abbiamo visto nei rally passati, alcuni equipaggi si sono ritirati e poi sono arrivati domenica alla power stage con pneumatici nuovi di zecca, mentre io ero lì con due slick sul retro e due gomme decenti davanti. Non hai possibilità di lottare per quei punti bonus. Non sembra, è ingiusto. Bisognerebbe mettere tutti sullo stesso livello, con quattro gomme nuove”.

DirtFish ha posto la questione a capo della Commissione Rally FIA, Yves Matton, che al sito americano ha risposto nel seguente modo: “Non è bello. Non ho una risposta adeguata oggi. Quattro nuovi pneumatici per power stage potrebbero essere una risposta, ma d’altra parte non è nella tendenza di ciò che stiamo facendo in termini di risparmio e sostenibilità. Stiamo cercando di ridurre il numero di pneumatici. Di sicuro, questo approccio non funziona, è qualcosa che dobbiamo valutare”. Ott Tänak, ad esempio, ha vinto il maggior numero di power stage in questa stagione e in due occasioni (Portogallo ed Estonia) ha ottenuto il massimo dei punti bonus senza ottenere altri punti per il campionato. Eppure, nella scorsa stagione e in questa non sta brillando per nulla.

Vi aspettiamo in edicola dal 5 agosto 2021: condividiamo passione

Copertina RS e oltre agosto 2021

Ufficializzate 9 gare del WRC 2022: c’è l’Italia e manca la Finlandia

Come avevamo annunciato alcuni giorni fa in un articolo, la FIA e il Promoter WRC hanno discusso e successivamente annunciato i primi nove appuntamenti del WRC 2022. Rispetto a quanto vi avevamo anticipato ci sono alcune sorprendenti novità nel calendario.

La più grande riguarda l’esclusione (si spera momentanea) della Finlandia, mentre la new-entry Acropoli è stata confermata anche per il 2022. La stagione si aprirà ufficialmente con il Rallye Monte-Carlo, in programma dal 23 gennaio, seguito dalla Svezia, che si sposta (non solo di location) a fine febbraio (27 febbraio) per non sovrapporsi alle Olimpiadi invernali in programma a Pechino. Non sono state annunciate date per gli altri sette round confermati, ma Portogallo, Italia-Sardegna, Kenya, Giappone, Spagna, Estonia e Grecia faranno tutti parte del WRC nel 2022.

Le restanti quattro gare saranno annunciate in un secondo momento, probabilmente tra settembre e ottobre, diverse sono le “candidature” dalla Finlandia – che salvo imprevedibili cataclismi dovrebbe occupare una slot – a Croazia, Irlanda del Nord, Australia, Nuova Zelanda e Argentina. Messico, Cile e Ypres si giocano i restanti tre posti.

RallySlalom e oltre di luglio 2021: condividiamo passione

Copertina RS e oltre luglio 2021

WRC 2022: FIA al lavoro per il nuovo calendario

Lavori in corso in FIA, dove in queste giornate si discute il calendario del WRC 2022 che potrebbe essere ancora condizionato dalla pandemia Covid-19. Al momento le gare con un posto quasi certo in calendario sono undici, mentre per i restanti due posti è lotta apertissima tra diverse candidature ufficializzate e altre che hanno il sapore dei sogni…

La stagione si aprirà come di consueto col tradizionale appuntamento del Rally Monte-Carlo, che dovrebbe abbandonare Gap per tornare nel Principato, seguito dalla Svezia, che dopo diversi tira e molla avrà una nuova sede, che (speriamo) possa garantire la giusta quantità di neve sulle prove. Conferme a pieni voti anche per la Croazia, il Portogallo, la Sardegna, l’Estonia, il Kenya, la Spagna e il Giappone. Solo una (al momento) la new-entry che dovrebbe essere il Nord Irlanda.

A queste undici gare dovrebbero aggiungersene altre due, naturalmente situazione Covid-19 permettendo, le candidate sono il Messico e Argentina per quel che riguarda il Sud-America e Australia e Nuova Zelanda per l’Oceania. Si aggiungono l’Acropoli, che una volta tornato nel giro che conta farà di tutto per restarci, Ypres, che potrebbe giocare la “carta Penasse” che farà il diavolo a quattro per tenere la sua creatura nel Mondiale Rally. Paiono scarse se non nulle le possibilità di rivedere nel circus WRC l’Arctic Finland e il Cile, mentre della candidatura USA non c’è traccia. A breve si dovrebbe avere una prima bozza di calendario, che sarà poi ufficializzato con molta probabilità il prossimo autunno.

Il prossimo numero di RallySlalom e oltre sarà in edicola dal 7 luglio

Copertina RS e oltre luglio 2021

CIR, CIRA, CIWRC: la mia idea e quella di Aci Sport

Seguo con attenzione, come d’altronde tutti voi, i progetti della Commissione Rally Aci Sport sul rallysmo del futuro, quello che dovremmo ritrovarci tra le mani dal 1 gennaio 2022, con la speranza che l’emergenza sia davvero finita. In federazione ci sono più anime che si dibattono sull’argomento. I nomi contano poco, al momento, ma c’è chi si dibatte per rifondare i rally e per tornare un po’ alle origini, specialmente ora che non ci sono più Costruttori, e chi punta a tagliare ancora rispetto al 2019: al momento, la maggioranza politico-sportiva vuole rally CIR da massimo 120 chilometri di PS.

Il problema non è soltanto la lunghezza, o la cortezza, dei rally tutti e non solo di quelli Tricolore. Il calendario gare è il principale problema: è ingolfato e non ben sfruttato nelle sue potenzialità. Parto dalla fine: non si può vietare ad un organizzatore di organizzare una gara. Certo, ma siccome il calendario è intasato e spesso alcune gare fanno da tappo e poi non vengono disputate, si potrebbe chiedere una caparra di 5.000 euro per ciascuna gara messa a calendario (se un organizzatore non ha i 5.000 euro da anticipare non è da considerare un organizzatore). Se il rally si disputa i soldi vengono restituiti, altrimenti i 5.000 euro per rally non organizzato e messo a calendario vengono incassati e magari destinati ai praticanti. Volete scommettere che in un solo colpo ci ritroviamo con il 20-30% di gare in meno? Però serve coraggio. O quantomeno servirebbe evitare scelte gattopardesche. Perché i numeri non sbandierano mai necessariamente qualità.

Focalizzando lo sguardo sull’organizzazione delle serie Tricolore, credo che i “Campionati Italiani duplicati” come CIRA, CIWRC e IRCup sono un inutile pastrocchio sotto gli occhi di tutti. Su questo punto, al di là delle mie approfondibili o urticanti idee (dipende con chi parlo in federazione) ho posto al presidente della Commissione Rally Aci Sport, Daniele Settimo, la seguente domanda:

Presidente parlo di CIWRC. Mi chiedo, così che senso ha? E mi spiego meglio. Se resta CIWRC dovrebbe incentivare la partecipazione di quelle vetture, le WRC. O gli si potrebbe cambiare nome. Ma a questo punto diventerebbe ancora più evidentemente che è un duplicato del CIRA. Esiste una soluzione che dia valore a questa serie? Ed eventualmente, quale potrebbe essere la prospettiva?

Stella d'argento del Coni per Daniele Settimo
Stella d’argento del Coni per Daniele Settimo

“Il senso dell’esistenza di una serie la dà i numeri dei partecipanti non solamente iscritti alla serie, cioè il numero in questo caso dei partecipanti al Campionato Italiano Rally WRC, ma anche il numero dei partecipanti alle singole gare di questo campionato – ha risposto Daniele Settimo -. Questi numeri danno al momento assolutamente ragione all’esistenza di questa serie. Ma la risposta a questa domanda implica un modo di guardare ai problemi che guarda a 360° gradi alla disciplina dei rally”.

“Riflettere su l’attuale assetto dei campionati è qualcosa che deve essere valutato in ordine all’intero sistema dei rally dove tutte le serie rivestono appeal ed importanza, occorre guardare al complesso e variegato mondo del rallysmo in maniera totale e poi andare a valutare i singoli ambiti questo è il lavoro che sta svolgendo la Commissione Rally, ritengo che i dati di partecipazione e di attrazione registrati al momento siano molto soddisfacenti, certamente l’obiettivo è sempre migliorare ma con attenzione cercando di non fare passi indietro – aggiunge il presidente della Commissione Rally -. Io credo che uno dei meriti maggiori che posso ascrivere a questa Commissione e al mio lavoro come Presidente della stessa è proprio quello di aver sempre preso decisioni pensando a quanto queste poteva ricadere su tutto il sistema”.

“In tal senso prosegue il lavoro, come sempre partendo dai report dei supervisori federali a cui si aggiungono i dati relativi alla partecipazione ed alle ricadute in termini di comunicazione, e valorizzazione dello sport anche sul territorio, dati ormai imprescindibili, chiaramente la riflessione parte dalla stato attuale del CIWRC in un ambito che non sia determinato solo dalla tipologie di vetture, che ormai sono un po’ datate e ben vedere, mentre le nuove vetture R5 hanno raggiunto dati prestazionali simili quasi e questo è un buon argomento da valutare attentamente. La riflessione di base riguarda soprattutto la vettura WRC nei suoi aspetti tecnici, nelle sue evoluzioni, nella capacità di esprimere qualcosa di differente e meglio rispetto alle R5. Ed infatti sono argomenti che stiamo analizzando con estrema attenzione”.

“La Commissione Rally di ACI Sport ha negli anni fatto di tutto per incentivare l’utilizzo delle WRC e i vincitori di questi anni sono stati tutti piloti che correvano con vetture WRC – prosegue Settimo -. Abbiamo aperto alle WRC Plus con prudenza e qualche limitazione, e anche questo è stato fatto come un incentivo per la serie, io credo che dal punto di vista della Comunicazione questo abbia sicuramente reso sicuramente qualche cosa di più alle gare, penso che l’esperienza potrà essere ripetuta saltuariamente”.

“Torno a dire che il valore del Campionato Italiano Wrc è altissimo e che parlare di copia di altri campionati è un po’ miope anche dal punto di vista tecnico. Un campionato che ha al suo interno gare prestigiose come il Rally dell’Elba, il Rally del Salento, il Rally di Alba, il Marca Trevigiana, il Rally del Friuli, il Rally di San Martino di Castrozza, e il Rally Trofeo ACI Como potrà essere solamente cosa unica e non copia di niente anche parlando delle vetture impegnate. L’oggetto della discussione è diverso: dove vanno le WRC, le evoluzioni, il suo mercato, i potenziali piloti e team che si possono dotare delle evoluzioni più moderne di questa vettura, la loro competitività. Su questi temi si sta sviluppando il nostro lavoro, e naturalmente anche su come non perdere con decisioni affrettate un patrimonio di gare come quelle appena elencate”.

Marco Pollara, Targa Florio 2021

Non alcun dubbio sulla passione e sull’impegno che Daniele Settimo e la Commissione Rally profonderanno per raggiungere i dichiarati obiettivi, ma mi sia consentito fare notare i citati numeri si traducono i soldi (per la federazione) e non necessariamente in ottimi piloti e copiloti. Sono del parere che i regolamenti formano gli sportivi e fino a prova contraria l’automobilismo è uno sport. Quindi, una federazione dovrebbe perseguire al meglio la mission dell’educazione ai valori di competizione, lealtà e solidarietà tra piloti e copiloti. Insomma, smettendola di far credere che i “nostri” sportivi sono “diversi” dagli altri, Aci Sport dovrebbe fare esattamente come la FIA dimostra di saper fare nelle serie internazionali (5 categorie, al posto di 57 classi). O come la federazione francese attua all’interno dei suoi confini.

Per risolvere il problema dei Campionati Italiani duplicati come CIRA, CIWRC e IRCup, c’è bisogno di scelte di coraggio. Tipo? Vorrei per gli sportivi un CIR semi professionistico e ricco di trofei monomarca, in grado di spingere i “nostri” migliori piloti verso l’Europeo o meglio verso il Mondiale, dove per ora, da anni, prendiamo solo sonore sberle. Il giusto compromesso potrebbero essere 6 prove (50% terra e asfalto). Lunghezza minima per ogni gara 150 chilometri, massima non contemplata e format non predefinito, così che ogni rally del massimo campionato possa avere una sua anima unica e non fotocopiata.

Cancellerei la parola CIWRC, ma non la serie che ha un calendario rally di primo livello. Il CIRA dovrebbe prendere il posto del CIWRC, che diventerebbe il Campionato dei gentleman driver, giovani e diversamente giovani. E ammetterei le WRC in tutte le gare, comprese quelle del CIR, mandandole regolarmente a punti. La trasparenza in classifica è un’ingiustizia sportiva. Infine, valorizzerei il CIRT e non toccherei la Coppa di Zona, che gira a meraviglia. La Commissione Rally sta lavorando alle serie Tricolore del 2022 e noi di RS gli auguriamo di lavorare in serenità, sperando che vengano prese in considerazione le richieste di cambiamenti radicali. Siamo nelle loro mani.

RallySlalom e oltre di luglio 2021: siamo in edicola

Copertina RS e oltre luglio 2021

Indagine FIA su Safari: la VW di Rai aveva roll-bar compromesso

La Federazione Internazionale dell’Auto, sempre molto attenta alla questione sicurezza dei piloti e delle vetture, ha aperto un’indagine subito dopo l’incidente della Volkswagen Polo GTI R5 di Tejveer Rai, il fratello del vincitore del WRC3, al #Safari. Si è scoperto che la Volkswagen Polo GTI R5 di Rai (il copilota è rimasto gravemente ferito nell’incidente) era stata alleggerita non proprio a dovere: la qualità del roll-bar era stata pesantemente compromessa per ridurre ulteriormente il peso dell’auto #WRC.

Queste informazioni provengono da fonti interne alla FIA che le hanno rese pubbliche. Si attende la fine di questa indagine per poterne sapere di più e poter ulteriormente capire i dettagli di cosa realmente è successo.

Rally4: omologata la Renault che sfida Peugeot e Ford

Settimana di omologazioni in FIA. Dopo il via libera ricevuto nella giornata lunedì dalla Ford Fiesta Rally3, che tra l’altro debutterà su asfalto in Italia al Sanremo, nella giornata di ieri è stata la volta della nuova arma di casa Renault, la Clio Rally4 vettura che andrà finalmente a confrontarsi con la Peugeot 208 Rally4 e con la Ford Fiesta Rally4. Benoît Nogier, direttore commerciale Renault Sport Racing ha espresso soddisfazione nell’annunciare l’avvenuta omologazione.

“Questa omologazione premia il grandissimo lavoro svolto dai nostri ragazzi del reparto sviluppo e progettazione: hanno svolto un lavoro incredibile per omologare la vettura e siamo orgogliosi di questo progetto. La vettura è stata progettata senza compromessi in termini di prestazioni, sicurezza e divertimento e si adatta perfettamente a qualunque fondo”.

“Il nostro obiettivo è uno solo, diventare il riferimento della categoria Rally4. La vettura corrisponde perfettamente alle richieste della Rally4, lo abbiamo dimostrato nelle difficili PS affrontate al MonteCarlo. Il prossimo passo sarà quello delle consegne delle vetture ai nostri clienti e il debutto ufficiale che è previsto nella primavera. Stiamo già lavorando ad alcuni importanti progetti che a breve illustreremmo”.

Il futuro è adesso: la FIA rivoluziona WRC ed ERC

Oggi a Ginevra si è riunito per la prima volta in questo 2021 il World Motor Sport Council. L’incontro è stato presieduto dal presidente della FIA Jean Todt e dal vicepresidente Graham Stoker. I membri del WMSC si sono uniti in videoconferenza da tutto il mondo. Nel corso della riunione sono stati approvati i principi della nuova “piramide delle categorie rallystiche”, da implementare per WRC ed ERC.

L’ambizione di questa nuova struttura è quella di allineare i nomi dei Campionati con i nomi delle categorie di auto (ad esempio, le vetture Rally2 competono in WRC2 e le vetture Rally3 si sfidano nel WRC3), identificare un tema comune delle categorie Open e Junior tra le serie e rafforzare il posizionamento dell’Europeo come trampolino di lancio per il WRC che come obiettivo a sé.

Il WRC2, aperta alla categoria Rally2, sarà costituito da un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti under 30. Il WRC3, che sarà dedicato alle sole Rally3, comprenderà la serie Open e Junior per i rallysti al di sotto dei 29 anni.

Il titolo ERC2 non verrà assegnato dal 2022. Le vetture del Gruppo N e le Rally2 Kit saranno incluse nella classifica generale dell’ERC. In particolare, le auto R-GT saranno incluse in una categoria a sé stante dedicata alle R-GT.

Allo stesso modo, la classifica ERC3, aperta alla categoria Rally3, presenterà un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti Under 28, mentre la classifica ERC4, valevole per le classi Rally4 e Rally5, sarà divisa in Open e in Junior per i piloti di età inferiore ai 27 anni. Chi vince nelle serie Junior non potrà in futuro correre nella medesima serie.

Nel WRC e nell’ERC saranno attribuiti anche altri tipi di premi. Questi verranno assegnati prima dell’inizio della stagione, e Masters, per i piloti di età superiore ai 40 anni non inclusi. In conclusione, il consiglio ha approvato il regolamento tecnico finale delle nuove Rally1 Hybrid. Sono stati emanati ulteriori dettagli e novità tecniche sul motore 1.6 turbo, ma al momento non vengono pubblicati.

Ai Campionati Regionali Rally FIA sono state approvate le modifiche ai seguenti calendari 2021 a causa della pandemia da Covid-19.

FIA European Rally Championship

06-08 maggio (inizialmente 25-27 marzo)PortogalloRallye delle Azzorre
18-20 giugnoPolonia78 Rally Polonia 1
01-03 luglioLettoniaRally Liepaja 1
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale 1
27-29 agostoRepubblica Ceca.Barum Czech Rally Zlin 1
24-26 settembre (inizialmente 12-14 marzo)PortogalloRallye Fafe
22-24 ottobreUngheriaRally Ungheria 1
18-20 novembre (inizialmente 06-08 maggio)SpagnaRally Islas Canarias 1

1  Round del FIA ERC Junior Championships

FIA European Rally Trophy – Benelux Rally Trophy

09-10 luglioLussemburgoRallye Lëtzebuerg
28-29 agostoBelgioRally di Aarova
05-07 novembreBelgioRallye du Condroz

FIA European Rally Trophy – Celtic Rally Trophy

18-20 giugnoIrlandaRally internazionale di Donegal
25-26 settembreIrlandaRally internazionale di Cork 20
19-20 novembre (inizialmente 20-21 agosto)Gran BretagnaRally internazionale dell’Ulster

 FIA Asia-Pacific Rally Championship – Asia Cup

23-25 ​​aprile (inizialmente 26-28 marzo)IndiaRally dell’India meridionale
10-12 settembreGiapponeRally Hokkaido
22-24 ottobreCinaRally Longyou

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Pacific Cup

15-17 ottobreAustraliaRally delle colline di Adelaide
27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Finale

27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

FIA Middle East Rally Championship

28-30 gennaioQatarManateq Qatar International Rally
20-22 maggioGiordaniaJordan Rally
03-05 settembreLibanoRally del Libano
24-26 settembreCiproRally di Cipro
04-06 novembreKuwaitRally del Kuwait
TBA (inizialmente 18-20 febbraio)OmanRally di Oman

FIA African Rally Championship

23-25 ​​aprileKenyaRally dell’Equatore Kenya
25-26 luglioTanzaniaRally di Tanzania
20-22 agostoUgandaRally Perla d’Africa in Uganda
24-26 settembreZambiaRally Internazionale dello Zambia
05-06 novembreSud AfricaRally del Sud Africa
TBA (inizialmente 19-21 marzo)RuandaRwanda Rally di gorilla di montagna

Campionato FIA NACAM Rally

19-20 marzo (inizialmente 12-13 marzo)MessicoRally Colima
02-04 luglioCanadaRallye Int. Baie des Chaleurs
13-14 agostoMessicoRally Guanajuato
03-04 settembre (inizialmente 26-28 agosto)MessicoRally Sierra Juarez
25-26 settembre (inizialmente 28-30 maggio)BarbadosRally Barbados
27-28 novembreMessicoRally Montanas

Coppa FIA RGT

21-24 gennaioMonacoRallye Monte-Carlo
07-09 maggioFranciaRallye Ain Jura
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale
13-15 agosto (inizialmente 25-26 giugno)BelgioRally di Ypres
14-17 ottobreSpagnaRallyRACC Catalunya

Non vede ma vuole navigare: FIA e Aci Sport lo respingono

Francesco Cozzula è al quinto anno di battaglia personale e non si arrende. Il copilota di Osilo, disabile ipovedente balzato alle cronache per i suoi eccellenti risultati sportivi e per la sua lotta che lo contrappone a due federazioni, quella internazionale e quella italiana di automobilismo, che sostengono di non poterlo autorizzare alle competizioni.

Dal 2017, “le due federazioni mi impediscono nei fatti di fare lo sport che più amo e che ho dimostrato di saper fare per undici anni, grazie alla partecipazione a 69 gare dove ho conquistato anche titoli importanti. Sono l’unico navigatore rally, l’unico disabile visivo ad aver raggiunto questi traguardi”.

Cozzula affida ad una nota stampa la sua rabbia. “Non mi do per vinto e quotidianamente penso a quale azione possa far cambiare idea a chi sta nelle stanze dei bottoni di due federazioni che si fanno portavoce del valore di integrazione e sostegno ai disabili, ma che con i fatti chiudono la porta a una categoria di disabili”.

Cosa c’è di nuovo nella vicenda Cozzula?

A gennaio ci sono state diverse tappe importanti. Mercoledì 13 gennaio la Giunta Sportiva Aci Sport ha discusso il caso di Francesco per l’ennesima volta e da notizie giunte di straforo nulla di buono è scaturito. Il nostro Francesco il 19 gennaio ha chiesto in via ufficiale di conoscere quanto è stato detto nella seduta della giunta sportiva, “ma non è arrivata nessuna risposta. mi domando: perché questo silenzio? Cosa c’è da nascondere?”.

Giovedì 14 gennaio Francesco si è sottoposto alla visita di idoneità medico sportiva per la pratica dello sport automobilistico navigatore rally H. Anche questo anno la visita è stata superata con successo, “come avviene dall’anno 2005”. Nella stessa giornata è stata inviata tramite PEC ad Aci Sport la richiesta di Francesco di poter avere la licenza di navigatore rally H disabile, ma ad oggi nessuna replica.

Venerdì 15 gennaio, Francesco ha ricevuto dall’Istituto di Medicina dello Sport del CONI la relazione medica della visita effettuata in data 13 giugno 2017. Cosa c’è scritto nella relazione rilasciata a Cozzula? “In base alle conclusioni dei nostri specialisti oculista e neurologo, il soggetto presenta evidenti limitazioni oftalmologiche. Si rimanda al GDL Medico ACI per le debite conclusioni”.

“Questo documento mi è stato consegnato dopo cinque anni, e non comprendo il perché della mancata consegna negli anni precedenti, a fronte delle molteplici richieste fatte al CONI e ad Aci Sport”. Sabato 16 gennaio Francesco ha inviato un telegramma al presidente della federazione sportiva internazionale FIA Jean Todt chiedendo di poter parlare con lui. Ma, ovviamente nessuna risposta, anche perché sono passati appena dieci giorni e soprattutto perché Jean Todt in una situazione del genere non è la persona indicata a risolvere il problema.

In ogni caso, dominato dalla rabbia, Francesco Cozzula ha scritto a tutti i consiglieri regionali della Sardegna: Francesco Agus, Andrea Mario Biancareddu, Laura Caddeo, Sara Canu, Roberto Caredda, Emanuele Cera, Giovanni Chessa, Michele Ciusa, Angelo Cocciu, Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Salvatore Corrias, Michele Cossa, Carla Cuccu, Valerio De Giorgi, Roberto Deriu, Michele Ennas, Elena Fancello, Domenico Gallus, Gianfranco Ganau, Dario Giagoni, Eugenio Lai, Gianfranco Mariano Lancioni, Roberto Franco Michele Li Gioi, Diego Loi, Pietro Maieli, Desirè Alma Manca, Ignazio Manca, Alfonso Marras, Annalisa Mele, Giuseppe Meloni, Cesare Moriconi, Pietro Moro, Francesco Paolo Mula, Antonio Mario Mundula, Francesco Mura, Giorgio Oppi, Maria Laura Orrù, Michele Pais, Antonello Peru, Fausto Piga, Rossella Pinna, Andrea Piras, Valter Pischedda, Antonio Piu, Pierluigi Sai, Aldo Salaris, Gian Franco Satta, Giovanni Antonio Satta, Giovanni Satta, Stefano Schirru, Gian Filippo Sechi, Alessandro Solinas, Christian Solinas, Francesco Stara, Giuseppe Talanas, Stefano Tunis, Fabio Usai, Alessandra Zedda e Massimo Zedda.

Nella mail inviata ai politici sardi, manco a dirlo, c’è la storia di Cozzula e tutti i documenti che la caratterizzano, e chiede di poter essere ascoltato e aiutato. Se anche questo andrà a vuoto si vedrà. “Imbarazzante e frustrante – dichiara Francesco – che nessuno mi voglia ascoltare, assurdo che due federazioni non diano a noi disabili visivi l’opportunità di fare sport come è stata data ai ragazzi in sedia a rotelle”. Esatto, perché il problema non è solo di Cozzula, ma di tutti i disabili visivi.

“In undici anni e con 69 gare abbiamo dimostrato con i fatti che noi possiamo gareggiare come i nostri colleghi disabili. A ogni loro obiezione ho replicato con dati e fatti e loro fanno finta di non sentire. Inspiegabile perché non approfondiscano il caso, essendo un’unicità. In questo paese serve fare azioni plateali per ottenere qualcosa o serve avere la fortuna che qualche programma televisivo ti dia la possibilità di farti sentire”.

Il problema di fondo è che diventa inutile guardare al passato nell’ottica in cui prima erano in vigore determinate regole e adesso ce ne sono altre. E in nome della sicurezza vengono fatte rispettare. Poi possono piacere o non piacere, ma ci sono. E d’altra parte, fino ad ora non si è mai vista una prescrizione medica che imponga o autorizzi l’iscrizione ad Aci Sport.

Augurando a Francesco Cozzula il meglio, suggeriamo di rivolgersi alla UISP o a qualche altro Ente di promozione sportiva che sarà ben lieto di accoglierlo in manifestazione più consone e meno veloci dei rally attuali.

Raffaele Pelillo vice presidente FIA di Commissione

L’avvocato teramano Angelo Raffaele Pelillo è il nuovo vice presidente della FIA Electric & New Energy Championship Commission ed è stato confermato alla presidenza della Commissione Aci Sport Energie Alternative e Attività Sperimentali. Un ruolo di assoluto prestigio per un professionista valido e molto appassionato.

Angelo Raffaele Pelillo è titolare dello studio Pelillo & Pelillo Avvocati Associati, specializzato in diritto amministrativo, sportivo e civile. Dal 2017 presiede la Commissione Aci Sport Energie Alternative e Attività Sperimentali con passione e si impegna costantemente per la crescita del settore di competenza.

Sotto il suo impulso, la Commissione ha ampliato le proprie attività, non solo verso l’alimentazione elettrica, ma anche verso metano, biometano e gli altri carburanti alternativi che hanno fatto la storia della mobilità sostenibile in Italia.

Ha quasi cinquant’anni, è abruzzese e vanta un importante passato, presente e futuro nel mondo dello sport. Pelillo ha ricoperto l’incarico di giudice sportivo nel mondo del calcio dilettantistico ed è stato membro degli organi di giustizia di più federazioni sportive all’interno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Dopo due anni di serio lavoro, capacità di ascolto e presenza fisica in molte delle gare del calendario mondiale, il Consiglio Mondiale della FIA lo ha indicato come vicepresidente della stessa commissione.

WRC, Rally MonteCarlo: the show must go on

Il Rally MonteCarlo si farà. Era nell’aria da giorni, lo aveva confermato indirettamente due giorni fa anche il ministro della Salute francese, che aveva chiaramente parlato di una situazione stabile e fragile, annunciando restrizioni su tutto il territorio francese. Vero che il Principato di Monaco è uno Stato a sé ma da sempre si adegua alle decisioni importanti della Francia.

A poche ore dal via della competizione monegasca arriva per mail anche la conferma del prefetto del Dipartimento di Hautes-Alpes, location in cui si dipanerà la gara. Ad annunciarlo è Martine Clavel con un comunicato stampa che conferma quanto scritto ieri e il regolare svolgimento del rally. Dunque, il Mondiale riparte. Milioni di fans possono scrociare le dita. Ma i protocolli Covid-19 sono rigidi e imponenti.

Il parco assistenza di Gap e le prove speciali saranno sarà chiuse al pubblico: oltre a 150 commissari, ci sono circa duecento gendarmi con l’ordine di fare le regole e che hanno l’ordine di repsingere. Come sempre il Promoter WRC si impegna a garantire una buona copertura mediatica e televisiva sul sito dell’Ac Monaco e grazie a WRC+.

David Richards: ”Pensare alle persone che corrono”

Il presidente di Motorsport UK, David Richards, entra a gamba tesa nella discussione sulle nuove direzioni che il rallysmo sta prendendo. Richards, 68 anni splendidamente portati, ex copilota di Ari Vatanen nella stagione della vittoria del Mondiale Rally 1981, regista dell’ingresso di Subaru nei rally tramite Prodrive, di cui è ancora presidente, ha parlato con Elliot Wood, David Evans e Colin Clark della situazione del motorsport nel Regno Unito.

“Temo che il dado sia tratto”, ha detto Richards parlando del destino a breve termine del rallysmo nel Regno Unito. “Non va bene continuare a spingere l’acqua in salita e aspettarsi che la situazione cambi improvvisamente. Dobbiamo ripensare al modo in cui competiamo in questo sport ora. Dobbiamo guardare ai costi di partecipazione, dobbiamo guardare chi sono i nostri clienti”.

“Per troppo tempo abbiamo trascurato il partecipante, il concorrente che paga con i suoi soldi per costruire la propria auto e per poter competere nei rally – ha proseguito Richards -. Sono stati messi in secondo piano i “piccoli” e si è pensato solo ai team di punta, alle squadre dei Costruttori. “Dobbiamo iniziare a pensare ai clienti sportivi e dare loro il supporto che meritano davvero. Solo così riporteremo lo sport di nuovo ad avere un futuro”.

“Oltre ad attirare sempre meno concorrenti, il rally ha avuto un calo di attenzioni da parte degli appassionati, questo vale nel Regno Unito e non solo, dai tempi d’oro delle vittorie del titolo WRC di Colin McRae e Richard Burns nel 1995 e nel 2001 rispettivamente”. Se il pilota della Toyota Elfyn Evans fosse diventato campione lo scorso anno, il gallese avrebbe aumentato il valore promozionale dell’evento locale del WRC, che ora è fuori dal calendario per la seconda stagione consecutiva.

Ma oltre a fare affidamento su piloti di grandi nomi che portano i soldi attraverso le sponsorizzazioni, come può il rally rimanere rilevante nei prossimi anni? Non ho risposta Richards. “Tutto quello che sto suggerendo è che dovremmo avere una visione molto aperta”, dice. “Non dovremmo avere pregiudizi viziati dalle nostre opinioni sul passato. Per quanto ci piacerebbe tornare al passato, a volte non è possibile”.

“Le persone della mia età tendono a pensare che si possa in qualche modo riprodurre il passato, ma io credo molto nella giovinezza e ascolto i giovani, ascolto nuove idee e creo nuove idee e secondo me questo è ciò che gli inglesi e il loro Campionato hanno bisogno ed è ciò di cui ha bisogno il campionato del mondo”.

“I fan più anziani stanno solo cercando di ricreare quel passato per tutto il tempo, e non stiamo convincendo i giovani a salire a bordo. Ed è a questo che dobbiamo fare appello. Se dovessi chiedere a degli scolari cosa vogliono fare da grandi, temo che nessuno di loro avrebbe interesse per il motorsport”.

“Dobbiamo affrontare questo problema come fondamentale, come un nuovo punto di partenza. Porsi la domanda: quale direzione prendiamo per le persone nel motorsport? Corsa elettrica, corsa ibrida? Valutare tutte le soluzioni, seppure diverse, ma a lungo termine”. Una lezione quella di David Richards: no pregiudizi, guardare al futuro con fiducia, pensare soprattutto alle persone, il vero valore di uno sport.

WRC, regolamenti e calendari: quello che verrà

Il programma del WRC annunciato sul finire dello scorso anno, calendari gare e regolamenti, sono stati profondamente rivisti prima ancora che la serie iridata prendesse il via. Il Rally di MonteCarlo, in programma a fine gennaio, si disputa senza la notte, senza il Turini e in un formato smart. Scortato dalla gendarmeria.

La gara ha rischiato di essere posticipata per l’inizio delle vaccinazioni di massa. La seconda prova prevista del Mondiale 2021 – il Rally di Svezia programmato per febbraio ma traballante da mesi – è stata cancellata a causa dell’elevato numero di contagi e della crisi economica che le restrizioni necessarie per contenere la pandemia di Covid-19 stanno causando. È la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato fermato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. E più si va avanti negli anni e più il meteo continua ad essere un problema per la gara svedese, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

Da un po’ si parla di riformare l’evento, di riportarlo alle origini, quando era il Rally di Mezzanotte (Rally to Midnight Sun) in piena estate. Anni Cinquanta. Chissà. Intanto, nel WRC 2021, oltre all’assenza della gara svedese, si registra il forfait di altre due importanti corse. Kenya e Rally GB. Entrambi rinviati anche nel 2020 a causa dell’epidemia causata dal SarsCov2. Tre gare da sostituire e di corsa. Il Promoter del WRC e la FIA se lo aspettavano e, non è assolutamente un caso, avevano inserito per la prima volta nella storia delle gare di riserva, ben sei in un calendario di dodici.

Rally a porte chiuse

Sia al “Monte” sia negli altri rally del WRC (esclusa la Croazia che continua ad ignorare la pandemia), si cercherà di tenere lontani gli appassionati sia dalle prove speciali sia dal parco assistenza, motivo per cui i rally che si finanziavano col pagamento del biglietto per l’accesso alle PS sono diventati i più penalizzati dal divieto di creare assembramenti, vedi Svezia e Gran Bretagna (l’alternativa dell’Irlanda non ha ricevuto le dovute autorizzazioni dal Governo), che hanno già alzato bandiera bianca.

Per quanto sia una situazione soggetta ad evoluzioni, al momento (anche in Italia) sarà difficile poter ammettere il pubblico in prova speciale almeno fino all’estate. E se in Italia, spesso, si chiude un occhio e qualche volta anche tutti e due, al Rally di MonteCarlo la gendarmeria ha ricevuto istruzioni precise sul “respingere” chi tenta di entrare. Conoscendo i militari francesi, che non vanno troppo per il sottile, si sconsiglia il viaggio.

Come detto, nel calendario gare del WRC 2021 “salta” anche il Kenya. Già rinviato nel 2020, il ritorno del rally africano nel WRC sembra non essere possibile proprio per il fatto che non si potrebbe garantire una gara senza pubblico. Insostenibile in tutti i sensi. Pagante o non pagante, il pubblico è linfa ed essenza delle corse su strada.

Yves Matton aveva fiutato in anticipo il problema della regione dell’Africa e lo aveva programmato a fine giugno, nella tradizionale data di Ypres che, a questo punto, Covid-19 permettendo, sostituirà la corsa africana. Monza sarà di nuovo gara del WRC, in sostituzione del Rally GB. Gli organizzatori dei due Rally d’Italia sono avvisati. Se in quaranta giorni si è riusciti a stupire il mondo, adesso dovranno rimboccarsi le maniche e offrire il bis.

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Quella del WRC 2021 si apre come la stagione dei rinvii

Non vogliamo portare male, come si suol dire, ma siamo realisti e osserviamo attentamente quello che sta accadendo in questi primi giorni del 2021 con gli strascichi (e speriamo siano solo strascichi) dell’anno bisestile appena andato via. In Italia non è stata ancora approvata la bozza del calendario rally che abbiamo pubblicato e già sono state annullate o rinviate a data da destinarsi diverse gare.

A gennaio sarebbero dovuti iniziare i test delle nuove Rally1 che saranno schierate nel WRC 2022, ma poi tutto era stato rinviato a febbraio. Ora si parla addirittura di uno slittamento dei test di qualche mese e poi di una omologazione finale. L’ibrido. Le vetture con la corrente. Incrociamo le dita.

I motori delle Rally1 dovrebbero essere omologati il prossimo luglio, con tre mesi in più a disposizione per i team per lavorare sulle proprie vetture. Poi le specifiche dei motori ibridi saranno bloccate sino al 2026, un modo, secondo la FIA, per contenere i costi. Ma i costi potrebbero essere ridotti con la creazione di una nuova vettura regina su base R5. Magari così si potrebbero allungare i chilometraggi delle gare e i calendari e nel contempo risparmiare. Il resto sono chiacchiere…

Dunque, le squadre ufficiali testeranno lo sviluppo dei loro motori delle vetture 2021, con uno slittamento che pare abbia incontrato generalmente il favore delle Case. Cosa resta per terminare questa nuova tipologia di vetture? Resta da lavorare sulle parti ibride, le più importanti e delicate, ma anche in questo è stata rinviata la fase finale, che ora è prevista nella prima settimana di febbraio. Tutto in normale ritardo nella stagione dei rinvii.

Tutte le nuove regole del WRC 2021: power stage, TV…

WRC 2021, cambiano alcune regole della serie più spettacolare del mondo: power stage, TV… Il World Rally Championship, la massima serie rallystica riconosciuta dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), arriva alla sua quarantanovesima stagione nel 2021. L’equipaggio francese formato da Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono i campioni in carica, perché hanno vinto il loro settimo titolo nella finalissima di “Monza-Carlo’’. La Hyundai Motorsport, grazie all’ottimo lavoro dell’ingegnere Andrea Adamo e di tutta la squadra, si sono assicurati per il secondo anno consecutivo il titolo costruttori, battendo la temibile Toyota Gazoo Racing diretta da Tommi Makinen per l’ultimo anno.

Con l’ACI Rally Monza si è conclusa questa difficile e travagliata stagione ed ora è arrivato il momento di guardare verso un 2021 che sembra ancora più incerto della stagione che si è appena conclusa. Parlando di futuro, mercoledì 16 dicembre si è riunito il Consiglio Mondiale della FIA capitanato da Jean Todt, dove nell’ambito rally si è discusso del regolamento sportivo 2021 FIA per il World Rally Championship.

Nel campionato rallistico più importante al mondo verranno utilizzate per l’ultima volta le moustrose WRC Plus, dato che dal 2022 verranno bandite per non creare forti svantaggi con le meno performanti Rally1 ibride. Ora però scendiamo più nel particolare, andando a scoprire insieme a voi le principali novità del regolamento sportivo 2021 FIA per il World Rally Championship.

Partendo dal probabile calendario, il nuovo campionato avrà inizio a gennaio 2021 con il Rally di Monte-Carlo e terminerà a novembre 2021 con il Rally del Giappone. La serie sarà assistita dalle categorie minori, quali il World Rally Championship 2 e il World Rally Championship-3 in ogni round della stagione e dallo Junior World Rally Championship in solo alcuni eventi.

Le modifiche al regolamento sportivo del WRC 2021 riguardano l’assegnazione di punti Power Stage (art. 3.3.2.1) aggiuntivi ai costruttori, che saranno segnati dai due migliori equipaggi nominati dalla squadra e che arrivano tra i primi cinque della fase conclusiva, nell’intento di aggiungere ulteriori battaglie tra i team. Dato che la Pirelli sostituirà Michelin come unico fornitore di pneumatici nel 2021, la federazione ha deciso di assegnare nove giorni di test aggiuntivi a ciascuna squadra del WRC per adattarsi meglio ai nuovi pneumatici da utilizzare durante tutta la stagione 2021 (art. 68.4.4).

Dal 2021, secondo quanto detto nell’art. 67.1, verrà assegnato oltre i soliti titoli anche il ‘’FIA World Rally Championship for Teams’’. Questo premio dovrebbe andare ai team e non ai costruttori.

Delle modifiche sono state attuate sullo svolgimento delle prove speciali; nel punto 10.1.4 vien detto che la scelta e il tempo delle prove speciali devono permettere di evitare, per almeno le prime 15 vetture, eventuali sovrapposizioni televisive di prove speciali prima dell’inizio della seguente: le RC1 avranno un intervallo di tre minuti tra di loro alla partenza, mentre tutte le altre vetture (RC2, RC3, RC4 e R-GT) avranno un intervallo di almeno un minuto. L’art. 10.1.5, uno dei più rilevanti, afferma invece che la costituzione di qualsiasi itinerario che contenga più di quattro prove speciali (con l’esclusione di una prova super speciale, se presente) tra due servizi è soggetta all’approvazione scritta della FIA e del WRC Promoter.

Le nuove modifiche sullo svolgimento della PS portano dei lati positivi e nello stesso tempo negativi: con le nuove regole avremo meno prove speciali e, molto probabilmente, ci saranno format ed itinerari più ripetitivi. Guardano il lato positivo, dovremmo assistere a prove speciali più lunghe e si dovrebbe andare a migliorare il servizio di WRC+ All Live, evitando la fastidiosa sovrapposizione di due PS. Ovviamente, è giusto precisare, che la riduzione delle PS non sta a significare che le vetture non siano resistenti e adatte.

In conclusione, nel nuovo regolamento sportivo del WRC 2021 è stato dedicato uno spazio (art. 68.4.5) alle normative riguardanti i test delle nuove Rally1 ibride. La FIA ha aggiunto trenta giorni di test per far collaudare e testare alle squadre le vetture di nuova generazione. Le sessioni di test possono essere fatte in soli certi periodi, ovvero dal 1º novembre 2020 al 31 dicembre 2021 e dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. I team e i costruttori sono tenuti a utilizzare e completare la delega sui test disponibile presso la FIA almeno cinque giorni prima del primo giorno di prova.

JWRC: tutte le regole della nuova stagione

Lo Junior World Rally Championship (JWRC), campionato riconosciuto dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), arriva alla sua ventesima stagione nel 2021. Questa è una delle categorie automobilistiche più rilevanti e formative, perché ci sono molti equipaggi giovani che ambiscono a correre nella massima serie.

Gli svedesi Tom Kristensson e Joakim Sjoberg, con la classica Ford Fiesta Rally4 della Tom Kristensson Motorsport sono i campioni in carica. Il pilota svedese, grazie alla vittoria del campionato, può correre il World Rally Championship 3 nel 2021 con una nuova Ford Fiesta Rally2 che gli è stata conferita al termine dell’ACI Rally Monza.

Oltre alla vettura lo svedese ha ricevuto ben 200 pneumatici, la registrazione gratuita al WRC3 e cinque iscrizioni gratuite a cinque rally diversi. Parlando del futuro della categoria, sono state varati in questi giorni anche gli articoli del regolamento sportivo dedicato al JWRC. Andiamo a scoprire insieme i punti principali.

La serie di supporto del Campionato Mondiale Rally rimane un campionato riservato ai piloti di età inferiore ai trent’anni, mentre per i co-piloti non ci sono limiti di età. Gli equipaggi, in base all’art. 5.1, dovranno continuare ad utilizzare la Ford Fiesta Rally4 che viene assemblata dalla M-Sport Poland. La sezione dedicata allo JWRC la si può trovare all’ottavo appendice del nuovo regolamento sportivo 2021 FIA.

Il regolamento, nel punto 8.1, esordisce affermando che per la determinazione della classifica finale e/o provvisoria, i piloti e i co-piloti che totalizzano esattamente lo stesso numero di punti sarà deciso in base agli articoli seguenti. Secondo l’art. 8.1.1, il maggior numero di primi posti, poi secondi posti, poi terzi posti, ecc., raggiunti nelle classifiche finali del rispettivo campionato, contano solo quelle posizioni nei diversi rally che sono serviti a recuperare il totale dei loro punti.

L’art. 8.1.2 afferma che in base al maggior numero di piazzamenti migliori ottenuti nelle classifiche finali dei propri campionati rispettivi, prendendo in considerazione solo le manifestazioni a cui avranno preso parte tutti i piloti e/o co-piloti, un solo undicesimo posto vale più di qualsiasi numero di dodicesimi posti, un 12° posto vale più del 13 ° posto e così via.

In caso di una nuova parità, secondo l’articolo 8.1.3, la FIA stessa nominerà il vincitore e deciderà tra gli altri piloti e co-piloti ex æquo basato su tali altre considerazioni che lei ritengono opportuno.

Pronto l’aggiornamento della Skoda Fabia Rally2 Evo

Arrivano due giorni prima della Befana gli aggiornamenti della Skoda Fabia Rally2 Evo (omologazione FIA 1 gennaio 2021). La casa Ceca si è portata avanti col lavoro e mentre i dirigenti di Volkswagen Motorsport decidevano di chiudere gli stabilimenti, loro pensavano ad evolvere un ottimo prodotto che in Italia e in altri Paesi risulta essere in testa alle classifiche di gradimento.

Un lavoro continuo di affinamento, portato avanti da Jan Kopecký, Oliver Solberg, Kris Meeke, Pontus Tidemand, Andreas Mikkelsen ed Emil Lindholm. Gli aggiornamenti 2021 riguardano diversi aspetti tecnici. Nuove componenti disponibili prima del Rally di MonteCarlo del 21-24 gennaio.

Tra le novità della Fabia Rally2Evo 2021 c’è la nuova mappatura del motore turbo da 1.600 cc più un intercooler e un collettore di scarico interamente ridisegnati e grazie ai quali si è potuto ottenere molti benefici sulla potenza e sulla sua erogazione. C’è ora un cambio dai rapporti più lunghi, ideale per i rally veloci, che fa passare la velocità di punta da 187 a 202 km/h.

Mai in dubbio la stabilità su tutti i tipi di superficie, grazie alla “solita” trazione integrale e a una nuova specifica degli ammortizzatori ZF. Su questa versione aggiornata viene adottato un controtelaio sull’asse posteriore, che riduce al minimo il rischio di danni sulle strade sconnesse.

Scheda tecnica Skoda Fabia Rally2 Evo

Dimensioni

Lunghezza: 3999 mm Larghezza: 1820 mm Peso: 1230 kg Serbatoio di carburante: 82,5 l Consumo: 0,6 l / km SS

Motore

Motore: Quattro cilindri turbo, iniezione diretta Cilindrata: 1620 cm³ Max. potenza di uscita: 212 kW Max. coppia: 425 Nm Guidare: 4×4  Differenziali meccanici dell’asse (anteriore, posteriore) Trasmissione: Sequenziale a 5 velocità Elettronica: Magneti Marelli

Telaio

Dischi: 18 “(asfalto)  15 “(ghiaia) Freni: Alcon Dischi freno: 355 mm (asfalto)  300 mm (ghiaia) Sospensione: McPherson Pneumatici: Michelin


Jean Todt: ”Grazie Italia, grazie Aci Rally Monza”

“Un anno fa, nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa stava per accadere. E oggi sono in questa grande stanza vuota con solo pochi membri del mio team e più di 400 delegati collegati online… Il 2020 è stato davvero un anno impegnativo. Un anno di interruzioni nella vita di miliardi di persone in tutto il pianeta”. A dirlo non è uno qualunque, bensì Jean Todt nel corso della conferenza di fine anno.

Jean Todt è presidente della FIA dal 23 ottobre 2009. Ha corso nei rally come copilota ed è stato anche manager di Peugeot Talbot Sport, oltre che amministratore delegato della Ferrari Spa. Ancor prima era semplicemente il figlio di un medico di medicina generale, che studiava presso la EDC Paris Business School. Appassionato di gare automobilistiche sin da prima di pronunciare la prima parola, da ragazzo con un gruppo di amici aggiustava macchine al garage Madeleine ad Asnières.

Si appassionò allo sport automobilistico, in particolare ai piloti Jim Clark e Dan Gurney. Prese in prestito la Mini Cooper di suo padre per diventare pilota rally, prima di orientarsi verso la navigazione. Nel 1966, è copilota di Guy Chasseuil. Le sue grandi doti di calcolatore, stratega ed organizzatore ne fanno un navigatore di grande talento. Negli anni sarà copilota di Jean-Pierre Nicolas, Rauno Aaltonen, Ove Andersson, Hannu Mikkola, Jean-Pierre Beltoise, Bernard Consten, Jean-François Piot, Achim Warmbold, Jean Guichet, Jean-Claude Lefèbvre, Timo Mäkinen e Guy Fréquelin.

Da copilota a manager di successo

Molto presto, Todt lascerà il ruolo di copilota per dedicarsi alla gestione della squadra Talbot, filiale della Peugeot, e alle relazioni con la FIA, dimostrando il suo senso innato del management e dell’organizzazione. Nel 1981, è copilota di Guy Fréquelin, con il quale diventa vicecampione del mondo dei piloti di rally e campione del mondo Costruttori.

Nel 1981, si ritira dalla competizione come copilota e la direzione sportiva della Peugeot gli viene assegnata dal direttore generale Jean Boillot, mentre la società PSA Peugeot Citroën registra pesanti difficoltà finanziarie e di immagine. Mette le sue doti di rigoroso organizzatore e di stratega al servizio della creazione della Peugeot Talbot Sport, entità creata per permettere il ritorno nella competizione della ditta francese, e diventa capo progetto delle Peugeot 205 Turbo 16, Peugeot 405 Turbo 16 e Peugeot 905.

Insomma, Todt è un uomo che ne ha viste nella vita, ma un anno così non lo aveva mai avuto neppure lui. “La crisi del Covid-19 ha causato dolore ad alcuni, problemi finanziari a molti e ha cambiato la vita quotidiana di tutti noi. La speranza di un vaccino ora sembra essere all’orizzonte – aggiunge Todt -. Una ad una, le aziende farmaceutiche hanno annunciato risultati molto promettenti. Speriamo che le prossime settimane e mesi confermino questa nuova realtà, dandoci la prospettiva che le cose tornino alla normalità. Durante tutto questo tempo, non abbiamo mai interrotto la nostra attività, ma abbiamo dovuto riorganizzarla”.

Adattabilità e solidarietà anti-coronavirus

“Dall’inizio della crisi sanitaria, l’adattabilità e la creatività sono state al centro delle nostre azioni in FIA. Di fronte a questa situazione, il nostro obiettivo è stato chiaro sin dal primo giorno. Utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per supportare i campionati e le gare. E lo abbiamo fatto. Appena un mese dopo che la maggior parte del mondo era stata bloccata, già il 28 aprile, avevamo diversi scenari economici per superare questa crisi e abbiamo scelto la migliore strada finanziaria sostenibile”.

Jean Todt ha annullato la prima fascia di quote annuali dei club e distribuito oltre 8 milioni di euro ai suoi membri in difficoltà, nell’ambito del programma di sovvenzioni e dei progetti FIF, così come più di 230.000 mascherine chirurgiche in tutto il mondo. “Il riavvio dello sport motoristico è stato uno dei nostri imperativi”, prosegue Jean Todt.

Protocollo medico, Formula 1 e WRC

“Come tutti sappiamo, la Formula 1, seguita da molti altri campionati FIA, è stata la prima cosa che bisognava fare ripartire nel 2020. Grazie alle nostre federazioni, piloti, team, promotori, funzionari, volontari, uomini e donne dello staff FIA, abbiamo trovato modi sicuri e innovativi per continuare a presentare il nostro sport a milioni di fan in tutto il mondo. E quella è stata una sfida difficile!”.

Un encomio speciale per la Commissione Medica della FIA e il suo Presidente, Gérard Saillant, nonché per l’intera Amministrazione Sportiva della FIA. Il protocollo sanitario che hanno stabilito seguendo le raccomandazioni dell’OMS e dell’IFRC è stato fondamentale per il riavvio dello sport automobilistico.

“Alla fine, la F1 è stata in grado di tenere una stagione completa, con diciassette gare in sei mesi. È davvero un successo collettivo. Un ringraziamento speciale all’Italia che ha organizzato tre Gran Premi di F1 e due rally WRC, ad Austria, Regno Unito e Bahrain con due Gran Premi di F1 ciascuno. Ma c’è di più. In questo momento di grande incertezza, abbiamo dimostrato coesione e solidarietà!”.

“Altro campionato fondamentale era il WRC. La comunità dei rally è stata fantastica e ha creato un calendario di sette eventi con nuove sedi e nuovi formati come il Rally Estonia e l’ACI Rally Monza. Per il 2021, speriamo di tornare a un calendario più regolare. Il nostro sguardo punta diritto al 2022, con l’introduzione delle nuove vetture Ibride Rally1 e il rinnovato impegno dei Costruttori attualmente coinvolti”.

Poi, il capitolo sicurezza. “Lo sport automobilistico rimane pericoloso – conferma Jean Todt – ecco perché la sicurezza è una delle nostre massime priorità. Il 2020 è stato segnato dall’incidente di Romain Grosjean che avrebbe potuto avere un finale tragico. Siamo grati per il risultato positivo e possiamo salutare i significativi progressi compiuti in termini di sicurezza del circuito negli ultimi decenni. L’Halo ha già salvato diverse vite. Dobbiamo continuare i nostri sforzi per proteggere i piloti e i copiloti. Questo è il motivo per cui è stato creato un gruppo di studio sugli incidenti gravi”.

Calendario rally WRC 2021: Lapponia sempre più dentro

La FIA e il Promoter del WRC sono di nuovo al lavoro per ridare al Mondiale Rally un nuovo calendario rally, dopo averne partorito da poco uno che, causa Covid-19, è stato costretto a modifiche importanti prima ancora che prendesse il via la serie. Prima ancora che il disgraziato anno vecchio se ne andasse, facendo posto a quello nuovo, che ci si augura più clemente.

Saltate, infatti, le prove di Svezia, Kenya e Gran Bretagna, Yves Matton ha dovuto tirar fuori dalla manica due dei sei assi che si era tenuto da parte: Ypres e Monza. Il terzo gli è caduto per caso tra le mani, il rally in Lapponia, ed è in fase di valutazione, fattore che porta a ritardare la pubblicazione del nuovo calendario rally WRC.

Dalla Finlandia giungono ottime notizie e, se tutto riuscisse a concretizzarsi, allora la seconda prova del WRC 2021 avverrebbe alla data del 24-28 febbraio in Lapponia, con un ritorno in Finlandia a fine luglio. Anche l’Italia come la Finlandia ospiterà due gare del WRC: Sardegna e Monza a fine anno, ricollocato alla sua data originale, dopo che era girata una prima bozza che lo voleva nella data del Rally GB.

Bozza calendario rally WRC 2021

21-24 gennaioRally di MonteCarlo
24-28 febbraioArctic Rally Lapland
22-25 aprileRally della Croazia
20-23 maggioRally del Portogallo
3-6 giugnoRally Italia Sardegna
15-18 luglioRally di Estonia
29- luglio-1 agostoRally di Finlandia
20-22 agostoYpres Rally
9-12 settembreRally del Cile
14-17 ottobreRally di Spagna
11-14 novembreRally del Giappone
2-5 dicembreAci Rally di Monza

La FIA potrebbe cambiare idea sull’ibrido: ecco perché

Quando alla fine dell’anno scorso sono stati annunciati i nuovi regolamenti tecnici del Campionato del Mondo Rally per le auto Rally1, non c’era ancora la pandemia causata dal SarsCov2. Il mercato dell’auto aveva altri progetti. Le Case portavano avanti fusioni societarie per diventare sempre più presenti in un’ottica di globalizzazione. Poi, la crisi derivata dal Covid-19 ha costretto a rivedere tutti i piani. Il mercato dell’auto è crollato e le aziende hanno iniziato a frenare tutti gli investimenti previsti, per paura che la situazione potesse peggiorare.

Non c’è più lo stesso entusiasmo. I Costruttori del WRC inviano da tempo molti segnali alla FIA, auspicando in un ripensamento dell’ibrido nella massima serie internazionale dedicata ai rally. All’epoca erano necessari cambiamenti chiari, decisivi e progressivi per avvicinare i rally a quello che è il presunto Santo Graal moderno del motorsport: la propulsione alternativa. L’ibrido era davvero una nuova sfida? Era davvero una nuova frontiera? Gli ingegneri dei rally volevano veramente dimostrare di essere riusciti a domare anche la correte elettrica, rendendola “amica”.

In ogni caso, erano altri tempi. In un anno è cambiato il mondo. Lo stesso mercato dell’auto non corre più e, soprattutto, non corre più in quella direzione. La tecnologia ibrida, oltre che potenzialmente pericolosa per l’applicazione pratica nei rally, non è una novità. Basti pensare che Toyota ha aperto la strada nel 1997 con la Prius. La tecnologia ibrida è stata introdotta ventitré anni fa. Più che una novità, viene da pensare che non sapendo dove smaltire le vecchie batterie, si voglia portarle a nuova vita nei rally. Perché fare un salto di ventitré anni indietro?

Vero è che l’attività di marketing nel motorsport di alto livello è diventata sempre più “green”. Infatti, già mentre guardavamo emergere la Formula E con occhi scettici, dovevamo iniziare a capire che da lì a breve sarebbe stata necessaria una propulsione alternativa per i rally. L’entusiasmo iniziale sull’ibrido era legato alla possibilità di vedere coinvolti nuovi Costruttori nel WRC, ma se il rischio è quello di fare scappare anche alcuni dei pochi rimasti, forse vale davvero la pena iniziare a ripensare la previsione se introdurre queste nuove WRC Hybrid per il 2022. Vale la pena ripensare se l’ibrido inteso in questi termini deve essere la propulsione alternativa dei rally, facendo fare alla specialità un salto indietro nel tempo.

La FIA è rimasta sola. Ma a Parigi devono essersi accorti di essere gli unici “mammut” a volere la tecnologia ibrida nei rally e a spacciarla per una novità. Una novità di ventitré anni fa. Pensate un po’ se fosse stata commestibile questa novità… All’inizio c’erano quattro Costruttori coinvolti nel progetto di ibridazione delle auto da rally, ma adesso c’è il reale rischio di trovarsi al via del Rally di MonteCarlo nel gennaio 2022 con soltanto due Costruttori a contendersi le foto fuori dall’Hotel de Paris in Casino Square. Divertente, no?

È abbastanza incomprensibile che un Costruttore che ha investito più di cento milioni di euro nel WRC negli ultimi sei anni possa semplicemente alzarsi e andarsene. Però può capitare. E questo è ciò a cui dobbiamo preparaci se la nave della FIA non dovesse virare in tempo. Poi, inutile dare la colpa al “capitano Schettino” di turno…

Quello che negli anni abbiamo imparato sull’attuale team principal di Hyundai Motorsport, l’ingegnere cuneese Andrea Adamo, è che quando parla vuole essere ascoltato. Non parla a caso o senza motivo. Il signor Adamo parla molto ultimamente e si vede che lo fa perché non è contento della situazione. Si capisce. Si respira nell’aria che gli gravita intorno. Le attuali regole sono state formulate e concordate nei giorni in cui potevamo salutarci tutti con cordiali strette di mano, o abbracci. Quando Corona era solo una birra messicana.

Come si può portare avanti regolamenti che sono stati progettati per essere introdotti in un mercato che già ora ha pochissime somiglianze con il mercato in cui ci troveremo quasi inevitabilmente nel 2022? Se la pandemia globale non avesse cambiato tutte le nostre vite, il panorama commerciale sarebbe stato opportuno per questi regolamenti e avrebbe dato un’enorme visibilità al WRC. Ma la situazione è cambiata radicalmente. L’obiettivo non è più quello. È la sopravvivenza.

Nessuno sa come sarà il mercato automobilistico tra un anno. Ma quello che sappiamo è che le cose non saranno facili per nessuno dei nostri Costruttori e tantomeno per i responsabili marketing che cercheranno sempre più di investire solo in attività in grado di produrre valore. I regolamenti proposti forniscono valore e se non lo fanno, c’è un’opzione, un piano B, con nuovi regolamenti che lo facciano?

È ormai certo che se non dovesse esserci un piano B, Adamo prenderà il suo budget ridotto e lo spenderà in una serie che lui e i suoi responsabili delle attività di marketing riterranno in grado di fornire il giusto ritorno d’immagine. Adamo parla, ma non è una voce solitaria. Più e più volte, anche Malcolm Wilson ha manifestato tante perplessità sull’ibrido. Specialmente sui costi. Wilson aveva manifestato perplessità già quando nessuno sapeva cosa fosse il nuovo coronavirus e a cosa ci avrebbe costretto.

Abbiamo una grande speranza, visto che le persone sono considerabili intelligenti quando sono capaci di cambiare idea. Fino al 2022 c’è tempo. Prima che solo due Costruttori sviluppino auto per un Campionato che potrebbe fare ripiombare i rally in quell’oblio emozionale in cui li aveva trascinati Max Mosley, qualcuno dovrebbe cambiare idea. Già se ne parla di un cambio di idee. E questo è l’aspetto più positivo. Non sarebbe intelligente portare il WRC a un bivio.

La FIA a caccia di combustibili alternativi per le nuove WRC

La FIA e il Promotore WRC stanno ricercando potenziali candidati per mostrare l’ampia gamma di opzioni disponibili in tema di combustibili sostenibili e alternativi. Questa mossa annuncia significative modifiche ai regolamenti tecnici dal 2022, inclusa l’introduzione della tecnologia ibrida. Uno degli obiettivi chiave è migliorare la rilevanza tecnica tra le tecnologie utilizzate nel WRC e le tecnologie utilizzate per migliorare la sostenibilità delle auto di tutti i giorni.

I tre lotti afferenti all’appalto sono i seguenti:

  1. Carburante sostenibile, con il fornitore che produce e consegna un carburante o una serie di carburanti che possono essere utilizzati dai concorrenti di diverse classi nel World Rally Championship.
  2. Marchio delle stazioni di ricarica ibride plug-in nei parchi assistenza.
  3. Produzione e fornitura di energia sostenibile nel parco assistenza per coprire le esigenze degli stazioni di ricarica plug-in delle auto da rally e i requisiti generali di alimentazione del parco assistenza.

Le parti interessate possono richiedere uno o più pacchetti. I potenziali fornitori interessati a fare domanda per tutti e tre i lotti avranno l’opportunità di essere nominati “Official Energy Partner” del WRC. Avranno inoltre la possibilità di mostrare le soluzioni multilivello sviluppate nel campo dell’energia sostenibile, per ridurre le emissioni globali.

Yves Matton ottimista per Ypres, ma cosciente del periodo

Yves Matton dice di essere “ottimista” sul fatto che il Rally di Ypres dovrebbe disputarsi, come previsto, il mese prossimo. Il capo del WRC ha sottolineato che, nonostante ci sia un picco di contagi nel Paese, non sembrano esserci problemi con le autorità belghe. “L’evento è supportato e, per il momento, non c’è motivo di pensare ad un eventuale annullamento”, ha spiegato Matton. “Sono ottimista e fiducioso. Con l’Aarova Rally Oudenaarde, in Belgio, hanno organizzato la prima gara dalla fine di agosto”.

Il Rally di Ypres si svolgerà dal 19 al 22 novembre e gli organizzatori lavoreranno secondo il consueto calendario per mettere insieme un raduno: l’attuale pandemia Covid-19 è una preoccupazione costante, come vi abbiamo anticipato sta facendo tribolare molto gli organizzatori, ma non dovrebbe essere vittima del virus.

Il condizionale è d’obbligo in questi casi. Lo stesso Matton conferma che: “Non esiste una scadenza del virus, per cui sappiamo anche che, in questa situazione, purtroppo la cancellazione di una gara può avvenire pochi giorni prima del vie. Può accadere anche poche ore prima del via. Tutto quello che posso dire è che stiamo provando, con gli organizzatori e con le diverse parti interessate, a cercare di evitare che il Governo prenda una decisione pochi giorni prima dell’evento”.

La stragrande maggioranza delle persone che operano nel parco assistenza WRC, in viaggio in Estonia il mese scorso, avrebbe dovuto essere isolata per quattordici giorni all’arrivo nel Paese, ma un accordo mediato con Ratas ha assicurato che sia autorizzato il test Covid-19 all’aeroporto, con isolamento fino all’arrivo del risultato, quindi gara, a condizione che sia stato prodotto un risultato negativo.

Matton ha aggiunto: “La cosa più importante è avere il sostegno del governo. Secondo le normali regole in vigore, in Estonia non sarebbe stato possibile organizzare un evento di quella portata, ed è solo grazie al governo che ci siamo riusciti. Ad ogni Governo mostriamo l’Appendice S del regolamento FIA, relativo allo svolgimento di sport motoristici internazionali sotto restrizioni Covid-19. E tutto quello che stiamo facendo viene in genere apprezzato”.

“Corriamo in modo sicuro con regole sanitarie sicure che ci permettono di andare in alcuni Paesi in cui, normalmente, non saremmo autorizzati ad andare. Questa è la realtà. Se abbiamo il sostegno dei Governi, riteniamo che gli eventi non verranno cancellati all’ultimo momento. Ma la situazione cambia ogni giorno, per cui a volte gli stessi Governi non possono prendere impegni precisi. Spero che non sarà il caso del Belgio”.

Però, sta di fatto, che il Rally du Condroz è stato cancellato a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di nuovo coronavirus. Speriamo solo che questo non sia un campanello d’allarme e che Ypres abbia i suoi “Santi in Paradiso”, così come si spera che le capacità professionali degli organizzatori della gara valida per il Mondiale Rally possa essere uno dei parametri di valutazione. Tutto è sicuro, nulla è certo.

Cambia la Rally3 e Ford prepara il motore da 1,5 litri per la Fiesta

Cambia il regolamento della nascente classe Rally3. La FIA ha deciso di estendere la normativa per i motori Rally3 a 1,6 litri per consentire propulsori che vanno da 1000 cc a 1.600, ma logicamente con potenze uniformi attraverso la regolazione della flangia del turbo in modo che restino tutte vicine ad una potenza che si attesti intorno ai 200 cavalli.

Di questo cambio regolamentare ne ha approfittato subito M-Sport, che il mese scorso ha testato in Sardegna la Fiesta Rally3, ma con propulsore da 999 cc turbo e potenza da 210 cavalli. M-Sport Poland, infatti, ha rivelato che la nuova Ford Fiesta Rally3 cambierà il motore turbo da 1 litro con quello da 1,5 litri, decisamente più solido.

La Fiesta è la prima auto conosciuta per la nuova classe Rally3, che dovrebbe essere appena sotto il Rally2, o R5. Il motore 1,5 litri che sarà usato sarà quello stradale della Ford Fiesta ST. Una bella sorpresa, visto che ci si aspettava il motore da un litro della Fiesta Rally4. La Ford Fiesta Rally3 con motore 1.500 cc sta testando in Polonia.

WRC, calendario 2021: mancano Messico, Argentina e Cile

C’è un pericolo reale che il WRC 2021 non vada Oltreoceano, neppure al Rally del Messico, assodato che sia Argentina sia Cile hanno confermato di avere gravi problemi per le prossime edizioni. Dunque, questa volta a farne le spese potrebbe essere il Rally del Messico. Dispiace ai fan e agli organizzatori, ma le conseguenze del Covid-19 e della crisi che da esso è generata molto probabilmente negheranno il Nord e il Sud America al WRC 2021.

Il Consiglio Mondiale del mese scorso ha confermato i contratti con nove gare, ma Argentina, Messico e Cile non erano nelle ipotesi della prossima stagione. Il direttore della Commissione Rally, Yves Matton, insiste sul fatto che dieci gare sembra il formato più probabile. L’ultima volta che le squadre non hanno volato verso l’America dalle loro basi europee è stato venticinque anni fa.

Dal 2004, Patrick Suberville organizza la gara e ha affermato: “In questo momento, nessuno sa cosa riserva il futuro, né economicamente né in termini di pandemia da Covid-19. In tali circostanze, non è stato possibile confermare la nostra partecipazione con il Promoter WRC. Stiamo parlando con il promotore e la FIA per il prossimo anno. Vedremo cosa succede, ma sarebbe un grosso problema non avere gare da queste parti, oltre l’Atlantico”.

“Sarebbe un problema non avere il Rally del Messico nel WRC 2021 – ha aggiunto Suberville -. Già nel 2009, quando abbiamo avuto l’ultima rotazione, abbiamo dovuto organizzare il Rally delle Nazioni, in sostituzione del Rally Mexico con sede a León per tenere coinvolti sponsor, partner e funzionari. È difficile mantenere gli sponsor quando corri anno dopo anno, cercare di mantenere uno sponsor quando salti un anno è impossibile”.

WRC 2020 a sette gare e il RIS salva il calendario?

Non c’è nulla da dire: 5.000.000 di euro sono tanti. I promotori del Rally Liepaja hanno concluso le trattative con il Promoter del WRC. La gara si correrà dal 14 al 16 agosto e sarà vaida solo per l’ERC. Da settimane i promotori del WRC stanno cercando di trovare la quadra per avere un nuovo calendario 2020 con almeno altre 6-7 gare rispetto a quelle già disputate. Si sperava di unire eventi ERC con eventi WRC, ma entrare nell’Olimpo costa il quintuplo di una gara dell’Europeo Rally. Ma volete sapere come potrebbe andare a finire? WRC 2020 a sette gare e il RIS salva il calendario (alla faccia di chi vorrebbe il RIS annullato e il nuovo Rally di Italia a Monza, in autodromo).

Ma le brutte notizie non soffiano solo sul Liepaja 2020. Infatti, il direttore della Commissione Rally della FIA pensa che da agosto a novembre potranno essere svolti solo quattro rally per quanto riguarda questa disgraziata stagione, per un totale di sette. Il problema sono solo i soldi: 5.000.000 di euro sono tanti. Non c’è nulla da dire. Possono portare al fallimento. Chi organizza ci pensa, eccome si ci pensa con la crisi economica generata dalla pandemia di Covid-19.

Il Promoter del WRC e la FIA sono sostanzialmente “disperati”, l’alternativa è mettere mano al regolamento del WRC per dare un campione entro fine anno. Entrambi, in sinergia, stanno lavorando per preparare la seconda bozza del calendario 2020 del WRC, dopo l’interruzione in causata dalla pandemia di Covid-19.

“La prospettiva più realistica è un calendario a sette rally e siamo vicini a realizzarlo – ha dichiarato Matton -. Sicuramente ci sono molti punti interrogativi, ma ho visto un grande impegno da parte degli organizzatori per fare tutto il possibile per partecipare al WRC. Lo stesso lo abbiamo visto negli altri campionati, come l’ERC, e l’enorme lavoro che hanno fatto, ad esempio, al Rally Roma Capitale riguardo l’applicazione del distanziamento sociale”.

“Discorso a parte è da fare sul Rally Italia Sardegna, che è stato rinviato mi pare di aver capito per motivi economici, ma la Regione Sardegna conta di averlo anche quest’anno, anche se verrà disputato in bassa stagione turistica – conclude Matton -. Realisticamente, restano cinque rally in ballo. Probabilmente, solo quattro di questi saranno disputati, salvo sorprese da parte del Consiglio Mondiale che dovrebbe ratificare il nuovo calendario e renderlo pubblico nel corso della settimana prossima”. Anrà a finire che il WRC 2020 sarà a sette gare e il RIS salverà il calendario.

Yves Matton chiede le Rally1 ibride nei campionati nazionali

La FIA sta lavorando per far sì che la nuova generazione di auto da rally ibride, Rally1, possa correre in tutto il mondo anche nei campionati nazionali. L’arrivo della WRC Plus nel 2017 ha portato un’evoluzione importantissima nei rally. Con l’avvicinarsi del 2022 e, quindi, della nuova generazione di vetture top nei rally, il Yves Matton ha chiarito che “per quando riguarda i campionati nazionali, sono le federazione di ciascun Paese a decidere se possono essere utilizzate questa tipologia di vetture, oppure no. La FIA non vieta la vendita o l’utilizzo di auto da rally attuali per i campionati nazionali. Ora stiamo provando a vedere se possiamo facilitare l’immissione delle Raly1 ibride nei rally nazionali”.

“Quando parlo dei campionati nazionali, non pretendo che le Rally1 debbano lottare per il titolo assoluto o per la vittoria assoluta della gara. Non è necessario che questa vettura sia in lotta contro vetture molto meno efficienti in termini di prestazioni. Ma ci sono piloti interessati a guidarle in alcuni rally. Sono piloti che vogliono divertirsi e questo tipo di auto è certamente la più sicura di tutte quelle che corrono nelle prove speciali dei vari Stati del mondo”.

Parole importanti e piene di buon senso quelle pronunciate da Yves Matton. Infatti, mentre la stragrande maggioranza attendeva con impazienza l’arrivo delle auto da rally più veloci di sempre, appassionati e addetti a lavori erano molto più preoccupati della combinazione tra potenza e deportanza. E pensavano agli alberi. Però, alla fine, l’evoluzione del 2017 si è dimostrata sicura più di qualsiasi altra auto del WRC.

La FIA approva un Comitato per contrastare il COVID-19

Che poi ad ascoltare o a leggere chi la tessera dell’Ordine dei Giornalisti ce l’ha per sbaglio, quella del COVID-19 potrebbe continuare a sembrare una sciocchezza. Di quelle sciocchezze che posso capitare solo e soltanto agli altri. Purtroppo, non è così. Lo sanno bene anche all’interno della Federazione Internazionale dell’Auto.

Il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato la creazione di un Comitato di emergenza per monitorare la situazione del COVID-19 nell’automobilismo sportivo. Questo comitato sarà guidato dal professor Gérard Saillant e si incontrerà ogni due giorni, al fine di conoscere gli sviluppi sullo sviluppo di questa aggressiva epidemia che si sta propagando nel mondo.

Insieme ai governi dei Paesi aderenti all’egida FIA e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Federazione Internazionale dell’Auto presieduta da Jean Todt utilizzerà questo comitato per decidere su cancellazioni o rinvii di test, gare e quant’altro.

Il WRC approva il regolamento ibrido non completo

Dopo l’approvazione della principale definizione tecnica delle regole del 2022 per Rally1 (ex WRC) alla riunione del Consiglio Mondiale FIA del 4 dicembre 2019, l’ufficio tecnico della FIA, in collaborazione con i Costruttori del WRC, continua a sviluppare una serie di regolamenti che garantiranno che l’attuale spettacolo, l’estetico e il rombo delle auto da rally possano riproporsi anche nella prossima generazione di World Rally Car, “con l’obiettivo di fornire la continuità di una competizione entusiasmante e un livello di investimento che sia sopportabile per i team”.

L’intenzione rimane quella di ridurre i costi rispetto alle attuali auto da rally, che costano circa un milione ciascuna. Per quanto si fatica a credere che tecnologia ibrida sia più sostenibile, il sistema consente alle Case di trasformare diversi modelli in vetture con cui disputare il Mondiale Rally. La stessa filosofia sportiva del Gruppo S, quello dei “mostri” mai nati.

Il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato in linea di massima il regolamento tecnico per la nuova classe (Rally1), con i dettagli finali della regolazione dei motori, della tecnologia ibrida e della cellula di sicurezza standard ancora da confermare. Ciò conferma che, ancora oggi, nessuno sa molto bene come appariranno i regolamenti, dal momento che c’è ancora tanta vaghezza e incertezza su ciò che verrà fatto.

ERC 3 Junior: cambiano le regole e apre alle Rally5

L’ERC 3 Junior modifica le proprie regole e apre alle auto Rally5. I piloti delle auto Rally5, in pratica le ex R1, potranno partecipare al FIA ERC3 Junior Championship per gli Under27 nel 2020. La FIA ha infatti stilato nuove regole che permettono a loro di unirsi a quelli armati di vetture Rally 4, che sono le ex R2.

Le Rally4 saranno sicuramente più competitive, ma di Rally5 ce ne sono comunque di interessanti, come la Ford Fiesta R1 della M-Sport, che potrà attirare concorrenti sulla scena internazionale, o la nuova Clio Rally5. L’ERC3 Junior si svolgerà su sei prove del Campionato Europeo Rally (tre su terra e tre su asfalto) utilizzando gomme Pirelli.

WRC, Rally Catalunya vittima della politica FIA: le reazioni

Gli spagnoli sono indignati e disincantati per il modo in cui gli organizzatori del Campionato del Mondo Rally e la FIA hanno trattato la Spagna e in particolare il Rally della Catalunya. Il fatto che il Rally di Spagna esca dal calendario gare del WRC 2020, per lasciarci il Rally di Germania, non va proprio giù. Non è digeribile.

Le voci più influenti del motorsport spagnolo, da Carlos Sainz a Dani Sordo, passando per il numero uno della federazione spagnola, da sempre in prima linea a sostegno del rallysmo mondiale, condannano all’unanimità la decisione della FIA di non includere l’evento nel calendario 2020, anche se già si sa che la gara spagnola tornerà nel WRC 2021 come evento tutto asfalto.

Il Rally della Catalunya è regolarmente in calendario dal 1994, ma l’evento di Salou sarà escluso perché al suo posto va il Rally di Germania. Scelte frutto di una rotazione imposta e non di valutazioni meritocratiche.

Il presidente della federazione spagnola, Manuel Aviñó, che fa parte del Consiglio Mondiale della FIA, ha dichiarato che il “mio voto nella riunione del Consiglio Mondiale è stato contro questa scelta”.

Alla rivista tedesca Motorsport Aktuell, il presidente della federazione spagnola ha anche dichiarato: “Personalmente, penso che il sistema di rotazione sia un errore gravissimo e sono d’accordo con il presidente dell’ADAC, Hermann Tomczyk, che non si possa semplicemente attivare o disattivare questi eventi, come fossero un gioco”.

Il direttore di gara del Rally RACC, Aman Barfull, offre un’analisi decisamente meno politica e più approfondita degli eventi che hanno portato all’archiviazione imprevista e a sorpresa della gara spagnola per il WRC 2020 a favore della Germania.

“Siamo rimasti scioccati e delusi quando l’abbiamo scoperto”, ha detto. “Avevamo un contratto per il 2019 e il 2020 e alla fine abbiamo bisogno di stipulare un nuovo contratto senza il 2020, ma con il 2021 e il 2022. Non capiamo nulla, ma pensiamo che siano ragioni politiche e che non sia colpa del promotore. Il problema è che veniamo danneggiati e non sembra importare a nessuno”.

“Non c’è stata una spiegazione ufficiale, ma la Germania non ha la Formula 1 e la Spagna, ha la Formula 1 e il WRC e la Germania aveva bisogno di un Campionato del Mondo Rally – denuncia il direttore di gara -. È una situazione folle. Ora in Europa abbiamo dieci gare. E in futuro ne avremo otto”.

“Devono uscire due gare europee. Siamo asfaltati ed europei e la Germania è uguale alla nostra gara, tecnicamente parlando. Dovrebbe uscire dal prossimo calendario anche il Rally Deutschland”, ha detto Barfull, che ha anche posto fine alle speculazioni sulla posizione e sulla superficie dell’evento.

“Lasciare Costa Daurada non è mai stata un’opzione, poiché ha supportato il test monetariamente”, ha tuonato il direttore di gara del Rally Catalunya.

Anche Dani Sordo, il miglior pilota di rally in Spagna oggi, è indignato e ha mostrato il suo sdegno in una dichiarazione alla Catalunya Radio: “È tutto molto strano. Avete visto il numero di spettatori? È pazzesco non avere il WRC l’anno prossimo. Così tante prove senza persone e qui abbiamo folle oceaniche. Qualcosa non va”. Cosa non si sa.

JWRC, Solans vince gara e campionato. Bene Enrico Oldrati

Jan Solans vince il campionato di Junior WRC, affermandosi nel Rally del Galles. L’ultima gara è risultata decisiva per lo spagnolo che, approfittando nel raddoppio dei punti previsto per il round gallese ha potuto sorpassare il suo avversario più temibile Tom Kristensson. Una vittoria di resistenza, con lo spagnolo che si è dovuto difendere dagli attacchi serrati dello svedese. Una guida pulita e senza rischi ha però dato i frutti desiderati, con Solans che può legittimamente festeggiare.

Non solo una vittoria titolata, ma anche un premio in carne ed ossa, anzi, in metallo e motore. Solans infatti, vincendo il JWRC, ha conquiststo la possibilità di correre la prossima stagione di WRC 2 su di una Ford Fiesta R5 MK”, “sorella maggiore” della R2T con la quale gli junior hanno concorso quest’anno. “Sono felicissimo di aver vinto il primo titolo, il 2020 sarà una stagione fantastica!”, ha affermato Solans.

Secondo in gara e nel campionato Tom Kristensson, che può riguardare alla sua stagione con moderata soddisfazione. Il secondo posto ottenuto in galles li fa ottenere il Rookie Award ed il premio da 15.000 € per supportarlo nella campagna iridata del prossimo anno. Terzo in gara e quarto in campionato Sean Johnston, mentre la medaglia di bronzo iridata Dennis Radstrom ha tanto da recriminare, dopo aver perso una gomma a causa di un incidente occorso già sulla seconda prova. L’amaro in bocca è intensificato anche dall’aver vinto ben 10 prove su 22.

Merita un paragrafo a parte il nostro Enrico Oldrati, unico italiano quest’anno coinvolto in un campionato in modo costante. Per lui un Galles in crescita prova dopo prova, a dimostrazione che l’impegno che sta profondendo è valido e premiante. Navigato da Elia De Guio, il lombardo figlio d’arte termina quarto sulle strade gallesi (miglior risultato stagionale) e quinto in campionato.

Kalle Rovanpera mette l’accento, suo il campionato WRC2 Pro

La prima stagione di WRC completa aggiunge un trofeo nel giovane palmarès di Kalle Rovanpera. Il 19enne finlandese ha festeggiato la vittoria del titolo di WRC2 Pro, categoria riservata ai team ufficiali che schieravano auto di classe R5. Nonostante una flessione nelle gare in Germania e Turchia, la leadership del figlio d’arte è risultata solida, anche grazie alle quattro imposizioni consecutive tra Cile e Finlandia.

A regalare il titolo a Kalle una gara che lo sempre visto fuori dai guai e condotta con costanza, nonostante una foratura durante il secondo passaggio su Dyfnant. Non manca nemmeno una buona dose di fortuna: durante la gara hanno usufruito del rientro in Super Rally sia Greensmith che Paddon (Ford Fiesta MK2) che Ostberg (Citroen C3 R5), con il solo Jan Kopecky, compagno di squadra del finlandese, rimasto indenne. Alla fine il ceco arriva distante da Rovanpera più di quattro minuti, un distacco più che rassicurante. Terzo e quarto il duo dell’Ovale blu, che fa sue otto prove (cinque con Greensmith e tre con Paddon) su 22. Magro invece il bottino di Ostberg e del team Citroen, con solo una prova speciale conquistata.

Per il figlio di Harri Rovanpera è il coronamento di un percorso durato tre stagioni, vissute costantemente in crescita. Dopo la prima vittoria nel 2017 in Australia ed il terzo posto finale nel WRC 2 2018, arriva un meritato iride. Con un futuro che, a queste condizioni, non può che apparire radioso.

Petter Solberg eterno vincitore, suo il WRC2 in Galles

Petter Solberg, Campione del mondo Rally 2003, ha concluso la sua spettacolare carriera con la vittoria nella classe WRC2 nel Rally del Galles GB: uno dei suoi terreni di caccia di maggior successo, visto che in passato il norvegese ha ottenuto ben quattro vittorie sui fanghi gallesi. Per il suo gran finale a livello mondiale, il 44enne si è fatto ancora una volta affi-ancare dal suo co-pilota di tante battaglie sportive, quel Phil Mills, che lo ha anche accompagnato al titolo mondiale del 2003 con Subaru.

A rendere l’occasione ancora più speciale è stato un incrocio di attimi ed un team da condividere. A Solberg Sr. si è affiancato Oliver Solberg, sulla seconda auto del team. Per il 18enne è stato il debutto iridato assoluto. Entrambe le Volkswagen Polo R5, gestite dal team della famiglia Solberg, utilizzavano pneumatici Pirelli, che sono sempre stati compagni durante la carriera del norvegese.

Tale padre, tale figlio

Petter Solberg è stato uno dei piloti gommati Pirelli più affermati, vincendo con il marchio italiano 13 rally iridati nei suoi oltre vent’anni di carriera. Due decenni in cui è rimasto strettamente legato a Pirelli: una tradizione che ora è stata tramandata anche a suo figlio Oliver, che ha anche iniziato la sua carriera professionale con pneumatici Pirelli. Infatti, Oliver, che all’epoca aveva solo 16 anni, ha fatto il suo debutto con una WRC con Pirelli due anni fa al Motor Show di Bologna, dove ha guidato una Ford Fiesta WRC.

Mentre Petter ha vinto la classe WRC2 in Galles, Oliver non è stato così fortunato, avendo sofferto di problemi meccanici durante i primi due giorni. Alla fine della gara, il responsabile dell’attività rally di Pirelli Terenzio Testoni ha consegnato a Petter uno speciale pneumatico Pirelli da F1, a esprimere la gratitudine di Pirelli per l’incredibile carriera di Solberg Sr. – che ha vinto ovunque, dai rally al rallycross.

Terenzio Testoni, rally activity manager Pirelli, ha così commentato. “È stato un fine settimana incredibilmente emozionante in Galles per tutti noi di Pirelli: si è segnata la fine della brillante carriera di Petter come pilota e celebriamo l’inizio della carriera di Oliver nel WRC. Per Petter concludere qui la carriera con una grande vittoria è stato sicuramente il modo più bello per farlo, e siamo straordinariamente orgogliosi di tutto ciò che abbiamo ottenuto insieme nel corso de-gli anni. Certo, non sarà l’ultima volta che avremo Petter vicino a noi, dato che sono sicuro che sarà una presenza molto evidente nella carriera di Oliver, che si è già dimostrato un giovane molto promettente con tanto talento e velocità.”

WRC, Movisport con Gryazin e Andolfi al Rally GB

Ed è di nuovo “profumo mondiale”, per Movisport. Questo fine settimana, infatti, i colori reggiani saranno in Galles, per la prova numero 12 del Campionato del Mondo Rally dove, nella categoria WRC 2 saranno al via due portacolori, Fabio Andolfi ed Emanuele Inglesi e Nikolay Gyazin e Yaroslav Fedorov, entrambi con una Skoda Fabia R5.

Grande attesa, per entrambi gli equipaggi, sicuramente in grado di recitare una parte importante nel contesto della categoria delle vetture R5. Il pilota savonese di Aci Team Italia, dopo essersi rinfrancato con il terzo posto in Turchia cercherà adesso, con la Fabia R5 di Motorsport Italia, di dare continuità ai risultati in una gara che si annuncia ostica e che ha già disputato tre volte, anche con soddisfazione. Andolfi, adesso è ottavo in classifica provvisoria di Campionato.

Stessa lunghezza d’onda per Gryazin, con la Fabia R5 di SRT. Secondo nella classifica provvisoria di Campionato, il pilota russo sarà invece al debutto, in Galles, certamente un avversario in più per poter difendere l’importante posizione che occupa, quando mancano altre due gare al termine della stagione.

Rally Italia Sardegna, altra splendida riconferma del WRC 2020

Il Rally Italia Sardegna sarà una tappa centrale nel calendario del FIA World Rally Championship 2020. La nuova conferma per la tappa italiana del Mondiale Rally è arrivata nelle ultime ore, con l’ufficializzazione del calendario WRC della prossima stagione. La permanenza del RIS all’interno della serie iridata infatti era già stata resa nota attraverso le parole del Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, durante lo svolgimento dell’ultima edizione della gara italiana.

Oltre ad aver rinnovato la fiducia all’Italia come paese ospitante di una tappa del Mondiale, sono stati diversi gli avvicendamenti operati dalla FIA all’interno del WRC 2020. Tre in totale per quanto riguarda il resto del calendario, con il Kenya, la Nuova Zelanda e il Giappone che entreranno in sostituzione delle tappe in Spagna, Australia e Corsica.

Una chiara scelta da parte della Federazione Internazionale dell’Automobile di dare un tocco ancora più intercontinentale alla serie iridata, con l’intenzione di esportare e promuovere la massima espressione della specialità soprattutto oltre i confini europei.

Il direttore del Rally della FIA Yves Matton ha commentato: “Al fine di globalizzare ulteriormente il campionato, dovevamo avere più round WRC al di fuori dell’Europa. Sono lieto di vedere i risultati della nostra strategia di espansione, con eventi emblematici come il Kenya e il Giappone che torneranno al calendario WRC il prossimo anno, insieme alla Nuova Zelanda che sostituirà l’Australia, mentre eventi europei iconici di lunga data forniscono un grande equilibrio e preservano il DNA dello sport. A seguito dell’integrazione del Cile lo scorso anno, il calendario 2020 espande anche la nostra presenza nei continenti asiatico e africano.”

WRC 2, Turkish Rally: arriva un podio tutto Pirelli

Al Rally di Turchia, che per i pneumatici è uno degli appuntamenti più impegnativi di tutto il Campionato del Mondo Rally, i piloti Pirelli hanno occupato tutto il podio nella classe WRC2 utilizzando l’ultima evoluzione dei suoi Scorpion K per lo sterrato.

Infatti, secondo i regolamenti della serie iridata, è consentito introdurre durante la stagione una evoluzione delle gomme, e Pirelli l’ha fatta debuttare in Turchia ottenendo una straordinaria tripletta.Il polacco Kajetan Kajetanowicz è stato al comando della categoria dall’inizio alla fine e ha ottenuto la sua prima vittoria nel WRC2 dopo aver vinto con Pirelli tre titoli europei consecutivi dal 2015 al 2017. Con il successo in Turchia il polacco si è portato in testa alla classifica stagionale WRC2 a tre rally dal termine.

Grazie anche alla robustezza dei suoi nuovi Pirelli, Kajetanowicz è stato anche in lizza per entrare nei primi dieci assoluti come migliore delle R5 in gara, davanti ai piloti ufficiali della categoria WRC2 Pro equipaggiati con pneumatici di diverso marchio, tutti attardati da più forature durante il fine settimana. Solo la rottura nell’ultima tappa del semiasse anteriore sinistro ha fatto scivolare il pilota polacco dietro a due piloti del WRC2 Pro, ma ha comunque vinto nella categoria WRC2.

A completare il podio WRC2, una coppia di giovani emergenti: il boliviano Marco Bulacia Wilkinson e l’italiano Fabio Andolfi: anche loro alla guida delle Skoda Fabia R5 equipaggiate con pneumatici Pirelli.Le prove speciali costellate di rocce affioranti e il caldo torrido hanno reso il Rally di Turchia durissimo per le gomme, oltre che per le auto e gli equipaggi. Le debuttanti gomme Pirelli Scorpion K hanno affrontato molto bene queste esigenze nell’intero fine settimana, sia con la mescola dura K4A che con quella media K6A.

Terenzio Testoni, rally activity manager di Pirelli, ha dichiarato: “Siamo felici che un nostro nuovo prodotto abbia di nuovo ottenuto la vittoria al suo debutto nel WRC: stavolta è toccato al prodotto per lo sterrato, dopo che altrettanto aveva fatto il nostro nuovo pneumatico per asfalto all’inizio di quest’anno.

La maggior parte dei piloti hanno concordato sul fatto che la Turchia sia stata la gara più dura del campionato, con rocce affilate e superfici abrasive che aumentano il rischio di forature. Tuttavia, i nostri piloti non solo hanno evitato importanti battute d’arresto, ma hanno anche monopolizzato il podio WRC2, sfruttando sia la forza che le prestazioni dei nostri nuovi prodotti in condizioni estremamente difficili.”

Rally di Turchia, ghiaia a colazione! (VIDEO)

È terminato ieri un rally emozionante, che ha visto imporsi senza mai discussioni il Citroen Word Rally Team, che ha piazzato primo il caposquadra Sebastian Ogier, seguito a poca distanza dalla seconda guida Esa-Pekka Lappi. È il Rally di Turchia, undicesimo round del WRC e sviluppatosi intorno alla città di Marmaris, a cavallo tra mediterraneo e mar Egeo.

La terra rimischia le carte

L’imposizione del pluri iridato Seb Ogier e la conseguente defaillance di Ott Tanak, ostacolato da svariati problemi durante tutta la gara, ha riaperto la bagarre mondiale in modo deciso, dando alle ultime tre gare del mondiale una valenza davvero fondamentale. Riviviamo le emozioni di questo rally in terra turca attraverso sei minuti di immagini emozionanti.

Risolto il mistero del problema ai freni di Ott Tanak

Toyota Gazoo Racing conferma che il problema ai freni della Yaris WRC di Ott Tanak nel weekend del Deutschland Rally è derivato “dal nuovo processo di assestamento”. Insomma, da una modifica su una procedura di controllo. Il team con base a Puuppola ha implementato una revisione nella procedura di preparazione dei freni, con i piloti chiamati ad effettuare una valutazione finale di ogni set di pastiglie e dischi prima dell’inizio di ogni manifestazione.

L’ingegnere capo Tom Fowler ha spiegato: “Un’indagine ha rivelato che il problema di Ott Tanak è stato causato da un problema di assestamento. I pad e il disco non lavoravano correttamente e si è verificato, prova speciale dopo prova speciale, un graduale degrado del morso. Questo non era il problema principale per Ott. Il vero problema era che ciò si manifestava in una sola parte della vettura, il che dava squilibrio in frenata e influiva sulla manovrabilità”.

“È possibile che questo problema sia presente da un po’ ma che si sia manifestato solo in Germania, dove gli sforzi degli impianti frenanti e le temperature sono decisamente più elevate”. Il problema è costato a Tanak ogni possibilità di lottare per ottenere punti nella Power Stage da aggiungere alla sua terza vittoria consecutiva in Germania e Fowler ha dichiarato che la squadra avrebbe adottato adesso un approccio vecchio stile.

Fowler ha aggiunto: “Utilizziamo una macchina per il processo di assestamento di pastiglie e dischi e i dati della macchina indicano che il lavoro è stato svolto correttamente. Ovviamente, dobbiamo guardare più da vicino, sul campo, ma in primo luogo stiamo apportando modifiche al processo”.

“Il primo di questi cambiamenti è il più semplice, che sta facendo in modo che i conducenti inseriscano i freni da soli, o almeno completino il processo e si assicurino che siano soddisfatti di ogni set. In una certa misura, i piloti lo fanno sulla strada che porta al palco, solo per avere un’idea di un nuovo set, ma ora faremo tutti i test prima dell’inizio del rally. È un po’ tornare ai vecchi metodi, ma se è meglio…”.

Junior WRC Rookie Award: 15 mila euro di aiuto per il 2020

Un nuovo premio è stata creato per il 2019 nel Junior WRC. Si tratta del Junior WRC Rookie Award: 15 mila euro di aiuto per il 2020 che vanno al rookie miglior classificato nel Junior WRC 2019. Il premio dovrà essere reinvestito in un programma 2020 nel Junior WRC. Lo stesso premio sarà disponibile per il vincitore del 2020 del Rookie Award per il 2021.

Un piccolo ma voluto contributo al loro budget per la stagione del Junior WRC 2021. Un driver è ammissibile a questo premio solo se ha partecipato a più di due eventi WRC prima dell’inizio della stagione 2019. Se il vincitore 2019 del Junior WRC Rookie Award sarà anche vincitore del Junior WRC, il montepremi sarà assegnato al secondo assoluto dei Rookie.

“Come il campionato FIA Junior WRC proseguirà con lo stesso formato per le prossime due stagioni, ho il piacere di annunciare un premio che servirà come un incentivo per i pilori per continuare a sviluppare le loro carriere con il Junior WRC – spiega Maciej Woda, Junior WRC Championship manager -. Il premio Rookie Award è di 15.000 per il Junior WRC 2020. Abbiamo avuto alcuni Rookies molto bravi in questa stagione”.

“Non è un’impresa da poco per un pilota partecipare a diverse gare del WRC per la prima volta in carriera, quindi abbiamo deciso che questo meritasse un riconoscimento significativo. Per i conducenti che mirano a vincere il Campionato FIA WRC Junior, è abbastanza comune trascorrere due anni in campionato e utilizzare il primo anno per imparare il formato dell’evento e le gare. Questo fondo aiuterà il più bravo Rookie FIA ​​Junior WRC”.

Per la Fia in futuro la vettura più potente sarà la RC2

Nei giorni scorsi la Fia, Federazione Internazionale dell’Automobile, ha reso note le nuove sigle che contraddistingueranno dal 1 gennaio 2020 le vetture da rally prodotte e omologate in Gruppo R. Probabilmente, quel giorno qualcuno (o forse più di uno) non aveva molto da fare e così ha partorito l’idea geniale. L’idea del secolo. Basta R1, R2, R3, R4 ed R5 in quest’ordine. Facciamo vedere alla gente quanto siamo gattopardeschi, deve aver pensato questo genio o questa congrega di aspiranti maghi.

E quindi che si fa? Si decide di passare dall’ordine decrescente, che esprimeva nelle vetture di classe R5 le auto più potenti e nelle R1 quelle meno performanti, passando gradualmente attraverso la R4, la R3 e la R2, all’ordine crescente. Non è un pesce d’aprile. Le attuali vetture R1 confluiranno nella futura RC5, mentre le R2 nella RC4 (insieme alle Gruppo A fino a 1600 cc).

Ma ovviamente si inizierà dalla RC2 che sarà la attuale R5 comprensiva delle R4 Kit Car (ma anche delle R4, Super 2000 ed NR4), mentre la R3 resta più o meno come ora, diventando RC3 (R3 e Gruppo A da 1600 a 2000 cc). L’unica nota positiva di questa simpatica trovata è che le R4 Kit car, diventeranno R2 Kit car e potranno essere ammesse in tutte le gare senza alcun escamotage e sotterfugio. Non verrà modificata la classe RGT.

Le nuove classi del Fia Gruppo R

WRC Junior 2019, Rally Tour de Corse: tredici vetture al via

Il celebre Rally Tour de Corse sarà il secondo appuntamento del campionato WRC Junior, dove le giovani promesse emergenti affronteranno l’unico appuntamento su asfalto della loro stagione iridata. Pirelli è fornitore esclusivo del mondiale Junior, ed inoltre equipaggerà numerosi equipaggi della classe WRC2 con la più recente versione dei suoi pneumatici P Zero da asfalto.

Per i concorrenti del WRC Junior, la Corsica costituisce una sfida totalmente diversa da quella del Rally di Svezia, che ha aperto su neve e ghiaccio la stagione. Il Tour de Corse è famoso per le sue prove speciali strette e tortuose sulle montagne dell’isola. L’asfalto abrasivo e la notevole lunghezza delle singole prove speciali rendono questa gara molto impegnativa per i pneumatici. Tredici saranno i piloti del WRC Junior in gara, tutti al volante di identiche Ford Fiesta R2T preparate da M-Sport e gommate Pirelli. Lo svedese Tom Kristensson, vincitore della gara di casa, è l’attuale leader della classifica.

Nel WRC2, Pirelli equipaggerà il tre volte Campione d’Europa rally Kajetan Kajetanowicz, che in questa stagione è passato al volante di una Volkswagen Polo R5. Il campione WRC Junior 2017 Nil Solans (il cui fratello Jan ora gareggia fra gli Junior) avrà una Ford Fiesta R5 preparata da M-Sport con al fianco l’esperto copilota Marc Marti. Fra gli altri piloti Pirelli da ricordare il ‘pupillo’ Toyota Takamoto Katsuta, Simone Tempestini con la Hyundai e Fabio Andolfi con la Skoda. Enrico Brazzoli sarà al via nella RGT Cup, in cui si è imposto a Montecarlo con la sua Abarth 124 Rally.

Ciascuna categoria avrà a disposizione tre diversi tipi di pneumatici. I protagonisti del WRC Junior potranno utilizzare i P Zero RK5 in mescola dura o i più morbidi RKW7, con l’alternativa dei Cinturato RW da pioggia che sono una novità 2019 per questa categoria. Per il WRC2, debutteranno in Corsica le nuove versioni dei Pirelli P Zero da asfalto, cioè RA5 in mescola dura e i più morbidi RA7+. In caso di pioggia saranno a loro disposizione i Cinturato RWA.

I piloti del Mondiale Junior WRC possono utilizzare un massimo di 20 pneumatici nel corso del rally, oltre ad altre quattro gomme per chi prende parte allo shakedown ante-gara. La dotazione entro cui scegliere è di 24 gomme dure, 8 morbide e 8 da bagnato. 24 sono invece le gomme a disposizione dei piloti del WRC2, più altre quattro per lo shakedown, da scegliere in un lotto che ne comprende 28 in mescola dura, 20 in mescola morbida e 8 da pioggia.

Il Tour de Corse si disputa da giovedì 28 marzo a domenica 31 marzo con 12 prove speciali per un totale di 348 km di tratti cronometrati. Un numero di prove minore rispetto al consueto, il che rende ciascuna di esse più intensa e importante ai fini del risultato.

WRC Junior 2019, Rally Sweden: Enrico Oldrati tiene alto il Tricolore italiano

Inizia con un rally difficilissimo il nuovo Campionato del Mondo, WRC Junior 2019: il Rally di Svezia mette a dura prova i tredici iscritti provenienti da tutto il mondo. L’Italia è ben rappresentata da Enrico Oldrati, navigato da Elia De Guio, entrambi facenti parti dell’Aci Team Sport Italia, che portano all’esordio la nuova Ford Fiesta R2T denominata MK8.

Gara impegnativa per tutti gli equipaggi tanto che tutti i driver di punta sbagliano a ripetizione: fondo non particolarmente innevato, temperature alte e gomme in numero contingentato sono tutti elementi che portano molti ragazzi del WRC Junior ad uscire nella neve morbida e ripartire con il Super Rally.

Enrico, invece, con una condotta di gara attenta riesce ad evitare grossi problemi e, a parte un piccolo errore nella Power Stage che gli costa alcuni minuti per uscire da uno snow-bank grazie all’instancabile “compagnia della Spinta”, chiude la trasferta scandinava con una buona settima posizione che vuol dire sei punti nella classifica Junior.

Certamente non era questa la gara per Enrico dove fare bottino pieno. Fondo complicato e soprattutto molto strano a tratti più finlandese che svedese: a ciò si aggiunga che le piccole due ruote motrici transitano in prova dopo i mostri a quattro ruote trovando le strade segnate con sassi, buche e rotaie dove basta un attimo per uscire dalla linea e trovarsi in un cumulo di neve. Bene, quindi, aver visto il traguardo senza interruzioni e facendo segnare alcuni tempi di tutto rispetto come il sesto nella PS13.

Enrico ci spiega anche che “La nuova Fiesta ha incrementato notevolmente le prestazioni, grazie al nuovo turbocompressore è molto più fluida e veloce; sembra una R5 in piccolo, una vera macchina da gara; complimenti alla M-Sport” e conclude dicendo “Torniamo a casa con punti che all’inizio ci sembravano difficili da poter conquistare, ma soprattutto con tanta esperienza in più che ci servirà in futuro. Ci vediamo al Tour de Corse su un fondo a noi più amico”. Il WRC Junior va a Tom Kristensson, pilota di casa, che riesce a primeggiare con tranquillità dopo le uscite di Radstrom e di Sesks, davanti all’estone Poom Roland e allo spagnolo Jan Solans, fratello di Nil.

Gli sport motoristici sul Canale Olimpico Olympicchannel.com

Nuovo accordo firmato da Jean Todt e Thomas Bach per visualizzare gli sport automobilistici e le campagne sulla sicurezza stradale sulla piattaforma digitale globale Canale Olimpico. L’accordo è stato firmato a Losanna, in Svizzera. Il Canale Olimpico è un over-the-top con destinazione globale dei media in cui i fan possono scoprire tutto il potere dello sport e l’emozione dei Giochi Olimpici, per tutto l’anno, ed è disponibile in tutto il mondo a Olympicchannel.com con le sue applicazioni mobili e connessi dispositivi TV.

Essendo la Fia riconosciuta dal Cio come federazione sportiva internazionale, anche il corso Jean Todt della Federazione condivide i valori olimpici e cerca di impegnarsi ulteriormente con questa comunità sportiva globale per forgiare nuove partnership, creare nuove opportunità e raggiungere nuovi potenziali appassionati per lo sport automobilistico.

L’accordo amplia l’esistente collaborazione tra la Fia e il Cio, e offre l’opportunità per i contenuti di sicurezza stradale sport motoristici e da distribuire sul Canale Olimpico, compreso il contenuto originale attraverso le attività del Fia, atleti di sport del motore e gli ambasciatori di sicurezza stradale da tutto il mondo.

Il presidente Jean Todt ha detto: “Sono lieto che la Fia e Cio abbiano fatto un altro passo avanti insieme attraverso questa partnership con il Canale Olimpico. La piattaforma è una grande risorsa per gli appassionati di tutto il mondo, e aumentando la diversità di broadcast e on-demand di contenuti includeremo lo sport automobilistico. Abbiamo il potenziale per raggiungere molti nuovi fan. E’ anche un’opportunità per noi di lavorare di più nel campo della sicurezza stradale”.

Il presidente del Cio, Thomas Bach ha ribadito: “Siamo entusiasti di continuare la nostra partnership con la Fia attraverso il Canale Olimpico di nostri sforzi per promuovere i valori olimpici tutto l’anno. Il Canale Olimpico offre una piattaforma per la promozione di tutti gli sport e gli atleti all’interno del movimento Olimpico e non vediamo l’ora di lavorare insieme nei nostri sforzi collettivi per portare una maggiore esposizione dello sport automobilistico per gli spettatori e un nuovo pubblico mondiale“.

WRC 2019: tutte le novità e le date

È stato reso noto il calendario gare del WRC 2019. La prossima stagione del Mondiale Rally sarà strutturata su quattordici appuntamenti. Entra il Rally del Cile, che sostituisce il cancellato Rally di Cina e che si va a collocare tra quello d’Argentina e quello del Portogallo. Resta fuori il Rally del Giappone. Le proteste dei team, che con l’introduzione della quindicesima gara avrebbero crescere di 1 milione di euro il budget previsto per una stagione WRC, hanno convinto la Fia a escludere la gara giapponese e a rimettersi d’accordo con il Tour de Corse. Dal 2019, Toyota, Hyundai, Ford M-Sport e Citroen vedranno tagliato il numero di giorni ed i chilometri autorizzati per effettuare i test di preparazione e quelli di aggiornamento. Dai 50 giorni del 2018 si passerà a 42. I chilometri diventeranno 350 e non più 500 annui. Con la riduzione dei test fisici, i team aumenteranno le simulazioni virtuali, specialmente Citroen, Hyundai e Toyota. Altra novità: i piloti che corrono nel WRC potranno scegliere il numero di gara, che li contraddistinguerà per il resto della stagione. L’unico numero che non potrà essere scelto è il numero 1.

Calendario gare WRC 2019

Data

Evento

27/01/19

Rally di Monte-Carlo

17/02/19

Rally di Svezia

10/03/19

Rally del Messico

31/03/19

Tour de Corse

28/04/19

Rally d’Argentina

12/05/19

Rally del Cile

02/06/19

Rally del Portogallo

16/06/19

Rally Italia Sardegna

04/08/19

Rally di Finlandia

25/08/19

Rally di Germania

15/09/19

Rally di Turchia

06/10/19

Rally di Gran Bretagna

27/10/19

Rally di Spagna-Catalogna

17/11/19

Rally d’Australia