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Addio alle WRC Plus: a Monza si chiude un’epoca

Si chiude un’epoca. E il sipario cala non il 31 dicembre 2021, data fisiologica di esaurimento della fiches di omologazione, ma alla fine di questo ACI Rally Monza (a questo link la guida che abbiamo dedicato alla gara). Le WRC Plus vanno in pensione. Le WRC vanno in pensione e ci lasciano in eredità una storia bellissima, fatta di successi e “scivoloni”, di evoluzione tecnologica di gomme, elettronica e sicurezza. Le WRC sono state delle auto straordinarie. Uniche nel loro genere. Spesso additate, ad errore, come le nuove Gruppo B.

Le auto da rally WRC sono la massima espressione di ciò che gli ingegneri dei rally possono creare nel Terzo Millennio. Sono figlie della passione per la ricerca e per lo sviluppo e delle competenze di piloti che non hanno paura di nulla.

Queste vetture, che inizialmente sono in un certo senso “vincolati” al World Rally Championship, sono comunque oggetto di deroghe dalle federazioni nazionali (in Italia ACI-CSAI, acronimo di Automobile Club d’Italia-Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) per autorizzarne l’utilizzo in alcuni campionati: in Italia le World Rally Car sono ammesse nel Campionato Italiano WRC, nei Rally Ronde e nell’International Rally Cup, quest’ultimo una serie non ufficiale ovvero un challenge privato.

Il regolamento tecnico relativo alle vetture WRC fu introdotto dalla FIA nel 1997 al fine di favorire l’arrivo di nuovi costruttori nel Campionato del Mondo Rally riducendo, rispetto alle vetture del Gruppo A, i vincoli legati alla produzione di serie. Il peso a vuoto di queste vetture è di 1230 kg. Le vetture WRC inizialmente prevedevano un motore 2000 turbo a benzina con potenze nell’ordine dei 330-340 cavalli, ma dal 2011 il regolamento è stato cambiato portando la cilindrata a 1600 cm³. La potenza sviluppata dalle WRC 1600 è circa 300-310 cavalli.

In ambo i casi la caratteristica peculiare di questi motori non è la potenza ma la quantità di coppia sviluppata. Le vetture WRC sono dotate di trazione integrale anche se nel modello di serie da cui derivano non è prevista. Il cambio è di tipo sequenziale ad innesti frontali non sincronizzato con numero di rapporti a scelta del costruttore (generalmente 6 marce). I rapporti come in tutte le vetture da rally sono decisamente corti rispetto agli standard delle vetture stradali e da competizione su pista, la velocità massima raggiungibile è di circa 190–200 km/h. Sulle WRC 2000 il cambio era a comando elettroidraulico tramite un palette dietro al volante.

Hyundai i20 WRC Plus
Hyundai i20 WRC Plus

Nel regolamento è permesso allargare la carreggiata fino ad un limite ben definito, ed è quindi anche permesso sostituire parti di carrozzeria del modello di serie da cui è derivata la vettura con altre più adatte. I cerchi sono di 18 pollici su asfalto e di 15 pollici su sterrato. Come per tutte le auto turbo presenti nei Rally le WRC sono dotate dell’ALS (Anti-Lag System) che mantiene la turbina in pressione anche in fase di decelerazione generando i classici scoppi.

Il processo di omologazione di una World Rally Car prevede che solo ed esclusivamente un costruttore (casa automobilistica) possa chiedere alla FIA di omologare una WRC; la vettura prescelta per la “mutazione” deve essere già omologata precedentemente in Gruppo A, per poi richiedere la variante da A8 ad A8 WRC; il modello prescelto dalla Casa deve essere prodotto in almeno 2.500 esemplari all’anno e deve appartenere ad una gamma di vetture prodotte in almeno 25.000 esemplari; la vettura deve essere inoltre lunga almeno 4 metri e deve appartenere ad una famiglia di vetture ognuna lunga almeno 3,75 m.

Le norme sulla sicurezza della vettura sono estremamente rigide, soprattutto per evitare il ripetersi di nefasti incidenti come quelli avvenuti durante gli anni in cui gareggiavano vetture “Gruppo B” (come l’italiana Lancia Delta S4, la Peugeot 205 T16 e la Ford RS200).

Dopo aver attraversato positivamente tutta questa trafila, la vettura in variante WRC deve essere prodotta in almeno 10 esemplari (solo i particolari che fanno parte del kit WRC sono soggetti a questo minimo di produzione imposto dalla Federazione Internazionale dell’Automobile) e deve superare la severa ispezione del responsabile del servizio Tecnico incaricato dalla FIA. Superata quest’ultima verifica “tecnica”, l’esistenza della WRC è finalmente riconosciuta.

Dalla stagione 2011 le WRC adottano solo il motore 1600 cm³ turbo come la Citroën DS3 WRC, la Ford Fiesta RS WRC e la Mini Countryman WRC. Nel 2013 è stata introdotta la Volkswagen Polo R WRC. Il 2014 ha visto l’entrata di una nuova vettura, la Hyundai i20 WRC. Dal 2017 è cambiato di nuovo il regolamento, con l’arrivo delle vetture WRC Plus (o WRC 2017-spec) al posto delle vecchie WRC: queste nuove auto hanno un regolamento simile alle precedenti, sono sempre 1600 turbo ma con una potenza di circa 380 CV, permettono appendici aerodinamiche molto più sviluppate e reintroducono il differenziale a controllo elettronico. Per l’anno 2017 è tornata la Toyota, con la Yaris WRC.

Una volta ottenuta l’omologazione, la Casa automobilistica potrà prendere parte alle gare del Mondiale Rally, ma solo se accetterà le condizioni imposte della FIA, che sono: la vettura deve garantire la presenza con due esemplari in tutte le gare del Campionato del Mondo Rally FIA, in modo tale da standardizzare il “WRC Pack”, ossia la produzione televisiva a cura della International Sportsworld Communicators, la società detentrice dei diritti commerciali del Mondiale Rally. Questa “mediatizzazione” agevolerà il compito degli addetti al marketing delle varie case, che potranno quindi proporsi agli sponsor più facilmente, vista la visibilità che si avrebbe partecipando a tutto il Campionato del Mondo. Un altro modo è iscriversi alla serie come “Costruttore 2” (letteralmente da “Manufacturer 2”), ovvero la partecipazione obbligatoria ad almeno 10 appuntamenti della stagione.

La redazione di RS e oltre ha dedicato alle WRC Plus una monografia stupenda, imperdibile, in cui si ripercorre ogni aspetto tecnico, tecnologico e aerodinamico di ogni singola WRC Plus che dal 2017 ci ha letteralmente fatto godere, anche la più sfortunata, la Citroen C3 WRC Plus che portò alle clamorose dimissioni di Ogier (qui l’articolo) e il conseguente ritiro di Citroen Racing dal Mondiale, scaricando sul pilota le colpe di un programma che non era mai decollato e non per colpa di Ogier.

RS Collection WRC Plus è disponibile su richiesta alla nostra mail info@rallyeslalom.com o telefonicamente allo 011. dal lunedì al venerdì in orari di ufficio. E’ possibile pagare con PayPal e con bonifico su conto corrente bancario. Il costo dell’opera – a colori, ricchissima di stupende immagini e schede tecniche, in formato A4 e stampata in digitale su una pregiatissima carta patinata lucida – è di soli 10 euro, a cui va aggiunto qualche altro euro per la spedizione postale.

Copertina WRC Plus
La copertina WRC Plus