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Yoann Rossel escluso: vittoria WRC3 a Kajetan Kajetanowicz

L’Acropolis Greece WRC si conclude in maniera clamorosa per Yoann Rossel, leader del WRC3. Il pilota francese ha vinto sul campo la gara anche sulle difficilissime strade elleniche, ma nella tarda serata è caduta sulla sua testa e su quella team Saintleoc la squalifica per aver montato alcuni parte non conformi al regolamento.

Durante le verifiche tecniche finali, svolte al termine dell’evento gli steward si sono accorti che il telaio ausiliario anteriore era più pesante di quanto il regolamento prevedesse. Alla prova del peso, il pezzo incriminato pesava 12.920 gr. contro il peso massimo tollerato di 12.857,25 grammi. Quindi il telaio era sovrappeso di 93 grammi.

Convocati dagli steward il sig. Ducher (team manager di Saintéloc Racing), il sig. Breton (capo ingegnere) e il sig. Arbonnier (rappresentante di Citroën Racing) hanno riscontrato che le verifiche della pesatura della parte incriminata si sono svolte regolarmente e che effettivamente il telaio ausiliario anteriore della Citroen C3 Rally2 era sovrappeso.

Ducher ha precisato che questo pezzo era stato già utilizzato al Rally Italia Sardegna, dove aveva superato un doppio controllo (12.707 alla prima pesa e 12.708 alla seconda), quindi lo stesso team manager non si spiega il perché di questa anomalia di peso. Leggerezza non da poco quella commessa dal team Saintleoc è stato non pesare la componentistica incriminata prima della gara, in quanto si è fatto pieno affidamento al peso verificato a giugno a Olbia.

C’è da ricordare però un dettaglio molto importante, durante il RIS il team Citroen Racing era stato multato pesantemente proprio lo stesso motivo con una multa di 15.000 euro per 97 grammi di differenza. Inoltre la FIA aveva già avvertito il team che in caso di ripetersi dell’infrazione sarebbe arrivata la squalifica e una multa ancora più pesante è così è stato.

Inoltre per non farsi mancare niente Citroën Racing è stata multata di 30.000 euro dopo che le ventole di raffreddamento del freno posteriore dell’auto di Rossel sono state ritenute non conformi al modulo di omologazione. Essendo la prima infrazione di questo genere, 25.000 euro della sanzione sono stati sospesi salvo ulteriore violazione di analoga natura entro 12 mesi. Citroën Racing e Yohan Rossel hanno già annunciato la volontà di intenzione di ricorrere in appello e il caso sarà ora discusso nelle prossime settimane.

DECISIONE 3 DEGLI STEWARD – 12 SETTEMBRE 2021 – DOWNLOAD
DECISIONE DEGLI STEWARD 4 – 12 SETTEMBRE 2021 – DOWNLOAD

La lode di Citroen Racing alla C3 Rally2

C’è molta soddisfazione in casa Citroen Racing, per i risultati positivi ottenuti dopo la prima metà di stagione. I vertici della casa transalpina sono molto contenti per quanto fatto sia in campo internazionale che nazionale dalle vetture Rally2 della casa del Double Chevron, che ricordiamo essersi ritirato dal Mondiale Rally in forma ufficiale dopo i gravi problemi irrisolvibili della C3 WRC Plus e ora rimasto solo come “noleggiatore”.

Nel WRC2 il campione del mondo in carica Mads Ostberg è attualmente in corsa per vincere il titolo iridato, mentre nel WRC3 domina la C3 Rally2 di Yoann Rossel, autore di una prima parte di stagione di altissimo livello. Ottimi i risultati anche nel FIA ERC dove Alexey Lukyanuk con C3 Rally2 preparata da Saintléoc guida la classifica generale con un punto di vantaggio su Mikkelsen. Anche nei campionati nazionali sono arrivate tante soddisfazioni, in primis da Yoan Bonato e Eric Camilli che in Francia dominano in lungo e largo le gare su fondo catramato.

“La C3 Rally2 ha iniziato molto bene la stagione, grazie alle prestazioni dei suoi piloti. – dichiara Didier Clément, responsabile della Citroën Racing Customer Competition -. La vettura è altamente competitiva in ogni condizione di strada e ambientale. Conta molti podi e vittorie sia in campo internazionale (WRC e ERC) sia in campo nazionale, questo conferma l’alta affidabilità e le prestazioni di alto livello della vettura. I recenti test effettuati dai nostri tecnici mirano a rendere la vettura ancora più competitiva, limando ulteriormente i dettagli per permettere ai nostri piloti di vincere quante più gare possibili”.

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15.000 euro di multa a Citroen Racing per 97 grammi in più

15.000 euro di multa per 97 grammi: 154,63 euro al grammo. Non è poco. Ma una premessa è doverosa: le regole possono essere anche cervellotiche e spesso incomprensibili, ma se decidiamo di giocare accettiamo le accettiamo, esplicitamente ed implicitamente. Altrimenti ci tiriamo fuori. Però, è inevitabile imbattersi in norme che – per 100 grammi circa – fanno scoppiare il caso. E non per polemica, ma perché palesemente ingiuste. Quanta differenza fanno su 300 chilometri 97 grammi?

Sta di fatto che dopo la multa a Mads, a seguito dei rilievi fatti nei confronti delle gomme Pirelli, il team Citroën Racing ne ha ricevuto una seconda riguardante un problema di omologazione sulla C3 Rally2 iscritta con Yohan Rossel. Sono stati inflitti 15.000 euro per la culla fissata alla parte anteriore del telaio, che pesava circa cento grammi in più.

Questo elemento, secondo le normative, deve pesare 12.245 grammi con una tolleranza compresa tra il +5% e il -2% o un peso massimo di 12.857,25 grammi. Invece la C3 Rally2 di Rossel, quando è stata pesata, aveva un peso superiore che è quantificato in 12.954 grammi. La FIA ha fatto sapere alla squadra francese che se una cosa del genere dovesse ripetersi la multa verrà raddoppiata. E nessuno ha bestemmiato…

Test di sviluppo di Citroen con Ostberg e Camilli

Dopo aver completato quattro giorni di test di sviluppo sull’asfalto ad Aveyron in aprile, la Citroën C3 Rally2 prosegue il lavoro sulla terra. Mentre Hyundai prova in Sardegna, il costruttore francese si è spostato al Tarn, in Francia, e ha continuato i test con al volante il suo pilota n° 1, il norvegese Mads Ostberg.

Il campione del mondo in carica WRC 2 ha guidato per due giorni fino al 4 maggio incluso, e adesso è atteso Eric Camilli, che guiderà per altri due giorni. Apparso a Monte-Carlo all’inizio dell’anno, il pilota di Nizza tornerà nel Campionato del Mondo al prossimo Rally del Portogallo, dove affronterà anche il norvegese.

“Lunghe giornate di test nel dipartimento del Tarn, nel sud della Francia. È stato un po’ strano essere di nuovo sulla terra dopo così tante gare su asfalto, ma wow è stato divertente! Il secondo giorno ulteriore sviluppo con Citroen Racing”, ha detto Torstein Eriksen, il copilota di Mads Ostberg. Con questo programma di test molto intenso, Citroën intende confermare le prestazioni e la versatilità di una C3 Rally2 sempre più competitiva.

WRC 2012: Olivier Quesnel annuncia una WRC per Thierry Neuville

Si parlava in un precedente articolo dedicato alla Satria S2000 del Natale 2011. Quell’anno, non fu l’unica buona notizia quella che voleva Giandomenico Basso in sette gare del Mondiale S2000. Qualche giorno prima, il 19 dicembre 2011, Olivier Quesnel annuncia che nel 2012 Thierry Neuville avrebbe disposto di una DS3 WRC per almeno nove gare iridate e si diceva ben lieto di aver potuto offrire una importantissima chance iridata al ventitreenne belga. A pensare dove è poi arrivato Thierry con le sue forze…

L’ultimo arruolato dalla Doppia Spiga l’aveva dimostrato fin dal suo debutto con la Peugeot 207 Super2000 assegnatagli qualche anno prima da una giuria di giornalisti, il suo costante evolvere nell’Intercontinental Rally Challenge, sempre con la due porte del Leone curata e gestita dalla Kronos. Adesso, finalmente, il ragazzino si preparava a disputare nelle migliori condizioni MonteCarlo, Svezia, Messico, Portogallo, Acropoli, Argentina, Finlandia, Germania e Galles.

“Con la possibilità che al suo programma si aggiungano anche Francia e Spagna”, dicevano gli uomini con giubbe rosse. La storia di Thierry Neuville, già all’epoca, suggeriva due considerazioni ancora valide. La prima: si può arrivare in alto anche se si è nati e cresciuti in un Paese nel quale non c’è un Costruttore automobilistico. Volerlo davvero è più importante.

La seconda: forse anche in Italia si poteva e cercare un giovane da lanciare nel Mondiale Rally puntando al massimo. La qualità non ci è mai mancata, forse sono state messe da parte persone valide per miopia politica. Certo è che avremmo potuto combattere una “Guerra Santa” nel WRC e invece spenniamo i galli nel pollaio. A vedere il percorso fatto da Neuville dal 2011 al 2021 resta una sola cosa dire: chapeau Thierry!

Lefebvre al via del Rally di Sanremo su C3 Rally2

In attesa della pubblicazione dell’attesissimo elenco iscritti del Rally di Sanremo, gara valida come secondo atto del Campionato Italiano Rally Sparco, all’elenco dei pretendenti al titolo si aggiunge anche un campione del mondo. Stiamo parlando di Stéphane Lefebvre, francese classe 1992 che sarà al via della gara matuziana al volante di una Citroen C3 Rally2.

Si tratta del debutto assoluto sulle impegnative strade liguri per il pilota di Noeux-les-Mines, che in questo 2021 si dovrebbe dividere tra alcune gare iridate e il Campionato Francese, quando partirà. Il curriculum di Lefebvre parla da solo, basti pensare che in carriera il pilota transalpino ha vinto sia il Mondiale Junior sia il titolo Europeo Junior nel 2014 a questi sempre in quella stagione si è aggiunto anche il titolo WRC3.

In carriera ha disputato 43 prove del Mondiale Rally centrando come miglior risultato un quinto assoluto al MonteCarlo, mentre può vantare sette vittorie di cui due ottenute al Rally du Condroz in Belgio.

500.000 euro per Citroen C3 WRC Sainteloc Racing

Il team Sainteloc Racing ha annunciato nelle scorse ore di aver messo in vendita la Citroen C3 WRC (chassis numero 20). La vettura è stata usata principalmente da Sébastien Ogier nel 2019, mentre lo scorso anno fu scelta da Pirelli per lo sviluppo dei pneumatici 2021.

La vettura in occasione dei test Pirelli, svolti quasi interamente in Sardegna, ha percorso oltre 1000 chilometri tra terra e asfalto con Andreas Mikkelsen al volante a questi chilometri poi bisogna aggiungerci quelli dello shakedown e della power-stage del RIS 2020 con Petter Solberg alla guida. Le WRC Plus private al momento sono quelle di Lorenzo Bertelli, Fabrizio Fontana, Armando Pereira e Janne Touhino che hanno acquisito delle Fiesta WRC mentre il Team 2C Competition ha acquistato due Hyundai I20 WRC. Al momento Toyota non ha venduto alcune vettura.

Il prezzo della Citroen C3 WRC? Con un investimento di “appena” 500.000 euro si può portare a casa. Se il prezzo non vi spaventa potete acquistare la vettura sul sito Mikado Racing .

Sébastien Loeb: storia completa del grande campione

Sébastien Loeb è uno di quei campioni di cui bisogna scrivere indossando i guanti seta. Campione di rally francese mutuato dalle gare su circuito, poi fenomeno nei rally, nei rally raid e nel rallycross. Impegnato con i colori della Citroën Racing , ha vinto con il suo copilota Daniel Elena, il Campionato del Mondo Rally per nove volte consecutive dal 2004 al 2012, dopo dieci stagioni complete.

Nato il 26 febbraio 1974 ad Haguenau, nel Basso Reno, è detentore della maggior parte dei record della disciplina. Negli anni è diventato il pilota di maggior successo nel motorsport, il primo ad essersi imposto in tre diversi Campionati del Mondo FIA, e considerato da molti osservatori e specialisti il ​​più grande pilota di rally di tutti i tempi. Vincitore di competizioni internazionali nel GT poi nel Turismo, medaglia d’oro agli X Games , incoronato tre volte Campione dei Campioni e record dei record nella salita di Pikes Peak, si afferma anche come uno dei piloti più completi.

Suo padre, Guy Loeb, è un insegnante di educazione fisica e sport al Lycée Robert Schuman mentre sua madre, Ingrid Loeb, insegna matematica all’istituto di Sainte-Philomène. Unico figlio, è cresciuto nella casa di famiglia di Oberhoffen-sur-Moder e ha iniziato a praticare ginnastica dall’età di tre anni sotto l’impulso del padre, ex campione universitario francese nella disciplina.

Sébastien Loeb: da ginnasta a rallysta

Durante i suoi dodici anni di pratica presso un club locale, ha acquisito un livello regionale vincendo quattro volte la competizione individuale del campionato alsaziano singola e a squadre, prima di vincere nel campionato. Studente assiduo fino alle medie, abbandonò gradualmente gli studi fino a manifestare assenteismo in classe quando sviluppò il gusto per la velocità con l’acquisizione del suo primo ciclomotore, una Peugeot 103.

Titolare di patente di guida già all’età di diciotto anni, ha acquistato una Renault Super 5 GT Turbo con il beneficio dell’assistenza finanziaria della nonna e ha preso regolarmente parte a gare sfrenate organizzate per le strade di Haguenau e nei parcheggi dei supermercati. I costi sostenuti per la manutenzione della sua auto, indotti in particolare dal cambio mensile dei suoi pneumatici e delle sue pastiglie dei freni, lo lasciano regolarmente a corto di soldi. Riprende gli studi nel settembre 1994, all’età di vent’anni, iniziando un programma studio-lavoro e contemporaneamente entrò in Socalec come apprendista fino al 1998. Fu dall’anno successivo che decise finalmente di dedicarsi interamente alla sua nascente carriera di pilota del rally.

Proveniente, come visto, da un ambiente modesto, Sébastien Loeb era destinato alla carriera di elettricista quando ha tentato la fortuna attraverso il sostegno della FFSA con l’ operazione Volant Rallye Jeunes. Notato da Dominique Heintz e Rémi Mammosser ha iniziato una carriera dilettantistica amatoriale grazie al supporto dei suoi mecenati e ha vinto il Citroën Saxo Kit Car Trophy, poi il titolo nazionale su ghiaia. Assunto da Citroën Sport nel 2001 in vista dei suoi promettenti risultati, vince nello stesso anno il titolo di campione di Francia e quello del Mondiale Junior aggiudicandosi tutte le gare del calendario.

L’escalation del cannibale nel WRC

Ha centrato la sua prima vittoria mondiale nella classe regina l’anno successivo al Rally di Germania prima di essere trasferito a tempo pieno nel WRC del 2003, insieme a Carlos Sainz e a Colin McRae. Vice campione del mondo a fine stagione, ha ridimensionato i suoi due compagni di squadra più esperti e ha fallito per un punto il titolo. Poi in piena ascesa, ha vinto nove WRC consecutivi dal 2004 fino al suo graduale ritiro alla fine del 2012, durante il quale è diventato il primo pilota a vincere su tutti i rally classici del calendario e sulle sei diverse superfici del WRC, nonché il primo non nordico a vincere il Rally di Svezia e più volte il Rally di Finlandia.

Nove volte campione del mondo, si è ritirato dalla disciplina nel 2013 per poi iniziare una riconversione di successo nelle competizioni in circuito, prima nel FIA GT Series poi nel WTCC. La collaborazione con il reparto rally della casa francese si è concluso alla fine della stagione 2015, dopo quindici anni di storia condivisa, dando così inizio al trasferimento dell’alsaziano all’interno dei programmi rally-raid e rallycross portati avanti dalla squadra gemella Peugeot Sport. Sébastien Loeb ha così preso parte alla Dakar e al Mondiale Rallycross..

Nel 2018 è tornato nel WRC partecipando a tre rally Citroën e ha vinto il Rally de Catalunya. Ha poi lasciato l’ovile del Gruppo PSA per impegnarsi con Hyundai per competere in diversi rally nel 2019 e nel 2020. Come sempre spettacolare, non ha ottenuto però grandi risultati.

Marco Pollara e Daniele Mangiarotti nel CIR con la C3

Tramite i suoi canali social, il siciliano Marco Pollara ha svelato la vettura con cui affronterà la stagione 2021. La scelta della vettura è ricaduta sulla Citroën C3 Rally2 gommata Pirelli, con la quale affronterà le strade del Campionato Italiano Rally. Al suo fianco nel ruolo di navigatore troviamo l’esperto Daniele Mangiarotti.

Per Pollara si tratterà di un ritorno nel CIR, dopo l’esperienza nel WRC Junior della passata stagione. In carriera il pilota siciliano ha vinto due titoli Italiani Junior (2017 e 2019) e un titolo Italiano 2 ruote motrici (2019).

Anche per questa stagione, Marco Pollara sarà supportato dalla Scuderia Movisport e con l’appoggio di Luca Costantino, al suo fianco ormai da diversi anni.

Sono felice di ricevere il supporto di ACI Team Italia e della Federazione anche per questa stagione – ha commentato il pilota di Prizzi Marco Pollara–. Lo scorso anno ho vissuto una stagione nel mondiale anomala, visto il continuo slittamento delle gare causa covid, ma nonostante tutto, sono riuscito a condurre una stagione arrivando sempre a punti. Quest’anno abbiamo deciso di ritornare tra le strade del campionato italiano rally e di farlo nella massima serie. Al mio fianco ci sarà Daniele, Mangiarotti, con il quale ho avuto l’opportunità di correre insieme lo scorso anno per la Targa Florio e da subito abbiamo trovato un ottimo feeling a bordo. Le coperture, saranno come sempre le Pirelli, ottime gomme con cui riesco a trovarmi benissimo su qualsiasi fondo stradale. Grazie alle mani esperte di Loris Malatesta, abbiamo elaborato una livrea molto accattivante, con colori a cui sono particolarmente legato e con cui ho già corso in passato. La vettura a cui mi affiderò in questa stagione, ha dimostrato in passato di essere un mezzo molto performante e con Daniele proveremo sin da subito a partire bene. Voglio ringraziare la Federazione, nella persona di Daniele Settimo, per questo importante supporto, in una stagione che si prospetta molto combattuta, visto il parterre di nomi che si sentono in questi giorni.”

“Sono estremamente felice di intraprendere con Marco questo percorso, – ha dichiarato il navigatore lombardo Daniele Mangiarotti- Credo che per lui sarà un anno importante, dove poter mettere in atto l’esperienza maturata nel campionato del mondo Rally Junior, dove anche se con poche gare, ha dimostrato una continua crescita e questo è fondamentale per un pilota che vuole crescere come lui. Il primo approccio con Marco è stato alla Targa Florio, dove ci siamo trovati subito a nostro agio in auto e fuori e questo sarà un grande punto di partenza per provare a costruire e rafforzare la nostra crescita, il tutto insieme al prezioso supporto di ACI Team Italia e di tutta la Federazione. Son sincero, – ha concluso Daniele Mangiarotti-, non vedo l’ora di iniziare, opportunità come queste sono una vera carica, quindi vi do appuntamento al Ciocco.”

Damiano De Tommaso sulla Citroen C3 Rally2

Damiano De Tommaso ci sarà e avrà la sua chances per dimostrare il proprio valore sportivo. Non solo ci sarà, ma sarà sostenuto da una squadra al top, la stessa che l’anno scorso ha permesso ad Andrea Crugnola di diventare campione d’Italia, FPF Sport di Fabrizio Fabbri. Grande la lungimiranza del patron di FPF, che anche quest’anno ha fatto la scelta giusta, puntando su un giovane dal piede pesante.

De Tommaso parteciperà all’intero mini-CIR (scusate l’ironia ma gare da 80-100 chilometri sono un formato mini) con la Citroen C3 Rally2 e punterà, come al solito, a dare il meglio di sé. A lui, non nella stessa squadra ovviamente, si uniranno altri giovani, molti dei quali confluiranno nella Motorsport Italia di Rendina con gli aiuti di Aci Sport, altri stanno cercando di accasarsi in altre squadre.

Questo dovrebbe garantire aria nuova e lotte vivaci tra senatori e giovani leve che, nel 2021, posso profittare del crollo deicosti dei noleggi per fare esperienza nei rally light della massima serie nazionale.

A bordo della Citroen C3 Rally2 elettrica (VIDEO)

Avete mai provato a fare un giro con una vettura da rally elettrica? Magari una Rally2, visto che le Rally1 sono ancora in fase di sviluppo. No? Se non avete alcun pregiudizio, questo video vi farà vivere da interno abitacolo la potenza, lo scatto e parte delle sensazioni che una vettura elettrica da corsa può dare.

Non si è né favorevoli e né contrari all’ibridazione delle vetture da rally, per quanto la nostra redazione ami il profumo della benzina, ma non basta dire che un’auto da corsa se è elettrica non cammina o che non sia in grado di regalare emozioni forti. A vedere come va questa C3 Rally2 a noi sembrano scattanti e veloci.

Evoluzioni: la Citroen C3 R5 si trasforma in Rally2

Nuovo nome, nuova veste e nuovo logo: nel 2021 arriva la C3 Rally 2. Ma la filosofia di Citroën Racing rimane la stessa: proporre ai suoi clienti una vettura sempre più competitiva, con costi di esercizio costantemente ridotti e l’arrivo di almeno sette evoluzioni tecniche per l’inizio del 2021.

Nel 2021, la C3 R5 cambia e diventa C3 Rally2, in linea con i nuovi nomi ufficiali utilizzati nel rally. Questo cambio di nome fornisce anche l’opportunità per inaugurare una nuova identità visiva. In continuità con i colori precedenti, questa livrea monocromatica bianca su rosso – i colori emblematici di Citroën, dove il numero 2 diventa una serie di angoli, curve e accelerazioni – ricorda che si tratta di una vettura di serie progettata per la competizione clienti, con tutta l’esperienza e la competenza del team Citroën.

Questo know-how si ritrova, tra l’altro, nell’incessante lavoro di sviluppo fatto sulla vettura. Dopo un 2019 dedicato all’omologazione di una nuova sezione del telaio posteriore per migliorare la stabilità e le sensazioni in fase di frenata, e di un braccio della sospensione posteriore ridisegnato per aumentare ulteriormente l’affidabilità, oltre al lavoro fatto sugli ammortizzatori terra nell’ottica di migliorare il bilanciamento, la stagione 2020 ha visto il team tecnico di Citroën Racing dedicare un’attenzione particolare agli ammortizzatori asfalto. Questi ultimi sono stati perfezionati ulteriormente per offrire un comportamento migliore in condizioni di bassa aderenza.

Il 2021 sarà un anno altrettanto ricco di sviluppi per la C3 Rally2, con almeno sette evoluzioni tecniche previste per il primo trimestre. Alla luce dei circa 15.000 chilometri di test effettuati dal suo lancio commerciale, ma anche dei numerosi feedback ricevuti dai clienti, la sua ottimizzazione proseguirà in tre aree: prestazioni, costi d’esercizio e piacere di utilizzo.

Innanzitutto, al fine di migliorare le prestazioni, all’inizio di gennaio verrà omologato un nuovo software del motore, per perfezionare ulteriormente le strategie di funzionamento del motore legate alle fasi di partenza o di decelerazione. In seguito, nel corso del primo trimestre, saranno introdotte modifiche nel frontale per migliorare l’aerodinamica, nuove rampe del differenziale anteriore per offrire una più ampia gamma di regolazioni, una pedaliera con ripartizione della frenata che è diventata regolabile per un maggiore comfort del pilota, così come nuovi supporti motore, giunti delle pinze posteriori e collettori di scarico per aumentare la durata di questi componenti.

Tutte queste nuove evoluzioni saranno montate gratuitamente sui modelli di C3 Rally2 ordinati a partire dal 1° dicembre 2020. “Dal suo debutto nel 2017, abbiamo lavorato costantemente e abbiamo accumulato chilometri di guida per proporre una vettura sempre più prestazionale, adatta a tutti i profili di guida e con un costo di esercizio contenuto – ha detto Jean-François Grandclaudon, responsabile tecnico del progetto C3 Rally -. In quest’ultima stagione il lavoro è stato ulteriormente intensificato con i nostri due piloti dedicati allo sviluppo, Mads Ostberg per la terra e Yoann Bonato per l’asfalto. Negli ultimi due anni la vettura ha subito molte evoluzioni, soprattutto in alcuni componenti che non hanno richiesto omologazione e il nostro lavoro porta i suoi frutti con titoli nazionali e mondiali conquistati in importanti campionati. Non ci sarà una rivoluzione per la C3 Rally2 nel 2021, sfrutteremo la base eccellente, robusta e prestazionale, di cui disponiamo per cercare di migliorarla ulteriormente, e anche se lo sviluppo è un percorso che non finisce mai, siamo entusiasti all’idea di vedere le prestazioni dei nostri clienti, che potranno sfruttare queste evoluzioni”.

“Quest’anno la C3 R5 si è imposta come una delle vetture di riferimento del mercato, e questo era il nostro obiettivo – gli ha fatto eco Mayeul Tyl, Direttore del Peugeot Citroën Racing Shop -. Nonostante la situazione sanitaria, i nostri clienti hanno continuato a riporre la loro fiducia in noi e noi abbiamo continuato ad attrarne di nuovi, il che è una grande ricompensa per il lavoro svolto da tutte le squadre competizioni clienti. Il nostro obiettivo per un progetto come questo è garantire che tutti i nostri clienti possano beneficiare degli stessi sviluppi contemporaneamente, a prescindere dall’utilizzo della vettura. Con la fase di sviluppo abbiamo avviato il processo di approvvigionamento per essere pronti ad affrontare la nuova stagione. Stiamo lavorando e siamo in attesa delle omologazioni finali per poterle proporre e avviare il processo con i nostri clienti”.

Addio a Diego Armando Maradona, anche appassionato di rally

Alla viglia del Rally di Argentina, sul finire del mese di marzo del 2008, Diego Armando Maradona realizza uno dei suoi sogni: salire su un’auto da rally guidata da Sébastien Loeb. Il 27 ottobre 2008, prima dell’appuntamento iridato di casa, quarta prova del WRC quell’anno, Diego Armando Maradona sale sulla Citroen C4 WRC del quattro volte iridato Sebastien Loeb. Il “Pibe de Oro”, invitato dalla filiale argentina della casa francese, ha indossato tuta e casco regolamentari per la sua prima uscita in veste di navigatore.

Dopo quattro chilometri percorsi a velocità sostenuta, sotto la pioggia, si è detto entusiasta, elogiando le qualità del pilota transalpino. “E’ stato fantastico – ha detto Diego Armando Maradona – è stato assolutamente straordinario con questo ‘mostro’. Mi è piaciuto molto questo giro. Pensavo di saper guidare, di essere un gran pilota… mi sono proprio reso conto che sono molto lontano da tutto questo. Ci sono pochi ‘mostri’ in giro e lui è uno di quelli…”.

Purtroppo, il 25 novembre 2020, il grande calciatore ci ha lasciati, dopo essere resuscitato più volte nella sua vita spericolata. Stavolta non ce l’ha fatta e il mondo piange il più grande di tutti con un pallone fra i piedi, ma anche con qualsiasi oggetto sferico. Populista, peronista, castrista, seguace di Che Guevara, anima di Buenos Aires e cuore di Napoli. Diego è stato questo e tanto altro, impossibile in poche righe inquadrare uno dei pochi miti veri, raccontato in libri, film, serie tv e rotocalchi. Mito in vita, mentre da Che Guevara a James Dean, altri sono morti giovani, diventando dopo personaggi letterari.

Ha vinto un Mondiale favoloso nel 1986, generando letteratura come nessun altro terrestre con la pelota. La simbologia di una guerra all’Inghilterra, per le Malvinas, vinta con la “Mano de Dios” e il gol del secolo. Lì l’uomo diventa eroe per l’eternità, sublimando un’Argentina che vive un momento fra i più alti della sua storia. E i Mondiali vinti potrebbero essere tre, con quella discussa finale persa nel 1990 contro la Germania, a Roma, e poi quella estromissione nel 1994 ad opera della Fifa: usato come figurina e poi scaricato quando si teme che la sua Argentina possa vincere.

La Corte Sportiva d’Appello omologa il Tuscan: Citroen e Basso campioni

La Corte Sportiva d’Appello si è riunita il 9 ottobre 2020 per discutere l’appello interposto da Orange1 all’annosa vicenda del Tuscan Rewind e dei chiodi sul finire del 2019. Orange aveva presentato ricorso avverso la classifica e il titolo Costruttori era rimasto in ballo tra Citroen e Ford. Ed era rimasto al palo anche il titolo Piloti di Giandomenico Basso, per via della mancata omologazione della gara, sul quale però non c’erano dubbi considerata la prestazione maiuscola del pilota veneto nella scorsa stagione.

Il dispositivo di sentenza emesso, il 6/20 per la precisione, rigetta la richiesta di Orange1 Eletric Motors e omologa la competizione valida per il CIR 2019. Di conseguenza, assegna il titolo Costruttori ala filiale italiana del Costruttore francese, che intanto non partecipa ufficialmente alla serie 2020, e conferma la bella prestazione di Giandomenico Basso e il titolo vinto con Lorenzo Granai e con Loran, spazzando via anche eventuali ombre e illazioni.

Il dispositivo di sentenza della Corte d’Appello emesso manca ovviamente della parte della sentenza, cioè della parte in cui si esprimono le motivazioni che hanno indotto a decidere in questa direzione. I giudici federali hanno, infatti, dieci giorni a partire da oggi per renderle pubbliche. Sarà sicuramente interessante leggerle per meglio comprendere.

Simone Miele e la sua grande passione nelle corse

Simone Miele, classe 1988, del 3 luglio per la precisione, è da oltre un decennio sulla breccia. Qualche anno fa era un ragazzo promettente, oggi è un rallysta competente. Peccato corra poco per questioni di lavoro e che stia lontano dal massimo campionato Tricolore della specialità. Sarebbe un’ottima risorsa e darebbe vita ad interessanti sfide. “Se solo nel CIR ci fossero le WRC…”, potrebbe pensare Simone. E su questo avrebbe ragione da vendere.

Ne approfittiamo per parlare di lui, oggi che è il suo compleanno, e ci piace ricordare la sua prima vittoria nel CIWRC. Rally Elba 2019. Una grande gara, quella disputata nel fine settimana sui difficili e selettivi asfalti dell’Isola. Una gara che sembrava destinata a vedere sul gradino più alto del podio Corrado Fontana con la Hyundai I20 WRC, in testa a poco meno di due prove dal traguardo con 11” di vantaggio su Marco Signor e Patrick Bernardi con la Ford Fiesta WRC.

Invece, negli ultimi chilometri tutto è cambiato. Una toccata alla Hyundai ha costretto l’equipaggio Fontana-Agnese a ritirarsi. Ne hanno subito approfittato i principali avversari prima soprattutto Simone Miele, protagonista di una lotta serrata sul filo dei secondi con Marco Signor.

Lo scratch finale – con 5,5 negli ultimi 18 chilometri di prova – ha consentito a Miele di scavalcare al fotofinish i rivali conquistando il primo successo stagionale e il primo trionfo nel CIWRC. “Quest’anno siamo partiti decisi su come affrontare il campionato.” ha detto Simone Miele: “Quando abbiamo visto fermo Fontana abbiamo capito che potevamo puntare alla vittoria visto che il gap con Signor era risicato”.

Secondo assoluto alla fine è stato Marco Signor, autore di un’ottima gara, ma che non è bastata. “Miele è stato fortissimo, non sappiamo dove abbiamo perso tempo. Abbiamo mantenuto un passo regolare, senza forzare, ma loro sono stati più veloci”.

Con la vittoria all’Elba, Miele è passato al comando della classifica provvisoria del CIWRC, scalzando Luca Pedersoli, terzo con la Citroen DS3 WRC, ma con la soddisfazione di essere stato il più veloce nella più lunga e dura prova del rally elbano, la Volterraio-Cavo.

Citroen e Peugeot si fanno da parte: un CIR tutto privato

Un comunicato stampa breve e stringato quello diramato da Citroen e Peugeot Italia che ufficializzano il 17 giugno 2020 il loro ritiro dal Campionato Italiano Rally. La notizia circolava già da un mesetto circa, e purtroppo trova conferma. Il CIR 2020 si fonderà solo su equipaggi privati – compresi Crugnola-Ometto e Andreucci-Andreussi – e a questo punto diventa saggio aprire il titolo Costruttori a tutti i marchi e ovviamente senza iscrizione. Potrebbe essere la volta buona per vedere vincere Skoda o Volkswagen, ad esempio. In fondo nel Campionato Italiano Rally molti Marchi.

“Alla luce della pubblicazione del nuovo calendario del Campionato Italiano Rally 2020, la Citroën C3 R5 e la Peugeot 208 Rally4 (di imminente debutto) saranno gestite privatamente dal team FPF Sport di Fabrizio e Michele Fabbri con il consueto supporto tecnico di Pirelli”, la nota stampa è lapidaria e non lascia adito a dubbi.

Per fortuna, Fabbri conferma gli equipaggi composti da Andrea Crugnola e Pietro Ometto per la Citroën C3 R5, oltre a Paolo Andreucci e Anna Andreussi per la 208 Rally4. Poi, il doveroso saluto. La nota stampa recita testualmente: “Groupe PSA Italia augura in bocca al lupo a FPF Sport e ai piloti, con l’auspicio che possano contribuire ad arricchire la sua lunga storia di successi rallistici nel nostro Paese”.

Il possibile ritiro di Citroen Italia dal CIR 2020 (Campionato Italiano Rally), che purtroppo ha trovato conferma, RS e oltre lo aveva anticipato già a febbraio, ben prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria da nuovo coronavirus in un’apposita anteprima che fece discutere molto gli appassionati: clicca qui.

Le conseguenze immediate sono chiare: nel CIR 2020 non ci saranno come previsto i team ufficiali di Citroen e Peugeot ma i relativi programmi continueranno regolarmente per entrambi sotto l’egida privata della FPF Sport. Anche se verosimilmente in forma più contenuta sul piano economico. Il CIR resta così senza squadre ufficiali: una situazione praticamente inedita.

Le motivazioni del “ritiro” formale rimandano inevitabilmente alle conseguenze della pandemia ed al taglio delle spese deciso a livello internazionale. Il che getta ovviamente un’ombra anche sul futuro inteso come stagione 2021, anche se la speranza è che la stretta economica possa rientrare almeno in parte se il mercato riuscirà a riprendersi da qui alla fine dell’anno.

Già chiarito, invece, che i trofei monomarca 2020 del marchio Peugeot sono confermati (seppure con regole, calendari e premi rivisti e che verranno resi noti in settimana) anche grazie a Pirelli, che a sua volta si appresta a confermare il nuovo Trofeo Pirelli Accademia legato alle Coppe di Zona).

Esclusiva: Crugnola in Citroen, Andrea il predestinato

Fine stagione agonistica 2019. Se da una parte Citroen Italia stava aspettando con trepidazione le decisioni federali in merito all’assegnazione del titolo piloti e costruttori arrivate poi a fine gennaio, dall’altra gli uomini della Doppia Spiga stavano già pensando ad un cambiamento: le aspettative di inizio anno probabilmente non erano state rispettate appieno e l’idea di affidarsi ad un profilo differente da quello di Rossetti ha iniziato a farsi largo fino a concretizzarsi a metà febbraio con l’ufficializzazione del nuovo pilota.

La scelta è ricaduta su Andrea Crugnola, trentenne varesino che fin dai suoi sordi aveva richiamato l’attenzione dei più: mentre un Cunico a fine carriera lo indicava come suo erede, lui iniziava a mettere nel personale palmares titoli importanti che ad oggi si contano con i trofei monomarca di Suzuki, Citroen e Renault (sia Clio che Twingo), con un Cir Junior, con i due CIR Asfalto, col secondo posto nell’Europeo Junior.

E poi ancora, il passaggio della selezione al Pirelli Star Driver, la vittoria al SuperCorso Federale e soprattutto, da ultimo, con un dato statistico da non sottovalutare: la vittoria del maggior numero di prove speciali nel CIR 2019 -ben 41!- un elemento che non gli ha consentito di alzare la corona ma che gli ha definitivamente spalancato le porte per provare a farlo in questo 2020.

Andrea Crugnola-Citroen Italia: il ritorno

Dopo nove anni ritorna ad essere un pilota ufficiale di Citroen. Nel 2011 insieme a Campedelli formava una squadra formidabile nel CIR con le DS3 R3T. Che effetto gli farà tornare ad avere i galloni da ufficiale in una casa importante come Citroen? “Sono decisamente contento: stiamo parlando di un’ ottima squadra e il fatto che sia l’unica Casa (filiale nazionale ndr) ufficialmente impegnata nel Campionato Italiano Rally mi inorgoglisce ancor di più; mi aspetta tanto lavoro per cucirmi addosso la C3 e non vedo l’ora di cominciare. Credo molto nel potenziale della vettura e del pacchetto generale: è un sogno che si sta realizzando e voglio viverlo appieno!”.

Cosa è cambiato in Crugnola dal 2011 ad oggi? Che differenza c’è tra l’Andrea che vestiva i colori ufficiali Citroen nove anni fa e quello che si appresta a farlo oggi? “Beh, sinceramente penso che ci siano parecchie differenze da allora; non credo di essere più veloce rispetto al 2011 perché a mio avviso lo ero già a quei tempi; sono però diverso in altri aspetti. Ho nove anni in più, sono cresciuto sia come pilota che come uomo; in questi anni ho guidato, ho vinto, ho sbagliato, ho imparato, ho messo molta esperienza nel mio bagaglio personale grazie a lavoro, caparbietà e fortuna. Tutto ha contribuito a farmi crescere sia sportivamente che personalmente”.

Luca Rossetti, il CIR, la C3, l’altalena e la carbonara

Gli organi federali di Aci Sport hanno emesso la loro sentenza confermando la vittoria del Campionato Italiano Rally 2019 a Giandomenico Basso e Lorenzo Granai e consegnando il titolo Costruttori a Citroen Italia per mano di Luca Rossetti ed Eleonora Mori. Tutto ciò a due mesi di distanza dall’ultimo round stagionale, il tanto discusso quanto affascinante Tuscan Rewind.

Così, mentre il WRC ha già piazzato le tende nell’entroterra francese per il MonteCarlo, in Italia si tracciano i primi bilanci di una stagione, quella 2019, che ha vissuto di una bellissima lotta tra Basso, Rossetti, Crugnola e Campedelli. La sentenza di metà gennaio però, che sarà comunque destinata a far nascere altre discussioni, è comunque un boccone dolce-amaro per l’unica Casa ufficiale impegnata, Citroen Italia, che con lo scudetto “Marche” addolcisce una pillola altrimenti assai… bruciante.

Il pacchetto comprendente la nuova C3 R5, le gomme Pirelli ed il plurititolato Luca Rossetti pareva sufficientemente elevato qualitativamente per portare il tricolore agli stessi uomini che avevano gioito con quelli bianco blu di Peugeot e l’intramontabile Paolo Andreucci. Così non è stato ed il “Rox” non si nasconde certo analizzando luci ed ombre del suo 2019.

“È stata una stagione vissuta … in altalena, fatta di alti e bassi – esordisce il driver pordenonese ormai trapiantato in Valtellina –nella quale abbiamo alternato ottime prestazioni ad altre decisamente meno buone. Personalmente mancavo dal CIR dal lontano 2011 ed ero al debutto con la nuova Citroen C3 – e lei con me- in un contesto in cui non sempre le cose sono andate per il verso giusto. Ancora non mi spiego i tempi non competitivi del 2Valli o la prestazione non all’altezza del Sanremo…”.

Quindi come giudicheresti la stagione tua e di Eleonora Mori, la tua navigatrice?

“Il titolo Costruttori è importante per Citroen Italia perché dà prestigio al Marchio. A livello personale non posso dire di essere contento giacché non ho vinto ma è pur vero che al via dell’ultima prova ero io in testa al campionato quindi non si può nemmeno dire che sia andata proprio male. Quando io ed Eleonora siamo partiti per lo stage finale abbiamo capito dopo un pio di chilometri che il titolo piloti era perso: “Giando” aveva percorso circa tre quarti di speciale asciutta mentre noi ci siamo imbattuti in una pioggia costante fina dai primi metri. All’intermedio eravamo sotto di 2” ed eravamo consapevoli che non saremmo mai riusciti a colmare il distacco in quelle condizioni ma semmai ad incrementarlo. Però, sebbene spiaccia, il clima fa parte delle variabili di una corsa”.

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Clamoroso: Aci Sport per ora non premia Citroen

La Corte Federale ha deciso di rimandare ogni decisione per una lacuna nelle audizioni: andrà sentito ufficialmente Luca Rossetti. Peccato non ci fosse Roberto Benigni alla premiazione dei campioni dei rally di Aci Sport, in programma per il 7 febbraio a Monza.

A questo colpo di scena, quello del non consegnare il titolo a Citroen, dopo aver ufficializzato in “ogni-dove” che la filiale italiana della Casa d’Oltralpe si era aggiudicata il titolo tricolore nei rally perché il suo equipaggio era stato vittima di un clamoroso boicottaggio, il comico toscano avrebbe saputo rispondere con una delle sue esilaranti battute e magari avrebbe messo tutti d’accordo.

Purtroppo, Benigni non c’era e l’umore di chi lasciava i saloni dell’autodromo era variabile e andava dall’interdetto all’arrabbiato, dal meravigliato al disperato. Anche chi avrebbe avuto motivo di sorridere, giustamente, per solidarietà, ha evitato. Ma come al solito, formalmente nessuna tensione. In fondo, è normale arrivare al 7 febbraio 2020 e scoprire che, dopo poco meno di quattro mesi e alla vigilia del CIRcus, per la federazione sarebbe meglio rinviare ancora nel prendere una decisione.

Nei mesi scorsi, abbiamo avuto modo di fare chiarezza a più riprese su questo paradossale caso che sta colorando il CIR come un clown del circo Togni: abbiamo avuto modo di parlare della vicenda Tuscan, ci siamo appellati direttamente alla federazione perché facesse chiarezza con un’indagine, abbiamo seguito l’evolversi delle fasi di questa indagine, abbiamo dato notizia del ricorso presentato dai legali di Orange 1 e Simone Campedelli, oltre a varie altre notizie sulla vicenda.

Pur non essendo l’1 aprile, la comunicazione è che bisogna aspettare altri quindici giorni (così saranno trascorsi quattro mesi e qualche giorno dal Tuscan Rewind). Perché? Perché Luca Rossetti è stato sentito ma non è stato sentito. In che senso? Nel senso che i magistrati dello sport con Rox hanno parlato, ma mai ufficialmente. Ma quindi ci hanno parlato? Sì, ma no. Come si dice, nì.

Ma non si può fare tesoro di ciò che Rossetti ha detto e dato ai “cacciatori di prove”? Anche in questo caso: sì e no. Il buon senso e il fatto che formalmente il Rox abbia parlato con qualcuno (con chi?) indurrebbe a dire di sì, ma se si vuol fare vincere la burocrazia allora la risposta è no.

Ma non era stata una lunga e attenta indagine? Così dicevano. E ora che si fa? Lasciamo ancora il CIR senza un campione Costruttori, che in realtà si sarebbe dovuto assegnare già quattro mesi fa dopo il Tuscan o, al massimo, prima di Natale. In fondo, dal 23 novembre al 23 dicembre c’è la distanza di 30 giorni, che appare un tempo più che sufficiente per capire se trattasi di chiodi di mano ignota oppure no.

Qualcuno dice che bisogna aspettare quindici giorni. Ma non hanno anche cambiato la classifica del Tuscan Rewind, nel frattempo? E che vuoi che sia… Forse aspetteremo altri quindici giorni. O forse scopriremo che il titolo va sia a Ford sia a Citroen. Anzi, a Skoda che è stato il Costruttore che ha vinto di più.

CIR 2020, Citroen Italia: due, uno oppure zero?

Si avvicina a grandi passi l’inizio del CIR 2020, a cui mancano meno di 15 giorni all’apertura delle iscrizioni alla prima gara. Cosa faranno i quattro principali protagonisti del 2019? Innanzitutto, cosa farà Citroen, unico team di filiale automobilistica italiana lo scorso anno, e quindi pietra angolare della costruzione delle squadre per la prossima stagione?

Dalla sede italiana di Psa tergiversano, ma sembra evidente che la definitiva parole fine della querelle sul Tuscan Rewind possa condizionarne la scelta di essere al via nel 2020. Con la pronuncia della Giunta Sportiva, Citroen è Campione d’Italia Costruttori 2019 e venerdì prossimo, alla premiazione rally ACI Sport di Monza, dovrebbe ricevere il premio relativo.

Ma c’è ancora da esaminare il reclamo di Orange 1 che chiede per il romagnolo gara e titolo piloti: un primo esame dello stesso dovrebbe essere fatto in settimana, ma sarà conclusivo?

Nell’ipotesi che ci sia ancora il team di Citroen Italia, come sarà strutturato? Una o due vetture? In fondo il raddoppio delle vetture in scena non implicherebbe il raddoppio del budget. Che le C3 gommate Pirelli siano una o due i nomi principali in gioco sono quelli di Luca Rossetti e Andrea Crugnola, entrambi piloti Pirelli, con Giandomenico Basso come terza alternativa più che Simone Campedelli.

E se si arrivasse ad un nome solo per Citroen? Fosse Rossetti poco cambierebbe, dunque con Crugnola ancora in Hk. Se invece toccasse al varesino, diventerebbe viceversa Rossetti l’uomo per la Polo del team comasco? Non sicuro ma possibile, soprattutto se si intromettesse la Michelin – che con il team Hk certamente lavorerà nell’ambito del Trofeo Renault Clio Rally5 – e se l’abbinata Basso-Loran non confermerà a sua volta presto di essere di nuovo della partita per difendere lo scudetto piloti.

Insomma i prossimi 15 giorni saranno caldissimi, anche perché all’orizzonte restano sempre le scelte di Orange 1 per Simone Campedelli (con la possibilità di un ampliamento del legame con GB Motors, ma non necessariamente nelle gare italiane) e del team Hyundai per Umberto Scandola (WRC3, ma forse non solo).

La Procura conferma il dolo: a Citroen il titolo Costruttori 2019

La Procura Federale ha completato l’indagine sui fatti del Tuscan Rewind – che ha contemplato non solo l’esame più dettagliato di diversi filmati anche amatoriali, ma pure un sopralluogo sulla prova speciale di Torrenieri – ed è assodato che abbia riscontrato l’origine dolosa – anche se i delinquenti restano ignoti – della foratura di Luca Rossetti.

Esiti che la Procura ha già sottoposto all’esame della Giunta Sportiva della scorsa settimana. Inoltre risulta che Simone Campedelli – la cui posizione era comunque diversa non essendo arrivato al traguardo – abbia ritirato il proprio esposto.

A questo punto resta solo da attendere (verosimilmente non a lungo) l’ufficializzazione dei provvedimenti conseguenti, che è però ovvio immaginare: al solo Rossetti verrà assegnato un tempo imposto sulla ps9, diverso da quello anomalo ottenuto sul campo.

Quale? Un tempo analogo a quello che il friulano ha fatto segnare nei passaggi precedenti sulla stessa prova speciale (17’23”9 nel primo passaggio, 17’03”1 nel secondo) anziché il 20’46”0 del suo passaggio conclusivo, in cui si era subito fermato a cambiare la ruota per preservarne l’integrità a titolo di prova, precipitando però così dal secondo al dodicesimo posto della generale.

Togliendo circa 3’30” al suo tempo totale, Rossetti salirà al 3° posto in classifica davanti a Paolo Andreucci e dietro a Basso – che resta vincitore di gara e titolo italiano piloti – e Crugnola.

Indiretta ma sostanziale conseguenza del balzo in classifica sarà invece la conquista del titolo italiano Costruttori da parte di Citroen, visto che Rossetti sarebbe comunque più in alto del sesto posto finale che avrebbe comunque garantito il titolo al marchio francese.

WRC, Pierre-Louise Loubet con la Plus grazie alla FFSA

Ci sarà anche Pierre-Louis Loubet in alcuni rally del Campionato del Mondo 2020. Non guiderà una R5. La notizia, comunicata dalla federazione francese, è che il figlio del campione Yves Loubet guiderà una WRC. E ovviamente, col sostegno della sempre operativa FFSA.

Vincitore della scorsa edizione del WRC2, Loubet Jr è tornato nei progetti dell’Equipe de France FFSA, come era successo già nel 2016 e nel 2018. La mini stagione iridata di Pierre-Louise Loubet dovrebbe cominciare dal Rally del Portogallo, ma presto si saprà di più. La vettura scelta, soprattutto in considerazione dell’affidabilità e dei costi, è la Ford Fiesta WRC Plus di M-Sport, ma si trattando anche per una Citroen C3 WRC.

Pierre Louis Loubet ha così commentato l’accordo: “Sono davvero felice che la FFSA mi abbia dato fiducia, quest’anno debutteró nella classe regina, a breve sveleremo il nostro programma. Ci sarà molto lavoro in questa stagione e spero che il sostegno della FFSA mi aiuti a progredire durante tutto l’anno. La supervisione federale, che conosco molto bene dopo le mie tre stagioni sotto i colori della FFSA, sarà molto utile per me a livello tecnico e sportivo”.

Nicolas Ciamin tra WRC 3 e Campionato Europeo

Il 2020 ha un nuovo corso per la giovane speranza rallistica francese, Nicolas Ciamin, che partirà proprio dal Rally di MonteCarlo per avviare un programma importante che lo vedrà impegnato anche nel WRC 3. La vettura prescelta per la stagione è la Citroen C3 R5.

Dopo aver corso a lungo e con soddisfazione Campionato Francese Rally con alcune uscite nel WRC 2, Nicolas Ciamin ha avviato una collaborazione con il reparto ufficiale di Citroen Racing e con il preparatore DG Sport Competition, che porterà lui e il suo copilota, Yannick Roche, a disputare pure sei rally del Campionato Europeo.

Lappi rinasce e Suninen studia in M-Sport, mistero Citroen

Teemu Suninen continua a studiare. Esapekka Lappi cerca di rinascere. M-Sport potrebbe essere per entrambi la soluzione ideale. Specialmente adesso che anche un potenziale rivale molto più accreditato, come Kris Meeke, è costretto ad una pausa di riflessione.

Fatta eccezione per qualche sorpresa dell’ultimo minuto, Teemu Suninen ed Esapekka Lappi dovrebbero essere la coppia di piloti di M-Sport per il 2020, indipendentemente dal fatto che i “clienti” possano apparire in gare selezionate, probabilmente già a MonteCarlo. Il 20 dicembre, quando le iscrizioni al Rally di MonteCarlo saranno chiuse, le formazioni saranno note e la questione Citroen C3 WRC potrebbe non essere ancora “risolta”.

PH Sport è il team che, molto probabilmente, terrà le auto a noleggio, cosa in realtà è già è accaduta dall’inizio del 2018, visto che il team francese ha da tempo una C3 WRC Plus da noleggiare. Ma le vetture della squadra ufficiale dovrebbero valere molto di più in termini di prestazioni. Il problema, al momento è la richiesta. Non sembrano esserci clienti interessati. Peccato.

Citroen vuole vendere o noleggiare le C3 nel Mondiale Rally

Citroen fuori dal Mondiale Rally e le C3 WRC Plus ancora dentro a correre per tutta la stagione 2020. Pierre Budar in persona ha rivelato che una delle opzioni più probabili è che le auto del reparto corse della Casa francese vengano vendute e gestite privatamente.

Ancora non è noto se ci sarebbe il supporto del Costruttore, conferendo all’operazione una parvenza di semi ufficialità, come avvenne con Kronos Racing, oppure se diventerebbero delle vetture clienti per gare spot.

“Affinché la C3 WRC Plus possa continuare a competere, l’opzione più probabile è che le auto vengano vendute e gestite da uno o più team privati. Ma non abbiamo ancora nulla da segnalare. Tutto è possibile.  Ovviamente prenderemo in considerazione ogni opportunità presentata, sia in vendita che in affitto”. Insomma, un modo per non gettare alle ortiche un patrimonio importante di tecnologia e investimenti. Ma la domanda è: chi comprerebbe la WRC Plus al momento meno competitiva del WRC.

Esapekka Lappi scioccato dal ritiro di Citroen Racing

Esapekka Lappi è “scioccato” (parole sue) dal ritiro del Citroen World Rally Championship e che M-Sport è la sua unica speranza per un posto nel 2020. Lappi ha lasciato la Toyota per unirsi a Citroen al fianco di Sebastien Ogier per la stagione 2019, ma ha faticato a dominare la C3 della squadra e ha conquistato il decimo posto.

L’annuncio del ritiro di Citroen, che RS e oltre aveva ufficializzato almeno dieci giorni prima del Costruttore, ha spiazzato il pilota finlandese. E proprio alla viglia dell’ufficializzazione di Elfyn Evans in Toyota insieme a Ogier e Kalle Rovanpera (lunedì prossimo), rivela che ora la sua unica speranza per non restare a piedi è M-Sport.

Un ancora scioccato Esapekka Lappi afferma di voler lottare per uno dei restanti posti M-Sport della prossima stagione, ma rivela che c’è molto interesse intorno alla squadra di semiufficiale di Ford. “Ho letto dell’uscita di Citroen”, ha raccontato Lappi. “Ma non mi aspettavo il ritiro, mi aspettavo una “rottura” con Seb, a dire il vero”.

“Ho cercato di ottenere informazioni da Pierre Budar, prima, ma non mi ha voluto dire nulla. Ho pensato che c’era qualcosa di strano. È stato un vero shock per me. M-Sport è l’unica via percorribile, adesso. È una decisione difficile. Se c’è un posto disponibile, ci sono molti piloti che cercano di raggiungerlo”.

“Se guardi solo la stagione che è finita non sono il ragazzo più forte per ottenerlo in termini di risultati parziali e risultati complessivi, ma comunque combatterò duramente”. Dopo aver provato Citroen C3 WRC 2020, Lappi era fiducioso. La C3 era stata visto con un nuovo kit aerodinamico. Pensavo che avremmo potuto fare passi grandi”, si sfoga il pilota.

Ufficiale: Citroen Racing conferma RS e il ritiro dal WRC

Come avevamo anticipato – e a dispetto dei disinformatori – purtroppo ora c’è anche la conferma ufficiale: Citroen Racing conferma le anticipazioni di RS e il ritiro dal Mondiale Rally con effetto immediato, spiegando il perché le sue vetture non saranno al via della prossima stagione del WRC. Trova anche conferma l’anticipazione dell’accordo tra Ogier e Toyota, che dovrebbe essere ufficializzata in questo week end contestualmente alla presentazione del nuovo pilota Elfyn Evans, che Ogier si era scelto come scudiero già in M-Sport.

Ecco la comunicazione di Citroen Racing che conferma la notizia di RS e il ritiro dal WRC: “In seguito alla decisione di Sebastien Ogier di lasciare Citroen Racing dopo la stagione WRC 2019, Citroen ha deciso di ritirarsi dal programma WRC nel 2020 a causa dell’assenza di un pilota di prima classe disponibile per la stagione 2020”, recita il comunicato stampa della squadra.

“Citroen Racing ha avuto un impegno di due anni con i suoi due C3 WRC e gli equipaggi Ogier-Ingrassia e Lappi-Ferm (2019-2020). Senza Sebastien Ogier e senza nessun pilota di prima classe disponibile a lottare per un titolo mondiale, Citroën prende la decisione di ritirarsi in anticipo dal suo programma WRC”, si legge ancora nella nota.

Basandosi sull’esperienza e sulle competenze dei team PSA Motorsport, l’attività di concorrenza dei clienti Citroen sarà rafforzata nel 2020, con un supporto e un impegno amplificato nei confronti dei clienti C3 R5 in tutto il mondo. Questa decisione consente a Citroen di rafforzare il focus dei propri mezzi di marketing sulla strategia del marchio, per affrontare le attuali poste in gioco sulla transizione energetica con il lancio di una nuova generazione di modelli elettrificati dal 2020.

Linda Jackson, CEO di Citroen ha aggiunto: “La nostra decisione di ritirarci dal programma WRC già alla fine del 2019 fa seguito alla scelta di Sebastien Ogier di lasciare Citroen Racing. Ovviamente non abbiamo desiderato questa situazione ma non potevamo immaginare la stagione 2020 senza Sebastien. Vorrei ringraziare il team Citroen Racing per la loro passione e impegno. Una parte del DNA di Citroen è intimamente legata al rally e siamo orgogliosi di essere uno dei marchi più titolati nella storia della WRC con 102 vittorie e 8 titoli di produttori ”.

Citroen annuncia che non aderirà al programma delle vetture WRC ibride

Mentre si attende la comunicazione di Citroen di lasciare la scena del Campionato del Mondo Rally (oppure di restare nella serie iridata, ma a quali condizioni?), c’è già una prima certezza. Il Costruttore francese non si unirà al progetto delle WRC ibride nel 2022, a cui Hyundai sta già lavorando (mentre Opel ha già presentato la Corsa e-Rally ma si tratta di una vettura per le classi minori).

L’annuncio sull’intenzione del Costruttore francese di saltare piè pari la nuova categoria del WRC e, quindi, di non partecipare neppure alla stesura della regolamentazione delle WRC ibride è stata fatta da Jean-Marc Finot, direttore sportivo del gruppo PSA. Secondo Finot, con la presenza in Formula E bisognerà scegliere obbligatoriamente tra il WEC (World Endurance Championship e Le Mans) e il WRC, in quanto non è possibile avere e sostenere due grandi progetti.

“La scelta è caduta sul WEC. Non entreremo nell’ibridazione WRC. È la nostra scelta”, ha detto il direttore sportivo del Gruppo PSA, confermando in pieno la nostra tesi. Per quanto riguarda il 2020, Finot ha rivelato che ci sono ancora trattative in corso con Sebastien Ogier e ha aggiunto che i dirigenti responsabili del programma sportivo stanno facendo di tutto per non sospendere il programma WRC per il 2020, anche se ammettono che le possibilità sono ridotte a lumicino. Sul 2021, invece, silenzio tombale.

Sebastien Ogier ammicca a Toyota e tiene d’occhio la Fiesta

Anche se tutto fosse andato per il verso giusto in Catalogna, le possibilità di rimanere in corsa per la settima corona mondiale erano davvero scarse. Vero è che con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma questa è l’unica certezza.

La speranza è stata prematuramente interrotta nel secondo giro della gara spagnola già al venerdì, quando Sebastien Ogier ha perso la possibilità di combattere a causa di un guasto al servosterzo della C3 WRC.

Citroen Racing ha nuovamente mostrato debolezze gravi e problemi meccanici con le sue due auto, debolezze e problemi che gli hanno fatto perdere anche il quinto posto di Esapekka Lappi (motore rotto). Un disastro? Poco ci manca.

Passano mesi e anni e il fastidio è sempre più forte, quel coltello da quella piaga non vuol venire via. Fastidio (quello di Citroen) che si moltiplica dopo l’uscita della signora Andrea Kaiser Ogier che con i social ha fortemente colpito l’immagine del team Citroen.

Sebbene il sei volte campione del WRC abbia riportato un po’ di gioia in Turchia vincendo la sua terza gara dell’anno, alla vigilia della fine del WRC 2020 la frustrazione è palpabile visto che la Casa francese non ce la fa a ritrovare il vecchio livello agonistico con questa C3 WRC.

Come era prevedibile, il tornado Tanak ha trovato questo vuoto e ha travolto le ambizioni e le speranze dei cugini d’Oltralpe, mettendo la parola fine alla dominazione francese, durata ben quindici anni. Il tutto mentre c’è ancora chi si continua a domandare se lo strapotere francese nei rally è davvero finito? Eppure gli basterebbe guardare verso est…

Mentre Ott Tanak lascerà la Toyota alla fine della stagione per unirsi alla Hyundai nel 2020, Radio Rally continua a sussurrare che questo sedile libero in Toyota potrebbe spettare a Sebastien Ogier, anche se pare che Tommi Makinen voglia creare nuovi campioni, più che riciclare i vecchi.

Ma al di là delle migliori intenzioni di Makinen, resta il fatto che Ogier, su una buona vettura, può fare ancora la differenza. È un cavallo di razza vincente e con i giapponesi potrebbe decidere di chiudere la sua carriera, che in ogni caso sarebbe destinata a chiudersi a fine 2020.

L’attuale giallo, non sarà né il primo né l’ultimo in una fase così calda del mercato piloti, è legato ad un interesse nascente che Toyota nutre nei riguardi di Elfyn Evans e ad una ovvia disponibilità del driver britannico. In questo caso, Ogier potrebbe ritornare alla Fiesta. O forse no. Caso da seguire …

Citroen Sport pronta ad attaccare al Rally di Gran Bretagna

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, che hanno siglato il record di vittorie in Gran Bretagna con cinque successi (2013, 2014, 2015, 2016 e 2018), contro i quattro di Hannu Mikkola e Petter Solberg, hanno un feeling particolare con questo rally. Una prova che a fine 2008 ha visto il loro debutto al volante di una WRC, una C4 per l’esattezza, dopo essere stati consacrati campioni del mondo Junior sulla C2 Super 1600. Già allora avevano lasciato il segno in questa gara, conquistando il primo scratch nella Speciale di apertura e rimanendo in testa fino alla PS5.

Animati dalla stessa energia, in questa edizione 2019, cercheranno di replicare a bordo della C3 WRC. Per una volta, su queste piste fangose che diventano sempre più scivolose e perdono grip a ogni passaggio, la loro seconda posizione di partenza non dovrebbe rivelarsi penalizzante ed è loro ferma intenzione sfruttare al meglio la situazione per ridurre la distanza in classifica dall’attuale leader del campionato.

“L’obiettivo in Gran Bretagna sarà consolidare il trend positivo dimostrato in Turchia e mettere la massima pressione su Ott. In questo rally ho sempre avuto buoni risultati. Quindi conto di poter dire la mia, tanto più che l’ordine di partenza non è penalizzante per chi parte prima. Il segreto è saper interpretare bene i cambi di aderenza, affrontare al meglio le condizioni spesso difficili e i tratti con scarso grip. Se inizialmente ho avuto bisogno di tempo per imparare a gestire questa gara particolare, è un appuntamento che mi piace”, dice Seb Ogier.

Su questo terreno, che ha visto i successi di diversi loro connazionali, Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno dimostrato fin da subito la loro propensione per i tracciati veloci delle foreste gallesi, con la vittoria nel WRC2 del 2016, alla loro prima partecipazione. I finlandesi hanno fatto ancora meglio la stagione scorsa, con un terzo posto e due migliori tempi, a dimostrazione della loro predilezione per questo fondo. Legittime quindi le speranze riposte nella gara di quest’anno, a cui si aggiunge il grande feeling con la C3 WRC su terra, confermato dalle eccellenti prestazioni in Finlandia e Turchia.

Anche se l’ottava posizione in partenza potrebbe rivelarsi non ideale in caso di pioggia, Esapekka e Janne sono molto determinati a consolidare il loro trend positivo. Il Citroën Total World Rally Team ha effettuato tre giorni di test in Gran Bretagna per migliorare l’adattamento della C3 WRC alle specificità locali. Il tradizionale shakedown del giovedì permetterà inoltre, come sempre, di affinare gli ultimi dettagli.

“Questo rally è una prova molto particolare, per il buio, la nebbia, le intemperie, tutti elementi che lo rendono una vera e propria sfida. Occorre coraggio, perché si viaggia veloci. Un fattore chiave sarà quello di avere un’auto non troppo sensibile ai cambi di grip, che qui si susseguono in continuazione. Abbiamo lavorato bene nei test, anche su asciutto. Con il nostro ordine di partenza la pioggia sarà un elemento a nostro svantaggio. In Turchia avevo un buon feeling con la mia C3 WRC quando poi, purtroppo, nella lunga speciale di venerdì si è messo a piovere.”, sono le parole di Esapekka Lappi.

WRC, una calda sfida attende Citroen Racing in Turchia

Top performer nella scorsa edizione, avendo segnato cinque migliori tempi ed essendo rimasti in testa per una parte della gara, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia avevano saputo dimostrare il loro innato spirito di adattamento e la loro grande capacità di prendere le note giuste su un nuovo tracciato.

Non ci sono dubbi sul fatto che anche quest’anno saranno di nuovo tra i protagonisti del Rally di Turchia, che per la seconda volta si terrà a Marmaris, dopo Kemer (2003, 2004, 2005, 2006 e 2008) e Istanbul (2010). Determinati a dare il massimo anche in questo campionato, i sei volte campioni del mondo possono contare su eccezionali capacità tattiche, una qualità spesso fondamentale in prove di questo tipo, dove la velocità non è tutto.

Partendo terzi, potranno sfruttare una le tracce lasciate dal passaggio dei due equipaggi precedenti, per ottenere il meglio dalla loro C3 WRC. Galvanizzati da una splendida prova su terra in Finlandia, ricompensata da un bellissimo secondo posto, Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno fatto un grande passo avanti nella gestione della C3 WRC su questo tipo di fondo.

In una gara dove sono stati spesso a un passo dalla top five nel 2018, i finlandesi vogliono dimostrare ancora una volta il loro talento, puntando a trovare il giusto equilibrio tra attaccare gli avversari e salvaguardare la meccanica. Se il passaggio dei piloti che partiranno prima di loro non farà affiorare troppe rocce taglienti, il loro ordine di partenza in nona posizione dovrebbe garantire strade più pulite e una migliore aderenza.

Per prepararsi al meglio a questa sfida che metterà a dura prova le auto, il Citroën Total World Rally Team ha effettuato una sessione di prove in Grecia, sulle strade del Rally dell’Acropoli, un riferimento per questo tipo di superficie. Per quattro giorni, i tecnici del team Citroën hanno lavorato soprattutto sugli ammortizzatori delle C3 WRC, per assorbire le irregolarità della superficie preservando gli pneumatici, su tracciati particolarmente rocciosi e surriscaldati dalle temperature estive.

Sebastien Ogier, alla vigilia del Rally di Turchia, spiega che “il tracciato della scorsa edizione è stato senza dubbio il più difficile che abbia affrontato in tutta la mia carriera. A vincere non sono stati i più veloci, quindi dovremo modificare il nostro approccio, anche perché non possiamo più permetterci di sbagliare. Abbiamo condotto test su strade con caratteristiche molto simili a quelle che si aspettano in questa gara e sono andati molto bene. Spero proprio di confermare in gara il buon feeling con la vettura, trovato durante i test”.

“In questo rally bisogna usare la testa e capire quand’è il momento migliore per attaccare e quando è il caso di rallentare per preservare la meccanica. Non è il mio tipo di gara preferito, ma se riusciamo a trovare il giusto equilibrio tra resistenza, affidabilità e velocità, evitando le forature, dovremmo riuscire ad ottenere un buon risultato”, riferisce Esapekka Lappi.

“Dopo un’edizione 2018 che ha sorpreso tutti per la difficoltà, quest’anno siamo perfettamente consapevoli della sfida che ci aspetta e ci siamo preparati in modo adeguato – auspica Pierre Budar, numero 1 di Citroen Racing -. In particolare, abbiamo fatto una sessione di prove estremamente produttiva su alcuni dei tracciati più impegnativi della Grecia. L’affidabilità giocherà un ruolo fondamentale questo week-end, così come la capacità di superare le insidie del percorso. Non possiamo permetterci il minimo errore, perché vogliamo tornare sul podio e batterci con tutte le nostre forze per il campionato”.

WRC, Ogier e Lappi proiettati nel Rally di Turchia

Sébastien Ogier con Julien Ingrassia ed Esapekka Lappi con Janne Ferm hanno concluso il Rally di Germania rispettivamente in settima e ottava posizione. Nonostante abbiano combattuto per tutto il weekend, non sono riusciti ad esprimere il loro potenziale. Una prova difficile, dalla quale il team Citroen esce comunque determinato a riscattarsi nel prossimo appuntamento in Turchia (12-15 settembre).

Con la corsa al podio ormai compromessa dopo la doppia foratura di sabato di Ogier – Ingrassia nella Panzerplatte, Citroën Total World Rally Team ha continuato a ottimizzare il setup della C3 WRC: un lavoro che ha già indicato alcune soluzioni e ha evidenziato l’esigenza di effettuare ulteriori modifiche. L’ultima giornata di gara ha visto Sébastien Ogier e Julien Ingrassia concludere in settima posizione, mentre Esapekka Lappi e Janne Ferm li hanno seguiti all’ottavo posto, dopo aver raggiunto per un momento la sesta posizione.

Con 1 punto supplementare ottenuto grazie al loro 5° tempo nella Power Stage, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia occupano la terza posizione nella classifica provvisoria del campionato del mondo piloti. Anche se si sono accorti subito del setup non ottimale che ha causato il sottosterzo della loro C3 WRC e che li ha obbligati ad attaccare duramente per recuperare, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono riusciti e posizionarsi terzi nella prima giornata di gara, nonostante alcuni piccoli errori dovuti alla loro concentrazione costantemente al massimo.

Nella seconda giornata di gara, che ha fatto tappa nella base militare di Baumholder, là dove in passato hanno fatto ottime performance, hanno sperato di consolidare la loro posizione. Purtroppo sono stati le vittime principali delle insidie che caratterizzano questa speciale: una prima foratura lenta nel primo passaggio e poi una seconda nel successivo li hanno penalizzati con più di 1’30’’. Da qui, non potendo più ambire alle prime posizioni, la scelta di dedicare l’ultima giornata ai test.

Esapekka Lappi e Janne Ferm, con meno esperienza su questa superficie molto esigente, erano a solo 7’’3 dal quarto a metà della prima giornata. Purtroppo hanno fatto un testacoda nella PS 5, mentre cercavano di dare il massimo con un setup che non era perfettamente idoneo. Questo li ha portati in settima posizione venerdì sera. Anche se poi sabato hanno segnato due migliori secondi tempi (PS 9 e 11), indice dei progressi effettuati sulle regolazioni della C3 WRC, non sono riusciti a evitare un altro piccolo errore. Senza perdersi d’animo, hanno comunque dato il loro contributo al lavoro fatto da tutto il team.

WRC, Germania: le nuove soluzioni danno fiducia a Citroen

Il Rally di Germania, decima prova del calendario WRC che segna il ritorno sull’asfalto, vedrà gli equipaggi di Citroën Total World Rally Team, composti da Sébastien Ogier – Julien Ingrassia e Esapekka Lappi – Janne Ferm, misurarsi in una prova dai molteplici aspetti.

“Dopo la seconda posizione in Finlandia, l’obiettivo è quello di continuare la tendenza positiva anche in questa prova atipica su asfalto conquistando almeno un nuovo podio e, per quanto riguarda Sébastien, ottenere il massimo per il campionato. Dopo la Corsica, abbiamo imparato alcune cose sull’asfalto e abbiamo lavorato per trovare le soluzioni, quindi spero che ritroveremo la vetta della classifica in questa prova che conosciamo bene. In questa occasione, introduciamo anche un’evoluzione sul motore”, ha spiegato Pierre Budar, Direttore di Citroën Racing.

Con un podio all’attivo nella loro primissima partecipazione in questa tappa del WRC, terzi nel 2010 a bordo di una C4, una prima vittoria ottenuta l’anno successivo, sempre con il team Citroën, e due altri successi conquistati in seguito, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno sempre dimostrato una vera predisposizione per questo rally in cui la loro capacità di leggere la strada risulta sempre eccellente. È l’unica altra gara totalmente su asfalto dopo la Corsica, e propone una sfida del tutto diversa in cui il team Citroën ha spesso dimostrato la sua bravura (12 vittorie, di cui 11 nel WRC): i sei volte campioni del mondo l’affrontano con la chiara intenzione di riprendere la loro progressione nel campionato.

Seb Ogier spiega che “in Germania, su una superficie in cui mi sono sempre trovato bene, voglio fare un buon risultato e smuovere un po’ la tendenza del campionato. Durante i test, abbiamo incontrato condizioni atmosferiche diverse, ed è sempre andata bene. Percorrere la base militare in senso contrario può fare la differenza, anche se negli ultimi anni la gestione degli pneumatici ci ha impedito di attaccare con decisione. Rimane sempre un tratto delicato da affrontare, un po’ come tutto il rally, in cui il rischio di forature è maggiore rispetto al solito a causa dei numerosi cordoli tra le vigne e delle piccole pietre taglienti che affiorano a Baumholder”.

Esapekka Lappi e Janne Ferm, dopo aver ottenuto un miglior tempo alla loro prima partecipazione a bordo di una WRC nel 2017, sono andati ancora meglio l’anno scorso, conquistando un nuovo scratch e una terza posizione finale. Anche se il rally tedesco è uno dei loro preferiti, questo rimane il loro unico podio sull’asfalto nel WRC. Incoraggiati dalla loro buona performance in Finlandia, dove hanno terminato in seconda posizione, Esapekka e Janne punteranno sulla regolarità per continuare la loro fase positiva, anche se la settima posizione nell’ordine di partenza potrebbe rivelarsi svantaggiosa, soprattutto in caso di pioggia, poiché le strade si coprono di fango con il passare delle vetture.

“Le mie prove di giugno sono state positive. Oltre a una mezza giornata alla base militare, ho effettuato una buona giornata completa con tutti i tipi di profili che troveremo lungo la gara, e mi sono sentito a mio agio al volante della C3 WRC. Però è sempre difficile capire come ci si posiziona rispetto ai concorrenti. Ho anche passato una giornata a Satory per ritrovare i riferimenti tipici dell’asfalto. Ora sono pronto, e credo che su questo tipo di rally insidioso, oltre alla velocità, serva dimostrarsi costanti, considerando la quantità di inconvenienti che inevitabilmente si presentano. Il podio dell’anno scorso me lo ha dimostrato”, afferma Esapekka Lappi.

Citroën Total World Rally Team, con quattro giorni di test effettuati su speciali rappresentative di questa gara, ha eseguito una preparazione minuziosa e costruttiva: il team ha infatti affrontato una vasta gamma di profili stradali beneficiando di un meteo variabile, elemento sempre interessante prima di un evento come questo. Ha anche effettuato gli ultimi controlli sull’upgrade del motore.

McRae just Colin, un libro che racconta il vero Colin McRae

Colin McRae, campione del mondo rally nel 1995, è stato senza dubbio il pilota di rally più spettacolare. La sua naturale velocità e l’approccio vincente lo hanno reso l’idolo di milioni di fans in tutto il mondo. Ad un certo punto, il nome McRae divenne superfluo. Colin era… solo Colin.

Nelle fasi di gara, “Colin sta arrivando…”, significava una sola cosa, che gli spettatori diventavano più attenti, facevano un cauto passo indietro, per ogni evenienza. Ma McRae era anche un uomo dalle doti straordinarie. McRae just Colin te lo fa scoprire. Colin ha guidato per una serie di squadre importanti tra cui Ford, Citroën, Ferrari, Nissan e Skoda.

Tuttavia, questo “scoiattolo volante” è ricordato soprattutto per i suoi exploit con le Subaru blu e gialle. Lontano dalla guida, Colin ha portato i rally ad una generazione più giovane come quella del videogioco di successo che porta il suo nome. Colin McRae aveva due detti ben noti, uno dei quali “se sei in dubbio, tieni giù” e l’altro “siamo qui per un buon tempo, non per molto tempo”.

Purtroppo quest’ultimo è diventato fin troppo vero, quando il 15 settembre 2007 lo scozzese trentanovenne morì all’istante in un incidente di un elicottero. McRae just Colin descrive il vero Colin McRae, dalle sue umili origini alla fama mondiale attraverso il successo del campionato mondiale.

Spiega il suo talento naturale, lo stile di guida fiammeggiante e le vittorie epiche così come le sue rivalità, le amicizie e gli incidenti spettacolari. “McRae: just Colin” scopre ogni aspetto del personaggio di Colin, con una raccolta di storie personali, raccontate da familiari e amici che lo conoscevano meglio. E ci sono storie inedite, come quando Prince William ha chiesto di incontrare lo scozzese.

Trovi nelle pagine una rara visione della personalità infettiva di McRae. L’agenzia McKlein Photography, e in particolare un altro Colin, in questo caso McMaster, ha lavorato a stretto contatto con McRae per tutta la sua carriera di rally. Il meglio dell’archivio fotografico di McKlein è stato usato per illustrare generosamente tutte queste storie affascinanti.

Gran parte della fotografia privata e dietro le quinte mostrata in questo libro non è mai stata pubblicata in precedenza. Senza dubbio un ottimo acquisto per i veri appassionati di rally. Esistono due edizioni del libro, una in inglese e una in tedesco.

la scheda

MCRAE JUST COLIN

Autori: Colin McMaster, David Evans

Copertina: rigida

Pagine: 256

Immagini: centinaia a colori

Formato: 30 x 25 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 45 euro

Peso: 1,8 chili

ISBN: 978-3-9274586-4-2

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Il Rally Estonia dà importanti indicazioni per la Citroen C3

Il lavoro di Citroen Total World Rally Team in Estonia durante questo weekend, in una prova non in calendario del WRC, finalizzato a rifinire il setup della C3 WRC prima dei tre giorni di prove specifiche per il Rally di Finlandia in programma la prossima settimana, ha permesso di trarre importanti insegnamenti per la continuazione della stagione e ha soddisfatto le aspettative del team.

Citroen Total World Rally Team, che ha raggiunto l’Estonia per effettuare una sessione di prove in condizioni reali in vista della gara in Finlandia (1-4 agosto), ha approfittato dell’estrema velocità delle speciali locali (fino a 141,4 km/h di media nella PS 14 Saverna) per prepararsi con attenzione a ciò che l’attende a Jyvaskyla nella prossima gara del WRC.

Mentre il team esaminava le diverse opzioni tecniche sulla C3 WRC, tra cui geometria, ammortizzatori e differenziale, Esapekka Lappi e Janne Ferm aumentavano gradualmente la confidenza su questa superficie che affrontavano soltanto per la seconda volta nella loro carriera. Stavano per conquistare la seconda posizione, ma hanno subìto la perdita di una ruota su un dosso (PS 13) e hanno dovuto lottare per la terza posizione finale, segnando però quattro secondi tempi dietro l’imbattibile Ott Tänak, con le sue regolazioni sviluppate proprio per questa tipologia di strade.

Esapekka Lappi, Pilota di Citroen Total WRT, spiega: ‘È stato un bellissimo Rally, ben organizzato, e anche un’eccellente preparazione per la Finlandia. Le speciali sono sicuramente più rapide rispetto alle nostre, e la superficie è anche meno dura, ma questo mi ha permesso soprattutto di ritrovare le sensazioni ed i riferimenti specifici del terreno veloce. Mi sono sentito a mio agio al volante e ora abbiamo a disposizione una buona base di regolazioni, che dalla prossima settimana continueremo a perfezionare durante i test’.

‘Non era possibile sbagliare obiettivo questo week end: avremmo sicuramente potuto batterci per la seconda posizione, adottando ogni volta le regolazioni migliori, ma non era la nostra preoccupazione principale. Invece abbiamo accumulato chilometri ed effettuato cambi di setup sulla C3 WRC ad ogni assistenza: alla fine, questa partecipazione estone si è rivelata particolarmente istruttiva. Cercheremo di sfruttare al massimo queste informazioni, da ora alla gara in Finlandia’, afferma Pierre Budar, direttore di Citroen Racing.


Esapekka Lappi e Citroen World Rally Team attesi in Estonia

Già al lavoro per prepararsi per la seconda parte della stagione, il Citroen World Rally Team ha deciso di sfruttare la pausa estiva del WRC con Esapekka Lappi e Janne Ferm, che saranno al via del Rally Estonia, un evento candidato al WRC. L’obiettivo è chiaro: utilizzare questo rally particolarmente veloce per preparare quello di Finlandia (1-4 agosto).

Tra l’ultimo round WRC in Sardegna e il prossimo in Finlandia all’inizio di agosto, la velocità media aumenterà di quasi 30 km/h, mentre il numero di salti aumenterà di dieci volte. Da qui la richiesta del Team Citroen Total World Rally di poter fare provare Esapekka Lappi e Janne Ferm e la C3 WRC in un rally non iridato ma con caratteristiche da rally iridato. In quella che sarà la loro centesima gara insieme, questa è un’opportunità per i finlandesi di riprendersi con la guida ad altissima velocità per essere perfettamente preparati per il rally di casa, dove, essendo già usciti vittoriosi nel 2017, possono nutrire speranze di una vittoria.

Avendo già utilizzato le edizioni 2012 e 2018 del Rally Estonia come sessioni di test, i Reds si avvicinano all’evento di quest’anno con lo stesso obiettivo, cercando di affinare la configurazione della C3 WRC prima dei test convenzionali programmati dopo la gara. La strategia ha dato i suoi frutti l’anno scorso, con l’equipaggio che successivamente ha centrato un ottimo secondo posto in Finlandia.

Poiché si tratta di un evento partner del WRC, Esapekka Lappi e Janne Ferm incontreranno almeno un rappresentante degli altri tre Costruttori impegnati nel Campionato del Mondo Rally. Con sede a Otepää, nell’Estonia sud-orientale, le PS saranno concentrate al sabato e alla domenica, per un totale di 151,98 chilometri e quindici PS. La manifestazione culminerà in una tappa speciale finale a Tartu, la seconda città più grande del Paese.

WRC, al RIS il week-end nero di Sebastien Ogier

Sébastien Ogier l’aveva detto: il compito si annunciava arduo nella Power Stage, dal momento che il terreno avrebbe guadagnato grip nei vari passaggi. Su un terreno così sabbioso, in cui i solchi diventano sempre più profondi, prendersi dei rischi poteva fare la differenza. Sébastien e Julien hanno dato prova di un impegno notevole, e lo sforzo si poteva leggere anche sulle telecamere imbarcate puntate sui loro volti. La loro guida, normalmente molto pulita, è stata estremamente aggressiva, e questo ha fatto la differenza all’arrivo!

Solo Andreas Mikkelsen, partito cinque auto dopo di lui, è risultato più veloce di poco più di due secondi. I quattro punti, così strenuamente conquistati in questa occasione, potrebbero rivelarsi determinanti al momento del bilancio finale. Ma anche se il risultato finale di Citroën Total World Rally Team era scontato sin dal primo giorno di gara, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno comunque dato dimostrazione di grande competitività, con un secondo tempo nella Power Stage (che significa quattro punti di bonus), mentre Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno concluso in settima posizione, dopo due ultime tappe molto ben gestite.

“Nello sport automobilistico ci sono a volte dei week end no, e questo è stato decisamente uno di quelli. Ora è tempo di concentrarsi sul futuro – spiega Ogier -. Partendo davanti potevamo comunque sperare, nonostante tutto, di arrivare attorno alla quinta posizione. I miei errori quindi sono costati qualche punto. Ma il campionato resta super serrato, anche se non è nel mio stile rallegrarmi per le disgrazie altrui, in particolare quando si tratta di Ott. Adesso farò un po’ di vacanza per ricaricarmi, e arriveremo in Finlandia cercando di fare di meglio”.

Dopo l’errore del primo giorno nella PS 5, mentre tentavano di ridurre al minimo l’handicap della loro funzione di apripista, su questi tratti tecnici e difficili, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, costretti a ricorrere al Rally 2, non potevano far altro in questa breve tappa (41,90 km) che provare a raggranellare qualche punto nella Power Stage Sassari – Argentiera. Sempre combattivi, i sei volte campioni del mondo francesi hanno conquistato quattro punti, che valgono il secondo posto della classifica provvisoria del campionato del mondo, a quattro lunghezze dal primo.

Anche se molto al di sotto delle aspettative del team, questo risultato porterà il vantaggio di avere strade già “spazzate” da un altro concorrente alla ripresa delle ostilità in Finlandia (1-4 agosto), dopo una pausa estiva che sarà sicuramente messa dai tecnici di Citroën Total World Rally Team per raddoppiare gli sforzi in vista della seconda parte della stagione.

Su terra, la prima tappa è determinante perché decide l’ordine di partenza successivo. E purtroppo Esapekka Lappi e Janne Ferm l’hanno constatato a loro spese. Partiti in sesta posizione, stavano prendendo i loro riferimenti quando l’allentamento di uno pneumatico nella PS 4 ha fatto loro perdere 40’’. Nonostante tutti gli sforzi successivi a bordo della loro C3 WRC per rimontare (scratch nella PS5, 2° tempo a soli 0,1’’ nella PS 9), non riuscivano ad andare oltre l’8° posto al termine della tappa inaugurale, anche a causa di un problema al captatore (PS 6).

Ormai penalizzati da un ordine di partenza sfavorevole il sabato, hanno comunque gestito la giornata in modo regolare, senza il minimo errore, e continuato a prendere confidenza con la C3 WRC su terra, recuperando la 7ª posizione grazie agli eventi di gara. E la loro ultima giornata si è conclusa con questo stesso posto. La gara, affrontata comunque in modo intelligente anche se non avevano più la possibilità di esprimersi, servirà sicuramente ad affrontare al meglio il prossimo appuntamento in terra finlandese.

“Naturalmente non è il risultato che speravamo – precisa Lappi -. L’andamento della nostra prima giornata ha condizionato moltissimo il resto del week end, e non ci ha dato un ordine di partenza che ci permettesse di mostrare le nostre capacità e rimontare su questo terreno che cambia enormemente al passaggio delle auto. Oltretutto, sabato mattina non abbiamo azzeccato la scelta degli pneumatici. Ma almeno vediamo l’arrivo e ci metteremo immediatamente al lavoro per sbarcare più forti a casa nostra, in Finlandia”.

Al finlandese fa eco Pierre Budar, direttore di Citroen Racing. “Il risultato non è naturalmente quello sperato, anche se sapevamo che partendo per primi in questa gara in cui la funzione di “spazzini” è difficile, Sébastien e Julien non avrebbero avuto vita facile. Non possiamo biasimarli per i loro errori, visto che normalmente sono irreprensibili. E poi si sono ripresi bene dimostrando una grandissima combattività nella Power Stage. La prima giornata sottotono di Esapekka e Janne ha sfortunatamente avuto conseguenze sul seguito del loro week end, costretti a pulire le traiettorie per i concorrenti successivi”.

Budar aggiunge: “In Sardegna è un handicap pressoché insormontabile. Ma hanno saputo gestire la cosa in modo intelligente, nonostante la frustrazione, hanno accumulato chilometri a bordo della C3 WRC, sono arrivati in fondo e stanno ripartendo con il piede giusto in vista della Finlandia, dove sanno di avere il potenziale per fare delle bellissime cose. La combattività di Sébastien e Julien, insieme all’esito rocambolesco di questa prova fanno sì che il campionato resti aperto. Questo non cambia il modo in cui impostiamo il nostro impegno nel WRC; continuiamo a mettere tutte le nostre forze nella lotta! Già dalla prossima settimana inizieremo i test per raddoppiare gli sforzi e offrire ai nostri piloti la migliore arma possibile per la seconda parte della stagione”.

WRC, Ogier: ‘Possiamo cancellare le nostre possibilità di vittoria’

Mentre il Campionato del Mondo Rally entra nella seconda fase della stagione, gli equipaggi del Citroën Total World Rally Team, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, Esapekka Lappi e Janne Ferm, si preparano ad affrontare uno degli eventi tecnicamente più impegnativi dell’anno nella cornice idilliaca della Sardegna, con il cristallo blu acqua del Mediterraneo che forma un magnifico sfondo. Dopo aver conquistato sei podi in sette gare dall’inizio dell’anno e conquistato le vittorie di tappa ad ogni gara finora disputata sulla ghiaia della C3 WRC, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono davvero i re della coerenza.

Ovviamente, hanno intenzione di sfruttare la loro ineguagliata competitività e incredibile abilità di gara in questo rally, dove hanno già ottenuto tre vittorie (2013, 2014 e 2015). Nonostante l’esperienza di Citroën in Sardegna, dove la squadra ha vinto cinque volte, sarà difficile ripetere l’impresa quest’anno, dato che l’equipaggio sarà il primo in ordine di venerdì e che il grip sulle strade sterrate qui migliora in modo significativo solo dopo molti passaggi. Tuttavia, confortato dal prezioso ed efficace lavoro svolto nei test con il team.

Vincerà Ogier? Lui mette le mani avanti e dice: “Partire per primi in Sardegna significa che possiamo più o meno cancellare le nostre possibilità di vittoria fin dall’inizio, visto quanto puliscono le tappe qui. E sembra che non ci sarà alcun aiuto del meteo. Senza previsione di pioggia, come l’anno scorso, sarà davvero difficile. Quindi mi aspetto un weekend difficile ma, come sempre, darò il massimo, indipendentemente dalle circostanze, e vedremo quanti punti avremo alla fine del weekend. La C3 WRC è chiaramente progredita e ho avuto un buon feeling in Portogallo. La nostra prestazione al primo giorno determinerà ancora una volta in gran parte il nostro risultato complessivo”.

Miglior performer con sei vittorie di prove speciali, inclusa la power stage, prima di finire terzi nel 2018, Esapekka Lappi e Janne Ferm si sono esibiti brillantemente con una macchina di alto livello. Il RIS, per loro, è un evento da scoprire ancora bene. I finlandesi di Citroën avranno una buona posizione nell’ordine di partenza nella sessione di venerdì (noni). Saranno quindi in grado di orientarsi sin dall’inizio e tentare di migliorare rispetto al Rally del Portogallo nella gestione della C3 WRC sulla ghiaia e garantire qui un risultato importante.

Esapekka Lappi è rilassato. Nessuna pressione addosso, dice, smentendo voci che si sarebbero diffuse nei giorni scorsi. “Abbiamo imparato la lezione del Portogallo. Per quanto riguarda la Sardegna, è un rally in cui non si può spingere a tutta, soprattutto nelle ripetizioni delle PS, perché bisogna prendersi cura della macchina e cercare di non romperla. Dato che il primo giorno partiremo in nona posizione, dovremmo in ogni caso avere un vantaggio. Sta a noi fare di tutto per conservarlo. Se manteniamo la stessa velocità in Portogallo e non commettiamo errori per tre giorni, dovremmo ottenere un buon risultato. Sono determinato a produrre una prestazione vincente. Questa è davvero la mia priorità”.

Sebastien Ogier: ‘Non pensavo proprio di riuscire…’

”Non pensavo proprio di riuscire a conquistare venti punti in questo appuntamento. Anche se la vittoria non era ipotizzabile, visto il nostro ordine di partenza, abbiamo comunque dato il massimo in tutte le situazioni, e questo risultato è la giusta ricompensa”. La vede così Sebastien Ogier dopo il Rally del Portogallo. Il campione francese prosegue spiegando: ”Speravo effettivamente di non fare da apripista in Sardegna, ma ogni punto a fine stagione conta. Sono soddisfatto di vedere che siamo stati competitivi nella Power Stage, la sola speciale del fine settimana in cui eravamo più o meno nelle stesse condizioni di aderenza dei nostri rivali. Questo dimostra quanto sia migliorata la nostra performance anche se, viste le circostanze, è stato difficile dimostrarlo in questo week-end”

Lontani dalla lotta per la vittoria a causa delle ripetute sfavorevoli posizioni di partenza nelle PS, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia non si sono dati per vinti. E la loro combattività è stata giustamente premiata con il 6° podio della stagione, il 7° di Citroën Total World Rally Team in altrettanti appuntamenti. Nonostante le buone prestazioni fatte registrare, Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno dovuto cedere in prossimità dell’arrivo.

Con soli cinquantadue chilometri previsti nel programma della giornata, su speciali che tutti i concorrenti conoscono bene, le possibilità di vedere Sébastien Ogier e Julien Ingrassia colmare gli 11”8 che li separavano dal podio erano veramente poche. Poi, i portabandiera di Citroën Total WRT si sono concentrati sulla Power Stage, che attribuisce punti bonus, pronti a sfruttare gli errori della concorrenza sotto pressione. Ed è quello che è successo nell’ultima PS, situazione che ha portato l’equipaggio francese a conquistare il terzo posto e il 6° podio della stagione, il 7° per Citroën Total WRT, a coronamento di una gara condotta con grande intelligenza. Con i cinque punti supplementari raggranellati nello scratch siglato nella Power Stage, Sébastien e Julien restano leader del campionato.

Arrivati in Portogallo in testa al campionato, e per questo costretti a partire per primi, i sei volte campioni del mondo non immaginavano di poter limitare i danni, considerate le condizioni particolarmente variabili e asciutte rilevate durante le ricognizioni. Sono stati protagonisti di una prima giornata di carattere, che li ha visti raggiungere il parco di fine tappa al 5° posto a soli 3” dal podio, grazie anche alla scelta vincente degli pneumatici. Ma la disparità delle posizioni in partenza rispetto agli altri pretendenti al podio nella giornata di sabato è stata tale da non permettere a Sébastien e Julien di combattere ad armi pari. Da qui il loro ritardo di 11”8 sul terzo, al momento di affrontare la giornata conclusiva.

Dopo un buon inizio, Esapekka Lappi e Janne Ferm, arrivati a soli 2”3 dal quarto dopo la PS2, hanno accusato un problema con uno pneumatico arrivando su una gobba (PS 3), e sono scesi all’8° posto alla fine della prima tappa.Ma hanno sorpreso nella giornata di sabato, risalendo al quinto posto con tre quarti tempi nelle crono, dopo aver lottato per due terzi della giornata a seguito di una penalizzante seconda posizione in partenza. Purtroppo un piccolissimo errore a inizio giornata nella PS 16 di domenica ha avuto conseguenze pesanti: una curva stretta a destra, affrontata un po’ troppo nel punto di corda, li ha mandati in testacoda e li ha fatti ribaltare. Per difendere il loro 5° posto nella successiva PS, hanno urtato un argine danneggiando la sospensione posteriore sinistra e sono stati costretti al ritiro in prossimità dell’arrivo.

”Dopo che ci siamo ribaltati, la macchina non era messa troppo male; mancava solo lo spoiler posteriore. Pensavo di ritrovare il ritmo nella speciale successiva, ma sono stato troppo ottimista e in una curva ho urtano un argine, e questo ha provocato una foratura e poi la rottura della sospensione. Restavano troppi chilometri da percorrere per tentare una riparazione di fortuna. Sono sinceramente dispiaciuto per tutto il team che meritava di meglio”.

”Naturalmente siamo delusi che nell’ultima giornata non siano riusciti a concludere la prova a causa di due errori, per di più dopo la bella giornata di sabato – ha spiegato Pierre Budar -. Dopo degli ottimi test pre-gara abbiamo regolato i differenziali in un modo più adatto a loro, e stavano realmente costruendo qualcosa di interessante. Spero che faranno tesoro di questo per la Sardegna. Ora lavoreremo insieme e li sosterremo perché riescano a gestire meglio questo genere di situazioni in futuro”.

Citroen WRT testa nuove soluzioni in Sardegna

La ‘nostra’ fotoreporter Francesca Cocco, con l’occhio sempre vigile sul territorio, ha intercettato il Citroen World Rally Team, con Sebastien Ogier ed Esapekka Lappi, che stava effettuando dei test di sviluppo sui duri sterrati della Sardegna. Test svolti con tanto di ufficialità per testare nuove soluzioni e cercare di risolvere i problemi che stanno affliggendo la Citroen C3 WRC Plus nel Mondiale Rally 2019. Problemi mai nascosti da Sebastien Ogier e, soprattutto, ben evidenti a tutti.

I test in cui sono stati testati diversi setup e regolazioni di varie parti delle vetture sono stati effettuati in vista del Rally del Portogallo e anche del prossimo Rally d’Italia Sardegna e sono stati effettuati negli stessi giorni in cui anche Fabio Andolfi testava altre soluzioni in Sardegna. Il Citroen WRT ha provato assetti e gomme, ma anche regolazioni delle sospensioni e di elettronica del motore. I due piloti hanno provato ripetutamente su due giorni sulla PS Terranova e sulla PS Monte Olia.

  • Lappi Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Lappi Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Lappi Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Sebastien Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Sebastien Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Sebastien Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco
  • Sebastien Ogier in Sardegna nella foto di Francesca Cocco

WRC: primo podio di Loeb, sesto di Citroen e Hyundai

Hyundai Motorsport ha conquistato il suo sesto podio individuale nel Mondiale WRC grazie all’equipaggio formato da Sébastien Loeb e dal suo copilota Daniel Elena, che hanno chiuso il Rally del Cile in terza posizione dopo un emozionante duello con Sébastien Ogier.

Il primo podio di Loeb con la livrea Hyundai Motorsport è stato decisamente meritato: il pilota francese ha infatti migliorato la sua performance in modo costante durante tutto il weekend. Rimontando dall’ottava posizione alla fine della speciale di apertura di venerdì, Loeb ha poi ingaggiato una sfida serrata con il secondo classificato Ogier. L’itinerario di domenica ha visto i piloti affrontare la speciale di 14.41 km di Bio Bio, quella di 18.06 km di Lircay e a seguire ancora quella di 15.28 km di San Nicolas. Bio Bio è stata poi ripetuta come Power Stage.

Andreas Mikkelsen ha concluso la gara in settima posizione, conquistando punti utili per la classifica costruttori, ma per il norvegese è stato un fine settimana impegnativo dopo il podio in Argentina. A causa dell’incidente di sabato sulla SS8 (Maria Las Cruces), Thierry Neuville non ha potuto prendere parte alle speciali in programma domenica e potrà rientrare in gara per il prossimo Rally del Portogallo.

Il risultato del Rally del Cile ha portato significativi cambiamenti nella classifica dei piloti: Neuville è sceso al terzo posto, a 12 punti da Ogier – balzato in testa – e a 2 distanza da Ott Tanak. Nel campionato costruttori, invece, Hyundai Motorsport continua a mantenere la testa, con un vantaggio di 29 punti.

“Sébastien e Daniel hanno fatto un ottimo lavoro questo fine settimana e hanno conquistato il loro primo podio come equipaggio di Hyundai Motorsport. Per tutto il weekend ci hanno fatto sentire giovani, ci hanno riportato indietro a un livello di performance degli anni migliori. Hanno corso un rally incredibile e ci hanno aiutato a mantenere vive le nostre aspirazioni nel Mondiale. Il risultato ci ha aiutato a minimizzare i danni, ma se si considera l’incidente di Thierry e Nicolas, di sicuro le cose non sono andate male come avrebbero potuto, e di questo siamo molto riconoscenti”, ha commentato Andrea Adamo, Team Director Hyundai Motorsport.

Sesto podio consecutivo per Citroën C3 WRC

Lottando ancora una volta in prima linea in questo rally inedito in Cile, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia continuano la loro serie di podi: conquistano il secondo posto dopo una lotta serrata al volante delle C3 WRC che, dopo l’Argentina, è stata ulteriormente ottimizzata dagli uomini di Citroen Total World Rally Team. Questo risultato permette loro di tornare in testa al campionato piloti. Sempre più a loro agio con l’aumentare dei chilometri percorsi, Esapekka Lappi e Janne Ferm, sesti nella classifica finale, completano la bella prestazione globale della squadra.

Con le nuove prove speciali su strade strette e veloci da percorrere per la prima volta a pieno ritmo, l’ultima tappa del Rally del Cile non ha risparmiato difficoltà, ma è stata ulteriormente complicata dall’elevata umidità, dovuta a una fine pioggerella caduta sin dal giorno prima. In queste condizioni, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno visto il distacco dal terzo concorrente ridursi improvvisamente a 1’’1. I sei volte campioni del mondo allora hanno realizzato una prestazione eccezionale: hanno spinto a fondo per tutti i 18,06 chilometri di Lircay, la PS più stretta del Rally, vincendo il secondo scratch del week-end con 4’’2 di vantaggio sul loro diretto avversario.

Da quel momento, l’equipaggio francese ha gestito il vantaggio sino al traguardo, concludendo al secondo posto e conquistando il quinto podio in sei gare, dopo le vittorie del Rally di Montecarlo e del Rally del Messico, il secondo posto in Corsica e il terzo in Argentina. Con i quattro punti di bonus ottenuti nella Power Stage, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia lasciano il Cile in testa al campionato piloti, con dieci punti di vantaggio sul secondo. Questo sesto podio, in altrettante prove della stagione, insieme al 6° posto di Lappi-Ferm, permettono a Citroën Total World Rally Team di rimanere vicino al secondo nella classifica costruttori.

Nelle piste coi tratti di sottobosco, zeppe di umidità a causa delle precipitazioni cadute prima della partenza, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno conquistato il secondo posto sin dal primo giorno. E se la mattinata del secondo giorno si è rivelata più difficile, nel pomeriggio, grazie anche alla collaborazione della squadra, hanno saputo reagire perfettamente, vincendo uno scratch e ottenendo un terzo tempo che ha permesso loro di raddoppiare il loro vantaggio sul terzo classificato. Purtroppo, l’arrivo della nebbia e della pioggia nell’ultima speciale, ha rimesso in gara il loro diretto avversario alla fine della giornata.

Dopo un inizio di gara prudente, Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno recuperato, ritornando a soli 10’’3 di distacco dal quinto, grazie al 3° tempo ottenuto nell’ultima PS della seconda giornata di gara. Nell’ultima tappa, hanno confermato la loro progressione regolare, facendo segnare il 5° e poi il 4° tempo. Anche i loro tempi parziali sono stati promettenti nella Power Stage: purtroppo hanno commesso un piccolo errore che ha impedito loro di prendere punti di bonus. Sono comunque arrivati sesti. Un risultato incoraggiante sul quale vogliono capitalizzare, per iniziare la prossima gara in Portogallo nelle migliori condizioni.

Impegnati in una lotta serata per la vittoria nel WRC2 Pro finché un piccolo problema ai freni li ha ostacolati nel loop del sabato mattina, Mads Ostberg e Torstein Eriksen alla fine hanno dovuto accontentarsi del 2° posto della categoria. Ma i Norvegesi sono comunque riusciti a ottenere 12 migliori tempi sui 16 possibili, il che dimostra ancora una volta la competitività della C3 R5.

Rally Estonia 2019: Mikkelsen sfida Lappi

Hyundai Motorsport è il secondo team ufficiale WRC ad annunciare la propria partecipazione al Rally Estonia. Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger con Hyundai i20 Coupe WRC saranno all’evento promozionale ufficiale WRC che si tiene dal 12 al 14 luglio. Mikkelsen e Jaeger hanno appena conquistato il loro primo podio nel 2019 al Rally Argentina, dove sono arrivati ​​secondi per Hyundai Motorsport. Per Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger, attualmente sesti nel WRC, è la prima volta al Rally Estonia.

“Non vedo l’ora di gareggiare al Rally Estonia a luglio. Rally speciale e simile al Finlandia, veloce e su strade larghe. Sarà fantastico entrare nel ritmo in condizioni molto simili a quelle finlandesi. Potrebbe essere un po’ più sabbioso in alcuni punti, ma sono sicuro che questo aiuterà davvero la nostra avventura. Ho corso una gara in Estonia nel 2006 e non ci torno da molto tempo. Non vedo l’ora. Da quello che abbiamo visto, i fans estoni sono tantissimi e ci seguono in tutto il mondo, sono sicuro che la loro passione darà il benvenuto a tutti noi”, ha spiegato Andreas Mikkelsen. Ci sta bene un altro team WRC accanto all’equipaggio Citroen composto da Esapekka Lappi e Jean Ferme.

Toivonen Finland’s Fastest Family: Henri, Harri e Pauli

Quando i fan dei rally sentono pronunciare il nome Henri Toivonen, pensano immediatamente a spettacoli mozzafiato e gloriose vittorie. Ma è anche difficile dimenticare l’incidente del Tour de Corse 1986, che ha rubato la vita a “Toivo” e al suo copilota Sergio Cresto e che alla fine ha portato al termine l’epopea delle vetture Gruppo B. Un libro di McKlein dal titolo Toivonen Finland’s Fastest Family racconta Henri e tutta la famiglia.

Henri è stato uno dei piloti rally più eccezionali della storia. Le sue prestazioni ispiratrici nel Talbot Sunbeam Lotus, Opel Ascona 400, Porsche 911 Scrs e Lancia Rally 037 sono tutte ben ricordate. Ma è stata la Lancia Delta S4 a mettere in mostra l’abilità di Henri nelle vittorie al Rac e al Monte-Carlo, quest’ultimo vent’anni dopo il trionfo del padre nel Principato.

Toivonen Finland’s Fastest Family, edito da McKlein Pubblishing e disponibile in Inglese e in tedesco, è in grado di emozionare. Può essere letto tutto d’un fiato in tre giorni senza dormire e poi si trascorreranno mesi a guardare le immagini. Bellissime. uniche. In “Toivonen: Finland’s fastest family” (letteralmente “Toivonen: la famiglia più veloce della Finlandia“) si racconta l’affascinante storia della famiglia Toivonen nei rally e nelle corse.

Inizia con le eroiche pulsioni del padre Pauli negli anni Cinquanta e Sessanta, tra cui la vittoria del titolo Europeo del 1968 al volante di una Porsche 911. Ovviamente, sono inclusi i primi exploit sui laghi ghiacciati fino alle carriere contrastanti e fortunate di Henri e del fratello Harri nel motorismo.

L’autore di Toivonen Finland’s Fastest Family, Esa Illoinen, si immerge profondamente nella storia della famiglia Toivonen e raccoglie informazioni con innumerevoli amici e testimoni di quei giorni. Tra loro c’è la vedova di Pauli, Ulla, la vedova di Henri, Erja, e persino l’insegnante di inglese novantacinquenne di Henri. Il risultato che ne viene fuori è un ritratto intimo e commovente della famiglia più veloce della Finlandia, meravigliosamente illustrato dalle migliori immagini dall’inesauribile archivio di McKlein.

Nato il 25 agosto 1956 ad Jyväskylä, Toivonen è noto per la sua guida spericolata sin da ragazzino. Ha iniziato la sua carriera nei rally nel 1975 a 1000 Laghi e l’ha conclusa tragicamente nel 1986 al Tour De Corse, sul Col d’Ominanda. La verità ufficiale vuole che la sua Lancia Delta S4 è schizzata fuori da una curva stretta a sinistra.

Ma è vero? Un video (che riproduco al fondo dell’articolo) che, però, non è chiarissimo lascerebbe intendere che la verità ufficiale si potrebbe un po’ mettere in discussione. La vettura non sembra accennare ad alcuna sterzata e esplodere prima ancora di toccare terra. Un malore, un cedimento meccanico. Supposizioni.

Il Tour de Corse, un rally mondiale su strade di montagna strette e molto tortuose attorno all’isola della Corsica, è iniziato giovedì 1 maggio. Toivonen aveva mal di gola e soffriva di influenza, ma ha insistito per correre. Negli ultimi tre rally, a causa del ritiro della vettura in Svezia, del ritiro del team Lancia al tragico evento portoghese, il Safari Rally saltato… Henri voleva correre. Secondo diverse fonti, stava anche prendendo medicine per curare la febbre. Nonostante le sue cattive condizioni di salute, ha vinto prova dopo prova e ha guidato il rally con un ampio margine.

Oltre ad Henri Toivonen, anche la storia di Pauli e di Harri

A luglio, il Rally della Marca Trevigiana in Italia è stato intitolato “Memorial Henri Toivonen” in onore di Toivonen. Il rally è stato interrotto dopo un incidente mortale alla quarta PS. Nel 1988, l’ex pilota Michèle Mouton, organizzò la prima Race of Champions per commemorare la morte di Toivonen. La Race of Champions era originariamente riservata ai piloti di rally, ma divenne ancora più popolare con l’introduzione delle star di Formula 1 e Nascar. L’Henri Toivonen Memorial Trophy è ancora assegnato ogni anno al vincitore del singolo evento.

Un altro trofeo recante il nome di Toivonen è stato il trofeo Henri Toivonen Grand Attack, che è stato premiato dalla Peugeot’s Rally Challenge, organizzata da Des O’Dell, “al pilota che più ha incarnato lo spirito mostrato dal giovane finlandese”. Harri Toivonen ha concluso la sua carriera agonistica nel motorsport nel 2002, mettendo fine ai quarant’anni di storia delle corse della famiglia Toivonen che, come detto all’inizio, prendono il via con Pauli.

Il padre di Henri è uno dei grandissimi piloti che ha calcato la scena rallystica negli anni Sessanta. Nato nel 1931 a Helsinki, Pauli ha iniziato a correre nel 1954, con una Volkswagen, classificandosi decimo assoluto al 1000 Laghi. Dal 1960 al 1964 è stato pilota ufficiale Citroen ed in particolare, nel 1961 ha vinto il 1000 Laghi ed il Rally di Norvegia, piazzandosi anche primo della classe 2000 centimetri cubi all’Acropoli. Nel 1963, invece, ha sfiorato la vittoria a Montecarlo dove è finito secondo alle spalle di Erik Carlsson, che con la Saab era al suo bis consecutivo al “Monte”.

Lasciata Citroen per un breve intermezzo con la Porsche, nel 1966 è tornato tra le fila della Casa francese e ha vinto proprio a Montecarlo, dopo non poche discussioni per la vittoria tolta alle Mini accusate di avere i fari allo iodio allora non omologati. Nel 1967 ha fatto una breve apparizione anche al volante di vetture Lancia ma il suo boom è arrivato con la Porsche dove ha fatto ritorno nel 1968.

Sono state di quell’anno le vittorie nei rally di Germania, Danubio, Spagna, Ginevra e Sanremo, oltre ad un secondo posto a Montecarlo ed un terzo all’Acropoli. Questo ruolino di marcia gli è valso il titolo di campione europeo. Ancora con la Porsche, nel 1969, ha ottenuto la sua ultima grande vittoria: il Rally dell’Acropoli. Il leggendario pilota finlandese è rimasto sempre un grande personaggio del mondo delle corse, capace oltretutto di allevare in casa due figli come piloti: Henri e Harri.

Harri, invece, nato il 22 ottobre del 1960, è una presenza più o meno costante nel Mondiale Rally dal 1980 al 1986, anno in cui guida la MG Metro 6R4. Dopo la morte del fratello e I suoi anni infruttuosi nel WRC, è passato alle gare di velocità in circuito. Ha guidato in diverse classi in cui ha gestito alcuni successi. Ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans nel 1991 finendo nono assoluto alla guida di una Kremer Racing Porsche 962 con JJ Lehto e Manuel Reuter. Nel 2002, Toivonen ha appeso il casco al chiodo come pilota a tempo pieno. Ma non ha abbandonato il motorsport.

la scheda

TOIVONEN FINLAND’S FASTEST FAMILY

Autore: Esa Illoinen

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: 181 a colori, 106 in bianco e nero

Formato: 24,5 x 30 centimetri

Editore: McKlein Publishing

Prezzo: 49,90 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

ISBN: 978-3-9274586-1-1

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WRC, Citroen in Argentina: Seb fiuta la vittoria

Nella quinta manche della stagione WRC, la seconda 100% su terra dopo il Messico, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia e Esapekka Lappi e Janne Ferm, gli equipaggi del Citroën Total World Rally Team, ritroveranno il pubblico appassionato dei Paesi latino-americani. L’obiettivo sarà quello di dimostrare la stessa competitività di un mese e mezzo fa sulle strade intorno a Leòn e conquistare l’ennesimo podio, che vi racconteremo nel nostro WRC Live.

Vincitori in Messico dell’unica manche su terra corsa, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia ritroveranno la superficie principale del campionato, con l’intenzione di confermare le potenzialità della C3 WRC su questo tipo di fondo. Sulle prove dell’America centrale, infatti, sono stati autori di sette migliori tempi (tra cui quello della Power Stage).

Non sorprende, quindi, che affronteranno questa nuova sfida con grandi ambizioni, anche se le caratteristiche di questo appuntamento sono leggermente diverse. Il duo francese ha totalizzato quattro podi in nove partecipazioni in questa gara che premia chi conosce bene le strade. Potranno inoltre contare sull’esperienza del Citroën Total World Rally Team, che ha all’attivo 10 vittorie in Argentina. Partiranno per secondi, cosa che rappresenta sicuramente un vantaggio su speciali in cui il grip aumenta passaggio dopo passaggio.

Sesti nell’ordine di partenza, Esapekka Lappi e Janne Ferm non possono contare sullo stesso bagaglio di esperienza dei compagni di squadra, essendo solo alla seconda partecipazione, ma il fatto di poter affrontare strade più pulite potrebbe compensare in parte lo svantaggio. Le sensazioni lasciate dalla manche messicana e i tempi realizzati fanno comunque sperare in una performance ancora più convincente per i due piloti finlandesi, alla loro seconda gara su terra con la C3 WRC.

Nel frattempo, Esapekka e Janne, così come Sébastien e Julien, hanno potuto accumulare chilometri di guida in più su questa superficie, nell’ambito di una sessione preparatoria di quattro giorni svoltasi di recente in Portogallo, dove ogni equipaggio ha avuto a disposizione due giorni di test.

“Torniamo su questa superficie sperando di mostrare la stessa competitività del Messico e continuare la nostra collezione di podi di quest’anno. Detto questo, sappiamo quanto possano essere impegnative le strade argentine per i meccanici, quindi affronteremo questa manche con impegno e umiltà. Ovviamente potremo contare su Sébastien e Julien, che sono ancora più motivati all’idea di vincere l’unica manche fissa del campionato WRC che manca al loro palmarès, soprattutto perché, per una volta, avranno su un’aderenza leggermente migliore, partendo per secondi”, spiega Pierre Budar, direttore di Citroën Racing.

Con un livello di conoscenza delle strade simile in Messico, Esapekka e Janne hanno dimostrato di  avere un grande potenziale; siamo quindi molto ottimisti per loro in Argentina, anche perché da allora hanno accumulato ulteriori chilometri con la C3 WRC su questo tipo di fondo”.

“Anche se non ho mai vinto in Argentina, è una prova che amo molto, e dove spesso ho dimostrato di poter ottenere ottimi risultati. Per questo motivo, sono ottimista come sempre. Anzi, direi che sono persino più motivato del solito all’idea di vincere questa prova per la prima volta, e con Citroën. Tanto più che il secondo posto nell’ordine di partenza mi dà qualche vantaggio rispetto alle scorse edizioni. Il tipo di strade utilizzate è molto vario, ma direi che la specificità del tracciato è che la ghiaia è molto fragile in alcuni punti, quindi bisogna pensare a proteggere l’auto senza perdere velocità”, dichiara Sébastien Ogier.

Numero di partecipazioni alla prova: 9

Miglior risultato: 2° (2013, 2014 e 2016)

“Con una sola partecipazione all’attivo in questo rally che cambia poco da un anno all’altro, non parto di certo avvantaggiato rispetto ai miei avversari. D’alta parte, la mia posizione di partenza è molto interessante, e intendo capitalizzare la prestazione molto promettente della mia prima gara in Messico con la C3 WRC per ottenere il miglior risultato possibile in Argentina. Ricordo che le speciali sono piuttosto belle, ma sarà necessario prestare la massima attenzione ai sassi: sono tantissimi e il rischio di foratura è sempre dietro l’angolo”, Esapekka Lappi, pilota del Citroën Total WRT.

Rallying 2018: i più bei colori del WRC nelle foto McKlein

Il World Rally Championship si è ulteriormente migliorato. Il 2018 sarà ricordato per le avvincenti battaglie per gli onori del WRC, combattute in particolare fra tre piloti di tre diversi team: Thierry Neuville della Hyundai, Sébastien Ogier della Ford e Ott Tänak della Toyota. Mentre i rally attraversano il mondo in lungo e in largo, gli spettatori appassionati si accalcano ai bordi delle PS per vedere dal vivo lo spettacolo, tantissimi altri tifano on-line con gli aggiornamenti in real time.

Il Campionato del Mondo Rally 2018 è la quarantaseiesima edizione del Campionato del Mondo Rally e si svolge dal 25 gennaio al 18 novembre 2018. Le squadre e gli equipaggi hanno gareggiano in tredici eventi. Gli equipaggi sono liberi di competere in auto conformi ai regolamenti World Rally Car e Gruppo R. La serie è programmata per essere ancora una volta supportata dai campionati ausiliari World Rally Championship 2 e World Rally Championship 3 a ogni appuntamento, e dal Junior World Rally Championship a turni selezionati.

Rallying 2018 Moving Moments è uno spettacolare resoconto visivo della stagione WRC 2018. Le migliori immagini di McKlein illustrano l’azione e l’emozione di ogni round, mentre i testi creativi di Anthony Peacock riassumono le lotte gara per gara. I momenti più belli, destinati a passare alla storia, e le caratteristiche di sfondo forniscono foto che stimolano il pensiero, al presente, al passato e persino al futuro.

Intuizioni che evidenziano il carattere unico e affascinante dei rally. Basandosi sul uno già fortunato annuario, Moving Moments 2017, la versione 2018 promette di essere ancora migliore e di mettere come sempre in mostra un’altra stagione epica del WRC. Per il 2018, la Fia decide di togliere dal calendario 2018 il Rally di Polonia per le difficoltà incontrate da parte degli organizzatori nel controllare l’afflusso e il comportamento degli spettatori, ritenuto troppo pericoloso, durante l’edizione 2017.

L’appuntamento polacco già nel 2015 aveva ricevuto un cartellino giallo (ammonizione formale) dalla Federazione per motivi legati alla sicurezza, venendo quindi cancellato dal calendario 2018. Al suo posto è stato inserito il Rally di Turchia, al ritorno nel WRC a 8 anni dalla sua ultima presenza, che fu nella stagione 2010. Vengono inoltre invertiti gli appuntamenti del Rally di Gran Bretagna e del Rally di Spagna.

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono i campioni in carica, dopo aver conquistato il quinto titolo consecutivo nella passata stagione al Wales Rally GB. La M-Sport, il team per cui hanno guidato per il 2017, è a sua volta il campione in carica per i Costruttori. Partecipano al campionato gli stessi team che si sono contesi il titolo nel 2017, ovvero M-Sport con la Ford Fiesta WRC, Toyota con la Yaris WRC, la cui gestione è sempre affidata alla squadra Toyota Gazoo Racing, Citroën con la C3 WRC e Hyundai con la i20 Coupe WRC.

Il campionato WRC 2 è stato vinto dalla coppia ceca composta da Jan Kopecký e Pavel Dresler alla guida di una Škoda Fabia R5 della scuderia ufficiale Škoda Motorsport, i quali si sono aggiudicati il titolo cadetto alla vigilia del Rally di Catalogna, penultimo appuntamento della stagione.

Il pilota svedese Emil Bergkvist e il suo connazionale Johan Johansson si sono invece aggiudicati il mondiale piloti e copiloti Junior WRC, conquistandolo all’ultima gara in Turchia. Gli italiani Enrico Brazzoli e Luca Beltrame hanno vinto il titolo WRC 3. Un record quello di Brazzoli che diventa campione del mondo rally a 53 anni. Il libro è in inglese e tedesco. L’uscita è prevista per il 7 dicembre 2018.

la scheda

RALLYING 2018 MOVING MOMENTS

Autori: Anthony Peacock, Reinhard Klein, Colin McMaster

Copertina: rigida

Pagine: 512

Immagini: 550 a colori

Dimensioni: 29,7 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 49,90 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471560-3-0

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La Citroen DS e la Londra-Sidney del 1968

Quella della Citroen DS alla Londra-Sidney del 1968 è una storia particolare. Sino a tutti gli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta, le grandi competizioni automobilistiche venivano corse con auto strettamente di serie. I costruttori erano obbligati a correre con veicoli uguali a quelli in vendita nelle concessionarie, sin nei minimi particolari. Celebre il caso del Rally di Montecarlo del 1966, quando le Mini della BMC che si erano aggiudicate i primi tre posti, furono squalificate a causa dei proiettori anteriori che montavano lampade di tipo diverso da quelle regolamentari, a tutto vantaggio della squadra che piazzò sette DS tra i primi venti equipaggi, inclusa la vettura vincitrice che risultò essere la DS 21 dei finlandesi Toivonen e Mikkander.

Neanche due anni dopo, la squadra della BMC pensò di prendersi la rivincita sulle DS sfidandole sul loro terreno preferito: quello delle grandi maratone della strada, partecipando alla clamorosa Londra-Sydney, una gara ai limiti dell’impossibile su un percorso di quasi 10.000 miglia che attraversava continenti e oceani, dal 24 novembre al 18 dicembre del 1968. Tra le DS iscritte c’era quella pilotata dal grande Lucien Bianchi, pilota nato a Milano ma naturalizzato belga che tante vittorie aveva regalato alla sua squadra. Bianchi era in equipaggio con Jean-Claude Ogier e corsero bene fin dall’inizio, conquistando la testa della gara nell’ultima tappa, quella in Australia (2.600 miglia!) che condussero da subito con una trionfale galoppata fin quasi al traguardo.

Qui la storia si tinge di giallo: a meno di cento miglia da Sidney, con vantaggio siderale sugli inseguitori, una vettura BMC parcheggiata lungo il tracciato si sfrenò, senza nessuno a bordo, colpendo in pieno la DS 21 di Bianchi-Ogier che arrivava in piena corsa, distruggendola e costringendo i due al ritiro dalla competizione. La DS ebbe modo di prendersi le sue soddisfazioni pochi mesi dopo, con una incredibile vittoria di squadra al Rally del Marocco, exploit ripetuto anche nel 1970. L’ultima vittoria della DS in competizione? Ancora al Rally del Marocco, nel 1975, con la DS 23 di Jean Deschazeaux, prima del gruppo 1 e quarta assoluta, vittoria conquistata quando la DS era già fuori produzione da diversi mesi!

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Rallying 2017: moving moment by McKlein Pubblishing

La stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport, ha presentato spettacolari auto nuove e una nuova generazione di piloti che è diventata maggiorenne durante la stagione. In tutto il mondo, ci sono state intense battaglie per la gloria con sette piloti diversi e tutti e quattro Costruttori del WRC – Citroën, Hyundai, M-Sport-Ford e Toyota – che hanno stappato e spruzzato champagne sul podio.

Il vecchio campione, Sébastien Ogier, non ha mai dovuto affrontare delle competizioni così spietate in passato, ma è stato all’altezza della situazione e è diventato campione del mondo per la quinta volta di seguito. Il Campionato del Mondo Rally 2017 è l’edizione numero 45 del WRC e si è svolto dal 19 gennaio al 19 novembre 2017.

La serie iridata era nuovamente supportata dai campionati WRC-2, WRC-3 e dal neonato Trofeo WRC (dedicato alle sole World Rally Car con specifiche 2016) per ogni tappa, mentre il Mondiale Junior (JWRC) si è disputato a turni selezionati. La stagione 2017 ha visto revisioni sostanziali alle normative tecniche volte a migliorare le prestazioni delle vetture e offrendo alle squadre di un maggior grado di libertà tecnica e design, innalzando il limite di potenza delle auto a trecentottanta cavalli, che ha portato ad avere vetture dotate di una sofisticata aerodinamica.

In particolare sono aumentate notevolmente le dimensioni dell’ala posteriore ed è stata concessa maggior libertà nella zone del diffusore posteriore. Inoltre il limite di peso delle auto è stato leggermente abbassato. Per quanto riguarda i partecipanti, Toyota è tornata alle corse con la Yaris WRC affidando la gestione alla squadra finlandese Gazoo Racing Team guidata da Tommi Mäkinen.

Anche Citroën si è ripresentata con la C3 WRC dopo un 2016 in vesti non ufficiali. Sempre presenti Hyundai, con la neonata i20 Coupe WRC e M-Sport con la nuova Ford Fiesta WRC, progettata e costruita interamente dalla scuderia britannica, al contrario Volkswagen ha ufficializzato l’addio alle corse a fine 2016.

Sébastien Ogier e il suo co-pilota Julien Ingrassia erano i campioni in carica, mentre la Volkswagen Motorsport, ritiratasi dalle competizioni al termine della stagione 2016, lo era per i Costruttori. Per i francesi la stagione 2017 ha visto la riconferma dei titoli piloti per la quinta volta consecutiva, mentre il campionato marche è stato conquistato della scuderia britannica M-Sport (per cui correvano Ogier e Ingrassia) diretta da Malcolm Wilson, alla sua prima affermazione mondiale per entrambi i titoli, vinti con una gara d’anticipo in Galles.

Il campionato WRC 2 è stato invece vinto dalla coppia svedese composta da Pontus Tidemand e Jonas Andersson alla guida di una Skoda Fabia R5 della scuderia Skoda Motorsport, vincitrice del titolo squadre mentre l’equipaggio spagnolo formato Nils Solans e Miquel Ibáñez Sotos si è sono aggiudicati sia il mondiale WRC-3 che lo Junior WRC. Il titolo WRC-3 per le squadre è andato alla tedesca Adac Sachsen.

Il neonato Trofeo WRC è stato vinto,invece, dal greco Jourdan Serderidis su Citroën DS3 WRC e dal suo navigatore Frédéric Miclotte. Tutta le più belle immagini di azione e tutta la passione vissuta durante la stagione sono state catturate dai fotografi di McKlein che hanno scelto questa stagione da brivido per creare il proprio primo annuario dopo una lunga pausa.

Con oltre duecentottanta pagine, “Rallying 2017 – Moving Moments” presenta tredici appuntamenti del WRC visti dai più famosi fotografi di rally, con brevi riassunti degli eventi, foto di tutte le auto di punta e risultati finali completi. Inoltre, il libro ripercorre anche la stagione del Campionato Europeo Rally 2017 (Erc) e racconta di altri “Momenti in Movimento” come il Colin McRae Tribute nel corso di uno spettacolare Rallylegend, disputato nella Repubblica di San Marino, e la rinascita del prototipo del Gruppo S di Toyota all’Eifel Rallye Festival. Il libro è disponibile in inglese e tedesco.

la scheda

RALLYING 2017 MOVING MOMENTS

Autore: Antony Peacock, Reinhard Klein, Colin Mcmaster

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 280

Immagini: molte a colori

Formato: 30 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 55 euro

Peso: 698 grammi

ISBN: 978-3-9471560-0-9

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Fiat 128: i segreti di una vettura innovativa e vincente

Presentata nel 1969, la Fiat 128 segna una profonda svolta nella storia automobilistica italiana e mondiale. Infatti, è la prima Fiat ad adottare il motore trasversale e la trazione anteriore, lo schema che poi verrà universalmente utilizzato da tutte le auto compatte europee a partire dagli anni Settanta. Per ricordare questo particolare modello, nasce Fiat 128 innovativa su strada vincente nelle corse.

Ma la 128 non è stata solo una tranquilla berlina da famiglia, fedele compagna di moltissimi automobilisti, ma anche una formidabile auto da corsa, capace di imporsi su ogni terreno, dalle gare in pista e in salita fino agli impegnativi rally su strade sterrate.

L’epopea commerciale e la storia sportiva della 128 in tutte le sue declinazioni, dalla berlina alla Rally, dalla Sport Coupé alla tre Porte, vengono rivissute in questo volume di 296 pagine, arricchito da oltre 1300 foto a colori e in b/n, e impreziosito dalle schede dei piloti più importanti che hanno guidato la 128 in gara.

Su “Fiat 128 – Innovativa su strada, vincente nelle corse”, scritto da Francesco Panarotto per Unit Editrice, non vengono trascurati neanche gli altri aspetti legati alla media torinese: la sua diffusione sui circuiti di tutto il mondo, le vetture in gara nelle competizioni storiche negli ultimi tre lustri, le riproduzioni in miniatura di ogni scala ed età.

Il volume viene accompagnato da un dvd della durata di settantatré minuti, contenente preziose immagini d’epoca in gran parte inedite, che vedono le 128 in gara in pista, in salita e nei rally dal 1970 al 1985. La Fiat 128 viene lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla.

Prima vettura di serie con marchio Fiat a trazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ingegnere Dante Giacosa, padre di tutti i modelli Fiat fino ai primi anni Settanta, ed era considerata una vettura all’avanguardia.

In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici Fiat, utilizzata da Lancia sulle Flavia e sulle Fulvia, dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e Simca, dalle inglesi di Austin Morris o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e Dkw.

La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti pioniere della trazione anteriore fu il gruppo motore-trasmissione montato in posizione trasversale, con il cambio in linea a sinistra del motore, ciò che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo.

Questo schema, oggi adottato da tutti i costruttori sulle piccole-medie trazioni anteriori, è significativemente chiamato “disposizione Giacosa”, dall’ingegnere italiano. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruote indipendenti consistevano in uno schema McPherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.

Al debutto era disponibile una sola motorizzazione: un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cc da 55 cavalli, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma, che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri. La velocità massima veniva dichiarata in circa 140 chilometri orari. 

La linea, piuttosto spigolosa e priva di concessioni alla stravaganza, segue i dettami stilistici in voga all’epoca, già adottati dalla Fiat per i precedenti modelli 124 e 125. La gamma iniziale prevedeva le versioni berlina tre volumi a quattro o due porte e, sul corpo vettura di quest’ultima, anche la Familiare a tre porte. La 128 ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell’anno nel 1970.

Al momento del lancio la Fiat 128 si confrontava, nella sua categoria, con pochi modelli a trazione anteriore, Peugeot 204 e Simca 1100, già con carrozzeria a portellone, rispetto alle quali offriva qualità di guida più moderne, mentre tecnicamente e dinamicamente surclassava le Ford Escort Mk1 e le Opel Kadett B, a trazione posteriore, motori ad aste e bilancieri, retrotreno ad assale rigido con balestre.

Nel 1971 arrivarono le concorrenti Citroën GS e Alfa Romeo Alfasud entrambe di prezzo superiore ma con caratteristiche meccaniche sofisticate: sospensioni idropneumatiche per la GS, motori a cilindri contrapposti, 4 freni a disco. Fu l’avvento della Golf I (1974), della Renault 14 del 1976 e della nuova generazione di medie a due volumi con portellone posteriore che resero la carrozzeria della 128 obsoleta.

Nel 1971, allo scopo di conferire un’immagine di sportività, venne presentata la 128 Rally, basata sulla versione a due porte. L’aspetto esteriore presentava lievi modifiche estetiche – come la mascherina anteriore verniciata in nero opaco, le strip adesive laterali nere e i gruppi ottici posteriori tondi, gli stessi della 850 Sport Coupé, anziché rettangolari – ma era equipaggiato con un motore potenziato a 67 cavalli, grazie all’aumento di cilindrata a 1290 centimetri cubi.

Nello stesso anno vennero lanciate anche le versioni coupé, denominate Sport, come da tradizione, realizzate sul pianale accorciato della berlina. Oltre a modifiche alle sospensioni anteriori – venne aggiunto un braccio inferiore per creare uno schema simile a quello a quadrilateri – le 128 Sport potevano contare su motori di 1116 e 1290 cc potenziati rispettivamente a 64 e 75 cavalli e su due allestimenti: S (con fari anteriori quadrati e interni semplificati) e SL con doppi fari anteriori circolari, mascherina specifica e interni più curati e strumentazione completa di contagiri.

La 128 ha avuto anche una carriera particolarmente longeva nelle competizioni, carriera che nel libro viene fedelmente ripercorsa, grazie alle buone doti del telaio, alla leggerezza e alla trazione anteriore che la facilitava nei rally. Ancora oggi, nelle gare per auto storiche è una concorrente nella categoria 1,3 litri.

Si pensi che ha avuto successo anche nelle competizioni acquatiche. La Federazione Italiana Motonautica istituì la categoria Entrobordo Corsa Fiat 128 Nazionale: imbarcazioni con motori Fiat 128 1300 del cantiere Lucini & Frigerio. Nell’aprile del 1979 arriva il record di velocità (122,87 km/h) e fondo sulle 24 miglia (112,09 km/h) della categoria. Ma questa è un’altra storia.

la scheda

FIAT 128 – INNOVATIVA SU STRADA, VINCENTE NELLE CORSE

Autore: Francesco Panarotto

Copertina: rigida

Pagine: 296

Immagini: 957 a colori e 419 in bianco e nero

Formato: 28 x 24 centimetri

Editore: Unit Editrice

Prezzo: 60 euro

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