Articoli

Simone Miele e la sua grande passione nelle corse

Simone Miele, classe 1988, del 3 luglio per la precisione, è da oltre un decennio sulla breccia. Qualche anno fa era un ragazzo promettente, oggi è un rallysta competente. Peccato corra poco per questioni di lavoro e che stia lontano dal massimo campionato Tricolore della specialità. Sarebbe un’ottima risorsa e darebbe vita ad interessanti sfide. “Se solo nel CIR ci fossero le WRC…”, potrebbe pensare Simone. E su questo avrebbe ragione da vendere.

Ne approfittiamo per parlare di lui, oggi che è il suo compleanno, e ci piace ricordare la sua prima vittoria nel CIWRC. Rally Elba 2019. Una grande gara, quella disputata nel fine settimana sui difficili e selettivi asfalti dell’Isola. Una gara che sembrava destinata a vedere sul gradino più alto del podio Corrado Fontana con la Hyundai I20 WRC, in testa a poco meno di due prove dal traguardo con 11” di vantaggio su Marco Signor e Patrick Bernardi con la Ford Fiesta WRC.

Invece, negli ultimi chilometri tutto è cambiato. Una toccata alla Hyundai ha costretto l’equipaggio Fontana-Agnese a ritirarsi. Ne hanno subito approfittato i principali avversari prima soprattutto Simone Miele, protagonista di una lotta serrata sul filo dei secondi con Marco Signor.

Lo scratch finale – con 5,5 negli ultimi 18 chilometri di prova – ha consentito a Miele di scavalcare al fotofinish i rivali conquistando il primo successo stagionale e il primo trionfo nel CIWRC. “Quest’anno siamo partiti decisi su come affrontare il campionato.” ha detto Simone Miele: “Quando abbiamo visto fermo Fontana abbiamo capito che potevamo puntare alla vittoria visto che il gap con Signor era risicato”.

Secondo assoluto alla fine è stato Marco Signor, autore di un’ottima gara, ma che non è bastata. “Miele è stato fortissimo, non sappiamo dove abbiamo perso tempo. Abbiamo mantenuto un passo regolare, senza forzare, ma loro sono stati più veloci”.

Con la vittoria all’Elba, Miele è passato al comando della classifica provvisoria del CIWRC, scalzando Luca Pedersoli, terzo con la Citroen DS3 WRC, ma con la soddisfazione di essere stato il più veloce nella più lunga e dura prova del rally elbano, la Volterraio-Cavo.

Citroen e Peugeot si fanno da parte: un CIR tutto privato

Un comunicato stampa breve e stringato quello diramato da Citroen e Peugeot Italia che ufficializzano il 17 giugno 2020 il loro ritiro dal Campionato Italiano Rally. La notizia circolava già da un mesetto circa, e purtroppo trova conferma. Il CIR 2020 si fonderà solo su equipaggi privati – compresi Crugnola-Ometto e Andreucci-Andreussi – e a questo punto diventa saggio aprire il titolo Costruttori a tutti i marchi e ovviamente senza iscrizione. Potrebbe essere la volta buona per vedere vincere Skoda o Volkswagen, ad esempio. In fondo nel Campionato Italiano Rally molti Marchi.

“Alla luce della pubblicazione del nuovo calendario del Campionato Italiano Rally 2020, la Citroën C3 R5 e la Peugeot 208 Rally4 (di imminente debutto) saranno gestite privatamente dal team FPF Sport di Fabrizio e Michele Fabbri con il consueto supporto tecnico di Pirelli”, la nota stampa è lapidaria e non lascia adito a dubbi.

Per fortuna, Fabbri conferma gli equipaggi composti da Andrea Crugnola e Pietro Ometto per la Citroën C3 R5, oltre a Paolo Andreucci e Anna Andreussi per la 208 Rally4. Poi, il doveroso saluto. La nota stampa recita testualmente: “Groupe PSA Italia augura in bocca al lupo a FPF Sport e ai piloti, con l’auspicio che possano contribuire ad arricchire la sua lunga storia di successi rallistici nel nostro Paese”.

Il possibile ritiro di Citroen Italia dal CIR 2020 (Campionato Italiano Rally), che purtroppo ha trovato conferma, RS e oltre lo aveva anticipato già a febbraio, ben prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria da nuovo coronavirus in un’apposita anteprima che fece discutere molto gli appassionati: clicca qui.

Le conseguenze immediate sono chiare: nel CIR 2020 non ci saranno come previsto i team ufficiali di Citroen e Peugeot ma i relativi programmi continueranno regolarmente per entrambi sotto l’egida privata della FPF Sport. Anche se verosimilmente in forma più contenuta sul piano economico. Il CIR resta così senza squadre ufficiali: una situazione praticamente inedita.

Le motivazioni del “ritiro” formale rimandano inevitabilmente alle conseguenze della pandemia ed al taglio delle spese deciso a livello internazionale. Il che getta ovviamente un’ombra anche sul futuro inteso come stagione 2021, anche se la speranza è che la stretta economica possa rientrare almeno in parte se il mercato riuscirà a riprendersi da qui alla fine dell’anno.

Già chiarito, invece, che i trofei monomarca 2020 del marchio Peugeot sono confermati (seppure con regole, calendari e premi rivisti e che verranno resi noti in settimana) anche grazie a Pirelli, che a sua volta si appresta a confermare il nuovo Trofeo Pirelli Accademia legato alle Coppe di Zona).

Esclusiva: Crugnola in Citroen, Andrea il predestinato

Fine stagione agonistica 2019. Se da una parte Citroen Italia stava aspettando con trepidazione le decisioni federali in merito all’assegnazione del titolo piloti e costruttori arrivate poi a fine gennaio, dall’altra gli uomini della Doppia Spiga stavano già pensando ad un cambiamento: le aspettative di inizio anno probabilmente non erano state rispettate appieno e l’idea di affidarsi ad un profilo differente da quello di Rossetti ha iniziato a farsi largo fino a concretizzarsi a metà febbraio con l’ufficializzazione del nuovo pilota.

La scelta è ricaduta su Andrea Crugnola, trentenne varesino che fin dai suoi sordi aveva richiamato l’attenzione dei più: mentre un Cunico a fine carriera lo indicava come suo erede, lui iniziava a mettere nel personale palmares titoli importanti che ad oggi si contano con i trofei monomarca di Suzuki, Citroen e Renault (sia Clio che Twingo), con un Cir Junior, con i due CIR Asfalto, col secondo posto nell’Europeo Junior.

E poi ancora, il passaggio della selezione al Pirelli Star Driver, la vittoria al SuperCorso Federale e soprattutto, da ultimo, con un dato statistico da non sottovalutare: la vittoria del maggior numero di prove speciali nel CIR 2019 -ben 41!- un elemento che non gli ha consentito di alzare la corona ma che gli ha definitivamente spalancato le porte per provare a farlo in questo 2020.

Andrea Crugnola-Citroen Italia: il ritorno

Dopo nove anni ritorna ad essere un pilota ufficiale di Citroen. Nel 2011 insieme a Campedelli formava una squadra formidabile nel CIR con le DS3 R3T. Che effetto gli farà tornare ad avere i galloni da ufficiale in una casa importante come Citroen? “Sono decisamente contento: stiamo parlando di un’ ottima squadra e il fatto che sia l’unica Casa (filiale nazionale ndr) ufficialmente impegnata nel Campionato Italiano Rally mi inorgoglisce ancor di più; mi aspetta tanto lavoro per cucirmi addosso la C3 e non vedo l’ora di cominciare. Credo molto nel potenziale della vettura e del pacchetto generale: è un sogno che si sta realizzando e voglio viverlo appieno!”.

Cosa è cambiato in Crugnola dal 2011 ad oggi? Che differenza c’è tra l’Andrea che vestiva i colori ufficiali Citroen nove anni fa e quello che si appresta a farlo oggi? “Beh, sinceramente penso che ci siano parecchie differenze da allora; non credo di essere più veloce rispetto al 2011 perché a mio avviso lo ero già a quei tempi; sono però diverso in altri aspetti. Ho nove anni in più, sono cresciuto sia come pilota che come uomo; in questi anni ho guidato, ho vinto, ho sbagliato, ho imparato, ho messo molta esperienza nel mio bagaglio personale grazie a lavoro, caparbietà e fortuna. Tutto ha contribuito a farmi crescere sia sportivamente che personalmente”.