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Aci Sport, eletto l’unico candidato alla presidenza: Angelo Sticchi Damiani

Nella serata del 18 novembre 2020, l’Assemblea dell’Automobile Club d’Italia ha confermato Angelo Sticchi Damiani alla presidenza dell’Aci e di Aci Sport per il quadriennio 2021-2024, con oltre il 94% dei voti. Un editto bulgaro, consentito anche dal fatto che nessuno se la è sentita di sfidarlo. Leccese, coniugato, due figli, ingegnere civile e stimato progettista di infrastrutture stradali, Sticchi Damiani è al suo terzo mandato al vertice dell’associazione degli automobilisti italiani.

“È grazie alla passione e all’impegno di Sticchi Damiani se è stato possibile conservare in Italia le più importanti competizioni internazionali, a iniziare dal Gran Premio di Monza di Formula 1, potenziando, al contempo, il movimento sportivo di base: oltre 800 gare all’anno nelle diverse discipline, kart, rally, corse in salite, gare di regolarità – afferma il suo ufficio stampa -. Uno sforzo non per pochi come si potrebbe pensare, anche perché le competizioni automobilistiche sono il principale vettore delle nuove tecnologie che vengono poi applicate ai nostri veicoli, e concorrono anche al PIL del comparto turistico, portando nel mondo l’unicità dell’Italia, anche attraverso competizioni storiche come Mille Miglia o Targa Florio”.

Definisce ”mafiosi” i politici di Aci Sport: licenza sospesa e sanzione

Il Tribunale Federale di Aci Sport ha sospeso per tre mesi, a partire dall’1 marzo 2021, la licenza al pilota Nicola Barbieri. All’apprezzato gentleman driver (da non confondere con uno dei titolari della Metior) a cui è stata comminata anche la sanzione pecuniaria di ben 1.000 euro viene contestato di aver scritto sulla propria bacheca di Facebook una frase considerata irrispettosa dalla stessa federazione: “Aci Sport politici mafiosi di merda e adesso fatemi pure causa”, accompagnata dall’emoticon rappresentante il dito medio.

La parte che non è andata giù alla federazione è, ovviamente, “Aci Sport politici mafiosi di merda”. Qualcuno ha segnalato il post e la federazione ha interessato della vicenda il sostituto procuratore Vincenzo Capo, che ha provveduto a deferire “il licenziato Nicola Barbieri per violazione degli articoli 8 e 8.5 del RNS”, si legge nella sentenza emessa il 10 novembre 2020 dal Tribunale Federale, composto dall’avvocato Camillo Tatozzi (presidente), da Roberto Maria Bucchi (componente), dall’avvocato Giuseppe Violante (componente) e dal generale Ugo Marchetti (componente), riunitosi in videoconferenza mediante applicazione Meet di Google.

All’udienza del 10 novembre 2020, è comparso il sostituto procuratore federale, avvocato Marfisa Luciani, che si è riportata all’atto di deferimento e ha precisato che la Procura federale ha regolarmente notificato in data 20.7.2020 a mezzo raccomandata all’indirizzo riportato nella licenza l’atto di deferimento al Barbieri. Nicola Barbieri era assente.

“Nel merito, letti gli atti del deferimento, e preso atto che la-condotta contestata risulta “per tabulas”, ritiene che la frase sopra specificata, postata dall’incolpato sul proprio profilo Facebook unitamente all’emoticon indicante il dito medio, siano gravemente ingiuriose nei confronti della Federazione alla quale lo stesso appartiene e configurino la violazione dell’art. 8.5 del R.N.S. ai sensi del quale tutti i titolari di una tessera sportiva ACI non devono esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione, dell‘immagine o della dignità personale di altri soggetti o di organismi operanti nell’ambito dell’ordinamento sportivo”, è scritto nella sentenza.

Infine, la condanna: “Il Collegio del Giudice Sportivo dichiara il licenziato Nicola Barbieri responsabile della violazione ascritta in motivazione, e gli applica la sanzione della sospensione delle licenze sportive per mesi tre con decorrenza 1° marzo 2021 e l’ammenda di € 1.000 (mille)”.

Attenzione, dunque, a parlare male della federazione attraverso i social, magari usando frasi oltre le righe, può costare ben più caro di una sospensione licenza e di una sanzione pecuniaria. Se poi la parte offesa si ritiene gravemente lesa, può anche capitare di ritrovarsi citati in tribunale con una causa risarcitoria per diffamazione a mezzo social. Infatti, oggigiorno, il danno subito da una vittima di diffamazione per il tramite di mass media (TV, web, giornali) o di social network (Facebook, Linkedin, Twitter) può assumere un’entità ben più consistente rispetto al passato.

Ecco l’autocertificazione per piloti, copiloti, meccanici…

Dopo che con un comunicato stampa, Aci Sport ha reso noto di aver “inviato al CONI con nota (Protocollo 0002592/2020 del 5 novembre) l’elenco delle gare attualmente iscritte nel Calendario Nazionale che si svolgono nel periodo dal 5 Novembre al 31 Dicembre 2020” (questo perché, come spiegato in questo articolo, adesso non sarà più la federazione ad autocertificare, bensì il CONI o il CIP), adesso arriva anche la autocertificazione in soccorso degli sportivi delle quattro ruote a motore.

E’ una questione burocratica. In Italia, si sa, la burocrazia piace. In ogni caso, la sostanza non cambia. “Ogni gara iscritta nel calendario federale viene considerata d’interesse nazionale così come ogni conduttore in possesso della Licenza sportiva rilasciata dalla Federazione viene riconosciuto come atleta di interesse nazionale; lo stesso vale per gli ufficiali di gara che, ai sensi dell’art.199 e seguenti del Regolamento Sportivo Nazionale, ne garantiscono lo svolgimento”, recita la nota della federazione.

“Tutte le gare iscritte nel calendario si svolgono nel totale rispetto del “Protocollo Generale ACISport per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel Motorsport del 19 giugno 2020” che è stato condiviso con il CONI ed inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per lo Sport. Pertanto è possibile il regolare svolgimento dell’attività sportiva automobilistica, attraverso l’organizzazione e la partecipazione alle gare iscritte nel calendario allegato che abbiano ottenuto le necessarie autorizzazioni delle autorità locali”.

Inoltre, Aci Sport ha reso disponibile un modulo di autocertificazione (che si può scaricare al fondo di questo articolo), che sarà necessario soprattutto quando le piloti, copiloti, meccanici… che hanno partecipato al Rally di Como dovranno fare ritorno a casa. Questa autocertificazione è da stampare e da portare con sé, in modo tale che anche dinanzi ad un rappresentate della legge particolarmente ligio, possiate risolverla senza complicazioni. Importante avere con sé anche l’attestazione che gli organizzatori del rally AC Como hanno inviato negli scorsi giorni a chi si è accreditato.