Oliver Solberg

David Evans bacchetta Thierry Neuville dopo il ”Monte”

L’apprezzato collega giornalista Davide Evans, un dei decani del WRC ancora al lavoro, attacca senza peli sulla lingua Thierry Neuville. E a sua volta lo critica duramente per essersela presa anche con Oliver Solberg. Che, a sua volta, ha dovuto spiegare pubblicamente cosa stava accadendo nella sua vettura e perché è stato costretto a fermarsi.

“Ho riflettuto su questa parentesi per gran parte della scorsa settimana – dice Evans -. Non ho parlato con nessuno dei due piloti Hyundai, ma ho parlato con alcuni dei loro colleghi. Ecco qui. Thierry Neuville, hai sbagliato a criticare il tuo compagno di squadra Hyundai Oliver Solberg per essersi ritirato anticipatamente dal Rally di MonteCarlo della scorsa settimana”.

“Solberg, come ricorderete, aveva lottato per l’intero rally – dice Evans -. Nella sua i20 N Rally1 entravano i gas di scarico. La squadra non è stata in grado di trovare una soluzione, di capire da dove entrassero, e il ventenne e il suo copilota Elliott Edmondson stavano guidando in condizioni difficili. Le peggiori della loro carriera”.

“Abbiamo parlato con gli spettatori, che erano sulla scena dell’incidente di Oliver Solberg sulla PS Saint-Jeannet-Malijai. Hanno parlato di un pilota che sapeva molto poco di quello che era appena successo. L’equipaggio è arrivato alla fine della prova con il sangue agli occhi e il mal di testa. Personalmente, non sono sicuro che avrebbero dovuto correre anche domenica mattina”.

“Thierry, consideriamo qui lo scenario peggiore. Immaginiamo che alcuni di quegli spettatori nella prova del sabato si fossero infortunati, feriti o qualcuno fosse morto. Poi cosa sarebbe successo? Ricordo di essere stato affascinato dalle conversazioni con i piloti degli anni ’60, ’70 e ’80 quando guidavano in rally di cinque giorni con poche ore di sonno, grazie a un carico di anfetamine, sigarette e un goccio di vodka per uccidere la paura”.

“Quei giorni sono molto, molto nel passato. Tempi diversi, appunto – conclude Evans -. Oggi, i Costruttori sono comandati da quelle stesse persone che si occupano di risorse umane e mettono avvisi sui pericoli dell’affilatura delle matite. Mandare un pilota in una PS che quasi non vede è assolutamente sbagliato. Ecco perché Hyundai Motorsport ha preso la decisione giusta. Il problema di Neuville era la sua stessa frustrazione”.