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Meteco plaude a De Tommaso dopo il 1000 Miglia

Se Brescia è la “Leonessa d’Italia”, Damiano De Tommaso si dimostra leone fra i giovani dell’Under 25 sulle strade bresciane. Affiancato da Giorgia Ascalone sulla Citroën C3 R5 il portacolori di Meteco Corse si impone fra gli Under 25 in tutte le sette prove speciali del 44° Rally Mille Miglia. E non scherza neppure nella classifica assoluta, siglando il secondo miglior tempo nella corta prova del venerdì alle Cave di Botticino, la Power Stage della gara, che gli regala altri due punti pesanti in classifica del Campionato Italiano Rally-Sparco. Infine termina la gara quinto assoluto, terzo fra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Asfalto.

Dopo la gara bresciana la classifica del giovane varesino ha preso tutto un altro aspetto. Al comando in solitaria fra gli Under 25 nel CIR-Sparco, ha raggiunto in vetta Alessio Profeta in quella del CIRA, con il vantaggio di non dover scartare risultati all’ultima gara (complice il ritiro del Ciocco), a differenza del siciliano. Nel frattempo è anche risalito al sesto posto nella classifica assoluta del CIR-Sparco e al quarto posto nel CIRA, ad appena un punto dal podio; e se il miraggio di un successo in questa classifica è sfumato, l’arrivo fra i tre che contano è a portata di mano. Non c’è che dire. Per Damiano De Tommaso il Mille Miglia è stato una gara perfetta.

Meno rosea la situazione in Meteco Corse fra gli Junior che ha visto Giorgio Cogni Gabriele Zanni chiudere secondi, Emanuele Rosso-Alessandro Ferrari quinti, Marcel Porliod-Andre Perrin sesti con la loro Ford Fiesta Rally4. Seconda piazza fra gli Junior per il piacentino Giorgio Cogni che con questo risultato si mantiene in lotta per il successo finale della serie nonostante in prova speciale non sia riuscito a dare quella zampata che gli avrebbe permesso di dare l’assalto al primato in gara. Gara a fasi alterne per Rosso e Ferrari che partiti lancia in resta conquistano subito il bottino pieno sulla Power Stage di Botticino.

Poi, nelle prove di sabato, non riescono a trovare il giusto set-up e precipitano in classifica, con un guizzo solo sulla “Val Sabbia” del secondo giro. “Non ho capito dove sbagliavo. In assistenza abbiamo fatto delle regolazioni e vincendo la Val Sabbia ci siamo ripresi credendo di poter lottare almeno per il podio” dice l’astigiano. Gioia effimera perché già sulla successiva “Moerna” tornano a segnare il quinto tempo di categoria non riuscendo più a recuperare. Continua la stagione di apprendistato dell’equipaggio valdostano Porliod-Perrin che con una gara accorta e costante conquistano il sesto posto fra gli Junior che valgono otto punti in campionato.

A una gara dal termine, il “pesante” Liburna Terra, la situazione fra gli Junior è molto fluida. La descrive perfettamente Emanuele Rosso. “Con il gioco degli scarti siamo quattro piloti in grado di vincere il campionato (Rosso, Casella, Daprà e Cogni) e con il coefficiente 1,5 la gara toscana diventa decisiva” afferma l’astigiano di Meteco Corse. “Sara importantissima la Power Stage inziale che vale quattro punti e mezzo. Si possono fare mille alchimie matematiche, tutte le elaborazioni algoritmiche, ma l’unica certezza è che se vinco porto a casa il trofeo” taglia corto il leader della graduatoria.

Buoni risultati per Meteco Corse nella Suzuki Rally Cup dove Giorgio Fichera e Alessandro Mazzocchi tornano ad occupare una posizione sul podio dopo i due passi falsi di Alba e San Marino, confermandosi al terzo posto nel trofeo fra le ibride della Casa di Hamamatsu. Buona gara anche per il giovane e focoso Alessandro Forneris, affiancato dall’esperto Vincenzo Torricelli, che grazie a una gara veloce e senza errori si classifica sesto fra i partecipanti alla Suzuki Rally Cup, aggiudicandosi nel contempo la Classe Ra5N.

Ottavo di Trofeo Suzuki, ma soprattutto secondo di Classe RSTB Claudio Vallino affiancato da Maurizio Vitali perde di poco il duello fra le piccole Swift, ma torna da Montichiari soddisfatto perché, grazie alla gara lombarda, è riuscito a salire al settimo posto assoluto del challenge della Casa del Sol Levante (entrando così nei premi) e anche se non è riuscito a vincere il duello con il suo diretto avversario in prova speciale, mantiene intatte le possibilità di successo nella Serie Suzuki, essendo a soli due punti dalla vetta.

CIR, 1000 Miglia: De Tommaso il più veloce nello shakedown

Dopo gli splendidi asfalti del Rally di Roma Capitale, il Campionato Italiano Rally fa tappa a Brescia per il 44°Rally Mille Miglia, gara che fa il suo rientro nella serie tricolore dopo otto anni di assenza. Ovviamente, grazie all’elevato numero di iscritti, non mancheranno di certo gli spunti d’interesse a cominciare dalla nuova Hyundai I20 Rally2 di Andrea Crugnola.

Nel frattempo, in attesa che comincino le ostilità vere e proprie con la prova di “Cave di Botticino”, i protagonisti del CIR Sparco hanno affrontato lo shakedown, dove a far registrare il miglior tempo ci ha pensato Damiano De Tommaso con la Citroën C3 R5. Il varesino, grazie al tempo di 1’35″9, ha preceduto di appena quattro decimi la Skoda Fabia Rally2 Evo di Giandomenico Basso.

Terzo tempo, ma a pari merito, per Andrea Crugnola (Hyundai I20), Tommaso Ciuffi (Volkswagen Polo) e Luca Bottarelli (Skoda Fabia). A seguire troviamo le Skoda Fabia di Stefano Albertini e Fabio Andolfi, i quali hanno rispettivamente fermato il cronometro a 1’36″8 e a 1’37″1. Ottimo il crono di Andrea Mazzocchi (Skoda Fabia) con il tempo di 1’37″5, mentre alle sue spalle si è posizionata la Volkswagen Polo di Luca Pedersoli. Per il bresciano, abituale protagonista del CIWRC, si tratta dell’esordio nel CIR con la vettura teutonica. Ottavo e nono tempo per Marco Pollara e Alessio Profeta con le Skoda Fabia. Chiude i primi dieci miglior tempi la Hyundai I20 R5 di “Pedro”.

La gara, come già detto in precedenza, prenderà il via vero e proprio con la prova di “Cave di Botticino” (2,00 Km) in programma alle ore 16:30.

CIR e CIR Junior: Meteco punta sulla ruota di Roma

Sono 135 i gradini della monumentale scalinata che porta da Piazza di Spagna alla chiesa di Trinità dei Monti, una delle passeggiate turistiche obbligatorie per chi visita Roma. Ne deve scalare molti meno, ma sono sicuramente più impervi, Damiano De Tommaso, che al prossimo Rally di Roma Capitale intende sfruttare il massimo coefficiente (1,5) e risalire le classifiche del Campionato Italiano Rally Sparco in cui occupa la settima posizione nella graduatoria assoluta, quinta fra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Asfalto, e terza fra gli Under 25 a soli 5 punti dalla vetta. Una ghiotta occasione per il giovane portacolori di Meteco Corse, che nelle precedenti uscite ha dimostrato di essere velocissimo ma anche poco fortunato, rimediando due ritiri nelle quattro gare fin qui disputate.

Per il Rally di Roma Capitale Damiano De Tommaso ha richiamato al suo fianco la giovane ma esperta navigatrice pugliese Giorgia Ascalone, con la quale nel passato ha disputato 13 gare nel biennio 2018-2019, conquistando il titolo assoluto nell’IRC, oltre a sette vittorie assolute. Per De Tommaso, che scatterà con il numero 20 sulla sua Citroën C3 Rally2, si tratta della quarta partecipazione alla gara romana, e vanta come miglior risultato il settimo assoluto e primo del Peugeot 208 Competition nel 2017.

Con il Rally di Roma Capitale inizia l’avventura di Roberto Gobbin e la sua Abarth 124 rally (#47) nell’Abarth Rally Cup. Affiancato dal navigatore genovese Alessandro Cervi, il pilota pinerolese dovrà confrontarsi fra le auto dello scorpione con il polacco Dariuz Polonski e difendere i colori nazionali nella categoria R-GT in cui è l’unico italiano al via. Questa è la seconda esperienza di Gobbin-Cervi al Rally di Roma Capitale: lo scorso anno i due portacolori di Meteco Corse chiusero terzi di R-GT e secondi nel Trofeo Abarth.

Meteco Corse è in cima alla scala e guarda tutti gli altri concorrenti dal sagrato di Trinità dei Monti nella categoria Junior del Campionato Italiano Rally-Sparco. Due piloti della scuderia torinese, infatti, sono ai primi due posti della classifica dello Junior con Emanuele Rosso che guida con 11 punti di vantaggio sul compagno di squadra Giorgio Cogni, mentre Marcel Porliod è attualmente quarto a soli sette punti dal podio. Al Rally di Roma Capitale Rosso sarà affiancato come nelle precedenti tre gare da Andrea Ferrari sulla Ford Fiesta Rally4 #91 e godrà del fatto di avere già disputato la gara altre quattro volte, anche se non è mai stato troppo fortunato.

Immediatamente dietro di lui scatterà Giorgio Cogni (Fiesta Rally4 #92) cui leggerà le note Gabriele Zanni. Il pilota emiliano è galvanizzato dal successo sulla terra sarda, ed è alla sua quarta partecipazione alla gara capitolina, dove vinse fra le Suzuki del Trofeo nel 2018. Chiude la striscia dei concorrenti Meteco Corse, il valdostano Marcel Porliod, che prenderà il via con il #94 sulle portiere della sua Fiesta Rally4, che sta accumulando esperienza e buoni risultati in questa prima stagione fra gli Junior. Sia per lui, sia per il suo navigatore Andre Perrin è l’esordio sulle prove speciali del Lazio ma, come hanno dimostrato nelle precedenti gare, sapranno prendere immediatamente confidenza con i nuovi tratti cronometrati.

CIR, Targa Florio: De Tommaso balza al comando dopo la PS1

La 105° Targa Florio ha preso ufficialmente il via con la prova di Sclafani Bagni di 2,00 Km valida anche come Power Stage, nella quale vengo assegnati ai primi tre classificati rispettivamente 3,2,1 punto. A far segnare il miglior tempo sono stati Damiano De Tommaso e Massimo Bizzocchi sulla Citroën C3 Rally2 della F.P.F Sport. Il giovane varesino è partito subito con il piede giusto dimostrando di volersi lasciare immediatamente alle spalle le poco fortunate apparizioni del Ciocco e del Sanremo, dove comunque aveva fatto intravedere il suo indubbio talento. Alle sue spalle troviamo un altro giovane di belle speranze, Tommaso Ciuffi (Skoda Fabia Rally2 Evo), navigato da Nicolò Gonella e con un ritardo dalla vetta di 1″1.

Terzo tempo per un volto noto delle scene tricolori e mondiali, ovvero l’irlandese Craig Breen (Hyundai I20 Rally2), navigato in questa occasione dal belga Louis Louka. Il pilota di Hyundai Motorsport ritorna alla Targa Florio dopo 9 anni dal tragico incidente in cui perse la vita il suo amico, e navigatore, Gareth Roberts. Non a caso nei giorni precedenti la gara aveva più volte dichiarato di voler ottenere un bel risultato per ricordare la memoria di “Jaffa” e il tempo fatto segnare in questa, seppur breve, prova dimostra come Breen darà battaglia per portare a casa un risultato di prestigio. In quarta e quinta posizione troviamo Giandomenico Basso (Skoda Fabia Rally2 Evo) e Marco Signor (Volkswagen Polo GTI Rally2), staccati rispettivamente dal leader provvisorio di 1″8 e di 2″2.

Ottimo inizio, dopo le difficoltà incontrate nelle prime due gare della stagione, per Luca Bottarelli e Walter Pasini (Ford Fiesta MKII Rally2). L’equipaggio della Fiesta occupa la sesta posizione con un distacco di 2″4 da De Tommaso. A seguire le due Volkswagen Polo GTI Rally2 di Rudy Michelini e dell’idolo locale Totò Riolo, vincitore da queste parti nell’ormai lontano 2010 con la Citroën Xsara WRC. Chiudono i primi dieci Giacomo Scattolon (Volkswagen Polo GTI Rally2) e il capo classifica del CIR Stefano Albertini (Skoda Fabia Rally2 Evo).

Nel Due Ruote Motrici al comando troviamo il giovane Christopher Lucchesi Jr (Peugeot 208 Rally4) davanti a Daniele Campanaro (Ford Fiesta Rally4) e Ivan Paire (Renault Clio). Per quanto riguarda il Campionato Italiano R1 troviamo in vetta alla generale Pierfrancesco Verbilli (Renault Clio). La gara ripartirà nella giornata di domani alle ore 7:22 con la prova di Tribune 1.

CIR, Sanremo: nel Tricolore boom di iscritti

Un vero e proprio boom di iscritti al Sanremo. Anzi, ai Sanremo. Se si contano tutte le gare nella gara si arriva a sfiorare i 350 iscritti totali. E numeri pazzeschi sono soprattutto quelli del secondo round del Campionato Italiano Rally Sparco, in programma il prossimo fine settimana a Sanremo. Saranno ben 150 gli iscritti alla gara matuziana valida per il massimo campionato nazionale, tra questi ben 47 equipaggi saranno al via con una vettura RC2/R5.

Tutti presenti i big del CIR Sparco, partendo dal leader del Campionato Stefano Albertini in gara con una Skoda Fabia Rally2. In tanti cercheranno di insidiare il trono del pilota bresciano, in primis Giandomenico Basso (Skoda Fabia Rally2), il padrone di casa Fabio Andolfi (Skoda Fabia R5) e un Andrea Crugnola (Hyundai I20 Rally2) in cerca di riscatto dopo un Ciocco avaro di soddisfazioni.

Ma non saranno gli unici pretendenti al successo finale, proveranno ad inserirsi nella lotta per la vittoria anche Damiano De Tommaso (Citroen C3 Rally2), Rudy Michelini e Marco Signor (VW Polo GTi R5), Luca Bottarelli (Ford Fiesta Rally2) e Tommaso Ciuffi (Skoda Fabia Rally2). Tra gli iscritti al CIR Sparco troviamo anche Craig Breen e Oliver Solberg, che vengono a Sanremo con il chiaro obiettivo di bene figurare e allo stesso tempo di prepararsi in vista del Croatia Rally.

Tra gli altri iscritti in RC2/R5 troviamo anche l’ex campione ERC 2019 Chris Ingram (Skoda Fabia Rally2), il boliviano Marquito Bulacia (Skoda Fabia Rally2), i cechi Erik Cais (Ford Fiesta Rally2) e Filip Mares (Skoda Fabia Rally2), il belga Maxime Potty (Ford Fiesta Rally2), il finnico Eerik Pietarinen (VW Polo GTi R5) e i francesi Stephane Lefevbre (Citroen C3 Rally2), Eric Mauffrey (Skoda Fabia Rally2) e Quentin Gilbert (Ford Fiesta Rally2). Senza dimenticare i nostri alfieri come Elwis Chentre, Rachele Somaschini, Simone Campedelli, Alessio Profeta, Patrizia Sciascia, Maurizio Rossi, Italo Ferrara solo per citarne alcuni.

La gara avrà validità anche per il CIR Junior, di cui sarà il primo round è vedrà sfidarsi 11 equipaggi, per il CIR 2WD che vedrà 14 iscritti, per il neonato Trofeo N5 con due equipaggi iscritti e per il CIR R1.

Clicca per l’elenco iscritti

CIR: Neuville comanda al Ciocco dopo PS4

Sono Thierry Neuville in coppia con Martijn Wydaeghe i leader del Rally Il Ciocco e Valli del Serchio dopo il primo giro di prove. L’equipaggio belga, giunto in Garfagnana con il chiaro intento di allenarsi in vista del Croatia Rally ha dato vita ad un bellissimo duello con i bresciani Stefano Albertini e Danilo Fappani (Skoda Fabia rally2), autori di tempi di assoluto rilievo e attardati di 4″4.

Terza posizione per il varesino Damiano De Tommaso alla sua seconda uscita con la Citroën C3 Rally2 staccato di 7″1 dal leader della gara, mentre si registra la quarta posizione per Fabio Andolfi (Skoda Fabia R5) che paga un solo decimo di distacco dal terzo gradino del podio.

Quinto Craig Breen (Hyundai I20 R5) staccato di 11″2 dal compagno di squadra, nonostante due scratch. In difficoltà Giandomenico Basso attualmente settimo e soprattutto Andrea Crugnola in grande difficoltà per la rottura di un semiasse. Tra i giovani da segnalare interessanti riferimenti cronometrici fatti segnare dal deb Thomas Paperini, attualmente decimo assoluto.

La classifica dopo la PS4

Allenamento vincente per De Tommaso al Laghi

Un vittoria varesina in chiave nazionale. Damiano De Tommaso vince per la prima volta la corsa di casa, il Rally Internazionale dei Laghi, al debutto con la Citroen C3 R5 del team FPF che solo pochi mesi fa ha regalato il tricolore all’altro astro varesino, Andrea Crugnola. I vincitori assoluti si sono aggiudicati anche il Memorial Cesare Sabella, padre di Andrea a capo dell’organizzazione della gara da trent’anni, il Memorial Ernesto Redaelli ed il Angelo Siccardi. Insieme al sammarinese Massimo Bizzocchi, De Tommaso ha avuto la meglio per 9”6 sul malnatese Dipalma, tornato in odore di professionismo nel motocross e ottimo interprete- dopo due anni di assenza- della VW Polo R5.

Sono questi due giovani talenti di casa ad aver monopolizzato il duello per la vittoria con gli altri avversari mai nel vivo della battaglia per una manifesta superiorità dei primi due. Quattro scratch per De Tommaso ed uno –la Ps4 Sette Termini- per Dipalma: il puzzle è completo. Anche quando le gomme non sono state uguali- nel secondo giro De Tommaso ha tenuto pneumatici più morbidi mentre il rivale ha indurito la mescola- la sostanza non è praticamente cambiata ed il successo è meritato con il distacco che nell’ultima prova è aumentato.

“Era una gara test in vista del CIR con la FPF con la quale ho appena firmato – ha detto il pilota della C3 R5 classe ’96 -ma ci tenevo a vincere sulle strade di casa nonostante l’assenza del pubblico. Ora pensiamo al Ciocco: qui abbiamo svolto un ottimo lavoro!”.

Anche Dipalma (Polo HK) può essere soddisfatto per avere tenuto spesso il passo del “prof” De Tommaso con una gara notevole vista l’assenza da due anni. Pure i terzi, Andrea Spataro e Gabriele Falzone, non sono meno contenti: per loro tenere un ottimo ritmo dietro a due big simili è un gran risultato e “con tutte queste R5 avrei messo la firma per il podio” ha detto il pilota della Skoda Free Rally Service. Sorprende positivamente il quarto tempo del comasco Stefano Baccega con Luca Oberti (Skoda Ferrari Motors), anch’essi lontani dalle piesse da un paio di anni ma bravi nel tenere ritmi migliori dei locali. Il distacco di 53”7 tutto sommato non è male.

Per le R5 Hotz ha portato la C3 GCar in quinta posizione mentre il valtellinese Varisto ha preceduto i locali Pensotti, Potente, Toia, l’elvetico Puricelli e il valligiano Bizzozzero. Vanno segnalate le uscite di strada di Scattolon (VW Polo) e Meli (Skoda) e la foratura di Laurini (VW Polo) che ha compromesso fin dai primi metri la sua gara.

Uscita di strada per Daverio, bravo fino a metà gara con la Skoda. Non partito Ferrarotti per problemi famigliari. Primo di 2 Ruote Motrici e di R3C è il pilota ticinese Kim Daldini in coppia col cittigliese Daniele Rocca (Clio GIMA); i due hanno tenuto ritmi elevati riuscendo a staccare con costanza i rivali sia della classe che delle S1600.

Out Bosetti per la rottura del semiasse mentre l’incidente di Della Maddalena, senza conseguenze per l’equipaggio, ha però avuto come risultato l’incendio della vettura che ha causato l’interruzione della speciale numero 4; Guzzi-Buffon sono secondi mentre Battistelli-Dal Santo terzi. In S1600 i coniugi valcuviani Barsanofio Re -Monica Luca hanno vinto l’ennesima categoria con una Renault Clio. Il duello con gli amici Maran-Maran si è interrotto dopo l’uscita di strada di questi ultimi.

Bene l’ossolano Fradelizio che conclude secondo (Clio Twister) mentre il cambio rovina il rientro alle corse del malnatese Manera. In R2B il podio è corrisposto al Trofeo Saredi: bella affermazione di Luca Fredducci, ligure trapiantato a Varese per questioni di cuore (la sua compagna e navigatrice è Clarissa De Rosa) capace di ben interpretare le sue nuove strade. Alle sue spalle di 19” ci sono Vagliani-Bertagnon mentre il giovane ossolano Di Pietro è a chiudere il podio.

A7 da dimenticare per il valtellinese Gianesini mentre il piemontese Martinelli ha di che festeggiare con la sua intramontabile Opel Astra: è primo insieme a Bagolin! La categoria N2 assegnava anche il trofeo intitolato a Luca Montesano: ancora una volta ha prevalso il valcuviano Matteo Marignan che, passato alla Citroen Saxo, ha ancora monopolizzato col suo talento la classe fino a 1600cc.

Insieme a lui l’amico Luca Marchesi. De Nunzio-Nico sono secondi su Peugeot 106 mentre Matteo Fortunato e la figlia Rebecca terminano terzi con la loro Peugeot curata dalla struttura di famiglia, la MT Sport. Bravo pur mancando di poco il podio, il valtellinese Formolli con la Duico. Il Trofeo CFB2 Race Tech ha avuto il suo epilogo sulle strade varesine le BMW della classe Racing Start Plus 2.0 hanno visto l’affermazione della coppia De Antoni-Musiari che ha prevalso su Alfano-Barbaraschi alla fine secondo per 19”, e sul friulano Biondo-Croce per 1’12”3.

In N3 il duo valcuviano Ciconte-Premoselli ha vinto al fotofinish con la Clio Rs Light sui comaschi Soldati-Biacchi: la rimonta nell’ultima prova li premia per soli 0”6! Terzi i valtellinesi Nussio-Fancoli a meno di dieci secondi e sempre su Clio. Vittoria di Zizza-Bassi in A5, Ciotti-Spagnolo in RS1.6 Plus, Fusetti-Fusetti in RSTB 1.6 Plus, Cominelli-Vitali in R1, Broggi-Chinaglia in R2C, Vittalini-Zambetti in R3T, Rosano-Meitre in A6, Messori-Pulici in S2000 e Bernardi-Battistelli in K10.

Subito out Musti per un guasto, Pagella ha menato le danze con la Porsche Gruppo B insieme a Brea. Dopo la sfuriata iniziale di Bertinotti, poi fuori dai giochi anch’esso con la Opel Manta, Pagella ha monopolizzato la parte centrale della gara accumulando il necessario vantaggio per andare a vincere sui comaschi Corbellini-Bozzo (Ford Sierra Csw) per 13”3 e i novaresi Vicario-Bondesan (Ford Escort MKII) per 34”1. Quest’ultimi hanno vinto il 3° Raggruppamento mentre Patrone-Miretti, su Opel Kadett, si sono aggiudicati il 2° per solo un decimo su Magistro (Talbot).

La Coppa 127 Energy è stata vinta da Pasetto-Frasson che hanno staccato Gandolfo-Torterolo di 35” e Margarito-Accaroli di 4’21”8; tutti erano al via su Fiat 127. Gara notevole quella degli specialisti Luca Monti e Roberta Ballerio che hanno portato in alto la bellissima Peugeot 304 (18 p.); seconda posizione per Viganò-Giacobino (Fiat 850 Sport Coupé con 53p.) e podio finale per Zanini-Adami su Alfa Romeo Alfetta (66p.). Monti e Zanini hanno ottenuto rispettivamente il primo ed il secondo posto anche della Coppa Pro Energy mentre il terzo gradino del podio va a Alberti-Segala.

Damiano De Tommaso si accasa con Meteco Corse

Parte col piede giusto l’annata di Damiano De Tommaso che, dopo aver trovato posto alla corte di Paolo Fabrizio Fabbri, che gli metterà a disposizione la Citroen C3 nel programma CIR 2021 di Aci Team Italia voluto da Aci Sport, diventa portacolori della storica scuderia piemontese del patron Luciano Chiaramello, la Meteco Corse.

Il sodalizio di Collegno, che si avvia a festeggiare il quarantesimo anno di attività ininterrotta, mette a segno un altro centro importante, dopo aver confermato in scuderia Marco Bulacia (CIRA 2021), Giorgio Cogni (CIR) ed Emanuele Rosso (CIR) e aver ingaggiato anche il fratello del giovane talento sudamericano, Bruno Bulacia.

La Meteco Corse, dal canto suo, conferma essere una scuderia lungimirante, attenta ai giovani e al loro talento, da cui anche negli ultimi anni sono passati importanti fuori classe, compreso Craig Breen. Ma non solo lui.

“Bisogna aiutare i giovani, se sono meritevoli. Certo, sarebbe bello poter aiutare tutti, ma non si può – spiega Luciano Chiaramello, direttore sportivo della scuderia sin dalla nascita -. Però, se un giovane è valido deve avere le sue chances, anche più di una, perché a volte una è troppo poco. E’ la missione di ogni scuderia che si rispetti e anche noi lo facciamo con piacere. Ci emoziona e ci motiva sapere di poter dare una mano a realizzare i propri sogni a giovani come Marco e Bruno Bulacia, Damiano De Tommaso, Emanuele Rosso e Giorgio Cogni”.

Damiano De Tommaso sulla Citroen C3 Rally2

Damiano De Tommaso ci sarà e avrà la sua chances per dimostrare il proprio valore sportivo. Non solo ci sarà, ma sarà sostenuto da una squadra al top, la stessa che l’anno scorso ha permesso ad Andrea Crugnola di diventare campione d’Italia, FPF Sport di Fabrizio Fabbri. Grande la lungimiranza del patron di FPF, che anche quest’anno ha fatto la scelta giusta, puntando su un giovane dal piede pesante.

De Tommaso parteciperà all’intero mini-CIR (scusate l’ironia ma gare da 80-100 chilometri sono un formato mini) con la Citroen C3 Rally2 e punterà, come al solito, a dare il meglio di sé. A lui, non nella stessa squadra ovviamente, si uniranno altri giovani, molti dei quali confluiranno nella Motorsport Italia di Rendina con gli aiuti di Aci Sport, altri stanno cercando di accasarsi in altre squadre.

Questo dovrebbe garantire aria nuova e lotte vivaci tra senatori e giovani leve che, nel 2021, posso profittare del crollo deicosti dei noleggi per fare esperienza nei rally light della massima serie nazionale.

Quel programma CIR di Aci Sport e i ”Magnifici 7”

Il 17 febbraio, al massimo il 18 per scaramanzia, dovrebbe essere il gran giorno dell’annuncio ufficiale della rosa di piloti che saranno aiutati da Aci Sport nel 2021 con programmi orientati alla disputa del CIR. Lo avevamo anticipato giorni fa (puoi leggere qui) e siamo lieti di riconfermarlo, perché è giusto che una federazione sportiva aiuti degli atleti per meriti sportivi. Non tutte le federazioni lo fanno, Aci Sport in questi anni lo sta facendo, seppure in un percorso disseminato da errori.

Errori, sì, perché se l’obiettivo di Aci Team Italia era quello di portare in pianta stabile un giovane nel Mondiale Rally è fallito miseramente, se invece l’obiettivo era solo quello di portare un giovane italiano a fare un giro nel Mondiale Rally, allora seppure centrato era sbagliato come obiettivo di partenza perché inutile. Delle due l’una e che ciascuno tragga le proprie conclusioni.

Quest’anno Aci Sport cercherà di non sbagliare, o quantomeno di non riproporre le ingenuità già commesse. Ci riuscirà? Lo sapremo a breve. Questione di ore. Nei giorni scorsi, una fonte federale solitamente attendibile ci ha svelato che c’era una rosa di sei nomi che la federazione è disponibile ad aiutare per un programma nel Campionato Italiano Rally 2021 con circa 50.000 euro a testa.

I piloti che erano in fase di accreditamento agli occhi della federazione, in quel momento, erano Damiano De Tommaso, Marco Pollara, Tommaso Ciuffi, Andrea Mazzocchi, Fabio Andolfi e Andrea Nucita. Si apprende ora che il programma di aiuto potrebbe restringersi a soli quattro piloti. Ci sarebbe, quindi, il forfait di due piloti che non riescono ad avere il budget necessario per correre una stagione nel CIR?

Altri rumors attendibili, che sono destinati a trovare una risposta a breve, sono relativi ai nomi dei quattro, che farebbero parte di questa nuova rosa di nomi. Dato per scontato Mazzocchi, che ha vinto un premio nel 2020 da incassare nel 2021, Ciuffi resta in corsa per un programma nel CIR e Andolfi, Andolfi non si sa (“…mi dici una cosa che non so, io vorrei correre nel Mondiale, altrimenti ho tanti impegni di lavoro”). In tutto questo contesto nebbioso, sbuca il nome di Luca Bottarelli, un giovane certamente meritevole di avere la sua chances nel massimo-minimo Campionato Italiano.

Ma Pollara, De Tommaso e Nucita? Vero, nulla è deciso in via definitiva e il 17 febbraio è il gran giorno delle decisioni. C’è solo da sperare che chi è chiamato a decidere abbia riposato bene la notte prima e possa trovare il budget sufficiente a sostenere i sei programmi originari, oltre a quello di Bottarelli. Chi lo fa potrebbe essere meritevole di un applauso per aver dato una mano ai “Magnifici 7”.

Inchiesta Under 25: il nuovo che avanza

Giovani con la calcolatrice. Tutti Under 25. Potrebbe essere il titolo di un film, ambientato in quella che – a detta di molti – sarà una stagione dove si sentirà forte la scossa accusata nell’anno che ha conosciuto il lockdown totale prima e parziale dopo. Pensieri dettati dal pessimismo più radicato o nuda e creda realtà? Lo scopriremo solo vivendo, faceva Battisti nella sua “Con il nastro rosa”.

Così sarà anche per coloro che, nella stagione più incerta, si sono comunque garantiti qualche soddisfazione. Sono i giovani che hanno alzato i toni delle loro performance, quelli rigorosamente sotto i venticinque anni di età che ancora si stanno chiedendo cosa attendersi dal 2021. Allettati dalle proposte messe in atto negli ultimi anni dalla Federazione, incrociano le dita attendendo risposte dai partner per poter ambire ad una tuta azzurra. Alcuni di loro, quella tuta, l’hanno indossata nella stagione appena conclusa raggiungendo gli obiettivi prefissati.

Una giostra che ha accompagnato i mesi più intensi, dove il rallysmo nazionale si è dovuto confrontare con l’esigenza di rendere onore alla stagione sportiva inserendo – in soli sei mesi – gli appuntamenti messi in cantiere dagli organizzatori che hanno saputo tenere botta. Una situazione anomala che, tuttavia, ha garantito la conclusione dei campionati e l’assegnazione dei titoli.

All’orizzonte, tuttavia, rimangono molte incertezze. Su qualcosa di più concreto rispetto ad una pacca sulla spalla, fanno affidamento in molti. Ed oggi, ancora più di prima, sarebbe fondamentale per continuare a cullare le più ambiziose prospettive. Quelle coltivate in un anno difficile ma che qualcosa da non dimenticare l’ha comunque garantito.

“Il corso è cambiato, la federazione sta facendo molto per i giovani” la convinzione di chi quella tuta l’ha vestita e che vorrebbe continuare a portare in giro, magari fuori dalle mura italiche. Musica per le orecchie di chi attende speranzoso una chiamata da Roma, a dar vigore a quel sogno che non accenna a ridimensionarsi. Neanche davanti al momento più duro dell’economia mondiale.

La prima puntata può essere letta qui.

Seguono 7 interviste

Damiano De Tommaso

Mattia Vita

Giorgio Cogni

Marcel Porliod

Giovanni Baruffa

Fabio Farina

Thomas Paperini

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Da De Tommaso a Nucita: i 6 programmi CIR con Aci Sport

I silenzi che preoccupavano relativamente al CIR vengono in parte spazzati via da una buona notizia che, se dovesse realizzarsi così come Aci Sport la sta pianificando, diventerebbe un’ottima opportunità per i giovani di quell’Aci Team Italia che hanno visto i loro programmi (e i loro sogni) 2020 stracciarsi come un foglio di carta senza ben comprendere il momento surreale che si stava vivendo. Ovviamente, per colpa del Covid-19.

La buona notizia è che i vari Damiano De Tommaso, Andrea Nucita, Marco Pollara, Tommaso Ciuffi, Andrea Mazzocchi e Fabio Andolfi non sono destinati a restare nomi su cui fare depositare polvere. Sia in un’ottica di svecchiamento del CIR sia per rinnovare le battaglie di un titolo prestigioso e ambito, in un momento in cui Andrea Crugnola tenta di chiudere i suoi accordi per essere di nuovo al via con una vettura da assoluta (Hyundai?) e Giandomenico Basso valuta se ripetere l’esperienza con la Volkswagen Polo GTi (di chi non è ancora noto), Aci Sport scende in campo per tentare di non fare andare sprecato l’investimento fatto su quel piccolo vivaio che si voleva creare dallo scorso anno.

CIR 2021 nel segno del rinnovamento e dell’opportunità, dunque, per al massimo sei ragazzi che riceveranno un aiuto importante in termini economici, di visibilità e comunicazione, ma che sono chiamati comunque a metterci qualcosa di tasca loro. Dubbi? Al momento solo uno. Se Mazzocchi, come sembra, potrebbe decidere di fare il Campionato Europeo, si rischierebbe di non avere budget sufficiente per inserire il programma di Andolfi, salvo eventuali altre rinunce. Ma su questo fronte, per ora, nulla è ancora deciso e tutto può cambiare anche nel volgere di poco tempo.

Andrea Nucita pronto a tornare in gara

In 24 ore sono sbucati otto nomi quasi certi e fa piacere sapere che, in qualche modo, si cerchi di aiutare dei ragazzi con grande passione e un bel piede, facendogli fare esperienza nel Campionato Italiano che, seppure mutilato nel suo chilometraggio (in Francia si corre ancora con 220 chilometri di PS e con gli stessi problemi dell’Italia) resta sempre un’esperienza professionale importante.

Fa piacere sapere di poter sperare. Sperare che per l’assoluta del massimo Campionato Italiano lottino in tanti. Col coltello tra i denti. Anche giovani, come non succede da un po’ di anni. Nel sessantesimo compleanno del CIR potrebbe essere un bel regalo. Se poi, per caso, una deroga portasse i chilometri di PS ad almeno 150 si potrebbe anche dire: e vissero tutti felici e contenti.

L’International Rally Cup 2021 fa cinquina: il calendario

Sarà articolata su cinque appuntamenti, la ventesima edizione dell’International Rally Cup. IRC Sport, promoter della serie “griffata” Pirelli, ha svelato le prime linee di un progetto volto alla massima valorizzazione dell’impegno sportivo profuso dai suoi protagonisti, attesi a chilometri di alto contenuto qualitativo.

Ad inaugurare l’edizione del ventennale dell’International Rally Cup sarà l’asfalto del Rally Piancavallo, in programma nei giorni 1-2 maggio, teatro di evoluzioni che – nell’ultimo fine settimana del mese – vedranno i riflettori nuovamente accesi ed indirizzati verso le prove speciali del Rally Internazionale del Taro.

Una fase di grande intensità che avrà il proprio prosieguo sui chilometri del Rally Internazionale Casentino, appuntamento in programma nei giorni 2-3 luglio che chiamerà la serie al “giro di boa”, con i suoi interpreti intenti a catalizzare energie mentali e fisiche verso il rush finale, contraddistinto dalle particolarità offerte dal Rally Appennino Reggiano, nei giorni 27-28 agosto e dal Rally Città di Bassano, appuntamento che – il 22 e 23 ottobre – manderà in archivio la programmazione.

Un connubio d’intenti, quello proposto da International Rally Cup e Pirelli, mosso da grandi prospettive: a confermarsi valore aggiunto della serie sarà il montepremi – ufficializzato da IRC Sport entro la fine del mese di gennaio – ed una programmazione in ambito mediatico in grado di garantire ai partecipanti ed ai loro partner ampia visibilità.

“Un’edizione che vogliamo rendere unica nella storia del nostro campionato, facendo leva sull’oramai consolidata ambizione del nostro gruppo di lavoro – il commento di Loriano Norcini, coordinatore di International Rally Cup – affinché tali propositi possano concretizzarsi, abbiamo rivolto particolare attenzione all’aspetto promozionale. Saremo al fianco dei nostri equipaggi durante tutta la stagione, ponendoli al centro del nostro progetto. Presto, sveleremo anche i dettagli del montepremi dedicato, pensato perché possa assecondare le aspettative di chi vorrà rinnovarci la propria fiducia e di tutti coloro che vorranno rendersi partecipi di un’edizione particolare come quella del Ventennale”.

Ad elevarsi campione della precedente edizione – ridimensionata dallo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 – è stato Damiano De Tommaso, al volante della Skoda Fabia R5. Un prestigioso bis per il pilota varesino, “primattore” anche nell’edizione 2019.

Rally Valli Ossolane: festa per Davide Caffoni e Mauro Grossi

Il Valli Ossolane vede il quinto successo personale di Davide Caffoni che insieme a Mauro Grossi porta in trionfo la Skoda Fabia R5 Evo del team Balbosca. Il duo ossolano ha avuto la meglio sul varesino Damiano De Tommaso che con Max Bizzocchi ha saputo ben interpretare le strade che calpestava per la prima volta; la lotta serrata ben si riassume con il tabellino finale; entrambi hanno vinto tre prove speciali su… cinque: l’ultima Cannobina ha riscontrato un pari merito!

“Damiano è andato molto forte – sentenzia un raggiante Caffoni al traguardo- e noi abbiamo fatto al differenza sulla prima Cannobina: sapevamo che lui non conosceva la prova e volevamo provare a staccarlo lì e così è stato”. Dopo le tre vittorie con la Ford Fiesta R5 nel 2014, 2015 e 2016, Caffoni bissa la quella firmata Skoda di un anno fa salendo a quota cinque e avvicinando così il recordman Franco Uzzeni.

Con il successo assoluto Caffoni si aggiudica il memorial dedicato a Donato Cataldo mentre il “Diego Caffoni” (dedicato allo scomparso fratello di Davide) è andato a Damiano De Tommaso in quanto primo Under 25 all’arrivo. Balbosca e la New Turbomark si sono aggiudicati il premio Team e quello Scuderia. Terza posizione per il novarese Mattia Pizio a 36”3 che tornato sulla Skoda (PA Racing) ha replicato al podio dello scorso anni dimostrandosi efficace soprattutto nelle prove di oggi.

Con una bella zampata sull’ultima prova il locale Fabrizio Margaroli ha conquistato la quarta piazza assoluta (a 41”4) insieme ad Andrea Dresti su Skoda Fabia TamAuto; a nulla sono valsi i tentativi di arginarlo da parte di Corrado Pinzano che insieme a Corrado Zegna si è così dovuto accontentare della quinta posizione (Skoda PA) per soli 0”9.

Erminio Barbieri e Luca Broglia si sono aggiudicati il premio per la migliore livrea natalizia sfoggiando una grafica decisamente affascinante: a loro spetterà l’iscrizione gratuita per il prossimo Valli Ossolane che è già a calendario per i prossimi 24 e 25 aprile 2021.

Brillante prova per Fabrizio Giovanella che insieme a Nicolò Gonella si è aggiudicato la classe S1600 e la graduatoria delle Due Ruote Motrici grazie ad una super prestazione nella tappa odierna: al traguardo il driver di Masera ha dedicato il suo successo a Daniele Ramoni, amico pilota scomparso a seguito di un incidente in montagna quest’estate. Il francese Quilichini ed il bresciano Trevisani hanno animato la lotta della R2C con le nuove Peugeot 208 di ultima generazione: il transalpino ha chiuso quindicesimo mentre il lombardo è arrivato subito alle sue spalle. Dei 74 partiti sono 71 i classificati: solo tre ritirati e tutti per guasto.

Il sabato del Rally Valli Ossolane 2020

Il Rally Valli Ossolane è partito e la PS1 di Crodo-Mozzio ha già iniziato a dare qualche indicazione su quello che potrà essere il leitmotiv della gara e -ovviamente- della giornata di domani. Sulla prova di apertura odierna, la Crodo-Mozzio di 9,4 chilometri, Davide Caffoni e Mauro Grossi hanno prevalso con la Skoda Fabia R5 Evo (Balbosca) col tempo di 6’50”7 mentre alle loro spalle si sono classificati Damiano De Tommaso e Massimo Bizzocchi con solo mezzo secondo di ritardo e su medesima vettura (DP Autosport). Alla vigilia erano loro i principali indiziati al successo e questo primo scorcio di gara sta dimostrando che i pronostici erano più che mai corretti.

Usciti con due mescole di pneumatici differenti, il tre volte vincitore del Valli ed il due volte campione dell’IRC hanno staccato due tempi pressoché identici. Terzo in classifica c’è il duo formato da Fabrizio Margaroli ed Andrea Dresti, sempre su Skoda (TamAuto); l’equipaggio locale ha accusato un distacco di 4”2 che permette loro di guidare il gruppetto degli inseguitori del duo di testa; dietro a soli 0”4 si sono piazzati infatti i biellesi Corrado Pinzano e Marco Zegna (Skoda PA Racing) dimostrando che la lotta per il podio è e sarà serrata. Pizio e Cecchetto, poco soddisfatti del loro tempo, seguono in quinta posizione a 7”.

La prima vettura “non R5” è la Peugeot 208 R2C del francese Quilichini in coppia con Gordon in quattordicesima posizione. Alle loro spalle si sono collocati i primi leader della S1600 vale a dire Massimo Fradelizio e Nancy Dragonetti (Clio Twister Corse). Martinelli e Bagolin, come già al recente Rubinetto, provano a staccare tutti gli avversari della A7 a bordo della loro Opel Astra così come intendono fare Massimo Margaroli e Mario Cerutti, capofila tra le R2B (Miele). L’unico ritiro della giornata è per i bresciani Bettoni-Polonioli, fermati da un guasto sulla loro Renault Clio R3C.

IrCup 2020: Damiano De Tommaso è il vincitore

IRC Sport, società impegnata nell’organizzazione dell’International Rally Cup, ha deciso di dichiarare conclusa la stagione 2020 assegnando i titoli dopo le due gare disputate: il Rally del Casentino del 3-4 luglio e il Rally Città di Bassano del 25-26 settembre. Dopo aver condiviso con gli organizzatori la scelta di annullare il Rally dell’Appennino Reggiano, IRC Sport ha deciso di non sostituire il terzo e conclusivo appuntamento della Serie con un altro rally e di assegnare i due terzi del montepremi totale in tutte le classi.

“Ci dispiace dover chiudere questo 2020 con solo due rally, ma dopo aver dimostrato con i fatti di essere in prima fila per la ripartenza è anche giusto capire quando è il momento di fermarsi – Loriano Norcini, Presidente IrCup -. All’Appennino Reggiano non c’erano le condizioni per correre e abbiamo condiviso al 100% la scelta dell’organizzatore. Si poteva inserire un’altra data? Non ce la siamo sentita di sostituire un rally che crede fortemente nell’IRC, per questo abbiamo deciso congelare la classifica pagando a tutti i 2/3 del montepremi. Anche se non potremo organizzare la tradizionale premiazione, tutti i riconoscimenti verranno erogati entro la fine dell’anno e abbiamo già pensato al 2021: gli iscritti all’IRC 2020 che non hanno ottenuto premi avranno uno sconto nell’iscrizione all’IRC 2021”.

De Tommaso vince l’assoluta

Dopo il titolo vinto nel 2019, Damiano De Tommaso – in coppia con Patrick Bernardi – si riconferma così campione dell’International Rally Cup Pirelli grazie al primo posto nella classifica IRC al “Rally del Casentino” (secondo posto assoluto) e al secondo posto al Rally Città di Bassano. Il pilota varesino si porta così a casa i 20mila euro del vincitore. Nell’IRC 2020 De Tommaso ha fatto valere non solo le sue doti velocistiche a bordo della Skoda Fabia R5, ma anche quelle di “ragioniere”. Al Casentino, primo rally in Italia dopo il primo stop per l’emergenza COVID-19, De Tommaso aveva provato a contendere la vittoria a Crugnola, ma quando ha capito che il secondo posto lo avrebbe portato in testa al campionato, ha pensato soprattutto a tenere a bada Andolfi.

La sua condotta è stata simile al Rally di Bassano: fin dal venerdì Battaglin (iscritto all’IRC, ma assente al Casentino) aveva fatto capire di avere un passo irraggiungibile, così De Tommaso ha blindato il secondo posto che gli ha permesso di allungare in classifica sul più diretto inseguitore, Paolo Porro. Anche il comasco è stato premiato dalla regolarità: con un quinto posto (4° di IRC) al Casentino e un sesto al Bassano il pilota della Ford Fiesta WRC ha chiuso a pari punti con Rovatti, ma per il miglior tempo sulla PS1 del Rally del Casentino ottiene il secondo posto nell’IRC. Rovatti si deve “accontentare” del terzo gradino del podio. A premio anche Dal Ponte e Battaglin, rispettivamente quarto e quinto dell’assoluta.

I vincitori IRC nelle classi

Pierdomemico Fiorese, oltre al Challenge Forze di Polizia, vince nel raggruppamento R4 – N4 – S2000 – A8 – N5 mentre Vona, secondo, paga il ritiro al Rally Città di Bassano. Alessandro Ciardi domina nettamente nel raggruppamento R3C- R3T – S1600 – A7 – RSP davanti a Luca Fiorenti e Fabrizio Giovannella.

Per un punto e mezzo Alessandro Zorra batte nella classe R2B/R2C Mirco Straffi al quale non basta il successo di classe al Casentino. Fabio Farina competa il podio delle piccole Peugeot davanti a Mario Alberto Cecchini.

Determinante “il coefficiente” dei rally anche per la vittoria di Pier Francesco Verbili nella N3 su Christian Bernardi. Il due si sono divisi le vittorie di classe ( Bernardi al Casentino e Verbili al Bassano), è così “moltiplicatore” 1,5 del Bassano a determinare il vincitore. Terza di classe chiude Lorella Rinna. Infine nella N2 vince Facchin davanti a Trinca Colonel e a Polli, Alessio Paolo si porta a casa il primo premio nella classe A6.

IRCUP 2020: Damiano De Tommaso resta leader della serie

Il piedone di Alessandro Battaglin si abbatte sull’IRCUP, ma Damiano De Tommaso tiene duro. Assente al Rally del Casentino, il driver di Marostica si è presentato nella sua gara di casa con la Hyundai i20 WRC per cercare l’undicesima vittoria al “Città di Bassano” e raggiunto l’obiettivo ora allarga lo sguardo al campionato. È lui stesso a confessarlo: “Il Bassano non è stata una gara spot nell’IRC, farò il Rally dell’Appennino Reggiano, anche se sarà dura battere De Tommaso e scavalcarlo in classifica ci proverò fino in fondo”.

Damiano De Tommaso, in gara a Bassano con la Skoda Fabia R5 con cui aveva conquistato il secondo posto al “Casentino” – primo di IRCUP – ha capito fin dal venerdì che Battaglin aveva un passo inarrivabile e, forte della leadership in campionato, ha corso con un occhio al cronometro e uno al campionato. Certo, arrivare secondo non è come vincere, ma tornare a casa con un vantaggio ancora più ampio sul secondo nella classifica assoluta non è affatto male.

De Tommaso (148 pt.) ha ora un vantaggio di 48 punti su Paolo Porro e su Rovatti (100 pt.), ma – grazie al coefficiente di attribuzione dei punti doppio dell’Appennino Reggiano (12-13 dicembre) – in corsa per la vittoria assoluta ci sono anche Dal Ponte (99,5 pt), Battaglin (90pt.) e Razzini (87,5 pt.) “Sarei un ipocrita se dicessi che a Reggio Emilia non cercherò di vincere – dice De Tommaso – ma anche qui a Bassano ho cercato di correre con la testa: quando ho capito che Battaglin era imprendibile ho pensato anche al campionato. Adotterò la stessa tattica all’Appennino Reggiano”. Sottotono la gara bassanese di Paolo Porro che ha chiuso il Rally città di Bassano sesto assoluto. Il driver della GP Racing è stato raggiunto in classifica da Rovatti, quinto al traguardo del Bassano, staccato in gara di soli 9” da Dal Ponte, che in campionato lo segue ora a solo mezzo punto.

Razzini è precipitato all’ottavo posto assoluto dell’IRC prima dell’ultima PS e ha perso punti preziosi per il campionato. Rusce e Bottoni sono attualmente settimo e ottavo, rispettivamente con 83,5 e 75,5 punti, mentre Sossella con il terzo posto al Rally di Bassano entra nella Top 10, ma con 64,5 punti è troppo lontano per nutrire speranze di gloria.

R2B accorpata con la classe R2C

Con un solo rally da disputare praticamente tutte le classi sono ancora da decidere, ma quelle più in bilico solo la R2B e la N3: nella classifica delle “piccole” Peugeot è stata inserita anche la categoria R2C e ora R2B e R2C fanno classifica in un unico raggruppamento per l’IRC. La categoria è stata vinta dal francese Biasion, trasparente nell’IRC, Zorra con i 60 punti del vincitore sale a quota 133 e precede Straffi in campionato di un punto e mezzo punto. Praticamente i due ripartono alla pari perché Straffi ha chiuso la gara quarto di classe (terzo IRC) e ora per difendere il titolo di campione in carica della categoria deve battere il rivale. Chi dice addio ai sogni di gloria è Oriella, costretto al ritiro al Bassano.

Con il successo di classe Verbili scavalca Bernardi nella N3, mentre Ciardi si conferma in R3C – R3T – S1600 e guida il raggruppamento. Fiorese, con la Mitsubishi Evo X, ha centrato la Top 10 dell’IRC (diciottesimo posto assoluto) e i ritiri di Vona e Polisini lo proiettano in testa al raggruppamento N4 – R4 – S2000 – N5 oltre che al Challenge delle Forze di Polizia. Facchin guida il raggruppamento N2 – N1 – N0 – R1A – R1B – R1C, ma Trinca Colonel si avvicina in classifica. Ancora in cosa anche Polli.

DP Autosport in Toscana con De Tommaso e Pasquali

In grande stile ed in forza, la ripartenza di DP Autosport dopo lo stop dettato dall’emergenza Covid-19. Debutto e doppio impegno con De Tommaso e Pasquali nel primo round sull’asfalto toscano dell’IRCup che si terrà nel prossimo fine settimana. Al rally toscano dell’IrCup, che si svolgerà purtroppo senza la presenza ed il supporto del pubblico, avrà inizio la stagione 2020 del Team bresciano con un doppio appuntamento che vedrà come protagonisti il gentleman driver Romano Pasquali, navigato dalla figlia Francesca, con la prima delle Skoda Fabia R5.

Ad occuparsi invece della nuova Fabia Evo, arrivata solo da poche ore nella factory di Piancogno direttamente da Mlada Boleslav, sarà il varesino Damiano De Tommaso già vincitore nella stagione IRCup 2019. A sostenere De Tommaso, che sarà coadiuvato dall’esperienza e dalle note del Copilota feltrino Patrick Bernardi, sarà la storica scuderia Biella Corse. L’importante impegno di inizio stagione sarà ancor di più ostico per la presenza dai tanti top drivers italiani, alcuni impegnati nella serie IRCup altri a verificare e testare l’inizio stagione. Anche per il 2020, il team principal Alex Pedrocchi ha affidato la Direzione Sportiva DP Autosport all’esperta regia di Aldo Malchiodi.

Damiano De Tommaso e Silvia Rocchi dominano AMR

Sono Damiano De Tommaso, a bordo di una Skoda Fabia R5, e Silvia Rocchi su Peugeot 208 R2B i vincitori de “La Grande Sfida” e del “Trofeo Lady”, le due gare di velocità che nel weekend hanno emozionato il folto pubblico di AMR, che da quest’anno riunisce sotto un solo acronimo AutoMotoRetrò e AutoMotoRacing, le due rassegne dedicate al collezionismo d’epoca, al mondo delle corse e delle alte prestazioni.

Il grande evento per gli appassionati di motori si è chiuso domenica 2 febbraio con oltre 73.000 visitatori accorsi al Lingotto Fiere e all’Oval di Torino, che nei quattro giorni hanno ospitato più di 1.200 espositori (tra cui la nostra rivista) e circa 3.300 vetture tra instant-classic Anni ’90, lussuose berline tedesche, affascinanti spider due posti, inarrestabili 4×4 e ancora, leggerissime moto da trial spagnole, iconiche Delta con livrea Martini Racing e sfrontate vetture da rally.

La grande e variegata platea – composta da appassionati e addetti ai lavori, piloti e curiosi – è arrivata a Torino da tutta Italia ed Europa, ma non solo: si è registrato, infatti, un aumento considerevole di presenze tra gli stranieri, in particolare tra i collezionisti inglesi e giapponesi.

Lo stand della rivista RS e oltre ad AutoMotoRetrò e AutoMotoRacing 2020

L’edizione 2020 è stata un successo anche sul fronte commerciale, con centinaia di trattative private condotte da commercianti e privati che hanno schierato i loro migliori gioielli. In forte rialzo le quotazioni delle Youngtimer, in bella mostra nell’Area tematica realizzata in collaborazione con Catawiki nel Padiglione 2 e assolute protagoniste di AMR: un’auto su quattro in fiera è, infatti, una “giovane d’epoca” – vetture con almeno vent’anni d’età che si apprestano a diventare a tutti gli effetti le storiche di domani – confermando il trend che le vede al centro dell’attenzione dei collezionisti, soprattutto quelli più giovani che si stanno affacciando a questo mondo desiderosi di guidare l’auto che sognavano da bambini.

Miki Biasion e Cesare Fiorio nello stand Sparco Heritage

“In un contesto fieristico in forte contrazione, non può che gratificarci poter riconfermare i numeri dello scorso anno, con un incremento anche dei visitatori stranieri – dichiarano gli organizzatori Beppe e Alberto Gianoglio -. Siamo stati ripagati dagli sforzi fatti per aumentare il livello complessivo degli espositori e la qualità del programma, che hanno fatto sì che in un weekend molto soleggiato migliaia di torinesi scegliessero di venire ad AMR. “La Grande Sfida” e il “Trofeo Lady” sono ormai diventati un appuntamento importante per il nostro pubblico, accorso numeroso per vedere i propri beniamini sfrecciare in pista. Non ci resta che dare appuntamento al 2021 per un’edizione ancora più ricca”.

Tra i festeggiamenti per i compleanni di Pininfarina e Alfa Romeo, i visitatori sono stati positivamente colpiti anche dall’Area tematica dedicata alle moto da trial nel Padiglione 2 e dalle vetture d’epoca in esposizione nei numerosi stand dei club storici, così come dalle esibizioni di guida sportiva che si sono susseguite nell’area esterna, dalle fuoriserie costruite appositamente per incrementarne le prestazioni o per migliorarne estetica e funzionalità e dai raduni in centro città.

Premiazione Aci Sport e presentazione Aci Team Italia

Aci Sport premierà i vincitori delle varie serie dell’automobilismo sportivo tricolore 2019 al Monza Eni Circuit il 7 e l’8 febbraio prossimi. Sarà il Presidente Aci Angelo Sticchi Damiani a fare gli onori di casa unitamente agli esponenti della Federazione e ai componenti delle numerose Commissioni di Settore Aci Sport, presenti per celebrare i successi sportivi 2019 e dare il via alla stagione agonistica 2020.

Nel dettaglio si inizierà venerdì 7 febbraio nel pomeriggio con la consegna dei premi ai campioni delle Autostoriche, proseguendo con i principali vincitori del settore rally. Seguirà l’intervento del Presidente Sticchi Damiani che esporrà i programmi 2020 e presenterà ufficialmente i componenti della nazionale Aci Team Italia nel Mondiale Rally 2020.

La premiazione proseguirà poi con i piloti della velocità in Circuito, seguiti dalla consegna delle “Targhe Speciali”, che andranno a personaggi messisi in evidenza sia in campo nazionale che internazionale. Nella seconda giornata, sabato 8 febbraio, si inizierà con la Mobilità sostenibile, per poi proseguire con lo Slalom, la Formula Challenge e la Salita. Infine saranno premiati i migliori della stagione 2019 del Karting, Off Road e dell’Automodellismo.

Sette gare per De Tommaso e sei per Battistolli nel WRC 3

Due forse tre italiani nel WRC 3. Per Damiano De Tommaso e Alberto Battistolli questa sarà una stagione importante, una stagione di apprendistato. Il giovane varesotto lo sa bene. Non si monta la testa, mantiene quell’umiltà che lo ha sempre contraddistinto e si limita ad un “speriamo bene”, che la dice lunga sulla voglia di iniziare questa splendida avventura al più presto possibile.

Per lui, il 2020 porta in dote con i colori di Aci Team Italia un totale di sei gare europee e una extra-continentale che bisognerà scegliere con attenzione. Ma Damiano non sarà l’unico pilota italiano nel WRC 3, rimasto orfano di Fabio Andolfi che a sorpresa avrebbe scelto di fare un passo indietro, retrocedendo nel Junior WRC.

Infatti, insieme a De Tommaso, nel WRC 3 ci sarà anche Alberto Battistolli che, esattamente come avevamo anticipato, sarà presente in soli sei eventi europei per motivi di studio che ne limitano la presenza ad altre gare. Per lui, è pronta la Skoda Fabia R5 che papà “Lucky” ha scelto come strumento per allenare il pargolo a diventare campione.

Anche Battisolli Jr non si monta la testa e resta con i piedi ben incollati a terra, anche se comprensibilmente in questo momento è tutto un fermento, a cominciare dal cellulare con il vibracall. Sa che deve imparare e che non è questa la stagione per strafare.

Le gare che Alberto Battistolli si troverà a disputare sono stati quasi tutte definite. Cinque su sei sono state scelte: disputerà quasi certamente Rally del Portogallo, Rally di Italia, Rally di Turchia, Rally di Germania e Rally RAC. La sesta gara è ancora da scegliere.

Si attende ora la conferma ufficiale da parte di Giacomo Costenaro del suo programma previsto nel WRC 3. Dovrebbero essere quattro le gare che Costenaro-Bardini puntano a disputare: Rally di Svezia, Rally del Portogallo, Rally di Finlandia e Rally RAC.

WRC 3 per Damiano De Tommaso e WRC Junior per altri tre

Tornano le speranze italiane sulle PS iridate: WRC 3 per Damiano De Tommaso e WRC Junior per altri tre. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, sono stati ufficializzati i nomi dei quattro piloti che vestiranno i colori del progetto Aci Team Italia nel Mondiale Rally 2020. La selezione giovanile italiana organizzata e promossa da Aci Sport porterà una formazione ampia ed agguerrita sulle strade del prossimo World Rally Championship.

I driver scelti si avvarranno del pieno supporto della Federazione Italiana e dei loro tecnici per affrontare la stagione agonistica 2020 nella massima serie rallistica internazionale. Come lui stesso aveva anticipato come obiettivo in un’intervista rilasciata alla nostra rivista in edicola a gennaio 2020, il varesino del 1996 Damiano De Tommaso, vincitore del Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici 2018, correrà nella categoria WRC 3.

Damiano De Tommaso è senza dubbio la migliore scelta che si potesse operare: passione, competenza, cuore e testa, ma soprattutto piede. Meritava più di chiunque altro, e ci perdonino gli altri, di avere questa splendida opportunità.

Altri tre piloti italiani di Aci Team Italia saranno impegnati nel WRC Junior. In questo caso, le scelte federali sono ricadute su due giovani altrettanto meritevoli: il fiorentino 1993 Tommaso Ciuffi, campione italiano 2 Ruote Motrici 2019, e il palermitano 1996 Marco Pollara, campione italiano rally junior 2019.

Nonostante alcune frizioni, causate da qualche eccesso di patos sportivo, è stato salvato il rapporto con il pilota savonese 1993 Fabio Andolfi, che ha già corso nelle scorse stagioni per la Nazionale. Sempre per Aci Team Italia, come avevamo anticipato quasi un mese fa, correrà anche il vicentino 1997 con Alberto Battistolli, impegnato in alcune gare WRC 3.

Aci Sport porta 3 (forse 4) italiani tra WRC 3 e Junior

Aci Sport sta lavorando silenziosamente ad un progetto molto ambizioso: portare tre italiani, forse quattro, tra Junior WRC e WRC 3. Dipenderà molto dai budget in via di definizione. Il progetto che vuole riportare giovani talenti italiani nel WRC dovrebbe essere presentato tra pochi giorni, forse addirittura entro la prossima settimana. La decisione è, infatti, attesa per il 13 gennaio 2020.

Ma di chi si tratta? Quali piloti sono stati scelti? Ora arriva la bella notizia, ovviamente non ancora ufficializzabile, perché oltre ad essere tenuta segreta (in un mondo in cui ormai i segreti non esistono), si stanno definendo ultimi importanti dettagli per la composizione delle squadre. Certo è che, se a giorni il sogno potrà diventare realtà, ma ci sono tutti i presupposti, nel 2020 ci sarà da divertirsi.

Fabio Andolfi e Simone Scattolin con la Skoda Fabia R5

Fabio Andolfi, ligure di Savona, non è destinato, per fortuna, a gettare alle ortiche il patrimonio di esperienza sviluppata negli anni scorsi con Aci Team Italia. Anzi, in federazione fugano ogni timore e spiegano che Fabio è il primo della lista, che resta in orbita federale, seppur facendo un passo indietro (visto che è previsto il passaggio dalla Skoda Fabia alla “Fiestina”).

A Fabio Andolfi dovrebbero aggiungersi due giovani speciali del panorama nazionale che, assolutamente, sono tra i più meritevoli di avere un’opportunità nel Mondiale Rally. E noi di RS da diverso tempo caldeggiamo, insieme ad altri. Perché noi non pensiamo che in Italia non ci siano giovani interessanti. Al contrario, pensiamo che in Italia ci sono molti giovani che andrebbero aiutati.

Damiano De Tommaso e Michele Ferrara al Rally Roma Capitale 2018

Dunque, nel WRC Junior, a rappresentare il Tricolore italiano, al momento dovrebbero finirci il lombardo Damiano De Tommaso, tutto piede e passione (ma per lui si sta valutando piuttosto un eventuale programma federale nel WRC 3 con la R5), e il siciliano Marco Pollara, istintivo, a volte falloso, ma efficace e divertente. Aci Sport sta cercando di portare nel Mondiale Rally anche un quarto giovane. E anche in questo caso si valuta tra WRC 3 e Junior WRC.

Marco Pollara vince il CIR Junior
Marco Pollara vince il CIR Junior

Ci sono trattative in corso e, per evitare di danneggiare equilibri al momento precari, vale la pena soprassedere sul quarto giovane italiano che potrebbe finire a disputare lo Junior con i colori del progetto Aci Team Italia. Si può anticipare che, dirottando De Tommaso sulla R5, certamente più congeniale a lui, ci sarebbe posto per Tommaso Ciuffi nello Junior WRC, altra bella promessa, anche se sul budget del giovane toscano pare esserci ancora qualche punto interrogativo, che speriamo venga tolto al più presto.

Il tutto senza dimenticarci del bravo e veloce Enrico Oldrati, che cresce sempre di più e dovrebbe essere al via dell’intera stagione 2020, ma con risorse proprie. Un plauso alla federazione, se tutto andrà a buon fine, e si incrocino le dita!

Intervista a Damiano De Tommaso: il WRC in tre anni

Quando si ha a che fare con Damiano De Tommaso non c’è bisogno di uno psicologo per capire che si tratta di un ragazzo diverso dagli altri o quantomeno diverso dai tanti giovani – la maggior parte – che frequentano il mondo dei rally.

Dentro quel corpo da ragazzino (Damiano è nato il 5 febbraio del 1996) si nasconde una testa pensante da adulto maturo. Ha messo a segno una micidiale tripletta avendo da poco vinto l’IRC alla sua prima stagione in R5 e dopo aver trionfato nel Trofeo Peugeot (2017) e nel Cir Junior (2018). Non sappiamo se abbiamo a che fare con il campione del futuro o solo con una delle tante grandi promesse che il nostro rallismo non è riuscito a mantenere ma certo è che Damiano ha le carte in regola per provare a fare quel percorso che lui tanto sogna.

Se è indiscutibile che il suo piede destro è piombato al punto giusto per realizzare tempi di una certa importanza, è altrettanto vero che un altro degli elementi che possono fare la differenza è la testa e Damiano quella ce l’ha ben piantata sulle spalle. Spavaldo quanto basta, educato oltre misura, attivo sui social per quel minimo sindacale che serve per coltivare la propria immagine in un settore che in questo momento valorizza molto l’aspetto della comunicazione, Damiano non ha bisogno di un cannocchiale per guardare avanti e capire dove vuole arrivare e come si devi fare per raggiungere la meta prefissata.

“Io voglio arrivare nel Mondiale – dice senza tergiversare Damiano -. Ci sono stato per una stagione e mezza all’inizio della mia carriera e ho la consapevolezza che quello è il terreno sul quale voglio e posso confrontarmi. So che ho un potenziale e lo voglio sfruttare ma so pure che non ho molto tempo a disposizione: mi sono dato tre anni per raggiungere questo obiettivo e solo allora potrò tirare le somme e vedere se ce l’avrò fatta oppure no. Non voglio avere rimpianti e ci voglio provare; solo una volta che mi ci sarò cimentato potrò dire sono abbastanza bravo per il WRC oppure meno. È da sempre il mio obiettivo e non ne ho altri al momento: io vivo per i rally e aspiro al massimo!”.

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Damiano De Tommaso sbanca l’IRCUP: riflessioni sulla stagione

Tutto è bene quel che finisce bene. Damiano De Tommaso approva senza riserve l’assunto del vecchio detto popolare: “In effetti, quando ci capita di ripensare alla nostra stagione ci accorgiamo che anche gli episodi meno belli, anche quelli decisamente brutti come il principio di incendio che ci stoppò al Rally del Taro, ormai ci fanno sorridere…”.

Il talentino varesotto non usa quel pluralis majestatis che, non più prerogativa di papi e re, è diventato un vezzo per molti: quando parla al plurale è perché lo fa anche a nome di Giorgia Ascalone, la copilota salentina che lo ha accompagnato nella corsa verso il successo nell’edizione 2019 dell’International Rally Cup.

Ereditata nel finale, la vittoria al Città di Bassano è stata la cilegina su una torta bella e gustosa che i due ragazzi – quarantacinque anni in due – hanno confezionato gara dopo gara. A cominciare dall’Appennino Reggiano di aprile: “A prescindere da cosa ci riserverà il futuro, quel primo posto conquistato nell’ultima prova speciale è destinato a restare fra i nostri ricordi più belli”, racconta.

Poi spiega: “Al via di quell’ultimo tratto cronometrato, credevo veramente di potercela ancora fare, ma al tempo stesso non speravo di farcela. Capisco che possa sembrare contraddittorio e forse lo è, ma è proprio quello che provavo mentre eravamo in attesa del via”.

Cinque gare, tre primi posti. E tredici prove speciali vinte: quattro più di Manuel Sossella, cinque più di Paolo Porro e Alessandro Re che, fra tutti, sono stati quelli che gli hanno reso la vita più difficile. I numeri dicono molto e, soprattutto, legittimano più di milioni di chiacchiere da bar la sua vittoria nella serie che anche quest’anno ha proposto un mix di gare bene allestite, con “piesse” bene assortite e, soprattutto con un chilometraggio adeguato.

De Tommaso ne è conscio, anche se sta bene attento a non fare la ruota. La strada, la sua strada, è ancora in salita e lo sa. Ma intanto è salito di un altro gradino. “E – ricorda – non era neppure scontato che riuscissi ad avere la possibilità di provarci. Nato, una decina di giorni prima della chiusura delle iscrizioni dell’Appennino Reggiano, il progetto a un certo punto pareva essere andato in fumo e solo in extremis riuscimmo a far partire in tempo l’iscrizione”.

Il resto è venuto quasi da sé. Con il suo impegno, con la collaborazione di Giorgia, con il supporto di Munaretto. E l’affetto di molti appassionati capaci di vedere oltre le belle livree, i bei caschi. A domanda risponde, ma non sempre. Non quando si sente chiedere quale delle cinque gare dell’IRCup gli è piaciuta di più…

“E come si fa a dirlo? Ciascuna ha qualche caratteristica molto positiva, ciascuna mi ha lasciato dentro qualcosa di bello. Anche il Taro, malgrado il ritiro, alnche il Casentino, malgrado la foratura iniziale e i problemi che abbiamo risolto solo all’ultimo parco assistenza, cambiando i quattro ammortizzatori. Pare impossibile, ma appena fuori dal ‘service’ sentii di avere fra le mani un’auto diversa e difatti lo dissi subito a Munaretto, annunciandogli che se non avessi fatto il miglior tempo sulla magica Talla sarebbe stata solo colpa mia”.

“Piuttosto, quello che trovo manchi nel rallismo italiano – e non mi riferisco a un campionato o a una serie in particolare, ma lo dico in generale – è un maggior cameratismo fra noi che corriamo. Non capisco perché in Italia sia difficile, molto difficile, instaurare rapporti corretti, basati sulla stima reciproca: le gelosie, le ripicche, i sospetti servono solo a rovinare l’ambiente”.

A Bassano si chiude la stagione: l’IRCUP e i suoi campioni

Si è conclusa con uno strepitoso 36° Rally Città di Bassano l’edizione 2019 dell’IRCup. Anche quest’ultima gara a Bassano del Grappa si è rivelata combattuta sino all’ultimo chilometro e con diversi colpi di scena.

Sono state otto le prove disputate che hanno visto diversi piloti favoriti per la vittoria finale del campionato che si sono dovuti ritirare per uscite di strada come Paolo Porro, navigato da Paolo Cargnelutti (Ford Fiesta RS WRC), oppure Manuel Sossella e Gabriele Falzone (Ford Fiesta WRC) che ha forato nella penultima Prova Speciale.

Paolo Porro era uno dei papabili per la vittoria del Campionato, mentre Manuel Sossella era uno dei favoriti locali per la vittoria della gara e per conquistare punti importanti nel Campionato.

Alla fine dopo una gara tirata ed estremamente impegnativa è stato il giovane pilota di Varese Damiano De Tommaso, navigato dalla leccese Giorgia Ascalone (Skoda Fabia R5) ad aggiudicarsi sia la gara che la vittoria dell’International Rally Cup 2019.

“Una gara difficile – ha dichiarato De Tommaso all’Arrivo – Non si poteva mai perdere la concentrazione. Devo ringraziare il team perchè hanno fatto un lavoro perfetto e anche i tanti fans e amici che mi hanno supportato. E’ una vera gioia aver vinto questo bel campionato”.

Terzi in gara e secondi nel campionato Alessandro Re navigato da Mauro Turati su Skoda Fabia R5 che guidava per la prima volta in gara e con la quale ha avuto qualche problema di adattamento. Il comasco vincendo l’ultimo tratto cronometrato è riuscito a risalire in classifica e con il terzo posto in gara si è aggiudicato la seconda posizione nella sempre effervescente serie ideata da Loriano Norcini.

“Non sono partito benissimo – ha dichiarato Alessandro Re – Avevo un’auto nuova e non è stato facile gestirla, ma alla fine sono a po a poco riuscito a trovare un ritmo giusto”.

Valter Gentilini e Giulia Zanchetta (Ford Fiesta WRC) hanno concluso la gara quarti assoluti e un po’ delusi perchè nella gara di casa speravano di fare meglio, ma si possono consolare con un ottimo terzo posto in campionato. “Speravo di fare meglio nella gara di casa – ha detto Gentilini – Se fossi riuscito a trovare maggior feeling con la vettura forse avrei potuto mirare al podio, ma il terzo posto nell’IRCup è una grande soddisfazione”.

I vincitori dei vari raggruppamenti

R4 – N4 – R3D – ProdS4
Marco Belli

S1600 – R3C – R3T
Andrea Galeazzi

R2B (Peugeot)
Mirco Straffi

R2B (escluso Peugeot) – A7
Mariano Mariani

N3 – R2C
Mattia Targon

N2 – N1 – N0 – R1A – R1C
Davide Trinca Colonel

Forze di Polizia
Pierdomenico Fiorese

Under 25
Damiano De Tommaso

Il Rally Città di Torino incorona Damiano De Tommaso

Confermando a pieno i favori della vigilia, il lombardo Damiano De Tommaso in gara con Giorgia Ascalone sulla Skoda Fabia di Munaretto, si è aggiudicato la 34° edizione del Rally Città di Torino. L’appuntamento valido per la Coppa Italia Aci Sport 1° zona e per il Trofeo Michelin Cup ha visto al via 114 equipaggi.

Sette le prove speciali ricavate come tradizione fra le Valli di Susa e di Lanzo. Il giovane campione in carica nel Campionato Italiano Junior ha sfruttato le strade piemontesi per effettuare dei test in vista dei prossimi impegni nel ricco campionato privato denominato International Rally Cup.

De Tommaso si è aggiudicato 6 delle sette prove speciali portandosi in testa sin dal primo impegno cronometrato sui quindici chilometri del Col del Lis resi umidi dalla pioggia caduta alla vigilia e in alcuni tratti della giornata di gara. Il vantaggio acquisito ha permesso al giovane lombardo di controllare gli attacchi di Jacopo Araldo (Skoda Fabia) in gara con Lorena Boero sulla stessa vettura con la quale l’equipaggio della Meteco Corse si è aggiudicato l’edizione 2018.

Araldo ha chiuso con un distacco di 38”2 vincendo anche il primo passaggio a Monastero che ha permesso al giovane di Santo Stefano Belbo di salire definitivamente alle spalle di De Tommaso. In terza posizione, a completare un egemonia Skoda particolarmente marcata, il valdostano Elwis Chentre al via con Elena Giovenale.sulla vettura della P.A Racing. Come al solito fra i protagonisti il pilota di Roisan, ha compiuto un passo deciso nella classifica del Trofeo di zona.

Ottimo il ritorno alle competizione per il torinese Luca Gulfi coadiuvato da Marco Pollicino anche loro su una vettura della casa ceca con la quale, dopo una bella sfida con Andrea Sala e Stefano Mazzetto, hanno concluso al 4° posto assoluto. Quinti i già citati Sala e Mazzetto autori di una brillante prestazione a bordo della Skoda Erreffe che il medico di Ciriè ha usato recentemente ad Alba.

Ottimi riscontri, compreso il secondo tempo assoluto sull’ultimo passaggio a Mezzenile che gli ha permesso di superare al fotofinish Gagliasso anche per il teramese “Dedo” al via con Maurizio Barone su una Skoda con la quale il pilota – istruttore abruzzese sta affrontando il campionato spagnolo Esordio impegnativo sulla Volkswagen Polo per Patrick Galgiasso e Elio Tirone attardati da un testa coda nel corso della seconda prova che è costato al pilota di Poirino un discreto dispendio di tempo dopo aver fatto segnare la terza prestazione assoluta sul parziale inziale.

Ottavi assoluti Stefano Giorgioni e Adriano Gioielli sull’ennesima Skoda Fabia seguiti nella generale dalla vettura identica dei canavesani Maurizio Tavelli e Nicolò Cottellero. Chiude la lista dei primi dieci Giorgio Bernardi e Giulia Zanchetta a bordo della Skoda Fabia.. Fra le novità di quest’anno il Trofeo Valli di Lanzo che ha premiato i vincitori di classe nell’ultimo trittico di prove.

Nell’ambito del Rally Città di Torino è stato promosso il Trofeo “Valli di Lanzo” riservato ai migliori di classe dell’ultimo trittico di prove. Il venerdì sera si è concluso con l’elezione di Miss Pianezza e Miss Rally Città di Torino. La corona alla più bella della serata è andata rispettivamente a: Federica Iemma (Miss Pianezza), Miriam Panella (Miss Rally Città di Torino), Denise Salvaguardia (Miss Comune Fiorito)

IRCup, il Rally Piancavallo dice De Tommaso

E’ stata una cavalcata trionfale quella di Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone al 33° Rally Piancavallo, organizzato da Knife Racing con piena soddisfazione dell’Automobile Club Pordenone. Prima volta nell’International Rally Cup, dinamiche ruggenti e cariche di buoni auspici per il futuro. Ma due giorni di gara bersagliata dal maltempo, che non ha risparmiato nemmeno le premiazioni in piazza Italia a Maniago, però si è presa i complimenti dei protagonisti per la qualità del percorso e le suggestioni legate all’antico prestigio, ora riattizzate dall’entusiasmo di Stefano Lovisa & C.

Il giovane pilota varesino, con una Skoda Fabia R5 del team Munaretto, ha dominato i due giorni di gara coprendo 122 chilometri di prove speciali nel tempo totale di 1:22’47’’4. Dopo il successo a Reggio Emilia lo scorso aprile nel primo appuntamento dell’International Rally Cup 2019, si è preso anche il trionfo a Piancavallo rafforzando il primato nella classifica generale. Vittoria mai in discussione fin dalle prime prove speciali di sabato su Poffabro e Barcis-Piancavallo, marcando distacchi profondi sulla truppa degli inseguitori.

Il favorito della vigilia, Manuel Sossella su Ford Fiesta Wrc, ha sofferto per un’errata scelta di gomme è ha perso fiducia pagando un ritardo di quasi 2 minuti. Così ieri mattina non è nemmeno ripartito, idem il comasco Paolo Porro (altra Fiesta Wrc) causa incidente sulla salita in notturna a Piancavallo, mentre ieri mattina De Tommaso sulle prove di Pielungo (10’00’’1) e Campone (5’37’’6) ha aumentato il vantaggio sui rivali con le Skoda R5, Alessandro Re e Alfonso di Benedetto. Poi è salito in cattedra proprio il siciliano Di Benedetto, miglior tempo nelle ripetizioni di Pielungo (9’48’’7) e Campone (5’34’’3), ancora distante dal battistrada ma ormai a soli 0’’8 da Re prima del gran finale a Pradis-Grotte.

Sugli oltre 26 km di tracciato cronometrato della prova “marathon”, con strada ancora bagnata e viscida, De Tommaso ha pensato bene di guidare in controllo, Di Benedetto (17’20’’8) ha “graffiato” e superato Re (a 9’’2) tanto da scalzarlo in extremis dalla piazza d’onore. Migliore degli equipaggi pordenonesi quello composto da Marco Zannier e Marika Marcuzzi, al loro debutto su Skoda Fabia con un quarto posto assoluto da incorniciare. Scotto della prima volta su Ford Fiesta Wrc per Denis Babuin e Roberta Spinazzé, comunque ottavi davanti ad Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet su Fabia R5.

Positiva anche la prova di Dimitri Tomasso e Franco Durat (Peugeot 208), dodicesimi assoluti e secondi di Classe R2B, davanti a Fabrizio Martinis e Marco Mirabella (Renault Clio), ai quali sono mancati rivali diretti in R3C.

Nel rally storico vittoria di Maurizio Finati con una splendida Lancia Rally 037 in 58’18’’7, scatenando brividi di nostalgia lungo prove speciali contornate di pubblico, nonostante il meteo inclemente. Seconda posizione assoluta per la Bmw M3 di Andrea Romano a 1’12’’6, mica facile gestire una trazione posteriore nel viscido. Terzo il tedesco Michael Stoscheck su Porsche 911, ultrasettantenne capace ancora di scherzare in controsterzo, un plus valore per Knife Racing con il suo marchio Brose a sostenere il Piancavallo.

Nella rally nazionale, i primi tre sono andati a braccetto praticamente in tutte le prove speciali tranne una. Sempre il più veloce lo spezzino Claudio Arzà (tempo totale 53’01’’0), manco a dirlo con una Skoda Fabia R5 come il paluzzano Nicola Cescutti (secondo a 1’03’’0), l’avversario più insidioso. Terzo (a 2’46’’1) il francese Cyril Audirac su Peugeot 207 Super 2000, in debito di potenza ma certo non di grinta. Ottimo quarto il pordenonese Enrico Zille (Peugeot 106 Kit) e settimo Cristian Secondin (Peugeot 208). 

Nella prima giornata, il Rally Piancavallo si è subito rivelato duro, selettivo, per qualcuno anche micidiale. E non sono mancate le sorprese nel teatro di “Poffabro” e “Barcis-Piancavallo” con tanta gente sugli spalti naturali nonostante il tempo inclemente, pure la nebbia a indispettire gli equipaggi in lotta per International Rally Cup, Rally Storico e Rally Nazionale. Già la partenza in piazza Italia a Maniago, tra uno scroscio e l’altro, ha dato il menù della gara bagnata e pareva che tutti avessero scelto le gomme “rain”. Invece qualcuno ha azzardato un paio di “stampo”, come una scelta di mezzo per vedere come va e provare a indovinare subito una strategia vincente.

Tra questi pure il favorito numero uno, Manuel Sossella, campione di ritorno nella ribalta Irc con tre titoli in bacheca. La sua Ford Fiesta Wrc ha patito l’inferno beccando 38’’6 sulla prima di “Poffabro” dall’enfant prodige Damiano De Tommaso, 5’20’’8 con la Skoda Fabia R5 più veloce del lotto. Ma non è andata meglio sulla “Barcis-Piancavallo”, altri 14’’2 sul groppone di Sossella rispetto al graffio di De Tommaso in 13’08’’2, nonostante un cambio gomme che è servito comunque a limitare i danni.

“Sono in chiara difficoltà e devo recuperare fiducia” ha ammesso il driver vicentino, condizionato dall’uscita di strada di una settimana fa in gara test al Valpolicella dopo uno stop che durava dall’altro botto rimediato lo scorso ottobre a Como. Nessun problema, invece, per il campione italiano junior, battendo il ritmo senza alcuna sbavatura. Nel ritorno a “Poffabro” a graffiare è Alfonso Di Benedetto in 5’14’’0, De Tommaso cede 5’’1 ma Sossella a 12’’9. Così dopo tre prove il margine tra il vecchio e il nuovo dell’Irc era salito a 1’00’’6, impensabile alla vigilia.

Certo la strada viscida ha ridotto il divario prestazionale tra R5 e Wrc, anzi, le più muscolose “world rally car” si fanno ancora più difficili da gestire pattinando nei tornanti. Prova ne sia che a recitare in vetta è stata pure la Skoda di Di Benedetto mentre quella di Alessandro Re ha preso la piazza d’onore, provvisoria, senza trascurare l’esordio stupefacente di Marco Zannier con la vettura ceca, secondo tempo iniziale a Poffabro in 5’26’’5. Ieri sera, infine, “Barcis-Piancavallo” (dedicata alla memoria di Maurizio “Icio” Perissinot) ridotta per tutti ai 14,90 km di “Pian delle More”, ovvero la misura prevista per Storico e Nazionale.

Nebbia da tagliare con il coltello, diluvio e ritardo nel riposizionare la postazione crono. De Tommaso comunque padrone in 10’22’’2 che diventano 34’10’’3 nel totale, Re a 27’’3 e Di Benedetto a 38’’3. Soddisfatto Zannier quarto a 1’10’’2, migliore dei pordenonesi. Sossella a 1’45’’8, però visto Liverpool e Tottenham mai dire mai, con cinque prove speciali ancora a disposizione e magari un po’ di parziale asciutto che non guasterebbe. Un peccato il ko di Paolo Porro dopo circa 4 km dallo start sul lungolago. Fiesta Wrc che gli stava dando problemi di visibilità con appannamento del parabrezza.

L’uscita di strada ha tolto definitivamente un atteso protagonista della gara. Nel Rally Storico in testa Maurizio Finati (Lancia 037) in 23’11’’3, graffiando sulle prime due prove, mentre Andrea Romano (Bomw M3) si è preso gloria nella ripetizione di “Pian delle More” e viaggia secondo a 1’10’’8, Ennio Boria (Renault 5 Gt Turbo) terzo a 1’44’’1. Skoda Fabia protagoniste anche nella Gara Nazionale. Al comando quella di Claudio Arzà in 21’15’’5 con 6’’9 sulla rivale condotta da Nicola Cescutti, terza la Peugeot 207 Super 2000 del francese Cyril Audirac a 40’’8. 

Classifica assoluta Rally Piancavallo 2019

1. DE TOMMASO-ASCALONE (Skoda Fabia) in 1:22’47.4; 2. DI BENEDETTO-LONGO (Skoda Fabia) a 25.0; 3. RE-TURATI (Skoda Fabia) a 33.4; 4. ZANNIER-MARCUZZI (Skoda Fabia) a 2’27.1; 5. GENTILINI-ZANCHETTA (Ford Fiesta) a 2’52.1; 6. TOSI-DEL BARBA (Skoda Fabia) a 4’09.8; 7. RONCORONI-BRUSADELLI (Skoda Fabia) a 4’57.9; 8. BABUIN-SPINAZZÈ (Ford Fiesta) a 5’22.0; 9. PROSDOCIMO-ZANET (Skoda Fabia) a 6’56.3; 10. ROVATTI-CAVICCHI (Peugeot 208) a 7’36.0; 11. CARNIELLO-ZILLE (Peugeot 207) a 8’02.3; 12. TOMASSO-PICENO (Peugeot 208 Gti) a 8’50.2; 13. MARTINIS-MIRABELLA (Renault Clio) a 8’54.7; 14. CASELLA-ARLOTTA (Peugeot 208) a 9’18.4; 15. TARGON-DI GIUSTO (Honda Civic Type R) a 9’27.1; 16. BUIATTI-BARICHELLO (Ford Fiesta MK8) a 9’40.9; 17. SARTOR-TESSARO (Peugeot 208) a 9’45.5; 18. BÃœHLER-ZANNI (Peugeot 208 Vti) a 10’06.2; 19. POLISINI-PASCALE (Mitsubushi Lancer Evo X) a 10’50.6; 20. ZANOTTI-BERNARDI (Peugeot 208) a 10’51.7; 21. BELLI-COSTI (Mitsubushi Lancer Evo X) a 11’01.1; 22. ZORRA-CARBOGNANI (Peugeot 208) a 11’12.6; 23. ZANOTTO-BUCCINO (Peugeot 208) a 11’13.7; 24. ANCILLOTTI-SANESI (Peugeot 208) a 11’15.8; 25. PARONUZZI-ALTINIER (Peugeot 208) a 12’01.5; 26. TRINCA COLONEL-TRECCANI (Citroen Saxo Vts) a 12’15.2; 27. BEARZI-PRIZZON (Renault Clio 1.6 16v) a 12’21.2; 28. DELLA MAGGIORA-FAVALI (Renault Clio) a 12’46.3; 29. FIORESE-GUADAGNIN (Mitsubushi Lancer Evo X) a 13’13.1; 30. FAVARO-PAVAN (Ford Fiesta) a 13’14.1; 31. SIVILOTTI-MUIN (Peugeot 208) a 13’17.3; 32. GUGLIELMETTI-GUGLIELMETTI (Citroen Saxo) a 13’46.7; 33. PIZZINATO-COLLINI (Fiat Cinquecento Sp.) a 16’27.8; 34. TOFFOLO-BIASIO (Peugeot 106 Rallye) a 16’30.6; 35. LUSSO-DEL FRARI (Renault Clio Rs Sport) a 17’24.1; 36. MAGLIONI-ALFIERI (Peugeot 106) a 17’47.7; 37. GARDINI-DE VINCENZI (Citroen Saxo) a 18’20.4; 38. MARCON-MOSENA (Peugeot 106 Rallye) a 20’34.5; 39. LANTERI-LANTERI (Renault Twingo) a 21’15.5; 40. CATALINI-SALOTTI (Renault Twingo) a 21’23.3; 41. CERIALI-FERRARIS POTINO (Renault Twingo) a 23’05.7; 42. PELOSI-GUZZI (Renault Twingo) a 26’15.3; 43. GABRIELE-PIANON (Citroen Saxo Vts) a 26’46.4; 44. SPORZON-BALDAN (Peugeot 106) a 27’05.9;

Rally Piancavallo: Sossella vs De Tommaso e Porro

Valido per l’IRCup, si corre l’11 e il 12 maggio il 33° Rally Piancavallo, diviso nella prova valida per l’IRC, nel rally Nazionale e nel Rally Storico a chilometraggio ridotto. La gara è organizzata da Knife Racing Maniago su incarico dell’Automobile Club Pordenone. La partenza oggi da piazza Italia a Maniago alle 15.30 verso Meduno e Frisanco per affrontare due prove speciali sul tratto “Poffabro” di 7,40 km (start alle 16:04 e 20:11) e due sul “Icio Perissinot” di 20 km (start 16:58 e 21:05). Per il Rally Storico e il Nazionale i 14,90 km di “Pian delle More”.

Domani dalle 7:30 le prove sul “Pielungo” di 14,20 km (start 9:11 e 12:38) e “Campone” di 9,00 km (start 9:42 e 13:09), seguirà la “Pradis Grotte” di 26,20 km (start 16:05) riservata alla IRCup. Arrivo e premiazioni in piazza Italia a Maniago dalle 17:10. Oggi in piazza Italia prodotti tipici delle Dolomiti Orientali. Alle 18:45 l’arrivo dell’autoraduno per auto sportive moderne e d’epoca partito da Spilimbergo, con esposizione vetture e cena dei partecipanti.

Si battono per l’assoluta i piloti Wrc tutti su Ford Fiesta, e gli R5 tutti su Skoda Fabia. Favori del pronostico per Manuel Sossella (Fiesta) che ha al suo attivo tre titoli Irc e uno Ciwrc; per Damiano De Tommaso (Skoda) e Paolo Porro (Fiesta). Altri pretendenti al podio, sempre su Ford, saranno Simone Rabaglia, Valter Gentilini e Denis Babuin al debutto sulla Fiesta. Tra gli alfieri Skoda occhi su Gianluca Tosi, Alessandro Re, Marco Roncoroni, Alessandro Prosdocimo e Marco Zannier. In Super 2000 la Peugeot 207 di Alberto Carniello, che partirà davanti a tre Mitsubishi Lancer R4. La R2B è quasi un monomarca Peugeot 208 con Claudio Gubertini e Alessandro Zorra insidiati da Dimitri Tomasso. In E6/S2 le Renault Clio di Alessio Della Maggiore e Matteo Bearzi griffato North East Ideas come Fabrizio Martinis, al volante dell’unica Clio R3C.

Anche il Trofeo Twingo R1 “Internazionale” torna sotto i riflettori del 33° Rally Piancavallo. Numeroso il pubblico atteso sia sul campo di gara, sia nel parco assistenza come vuole la tradizione delle gare IRC, serie in cui concorreranno quattro equipaggi della Losanga. A dover difendere il primato tra le Twingo ci saranno Gabriele Catalini e Michael Salotti, vincitori del primo appuntamento dell’anno su una vettura della scuderia Costa Ovest. Con la stessa determinazione si presentano ai nastri di partenza della manifestazione friulana Lorenzo e Davide Lanteri (La Superba), i quali con 27,5 punti nel loro carniere questo weekend puntano ad agganciare i battistrada del trofeo. Da non sottovalutare è la presenza di Giovanni Pelosi e Giancarla Guzzi alfieri della ASD G.R. Motorsport e quella della Meteco Corse che punta nuovamente sul pilota Matteo Ceriali e la navigatrice Margherita Ferraris Potino. La gara, che trova le sue origini nel lontano 1980, si disputerà nelle giornate di sabato e domenica con nove prove speciali sulla distanza di oltre 127 Km di percorso.

In coda all’Irc partirà un rally storico. Su Lancia Stratos (Tony Fassina), Lancia 037 (Maurizio Finati), Bmw M3 (Andrea Romano), Porsche 911 (Michael Stoscheck) su un percorso ridotto a 7 prove speciali, con un solo passaggio sabato sulla Barcis-Piancavallo di 14,90 km ribattezzata “Pian delle More”. Dopo lo storico, sullo stesso tracciato, in gara i concorrenti del rally Nazionale animato da 41 equipaggi. Su Skoda Fabia R5 Nicola Cescutti e Claudio Arzà, con la Hyundai i20 Fabio Nosella. Su tre Peugeot 207 Super 2000 Cyril Audirac, Stefano Callegaro e Alberto Martinelli. Partecipa alla sfida Roberto Salmaso con la sua Peugeot 306, suoi avversari di classe Gabriele Beltrame e Matteo Righini, entrambi su Renault Clio Williams.

Sulle PS del Rally Valpolicella vince De Tommaso

Dominio incondizionato, senza se e senza ma… questo in breve il riassunto della gara di Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone alla seconda edizione del Rally della Valpolicella – Trofeo Città di Negrar.Tornato in terra scaligera dopo la prima vittoria in carriera siglata proprio lo scorso anno a Negrar al debutto su di una vettura della classe R5, il giovane pilota di Varese si è ripresentato quest’anno sempre con alle note la leccese Giorgia Ascalone, con una nuova vettura – la Skoda Fabia R5 – con l’obbiettivo di fare esperienza in previsione dell’imminente debutto nel Campionato IRC.

 Sulla carta il ventitreenne alfiere Skoda sembrava doversi guardare le spalle da più di un avversario tra i 72 equipaggi che venerdì sera hanno preso il via della gara organizzata dal Valpolicella Rally Club, con la prima defezione importante che arrivava ancora prima della partenza con il ritiro del vicentino Alessandro Battaglin, costretto ad abbandonare subito la compagnia a causa di un guasto alla centralina della sua Mitsubishi.

Allo scattare del cronometro i concorrenti illuminavano la serata con la novità per l’edizione di quest’anno della prova spettacolo allestita nella zona industriale di Sega. Un tracciato veloce e tecnico che metteva subito a dura prova gli equipaggi a causa di un fondo molto insidioso dovuto anche alle piogge cadute fino a poche ore prima del via. Questo non impediva a De Tommaso di piazzare il primo sigillo della gara, seguito da Sossella e Righetti. Tra i favoriti della vigilia, subito attardato Zaglia a causa di un dritto che gli faceva perdere tempo prezioso.

 La ripresa della gara nella mattinata di sabato si apriva nuovamente sotto il segno del pilota di Varese, il quale pur lasciando a 10 secondi Sossella – il primo tra gli avversari – lamentava una divagazione che oltre alla perdita di tempo, gli piegava anche un cerchio poi sostituito. Detto di Sossella alle sue spalle, in terza piazza si posizionava Lovisetto seguito da Righetti, primo dei piloti di casa.

 Sul terzo passaggio ennesimo monologo di De Tommaso, seguito da Sossella e Pighi che raccoglieva il testimone di miglior pilota di casa dopo il prematuro ritiro di Righetti a causa di un’uscita di strada che fortunatamente non causava danni alla vettura, ma che rimaneva però bloccata in un punto dove era difficile uscirne.

Anche Lovisetto su questa prova tirava un sospiro di sollievo lamentando solo il tempo perso a causa di un 360 gradi con la sua Skoda, che perdeva improvvisamente aderenza ma per fortuna restando sulla sede stradale senza contatti di sorta. Sicuramente andava peggio a Manuel Sossella sulla prova successiva, la storica San Peretto, quando su una curva a destra la sua Ford Fiesta R5 perdeva aderenza uscendo di strada, con l’equipaggio che non riportava nessun danno, ma con la vettura che portava pesantemente i segni di quanto accaduto con il conseguente ritiro.

Perso l’unico avversario che forse poteva impensierirlo, De Tommaso procedeva a quel punto nella sua cavalcata solitaria fino all’arrivo, vincendo di prepotenza anche tutte le prove restanti. Alle sue spalle si infiammava però la battaglia per il podio tra Pighi e Lovisetto. Con il veronese secondo, che dopo ogni prova vedeva il suo vantaggio ridursi sempre più, fino a quando Lovisetto, con un colpo di reni finale superava l’avversario proprio sull’ultima prova andando a conquistare la seconda piazza assoluta.

 All’arrivo a Negrar erano così Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone che andavano a scrivere per la seconda volta consecutiva il proprio nome nell’albo d’oro del Rally della Valpolicella, confermandosi signori indiscussi della gara scaligera:

“Sono felicissimo di questo risultato – spiegava all’arrivo il ventitreenne varesino – lo scorso anno qui ho conseguito la mia prima vittoria assoluta, quest’anno siamo venuti per fare una gara test per conoscere meglio la Skoda Fabia R5 in ottica della mia prossima partecipazione al campionato IRC, e devo dire che le cose sono andate molto bene, a parte il problema sulla prima prova di stamattina e sul finale che non avevo più gomme, per il resto tutto ha funzionato alla perfezione.”

Soddisfazione anche da parte di Adriano Lovisetto che con alle note Christian Cracco alla fine si diceva contento del bel recupero sul finale, sopratutto ripensando al testacoda della mattinata che poteva mettere subito fine alla sua gara. Nonostante abbia perso la piazza d’onore proprio sull’ultima prova, il sorriso non mancava nemmeno a Davide Pighi con alle note Francesco Orian, terzo assoluto e miglior portacolori scaligero:

“E’ andata bene, sono contento comunque – spiegava – era dal Due Valli dello scorso anno che non salivo in macchina, ho fatto tutta la corsa con un solo treno di gomme, mi sono divertito e sono salito sul podio, va bene così!”. Non troppo soddisfatto della sua gara invece Massimo Zaglia, quarto assoluto con Alberto Gaggioli a completare un poker di Skoda Fabia R5, che dopo aver perso tempo prezioso già durante la prova spettacolo a causa di un dritto che lo faceva chiudere a 16 secondi dalla vetta, si ritrovava nella giornata di sabato a lottare con problemi di assetto e di gomme che non gli hanno permesso di esprimersi al meglio.

Primo della Classe Super 2000 e quinto assoluto, con una Skoda Fabia, chiudeva il pilota di casa Denis Franchini con Fabio Andrian, soddisfatto della sua prestazione, consistente e priva di sbavature. Primi della Classe Super 1600, delle due ruote motrici e sesti assoluti Yuri Sartori e Anna Dusi su Renault Clio, autori di un’ottima prova che avrebbe potuto essere forse più a  ridosso degli avversari ma che li ha visti attardati sulla P.S. 4 quando il concorrente che li precedeva avanzava lentamente a causa di una foratura, ma una volta raggiunto non riusciva subito a dargli strada a causa della carreggiata stretta, come ammetteva sportivamente lo stesso Sartori.

Settimi assoluti e primi di classe R3T con la Citroen DS3 Andrea Grobberio e Nicola Valbusa, con il veterano scaligero che portava in gara per la prima volta la vettura francese, dicendosi molto soddisfatto di questo debutto e sopratutto del potenziale che ha dimostrato la sua DS3, recriminando anche la possibilità di un risultato migliore se non avesse avuto problemi con le note sulla prova “Santa Cristina” corsa in entrambi i passaggi praticamente senza indicazioni, a riprova di questo abbassando dal primo al secondo giro il proprio tempo di quasi venti secondi.

Ottimi ottavi assoluti e primi di classe A7 con la Renault Clio Williams Luigi Zamperini ed Arnaldo Panato, autori di una gara dove hanno sfruttato appieno le caratteristiche della sempreverde vettura francese, in grado nonostante l’età di chiudere tranquillamente dentro i primi dieci assoluti se guidata da mani esperte.

Noni assoluti e primi di classe R2B Roberto Campostrini e Sara Refondini su Peugeot 208, con il pilota veronese come sempre grande interprete delle classi minori, con un risultato che avrebbe potuto essere ancora migliore se un testacoda sul sesto tratto cronometrato non gli avesse fatto perdere la settima piazza assoluta.

Decimi e secondi di R2B Daniele Casagrande e Luca Camiscia, capaci di sfruttare ogni cavallo della loro piccola Renault Twingo, facendola danzare al meglio sulle strade scaligere. La seconda edizione del Rally della Valpolicella ha visto anche l’esordio del Trofeo 15 Pollici. Organizzato dal Valpolicella Rally Club con il supporto della Daytona Race di Verona e riservato alle classi Racing Start, Racing Start Plus, R1, N0, N1, N2, N3, A0, A5 ed A6, è stato pensato con l’intento di valorizzare l’impegno e la passione di questi equipaggi, zoccolo duro della passione rallystica.

Con l’adesione che avveniva in automatico al momento dell’iscrizione, questa prima edizione ha visto al via ben 39 partecipanti, a riprova del bacino di vetture che può raccogliere un’iniziativa del genere. Dopo una bella gara condotta al comando fino alla sesta prova speciale con la loro Peugeot 106 N2, Federico Bottoni e Sofia Peruzzi hanno dovuto amaramente abbandonare la gara, i sogni di successo nel Trofeo ed un ottima quindicesima piazza assoluta a causa della rottura del motore della loro vettura.

Il primo successo del trofeo 15 Pollici andava così a Tommaso Salizzoni e Giorgio Martini su Peugeot 306 Rallye N3, confermando nuovamente che nonostante l’età, una vettura se ben portata può regalare ancora belle soddisfazioni.Secondi Paolo Baltieri ed Elisabetta Chesini su Peugeot 106 A6, chiudono il podio Matteo Allegrini e Mattias Conci su Peugeot 106 N2. 

Intervista con Damiano De Tommaso (VIDEO)

L’IRCup 2019 riparte dall’Appennino Reggiano e registra la vittoria clamorosa di Damiano De Tommaso con la Skoda Fabia R5. Ben navigato da Giorgia Ascalone, De Tommaso scavalca nella decima ed ultima speciale con un tempo “monstre” la Ford Fiesta WRC di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti che pure danno il massimo fino all’ultimo metro di gara. Al terzo posto concludono Gianluca Tosi e Roberto Del Barba su Skoda Fabia R5, autori di una gara priva di errori ma anche del giusto mordente per ambire al successo assoluto.

Grande lotta per il quarto posto assoluto che contrappone la Skoda Fabia R5 di Alessandro Re e Mauro Turati e la Volkswagen Polo R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia, già vista in azione al Ciocco. Alla fine è Re ad avere la meglio con un vantaggio di tre secondi ed un decimo su Rusce, comunque trasparente ai fini delle graduatorie IRCup. Un altro “ospite di lusso” dell’Appennino Reggiano è Ivan Ferrarotti che con la Renault Clio R3T è ottavo assoluto davanti all’ottimo Marcello Nicoli, vincitore in R2B con una Peugeot 208 VTI.

IRCup, Damiano De Tommaso è la certezza del Rally Appennino Reggiano

Un sabato spettacolare come prologo ad una domenica tutta da gustare. Questo è quanto ha proposto il 40° Rally Appennino Reggiano nella sua prima giornata di gara. Il Rally Appennino Reggiano 2019 ha avuto come prologo il festoso pre-gara vissuto nel cuore di Reggio Emilia. La centralissima Piazza della Vittoria ha fatto da prestigioso teatro alle fasi antecedenti la partenza, consentendo ad un pubblico piuttosto numeroso nonostante un orario non certo da ‘movida’ di gustarsi un’apprezzata immersione nel mondo dei motori.

A scaldare gli animi, la carrellata sul palco partenza di alcuni degli equipaggi che hanno segnato la storia della corsa sul palco partenza, con i quali è stata celebrato il traguardo delle quaranta edizioni del Rally Appennino Reggiano. Le prime quattro prove speciali, disputatesi tra il pomeriggio e la sera hanno messo in evidenza l’equipaggio misto lombardo-friulano Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), vincitori delle prime due frazioni e a quel punto leader per 5”7, ed il varesino De Tommaso e la leccese Ascalone (Skoda Fabia – R5), impostisi nei gli altri tratti cronometrati e bravi a rosicchiare 4”9 al rivale. I due equipaggi sono così entrati nel riordino notturno di Ciano d’Enza separati da 0”8: un’inezia che lascia tutto in sospeso. La sensazione, tuttavia, è che Porro – avvantaggiato da una vettura di classe regina e poco a suo agio in condizioni di buio – abbia amministrato nelle prove serali. 

Più staccati gli altri: i locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia) hanno chiuso la giornata a 15”1 hanno corso con buona continuità ma senza mai inserirsi nella bagarre per il successo. Idem dicasi per gli altri reggiani Rusce-Farnocchia (Volkswager Polo – R5), a 19”2 dai battistrada, e per i comaschi Re-Turati (Fabia), addirittura a 27”4 dopo aver trascorso la giornata a lottare con l’assetto della vettura. Al sesto posto Di Benedetto-Longo (Fabia) si mangiano le mani: i siciliani hanno incassato buona parte dei 36” di distacco nell’ultima prova per una ruota ‘stallonata’, perdendo così il terzo posto ed il contatto con le due lepri di testa.

Leader fra le due ruote motrici Ferrarotti-Fenoli (Renault Clio – R3C), mentre Zorra-Carbognani (Peugeot 208) comandano la spettacolare R2B ed il trofeo Peugeot Rally Pro per 2” su Gubertini-Ialungo; in questa classe, si segnala il ritiro eccellente di Rovatti-Cavicchi (cinghia servizi ko durante la terza prova), quando il pisano ed il bolognese erano in testa. Possibile comunque un rientro in gara domani, con la formula del ‘super-rally’, cosa che accadrà per Riccardo Gatti e Marco Mori (Fabia), fermati dalle conseguenze di un’uscita sulla prima prova.

Il 40° Rally Appennino Reggiano ha riacceso i motori domenica 7 aprile alle 7.20: la prima prova della giornata (Buvolo) era previsita alle 8.48. E dopo una giornata lunga e infuocata, ad aggiudicarsi la prima prova dell’Internationa Rally Cup, che una volta era il campionato delle WRC, è Damiano De Tommaso, giovane e con la Skoda Fabia R5. Paolo Porro non ce la fa ad agguantare il varesotto in fuga, che gli rifila 10″5 e lo relega in seconda posizione assoluta. Autore di un’ottima prestazione, con la Ford Fiesta WRC Porro vince le PS5, PS6 e PS8 e anticipa Tosi, anche lui sulla Skoda Fabia R5.

Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Il successo dell’equipaggio a bordo di una Skoda Fabia (classe R5) di Munaretto è maturato proprio nella frazione conclusiva: staccato di 11”7 dai battistrada di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, De Tommaso ha strappato il successo all’incredulo rivale nei ventuno, viscidissimi chilometri della prova di Trinità, rifilando alla Ford Focus (WRC) 18”8. La condotta di De Tommaso ha messo in luce una volta di più tutto il talento di quello che è senz’ombra di dubbio uno dei migliori giovani rallysti italiani e rappresenta un inequivocabile segnale per tutti coloro che vorranno battersi per il titolo della International Rally Cup 2019.

“Un’emozione bellissima – il verbo del campione italiano 2018 Junior e Due Ruote Motrici -. Siamo sempre rimasti incollati a Porro e abbiamo iniziato a credere al successo dopo che sulla penultima prova ci siamo imposti nonostante una piccola uscita di strada. A quel punto, abbiamo attaccato e siamo stati premiati. Vittoria che dedico a tutta la squadra ed alla mia navigatrice. L’Appennino Reggiano? Strade bellissime, veloci e sconnesse, una gara davvero molto impegnativa per la quale posso solo complimentarmi con chi l’ha creata”.

Spumante decisamente amaro per Paolo Porro: in testa sin dalla prima prova speciale, l’esperto lariano ha corso con intelligenza e lucidità, sfruttando al meglio la superiorità tecnica della sua Ford Focus. Unico neo, la prova conclusiva: “Non mi riesco a spiegare questo tempo – rimugina il lombardo – Non abbiamo corso al risparmio e la macchina era perfettamente a posto. Dovremo riflettere per capire cos’è successo, perché questa gara dovevamo vincerla. Di buono, tengo il risultato, che potrà certamente tornare utile nel prosieguo del campionato, ed il piacere di essere tornato a disputare una corsa di alto livello”. Porro e Cargnelutti si consolano con la vittoria del ‘Memorial Fabrizio Tosi’ grazie al miglior tempo assoluto staccato nei due passaggi sulla prova di San Polo.

Il terzo posto è dei migliori locali: il carpinetano Gianluca Tosi ed il castelnovese Alessandro Del Barba (Skoda Fabia – R5) hanno confezionato una prestazione maiuscola, cogliendo un podio tutt’altro che scontato. “Abbiamo tenuto un buon passo, gestendo il risultato nel finale. Eravamo alla quinta gara su una vettura a trazione integrale e non sarebbe stato possibile fare di meglio. La gioia raddoppia considerando che abbiamo corso il rally di casa e questa è stata davvero l’edizione più bella ed impegnativa. Risultato importante anche in ottica campionato”. Il bronzo è valso ad Alessandro Del Barba la conquista del Trofeo Lombardini, prestigioso premio legato alla gara e destinato al miglior navigatore reggiano nella classifica assoluta.

C’era molta attesa per la prova di Alessandro Re (in gara con Mauro Turati), grande protagonista (ed unico reale antagonista di Rossetti) nella passata edizione dell’IRCup. Sulle strade reggiane, però, il bravo comasco ha sofferto, lottando per tutto il fine settimana con qualche noia di assetto della propria Skoda Fabia. Solo nel finale, Re ha sopravanzato il rubierese Antonio Rusce (con Sauro Fornacchia su Volkswagen Polo – R5): il reggiano non ha mai spinto realmente, utilizzando la gara di casa come probante test in vista dell’imminente prova del campionato italiano.

Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Concreta la gara dei lombardi Roncoroni-Brusadelli (Skoda Fabia) e dei liguri Giacobone-Cicognini (idem), di grandissimo spessore l’ottavo posto assoluto – con successo tra le auto a due ruote motrici – del pilota di Castelnovo Monti Ivan Ferrarotti, affiancato dal bresciano Manuel Fenoli su una Renault Clio R3T, addirittura terzi nella frazione maggiormente avversata dal maltemo. Subito dietro, gli eccellenti Nicoli-Romei, primi di classe R2B e del trofeo Peugeot Competition Rally Cup Pro – riservato alle Peugeot modello 208 – al termine di un’estenuante duello con Gubertini-Ialungo (undicesimi assoluti); in questa classe, da segnalare i problemi che hanno attardato Zorra-Carbognani e, soprattutto, Rovatti-Cavicchi. La top-10 si è completata con Marco Belli ed Andrea Albertini: il veterano di Castelnovo Monti, alla trentunesima partecipazione consecutiva alla gara, ha firmato un’ennesima prova da incorniciare.

Altri protagonisti di questo 40° Rally Appennino Reggiano condizionato dal maltempo (a metà gara ha fatto capolino persino la grandine) sono stati i modenesi Turrini-Bucciarelli (dodicesimi e terzi di classe con una meno competitiva Citroen C2), i veronesi Targon-Prizzon (sempre molto veloci con la loro Honda Civic – N3), ma meritano una nota di merito anche l’abruzzese Giuseppe Polisini ed il campano Fiorentino Iscaro, in grado di tenere sotto scacco Belli sino a quando un problema al cerchio della loro Mitsubishi (R4) li ha fatti precipitare nelle retrovie. Interessante l’esordio dell’ex pilota di motocross Matteo Bonini: attardato per un’uscita di strada sabato sera, il carpinetano (assecondato dalla parmenese Giancarla Guzzi su Renault Clio R3C) ha mostrato buone cose domenica, staccando in un paio di occasioni tempi decisamente buoni.

Appennino Reggiano senza sorrisi per Riccardo Gatti e Marco Mori (Skoda Fabia – R5), molto attesi dopo il secondo posto del 2018 ma fermati da problemi meccanici innescati da un’uscita di strada ad inizio gara; il girone dei delusi ha fagocitato anche i siciliani Di Benedetto-Longo (Skoda Fabia) – terzi sino a quando hanno ‘stallonato’ uno pneumatico nella prova finale di sabato e poi subito ko alla ripartenza di domenica per una piccola toccata – e Cresci-Ciabatti (Volkswagen Polo – R5), fermati da un’innocua uscita di strada.

Nella gara valida per il rally nazionale, vittoria come da pronostico per il matildico Roberto Vellani ed il pavullese Luca Amadori, in gara su Peugeot 208 (R5). L’equipaggio emiliano ha rimontato con veemenza dopo il testa-coda di sabato, che l’aveva fatto precipitare a 27” dai leader Beggi-Alicervi (Skoda Fabia – R5). Il duello tra i due, però, non c’è mai stato: mentre Vellani-Amadori hanno proseguito a ritmo deciso verso il traguardo (vincendo le quattro prove di giornata), Beggi-Alicervi perdevano tempo prezioso a causa di una foratura. Ad approfittarne sono stati così il rientrante Davide Gatti e Maurizio Barone, ottimi secondi al traguardo con la loro Mitsubishi Evo X (R4); Beggi-Alicervi si sono consolati con il terzo gradino del podio.

Ghirri-Cangini (Ford Fiesta – R5) hanno terminato quarti, davanti ai veloci Giovani-Aldini (Peugeot 106 – K10), ai bergamaschi Danilo ed Alberto Scanzi (Skoda Fabia – R5), ai sorprendenti modenesi Turrini-Aldini (Citroen Saxo – RS Plus 1.6) ed ai non meno competitivi reggiani Dodaro-Aldini (Renault Clio – N3). Gli alti locali Leoni-Marciani (Mitsubishi Evo X – N4) e Ravazzini-Sforacchi (Renault Clio – N3) hanno chiuso la classifica dei migliori dieci. Questi ultimi hanno fatto loro il 1° Memorial Roberto Costi per il miglior pilota Under 30 reggiano nella seconda prova speciale della gara.

Beltrame, Tempestini e De Tommaso al Rally Internazionale dei Laghi

Presentato alla stampa nella serata di martedì 12 marzo, l’evento capitanato da Andrea Sabella è pronto ad aprire le danze della neonata Coppa Rally di Zona 2 con un look rinnovato e dei fondamentali capisaldi. Nella sala consiglio della Camera di Commercio di Varese, davanti ad autorità e ad un folto pubblico, gli organizzatori hanno spiegato i dettagli della corsa che tra poche ore vedrà partire circa un centinaio di vetture tra moderne, storiche e di regolarità a media.

“Le novità principali – ha spiegato Sabella – riguardano la location destinata ad ospitare la partenza e l’arrivo nonché il quartier generale della corsa: la centralissima piazza Monte Grappa di Varese sarà teatro della passerella iniziale prevista per sabato 16 marzo alle 18.30 così come della cerimonia finale nel pomeriggio di domenica 17 dalle ore 16.20. Gli uffici di gestione della gara (direzione, sala stampa e centro classifiche) saranno ubicati all’interno della Camera di Commercio”. 

Gradita novità dell’edizione 2019 è lo shake down ossia il tratto di strada chiuso al traffico per poter testare le vetture senza velleità cronometriche: dalle 12.30 di sabato le vetture torneranno a solcare gli asfalti del San Michele, storica prova dei rally varesini fin dagli anni ’70. Sotto l’egida del cronometro andranno invece in scena le classiche del Laghi: due passaggi per i tratti di Valganna-Alpe Tedesco (13,70 km), Sette Termini (9,75 km) e Cuvignone (12,30 km) con quest’ultimo che avrà un senso di marcia invertito rispetto agli scorsi anni: si partirà da Cittiglio alta e si arriverà in località Sant’Antonio. Sede del Parco Assistenza il collaudato spazio antistante la ditta Colacem a Caravate. In totale saranno poco più di settantuno i chilometri di prove.

L’elenco iscritti è di pregio: tra le vetture per il rally moderno, quelle della regolarità a media e le storiche il totale supera i cento iscritti. Favorito della vigilia è sicuramente il varesino Simone Miele che disporrà della vettura più potente, la Citroen Ds3 Wrc; non mancheranno certo il campione in carica Giuseppe Dipalma, veloce malnatese già campione italiano di motocross e gli idoli locali Giuseppe Freguglia, detentore di ben quattro successi al Laghi; outsider di lusso potranno essere papà Mauro Miele, terzo assoluto un anno fa o ancora il lavenese Filippo Pensotti, tutti rigorosamente su delle Skoda Fabia R5.

Una menzione a parte la meritano i “campionissimi”; al Laghi ci saranno ben due campioni del mondo ed un campione italiano: dalla Romania arriva Simone Tempestini, driver di origine italiana che nel 2016 si aggiudicò il Wrc 3: sarà al via con una Hyundai i20 R5 in vista degli impegni mondiali 2019; a dettare le note a Mauro Miele ci sarà invece l’alessandrino Luca Beltrame che a novembre si è laureato campione del mondo per la categoria Wrc 3 insieme al cuneese Enrico Brazzoli. Vanto tutto nostrano è il giovane Damiano De Tommaso che correrà su una Skoda R5: è lui il campione tricolore Junior in carica.

Attesa per le classi minori dove ci si contendono i memorial ed i trofei: battaglia per i monomarca di casa Renault e Peugeot  così come per aggiudicarsi il Memorial Mauro Saredi; a contendersi la S1600 ci saranno Fusetti, Re, Maran, Meli, Calabrini, lo stesso Saredi jr., Mauri e Laurini. Per il Memorial Luca Montesano – al vincitore di N2 nell’ultima speciale disputata, si batteranno D’Alberto, Iannello, Marignan, Buttiglione, Moioli e molti altri. Il primo assoluto conquisterà anche il Memorial Siccardi e Redaelli.

Se in S2000 è caccia aperta ad Andrea Spataro da parte di Riccardo Pederzani e Luca Daverio (tutti su Peugeot 207), più incerto sembra il pronostico della R3 dove oltre alla turbo 1.6 di Daldini ci saranno le 2.0 aspirate di Ripoli, Bosetti e Guzzi a giocarsi lo scettro. Stesso discorso vale per la R2B: il cuneese Bernardi è in gara test per il tricolore junior ma è pilota di spessore; i locali Ciconte, Battistelli e Broggi proveranno con le Peugeot 208 a stanare la sua Ford Fiesta.

In A7 il luinese Canuto partirà in cima ad un gruppo nel quale fanno parte anche l’intelvese Leoni, il cittigliese Longhi o il genovese Fredducci, tutti piloti dal passo svelto. Anche la N3 annuncia bagarre: il lavenese Franzetti ha credito da riscuotere con la fortuna mentre il valcuviano Mazzetti è da sempre un osso duro; i forestieri più temibili sembrano essere il valtellinese Cambiaghi, e i bresciani Imperiale e Pasotti o il bergamasco Albrigoni.

Il Rally dei Laghi sarà… tre gare. Prima del via delle vetture moderne spazio alle regolarità a media e alle storiche: dalle Porsche alle Lancia Fulvia, dalle Opel Kadett alle A112, gli appassionati d’antan potranno rifarsi gli occhi con i bolidi che hanno scritto la storia delle corse su strada. Tra i probabili protagonisti della regolarità ci sono Regalia su Saab, Vellano su Audi, Sommaruga su Renault 8 Gordini, Bergamaschi su VW Maggiolino, Pretti su Renault 5 Alpine e Dell’Acqua su A112. Per le storiche brilleranno di luce propria la Lancia Delta di Andolina (vincitore nel 2018), la Toyota Celica di Bergo, la Porsche 911 di Vasino, l’Opel Ascona di Borini oltre ad altri bolidi di categoria.

Rallylink premia Paolo Andreucci, Luca Beltrame e Damiano De Tommaso

Aria di premiazioni, ad Autoexpo’: il portale Rallylink.it premia i big del rallismo italiano, votati dai suoi lettori. Spazio ai premi decretati dai lettori del portale numero uno in Italia, riferimento irrinunciabile per appassionati e addetti ai lavori anche all’estero. Saranno presenti il Campione d’Italia assoluto Paolo Andreucci, il copilota Campione del Mondo WRC-3 Luca Beltrame ed il bi-campione tricolore “Junior” e “Due Ruote Motrici Damiano De Tommaso. La consegna dei premi alle ore 12,00 di sabato 23 febbraio.

Manca una settimana, al taglio del nastro di Autoexpo’ 2019, organizzato da Pistoia Corse in collaborazione con l’Automobile Club Pistoia, in programma nell’area espositiva “La Cattedrale – Pistoia Fiere” di Pistoia il 23 e 24 febbraio. Quest’anno, oltre ai padiglioni espositivi, alle tematiche riservate alla Porsche 911, alla Ferrari F.1, alle vetture Ermini, alla 1000 Miglia che torna sul territorio pistoiese a maggio, alla Moto Morini, ci sarà anche un’importante premiazione, che porterà a Pistoia alcuni Campioni di rally e certamente tanti appassionati.

Autoexpo’ 2019 sarà quest’anno il palcoscenico esclusivo della celebre premiazione del portale web Rallylink.it, il riferimento assoluto in Italia ed all’estero per le corse su strada, online dal 1998. Per il diciassettesimo anno consecutivo, i lettori di Rallylink, hanno partecipato ai sondaggi di fine stagione per esprimere le loro preferenze sui personaggi del rallismo nazionale che hanno, a parer loro, caratterizzato maggiormente la stagione appena conclusa.

Verrà premiato il Campione Italiano Rally (per l’undicesima volta) Paolo Andreucci. Dopo un inizio anno da mattatore del Campionato Italiano Rally, aveva sofferto a metà anno segnato una fase calante condizionata dal serio incidente occorso a lui e ad Anna Andreussi, sua copilota e compagna nella vita, durante dei test, con il riscatto all’ultima gara di Campionato che gli ha permesso di vincere, con la Peugeot 208 T16, l’ennesimo scudetto di una carriera inimitabile. Il pilota di Castelnuovo Garfagnana è stato premiato da migliaia di utenti di Rallylink, che lo hanno eletto “Personaggio del Rally 2018”, titolo che Andreucci conquista per la terza volta da quando è stato istituito il premio.

Anna Andreussi, sfiora l’ennesimo titolo nel premio “Trofeo Loris Roggia”,istituito nel 2004 dopo la scomparsa del copilota veneto, ideatore del sito Rallylink e dedicato appunto al difficile compito del codriver. A vincerlo quest’anno, per la prima volta, è stato Luca Beltrame, che quest’anno, fra le tante gare corse, si è preso il lusso di diventare, al fianco di Enrico Brazzoli, campione del mondo rally in categoria WRC-3, a bordo della Peugeot 208 R2b.

I sondaggi di fine stagione di Rallylink non hanno dimenticato i giovani, premiando colui che della “filiera verde” delle corse su strada si è messo più in luce durante la stagione e fregiandolo del premio “La promessa del rally”. La scelta dei lettori di Rallylink è caduta quest’anno sul giovane varesino Damiano De Tommaso, che, con la Peugeot 208 R2B di Peugeot Italia, ha trionfato nel Campionato Italiano Rally Junior e nel Campionato Italiano Rally Due Ruote Motrici.

I piloti Peugeot che spopolano nei sondaggi di Rallylink

I piloti di Peugeot Sport Italia hanno monopolizzato le classifiche dell’annuale sondaggio condotto a fine stagione agonistica da Rallylink.it dell’amico Claudio Carusi, vero punto di riferimento per gli appassionati di rally. Paolo Andreucci è, infatti, eletto Personaggio del Rally 2018. Per l’undici volte campione italiano, ora motorsport ambassador di Peugeot e tutor dei giovani piloti che sceglieranno di gareggiare nei rally nazionali con vetture del Marchio, è la terza affermazione, dopo quelle del 2006 e del 2015.

La sua navigatrice nei rally (e nella vita) Anna Andreussi è, invece, seconda nel Trofeo Loris Roggia 2018, il sondaggio di Rallylink riservato ai copiloti che l’aveva vista prima per ben quattro volte: 2005, 2011, 2012 e 2017. Per i “navigatori” del sito di Carusi, infine, Promessa del Rally 2018 è il ventiduenne Damiano De Tommaso, fresco vincitore del Campionato Italiano Rally Junior e Due Ruote Motrici con i colori di Peugeot Sport Italia. Il suo riconoscimento è anche un’ulteriore conferma della validità formativa del Peugeot Competition, il trofeo promozionale ideato dalla Casa del Leone che, da 40 anni, costituisce l’unico vivaio nazionale che consente la scoperta e la valorizzazione di giovani talenti italiani nei rally.

Vittorie equipaggi Peugeot

Personaggio del Rally Rallylink

nel 2002 con Renato Travaglia (Peugeot 206 WRC) vincitore CIR e ERC

nel 2008 Luca Rossetti (Peugeot 207 Super 2000) vincitore CIR e ERC

nel 2009 Elwis Chentre con la Peugeot 206 WRC

nel 2014 con Alessandro Bosca (Peugeot 207 Super 2000)

nel 2015 e nel 2018 con Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16) vincitore CIR

Promessa del Rally Rallylink

nel 2016 Fabio Andolfi (Peugeot 208 R2)

nel 2017 Marco Pollara (208 R2)

nel 2018 Damiano De Tommaso (208 R2)

Trofeo Loris Roggia Rallylink

nel 2011, 2012 e 2018 Anna Andreussi (Peugeot 207 S2000 e 208 T16)

nel 2013 Silvia Mazzetti (208 R2)

nel 2014 Roberto Aresca (207 S2000)

nel 2015 Simone Scattolin (208 R2)

nel 2018 Luca Beltrame che ha corso con diverse vetture ma ha conquistato il WRC-3 con Brazzoli su 208 R2

‘Vale Rally Show’, penalità ritirate e risse sfiorate: Monza vuole cambiare

Anche gli organizzatori del Monza Rally Show prendono atto del fatto che c’è qualcosa che non va e confermano a bocche rigorosamente cucite che Valentino Rossi ha ‘ammazzato’ lo show di Monza. A bocche cucite finché non è il neo direttore dell’Autodromo di Monza, Pietro Benvenuti, a parlare con la Gazzetta dello Sport: “Vorremmo aumentarne il valore sportivo, suscitando l’interesse delle Case. Ci piacerebbe un evento più dedicato ai rallysti. In tanti vengono qui per Rossi, ma un sondaggio del 2017 ci dice che il 31% del pubblico viene per vedere il rally e i rallysti, il 21% per personaggi come Valentino o Cairoli, e il resto perché appassionati di motori. C’è uno zoccolo duro, è a loro che dobbiamo pensare. Sia portando più piloti del WRC, sia coinvolgendo il territorio: magari con la partenza in centro a Monza e una prima parte in città”. Come si converrebbe per un rally…

La notizia è, dunque, che bisogna cambiare formula per il prossimo anno. Bisogna riuscire a ripensare e a mettere in atto qualcosa che coinvolga e che faccia davvero divertire il pubblico, che è poi il vero “padrone” della kermesse monzese. Senza quello, infatti, c’è ben poco da fare, a parte noleggiare l’impianto a Valentino e amici per farsi un giro divertente con le auto da corsa migliori prima di Natale. Ecco, magari si potrebbe chiamare Vale Rally Show. La gara lombarda va ripensata, ricostruita, altrimenti si vanifica anche il grande lavoro di comunicazione che c’è intorno. E’ inutile fare dirette da ogni dove se molti non ti seguono più, e non si può sempre vivere di onde lunghe. Una gara dal risultato scontato è più paragonabile ad un soliloquio.

A Tony Cairoli il Monza Rally dei ‘normali’

Sotto il profilo prettamente sportivo è andato tutto come da copione. Perché era un copione già scritto. Valentino Rossi e la Ford Fiesta WRC Plus hanno vinto tutto quello che c’era da vincere. Quasi una noia, se non ci fossero state battaglie ben più interessanti in altre categorie. Rossi incassa la settima vittoria in carriera nell’evento in autodromo, la quarta di fila, 2015, 2016, 2017 e 2018, e saluta tutti, lasciando il vuoto dietro di sé. Il vuoto in pista e anche tra gli spettatori che, ormai da anni, beneficiano molto poco della presenza vip della “Brigata Rossi”. Anche nella giornata di domenica il “Dottore” ha dato il massimo e ha tratto il massimo, finendo però per ammazzare lo spettacolo. Suonano profetiche le parole del sabato di Tony Cairoli: “Io le WRC Plus le avrei vietate. Hanno ucciso lo spettacolo e si vede anche da quanta gente in meno c’è. Di sicuro loro sono fortunati a guidarle, però a ruoli invertiti avrei scelto… le storiche. Quale? La Lancia Delta, come al Legend”.

Un dominio come i precedenti, cambiava la tipologia di vettura: al volante della Ford Fiesta WRC Plus, questa volta, ha vinto tutte le nove prove speciali e ha rifilato oltre 1′ a Teemu Suninen, il giovane finlandese che ha corso il con il team M-Sport. Terzo gradino del podio per Roberto Brivio, che ha vinto il “derby” con Uccio. Applausi per Tony Cairoli che ha portato la sua Hyundai i20 al quinto posto assoluto vincendo il rally dei “normali”. Ha vinto con una facilità a tratti imbarazzante, anche sul giovane finlandese, in gara con la stessa macchina, che ha un po’ deluso le aspettative della vigilia accumulando un distacco importante chilometro dopo chilometro. Le WRC Plus hanno fatto la differenza e Brivio e Uccio, rallysti solo nel weekend monzese di fine stagione, si sono giocati il gradino più basso del podio: a spuntarla è stato il fratello del team manager della Suzuki.

Sfiorata rissa tra Alex Perico e Gigi Pirollo

Menomale che Cairoli, almeno, è riuscito ad avere la meglio su Valentino nel Master Show. Ma andiamo per gradi, perché se è vero che la cronaca assoluta del Monza Rally Show può risultare noiosa, è vero che Monza ha offerto diversi spunti di riflessione, come ad esempio l’inspiegabile principio di rissa scoppiato tra Alessandro Perico e Gigi Pirollo, probabilmente legato all’ancora irrisolto ‘caso Monzino’. Alex Perico è destinato, in ogni caso, a non finire la gara: si è ritirato per foratura. E poi c’è la vicenda degli alettoni: quella in cui vengono assegnate penalità a diverse vetture, tra cui quella di Luca Rossetti, perché avrebbero gli alettoni fuori misura nientepocodimenoche di 3 millimetri, e poi vengono tolte perché era sbagliato il metodo usato per la misurazione. Poche idee e ben confuse che contribuiscono ad alimentare tensioni e malumori.

E poi ci sono le lotte di classe. Nella WRC, come detto, vince Cairoli, che batte Bonanomi e la Ford Fiesta WRC per 0″8, Longhi e la Hyundai i20 WRC a 22″7, D’Aste e la Citroen DS3 WRC a 33″7 e Yates e Ford Fiesta WRC a 44″4. Nella R5, col ritiro della penalità, il primo è Rossetti sulla Hyundai i20, che stacca Alex Re con la Volkswagen Polo GTI R5 di 17″2, Crugnola sulla Skoda Fabia di 18″2, Basso sulla Skoda a 56″7 e Scattolon su un’altra Fabia a 58″8. Nella R2B il migliore è De Tommaso con la Peugeot 208, seguito dalle identiche vetture di Ciuffi a 3’24″7, Guerra a 5’37″4, Ghirri a 6’12″0 e Porta a 6’45″0. Nella R3 vince Vittalini su Citroen DS3, che ha la meglio sulle Clio di Pederzani a 1’55″6 e Santalucia a 3’03″7. Fra le storiche primeggia Riolo e la sua Subaru Legacy, più veloci di Musti su Porsche 911 a 49″0, Bianchini su Lancia 037 a 52″3, Noberasco su Bmw M3 a 4’14″0 e Visinteiner su Bmw M3 a 4’14″6.

Infine si vola verso il Master Show. Tra le storiche, il Raggruppamento 2 va a Musti su Porsche 911, il Raggruppamento 3 a Caffi su Porsche 911, il Raggruppamento 4 J1 a Brusori su Porsche 911 e il Raggruppamento 4 J2 a Riolo su Subaru Legacy. Invece, tra le vetture moderne, la classe R2B va a Damiano De Tommaso su Peugeot 208 R2B, la R3 ad Alex Vittalini su Citroen DS3, la R5 ad Andrea Crugnola su Skoda Fabia R5, la WRC 1.6 a Tony Cairoli su Hyundai i20 WRC, la WRC Plus a Valentino Rossi su Ford Fiesta WRC Plus, mentre la Super Finale vede svettare Tony Cairoli.

Monza, la galleria fotografica di Magnano

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