Juha Kankkunen in ospedale, salta l’incontro a Varese

Una premonizione più che un vero e proprio malore. Un sospetto. La chiamata ai soccorsi. Il ricovero in ospedale per accertamenti. Il quattro volte campione del mondo rally Juha Kankkunen era in aeroporto per imbarcarsi sul volo che dalla “sua” Finlandia avrebbe dovuto portarlo a Ispra, in provincia di Varese, dove ad attenderlo il 6 novembre 2019 ci sarebbero stati Miki Biasion e tantissimi suoi fans per partecipare ad un evento culturale e sportivo organizzato dal comitato organizzativo del Semestre Finlandese al JRC di Ispra in collaborazione con l’Asd Rally dei Laghi.

In aeroporto Juha Kankkunen ha percepito un fastidio al cuore, quindi ha saggiamente chiamato i soccorsi, che dato il tipo di emergenza sono intervenuti subito e hanno portato il campione finlandese in ospedale per accertamenti urgenti, decidendo di vietargli quel volo, visto che la pressione generata dal volo ad alta quota avrebbe potuto innescare eventuali problemi di coagulazione del sangue. Un dubbio così grande ha convinto il KKK a non partire per l’Italia.

Da notizie aggiornate ma non dirette che ci giungono, Juha sta meglio, ma necessita di riposo. L’evento di Varese è stato rinviato a data da destinarsi. La redazione di RS RallySlalom augura al grande KKK una veloce ripresa e lo aspetta in Italia per poterlo abbracciare al più presto.

Addio ad Orlando Dall’Ava: San Romolo non è più uguale

Orlando Dall’Ava si è spento l’1 novembre 2019. Era conosciutissimo e molto ben voluto, una vera e propria istituzione in questa piccola comunità che guarda al mare. Erano ancora vivi i suoi trascorsi sportivi che lo avevano fatto conoscere un po’ ovunque a livello nazionale nel mondo dei rally.

Aveva origini venete e, per la precisione, la famiglia di Orlando Dall’Ava si ritrovò a vivere in Liguria fuggendo dalla provincia di Vicenza, allora devastata dalla Prima Guerra Mondiale. Il papà di Orlando faceva il boscaiolo. Nella ospitale San Romolo si trovava molto bene e aveva costruito una piccola ma accogliente casetta, che era cresciuta negli anni, fino a diventare la struttura attuale, con il ristorante nato nel 1950.

Orlando Dall’Ava è stato colpito da infarto ed è deceduto in seguito a complicazioni dello stesso nelle prime ore del 1 novembre, mentre si trovava a casa sua. Inutili, purtroppo, sono risultati i soccorsi dei suoi cari e quelli successivi dei sanitari. La giornata del 31 ottobre l’aveva trascorsa accogliendo a San Romolo i bambini e i ragazzi che festeggiavano Halloween.

Il suo battesimo rallystico avvenne nel 1967, inevitabilmente al Sanremo, al volante di una Fiat 850 Coupè. Faceva coppia con Macario. Poi corse con la Fiat 128 e nel 1970 con una Fiat 125 S ex-Ceccato. Tra il 1971 ed il 1974 arriva per lui il Jolly Club: corre con una Lancia Fulvia HF 1.6 insieme a Sergio Maiga. Nel 1972 il Rally di Montecarlo con un Opel Manta e, nei due anni successivi, con tanto di ingaggio con la Alfa Romeo Berlina 1.8. Alla fine della sua carriera arriva l’avventura con una Opel Kadett GT/E e, nel 1977 la sua ultima corsa, al volante di ina Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0: il Rally di Sanremo, fa cui tutto era cominciato.

Addio a Russel Brookes, un mito diventa leggenda

Aveva 74 anni quando ha staccato i contatti con questo mondo il due volte campione britannico Russell Brookes, famoso nel suo Paese per il suo stile di guida, era nato il 16 agosto 1945, Brookes iniziò a competere nei primi anni Sessanta e nel 1974 si accordò con Andrews-Sykes. Il che significa che era il 1974 quando il profilo di Brookes salì alle stelle.

Figlio unico di un pompiere, Brookes fece il suo debutto agonistico nel 1963. Guidò diverse vetture private, in particolare le BMC Mini Cooper. I suoi progressi, nei primi dieci anni di attività sportiva, erano decisamente lenti e non tanto per mancanza di piede, quanto più per mancanza di fondi.

Fino al 1973 Russel Brookes correva senza sostegno economico, a parte un aiuto da parte della sua famiglia in uno sport che, a quel tempo, non permetteva la sponsorizzazione di singole auto. Finalmente, quell’anno le sue prestazioni, attirarono l’attenzione di Ford Motor Company che lo notò nella serie Ford Escort Mexico Championship.

Nel 1974, Brookes iniziò una delle più lunghe operazioni di sponsorizzazione nel settore automobilistico quando firmò con Andrews – Heat for Hire, una società di riscaldamento e condizionatori portatili.

Il caratteristico schema di colore giallo regnava sovrano su quasi tutte le sue vetture fino al 1991. Durante questo periodo il fatturato degli sponsor salì da 1,5 milioni di sterline a oltre 60 milioni, rendendolo un punto di riferimento. Uno dei piloti più ricercati dagli sponsor.

Nel 1976, Brookes fu invitato a unirsi al team Ford per guidare una Escort RS1800 nel British Rally Championship. A quel tempo il campionato britannico era altamente competitivo avendo eclissato il campionato del mondo rally anche in termini di visibilità.

Brookes si trovò in una formidabile compagnia, non da ultimo all’interno della squadra, Bjorn Waldegaard, Hannu Mikkola e Ari Vatanen (tutti campioni del mondo). Insomma, in quel 1976, non c’era trippa per gatti e la sua carriera subì una frenata.

Si rifece con gli interessi nel 1977, l’anno dopo, quando, con la Ford Escort RS1800, conquistò il suo primo titolo britannico contro una concorrenza agguerrita che non concedeva nulla, neppure per scherzo. Nel 1978, Russel Brookes vinse il Rally di Nuova Zelanda, un round della allora Coppa FIA Piloti, la serie che precedeva il Campionato del Mondo Rally.

Rimasto con la Ford fino alla fine della stagione 1979 nel World Rally Championship, seguirono due anni nel team Talbot. Poi si unì al team dei concessionari Vauxhall-Opel, prima con la Chevette HSR e poi con la potente Opel Manta 400 Gruppo B. I due anni con la Opel Manta furono segnati da un bellissimo testa a testa tra Brookes e il suo compagno di squadra Jimmy McRae.

Dovette aspettare fino al 1985 per il suo secondo titolo nazionale, conquistato solo alla fine di una feroce battaglia (che a ben vedere durava ormai da due anni) con il suo compagno di squadra McRae, padre del campione del mondo rally 1995 Colin. Jimmy McRae, infatti, si aggiudicò il titolo del British Rally Championship proprio nel 1984 e Brookes, appunto, si rifece l’anno successivo. L’intensità di quelle battaglie vive ancora oggi nella memoria di tantissimi appassionati.

Tratto da Storiedirally.it

Sean Gelael: dalla F2 ai rally per una sola gara

Il pilota di Formula 2 di Prema Racing, Sean Gelael, si regala un rally. Da molto vuole provare a disputare una corsa su strada, ma adesso la tentazione è diventata irresistibile. Gelael guiderà una Citroen C3 R5 supportata da Citroen Racing nella gara finale del campionato indonesiano di rally, proprio dove un tempo si disputava il campionato mondiale di rally.

Gelael è un pilota da velocità in circuito, ma fa parte di quella numerosa schiera di “pistaioli” che non riescono a resistere alla tentazione di partecipare ad un rally. Il driver ha gareggiato in Formula 2 (precedentemente GP2) dal 2015 e ha anche partecipato a una qualche sessione di prove libere con il team Toro Rosso F1. Ora lo vedremo in azione sulla C3 R5, chissà che la prossima vettura non sa la C3 WRC.

Alfredo De Dominicis racconta un week-end da incubo in Spagna

Week-end da incubo quello che si sta chiudendo per l’apprezzato pilota teramano Alfredo De Dominicis, che non vede l’ora di poter lasciare alle spalle un’esperienza ricca di combinazioni sfortunate perfettamente incastrate fra loro.

“Era iniziato tutto nel migliore dei modi con il primo tempo nelle prove del Rally di Granada. Ero felice come un bambino. Mentre torniamo in hotel un camion perde il carico e ci danneggia il fascione dell’auto da corsa”, racconta De Dominicis dal suo profilo Facebook.

“In gara un buon inizio, ma poi subito noie al motore che ci costringono al ritiro dopo la quarta prova. Rientriamo con il super rally solo per cercare di prendere qualche punto per il campionato. Ma mi fanno partire molto indietro e sono rallentato dalla tanta polvere dei concorrenti con auto di piccola cilindrata. E urto anche un muretto col fianco destro”.

“Ora la vittoria del Campionato Spagnolo Rally N5, che ci vedeva in testa prima di questa gara e’ fortemente compromessa – riflette il driver di Teramo -. Siamo terzi ma con una sola gara rimanente, è praticamente impossibile recuperare”.

Alfredo De Dominicis alla gara in Spagna
Alfredo De Dominicis alla gara del Campionato Spagnolo Rally

Ma, ovviamente, come era prevedibile, con una iella così attenta alle sorti di Alfredo, non è finita assolutamente qui. Infatti, De Dominicis denuncia di essere l’ennesima vittima di un diffuso malcostume. “E per chiudere questa mattina sono stato derubato fuori dell’hotel… pc, hard disk, diversi soldi, otp banca e documenti”.

Arrivata la Ford Fiesta WRC Plus GMA: la prima in Italia

Negli anni la GMA Racing ci ha regalato diverse sorprese, come la prima Super 1600 arrivata in Italia. Sul finire di stagione 2019 stupisce e con gli effetti speciali, aprendo le porte del suo atelier e mostrando la prima WRC Plus arrivata in Italia.

Esattamente così, GMA ha ora a disposizione dei clienti sportivi la Ford Fiesta WRC Plus, che per regolamento potrebbe essere usata solo nelle gare di CIWRC in Italia, ma che invece potrebbe trovare un florido terreno di noleggio all’estero. E senza andare troppo lontano.

“Ci siamo un attimo impegnati”, spiega Jacky Luchi, titolare della GMA. “La vettura correrà in Franciacorta e al Monzino, guidata da Fabrizio Fontana, cugino di Corrado. Poi, come avete giustamente ipotizzato, sarà impegnata in alcune gare in Francia e nel Mondiale Rally. Speriamo che in Italia diventino più permissivi”.

Andrew Cowan: l’uomo che inventò i successi di Ralliart

Se n’è andato silenziosamente e in punta di piedi l’ex caposquadra del team Mitsubishi Ralliart e vincitore della Londra-Sydney Andrew Cowan. Cowan si ritirò dal team Mitsubishi nel World Rally Championship alla fine della stagione 2005, dopo averlo diretto sin dai tempi delle Gruppo A di fine anni ’90.

Sotto la guida di Cowan Tommi Makinen vinse quattro titoli mondiali consecutivi dal 1996 al 1999. La stagione 1998 fu quella di maggior successo per Cowan, quando Tommi Makinen si assicurò la classifica piloti e la Lancer vince quella Costruttori.

Tuttavia, Andrew Cowan non era solo il creatore di una squadra vincente. Era stato un pilota eccezionale. Nato in una famiglia di agricoltori negli Scottish Borders, Cowan lavorava nei campi e nel frattempo imparava a guidare già in tenera età. Il suo fascino per il motorsport lo portò a Berwick e al District Motor Club, dove divenne amico intimo di Jim Dark di Duns.

Una vittoria del Tour de France del 1964 a bordo di una Ford Mustang dimostrò la sua capacità di vincere su una grande varietà di auto, ma fu la sua capacità di vincere una grande varietà di rally che attirò davvero l’attenzione e gli appetiti di molti su di lui.

Vinse due volte Londra-Sydney, con una Hillman Hunter nel 1968 e con una Mercedes 280E nove anni dopo, e ottenne ancora più successo con cinque vittorie consecutive al Southern Cross in Australia. Cowan aveva una vera propensione per il rally lunghi, veloce, simpatico preparato, era in grado di portare in modo trionfale un’auto fino a qualunque traguardo.

Era abbastanza abile nel curare anche le auto degli altri. Probabilmente Roger Clark avrebbe perso nel RAC Rally del 1972 se Cowan non si fosse fermato per offrire all’inglese un cuscinetto della ruota dalla propria auto per assistere la sua RS1600. Secondo assoluto alla Parigi-Dakar del 1985, Cowan alla fine appese il casco al chiodo nel 1990, quando Ralliart voleva la sua totale attenzione.

Cowan, il più astuto degli scozzesi, era sempre consapevole del budget e il successo che aveva ottenuto con Mitsubishi era la testimonianza della sua capacità di fornire risultati anche se con pochi soldi. Un vero stratega, che non pativa le pressioni. Amava parlare delle proprie la passioni: pesca al salmone ai confini, i prezzi delle patate sul campo, o Makinen. Valeva sempre la pena ascoltarlo.

Tante persone devono ringraziare Andrew Cowan. Sempre pronto a dare a qualcuno la possibilità e l’opportunità di promuovere la propria carriera, Cowan era un uomo sincero e adorabile. Soffrì molto quando dovette lasciare i parchi assistenza, oggi soffriamo noi fa a sapere che non è più tra noi.

Tragico incidente al Rallye Terres de Cardabelles: un morto

Paradossi dello sport più bello. Mentre in Italia si festeggia il perentorio successo assoluto di Andrea Crugnola al Rally Due Valli, in Francia si piangono un morto e sei feriti in un drammatico incidente occorso al Rallye Terres de Cardabelles, prova valida quale sesta prova del Campionato Francese Rally Terra che quest’anno festeggiava la trentaseiesima edizione.

Il tragico incidente, che purtroppo ha un bilancio pesante e che soprattutto ha coinvolto il pubblico spettatore con morti e feriti, è avvenuto proprio durante la disputa della prima prova di sabato 12 ottobre 2019. La Citroen DS3 WRC numero 6 guidata da Jean-Charles Beaubelique, classe 1972, e da Julien Pesenti è schizzata via come un missile impazzito appena atterrata dopo un dosso.

Beaubelique-Pesenti, che correvano insieme da diversi anni, hanno perso il controllo della vettura e sono finiti con l’auto sul pubblico, finendo per travolgere numerosi spettatori. Nel violentissimo impatto ha perso la vita un giovane ragazzo di appena diciannove anni che gli amici su Facebook ricordano come grandissimo appassionato di rally col sogno di diventare un rallysta.

Immediati sono stati i soccorsi che hanno dovuto prendersi cura di sei feriti (quattro in buone condizioni di salute, ma pieni di escoriazioni di varia entità e contusioni) due dei quali hanno riportato gravi fratture a gambe e braccia. Considerato il lutto tra il pubblico, la direzione gara del rally d’Oltralpe ha sospeso l’attività agonistica e si è offerta di supportare le vittime.

La gendarmeria francese sta indagando per capire se le persone posizionate nel punto in cui è successo l’incidente era sistemate in sicurezza e se, eventualmente, si sarebbe potuto evitare questo dramma prendendo maggiori misure di sicurezza. Le nostre condoglianze alla famiglia della giovane vittima.

La Skoda Fabia dei record: 56 vittorie nel 2019

Nemmeno la straordinaria Peugeot 207 S2000 era riuscita ad arrivare in una stagione ai numeri della eccezionale Skoda Fabia R5, e la berlina ceca stessa sta sbriciolando nel 2019 i suoi già fantastici numeri della passata stagione (41 vittorie).

Infatti alla vigilia del Due Valli il bilancio delle Fabia R5 è addirittura di 54 vittorie nei rally (su 86 gare in cui erano ammesse al via, di cui 13 vinte dalle WRC) a cui si aggiunge il successo in 2 ronde.

Nientepopodimenoche 40 i diversi piloti vittoriosi, con Damiano De Tommaso il “più vincente” con 5 vittorie (Appennino Reggiano, Valpolicella, Piancavallo. Torino, Bassano) davanti a Stephane Consani con 4 e Patrick Galiasso con 3.

Piero Nappi molla il CIVM e appende il casco a chiodo

Coppa Nissena gara di titoli e di addii. Tristi adii. Dopo essere giunto al traguardo della cronoscalata di Caltanissetta, il pilota partenopeo Piero Nappi fa l’annuncio che non ti aspetti. “Basta”. Una parola che pesa come un macigno. Un “basta” che, dopo 40 anni di gare, è un fulmine a ciel sereno, che si abbatte su un campo di grano secco.

“Anche per me è il tempo che non si è fermato, fino ad ora, ma adesso è arrivato il momento di andare in pensione”, scoppia a ridere il veloce pilota campano. “È arrivato il momento di appendere il casco al chiodo – prosegue nell’incredulità generale -. Quaranta e più anni di amore, odio, sacrifici, soddisfazioni, fortuna e sfortuna”.

E poi da buon cattolico, fedele a San Gennaro aggiunge: “Ringrazio Dio che ha vigilato sempre su di me, ringrazio meccanici, team, tifosi, amici con cui abbiamo trascorso periodi indimenticabili. Mi dedicherò ad altri interessi dando piu attenzione alla mia famiglia. Grazie vi voglio bene”. Mani in su, in segno di saluto e di resa. È calato il sipario sulla carriera sportiva di Piero Nappi. This Is the end, cantava Jim Morrison. Oggi ci stava tutta.