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Nella line-up 2022 di Toyota c’è anche Lappi

Altro giorno, altro annuncio. All’indomani dell’ufficializzazione del passaggio di Breen in M-Sport e delle conferme di Sordo-Solberg jr in Hyundai, questa mattina è arrivata la tanto attesa conferma della line-up Toyota per la stagione 2022.

Nessuna sorpresa e pronostico rispettato, con Elfyn Evans e Kalle Rovanperä che gareggeranno in ogni evento in calendario con la nuova vettura ibrida Rally1, mentre il pluricampione del mondo Sébastien Ogier continuerà anche a gareggiare per la Toyota in round selezionati, facendo di fatto un passo indietro dai rally a tempo pieno. A completare la formazione è stato chiamato Esapekka Lappi, che torna dunque nel team nipponico dopo averci corso nelle stagioni 2017 e 2018.

“Sono molto felice di avere un team di piloti così forte e completo per la stagione 2022 – dichiara Jari-Matti Latvala -. Siamo felici di proseguire il cammino con Elfyn e Kalle, sono due piloti che sono in grado di poter lottare per il titolo iridato. Elfyn è un pilota molto consistente, in grado di ottenere punti in tutte le gare e di portarne al Team, come ha dimostrato con la sua vittoria al Rally di Finlandia, è anche in assoluto uno dei piloti più veloci del lotto e sarà sicuramente uno dei contendenti al titolo 2022”.

“Kalle questa stagione è stato autore di ottime prestazioni – prosegue il team manager finlandese -. Sta progredendo gara dopo gara e man mano che acquisisce sempre più esperienza, può anche diventare un serio contendente per il campionato. Séb è un grande campione, sarà ancora molto prezioso per noi la prossima stagione, anche se non punterà più al titolo piloti . Infine, sono lieto di restituire Esapekka alla squadra. La sua motivazione è molto alta e ha mostrato la sua velocità quando è tornato a correre con noi lo scorso fine settimana. Penso che sia il pilota perfetto per condividere il posto con Séb, per aiutarci in ottica campionato e per giocarsi la vittoria nelle gare”.

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Copertina RS ottobre 2021

Elfyn Evans lanciato ai 182 km/h in Finlandia

Qualunque cosa accada sarà un successo, deve aver pensato Elfyn Evans al Rally di Finlandia 2021, lanciato ai 182 chilometri orari sulla PS14 nell’oscurità delle foreste nordiche. E a ben vedere aveva anche ragione a pensarlo, visto che alla fine è riuscito a vincere la competizione finlandese con oltre 10″ su Ott Tanak entrando nello speciale club dei vincitori non nordici del Finland Rally, ex Rally 1000 Laghi.

WRC, Finlandia: Evans vince, ma la sorpresa è Lappi

Colpo grosso di Elfyn Evans, che vince in Finlandia con una prova magistrale e allo stesso tempo riapre i giochi per il titolo piloti. Il gallese fa bottino pieno, portandosi a casa i 30 punti in palio (25 della gara più i cinque della power stage) e accorciando le distanze dal leader del Campionato del Mondo, il compagno di squadra Sébastien Ogier.

Il gallese ha impressionato tutti soprattutto nel day 2 e nel day 3, dove ha corso con maestria segnando scratch su scratch, che gli hanno permesso di prendere le redini della gara e di gestirla a suo piacimento, compresa la power stage finale vinta. Per Evans si tratta della quinta vittoria in carriera nel Mondiale, la seconda stagionale dopo la Croazia.

Grazie ai 30 punti raccolti oggi da Evans, dimezza il suo ritardo dal sette volte iridato che porta a casa solamente 10 punti. Alla vigilia del rally i punti di distacco tra i due erano 44 e ora, a 2 rally dal termine, Ogier ha solamente 24 punti di vantaggio sul compagno di squadra.

“E’ un risultato stupendo. In Estonia abbiamo faticato moltissimo, nei test pre-gara abbiamo lavorato sugli assetti è questo ci ha permesso di correre con maggior fiducia. Venerdì abbiamo sfruttato al meglio la posizione di partenza, mentre sabato abbiamo alzato il ritmo è siamo riusciti a portati in testa al rally. Sono felice di aver regalato la vittoria alla squadra nel nostro rally di casa, avevo detto alla vigilia che il mio obiettivo era quello di far bene in tutti gli eventi che rimanevano in calendario. Adesso dobbiamo solo concentrarci per far bene in Spagna e pensare più avanti al resto…”.

Seconda e terza piazza per le due Hyundai di Ott Tanak e Craig Breen. I due alfieri della casa coreana non sono riusciti a tenere il ritmo indemoniato di Evans e devono dunque accontentarsi dei due restanti gradini del podio, ma la delusione in quel di Alzenau è veramente tanta, specie dopo un venerdì in cui Hyundai occupava le prime due posizioni della classifica generale.

Quarta piazza e primo degli equipaggi finlandesi per il rientrante Esapekka Lappi, autore di una gara di assoluto rilievo al volante della Yaris WRC a noleggio, vettura che potrebbe ritrovare il prossimo anno nella versione Rally1. Quinta piazza per Sébastien Ogier, mai pienamente a suo agio sulle veloci strade finniche e rallentato nel finale da un problema alla sua vettura. Sesta e settima piazza per le due vetture di casa M-Sport portate in gara da Gus Greensmith e Adrien Fourmaux.

Completano la top ten in ottava posizione Teemu Suninen che vince anche il WRC2, nona piazza per Mads Ostberg e decima per il neo-campione finnico Emil Lindholm che porta a casa i punti per la vittoria nel WRC3.

Rally Aci Monza ultima prova del GR Yaris Rally Cup

Con l’ufficialità arrivata nei giorni scorsi che il Rally ACI Monza WRC, in calendario dal 18 al 21 novembre, dodicesima ed ultima prova del Campionato del Mondo Rally, GR Yaris Rally Cup ha confermato l’ultimo appuntamento di quella che è la sua prima stagione nei rallies italiani. Sarà dunque l’ultimo appuntamento iridato della stagione, che si svolgerà in un’avvincente sfida tra l’autodromo brianzolo e la provincia bergamasca, l’atto finale di GR Yaris Rally Cup, proponendo ai trofeisti un palcoscenico di grande effetto, venendo inseriti nel contesto della prova mondiale.

Per loro, per le squadre che li accompagnano in questa loro prima, gratificante stagione sarà un’opportunità unica di confronto sportivo e tecnico, di immagine e comunicazione, avendo anche modo di trovarsi al fianco del paddock del team ufficiale Toyota Gazoo Racing che partecipa al Campionato del Mondo WRC. Le modalità e le notizie di servizio circa la struttura di quest’ultima prova della stagione 2021 del GR YARIS RALLY CUP verranno comunicate ai trofeisti ed ai media nei prossimi giorni.

Anche secondo Ogier sarà un Finlandia ”diverso”

L’opinione dei piloti è unanime, sarà sicuramente un Rally Finlandia diverso da quello che conoscevamo. La gara scandinava, si disputa eccezionalmente nel mese di ottobre è le condizioni meteo, di temperatura e di luce saranno molto differenti da quelle che abitualmente gli equipaggi trovavano ad agosto, inoltre alcune prove verranno disputate al tramonto se non addirittura di notte, il che renderà la gara ancora più aperta e incerta.

Difficoltà e insidie di cui è ben conscio Sébastien Ogier, attuale leader del Mondiale e sempre più vicino a portare a casa l’ottavo titolo mondiale in carriera. Il francese sottolinea che il meteo e le temperatura potrebbero aiutarlo, soprattutto nel day1 nel quale spazzerà le strade. “Il Finlandia è un rally che mi piace. Collocato in questo periodo dell’anno potrebbe una sfida diversa da quella che conoscevamo e potrebbe essere più difficile. Avremmo maggiori indicazioni nel test che disputeremo quest’oggi (lunedì 27 per chi legge). Ci aspettiamo condizioni fresche e spero che l’umidità della notte possa aiutarci nell’avere meno disagio possibile nel pulire le strade.

Sarà la prima volta con la Yaris WRC in Finlandia per Séb, visto che lo scorso anno la gara non si disputò a causa della pandemia Covid-19. La casa nipponica è imbattuta sulle veloci strade di Jyväskylä, dove ha raccolto tre vittorie in altrettante uscite con Esapakka Lappi nel 2017 e con Ott Tanak nel 2018 e 2019.

“La Yaris è nata su queste strade – dichiara il francese – quindi su queste strade dovrebbe comportarsi bene, ma mi aspetto una gara dura e altamente competitiva, soprattutto dai miei compagni di squadra. Al momento in campionato nulla è deciso, quindi vedremo che tipo di approccio avere prova dopo prova. Da parte mia non vedo l’ora di guidare su strade con questa bellissima macchina”.

In carriera Sébastien Ogier ha vinto in Finlandia nel 2013 al volante della Volkswagen Polo WRC, mentre ha conquistato tre volte la seconda piazza nel 2010, 2014 e 2015 e una volta il terzo gradino del podio nel 2011.

Esakeppa Lappi: ”Fantastico tornare sulla Yaris”

A volte il destino, non si sa per quale strano meccanismo, ti offre una seconda chance: vedi ciò che sta accadendo a Esapekka Lappi. Il finlandese, al prossimo Finland WRC riabbraccerà nuovamente il team Toyota dopo averlo salutato per cercare fortuna altrove (senza fortuna) a fine 2018.

L’ex vincitore del Rally di Finlandia 2017 avrà la grande occasione di mettersi in luce sulle strade di casa al volante della Toyota Yaris WRC gestita e supportata dal team madre e si gioca gran parte (se non tutte) delle possibilità di tornare a far parte del team nipponico nel 2022, alternandosi con Sébastien Ogier. La presa di contatto con la vettura è avvenuta nei scorsi giorni, in una delle velocissime strade della Finlandia, con la pioggia a far da compagnia al test.

“Sono felice di tornare al volante di una vettura come questa, come la Toyota Yaris, dopo una pausa lunga. Voglio essere realistico, la gente si aspetta tanto che possa lottare per la vittoria, ma non sarà così. Sono dieci mesi che non guido una WRC Plus, dopo una pausa del genere non si può certamente pretendere di lottare per il successo”.

A supportare Lappi nella sessione di test, c’erano il team manager Toyota Jari-Matti Latvala, che si è anche seduto al fianco dell’ex pilota Citroen, e Juha Kankkunen. Proprio con il quattro volte vincitore del Finlandia, Lappi e Latvala hanno parlato a lungo tra sorrisi e risate.

Latvala chiede a Fowler un giro sulla Toyota Rally1

Jari-Matti Latvala, ex pilota del WRC e attuale team principal della Toyota Gazoo Racing WRT, sta cercando di testare la nuovissima auto da rally ibrida Toyota Yaris Rally1 prima della fine dell’anno. Nel 2017, Latvala si è unito alla Toyota quando il Costruttore giapponese è tornato nel Campionato del Mondo Rally dopo circa 20 anni di assenza e ha ottenuto la prima vittoria per la squadra nel Rally di Svezia, la seconda prova in assoluto per l’allora nuova Yaris WRC.

Fino ad ora, solo il collaudatore del team, l’ex compagno di squadra di Latvala, Juho Hänninen, ha guidato la nuova Yaris Rally1, mentre gli attuali piloti Elfyn Evans e Kalle Rovanperä hanno testato l’auto in Francia il mese scorso, guidando sulle stesse strade asfaltate che saranno utilizzate nel rally del debutto, il Rally di MonteCarlo 2022. “Certo, mi piacerebbe guidarla, ma devo parlare con Tom Fowler, direttore tecnico, è lui che si occupa di questo”, ha ammesso Jari-Matti Latvala. “Quando arriverà l’inverno, chiederò a Tom di poter guidare. Voglio capire di cosa parlano i piloti. Sento di non poter portare lo stesso valore se non riesco a capire di cosa stanno parlando”.

Preoccupazione in Toyota per le scelte di Ogier

In casa Toyota c’è preoccupazione per il ritiro, se pur parziale di Sébastien Ogier nella stagione 2022. E’ lo stesso Tom Fowler ad ammettere che il contraccolpo dell’addio del sette volte campione del mondo, potrebbe essere pesante per il team e non solo in termini di risultati.

L’attuale leader del Mondiale WRC nel 2022 dovrebbe dividersi tra alcuni round del WRC (quattro/cinque) e le gare WEC, sempre con i colori di Toyota. “Ovviamente per un Team perdere un pilota chiave è sempre un problema. – spiega Fowler a DirtFish -. Immagino che avere quel pilota anche se solo con un programma ridotto sia più facile da accettare rispetto a perderlo perché va con un altro team oppure per questioni economiche. Séb in termini di prestazioni per noi è molto importante. Sapere di non avere con noi Séb in tutti i round del 2022… beh un po’ ci preoccupa. Speriamo di averlo anche quando non sarà impegnato in gara, sono sicuro che sarà in grado di aiutarci”.

“A volte Séb – prosegue Fowler – corre dei rally incredibili. Prendete come esempio il Sardegna. Chi l’avrebbe detto che partendo per primo in Sardegna, avrebbe vinto lui il rally e si sarebbe tuffato in mare da vincitore? Questo è ciò che in grado di fare Séb. Per mesi, tutti hanno parlato dell’unico pilota che aveva corso e vinto Ypres prima del suo ingresso nel WRC, questo poi ha vinto le prove e alla fine anche il rally. Ma è stato noioso. Ora confrontate questo con quello che ha fatto Séb in Sardegna, la cosa grandiosa di Ogier è il modo con cui spinge. A volte pare stia guidando “tranquillamente”, ma quando decide di spingere sembra uscito da un film”.

Se in casa Toyota, come è logico che sia, ci si lamenta per la partenza del “Lupo di Gap”, negli altri team si guarda con il sorriso all’addio del campionissimo transalpino. Malcolm Wilson, da sempre grande ammiratore del francese con cui ha vinto il titolo piloti 2017 e 2018 e quello Costruttori 2017, definisce l’addio di Ogier un duro colpo per il Campionato, ma allo stesso questo abbandono potrebbe rendere ancora più infuocata la lotta per il titolo.

Dani Sordo: ”Sono competitivo e senza programma”

La dichiarazione di Dani Sordo è come un fulmine a ciel sereno ed è da prendere con le pinze. Mentre fonti nostre e di gran parte delle testate internazionali che seguono direttamente il WRC confermano l’accordo tra Hyundai Motorsport e Dani Sordo, il pilota spagnolo rompe il silenzio e dichiara di non avere ancora un programma per il 2022. Però vorrebbe prolungare la sua permanenza – 16 anni – nella massima serie iridata di rally. La dichiarazione è stata rilasciata all’ufficio stampa dello sponsor di Ott Tanak, che l’ha pubblicata come comunicato sul loro sito.

Nei corridoi del circus iridato questa dichiarazione è suonata come una mossa studiata a tavolino per il poco clamore fatto da quello che viene dato da giorni come un avvenuto rinnovo. In questo, in Hyundai sono più bravi di M-Sport e anche di Toyota. Sordo ha un programma con Hyundai dal 2014 e in questa stagione 2021 ha condiviso la terza i20 Coupé WRC del Costruttore con Craig Breen. Il team principal Andrea Adamo ha detto nei giorni scorsi che Hyundai potrebbe abbandonare la politica “furba” di rotazione tra due piloti part-time e che potrebbe cercare un terzo pilota a tempo pieno per il prossimo anno, quando verranno introdotte le vetture Rally1 ibride.

Sordo ha detto “al momento, non so cosa farò nel 2022” quando gli è stato chiesto se aveva un accordo (ma ovviamente non poteva anticipare la comunicazione ufficiale della Casa) e ha insistito sul suo desiderio di continuare a guidare nel WRC ancora per un anno. Andrea Adamo cerca competitività e Sordo è pronto ad offrirgliene. L’ingegnere di Cuneo lo sa bene e ha sempre riposto grande fiducia in lui.

“Il giorno in cui non sarò competitivo, non guiderò più perché non mi piacerà più. Mi piace combattere e mi piace guidare auto da rally, ma mi piace essere al top. Il giorno in cui sentirò che sto spingendo davvero forte ma non sto lottando per le posizioni che contano, mi fermerò. Ma per il momento spero di fare qualche altro rally. Penso di essere competitivo. In alcuni rally sono veloce, all’Acropoli non sono stato bravo. Ma è così, è per questo che non faccio tutto il campionato, perché non sono veloce in tutti i rally”.

Fonti interne a Hyundai sostengono che Sordo sia sistemato anche per il 2022, ma lui nega, glissa, o bleffa. C’è addirittura chi parla di un futuro con ruoli manageriali in Hyundai Motorsport. E così, con la macchina del caos a tutta, nei corridoi si fa avanti un’altra voce: insieme a Esapekka Lappi, Sordo sarebbe uno dei due contendenti per condividere la Toyota Yaris WRC con Sébastien Ogier in part-time nel 2022, quando il sette volte campione del mondo rally ridimensionerà il suo impegno. Lappi è il favorito per quel posto, non c’è dubbio. Il suo accordo per guidare una quinta Yaris al Rally di Finlandia è visto come un segno premonitore.

Perché la Toyota Yaris WRC è l’auto da battere

I costruttori giapponesi hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nella storia del Campionato del Mondo Rally. Sia Subaru sia Mitsubishi hanno conquistato una buona popolarità grazie ai risultati ottenuti tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Ma prima di loro era stata Toyota a prender parte alle competizioni ed arrivare sul podio più alto nel 1990 con Carlos Sainz, vincitore del suo primo campionato. Sono poi seguiti altri tre titoli piloti e costruttori prima che Toyota abbandonasse il rally all’inizio del nuovo secolo e concentrasse le proprie risorse sulla Formula 1 e su Le Mans.

Nel 2017 Toyota ha fatto ritorno al WRC dopo che Akio Toyoda, l’entusiasta presidente della società, ha stretto un’improbabile alleanza con Tommi Makinen, il pilota che ha disputato, e vinto, quattro campionati con Mitsubishi.

Come nasce una vettura vincente

Makinen ed il suo team, in Finlandia, dovevano trasformare la piccola e modesta hatchback Yaris in una World Rally Car. Grazie alla vicinanza ad alcuni tra i più prestigiosi percorsi da rally da potere sfruttare come terreno di prova, sono riusciti a creare un’auto in grado di conquistare una vittoria già alla seconda partenza in Svezia nel 2017.

Con le ampie passaruote e l’enorme alettone, la Toyota Yaris WRC ha ben poco a che fare con la normale vettura da strada che tutti conosciamo. Eppure è proprio così che inizia l’avventura, da un normalissimo telaio di Yaris, smantellato per renderlo il più leggero possibile. Viene poi aggiunta una gabbia ed altre funzionalità che contribuiscono a rendere l’attuale generazione di auto da rally incredibilmente sicure.

Da qui in avanti, qualsiasi dotazione dell’auto, compresi il motore, il cambio e le sospensioni, è appositamente progettata per offrire le massime prestazioni alle condizioni estreme previste dal calendario delle gare WRC.

Il Toyota Gazoo Racing ripete la frase ‘pushing the limits for better’ (spingersi oltre, migliorare sempre) come un mantra e Yaris WRC lo impersona al meglio, tanto che il team, superate le problematiche sull’affidabilità, si aggiudica il titolo costruttori al secondo tentativo nel 2018, prima che Ott Tänak ottenga addirittura il titolo mondiale l’anno dopo, nel 2019 grazie all’annullamento del Rally di Australia.

Il nuovo look della Toyota

Nel 2020 il passaggio di Tänak alla Hyundai ha costretto Toyota a ripartire da zero per quel che riguarda i piloti, mentre Makinen è riuscito a portare con sé Sebastien Ogier, sei volte campione del mondo, insieme al campione Elfyn Evans e al giovanissimo esordiente Kalle Rovanpera. Anche se il team ambiva ad entrambi i titoli, nessuno poteva immaginare la velocità con cui i nuovi piloti si sarebbero adattati alla nuova vettura.

Non c’era motivo di preoccuparsi. Evans e Ogier hanno conquistato le vittorie in Svezia e in Messico, rispettivamente, dopo una dura lotta al loro debutto al Rally di Monte Carlo. “L’automobile mi dà grande fiducia, e alle condizioni variabili che abbiamo affrontato, ha dimostrato il suo valore”, spiegava Evans dopo la seconda vittoria della sua carriera, in Svezia, risultato che gli è valso il titolo di vero sfidante per la prima volta in assoluto. “La guida è stata molto piacevole e spero che questa sensazione mi accompagni anche sui percorsi in ghiaia delle prossime gare”.

Anche Rovanpera è stato strabiliante: il finlandese di soli 19 anni è il pilota più giovane ad essere salito sul podio del Rally WRC di Svezia, sottraendo il terzo posto a Ogier alla tappa finale, e poi ad aver vinto all’Acropolis Rally. Con anche due quinti posti, non ha ancora commesso errori, lasciando ben sperare per il futuro. “Per me è un inizio di stagione veramente positivo”, spiega. “È bello potere disputare gare di rally senza commettere grossi errori, caratterizzate da un ritmo giusto.”

Ad ora Ogier è in testa al campionato, e ciò rappresenta una minaccia per i rivali anche perché lui e la Yaris sembrano giocare al gatto col topo. E mentre nuovi piloti dovranno sperare di riuscire ad ottenere il massimo dalle loro vetture, il team di Puuppola sta già lavorando con grande impegno alla vettura che seguirà nel 2022. Il nuovo modello partirà dalla Yaris di quarta generazione presentata alla fine del 2019.

WRC: le Toyota chiudono bene il Day1 all’Acropolis

È stata una giornata complicata questa prima dell’Acropolis Rally 2021, una gara vera, dura, ricca di difficoltà (se escludiamo la pietosa prima prova speciale di 980 metri). Una gara da cui emerge la fragilità delle Hyundai i20 WRC Plus, ma anche quella delle N i20 Rally2. A proposito del povero Solber Junior e della nuova Rally2, anche la nuovissima arma di Adamo per le serie di supporto del WRC e per i campionati nazionali, sulla terra iridata sembra avere sempre problemi.

Dal rally greco viene fuori anche la velocità di Rovanperä, sempre più esperto e incisivo, la capacità tecnica di Ogier, di cercare di non perdere un colpo per attaccare al moneto giusto, la tenacia di Neuville, che fa di tutto pur di non arrendersi ai problema che la sua Hyundai gli sta creando in questa stagione 2021. Ma soprattutto, l’affiatamento di squadra che regna sovrano in Toyota. Ma vediamo come è andato il secondo giro di prove che chiude la prima tappa.

Bella la lotta per il primo posto, compreso il cambio di leader che ha smesso di essere Ogier ed è diventato Rovanperä. Gli sfortunati della giornata sono Elfyn Evans e Scott Martin (Toyota Yaris WRC) e Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe (Hyundai I20 Coupé WRC). Il gallese ha avuto problemi al cambio della sua Yaris WRC e ha ceduto 4’46,7, mentre il belga è stato penalizzato di quattro minuti e ha avuto problemi con la Hyundai i20 WRC, che è rimasta senza servosterzo e non partiva dopo il cambio gomme.

Tutti e due gli equipaggi hanno perso molto tempo, circa sei minuti, che li allontana entrambi da un buon risultato, e che potrebbe ritardarli ulteriormente in campionato. In questo contesto, è molto improbabile che il francese rischi di lottare per la vittoria, visto che se arriva dove si trova fa guadagnare parecchi punti agli avversari più diretti e dopo questa gara mancano due rally alla fine, probabilmente tre, visto che il Rally de Monza dovrebbe sostituire il Rally del Giappone, che, come è noto, è stato annullato. Pierre-Louis Loubet e Haute-Labordette (Hyundai I20 Coupé WRC) sono usciti di strada, apparentemente per problemi allo sterzo anche loro. La PS è stata interrotta con una bandiera rossa.

PS 4: disastro per Neuville

Thierry Neuville è completamente escluso dalla corsa per i punti che contano a causa di un problema al servosterzo. Oltre al danno anche la beffa, il belga è stato multato di 4 minuti per ritardo, perdendo poi altri 2 minuti in questa fase senza risolvere il problema. Le Hyundai del team ufficiale nel Mondiale sembrano avere problemi in tutte le gare su terra quest’anno. C’è sempre qualcosa che si rompe.

Per Kalle Rovanperä, Ott Tänak e Sébastien Ogier, questa speciale conferma un ottimo inizio di giornata e i tre sono chiaramente in lotta per il primo posto. Al quarto posto, Dani Sordo non è molto lontano. Ora quinto, Adrien Fourmaux è impegnato in una grande lotta contro il suo compagno di squadra Gus Greensmith. Pierre-Louis Loubet ha iniziato questa speciale molto forte, ma una foratura lo ha rallentato con un cambio gomme.

Per Elfyn Evans la situazione è leggermente migliore rispetto a questa mattina poiché il gallese è riuscito a girare in terza, poi in quarta marcia in questa speciale. Limitando in questo modo i danni, il pilota Toyota potrebbe ancora giocarsi i punti domenica. Fragile anche la Hyundai del leader del WRC2 in questa speciale, Oliver Solberg deve rinunciare alla guida della sua nuova i20 N Rally2 a causa di un problema alle sospensioni. Andreas Mikkelsen ha colto l’occasione per prendere il comando davanti al suo compagno di squadra TokSport, Marco Bulacia. In WRC3, Yohan Rossel questa volta segna il terzo tempo e resta in lizza per il podio e anche per la vittoria contro Chris Ingram, Kajetan Kajetanowicz ed Emil Lindholm.

PS 5: grandioso Séb Ogier

Sébastien Ogier ha vinto nonostante la sua posizione “spazzino” e la sua sensazione di insicurezza. Il francese è ancora una volta seguito dal trio Sordo-Rovanperä-Tänak e da Thierry Neuville, che sul trasferimento è riuscito a riparare temporaneamente il servosterzo della sua Hyundai i20 WRC. Kalle Rovanperä mantiene il comando per 2″8 davanti a Sébastien Ogier e 6″2 su Ott Tänak, che non ha molto apprezzato questa prova speciale ed è ancora alla ricerca del giusto feeling al volante della sua i20 WRC.

Al quarto posto, Dani Sordo è rimasto in “posizione di attesa”. Dietro di lui, Adrien Fourmaux è ancora una volta davanti al compagno Gus Greensmith, che ha commesso un piccolo errore al via della speciale. Da parte sua, Pierre-Louis Loubet non ha più la ruota di scorta e deve fare attenzione. Nel WRC2, Marco Bulacia graffia e supera di meno di due secondi Andreas Mikkelsen. Nel WRC3, Yohan Rossel è leggermente pù dietro agli avversari e ma si assesta ai piedi del podio, a una ventina di secondi dalla vetta.

PS 6: Tänak eccezionale

Nuovo cambio di vincitori di PS. Ott Tänak e Martin Järveoja (Hyundai I20 Coupé WRC) hanno vinto la speciale, 2″5 secondi davanti a Kalle Rovanperä e Jonne Halttunen (Toyota Yaris WRC) con Dani Sordo e Candido Carrera (Hyundai I20 Coupé WRC) terzi, 3″2 secondi davanti a Sébastien Ogier e Julien Ingrassia (Toyota Yaris WRC) quarti a 3″6 dalla testa. Significa che Kalle Rovanpera estende il margine che aveva sul secondo, che ora è Ott Tanak, dopo lo scambio con Sébastien Ogier, ma significa anche che i primi tre partono per il secondo giorno della gara separati da soli 3″9.

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Perché i problemi di Neuville ed Evans persisteranno

Thierry Neuville va a fare compagnia al rivale Elfyn Evans nel momentaneo elenco degli “sfortunati” al Rally dell’Acropoli: se il gallese lamenta problemi al cambio, al belga ha dovuto combattere sulla PS4 per gestire una navicella spaziale impazzita senza servosterzo, la sua Hyundai. Neuville era quinto assoluto, a 0″8 dal compagno di squadra Dani Sordo, prima del sorpasso sulla ripetizione di Aghii Theodori, ma ha avuto problemi nell’area di montaggio delle gomme.

Ha lasciato la zona in ritardo, guadagnandosi una penalità di 4′ per essere arrivato al controllo orario della PS4 con ben 24 minuti di ritardo. Le cose sono solo peggiorate in prova. Il vincitore dell’Ypres Rally ha perso 1’50,9 secondi sulla PS ed è a oltre sei minuti dal leader della classifica generale, con un divario che probabilmente aumenterà visto che il problema potrà essere risolto, forse e si spera, solo stasera. Ma per la fortuna di Adamo c’è la formula super rally…

“È un gran casino”, così Neuville ha definito la situazione causata dalla sua vettura, la Hyundai i20 WRC. “Abbiamo molti problemi tecnici da questa mattina e ora il servosterzo è sparito, quindi… un giorno da dimenticare. Ancora due prove e non ci arrenderemo”, ha spiegato. Speriamo. E non è in discussione la sua tenacia.

Anche i problemi al cambio di Evans hanno continuato a persistere. Contattato sull’argomento, il team principal Toyota, Jari-Matti Latvala, ha parlato prima della PS4: “Spero che la vettura funzioni fino alla fine della giornata, ma non possiamo garantirlo”. Aveva anche detto che, secondo lui, Evans è bloccato in terza marcia, non in sesta, come è stato supposto da alcune testate giornalistiche. Poi, lo ha confermato anche Evans di aver affrontato la maggior parte della PS4 con la sua Yaris WRC in terza marcia.

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WRC, Grecia: Ogier brilla sotto l’Acropoli

Il leader del WRC ha portato la sua Toyota al vertice dei primi tre posti assoluti dopo la PS Cosmote 5G di Atene, di appena 980 metri: è stata come un’esplosione di passione tra le strade che circondano Piazza Syntagma. Il francese, alla guida della Yaris WRC, ha fermato i cronometri 0″6 prime di Elfyn Evans. Kalle Rovanperä, che è stato il più veloce nella mattinata, è arrivato terzo, con un ulteriore ritardo di 0″2. “Amo la Grecia. È un paese bellissimo e sono davvero felice di essere tornato su queste magiche strade”, ha detto Ogier, vincitore alla sua seconda apparizione qui nel 2011.

“Ovviamente abbiamo un lavoro lungo e difficile davanti a noi e dovremo aprire la strada domani, come sempre sullo sterrato, ma faremo del nostro meglio per cercare di trovare un buon ritmo perché è un rally che mi piace”. Il rally è tornato nel calendario del WRC per la prima volta dal 2013 e la sua tradizionale cerimonia di inizio ai piedi dell’imponente cittadella dell’Acropoli di Atene ha dato il via alla competizione. Pensate come sarebbe bello sei il nostro Mondiale partisse da Castel Sant’Angelo, oppure da Piazza San Pietro a Roma e magari passasse dal Colosseo o dai Fori Imperiali. E non sarebbe impossibile…

Tornando in Grecia, la gara è iniziata nel cuore della città normalmente molto vivace, passando di fronte all’Antico Palazzo Reale del XIX secolo, che ospita il Parlamento ellenico dal 1934. Rovanperä e poi Evans sono stati inizialmente i migliori, ma poi Ogier, l’ultima vettura di alto livello a partire, li ha battuti entrambi. “E’ sempre bello l’inizio di una gara anche se è una prova molto, molto breve e nella scala delle possibili strategie non avrà alcun peso, ma è bello iniziare bene”, ha spiegato Evans con entusiasmo.

Tre Hyundai i20 WRC hanno seguito il trio Toyota. Thierry Neuville, vincitore l’ultima volta in casa in Belgio, era a un decimo da Rovanperä, mentre Dani Sordo e Ott Tänak hanno “pareggiato” un quinto posto, un ulteriore decimo indietro. I piloti delle categorie di supporto hanno completato il resto della classifica. I leader del WRC2 e i colleghi norvegesi Andreas Mikkelsen e Mads Østberg sono entrambi appaiati al settimo posto, con i leader del WRC3 Kajetan Kajetanowicz e Georg Linnamäe al nono. Duelli appena nati che hanno bisogno di consumarsi nella giornata di venerdì e proseguire per il resto della competizione.

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Angelo Grossi: il volto nuovo dei rally

Due indizi non faranno una prova, d’accordo. Ma nel caso di Angelo Grossi (foto GR Yaris Rally Cup), saremmo pronti a scommettere che valgano ben più di una coincidenza: il quinto posto nella classifica della GR Yaris Rally Cup ed il quarto colto lo scorso weekend al 1000 Miglia (con il controverso episodio accaduto nel corso della quinta prova speciale che ha fatto perdere almeno un podio più che meritato al romagnolo) lasciano intendere come Angelo Pucci Grossi abbia le stimmate del pilota vero. Non a caso, mentre a Fiuggi faceva notizia l’ottimo esordio del figlio d’arte – oltre all’indimenticabile papà Pucci, non va dimenticata mamma Sara Clerici, altra figura di spicco del nostro rallysmo -, a Montichiari a far parlare di sé è stato esclusivamente il 22enne riminese. Che ora si concede ad RS con questa intervista con la quale andiamo alla scoperta del talento attualmente leader della classifica Under 23 del neonato trofeo di casa Toyota.

Al 1000 Miglia hai corso per il successo ma, alla fine, il podio è sfuggito: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Tutti e due. Vedo il bicchiere mezzo vuoto perché, a causa della mia scarsa esperienza, non sono stato in grado di gestire una situazione più grande di me. Dopo quanto accaduto nella quinta prova, sono entrato nel secondo passaggio di Moerna un po’ tramortito, deconcentrato, e lì ho perso secondi decisivi, che non siamo riusciti a recuperare su Pertiche… Il bicchiere mezzo pieno è per la crescita tra Roma e 1000 Miglia: abbiamo corso al nostro ritmo, senza mai andare oltre, ma abbiamo dimostrato di essere competitivo non solo nell’Under 23, che è il mio obiettivo principale in questa stagione, ma anche a livello di assoluta. Sabato ho colto il mio primo successo in una prova, ed è una soddisfazione, inoltre penso di aver fatto progressi nelle prove lunghe, nel feeling con il navigatore, un po’ ovunque. Diciamo che al 1000 Miglia abbiamo seminato più di quanto abbiamo raccolto, anche se sul piatto della bilancia metto – in positivo – i tanti riscontri favorevoli arrivati da diverse persone importanti. Anche mio padre, da lassù, sarà contento… L’episodio di Romagnoli? Federico è un ragazzo intelligente e di talento, so che è molto dispiaciuto per quanto accaduto; io stesso mi rammarico per lui… Diciamo che, al di là dell’episodio in sé, non mi piace finire la gara con un comunicato emesso quando sei già in pizzeria. Per me, le gare devono finire sulla pedana d’arrivo”.

Il tuo bilancio dopo le prime due gare nel trofeo.

“Il primo posto nell’Under 23 e nella classifica a squadra, il sesto nell’assoluta, ma a solo 5 punti dal secondo posto, dimostrano che siamo lì. E se penso che a Roma ho perso tempo nel finale per il problema al cambio ed al 1000 Miglia per un evento esterno… Nei trofei conta la costanza: sotto questo aspetto, direi che stiamo andando bene, nonostante l’inesperienza”.

Che pilota sei?

“Direi che sono un pilota in fase di apprendistato. Cerco di essere il più pulito possibile, ma quando arrivo in un tornante mi scatta una certa libidine ed una toccatina al freno a mano sto iniziando a darla, qua e là. L’Angelo buono mi dice di arrivare in fondo, quello cattivo che sono qui per divertirmi e divertire; insomma, per unire utile e dilettevole. Sono ancora alle prime armi nei rally (prima delle gare della GR Yaris Rally Cup, Angelo Pucci aveva corso solo al 4 Regioni – ndr), devo crescere ed imparare sotto ogni aspetto…”.

Sin troppo facile dire che vorresti emulare le gesta di papà…

“Papà era speciale, ancora non capisco come facesse a far convivere spettacolo e velocità: mi piacerebbe sviluppare quella sensibilità; lui era nato per correre e fare i rally… Io sono alle prime armi, non vedo l’ora di vivere il battesimo sulla terra, perché quello  è il fondo per antonomasia di questa specialità. Farò di tutto per rendere papà orgoglioso di me, ma seguirò in serenità e senza forzature il mio cammino: devo migliorare gara dopo gara, ora sono concentrato solo sulla Yaris Rally Cup e sui progressi che spero di costruire in questa mia prima esperienza agonistica nei rally”.

Hai iniziato in pista, con le Mitjet, facendo subito bene. Ma si direbbe che i rally fossero il destino.

“Con le Mitjet ho sostenuto un test e fatto un paio di gare, poi mi sono tuffato nel mio percorso universitario a Milano. Dopo la triennale si era paventata l’ipotesi di correre in pista, ma quando si è concretizzata l’opzione di provare i rally, non ci ho pensato mezzo secondo: il motorsport ha declinazione rallystica, ora voglio divertirmi e questa è la scelta giusta. Poi, mia mamma Sara è stata lungimirante nel non avermi subito lanciato nel mondo dei rally: sa cosa avrebbe significato, da mamma ma anche d moglie di Pucci Grossi mi ha preservato da un mondo insaziabile di paragoni… Ora sono più maturo, il cognome non mi pesa e penso a divertirmi”.

Non ti chiedo da dove nasca la passione, ma c’è un momento, o un episodio, che ha fatto divampare la passione per i motori e per i rally?

“Ce ne sono diversi. Fondamentale è stato l’atteggiamento di papà, che è stato d’insegnamento tramite gli esempi. Lui non mi ha mai precluso la possibilità di correre né mi ha mai spinto affinché ne seguissi le orme: se avesse seguito quest’ultima via, forse mi sarebbe passata la voglia. Poi, cito l’esperienza del flat track, a Misano, sotto la guida di Graziano Rossi: al primo controsterzo sulla BMW 318i, ho capito che questa poteva essere la cosa giusta per me… Da lì è nata l’esperienza in pista, e la velocità è diventata la mia droga. Diciamo che, se penso alle esperienze passate – partendo dai kart a noleggio passando per il tano enduro e tutto quello che è seguito -, mi viene da dire che fosse tutto scritto. E farlo così, un po’ per volta, ha fatto sì che ora, a 22 anni, ho ancora una grandissima voglia di fare e di mettermi alla prova”.

Le persone-chiave in questo tuo fresco cammino da pilota.

“Partiamo dalla mia famiglia: mamma Sara (Clerici, pure lei ex pilota di buonissimo valore – ndr), che tutt’ora orchestra il tutto. Conosce il motorsport da una vita, ne conosce rischi e privilegi; e poi mia sorella Michela, alla quale sono molto legato. Al di fuori del nucleo familiare, Alessandro Pavesi, lo storico navigatore di papà che ora ha un ruolo di primo livello, insieme a mamma, nelle scelte da fare; chiedo sempre a lui, si sta dimostrando straordinariamente competente. Poi tanti del mondo dei rally, da Murdolo a Peter Zanchi, che da ex compagno e rivale di papà mi ha offerto un’opportunità, convincendo anche mia madre; Finiguerra per la disponibilità, da ‘insider’ Toyota, e Leo Todisco Grande, che mi permette di avere un’immagine realistica di un mondo che non conosco ancora bene”.

Il Pucci papà, il Pucci pilota: raccontacelo dal tuo punto di vista.

“Papa era ed è – perché con lui conservo un dialogo quotidiano – una persona oltremodo dolce, che non sapeva farsi voler male; buono come nessuno. Era anche un animo caldo, e quando gli si chiudeva la vena, in prova come nella vita, faceva fatica a tenersi. Direi che è stato un papà anche per i miei amici: li ha sempre coinvolti in tutto quello che ho fatto io, quindi se andavo a sciare o in barca, c’erano anche loro, e posso dire che li abbia cresciuti trasmettendo loro un’esperienza non imposta, ma inculcata con principi saldi, senza mai imporre niente. Del pilota sapete tutto, aggiungo che non l’ho mai visto rifiutare una foto od un autografo; era incredibile per come coinvolgeva tutti, in squadra, ci teneva ad avere l’opinione del suo team manager allo stesso modo del meccanico che magari doveva solo fargli la pressione delle gomme: desiderava realmente conoscere il parere di tutte le persone, senza però mai distrarsi. Oggi, se fosse qui a seguirmi in queste miei primi passi nei rally, non mi direbbe niente, al limite risponderebbe alle mie domande con risposte interpretabili, perché lui era così, t’insegnava senza dare lezioni. Papà ti faceva volare, ti ascoltava e stimolava; da lui abbiamo imparato che la curiosità è il sale della vita”.

Papà Pucci è stato il tuo ‘eroe’ sportivo, ma sappiamo che tu lo stuzzicavi, sotto questo aspetto…

“Sì, lui è sempre stato il mio super-eroe, però lo prendevo in giro – e lui un po’ non la mandava giù – quando gli dicevo che mi piaceva tanto Travaglia. In realtà, al di là dello scherzo, sapevo che in quel modo lo stimolavo…”.

Invece, da bambino, restavi deluso quando non vedevi tuo padre su Vavavuma…

“Esatto: andavo matto per quei video costellato d’incidenti e ci restavo male perché, di solito, lui non appariva mai. Ma ogni tanto qualche soddisfazione me l’ha data (ride)”.

A proposito di Pucci: il tuo nome di battesimo è proprio Angelo Pucci.

“Esatto: mio padre, anche un po’ per scherzo con la sua navigatrice Roberta Termali, voleva chiamarmi Angelo, Pucci:  sì, proprio così, con la virgola. Fu Roberta a convincerlo che quella virgola proprio non ci stava, così lui corse in anagrafe per toglierla. Oggi, sono orgogliosissimo di portare il suo nome”.

Abbiamo conosciuto l’Angelo Pucci Grossi di 22 anni. Fra altrettanti anni, come vorresti vederti?

“Prima di tutto, vorrei essere una persona con una famiglia intorno, perché è il sale della vita: senza famiglia ed amici, non mi vedo. Professionalmente, vorrei essere una figura ben integrata nel mondo che verrà, in questa società sempre più interconnessa, competente nel mondo delle relazioni internazionali; al di là dell’attività che svolgerò, vorrei soprattutto sviluppare le mie competenze circondato da persone alle quali sono legato e che fanno sentire apprezzato”.

Intervista pubblicata su numero di settembre 2021 di RS e oltre

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Marco Gianesini fa volare la GR Yaris Rally Cup

Per la seconda tappa della sua prima stagione nei rallies italiani GR Yaris Rally Cup, parlano i giovani. Parlano con i fatti soprattutto, nel contesto del 44° Rally 1000 Miglia, sesta prova del Campionato Italiano Rally, disputata tra il pomeriggio di ieri e l’intera giornata odierna, con sette prove speciali, cui hanno preso il via 12 trofeisti. Dopo le interessanti performance sportive e tecniche offerte a Roma lo scorso luglio alla prima gara del Trofeo per la seconda occasione di sfide ha prodotto una giornata intensa, ricca di colpi di scena ed avvicendamenti al vertice.

Il successo è andato al valtellinese Marco Gianesini, in coppia con la moglie Sabrina Fay, che ha così riscattato la poco soddisfacente prova di esordio a Roma. L’avvio di gara era stato per il comasco Tommaso Paleari Henssler, in coppia con Bozzo (Elite Motorsport), al comando per le prime due prove, per poi alzare bandiera bianca sulla successiva per un’uscita di strada. Aveva poi preso in mano le redini della classifica il giovane novarese Federico Romagnoli, con al fianco Monica Rubinelli (Gino WRC), avendo subito preso un buon ritmo sino alla quinta prova speciale, la quale è stata determinante per stilare la classifica finale.

La classifica, infatti, ha subìto uno scossone per la parziale interruzione della prova: a causa di una vettura ferma in prova per incidente che ostruiva in parte la sede stradale, proprio il leader Romagnoli ha rallentato la sua corsa perdendo circa tre minuti e di conseguenza, chi lo seguiva in partenza. Il finlandese Manninen (HMI), Grossi (HMI) e Rivia (Sportec) sono stati quindi pesantemente rallentati ed a fine gara vi è stata l’esclusione dello stesso Romagnoli, per decisione dei commissari sportivi, in quanto ritenuto responsabile del ritardo accusato dagli altri trofeisti coinvolti, i quali si sono visti assegnare lo stesso tempo di prova del giro precedente, a titolo di equa decisione dei Commissari Sportivi.

La classifica finale vede quindi al secondo posto il veneto Edoardo De Antoni, con alle note Martina Musiari (Rally Sport Evolution), autori di una prestazione assai decisa ed in progressione, mentre il terzo gradino del podio è stato incamerato da Simone Rivia e Andrea Dresti (Sportec), anche loro visti particolarmente in forma.

Quarta posizione finale, con la consapevolezza di essere assai competitivo, per il giovane Angelo Pucci Grossi, con l’aretino Cardinali al fianco (HMI), che sino alla quinta prova aveva mostrato un notevole ritmo, portandolo al secondo posto. Per il riminese rimane la gioia di aver firmato il primato tra gli “under 23” ed essere passato al comando della relativa classifica provvisoria.

La top five è stata completata dai finlandesi Markus Manninen-Teemu Sillanpaa (HMI), in difficoltà nella prima parte di gara con il feeling da trovare con le strade bresciane che conoscevano per la prima volta, per poi reagire da metà dell’impegno con riscontri cronometrici di valore.

Attardato già dalle prime battute di gara il toscano Alessandro Ciardi, con Tondini (Emmeci Racing), non entrato in sintonia col percorso che affrontava per la prima volta, venendo pesantemente attardato da una penalità di oltre due minuti dovuta alla sostituzione del parabrezza danneggiato dall’apertura del cofano motore in trasferimento per portarsi alla quarta prova.

Kalle Rovanpera testa la Toyota Yaris Rally1

Toyota ha iniziato mercoledì nella regione di Gap una seconda serie di test di sviluppo per la nuova Yaris Rally1 2022. E oggi, con i test di Rovanpera, si nota subito che la casa ha cambiato strategia per quanto riguarda i suoi collaudatori.

Hänninen, che fino ad ora è stato l’unico ad avere l’onore di guidare la nuova vettura, ha lasciato il posto giovedì e oggi a due degli attuali piloti ufficiali: Elfyn Evans e Kalle Rovanperä.

La squadra giapponese, che non ha ancora annunciato alcun pilota ufficiale per il 2022, sembra puntare alla stessa formazione del 2021 anche per il 2022. Resta però da vedere se Ogier confermerà una stagione part-time che in questo caso potrebbe aprire le porte a Lappi sulla terza Yaris 2022 condivisa con il pilota francese. Questo consentirebbe a Toyota di poter applicare le stesse strategie che usa Adamo e bypassare il problema delle vetture scopa. In questo caso, converrebbe anche a Ford fare la stessa cosa, per non rischiare di essere penalizzata come Toyota quest’anno.

Primi chilometri con la nuova Toyota Yaris Rally1 per Evans (VIDEO)

In attesa di ufficializzare il rinnovo del contratto con Toyota Gazoo Racing per il 2022 (e oltre), il britannico Elfyn Evans ha finalmente potuto provare la nuova arma della casa nipponica, la Toyota Yaris Rally1 che debutterà al Rally Monte-Carlo 2022. Così come per M-Sport, impegnata in questi giorni in Sardegna con la nuova Puma Rally1, è tempo di test anche per Toyota che ha scelto gli asfalti della Francia per continuare lo svezzamento della nuova vettura.

Rispetto alle precedenti sessioni di test, stavolta in casa Toyota ad affiancare al volante della GR Yaris Rally1 il finlandese Juho Hänninen (collaudatore ufficiale) è stato chiamato Elfyn Evans. Una scelta che fa capire che l’accordo per il rinnovo del contratto tra il britannico (attualmente secondo della generale) e il team nipponico è praticamente cosa fatta.

Per quel che riguarda il mercato piloti, in casa Toyota non dovrebbero esserci grosse novità. Ad un passo dal rinnovo ci sono anche Kalle Rovanpera e Takamoto Katsuta, quest’ultimo correrà da “non ufficiale” anche nella prossima stagione. Mentre una quarta unità dovrebbero dividersela Sébastien Ogier, che stando agli ultimi rumor e indiscrezioni dovrebbe disputare un massimo di 6 eventi, ed Esapekka Lappi, fresco di ritorno in Toyota (anche se per una gara in Finlandia) dopo le due disastrose annate con Citroen e M-Sport.

Intervista fiume con Dario Cerrato per i suoi 70 anni

Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Elfyn Evans ammette: ”Non sempre ho dato il massimo”

Nonostante la matematica lo tenga ancora in gioco per il titolo, Elfyn Evans pensa che l’inseguimento al capoclassifica Ogier sia in salita. E a ben vedere ha perfettamente ragione. Rispetto allo scorso anno, dove stupì tutti per rendimento e risultati, in questo 2021 il gallese ha forse sentito la grande pressione di partire con il ruolo di papabile per il titolo.

A quattro (tre?) gare dal termine Evans occupa la seconda posizione in classifica generale in coabitazione con Neuville, con un distacco di 38 punti dal leader Sébastien Ogier. Un vantaggio importante che carte alla mano appare difficilmente recuperabile, visto e considerato che Ogier è un pilota costante anche nelle giornate che possono apparire negative come ad esempio ad Ypres.

“Le mie aspirazioni si basano sul fatto che devo ancora lavorare tanto e migliorare. Penso che se vuoi ottenere buoni risultati, devi avere questo approccio. Se vuoi essere competitivo ai massimi livelli, questa è l’unica strada percorribile. Certo sappiamo che al momento il campionato non è ancora deciso, ma bisogna comunque essere realisti. Nonostante questo la mia mentalità e il mio approccio alle gare non cambierà. L’inizio di stagione è stato più che positivo con alcuni buoni risultati, poi c’è stato un calo. Potrebbe aver influito la questione dell’ordine di partenza, che ovviamente non ha aiutato in alcuni rally? Non è stato quello. In alcune gare non sono riuscito a dare il massimo con la vettura, dobbiamo cercare di migliorare per tornare a lottare per la vittoria”.

Test Toyota GR Yaris Rally Cup: amore acerbo

di Claudio Vallino

Dopo averla “assaggiata” in un test sulla stretta prova speciale del Ciocco, in occasione della presentazione ufficiale organizzata da Toyota Italia, ed essendo rimasto favorevolmente colpito dalla Toyota GR Yaris Rally Cup, ho deciso di rimetterla alla frusta e di confrontarla alle altre vetture già testate in precedenza, sul tracciato di Castelletto di Branduzzo (PV).

Yaris Rally Cup è il trofeo promozionale indetto quest’anno da Toyota Italia, riservato appunto alle GR Four, che prevede la partecipazione a 4 gare di Campionato Italiano Rally oltre che al Rally di Roma Internazionale, e mette in palio una cospicua dotazione di premi. La vettura gode di una fiche esclusivamente nazionale, che le assegna una nuova classe istituita appositamente e cioè la R1T 4×4. Peccato che non abbia una fiche FIA, perché questo le pregiudica la partecipazione a gare all’estero.

285 CAVALLI DI RAZZA

La GR Yaris R1T, deriva quindi dalla vettura stradale “GR (Gazoo Racing) Four”, della quale mantiene tutta la meccanica e la carrozzeria. Gli interventi ammessi sono, oltre ovviamente all’allestimento di sicurezza (roll-bar, impianto estinzione, sedili anatomici, cinture di sicurezza a 6 punti ecc), la nuova mappatura della centralina di controllo del motore, un generoso impianto di scarico e l’assetto Bilstein 2 vie, regolabile con 10 posizioni. Tutta la trasmissione, dal cambio ai differenziali e semiassi, e l’impianto frenante sono quindi assolutamente di serie. Con la rimappatura, la potenza dichiarata incrementa di poco i cavalli, passando dagli originali 260 a 285, ma a cambiare è la risposta del motore, che diventa più immediata e facilmente gestibile.

La vettura che testo è alla prima uscita, ed è realizzata da Autotech Motorsport dei f.lli Morcia di Castelvetro Piacentino. La prima cosa che noto è la cura dell’abitacolo e dei dettagli, tutto studiato nei minimi particolari. Purtroppo, sulla vettura stradale nella parte centrale del cruscotto, trova spazio la radio con un ampio display che, oltre ovviamente a non trovare nessuna utilità in un’auto da rally, impedisce la visuale. Tale accessorio è stato quindi rimosso, lasciando però un grande spazio vuoto. Per poterlo chiudere, tutti i preparatori sono in attesa di un portaoggetti derivato da una versione di Yaris prodotta però solamente per il mercato giapponese.

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WRC, Belgio: Hyundai attacca ma Toyota avanza

Thierry Neuville e Craig Breen hanno ripreso nella mattinata di sabato 14 agosto 2021 il loro emozionante duello, che avevano dovuto sospendere per la pausa notturna, per la supremazia al Renties Ypres Rally Belgium. Ma è di nuovo Neuville a fare la voce grossa, da padrone di casa, e a respingere una carica determinata dell’irlandese. I due erano separati da 7″6 dopo la frenetica gara di apertura di venerdì. Breen ha lanciato il guanto di sfida aggiudicandosi le prime due prove speciali sull’asfalto rovente che attraversa campi agricoli nelle zone di Hollebeke e Dikkebus per ridurre il deficit a 3″5.

Neuville ha reagito e ha battuto il suo compagno di squadra a Watou e Mesen-Middelhoek, stabilendo il miglior tempo in quest’ultimo, per tornare a Ypres per il parco assistenza di metà tappa con un vantaggio di 6″8. “Sono felice, ma il pomeriggio sarà altrettanto difficile, se non di più, con tutta la ghiaia sulla strada”, spiega Neuville in assistenza. “Stiamo seguendo la nostra strategia, faremo alcune piccole modifiche per il giro pomeridiano e proseguiremo in questa direzione”. Tradotto: attaccare, attaccare, attaccare. E sperare che la Hyundai i20 WRC Plus non gli giochi “brutti scherzi”.

E a proposito di “brutti scherzi” Breen è stato ostacolato sulla PS Hollebeke dal compagno di squadra Ott Tänak, terzo in classifica, che si è fermato per cambiare una foratura della ruota anteriore, scoprendo poi che anche il cric aveva problemi, e si è riportato sulla strada appena davanti al suo collega con un ritardo superiore ai 3′. L’estone si è fermato poco dopo per far passare Breen. Ma intanto, ha fatto da tappo…

Incidente Takamoto Katsuta
Incidente Takamoto Katsuta

Il ritardo di Tänak, aggravato dal cric difettoso che ha rallentato il cambio gomme, ha permesso a Elfyn Evans di conquistare il terzo posto su Toyota Yaris WRC. Il gallese ha retrocesso il compagno di squadra Kalle Rovanperä ed è stato il più veloce a Watou, precedendo il collega di 2″1. Il leader del campionato Sébastien Ogier è stato ulteriormente staccato di 10″3, fino al quinto posto. Il francese sentiva che “mancava qualcosa” in termini di prestazioni, ma non ha avuto pressione da dietro con lo sfortunato Tänak a quasi 3′.

Takamoto Katsuta ha avuto un pesante incidente. Il pilota giapponese ha urtato un dosso in una curva veloce e la sua vettura è stata “gettata” via, direttamente in un fosso. Ha piroettato in aria e ha colpito un palo dell’elettricità prima di un violento atterraggio. Lui e il copilota Keaton Williams sono rimasti illesi ma il loro rally è finito. Anche Pierre-Louis Loubet si è ritirato quando il francese è finito in un altro fosso all’uscita di una stretta curva a destra, sulla PS Hollebeke, e non è stato possibile recuperare la sua i20. La loro uscita di scena ha promosso nuovo leader del WRC3 Sébastien Bedoret, al settimo posto assoluto su una Skoda Fabia Evo Rally2. Il belga ha staccato il leader del campionato Yohan Rossel di 0″3. Pieter Jan Michiel Cracco è arrivato nono con Vincent Verschueren che ha completato top 10 assoluta.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Sébastien Ogier: ”Ypres un rally difficile con cambi di grip”

Prima volta ad Ypres e in Belgio per il sette volte campione del mondo e attuale leader del Mondiale Sébastien Ogier. Il lupo di Gap ha assaggiato per la prima volta le insidiose stradine delle Fiandre nei scorsi giorni. Il test si è svolto in condizioni meteo variabili nelle quali il transalpino ha potuto provare diversi assetti e regolazioni alla vettura.

“Sono molto emozionato, per me sarà la prima volta a Ypres – commenta Séb Ogier – avere un nuovo rally su asfalto in calendario è molto bello. Ypres è conosciuto da tutti perché è molto difficile e non vedo l’ora di affrontare queste prove, so che non sarà facile. Abbiamo svolto una sessione di test la scorsa settimana con condizioni meteo variabili, con la pioggia è stato veramente molto difficile. Da tenere d’occhio i tanti cambi di grip e il fatto che andremmo a cercare il limite in un rally in cui non abbiamo parametri di confronto. Essere al comando della classifica è molto importante, partire per primi può darci un piccolo vantaggio, ma al contempo dobbiamo rimanere concentrati in quanto il rally è molto difficile. Al termine del campionato mancano ancora diverse gare e tutte sono difficili e ricche di insidie”.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Toyota punta Lappi per il WRC 2022, ma Ogier fa da ”tappo”

Il mercato piloti per il WRC 2022 si scalda giorno dopo giorno. Appena 24 ore fa vi avevamo parlato della possibilità di rivedere Andreas Mikkelsen al volante della Fiesta WRC al prossimo Rally di Finlandia. E’ di oggi la notizia che Esapekka Lappi è entrato ufficialmente nelle mire del team Toyota Gazoo Racing WRT per il WRC 2022.

Il pilota finlandese, campione del mondo WRC2 nel 2016, sarebbe vicino ad un clamoroso ritorno in Toyota, team con il quale aveva già corso nelle stagioni 2017 e 2018 andando a vincere la prima e unica gara in carriera nel WRC. A confermare questa notizia è lo stesso Jari-Matti Latvala che vorrebbe l’ex pilota M-Sport sulla terza Yaris Rally1 nelle gare in cui non correrà Sébastien Ogier.

“Vogliamo assolutamente continuare nel 2022 con Kalle e Elfyn – spiega Latvala – questa è una priorità. Poi c’è ancora da discutere con Sébastien per capire come evolverà il suo programma il prossimo anno. Al momento non è stato deciso nulla, non sappiamo ancora quante e quali gare correrà il prossimo anno, sarebbe importante saperlo per programmare il tutto, soprattutto perché dobbiamo ingaggiare un altro pilota”.

“Esapekka Lappi al momento è l’alternativa più valida, conosce bene la nostra squadra e come si lavora, inoltre anche se quest’anno ha corso poco ha comunque dimostrato il suo grande valore. In alternativa anche Jari Huttunen e Teemu Suninen sono valide alternativa, anche se Jari è ancora inesperto e Teemu viene da una stagione molto difficile”.

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Ciardi vince a Roma la Toyota GR Yaris Rally Cup

Il primo trofeo monomarca per i rally di Toyota promosso a livello mondiale è partito questo fine settimana con la GR Yaris Rally Cup dalle strade del Rally di RomaCapitale, terza prova del Campionato Europeo Rally (ERC) e quinto atto del Campionato Italiano Rally (CIR).

Sono stati undici, i trofeisti che hanno avviato la sfida proposta nei tre giorni di gara romani, avviata venerdì sera con lo sfondo del magnifico scenario delle Terme di Caracalla, per proseguire nelle strade dell’entroterra, che hanno esaltato e divertito. Asfalti difficili, veloci, selettivi, che hanno messo a dura prova vetture e guardato in faccia gli equipaggi, ma anche evidenziato affidabilità e competitività delle GR Yaris, con nove vetture al traguardo sulle undici partite e riscontri cronometrici costantemente da categoria superiore.

Il primo alloro lo ha fatto suo il toscano di Pistoia Alessandro Ciardi, in coppia con l’omonimo Tondini (EmmeciRacing), grazie ad una condotta di gara autorevole ed una leadership mai messa in discussione dalla seconda prova disputata. L’avvio di gara, infatti, alle Terme di Caracalla nella serata di venerdì scorso aveva elevato i valtellinesi Marco Gianesini e Marco Berigonzi (New Star3) ma una volta ripartiti per la lunga prima tappa del sabato Ciardi ha preso subito il comando riuscendo a contenere con lucidità i ripetuti attacchi di una concorrenza che lo attaccava da più parti.

A fine prima tappa il pilota pistoiese si era lasciato alle spalle il bresciano Ilario Bondioni, con Sofia d’Ambrosio alle note (Elite Motorsport) con l’esiguo vantaggio di 5”4, con terzo il giovane “under 23” Federico Romagnoli, con al fianco Monica Rubinelli (Team Gino WRC), rallentato durante la terza prova dall’aver centrato una pietra trovata in traiettoria sulla carreggiata, rompendo un cerchio.

La seconda tappa odierna ha visto Ciardi proseguire con autorità al comando, lasciandosi alle spalle un’accesa bagarre e vedendo anche sparire Bondioni, fermato da un guasto, per andare poi a vincere sotto la bandiera a scacchi con un vantaggio di 25”4 su Romagnoli.

“Arrivare a correre questo trofeo – ha commentato Ciardi all’arrivo – è stato il coronamento di un sogno, per me che non mi sono mai allontanato più di tanto dalle gare in Toscana e che ho sempre corso con budget limitati. Una macchina fantastica, la GR Yaris, e siamo solo all’inizio di una bella avventura, vedrete che soddisfazioni darà a tutti noi trofeisti e non solo!”.

A sua volta, Romagnoli ha saputo rimanere freddo ai ripetuti attacchi che gli arrivavano oggi dai finlandesi Manninen-Sillanpaa (HMI), finiti a 34”6. Bravo, il 27enne finlandese, finito sul gradino più basso del podio e meritevole di elogio avendo corso ad alti livelli alla sua prima esperienza su asfalto, distratto nella seconda tappa dalle bizze all’interfono dei caschi quando la sfida si era fatta incandescente.

Bagarre, scintille, per tutta la seconda tappa anche per il quarto posto, tra Paleari-Bozzo (Elite Motorsport) e Grossi-Cardinali (HMI), questi ultimi “under 23” pure loro, spesso avvicendatisi ai piedi del podio. Alla fine hanno avuto la meglio i primi, equipaggio comasco di Erba, autore di una magistrale seconda giornata di gara, terminata a 54”4 dai vincitori.

Anche in questo caso gara da applausi per Angelo Pucci Grossi (a 1’21”5 dai primi), il figlio dell’indimenticato “Pucci”, pluricampione su terra negli anni novanta e sino ai primi del duemila, alla sua seconda gara carriera. Non ha mai allentato il ritmo, cercando di vestirsi al meglio la vettura, esperienza da capitalizzare già dal prossimo rally a calendario.

Il secondo appuntamento con GR Yaris Rally Cup sarà al Rally 1000 Miglia (Brescia), il 4-5 settembre, anche in questo caso valido per il Campionato Italiano Rally.

GR Yaris Rally Cup: il trofeo accende i motori

Si appresta ad accendere i motori, a partire per scrivere un nuovo capitolo di importante storia sportiva GR Yaris Rally Cup, il cui debutto per la stagione 2021 è previsto per questo fine settimana, dal 23 al 25 luglio, dalle strade del Rally di RomaCapitale, valido quale terza prova del Campionato Europeo Rally (ERC) e quinto atto del Campionato Italiano Rally (CIR).

Con GR Yaris Rally Cup, Toyota Motor Italia compie un nuovo salto in avanti nel motorsport con il primo campionato monomarca dedicato ad una propria vettura, un’iniziativa che esprime e conferma tutti i valori di Toyota, offrendo ai piloti e alle vetture una sfida da affrontare nelle condizioni più dure. E il gusto di vincerla.

GR Yaris Rally Cup parte dunque con un palcoscenico importante, sotto i riflettori di prima scena, attesissima dal pubblico di appassionati, dagli addetti ai lavori ed anche da coloro che saranno i protagonisti, i quali non vedono l’ora di sfidarsi lungo tutta la stagione, composta da cinque avvincenti appuntamenti. Al Rally di RomaCapitale i trofeisti iscritti sono 11.

Tutti a caccia del montepremi

La protagonista del campionato sarà la GR Yaris, vettura perfetta per l’ingresso nel mondo delle competizioni monomarca, che nasce proprio dall’esperienza del team Toyota Gazoo Racing nel campionato mondiale rally.

Costruita su una piattaforma unica nel suo genere, avente come obiettivo quello di ridurre al massimo il peso, la GR Yaris è dotata del più potente motore a tre cilindri al mondo 1.6 turbo con 261 CV e una coppia di 360 Nm che permette di passare da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi (il test verità della vettura lo trovate sul numero di RS RallySlalom in edicola dal 5 agosto 2021).

La potenza del motore viene sfruttata attraverso il nuovo sistema di trazione integrale permanente e a controllo elettronico GR-Four di Toyota. A completare l’assetto da vera sportiva, un differenziale Torsen LSD che gestisce in autonomia la ripartizione della trazione tra le ruote di sinistra e di destra per dare un controllo naturale e diretto dell’auto.

La GR Yaris utilizzata per il campionato è la derivazione rally della stradale lanciata a fine 2020. E’ stato sviluppato uno specifico kit di allestimento gara, con il quale i team hanno potuto preparare la vettura conforme al regolamento della categoria R1T 4WD nazionale.

GR Yaris Rally Cup offrirà ai piloti partecipanti un’opportunità per dimostrare il loro talento e per migliorare il proprio rendimento, il che è perfettamente in linea con uno dei principi del Toyota Gazoo Racing, orientato allo sviluppo delle persone. Il montepremi totale del monomarca è stabilito in 300.000 €uro, distribuito tra premi di gara e premi finali, avrà un’attenzione particolare per i Team partecipanti.

GR Yaris Rally Cup sarà inoltre la piattaforma perfetta per dimostrare l’impegno di Toyota nel superare ogni limite e realizzare le migliori automobili di sempre. Le condizioni estreme del motorsport, in questo caso dei rallies, rappresentano il terreno ideale per sperimentare un gran numero di nuove soluzioni tecnologiche, le migliori delle quali verranno impiegate sulle vetture di serie.

La livrea delle vetture in gara riprende i colori ufficiali rosso, nero e bianco del Toyota Gazoo Racing e sul caratteristico tetto in fibra di carbonio spicca il logo Toyota Gazoo Racing Italy, che seguirà le attività del monomarca.

Ad arricchire la livrea, saranno presenti i loghi degli sponsor del campionato: KINTO, il brand dedicato all’offerta di servizi di mobilità di Toyota; Pirelli, leader mondiale negli pneumatici Rally; OMP, fornitore ufficiale del Toyota Gazoo Racing nel WRC; LoJack (gruppo CalAmp), partner di Toyota Motor Italia dal 2014 e leader nelle soluzioni telematiche e nel recupero dei veicoli rubati.

I protagonisti della GR Yaris Rally Cup

PILOTA                                   COPILOTA                                   TEAM

Andrea Reginato                   Giorgio Simoni                            Sport e Comunicazione

Marco Gianesini                    Marco Bergonzi                           New Star 3

Simone Rivia                          Giovanni Frigerio                        Sportec

Federico Romagnoli             Monica Rubinelli                          Gino WRC

Tommaso Paleari Henssler   Davide Rolando Bozzo                Elite Motorsport

Alessandro Ciardi                 Alessandro Tondini                    Emmeci Motorsport

Edoardo De Antoni               Martina Musiari                           Rally Sport Evolution

Angelo Pucci Grossi             Francesco Cardinali                     HMI

Ilario Bondioni                      Sofia D’Ambrosio                        Elite Motorsport

Francesco Marcucci              Federico Baldacci                        MM Motorsport

Markus Manninen                 Teemu Sillampaa                        HMI

Il calendario del monomarca giapponese

23-25 luglio Rally di Roma Capitale – Roma (CIR)

04-05 settembre Rally 1000 Miglia – Brescia (CIR)

09-10 ottobre Rally 2 Valli – Verona (CIR)

30-31 ottobre Rally di Modena – Modena (finale CRZ)

03-05 dicembre Rally di Monza – Monza

Kalle Rovanpera leader in Estonia: Craig Breen insegue

Kalle Rovanperä era già in testa dopo la breve PS1 che ha alzato il sipario sul Rally di Estonia 2021 giovedì 15 luglio, poi ha vinto anche tre delle quattro veloci prove speciali della prima tappa con la Toyota Yaris. Craig Breen è alle calcagna del finlandese con la Hyundai i20, ma da solo può fare poco dopo i disastri combinati dai suoi compagni di squadra. L’irlandese è stato il secondo più veloce in tutte e quattro le PS a soli 4″8 dal ventenne finlandese. “Con la gomma morbida è stato molto più complicato negli ultimi tratti, perché fa molto caldo e l’aderenza sta cambiando di più”, ha spiegato Rovanperä. “È una vera lotta: spazi davvero piccoli, sempre a tutto tondo, e se fai un piccolo errore lo vedi subito nei tempi”.

Cpn temperature prossime ai 30°C, Breen si è mantenuto fresco dopo essere stato inavvertitamente ritardato due volte da un Gus Greensmith in evidenti difficoltà. Il tempo perso è stato successivamente neutralizzato dagli ufficiali di gara e Breen è passato brevemente in vantaggio 1″ prima che Rovanperä rispondesse nelle ultime due prove. L’eroe di casa Tänak ha vinto il test di Arula di venerdì e ha relegato Rovanperä dietro, ma è sprofondato al settimo posto dopo una foratura all’anteriore destro nella successiva PS3 Otepää. Peggio la PS4 Kanepi. “Sono andato lungo in una curva e praticamente sono finito in un campo e ho perso due gomme. Ho avuto altre due forature e ovviamente non avevamo più ricambi e non è stato possibile continuare”, ha spiegato Tänak, che ha iniziato il giro con una sola ruota di scorta.

Il leader del Mondiale Rally Sébastien Ogier è stato il migliore degli altri. Il francese è terzo staccato di 33″5 con la sua Yaris, ma contento dopo aver minimizzato l’handicap del dover fare la scopa. Ogier aveva 6″8 di vantaggio sulla i20 di Thierry Neuville, che era quarto. Il belga ha forato la gomma posteriore sinistra sulla PS4 Kanepi, ma aveva ancora 6″6 secondi su Elfyn Evans, che ha superato indenne la Otepää con la Yaris.

Pierre-Louis Loubet è l’ultimo pilota della massima serie, al sesto posto. Il corso è stato cauto dopo un torrido inizio di stagione sulla sua i20, ma ha capitalizzato sui problemi degli altri. Takamoto Katsuta si è ritirato dal terzo posto dopo che il copilota Dan Barritt ha avuto un infortunio alla schiena per un atterraggio troppo duro su un salto di Kanepi. Greensmith è uscito dopo essersi fermato più volte a causa di un problema tecnico che ha influito negativamente sulla potenza del motore della Ford Fiesta.

Il compagno di squadra Teemu Suninen era sesto, ma una foratura alla posteriore sinistra e un problema al turbo boost hanno fatto retrocedere il finlandese al quattordicesimo posto. Il leader del WRC3 e campione europeo in carica Alexey Lukyanuk è settimo con la Skoda Fabia, con 11″1 di vantaggio sul leader del WRC2 Mads Østberg, che è stato ostacolato da un braccio della sospensione danneggiato dopo un salto. Andreas Mikkelsen ed Emil Lindholm completano la classifica.

Il numero di luglio 2021 di RallySlalom e oltre è in edicola

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Sebastien Ogier e il futuro: rally part-time e pista a Le Mans

Il sette volte campione del mondo aveva inizialmente pianificato di lasciare il WRC alla fine della scorsa stagione, ma voleva tornare quest’anno per concludere una carriera stellare con una stagione sportiva meno colpita dalla pandemia di coronavirus. Ma ora che si parla di WRC ibride e di Yaris Rally1 di nuova generazione nel 2022, Ogier non vuole lasciare completamente. Così dice lui.

Alla domanda sulla prossima stagione, ha detto: “È molto chiaro nella mia mente che non completerò il Campionato del Mondo l’anno prossimo. Disputerò qualche rally, forse sarà solo uno, forse qualcuno. Chissà”. Il pilota francese vuole correre anche in altre specialità in cui Toyota è presente. Un po’ come faceva Loeb in Citroen. E proprio come Loeb, Ogier cerca le gare di durata.

“Non è un segreto”, ha detto Ogier, “che il mio sogno è andare a correre a Le Mans e in altre corse in circuito. Quindi ci sono cose che devono essere chiarite prima, per vedere se ho la possibilità di farle o meno. Questo influenzerà tutto e così saprò se farò qualche rally oppure no. L’unica cosa che mi è chiara è che voglio assolutamente essere più libero. Sto pensando di passare del tempo con la mia famiglia e con mio figlio. Mi piace vederlo crescere”.

“Il piano è sempre stato quello di provare a trascorrere insieme il suo ultimo anno prima della scuola, magari per viaggiare per il mondo e fare cose incredibili insieme. Questo è qualcosa che farò al 100%. Vediamo, su questa base, cosa posso inserire ancora nel mio calendario. Potrei continuare un po’ con i rally, così per non annoiarmi. Come tutti, ho bisogno di un po’ di adrenalina. Dopo aver fatto rally e aver avuto una vita come la mia, molto intensa negli ultimi 15 anni, credo che non ci si possa fermare da tutto in un attimo”.

Il prossimo numero di RallySlalom e oltre sarà in edicola dal 7 luglio 2021

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WRC: i 5 video più belli dei test pre Rally di Estonia

Elfyn Evans
Sebastien Ogier
Ott Tanak
Gus Greensmith
Kalle Rovanpera

Ecco i 5 video più belli dei test pre Rally di Estonia. Ormai il WRC corre verso l’est Europa che rappresenta il giro di boa della serie iridata e, in particolare, per Hyundai rappresenta la gara della speranza, dopo tutte le gare in cui fino ad ora è riuscita a gettare alle ortiche un successo quasi certo. Quando con Ott Tanak e quando con Thierry Neuville.

I test di affinamento e sviluppo proseguono e la nostra redazione ha pensato di proporvi i 5 video più belli degli ultimi test disputati nella “casa” di Tanak da Toyota, Hyundai e Ford M-Sport.

Toyota punta alla Yaris Rally3, la Rally2 forse ibrida

Toyota ha iniziato a lavorare sulla sua Yaris Rally3. Un cambio strategico, perché così il Costruttore giapponese sceglie di dare priorità al nuovo progetto rispetto alla Rally2 e di puntare a quel pubblico che lamenta un vuoto tra la R5 (Rally2) e la R4 (che in realtà è una ottima Gruppo N). I giapponesi, quindi, sono desiderosi di espandere la gamma Yaris, che sta avendo tanto successo a livello commerciale.

La notizia trova conferma anche su DirtFish, secondo cui a breve si dovrebbe avere una Yaris a quattro ruote motrici per i clienti. Riportare l’attività del team a Jyväskylä contribuirà ad accelerare il processo di progettazione e costruzione delle nuove auto, la prima delle quali si pensa che sarà pronta per la fine di quest’anno. Il team principal Jari-Matti Latvala non parla di specifiche della Yaris Rally2 o della Yaris Rally3, ma conferma che la Rally3 arriverà prima.

“Per la Rally2 stiamo aspettando alcune decisioni sui regolamenti tecnici: sappiamo che l’ibrido potrebbe arrivare anche per la Rally2 e dobbiamo capire di più dalla FIA su questo prima di impegnarci. Quindi, la Rally3 arriverà prima della Rally2”. Latvala, però, conclude specificando che le Yaris Rally3 non sono ancora in costruzione: “Speriamo di avere presto dettagli da confermare”.

Il prossimo numero di RallySlalom e oltre sarà in edicola dal 7 luglio 2021

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Jari Matti Latvala e Toyoda spingono la squadra verso nuovi successi

Con l’ultima vittoria sulle strade africane e ancora tanta voglia di altri successi, in casa Toyota Gazoo Racing WRT i sorrisi si sprecano, dopo la quarta vittoria di fila (Croazia, Portogallo, Sardegna e Kenya) il titolo Costruttori non è più un’utopia e nella classifica pilota Sébastien Ogier conduce con un buon margine sui diretti avversari.

La gara in Kenya è iniziata con il brivido, complice il ritiro di Elfyn Evans e il problema alla sospensione per Sébastien Ogier, ma già dal secondo giro di prove del primo giorno le cose sono andate a migliorare fino ad arrivare alla doppietta conquistata con il solito “Lupo di Gap” e con il primo podio in carriera di Takamoto Katsuta. Il primo a complimentarsi con i suoi ragazzi è stato Jari-Matti Latvala che ha applaudito le prestazioni dei suoi ragazzi.

“Il Safari è un rally molto impegnativo, quando abbiamo fatto le ricognizioni sembrava di rivedere in parte il vecchio Safari. L’unica differenza riguardava il chilometraggio delle prove e che queste erano chiuse. E’ stata una gara caratterizzata da tanti colpi di scena, è stata una bellissima sfida per i nostri equipaggi. Sono fiero e felice di vedere i miei ragazzi al traguardo con Séb e Julien sul gradino più alto del podio e Taka e Daniel sul secondo gradino del podio. Sono veramente felice per Takamoto e Daniel per il loro primo podio nel WRC”.

“Venerdì sera pensavamo che portare una vettura sul podio fosse possibile, alla fine abbiamo cercato di vincere e centrato una doppietta importantissima, ottenuta grazie alla costanza e alla voglia di non mollare mai. Prossimo appuntamento sarà in Estonia, sappiamo che Ott sulle strade di casa andrà fortissimo. Lo scorso anno ci è mancata un po’ di prestazione, ma quest’anno abbiamo potuto fare dei test per arrivare preparati a questo evento. Abbiamo lavorato per far sì che la vettura si comportasse bene anche sulle strade larghe dell’Estonia, sappiamo che sarà molto difficile lottare per la vittoria, ma ci proveremmo come sempre”.

Alle parole di Latvala, fa eco Aiko Toyoda (Presidente e CEO di Toyota Motorsport) che esalta il connazionale Takamoto Katsuta per l’eccellente prestazione fornita in Kenya: “Per prima cosa voglio dire grazie e congratularmi con Séb e Julien per il successo ottenuto in Kenya. Poi lasciate che parli un attimo di Takamoto. Sono veramente contento della sua prestazione, vederlo lottare per la vittoria con Sébastien, senza mai mollare mi ha emozionato. Ha corso una gara impressionante, tremavo per l’emozione”.

“Ho comunicato spesso con suo padre questo fine settimana, entrambi abbiamo vissuto con ansia l’ultima giornata di gara. Ha concluso in seconda posizione un rally durissimo, lottando per la vittoria contro i piloti più forti al mondo. Abbiamo ancora sei rally da disputare e l’ultimo round è previsto in Giappone, sarà molto emozionante ed eccitante correre sulle strade di casa. In Kenya abbiamo potuto nuovamente ammirare la forza di Séb, sia mentale che di guida, grazie alla sua gestione di auto e pneumatici ha rimontato posizioni su posizioni e ha vinto la gara. Sono molto grato di avere un pilota del genere con la nostra squadra, la sua presenza permette al resto del gruppo di crescere”.

Toyota GR prosegue lo sviluppo della Yaris WRC Hybrid in Finlandia

Mentre parte del team Toyota GR è impegnato in Kenya per la sesta prova del Campionato del Mondo Rally 2021, un’altra parte, quelli che lavorano nel dipartimento di sviluppo di Toyota Gazoo Racing, continua a lavorare sulla prossima Toyota Yaris WRC Hybrid 2022. I test sono avvenuti in Finlandia il 24 giugno, alla vigilia del via del rally africano che tornava nel WRC dopo 19 anni di assenza. Ecco alcune immagini del test del fotografo Henri Vuorinen.

Rumors WRC 2022: i movimenti di Casa Toyota GR

Ne abbiamo lette tante in questi giorni, che hanno offerto anche ipotesi più impossibili che improbabili. I primi rumors WRC 2022 attendibili, ma sempre rumors sono, parlano di un mercato piloti in fermento, come al solito. Forse un po’ di più visto che si teme per gli effetti dell’annunciata crisi post Covid-19 e che, come recita un antico proverbio “tutti i cani vogliono un osso”.

In ogni caso, chi si aspetta “terremoti” con cambi di sedili eclatanti (per usare un eufemismo) tra i Team WRC potrebbe restare deluso. Mentre un salto di gioia potrebbero farlo coloro che sognano di rivedere Esapekka Lappi su una WRC Plus. Dapprima Hyundai Motorsport ha confermato per il 2022 e oltre a Thierry Neuville e Ott Tanak. Da ciò che risulta a noi, a loro due dovrebbe aggiungersi Oliver Solberg che, stando alle voci di corridoio ben informate, potrebbe riuscire a disputare la sua prima stagione completa nel WRC.

Rumors WRC 2022 in Toyota Gazoo Racing

Non si annunciano scossoni neanche in Toyota Gazoo WRT, dove Tom Fowler e Jari-Matti Latvala stanno lavorando alla conferma della line up attuale, che tante belle soddisfazioni sta dando alla casa del Sol Levante. Se per Kalle Rovanpera la questione rinnovo pare una semplice formalità, in quanto Toyota eserciterà l’opzione che detiene sul contratto del pilota finnico, più “complicata” pareva la riconferma di Elfyn Evans, pilota su cui M-Sport aveva messo gli occhi per affidargli la vettura nel 2022.

Da un incrocio di fonti emerge che il pilota gallese, con le sue ultime prestazioni, si sia accreditato ancor di più con i giapponesi anche in ottica 2022 e probabilmente nel 2023 (si sa che chi parteciperà attivamente allo sviluppo delle Rally1 correrà anche nel WRC dal 2023), che tradotto in parole povere significa che Evans diventerebbe la prima guida già a partire dal prossimo anno. Al momento manca solo l’ufficialità, ma potrebbe arrivare nel mese di luglio, magari poco prima del Rally di Estonia.

Una considerazione a parte merita il capitolo Sébastien Ogier, al suo futuro è legata l’eventuale scelta di una terza guida. Al momento il francese nel 2022 dovrebbe disputare solamente alcuni selezionati eventi come ad esempio il MonteCarlo, lasciando spazio ad un altro pilota nelle gare in cui sarà assente. I rumors sulla scelta del pilota portano tutti a Esapekka Lappi, per il vincitore del Finlandia 2017 si tratterebbe di un ritorno in Toyota dopo le stagioni 2017 e 2018.

Va anche detto che, fonti altrettanto attendibili, ci hanno rivelato che Ogier sarebbe disponibile anche ad un full-time, una decisione difficile da prendere ora. Il francese ha l’obiettivo di vincere un altro titolo e sa pure che il prossimo anno avrà probabilmente voglia di provare ad eguagliare Loeb. E questo lo sanno anche in Toyota, dove l’obiettivo chiaro è quello di vincere.

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WRC: Toyota pronta alla grande sfida del Safari Rally

C’è grande attesa anche in casa Toyota Gazoo Racing WRT per il Safari Rally Kenya. Il Mondiale manca dal continente africano dal lontano 2002, ma scordiamoci che la gara attuale ricalchi il “vecchio” Safari, la gara keniota ricalcherà il layout delle attuali prove del WRC. Nonostante questo, ci si aspetta un rally duro e massacrante per uomini e mezzi con la possibilità concreta che in caso di pioggia le strade polverose si trasformino in enormi pozze di fango, spesso molto profonde.

Il team nipponico è arrivato in Kenya, forte della doppietta ottenuta al recente Sardegna concluso con il bagno di Sébastien Ogier nel golfo di Olbia. La gara sarà una novità per tutti i piloti e navigatori del Team, il rally si svilupperà lungo le speciali nei dintorni del lago Naivasha e del lago Elmenteita.

Felice del ritorno del WRC in Africa è Jari-Matti Latvala anche lui al suo primo Safari. Il Team Principal del team giapponese, non nasconde di temere le insidie del percorso africano: “È fantastico che il Safari Rally e il Kenya tornino nel WRC. Il rally sarà molto diverso da come era in precedenza, quando si guidava su strade aperte e per avvertire gli equipaggi del traffico in arrivo si utilizzavano gli elicotteri. Il Safari era l’evento più difficile del WRC, e anche se non sappiamo esattamente come saranno le strade, dobbiamo prepararci per un rally molto duro che metterà a dura prova auto e piloti. Per noi sarà la prima volta in Africa, siamo molto entusiasti di questa nuova gara”.

Entusiasmo ribadito dall’attuale leader del Campionato, il francese Sébastien Ogier: “Sono entusiasta di scoprire questo nuovo rally, amo le sfide e il Safari sarà una sfida. Ci aspetta una gara molto diversa, dovremmo affrontare il rally con una diversa prospettiva rispetto ai precedenti round del WRC, qui sarà importante “sopravvivere” e portare la macchina a fine gara tenendosi lontano dai problemi. Avere un rally, come questo durante l’anno penso sia molto interessante. E’ stato molto duro preparare questa gara, dovremmo adattarci al meglio, le ricognizioni del percorso saranno fondamentali per capire cosa ci aspetta durante il week-end di gara”.

Dello stesso parere di Ogier è anche Elfyn Evans, reduce da un’ottimo secondo posto assoluto al Sardegna: “Credo che il Kenya sarà un’incognita per tutti, nessuno di noi ha mai corso su quelle strade e in tutta onesta non sappiamo ciò che troveremo. Ho visto diversi filmati del Safari, video spettacolari senza dubbio, ma la gara che affronteremo noi sarà completamente diversa da quella che si correva venti anni fa. Avremmo dei loop di prove “controllati”, ma sono veramente entusiasta di poter correre questo rally. Mi aspetto una gara durissima per uomini e mezzi, guardando i video le prove sembrano molto aperte, quindi sarà fondamentale leggere bene le strade e le ricognizioni giocheranno un ruolo fondamentale. Giudicare adesso, senza aver visto le prove di persona è molto difficile”.

Chiude il ciclo di dichiarazioni il finnico Kalle Rovanpera, reduce da tre gare in cui ha portato a casa poco o nulla: “Mi aspetto una gara molto interessante. Sarà un’evento inedito per tutti, il WRC manca da queste latitudini dai primissimi anni 2000, in quegli anni correva mio padre. Mi ha raccontato molte storie su questa gara, sicuramente la gara attuale sarà completamente diversa da quella che si affrontava anni fa. Un ruolo fondamentale lo giocheranno le ricognizioni, lì scopriremmo veramente che tipo di gara ci aspetta. Le prove non saranno lunghe come negli anni 2000, ma penso che le condizioni saranno comunque molto impegnative. Sono entusiasta di questa di poter correre questo rally”.

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Ciao, ciao Estonia: a fine stagione Toyota lascia

Sviluppare un’auto in un posto e costruirla in un altro? Sembra contorto? Lo è. E infatti, adesso che in Toyota devono risparmiare il più possibile, quella che appariva già nel 2019 una scelta senza senso, è diventata il capro espiatorio. Ciao, ciao Estonia, fattore di spesa da eliminare. E menomale, verrebbe da dire. La truppa del reparto corse Toyota dislocata in Estonia torna in Finlandia, ad Jyväskylä, la mitica capitale del 1000 Laghi.

Infatti, se è vero che da una capitale all’altra ci sono appena 25 minuti di volo, è altrettanto vero che in auto-camion Tallinn a Jyväskylä è un viaggio di 370 chilometri, oltre ad un’oretta sul traghetto. A meno che non si voglia passare dalla Russia. Nel qual caso è una sfacchinata di oltre 800 chilometri.

Il pensiero originale dell’idea contorta, cioè di aprire uno stabilimento in Estonia, appare chiaro: risparmiare tempo sulle riparazioni/ricostruzioni di auto provenienti dal sud dell’Europa. Se, ad esempio, la Yaris WRC di Kalle Rovanperä avesse avuto bisogno di tornare alla base tra il Portogallo e la Sardegna, la semplice geografia impone che sarebbe stato più veloce inviarla in Estonia. Anche il fisco agevolato ha aiutato la scelta iniziale di Toyota.

“I locali in cui stiamo lavorando a Jyväskylä ora sono cinque volte più grandi di quelli che avevamo a Puuppola”, ha detto Tom Fowler. “Ed è più grande dell’Estonia. Questo tipo di espansione non era possibile in passato in Finlandia, ma con l’arrivo delle auto ibride ha più senso che mai avere tutto sotto lo stesso tetto”.

“In termini di ricostruzione delle auto tra i rally, l’Estonia ha funzionato bene, ma ora dobbiamo passare dalla fase di progettazione al processo di costruzione di un’auto da corsa nuova e farlo in due sedi sarebbe una sfida significativa. Guardando i pro e i contro possiamo vedere il vantaggio, ad esempio, della comunicazione di squadra come un vantaggio maggiore rispetto alla logistica.

Dal punto di vista della Toyota Motor Corporation, è stata una decisione davvero difficile da prendere. L’auto ibrida 2022 – Rally1 – richiede investimenti significativi. Ma al di là degli aspetti logistici e finanziari, riportare l’intero programma Yaris WRC in Finlandia alla fine della stagione sembra giusto. L’Estonia, per Toyota, è diventata inutile. Un peso. Meglio sbarazzarsene.

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GR Yaris Rally Cup: si parte dal Roma Capitale

E’ stato presentato a Olbia, nei locali del museo Archeologico il nuovo monomarca di Toyota Italia, denominato GR Yaris Rally Cup. La vettura scelta per questo monomarca è la GR Yaris che sarà allestita con un kit rally per la categoria R1 4X4.

Il calendario sarà strutturato su cinque eventi, si partirà da Roma e non da Alba come annunciato in precedenza. Via dunque con la gara capitolina, valida per il FIA ERC a luglio, breve pausa estiva per ripartire di gran carriera con 1000 Miglia che si disputerà dal 4 al 5 settembre. Due le prove previste per il mese di ottobre, il Rally Due Valli in programma dal 9 al 10 ottobre e la finale CRZ che quest’anno si terrà in quel di Modena dal 30 al 31 ottobre.

Ultimo appuntamento in calendario, ancora da confermare il Rally di Monza che dovrebbe essere messo a calendario dal 2 al 5 dicembre. Sulla gara brianzola però resta ancora il dubbio della validità, visto che i rumors che arrivano in questi ultimi giorni vedono rientrare prepotentemente l’evento lombardo nel WRC, visto la probabile defezione del Giappone.

Felicità nelle parole di Mariano Autuori, direttore marketing di Toyota Italia: “Non vediamo l’ora che il Trofeo prenda il via, abbiamo creduto fortemente a questo progetto, la prova è la nascita del Toyota Gazoo Racing Italia”.

Calendario

  • 23-25 luglio: Rally Roma Capitale (ERC + CIR + FIA RGT)
  • 04-05 settembre: Rally 1000 Miglia (CIR + CIR Junior)
  • 09-10 ottobre: Rally 2 Valli (CIR)
  • 30-31 ottobre: Rally Città di Modena (Finale CRZ)
  • 02-05 dicembre: Monza (da confermare)

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Sébastien Ogier: ”Anche io ho toccato, Toyota ha resistito”

Sébastien Ogier è stato l’uomo forte del sabato mattina al Rally Italia Sardegna, stabilendo due tempi più veloci e infine ereditando il comando di questo evento dopo il ritiro del leader Ott Tänak. Tornato ad Olbia per il servizio parco assistenza di mezzogiorno, il francese era soddisfattissimo. A pagarlo, secondo lui, è stata una “scelta di gomme leggermente diversa” dai suoi avversari.

“Non mi aspettavo di ritrovarmi in testa al Rally Italia Sardegna questo fine settimana. Abbiamo fatto tutto il possibile ed è stato un ottimo inizio di gara. Abbiamo fatto una scelta leggermente diversa di gomme: io ho deciso di tenere una gomma più morbida rispetto alle altre, e sul prossimo giro sembra sia una buona scelta avere più gomme dure a disposizione”.

Nella PS12 del Monte Lerno, il pilota di Gapençais ha preso un bello spavento quando ha “scalato” alcune grosse pietre, che sembravano rocce, ma la Toyota ha resistito perfettamente agli urti. Non ha perso un colpo e neppure un pezzo. Gli unici momenti di allarme sono state le due toccate sull’ultima speciale con due grosse pietre che non ho potuto evitare. Fortunatamente la macchina è dura e resistente e ci ha permesso di finire”.

“Non è stato difficile arrivare in fondo, ma sulle prove c’erano pietre sparpagliate ovunque. Le due che devo aver urtato probabilmente sono state spostate dalla macchina che mi precedeva, e quando è così non c’è niente che tu possa fare. A volte è un po’ la sfortuna a fare tutto”. Questo pomeriggio farà più caldo, e le prove previste saranno molto difficili anche per le gomme Pirelli. Non sarà un giro facile. “Dovremo restare concentrati”.

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WRC 2022: Rally1 agli ufficiali e (forse) WRC Plus ai privati

L’ipotesi di una coabitazione nella stagione 2022 tra le nuove Rally1 e le “vecchie” WRC Plus pare prendere forma ogni giorno di più. Il rumors cominciava a girare da alcuni giorni tra addetti ai lavori e appassionati, ma a darne esplicita conferma su DirtFish è stato Yves Matton. E di per sé, questa idea – per quanto sembri rappresentare l’ultima spiaggia di una disperata sfida contro il tempo nel perfezionamento dell’ibrido nei rally – diventerebbe l’occasione per offrire uno spettacolo più unico che raro che può essere dato solo dal confronto generazionale.

“Stiamo valutando e parlando con le varie parti per vedere se utilizzare le attuali vetture anche nella stagione 2022, al momento le prestazione tra vecchie vetture e le nuove sono pari. In Portogallo abbiamo avuto diversi incontri e sono convinto che alla fine utilizzeremo le attuali WRC anche il prossimo anno”

Il cambiamento maggiore che queste vetture subiranno, nel caso di utilizzo nel 2022, riguarderà la flangia che passerà dai 36mm attuali ai 33mm. Matton sottolinea che non verrà istituito nessun trofeo per questa tipologia di vettura, in maniera tale da non ripetere il clamoroso flop messo in atto nel 2017 quando fu istituito il WRC Trophy.

“L’idea è quella che a utilizzare queste auto siano i privati e i gentleman driver. In tutta onestà non vedo nessun team ufficiale interessato a concorrere con questa auto. Non ci sarà nessun nuovo campionato, non vogliamo ripetere gli errori del 2017 quando fu creato il WRC Trophy per le WRC 1.6 turbo.

Favorevole a questo cambiamento regolamentare si è detto Malcolm Wilson, amministratore delegato M-Sport: “Sono sicuro che molti clienti sarebbero felici di questa scelta. Dobbiamo fare in modo di avere quanti più piloti e vetture al via nei prossimi anni, dobbiamo recuperare i numeri. Se guardo indietro penso ai tempi in cui potevamo schierare tante vetture grazie alla presenza dei team Stobart e Munchi’s”.

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Toyota prova le Yaris WRC e le Pirelli Scorpion in Aragona

Fuga in Aragona, regione spagnola, per Toyota Gazoo Racing al gran completo. La squadra magistralmente guidata da Jari-Matti Latvala, il 30 maggio scorso ha iniziato i test per settare le Yaris WRC Plus in vista dei rally di Italia e Kenya e per provare anche le nuove gomme Pirelli (dopo i problemi registrati in Portogallo).

Al momento i test hanno dato riscontri positivi, con le vetture giapponesi che pronte ad addentare la terra della Sardegna e poi quella dell’Africa. Anche gli equipaggi Toyota GR WRT sono carichi in vista di questi ulteriori appuntamenti su terra. Ma… C’è un “ma”.

Le forze in gara devono ancora imparare come sfruttare al meglio queste Pirelli Scorpion per il maggior numero di chilometri possibile, che al momento pare attestarsi sulla media dei 50 chilometri. Soprattutto devono cercare di capire cosa non fare o cosa evitare per evitare che si ripresentino scene di un film già visto nelle settimane scorse. E a onor del vero, già rivisto anche durante questi test (come documentato da Traxx Wif). Insomma, bisogna risolvere il rebus. E anche al più presto.

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WRC: Toyota cerca il primo successo in Sardegna

Dopo il bruciante successo ottenuto allo scorso Rally de Portugal è già tempo di nuove sfide per il team Toyota GR WRT. Il team nipponico giunge in Sardegna, teatro del quinto atto del WRC con un doppio obiettivo. Il primo è quello di rafforzare il primato sia nella classifica Piloti che in quella Costruttori e in secondo luogo quella di sfatare il tabù RIS, gara che dal ritorno di Toyota nel WRC non è stata mai vinta.

Il Rally Italia Sardegna torna quest’anno nella sua tradizionale data di inizio giugno, dopo che l’edizione 2020 si era svolta nel mese di ottobre in seguito all’emergenza sanitaria Covid-19. Si annuncia una gara molto difficile soprattutto per la tenuta dei pneumatici e dei mezzi, visto la natura molto accidentata e difficile delle strade sarde e visto quello che è successo in Portogallo.

Le prove si annunciano più veloci rispetto al 2020, ma restano comunque le tantissime incognite legate ai muretti, agli alberi e alle rocce presenti a bordo strada che non permettono il minimo errore agli equipaggi.

Jari-Matti Latvala team principal Toyota si dice “preoccupato” per le possibili difficoltà che potrebbero trovare Séb e Elfyn nella prima giornata di gara quando saranno chiamati a pulire le strade: “Arriviamo in Sardegna reduci da un bellissimo risultato ottenuto al Portogallo. Questo ci dà un’ulteriore carica, ma dobbiamo comunque essere realisti. Séb e Elfyn il primo giorno puliranno le strade, e sappiamo quanto è difficile fare questo in una gara come quella sarda, soprattutto quest’anno che il rally è tornato a corrersi a giugno. Nonostante un’avvio molto difficile, in Portogallo siamo riusciti a reagire molto bene portando a casa un risultato importantissimo. Cercheremmo di ripetere questo anche in Sardegna, anche se sappiamo che per noi sarà dura”.

Obiettivo punti pesanti anche per Sébastien Ogier, che avrà l’ingrato compito di aprire le strade nella giornata di venerdì: “Sono sicuro che la Sardegna sarà un rally molto difficile per noi, persino più del Portogallo. Nonostante questo sono felicissimo di essere in testa al Campionato Italiano WRC, anche in Sardegna cercherò di portare a casa più punti possibili e di rafforzare il mio primato in classifica. In Portogallo ho raccolto un buon risultato, anche se non mi reputo soddisfatto del mio passo gara. Era la prima volta che utilizzavo i nuovi pneumatici su fondo sterrato, spero di poter acquisire maggiore confidenza in questa gara”.

Chi si aspetta una gara molto dura è Elfyn Evans, reduce da una bellissima vittoria in Portogallo: “In Portogallo per noi è arrivato un risultato pazzesco e importantissimo. Abbiamo fatto ottimi progressi e siamo riusciti a trovare il giusto compromesso tra vettura e tenuta dei pneumatici. Sappiamo che sarà un week-end difficile quello che ci attende, soprattutto nella giornata di venerdì dove transiteremmo secondi sulle strade. Se farà caldo e secco sarà un grosso svantaggio per noi”.

Sulla stessa linea d’onda dei compagni di team anche il giovane Kalle Rovanpera, reduce da due gare da dimenticare in Croazia e Portogallo: “Dopo un Portogallo da dimenticare, l’unico obiettivo è quello di portare a casa una prestazione positiva al Sardegna. Le tappe si annunciano dure e molto difficili, qui ho vinto nel 2019 nel WRC2 Pro, ma il mio stile di guida si adatta poco alle speciali sarde. Lo scorso anno per noi fu un’evento da dimenticare, quindi dovremmo lavorare duramente per migliorare e tenere il giusto ritmo per tutto il rally. In Portogallo il day1 è stato durissimo, visto che non avevamo un giusto grip, il sabato purtroppo ci siamo dovuti fermare e quindi abbiamo usato la domenica per fare test in ottica Sardegna. Speriamo di portare a casa un buon risultato”.

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Copertina RS e oltre giugno 2021

Akio Toyoda: ”Takamoto diventerà un top driver del WRC”

Entusiasmo alle stelle in casa Toyota dopo l’ottimo risultato ottenuto al recente Rally del Portogallo. Parole di elogio a team e equipaggi sono arrivate direttamente dal presidente di Toyota Motor Corporation, Aiko Toyoda che in primis si è congratulato con Elfyn e Scott per il successo ottenuto e poi si è detto affascinato della prestazione di Takamoto Katsuta, che a suo dire ”diventerà un top driver del WRC”.

“Voglio fare le mie congratulazioni sia a Elfyn sia a Scott per il successo ottenuto in Portogallo. Hanno regalato punti preziosi alla squadra in una gara molto difficile, trasformando la loro frustrazione per il secondo posto in Croazia, in una prestazione positiva. Inoltre, avere nuovamente i fans sulle strade è stato emozionante, avere il loro supporto in tutto il week-end di gara ci ha dato ulteriore supporto”.

Detto questo, il discorso di Toyoda si sposta sull’ottima prestazione fornita da Takamoto Katsuta, che in Portogallo ha corso la sua migliore gara in carriera.

“Voglio congratularmi con Takamoto per il suo miglior risultato ottenuto in carriera. Quando ho avuto modo di seguire la gara, lui era lì che se giocava con Séb Ogier per il terzo posto ed erano divisi da appena 1”5. Ero già rimasto impressionato dagli ottimi tempi che aveva siglato in Croazia, dove ha vinto due prove, ma questa volta i suoi tempi mi hanno ulteriormente sorpreso”.

“Spero che continui a stupirci anche nelle prossime gare. Man mano che i suoi risultati diventeranno di spessore, anche l’ambiente attorno a lui cambierà, il rischio che possa perdersi o sentirsi “spaventato” è reale. Ma può fidarsi sia di me che del team, che dà la priorità alla crescita dei piloti e condivide assieme a loro la gioia per i loro successi. Vogliamo e possiamo continuare questo percorso di crescita assieme”.

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Jari-Matti Latvala: ”In Portogallo un risultato fantastico”

Quello appena trascorso è l’ennesimo “fantastico” week-end stagionale per Toyota GR WRT, che in Portogallo ha messo tre vetture nei primi quattro posti dell’assoluta, vincendo la gara con Elfyn Evans e posizionando Sébastien Ogier in terza piazza e il sorprendete Takamoto Katsuta in quarta piazza. Rally da dimenticare invece per Kalle Rovanpera. Soddisfatto Jari-Matti Latvala, team manager Toyota, che lo ha definito “un risultato fantastico”.

“E’ stato un fine settimana difficile. In tutta onestà Hyundai era più forte di noi. Non abbiamo fatto una grande prestazione, il perché è da ricercare nelle nuove gomme terra. Loro hanno avuto modo di testare in condizioni di asciutto, mentre i nostri test si sono svolti in condizioni di bagnato e umido, e questo non ci ha dato un quadro chiaro delle condizioni su fondo asciutto”, spiega Latvala dopo aver realizzato perché Hyundai, al di là del risultato, era più veloce.

“Di conseguenza, i nostri piloti hanno dovuto scoprire gli pneumatici in gara e si son dovuto adattare per riuscire a trovare il giusto feeling. In più il Day1 abbiamo aperto la strada, quindi posso dire che il lavoro svolto è più che positivo. Siamo arrivati senza sapere se avessimo potuto realmente competere per la vittoria della gara e alla fine dei giochi portiamo a casa un primo, un terzo e un quarto posto”.

“E’ un risultato fantastico per noi. Elfyn è stato incredibile sulla PS16: ha avuto una performance incredibile, Séb ha gestito e guidato in maniera fredda e intelligente e che dire di “Taka”, ha dato vita ad un week-end meraviglioso, penso sia pronto per giocarsi il suo primo podio. Purtroppo i giorni di test sono limitati, motivo che ci ha spinto a non far test in Sardegna in quanto i parametri sono più o meno simili al Portogallo, mentre prepareremo con cura il Kenya. E’ una gara nuova per tutti è faremo di tutto per programmare delle sessioni di test su sterrati simili a quelli africani”.

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WRC, Rally del Portogallo: successo di Evans e Toyota

In Portogallo, Hyundai sprofonda sempre più nel destino a cui si è costretta. Una crisi grave e profonda, con radici che sembrano forti. I risultati vengono accarezzati, sfiorato con le dita e poi ceduti ai rivali di Toyota, più affidabili, bravi e veloci, certo, ma ogni tanto anche a Hyundai piacerebbe vincere. E invece no. Sembra una maledizione, specialmente se si richiamano alla memoria i proclami pre-WRC, come anche quelli fatti prima di ogni gara, prima di ogni sconfitta.

Sono Elfyn Evans in coppia con Daniel Barritt i vincitori del 54° Vodafone Rally de Portugal, gara valida come quarto atto del Mondiale Rally. Il gallese della Toyota è stato autore di una prova perfetta e anche fortunata, riuscendo a difendersi e limitare i danni nelle prime due giornate e una volta preso il comando della gara ha attaccato in maniera decisa aumentando prova dopo prova il suo vantaggio da Dani Sordo.

Il pilota Hyundai ha dovuto praticamente alzare bandiera bianca già dal primo crono di giornata, quando con un super-crono il gallese gli infliggeva quasi 10”, mandando KO ogni sogno di rimonta. Nonostante questo lo spagnolo, si dimostra ancora una volta il pilota più completo in casa Hyundai (ma senza un contratto full-time, chissà poi perché…), unendo alla doti velocistiche quelle mentali e di saper tenere testa alle varie tensioni che si accumulano in gara.

Completa il podio Sébastien Ogier, terzo assoluto al volante della Toyota Yaris WRC. Il pilota transalpino corre da campione, si difende per l’intera giornata di venerdì dove ha l’ingrato ruolo di “apri-pista” e nelle giornate di sabato e domenica alza i giri motore che lì permettono di cogliere un’ottimo e forse inaspettato alla vigilia terzo posto assoluto.

Quarta piazza per un sorprendente Takamoto Katsuta: il nipponico coglie il suo miglior risultato in carriera. In quest’ultima giornata Taka-san ha amministrato senza mai forzare, ma è probabile che anche da Toyota siano arrivate indicazioni di non attaccare il compagno di squadra.

Quinta e sesta piazza per le due Ford Fiesta WRC di Gus Greensmith e Adrien Fourmaux, autori entrambi di tempi veramente molto interessanti, ma rallentati entrambi da alcune noie alle vetture dell’ovale blu. Gara da dimenticare per Ott Tanak e Thierry Neuville, alleviata in piccola parte dai punti supplementari conquistati nella power-stage con cinque punti extra per l’estone e quattro per il belga.

Settima posizione e prima di RC2 per Esapekka Lappi su Volkswagen Polo GTi R5, il finlandese grazie a questo risultato vince la categoria WRC2 e guarda con ampia fiducia al prossimo impegni stagionale che sponsor permettendo dovrebbe essere l’Estonia. Ottava piazza (2° di WRC2) per Teemu Suninen su Ford Fiesta rally2, seguito dal norvegese Mads Ostberg (Citroen C3 rally2) in nona posizione e dal russo Nikolay Gryazin in decima.

Dopo quattro round la classifica iridata vede al comando Sébastien Ogier con 79 punti seguito da Elfyn Evans a 77, Thierry Neuville terzo a 57 punti, Ott Tanak occupa la quarta posizione con 45 punti. Saranno quindi le due Toyota Yaris WRC ad aprire le strade in Sardegna.

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WRC, Rally del Portogallo: Toyota ringrazia

Il team Toyota ringrazia i rivali della Hyundai e va a dormire col buon umore. Sabato è stata la giornata più lunga del rally con 165,16 chilometri cronometrati distribuiti su sette tratti. Azione concentrata sulle montagne di Cabreira a nord-est di Porto. Dopo essere salito al secondo posto assoluto venerdì pomeriggio, Evans ha avuto un inizio solido e coerente al sabato con un trio di secondi tempi più veloci nel ciclo mattutino.

Dopo aver vinto la tappa di apertura del pomeriggio, ha poi fatto segnare un altro miglior tempo nel secondo passaggio di Amarante: la tappa più lunga del rally a 37,92 chilometri. Quando il leader del rally, il pilota estone della Hyundai Motorsport, è stato costretto a fermarsi nella stessa prova, Evans è salito in cima alla classifica e, dopo una breve prova in strada a Porto, ha concluso la giornata con un vantaggio di 10″7 sul secondo, Dani Sordo, l’unico pilota che può fare ancora qualcosa per salvare Hyundai, dopo le defenzioni di Loubet, Neuville e Tanak.

Ogier è risalito fino al terzo posto assoluto. È 1″5 secondi avanti rispetto al pilota del TGR WRC Challenge Program Takamoto Katsuta, dopo che i due si sono scambiati di posizione durante la giornata, il pilota giapponese ha ulteriormente dimostrato i suoi progressi contro il sette volte campione del mondo, che però è afflitto da problemi di gomme (per scelte effettuate e per problemi delle Pirelli che i piloti lamentano).

“Naturalmente siamo lieti di essere in testa al rally stasera – dice Jari-Matti Latvala -. Per la maggior parte della giornata, non abbiamo potuto fare molto nella lotta per la leadership, ma come sappiamo noi stessi, nei rally devi arrivare al traguardo prima di poter alzare il trofeo. Elfyn ha guidato un ottimo rally e penso che meriti un po’ di fortuna”.

“Adesso è in un’ottima posizione, ma ovviamente domani dobbiamo vedere il traguardo e nulla è garantito – conclude Latvala -. Per il campionato è fantastico avere anche Seb sul podio adesso, ed è emozionante, come lo è vedere Takamoto lottare con lui. Purtroppo abbiamo avuto un problema tecnico sulla vettura di Kalle nel tratto stradale e abbiamo deciso che non avrebbe dovuto rischiare di fare più danni in una prova speciale di 37 chilometri. Ha riportato la macchina in servizio e speriamo possa provare a lottare per i punti Power Stage”.

“È bello essere in testa al rally stasera – spiega Elfyn Evans -. Nel complesso, la giornata è andata abbastanza bene per noi. Ho faticato un po’ a trovare il mio ritmo all’inizio del loop mattutino, ma dopo ero relativamente a mio agio e soddisfatto. Le condizioni erano piuttosto dure là fuori, ma ci è sembrato che ce la siamo cavata. Ovviamente, è un peccato per Ott e per quello che gli è successo, ma ora ci troviamo in una posizione forte. Tutto da giocare per domani e sarà una giornata difficile. Ma non vedo l’ora di iniziare quelle fasi e daremo sicuramente del nostro meglio”.

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Svelate le principali WRC ibride 2022: Toyota e Ford (VIDEO)

Otto mesi prima del prossimo Rally di Monte-Carlo, da dove partirà la nuova era del WRC con l’introduzione dell’ibrido, i vari Costruttori accelerano con i test di sviluppo delle nuove WRC ibride della categoria Rally1. Dopo M-Sport, che ha presentato il suo prototipo 2022 con dei test su terra in Spagna, e Hyundai Motorsport, che ha pubblicato alcuni brevissimi flash video della sua futura i20 WRC, ora tocca al team Toyota Gazoo Racing testare su strada la futura Yaris WRC Hybrid 2022. Il test è del 15 maggio 2021, in Finlandia, con Juho Hänninen al volante.

Come si diceva, invece, Ford M-Sport ha già testato con la Fiesta, anche se ai vertici del reparto sportivo piace tirarla per le lunghe e restare nell’ambiguità se Fiesta WRC o Puma WRC, andando ad alimentare i sogni degli appassionati. Hyundai per adesso ha solo pubblicato dei brevissimi teaser del posteriore che non consentono di comprendere il prodotto finale.

WRC: Toyota pronta alla prima della stagione su terra

Reduce da una splendida doppietta ottenuta nell’ultimo appuntamento iridato in Croazia, il team Toyota Gazoo Racing WRT arriva in Portogallo con molte certezze e con la voglia di far bene. Dopo i primi tre round Toyota guida la classifica riservata ai costruttori e la classifica piloti, dove Sébastien Ogier detiene il primo posto dopo due vittorie nei primi tre rally della stagioneElfyn Evans è terzo, a 10 punti dal suo compagno di squadra, e Kalle Rovanperä quinto, a 22 punti dal pilota di Gap. Positivo anche l’avvio di stagione di Takamoto Katsuta, sulla quarta Yaris WRC in gara, reduce dall’ottimo sesto assoluto in Croazia.

Traspare tanta positività dalle parole dei protagonisti, in primis da Jari-Matti Latvala, che ricopre il ruolo di team principal della casa nipponica: Il nostro obiettivo è quello di confermare le ottime performance mostrate in Croazia. Generalmente, in Portogallo la superficie sabbiosa delle prove rende complicata la vita a chi parte per primo, mentre nel pomeriggio il grip è più alto, ma la strada tende facilmente a rovinarsi, quindi sarà fondamentale gestire bene le gomme Di lettura complicata il day1 con Séb potrebbe avere delle difficoltà in quanto primo a passare sulle prove, mentre la situazione di Elfyn potrebbe essere leggermente migliore in quanto terzo a passare sulle prove. Chi potrebbe trovare una situazione molto positiva è Kalle, in quanto parte per quinto.

Dopo il team principal spazio alle parole dei piloti. Cominciamo dal leader del Campionato Sébastien Ogier: “Tornare in Portogallo è fantastico, è una delle gare che amo di più. Qui ho vinto il primo rally nel 2010 e successivamente ho avuto la fortuna di rivincerlo per altre quattro volte. Il supporto del pubblico da queste parti è fantastico, il calore dei tifosi si sente e ti fa capire quanto i rally siano importanti da queste parti. Sarà una gara difficilissima con condizioni molto dure, specie per noi che partiamo per primi, speriamo che la pioggia ci faccia un regalo, considerato che abbiamo testato proprio in condizioni di bagnato. In caso di fondo asciutto sarà una prima volta per me con i nuovi pneumatici Pirelli terra, non ho avuto ancora occasione di poterli utilizzare”.

Gli fa eco Elfyn Evans, felice anche lui di tornare in terra lusitana dopo una stagione d’assenza: “Il Portogallo è sempre un bellissimo evento non vedo l’ora di tornarci. In più quest’anno sarà anche la prima gara su fondo sterrato della stagione. Abbiamo affrontato quattro eventi completamente diversi tra loro in questo inizio di stagione, quindi dovremmo lavorare da subito al meglio per riuscire ad adattarci ai nuovi pneumatici Pirelli su sterrato. I test svolti un paio di settimane fa, sono stati molto positivi è ci fanno ben sperare per la gara. Sarà fondamentale la strategia sulla gestione dei pneumatici, in quanto non avremmo tante gomme morbide da usare questo week-end, contrariamente alle passate edizioni, quindi la scelta sarà decisiva. Non corriamo su sterrato dallo scorso ottobre in Sardegna, ma sono certo che riusciremmo comunque a dire la nostra fin dal primo chilometro di prova”.

Chiusura di dichiarazioni con Kalle Rovanpera, che cerca riscatto dopo il ritiro in Croazia: “Tornare in auto per i test in preparazione del Portogallo a pochi giorni dalla nostra uscita di strada in Croazia è stato importantissimo. I test sono andati bene, all’inizio è stata dura, visto che non correvamo su sterrato dallo scorso ottobre in Sardegna… Ma nonostante questo i test – come detto – sono andati bene, i feed-back in vista della gara sono stati positivi così come l’impatto con i nuovi pneumatici da sterrato forniti da Pirelli. Sono entusiasta di tornare in Portogallo, nel 2019 ho vinto la mia classe, quindi posso dire che è un rally che mi piace. Avrò un approccio più prudente e ragionato, rispetto a quello avuto in Croazia, voglio essere della lotta per la vittoria finale del rally”.

WRC: un motore evoluto per Toyota dal Portogallo

Lavori in corso in casa Toyota: il team nipponico porterà al prossimo Rally del Portogallo, in programma a metà maggio, un’evoluzione del proprio motore. Una mossa duplice quella della Casa asiatica, in primis quella di migliorare ulteriormente le già ottime prestazioni ottenute in questo inizio stagione e poi questo propulsore verrà mantenuto nelle stesse specifiche la prossima stagione, quella che vedrà l’avvento delle tanto attese Rally1.

Il direttore tecnico Toyota GR, Tom Fowler nel corso di un’intervista con DirtFish, ha spiegato che il nuovo motore guadagnerà in affidabilità rispetto al precedente e che è stato costruito interamente in Europa, più precisamente a Colonia, nello stabilimento Toyota GR Europe.

“Il nuovo motore è pronto già da un po’ di tempo. Questo è un miglioramento del precedente propulsore e volevo usarlo il più rapidamente possibile. Inizialmente avevamo pensato di farlo debuttare in Croazia, ma alla fine abbiamo optato per utilizzarlo dal Portogallo. Il motore avrà più potenza, il che può sembrare strano perché in passato le nostre evoluzioni erano basate sul lavoro per la coppia”.

Toyota Gazoo Racing teme l’attacco di Hyundai Motorsport

Nonostante abbia più che raddoppiato il proprio vantaggio nella classifica del Mondiale Costruttori su Hyundai Motorsport, con le strepitose prestazioni al recente Rally di Croazia, Toyota Gazoo Racing teme la risposta che l’avversario coreano tenterà di dare al prossimo Rally del Portogallo. Il direttore tecnico della Toyota, Tom Fowler, appare nervoso, sull’onda dell’adagio che dice: “Non si può sempre vincere”. Lui lo sa. Anche Andrea Adamo e Malcolm Wilson lo sanno.

Come in una snervante partita a scacchi appena iniziata, adesso i giapponesi temono la controffensiva dell’ingegnere italiano al comando di Hyundai. Vero anche che la Casa di Alzenau sembra nuotare in acque agitate. Il Campionato è lungo, ma qualcosa sembra non andare. L’unico che non pare preoccupato delle i20 è Sébastien Ogier, intenzionato a fare accrescere il divario in classifica con i rivali, sia per sé sia per la Casa.

Ma cos’è che rende nervoso il team Toyota? Le Yaris WRC sembrano volare rispetto alle vetture degli avversari. Ogier sembra avere tre marce in più degli altri, capace di annichilire qualunque reazione. Il problema è che da adesso in poi la squadra dovrà dividersi nei test di sviluppo della Rally Hybrid 2022, la nuova vettura che animerà il Campionato dal prossimo anno e che porterà al nuovo corso del WRC nel 2025, quando l’ibrido, l’idrogeno e i biocarburanti la faranno da padroni.

Lo sviluppo della nuova vettura, che dovrà essere competitiva in brevissimo tempo e sulla quale viene trasferito il know-how attuale, potrebbe richiedere più energie del previsto. Il tutto mentre Hyundai non inizierà i test, secondo fonti ben informate, prima del mese di giugno. Tutto dipenderà dai lavori che la nuova Rally1 Hybrid richiederà. Tom Fowler lo sa bene, trovare il punto di equilibrio è davvero difficile.

Toyota è attualmente divisa tra due fuochi, il WRC e i test di sviluppo della nuova vettura, e quindi Hyundai potrebbe approfittare di questo tallone d’Achille, di questo momento di stanchezza generale, e approfittarne per avvicinarsi nella graduatoria generale, colmando l’attuale cratere. È vero Hyundai “potrebbe”. Infatti, non è certo, si resta nel campo delle ipotesi.

Come accennato, sembra evidente che anche Hyundai abbia avuto qualche problemino nelle ultime due gare. L’unico ad aver sempre brillato, tra alti e bassi della squadra, è stato Thierry Neuville. Siamo certi che i problemi siano stati risolti? Siamo certi che Hyundai non sia, anch’essa a sua volta, fagocitata dalla corsa alla realizzazione della Rally1 Hybrid Made in Corea? L’Acropoli sarà un crocevia. Una gara nuova per tutte le vetture, Toyota, Ford e Hyundai. Lì, come in Croazia, vincerà l’equipaggio.

I 7 passaggi obbligatori per l’acquisto di una auto da rally

Comprare un’auto da rally è un po’ più complesso rispetto all’acquistare un’auto da strada. Non lo era prima, ma lo è diventato adesso, epoca in cui i Costruttori hanno deciso di conquistare il mercato dello sport, spazzando via la figura dei preparatori, e introducendo quella degli assemblatori fidelizzati. L’obiettivi di questa politica commerciale è quello di scoraggiare la preparazione “fai da te”, che poi è un po’ l’espressione più bella di questa passione, e consegnare al “cliente” (che infatti non viene definito rallysta manco per sbaglio) una vettura fatta e finita.

Una volta si comprava una vettura usata, la si “spolpava” e gli si costruiva intorno l’auto da corsa. Tanti i problemi di messa a punto, ma tanta anche la passione che portava a notti indimenticabili nei garage. In un mondo che corre e che vuole fare soldi nel nome del motto “il tempo è denaro” queste situazioni goliardiche sono state messe, secondo noi ad errore, in secondo piano.

Oggi, quindi, ci sono anche molte differenze rispetto al passato per l’acquisto di un’auto da rally rispetto a quella di impiego civile. L’intero processo di acquisto può essere suddiviso in sette passaggi fondamentali, che ci danno anche la certezza che l’interlocutore con cui stiamo trattando sia un’azienda seria (ormai si tratat con i Costruttori, ma fidarsi è bene e non fidarsi è meglio) nella preparazione dell’auto.

Il motore della Skoda Fabia Rally2
Il motore della Skoda Fabia Rally2

Comprare una auto da rally: i 7 passaggi

Passaggio 1: prova su strada

Per la maggior parte dei guidatori, il test drive è la parte più importante del processo decisionale al momento dell’acquisto di una nuova auto. Però, non si può davvero provare a guidare un’auto da rally. Quindi come funziona? Ne scegli una in base alla sua reputazione e alle sue prestazioni nei rally. Oppure la noleggi, ci fai una gara e poi decidi.

Passaggio 2: effettuare un ordine

C’è solo un posto al mondo dove è possibile acquistare una auto Rally2, ma anche Rally3, Rally4 e Rally5: presso il Costruttore o, come nel caso di Ford, presso M-Sport. Quindi, le Skoda si comprano a Mladá Boleslav, a circa un’ora di macchina dalla capitale della Repubblica Ceca, Praga. Le Renault si comprano in Francia. Le Volkswagen… Quelle non vanno più. Non sono più aggiornate.

Passaggio 3: costruzione dell’auto

Ogni vettura viene costruita a mano presso le strutture sportive dei Costruttori e richiede diverse settimane per essere completata. Basata sul corpo modificato di una normale auto della produzione di serie, è ampiamente rinforzata e dotata di componenti da corsa di alta qualità forniti da rinomati marchi di tutto il mondo. Molte cose importanti, tuttavia, come i motori, vengono prodotte in sede. Ogni motore viene accuratamente testato su un dinamometro per vedere se è conforme a severi requisiti di prestazione. Il colore dell’auto dipende dalle esigenze dei clienti. La maggior parte sceglie il bianco in quanto questa è la migliore base per la livrea da corsa.

Passaggio 4: prova di stress

Ogni proprietario di un’auto nuova sa che, per i primi 1.000-1.500 chilometri, non si deve forzare il regime del motore oltre il 60%. Ma questo significherebbe diversi rally persi. Con i chilometraggi attuali dei rally italiani significherebbe saltare da 10 a 15 gare. Per questo, prima della consegna, le vetture vengono accuratamente testate. I test includono l’accelerazione completa su tutte le marce fino al limitatore, ma mai per lunghi tratti, di giri e la frenata brusca.

Passaggio 5: consegna

Solo dopo il test l’auto è pronta per rendere felice il suo nuovo proprietario, che intanto avrà sborsato come minimo dai 250.000 ai 300.000 euro, visto che di solito le vetture sono accompagnate dai pezzi di ricambio.

Passaggio 6: configurazione

Un’altra cosa specifica di queste auto auto è che hanno bisogno di impostazioni diverse per ogni rally, soprattutto quando si tratta di sospensioni. I tecnici del motorsport consigliano le impostazioni per varie condizioni a tutti i proprietari e sono pronti a dare consigli sul posto se necessario. Alla fine, però, tutti i piloti devono testare e mettere a punto le impostazioni in base alle proprie preferenze. Non si può semplicemente salire e guidare se si vuole avere una possibilità di vincere.

Passaggio 7: primo rally

Un’auto familiare nuova di zecca è di solito un tesoro prezioso, ma esiste per essere portata al limite delle sue capacità tecniche, provando le capacità fisiche dell’equipaggio. Solo dopo che il primo paraurti sarà stato distrutto e il primo treno di pneumatici sarà stato consumato, l’auto potrà essere considerata veramente rodata.

Toyota e la tentazione dei 9 titoli WRC con Ogier

Senza Sébastien Ogier, Toyota Gazoo Racing dovrebbe pensare di ri-chiamare Ott Tanak e fargli una proposta che lo strappi a Hyundai. Ma il problema non dovrebbe porsi visto che, alla luce della prestazione del Rally di Crozia, i corteggiamenti dei vertici della squadra giapponese per un prosieguo del rapporto con il francese anche nel Mondiale 2022 sono aumentate. Ma soprattutto, Sébastien Ogier ha cambiato idea e ha deciso di non interrompere la sua carriera nel 2021, senza porsi limiti per il futuro.

L’idea ventilata dal team al campione del mondo è quella di provare a pareggiare il record di successi raggiunto da Sébastien Loeb, ma non lo si dice ad alta voce sia per scaramanzia sia per umiltà. Intanto, sette titoli sono in saccoccia. Con la vittoria del WRC 2021 si arriverebbe ad otto e con quello del 2022 a nove. Questa la teoria, ma Ogier dimostra gara dopo gara che l’età pensionabile è davvero lontana. Quindi tra teoria e pratica non c’è alcuna distanza.

Il quotidiano Delfi.ee ha annunciato che, a breve, riprenderanno le trattative per estendere l’ingaggio di Ogier di un altro anno ancora, cioè fino alla fine del 2022, diventando fisiologica l’opzione WRC 2023 nel caso in cui Séb e Julien dovessero riuscire a vincere il titolo sia quest’anno sia il prossimo. Cosa non troppo difficile visto nel 2022 i piloti in grado di giocarsi il titoli dovrebbero essere al massimo quattro.

WRC: Ogier, Ingrassia e Toyota da sogno

Difficilmente dimenticheremo questo Croatia Rally. Difficilmente lo dimenticheranno le Hyundai che hanno sognato, desiderato, accarezzato e poi perso il sogno della gloria. “Tutto può ancora succedere”, aveva detto il team manager di Hyundai. E infatti, è successo di tutto al termine della gara balcanica, che si affacciava per la prima volta al gran ballo del WRC (fatto nel miglior modo). E soprattutto, hanno vinto i migliori: Ogier, Ingrassia e la Toyota.

I colpi di scena e le emozioni sono proseguite anche nella power stage, dove con una prova capolavoro tutta “full-attack”: Sébastien Ogier si portava a casa una vittoria incredibile, per com’è maturata. Il francese è stato vittima di un’incidente stradale, avvenuto nel trasferimento che portava verso la PS17 (prima di giornata), nel corso del quale ha danneggiato la sua Yaris WRC.

Al momento su questo incidente non sono stati presi provvedimenti, ma non è da escludere che nelle prossime ore qualcosa possa essere deciso. “Quanto fatto sull’ultima prova potrebbe essere non sufficiente a portare a casa la vittoria – afferma Ogier – E’ stato un fine settimana ricco di eventi per me, soprattutto da questa mattina ad adesso. Adesso è tempo di guardare avanti e di pensare al Portogallo”.

Seconda piazza per Elfyn Evans, che paga a carissimo prezzo alcune sbavature sull’ultimo crono, perdendo la gara per soli sei decimi di secondo. Ai microfoni WRC All Live, il gallese è apparso deluso: “Sulla penultima curva ho sbagliato andando largo e di conseguenza ho sbagliato completamente l’ingresso all’ultima curva. E’ un vero peccato, è stata una bellissima battaglia per tutto il fine settimana, tanto di cappello a Séb e Julien per l’ultima prova”.

Completa il podio il belga Thierry Neuville, vittima anche lui di un’errore sulla power stage, che gli ha tolto la possibilità di giocarsi la vittoria del rally. Quarta piazza per un deludente Ott Tanak, seguito in quinta piazza dalla rivelazione della gara, il francese Adrien Fourmaux che finalmente porta nella top five il team M-Sport. Sesta posizione per Takamoto Katsuta, seguito da Gus Greensmith e da Craig Breen. Completano la top ten Mads Ostberg in nona posizione e Teemu Suninen in decima.

WRC, Kalle Rovanpera: “Sono dispiaciuto, speriamo nel super-rally”

Inizio di gara rocambolesco per Kalle Rovanpera che si presenta in Croazia da leader del WRC. Il pilota Toyota sulla prima prova di giornata, la corta Rude – Plešivica (Km 6.94) esce di strada, danneggiando in maniera seria la sua vettura. L’equipaggio fortunatamente esce incolume, ma appare difficile che possa ripartire con la formula del super-rally nella giornata di domani.

Sono molto deluso e dispiaciuto – dichiara Kalle Rovanpera – la prova era molto scivolosa e avevamo molto sottosterzo. Ho provato comunque a spingere, ma in una curva abbiamo avuto sottosterzo è siamo usciti di strada. Abbiamo sbattuto contro gli alberi. Chiedo scusa alla squadra, ho commesso un errore grave. Una volta che la vettura tornerà al service park sarà controllata dai nostri meccanici con la speranza di poter ripartire domani mattina. Ecco il video dell’uscita di strada del pilota finlandese, ripresa da uno spettatore presente sulla “speciale” e poi postata su YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=hWcQDppiG18&t=1s

Questa è la visuale dall’interno della Yaris WRC del pilota finlandese

Foto Stefano Romeo

Sébastien Ogier: ”Entusiasta della Croazia, amo le novità”

Il 2021 con molta probabilità (salvo sorprese) sarà l’ultima stagione nel WRC del sette volte Campione del Mondo, Sébastien Ogier. Il pilota Toyota è reduce da un Arctic Rally Finland da dimenticare, concluso con un solo punticino in carniere, risultato che lo ho portato dal primo posto nella generale al terzo a otto punti di distacco dal compagno di team Kalle Rovanpera. Il pilota di Gap, dal canto suo non vede l’ora di gareggiare in Croazia, come lui stesso dichiara nelle consuete dichiarazioni pre-gara.

“La Croazia sarà un rally nuovo per tutti. Sono entusiasta di poter correre in location nuove e di sperimentare sempre novità, queste sono le cose belle del nostro sport. La nostra vettura si adatta perfettamente all’asfalto asciutto, nonostante su questa tipologia di fondo non corriamo da diverso tempo”.

“I test pre-eventi sono stati importantissimi, era la prima volta che utilizzavamo le Pirelli su fondo asciutto. Ho avuto modo di provare vari assetti, provando varie combinazioni, il tutto per cercare di ricreare tutte le possibili condizioni che possiamo trovare nel fine settimana di gara. Le prove si annunciano molto tecniche e difficili, ci sono molti punti stretti e che si sporcheranno con i vari passaggi delle vetture”.

Stop ai test delle Rally1: problema (grave?) alle batterie

Singhiozza l’ibrido e arriva lo stop ai test delle Rally1. Compact Dynamics ha richiesto ai tre Costruttori – che devono preparare le vetture per il WRC 2022 in pochi mesi – la restituzione dei kit ibridi recentemente forniti. Insomma, appena iniziata la fase di test 1 per le vetture Toyota e Ford 2022, con Hyundai ancora indietro nel procedimento di sviluppo, seppure avvantaggiata dall’esperienza precedente in pista, e già fermata.

A rivelare la notizia è il sito americano dello sponsor di Ott Tanak, DirtFish, che ha scoperto la paradossale vicenda: i test sulla nuova unità ibrida per tutti e tre i team del Mondiale Rally si sono fermati dopo che la Compact Dynamics ha richiesto la restituzione dei suoi kit. Ma come? Già li aveva consegnati in estremo ritardo, per via di una serie di difetti che andavano corretti, e adesso se li riprende pure indietro? Sembra una barzelletta, a purtroppo non lo è. Se non ci fosse un problema grave, questo richiamo non ci sarebbe stato.

Il sito dello sponsor di Ott Tanak ha contattato Oliver Blamberger, CEO di Compact Dynamics, per chiedere come mai Toyota Gazoo Racing, Hyundai Motorsport e M-Sport abbiano dovuto stoppare i test ed inviare indietro il kit ibrido alla fabbrica situata a sud di Monaco. Nessun team ha voluto commentare questa situazione delicata e rivelare il numero di chilometri completati dai motori ibridi su un banco di prova o nei test privati. Però, si ipotizza un problema di sicurezza alle batterie, per cui le squadre hanno ricevuto una mail venerdì scorso con l’ordine di interrompere i test. Intanto, motori e batterie sono in viaggio verso Compact Dynamics.

Toyota testa nel sud-est della Francia la Yaris Rally1

Dopo il team britannico M-Sport, anche la Toyota Gazoo Racing ha avviato in questi ultimi giorni i test della nuova Yaris Rally1. La vettura utilizzata, una Yaris WRC Plus, ha le specifiche 2022. Non sono emerse immagini o video dell’auto, ma il team e la vettura sono stati avvistati nel sud-est della Francia.

All’inizio di questa stagione Tom Fowler ha detto che l’auto del 2022 sarebbe stata in funzione prima della fine del primo trimestre. Il direttore tecnico della Toyota ha rifiutato di commentare il programma dei test. L’auto si trova in Francia, quindi probabilmente è una sessione di test su terra. “L’omologazione è fatta ora. Il motore ora è finito. In tutta onestà, questa non è una novità: le specifiche del motore erano state stabilite molto tempo fa, è solo il processo di omologazione che abbiamo completato”.

Fowler ha discusso del motore con DirtFish: “Ora viene progettato e costruito interamente all’interno dello stabilimento Toyota di Colonia. Il motore potrebbe debuttare già nella prossima settimana al Rally di Croazia, terza tappa del World Rally Championship. “È un miglioramento rispetto al vecchio motore. Volevamo usarlo il prima possibile, forse in Croazia, ma non lo sappiamo ancora. In termini di miglioramenti al motore, l’unica area di cui siamo molto contenti è, ovviamente, che l’intera unità sia stata costruita dalla Toyota”.

La Toyota Gazoo Racing ha lavorato molto sull’affidabilità, perché vuole prevenire gravi guasti come quello al cilindro che Sébastien Ogier subì in Turchia la scorsa stagione. “Non parlerò di dettagli, ma è giusto dire che lo sviluppo di questo motore si sta orientando più verso un passo basato sulla potenza piuttosto che sulla coppia. E, come al solito, abbiamo lavorato su durata, affidabilità e prestazioni”.

WRC: Toyota ha svolto i test per il Croatia Rally

Si sono conclusi nei giorni scorsi i test del team Toyota Gazoo Racing, in vista del Croatia Rally. Il team nipponico ha testato per sette giorni, alternando tutti i suoi quattro piloti. Il primo a “scendere in prova” è stato il leader del WRC il finnico Kalle Rovanpera.

Nei giorni successivi hanno provato il campione del mondo in carica Sébastian Ogier e il gallese Elfyn Evans. Ha chiuso la sessione di test il nipponico Takamoto Katsuta. I test si sono svolti nel territorio di Vrbovsko, distante una trentina di chilometri da alcune prove della gara croata.

Anche il Belgio vuole la GR Yaris Rally Cup

La GR Yaris Rally Cup, il primo monomarca al mondo dedicato ad una delle vetture da rally più performanti del momento, sta attirando molte attenzioni e prenotazioni. L’idea Made in Italy, che ancora non ha preso il via, ma che parte il 12 giugno dal Rally di Alba, piace non solo a tanti team e piloti italiani. Adesso fa impazzire anche i belgi.

Potrebbe essere che alla base del successo della ricetta ci sia il premio in denaro che ammonta a 300.000 euro, ma sta di fatto che è subito diventata un’idea da esportare. In Belgio, infatti, adesso si valuta di organizzare una serie praticamente identica.

La GR Yaris è spinta dal più potente motore turbo a tre cilindri da 1,6 litri, con 261 CV e 360 ​​Nm di coppia che gli consente di scattare da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi. La potenza del motore viene sfruttata dal nuovo sistema di trazione permanente 4WD di Toyota GR-Four. Il setup si completa con il differenziale Torsen LSD che gestisce autonomamente la distribuzione della trazione sull’asse sinistro-destro per fornire una risposta naturale e diretta.

La GR Yaris utilizzata per il campionato deriva dalla versione stradale lanciata alla fine dello scorso 2020. Uno speciale kit da corsa è stato progettato per consentire ai team di preparare l’auto secondo le normative nazionali R1T 4WD.

Elite Motorsport punta i 300.000 della Yaris Cup

E’ un ritorno alle origini quello di Elite Motorsport nel neonato GR Yaris Rally Cup. La squadra bresciana, che negli ultimi anni è stata protagonista in pista nel circus tricolore e internazionale targato TCR, torna nel mondo dei rally dalla porta principale, candidandosi ad essere protagonista della serie dedicata alla nuovissima GR Yaris e seguita in maniera ufficiale da Toyota Motor Italia.

Il dealer meneghino Toyota e Lexus Spotorno Car sarà partner di questa avventura, affiancando Elite Motorsport nel primo monomarca ufficiale di casa Toyota Italia. 300 mila euro di montepremi e 5 appuntamenti sulle strade più belle del panorama tricolore, sarà arduo l’impegno delle due GR Yaris quattro ruote motrici schierate dal team bresciano a partire dal primo appuntamento, fissato al Rally di Alba, in programma il 12 e 13 giugno.

“I rally sono la nostra storia. Siamo nati, siamo cresciuti e ci siamo formati intraversando auto prima di portare tutto il nostro know how in pista con ottimi risultati.” ha commentato Nicola Novaglio, patron di Elite Motorsport, che nel 2020 ha portato Nicola Baldan a laurearsi Campione del TCR Iberico DSG e Michele Imberti a trionfare nel TCR Italy DSG. “Grazie a Toyota Motor Italia e al concreto supporto del dealer Spotorno Car quest’anno abbiamo deciso, e abbiamo avuto la forza, di affiancare ai nostri importanti programmi in pista anche la stagione nella Yaris Cup con due vetture. Non abbiamo ancora definito i due equipaggi, ma c’è un grande interesse, grazie ad una formula intelligente e indovinata che tiene bassi i costi e alto il divertimento. La GR Yaris, con i suoi oltre 260cv già nella versione di serie e la trazione integrale, fa gola a tanti. Il montepremi da ben 300 mila euro fa il resto. Ci saranno delle belle sorprese.”

La GR Yaris utilizzata per il campionato sarà la derivazione rally della stradale lanciata a fine anno. Sarà sviluppato uno specifico kit di allestimento gara, con il quale i team potranno preparare la vettura conforme al regolamento della categoria R1T 4WD nazionale. Negli showroom della Spotorno Car, che ha fortemente voluto essere parte di questa iniziativa, e in quelli di Gazoo Garage, sarà possibile trovare tutta la gamma GR delle vetture Toyota, prima tra tutte proprio la GR Yaris protagonista del monomarca, derivazione di quella Yaris WRC Campione del Mondo Rally con il sette volte iridato Sebastien Ogier.

La stagione 2021 della GR Yaris Rally Cup prenderà il via il 12 e 13 giugno al Rally di Alba, in provincia di Cuneo, per poi sbarcare a Roma dal 25 al 25 giugno con il Rally di Roma Capitale, valevole anche per il Campionato Italiano Rally, come i successivi due appuntamenti. La storica Mille Miglia di Brescia ospiterà il terzo round della serie il 4 e 5 settembre, mentre il Rally 2 Valli di Verona vedrà il via il 9 e 10 ottobre. Il gran finale è in programma il 30 e 31 ottobre al Rally di Modena.

Novità FIA per le vetture Rally2 in vista del Safari Rally

La FIA ha pubblicato una una correzione all’art. 261 dell’Allegato J 2021 “Norme specifiche per le vetture Rally2”. In pratica, adesso, alle Rally2 (è il caso di ricordare che la R5 non esiste più, almeno a livello internazionale) è consentita un’apertura aggiuntiva sul cofano o su uno dei due parafanghi anteriori per consentire l’alimentazione dell’aria al motore, insieme ad un condotto. La modifica, molto probabilmente, si è resa necessaria in vista del sempre più traballante Safari Rally.

Latvala risolve il ”giallo” della Yaris WRC in Kenya

E’ bastata una foto su Twitter postata dall’utente “Kipsesi” ad accendere il dibattito e la curiosità tra gli utenti. Tutti si sono chiesti cosa ci facesse una Toyota Yaris WRC Plus (con livrea 2019) dentro un container di legno in Kenya.

L’utente ha scritto un post taggando Juho Hanninen, che altri non è che il collaudatore Toyota chiedendoli: “Questa è stata appena avvistata in Kenya. E’ questo il suo lavoro?”. Il post ha iniziato a girare tra addetti ai lavori e appassionati in maniera virale, scatenando ulteriori interrogativi sull’effettuazione della gara africana (di cui abbiamo parlato qui). Nella mattinata odierna, a sorpresa, al post ha risposto proprio il diretto interessato, ovvero Juho Hanninen.

L’ex pilota Skoda e Hyundai, attualmente collaudatore della casa nipponica ha risposto in maniera simpatica al post: “Finalmente è arrivata! Ho imballato e realizzato il container da solo. In questo momento sto abbattendo altri alberi per costruire un altro container per spedire la vettura di Kalle”. Ovviamente, l’ironia di Hanninen ha fatto impazzire il web.

A chiarire il tutto ci ha pensato Jari-Matti Latvala (Team Manager Toyota), che spiegato il perché di quella “vettura” in Kenya: “Quella nella foto non è un’auto da corsa. E’ semplicemente un “muletto” da esibizione”. Insomma, si tratta di un manichino. Bello, ma senza né arte né parte. Mistero risolto, quindi, ma la posizione della gara africana traballa ogni giorno di più con Lettonia, Turchia e il nostro Aci Monza alla finestra pronti ad approfittare dell’occasione.

Kalle Rovanpera: ”Pronto a giocarmela, credo nel titolo”

Parla già da leader Kalle Rovanpera, il giovane pilota finlandese che comanda la classifica del Mondiale Rally, dopo i primi due appuntamenti corsi al MonteCarlo e in Lapponia. Alla sua seconda stagione tra i “grandi”, Kalle ha dimostrato di avere la giusta mentalità per lottare per il titolo iridato fino alla fine della stagione, così come hanno sottolineato più volte sia Ogier sia i suoi avversari. Ma a credere nella possibilità del titolo è lo stesso pilota finlandese.

“Mi sento a mio agio con la vettura – dichiara Rovanpera – mi sento pronto per giocarmi la vittoria in qualsiasi rally in calendario. Certo, in molti rally i miei avversari hanno molta più esperienza di me. Le gare in calendario sono tutte belle e impegnative, ma il pacchetto team-macchina funziona benissimo. L’Arctic per me è stato un po’ frustrante, ma nonostante tutto siamo in testa al Campionato del Mondo. Questo è un dettaglio estremamente positivo, che ci fa guardare avanti in maniera positiva per il prosieguo della stagione”.

Su asfalto l’esperienza del pilota finnico è limitata, racchiusa al solo MonteCarlo (2020-2021) e al Monza (2020). Gare corse con condizioni meteo mutevoli, con poco asfalto asciutto. Ma questo fattore non sembra spaventare Rovanpera.

“Su fondo asciutto abbiamo corso alcuni tratti del MonteCarlo e il feeling con la vettura era ottimo. Penso di essere veloce in queste condizioni, quindi sono felice di correre su questa tipologia di fondo”.

Toyota al lavoro sulle strade bianche della Spagna (VIDEO)

In attesa del prossimo appuntamento del WRC, che si terrà a fine aprile in Croazia, il team Toyota si porta avanti con il lavoro disputando una sessione di test su fondo sterrato in Spagna. Il Costruttore giapponese si è recato in Spagna per testare i nuovi pneumatici Pirelli su sterrato.

E’ stato Juho Hanninen, tester ufficiale del team nipponico, a portare la Yaris WRC su e giù lungo gli sterrati iberici. Le condizioni di secco con polvere, hanno permesso al team di ricreare in parte le possibili condizioni che potrebbero trovare sia in Portogallo che in Sardegna.

In questa sessione di test sono state provate le nuove appendici aerodinamiche, che erano state già testate lo scorso mese di dicembre durante i test in ottica Rallye Monte-Carlo. Queste appendici al momento non sono ancora state utilizzate in gara, ma potrebbero comunque debuttare a breve termine, magari già dal Portogallo in programma il prossimo mese di maggio. Inoltre si possono anche notare i nuovi passaruota anteriori, che risultano ancora più aggressivi rispetto a quelli usati in precedenza.

I primi test della Toyota Yaris Rally1 Hybrid (forse) in estate

Manca sempre meno all’atteso debutto ufficiale delle nuove Rally1. La maggior parte dei team sta lavorando per velocizzare i tempi di sviluppo, in maniera da poter mettere su strada le vetture già da tra la fine della primavera e l’inizio estate. In attesa di capire cosa deciderà di fare Hyundai Motorsport, in casa M-Sport e Toyota si lavora alacremente per preparare le nuove armi per la stagione 2022.

Per quel che riguarda la Toyota Yaris Rally1 Hybrid, il direttore tecnico del team Tom Fowler ha fatto il punto della situazione. “Al momento attuale la vettura Rally1 è in piena fase di progettazione. Useremo dei muletti nelle prime sessioni di test, il che significa che queste vetture avranno alcune componentistiche 2022. L’obiettivo è quello di avere la macchina 2022 per i test estivi”.

Lo sviluppo dei test sarà affidato in gran parte a Juho Hanninen, che in passato si è occupato del delicato ruolo di tester. Basti pensare che l’ex campione IRC ha lavorato allo sviluppo della Yaris WRC. In un secondo tempo ad Hanninen, verrano affiancati i tre piloti ufficiali del team. Ma non si esclude che alcune sessioni di test possano essere svolte da Jari Matti Latvala.

“Sébastien ha vinto diversi titoli mondiali con diversi Marchi. Questo per noi è un elemento importantissimo e avere le sue opinioni sulla nuova vettura è molto importante – spiega Latvala -. Sai ho guidato diverse tipologie di vetture negli ultimi 20 anni, quindi mi piacerebbe guidare e conoscere le vetture 2022″.

Juho Hanninen elogia Takamoto Katsuta: ”Bravo in Lapponia”

C’è soddisfazione in casa Toyota per le positive prestazioni fatte segnare da Takamoto Katsuta, sia al MonteCarlo sia al recente Arctic Rally Finland. Il suo trainer, Juho Hanninen, non si risparmia nel sottolineare i miglioramenti espressi dal nipponico nelle sue prime due uscite stagionali.

“Penso che quest’ultima gara sia la migliore mai corsa da Taka da quando utilizza la WRC. Lui forse si aspettava un risultato migliore, ma da parte nostra c’è grande soddisfazione per quel che ha fatto. Ha corso in maniera fluida senza commettere errori, avrebbe potuto osare un po’ di più, ma va bene comunque così perché a corso in maniera pulita”.

A queste parole fanno eco quelle di Takamoto, che analizza con grande lucidità la sua gara, ammettendo che forse avrebbe potuto fare qualcosa di più. “Sono soddisfatto della mia gara, però sento dentro di me che avrei potuto fare di più. Speravo di portare a casa un risultato migliore, amo guidare questo genere di gare con gli snow-bank”.

“Ho avuto alti e bassi durante le speciali, passavo da slit ottimi a slit prudenti nel giro di pochi chilometri, segno che devo ancora lavorare molto sul ritmo da tenere durante le prove – conclude il driver nipponico -. Quando le condizioni erano “piatte” avevo un’ottimo ritmo, mentre quando si creano i solchi lo perdevo completamente, son cose su cui devo lavorare. Devo lavorare ancora molto duramente per potermi inserire nella lotta per il podio…”.

Kalle Rovanpera il leader più giovane del WRC

L’obiettivo alla vigilia in casa Hyundai Motorsport era uno solo, vincere per riscattare un deludente Rally Monte-Carlo. Il team coreano diretto da Andrea Adamo corre una gara perfetta, posizionando tre piloti nella top five.

Nell’unico evento su neve e ghiaccio della stagione, Ott Tanak parte subito forte piazzando un uno-due pesantissimo nelle prime due prove speciali del venerdì. Questo doppio scratch permette al pilota di estone, di correre il resto della gara con “più tranquillità”, il che lì consente di attaccare e gestire il vantaggio a proprio piacimento. Questo successo rilancia in classifica Tanak, che arrivava in Lapponia con lo zero in classifica fatto segnare al Monte-Carlo.

“Quando arrivi a correre un nuovo evento non sai mai cosa aspettarti. La gara si correva sulle strade di casa del team Toyota, quindi eravamo ben consci della loro forza. Il nostro week-end è stato ottimo, tolta una piccola sbavatura ieri. La gara è fantastica, penso sia una location fantastica per disputare un’evento su neve e ghiaccio. La giornata di ieri è stata veramente molto impegnativa, speriamo di tornarci il prossimo anno”.

Dietro al pilota estone troviamo Kalle Rovanpera. Il finlandese era indicato alla vigilia come uno dei principali favoriti alla vittoria finale, ma a causa di alcune sbavature, si è dovuto “accontentare” di un’ottima seconda piazza. Nonostante un po’ di delusione per il risultato finale, il ventenne finlandese diventa il più giovane pilota nella storia a guidare la classifica generale del WRC.

“Volevo lottare per la vittoria questo week-end, purtroppo ho commesso un’errore venerdì e non ho mai trovato il giusto feeling con la vettura. Nonostante questo ho spinto al massimo per tutto il week-end e con Jonne possiamo ritenerci soddisfatti per la seconda posizione ottenuta. Ci vediamo in Croazia…”.

Thierry Neuville chiude terzo assoluto, dimostrando che, anche in questa stagione, sarà uno dei candidati al titolo iridato. Il belga ha lamentato per tutto il week-end problemi all’interfono, ma nonostante questo l’affiatamento con Martijn cresce chilometro dopo chilometro. In Croazia sarà sicuramente uno degli uomini da battere, ma prima di disputare la gara baltica (che debutta nel WRC), Thierry si trasferirà in Toscana per disputare il Rally del Ciocco con la Hyundai I20 R5.

“Ho fatto una buona tappa, nonostante sul finale abbiamo avuto un decadimento dei pneumatici. Sono molto soddisfatto del mio week-end di gara, un terzo posto importante se si considerano i problemi patiti per tutto il fine settimana”.

Ai piedi del podio troviamo l’ottimo Craig Breen. Il pilota irlandese, al suo rientro al volante della Hyundai I20 WRC, disputa una gara tatticamente perfetta e riesce a resistere agli attacchi finali di Elfyn Evans. Il vice campione del mondo 2020, alterna scratch (due le vittorie di tappa) ad alcuni passaggi a vuoto, che gli impediscono di inserirsi nella lotta per il podio. Continua la crescita di Takamoto Katsuta ottimo sesto assoluto con la Toyota Yaris WRC, mentre la settima piazza è occupata da Oliver Solberg. Il giovanissimo pilota scandinavo dimostra di saperci fare al volante della Hyundai I20 WRC, commette alcune sbavature dettate all’inesperienza che gli negano la top five e forse una possibile top 3 nella power-stage. Radio Rally lo annuncia nuovamente al volante della I20 WRC in Sardegna.

Altra gara da dimenticare in casa M-Sport. Il team britannico anche in Lapponia soffre terribilmente piazzando Teemu Suninen in ottava posizione e l’inglese Gus Greensmith in nona. Proprio per il pilota di casa è stata la gara delle “delusioni”. Da Teemu ci si aspettava molto più, ma il botto del Monte-Carlo ha condizionato pesantemente la sua performance. Esapekka Lappi chiude in decima posizione vincendo il WRC2, mentre nel WRC3 la vittoria è andata a Teemu Asunmaa.

Un capitolo a parte merita Sébastien Ogier, il francese, arrivava a Rovaniemi da primo in classifica, grazie al successo ottenuto nel round inaugurale a Monte-Carlo. Nonostante il ruolo di spazzatore nelle prime due prove del venerdì, il pilota di Gap occupava un’onorevole sesta piazza, fino all’innevamento con conseguente ritiro avvenuto sull’ultimo crono del sabato. Fuori dai giochi per la top ten, Ogier riesce comunque a portare a casa un punticino d’oro nella power-stage. In Croazia il discorso sarà sicuramente diverso.

WRC: Ott Tanak il più veloce nello shakedown

Tutto pronto a Rovaniemi, da dove questo pomeriggio prenderà il via l’Arctic Rally Finland, che si aprirà con il doppio passaggio sulla Sarriojarvi (Km 31.02). Intanto nella mattinata si è disputato lo shakedown, in cui ad ottenere il miglior tempo è stato Ott Tanak.

Il campione del mondo WRC 2019, ha fermato di cronometri sul 2’35”4 (ad una media di 132 km/h) precedendo di appena sette decimi il compagno di squadra Thierry Neuville. Quest’ultimo ha commesso un’errore sul suo secondo passaggio, finendo contro uno snowbank e rimanendo bloccato nella neve per una buona mezz’ora. Un inizio molto positivo per il team coreano, che piazza altre tre vetture nella top six con Pierre-Louis Loubet quarto, Craig Breen quinto e il giovanissimo Oliver Solberg in sesta posizione.

Se in casa Hyundai si è giocato a carte scoperte, dalle parti di Toyota si è giocato a carte coperte. Ne sono dimostrazione i tempi fatti segnare dagli equipaggi, con il solo Takamoto Katsuta (3°) vicino ai riferimenti dei piloti Hyundai. Kalle Rovanpera fa segnare il sesto scratch in ex-aequo con Solberg. Sébastien Ogier il nono tempo, mentre Elfyn Evans addirittura il dodicesimo. Ottavo scratch per la prima delle Fiesta WRC in gara con Gus Greensmith, mentre Teemu Suninen è decimo. Entrambi i piloti sono chiamati ad un pronto riscatto dopo un Monte-Carlo da dimenticare. Il nostro Lorenzo Bertelli, al ritorno nel WRC dopo 2 anni di assenza, fa segnare il sedicesimo tempo assoluto.

Tra gli iscritti al WRC2 il più rapido è stato Andreas Mikkelsen (Skoda Fabia Rally2 – Toksport). Completano la top 3 Adrien Fourmaux (Ford Fiesta Rally2) e Evyind Brynildsen (Skoda Fabia Rally2). Nel WRC3 l’estone Egon Kaur (VW Polo GTi R5) fa segnare la migliore prestazione, mentre Mauro Miele con Luca Beltrame (Skoda Fabia R5) fa segnare il sedicesimo tempo.

300.000 euro di montepremi per il GR Yaris Rally Cup

A partire dalla stagione 2021, Toyota Motor Italia darà il via al primo campionato monomarca GR Yaris Rally Cup. Una competizione che nasce sulla scia del grande successo che il team Toyota Gazoo Racing sta riscuotendo a livello mondiale nel motorsport.

La protagonista del campionato sarà dunque la GR Yaris, vettura perfetta per l’ingresso nel mondo delle competizioni monomarca, che nasce proprio dall’esperienza del team Toyota Gazoo Racing nel campionato mondiale rally.

Costruita su una piattaforma unica nel suo genere, avente come obiettivo quello di ridurre al massimo il peso, la GR Yaris è dotata del più potente motore a tre cilindri al mondo 1.6 turbo con 261 CV e una coppia di 360 Nm che permette di passare da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi.

La potenza del motore viene sfruttata attraverso il nuovo sistema di trazione integrale permanente e a controllo elettronico GR-FOUR di Toyota. A completare l’assetto da vera sportiva, un differenziale Torsen LSD che gestisce in autonomia la ripartizione della trazione tra le ruote di sinistra e di destra per dare un controllo naturale e diretto dell’auto.

La GR Yaris utilizzata per il campionato sarà la derivazione rally della stradale lanciata a fine anno. Sarà sviluppato uno specifico kit di allestimento gara, con il quale i team potranno preparare la vettura conforme al regolamento della categoria R1T 4WD nazionale.

Il campionato monomarca di Toyota Motor Italia offrirà ai piloti partecipanti un’opportunità per dimostrare il loro talento e per migliorare il proprio rendimento, il che è perfettamente in linea con uno dei principi del Toyota Gazoo Racing orientato allo sviluppo delle persone.

Il montepremi totale del monomarca di 300.000€ che sarà distribuito tra premi di gara e premi finali, avrà un’attenzione particolare per i Team partecipanti.

La GR Yaris Rally Cup sarà inoltre la piattaforma perfetta per dimostrare l’impegno di Toyota nel superare ogni limite e realizzare le migliori automobili di sempre. Le condizioni estreme del motorsport rappresentano il terreno ideale per sperimentare un gran numero di nuove soluzioni tecnologiche, le migliori delle quali verranno impiegate sulle vetture di serie.

Per il 2021 il campionato si svilupperà su 5 gare, tutte su asfalto come da calendario che segue:

Calendario delle gare

  • 12-13 Giugno Rally di Alba – Cuneo (CIWRC)
  • 23-25 Luglio Rally di Roma Capitale – Roma (CIR)
  • 04-05 Settembre Rally 1000 Miglia – Brescia (CIR)
  • 09-10 Ottobre Rally 2 Valli – Verona (CIR)
  • 30-31 Ottobre Rally di Modena – Modena (CRZ)

Alén e il test con la WRC Plus come regalo di compleanno

Markku Alén, che ha compiuto 70 anni lunedì 15 febbraio e il più bel regalo è stato la promessa di un test su una WRC Plus alla fine di questa stagione. In un’intervista con il giornale finalndese Ilta-Sanomat, Alén ha affermato che il suo sogno è guidare una WRC Plus. E poi ha aggiunto: “Il sogno potrebbe essere realizzato avendo diversi conoscenti al timone dei team WRC Toyota e Hyundai”.

Il sito DirtFish ha letto del desiderio di Alén e ha contattato i team WRC del Mondiale Rally: Hyundai, Toyota e M-Sport Ford. Ogni squadra ha detto che c’è un’auto disponibile per il test di Maximum Attack. “Notizie incredibili – ha detto Alen -. Questa è la notizia più bella del mio compleanno. Ho sempre desiderato guidare una di queste macchine. Non importa quale macchina sia. Può essere discusso in seguito, ma grazie a tutti per l’offerta. Le auto di oggi sono bellissime, davvero veloci e sorprendenti. Come le Gruppo B, ma in realtà diverse come la notte e il giorno negli standard di sicurezza”.

Jari-Matti Latvala , team manager della Toyota, ha confermato che Alén potrebbe utilizzare le sue vetture, presenti nel team con sede in Finlandia. “Sarebbe fantastico vedere Markku alla guida di una Toyota Yaris WRC. Potremmo organizzarlo alla fine della stagione – spiega il team manager -. Ha già guidato per il team ufficiale della Toyota, quindi sarebbe ancor più bello. Ho grande rispetto per Markku, come ogni finlandese. È una delle nostre leggende”.

Toyota: Yaris Rally1 a marzo, sognando la Rally2 e la Rally3

Due piedi nel presente e la testa nel futuro: la Yaris Rally1 subito, la Rally2 e la Rally3 sono più che un semplice pensiero. Toyota Gazoo Racing si organizza in vista dell’ingresso nel WRC delle motorizzazioni ibride. Come confermato a Rallit.fi dal nuovo team manager Jari-Matti Latvala, la nuova Yaris GR4 a quattro ruote motrici potrebbe essere utilizzata sia come Rally 2 sia come Rally 3. “Ci stiamo riflettendo, ma non c’è ancora nulla di definito. Non sarebbe comunque difficile convertire l’auto”, ha spiegato Latvala.

L’idea di partenza, ma ancora nulla è stato definito in merito, sarebbe quella di privilegiare la serie più piccola che secondo Jari-Matti Latvala “è più interessante, anche se per adesso preferiamo concentrarci sullo sviluppo della WRC. Quindi ciò potrebbe succedere nella stagione 2023”. I problemi di calendario e dei regolamenti, oltre allo stop delle attività causato dell’emergenza sanitaria, hanno costretto le Case a rivedere molte priorità, dando precedenza i tempi di lavoro in base alle scadenze più immediate.

“Abbiamo un nuovo spazio alla base di Jyväskylä. In questo modo, tutti i reparti sono uniti sotto lo stesso tetto. Ciò rende più facile comunicare. Sulla ibrida? Parteciperò attivamente allo svezzamento della Rally1, nel senso che la proverò volentieri, ma Juho Hänninen è un ottimo collaudatore e ci affideremo a lui.

Toyota Yaris Rally2 Kit: pronti? Si parte

Victor Cartier farà debuttare la nuovissima Toyota Yaris Rally2-Kit alla 61° edizione del Rally Le Touquet – Pas-de-Calais, primo round del Campionato Francese Rally Asfalto. Il pilota francese ha già testato la vettura in circuito e su strade chiuse, percorrendo in totale circa 300 chilometri su strade chiuse a Montbéliard e sul circuito Vaison Sport situato a Le Creusot.

A Montbéliard, in particolar modo, il team supportato da Toyota France ha trovato strade molto sporche e fangose, condizioni che si trovano a volte al Le Touquet. La vettura ha riscontrato solamente qualche piccolo problema di gioventù causate da dei sensori, ma nel complesso è riuscita a soddisfare il team di sviluppatori e il pilota.

I test non sono finiti qui, perché Cartier ha già in programma un test nel sud-ovest della Francia vicino a Fontjoncouse.
L’obiettivo prefissato è quello di migliorare e di regolare gli ammortizzatori, mentre altre sessioni di test saranno svolte su terra e ghiaia. Attualmente è in programma solo Le Touquet, ma la storia potrà cambiare quando due o tre sponsor e partner internazionali cominceranno a supportare questo bel progetto made in Francia.

WRC 2021: guida all’ultima sfida delle WRC Plus

I campioni in carica fra i costruttori Hyundai Motorsport mireranno a entrambi i titoli del FIA World Rally Championship (WRC) nel 2021, mentre la squadra intraprende la sua ottava stagione gareggiando all’apice del rally internazionale. Ma Toyota è pronta a sbarrare la strada con ogni mezzo.

Il team coreano lancerà una sfida per i titoli costruttori e piloti con quattro equipaggi per tutta la stagione. Ott Tänak e Thierry Neuville gareggeranno in ogni round della stagione 2021 con la Hyundai i20 Coupe WRC, a partire dal Rallye Monte-Carlo (21-24 gennaio). Tänak continua la sua potente collaborazione con Martin Järveoja, mentre al fianco di Neuville nel Principato ci sarà il suo connazionale Martijn Wydaeghe.

Dani Sordo e Craig Breen condivideranno una terza vettura. Sordo gareggerà a Monte-Carlo con il copilota Carlos del Barrio prima di intraprendere un nuovo rapporto di lavoro con Borja Rozada in ulteriori uscite, mentre Breen sarà affiancato da Paul Nagle.

Il calendario pianificato vedrà le squadre affrontare nuovi territori e rivisitare i vecchi favoriti. È previsto che Kenya (giugno), Belgio (agosto) e Giappone (novembre) si uniscano nuovamente al programma, poiché tutti i loro eventi del 2020 sono stati cancellati a causa della pandemia Covid-19, con i compagni nuovi arrivati Arctic Rally e Croazia impostati per ospitare i loro primi eventi WRC rispettivamente a febbraio e aprile. Anche il Portogallo (maggio), la Finlandia (luglio), il Cile (settembre) e la Spagna (ottobre) saranno i benvenuti.

La Hyundai i20 Coupe WRC ha dimostrato la sua competitività su un’ampia varietà di superfici nel 2020, con gli equipaggi che hanno conquistato il podio e hanno vinto su asfalto e ghiaia. Con la lavagna ancora una volta cancellata, il team è pronto a continuare il suo slancio nel 2021 mentre cerca di conquistare una tripletta di titoli costruttori.

Il 2021 sarà l’ultima stagione secondo le normative vigenti, con il nuovo fornitore di pneumatici Pirelli che aggiungerà un elemento sconosciuto mentre gli equipaggi entrano in un nuovo anno di intensa competizione. Hyundai Motorsport sa che dovrà essere una sfida per vittorie e podi ad ogni round e raddoppierà i suoi sforzi per mantenere il suo pacchetto competitivo, se vuole difendere il suo titolo.

Cosa pensa il gran capo di Hyundai

Il Team Principal Andrea Adamo ha dichiarato: “La ricetta per il 2021 rimane la stessa: dobbiamo continuare a lavorare sodo come nelle stagioni precedenti e dobbiamo essere concentrati. Dobbiamo dimenticare ciò che abbiamo fatto finora perché non possiamo fare affidamento sul passato: dobbiamo costruire il nostro futuro. Ci vorrà del tempo per imparare le sfumature di questi nuovi pneumatici Pirelli e la lista delle sfide che ci attendono è lunga, ma cercheremo di gestire tutto al meglio. Il nostro approccio deve essere esattamente lo stesso della seconda metà della stagione 2020. Dobbiamo lottare per la vittoria in ogni evento e dobbiamo affrontare una forte concorrenza. È una testimonianza della nostra reputazione nel motorsport che vantiamo una formazione di equipaggi incredibilmente forti per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi nel 2021 “.

Gli estoni Ott Tänak e Martin Järveoja tornano per la loro seconda stagione con Hyundai Motorsport, dopo aver ottenuto una vittoria casalinga e quattro podi individuali nel 2020. L’obiettivo per il campione piloti 2019 è sostenere lo sforzo del team e cercare di assicurarsi un secondo titolo piloti.

L’auspicio di Ott Tanak

“Il nostro approccio è trovare sempre il massimo in noi stessi e nella macchina, ma ovviamente è più facile conoscere i limiti quest’anno poiché abbiamo già esperienza della macchina. Spero che avremo un anno più lungo e più normale, così potremo davvero tornare di nuovo alla competizione e alla modalità di lavoro. Non è stato facile entrare nel ritmo del campionato dello scorso anno, con eventi spesso cancellati e sostituiti, quindi molto stava succedendo. Tuttavia, sono contento di come siamo riusciti a lavorare bene insieme alla squadra durante questi tempi difficili e credo che ci renda più forti per la stagione 2021. Il nostro obiettivo è il titolo del campionato e per questo dobbiamo ottenere un punteggio alto in ogni evento “.

L’impegno di Thierry Neuville

Thierry Neuville ha assicurato che la difesa del titolo della squadra fosse partita alla perfezione nel 2020 con la vittoria al Rallye Monte-Carlo. Ora alla sua ottava stagione con Hyundai Motorsport, Neuville punta a mettersi in lizza sin dall’inizio della stagione, quando sarà raggiunto da Martijn Wydaeghe al posto del copilota. “Nel 2021 lotteremo per i campionati piloti e costruttori. I costruttori saranno molto importanti per la squadra ma, per me, voglio fare tutto il possibile per il titolo piloti. Lo inseguo da un paio d’anni, e sento che abbiamo la squadra e la macchina per farlo, quindi ora tocca a noi. Sono lieto di vedere di nuovo in calendario il Rally Belgio di Ypres; sarà un vero piacere correre davanti al pubblico di casa. La squadra ed io abbiamo una grande calibrazione come risultato delle nostre otto stagioni insieme; il nostro duro lavoro continuo ci ha visto migliorare ogni anno e portato a casa due titoli per la squadra. Abbiamo visto molti altri piloti famosi rimanere a lungo nella stessa squadra e riportare buoni risultati e questo è il nostro obiettivo per il futuro “.

La motivazione di Dani Sordo

Gli spagnoli Dani Sordo e Carlos del Barrio si riuniranno per un’ultima uscita al Rallye Monte-Carlo, prima che Borja Rozada si unisca a Sordo nell’abitacolo della Hyundai i20 Coupe WRC per le sue successive apparizioni nel 2021. Dopo essersi assicurato la seconda vittoria consecutiva al Rally Italia Sardegna, Sordo spera in ulteriori successi in questa stagione. “Penso che nelle ultime stagioni abbiamo ottenuto ottime prestazioni. Il mio obiettivo è vincere più rally e ottenere il massimo dei punti per il campionato costruttori in tutti i nostri round. Ovviamente sarà difficile cambiare copilota e avremo bisogno di un po ‘di tempo per adattarci. Alcune cose sono migliori e altre non sono più le stesse di prima, ma non vedo l’ora di affrontare la sfida. Borja è davvero un bravo ragazzo e un ottimo co-pilota. Secondo me, al momento era la migliore opzione in Spagna “.

C’è anche Breen in supporto

L’equipaggio irlandese Craig Breen e Paul Nagle condivideranno i compiti con Sordo sulla terza vettura, con i due che cercano di ottenere più podi dopo il loro splendido secondo posto al Rally Estonia nel 2020. “Il nostro risultato in Estonia ha dimostrato che c’era tutto e potevamo davvero lottare in testa. Spero che con un programma più coerente in questa stagione potremo lottare per più podi. L’unica cosa che mi è sfuggita è una vittoria, quindi mi piacerebbe disperatamente farlo accadere quest’anno. Riportare il titolo costruttori per il terzo anno consecutivo sarà una grande sfida. Paul e io vogliamo provare a godercela nel miglior modo possibile e, si spera, fare una grande stagione insieme “.

Toyota Yaris WRC Plus

La risposta di Toyota Gazoo Racing

Il Toyota Gazoo Racing World Rally Team ha svelato un nuovo look per la Toyota Yaris WRC mentre si prepara ad aggiungere alla vettura il successo del FIA World Rally Championship durante la stagione 2021. La nuova livrea è simile a quella indossata dalla nuova GR010 Hybrid per il FIA World Endurance Championship – con un design sulla scritta GR che indica il forte legame tra le auto da competizione Toyota e le auto stradali come la GR Yaris, che è stata sviluppata utilizzando la conoscenza acquisita dal team nel WRC. Sotto questa nuova veste, il team continuerà con il collaudato pacchetto della Toyota Yaris WRC per la quinta stagione consecutiva, l’ultima prima che i nuovi regolamenti tecnici vengano introdotti nel campionato nel 2022.

Finora, la vettura ha ottenuto 17 vittorie nel WRC (vincendo oltre un terzo degli eventi a cui ha preso parte) e 322 vittorie di prova speciale. Dopo il titolo costruttori del 2018, nel 2019 e nel 2020 sono stati conquistati il titolo di piloti e co-piloti consecutivi. Nel 2021, l’obiettivo del team è quello di garantire la serie completa di titoli del campionato.

Il team continua a lavorare per ottimizzare la Yaris WRC, con ulteriori sviluppi che saranno introdotti nel corso del 2021. La vettura è ora dotata anche di pneumatici Pirelli poiché l’azienda italiana diventa l’unico fornitore di pneumatici per le categorie top del WRC da questa stagione. Il team gode di una forte continuità nel 2021, in particolare con la sua formazione di piloti poiché tutti e tre gli equipaggi restano per una seconda stagione. Dopo aver conquistato il loro settimo titolo mondiale nel 2020, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia tornano al fianco di Elfyn Evans e Scott Martin, che si sono classificati secondi nella loro stagione migliore fino ad oggi. Kalle Rovanperä e Jonne Halttunen cercheranno di consolidare la loro promettente stagione da rookie, in cui sono arrivati quinti in campionato. La stagione inizierà con il classico Rallye Monte-Carlo che alza il sipario il 21-24 gennaio.

Ford Fiesta WRC Plus

L’offensiva di Ford M-Sport

Teemu Suninen, Gus Greensmith e Adrien Fourmaux formeranno la squadra del M-Sport Ford World Rally Team nel 2021, che continuerà a sostenere i giovani talenti con l’ambizione di un futuro di successo nel FIA World Rally Championship. Sostenendo già i tre giovani, l’obiettivo è quello di far progredire il loro sviluppo e vederli seguire le orme dei loro predecessori: il campione del mondo di rally FIA 2019, Ott Tänak e il secondo classificato del campionato mondiale rally FIA 2020, Elfyn Evans.

Continuando con il co-pilota connazionale Elliott Edmondson, Gus Greensmith disputerà la sua prima stagione completa con la Ford Fiesta WRC alimentata dall’ EcoBoost e intende sfruttare al meglio la sua prima stagione completa con la Fiesta con le specifiche migliori. L’inglese si è assicurato tre piazzamenti tra i primi dieci e il miglior quinto posto in carriera lo scorso anno, sfruttando l’opportunità per migliorare la sua progressione e sta già lavorando in vista del round di apertura al Rallye Monte-Carlo.

Insieme a Greensmith in una seconda Ford Fiesta WRC all’evento monegasco, Teemu Suninen quest’anno disputerà un programma parziale. Separandosi dal copilota Jarmo Lehtinen che sta affrontando una nuova sfida lontano dalle note, il giovane finlandese cercherà di mettere a frutto la sua precedente esperienza.

Un copilota sostitutivo deve ancora essere confermato, ma Suninen rimane affamato di successo e si concentrerà su eventi specifici in cui avrà l’opportunità di sfidare i risultati migliori e mostrare la sua velocità e il suo impegno al volante.

Condividendo la Ford Fiesta WRC con Suninen in alcuni eventi selezionati, Adrien Fourmaux disputerà anche una stagione WRC 2 completa con la Ford Fiesta Rally2 con motore EcoBoost, a partire dalla classica apertura al Rallye Monte-Carlo. Continuando con il copilota belga Renaud Jamoul, i due sono desiderosi di continuare il loro sviluppo con ulteriore esperienza nella principale serie di supporto del FIA World Rally Championship, nonché ulteriori opportunità ai massimi livelli di questo sport.

Anche la sorprendente livrea 2020 di M-Sport Ford sarà portata avanti fino al 2021, anche se con alcune piccole modifiche. Un nuovo motivo del tetto è prominente tra questi cambiamenti ed estende il design popolare con ulteriori lampi di blu.

Greensmith e Suninen sfoggeranno entrambi la livrea marchiata Castrol al Rallye di Monte-Carlo e sono stati aggiunti anche numerosi loghi Pirelli: il produttore italiano diventa fornitore ufficiale di pneumatici del FIA World Rally Championship.

Parola di Richard Millener

“M-Sport ha una lunga storia di supporto ai giovani piloti – è qualcosa che rimane molto vicino al cuore di Malcolm e restiamo impegnati con Teemu, Gus e Adrien mentre continuano il loro sviluppo nel 2021. Tutti e tre hanno molto talento e abbiamo ideato programmi per tirare fuori il meglio da ogni pilota, consentendo al contempo un ulteriore progresso nelle varie fasi della loro carriera.

“Gus ha realizzato tempi intermedi e stage impressionanti lo scorso anno, ed è giunto il momento per lui di sviluppare ulteriormente queste capacità. Siamo lieti di offrirgli la sua prima stagione completa con la Fiesta al top delle specifiche e vogliamo vedere lui ed Elliott trarre la massima esperienza da un programma completo di rally e test, imparando non solo i rally, ma le complessità del set-up, ingegneria e tutto ciò che serve per diventare un pilota di livello mondiale. So che stanno già lavorando per assicurarsi di sfruttare al massimo questa opportunità e sono davvero ansioso di vedere come si svilupperanno nel corso dell’anno.

“Sappiamo tutti che Teemu ha la velocità – è qualcosa che abbiamo visto alla sua prima uscita con la Ford Fiesta WRC e abbiamo ritenuto importante trovare un modo per lui per continuare con noi quest’anno. Siamo riusciti a creare un programma WRC parziale per lui e mireremo a eventi specifici in cui lui e la Fiesta possono essere competitivi. È un peccato aver perso Jarmo, ma Teemu ha imparato molto dal breve tempo che hanno trascorso insieme e sono sicuro che lo farà buon uso quest’anno.

“Anche Adrien ci ha davvero impressionato lo scorso anno e siamo lieti di offrirgli un altro programma completo WRC 2 con la Ford Fiesta Rally2, nonché alcune ulteriori uscite con la Fiesta WRC. Vogliamo assicurarci che possa vivere il maggior numero possibile di rally, continuando a mostrare le prestazioni della Fiesta Rally2 ma anche iniziando a misurarsi con i migliori del mondo.

“Continueremo a lavorare sodo per vedere se possiamo aumentare il programma di Teemu e portare nella rosa altri piloti di alto livello, ma dobbiamo anche essere onesti e dire che la situazione Covid ci ha reso le cose estremamente difficili. Detto questo, speriamo che ci sia luce alla fine del tunnel e so che ogni singolo membro del team continuerà a dare il massimo mentre spingiamo per i migliori risultati possibili nel 2021 “.

Teemu Suninen è felice e motivato

“È fantastico tornare nella Fiesta WRC quest’anno. Sappiamo tutti quanto siano difficili i tempi in questo momento e voglio ringraziare il team per il loro continuo supporto e avere la possibilità di mostrare cosa posso fare quest’anno. Dovremo aspettare e vedere quanti rally posso fare, ma lavorerò sodo per dare il massimo e ottenere buoni risultati ad ogni evento.

“È un peccato non avere ancora Jarmo con me quest’anno, ma sapevamo che questa partnership sarebbe finita prima o poi. Ho imparato tanto da lui negli ultimi 18 mesi e subito ci siamo assicurati un risultato fantastico insieme: il mio miglior secondo posto in Sardegna nel 2019. Voglio ringraziare Jarmo per tutto e gli auguro buona fortuna per la sua nuova avventura. Sono contento che avrà ancora un posto nello sport che ama, ma dall’altra parte del tavolo ora! “

Gus Greensmith e la grande opportunità

“Sono davvero orgoglioso di rappresentare M-Sport Ford e incredibilmente grato per l’opportunità di un’intera stagione nel FIA World Rally Championship. Questo è stato il mio sogno sin da quando ero ragazzo e non vedo l’ora di iniziare.

“L’anno scorso ci ha dato un assaggio di cosa aspettarci, e ora siamo pronti a buttare tutto in questa stagione e concentrarci sul progresso durante tutto l’anno, non solo in termini di guida, ma in termini di tutto ciò che serve per fare un carriera di successo nel FIA World Rally Championship “.

Adrien Fourmaux ha voglia di vincere

“È una nuova stagione con un nuovo obiettivo, ma con un’altra fantastica opportunità per me. Voglio ringraziare Malcolm, Rich e tutto il team per l’opportunità e intendo sfruttare al massimo l’esperienza che sto per fare quest’anno.

“Non vedo l’ora di spingere per i migliori risultati nella categoria WRC 2. Ci siamo avvicinati alla vittoria un paio di volte l’anno scorso e crediamo di avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno per avere successo in questa stagione. E ovviamente non vedo l’ora di fare qualche uscita con l’auto da rally mondiale – per vivere la competizione a questo livello e comprendere meglio ogni elemento che serve per raggiungere il massimo in questo sport “.

Akio Toyoda ringrazia la squadra per le prestazioni alla Dakar

“La Dakar Rally 2021 è giunta alla sua conclusione. Grazie a tutti i team che hanno sfidato coraggiosamente un duro percorso di oltre 7.000 chilometri e congratulazioni a tutti coloro che hanno completato la gara in sicurezza. Congratulazioni a tutti i membri del team Team Land Cruiser Toyota Auto Body per l’ottava vittoria consecutiva dopo l’uno-due dello scorso anno. Congratulazioni ai vincitori della gara”. Con queste parole Akio Toyoda, numero 1 della Toyota Motor Corporation, saluta la fine della Dakar. E sì, perché lui non solo l’ha vissuta con i suoi equipaggi, ma ha sofferto seguendo l’evento da grande appassionato.

“Dopo la delusione dello scorso anno per il nostro equipaggio, sono rimasto impressionato dalle prestazioni di quest’anno – aggiunge Toyoda ai suoi ringraziamenti, che inevitabilmente sono un valore aggiunto per tutto la specialità dei rally raid -. Congratulazioni all’auto numero 2, Ronald e Jean, che hanno partecipato per la prima volta e sono arrivati secondi. Grazie per aver portato a casa il Land Cruiser sano e salvo fino alla fine”.

Dopo essersi congratulato anche con Hino Team Sugawara per aver conseguito la dodicesima vittoria consecutiva, ammette: “Ero preoccupato per un grave rollio nel deserto nella Tappa 3, ma vorrei esprimere il mio rispetto e gratitudine a tutti i membri del team che hanno superato le sfide che si sono superati davanti, anno dopo anno. Grazie mille per gli sforzi del team”.

“Vorrei anche congratularmi con Nasser e Mathieu per aver accettato la sfida nell’Hilux, arrivando secondi in classifica generale. Peccato che siano finiti secondi. Ma penso che sia un risultato meraviglioso perché non si sono mai arresi e hanno continuato a fidarsi dei loro partner, del team e delle persone che li supportavano. Penso che la Dakar di quest’anno sia davvero unica.
Sotto la pandemia di Coronavirus, tutte le persone coinvolte hanno dovuto fare tutto il possibile per prepararsi all’ignoto”.

WRC 2021: il punto sulle squadre e sui protagonisti

La stagione del WRC 2021 è alle porte e i soli tre team che ci corrono, chi in anticipo e chi in ritardo, hanno svelato le proprie formazioni. Molto probabilmente l’unica cosa certa per ora sono le line-up, dato che l’avanzare della pandemia da Covid-19 potrebbe continuare a mettere in ginocchio intere nazioni ed organizzatori, causando il rinvio o l’annullamento degli eventi.

Hyundai Motorsport

La Hyundai Motorsport, Campione del Mondo Costruttori nel 2019 e nel 2020, ha riportato delle piccole modifiche alla propria formazione. Gli equipaggi composti da Thierry Neuville/Nicolas Gilsoul e Ott Tanak/Martin Jarveoja disputeranno la stagione intera. La terza vettura sarà affidata a Dani Sordo e a Craig Breen. Il rallista spagnolo, vincitore delle ultime due edizioni del Rally Italia Sardegna, avrà come nuovo navigatore Borja Rozada, Campione Spagnolo Rally negli ultimi due anni con Pepe López. Paul Nagle continuerà a navigare il pilota irlandese. Non saranno della partita i “Re” del WRC Sébastien Loeb e Daniel Elena: in questi giorni stanno correndo la Dakar con il Bahrein Xtreme Team. La casa automobilistica coreana, come nel 2020, fornirà la vettura alla 2C Compétition per far correre tutta la stagione a Pierre-Louis Loubet e Vincent Landais.

Toyota Gazoo Racing

Grandi cambiamenti ci sono stati all’interno della Toyota Gazoo Racing. Il ruolo di team principal è stato affidato a Jari-Matti Latvala, vecchia volpe del WRC, mentre Tommi Makinen è salito di livello entrando a far parte della consulenza sportiva della Toyota. La line-up è rimasta invariata rispetto al 2020, ma nello stesso tempo Sébastien Ogier lascerà il team giapponese e il mondo rallistico al termine del 2020 per poter trascorrere un po’ più di tempo con la sua famiglia. La squadra giapponese, infine, continuerà ad utilizzare la classica Yaris: nel 2021 doveva debuttare la nuovissima GR Yaris, ma poi la pandemia e l’avanzare della crisi economica ha bloccato il progetto.

Ford M-Sport

Il team M-Sport, dopo un lungo silenzio, ha rivelato nella giornata di ieri la sua formazione e farà correre per ogni round mondiale solamente due Fiesta WRC. La prima vettura sarà affidata a Gus Greensmith ed Elliott Edmonson, che hanno già corso con il team britannico in nove eventi mondiali tra il 2019 e il 2020.

Il giovane equipaggio inglese, per la prima volta, avrà la grossa opportunità di svolgere tutti gli eventi della stagione. La seconda vettura sarà invece divisa tra Adrien Fourmaux e Teemu Suninen. Il giovane francese, co-pilotato dal belga Renaud Jamoul, disputerà anche alcuni eventi selezionati del World Rally Championship 2 con la Fiesta Rally2.

L’esperto driver finlandese, che avrà un nuovo navigatore, conferirà invece un grande aiuto alla squadra nella guida al set-up ideale della vettura. Sempre ieri, la squadra di Malcolm Wilson ha affermato che Greensmith e Suninen saranno presenti al Rally di Monte-Carlo. Non ci saranno purtroppo Esapekka Lappi e Janne Ferm, equipaggio finlandese che ha lasciato il team alla fine del 2020.

Sainz: ”Prodrive BRX1 incognita alla Dakar, Toyota e Mini…”

La Dakar 2020 delle auto si è confermata una corsa con “due cavalli di razza” Toyota e X-Raid, da quando Peugeot ha interrotto il suo programma ufficiale dopo tre vittorie consecutive tra il 2016 e il 2018. Però, i due affermati Costruttori ora hanno un nuovo sfidante nel team Bahrain Raid Xtreme, che ha ingaggiato la leggenda del WRC Sebastien Loeb e il vincitore del 2015 Nani Roma per guidare i suoi prototipi BRX1 costruiti da Prodrive.

Il campione in carica Sainz, che è di nuovo in testa alla formazione di buggy di X-Raid con il tredici volte vincitore Stephane Peterhansel, afferma che Mini e Toyota sono i favoriti nella categoria delle auto e che la mancanza di esperienza di BRX rischia di fare pagare un prezzo alto alla squadra.

“Penso che la gara sarà tra Toyota e Mini”, ha detto Sainz. “Ci sono molte Toyota e solo due Mini. Abbiamo già visto migliorare la Toyota nei due rally che abbiamo fatto. La lotta con Nasser Al-Attiyah sarà dura. “Le vetture Prodrive hanno due ottimi piloti. Il rientro di Loeb solleva il pool di piloti. Prodrive è super capace di realizzare un’auto vincente e affidabile. Ma è molto difficile vincere alla prima partecipazione, anche se non dico che sia impossibile. Per quanto provi, il ritmo e le sorprese in gara sono diverse”.

La Dakar Rally 2021 si terrà per il secondo anno consecutivo in Arabia Saudita nell’ambito di un accordo quinquennale tra l’ASO e la nazione del Golfo. Dopo che il capo dell’ASO, David Castera ha ammesso che alcune tappe della seconda settimana della Dakar di quest’anno sono “molto veloci”, l’organizzazione si è concentrata sulle aree in cui si è svolta la prima settimana dell’evento – sebbene il percorso sia per l’80-90% nuovo rispetto alla precedente edizione.

Sono state apportate modifiche anche alla tappa della maratona, con i piloti non più autorizzati a cambiare le gomme delle proprie vetture senza incorrere in penalità. Alla domanda su cosa ne pensa sui cambiamenti per il 2021, Sainz ha dichiarato: “Come prima volta, la seconda settimana è un po’ pericolosa ma l’organizzazione ha imparato. Penso che quest’anno le due settimane siano più a nord, che abbiano organizzato una prima settimana fantastica”.

“C’è una tappa della maratona che questa volta è più difficile perché in caso di foratura non puoi togliere le ruote dal camion dell’assistenza liberamente. Abbiamo due soltanto ruote di scorta. Il giorno dopo, se fori e il team di assistenza ti dà una gomma, sono 15 minuti di penalità”.

Jari-Matti Latvala torna nel WRC, ma da team principal

Il Toyota Racing World Rally Team si prepara a raggiungere ulteriori successi nel WRC. Per il 2021, Sébastien Ogier, che ha vinto il suo settimo titolo piloti nella sua prima stagione con il team, ha esteso il contratto di un altro anno alla guida la Toyota Yaris WRC. Si schiererà ancora una volta al fianco di Elfyn Evans, il secondo classificato del WRC 2020 e del giovane Kalle Rovanperä.

A completare questa rosa di piloti esperti c’è un nuovo team principal: Jari-Matti Latvala. Il pilota più esperto nella storia del WRC, Latvala è stato nominato per succedere a Tommi Mäkinen, che assume il ruolo di Motorsport Advisor di Toyota dal gennaio 2021.

Latvala è stato selezionato da Akio Toyoda, Presidente di Toyota Motor Corporation, per portare continuare a portare la prospettiva di un pilota in un team. Il finlandese lavorerà con Yuichiro Haruna, direttore del progetto, Kaj Lindström, direttore sportivo, e Tom Fowler, direttore tecnico.

Ibrido nei rally, il pericolo del fuoco e i dubbi dei manager

Ibrido nei rally sì, ibrido nei rally no. Che si fa? Come al solito non si fa nulla e si recepisce passivamente l’incedere degli eventi. La Federazione Internazionale dell’Automobile continuerà a correre dietro ai quattrini e agli interessi dei Costruttori. Questi ultimi, numericamente sempre meno, e con in mano i loro smisurati budget da spendere continueranno a fare il bello e il cattivo tempo.

Infatti, Hyundai, Toyota e Ford hanno rispettato il termine per inviare l’adesione alla serie iridata 2022 dove saranno protagoniste le nuove Rally1 Hybrid. Per quanto mi riguarda, ma è solo un’opinione personale che potrebbe anche trovarmi in disaccordo con qualche collega del giornale o con qualche lettore, sono contrario all’elettrico nei rally.

Ibrido è un nome di comodo che la FIA e quei marpioni di alcuni ingegneri meccanici gli hanno dato, per non pronunciare il termine “elettrico”, che inevitabilmente farebbe venire in mente la corrente elettrica e il fuoco. Il fuoco, il peggior nemico di ogni essere umano che resta intrappolato. M’importa ben poco del rumore, se in ballo c’è la vita.

L’ibrido nei rally non piace. Ma sembra lo si debba avere per forza. Ma io sono un cronista appassionato, se volete anche incompetente. Però, il dubbio, in me, si rafforza quando in conferenza stampa, con centinaia di giornalisti collegati, è addirittura Akio Toyoda in persona, numero uno della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association, a dire che “i veicoli elettrici sono sopravvalutati”.

“I veicoli elettrici sono sopravvalutati”. Lo ha detto lui che presiede la Casa che oltre venti anni fa ha inventato questa inutile tecnologia e che ha aggiunto: “Più veicoli elettrici produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica”. Una tecnologia che ha sempre creato dubbi e che non è mai riuscita a fare breccia sul mercato della produzione di serie. Ma Jean Todt e compagni vogliono rilanciare l’elettrico nei rally. Dunque, che si fa? Togliamo l’acqua ai rally, dopo avergli tolto la notte, i chilometri e le mulattiere di montagna? Eppure basterebbe cambiargli nome per risolvere il problema…

Akio Toyoda ha messo sotto i riflettori, per usare parole sue, “l’eccessivo clamore” sulle auto che si attaccano alla spina della corrente e la mancanza di adeguate valutazioni sulle conseguenze di una eventuale adozione della mobilità a zero emissioni. Secondo Toyoda, il sistema collasserebbe.

Dove sta l’equivoco? Nel valutare la sostenibilità di questa tecnologia, i più non prendono in considerazione le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla continua generazione di elettricità e non prendono in considerazione neppure i costi sociali della transizione energetica.

Il presidente della Toyota ha spiegato, facendo un esempio, che il Giappone andrebbe incontro a un blackout nel caso in cui tutto il parco circolante fosse alla spina. Non basterebbero 450 miliardi di euro nel solo Giappone per realizzare un’infrastruttura in grado di sopportare una situazione del genere.

“Quando i politici dicono liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina, capiscono cosa significa?”, si è domandato il manager nipponico ad alta voce, ricordando come il Giappone dipenda fortemente dal carbone e dal gas naturale per la produzione di elettricità. Quindi, la mobilità elettrica rischia di produrre un danno all’ambiente, mentre i rally elettrici rischiano di far chiudere la specialità. E non siamo noi di RS a dirlo.

“L’attuale modello di business dell’industria automobilistica – ha avvertito il presidente di Toyoda – collasserà, determinando la perdita di milioni di posti di lavoro”. Toyoda è contrario all’ibrido, ma gli altri? Manager autorevoli e contrari ce ne sono tanti, alcuni si nascondono però dietro il dito. L’elettrico è un argomento che “scotta” e preferiscono non mettere bocca. Ma se gli si promette di non rivelare a nessuno il nome ammettono che l’ibrido nei rally è pericoloso. Molto pericoloso. Poi c’è chi non ha problemi e dice apertamente e pubblicamente cosa pensa.

Quello che non si capisce bene, invece, è: chi comanda? Chi c’è dietro questa volontà di portare l’ibrido nei rally? Cosa ci guadagna? Se Toyota ed M-Sport sono contrari, qual è la posizione di Hyundai? Perché non si rivaluta la questione, facendo un passo indietro e ripartendo dalle R5? Questo sarebbe l’unico modo reale per abbattere i costi. Ma, probabilmente, in un Mondiale in cui organizzare una gara costa 5 milioni di euro, abbassare i costi è solo una scusa…

Carlos Tavares, amministratore PSA

“Il mondo è folle. Il fatto che le autorità ci ordinino di andare in una direzione tecnologica, quella del veicolo elettrico, è una svolta importante. Non vorrei che tra trentanni si scopra qualcosa che non è così bello come sembra, sul riciclaggio delle batterie, sull’uso dei materiali rari del pianeta, sulle emissioni elettromagnetiche della batteria in situazione di ricarica? Come produciamo più energia elettrica pulita? Come fare in modo che l’impronta di carbonio della batteria elettrica non sia un disastro ecologico? Come fare in modo che il riciclaggio di una batteria non sia un disastro ecologico? Come trovare abbastanza materia prima rara per fare le cellule e le chimie delle batterie nel tempo? Chi affronta la questione della mobilità nel suo complesso? Chi si pone oggi la questione in maniera abbastanza ampia da tenere conto di tutti questi parametri? Mi preoccupo come cittadino perché, come costruttore di automobili, non sono udibile. Tutta questa agitazione, tutto questo caos, ci si rivolterà contro, perché abbiamo preso decisioni sbagliate in contesti emotivi”.

Malcolm Wilson, amministratore M-Sport

“Le auto sono troppo costose, è snaturare il DNA dei rally. Penso sia da pazzi guidare una vettura da un milione di euro sulle strade dissestate dell’Argentina. Bisogna ragionare, perché anche con le vetture attuali lo spettacolo non manca. Il prezzo delle attuali R5, che per intenderci sono le auto che vedete nel WRC2 e WRC3 si aggira sui 190/200 mila euro. A me preoccupa, quello che potrebbe accadere nel 2022, si rischia seriamente di perdere la filiera dei giovani e questo non possiamo permettercelo, il rischio che questi ragazzi dopo il WRC2 si perdano è altissimo, perché andrebbero a sbattere su ostacoli altissimi per mettere in piedi un budget per alcune gare con le vetture della classe regina. Attenzione, però, già al momento i costi sono altissimi, in passato con le vecchie Fiesta eravamo arrivati a vendere anche quattordici auto, mentre negli ultimi tre anni ne abbiamo vendute appena cinque. Quindi la FIA deve decidere il regolamento e ascoltare tutte le voci, non solo alcune. Il rischio che corre il WRC è quello di perdere altre Case, mentre penso sia difficile, che possano esserci nuovi ingressi. Non sono contro l’ibrido, questo potrebbe essere sviluppato sulle R5, abbiamo tante case che hanno questo tipo di vettura. Le auto di oggi sono aggressive, veloci e sexy e dobbiamo continuare su questa strada. Oppure con le R5, magari con ali aerodinamiche più grandi e un sistema ibrido”.

Richard Millener, direttore M-Sport

“Con tutto il rispetto per i piloti, non sono loro che finanziano i programmi. Al momento queste vetture hanno dei sistemi idraulici che costano 40.000 sterline, ma siamo certi di poter offrire un prodotto interessante, sia per chi lo vede sia per chi decide di guidarlo, e dei rally spettacolari anche senza sostenere quei costi. Non vogliamo standardizzarci alla Formula E, dove tutto è uguale per tutti e alla squadra basta solo apporre il proprio marchio sulla monoposto. Il rally è una disciplina che richiederà sempre ingegneria specialistica, ma abbattere i costi è fondamentale per rendere la nostra serie accessibile e garantire la presenza di quattro-cinque produttori negli anni a venire”.

WRC 2021: qualcuno salvi Esapekka Lappi

Per come si prospetta, il 2021 potrebbe non sorridere ad Esapekka Lappi. Appiedato da Citroen nel 2019 e atterrato in M-Sport per il 2020, il giovane e forte pilota finlandese rischia di essere messo all’angolo. Hyundai Motorsport sostiene di avere la formazione al gran completo e Tommi Makinen è l’unico che potrebbe fare miracoli.

Il pilota finlandese ha confermato a Monza di non avere un sedile per il 2021 e neppure una prospettiva. Ha aggiunto anche che, per come stanno attualmente le cose, non prevede di essere al via del Rally di MonteCarlo.

Peccato: con la crisi che sta attanagliando anche il settore dell’automotive e del motorsport, piloti di talento come lui, come Andreas Mikkelsen e come Hayden Paddon, ma anche come Jari-Matti Latvala, rischiano di finire nel dimenticatoio e di essere diventati troppo “vecchi” tra un paio di anni. E se per Jari-Matti potrebbe anche essere ora, per quanto possa ancora dare tanto ai rally, per Lappi, Mikkelsen e Paddon è ancora troppo presto. Ma soprattutto per Lappi.

WRC, Monza: Toyota Gazoo Racing è carica e pronta

“È stato un giovedì piuttosto impegnativo, perché non abbiamo molta esperienza in questo tipo di rally, con il mix di superfici utilizzate qui a Monza – ha detto Tom Fowler, direttore tecnico -. Abbiamo speso il nostro tempo di preparazione a mettere insieme ciò che sapevamo su questa gara, ma c’erano ancora cose da imparare su questo tipo di superfici combinate e non familiari: asfalto molto scivoloso e fango con un’auto asfaltata.

Inoltre, con il tempo che è attualmente previsto per i prossimi tre giorni, desideriamo utilizzare la stessa gomma per quasi tutta la gara e questo non è possibile con il pacchetto che tutti i team hanno per tutto il weekend. Quindi dobbiamo trovare il miglior compromesso. Abbiamo usato lo shakedown come una sorta di test aggiuntivo e abbiamo imparato molto da quello che abbiamo poi utilizzato nella prima parte della gara. È andato molto bene per tutte e tre le vetture, e ora non vediamo l’ora di mettere a frutto le nostre conoscenze nelle PS più lunghe del venerdì”.

Sébastien Ogier

“Come previsto, già questa mattina nello shakedown il grip non era ottimale. Le sezioni fangose ​​diventano particolarmente complicate con il passaggio di più auto. Nello shakedown volevamo capire il controllo della macchina e la gestione delle gomme, perché non abbiamo delle opzioni più veloci per il fine settimana. Per quanto riguarda la prima tappa di questo pomeriggio, sono sempre felice di fare un buon tempo come abbiamo fatto. Erano solo quattro chilometri quindi c’è ancora molta, molta strada da fare, ma finora il feeling è buono e spero che domani si possa continuare così”.

Elfyn Evans

“Stamattina è stato difficile nella prima manche nello shakedown: sono stato preso dal livello di grip e ho patito. Ma il team ha risolto il problema e dopo abbiamo lavorato su diverse opzioni e impostazioni delle gomme. Penso che abbiamo trovato alcuni piccoli miglioramenti. Nella prima tappa di questo pomeriggio forse sono stato un po’ troppo accorto, ma nel complesso è andato tutto abbastanza bene e credo che possiamo essere competitivi durante il fine settimana. Domani sarà difficile: con tutte queste PS intorno al circuito, che ti fanno passare dall’asfalto alla ghiaia al fango, e anche l’asfalto cambia molto, quindi si tratta di leggere il grip più che le note”.

Kalle Rovanperä

“Lo shakedown è stata una bella occasione per capire, e poi la prima PS è servita per cercare di vedere le condizioni. Quando è bagnato la pista è piuttosto scivolosa, ma poi quando si esce dalla pista ci sono dei tratti molto stretti con erba, fango e ghiaia, e quando si sale su questi tratti con una macchina in conformazione asfalto bisogna stare davvero molto attenti. Domani sarà interessante. So che sarà davvero impegnativo, ma cerco di essere il più veloce possibile e cerco di portare punti alla squadra”.

Le grandi sfide: Hyundai vs Toyota con ”scintille” finali

Hyundai in fuga verso il titolo Costruttori. Elfyn Evans vuole quello Piloti. Toyota non ci sta e reagisce. Vuole fare doppietta: chi vincerà il WRC 2020? Andrea Adamo o Tommi Makinen? Elfyn Evans di Toyota oppure Sebastien Ogier di Toyota, che ha rinnovato il proprio contratto e punta motivatamente sia a questo sia a quello in palio nel 2021? Lo sapremo prima di iniziare a fare l’albero di Natale. Di certo c’è che sarà una grande sfida Hyundai vs Toyota.

Lo storico autodromo italiano ospiterà per la prima volta una gara del WRC, sebbene team e piloti conoscano bene il luogo dall’annuale Monza Rally Show. Un vero rally di fine anno non si tiene nell’iconico parco naturale di Monza dal 1978.

Qual è la situazione ora? Hyundai Motorsport punta ad assicurarsi il secondo titolo consecutivo Costruttori del FIA World Rally Championship (WRC) mentre la stagione 2020 giunge alla sua conclusione con la sua settima e ultima prova, il Rally di Monza. Il risultato della Sardegna ha visto il team passare a 7 punti di vantaggio su Toyota, con 43 punti ancora in palio a Monza. Molti dei protagonisti conoscono il circuito, non le stradine dei boschi, con i suoi micidiali alberi.

Infatti, non solo Hyundai Motorsport ha partecipato al Monza Rally Show in quattro precedenti occasioni, ma la Hyundai i20 Coupe WRC è stata ufficialmente lanciata all’evento nel 2016. Quattro anni dopo, tre equipaggi mireranno a ottenere il massimo delle prestazioni dalla vettura mentre affrontano un itinerario monzese rinnovato.

“La formazione della squadra è composta da Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul, Ott Tänak e Martin Järveoja e Dani Sordo e Carlos del Barrio, che cercheranno di aggiungere un’altra vittorie alle tre stagionale della squadra. Ogni equipaggio ne ha vinta una a testa a MonteCarlo, Estonia e Sardegna rispettivamente – fanno sapere dalla squadra -. Tutti e tre gli equipaggi hanno testato la Hyundai i20 Coupe WRC nel nord Italia prima di Monza”.

Tommi Makinen, team manager di Toyota Gazoo Racing
Tommi Makinen, team manager di Toyota Gazoo Racing

Ma anche il Toyota Gazoo Racing World Rally Team è pronto ad agguantare il titolo nell’unica e decisiva gara prevista dal 3 al 6 dicembre. Il team giapponese si recherà in Italia con Elfyn Evans e Sébastien Ogier come i principali favoriti per il titolo piloti, separati da 14 punti in cima alla classifica. “Il titolo Costruttori è anche nel mirino della Toyota, che è appunto a soli 7 punti dal primato. Kalle Rovanperä, attualmente quinto nella classifica Piloti, fornirà ulteriore supporto per il raggiungimento di questo obbiettivo mentre cerca di concludere la sua promettente stagione da rookie”, spiegano in casa Toyota.

Una panoramica del circuito ovale di Monza
Una panoramica del circuito ovale di Monza

Le prove del Rally di Monza si avvalgono dello storico circuito ovale sopraelevato e delle strade di accesso, con alcuni tratti sterrati. Per il suo debutto nel WRC, il rally includerà anche tappe su strade pubbliche di montagna a nord di Bergamo. La data di dicembre indica che è probabile che il tempo faccia parte della sfida, con pioggia, fango e foglie cadute – oltre a temperature fresche – che potenzialmente riducono l’aderenza disponibile. E poi ci sono i micidiali alberi delle stradine interne al Parco Nazionale.

La FIA potrebbe cambiare idea sull’ibrido: ecco perché

Quando alla fine dell’anno scorso sono stati annunciati i nuovi regolamenti tecnici del Campionato del Mondo Rally per le auto Rally1, non c’era ancora la pandemia causata dal SarsCov2. Il mercato dell’auto aveva altri progetti. Le Case portavano avanti fusioni societarie per diventare sempre più presenti in un’ottica di globalizzazione. Poi, la crisi derivata dal Covid-19 ha costretto a rivedere tutti i piani. Il mercato dell’auto è crollato e le aziende hanno iniziato a frenare tutti gli investimenti previsti, per paura che la situazione potesse peggiorare.

Non c’è più lo stesso entusiasmo. I Costruttori del WRC inviano da tempo molti segnali alla FIA, auspicando in un ripensamento dell’ibrido nella massima serie internazionale dedicata ai rally. All’epoca erano necessari cambiamenti chiari, decisivi e progressivi per avvicinare i rally a quello che è il presunto Santo Graal moderno del motorsport: la propulsione alternativa. L’ibrido era davvero una nuova sfida? Era davvero una nuova frontiera? Gli ingegneri dei rally volevano veramente dimostrare di essere riusciti a domare anche la correte elettrica, rendendola “amica”.

In ogni caso, erano altri tempi. In un anno è cambiato il mondo. Lo stesso mercato dell’auto non corre più e, soprattutto, non corre più in quella direzione. La tecnologia ibrida, oltre che potenzialmente pericolosa per l’applicazione pratica nei rally, non è una novità. Basti pensare che Toyota ha aperto la strada nel 1997 con la Prius. La tecnologia ibrida è stata introdotta ventitré anni fa. Più che una novità, viene da pensare che non sapendo dove smaltire le vecchie batterie, si voglia portarle a nuova vita nei rally. Perché fare un salto di ventitré anni indietro?

Vero è che l’attività di marketing nel motorsport di alto livello è diventata sempre più “green”. Infatti, già mentre guardavamo emergere la Formula E con occhi scettici, dovevamo iniziare a capire che da lì a breve sarebbe stata necessaria una propulsione alternativa per i rally. L’entusiasmo iniziale sull’ibrido era legato alla possibilità di vedere coinvolti nuovi Costruttori nel WRC, ma se il rischio è quello di fare scappare anche alcuni dei pochi rimasti, forse vale davvero la pena iniziare a ripensare la previsione se introdurre queste nuove WRC Hybrid per il 2022. Vale la pena ripensare se l’ibrido inteso in questi termini deve essere la propulsione alternativa dei rally, facendo fare alla specialità un salto indietro nel tempo.

La FIA è rimasta sola. Ma a Parigi devono essersi accorti di essere gli unici “mammut” a volere la tecnologia ibrida nei rally e a spacciarla per una novità. Una novità di ventitré anni fa. Pensate un po’ se fosse stata commestibile questa novità… All’inizio c’erano quattro Costruttori coinvolti nel progetto di ibridazione delle auto da rally, ma adesso c’è il reale rischio di trovarsi al via del Rally di MonteCarlo nel gennaio 2022 con soltanto due Costruttori a contendersi le foto fuori dall’Hotel de Paris in Casino Square. Divertente, no?

È abbastanza incomprensibile che un Costruttore che ha investito più di cento milioni di euro nel WRC negli ultimi sei anni possa semplicemente alzarsi e andarsene. Però può capitare. E questo è ciò a cui dobbiamo preparaci se la nave della FIA non dovesse virare in tempo. Poi, inutile dare la colpa al “capitano Schettino” di turno…

Quello che negli anni abbiamo imparato sull’attuale team principal di Hyundai Motorsport, l’ingegnere cuneese Andrea Adamo, è che quando parla vuole essere ascoltato. Non parla a caso o senza motivo. Il signor Adamo parla molto ultimamente e si vede che lo fa perché non è contento della situazione. Si capisce. Si respira nell’aria che gli gravita intorno. Le attuali regole sono state formulate e concordate nei giorni in cui potevamo salutarci tutti con cordiali strette di mano, o abbracci. Quando Corona era solo una birra messicana.

Come si può portare avanti regolamenti che sono stati progettati per essere introdotti in un mercato che già ora ha pochissime somiglianze con il mercato in cui ci troveremo quasi inevitabilmente nel 2022? Se la pandemia globale non avesse cambiato tutte le nostre vite, il panorama commerciale sarebbe stato opportuno per questi regolamenti e avrebbe dato un’enorme visibilità al WRC. Ma la situazione è cambiata radicalmente. L’obiettivo non è più quello. È la sopravvivenza.

Nessuno sa come sarà il mercato automobilistico tra un anno. Ma quello che sappiamo è che le cose non saranno facili per nessuno dei nostri Costruttori e tantomeno per i responsabili marketing che cercheranno sempre più di investire solo in attività in grado di produrre valore. I regolamenti proposti forniscono valore e se non lo fanno, c’è un’opzione, un piano B, con nuovi regolamenti che lo facciano?

È ormai certo che se non dovesse esserci un piano B, Adamo prenderà il suo budget ridotto e lo spenderà in una serie che lui e i suoi responsabili delle attività di marketing riterranno in grado di fornire il giusto ritorno d’immagine. Adamo parla, ma non è una voce solitaria. Più e più volte, anche Malcolm Wilson ha manifestato tante perplessità sull’ibrido. Specialmente sui costi. Wilson aveva manifestato perplessità già quando nessuno sapeva cosa fosse il nuovo coronavirus e a cosa ci avrebbe costretto.

Abbiamo una grande speranza, visto che le persone sono considerabili intelligenti quando sono capaci di cambiare idea. Fino al 2022 c’è tempo. Prima che solo due Costruttori sviluppino auto per un Campionato che potrebbe fare ripiombare i rally in quell’oblio emozionale in cui li aveva trascinati Max Mosley, qualcuno dovrebbe cambiare idea. Già se ne parla di un cambio di idee. E questo è l’aspetto più positivo. Non sarebbe intelligente portare il WRC a un bivio.

La FIA a caccia di combustibili alternativi per le nuove WRC

La FIA e il Promotore WRC stanno ricercando potenziali candidati per mostrare l’ampia gamma di opzioni disponibili in tema di combustibili sostenibili e alternativi. Questa mossa annuncia significative modifiche ai regolamenti tecnici dal 2022, inclusa l’introduzione della tecnologia ibrida. Uno degli obiettivi chiave è migliorare la rilevanza tecnica tra le tecnologie utilizzate nel WRC e le tecnologie utilizzate per migliorare la sostenibilità delle auto di tutti i giorni.

I tre lotti afferenti all’appalto sono i seguenti:

  1. Carburante sostenibile, con il fornitore che produce e consegna un carburante o una serie di carburanti che possono essere utilizzati dai concorrenti di diverse classi nel World Rally Championship.
  2. Marchio delle stazioni di ricarica ibride plug-in nei parchi assistenza.
  3. Produzione e fornitura di energia sostenibile nel parco assistenza per coprire le esigenze degli stazioni di ricarica plug-in delle auto da rally e i requisiti generali di alimentazione del parco assistenza.

Le parti interessate possono richiedere uno o più pacchetti. I potenziali fornitori interessati a fare domanda per tutti e tre i lotti avranno l’opportunità di essere nominati “Official Energy Partner” del WRC. Avranno inoltre la possibilità di mostrare le soluzioni multilivello sviluppate nel campo dell’energia sostenibile, per ridurre le emissioni globali.

Ritardo nei test delle WRC ibride, a breve collaudo del roll-bar

La FIA conferma che non si aspetta che i test delle auto da Rally1 del 2022 (le WRC Hybrid) inizino prima di febbraio del 2021, ben un mese dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. Il fornitore ibrido Compact Dynamics sostiene di avere avuto un problema di normale amministrazione, ma che porterà a questo ritardo. La Federazione ha confermato che il test finale per il roll-bar – la nuova “gabbia” sarà comune a tutte le vetture Rally1 dal 2022 – è prossimo e dovrebbe essere firmato per l’approvazione alla riunione di dicembre del World Motor Sport Council.

Parlando dell’introduzione della nuova generazione di vetture WRC Hybrid, la FIA ha spiegato che: “I test dei prototipi di sviluppo delle vetture Rally1 dovrebbero iniziare nel febbraio 2021. Saranno caratterizzati da un sistema ibrido da 100 kilowatt progettato per alimentare l’auto su sezioni stradali”.

“I regolamenti tecnici finali Rally1 approvati dal World Motor Sport Council forniscono dettagli su ulteriori caratteristiche di sicurezza che saranno incorporate nelle vetture che gareggiano nel livello più alto del WRC a partire dal 2022”. Riferendosi al nuovo roll-bar, è stato spiegato: “Ci sarà una nuova integrazione in termini di roll-bar dietro il pilota e il copilota per aumentare ulteriormente la resistenza durante un ribaltamento, mentre saranno rafforzate le barre delle porte per fornire una protezione aggiuntiva in caso di impatto laterale.

Inoltre, sono state chiarite le normative sui motori per la nuova era del WRC. La valvola dell’aria verrà rimossa dal sistema anti-lag con l’intento di semplificare le regole e ridurre i costi. La FIA ha anche confermato l’uso di due motori – anziché tre – per equipaggio nella prossima stagione. Con un programma di dodici eventi provvisoriamente progettato per il 2021, ogni motore deve durare sei rally, un leggero aumento rispetto alle regole del 2020 nonostante un minor numero di eventi rispetto al calendario originale di quest’anno.

Kalle Rovanpera: 20 anni e 12 di carriera sulle spalle

L’1 ottobre 2020 Kalle Rovanpera compie vent’anni. E venti anni prima, proprio mentre Rovanpera Junior veniva alla luce, per la prima volta Sebastien Loeb arrivava tra i primi dieci in una competizione di Campionato del Mondo. Quel nono posto assoluto al Tour de Corse 2000 fu un risultato eccezionale per un ex-ginnasta alla sua quinta gara del WRC. Una coincidenza? Chissà, sta di fatto che la Toyota Corolla WRC che Loeb stava guidando sull’isola francese il giorno in cui nasceva Rovanpera Junior è esattamente la stessa vettura (telaio 630 K-AM 608, originariamente costruita per Didier Auriol per vincere il Rally di Cina 1999, fonte (Mull Rally Duncan Brown) con cui il padre di Kalle, Harri, aveva concluso terzo al Rally 1000 Laghi di 42 giorni, cioè quando mancava poco più di un mese alla nascita di suo figlio.

La storia di Kalle ha affascinato tantissimi appassinati negli ultimi dodici anni. Per quanto sia strano parlare degli ultimi dodici anni di carriera di un pilota di rally che l’1 ottobre 2020 ha compiuto vent’anni, di cui tanti trascorsi sui laghi ghiacciati con La Toyota Starlet, appeso al volante con i blocchi sui pedali. Quello era Kalle Rovanpera nei rally a dodici anni. Anche nell’inverno del 2008, il talento naturale era evidente mentre l’auto veniva lanciata da una curva all’altra e controllata magnificamente con l’acceleratore.

A proposito, la derapata controllata è qualcosa che Rovanpera ha imparato mentre altri ancora guardavano i cartoni animati. Una volta che il furore si è placato, tutto è andato abbastanza bene. E del giovanotto si è saputo poco e nulla. Ma la stella era quasi pronta ad iniziare a brillare.

Durante la sua adolescenza, protetto dai genitori, a Kalle Rovanpera viene consegnata una Citroen C2 R2 Max per sostituire nei rally l’ormai stanca Toyota, che ha pure la tosse. Nel 2014, lotta tra le due ruote motrici contro BMW 328 e Renault Clio. Il settimo posto assoluto al Rally Aluksne 2015 è il momento del risveglio. Quella volta è perfetto con la C2 e torna alla gara lettone dodici mesi dopo, non avendo compiuto sedici anni, al volante di una Skoda Fabia S2000 centrando il successo assoluto. E non vince per poco.

Se il 2016 è iniziato bene, è finito incredibilmente meglio con un indimenticabile debutto nel WRC. Al Memorial Bettega chiude secondo dietro a Elfyn Evans, entrambi alla guida di Ford Fiesta RS WRC. Un anno dopo torna e vince. Poi sarà l’adolescente Oliver Solberg a farsi dedicare alcuni titoli dei giornali mentre ripete l’impresa di Kalle con il secondo posto di categoria al suo debutto nel WRC. Entrambi battono Teemu Suninen.

A diciassette anni si può guidare su alcune strade e Rovanpera esordisce al Rally GB. E subito comprende le dimensioni del passo che sta facendo, quando scivola via il primo pomeriggio con la Ford Fiesta R5. Colpa del fango Myherin. Quindici giorni dopo arriva un risultato nella top ten del WRC e la prima vittoria nel WRC2 al Rally di Australia. Da allora, lo arruola Skoda e lui immagazzina esperienza, velocità e fiducia.

Ma prima ancora di firmare per l’azienda ceca, il suo pensiero vola all’accordo con Toyota. Kalle ha testato una Yaris WRC nel 2016. All’età di sedici anni. È stato un test di resistenza su un’auto molto aggressiva, ma comunque… Due rally nella sua carriera a tempo pieno nel WRC ufficiale e arriva il primo podio al Rally di Svezia. Se non fosse stata una foratura, è del tutto plausibile che avrebbe vinto il Rally di Estonia, la sua quarta partenza nel WRC con la Yaris WRC. Preparatevi, quello che vedrete sarà ancor più bello.

WRC addio: Makinen lascia il programma Toyota nel Mondiale

Il tempo di Tommi Makinen a capo del programma Toyota nel Mondiale WRC è arrivato al capolinea terminerà dopo questa stagione. Il Costruttore giapponese ha confermato la notizia e annunciato che dopo Makinen il suo impegno nel WRC sarà gestito dalla Toyota Gazoo Racing Europe, ma non ha specificato il nome del sostituto del quattro volte campione del mondo rally.

Il team WRC continuerà a gestire la ricerca e lo sviluppo, che restano ad rimanenti a Jyvaskyla e la costruzione e la preparazione delle auto assemblate a Tallinn. Entrambi i siti, infatti, sono stati acquisiti da Toyota. Il quattro volte campione del mondo Makinen passerà a un ruolo di supervisore e consulente esterno per gli sport motoristici presso Toyota Motor Corporation a partire da gennaio 2021.

Tommi Makinen ha detto che il suo lavoro di costruire la squadra è stato fatto. “L’obiettivo del progetto Toyota WRC era quello di riavviare l’attività nei rally del Mondiale in modo efficace con un’organizzazione flessibile che solo una piccola azienda può raggiungere”, ha spiegato.

“Sono felice di dire che questo obiettivo è stato raggiunto ed è tempo per me di passare a nuove sfide, ma sempre con Toyota. Voglio ringraziare Akio Toyoda per avermi dato fiducia in questo progetto e per averci sostenuto fino in fondo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti insieme. Non vedo l’ora di continuare il lavoro con lui, progettando il futuro della Toyota nel motorsport più in generale”. Il riferimento, inevitabile, va ai programmi in pista.

“Siamo felici che, come previsto, Toyota abbia deciso di rilevare il programma WRC che abbiamo costruito insieme e sono anche molto felice del modo in cui Toyota fornisce ai nostri esperti una casa stabile e un futuro all’interno di Toyota Gazoo Racing World Rally Team. Per me è una buona notizia che le operazioni rimangano a Jyvaskyla e Tallinn, mentre Toyota Gazoo Racing Europe prende la squadra sotto la sua ala protettrice”.

Tommi Makinen su Ott Tanak: ”Sembra stupido e antisportivo”

Si tratta di un dopo Rally di Turchia infiammato. Tommi Makinen, team principal della Toyota, attacca Tanak e definisce “assolutamente stupida” la decisione del pilota ufficiale di Hyundai Motorsport di guidare appositamente piano nella lunga prova di Cetibeli. Tanak – che è il campione del mondo rally in carica, titolo che ha vinto proprio grazie a Toyota Gazoo Racing, prima di lasciarsi attrarre dall’assegno di Hyundai Motorsport – ha montato gomme più morbide per il giro finale e aveva bisogno di preservare le Michelin per la powerstage.

Questo “giochetto” strategico, che è assolutamente una furbata, non è piaciuto all’ex capo di Tanak che non le ha mai mandate a dire e adesso ancor di meno: “Quello che ha fatto Ott Tanak lo ha fatto sembrare assolutamente stupido e antisportivo”, ha detto Tommi Makinen, che ha aggiunto: “Non mi piacerebbe vedere questo genere di cose nella mia squadra, ma purtroppo c’è una possibilità che lo facciano altre squadre”.

“Sono stato assolutamente sorpreso di vederlo andare così lentamente. Per me è stata una grande sorpresa. Non c’è spazio per questo. Questo sport non consente determinate strategie. Non accettiamo quel genere di cose in Toyota e sono sicuro che Sebastien Ogier non accetterebbe mai di farlo”. Tanak è stato l’unico pilota a correre con l’opzione media della Michelin, e spingere al massimo nella seconda manche della tappa più lunga e ardua dell’evento avrebbe distrutto la gomma.

Il vincitore del Rally Estonia, che ha gareggiato di nuovo domenica dopo essersi ritirato sabato mattina, è stato il secondo più veloce nella finale di Marmaris. ha preso 4 punti. Per quattro decimi di secondo i cinque sono andati a Neuville. Dopo aver fatto questo ”giochino” ai soli fini di rastrellare più punti, a prescindere da come andava realmente la gara, il campione del mondo rally, Tanak, si sarebbe rifiutato di commentare con DirtFish le opinioni del suo ex team principal. Quando si dice sportività…

Pucci Grossi: ricordo di un grande campione di rally

Era il 20 agosto 2016, quando un malore improvviso ci rendeva tutti orfani di Pucci Grossi, che ancora una volta seguiva la sua passione: i motori. Se ne andava così, maledettamente in punta di piedi e circondato dal silenzio dei boschi, il campione riminese, di 59 anni. Conosciutissimo anche per la sua attività di albergatore, alla guida dell’Hotel National.

La tragica notizia ha fatto velocemente il giro del mondo, dando il via a messaggi di cordoglio e di dolore. Il 20 agosto è lo stesso giorno in cui ci lasciava, anni prima, Massimo Ercolani. L’incidente di Pucci Grossi è avvenuto nelle ore del primo pomeriggio di quel caldo mese di agosto, lungo le strade e i tornanti di Badia Tedalda in provincia di Arezzo, più precisamente Val di Brucia, in una zona che chi la conosce definisce molto impervia.

Pucci Grossi faceva parte di un gruppo di centauri che si stava allenando in sella a moto da enduro. L’allarme giunto al pronto soccorso “parlava” di un uomo deceduto in una scarpata. Mentre gli escursionisti si trovavano lungo il sentiero numero 19 e durante una sosta, Grossi si è sentito male, cadendo nella scarpata proprio in seguito al malore. Albergatore e rallysta di grande esperienza ha fatto sognare decine di appassionati a bordo di Lancia Delta HF, Toyota Celica e Corolla WRC e tante altre auto da rally.

Il suo primo titolo iridato porta la data del 1993, mentre è del 2009 il suo settimo e ultimo alloro. Commentando in quell’occasione i suoi molti anni di attività, Grossi ricordò il numero dei titoli vinti e disse: “Sono sette come quelli di Schumacher”. Non poteva sapere e neppure immaginare… In seguito ha avuto ruoli importanti anche nella Federazione, in particolare occupandosi della sicurezza dei rally, un tema che sentiva molto suo, soprattutto nei confronti dei giovani piloti e in ricordo degli amici persi.

La Toyota GR Yaris WRC Plus e il test misterioso

Durante il terzo giorno di test in Finlandia, in vista del Rally di Estonia, c’è stata una apparizione misteriosa: ha fatto la sua comparsa la nuova Yaris WRC Plus, la versione basata sulla GR, che ha girato con Elfyn Evans e Takamoto Katsuta al volante. Nei giorni precedenti avevano testato Rovanpera e poi Ogier, ma con la normale Toyota Yaris WRC Plus, per preparare il prossimo appuntamento del WRC 2020.

Invece, nell’ultima giornata di test è ricomparsa la GR Yaris WRC Plus. Il team ha preferito non commentare, anche se i componenti di TGR si sono ritrovati sotto una raffica di domande, poiché il suo sviluppo per il 2021 è stato ufficialmente interrotto il mese scorso. Domandare è lecito, rispondere è cortesia, sia sa…

I dubbi che si ingenerano, d’altronde, sono tanti. Due su tutti: Questa nuova sessione di test per la vettura potrebbe corrispondere all’inizio dei test per il 2022? Quindi la vettura ibrida che Toyota intenderebbe schierare nel WRC 2022 potrebbe essere una evoluzione della Yaris?

Ott Tanak sulla Toyota Yaris WRC al Rally Estonia 2018

L’attuale auto da rally Toyota si basa sulla Toyota Yaris XP130 ed è la prima vettura con cui la Toyota ha gareggiato nel WRC da quando si è ritirata dal Campionato del Mondo Rally alla fine della stagione 1999 per concentrarsi sui prototipi di Le Mans e sui programmi fallimentari della Formula 1.

Entrata in fase di test di sviluppo nel marzo 2014, in anticipo rispetto al debutto nella stagione 2017, è stata curata e seguita dal quattro volte campione del mondo di piloti Tommi Makinen e dagli ingegneri di Toyota Gazoo Racing WRT . L’auto ha fatto la sua prima apparizione pubblica a maggio 2016 durante i test a Palokka-Puuppola , con Makinen e Juho Hanninen alla guida.

Toyota Gazoo Racing ha vinto il Campionato del Mondo Rally Costruttori 2018, mentre Tanak e Martin Jarveoja hanno vinto il Campionato del Mondo Rally Piloti e Copiloti 2019. Da tempo si attende l’erede della Yaris, che doveva essere la GR Yaris WRC nel 2021, o la sua evoluzione ibrida per il 2022.

WRC 2021: Makinen tratta la riconferma di Ogier in Toyota

Sono ufficialmente partite le trattative per il rinnovo dell’ingaggio di Sebastien Ogier in Toyota Gazoo Racing per la disputa del WRC 2021 con la nuovissima Toyota Hybrid Rally1. Nelle settimane scorse, il secondo campione francese di record WRC aveva esternato la voglia di continuare, di non chiudere la sua carriera alla fine dell’anno horribilis dell’umanità. E per la verità anche Tommi Makinen aveva rilasciato dichiarazioni che lasciavano presagire una probabile conferma.

Adesso che il lockdown mondiale ha allentato la presa Sebastien Ogier e Tommi Makinen hanno iniziato a parlare di futuro insieme, dentro Toyota Gazoo Racing World Rally Team per tutta la stagione 2021 del WRC. Anche i siti Rallit.fi (Finlandia) e Delfi.ee (Estonia) confermano che le trattative sono in corso e che lo stesso Makinen non lo nega. “Non posso confermare che la continuazione sia certa al 100%, ma così appare al momento”, ha detto Makinen.

Sebastien Ogier, nato a Gap il 17 dicembre 1983, è stato campione del mondo rally nel 2013, 2014, 2015 e 2016 con la Volkswagen Motorsport, nel 2017 e 2018 in forza alla M-Sport alla guida della Ford Fiesta WRC. Ha inoltre vinto il Junior World Rally Championship nel 2008 e nel 2011 ha corso per il team Citroen ufficiale con una DS3 WRC. Il suo copilota è il connazionale Julien Ingrassia.

Ogier ha vinto il “Volant Peugeot-Rallye Jeunes” nel campionato rally francese con la Peugeot 206 nel 2007 che metteva in palio una stagione da “ufficiale” FFSA e l’anno successivo si trasferì a competere a pieno nel Junior World Rally Championship guidando una Citroen C2 S1600 per l’Équipe de France FFSA. Da lì è decollata la sua carriera.

Programma ridotto per Katsuta con Toyota nel WRC

Programma ridotto per Takamoto Katsuta, veloce pilota junior del team Toyota Gazoo Racing, che disputerà quest’anno solo quattro delle restanti cinque gare del WRC 2020. Il pilota giapponese, che in origine doveva disputare otto gare con la Yaris WRC Plus, ha avuto un buon inizio nel 2020, finché si è potuto correre, finendo settimo al Rally di MonteCarlo e nono a quello di Svezia. Ora, Katsuta non vede l’ora di essere al via in Estonia. Ed è più che comprensibile.

Il supervisore del programma Toyota Gazoo Racing Rally Challenge – il quattro volte campione del mondo rally – Tommi Makinen ha detto che non vede l’ora di vedere in azione il suo “pupillo” dagli occhi a mandorla. “Non vediamo l’ora di riprendere la stagione 2020, che purtroppo si è interrotta in Messico, e sono davvero molto felice che avremo di nuovo Takamoto con noi per il Rally di Estonia. È una manifestazione che dovrebbe adattarsi alla sua esperienza di corse, alle sue caratteristiche e ai suoi punti di forza. Allo stesso tempo, sarà il suo primo rally WRC dopo molti mesi di stop forzato, quindi non ci aspettiamo riesca a dare il massimo”.

Katsuta sarà navigato dal britannico Dan Barritt. “Sono contento che il WRC può ripartire da agosto e con lui il mio programma. Correrò in Estonia, nuova gara entrata a far parte da poco nella famiglia dei rally iridati. Sono grato per questa opportunità – ha detto Katsuta -. Durante questo periodo, senza alcun rally, mi sto concentrando sul mio allenamento fisico e sugli e-Sport per assicurarmi di essere nelle migliori condizioni per tornare alle competizioni”. Come parte della sua preparazione per la seconda metà della stagione, Katsuta affronterà anche il Kokkola-ralli in Finlandia l’1 ° agosto.

Toyota, test in Finlandia con Rovanpera, Evans e Ogier

Sono iniziati il 16 giugno 2020 i test di Toyota Gazoo Racing sulle strade della Finlandia. Per quattro giorni, fino al 19 incluso, si alternano Kalle Rovanpera, Elfyn Evans e Scott Martin. Il team diretto da Tommi Makinen non ha dovuto fare tanta strada per questa sessione di test, visto che è stata organizzata vicino ad una delle due sedi, Puuppola, mentre l’altra è in Estonia, a Tallinn.

Questi test di Toyota sulle strade amiche della Finlandia sono finalizzati a togliere di dosso dai piloti l’inevitabile ruggine dovuta all’inattività di quasi tre mesi senza competizioni. Al volante della Toyota Yaris WRC il primo a testare è stato Kalle Rovanpera, affiancato da Jonne Halttunen, poi è toccato ad Elfyn Evans e Scott Martin, oltre che ai sei volte campioni del mondo Seb Ogier e Julien Ingrassia.

I tre equipaggi usano la Toyota Yaris WRC Plus 2017. Non è previsto l’impiego della GR Yaris WRC, che adesso rischia di finire direttamente nel museo Toyota senza correre nel 2021. Il 19 giugno, ultimo giorno di test per Toyota Gazoo Racing, si riusnisce il Consiglio Mondiale FIA e ratificherà novità importanti per quanto riguarda il WRC 2020 e i test.

Stop ai test della GR Yaris, priorità alla Toyota Hybrid Rally1

Stop ai test della GR Yaris WRC Plus per dare priorità alla Toyota Hybrid Rally1. Il sospetto è diventato certezza e ha preso forma. Toyota Gazoo Racing, per salvaguardare dalla crisi economica i propri obiettivi e portare avanti lo sviluppo della Toyota Hybrid Rally1, interrompe i test di sviluppo della GR Yaris WRC Plus che avrebbe dovuto invece debuttare già nel 2021. E pensare che poche settimane fa, Tom Flower, il papà della vettura da rally giapponese, aveva assicurato tre Yaris WRC in tre anni (ora diventano due).

La vettura aveva fatto più di un test nel corso di questo 2020, prima dell’arrivo della pandemia da nuovo coronavirus, ma i lockdown e la crisi che ne è derivata hanno letteralmente mandato in tilt i piani dei giapponesi. Toyota voleva sostituire l’attuale versione della Yaris alla fine del 2020, sostituendola con la GR Yaris, lanciata sul mercato già da qualche mese e fortemente bisognosa di una spinta pubblicitaria. Ciò nonostante, bisogna sospendere questo impegno per non mettere a rischio tutto il resto. Per completare almeno due vetture e svilupparle in meno di 24 mesi verrebbero richiesti investimenti troppo elevati.. Dunque, Stop allo sviluppo della GR Yaris WRC Plus.

La pandemia da Covid-19 ha costretto il team giapponese a rivedere tutte le priorità. La GR Yaris non correrà nel 2021, non potrebbe essere sufficientemente e quindi non sarebbe competitiva e affidabile per poter sostituire il modello attuale. La pandemia da nuovo coronavirus ha fatto desistere gli acquirenti di nuove vetture anche nello sport. A questo punto, in Toyota pensano di risparmiare qualcosa in vista degli investimenti richiesti per la nuova auto della Rally1, che verrà introdotta nel 2022.

Anche se la GR Yaris WRC non sarà più sviluppata nei prossimi mesi, i dati raccolti durante i test effettuati saranno impiegati per la preparazione della Toyota Rally1 del 2022. Il team, all’interno del quale già si parla di una riconferma di Sebastien Ogier, continuerà ad correre con l’attuale vettura anche nel 2021, che verrà regolarmente evoluta con nuovi aggiornamenti in base alle necessità sino a novembre 2021. Poi, da dicembre 2021, sarà sostituita dal nuovo modello di Toyota Hybrid Rally1 che debutterà al Rally MonteCarlo 2022.

Tommi Makinen: ‘Nel 2021 voglio Ogier su Yaris WRC’

Toyota Gazoo Racing pronta ad iniziare le trattative per il rinnovo dell’ingaggio a Sebastien Ogier nel WRC 2021. Già questa settimana è previsto l’annuncio della riconferma del campione francese in Toyota. Anche il team manager finlandese Tommi Makinen ha chiarito la sua posizione: “Voglio Ogier su una Yaris WRC nel 2021”.

Ogier aveva programmato di ritirarsi dal WRC alla fine del 2020, ma il sei volte campione ha già ammesso che la stagione 2020, rovinata dal coronavirus di quest’anno non è proprio il modo in cui vorrebbe lasciare lo sport che tanto gli ha dato e a cui è tanto grato. Makinen inizierà le trattative con Ogier durante questa settimana di test per la squadra giapponese.

“Certo, questa decisione non è solo mia”, ha confermato il finlandese, “dobbiamo parlare con i vertici, ma non vedo davvero l’ora di proporre Seb. Avrò un posto per lui in macchina l’anno prossimo”. Di questo Makinen pare certo, così come è sicuro che negli ultimi tre mesi Ogier abbia perso tempo. Ovviamente, per colpa del fermo gare.

“Quando smisi di correre – ha aggiunto Makinen – dopo un anno ho capito che mi ero fermato troppo presto. Forse Seb sta già provando questo tipo di sentimenti”. Pare di sì, visto le sue ultime dichiarazioni dei giorni scorsi. “Certo, non mi sarei mai aspettato un anno simile per finire la mia carriera – ha detto Ogier -. Vediamo cosa sta succedendo quest’anno, ma se la stagione dovesse essere tagliata a metà, sicuramente potrei prendere in considerazione l’idea di fare ancora un anno di WRC”. Gli altri due piloti della Toyota, Elfyn Evans e Kalle Rovanpera, hanno entrambi un contratto di due anni con la TGR.

WRC, tre diverse Toyota Yaris in tre anni: parola di Tom Fowler

Toyota e il suo direttore tecnico, Tom Fowler, sono fiduciosi nell’evoluzione della Toyota GR Yaris WRC fino al 2021. I test sono iniziati a febbraio, ma sono stati interrotti ad aprile quando la FIA ha implementato il divieto per la pandemia di Covid-19. Nonostante la mancanza di progressi per la GR Yaris, il campione Costruttori 2018 è fiducioso sul fatto che lo sviluppo della vettura stia procedendo per il verso giusto.

I test contro la Yaris WRC del 2020, l’auto attualmente in testa sia Mondiale Piloti sia a quello Costruttori, hanno dimostrato che il ritmo della vettura che sarà usata nel 2021 è esattamente dove si sperava che fosse. Anzi, dove sperava che fosse il direttore tecnico, Tom Fowler.

“Dopo alcuni lavori effettuati sulla nuova Toyota Yaris WRC, abbiamo fatto altre corse basate sulle prestazioni in Spagna durante il test Rally Guanajuato Messico a marzo”, ha detto Fowler. “Normalmente quando stiamo facendo un test come questo, con qualche sviluppo particolare, staremmo in strada il più possibile. Ma ora non è possibile”.

“Dopo il test del Messico, una volta che eravamo sicuri che la nuova Toyota Yaris WRC stesse arrivando al giusto livello, abbiamo iniziato a fare quelli che in gergo chiamiamo test “back to back” con la macchina attuale. Abbiamo avuto alcuni risultati molto positivi nel back to back. In sintesi, non è ancora al top, ma siamo molto vicini al raggiungimento di uno sviluppo complessivo ottimale”.

Un terzo telaio GR Yaris WRC è in fase di completamento presso lo stabilimento TGR in Finlandia. L’auto si basa sulla nuovissima Toyota Y quattro ruote motrici. Significa che in Toyota correranno tre diverse vetture WRC in tre anni, con l’attuale Yaris sostituita dalla GR Yaris nella prossima stagione e l’auto ibrida 2022 che arriverà un anno dopo.

WRC 2022: come saranno le nuove vetture Rally1

La prossima generazione di vetture Rally1 – quelle che attualmente chiamiamo WRC – continuerà a dare spettacolo nella stessa identica maniera del 2019 e si spera del 2020 e 2021. E non sarà poi così rivoluzionaria come si è pensato nei mesi scorsi, quando addirittura la FIA era arrivata a vagliare i motori delle vetture R5, inducendo i più creduloni a pensare che l’obbiettivo fosse realmente il contenimento dei costi.

Cosa cambia? Si rende il vertice del rallismo internazionale più accessibile a diversi altri Costruttori interessati. Le auto Rally1 2022 saranno le prime ad includere la tecnologia ibrida nel WRC, ma continueranno a somigliare in tutto a quelle attuali. Infatti, seppure ci sia in atto un importante cambio regolamentare, i propulsori resteranno quelli attuali delle WRC Plus.

Quando, la FIA ratificò le regole attualmente in vigore, con i primi grandi cambiamenti, era il 2017 e un messaggio chiaro fu lanciato: vetture che sembrino vetture. Anche in questo caso sarà così. Le auto manterranno il loro stile aggressivo e aerodinamico, seppure con delle rinunce posteriore.

Le nuove vetture Rally1 rimarranno a quattro ruote motrici, ma con un sistema di trasmissione semplificato, con cinque marce e senza differenziale centrale attivo. Sono consentite al massimo sei trasmissioni per auto all’anno. Le sospensioni saranno anche meno complesse e presenteranno una corsa delle ruote più breve e ammortizzatori, mozzi, supporti del mozzo e barre anti-rollio semplificate.

Il raffreddamento a liquido dei freni non sarà più consentito e il serbatoio del carburante sarà più piccolo. “L’accessibililità delle normative Rally1 consentirà rapidamente ai Costruttori di lottare per la vittoria, mentre la parità delle prestazioni contribuirà a garantire una forte concorrenza tra i migliori piloti del mondo”, spiega la FIA.

“Questi nuovi regolamenti sono il risultato di mesi di rigorose analisi e indagini da parte del team di esperti della FIA in stretta collaborazione con i Costruttori del WRC, con tutti i costi di progettazione necessari per dimostrare un vantaggio tangibile, senza perdere l’etica del mantenimento di prestazione di linea”. Sarà, ma non sembrerebbe, se la matematica non è un’opinione.

Ulteriori dettagli sulle normative sui motori, sulle specifiche della tecnologia ibrida e sui risultati delle gare d’appalto attualmente in corso per realizzare componenti omologabili con specifiche 2022 saranno discussi alla riunione della Commissione WRC di maggio, in vista della potenziale firma al WMSC di giugno in Tailandia.

Ogier, Evans e Rovanpera sono entrati in contatto con la Evo

Dopo aver effettuato i primi test in Finlandia, sulla neve, all’inizio di febbraio, Toyota Gazoo Racing ha testato in Spagna per prepararsi al Rally del Messico con Sebastien Ogier, Elfyn Evans e Kalle Rovanpera. La squadra diretta da Tommi Makiinen ha colto l’occasione della spagnola per rilanciare sullo sviluppo ormai a buon punto della Yaris WRC 2021.

I tre piloti ufficiali che si sono concentrati sulla stagione WRC in corso hanno trascorso diversi giorni al volante della Yaris WRC Plus entrando in contatto con la Evo, anche se lo sviluppo della nuova auto è attualmente affidato a Juho Hänninen.

70 Orlando R: dedicato da Sergio Remondino a Orlando Redolfi

Sì, perché la prima parte della storia di Orlando Redolfi è stata tracciata in un bel libro titolato ‘La Traiettoria: le trentacinque stagioni nell’automobilismo di Orlando Redolfi’, firmato da Paolo Calovolo e pubblicato nel 2006, con la prefazione di Roberto Calderoli.

Ma da quel momento ‘Orlando R.’ ne fa ancora di strada e continua a mietere successi, uno dietro l’altro, a volte in coppia, nei rally e in pista, confermando sempre più di essere il mago delle Porsche. “Ho conosciuto Orlando Redolfi al Rally di Alba del 1980 ed è uguale ad allora”.

A scriverlo, questa volta, è Sergio Remondino nella prima riga della sua ultima fatica: 70 Orlando R. Il libro dedicato ai settant’anni del preparatore di Pedrengo, nel Bergamasco, che ripercorre in trecento e venti pagine la gloria delle vetture, dei piloti e dei meccanici che ogni giorno lavorano a fianco a lui.

Dodici anni che iniziano nel 2006 – stagione che vede le creature di Redolfi vincere due titoli nei rally, con dieci successi, e diciotto gare vinte in pista (Le Mans Endurance Series compresa) e otto nella velocità in salita – e arriva fino al 2018 con due titoli, due vittorie nei rally, venti in pista, e cinque successi in salita.

Una storia, quella di questi ultimi dodici anni tracciati da una firma autorevole come quella del giornalista torinese, che non può prescindere (e, infatti, non lo fa) da quella precedente, che ha inizio nel 1967. Sul finire degli anni Sessanta, quando giovanissimo e già molto promettente come meccanico, “l’Orlando” viene invitato a un corso tecnico di aggiornamento dalla Porsche, a Weissach.

È questa la svolta decisiva, il primo capitolo di un’avventura meravigliosa destinata a proseguire con le prime preparazioni in proprio, i successi ottenuti con le sue vetture da Carlo Fabbri e Nick Busseni, quelli raggiunti guidando personalmente le proprie “belve”.

Fino ai successi vissuti lavorando su Mercedes e Toyota: gli unici due Costruttori con i quali Redolfi ha scelto di lavorare al di fuori di Porsche, marchio al quale è legato da rapporto lungo quasi cinquant’anni. Un libro da leggere con calma e con attenzione, da sfogliare per ammirare immagini straordinarie, per conoscere e comprendere in fondo la storia di un uomo che ha fatto la storia.

Con le prime trenta pagine che grondano di storia e aneddoti, ricordi sui “suoi” piloti, come Christian “Toto” Wolff, poi divenuto top manager della Mercedes AMG F1 più volte campionessa del mondo. Uno di quei grandi protagonisti del circus della Formula 1 che al suo “vecchio maestro” ha pubblicamente dedicato un pensiero da incorniciare.

Gli insegnamenti di Orlando Redolfi in F1

“Da Orlando Redolfi ho imparato, correndo per il suo Team Autorlando Sport, gran parte del metodo che sto applicando in Mercedes AMG Formula 1: grande concretezza, lavoro incessante e assolute priorità agonistiche per poter disporre sempre di vetture veloci, competitive e vincenti!”, erano state le parole del dirigente Mercedes AMG. Pagine che passano attraverso l’incontro con Nick Busseni: “Ci siamo conosciuti qui da me, ha provato una delle mie Porsche e non ci siamo più lasciati”.

70 Orlando R. è il riconoscimento definitivo alle capacità e alla straordinaria passione per questo lavoro che Orlando Redolfi ha trasmesso alla figlia Rossella, oggi alla guida del ramo motorsport, mentre suo marito Ruben Gherardi da 20 anni è il responsabile dell’officina stradale dell’Autorlando Sport.

Autorlando Sport che è spesso meta di pellegrinaggio degli amanti delle quattro ruote e dei porschisti disposti anche a sorbirsi viaggi di oltre 10 mila chilometri per far preparare la propria gran turismo dal “Preparatore per eccellenza”, come avvenuto per un appassionato giapponese, per uno australiano, per diversi americani e russi.

Amanti del volante e della storia dell’automobilismo che a Pedrengo si mischiano in officina ai clienti. Persone che spesso, entrando nella factory alle porte di Bergamo, non immaginano neppure di poter avere, grazie al senso dell’ospitalità semplicemente squisito di Orlando e Rossella Redolfi, la possibilità di compiere uno straordinario viaggio nella storia dell’auto sportiva.

Scendere con loro, nella veste di straordinari Ciceroni nei depositi che ospitano decine di vetture preparate dal 1970 in poi, tra cui le “belve” che hanno reso famoso il preparatore lombardo e che Remondino racconta fotograficamente e tecnicamente nell’ultimo capitolo intitolato appunto: Le 14 auto di Orlando.

Racconti di mura che custodiscono un meraviglioso museo, che prima o poi potrebbe diventare realmente tale mettendo in mostra, le vetture con le quali grandi rallysti hanno dominato gare su asfalto e su terra, in mezzo mondo. Vetture come le Porsche 914/6, 911 SC e 924 Turbo Carrera GT, ma anche Celica ST185, fino alla gloriosa Mercedes 190 con la quale Orlando Redolfi in persona vinse una Coppa Italia.

Memorie dalle quali è difficile separarsi, un po’ per gli abitacoli resi strettissimi dai roll-bar, ma anche per l’incredibile capacità di Redolfi di regalare emozioni in ogni parola pronunciata. Gli ultimi dodici anni dell’attività sportiva di Redolfi sono inseparabili dai precedenti, perché annodano un’esperienza di lavoro lunghissima, frutto di continui aggiornamenti.

Quegli stessi aggiornamenti che Orlando Redolfi era andato a cercare, appena diciannovenne in Germania e che poi, come si conviene ad un vero leader e non ad un semplice capo, è riuscito a trasmettere ai propri collaboratori. Insegnando loro come nessun traguardo sia irraggiungibile per chi ama il duro lavoro, la dedizione e la competenza.

Come quella di Orlando Redolfi che da decenni continua a raggiungere limiti inavvicinabili per tutti gli altri. Il libro può essere ordinato tramite mail scrivendo all’indirizzo competizioni@orlandor.com o attraverso la pagina ufficiale Facebook 70 Orlando R.

la scheda

70 ORLANDO R

Autore: Sergio Remondino

Copertina: rigida

Pagine: 324

Immagini: circa 800 a colori

Dimensioni: 21 x 29,7 centimetri

Editore: ArtWork

Prezzo: 60 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

Rallying 2018: i più bei colori del WRC nelle foto McKlein

Il World Rally Championship si è ulteriormente migliorato. Il 2018 sarà ricordato per le avvincenti battaglie per gli onori del WRC, combattute in particolare fra tre piloti di tre diversi team: Thierry Neuville della Hyundai, Sébastien Ogier della Ford e Ott Tänak della Toyota. Mentre i rally attraversano il mondo in lungo e in largo, gli spettatori appassionati si accalcano ai bordi delle PS per vedere dal vivo lo spettacolo, tantissimi altri tifano on-line con gli aggiornamenti in real time.

Il Campionato del Mondo Rally 2018 è la quarantaseiesima edizione del Campionato del Mondo Rally e si svolge dal 25 gennaio al 18 novembre 2018. Le squadre e gli equipaggi hanno gareggiano in tredici eventi. Gli equipaggi sono liberi di competere in auto conformi ai regolamenti World Rally Car e Gruppo R. La serie è programmata per essere ancora una volta supportata dai campionati ausiliari World Rally Championship 2 e World Rally Championship 3 a ogni appuntamento, e dal Junior World Rally Championship a turni selezionati.

Rallying 2018 Moving Moments è uno spettacolare resoconto visivo della stagione WRC 2018. Le migliori immagini di McKlein illustrano l’azione e l’emozione di ogni round, mentre i testi creativi di Anthony Peacock riassumono le lotte gara per gara. I momenti più belli, destinati a passare alla storia, e le caratteristiche di sfondo forniscono foto che stimolano il pensiero, al presente, al passato e persino al futuro.

Intuizioni che evidenziano il carattere unico e affascinante dei rally. Basandosi sul uno già fortunato annuario, Moving Moments 2017, la versione 2018 promette di essere ancora migliore e di mettere come sempre in mostra un’altra stagione epica del WRC. Per il 2018, la Fia decide di togliere dal calendario 2018 il Rally di Polonia per le difficoltà incontrate da parte degli organizzatori nel controllare l’afflusso e il comportamento degli spettatori, ritenuto troppo pericoloso, durante l’edizione 2017.

L’appuntamento polacco già nel 2015 aveva ricevuto un cartellino giallo (ammonizione formale) dalla Federazione per motivi legati alla sicurezza, venendo quindi cancellato dal calendario 2018. Al suo posto è stato inserito il Rally di Turchia, al ritorno nel WRC a 8 anni dalla sua ultima presenza, che fu nella stagione 2010. Vengono inoltre invertiti gli appuntamenti del Rally di Gran Bretagna e del Rally di Spagna.

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia sono i campioni in carica, dopo aver conquistato il quinto titolo consecutivo nella passata stagione al Wales Rally GB. La M-Sport, il team per cui hanno guidato per il 2017, è a sua volta il campione in carica per i Costruttori. Partecipano al campionato gli stessi team che si sono contesi il titolo nel 2017, ovvero M-Sport con la Ford Fiesta WRC, Toyota con la Yaris WRC, la cui gestione è sempre affidata alla squadra Toyota Gazoo Racing, Citroën con la C3 WRC e Hyundai con la i20 Coupe WRC.

Il campionato WRC 2 è stato vinto dalla coppia ceca composta da Jan Kopecký e Pavel Dresler alla guida di una Škoda Fabia R5 della scuderia ufficiale Škoda Motorsport, i quali si sono aggiudicati il titolo cadetto alla vigilia del Rally di Catalogna, penultimo appuntamento della stagione.

Il pilota svedese Emil Bergkvist e il suo connazionale Johan Johansson si sono invece aggiudicati il mondiale piloti e copiloti Junior WRC, conquistandolo all’ultima gara in Turchia. Gli italiani Enrico Brazzoli e Luca Beltrame hanno vinto il titolo WRC 3. Un record quello di Brazzoli che diventa campione del mondo rally a 53 anni. Il libro è in inglese e tedesco. L’uscita è prevista per il 7 dicembre 2018.

la scheda

RALLYING 2018 MOVING MOMENTS

Autori: Anthony Peacock, Reinhard Klein, Colin McMaster

Copertina: rigida

Pagine: 512

Immagini: 550 a colori

Dimensioni: 29,7 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 49,90 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471560-3-0

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Rallying 1977 colma il vuoto di una stagione fantastica

Un’altra grande novità 2019 edita da McKlein Pubblishing si chiama Rallying 1977. Le protagoniste della stagione rally internazionale del 1977 sono state la Fiat 131 Abarth, la Ford Escort RS1800, la Lancia Stratos, la Opel Kadett GT/ E, la Peugeot 504 V6 Coupés e la Toyota Celica 2000 GT. Una stagione a cui fino ad ora mancava un buon annuario: Rallying 1977 si propone di colmare questa lacuna.

L’annuario conta 500 pagine, ricco di immagini, con testi di John Davenport e immagini di McKlein. Sono inserite tutte e prove del WRC, così come i più importanti round dell’Europeo Rally e quelli che contavano per la Fia Cup for Drivers. Inoltre, ci sono gallerie dedicate alle auto più importanti nelle storie fotografiche. Un libro ideale per i collezionisti.

Cos’è successo in quel 1977? Il Campionato del Mondo Rally 1977 è la quinta stagione del WRC organizzato dalla Fia. Dal 1973 al 1976, il WRC aveva solo la classifica costruttori come validità. Da questa stagione, il punteggio viene modificato ad un più complesso sistema di punti, sia per il posizionamento globale che di gruppo.

Una macchina deve entrare nella top ten assoluta per segnare punti. In aggiunta ai Costruttori per il campionato 1977 e 1978, la Fia inaugura l’aggiudicazione punti per la Coppa Fia Rally Piloti. Tutte le manifestazioni del WRC, in aggiunta ad altri eventi, valgono per la classifica piloti. Nel 1979, la Coppa Piloti viene assorbita dal WRC e diventa il Campionato del Mondo Rally Piloti.

Dopo tre anni di dominio della Lancia Stratos, la fine arriva veloce e in una curva inaspettata. Lancia è di proprietà di Fiat e la società decide di porre l’attenzione sulla promozione di un prodotto tradizionale, in questo caso la Fiat 131 Mirafiori. Con Lancia fuori strada, inizia la battaglia tra Fiat e Ford.

Entrambi i Costruttori mettono in campo quelle che sono le tradizionali auto da rally, potenti berline a trazione posteriore con motore anteriore: 131 Abarth e Escort RS. Di norma la Fiat invia più piloti ai rally, ma la differenza di punti tra i due è irrisoria.

Per la prima volta un Campionato del Mondo Rally viene disputato in Nuova Zelanda, in un evento chiamato South Pacific Rally. Il campionato torna anche in Canada, che non viene toccato da due stagioni. Waldegard, che ha lasciato la Lancia nella stagione precedente, è senza dubbio il più forte pilota in circolazione, essendo l’unico a segnare più di una vittoria. Proprio come Munari lo era l’anno prima.

Sfortunatamente, le imprese di Bjorn non sono sufficienti per vincere il titolo con Ford e anche la Fia Cup for Drivers viene inaugurata da Munari. La strategia Fiat di usare diversi specialisti in vari eventi fa sì che nessuno dei piloti Fiat possa vincere più di una volta, ma la squadra ottiene una vittoria in più della rivale Ford, che perde il titolo per soli quattro punti.

la scheda

RALLYING 1977

Autori: John Davenport, Reinhard Klein

Copertina: rigida

Pagine: 512

Immagini: 560 a colori, 213 in bianco e nero

Dimensioni: 29,7 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 119,90 euro

Peso: 3 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471561-0-8

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Juha Kankkunen on my road: il libro autobiografico

Juha Kankkunen on my road è un libro autobiografico. Nelle duecento e quaranta pagine che lo strutturano, c’è l’uomo e il pilota, il padre e il marito. Si parte dalla sua infanzia e si ripercorre tutta la vita professionale e la sua strabiliante carriera. A scrivere è Nita Korhonen e il libro è edito direttamente da Juha Kankkunen. Definire Kankkunen l’uomo dei record, seppur vero, non gli rende completamente giustizia.

È conosciuto da tutti ed è stato consegnato alla storia come “KKK”, ma il suo nome vero è Juha Matti Pellervo Kankkunen. Nasce a Laukaa, in Finlandia, il 2 aprile 1959. Debutta al Rally 1000 Laghi del 1979 e conquista la prima vittoria in una prova valida per il WRC nel 1985.

Dopo il doveroso apprendistato nel 1984 ottiene un contratto con la Toyota, che lo mette al volante della Toyota Celica Turbo con navigatore Fred Gallagher, ma non vince nulla. Invece, nel 1985, con la Toyota Celica TCT e sempre con Fred Gallagher, vince il Costa d’Avorio. Questa vittoria convince Jean Todt, che lo invita a firmare un contratto con la Peugeot per la stagione 1986. Il navigatore sarà Juha Piironen, ex navigatore di Henri Toivonen.

Ottiene sei podi e tre vittorie che gli consegnano il primo titolo Mondiale dopo che ad Alen vengono tolti i punti conquistato nel Sanremo annullato. La tragedia di Henri Toivonen al Tour de Corse colpisce moltissimo Juha. Nella stagione 1987, dato che la Peugeot si trova in grosse difficoltà per la costruzione di un’auto Gruppo A ed è orientata a lasciare i rally, “KKK” accetta l’invito della Lancia che ha pronta la Delta 4WD.

Si trova bene con la Casa torinese, ottiene cinque podi e due vittorie che gli permettono di vincere consecutivamente il secondo titolo mondiale. Nel 1988 torna alla Toyota, con la Celica GT-4 ST165 al Tour de Corse Durante le prove rompe una roulotte di due anziani, quindi si ritira. L’auto si presenta inaffidabile ed arriva trentasettesimo in campionato con sole sei partenze e cinque ritiri.

Tutta un’altra storia la stagione 1989, con una vittoria in Australia e due podi che lo fanno arrivare terzo nel Mondiale Piloti. Nel 1990 cambia “casa” e torna dalla Lancia, che ha appena creato il suo gioiellino, la Delta Intergrale. Ottiene una vittoria e cinque podi.

Nel 1991, sempre con la Lancia Delta Integrale vince cinque rally e ottiene sette podi che lo portano a vincere il terzo titolo mondiale. Nel 1992 ottiene una vittoria e nove podi. A causa del ritiro dai rally della Lancia, nota dolente per gli italiani, Juha deve cercare una nuova squadra. Torna alla Toyota, che cambia radicalmente il design della Celica GT-Four, ora più veloce e competitiva.

Lo spostamento si rivela un successone. Infatti, Juha vince cinque rally e ottiene sette podi che gli valgono il suo quarto titolo mondiale. Fino al Rally d’Argentina corre con il navigatore Juha Piironen e dopo col copilota gallese Nicky Grist, perché Piironen è vittima di un’emorragia cerebrale in hotel.

Nel 1994 ottiene una vittoria e cinque podi. Al Rally Safari incappa in un brutto incidente che gli costa alcuni punti in testa. Nel 1995 succede uno scandalo: Toyota è stata ritenuta colpevole di avere fatto una modifica vietata al turbo. La scorrettezza viene accertata e la Toyota viene sospesa dal WRC per un anno.

Il passaggio da Toyota a Ford Motorsport

A Juha, Armin Schwarz e Didier Auriol vengono cancellati tutti i punti conquistati fino ad allora in campionato. Nel 1996, dato che la Toyota è in “esilio”, Juha gareggia con un team privato ottenendo due podi, ma nessuna vittoria, che lo collocano al settimo posto nel Mondiale Rally.

Nel 1997, Kankkunen prende al volo la chiamata della Ford, che lo vuole al volante della nuova Ford Escort WRC. Il suo compagno di squadra è Carlos Sainz e “KKK” cambia navigatore: Nicky Grist diventa copilota di Colin McRae. Il nuovo copilota è Juha Repo, ex navigatore di Harri Rovampera. Kankkunen ottiene cinque podi ma nessuna vittoria. L’auto si presenta veloce e affidabile. Nel 1998 corre sempre per Ford e sempre con la Escort WRC.

Ma ormai, questa vettura è superata sotto il punto di vista tecnologico e di potenza. Nulla può contro le potenti e veloci Subaru Impreza di McRae e Piero Liatti. Ottiene, però, sette podi. Nella stagione 1999, Juha entra nella famiglia Subaru che gli vuole affidare la Impreza 22B STi WRC.

L’auto si dimostra magistrale e “KKK” vince due rally e incassa cinque podi. Tutti credono che ormai Kankkunen sia diventato vecchio e non abbia più la forza di un tempo, ma con queste vittorie dimostra agli scettici che lui anche a quarant’anni sa ancora vincere. Nel 2000 resta in casa Subaru, che gli affida la Subaru Impreza P2000, con cui centra tre podi. Nel 2001 con Subaru è divorzio.

Comunque Juha ha in tasca la proposta del team Hyundai, con la Accent WRC di un solo rally, il Finlandia, dove si deve ritirare per un problema tecnico della vettura. Kankkunen è molto presente nello sviluppo della Accent WRC e nel 2002 corre una stagione intera con la Hyundai.

Però, nonostante tutti i test e miglioramenti eseguiti la Hyundai rimane fedele alla sua reputazione di auto inaffidabile, che costringe Juha ad una stagione nelle retrovie. A questo punto, si ritira dai rally iridati. Dopo un periodo tormentato dalla depresssione torna alla cronache nel 2011 quando, a Crewe, i dirigenti della Bentley si fanno prendere la mano dalle vetture “special edition”.

In quella occasione, per festeggiare il record mondiale di velocità su ghiaccio di una cabriolet, stabilito dal quattro volte campione del mondo rally, Kankkunen, al volante di una Continental Supersports, la Bentley dà vita alla Continental Supersports Convertible ISR.

L’impresa di Kankkunen è stata realizzata su una vettura motorizzata con il generoso propulsore da 6 litri e dodici cilindri dotata di trazione integrale e alimentata a bioetanolo con cui ha raggiunge la folle velocità di 330,695 chilometri orari. Nel 2015 batte un altro record: con un trattore Valtra tocca i 130 chilometri orari sulla neve, ovviamente sempre e solo per provare degli pneumatici.

la scheda

JUHA KANKKUNEN – ON MY ROAD

Autore: Nita Korhonen

Copertina: morbida

Pagine: 240

Immagini: 31 in bianco e nero e 120 a colori

Formato: 17 x 23 centimetri

Editore: Juha Kankkunen Driving Acad

Prezzo: 29 euro

Peso: 732 grammi

ISBN: 978-9-5292582-4-6

Chris Sclater e memorie di un campione britannico

Nonostante sia poco conosciuto in Italia, Chris Sclater è stato riconosciuto come uno dei piloti di rally più famosi della Gran Bretagna, quasi noto come il leggendario Roger Clark. Come la maggior parte dei piloti del suo tempo, Sclater è cresciuto nei rally britannici su asfalto. Solo a partire dal 1966, le sue Ford Anglia, Cortina, Escort e Escort Twin Cam lo portarono frequentemente a podio.

Corre con vetture ufficiali e semi-ufficiali fino al ritiro incluse le Ford menzionati sopra: Datsun 240Z, Datsun Violet, Toyota Celica, Chrysler Avenger, Vauxhall Chevette e altri. La fama di Chris Sclater come pilota rally veloce è emersa nel 1968 quando ha concluso al nono posto assoluto il suo primo rally internazionale, Gulf-London, guidando una Lotus Cortina che gli avevano prestato.

Quella reputazione crebbe ulteriormente quando guidò la classifica dell’International Scottish Rally del 1969 prima di schiantarsi contro una roccia. Una telefonata di Ford Motor Company lo porta a una sessione di test con i grandi del rally: Hannu Mikkola e Roger Clark.

Pochi giorni dopo è alla guida di una Escort Twin Cam. Nel 1971 Chris vince il suo primo rally internazionale del British Rally Championship. Un anno dopo vinse un “giro premio”, con una Ford Escort ufficiale. Prosegue con Datsun, Chrysler e Toyota. Nel 1977 Chris guida una Vauxhall, la nuova Chevette HS2300, con compagno di squadra Pentti Airikkala, e poi nel 1978 per GM negli eventi europei.

Gli alti e bassi di un’affascinante carriera di preparazione, guida e sviluppo di auto da rally negli anni Sessanta e Settanta sono ben dettagliati in questo libro, che include una vasta selezione di fotografie e preziosi contributi di molti dei copiloti, meccanici e amici di Chris, oltre a una prefazione di John Davenport.

la scheda

CHRIS SCLATER: MEMORIES OF A RALLY CHAMPION

Autore: Chris Sclater, Jonathan Pulleyn

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 15,6 x 22,8 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 57,50 euro

Peso: 900 grammi

ISBN: 978-1-5272172-5-6

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Rallying 2017: moving moment by McKlein Pubblishing

La stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport, ha presentato spettacolari auto nuove e una nuova generazione di piloti che è diventata maggiorenne durante la stagione. In tutto il mondo, ci sono state intense battaglie per la gloria con sette piloti diversi e tutti e quattro Costruttori del WRC – Citroën, Hyundai, M-Sport-Ford e Toyota – che hanno stappato e spruzzato champagne sul podio.

Il vecchio campione, Sébastien Ogier, non ha mai dovuto affrontare delle competizioni così spietate in passato, ma è stato all’altezza della situazione e è diventato campione del mondo per la quinta volta di seguito. Il Campionato del Mondo Rally 2017 è l’edizione numero 45 del WRC e si è svolto dal 19 gennaio al 19 novembre 2017.

La serie iridata era nuovamente supportata dai campionati WRC-2, WRC-3 e dal neonato Trofeo WRC (dedicato alle sole World Rally Car con specifiche 2016) per ogni tappa, mentre il Mondiale Junior (JWRC) si è disputato a turni selezionati. La stagione 2017 ha visto revisioni sostanziali alle normative tecniche volte a migliorare le prestazioni delle vetture e offrendo alle squadre di un maggior grado di libertà tecnica e design, innalzando il limite di potenza delle auto a trecentottanta cavalli, che ha portato ad avere vetture dotate di una sofisticata aerodinamica.

In particolare sono aumentate notevolmente le dimensioni dell’ala posteriore ed è stata concessa maggior libertà nella zone del diffusore posteriore. Inoltre il limite di peso delle auto è stato leggermente abbassato. Per quanto riguarda i partecipanti, Toyota è tornata alle corse con la Yaris WRC affidando la gestione alla squadra finlandese Gazoo Racing Team guidata da Tommi Mäkinen.

Anche Citroën si è ripresentata con la C3 WRC dopo un 2016 in vesti non ufficiali. Sempre presenti Hyundai, con la neonata i20 Coupe WRC e M-Sport con la nuova Ford Fiesta WRC, progettata e costruita interamente dalla scuderia britannica, al contrario Volkswagen ha ufficializzato l’addio alle corse a fine 2016.

Sébastien Ogier e il suo co-pilota Julien Ingrassia erano i campioni in carica, mentre la Volkswagen Motorsport, ritiratasi dalle competizioni al termine della stagione 2016, lo era per i Costruttori. Per i francesi la stagione 2017 ha visto la riconferma dei titoli piloti per la quinta volta consecutiva, mentre il campionato marche è stato conquistato della scuderia britannica M-Sport (per cui correvano Ogier e Ingrassia) diretta da Malcolm Wilson, alla sua prima affermazione mondiale per entrambi i titoli, vinti con una gara d’anticipo in Galles.

Il campionato WRC 2 è stato invece vinto dalla coppia svedese composta da Pontus Tidemand e Jonas Andersson alla guida di una Skoda Fabia R5 della scuderia Skoda Motorsport, vincitrice del titolo squadre mentre l’equipaggio spagnolo formato Nils Solans e Miquel Ibáñez Sotos si è sono aggiudicati sia il mondiale WRC-3 che lo Junior WRC. Il titolo WRC-3 per le squadre è andato alla tedesca Adac Sachsen.

Il neonato Trofeo WRC è stato vinto,invece, dal greco Jourdan Serderidis su Citroën DS3 WRC e dal suo navigatore Frédéric Miclotte. Tutta le più belle immagini di azione e tutta la passione vissuta durante la stagione sono state catturate dai fotografi di McKlein che hanno scelto questa stagione da brivido per creare il proprio primo annuario dopo una lunga pausa.

Con oltre duecentottanta pagine, “Rallying 2017 – Moving Moments” presenta tredici appuntamenti del WRC visti dai più famosi fotografi di rally, con brevi riassunti degli eventi, foto di tutte le auto di punta e risultati finali completi. Inoltre, il libro ripercorre anche la stagione del Campionato Europeo Rally 2017 (Erc) e racconta di altri “Momenti in Movimento” come il Colin McRae Tribute nel corso di uno spettacolare Rallylegend, disputato nella Repubblica di San Marino, e la rinascita del prototipo del Gruppo S di Toyota all’Eifel Rallye Festival. Il libro è disponibile in inglese e tedesco.

la scheda

RALLYING 2017 MOVING MOMENTS

Autore: Antony Peacock, Reinhard Klein, Colin Mcmaster

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 280

Immagini: molte a colori

Formato: 30 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 55 euro

Peso: 698 grammi

ISBN: 978-3-9471560-0-9

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Alen raccontato da Cavicchi: storie vere e di prima mano

L’apprezzato giornalista, che in tempi più recenti ha scritto “Destra 3 lunga chiude – Quando i rally avevano un’anima” è molto bravo a tessere trame romanzate che guardano indietro, a decine e decine di anni di distanza, con occhio ormai saggio e maturo.

Quest’opera risale al 1988 ed è stata edita dalla Conti Editori. Al suo interno sono raccontati in equilibrio tra biografia e romanzo l’ineffabile Markku Alen, icona dei rally anni Ottanta, ed il suo indissolubile legame col marchio Fiat-Lancia. Una carriera strepitosa quella di Markku Allan Alen: corre cento e ventinove rally iridati con Ford, Fiat, Lancia, Subaru e Toyota.

Di questi cento e ventinove rally iridati ne vince venti, sale cinquantasei volte sul podio e raccoglie ottocento e quaranta punti nel WRC. Originario di Helsinki, nasce il 15 febbraio 1951. La sua fama deriva dai successi conseguiti con le vetture del Gruppo Fiat. È soprannominato Maximum Attack, perché sostiene che un pilota, indipendentemente dal risultato conseguito, debba dare sempre il cento e dieci per cento.

Alen nel 1978 si aggiudica l’ultima Coppa Piloti Fia, antesignana del Mondiale Rally piloti. Comincia a gareggiare nel Campionato del Mondo con una Volvo privata per poi passare ad una più performante Ford Escort. Nel 1974 lo ingaggia la Fiat. Nel 1975, arriva la prima vittoria in Portogallo con la 124 Abarth che sarà anche l’ultima per la vettura torinese. Ma da lì la sua carriera decolla.

la scheda

ALEN

Autore: Carlo Cavicchi

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 152

Immagini: molte a colori e in bianco e nero

Formato: 21,5 x 29 centimetri

Editore: Conti Editore

Prezzo: da 79 a 200 euro

Peso: 983 grammi

Rally Giants racconta in inglese la Toyota Celica GT-Four

Toyota Celica GT-Four della collezione Rally Giants racconta la nascita, lo sviluppo e la carriera rallystica della Toyota Celica GT-Four dal 1988 al 1997: le macchine, i personaggi, le gare, le qualifiche e i risultati. Uno studio completo sulla Celica GT-Four. Questo libro descrive la nascita, lo sviluppo e la carriera rallistica della Toyota Celica GT-Four, fornendo una storia completa e autorevole di dove, quando e come è diventata importante per lo sport.

A partire dal 1988, tre generazioni di questa efficace turbocompressa a quattro ruote motrici – conosciuta dagli appassionati come ST165, ST185 e ST205 – hanno corso nel Mondiale Rally e hanno avuto un successo straordinario per quasi un decennio. La trazione integrale nei rally era arrivata già da quasi una decina di anni quando nel 1988 Toyota decise di rivoluzionare il suo modello sportivo più celebre, la Celica, per farne un’auto da competizione.

La Celica GT-Four ST165 (nota anche col nome Toyota Celica GT-4) è una versione elaborata per partecipare al Campionato del Mondo Rally, campionato in cui ha gareggiato dal 1988 al 1991 vincendo un titolo mondiale. La vettura rappresentò il modello di punta del team ufficiale Toyota nei rally, il Toyota Team Europe, dal WRC 1988. Infatti, sostituì la Toyota Supra Turbo, che lo era stata sino all’anno precedente. Furono tredici i successi di questa vettura nelle cinque stagioni, dal 1988 al 1992, del World Rally Car Championship alle quali questo modello ha partecipato per il team Toyota Motorsport GmbH. Ma andiamo per gradi.

Dopo le prime tre generazioni di Celica prodotte a partire dal 1970, con la quarta generazione, introdotta nel 1986, si ebbe una rivoluzione concettuale della vettura stessa con il passaggio dalla trazione posteriore a quella anteriore. Non solo, nell’ottobre 1986, nacque la ST165, meglio conosciuta come GT-Four o All-Trac Turbo, che venne equipaggiata con la trazione integrale – da qui il nome – e dal motore 3S-GTE da 2 litri di cilindrata.

Le versioni precedenti della Celica destinate alle corse erano state omologate nel Gruppo B ed avevano preso parte soprattutto alle gare di rally raid, ma è con questo modello che Toyota iniziò l’impegno continuativo nel Mondiale Rally, dopo aver previsto la fabbricazione della GT-Four nel numero di esemplari sufficiente ad ottenere l’omologazione nel Gruppo A.

La Celica GT-Four ST185 (meglio nota con il nome Toyota Celica Turbo 4WD) è una seconda versione elaborata per partecipare al Mondiale Rally, campionato in cui ha gareggiato dal 1992 al 1994 vincendo cinque titoli mondiali. La vettura rappresentò il modello di punta del Toyota Team Europe, dal campionato del mondo rally 1992, allorché sostituì la ST165, che lo era stata sino all’anno precedente.

Seguendo l’evoluzione delle altre versioni Celica, anche per la GT-Four, nel 1989 entrò in produzione la quinta generazione (ST185), seguita dalla sesta (ST205) nel 1994. Entrambe vennero utilizzate anche per le competizioni fino al 1996. Il nome Celica GT Four venne utilizzato dalla casa automobilistica giapponese fino all’introduzione della VII serie di Celica. L’impiego delle tre diverse versioni della GT-Four nel campionato mondiale rally, ha prodotto sei titoli (quattro piloti e due costruttori) e 30 successi (13 con la ST165, 16 con la ST185 ed 1 con la ST205).

Comincia così la dinastia delle GT-Four a quattro ruote motrici, ampiamente raccontata nel volume della Veloce Publishing che fa parte della collana Rally Giant, con testo in inglese che dettagliatamente descrive le tre serie principali, la ST165, la ST185 e la ST205, con cronaca delle gare e oltre 100 fotografie a colori e in bianco e nero. Il libro è disponibile solo in lingua inglese.

la scheda

TOYOTA CELICA GT-FOUR

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-8458418-4-3

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