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Arriva il Lessinia Rally Historic

Lessinia Rally Historic e LessiniaSport il 15 e 16 febbraio

Manca solo un mese al 1° Lessinia Rally Historic, il rally storico organizzato dal Rally Club Valpantena in programma il 15 e 16 febbraio prossimi, che si correrà in abbinamento al 9° LessiniaSport, l’oramai classica regolarità sport di inizio stagione organizzata dal Rally Club Valpantena. Con l’apertura delle iscrizioni, la macchina organizzativa è entrata nella sua ultima fase, quella totalmente operativa per preparare l’atteso evento che inaugurerà la stagione 2019. La manifestazione disegnata dal sodalizio veronese strizza l’occhio a team, scuderie, piloti del mondo della auto storiche perché grazie alla data e alla conformazione logistica si presenta come un evento perfetto per testare uomini e mezzi in vista della stagione sportiva 2019.

Per quel che riguarda la gara di regolarità, la manifestazione disegnata dal sodalizio veronese sarà ancora una volta l’appuntamento di apertura del Trofeo Tre Regioni 2019, unica serie di Regolarità Sport in Italia. Rally e regolarità, invece, concentreranno l’azione nella giornata di sabato 16 febbraio, mentre venerdì 15 si terranno le verifiche sportive e tecniche. Proprio sui controlli pre-gara la prima importante variazione. Alla luce della concomitanza con la tradizionale Premiazione dei Campioni dell’Automobilistmo 2018 ACI Sport che si terrà a Monza nella stessa giornata il Rally Club Valpantena ha allungato gli orari di verifica a partire dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00.

Questa variazione, ancora una volta pensata per i concorrenti, permetterà di poter verificare in una fascia oraria di ben nove ore in base alle singole esigenze di ciascun equipaggio, trattandosi tra l’altro di giorno lavorativo. Come detto, sabato l’azione, su un percorso particolarmente concentrato, nove prove speciali in rapida successione, 60 chilometri di prove speciali a fronte di un totale percorso sotto i 200 chilometri con tratti cronometrati mai oltre i 7.5 chilometri per non affaticare i mezzi e la possibilità di assistenza libera in modo da poter effettuare controlli e regolazioni potenzialmente anche dopo ogni prova. Basti pensare che a Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese o in Località Prati, i concorrenti transiteranno più volte, da e per diverse prove cronometrate.

Le speciali sono, tra l’altro, condensate della spettacolarità e tecnicità tipiche delle strade della Lessinia. La “Bosco Chiesanuova” (7,2km) unica ad essere ripetuta per tre volte, percorrerà un tratto classico del rallysmo veronese tra Lughezzano e Bosco, tratto che ha l’onore di essere stato la prima prova speciale nella storia del Rally Due Valli. Leggenda e amarcord in poco più di 7km in salita, stretti e tecnici con una parte finale suggestiva per certi versi simile al Rally di Montecarlo.

Il secondo tratto, “Valdiporro” (7.35 chilometri) darà invece l’impressione si essere dalle parti di Gap. Roccia a sinistra e muretti a destra, in un continuo misto guidato che alcuni rallysti hanno definito “università del rallysmo veronese”. La prova sarà un perfetto mix di discesa e salita, con partenza a ridosso di Bosco Chiesanuova e arrivo a San Francesco.

Breve ma intensa la “Arzerè” (4.7 chilometri), tutta in salita lungo la scenografica e panoramica stretta strada che da Arzerè, appunto, sale fino alle porte di Bosco Chiesanuova. I fotografi saranno sicuramente assiepati nella parte finale dove, se la giornata sarà di sole, il panorama sulla Valpantena è a dir poco mozzafiato.

Sicuramente di classifica sarà la “Orsara” (7.25 chilometri), altra prova inedita di questa edizione. Il primo tratto sarà sicuramente quello più esposto al clima invernale, immerso nel bosco umido da Lughezzano fino appunto all’abitato di Orsara dove i concorrenti attraverseranno per il lungo l’abitato e si getteranno poi in discesa, larga e veloce, fino al bivio di Lugo. Qui nuovamente in salita fino a Corrubio e poi per la velocissima parte finale fino a Prati, a due passi dalla prova di Arzerè.

Quest'anno, la LessiniaSport è abbinata al rally storico

Quest’anno, la LessiniaSport è abbinata al rally storico

Partenza e arrivo saranno come sempre a Bosco Chiesanuova, mentre il parco chiuso, la cerimonia di premiazione e la festa conclusiva aperta a concorrenti e appassionati si terrà per la prima volta al Centro Sportivo Monti Lessini, nuova struttura che ha aperto le porte per il 1° Lessinia Rally Historic e sarà sicuramente il giusto epilogo di una giornata tutta da vivere. Grande ospitalità anche quella riservata anche quest’anno dalla Cantina Valpantena di Quinto di Valpantena, perla imprenditoriale del territorio che ha contribuito al successo vitivinicolo di tutto il territorio. La struttura ospiterà i due riordini.

‘Prima di ogni cosa’ hanno voluto aggiungere Roberto “Bob” Brunelli, Sergio Brunelli, Gian Urbano Bellamoli, Paolo Saletti e Alberto Zanchi, membri del comitato organizzatore, ‘vogliamo specificare che la scelta di abbinare il rally storico a questa edizione del LessiniaSport non è da interpretarsi in alcun modo come uno sgarbo all’essenza della manifestazione e ai tanti equipaggi di Regolarità Sport che ogni anno ci confermano la loro fiducia. La volontà di fare del Lessinia anche un rally storico si è accesa proprio a fronte di molte richieste da parte di concorrenti, e abbiamo così deciso di provarci dato che la logistica della gara si adattava a questa doppia validità’.

E poi: ‘Le gare avranno la stessa importanza, prova ne è che abbiamo deciso ad esempio di creare un sito web unico, di produrre comunicati stampa sempre separati e di considerare in tutto e per tutto le gare nella loro essenza. Siamo sicuri che sarà un weekend di passione, spettacolo e divertimento. Il nostro obiettivo è come sempre quello di unire: unire le generazioni intorno a queste spettacolari vetture storiche da corsa e unire gli anni che passano facendo un salto indietro nel tempo, rivivendo quegli anni d’oro che ci hanno stregato e che ci rapiscono anche oggi’.

Chiodi al Rally Due Valli

Il Rally Due Valli e la storiaccia dei chiodi in PS

La storia è sempre la stessa. Cambia la località, ma in genere si trova sempre un cretino che pensa di condizionare il risultato di una gara mettendo in pericolo di vita uno o più equipaggi di un rally. Non parliamo delle pietre, che spesso magicamente compaiono in traiettoria. Parliamo dei chiodi. Dei chiodi comparsi in pieno taglio in prova speciale al Due Valli 2018, ultima prova del Campionato Italiano Rally. Una pessima musica che si ripete negli anni. Successe ad Aosta nel 1986, e lì Andrea Zanussi e Popi Amati con la Peugeot 205 Turbo 16 rischiarono la vita, ma è successo anche più recentemente in altre gare nazionali. Come dire: la storia non ha insegnato nulla a qualcuno. Se è vero che se la madre degli stupidi è sempre gravida, qui ce n’è una che riproduce in luoghi diversi uno o più stupidi con la stessa idea.

I chiodi al Rally Due Valli

Il post dell’appassionato che ha denunciato i chiodi al Due Valli 2018.

Questa volta, per fortuna, non è successo nulla a nessuno, a parte un gran spavento. Questi i fatti: un gruppo di persone si è accorto della presenza di una pericola piastra chiodata sistemata appositamente in pieno taglio e ha avvisato la macchina organizzativa dell’edizione numero 36 del Rally Due Valli. La direzione di gara è prontamente intervenuta con gli ufficiali di gara in servizio e ha rimosso l’oggetto pericoloso. Il passaggio delle vetture apripista e del dap ha poi confermato la sicurezza della speciale che è partita correttamente. Ma al di là del fatto che tutto è andato bene, non si può sorvolare sull’episodio liquidandolo come una bravata. Qualcuno si sarebbe potuto fare molto male. Il primo a partire? Il secondo? Il terzo? Non si sa. Ma che senso ha far rischiare la morte o l’incidente grave ad un equipaggio che già mette in conto la propria vita o l’incidente grave ad ogni inizio PS?

A denunciare i chiodi sul social network Facebook è stato Luca ‘Fefo’ Soldaini‎, grande appassionato che ha commentato così l’accaduto: ‘Complimenti a quel cretino che ha messo sta roba ! Per chi faccia il tifo è indifferente… idiota è e idiota rimane’. Luca, a corredo del commento ha postato anche la foto che abbiamo messo in apertura. Che dire, non ci piace offendere, ma come dargli torto se si pensa che uno dei nostri amici piloti avrebbe potuto non essere più tra noi? Non ci piace nascondere le notizie, belle o brutte che siano, e ci piace ribadire che i rally non hanno bisogno degli hooligans per farsi conoscere. Ci sono bastati quelli che negli anni hanno fatto finire i rally nelle pagine di cronaca per i fatturifici. Meglio fermarsi qui e speriamo di non dover più scrivere di questi gesti pericolosissimi.

Paolo Andreucci

A Paolo Andreucci il tricolore numero 11

Paolo Andreucci e Anna Andreussi, Peugeot 208 T16, si sono aggiudicati il titolo di campioni italiani rally 2018 al termine di una stagione altalenante, in il toscano ha in pratica fatto di tutto per vincere, ma anche per rendere assolutamente difficile la sua ennesima caccia al titolo tricolore. Una stagione che a Verona ha portato ben quattro piloti ad avere ancora possibilità di vittoria e che si è conclusa solamente dopo l’ultimo chilometro cronometrato, quando tutto si è finalmente chiarito. Una festa tricolore quella di Verona, che ha perso subito uno dei suoi protagonisti più attesi, Simone Campedelli fermato da problemi meccanici alla sua Ford, ma che è proseguita lungo due giornate con Umberto Scandola, Skoda Fabia R5, e Andrea Crugnola, Ford Fiesta R5, che sono rimasti sempre lì a costringere il toscano a non mollare mai fino in fondo.

Il più accreditato avversario del toscano, Umberto Scandola, in coppia con Guido D’Amore, sulle strade della sua Verona ci ha provato fino in fondo, ma il suo passo e non certo per sua colpa, un po’ meno veloci le sue Dmack rispetto alle Pirelli dell’avversario e qualche problemino meccanico, è stato leggermente sempre più alto rispetto a quello di Andreucci. Per il varesino Andrea Crugnola e Danilo Fappani con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia invece la soddisfazione è stata comunque grande, perché con questa gara, ha vinto comunque il Campionato Italiano Rally Asfalto, serie dedicata a piloti e squadre assolutamente private. Con questo meritato risultato del driver varesino, il titolo tricolore riservato ai Costruttori viene assegnato alla Ford, davanti alla Skoda e la Peugeot.

Parlato della lotta per il titolo, un capitolo a sé lo merita la prova di Luca Rossetti e Eleonora Mori su Hyundai i20 NG R5, vincitori con pieno merito della gara veronese. Il pilota friulano ha da alcuni anni lasciato il Campionato Italiano Rally, ma ha anche mantenuto una classe del tutto intatta, che si manifesta ogni qualvolta partecipi ad una gara. Nella classifica finale di gara Luca Rossetti ha preceduto il bravo Andrea Crugnola, Paolo Andreucci e un ottimo Elwis Chentre su Skoda Fabia R5. Alle spalle dei primi quattro, chiude dunque Umberto Scandola, seguito a sua volta dal toscano Rudy Michelini, altra Skoda. Ad inserirsi nella top ten finale poi il veronese Luca Hoelbling, Skoda, il reggiano Gianluca Tosi, Ford e, Leopoldo Maestrini, iscritto al CIRA, con la Skoda Fabia e, il pilota di casa Massimo Zaglia su Peugeot 208 R5.

Chiudono in bellezza la stagione 2018, Damiano De Tommaso e Michele Ferrara per i già ottenuti titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici piazzandosi a Verona undicesimo assoluti. Per quanto riguarda il Trofeo Peugeot Competition Top 2018, la vittoria in gara è andata a Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che sono semplicemente arrivati in fondo alla gara senza commettere troppi errori, davanti ad Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti, diretti avversari, molto bravi qui tra gli Junior, rimasti alle spalle di De Tommaso per gran parte della gara. Un altro risultato di rilievo a Verona lo ha ottenuto nuovamente con la sua Suzuki Swift R1B, il Campione Italiano R1 e vincitore del Trofeo Suzuki Rally Trophy Giorgio Cogni, davanti al piemontese Simone Goldoni e il toscano Stefano Martinelli. Migliore tra le Twingo R1 il già vincitore del Trofeo dedicato alle piccole Renault, Alberto Paris, autore di ottimi tempi tra le vetture di classe R1.

‘Ce l’abbiamo fatta, ma quanta fatica! Abbiamo affrontato questo ultimo appuntamento di campionato con un handicap di mezzo punto su Scandola e non era la situazione migliore con cui avrei mai voluto arrivare a Verona. Ci siamo concentrati molto su ogni singolo particolare, ma lo confesso, eravamo tesi, bastava un nonnulla per buttare via il lavoro di una intera stagione. Né io né Anna volevamo lasciare nulla sul tavolo, volevamo a tutti i costi la vittoria e grazie all’impegno di tutta la squadra ce l’abbiamo fatta. Una grande soddisfazione che rende merito di un lavoro egregio fatto quest’anno da tutti, un grosso grazie a Pirelli che è stata fondamentale. Grazie a tutti gli altri sponsor che mi hanno sostenuto in questa stagione e che hanno creduto ancora in me. Grazie anche alle migliaia di tifosi che nel corso del campionato mi hanno fatto sentire una vicinanza pazzesca, fatta di tanti gesti e che sono venuti a tifarci con grande passione’.

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Simone Campedelli

Simone Campedelli si sfoga: ‘Sfortuna inaccettabile’

Nemmeno il tempo di finire la prima prova del Due Valli che decideva il Tricolore Rally. Neppure il tempo di arrivare in fondo ad un crono che – stando agli intertempi – stavano dominando. E’ finita così, con la Ford Fiesta inesorabilmente ammutolita, l’ultima gara della stagione per Simone Campedelli e Tania Canton. Le Pantere Alate di Orange 1 Racing erano pronte, decise a combattere sino in fondo per conquistare quel titolo che era alla loro portata ma, evidentemente, non era destino che andasse così.

Un guasto inaccettabile, sul quale bisognerà fare chiarezza, ha spento ogni speranza. Ed a nulla è valso il super motore che gli uomini di M-Sport, su diretto interessamento di Malcolm Wilson, avevano fornito alle Pantere Alate di Orange1 Racing per consentire loro di difendere al meglio le chance di conquista del Tricolore. Finisce così, con tanta amarezza, una stagione bella e difficile, che ha visto Simone e Tania risultare spesso l’equipaggio più performante fra quelli in corsa per il Campionato Italiano. L’amarezza come detto è grande ma lo è altrettanto la voglia di riprovarci: never give up!

“Nonostate il ritiro sulla prima prova per un problema elettronico voglio ringraziare M-Sport – dice Simone – per avermi fornito un super motore e un ingegnere, Slavek Wneck, bravissimo nel supportarmi in fase di preparazione al rally. Purtroppo non abbiamo potuto effettuare il test pre-gara come avevamo stabilito con la squadra e questo nonostante il propulsore di M-Sport fosse disponibile al team sin dal lunedì precedente la corsa”. Davvero un’occasione sprecata… “Con il senno di poi – analizza Campedelli – il problema che ci ha fermato si sarebbe potuto scoprire, dunque risolvere, durante il test pre-gara e quindi non avremmo compromesso tutte le nostre chance, come invece è accaduto. Ringrazio comunque tutti i nostri tifosi, i partner ed i collaboratori per il continuo supporto che ci hanno fornito nel corso di questa stagione. Tornerò più forte e motivato per lottare per il titolo”.

Luca Rossetti

Cir: Rossetti comanda, Ucci segue, Scandola fora

Il Due Valli è più che combattuto del solito. Sulla PS4 Roncà, Luca Rossetti (Hyundai) parte subito all’attacco con il tempo di 6’58.1 davanti a Paolo Andreucci (Peugeot). Terzo tempo in prova per il varesino Andrea Crugnola con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia a sua volta eguito da Elwis Chentre con la Skoda Fabia R5. Quinto crono per Andre Dalmazzini con la FIesta R5 di X Race Sport. Segnalata una foratura per Umberto Scandola (Skoda). Il driver veronese scivola a 18” da Paolo Andreucci, suo diretto avversario nella sfida per titolo tricolore.

Tra le forature si segnala anche quella della Skoda Fabia R del toscano Rudy Michelini. Uscita di strada per Ivan Ferrarotti con la Renault Clio R3T senza conseguenze per l’equipaggio composto da Ivan Ferrarotti. Tra gli Under 26 ancora davanti Damiano De Tommaso seguito da Andrea Mazzocchi che prosegue la sua corsa in ottiva di Trofeo Peugeot Competition.

Sulla PS5 della gara tricolore Cà del Diaolo è ancora Luca Rossetti il più veloce in prova, ma Andreucci non demorde e attacca dietro al pordenonese chiudendo ad un solo decimo di secondo dal friulano. Terzo crono per l’aostano Elwis Chentre, con la Skoda Fabia R5 con un distacco dal primo di 5”2. Resta alle spalle dei primi tre il veronese Umberto Scandola con la Fabia, a sua volta seguito dalla Ford Fiesta di Crugnola. Dopo la quinta prova speciale, la classifica generale vede Rossetti ancora saldamente al comando del Raly Due Valli, secondo Paolo Andreucci a 12”3 e Crungola a 25”5.Scandola quarto a 38”5