WRC, Rally1, Rally2 Plus e la presa per il culto

Lancia da rally by Sebastiano Ciarcià

In Fia hanno rispolverato un po’ di nomi altisonanti da mettere a capo del progetto “La presa per il culto”, tra cui Robert Reid e David Richards, avevano organizzato i sondaggi con il popolino che doveva rinnovare l’abbonamento, poi la richiesta del Rally del Presidente, pardon il Rally dell’Arabia che doveva entrare nel WRC.

Dunque, mettiamola così: ci hanno preso per il culto. E in tanti ci avevano creduto fin dall’inizio. Noi no, ma per dovere di cronaca abbiamo raccontato tutte le tappe della via crucis della Rally2 Plus (che restano nel nostro archivio) così come da mesi andiamo ripetendo che Hyundai Motorsport ha puntato i piedi sull’ibrido, una tecnologia che il Costruttore vuole sviluppare al meglio per la produzione delle sue auto di serie, e minaccia di lasciare il WRC. Per solidarietà Toyota Gazoo Racing si è messa dalla parte di Hyundai ed M-Sport li ha seguiti per mancanza di soldi. Ovvio, che ai tre team piace vincere facile.

Furbissimi sì, ma lungimiranti neppure per sbaglio, in Fia hanno rispolverato un po’ di nomi altisonanti da mettere a capo del progetto “La presa per il culto”, tra cui Robert Reid e David Richards, avevano organizzato i sondaggi con il popolino che doveva rinnovare l’abbonamento (perché il popolino ancora non l’ha capito che solo non rinnovando la Rally TV potrà esercitare il proprio potere), poi la richiesta del Rally del Presidente, pardon il Rally dell’Arabia Saudita che doveva entrare nel WRC ma doveva essere trattato meglio degli altri e da qui è partita la trattativa. Arabia no, Rally2 Plus sì. Arabia sì, Rally2 Plus no.

Tira e molla, ritira e rimolla, il Rally dell’Arabia entra nel WRC battezzato dai 2,5 Costruttori con un contratto di dieci anni che mai si era visto prima nella storia del WRC. Altro che “mamma li turchi”… Nello stesso contesto, Michéle Mouton dice addio ai rally dopo 50 anni di presenza costante e di grande valore (sarà davvero un caso?) e pochi giorni dopo viene fuori la decisione epocale che ha il sapore di uno dei più grandi accordi politici della storia Fia. Da una Federazione internazionale che sembrava minacciare la nuova Primavera Araba del Terzo Millennio stracciando contratti con Compact Dynamics piuttosto che invocando “più rally per tutti”, ci si è ritrovati davanti ad una lobby corporativa molto unita che ha preferito che tutto restasse così com’era. Ne riparliamo per il 2027.

Udite, udite: pensando alla stabilità e alla continuità del Campionato del Mondo Rally (WRC), quindi non più agli appassionati e ai partecipanti, il Consiglio Mondiale della FIA ha annunciato che il Regolamento Tecnico per le auto Rally1 e Rally2 rimarrà invariato per le stagioni 2025 e 2026. Questa decisione arriva dopo approfonditi feedback e discussioni con tutti i partner, inclusi produttori, team, piloti e organizzatori.

La stabilità tecnica, di per sé, è un elemento cruciale per qualsiasi campionato motoristico, poiché consente ai team di pianificare a lungo termine, ottimizzare le risorse e sviluppare le vetture senza dover affrontare continui cambiamenti regolamentari. Il mantenimento delle attuali regole per altri due anni garantirà una piattaforma su cui lavorare, permettendo ai team di concentrarsi sul miglioramento delle prestazioni e sulla competitività senza l’incertezza di modifiche tecniche frequenti. Seppure si è coscienti del fatto che l’ibrido nei rally è un problema.

L’annuncio è il risultato di un accordo tra tutti i partecipanti del WRC (galli e galline del pollaio più piccolo del motorsport). Il Consiglio Mondiale della FIA ha fatto sapere che c’è un buon consenso tra i membri del Consiglio stesso e i produttori riguardo agli obiettivi chiave per il futuro del campionato. Questo spirito collaborativo sembrerebbe fondamentale per garantire un futuro sostenibile e di successo per il WRC, con l’obiettivo principale di aumentare la partecipazione ai massimi livelli. Se arriveranno nuovi Costruttori lo si vedrà.

Mentre le regole per il 2025 e 2026 sono state confermate, le discussioni sulla direzione dei regolamenti per il 2027 e oltre sono in corso. I partner del WRC stanno lavorando insieme per definire una visione a lungo termine che mantenga il WRC all’avanguardia dell’innovazione e della sostenibilità. Ci riusciranno senza combinare guai come con l’ibrido? Chissà… Dichiaratamente, la FIA e i produttori condividono obiettivi comuni che includono l’incremento della competitività, la riduzione dei costi e l’inclusione di tecnologie avanzate che riflettano le tendenze globali verso l’elettrificazione e la sostenibilità ambientale. Ma nei fatti, fino ad ora, non sembrerebbe…

Il mantenimento delle regole tecniche attuali permetterà di certo una competizione più equilibrata, perché il rischio era che Hyundai si ritirasse con effetto immediato e il conto corrente della squadra a cui indirizzare le penali non è più legato alla persona del presidente. La possibilità di lavorare su una piattaforma stabile ancora due anni consente ai team di ammortizzare i costi sostenuti fino ad oggi, ma anche di aggiudicarsi gare e titoli in modo abbastanza facile. Non facile per noi umani, certo, ma per loro giganti sì.

La decisione di mantenere invariato il Regolamento Tecnico per le stagioni 2025 e 2026 rappresenta un passo criticamente importante per il WRC. La stabilità tecnica è una cosa realmente essenziale per la pianificazione a lungo termine e il successo del Campionato del Mondo Rally. Ma la sceneggiata messa in atto dalla Fia nei mesi scorsi, resterà in ogni caso una delle più grandi prese per il culto fatte agli appassionati, che ovviamente amando come noi questo sport perdoneranno presto anche questa volta. Come successe quando qualcuno si mise a urlare: Lancia torna nei rally.