La PS Castelgiocondo sepolta sotto l’asfalto
Tra i più critici dell’iniziativa anche Franco Rossi, presidente di Eroica Italia, l’associazione che promuove la celebre corsa ciclistica su strade bianche. Quasi un lutto per gli appassionati di rally e di storia del motorsport, visto che fu tra i tratti celebri del Sanremo in Toscana, nota come Castelgiocondo.
Le strade bianche della Toscana sono da sempre considerate un patrimonio paesaggistico e culturale unico, simbolo di una tradizione radicata nel territorio. Tuttavia, la recente decisione del Comune di Montalcino di autorizzare l’asfaltatura di un tratto della strada provinciale 103, nei pressi del lussuoso resort Castiglion del Bosco, nota in tutto il mondo come PS Castelgiocondo del Rally e Sanremo iridato (e ancora oggi del Rally del Brunello), ha acceso un forte dibattito tra conservatori del paesaggio e fautori dello sviluppo economico.
La notizia della “depolverizzazione” è stata riportata da Montalcinonews e ha rapidamente fatto il giro dei social, scatenando commenti critici. Il progetto, richiesto dalla Castiglion del Bosco Hotel srl nell’autunno del 2023, riguarda circa un chilometro e mezzo di strada adiacente alla struttura. L’obiettivo: ridurre la polvere sollevata dai mezzi in transito, rendendo l’area più confortevole per gli ospiti del resort. Tuttavia, molti vedono in questo intervento una minaccia all’integrità del paesaggio locale.
Compromesso o minaccia?
Il Comune e la Soprintendenza ai Beni Culturali hanno imposto specifiche restrizioni sul tipo di materiale da utilizzare per rispettare l’estetica del luogo. La Soprintendenza ha bocciato l’utilizzo dell’asfalto “albino” con legante bituminoso, ritenendolo inadatto alla conservazione del paesaggio, richiedendo invece l’uso di calcestruzzo architettonico lavato. È stata inoltre prescritta una particolare attenzione nella scelta degli inerti e del materiale legante per garantire una continuità estetica con la strada esistente, che dovrà apparire come una classica “strada bianca imbrecciata”.
La reazione dei social
La reazione del pubblico non si è fatta attendere. Numerosi commenti sulla pagina Facebook di Montalcinonews criticano la decisione. Tra i più accesi, chi sostiene che l’intervento rappresenti una grave ferita al patrimonio paesaggistico. “Stiamo distruggendo ciò che il mondo ci invidia: panorami, strade, un pezzo della nostra storia,” scrive un utente. Alcuni ricordano che queste strade fanno parte di un patrimonio da preservare, sottolineando che le strade bianche sono riconosciute anche dall’Unesco.
Un’altra voce critica vede nell’intervento un risultato delle pressioni esercitate da anni dai proprietari del resort. “È la forza del dio denaro: da quando è nato quel resort hanno sempre spinto per asfaltare, alla fine l’hanno avuta vinta!”, commenta un altro utente.
Franco Rossi ed Eroica Italia
Tra i più critici dell’iniziativa anche Franco Rossi, presidente di Eroica Italia, l’associazione che promuove la celebre corsa ciclistica su strade bianche. Rossi ha espresso rammarico per come è stata gestita la questione. “Questo argomento poteva essere discusso attorno a un tavolo, non tanto per l’aspetto tecnico, ma per il valore che le strade bianche rappresentano per il nostro territorio,” ha dichiarato Rossi. Ha inoltre ricordato l’importanza della “Strade Bianche”, una manifestazione che valorizza proprio queste vie, seguita in tutto il mondo. Alla prossima edizione di Eroica Montalcino, ha annunciato, sarà presente il Ministro dell’Ambiente per illustrare il censimento delle strade bianche nei parchi nazionali d’Italia.
Un equilibrio delicato
La vicenda riflette un tema sempre più centrale nei territori a forte vocazione turistica: come conciliare la conservazione del patrimonio paesaggistico con le esigenze di sviluppo economico e comfort per i visitatori? Da un lato, il miglioramento delle infrastrutture potrebbe attrarre un turismo ancora più esclusivo, dall’altro, rischia di compromettere l’autenticità di un territorio che proprio per la sua bellezza incontaminata è rinomato a livello internazionale.
Mentre i lavori procedono, resta da vedere se il compromesso trovato tra Comune, Soprintendenza e investitori riuscirà a soddisfare le esigenze di tutti, o se continuerà ad alimentare il malcontento di chi teme la perdita di un patrimonio unico. In ogni caso, il dibattito è tutt’altro che concluso, e le strade bianche di Montalcino, polvere o meno, continuano a essere al centro dell’attenzione di una comunità in bilico tra tradizione e modernità.








