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Dalla Val Merula ad Adria, PA Racing corre sempre

La Ronde della Val Merula è stato il terzo appuntamento stagionale della PA Racing, che si è presentata ai nastri di partenza con due Skoda Fabia R5 gommate Pirelli. La prima vettura della casa Ceca era affidata al veloce Loris Ghelfi che, in coppia con il bravo Gianluca Marchioni (nella foto di Erik Corsini), ha chiuso in un’ottima settima piazza assoluta. Dopo un anno di inattività, è tornato in gara il locale Renzo Grossi, che accompagnato alle note dalla figlia Alice ha colto il primo posto nella speciale classifica riservata ai piloti Over 55, conquistando anche una buona undicesima posizione nella graduatoria assoluta.

“Sono stati entrambi bravissimi – commenta Alessandro Perico, Team Principal di PA Racing – anche perché gli avversari erano molti, ed assai agguerriti. Ghelfi si è migliorato di prova in prova, abbassando sempre il suo tempo. Grossi, purtroppo nell’ultimo passaggio è stato vittima di un testa coda che gli ha fatto perdere secondi preziosi, altrimenti la nona posizione assoluta sarebbe stata sicuramente sua. Sono comunque molto soddisfatto anche di lui, che era un anno esatto che non saliva sulla Skoda. Ancora una volta la squadra ha lavorato in maniera perfetta, quindi i miei complimenti vanno anche a tutto il team”.

Non c’è tempo di riposare per la PA racing, che questo fine settimana sarà impegnata all’Adria Rally Show con due vetture. Sulla Volkswagen Polo R5 gommata Pirelli ci sarà Alessandro Perico, in coppia con il fido Mauro Turati, mentre con la Skoda Fabia R5 – Pirelli ci sarà Sergio Tettamanti che dividerà l’abitacolo con Guido Pulici. Perico, è già un ottimo conoscitore del circuito Veneto, in quanto nel 2013, su una Subaru Impreza WRC, alternandosi alla guida con l’amico Piero Longhi, colse il primo gradino del podio assoluto.

Mario Trolese: i miei primi 60 anni, e più di 40 di rally

Occhiali sulla fronte. Colletto alzato e il telefono che squilla ininterrottamente. Bastano questi pochi indizi per indovinare di chi stiamo parlando. Se poi aggiungiamo che quando sale in macchina è un tipo che accelera deciso, allora non ci sono più dubbi: stiamo parlando di Mario Trolese. Sessant’anni appena compiuti.

Qualche ricciolo bianco e tante cose da raccontare nei suoi oltre trent’anni di carriera. Da quel lontano Rally Team del 1987 disputato con una A112 regalata da un amico e costruita in casa. “La zona dove sono nato e un po’ la patria del Rally Team”, racconta il riccioluto pilota istruttore di Castiglione Torinese.

“Una macchina costruita in casa, il motore fatto dal compianto Giovanni Garello e via insieme all’amico Franco Scursatone con il quale in quella prima occasione ci alternammo alla guida. Nonostante mille peripezie vincemmo inaspettatamente la classe con più di tre minuti sul secondo!”. Da quel momento non ha più abbandonato.

“I rally sono la mia immensa passione, diventati quasi subito il mio lavoro. Da quasi trent’anni collaboro con la scuola di Vittorio Caneva. Fare l’istruttore, trasmettere le tue capacità, le tue esperienze a chi vuole migliorare le sue aspettative in questo sport.

Insegnare all’allievo il modo corretto con cui prendere le note, impostare le traiettorie, le frenate e mille altre malizie per andare forte e rischiare il meno possibile. E poi ovviamente seguirli anche in gara dalle ricognizioni alla scelta degli pneumatici. Acquisisci la loro fiducia diventando a volte il loro vero punto di riferimento. La soddisfazione sta nel vedere che i tuoi consigli servono a conseguire i risultati”.

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Il video di Alex Perico e Mario Trolese sulla Ford Fiesta WRC

Corrado Pinzano al Due Valli sulla VW Polo GTI R5 PA Racing

La PA Racing ha presentato ieri nella sua sede le Volkswagen Polo R5 che vanno ad aggiungersi alle Skoda Fabia nel ricco parco auto del team bergamasco. Le vetture – che sono poi gli esemplari portati in Italia da Luca Pedersoli – hanno già debuttato: una la ha avuta Rudy Michelini al Rally di Pistoia, e il toscano l’ha subito portata alla prima vittoria assoluta in Italia della R5 tedesca.

In questo weekend la Polo R5 marchiata PA Racing sarà al via del Rally Due Valli con Corrado Pinzano. Il pilota biellese sarà uno dei protagonisti della gara di Coppa Rally di Zona a margine dell’ultimo appuntamento su asfalto del CIR, che promette di essere molto appassionante visto che vedrà al via numerosi aspiranti al “pass” di qualificazione per la finale di Como della Coppa Rally di Zona (fra gli altri Andrea Carella, Efrem Bianco, Roberto Vescovi, Federico Bottoni).

A proposito della finale di Como, tutte e nove le zone sono state vinte da piloti con le Skoda Fabia R5 (in ordine di zona: Elwis Chentre, Mauro Miele, Marco Signor, Antonio Rusce, Fabio Pinelli, Gianluca D’Alto, Carmelo Galipò, Auro Siddi più il vincitore della terza zona che verrà deciso a Verona ma sarà comunque un pilota Skoda (ai primi tre posti utili ci sono nell’ordine Efrem Bianco, Corrado Pinzano e Andrea Carella).

Ma a Como più di uno dei finalisti cambierà vettura, con – probabilmente – le due VW Polo della PA Racing affidate a Pinzano e Chentre.

Rally del Friuli sfortuna per Perico e Michelini

Week end sfortunato per la PA Racing, impegnata lo scorso fine settimana al Rally del Friuli, gara valida come settima prova del prestigioso e combattutissimo Campionato Italiano Rally. Il team bergamasco era presente alla classica gara friulana con due equipaggi, entrambi costretti alla resa.

La sesta prova speciale è stata fatale al toscano Rudy Michelini, che in coppia con il fedele Michele Perna è uscito di strada. Pochissimi i danni sulla Skoda Fabia R5 del veloce pilota della Movisport, il quale però non è riuscito a riprendere il via in quanto la vettura aveva le ruote sollevate da terra.

La gara friulana vedeva al via anche il rientrante Alessandro Perico, che in coppia con Mauro Turati si è presentato alla partenza con una Skoda Fabia R5 gommata Pirelli. Dopo aver tolto la ruggine nelle speciali iniziali, il bergamasco è stato protagonista di una gara eccellente, che lo ha visto costantemente vicinissimo e a ridosso dei migliori piloti italiani in lotta per la conquista dell’alloro tricolore. Purtroppo però, prima di entrare nell’ultima speciale, Perico è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un problema ad una pinza dei freni.

“Mi dispiace molto per Michelini – commenta Alessandro Perico – pilota e team principal di PA Racing – perché ero convinto che a Udine ripetesse l’ottima performance del 2017. Peccato, soprattutto in ottica campionato, ma chissà che a Verona faccia una bella gara come lui sa fare. Sono molto contento della mia prestazione, anche se ci ho messo quale prova a trovare il ritmo. Erano molti i mesi che non correvo e devo dire che si sono sentiti”.

“Però una volta tolta la ruggine ho visto che ero comunque in batteria con i primi. Il ritmo del CIR è davvero altissimo ed essere ancora lì vicinissimo ai protagonisti del campionato mi rende davvero felice. La squadra ha lavorato in maniera egregia, e le gomme Pirelli si sono dimostrate ancora una volta iper performanti. Purtroppo un banale gommino di una pinza freno ci ha appiedato alla fine”, conclude Alessandro Perico.

Continua senza sosta l’attività sportiva della PA Racing, che questo fine settimana schiererà due vetture al Rally Città di Torino. Con il numero tre affisso alle portiere, scenderà dalla pedana di partenza il velocissimo valdostano Elwis Chentre, che dividerà l’abitacolo della Skoda Fabia R5 gommata Pirelli con la fida Elena Giovenale. La seconda Skoda Fabia R5-Pirelli sarà affidata all’esperto driver teramano Alfredo “Dedo” De Dominicis, che sarà assistito alle note dal competente Maurizio Barone.

Rally del Friuli: Luca Rossetti e quel bel tris casalingo

Rossetti, già trionfatore sulle strade amiche nel 2008 e nel 2011 ha dunque firmato un esaltante tris che lo rilancia peraltro bene in campionato dopo un avvio sofferto per aver dovuto adattarsi alla vettura per lui nuova. E’ stato un duello continuo, acceso e adrenalinico, con il cesenate Simone Campedelli, con Tania Canton alle note sulla nuove versione della Ford Fiesta R5. Già dai primi momenti, la lotta per il vertice è parsa un affare tra loro due, arrivati a chiudere la prima tappa con il romagnolo davanti di soli cinque decimi di scarto.

Stamane la gara ha detto subito bene per Rossetti, che ha cercato subito l’attacco per scrollarsi di dosso Campedelli ed infatti le prime due “chrono” lo hanno sensibilmente messo in fuga, con il romagnolo che invece ha perso l’occasione affondando in classifica ad una prova dal termine, causa una doppia foratura, con la quale ha lasciato per strada circa otto minuti.

Rossetti ha saputo poi tenere la mente lucida per andare poi a trionfare con ampio merito in Piazza Libertà ad Udine rilanciandosi bene per il rush finale di Campionato, che adesso propone una classifica comunque corta, per il podio, lasciando presagire un epilogo di stagione decisamente pieno di scintille.

Con Campedelli fuori causa per le posizioni di vertice (poi finito sesto nella generale) e con Rossetti avviato al successo, l’attenzione si è spostata al duello per il resto del podio. All’ultimo tuffo, con la lunga conclusiva prova di Mersino ed i suo oltre 20 km ce l’ha fatta il varesino Andrea Crugnola, in coppia con Ometto (Skoda Fabia R5), che siglando il miglior tempo ha beffato per poco (otto decimi) l’attuale leader del tricolore Giandomenico Basso, in coppia con Granai sulla Skoda Fabia R5, finito quindi terzo. Una bella progressione, quella di Crugnola, rallentato durante la prima giornata da un errore e mai entrato bene in sintonia con il percorso, ha saputo gestire al meglio una situazione delicata meritandosi gli elogi di tutti.

Tornando a Basso, dopo una sofferta prima tappa, il trevigiano si è rimesso sotto con forza, concludendo comunque bene ed ovviamente rimane ancora al comando del Campionato, mentre la sfortuna ha attanagliato i bresciani Albertini-Fappani. Dopo aver chiuso terzi la prima giornata oggi sono arretrati in classifica anche in questo caso per una foratura durante la settima prova, con circa quattro minuti persi, difficoltà in seguito accentuate pure da successivi problemi al cambio, la causa poi del ritiro.

Quarto ha concluso il reggiano Antonio Rusce, con la Skoda Fabia R5 pure lui, navigato dall’esperto Sauro Farnocchia, posizione ereditata in “zona Cesarini” per l’abbandono di Alessandro Perico. Un avvio decisamente in salita, per lui, con una foratura e due minuti persi nelle prime battute di gara, una situazione difficile poi risollevata da una notevole progressione che lo ha portato ad incamerare punti pesanti per la classifica “asfalto”, per la quale ha subìto una nuova battuta d’arresto il toscano Michelini, fermatosi per incidente durante la settima prova.

La gara di Alessandro Perico, con Turati, si può descrivere una solare prestazione, per lui. Al rientro nel giro “tricolore”, il bergamasco aveva disputato una prima giornata di sfide “di attesa”, soprattutto per assuefarsi al ritmo alto imposto dagli avversari, mentre nella seconda era riuscito a capitalizzare bene l’esperienza portando ad un risultato di vertice la sua Fabia R5 confermando anche il notevole feeling con la gara che nel passato gli ha dato ampie soddisfazioni.

Bella la prova del locale Marco Zannier, da Pordenone, alla guida di una datata Renault Clio Williams. Ha finito con un sensazionale quinto posto assoluto, in coppia con Marika Marcuzzi al suo fianco, meritandosi grandi applausi da pubblico ed addetti ai lavori.

Tra le vetture della corsa tricolore “Due Ruote Motrici” ha primeggiato l’ufficiale Peugeot Tommaso Ciuffi, con la 208 R2. Il fiorentino ha saputo tenersi dietro una accesa bagarre, dalla quale è emerso con ampio merito un altro giovane di alto profilo, Davide Nicelli, con vettura analoga. Nello Junior ha vinto il siciliano Marco Pollara. Già mattatore delle prime prove della stagione ed arrivato in Friuli con in mano la leadership, il palermitano l’ha rafforzata andando a vincere davanti al molisano Giuseppe Testa.

Grande soddisfazione da parte della Scuderia Friuli ACU ed anche da parte di Città Fiera, per aver visto la loro gara crescere assai di interesse rispetto allo scorso anno, il primo insieme. Ne è stata l’immagine più immediata la prova speciale spettacolo che ha chiuso la prima giornata di sfide, seguita sul posto da circa ben 5000 persone e ben diffusa dai canali RAI e social con dirette e differite. Ma vediamo com’è andato prova per prova questo Rally del Friuli.

Simone Campedelli Rally del Friuli
Simone Campedelli Rally del Friuli

Rossetti e Campedelli arrivano ex-equo sulla PS5

Partito puntualmente alle 14:35 il Rally del Friuli, dopo la partenza delle vetture storiche questa mattina dalla Città Fiera di Martignacco. Dopo lo shakedown e lo start si affrontano le cinque le speciali in programma nella prima tappa: Valle di Soffumbergo in corso la PS1 e Malghe di Porzus ripetute, più la prova spettacolo delle 19. Simone Campedelli e Tania Canton segnano il miglior tempo (8’03.4) con la loro Ford Fiesta R5 davanti alla Citroen C3 R5 di Rossetti-Mori a 2”8 e alla Skoda Fabia R5 di Basso-Granai a 3”8.

La prova speciale numero 2 Malghe di Porzus di 14, 32 chilometri, prevista per le 15:32, va in trasferimento a causa di olio presente sul percorso, lasciato dalle macchine storiche, impegnate nella gara di Campionato Italiano Rally Auto Storiche che precede la gara moderna. Per motivi di sicurezza è stato deciso di non far disputare la prova.

Una bella gara che sul secondo passaggio della prova di Valle di Soffumbergo di 10,89 chilometri non lascia spazio: Simone Campedelli chiude davanti con un vantaggio di 1”4 su Luca Rossetti e di 2”2 su Basso. Ma la sfida si fa davvero più avvincente nella prova successiva, la numero quattro, Malghe di Porzus di 14,32 chilometri, dove è Luca Rossetti a chiudere con il miglior crono di 10’25.3 davanti a Campedelli di 4”2.

Con questo risultato nella classifica assoluta i due equipaggi dell’Italiano Rally si presentano alla prova Città Fiera con lo stesso tempo. Alle spalle di Campedelli e Rossetti compare Stefano Albertini che ha scavalcato Giandomenico Basso, seguito a sua volta da Andrea Crugnola ed Alessandro Perico, tutti su Skoda Fabia R5.

Bene la corsa del fiorentino Tommaso Ciuffi, protagonista tra le vetture del CIR DUe Ruote Motrici e decimo assoluto nella classifica generale; mentre il siciliano Marco Pollara comanda nello Junior ma attaccato da Giuseppe Testa.

La classifica assoluta dopo la PS4

1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 26’35.3; 2. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 0.0; 3. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 14.2; 4. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 15.6; 5. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) a 30.7; 6. Perico-Turati (Skoda Fabia R5) a 37.7; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 44.7; 8. Zannier-Marcuzzi (Renault Clio W.) a 2’27.9; 9. Casella-Arlotta (Peugeot 208 R2) a 2’28.4; 10. Griso-De Guio (Peugeot 208 R2) a 2’33.4; 11. Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 2’37.9; 12. Ciuffi-Gonella (Peugeot 208 R2) a 2’39.4; 13. Pollara-Siragusano (Ford Fiesta R2) a 2’43.6; 14. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R2) a 2’48.4; 15. Guglielmini-Panini (Peugeot 208 R2) a 2’51.6; 16. Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta R2) a 2’57.5; 17. Nicelli-Mattioda (Peugeot 208 R2) a 3’05.3; 18. Trevisani-Faustini (Peugeot 208 R2) a 3’09.9; 19. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia R5) a 3’10.6; 20. Nerobutto-Ferrara (Peugeot 208 R2) a 3’31.6; 21. Ianesi-Pontoni (Renault Clio) a 3’32.7; 22. Vita-Bosi (Ford Fiesta R2) a 3’33.5; 23. Andolfi-Savoia (Ford Fiesta R2) a 3’49.2; 24. Martinis-Mirabella (Renault Clio R3) a 3’59.1; 25. Buiatti-Visintini (Honda Civic) a 4’19.8; 26. Cogni-Zanni (Peugeot 208 R2) a 4’28.5; 27. Bressan-Sguerzi (Citroen Saxo VTS) a 4’51.9; 28. Somaschini-Lombardi (Citroen Ds3) a 4’59.1; 29. Guerra-Paludetti (Peugeot 208 R2) a 5’00.1; 30. Campanaro-Porcu (Ford Fiesta) a 5’04.4.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Ad una prova dal termine, le parole dei protagonisti di questo avvicnente Day 1 del 55°Rally del Friuli Venezia Giulia

Giandomenico Basso (Skoda Fabia R5): “Ho riscontrato dei problemi sull’ultima prova disputata. Non riuscivo a girare bene ho rischiato di girarmi più volte e alla fine proprio in una curva stretta mi si è spento il motore e ho perso tempo”

Luca Rossetti (Citroen C3 R5): “Campedelli è andato subito fortissimo, in una prova che sotricamente è insidiosa poi ho preso il ritmo e non ho avuto problemi a recuperare”

Simone Campedelli (Ford Fiesta R5): “Siamo partiti a foco, come dice la Tania, poi tutto bene. Nell’ultima prova ho preso un po’ di acqua sul fine prova”

Stefano Albertini (Skoda Fabia R5): ” Piuttosto bene fino ad ora. Purtroppo ho fatto qualche errore di troppo in particolare sulla prova di Porzus dove credo di aver perso quasi 5”, ma rimango comunque fiducioso per la seconda parte di gara”

Andrea Crugnola (Skoda Fabia R5): “Posso essere abbastanza soddisfatto. Abbiamo avuto buon isegnali dalla vettura e abbiamo migliorato il set up rispetto a Roma anche se forse abbiamo perso qualcosa sul differenziale. Mi dispiace perche sulla quattro mi sono girato e mi si è spenta la macchina”.

Simone Campedelli in testa dopo il Day 1 in Friuli

Una prima intensa giornata di gara al Rally del Friuli Venezia Giulia, nella sua edizione numero 55, dove c’è stato spettacolo, pubblico e in particolare un grande confronto tra Simone Campedelli e Luca Rossetti arrivati al termine della prova numero 4 con lo stesso tempo complessivo quando mancava ancora una prova.

A confermarsi al vertice, proprio sulla prova spettacolo di Città Fiera, sono stati Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5, partiti subito forte e aggiudicandosi tre prove delle cinque in programma. Alle spalle dell’equipaggio di Orange1 Racing dunque hanno terminato al secondo posto Luca Rossetti ed Eleonora Mori a bordo della Citroen C3 R5 ufficiale, con un distacco minimo di cinque decimi. Terzi assoluti terminano questa prima giornata Stefano Albertini e Danilo Fappani con la Skoda Fabia R5 a sedici secondi dal primo. Bravi i bresciani, vincitori delle ultime due edizioni a Udine, che nonostante qualche errore sono riusciti a guadagnare il terzo gradino del podio provvisorio con 16’’ di distacco dal primo.

Subito dietro, di un secondo, ci sono Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, altra Fabia R5 di Metior Sport. Il trevigiano ha riscontrato dei problemi di guida e al motore che gli hanno fatto perdere secondi preziosi dovendosi accontentare del quarto posto di questa prima frazione di gara. In vista di domani il team ha sostituito il differenziale nell’assistenza di fine giornata.

Quinto assoluto il varesino Andrea Crugnola, abbastanza soddisfatto della sua prestazione con la Skoda Fabia R5 di Gass Racing. Attardato sulla prima prova, il bergamasco Alessandro Perico, navigato da Mauro Turati su Skoda Fabia R5, pagando 10’’ per una partenza anticipata è riuscito a chiudere comunque in sesta posizione. Qualche problemi elettrico per il toscano Rudy Michelini con la sua Skoda Fabia R5, settimo assoluto davanti a Marco Zannier, Renault Clio A7, e le Peugeot 208 R2 di Alessandro Casella e Antonio Rusce, con la sua Skoda Fabia R5 che chiudono la top ten provvisoria.

Giornata positiva per il fiorentino Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2 ufficiale che comanda gli iscritti nella serie tricolore 2 Ruote Motrici, davanti ad un bravo Davide Nicelli anche lui su 208 R2 e agguerrito tra le vetture del Leone iscritte al Peugeot Competition.

Tra i partecipanti al CIR Junior è Marco Pollara a mantenere la sua leadership nelle prove affrontane, sempre attaccato da Giuseppe Testa che chiude alle sue spalle. Terzo e quarto rispettivamente Andrea Mazzocchi e Mattia Vita.

Tra i protagonisti nel tricolore R1 in evidenza Daniele Campanaro con la Ford Fiesta oltre alle Suzuki Swift in corsa per il trofeo monomarca di Simone Rivia, tallonato da Andrea Scalzotto e da Corrado Peloso.

La fase decisiva del Rally riprende domani, sabato 31 agosto, per il Day 2, vi saranno ancora tre prove, da ripetere due volte che potrebbero rimescolare i destini dei piloti del rally moderno: “Trivio-San Leonardo”(14,15 km), “Drenchia” (14,82 km) e la lunga e selettiva “Mersino”(21, 72 km) per un totale di 101,38 chilometri ancora da disputare. L’arrivo è previsto dalle 18.00 in Piazza Libertà nel cuore di Udine.

Classifica dopo la PS5

1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 28’13.6; 2. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 0.5; 3. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 16.0; 4. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 17.0; 5. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) a 32.0; 6. Perico-Turati (Skoda Fabia R5) a 40.1; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 48.7; 8. Zannier-Marcuzzi (Renault Clio W.) a 2’36.3; 9. Casella-Arlotta (Peugeot 208 R2) a 2’39.3; 10. Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 2’42.4; 11. Griso-De Guio (Peugeot 208 R2) a 2’44.4; 12. Ciuffi-Gonella (Peugeot 208 R2) a 2’47.6; 13. Pollara-Siragusano (Ford Fiesta R2) a 2’52.9; 14. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R2) a 3’01.3; 15. Guglielmini-Panini (Peugeot 208 R2) a 3’02.4; 16. Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta R2) a 3’06.5; 17. Nicelli-Mattioda (Peugeot 208 R2) a 3’15.4; 18. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia R5) a 3’15.4; 19. Trevisani-Faustini (Peugeot 208 R2) a 3’19.7; 20. Ianesi-Pontoni (Renault Clio) a 3’41.4; 21. Nerobutto-Ferrara (Peugeot 208 R2) a 3’42.9; 22. Vita-Bosi (Ford Fiesta R2) a 3’51.9; 23. Andolfi-Savoia (Ford Fiesta R2) a 4’09.8; 24. Martinis-Mirabella (Renault Clio R3) a 4’10.1; 25. Buiatti-Visintini (Honda Civic) a 4’31.0; 26. Cogni-Zanni (Peugeot 208 R2) a 4’42.6; 27. Bressan-Sguerzi (Citroen Saxo VTS) a 5’04.4; 28. Somaschini-Lombardi (Citroen Ds3) a 5’11.7; 29. Guerra-Paludetti (Peugeot 208 R2) a 5’11.8; 30. Campanaro-Porcu (Ford Fiesta) a 5’21.1; 

Aggiornamento Rally del Friuli Day 2

Sulla PS6, Luca Rossetti (Citroen C3 R5) parte subito forte e segna il tempo di 6’58.6 davanti a Campedelli (Ford Fiesta R5), e questo lo porta a 35’12.7 nella classifica assoluta davanti al romagnolo olo di tre decimi di secondo. Lotta fra i due, considerando che Stefano Albertini è terzo a 18”7.

Il terzo tempo in prova è di Alessandro Perico con la Skoda Fabia R5, outsider di rilievo.Fatica un pò ancora Giandomenico Basso che è dietro ai suoi avversari. Il trevigiano ha perso ulteriore tempo già da questa prima prova posizionandosi dietro alla Fabia di Crugnola.

Primo passaggio sulla PS7 Drenchia, dove Rossetti-Mori sono ancora davanti a Campedelli-Canton di altri 3”9. Ora la Ford di Campedelli nella classifica generale è dietro di 4”2 rispetto ala Citroen di Rossetti. Terzo tempo in prova per il varesino Andrea Crugnola subito davanti a Alessandro Perico, entrambi su Skoda Fabia.

Giandomenico Basso al Rally del Friuli
Giandomenico Basso al Rally del Friuli

Dopo questa prova nella classifica generale terzo assoluto invece compare Giandomenico Basso, quinto tempo nella PS7, che sale ma a 30” dal primo e deve rimanere attento agli attacchi di Crugnola, al momento dietro al trevigiano di soli nove decimi di secondo. Tempo alto di Stefano Albertini rallentato da una sostituzione ad uno pneumatico della sua Skoda Fabia R5. Ritiro amaro invece per Rudy Michelini dopo un’uscita di strada incruente con la Skoda Fabia.

La prova di “Mersino”(21,72 Km) chiude il primo giro di prove dove Basso (Skoda) termina davanti a Crugnola (Skoda) e Rossetti (Citroen). Prova partita in ritardo a causa del tempo per asciugare l’olio perso dalle vetture storiche qualche minuto di ritardo partita alle ore 12.04 quindi con nove minuti di ritardo.

La prova speciale, quella lunga di “Mersino”, vede l’affermazione di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Skoda Fabia seguiti da vicino da Andrea Crugnola e Pietro Ometto, altra Fabia R5, ad un solo secondo. Terzo crono in questa prova, è di Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 che aumenta le distanze nella classifica generale da Simone Campedelli, quarto in questa prova.

Qualche problema per Stefano Albertini che purtroppo si allontana del tutto dalla zona podio. Nessun problema nella corsa di Tommaso Ciuffi che resta concentrato e al comando tra i partecipanti al CIR 2 Ruote Motrici con la 208 R2 davanti a Davide Nicelli. Mentre nel tricolore Junior, Marco Pollara ristabilisce gli equilibri e si aggiudica la prova davantiad Andrea Mazzocchi a sua volta davanti a Giuseppe Testa che sta soffrendo un pò in termini di guida della sua Ford Fiesta R2.

Classifiche dopo la PS8

1. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) in 1:00’37.3; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 5.3; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 28.4; 4. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) a 39.1; 5. Perico-Turati (Skoda Fabia R5) a 56.0; 6. Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 3’58.1; 7. Zannier-Marcuzzi (Renault Clio W.) a 5’24.4; 8. Ciuffi-Gonella (Peugeot 208 R2) a 5’58.7; 9. Pollara-Siragusano (Ford Fiesta R2) a 6’00.3; 10. Griso-De Guio (Peugeot 208 R2) a 6’09.9; 11. Casella-Arlotta (Peugeot 208 R2) a 6’18.6; 12. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R2) a 6’30.9; 13. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 6’38.9; 14. Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta R2) a 6’43.4; 15. Guglielmini-Panini (Peugeot 208 R2) a 6’43.8; 16. Nicelli-Mattioda (Peugeot 208 R2) a 7’35.4; 17. Martinis-Mirabella (Renault Clio R3) a 8’00.7; 18. Vita-Bosi (Ford Fiesta R2) a 8’10.2; 19. Nerobutto-Ferrara (Peugeot 208 R2) a 8’19.6; 20. Ianesi-Pontoni (Renault Clio) a 8’20.3; 21. Andolfi-Savoia (Ford Fiesta R2) a 8’27.2; 22. Trevisani-Faustini (Peugeot 208 R2) a 8’29.1; 23. Cogni-Zanni (Peugeot 208 R2) a 9’09.8; 24. Buiatti-Visintini (Honda Civic) a 9’13.6; 25. Guerra-Paludetti (Peugeot 208 R2) a 10’02.7; 26. Bressan-Sguerzi (Citroen Saxo VTS) a 11’29.9; 27. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia R5) a 11’30.5; 28. Rivia-Musiari (Suzuki Swift Boosterjet) a 11’51.8; 29. Campanaro-Porcu (Ford Fiesta) a 11’57.8; 30. Somaschini-Lombardi (Citroen Ds3) a 12’19.2;

Partito in orario il secondo giro di prove al 55° Rally Friuli Venezia Giulia. Tra gli aggiornamenti, purtroppo non sono rientrati Stefano Albertini e Danilo Fappani. L’equipaggio bresciano è stato costretto a ritirarsi per i problemi al cambio della Skoda Fabia R5.

Campedelli si aggiudica questa prova numero nove, davanti a Rossetti. Il romagnolo chiude con un secondo e un decimo di secondo davanti al diretto avversario con la CItroen C3 R5. Il pilota di Orange 1Racing è partito forte non ci sta ad arrivare secondo e al di là dei calcoli in chiave campionato cerca di portare a casa il successo. Terzo tempo in questa prova per Andrea Crugnola con la Skoda Fabia R5. il varesino comanda tra gli sfidanti del tricolore Asfalto.

Quarto crono sulla PS9 per Giandomenico Basso, seguito da Alessandro Perico, entrambi su Skoda Fabia R5. Bene anche la corsa di Antonio Rusce sempre su Skoda Fabia R5. Poi succede che sulla penultima prova del rally una foratura frena la corsa di Simone Campedelli con la sua Ford Fiesta R5.

La prova la vince Rossetti, con la Citroen C3 R5, davanti alle Skoda Fabia R5 di Andrea Crugnole e Giandomenico Basso. La classifica generale adesso vede il pordenonese davanti di oltre 40”, secondo il trevigiano Basso e terzo il varesino Crugnola. Quarto crono in prova lo segna l’outsider Alessandro Perico, seguito da Antonio Rusce entrambi su Skoda Fabia R5 che punta a portare a casa punti importanti nella classifica del Tricolore Asfalto.

Occhio ad Alex Perico al Rally del Friuli: corre per vincere

Il Rally di Roma Capitale si è appena concluso e già l’attenzione è rivolta al Rally del Friuli Venezia Giulia che si preannuncia determinante, visto che tanto Rossetti – friulano di nascita – che Crugnola sono chiamati alla vittoria per restare in corsa per lo scudetto. Infatti i numeri lasciano pochi dubbi. Basso ha 64,5 punti, Campedelli 51,75, Rossetti 46,5 e Crugnola 40,25. Ma considerando i due scarti obbligatori la situazione ad oggi sarebbe Campedelli 51, Basso 49, Rossetti 39, Crugnola 37,25.

Considerando che una vittoria vale 15 punti è chiaro che una ulteriore battuta d’arresto sarebbe fatale per i due che inseguono già con 12 e 13,25 punti di ritardo. Così diventano ancora più importanti i terzi incomodi, ed al Friuli ne arriverà uno veramente pericoloso: Alessandro Perico.

Il bergamasco ha potenzialmente le capacità per infilarsi nella lotta al vertice. Sarà al via con una Skoda Fabia R5 con al fianco Turati e malgrado i nove mesi di assenza (ultima gara il Città dei Mille, dove fu secondo dietro Craig Breen) non avrà tanta ruggine da eliminare, visto che non disdegna di testare le vetture destinate ai clienti della PA Racing.

Dei delitti e delle pene

E’ solo il primo grado, ma la sentenza sulla tragica fine di Valerio Catellani e Daniela Bertoneri al Rally di Lucca 2012 non può che costituire l’ennesimo preoccupante elemento che mette in discussione l’esistenza stessa dei rally. Non ci permettiamo dubbi sul lavoro della magistratura lucchese ed è certo che la legge italiana sia molto lontana dal concetto anglosassone del “motorsport is dangerous”, ma ci sono alcuni aspetti che a guardarli con la logica dell’uomo qualunque lasciano sgomenti. Perché sono ingiusti ed ancor più perché costituiscono un irrimediabile carico morale, psicologico ed economico per i coinvolti.

Le condanne – da 1 anno a 1 anno e 2 mesi – di tutti i coinvolti sono motivate da concorso in omicidio colposo (per i 7 componenti gli equipaggi apripista e per l’addetto alla sicurezza) o da omissione di soccorso (per un intero equipaggio, più un pilota ed un navigatore). Con una provvisionale di 330 mila Euro a favore delle parti civili (in attesa della parallela causa civile per danni), ai giorni nostri in generale figure sempre più spesso di convenienza.

La colpa dei primi è di non aver denunciato la pericolosità della buca in cui si è capovolta ed incastrata la vettura uscita di strada, impedendo all’equipaggio di sfuggire alle fiamme. Sfido chiunque a fare l’apripista ed accorgersi di un tale pericolo. Immaginare cosa possa fare una vettura uscendo di strada in ogni singolo metro è… inimmaginabile. Mi sovviene ad esempio un altro caso tragico, quello di Biella, quando una vettura uscendo di strada precipitò ruzzolando su una disgraziata famiglia che stava in una curva più sotto…

Quanto all’omissione di soccorso anche nei rally è giustamente sanzionata: ma non si può certo pensare che in una frazione di secondo l’equipaggio concentrato a restare in strada ed andare il più veloce possibile possa sempre avere la percezione di quanto stia accadendo a bordo strada. Soprattutto di notte ed al buio. Certo l’incendio c’è stato: ma quando è diventato realmente tale da attirare l’attenzione dei piloti seguenti?

Mi si perdoni il paragone ardito, ma mi sembra che tutto ciò sia un po’ come quello a cui si assiste in medicina, dove le cause per presunti errori ed omissioni ormai si sprecano. Chi sbaglia per sciatteria e incompetenza è giusto che paghi, ma né un medico né un pilota può essere esente da involontari e disgraziati errori occasionali.

Non si tratta di rendere impuniti i colpevoli, ma di non rendere impossibile il fare. Di questo passo non si troveranno più medici disposti ad operare, se non a condizioni più onerose, con le immaginabili conseguenze. E non si troverà più chi si assuma responsabilità sproporzionate per realizzare un rally. Allora sarebbe di certo una condanna: per la specialità. Per questo oltre alla solidarietà umana con i coinvolti è doveroso chiedere una volta di più ad Aci di impegnarsi per rendere umane le leggi e supportare con puntualità e convinzione i coinvolti. E per sollecitare il legislatore a normare secondo logica i tanti altri aspetti assurdi che rendono comunque dei fuorilegge forzati i praticanti (revisioni, omologazioni, ecc.).

E visto che siamo in tema di norme, sentenze e condanne, sul pur più ‘lieve’ piano sportivo vale la pena di (ri)sollecitare più verifiche, più preparazione, più rispetto delle procedure e dei ruoli. Le tante chiacchiere sui controlli del Valtellina, sui fatti del Monzino, su diverbi sconvenienti e penalità a boomerang del Monza Rally Show, e in generale sulle presunte irregolarità di tanti tipi di vetture – ad iniziare dalle imperanti R5 – lo impongono.

Senza parlare delle ricognizioni… Nelle gare Fia non mi pare ci siano tutte le nostre manfrine: si verifica con frequenza, di solito a fondo e con competenza senza guardare in faccia a nessuno. E chi ne ha titolo condanna o assolve per direttissima. Ed i reclami da parte di chi ha dubbi sugli avversari sono rari – visto che le verifiche già ci sono – ma normali, non un gesto da infami. Per cui si cerca di ‘sussurrare’ il presunto peccato nell’orecchio di qualcuno che possa agire di strumento o di penna per conto proprio. Un tutto che volendo si può chiamare coraggio delle proprie azioni.

Il titolo Dei delitti e delle pene è preso in prestito da un breve saggio – il più noto dell’illuminismo italiano e di grande influenza sui pensatori europei successivi – scritto da Cesare Beccaria e pubblicato nel 1764. In questo pamphlet Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le modalità di accertamento dei delitti e circa le pene allora in uso.

Questo è l’editoriale del direttore di RS e oltre di gennaio 2019

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Craig Breen è la star della Ronde Città dei Mille

Alla quattordicesima Ronde Città dei Mille passa lo straniero. Craig Breen, pilota irlandese abituale protagonista del campionato WRC, ha vinto la corsa organizzata dalla Ares Communication e dalla Giesse Promotion insieme alla fidanzata comasca Tamara Molinaro sulla nuova arrivata Citroen C3 R5 della GCar Sport. Per la prima volta sugli asfalti lombardi, l’asso irlandese ha sconfitto una accanita concorrenza grazie ad una condotta perfetta. Dopo aver studiato la situazione nella prima speciale ha sferrato due colpi decisi nelle prove centrali tenendo alla corda i rivali anche nell’ultimo crono, quello vinto da Alessandro Perico.

Proprio il driver bergamasco ha concluso in seconda posizione insieme a Mauro Turati sulla Skoda Fabia R5 (PA Racing) grazie ad una gara senza sbavature culminata con lo scratch in Ps4. Chi ha qualcosa da recriminare è il lecchese Marco Paccagnella in coppia con Maurizio Vitali: i due della BDL Racing erano stati i primi leader della corsa ma un problema all’attuatore delle marce li ha costretti ad utilizzare il cambio manuale nello stage finale: la perdita di 5”5 lo ha fatto scendere in terza posizione assoluta.

“Sono soddisfatto per avere condiviso questa vittoria con Tamara, al suo primo successo in carriera. Era importante provare la nuova C3 R5 della GCar per metterle chilometri e testarla in modo corretto facendo capire a tutti qual è il suo reale potenziale; oggi ci siamo divertiti molto” ha detto l’asso irlandese Craig Breen. Craig Breen si aggiudica il Trofeo Città di Alzano in quanto primo assoluto. Il miglior Under 25 è Enrico Oldati che conquista così il Memorial Renato Pasquali. Il Memorial Gimondi va invece ai camuni Daniel Reghenzani-Diego Castelnovi che sono il più giovane equipaggio all’arrivo: meno di 40 anni in due!

Quarta posizione finale per il bergamasco Ilario Nodari: il pilota di Gandino ha chiuso secondo tra le Wrc insieme a Mometti su Ford Fiesta (Tam Auto). Quinta piazza per Stefano Capelli, tornato a guidare una Wrc (la Citroen DS3) dopo alcuni anni; insieme a lui Fabrizio Carrara. Alle loro spalle chiude a podio di R5 un altro duo locale: Giaconia-Torri sono quinti sulla Skoda Fabia R5 (PA Racing) mentre è da classificare positivamente il debutto di Bissa-Pulicisu con una R5: è 7° la Skoda del team HK. Ottavo posto nella caselllna finale per Mauro e Simone Miele: i due varesini della DS3 Wrc “pagano” due manovre nelle prove centrali. Noni a 37” i fidanzati Gianluca Acerbis ed Anna Frezzato, su Skoda R5 (Roger) mentre chiude la top ten un altro equipaggio… di famiglia: papà Danilo Scanzi affiancato dal figlio Alberto, utilizzava per la seconda volta la Ford Fiesta Wrc (Erreffe).

Lotte nelle altre classi della Ronde Città dei Mille

Vincitore tra le due ruote motrici è risultato il duo parmense Vescovi-Guzzi che si è aggiudicato anche la classe S1600 davanti ai compagni di team Roggiani-Dentella: entrambi erano su Renault Clio S1600. In R3C il successo è stato ad appannaggio dell’equipaggio locale composto da Igor Cugini e Maurizio Della Torre, bravi su Clio GMA a svettare sui rivali tra i quali il sardo Gessa e l’evergreen Lozza. Gli elvetici Cominelli-Fieni (Peugeot 208) vincono tutte le prove della classe R2 risultandone automaticamente i migliori. I locale Grigis-Grigis fanno loro la A5 su Peugeot 106.

In A6 Ghirardi e Tirone battono tutti (Peugeot 106) mentre la A7 è vinta dalla Renault Clio di Nussio-Amato. Spettacolo garantito dalla BMW di Marchetto Zamboni (A8) e dalla Peugeot 306 di Grudina-Turco (Peugeot 306 Kit). La K10 è per Sanvito-Muffatti mentre la N1 per Reghenzani-Castelnovo (Peugeot 106). Pennino-Varisco (Peugeot 106) si impongono in N2 dopo l’iniziale leadership di Fortunato: al fotofinish hanno la meglio per 1”5 su Gardini-De Vincenzi. Dopo anni di successi in N2 primeggiano anche in N3 i locali Albrigoni-Paganelli (Citroen Saxo) bravi a contenere la furia di Targon (Honda Civic).

La N4 è vinta da Muzio-Magni su Subaru Impreza. Nonostante un timbro fallace Larosa e Minelli si aggiudicano in solitaria la R1B su Suzuki Swift. Anche per Brocchi e Rosa (Mitsubishi Lancer Evo IX) si tratta di una vittoria in solitaria nella R4 dopo il ritiro per incidente di Merelli. Moscardi-Ferrari vincono agevolmente la RS 1.6 sulla loro Citroen Saxo mentre parla sardo il vincitore della RS1.6 TB: festeggiano Fois-Tocco su Mini Cooper. Pezzetta e la Melesi sono primi tra le RS Plus. I bresciani Rizziero e “Ludo” Zigliani sono i vincitori della S2000 sui due Allieri per solo 3”6.

Top ten assoluta della Ronde Città dei Mille

1. Breen-Molinaro (Citroen C3 R5) in 21’12’0; 2. Perico-Turati (Skoda Fabia R5) in 21’13”2 a 1”2; 3. Paccagnella-Vitali (Ford Focus Wrc) in 21’16”3 a 4”3; 4. Nodari-Mometti (Ford Fiesta Wrc) in 21’26” a 14”0; 5. Capelli-Cattaneo (Citroen DS3 Wrc) in 21’31”8 a 19”8; 6. Giaconia-Torri (Skoda Fabia R5) in 21’35”7; 7. Bissa – Pulici (Skoda Fabia R5) in 21’44”4 a 32”4; 8. Miele-Miele (Citroen DS3 Wrc) in 21’48”3 a 36”3; 9. Acerbis-Frezzato (Skoda Fabia R5) in 21’49”7 a 37”7; 10. Scanzi-Scanzi (Ford Fiesta Wrc) in 22’02”8 a 50”8.

Albo d’oro Ronde Città dei Mille

2018: Breen-Molinaro (Citroen C3 R5)

2017: Paccagnella-Bianco (Ford Focus Wrc)

2016: Perico-Turati (Ford Fiesta Wrc)

2015: Paccagnella-Bozzo (Ford Focus Wrc)

2014: Perico-Turati (Peugeot 208 T16 R5)

2013: Perico-Reboldi (Citroen C4 Wrc)

2011: Gamba-Inglesi (Peugeot 207 S2000)

2010: Perico-Carrara (Citroen Xsara Wrc)

2009: Gaspartto-BIzzotto (Ford Focus Wrc)

2008: Oldrati-Romano (Peugeot 206 Wrc)

2007: Gregis-Concaro(Peugeot 206 Wrc)

2006: Perico-Carrara (Peugeot 206 Wrc)

2005: Oldrati-Romano (Peugeot 206 Wrc)

2004: Zanchi-Florean (Toyota Corolla Wrc)

 

Alex Perico: ‘La verità sulla storia della flangia da 35 mm’

Classe 1976, del 6 gennaio per la precisione, Alex Perico racconta cosa è accaduto allo Special Rally Circuit Vedovati. Com’è noto, al “Monzino” una vettura è stata richiamata a controllo dai commissari sportivi subito dopo la PS1. Pare andasse veloce, forse troppo. Sulla PS2, poi, questa vettura è scomparsa, costretta al ritiro. Era la Skoda Fabia R5 del pilota orobico. Subito dopo è scattata Radio Rally che – tra sms, chat e forum – ha diffuso la notizia. Che nel frattempo è cresciuta. È lievitata all’inverosimile. Fino a creare un caso nazionale. I commenti, anche la vetriolo, si sono sprecati. E per la verità anche le supposizioni, le illazioni e le accuse. Gigi Pirollo, presente in veste di Supervisore Aci Sport non ha voluto né confermare e né smentire. Voci ben informate vogliono che abbia scritto una relazione all’Aci Sport. Quando riterrà opportuno intervenire, RS Rally e Slalom lo ospiterà volentieri.

Intanto, proviamo a fare chiarezza con il racconto esclusivo del diretto interessato. Alex è arrabbiato. Ha sentito nei giorni scorsi la pressione del vociare e del pettegolezzo. Ritiene che sono state dette molte cose inesatte. Imprecisioni e bugie, che possono mettere in cattiva luce il suo impegno imprenditoriale e sportivo. Da qualche giorno pensava di raccontare l’accaduto ma quando tutti pensano che uno sia colpevole non è mai facile capire a chi raccontare la tua verità. Ha ben pensato di affidarla alla nostra testata, forse per rispetto e stima, visto che da più tempo ne apprezza professionalità e operato. E ovviamente, RS Rally e Slalom non si è tirato indietro. Anzi. Con il suo tono sempre colorito e la parlata farcita di intercalari, Alessandro Perico ha voluto spiegare cosa è accaduto a Monza in occasione dello Special Rally Circuit non risparmiando qualche frecciatina.

‘Vi racconto la storia della flangia da 35 mm’

Il driver bergamasco, navigato da Mauro Turati su Skoda Fabia R5 della PA Racing, struttura gestita dallo stesso Perico, vince la prima prova speciale del Monzino con un vantaggio perentorio: 5”1 sulla Citroen DS3 WRC di Simone Miele, seconda, e ben 20”3 alla seconda R5 in graduatoria, la Hyundai del bresciano Mabellini. A molti la faccenda non è andata giù e le accuse, nemmeno velate, hanno iniziato ad invadere l’autodromo. I commissari al termine della PS1 hanno parlato col driver orobico e misurato la flangia facendo rapporto al collegio dei commissari. Le voci di coloro che si dichiarano ben informati riportavano che la flangia di Perico fosse addirittura da 35 millimetri, per capirci roba da WRC Plus.

“E’ ora di finirla con questa storia – sbotta Perico – perché mi sono stancato di sentire tutte queste accuse inutili. Alla fine della prima prova mi hanno misurato la flangia ed era 32,1 millimetri, un decimo fuori dagli standard. Un minimo di tolleranza ci potrà pur essere – dicevo io – ma i commissari non capivano. Siccome la Skoda l’abbiamo appena ritirata dalla Finlandia da un team che faceva anche rallycross, ho mostrato a questi tecnici una vera turbina con flangia “aperta” che avevamo ancora sul camion insieme ad altri ricambi e non quella che montavo sulla mia Skoda. L’ho fatto in modo istintivo per spiegargli cosa è giusto e cosa, invece, è fuori dagli schemi. Probabilmente loro hanno fatto una relazione su quella flangia da 35 millimetri e non sulla mia. Ora la gente può dire e scrivere quello che vuole: ne risponderà per vie legali. Non voglio crearmi problemi per queste storie, anche perché il mio obiettivo è il lavoro del team. Non certo vincere rally senza validità”.

Alex Perico: ‘Mi risulta un’indagine sui commissari’

“Qualcuno mi spieghi perché non mi hanno squalificato se avessero davvero misurato ben 35 millimetri di flangia!”. Già, perché nessuno lo ha squalificato se, davvero, fosse stata rilevata una porcata del genere? “Mi hanno fatto proseguire, mi hanno fatto fare la PS2 dove mi sono ritirato. Potevano farmi tornare al parco chiuso e verificarmi, invece no. Non mi hanno comunicato nulla e mi hanno lasciato andare avanti. Dunque? Dov’è il problema? Mi hanno detto che la federazione ha aperto un’indagine contro i commissari. Quindi domando a chiunque voglia rispondermi: di cosa stiamo parlando? Se ci fosse stata un’irregolarità, perché nessuno mi ha fatto vedere nulla né tanto meno mi hanno fatto controfirmare un verbale con i fatti contestati? Io so di essere a posto e ho i testimoni, quindi vado avanti per la mia strada”. Possibilmente asfaltata, aggiungiamo noi.