Giuseppe Zagami, candidato per l'Ac VCO

Un documento Aci chiarisce la ”querelle” Zagami-Superina

“Io ho avuto modo di confrontarmi anche con l’attuale presidente dell’Automobile Club Verbano-Cusio-Ossola, Ettore Superina, che poi è il candidato della lista che si oppone alla mia. Gliel’ho detto: sono tranquillo. Potremmo aver commesso qualche errore di buona fede e di inesperienza, ma non è stato commesso nessun illecito. Le persone che sono nella mia lista sono consapevoli e d’accordo nel sostenermi alla corsa per la presidenza dell’Ac VCO. Lecito che qualcuno abbia sospettato di firme dubbie, però, io sono sereno. Sono tranquillo”. Giuseppe “Peppe” Zagami, patron del Rally Valli Ossolane e di altre sei gare, uno dei più attivi organizzatori del nord Italia, parla con RS e oltre della bufera che ormai da circa due mesi lo accompagna nella vita quotidiana.

Zagami si definisce piuttosto vittima della burocrazia e non vede l’ora che si possa andare al voto, così che possa essere stabilito in modo democratico chi dovrà guidare l’ente nei prossimi anni. L’organizzatore del “Mondiale delle Valli Ossolane” ci tiene a precisare un altro aspetto riguardo alla notizia da noi pubblicata sul secondo rinvio consecutivo delle elezioni: “Le elezioni non sono state nuovamente rinviate dall’Automobile Club d’Italia, bensì dalla Commissione elettorale dell’Ac VCO”.

Vero: le elezioni le ha formalmente rinviate la Commissione elettorale dell’Ac VCO, ma in una lettera riservata del 16 giugno 2021, protocollata con codice “aoodir023/0000413/21”, è il presidente dell’Aci, l’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, che riferendosi ad alcune anomalie oggettivamente riscontrate nella documentazione della lista Zagami, invita l’ente provinciale a chiedere (come forma di autotutela) delle integrazioni documentali su alcune posizioni che risulterebbero carenti (Marco Di Sabato e Luca Tarabella).

Siccome nella pubblica amministrazione più che altrove vale l’antica regola “verba volant, scripta manent”, l’invito ad approfondire è stato accolto immediatamente. Il documento firmato dal presidente dell’Aci approfondisce l’argomento e, soprattutto, risponde alla richiesta di verifica su alcune firme che avrebbero destato sospetto nella parte segnalante.

“Ho incaricato il Direttore dell’Ispettorato, Dr. Turci, di eseguire i necessari accertamenti”, scrive Sticchi Damiani, che prosegue riferendo cosa è stato scoperto: “Sono state effettivamente riscontrate diverse anomalie non rilevate dalla Commissione elettorale nominata dal Consiglio Direttivo dell’AC ex art 17 del Vostro Regolamento. Alcune non appaiono invalidanti, mentre per altre è necessario procedere ad un riesame di merito”.

“Il Direttore (Turci, ndr) ha potuto escludere la necessità di segnalare alla competente Procura l’ipotesi di sottoscrizioni apocrife, avendo compiuto in tal senso adeguati approfondimenti, seppur con l’urgenza richiesta. La non conformità di alcune posizioni evidenziate nella nota e di altre riscontrate non regolari nel corso dell’ispezione, non possono comportare l’invalidità di alcuna lista per quanto concerne il numero dei sottoscrittori, che rimane comunque sufficiente a raggiungere i quorum fissati per la sostenibilità delle candidature”, si legge nella lettera di Sticchi Damiani.

“Rimangono, però, da considerare due difformi tipologie rispetto al dettato del Regolamento elettorale ed esattamente l’assenza delle dichiarazioni di accettazione carica e insussistenza di cause di ineleggibilità, inconferibilità e incompatibilità, per due candidati al Collegio dei Revisori dei Conti, i Sig.ri Marco Di Sabato e Luca Tarabella, oltre alla mancata completa indicazione degli estremi del documento di identità dei sottoscrittori nelle liste protocollate dal1’AC ai nn. 131/21 e 132/21 del 26.2.2021”.

“Riguardo a tali carenze, la Commissione elettorale, in autotutela, potrà intervenire chiedendo un’integrazione documentale agli interessati anche tramite i presentatori delle liste, addivenendo ad un’auspicabile regolarizzazione delle anomalie, in ossequio al noto principio generale dell’ordinamento della conservazione dei valori giuridici, con conseguente prevalenza, ove possibile, del mantenimento in essere dell’atto rispetto al rimedio eliminatorio”.

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