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Editoriali, Rubriche

La ”guerra di gomma”, le notizie e la macchina del fango

“Non ci muoviamo su richieste che si basano su segnalazioni destinate a restare anonime. Come presidente del Collegio dei commissari sportivi posso assicurare che predisponiamo controlli d’ufficio, su qualunque parte dell’automobile, come avviene in corso di gara e come avviene a fine gara. Se constatiamo di trovarci dinanzi ad una infrazione o ad una violazione procediamo nel pieno rispetto del regolamento, altrimenti siamo lieti di apprendere che, per quello che sono le nostre competenze, e nel CIR lavoro con ottime professionalità, è tutto in regola. Non fa eccezioni il Rally Due Valli, come non fanno eccezione tutte le altre gare di Campionato Italiano”.

L’avvocato Angelo Raffaele Pelillo, con la sua sintesi, dipinge un quadro perfetto, che ci permette di completare con chiarezza quel ritratto che nell’articolo “CIR, Due Valli: scoppia la polemica di gomma” avevamo tratteggiato e su cui volevamo tornare per completarlo. Ovviamente, avevamo provato a contattare l’avvocato Pelillo prima della pubblicazione della notizia, ma comprensibilmente non ha potuto parlarci tra tre tempi imposti e varie altre che sono riscontrabili nell’albo di gara del rally. Quindi, col presidente del Collegio dei commissari sportivi siamo riusciti a confrontarci sull’argomento nella tarda serata di domenica 10 ottobre, a fine gara, anche per avere la certezza o meno sull’eventuale arrivo di qualche reclamo in merito. Reclami, però, non ce ne sono stati.

Durante questo 2021 abbiamo seguito con attenzione l’operato, i controlli e le decisioni del Collegio dei commissari: a Sanremo con Breen e Hyundai, a San Marino con le presunte gomme intagliate, impacchettate e rimaste presunte, a Brescia con l’esclusione dalla classifica di Federico Romagnoli, così come le sanzioni esemplari (2.500 euro) comminate a chi ha effettuato manovre pericolose per scaldare le gomme e in altre occasioni. Francamente, c’è poco da eccepire: ritenendo che il CIR è il Campionato più importante d’Italia, riteniamo che debba essere rigorosamente controllato. Senza il rispetto delle regole difficilmente il CIR può essere un trampolino di lancio verso il professionismo e rischia di soffocare. Queste le premesse di un ragionamento che, altrimenti, rischia di disperdersi in rivoli inutili, filo-pettegolezzo, che non ci riguardano in nessun modo.

E veniamo alla questione “polemica di gomma” del Due Valli, ennesimo scontro causato da una forte competizione e da un’altrettanto forte diffidenza tra alcuni team della serie Tricolore: nel mirino ci finiscono gli pneumatici (non per la prima volta) e il tutto diventa, come l’abbiamo già definita, una “guerra di gomma”, che in più occasioni ha arroventato il clima del CIR 2021. E non solo quello del Campionato Italiano, visti simil-dispettucci che sembrerebbero voler condizionare la nostra autonomia dell’osservare, fotografare e raccontare non solo che il sole splende, le foglie cadono in autunno, la mucca fa mumù, eccetera…

Ma per caso, a qualcuno dà fastidio che si facciano i controlli? E se sì, perché mai? Dà fastidio che i giornalisti scrivano e i che i fotografi scattino immagini? Spiegateci come mai, proveremo a capire anche ragionamenti in antitesi con la nostra correttezza e con la nostra integrità morale, perché conosciamo nomi e cognomi di giornalisti e “figli di” a libro paga di Tizio, Caio e Sempronio, piuttosto che di Gianni e Pinotto… E non possiamo credere che qualcuno pensi che il CIR sia il proprio orticello dove fare il bello e il cattivo tempo e che tutto debba chiudersi lì, che certe notizie non debbano superare il parco assistenza di un determinato rally. Queste cose ci infastidirebbero molto, come potrebbe infastidirci il confronto con chi fa finta di non capire per cavalcare l’onda della polemica, sperando in un tornaconto personale.

A fronte di qualcuno direttamente interessato, che non vuole escano “determinate notizie”, ci sono decine di migliaia di persone che sono altrettanto direttamente interessate. E poi c’è il diritto/dovere di raccontare ciò che avviene, verificando ma mai censurando. Per dirla fuori dai denti: o c’è un diritto all’informazione, oppure non c’è. Non esiste un diritto all’informazione di una, due o tre persone.

Quel che, invece, è importante chiarire in questa sede, per completezza di informazione, visto che sulla nostra pagina social (e non solo) qualcuno (pochi, per la verità) non avevano ben capito e altri hanno ritenuto opportuno interpretare a modo proprio, è che mai è stata messa sotto accusa per qualche infrazione alcuna azienda – che infatti non abbiamo neppure nominato, trattandosi di persone che conosciamo, che stimiamo e che siamo certi lavorino da decenni con professionalità – il cui tendone è comparso nelle foto consegnate ad un organismo federale deputato ai controlli nelle gare, e né Pirelli, che compare con il suo logo nelle stesse immagini, e mai è stato scritto che in quel momento, in quel determinato posto, si stesse facendo qualcosa di “losco”.

E’ stata solo riportata una polemica che, oggettivamente, ha riguardato alcuni team e Costruttori di gomme nella gara di cui ci occupavamo ed è stato aggiunto quale fosse questa polemica e di quali materiali fosse in possesso il Collegio dei commissari sportivi. I diretti interessati dalla vicenda sanno perfettamente tutto sulla storia delle foto, perché c’erano e si sono visti e guardati in faccia, e quindi tutte le altre illazioni che la “macchina del fango” dei “tutti contro” vuole muovere non sono farina del nostro sacco. Noi rispondiamo di ciò che scriviamo, non di ciò che pensano Gianni e Pinotto.

Lo abbiamo scritto anche nelle risposte date ai nostri lettori su Facebook: il regolamento non vieta di riscaldare le gomme con il soffione (argomento da noi mai messo in dubbio) e i Costruttori di pneumatici raccomandano di montare gli stessi ad una temperatura di 20 gradi centigradi circa per evitare di rovinare la spalla durante l’operazione di montaggio. Il regolamento federale vieta di scaldare le gomme con la fiamma viva. E soprattutto abbiamo anche chiarito che il “povero” gommista non centrava nulla, essendo finito in mezzo ad alcune beghe più grandi di lui.

E’ rimasta solo una gara per chiudere il CIR 2021 e il titolo è stato già assegnato a Verona. Fortunatamente quest’anno non si sono visti chiodi, per il prossimo anno auspichiamo anche che si trovi il modo per fare scomparire anche i dubbi che creano queste “polemiche di gomma” e che si possa correre nel nome di una sportività che amiamo e che insieme ai nostri lettori ci fa tifare e amare i rally.

11 Ottobre 2021/da Marco Cariati
Tags: campionato italiano assoluto rally, rally due valli
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