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Editoriali, Rubriche

”Caso Sanremo”: le incongruenze, le gomme e lo sfogo di Rendina

Martijn Wydaeghe controlla le gomme di Andolfi

Dalle 21:15 del 11 aprile 2021, sul “Caso Sanremo” si è detto tanto, forse troppo. C’è chi accusa l’apparato federale o il direttore di gara di aver preso a pesci in faccia l’unico Costruttore che dalla Corea è venuto a risollevare le sorti del Campionato Italiano Rally Sparco nell’anno del suo sessantesimo compleanno e c’è chi se la prende con Hyundai per aver messo in pratica un presunto gioco di squadra (che poi non era un gioco di squadra) che rischiava di falsare il risultato di una gara storica e importante come il Rally di Sanremo e di danneggiare gli incolpevoli Stefano Albertini, Fabio Andolfi e Giandomenico Basso in termini di classifica Campionato. 

Per noi di RS non è tutto scontato come appare o come vorrebbero fare apparire determinati tuttologi. Insomma, non tutto ci sembra collimare perfettamente come si vuol fare credere sia da una parte sia dall’altra. Ci sono diversi dubbi (se è ancora lecito avere dei dubbi) che continuano a lasciarci perplessi.

Partiamo dal supposto gioco di squadra attribuito da “vox populi” e da “radio rally” all’armata Hyundai. Il gioco di squadra avviene tra due piloti dello stesso team (per team si intende una squadra, un Concorrente Persona Giuridica per come definito dall’ordinamento Aci Sport in materia). Seppure, abbiamo sentito nelle dirette di Aci Sport TV Andrea Adamo fare riferimento al sostegno da dare ad Andrea Crugnola, non spetta a noi decidere se c’è stato un gioco di squadra o meno e se, eventualmente, è stato giusto punirlo all’ultimo CO o se sarebbe stato giusto lasciarlo correre e attendere eventuali reclami. O se sarebbe stato meglio annullare il CO di ingresso, che aveva generato l’errore, e non quello di uscita dal parco assistenza.

Noi ci limitiamo a rilevare che – siccome la legge non ammette ignoranza e noi crediamo (almeno pensiamo) che ai vertici delle squadre ci siano persone competenti non solo con i numeri e con le categorie – se ci fosse stato un gioco sarebbe stato un gioco di più squadre ai danni di una sola. In che senso? Semplicemente: Andrea Crugnola è stato iscritto da Hyundai Rally Team Italia, mentre Craig Breen è stato iscritto da Hyundai Motorsport N, che ha iscritto anche Oliver Solberg. Al di là della somiglianza delle tute, delle bandiere e delle vetture e al di là dell’unità di intenti in nome del Marchio commerciale, le squadre sono formalmente diverse. A capo di ciascuna squadra troviamo diversi amministratori, dirigenti…

Un po’ come se Max Rendina si mettesse d’accordo con la squadra di Giandomenico Basso contro Crugnola. Mica lo chiamereste gioco di squadra solo perché Basso corre con la Skoda? Si tratterebbe palesemente di un alleanza a due per creare nocumento sportivo e non solo ad uno solo ed influenzare/falsare un risultato sportivo.

Insomma, se non veniva sanata questa anomalia del presunto gioco di squadra, sanata nel tentativo di correggere un grossolano errore tecnico, il casino dell’ultimo CO, qualcuno avrebbe potuto gridare alla presunta frode sportiva per i prossimi anni. Ma che figura avrebbe fatto il nostro Campionato Italiano Rally Sparco e tutti gli equipaggi che onestamente vincono e perdono in questa serie senza fare gioco di squadra?

Come conferma l’iscrizione dei piloti, il gioco di squadra sarebbe stato ammissibile tra Breen e Solberg Jr, che erano veramente compagni. Così come avveniva nel team Lancia, che era una squadra unica. Oppure com’è avvenuto nel 1997 a Sanremo tra Liatti e McRae. O quello che avvenne in altre occasioni in Ford M-Sport tra Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala.

Non avrebbero potuto farlo nemmeno Fabio Andolfi e Andrea Mazzocchi, che non fanno parte della stessa squadra. Per fortuna l’avvocato Raffele Pelillo, che era membro del Collegio dei Commissari, è entrato a gamba tesa sull’errore del CO, ribadendo ad alta voce: “Non è tollerabile per noi come Federazione una cosa del genere”. E infatti, è finita come è finita: al posto di cancellare un errore ne sono stati cancellati probabilmente due.

Martijn Wydaeghe controlla le gomme della vettura di Fabio Andolfi
Martijn Wydaeghe controlla le gomme della vettura di Fabio Andolfi

Altri dubbi ci sono sorti sull’utilizzo dei ricognitori. Abbiamo visto, non siamo gli unici, tensioni tra Rendina e Adamo proprio alla fine, al CO delle polemiche, l’ultimo. Ma non eravamo riusciti ad avvicinarci fino a sentire cosa si stessero dicendo i due animatamente. Ma prima ancora, avevamo fotografato il navigatore di Thierry Neuville, che andava a controllare le gomme della Skoda Fabia di Andolfi “e in un’occasione all’interno del riordino sembrava misurarne le scanalature”, ci è stato raccontato da MotorsportItalia. Eppure le gomme delle Hyundai i20 erano particolarmente belle ed efficaci. Ci siamo chiesti: come mai? Sarebbe buona norma non toccare un’altra vettura, semplicemente perché con quel clima teso poteva sembrare una provocazione.

A questo punto, mentre si attende una eventuale versione dell’ingegnere di Cuneo, Andrea Adamo, che saremmo lieti di ospitare, abbiamo parlato con Max Rendina per farci raccontare com’è andata e cos’è successo durante il Rally di Sanremo 2021.

Max Rendina al Rally Italia Sardegna
Max Rendina è una delle figure di primo piano del rallysmo italiano

“Sono un uomo di sport e per fortuna ho raggiunto anche una buona maturità, ma sinceramente questo Rally di Sanremo ci stava lasciando l’amaro in bocca – premette Max Rendina -. Invece, reputo che con questa decisione firmata dal dg Simone Betatti a Sanremo 2021 abbia vinto lo sport: Breen è stato il migliore e ha vinto, Crugnola è arrivato secondo e Andolfi terzo. Resta l’amarezza degli strascichi, quella che ti porti dietro dopo essere stato sottoposto a ripetute tensioni e provocazioni, ma sono soddisfatto perché noi abbiamo corso onestamente e il terzo posto era quello che meritavamo”.

Tensioni e provocazioni? “Faccio un esempio – prosegue Rendina -. Abbiamo chiesto l’autorizzazione, come prevede il regolamento, per inviare un equipaggio tecnico sulle PS e ci è stato risposto che non era possibile. Nulla da dire in merito a questo, però, ad alcuni piloti Hyundai e ai tecnici della Pirelli l’hanno fatto senza fare domande…”.

“E poi, vogliamo parlare delle gomme? Il regolamento FIA dice che le gomme devono devono essere di libera vendita, quindi presenti sul listino e disponibili per tutti gli equipaggi che ne facciano richiesta, purtroppo gli pneumatici utilizzati su alcune delle loro vetture – e non solo – non erano del tipo commerciale e quindi non presenti sul listino ufficiale di Pirelli… Questa è una pratica corretta? Oppure offre dei vantaggi solo ad alcuni piloti? Qualcosa, in questi anni l’ho imparata e so cosa può succedere  se un costruttore di pneumatici decide di “aiutare” un determinato pilota o team… Questa però non è una pratica portata avanti da un’azienda intera, bensì da un uomo solo che ha un nome ed un cognome Terenzio Testoni, che con il suo comportamento decide ormai da troppo tempo le sorti dei campionati nazionali ed internazionali…”.

“Ho sempre mantenuto la calma, mi sono concentrato sulla gara dei nostri ragazzi. Era quello il mio dovere, spingere Andolfi e Mazzocchi verso il massimo che potevano fare. Però, quando mi sono trovato davanti al minuto di ritardo assegnato ad un equipaggio che era entrato in anticipo al CO, ho ritenuto di lamentarmi con il principale della Hyundai, Adamo. Gli ho parlato di lealtà e di correttezza sportiva. Sai cosa mi sono sentito rispondere? “Il giorno che avrò bisogno di prendere lezioni di rally verrò da te”. Questo mi ha detto il gestore di Hyundai Motorsport. Per il 2022 avremmo dovuto rinnovare le auto. Volevamo comprare anche 3 Hyundai. Fa nulla, compreremo altre Skoda Fabia, dal 2015 ad oggi ne abbiamo comprate 30 e ci siamo sempre trovati bene”.

“Io non voglio sindacare sulla liceità del gioco di squadra o meno. Ma reputo che legalizzarlo com’è stato fatto anche in TV da Andrea Adamo sia assolutamente diseducativo per i nostri sportivi. Gestiamo il CIR Junior e passiamo il nostro tempo a spiegare ai ragazzi il valore dello sport e della sportività. Spieghiamo loro che le “furbate” non si fanno. E da domani cosa gli dobbiamo spiegare? Dobbiamo rinnovare i piani di studio e spiegare che si può vincere anche a tutti i costi? Qual è la direzione che vogliamo fare prendere allo sport? Quella di entrare in un PA in anticipo e uscirne in ritardo per fare un favore a qualcuno che ti è simpatico e che non fa neppure parte della tua squadra?”.

“Hanno annullato l’ultimo CO per caso o perché aveva generato un errore? E così facendo hanno cancellato un risultato che non rispecchiava la gara nella sua realtà – conclude Max -. Sono convinto che questa decisione che ha preso Simone Bettati abbia ristabilito il valore dello sport. Leggo che Hyundai potrebbe valutare di lasciare l’Italia. Ma perché? Non accetta di aver avuto il giusto risultato a prescindere che non fosse quello desiderato da Terenzio Testoni? Non gli sta bene rispettare le regole sportive?”.

“Se decideranno di lasciare il CIR saranno loro a perdere non certo chi resta a correre, anche se scommetto qualsiasi cifra che Crugnola non se ne andrà. Non riesco però a capire perché se viene annullato un gol di mano fatto al 91° minuto nessuno si scandalizza e magari il giocatore viene anche ammonito… Qui, la squadra minaccia addirittura di lasciare il campo perché si sente offesa! Questo modo di fare “il pallone è mio e ci gioco io” mi fa ridere. Per fortuna c’è Aci Sport che è una garanzia come federazione, non a caso ha fatto ripartire i rally, mentre altrove è tutto fermo”. 

13 Aprile 2021/da Marco Cariati
Tags: campionato italiano assoluto rally, max rendina, rally di sanremo
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