Diretta WRC – Croatia Rally 2026
La diretta dal Croatia Rally, quarto appuntamento del Campionato del Mondo Rally 2026, curata e aggiornata tappa per tappa fino a fine gara dalla redazione di RS rallyslalom e oltre. Una gara che riaccende la sfida tra Toyota, Hyundai e M-Sport.
Day 3 – Domenica 12 aprile
La domenica del Rally di Croazia 2026 si è aperta sotto un cielo che sembrava promettere una conclusione ordinata, ma ha finito per regalare uno dei colpi di scena più drammatici degli ultimi anni. Tutto è cominciato nella PS17 Bribir-Novi Vinodolski 1, lunga 14,17 chilometri, dove il fondo stradale si è presentato sorprendentemente meno degradato rispetto al sabato. Oliver Solberg, nonostante il ritiro precoce di venerdì, ha deciso di attaccare senza mezze misure per conquistare i punti della Super Sunday: il pilota svedese della Toyota ha stampato un tempo imbattibile, precedendo il compagno di squadra Elfyn Evans di 4,3 secondi. “Le gomme hanno funzionato abbastanza bene. Abbiamo avuto qualche problema di sottosterzo, ma quando non si attacca, tutto sembra un po’ strano”, ha commentato con onestà Thierry Neuville. Il pilota belga insieme a Takamoto Katsuta e Sami Pajari ha scelto invece una guida estremamente prudente, accumulando distacchi importanti: Pajari ha chiuso a 19 secondi da Solberg, Neuville a 21,8 e Katsuta a 24. Nella WRC2 Nikolay Gryazin ha firmato il miglior tempo di categoria davanti a Léo Rossel e Roberto Daprà, mentre Yohan Rossel ha preferito gestire con attenzione cedendo una decina di secondi per non rischiare.
Pochi chilometri dopo, sulla PS18 Alan-Senj 1, sempre di 14,56 chilometri, è arrivato uno degli episodi più surreali della stagione. Adrien Fourmaux e il suo copilota Alexandre Coria si sono presentati sulla linea di partenza scoprendo che il quaderno delle note era sparito. Senza perdersi d’animo, Coria ha attivato un piano d’emergenza leggendo le note direttamente dallo schermo dello smartphone. Nonostante l’ingegno e la freddezza dimostrata, l’inevitabile disagio ha costretto Fourmaux a chiudere la prova al quinto posto, con un ritardo di dodici secondi dalla vetta, venendo superato nel parziale di giornata anche da Jon Armstrong. Al traguardo, con un sorriso amaro tra lo sconcerto e l’ironia, Fourmaux ha dichiarato: “A dire il vero non so dove siano finiti. Dobbiamo cercarli, forse sono finiti dietro il sedile”.
Davanti a tutti ha continuato a comandare Oliver Solberg, che ha inflitto altri due secondi a Elfyn Evans, portando il suo vantaggio nella classifica Super Sunday a 6,3 secondi. Nella generale invece la situazione restava congelata: Neuville manteneva oltre un minuto di margine su Katsuta e Pajari, entrambi consapevoli che la priorità era arrivare al traguardo. “Non sto spingendo affatto. Cerco solo di finire le prove, non abbiamo motivo di correre rischi. Dobbiamo portare a casa la vittoria, è troppo importante per me e per tutta la squadra”, aveva detto Neuville al termine della speciale, mentre Pajari ammetteva le difficoltà psicologiche di quella fase: “La situazione è sotto controllo, ma è difficile trovare il giusto feeling tra l’attacco e una guida pulita senza errori”.
Nel pomeriggio la PS19 Bribir-Novi Vinodolski 2, ancora 14,17 chilometri, ha confermato lo scenario ormai quasi cristallizzato. Thierry Neuville ha condotto con grande solidità e senza sbavature, mantenendo un vantaggio superiore al minuto e adottando un approccio estremamente cauto. Al traguardo ha dichiarato con pragmatismo che l’unico obiettivo rimasto era “portare la vettura intatta fino alla fine”. Alle sue spalle si confermavano in seconda posizione Takamoto Katsuta e in terza Sami Pajari, il giovane finlandese diretto verso il suo terzo podio consecutivo ma consapevole di aver accusato una flessione di ritmo rispetto al sabato a causa della foratura del giorno prima. “Ho optato per una guida conservativa”, ha spiegato Pajari. Nella Super Sunday Oliver Solberg continuava a dominare con 8,4 secondi di vantaggio su Evans, mentre Jon Armstrong scavalcava Adrien Fourmaux per il terzo posto provvisorio di giornata con soli 1,4 secondi di margine. In WRC2 Yohan Rossel manteneva un margine rassicurante di oltre quaranta secondi sul fratello Léo, con il podio di categoria completato da Nikolay Gryazin che aveva approfittato della mattinata per superare Roope Korhonen, scivolato poi al quinto posto dopo essere stato superato anche dallo spagnolo Alejandro Cachón. Roberto Daprà rimaneva decimo assoluto.
Tutto sembrava ormai scritto quando i piloti si sono presentati sulla decisiva PS20 Alan-Senj 2, la Power Stage di 14,56 chilometri. Thierry Neuville, che aveva gestito con maestria tutta la gara, ha commesso l’errore fatale proprio a un passo dal trionfo. Il belga della Hyundai ha perso il controllo della vettura, è finito fuori strada e ha impattato pesantemente con l’anteriore destro contro un ostacolo. Nonostante sia riuscito a riportare la macchina sul tracciato, il danno alla sospensione si è rivelato irreparabile, costringendolo al ritiro e privandolo di una vittoria che sembrava ormai certa, oltre che dei punti iridati che avrebbero regalato alla Hyundai il primo successo stagionale. Questo drammatico colpo di scena ha completamente rivoluzionato la classifica.
Takamoto Katsuta ha ereditato la prima posizione e ha conquistato la sua seconda vittoria consecutiva dopo il trionfo in Kenya. Al traguardo il giapponese ha espresso sincero rammarico per la sfortuna del collega belga. La festa Toyota si è completata con Sami Pajari, autore di una splendida doppietta a soli 20,7 secondi da Katsuta: per il finlandese si tratta del miglior risultato della carriera e del terzo podio consecutivo, un risultato agrodolce considerando che era stato proprio lui a condurre la gara fino al pomeriggio di sabato prima della foratura. Sul terzo gradino del podio è salito Hayden Paddon, che nonostante il distacco di tre minuti e mezzo ha portato a casa punti preziosi per il morale della Hyundai in una giornata altrimenti disastrosa per il team coreano.
Nella Power Stage Oliver Solberg ha confermato il suo straordinario stato di forma dominando anche l’ultima prova e incassando i dieci punti bonus, precedendo Elfyn Evans.
In WRC2 Yohan Rossel ha trionfato con autorità, chiudendo addirittura al quarto posto assoluto e regalando alla Lancia la sua prima storica vittoria nella categoria cadetta del mondiale. Il francese ha preceduto di oltre mezzo minuto il fratello Léo Rossel, con Nikolay Gryazin a completare il podio tutto Lancia. Alejandro Cachón e Roope Korhonen hanno chiuso rispettivamente quarto e quinto di categoria, mentre Roberto Daprà ha terminato nono assoluto e quinto di WRC2.
Una domenica iniziata con prudenza e strategia si è trasformata, nell’ultimo tratto di strada, in un dramma sportivo che ha riscritto completamente il verdetto finale del Rally di Croazia 2026.

Classifica finale
| Pos. | Pilota / Co-pilota | Vettura | Cat. | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Takamoto Katsuta – Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 2:51:15.8 | – |
| 2 | Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 2:51:36.5 | +20.7 |
| 3 | Hayden Paddon – John Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 2:53:23.5 | +2:07.7 |
| 4 | Yohan Rossel – Arnaud Dunand | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | RC2 | 2:56:35.7 | +5:19.9 |
| 5 | Léo Rossel – Guillaume Mercoiret | Citroën C3 Rally2 | RC2 | 2:57:14.5 | +5:58.7 |
| 6 | Nikolay Gryazin – K. Aleksandrov | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | RC2 | 2:57:33.6 | +6:17.8 |
| 7 | Alejandro Cachón – Borja Rozada | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 2:57:58.6 | +6:42.8 |
| 8 | Roope Korhonen – Anssi Viinikka | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 2:58:09.8 | +6:54.0 |
| 9 | Roberto Daprà – Luca Guglielmetti | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 | 2:58:53.9 | +7:38.1 |
| 10 | Emil Lindholm – Gabriel Morales | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 | 3:00:36.3 | +9:20.5 |
Day 2 – Sabato 11 aprile
La seconda giornata del Rally di Croazia 2026 si è rivelata una vera e propria maratona di 115 chilometri cronometrati distribuiti su otto prove speciali, con condizioni estreme di asfalto sporco, fango, pietre e tagli che hanno trasformato ogni passaggio in una lotteria. Fin dal mattino i piloti avevano scelto con cura le gomme per affrontare un sabato definito da molti come la tappa più dura dell’intero evento.
La giornata si è aperta con la PS9 Platak 1 di 16,26 km, dove Oliver Solberg, rientrato dopo il ritiro del venerdì e favorito dalla posizione di partenza come primo sul percorso, ha sfruttato una strada ancora relativamente pulita per siglare uno scratch imbattibile, staccando di 7,3 secondi Elfyn Evans. Man mano che le vetture passavano, i tagli portavano fango, foglie e detriti sull’asfalto rendendolo sempre più viscido. Sami Pajari, sceso per ultimo tra le Rally1, ha gestito con intelligenza chiudendo terzo assoluto e guadagnando un decimo su Thierry Neuville: “Forse avrei potuto fare meglio, ma rispetto a Thierry e Takamoto il tempo è sufficientemente buono. Era davvero difficile capire dove ci fosse grip e dove no”. Neuville si è detto soddisfatto di non aver commesso errori: “L’inizio era sporchissimo. Non era facile valutare l’aderenza, ma non ho forzato troppo e posso ritenermi contento”. Takamoto Katsuta ha perso quasi tre secondi da Neuville e ha visto allontanarsi la seconda posizione, distante ora 3,6 secondi.
Nella PS10 Ravna Gora-Skrad 1 di 10,13 km Solberg ha confermato lo stato di grazia firmando il secondo scratch consecutivo nonostante uno spegnimento del motore alla partenza. Il vero colpo di scena è arrivato dal sorpasso di Takamoto Katsuta su Thierry Neuville: il giapponese ha chiuso a soli 1,1 secondi da Solberg e ha inflitto un distacco pesante al belga. “Cinque secondi? Non ci posso credere! Mi sono divertito moltissimo in questa prova”, ha esclamato entusiasta Katsuta al traguardo. Neuville, scivolato in terza posizione a 1,2 secondi dal giapponese, ha spiegato di aver preferito un approccio prudente: “Taka ha rischiato molto. La prova è sporchissima e non avevo informazioni precise sui punti più critici, quindi ho preferito restare sulla linea pulita ed evitare sorprese”. Sami Pajari, leader della generale, ha adottato una strategia conservativa chiudendo sesto: “Thierry è stato più lento di me e questo è un bene, ma il distacco da Taka è stato ampio. La prova era difficile, non volevo prendere rischi stupidi, anche se a volte per vincere bisognerebbe farlo”. Pajari manteneva comunque 13,5 secondi di vantaggio sul compagno di squadra.
La PS11 Generalski Stol-Zdihovo 1, la lunga inedita di 22,48 km trasformata in una trappola di fango e pietre, ha visto ancora una volta Oliver Solberg dominare con il terzo scratch consecutivo: “È stata scivolosa e difficile. Ho provato qualcosa con le gomme… è andata bene, ma è un segreto”. Takamoto Katsuta è letteralmente affondato nello sporco perdendo oltre 16 secondi da Neuville e lamentando totale mancanza di fiducia: “C’erano fango e sassi in traiettoria ovunque”. Neuville ha ripreso la seconda posizione provvisoria, mentre Pajari ha faticato chiudendo sesto e segnalando danni alla ruota anteriore sinistra di cui non si era nemmeno accorto: “A volte non si vede nemmeno dove sia la strada. Spero di ritrovare il feeling di ieri”. Il finlandese conservava circa dieci secondi di margine sul belga.
La PS12 Pećurkovo Brdo-Mrežnički Novaki 1 di 9,11 km ha portato il primo grande dramma della giornata: Adrien Fourmaux, in quinta posizione e in piena lotta per il podio, è uscito largo in una curva ad alta velocità impattando violentemente contro un muro e ritirandosi con danni irreparabili alla Hyundai. In vetta Pajari manteneva il comando con 12,4 secondi su Neuville, mentre Katsuta risaliva con il secondo tempo assoluto riducendo il distacco dalla vetta a 25,1 secondi: “Non voglio correre rischi inutili, devo finire la gara, anche se la voglia di lottare per il vertice è tanta”. Il ritiro di Fourmaux ha permesso a Yohan Rossel di issarsi fino alla quinta posizione assoluta.
A metà giornata la classifica vedeva ancora Pajari al comando con 12,4 secondi su Neuville e 25,1 su Katsuta, con Hayden Paddon quarto. Pajari ammetteva di non aver trovato ancora il “flow” perfetto: “La velocità mi è sembrata sicura e controllata, ma non ho ancora trovato quel flow perfetto che avevo ieri pomeriggio”. Katsuta confessava lo stress del ruolo di portatore di punti costruttori: “Esitare in ogni curva costa caro, ma in questo momento la priorità della squadra è assoluta. Devo portare la vettura al traguardo”.
Nel pomeriggio la PS13 Pećurkovo Brdo-Mrežnički Novaki 2 ha visto Katsuta firmare il miglior tempo e recuperare quattro secondi sia su Pajari che su Neuville, rilanciando le sue ambizioni. Pajari ha chiuso quarto a quattro secondi dal giapponese: “Ho guidato in modo intelligente, prestando particolare attenzione ai tratti più a rischio foratura”. Neuville ha riconosciuto sportivamente la prestazione di Katsuta.
La PS14 Generalski Stol-Zdihovo 2 di 22,48 km si è trasformata in un incubo collettivo. Sami Pajari, che sembrava avere la vittoria in pugno, ha forato nelle prime fasi perdendo quasi due minuti e scivolando in terza posizione: “È finita. Non so nemmeno dove sia successo. Le corse sono così”. Forature anche per Katsuta, Paddon, Armstrong e McErlean. Neuville è uscito indenne balzando al comando con oltre un minuto di vantaggio: “È stata una prova infernale, ma mi sono divertito. Siamo andati bene, ma la strada è ancora lunga e dobbiamo continuare a correre senza correre rischi inutili”. Pajari ha commentato amaramente: “È un rally folle. Non siamo gli unici ad aver avuto problemi, ma ora non ho più margini di errore”.
Nella PS15 Ravna Gora-Skrad 2 di 10,13 km Neuville ha consolidato la leadership adottando una guida di estrema cautela: “Sto solo cercando di arrivare in fondo. In molti punti sono stato molto attento, per il resto ho guidato seguendo le sensazioni. Sarebbe stato bello continuare la battaglia, perché quando sei in lotta è più facile mantenere la concentrazione, ma il rally a volte è crudele. Purtroppo i miei avversari oggi sono stati sfortunati con le gomme”. Katsuta e Pajari hanno confermato la strategia di pura sopravvivenza. Eric Camilli è uscito di strada e si è ritirato dopo tre forature. L’ultima PS16 Platak 2 di 16,26 km ha visto il riscatto di Elfyn Evans con il miglior tempo di 8’49”5, seguito da Jon Armstrong. Roberto Daprà è finito fuori strada dopo quattro chilometri toccando una roccia, con equipaggio illeso ma gara finita.
Nella categoria WRC2 Yohan Rossel ha dominato la giornata al volante della Lancia Ypsilon Rally2, portandosi al quinto posto assoluto e accumulando oltre un minuto di vantaggio sul fratello Léo Rossel, secondo di classe su Citroën C3 Rally2. La lotta per il podio di categoria è rimasta apertissima fino alla fine: Roope Korhonen ha chiuso a soli 15,5 secondi da Léo Rossel, mentre Nikolay Gryazin e Alejandro Cachón hanno continuato a battersi per le posizioni di vertice della classe.
L’equipaggio di ACI Team Italia, Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, è stato autore di una serie di buoni tempi, poi nell’ultimo crono di Platak si è trovato una grossa pietra sulla destra della carreggiata con la Fabia che ha rischiato di uscire di strada, un inconveniente che comunque è costato una decina di secondi al driver tricolore. “Devo dire che siamo molto contenti del passo a parte le prime due prove del mattino nelle quali potevamo fare molto meglio – ha detto Daprà a fine giornata –. Per il resto nel primo passaggio sulla prova lunga abbiamo fatto un ottimo secondo tempo, poi nel secondo passaggio siamo stati invece attenti a evitare tagli e forature nello sporco chiudendo quarti. Il passo è quello dei primi e sono molto contento, devo essere adesso costante al 100% nel rush finale. Siamo sesti di WRC2, peccato davvero per quella foratura di ieri, altrimenti ora saremo la davanti a giocarci il secondo o il terzo posto della categoria“.
Nel WRC3 continua la cavalcata vincente del turco Ali Turkkan, primo con quasi 3 minuti e mezzo sullo spagnolo Gil Membrado e quattro sul connazionale Kerem Kazaz. I nostri Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi proseguono facendo esperienza, dopo la giornata difficile di ieri con la Fiesta Rally3 di HMI.
Classifica a fine della seconda giornata
| Pos. | Pilota – Navigatore | Vettura | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 2:20:20.8 | — |
| 2 | Takamoto Katsuta – Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:21:35.3 | +1:14.5 |
| 3 | Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:22:07.2 | +1:46.4 |
| 4 | Hayden Paddon | Hyundai i20 N Rally1 | 2:23:49.0 | +3:28.2 |
| 5 | Yohan Rossel | Lancia Ypsilon Rally2 | 2:25:34.9 | +5:14.1 |
| 6 | Léo Rossel | Citroën C3 Rally2 | 2:26:38.1 | +6:17.3 |
| 7 | Roope Korhonen | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:26:53.6 | +6:32.8 |
| 8 | Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 | 2:27:06.6 | +6:45.8 |
| 9 | Alejandro Cachón | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:27:17.0 | +6:56.2 |
| 10 | Romet Jürgenson | Ford Fiesta Rally2 | 2:30:34.3 | +10:13.5 |
Day 1 – Venerdì 10 aprile
La prima giornata del Rally di Croazia ha consegnato al Mondiale un nuovo protagonista assoluto: Sami Pajari. Il giovane finlandese della Toyota ha chiuso al comando dopo una prestazione matura e tre scratch personali, resistendo agli assalti dei veterani in un venerdì segnato da un’ecatombe tra i favoriti, con ritiri pesantissimi e forature a raffica su un asfalto trasformato via via in un tappeto di fango e detriti.
Tutto è cominciato nella PS1 Vodice-Brest di 14,12 km, sotto i 18 gradi con le strade ancora asciutte. Elfyn Evans ha firmato il miglior tempo, precedendo di 8,1 secondi Sami Pajari e di 9,5 secondi Jon Armstrong. Mentre il gallese metteva le cose in chiaro, Oliver Solberg è finito fuori dopo appena cinque chilometri, impattando violentemente contro una pietra con il lato sinistro della Toyota e terminando nel bosco in una scarpata ripida. L’equipaggio è rimasto illeso, ma i danni hanno reso inevitabile il ritiro immediato. Evans ha commentato con la solita cautela: “Il feeling non era dei migliori, ma il tempo è venuto fuori bene”. Pajari, secondo nella speciale, ha ammesso: “La prova era impegnativa e c’era molta più sporcizia di quanto mi aspettassi. Abbiamo visto che Oliver è già fuori; dobbiamo spingere, ma con attenzione“.
Nella PS2 Lake Butoniga-Motovun di 13,78 km, con le temperature salite a 27,3 gradi, Evans ha ribadito il comando siglando un altro scratch e portando il vantaggio su Pajari a 15,8 secondi. La prova però è stata segnata da due forature pesanti. Adrien Fourmaux ha bucato l’anteriore destro, ha deciso di proseguire senza fermarsi e ha perso 1 minuto e 28 secondi, con danni visibili anche alla carrozzeria. “Non so dove abbiamo forato, dall’interno non si è sentito nulla. Nessun impatto, eravamo perfettamente in traiettoria. È un peccato, ma fa parte dei rally. La gara è ancora lunga, ora bisogna spingere al massimo“, ha spiegato il francese, visibilmente amareggiato. Anche Jon Armstrong, partito fortissimo con intertempi da record, ha forato nella parte finale e ha chiuso con 31,1 secondi di ritardo: “In una sezione molto veloce, in una sequenza di curve sinistra-destra, c’era qualcosa sulla strada. È stata solo sfortuna“. Thierry Neuville ha colto il terzo tempo a 8,2 secondi da Evans, mentre Takamoto Katsuta era quarto nella speciale.
Nella PS3 Beram-Cerovlje di 23,78 km, con 25,8 gradi nell’aria e 27,7 sull’asfalto, è arrivato il vero terremoto. Al chilometro 13 Elfyn Evans, leader del Mondiale, ha interpretato male una nota in una destra sporca, affrontandola troppo veloce e finendo violentemente fuori strada tra la fitta vegetazione. L’equipaggio è uscito illeso, ma la Toyota è rimasta bloccata e la gara del gallese si è conclusa lì. Thierry Neuville ha vinto la prova precedendo di un solo decimo un sorprendente Jon Armstrong e di 0,9 secondi Takamoto Katsuta. Sami Pajari, autore di una prova solida con il quarto tempo, ha ereditato la testa della classifica generale: “È la seconda volta stamattina che sento di un’uscita di strada appena prima di partire. Non è la situazione ideale per trovare la concentrazione“. Adrien Fourmaux ha analizzato con lucidità: “Con due Toyota fuori, per noi di Hyundai si apre una grande opportunità. Dobbiamo assicurarci di non commettere errori stupidi. Partire più avanti ora ci aiuta, la strada è più pulita e si va più forte“.
Dopo la PS3 Pajari si ritrovava in testa, con Neuville e Katsuta vicinissimi. Nella PS4 Učka di 11,75 km, a metà mattinata, Pajari ha firmato il suo primo scratch battendo Katsuta di due secondi netti e consolidando la leadership con 8,4 secondi sul compagno di marca e 8,7 su Neuville. “Forse non è la posizione in cui mi aspettavo di trovarmi stamattina, ma non mi lamento affatto. Sento di avere ancora margine per migliorare“, ha dichiarato il finlandese. Katsuta ha aggiunto: “Ho cercato di sporcare la traiettoria per chi seguiva, ma non c’era molto fango. Sono successe tantissime cose, il pomeriggio sarà sicuramente una sfida durissima“. Neuville invece ha sbottato: “È il bilanciamento dell’auto il vero problema. Queste prove per me sono una battaglia continua, non riesco a trovare il ritmo“. Nella stessa prova Jon Armstrong è uscito di scena per la rottura di sospensione dopo l’ennesima foratura.
Al service di metà giornata Pajari comandava il terzetto di testa, con Hayden Paddon già quarto a 41,4 secondi. Nel pomeriggio la PS5 Vodice-Brest 2 di 14,12 km ha visto Pajari vincere di nuovo, precedendo Katsuta di 1,8 secondi nonostante la scelta mista di gomme del giapponese contro le cinque hard del finlandese. Il vantaggio su Katsuta è salito a 10,2 secondi e su Neuville terzo a 12,1 secondi complessivi. Pajari ha spiegato: “La strada è piuttosto sporca, ma la mia è stata una guida molto pulita e piacevole. Cerco solo di mantenere il mio ritmo. Non ho bisogno di cambiare nulla sull’auto, l’obiettivo è evitare forature e per questo cerco di non esagerare con i tagli, restando leggermente fuori dalla linea più sporca per preservare le gomme“. Neuville ha ammesso: “Non sono soddisfatto al cento per cento, specialmente nelle sequenze di curve. Il grip era abbastanza costante ma c’erano alcuni punti molto scivolosi. È andata bene, ma potrebbe andare meglio“.
Nella PS6 Lake Butoniga-Motovun 2 di 13,78 km Neuville ha trovato il bandolo della matassa grazie alle modifiche di assetto e ha siglato lo scratch, balzando al secondo posto assoluto e riducendo il distacco da Pajari a 7 secondi netti, mentre Katsuta era a 8,6. Il belga ha commentato: “Siamo sulla strada giusta. Non siamo ancora esattamente dove vorremmo essere con il feeling della vettura, ma progredire costantemente è fondamentale in una gara così difficile“. Katsuta ha scherzato: “È molto sporco, ma mi aspettavo di peggio. Se prenderò Sami? Forse non oggi, vedremo domani“. Fourmaux ha paragonato il fondo stradale: “Difficilissimo. In certi punti sembrava di aver bisogno di gomme da sterrato per quanta sabbia e quante pietre c’erano in traiettoria“.
Nella PS7 Beram-Cerovlje 2 di 23,78 km Neuville ha infilato il secondo scratch consecutivo, riducendo ulteriormente il gap senza però scalfire la vetta di Pajari, che ha limitato i danni con i nervi saldi. Neuville ha detto: “Questa speciale è stata divertente. Abbiamo fatto alcuni passi avanti e il lavoro sta pagando, anche se a volte l’auto scivola ancora un po’ troppo“. Katsuta ha ammesso: “È stato un passaggio piuttosto caotico, non credo di aver guidato al limite delle mie possibilità“. Tre forature hanno colpito Josh McErlean, che ha perso oltre due minuti scivolando indietro, mentre Adrien Fourmaux ne ha approfittato per salire al quinto posto assoluto. Anche Andreas Mikkelsen ed Eric Camilli hanno bucato.
Nella PS8 Učka 2 di 11,75 km Pajari ha chiuso in bellezza con il terzo scratch personale, siglando il verdetto storico della giornata e portando il vantaggio su Neuville a 13,7 secondi. Il finlandese ha commentato: “In quest’ultima speciale bisognava spingere. Nel pomeriggio mi sono divertito molto a guidare, a differenza del mattino che è stato più complicato. È una notizia fantastica essere in testa, ma la gara è ancora lunghissima“. Neuville ha sorriso citando la celebre frase: “Quando acceleri nelle curve lunghe l’auto non ha bilanciamento e soffre di sottosterzo. Tuttavia è stata una buona giornata, quella che cercavamo da tempo. È un piccolo passo per il mondo, ma un grande passo per noi“. Takamoto Katsuta ha chiuso a soli 0,9 secondi dal belga, confermando una doppietta Toyota provvisoria sul podio nonostante i ritiri di Solberg ed Evans.

Nel WRC2 la prima giornata del Rally di Croazia ha visto una prestazione dominante di Yohan Rossel con la Lancia Ypsilon Rally2. Il francese ha siglato diversi scratch di classe e ha mantenuto un ritmo elevato che lo ha portato a chiudere in sesta posizione assoluta, a 2’45”9 dal leader Pajari. Alle sue spalle la Lancia ha completato una doppietta provvisoria con Nikolay Gryazin, settimo assoluto a +3’08”0 dal vertice e a circa 22 secondi dal compagno. La battaglia per il podio WRC2 è rimasta aperta, con Alejandro Cachón (Toyota) ottavo a +3’27”9, Léo Rossel (Citroën) nono a +3’35”1 e Roope Korhonen (Toyota) decimo a +3’47”0. Tra gli italiani, Roberto Daprà ha vissuto una giornata altalenante con una foratura nella PS3 che gli è costata circa due minuti, ma si è riscattato nel pomeriggio con tempi di alto livello; ha terminato intorno alla quindicesima posizione assoluta, a circa 5’10” dalla vetta di categoria. La gara ha penalizzato diversi piloti con forature multiple (Mikkelsen e Camilli in primis), mentre le due Lancia hanno impressionato per velocità e affidabilità su un asfalto sempre più sporco.
Nel WRC3 giornata difficile per Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi sulla Fiesta di HMI, che sono usciti di strada e hanno pagato 2’20 di ritardo al co della PS6. Al comando provvisorio c’è il turco Ali Turkkan con 55” sullo spagnolo Gil Membrado e 59′ sul connazionale Kerem Kazaz.

Classifica alla fine della prima giornata
| Pos | Pilota | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Sami Pajari | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 1:12:18.5 | — |
| 2 | Thierry Neuville | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:12:32.2 | +13.7 |
| 3 | Takamoto Katsuta | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 1:12:33.1 | +14.6 |
| 4 | Hayden Paddon | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:13:33.5 | +1:15.0 |
| 5 | Adrien Fourmaux | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:14:13.1 | +1:54.6 |
| 6 | Yohan Rossel | Lancia Ypsilon Rally2 | RC2 | 1:15:04.4 | +2:45.9 |
| 7 | Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 | RC2 | 1:15:26.5 | +3:08.0 |
| 8 | Alejandro Cachón | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 1:15:46.4 | +3:27.9 |
| 9 | Léo Rossel | Citroën C3 Rally2 | RC2 | 1:15:53.6 | +3:35.1 |
| 10 | Roope Korhonen | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 1:16:05.5 | +3:47.0 |
Shakedown – 3,44 km
Sul tecnico e impegnativo asfalto di Grobnik, lungo 3,44 km, Oliver Solberg ha firmato il miglior tempo assoluto dello shakedown del Croatia Rally 2026. Lo svedese, al volante della Toyota GR Yaris Rally1, ha fermato il cronometro sul 2:17.7 nel primo passaggio, confermando poi un ottimo 2:17.9 nel secondo prima di alzare il piede nel terzo giro (2:19.9).
Alle sue spalle si è piazzato Thierry Neuville con la Hyundai i20 N Rally1, staccato di otto decimi (2:18.5). Le Toyota hanno però dominato la classifica generale, piazzando tre vetture nei primi quattro posti: Takamoto Katsuta ha dimostrato una progressione costante e chirurgica, migliorando giro dopo giro fino a siglare il suo miglior riferimento personale di 2:18.1 nel terzo passaggio, a soli quattro decimi dal crono di Solberg. Elfyn Evans ha chiuso con un solido 2:18.9 nel terzo giro, confermando il buon feeling trovato con la vettura. Adrien Fourmaux ha terminato quinto con la Hyundai, seguito da Hayden Paddon.
Tra le Rally2 il secondo passaggio ha ribaltato le gerarchie iniziali. Eric Camilli ha abbassato di quasi due secondi il proprio tempo, fermandosi a 2:24.1, ma Roberto Daprà ha risposto con un’eccellente prestazione a 2:24.6, limando 2.2 secondi e portandosi a soli cinque decimi dal francese. Andreas Mikkelsen è rimasto fermo al 2:25.1 del primo giro, mentre Yohan Rossel e Nikolay Gryazin restano in scia a poco più di un secondo dalla vetta.
Solberg ha preferito non rischiare ulteriormente nel terzo passaggio su un asfalto ormai degradato e sporco, mentre Katsuta ha effettuato addirittura quattro run, concludendo con una simulazione su gomme usurate. Il rally entra nel vivo domani con la prima tappa su strade croate che si preannunciano estremamente tecniche e selettive.

I protagonisti pronti alla battaglia
Nella classe regina Rally1 si preannuncia una lotta serrata tra i tre team ufficiali. Toyota Gazoo Racing schiera una formazione di altissimo livello con quattro equipaggi di grande esperienza: Elfyn Evans con Scott Martin sulla numero 33, il giovane e talentuoso Oliver Solberg con Elliott Edmondson sulla 99, Takamoto Katsuta con Aaron Johnston sulla 18 e il finlandese Sami Pajari con Marko Salminen sulla 5. I piloti Toyota dovranno sfruttare al meglio la loro GR Yaris Rally1 su strade che premiano precisione e adattabilità.
Hyundai Motorsport risponde con altrettanta determinazione: Adrien Fourmaux e Alexandre Coria sulla i20 N numero 16, il Campione del mondo in carica Thierry Neuville con Martijn Wydaeghe sulla 11 e l’australiano Hayden Paddon con John Kennard sulla 20. La Casa coreana punterà sulla velocità pura e sulla capacità di gestire le condizioni variabili che caratterizzeranno soprattutto la prima parte del rally.
M-Sport Ford completa il quadro dei top team con Jon Armstrong e Shane Byrne sulla Puma Rally1 numero 95 e Joshua McErlean con Eoin Treacy sulla 55. I piloti inglesi dovranno dimostrare di poter tenere il passo dei rivali su un asfalto insidioso che spesso premia chi commette meno errori piuttosto che chi ha la vettura teoricamente più veloce.

Tutti questi equipaggi dovranno confrontarsi con un tracciato che cambia rapidamente: strade più larghe e veloci in Istria, tratti abrasivi e freddi in montagna, sbalzi termici improvvisi tra costa e altopiano. La gestione delle gomme Hankook Ventus Z215 e la capacità di interpretare le transizioni di grip saranno le vere chiavi per ambire alla vittoria assoluta.
La pattuglia italiana al via

L’Italia sarà ben rappresentata al Croatia Rally 2026. Roberto Daprà e Luca Guglielmetti sulla Škoda Fabia RS Rally2 di Delta Rally con i colori dell’ACI Team Italia puntano a recitare un ruolo da protagonisti nel WRC2, dopo l’ottimo secondo posto conquistato al Rallye Monte-Carlo e la recente piazza d’onore nella tappa inaugurale del CIAR. Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi sulla Ford Fiesta Rally3 di HMI arrivano da leader della classifica WRC3.
Sempre in WRC2 sarà al via anche Williams Zanotto con Paolo Cargnelutti sulla Škoda Fabia RS Rally2. Da segnalare inoltre il ritorno in gara di due Lancia Ypsilon HF Rally2 ufficiali dopo il debutto a Monte-Carlo e il test su terra al Rally Città di Foligno: quelle di Nikolay Gryazin con Konstantin Aleksandrov e di Yohan Rossel con Arnaud Dunand.

Programma completo della gara
Il rally si sviluppa su quattro giorni. Giovedì 9 aprile si comincia con lo shakedown dalle 10:01 alle 15:00 sul tracciato di Grobnik (3,44 km), seguito alle 19:20 dalla cerimonia di partenza sul Korzo promenade di Rijeka. La competizione vera e propria si accende venerdì 10 aprile con otto prove speciali in Istria e parco assistenza a Grobnik. Sabato 11 aprile gli equipaggi affronteranno otto speciali tra Gorski Kotar e Karlovac. Domenica 12 aprile la tappa finale si correrà nella zona di Lika-Senj con quattro prove speciali, l’ultima delle quali sarà la Power Stage, prima dell’arrivo e della premiazione a Opatija.
Venerdì 10 aprile – Day 1 (Istria) Partenza da Grobnik alle ore 8. PS1 Vodice – Brest 1 alle 9:13 (14,12 km) PS2 Lake Butoniga – Motovun 1 alle 10:11 (13,78 km) PS3 Beram – Cerovlje 1 alle 11:14 (23,78 km) PS4 Učka 1 alle 12:02 (11,75 km) Dopo il riordino e l’assistenza di 30 minuti, il pomeriggio vedrà il secondo passaggio sulle stesse quattro prove: PS5 alle 15:15, PS6 alle 16:13, PS7 alle 17:16 e PS8 alle 18:04. Flexi-service alle 19:14 e parco chiuso alle 19:59.
Sabato 11 aprile – Day 2 (Gorski Kotar – Karlovac) La giornata inizia con l’assistenza alle 7:52. Si correranno PS9 Platak 1 alle 8:43 (16,26 km), PS10 Ravna Gora – Skrad 1 alle 9:41 (10,13 km), PS11 Generalski Stol – Zdihovo 1 alle 11:05 (22,48 km) e PS12 Pećurkovo Brdo – Mrežnički Novaki 1 alle 12:03 (9,11 km). Dopo il riordino a Karlovac e la Tyre Zone, si ripeteranno le stesse quattro speciali nel pomeriggio, concludendo con PS16 Platak 2 alle 17:22, flexi-service alle 18:12 e parco chiuso alle 18:57.
Domenica 12 aprile – Day 3 (Lika-Senj – Power Stage) Ultima tappa con partenza alle 6:52 dopo l’assistenza. Si disputeranno PS17 Bribir – Novi Vinodolski 1 alle 8:05 (14,17 km), PS18 Alan – Senj 1 alle 9:05 (14,56 km) e PS19 Bribir – Novi Vinodolski 2 alle 10:38 (14,17 km). La Power Stage PS20 Alan – Senj 2 scatterà alle 13:15 (14,56 km), seguita dall’arrivo a Opatija alle 15:30 e dalla cerimonia di premiazione alle 16.

Previsioni meteo: inizio bagnato, finale in miglioramento
Il fattore meteo si annuncia decisivo e renderà questo Croatia Rally particolarmente imprevedibile. Giovedì 9 aprile la pioggia arriverà diffusa e continua fin dal mattino, con intensità moderata e a tratti forte. Le temperature si manterranno tra i 12 e i 18 gradi, con vento debole-moderato da sud-est. Lo scenario sarà quello di un asfalto bagnato ovunque già dallo shakedown, con grip molto basso e strade che rischiano di trasformarsi in lastre di ghiaccio, soprattutto sui tratti lisci e lucidi tipici dell’Istria.
Venerdì 10 aprile le condizioni resteranno instabili per tutta la giornata. Al mattino sono attese piogge residue e cielo coperto, mentre nel pomeriggio arriveranno schiarite intermittenti, ma il fondo rimarrà umido su gran parte delle prove. Le temperature oscilleranno tra 11 e 17 gradi. Particolarmente insidiose saranno le zone in quota come la PS Učka, dove il freddo si farà più sentire e il grip diventerà estremamente variabile curva dopo curva, obbligando i piloti a continui adattamenti di guida.
Sabato 11 aprile il tempo comincerà a migliorare, anche se in modo graduale. Il cielo sarà nuvoloso con qualche apertura, la probabilità di pioggia sarà bassa, anche se non si esclude qualche rovescio locale. Le temperature scenderanno tra 9 e 16 gradi, con valori più freddi nelle aree montane di Gorski Kotar. Il fondo inizierà ad asciugarsi progressivamente, ma nei tagli e nei tratti boschivi resterà sporco e scivoloso, con il grip in crescita ma ancora lontano dall’essere uniforme.
Domenica 12 aprile, infine, si prevede un quadro più stabile. Il cielo sarà poco nuvoloso o variabile, con bassa probabilità di precipitazioni. Le temperature si attesteranno tra 10 e 17 gradi. Il fondo sarà prevalentemente asciutto, anche se potrebbe restare un po’ di umidità residua al mattino nelle zone interne. Condizioni ideali per spingere al massimo, soprattutto nella Power Stage, dove i piloti potranno finalmente attaccare senza il timore costante dell’asfalto bagnato.
Le insidie del percorso e la sfida delle gomme
Il quarto round del Mondiale Rally 2026 è pronto a scattare da Rijeka con un percorso rinnovato e tante incognite. Il Croatia Rally si presenta con base all’Automotodrom Grobnik e un totale di 300,28 km di prove speciali su asfalto, distribuiti su tre giornate di gara. Si entra nel vivo della stagione iridata con un fondo che, secondo i piloti locali, diventa particolarmente insidioso quando è umido.
Le prove speciali dell’Istria sono più larghe e tortuose rispetto al passato, con velocità medie potenzialmente elevate, ma diventano estremamente scivolose con l’umidità. I tratti in quota, come quelli di Platak, presentano asfalto abrasivo di origine vulcanica che consuma rapidamente le gomme Hankook, mentre i trasferimenti verso l’interno portano cali termici improvvisi. La gestione delle gomme e la capacità di adattarsi alle transizioni di grip saranno le chiavi tecniche principali di questo Croatia Rally 2026.










