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Editoriali, Rubriche

Fabrizio Guerra e il San Martino: l’innocente paga per il ”peccatore”

Fabrizio Guerra e il San Martino: l'innocente paga per il ''peccatore''

Il Collegio dei Commissari Sportivi del Rally di San Martino di Castrozza decide di escludere la vettura numero 23 dalla classifica del rally. Dietro questa vicenda si cela una storia tragicomica: a mo’ di polizia la vettura della direzione gara con lampeggianti accesi ferma l’auto numero 23 guidata da Alex Pedrocchi e Aldo Malchiodi, ma poi viene escluso dalla classifica della gara trentina il loro pilota Fabrizio Guerra, che era in albergo con il copilota Ruggero Salinetti.

La colpa di Guerra e Salinetti? Sembrerebbe essere quella di non aver smontato la centralina della vettura e non essersela portata in camera in hotel per assicurarsi che nessuno prendesse la sua auto durante la sua assenza. Neppure i meccanici, che magari avevano sostituito un pezzo difettoso e avevano necessità di provare l’auto per qualche centinaio di metri e possibilmente non a Trapani, visto che si correva in Trentino, avrebbero potuto toccare l’auto.

Sembra una storia kafkiana? Ma non sarà che, per caso, uno dei grandi problemi di alcuni uomini Aci Sport sta proprio nell’interpretazione delle norme, di cui molte andrebbero cassate visto che non vengono rispettate e soprattutto non vengono fatte rispettare da chi potrebbe farle applicare alla lettera (vedi i nomi sui finestrini delle auto da rally o i mancati controlli sui telai marci e sulle cilindrate delle Gruppo N, ad esempio)?

La vicenda che si delinea intorno al povero Fabrizio Guerra al Rally di San Martino è paradossale e merita essere portata alla luce, al pari delle incomprensibili verifiche di massa del Città di Torino (dove comunque più di dieci vetture sono state trovate “non regolamentari) e dei 64 chilometri del Targa Florio, con buona pace di Don Vincenzo Florio che nel frattempo avrà ripetutamente cambiato posizione nella bara.

Questo il testo del comunicato stampa diramato, che contiene la decisione del Collegio dei Commissari: “Al 40° Rallye San Martino di Castrozza e Primiero, il Collegio dei Commissari Sportivi decide di escludere il concorrente numero 23 Fabrizio Guerra-Ruggero Salinetti (Skoda Fabia R5) in seguito ad una segnalazione avvenuta dal servizio Tracking. Da questa segnalazione si evince che la vettura n.23 alle ore 20.00 circa di venerdì 4 settembre si trovava su di un percorso non facente parte del programma di gara. Viste le segnalazioni pervenute in Direzione di Gara dal quale risulta che la vettura stava effettuando dei test non autorizzati sul percorso evidenziato dal Tracking, e con la chiusura strada da parte dei membri del Team. Sentito il concorrente il quale dichiara che non era a conoscenza che il suo team stava effettuando test con vettura di gara”.

Adesso vi raccontiamo la storia, ma tenete bene in mente questa parte del comunicato stampa del Collegio dei Commissari Sportivi: “In seguito ad una segnalazione avvenuta dal servizio tracking. Da questa segnalazione si evince che la vettura numero 23 alle ore 20.00 circa di venerdì 4 settembre si trovava su di un percorso non facente parte del programma di gara. Viste le segnalazioni pervenute“. La segnalazione è pervenuta dal servizio tracking o il servizio tracking ha confermato la segnalazione fatta da un altro team? La verità è la seconda, un team ha segnalato che Alex Pedrocchi e Aldo Malchiodi, dopo che i meccanici della DP Autosport avevano sostituito un pezzo difettoso sulla vettura di Guerra, erano sulla strada che porta a Malga Ces per cercare di capire se il problema fosse stato risolto. Il tutto ad insaputa del pilota e del copilota.

La strada che porta a Malga Ces è da sempre usata da tutti per provare soluzioni delle vetture, solo che il più delle volte lo si fa di notte e staccando il tracking. Lo sanno tutti e da sempre nessuno dice nulla. Lo fa Pedrocchi e dagli addosso. Se di qualcosa sono colpevoli Pedrocchi e Malchiodi è di ingenuità. Se avessero barato come fanno in tanti nessuno gli avrebbe detto nulla e il tracking non avrebbe confermato un bel nulla. Quindi, come da prassi, piuttosto che come da buon senso, paga l’innocente per il “peccatore”.

Al posto di sanzionare Pedrocchi e Malchiodi che, tra le altre cose, rappresentano uno dei pochissimi team con regolare licenza di team in Italia, si esclude dalla classifica il pilota e il copilota. Scusate, sommessamente, che senso ha? Quale beneficio ne avrebbe tratto il pilota con la vettura, per di più provata ad andamento normale e su un percorso non appartenente alla competizione in questione? Bisognava davvero essere così severi con Fabrizio Guerra al San Martino?

Piuttosto che perdere tempo dietro a queste cose non si potrebbero controllare se vengono violate, e vengono violate, quelle norme tecniche che realmente agevolano le vettura in gara? Come? Per le R5 non ci sono tecnici in grado? Non ci crediamo, sarebbe l’ennesima, amara, storia kafkiana che offende uno sport che fa acqua da tutte le parti.

17 Settembre 2020/da Marco Cariati
Tags: aldo malchiodi, alessandro pedrocchi, dp autosport, rally san martino di castrozza
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