Le verifiche del Rally Città di Torino a che pro?

Le verifiche del Rally Città di Torino a che pro?

L’indimenticabile Fernando Montali – commissario tecnico nazionale capace e intelligente che è stato punto di riferimento impareggiabile sino ad oltre gli ottant’anni – amava ribadirlo spesso: “Noi commissari tecnici siamo qui per aiutare i piloti a correre, non per mandarli a casa”.

Quanto accaduto al Rally di Torino sembra il perfetto opposto: a fine gara spedite in verifica d’ufficio tutta la trentina di N2 e N3 per controllare la correttezza degli specchietti retrovisori (!), le N2 anche per le doppie ventole di raffreddamento e le N3 anche per la pompa del freno a mano (N3).

Giustificazione del promotore dell’eclatante chiamata sugli specchietti: pare che quelli non originali siano un vantaggio (?!) nelle chicane! A prescindere che uno specchietto racing costa meno della metà di uno di serie, dove starebbe il vantaggio? E di quanto? Quanto alle doppie ventole, poco da aggiungere se alla fine se c’erano (in quanto d’origine per esigenze del condizionatore d’aria) ma non attive. In soldoni (perché di questo in fondo si parla) nessuna squalifica, ammenda (da 300 a 600€) per un tot di piloti e una scocciante e inutile attesa (almeno 4 ore) per mettere la parola fine all’insulsa vicenda. Che comunque sta all’opposto della filosofia “montaliana” che andrebbe seguita.

Chissà se il tutto nasconde ruggini o se l’assottigliamento della schiera degli ufficiali di gara dovuto al Covid porta a scelte non ottimali: ma non è certo il caso di favorire con iniziative del genere – magari anche formalmente corrette – anche l’assottigliamento dei licenziati al volante. D’altronde se si vuole fare pulizia delle vere irregolarità (e indirettamente fare pure sicurezza) sarebbe forse il caso di verificare prima di ogni altra cosa l’integrità strutturale delle fuori omologazione – definizione eloquente – per evitare cose come rollbar che si dissaldano negli urti. In seconda istanza aspetti più significativi (cilindrate, ecc). O, ancora, decidersi una buona volta ad accorpare le F.O. solo per cilindrata e non per gruppo d’origine, alla francese.

Perché, per dirla alla Montali: non stiamo cercando il migliore dei commissari ma come rendere i rally migliori