Rally Targa Florio, sicurezza innanzitutto: ma quale?

Rally Targa Florio, sicurezza innanzitutto: ma quale?

La sicurezza è una cosa seria e non si può mettere in discussione la sua fondamentale importanza. Ma si può e si deve mettere in discussione quanto debba risultare invasiva. In altre parole, per essere chiari: si può chiamare in causa la sicurezza nella decisione di annullare le ultime due prove speciali del Targa Florio 2020?

In caso affermativo sarebbe opportuno trovare un altro nome ai rally e di prepararci all’annullamento anche per nebbia, neve (bye-bye Montecarlo e Svezia), vento forte, fango e magari in caso qualsivoglia impurità (sabbia, fieno, foglie, ecc.) contamini il biliardo d’asfalto.

Che sulle Madonie sarebbe piovuto era noto a tutti da giorni e le condizioni delle due prove annullate non erano peggiori di quelle viste tante volte in precedenza: pioggia si, ma Targa normalissima e Polizzi con qualche rivolo. E se qualche pilota non aveva le gomme adatte è stato semplicemente perché ha sbagliato l’azzardo. “Non avevo mai provato queste gomme da pioggia – ci spiegava l’indomani Ivan Ferrarotti – Sono sorprendenti: sembrava di essere sull’asciutto!”. Come dire che, al netto di eventuali errori, se le due ps si fossero disputate le cose sarebbero solo peggiorate per chi, per propria scelta, non era gommato adeguatamente.

Certo può avere non aiutato la manciata di uscite di strada nel passaggio precedente sulla ps Targa. E sicuramente la mazzata finale l’ha data il tira-molla che ha ritardato la decisione portando al limite del buio il potenziale orario di disputa della conclusiva Polizzi.

Ma probabilmente la vera ragione sta da tutta un’altra parte: e si chiama timore delle eventuali conseguenze in caso di incidente. Non va dimenticato che il ricordo di quello mortale del 2017 è ancora ben presente, e che il cammino giudiziario in merito è ancora lontano dall’essere terminato, con il conseguente rischio di rinvio a giudizio per i responsabili della gara.

Peccato anche per il rally in sé e per il campionato: un CIR da 75 km sminuisce tutto (tranne i costi per i piloti) come e più degli obblighi Covid che stanno mettendo in difficoltà gli sport (tutti, ad iniziare dal calcio) con il rischio di allontanare definitivamente tanti appassionati. Ma questo si sapeva dalla primavera che sarebbe stato il prezzo da pagare per poter riprendere l’attività. Anche se la cosa non pare proprio sopportabile a lungo.