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Test di Andrea Crugnola e Antonio Rusce con la Volkswagen Polo GTi R5

Giornata di test in vista del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio per Andrea Crugnola ed Antonio Rusce, che sulla spettacolare PS Careggine hanno percorso i primi chilometri a bordo delle due Volkswagen Polo GTi R5 della HK Racing, gommate Pirelli.

Bellissima giornata di sole, ma molto intensa, anche a causa dell’inaspettato caldo, per entrambi gli equipaggi alla ricerca del giusto feeling con una vettura nuova e sostanzialmente differente dalla Ford Fiesta R5 a cui Crugnola e Rusce erano abituati.

Per i nostalgici dei rally d’antan è stata anche l’occasione per vedere nuovamente unita una coppia che ha fatto sognare gli appassionati negli anni Novanta, ovvero Andrea Aghini, arrivato per venuto a seguire i suoi amici Crugnola e Farnocchia, navigatore ormai da tre stagioni di Antonio Rusce. Al test era presente anche Alessandro Re, direttore sportivo della HK Racing, che ha già avuto ottimi contatti come pilota con la Polo GTI R5

Test concluso all’imbrunire con buone sensazioni per entrambi gli equipaggi, ma anche la consapevolezza che c’è da lavorare per sviluppare al meglio le vetture. Non resta che attendere Il Ciocco per capire se il lavoro effettuato sta prendendo la giusta direzione. Nell’attesa non ci resta che goderci la Polo GTi R5 nelle immagini di Silvia Lucchesi e Yuri Vivaldi.

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Quatto chiacchiere a tutto campo con Andrea Nucita: Hyundai, gomme, MonteCarlo…

A poco più di una settimana di distanza dall’arrivo monegasco dell’87° Rallye Automobile de Monte-Carlo 2019 abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Nucita recentemente impegnato col team Bernini Rally ad Automotoretrò di Torino. Inevitabilmente, l’argomento principe è stato il recente Rally di MonteCarlo. Il suo Rally di MonteCarlo.

Per Andrea Nucita non è la prima esperienza al Monte. Lo scorso anno infatti il pilota siciliano navigato da Marco Vozzo aveva affrontato la competizione a bordo della Fiat 124 Abath R-GT, ottenendo uno strepitoso “crono” nella PS9 Agnières-en-Dévoluy-Corps 1 di 29,16 chilometri, quando i due riuscirono a piazzare la loro due ruote motrici gommata DMack a trazione posteriore, al quarto posto assoluto, dietro solo a Mikkelsen-Jaeger (Hyundai i20 WRC), Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC) e Latvala-Antilla (Toyota Yaris WRC).

Purtroppo però furono costretti al ritiro a causa di problemi elettrici durante la PS11 Agnières-en-Dévoluy-Corps 2 di 29.16 km. Quest’anno Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto si sono presentati allo “start” di Gap con la Hyundai i20 R5 “New Generation” (Bernini Rally), gommata Pirelli, pronti a dare battaglia per le posizioni che contano del WRC2, anche se una serie di episodi li ha costretti a rincorrere fin dalla giornata di Venerdì.

Rientrati in gara al sabato con la formula del Super Rally ma penalizzati dall’ordine di partenza, sono tuttavia riusciti a compiere una rimonta pazzesca, superando di prova in prova anche 3-4 vetture, con conseguente perdita di tempo ma riuscendo a terminare la corsa con tenacia e determinazione in trentasettesima posizione assoluta, recuperando ben trentaquattro posizioni (dalla settantunesima posizione della PS7 alla trentasettesima finale appunto). Ripercorriamo questa avventura di Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto al “Monte” anche attraverso le immagini di Alberto Pettenello, Marco Roncaglia, Francesco di Stefano, Gianluca Badaracco e Michele Carloni.

Andrea, c’è una differenza sostanziale in termini di performance tra la Hyundai i20 dello scorso anno e la New Generation, ultima nata in casa Hyundai?

“La Hyundai i20 R5 che ho avuto la possibilità di guidare nella scorsa stagione e che ci ha consentito di centrare risultati importanti tra i quali certamente il più importante della mia carriera ovvero la vittoria alla Targa Florio, era già una vettura molto performante. Lo step “New Generation” ha sicuramente reso questa vettura ancora più veloce ma soprattutto semplice ed intuitiva da guidare, grazie a migliorie sul motore, telaio ed assetto”.

Lo scorso anno hai utilizzato per tutta la stagione pneumatici Michelin. Quest’anno invece già dalla gara di esordio, abbiamo visto la tua Hyundai gommata Pirelli. Perché la scelta è ricaduta su Pirelli?

“Ritengo gli pneumatici Pirelli molto performanti che si adattano alla perfezione al mio stile di guida ma anche alla vettura di quest’anno. E’ stato anche molto costruttivo ed interessante il colloquio costante e lo scambio di informazioni e pareri che abbiamo avuto con i tecnici Pirelli, sempre molto preparati e professionali”.

Ma veniamo al Rally di MonteCarlo. Siete partiti subito fortissimo, sempre a ridosso dei top ten del WRC 2, poi a causa di una serie di eventi, tra cui il traffico, siete stati costretti ad inseguire. Trentasettesima posizione finale. Una rimonta comunque bella…

“Effettivamente a causa delle disavventure avute nei primi due giorni siamo stati costretti ad inseguire e non è stato affatto semplice, anche perché in prova raggiungevamo costantemente 3-4 vetture che ci precedevano, con conseguente perdita di secondi preziosi. Sono soddisfatto però della reazione che abbiamo avuto noi ed il Team Bernini Rally e del passo tenuto soprattutto nella giornata di Domenica quando siamo quasi sempre riusciti a stare tra le prime quattro vetture del WRC 2 ed a ridosso della top ten assoluta. Da non dimenticare che per me è stata la prima volta in una gara del Campionato del Mondo WRC 2. Esperienza molto importante sia per me che per tutto il team Bernini Rally”.

Cosa ti è rimasto umanamente e professionalmente di questo Monte?

Sinceramente è rimasto un po’ di amaro in bocca per come si è concluso dopo aver visto che eravamo in grado di competere per le posizioni che contano del WRC 2. Ci rimane però la consapevolezza di avere comunque avuto un grande ritmo e di avere un “pacchetto” estremamente competitivo per poter ambire a posizioni di classifica importanti nel WRC 2 ma il risultato purtroppo non ha rispecchiato tutto questo, quindi assieme al team Bernini Rally e ad i nostri partners dobbiamo continuare a lavorare per acquisire ulteriore esperienza e migliorarci al fine di rendere realtà le nostre aspettative e quelle dei tifosi.

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Cirt 2018, Tuscan Rewind: a Mauro Trentin gara e campionato (DIRETTA)

Campionato Italiano Rally Terra atto finale. Sulle difficili strade sterrate intorno a Montalcino si è svolta sabato 24 novembre la prima parte del 9° Tuscan Rewind, rally conclusivo e decisivo per l’assegnazione del titolo tricolore terra. Due solamente le prove in programma del sabato, per un totale di quasi quindici chilometri, non molto lunghe ma particolarmente insidiose per la fanghiglia accumulatasi a seguito delle recenti piogge, soprattutto sulla PS2 Badia Ardenga.

Due prove speciali che non potevano fare grandi differenze tra i piloti in gara, come per altro confermato dalla classifica finale delle prima giornata, che hanno visto terminare al primo posto il sammarinese Daniele Ceccoli, con la sua Skoda Fabia R5 divisa con Piercarlo Capolongo, che ha preceduto Paolo Andreucci in coppia con Anna Andreussi su una Peugeot 208 T16 solamente di 1.1’’, mentre al terzo ha chiuso Mauro Trentin, in coppia con Alice de Marco, su Skoda Fabia R5, a 2’4″. Alle spalle dei primi tre si sono quindi piazzati Edoardo Bresolin e Francesco Fanari, entrambi su Skoda R5.

Da segnalare anche il ritorno di Andrea Aghini, campione livornese vincitore anche del Rallye Sanremo mondiale del 1992, con la Lancia Ufficiale, e due volte campione italiano nel 1998 e 1999 con la Toyota Corolla WRC, che sabato ha concluso tredicesimo a 17’7 sulla Ford Fiesta R5 dopo molti anni di inattività. Per quanto riguarda la lotta per il tricolore terra sono quindi attualmente a podio due dei tre piloti in lizza, Ceccoli e Trentin, mentre il terzo Nicolò Marchioro, in coppia con Marco Marchetti sull’ennesima Skoda Fabia, è stato rallentato oggi da una scelta sbagliata di pneumatici, concludendo solamente ottavo con 9”6 dalla vetta. Da ricordare che, in ottica duello tricolore, alla fine Paolo Andreucci, come tutti i non iscritti alla serie saranno comunque trasparenti ai fini dell’assegnazione dei punteggi.

Colpo di scena sulla PS3 del Tuscan Rewind: la Pieve a Salti segna già una parentesi importante per la gara toscana e per le sorti del Campionato Italiano Rally Terra. A farne le spese è proprio il sanmarinese Daniele Ceccoli (Fabia R5) protagonista di un capottamento, senza conseguenze per l’equipaggio, nel primo tratto cronometrato. Il driver biancazzurro affiancato da Piercarlo Capolongo riesce comunque a rimettere in strada la vettura e a ripartire verso la seconda prova di giornata perdendo 2’31.5.

Il miglior crono su questa speciale è quindi di Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) che con il tempo di 6’54.3 guadagna la testa della classifica assoluta. Dietro di lui mantiene il passo il veneto Mauro Trentin (Fabia R5) secondo a +2.1’’ in prova, ma ora in testa tra i piloti del CIRT. Buona prestazione anche per Edoardo Bresolin (Fabia R5) che chiude terzo in prova a +5.0’’ e quindi sul podio virtuale a +7.5’’ dalla vetta. Non riesce a recuperare secondi il padovano Nicolò Marchioro (Fabia R5) che fa segnare il quarto tempo sulla speciale a +7.4’’ da Andreucci e distante quindi 12.5’’ da Mauro Trentin nella sfida per il Campionato Italiano Rally Terra. Un confronto per il titolo che ora diventa un duello ravvicinato tra Trentin e Marchioro, con Ceccoli.

Bene anche altri due protagonisti del Cirt come l’umbro Francesco Fanari (Fabia R5) e il tentino Alessandro Bettega (208 T16 R5) rispettivamente quinto e sesto sulla “Pieve a Salti”, con il driver di Foligno che insidia il podio assoluto in quarta posizione. Dietro di loro si segnalano tre outsider come l’abruzzese “Dedo” (Fiesta R5) e il greco Papadimitriou e il veronese Hoelbling, entrambi alla guida Fabia R5. Completa la top ten sulla prova l’altro trentino del Cirt Alessandro Taddei anche lui alla guida di una R5 boema. Costretto a pagare un ritardo di 1’40.0 il bergamasco di Aci Team Italia Enrico Oldrati con la Peugeot 208 R2B, per un ritardo in entrata al C.O. 2 nella giornata di ieri.

La mattinata di gara nel Tuscan Rewind ha definito gli equilibri della gara e dato i primi segnali importanti anche in chiave CIRT. Il migliore dopo il primo giro sulle tre prove speciali di giornata è stato decisamente Paolo Andreucci con Anna Andreussi sulla Peugeot 208 T16 R5. L’equipaggio da poco vincitore nel Cir sta dando ottime risposte anche in questa nuova esperienza sulle strade bianche tra Montalcino e Buonconvento. Ucci-Ussi si sono aggiudicati in successione tutti i passaggi di oggi sotto la pioggia incessante, da “Pieve a Salti” passando per la lunga “Torrenieri-Badia-Castiglion del Bosco” fino a completare l’opera sulla speciale “La Sesta” prima del rientro in assistenza di metà tappa.

A tenere per primo il passo è stato l’equipaggio del Terra composto da Mauro Trentin e Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5. I veneti hanno risposto ai tempi dei rivali piazzandosi in seconda posizione nelle due prove iniziali, prima di iniziare a gestire il vantaggio in chiave campionato sul terzo tratto cronometrato. Ora il pilota di Montebelluna si piazza in seconda posizione assoluta a +11.7’’ dalla vetta, ma con un vantaggio consistente di 21.9’’ su Nicolò Marchioro nella corsa scudetto. Il giovane padovano con alle note Marco Marchetti (Fabia R5) ha sofferto particolarmente l’avvio della domenica, riuscendo a trovare il passo giusto solo sulla terza speciale senza però assottigliare il gap da Trentin. Ora si trova in quarta posizione.

Tra i due piloti del Terra si inserisce un terzo specialista delle strade bianche come Edoardo Bresolin, affiancato da Rudy Pollet al debutto su R5 ceca, che dopo lo scratch di ieri sulla PS2 sta dimostrando anche oggi di poter dire la sua posizionandosi momentaneamente sul podio virtuale. Bene anche il driver di Foligno Francesco Fanari, che dimostra continuità nella parte finale della stagione, ora al quinto posto a +41.1’’ sulla Fabia R5 insieme a Silvio Stefanelli, mentre migliora la prestazione del campione greco Ioannis Papadimitriou con Allan Harryman su Fabia R5 ora sesto assoluto. Alle loro spalle si fanno avanti anche altri due terraioli come il teramano “Dedo” con Emanuele Inglesi (Ford Fiesta R5) e il veronese Luca Hoelbling con Mauro Grassi (Fabia R5).

Una prima parte di gara che invece non ha sorriso al terzo concorrente in corsa per il titolo di Campione Italiano Terra 2018. Daniele Ceccoli con al fianco Piercarlo Capolongo sono partiti già dalla PS3 con un problema di visibilità dovuto al mancato funzionamento dei tergicristalli. Durante la prova poi sono capottati con la loro Fabia R5, senza riportare conseguenze fisiche, ma perdendo più di 2’30.0 compromettendo l’intera gara. Ceccoli si è trovato dunque costretto al ritiro durante al rientro in assistenza. Prima prova della domenica piuttosto complicata anche per Federico Della Casa con Domenico Pozzi (Fabia R5) che perde subito 30’’, mentre una rottura del semiasse sulla prova lunga mette fuori dai giochi il campione italiano ’98-’99 Andrea Aghini, affiancato da Dario D’Esposito sulla Ford Fiesta R5. Il toscano ha proseguito comunque la sua corsa decidendo di ritirarsi durante l’assistenza d’intervallo.

Si riparte per il trittico finale del Tuscan Rewind. La prima prova speciale delle tre che mancano al traguardo, secondo passaggio sulla PS Pieve a Salti (11,280 km), ha messo in evidenza il ventottenne di Montagnana Nicolò Marchioro. Il pilota sulla Skoda Fabia R5 è stato il migliore con il tempo di 6’57″5 che gli permette di recuperare terreno (6″ netti) rispetto al rivale Mauro Trentin. Il veneto sulla R5 boema infatti ha rallentato leggermente al rientro sulle speciali sterrate, piazzandosi quarto sulla speciale e mantenendo comunque un passo utile a conquistare il primo posto assoluto in gara. A farne le spese è Paolo Andreucci (208 R5) rallentato da un problema ai freni che protagonista di un testa coda che gli ha fatto perdere 27.2 secondi

Il campione toscano si trova quindi costretto al ritiro in trasferimento. Fa un passo avanti quindi il ventinovenne bassanese Edoardo Bresolin, già in confidenza con la nuova Fabia R5, secondo sulla piesse ad appena 7 decimi da Marchioro e ora secondo assoluto a +6.1’’. Prova che invece determina in negativo la gara di altri piloti. Primo dei quali lo svizzero Lorenzo Della Casa (Fabia R5) che incappa in un incidente senza conseguenze che però lo costringe al ritiro. Fuori dalla corsa anche il trentino Alessandro Bettega (208 R5) che rinuncia a ripartire in trasferimento prima della PS6 per il mancato funzionamento dell’interfono. Durante l’intervallo di metà giornata in Assistenza si sono ritirati anche due giovani piloti del CIR Junior, entrambi alla guida di Peugeot 208 R2B, come il pavese Davide Nicelli per una doppia foratura sulla PS4 e il trentino Alessandro Nerobutto.

A fine giornata, Mauro Trentin e Alice De Marco alla guida della Skoda Fabia R5, di Step Five Motorsport gommata Pirelli, completano una corsa in continua progressione conquistando la vittoria del Campionato Italiano Rally Terra nel 9° Tuscan Rewind. La gara toscana organizzata da Prosevent ha quindi offerto lo scenario perfetto per incoronare in nuovi Campioni. Un rally già interessante secondo le aspettative, grazie ai contenuti sportivi e agonistici, che ha saputo confermarsi a pieno durante la due gironi senese. È stato uno spettacolo continuo, anche con la pioggia incessante. La stagione 2018 era partita sotto traccia per il pilota di Montebelluna, assente al primo appuntamento stagionale ed entrato in corsa solamente dal secondo round del Cirt.

“Ci siamo presentati all’ultimo appuntamento, con il campionato apertissimo – commentano soddisfatti Mauro ed Alice – ed eravamo in tre equipaggi a poter ambire al titolo. Non abbiamo sbagliato nulla, e abbiamo mantenuto la concentrazione fino al palco d’arrivo, dove abbiamo potuto festeggiare uno dei tricolori più combattuti degli ultimi anni. Ad inizio stagione, siamo partiti quasi per scherzo, saltando la prima gara, e presentandoci al via con una vettura tutta nuova per noi. E’ andato tutto per il verso giusto e gara dopo gara abbiamo aumentato il feeling con la Skoda Fabia cogliendo due primi posti nelle ultime due gare disputate. Un ringraziamento particolare va sicuramente alla squadra che ci ha messo a disposizione una vettura perfetta, alla Pirelli che ci ha fornito delle gomme eccellenti per tutti i tipi di sterrato, a tutti i tifosi che ci seguono sempre anche in campo gara e a tutti gli sponsor, senza i quali non sarebbe possibile tutto ciò.”

L’exploit dell’equipaggio veneto è stato un crescendo continuo che ha trovato la consacrazione nel finale, con la vittoria al Nido dell’Aquila che li ha lanciati definitivamente per la lotta tricolore culminata ora a Montalcino con il successo nel Tuscan Rewind. Una conferma per Mauro Trentin, un’istituzione del Terra, che cala il poker di titoli italiani (i primi tre risalgono al precedente format Trofeo Rally Terra, stagioni 2008-2012-2015) portando con questa a quattro le sue vittorie assolute in bacheca. Il Cirt 2018 è stata una serie combattuta fino all’ultima prova speciale dell’anno. Merito quindi a tutti gli interpreti del fondo sterrato.

A partire dal ventottenne padovano Nicolò Marchioro, che insieme a Marco Marchetti, sulla Skoda Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, ha dimostrato il suo talento ad ogni rally, arrendendosi soltanto al verdetto finale. Al traguardo sono soltanto 3 i punti di distacco che separano il pilota di Montagnana dal nuovo campione Trentin. A pagare il conto più salato è stato il terzo aspirante al titolo Daniele Ceccoli. Il sanmarinese, con alle note Piercarlo Capolongo sulla Skoda Fabia R5 di PA Racing, ha vissuto un week end piuttosto negativo al Tuscan Rewind. Inizialmente è stato protagonista chiudendo al comando nella prima giornata e lanciandosi verso la vittoria. Poi è incappato nell’errore fatale ad inizio della fase calda sulla PS3 “Pieve a Salti”, quando il mancato funzionamento dei tergicristalli lo ha condizionato fino al capottamento e al ritiro anticipato.

Sugli scudi invece Edoardo Bresolin che, insieme a Rudy Pollet al debutto sulla Skoda Fabia R5, ha affondato su ogni tratto cronometrato. Prima lo scratch sulla PS2, poi il miglior crono nel finale sulla lunga “Torrenieri Badia-Castiglion del Bosco”, fino a centrare il secondo posto assoluto in gara. Ad un passo dal podio si piazza il driver di Foligno Francesco Fanari, con Silvio Stefanelli su Fabia R5, che raggiunge un altro ottimo risultato nel Terra. Soddisfazione anche per il campione greco Ioannis Papadimitriou (Fabia R5) che chiude in quinta posizione davanti alle R5 boeme dell’abruzzese “Dedo” e del veronese Hoelbling, rispettivamente sesto e settimo.

Ottava posizione per il trentino del CIRT Alessandro Taddei, con Andrea Gaspari, che non riesce a ripetere il podio nel Tuscan dello scorso anno al volante della Fabia R5, mentre completano la top ten assoluta il driver boliviano Mariano Aguilera e l’abruzzese Umberto Fiorile, anche loro sulla vettura ceca. Salta all’occhio anche la prestazione eccellente del giovane bresciano portacolori di Aci Team Italia Luca Bottarelli, che affiancato da Sofia D’Ambrosio sulla Ford Fiesta R2B ha mostrato di aver raggiunto un’ottima confidenza con il fondo sterrato piazzandosi al 13° posto.

Gara decisamente sfortunata per i campioni del Cir Paolo Andreucci e Anna Andreussi, costretti al ritiro nel finale di gara per un problema ai freni della loro Peugeot 208 T16 R5. Stessa sorte per il Campione italiano del 1998 e 1999 Andrea Aghini, con Dario D’Esposito su Ford Fiesta R5 ritirati dalla gara durante l’assistenza di metà giornata per la rottura del semiasse.

Classifica assoluta Tuscan Rewind

  1. Trentin – De Marco (Skoda Fabia R5) in 1:03’21.5; 2. Bresolin – Pollet (Skoda Fabia) a +2.9; 3. Marchioro –Marchetti (Skoda Fabia R5) a +12.3; 4. Fanari – Stefanelli (Skoda Fabia R5) a +56.8; 5. Papadimitriou-Harryman (Skoda Fabia R5) a +1’07.8; 6. “Dedo”- Inglesi (Ford Fiesta ) a +1’22.7; 7. Hoebling – Grassi (Skoda Fabia R5) a +1’25.3; 8. TaddeiGaspari (Skoda Fabia R5) a+2’22.0; 9. Aguilera-Cagnotti (Skoda Fabia R5) a +3’38.4; 10. FiorileArena (Skoda Fabia R5) a +5’49.3;

Cirt 2018, verso il Tuscan: cosa pensa Nicolò Marchioro

La nona edizione del Tuscan Rewind, gara organizzata da Prosevent, chiude il Cirt. Come scritto nell’intervista a Mauro Trentin, Le prenotazioni confermate sono necessariamente tre, quelle dei piloti candidati al tricolore che hanno riservato, con largo anticipo, il loro posto in prima fila per lo scontro conclusivo. La vigilia del Tuscan Rewind inizia già a scaldarsi con le parole di Nicolò Marchioro, Mauro Trentin e Daniele Ceccoli che iniziano a gettare uno sguardo sulla decisiva e ultima trasferta della stagione, annunciando una battaglia da seguire fino all’ultimo chilometro di prove speciali.

Apre le danze il ventisettenne padovano Nicolò Marchioro. Una stagione di spessore quella portata avanti dal ragazzo di Montagnana affiancato da Marco Marchetti, che si affaccia all’ultima corsa dall’alto dei suoi 61 punti. Un bottino soddisfacente per Marchioro che, nonostante il cambio di macchina dopo il Liburna Terra e qualche difficoltà nel Rally dei Nuraghi e Vermentino ha saputo mettersi in mostra al volante della Skoda Fabia R5 di RB Motosport gommata Yokohama nei due appuntamenti a coefficiente maggiorato. Risultati che fanno ancora la differenza. Il bilancio lo vede oggi in testa alla classifica assoluta, ma già al netto di tutti e 5 i risultati utili calcolati a differenza dei suoi rivali. Al Tuscan dovrà puntare necessariamente alla vetta per regalarsi la prima soddisfazione tricolore.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo 5 gare disputate, ad un passo dal traguardo…

“È stata una stagione fatta di alti e bassi per quanto mi riguarda. Siamo partiti un po’ ad handicap, dato che la prima gara al Liburna non è andata affatto bene, già dalla seconda al Vermentino è andata un po’ meglio, poi nelle due gare centrali affiancati al Cir sono invece sono riuscito ad andare forte. Poi l’ultimo appuntamento al Nido, purtroppo, abbiamo avuto nuovamente un calo di rendimento. Ad inizio stagione pensavo di poter ambire al vertice del campionato, partendo sempre con l’ottica di vincere ad ogni gara. Quando effettivamente sono arrivati quei due risultati sono riuscito a raggiungere la piena consapevolezza delle mie capacità e del mezzo. Ora che siamo a questo punto lotteremo fino all’ultimo.”

Il momento critico della stagione e momento più alto a livello personale?

“Sinceramente penso che questa sia la mia miglior stagione in assoluto. Di sicuro il momento più alto è stato proprio nei due episodi con il Cir – Rally San Marino e Rally Adriatico – dove sono riuscito a trovare due podi assoluti affianco ai professionisti. Per me è già stato un ottimo risultato e una grandissima soddisfazione ottenere questi due piazzamenti assoluti. Non so spiegare il perché di un rendimento alto proprio in quei due rally. In generale riesco a tirar fuori le mie caratteristiche su gare lunghe con un chilometraggio maggiore, forse è per questo. Di solito parto sotto tono e poi prendo ritmo e riesco ad essere competitivo. Nelle gare corte sei subito tagliato fuori. Quest’anno ho patito molto a Volterra con problemi al cambio. È stata la gara dove ho trovato maggiori difficoltà”.

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Non so dire chi è più avvantaggiato in questo momento. Mauro Trentin si è dimostrato sempre molto competitivo, ha già vissuto questo tipo di confronti e ha l’esperienza dalla sua come Ceccoli. Trentin al Nido è stato inattaccabile e lo vedo molto pericoloso per il Tuscan. Anche Ceccoli è sullo stesso livello, sempre molto veloce. Siamo piloti di tre tipologie diverse con differenti caratteristiche. Sarà un bello scontro”.

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Non è una differenza eccessiva, ma su certi terreni credo che noi possiamo essere avvantaggiati. Abbiamo la possibilità di usare una gomma Racing che con alcune caratteristiche di fondo ci concede un vantaggio. Noi siamo fedeli a Yokohama perché ci ha dato molta affidabilità e dimostra sempre di concentrarsi su evoluzioni e sviluppo dei suoi pneumatici rimanendo sempre competitiva. Su alcuni terreni poi è normale che possiamo avere noi qualche difficoltà in più, ma non conoscendo le strade del Tuscan non so cosa aspettarmi.”

Uno scontro a tre fino all’ultima gara e ogni appuntamento ha portato molti piloti su R5 alla ribalta. Il Cirt si conferma una serie combattuta e in crescita?

“Il campionato negli ultimi anni sta crescendo molto. Soprattutto quest’anno il livello mi è sembrato sempre molto alto e lo hanno dimostrato ampiamente anche le due gare in concomitanza con il CIR. Molti di noi hanno vinto le prove speciali anche nella classifica unica, quindi vuol dire che siamo competitivi.”

Tuscan Rewind: le aspettative di Mauro Trentin

La nona edizione del Tuscan Rewind, gara organizzata da Prosevent, offrirà il palcoscenico ideale per chiudere il Campionato Italiano Rally Terra su alcune delle strade bianche più illustri del panorama nazionale, selettive ma soprattutto cariche di storia. Pagine rallystiche che stavolta verranno scritte e firmate dagli equipaggi partecipanti al Cirt. Non sarà assolutamente un tranquillo week end di relax tra le colline toscane quello che attende i protagonisti della serie dedicata ai terraioli, chiamati alla resa dei conti per l’ultimo fine settimana di novembre. Le prenotazioni confermate sono necessariamente tre, quelle dei piloti candidati al tricolore che hanno riservato, con largo anticipo, il loro posto in prima fila per lo scontro conclusivo.

La vigilia del Tuscan Rewind inizia già a scaldarsi con le parole di Nicolò Marchioro, Mauro Trentin e Daniele Ceccoli che iniziano a gettare uno sguardo sulla decisiva e ultima trasferta della stagione, annunciando una battaglia da seguire fino all’ultimo chilometro di prove speciali. Interviene anche Mauro Trentin a movimentare l’attesa. Il veneto insieme ad Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5, supportato da Step Five Motorsport, si trova attualmente a quota 58 punti, in seconda posizione assoluta nella classifica Cirt. La sua mancata partecipazione al I round nel Liburna Terra può permettergli il vantaggio di calcolare un punteggio pieno, con 4 risultati ottenuti su 5 utili.

Il quinto tassello per lui sarà quello di Montalcino, che potrebbe concedergli il suo primo successo nel Campionato Italiano Rally Terra. Sarebbe una prima volta per il pilota veneto, che però conosce bene il sapore del successo come racconta una carriera arricchita da tre vittorie nel Trt (2008-2012-2015). Il driver di Montebelluna ha dalla sua proprio l’esperienza. Le strade bianche lo vedono protagonista da più di quindici anni e anche in questa stagione ha saputo ricavarsi il suo spazio grazie ad un rendimento costante, fatto di 4 podi su 4 presenze. Quindi occhi puntati anche su di lui al Tuscan, dove proverà a bissare il primato ottenuto al Nido per strappare il successo tricolore.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo cinque gare disputate, ad un passo dal traguardo…

“Pensare che in questa stagione non dovevamo neanche partecipare. Infatti siamo partiti , dopo l’assenza al Liburna, direttamente dalla seconda gara nel Rally Vermentino grazie al supporto di Step Five. Abbiamo iniziato subito con il piede giusto e siamo stati ottimisti sin dall’inizio. Poi nelle gare successive abbiamo sofferto un po’ troppo, tra scelte sbagliate di regolazione e vicissitudini varie non abbiamo ottenuto quanto speravamo e non siamo riusciti ad essere competitivi come volevamo, anche se i punti sono sempre arrivati. Nelle difficoltà siamo riusciti a rimanere a galla e in piena corsa. Al Nido dell’Aquila abbiamo fatto delle regolazioni che hanno pagato e abbiamo riaperto il discorso primato anche per noi. Ora andiamo al Tuscan per difendere la nostra posizione di vantaggio al netto degli scarti”.

Il momento critico della stagione e momento più alto a livello personale?

“Le maggiori difficoltà le ho trovate a San Marino, perché con tutto quell’asfalto ho sbagliato delle scelte e l’’approccio individuale. Ho fatto fatica in quel frangente della stagione a trovare l’assetto della vettura, anche all’Adriatico. Pensavo di andare forte, invece no: era una lotta continua con la macchina invece di aumentare il feeling. Mi accorgevo di non sfruttarla al meglio per colpa mia. Poi abbiamo lavorato insieme al team per il Nido dell’Aquila e da subito mi sono sentito in confidenza, già dallo shakedown. I risultati si sono visti e lì è arrivata evidentemente la mia migliore prestazione”.

Quali sono le aspettative per il Tuscan Rewind?

“No ho mai fatto questa gara, ma ho sentito dire che le strade sono molto belle. Ho studiato un po’ le edizioni passate e sembra davvero un gran rally. Le prove credo che saranno simili a quelle già attraversate in Toscana nelle varie edizioni del Liburna. Sarà una gara tirata e combattuta e penso che attirerà l’attenzione anche di alcuni outsider di livello, vista la possibilità di inserimento nel calendario CIR del prossimo anno. Sarà sicuramente spettacolo”.

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Non vedo differenze di livello tra di noi. Forse Ceccoli ha un vantaggio dovuto dall’esperienza, ma Marchioro ha dimostrato di saper mettere a frutto i suoi anni, ormai diversi, di rally su terra. Nicolò ha dimostrato maturità, velocità e affidabilità senza commettere mai errori. Sarà un finale molto equilibrato come lo è stata tutta la stagione”.

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Potrebbe essere un’incognita. Un fondo più duro può fare la differenza a favore di Marchioro, mentre con condizioni che necessitano l’utilizzo di pneumatici tassellati metterebbero tutti sullo stesso piano equilibrando la sfida”.

Uno scontro a tre fino all’ultima gara e ogni appuntamento ha portato molti piloti su R5 alla ribalta. Il Cirt si conferma una serie combattuta e in crescita?

“Penso sia il campionato più combattuto degli ultimi anni. Già il confronto con la passata stagione lo conferma. È una serie che si arricchisce di continuo grazie alla presenza della vecchia guardia e l’inserimento di nuovi piloti. Negli ultimi anni poi sto notando un interesse crescente nei confronti di questa serie e speriamo che il percorso possa proseguire. Le potenzialità ci sarebbero”.