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Trofeo Pirelli: gli ammessi alla finale di Modena

Sono 48 i piloti iscritti al Trofeo Pirelli – Accademia 2021 che hanno conquistato il diritto a disputare la Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia, fissata quest’anno al Rally di Modena in programma il 30-31 ottobre. Uno schieramento che comprende non solo un gruppo con vetture di vertice che punterà alla vittoria assoluta, ma anche aspiranti a ben 12 diversi titoli di classe e a quelli Under 25, Over 55 e femminile.

Del primo gruppo fanno parte ben cinque dei nove campioni ACI Sport di zona: Elwis Chentre (Zona 1), Andrea Spataro (Z2), Filippo Bravi (Z3), Carmine Tribuzio (Z7) e Roberto Lombardo (Z8) . A cui va aggiunto anche Corrado Pinzano, che la Finale Nazionale l’ha già vinta nel 2019.

In occasione di questa gara di finale Pirelli mette in palio il seguente montepremi – che va ad aggiungersi a quello già assegnato per i risultati delle Zone:
• rispettivamente 6.000€, 3.000 €, 1.000 € e 4 pneumatici PZero per i primi 4 trofeisti classificati nelle seguenti categorie: vetture 4RM, vetture 2RM.
• rispettivamente 3.000€, 2.000€, 1.000 € e 4 pneumatici PZero per i primi 4 trofeisti classificati nella classe R2B
• 1.000€ e 2 pneumatici PZero per ciascuno dei vincitori delle seguenti categorie: Under 25, Under 25 2RM, femminile.
Tali premi sono cumulabili.

Il quadro completo dei vincitori di Zona e degli iscritti al Trofeo Pirelli – Accademia 2021 che hanno diritto a partecipare alla Finale è riportato sotto.

TOP 3 ASSOLUTI DI ZONA

  • Z1: 1. Elwis Chentre (Skoda Fabia R5), 3. Corrado Pinzano (R5)
  • Z2: 1. Andrea Spataro (Skoda Fabia R5), 2. Jordan Brocchi (R5), 3. Stefano Baccega (R5)
  • Z4: 1. Filippo Bravi (Soda Fabia R5), 3. Claudio De Cecco (R5.4)
  • Z7: 1. Carmine Tribuzio (Skoda Fabia R5), 2. Maurizio Di Gesù (R5.7)
  • Z8: 1. Roberto Lombardo (Peugeot 207 S2000)
  • Vincitori di classe:
  • A6: Marco Varetto (Z1), Salvatore Pio Scannella (Z8)
  • A7: Nazareno Pellitteri (Z8)
  • R1T 4×4: Simone Rivia (Z5), Alessandro Ciardi (Z6)
  • R2B: Alberto Branche (Z1), Valentino Gaspari (Z3), Rosario Cannino (Z8)
  • R2C: Stefano Santero (Z1), Flavio Brega (Z2), Giampaolo Bizzotto (Z4), Emanuele Danesi (Z6), Giuliano Galeti (Z7)
  • R3C: Matteo Giordano (Z1) , Oscar Fioroni (Z4), Alessio Spiaggia (Z8)
  • R4: Luca Santoro (Z7)
  • R5: Carmine Tribuzio (Z7), Andrea Spataro (Z2), Elwis Chentre (Z1), Filippo Bravi (Z4), Maurizio Mirabile (Z8)
  • N4: Piergiorgio Bedini (Z5), Agostino Capraro (Z8)
  • N5Naz: Simone Boscariol (Z6)
  • S1600: Nicholas Cianfanelli (Z2), Roberto Vescovi (Z5, Z6), Carmelo Molica Franco (Z8)
  • S2000: “Galet” (Z2), Alessio De Santis (Z7), Roberto Lombardo (Z8),
  • Under 25 Alberto Branche (Z1), Michel Della Maddalena (Z2), Stefano Facchin (Z4), Salvatore Pio Scannella (Z8), Rosario Cannino (Z8).
  • Over 55: 1. Claudio De Cecco (Z4), Piergiorgio Bedini (Z5), Pierluigi Della Maggiora (Z6), 1. Maurizio Di Gesù (Z7), Carlo Stassi (Z8), Auro Siddi (Z9)
  • Femminile: 1. Sara Carra (Z7).

I CAMPIONI DI ZONA DEL TROFEO PIRELLI ACCADEMIA 2021

  • ZONA 1 (Piemonte Valle d’Aosta): 1. ELWIS CHENTRE (classe R5)
  • ZONA 2 (Lombardia e Liguria): 1. LUCA FIORENTI (R3C)
  • ZONA 3 (Trentino, Veneto tranne BL e VE): 1. VALENTINO GASPARI (R2B)
  • ZONA 4 (Friuli V.G., Veneto BL e VE): 1. OSCAR FIORONI (R3C)
  • ZONA 5 (Emilia Romagna, Marche, RSM): 1. PIERGIORGIO BEDINI (N4)
  • ZONA 6 (Toscana, Umbria): 1. ROBERTO VESCOVI (S1600)
  • ZONA 7 (Lazio, Campania, Puglia, ecc.): 1. CARMINE TRIBUZIO (R5)
  • ZONA 8 (Sicilia): 1. ROSARIO CANNINO (R2B)
  • ZONA 9 (Sardegna): 1. AURO SIDDI (R5)

Attesa per il debutto del P Zero RA WRC aggiornato

Il Campionato del Mondo Rally va sull’asfalto per il penultimo appuntamento in calendario, il Rally di Catalunya, e lì ritroveremo il nuovo pneumatico Pirelli, aggiornato sulla base dei dati raccolti in Croazia e in Belgio. La nuova mescola dura P Zero RA WRC HA è stata sviluppata come l’ultima evoluzione del prodotto per asfalto, in vista della prossima generazione di auto ibride, ed è stato testato dai team in Spagna di recente prima di debuttare nel prossimo fine settimana. I nuovi pneumatici presentano una costruzione innovativa, soprattutto sulla spalla, che è diventata più robusta con una maggiore resistenza agli urti rispetto al suo predecessore. Grazie anche al supporto di tutti i team, il programma di sviluppo è stato portato avanti, mantenendo inalterate le prestazioni di guidabilità del P Zero Pirelli.

P Zero RA WRC è un pneumatico da asfalto disponibile in due mescole: quello a mescola dura (P Zero RA WRC HA) sarà la scelta principale in Spagna, specificamente pensato per le prove più lunghe in condizioni asciutte con temperature più elevate. La gomma morbida è disponibile anche come opzione, per condizioni miste di asciutto e umido, nonché per prove più fredde e più scivolose.

I P Zero RA RC2 sono pneumatici per le vetture Rally2 meno potenti, con due scelte disponibili. Mescola dura (RA5) per condizioni asciutte e mescola morbida (RA7+) per condizioni miste o umide. Gomme che hanno molti elementi in comune con i P Zero RA WRC per le vetture di punta. E poi c’è il Cinturato RWB: pneumatico da pioggia dedicato a tutte le categorie di vetture a quattro ruote motrici con condizioni di bagnato estremo su strade asfaltate, con uno specifico disegno del battistrada particolarmente efficace per eliminare l’acqua stagnante per ridurre l’aquaplaning.

Terenzio Testoni, responsabile dell’attività rally, ha spiegato che “quello in Catalogna è uno degli eventi più duri dell’anno con forse l’asfalto più difficile da padroneggiare. È una in cui anche le curve sono veloci. Inoltre, c’è un’ulteriore sfida, che è quella delle temperature ambientali piuttosto elevate e di alcune superfici abrasive, sebbene la maggior parte delle strade sia liscia. La nostra ultima evoluzione, il P Zero RA WRC HA, è stata progettata per dare ai piloti una buona sensazione di aderenza e affidabilità, che è particolarmente importante in un rally come questo, in cui la strategia degli pneumatici può giocare un ruolo chiave nel risultato. Un approccio fluido e ben studiato tende a ripagare, in Spagna, poiché uno stile di guida non preciso può costare secondi vitali. Ci sono anche alcune PS nuove e impegnative che saranno interessanti da capire, mentre questa gara torna al formato tutto asfalto. E poi c’è il Junior WRC che si conclude in Spagna, una categoria vitale per la filosofia sportiva di Pirelli di supportare i giovani piloti del futuro”.

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Copertina RS ottobre 2021

Retroscena: il debutto del Pirelli P Zero RA

Ad occhio nudo i fondi della maggior parte dei circuiti di gara sono simili tra loro. Esistono alcune celebri eccezioni – come Sebring negli Stati Uniti, che è famoso per i suoi tratti realizzati in cemento con numerose giunture – ma i circuiti di Formula 1 sono generalmente molto lisci e uniformi, proprio come piace ai piloti. Osservando più da vicino notiamo però un numero sorprendente di differenze: il circuito del Bahrein è noto per la sua superficie molto abrasiva a causa dell’elevato contenuto di granito, mentre il vicino circuito di Abu Dhabi è estremamente liscio.

Durante le corse di rally, tuttavia, le differenze aumentano ancora di più: ad ogni round. La maggior parte dei rally si tiene ovviamente su fondo ghiaioso, anche se alcuni – come i due eventi che si sono tenuti quest’anno, Monte Carlo e Arctic Finland – si svolgono su un fondo di neve e ghiaccio.

Ma considerando solo le gare su asfalto, si nota una grande diversità di superfici, che riflette del resto la varietà di materiali e tecnologie utilizzata per realizzare strade pubbliche in tutto il globo. Spesso i piloti devono affrontare variazioni di fondo nel corso di un singolo rally, a volte anche nel corso di una singola tappa.

Per tradizione, il Rally di Germania ne è un esempio perfetto. In origine l’evento era composto da tre diversi rally tenuti nella stessa regione, per questo il round del Campionato del mondo di rally si svolgeva generalmente in tre diverse giornate con caratteristiche molto diverse: la prima su saliscendi stretti e tortuosi attraverso i vigneti che costeggiano il fiume Mosella, la seconda sui tracciati con pavimentazione in cemento particolarmente abrasiva nella base di addestramento militare Baumholder, ed una terza su percorsi veloci e lineari in aperta campagna.

Ecco perché il rally è la tipologia di sport motoristico più simile alla guida di tutti i giorni: le auto sono simili, come del resto lo sono le strade. Per Pirelli, specializzata nella produzione di pneumatici per vetture da strada ad elevate prestazioni, il rally rappresenta un’importantissima opportunità di ricerca e sviluppo nel mondo reale.

La Croazia e il ritorno dell’asfalto

I rally su asfalto rappresentano una grande sfida per i piloti, per gli ingegneri che mettono a punto le vetture e per il partner esclusivo per la fornitura di pneumatici, che dal 2021 in poi è Pirelli, assegnando alla società un ruolo di primissimo piano come fornitore esclusivo per le gare di rally.

Quest’anno il Service Park si è trovato ad affrontare un’inedita sfida interamente su asfalto in occasione del primissimo Rally di Croazia del Campionato del Mondo Rally. Le variazioni del fondo sembravano essere la difficoltà maggiore durante questo rally. Secondo gli organizzatori, i piloti dovevano affrontare sei diversi tipi di asfalto nel corso di 20 prove. Alcuni tratti sono molto abrasivi e consumati, mentre altri sono appena posati e lisci. Il feedback emerso da test precedenti all’evento e dall’esperienza degli anni passati suggeriva anche che alcuni tratti potevano essere ingannevolmente scivolosi, a causa del tipo di pietra utilizzata nella costruzione.

Dopo le condizioni invernali che si sperimentano di consueto in occasione del Rally di Monte Carlo, quella della Croazia è stata la prima competizione della stagione ‘puramente’ su asfalto, corsa su strade (relativamente) regolari. Per questi rally, Pirelli ha sviluppato il nuovo pneumatico P Zero RA con mescole dure e morbide. La mescola dura è ideata per gestire le prove più lunghe e le temperature più elevate, mentre la mescola morbida è ideale per temperature più fredde e fondi più scivolosi. Questo pneumatico presenta tutti gli attributi di elevata prestazione tipici di un P Zero per pista o strada, in combinazione alle specifiche caratteristiche ottimizzate per il rally.

Questione di aderenza al fondo stradale

Siccome le condizioni meteorologiche possono cambiare improvvisamente nel bel mezzo di una gara e i piloti devono guidare in tutta sicurezza le loro auto su strade pubbliche, uno pneumatico per rally non può essere così liscio come per le gare su circuito. Il battistrada è asimmetrico, con due scanalature longitudinali incise nella parte interna dello pneumatico per favorire il drenaggio dell’acqua in caso di pioggia, mentre la parte esterna piatta del battistrada aumenta al massimo il grip e la stabilità laterale negli angoli. Fattore fondamentale per favorire la velocità e quindi il successo è la possibilità di trovare il giusto compromesso tra gomma e drenaggio sul battistrada, e la mescola ideale.

Questo è ciò su cui Pirelli ha lavorato duro nel corso della campagna di sviluppo per il Campionato del mondo di rally, ma durante una gara di rally le condizioni sono imprevedibili e in costante cambiamento.

In presenza di bagnato estremo esiste anche uno pneumatico da pioggia dedicato: il Cinturato RW. Quest’ultimo presenta un battistrada simmetrico con scanalature più profonde per eliminare l’acqua stagnante e ridurre il rischio di aquaplaning – essenziale in caso di pioggia veramente abbondante. Una vettura da rally può portare fino a sei pneumatici: quattro sull’auto e due di ricambio nel baule.

Per questo a volte i piloti scelgono una vasta gamma di pneumatici per poter affrontare tutte le potenziali condizioni: tuttavia, due pneumatici slick e due rain, per esempio, sarebbero difficilmente una soluzione ottimale in circostanze normali. Per i piloti, però, avere anche solo due pneumatici rain, nell’eventualità di un temporale incredibilmente forte, è sempre meglio che non averne nessuno. Il rally è improvvisazione.

Oltre che in Croazia, l’ultima gamma di pneumatici da asfalto di Pirelli sarà presente anche in occasione di altri due eventi del Campionato del mondo di rally di questa stagione, in Belgio e Giappone, per non parlare della Spagna – che torna come competizione totalmente su asfalto con le sue famose gare su circuiti super lisci, dopo essere stato un rally su fondo misto nei precedenti decenni. Tutti questi rally potrebbero essere tra i più emozionanti della stagione. Il fondo ghiaioso potrebbe essere quello predominante durante il Campionato del mondo di rally, ma sull’asfalto il margine è ancora più sottile…

Trofeo Pirelli Accademia: verso la finale

Dopo il grande successo nelle adesioni, il Trofeo Pirelli – Accademia è pronto a vivere gli ultimi decisivi appuntamenti che entro l’inizio di ottobre decideranno i vincitori di ciascuna delle nove zone geografiche delle Coppe ACI Sport legate ai rally nazionali. Con l’inizio di ottobre si conosceranno sia chi avrà diritto ai premi di Zona messi in palio da Pirelli, che il nome dei piloti che potranno prendere parte alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia, che quest’anno sarà il Rally Città di Modena, in programma il 31 ottobre, dove si contenderanno un ulteriore ricco montepremi..

Al momento niente è ancora deciso, visto che in tutte e nove le Zone saranno proprio i rally conclusivi a stabilire il nome dei vincitori, a conferma della generale grande competitività. In basso è riportata la situazione attuale di ciascuna zona, da cui emerge anche la varietà delle categorie e l’efficacia della formula per classi della serie, che consente di ambire ai premi con qualunque tipo di vettura e non solo con quelle delle categorie più performanti: dalle moderne sofisticate R5 a trazione integrale alle trazioni anteriori più datate e vicine alla serie, a conferma dell’ampiezza e varietà della gamma dei prodotti Pirelli per i rally su ogni tipo di fondo: dai PZero per l’asfalto, ai Cinturato per pioggia, neve e ghiaccio, agli Scorpion per gli sterrati.

Da segnalare anche che i piloti iscritti al Trofeo Pirelli – Accademia sono attualmente al comando alla classifica assoluta ACI Sport nella maggior parte delle Zone (Elwis Chentre nella Z1, Andrea Spataro in Z2, Filippo Bravi in Z4, Carmine Tribuzio in Z7 e Roberto Lombardo in Z8) e in corsa per il successo finale anche nelle rimanenti zone.

Classifiche di Zona

  • ZONA 1 (Piemonte Valle d’Aosta – dopo 3 gare su 5): 1. Stefano Santero (classe R2C) 40 punti, 2. Elwis Chentre (R5) 34, 3. Marco Varetto (A6) 30, 4. Matteo Giordano (R3C) 21, 5. Alberto Branche (R2B) 19,5, 6. Mattia Pizio (R2B) e Maurizio Repetto (A6) 15, 8. Vincenzo Torchio (R2B) e Alessandro Ferro (R2B) 14, 10. Gianluca Quaderno (R2B) 10.
  • ZONA 2 (Lombardia e Liguria – dopo 4 gare su 6): 1. Luca Fiorenti (R3C) 35 punti, 2. Nicholas Cianfanelli (S1600) 28,5, 3. Massimo Fradelizio (S1600) 24, 4. Andrea Spataro (R5) 21, 5. Flavio Brega (R2C) 19,5, 6. Stefano Baccega (R5) 17, 7. Jordan Brocchi (R5) 14,5, 8. Simone Patt (N2) 8, 9. Gabriel Di Pietro (R2B) e Michel Della Maddalena (R2B) 6
  • ZONA 3 (Trentino, Veneto tranne BL e VE – dopo 3 gare su 5): 1. Mattia Targon (R5) 21 punti, 2. Valentino Gaspari (R2B) 17,5, 3. Efrem Bianco (R5) 17, 4. Carlo Mirici Cappa (N2) 16, 5. Sergio Carrara (R2C) 13,5, 6. Michele Deani (R5) 3.
  • ZONA 4 (Friuli V.G., Veneto BL e VE – dopo 4 gare su 5): 1. Oscar Fioroni (R3C) 38 punti, 2. Filippo Bravi (R5) 30, 3. Giampaolo Bizzotto (R2C) 25, 4. Claudio De Cecco (R5) 19,5, 5. Stefano Facchin (R2B) 18, 6. Rudi Bulfon (S1600) 16,5, 7. Matteo De Sabbata (R2B) 15, 8. Alberto Spagolla (R2B) e Alessandro Lusso (R2B) 12, 10. Kevin Del Mistro (R2B) 7,5.
  • ZONA 5 (Emilia Romagna, Marche, RSM – dopo 3 gare su 4): 1. Piergiorgio Bedini (N4) 18 punti, 2. Roberto Vescovi (S1600) e Simone Rivia (R1T 4×4) 15, 4. Franco Ricciardi (R2B) e Alessio Bellan (R2C) 12, 6. Lorenzo Ercolani (R2B) 7,5, 7. Daniele Comini (R2C) 4,5, 8. Martina Iacampo (R2B) 1,5.
  • ZONA 6 (Toscana, Umbria – dopo 4 gare su 6): 1. Roberto Vescovi (S1600) 30 punti, 2. Alessandro Ciardi (R3C) 27, 3. Daniele Silvestri (R2B) 19,5, 4. Marco Mori (R2B), Leopoldo Maestrini (R5) e Emanuele Danesi (R2C) 15, 7. Pierluigi Della Maggiora (R5) 10,5, 8. Andrea Taddei (R2B), Lorenzo Sciscione (R2B) e Davide Giovanetti (R2B) 9.
  • ZONA 7 (Lazio, Molise Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria – dopo 3 gare su 5): 1. Alessio De Santis (S2000) 27,5 punti, 2. Carmine Tribuzio (R5) 25,5, 3. Antonio Trotta (S1600) 15, 4. Giuliano Galeti (R2C) 12,5, 5. Sara Carra (R2B) 9,5, 6. Matteo Carra (R2B) e Maurizio Di Gesù (R5) 9, 8.Luca Santoro (R4) 7,5.
  • ZONA 8 (Sicilia – dopo 4 gare su 5): 1. Rosario Cannino (R2B) 52 punti, 2. Salvatore Farina (N2) 47, 3. Nazareno Pellitteri (A7) 41,5, 4. Salvatore Pio Scannella (A6) 35, 5. Carmelo Molica Franco (S1600) 29, 6. Agostino Capraro (N4) 24,5, 7. Carlo Stassi (N3) 24, 8. Roberto Lombardo (S2000) 23,5. 9. Maurizio Mirabile (R5) 21, 10. G. Davide Rosso (R2B) 18,5.
  • ZONA 9 (Sardegna dopo 1 gara su 3): 1. Auro Siddi (R5) 5 punti.

Toyota prova le Yaris WRC e le Pirelli Scorpion in Aragona

Fuga in Aragona, regione spagnola, per Toyota Gazoo Racing al gran completo. La squadra magistralmente guidata da Jari-Matti Latvala, il 30 maggio scorso ha iniziato i test per settare le Yaris WRC Plus in vista dei rally di Italia e Kenya e per provare anche le nuove gomme Pirelli (dopo i problemi registrati in Portogallo).

Al momento i test hanno dato riscontri positivi, con le vetture giapponesi che pronte ad addentare la terra della Sardegna e poi quella dell’Africa. Anche gli equipaggi Toyota GR WRT sono carichi in vista di questi ulteriori appuntamenti su terra. Ma… C’è un “ma”.

Le forze in gara devono ancora imparare come sfruttare al meglio queste Pirelli Scorpion per il maggior numero di chilometri possibile, che al momento pare attestarsi sulla media dei 50 chilometri. Soprattutto devono cercare di capire cosa non fare o cosa evitare per evitare che si ripresentino scene di un film già visto nelle settimane scorse. E a onor del vero, già rivisto anche durante questi test (come documentato da Traxx Wif). Insomma, bisogna risolvere il rebus. E anche al più presto.

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Trofeo Pirelli Accademia vola con 111 piloti iscritti di ogni età

All’appello manca solo la zona della Sardegna (che prenderà il via in giugno) ma l’attività delle nove Coppe ACI Sport, legate ai rally nazionali che coinvolgono principalmente i piloti privati, è ormai pienamente avviata e c’è già un primo positivo riscontro per il Trofeo Pirelli – Accademia, la serie ad essi legata con cui Pirelli ha rafforzato la propria vicinanza e sostegno verso la base dei praticanti italiani, che in gran parte si affidano da sempre ai pneumatici Pirelli qualunque sia la loro vettura.

Al momento sono già ben 111 i piloti iscritti, nuovo record stagionale, e tutto lascia pensare che il numero crescerà ancora prima di arrivare all’appuntamento finale della serie federale: la Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia, fissata in ottobre al Rally di Modena.

Il Trofeo Pirelli – Accademia si affianca alle numerose iniziative Pirelli di supporto ai piloti a livello internazionale (come nel mondiale e nell’europeo junior) e ha il triplice scopo di:
▪ Favorire l’attività dei piloti privati attraverso un montepremi di circa 80.000 Euro che va ad aggiungersi a quelli messi in palio da Aci Sport per le Coppe di Zona e a quelli di altri trofei compatibili, come Peugeot Competition, R Trophy, ecc.
▪ Supportare tecnicamente gli utilizzatori dei pneumatici Pirelli attraverso la presenza di personale tecnico Pirelli in occasione di selezionate gare di zona per far conoscere meglio le potenzialità e come utilizzare al meglio i pneumatici della vasta gamma Pirelli.
▪ Promuovere i migliori piloti attraverso il montepremi legato alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia, che prevede anche premi destinati a Under 25 e “femminile”.

Curiosamente il passaggio alla terza cifra degli iscritti ha coinciso con l’emblematica adesione di due piloti che rappresentano perfettamente l’eterogeneità dei partecipanti.
L’iscritto numero 100 è un genovese che con i suoi 63 anni è il più maturo del gruppo, mentre il numero 101 è una ragazza pugliese, classe 2002: 44 anni di differenza, praticamente dai “nonni” ai “nipoti”.

Altrettanto vario è il panorama in termini tecnici, con vetture che spaziano dalle moderne sofisticate R5 a trazione integrale alle trazioni anteriori più datate e vicine alla serie: foto perfetta dell’ampiezza e varietà della gamma dei prodotti Pirelli per i rally su ogni tipo di fondo: dai PZero per l’asfalto, ai Cinturato per pioggia, neve e ghiaccio, agli Scorpion per gli sterrati.

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WRC e pneumatici, Pirelli: ”Dal Portogallo importanti informazioni”

Tiene banco il tema WRC e pneumatici. Con il Portogallo, in cui ha debuttato il nuovo Scorpion KX su terra, la sfida più grande è sembrata quella dell’apprendimento della nuova gomma, sia per Pirelli sia per tutti i diversi team. “Durante tutte e tre le giornate, gli ingegneri Pirelli hanno lavorato al fianco di tutti per ottimizzare il set-up della vettura e per sfruttare appieno le capacità del nuovo Scorpion – recita una nota stampa Pirelli -. Le condizioni meteorologiche hanno anche posto l’accento sulle gomme morbide, quindi massimizzare la loro durata e il loro potenziale è stata l’altra sfida predominante in Portogallo quest’anno”.

Ci siamo espressi in modo poco favorevole sulle Scorpion terra morbide per via del consumo, che a noi continua a sembrare eccessivo, fattore che mette in discussione l’affidabilità stessa della gomma. Però è interessante, oltre che corretto sotto il profilo giornalistico, recepire quello che è il punto di vista del Costruttore italiano di pneumatici che ha avuto l’appalto esclusivo (quindi regime di monogomma nel WRC).

“La gomma più usata in Portogallo è stata la Scorpion KX con mescola morbida – rende noto l’azienda -. La mescola morbida è stata nominata come seconda scelta per la gara portoghese, con soltanto 8 pneumatici assegnati contro i 24 della mescola dura. Tuttavia, le condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato un mix di prove asciutte e umide hanno fatto sì che la mescola morbida diventasse l’opzione migliore per gran parte del rally. Di conseguenza, i team ne hanno fatto ampio uso, con la M-Sport Ford, ad esempio, che sabato ha completato 165 chilometri con un set di quattro gomme morbide: circa il doppio della vita a cui erano originariamente destinati questi pneumatici”.

Terenzio Testoni: ”Informazioni importanti”

“Il Portogallo è stato il primo grande esame dell’anno per noi con pneumatici da terra – sostiene Terenzio Testoni, responsabile dell’attività rally di Pirelli -. Il primo contatto che i team hanno avuto con il nuovo Scorpion KX in gara, e la nostra prima opportunità di vedere come interagivano le diverse vetture con queste gomme e con quel tempo”.

“Siamo soddisfatti delle prestazioni, e soprattutto della collaborazione con i team e i piloti, in circostanze impegnative che hanno richiesto un uso estensivo della gomma morbida – prosegue Testoni -. Dopo il primo giorno, servito ad abituarsi alla gomma e ad analizzare i dati, abbiamo potuto dare consigli e indicazioni tecniche più mirate per tutto il weekend. E questo ha permesso a tutti e tre i Costruttori di ottenere il massimo dalle gomme: con una lotta al traguardo tra due di loro, e tutti e tre rappresentati tra i primi cinque alla fine del rally”.

“Portiamo via molte informazioni dal Portogallo che saranno estremamente utili per il futuro, mentre continuiamo a ottimizzare il nostro prodotto per le auto da rally più veloci della storia di questo sport e aspettiamo il nostro rally di casa in Sardegna”. Dunque, al Rally Italia Sardegna, che si corre su una terra che non perdona, i problemi del Rally del Portogallo non dovrebbero più ripresentarsi.

Bocciata al debutto la Pirelli Scorpion terra: durata 50 km

Due grandi problemi emergono dopo il Rally del Portogallo. Il primo è di Hyundai Motorsport e ne abbiamo parlato (clicca qui): il nostro personale auspicio è che “Adamo & Compagni” riescano ad uscire al più presto da questo periodo a “vittorie 0”, tornando a trionfare come sanno fare. Il secondo ce l’hanno in comune un po’ tutte le squadre – Hyundai, Toyota, Ford e tutti gli altri – e sicuramente per gli equipaggi del team coreano rappresenta quel problema in più di cui, alla luce dei risultati sin qui ottenuti, farebbero a meno. Ma questo problema c’è. Sono le gomme. Chiamiamole per nome: sono le Pirelli. In questo caso le Pirelli Scorpion terra.

Se al MonteCarlo c’erano state solo delle lamentele, all’Arctic Rally si è scoperto che nel finale, dove c’era più fango che ghiaccio, si staccavano i chiodi. Insomma, la gomma diventava inutilizzabile. In Croazia i problemi sono proseguiti e si è scoperto che la durata delle super gomme Pirelli è mediamente di 50 chilometri. In Portogallo, al debutto della Scorpion terra, è arrivata la drammatica conferma: 50 chilometri, poi molti equipaggi hanno cominciato a vedere che dalla loro gomma si staccavano intere parti.

Troppi limiti di usura e di affidabilità. Com’è possibile una durata media di 50 chilometri per uno pneumatico da corsa ad uso WRC? Ne abbiamo viste tante di gomme che sembravano essere state sfregiate con un taglierino e una perversa precisione. Semplicemente, le Pirelli perdevano i “pezzi”. Dani Sordo, in un video pubblicato sul nostro canale social (clicca qui), manda a “quel paese” un ingegnere Pirelli.

Rovanpera lamenta di essere rallentato dalle gomme e non riesce a trovare la quadra. E così via… Peccato, perché i piloti hanno bisogno di gomme buone per correre e, speriamo, che tutti i difetti visti nella Scorpion terra al suo debutto portoghese possano essere risolti al più presto, anche se si ha l’impressione che in Sardegna sarà peggio del Portogallo.

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Copertina RS e oltre maggio 2021

Terenzio Testoni sui chiodi che si staccavano all’Arctic

A differenza di Monte-Carlo, c’era un solo tipo di pneumatico disponibile in Finlandia: il Sottozero Ice J1A, con 384 chiodi con punta in tungsteno bloccati nella gomma grazie ad un processo di vulcanizzazione brevettato. In totale, i tacchetti sono lunghi 20 millimetri, con sette millimetri che sporgono dalla superficie come da regolamento FIA. Questi pneumatici sono progettati per lavorare con il ghiaccio e la neve tipici delle tappe del rally artico, mordendo la superficie innevata e aggrappandosi al ghiaccio sottostante.

Con tutte le PS di circa 20 chilometri o più – cosa insolita per un rally del Campionato del Mondo – le gomme hanno giocato un ruolo importante nel risultato finale. Ma la power stage di 22 chilometri che ha concluso il rally è stata particolarmente cruciale in quanto è stata una ripetizione dell’unica altra PS della domenica e questo l’ha resa particolarmente impegnativa con solchi più profondi e più terra, ma anche cinque punti extra in palio.

Terenzio Testoni spiega che lo pneumatico ha tenuto benissimo, nonostante un inaspettato innalzamento delle temperature. “C’è stata una grande variazione di temperatura dal test pre-evento al rally vero e proprio: da quasi a meno 20 circa una settimana fa, le condizioni si sono notevolmente riscaldate fino a poco sotto lo zero. Ciò significa che abbiamo visto una variazione nelle condizioni stradali: dal ghiaccio densamente compatto, alla neve mista a terra”.

“In condizioni di neve pura e ghiaccio i nostri pneumatici Sottozero hanno funzionato perfettamente senza perdita di chiodi, poiché queste sono esattamente le condizioni per cui sono stati progettati. Quando c’era la terra, era più difficile mantenere tutti i chiodi nelle gomme e i piloti dovevano guidare di conseguenza. Chi ha messo meno stress sugli pneumatici in queste condizioni marginali ne ha tratto beneficio”.

Trofeo Pirelli con 80.000 euro di montepremi

Sotto la spinta della grande partecipazione alla prima edizione nonostante la pandemia, e del sempre più intenso impegno di Pirelli a supporto dell’attività rallystica non solo di vertice ma anche della base dei praticanti, viene confermato anche per il 2021 il Trofeo Pirelli – Accademia e sempre con iscrizione gratuita.

Rivolgendosi innanzitutto ai piloti privati italiani, il Trofeo Pirelli Accademia sarà nuovamente legato alle nove Coppa Rally di Zona ed alla Finale Nazionale Aci Sport Rally Cup Italia, gare che ogni anno coinvolgono una cinquantina di rally e oltre il 90% dei licenziati del settore.

Triplice lo scopo del Trofeo Pirelli Accademia

  • Favorire l’attività dei piloti privati attraverso un montepremi di circa 80.000 Euro che va ad aggiungersi a quelli messi in palio da Aci Sport per le Coppe di Zona e a quelli di altri trofei compatibili, come Peugeot Competition, R Trophy, ecc.
  • Supportare tecnicamente gli utilizzatori dei pneumatici Pirelli attraverso la presenza di personale tecnico Pirelli in occasione di selezionate gare di zona per far conoscere meglio le potenzialità e come utilizzare al meglio i suoi PZero, Cinturato e Scorpion.
  • Promuovere i migliori piloti attraverso il montepremi legato alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia

Confermate sia la formula sia il montepremi, che nella scorsa stagione hanno concretizzato perfettamente l’iniziativa: infatti ben 47 del centinaio di iscritti hanno conquistato uno dei premi in palio, con distribuzione dei premiati in tutto l’arco delle categorie di vetture ammesse (dalle N2 alle R5 passando per R3C, R2B, S1600, S2000, FA7).

L’attenzione ai “privati” è confermata anche dalla intenzionale possibilità offerta agli iscritti di competere contemporaneamente anche ad altri trofei di settore compatibili. Non a caso il bottino di Riccardo Tondina (Peugeot 208 R2B) nel Trofeo Pirelli – Accademia 2020 – per lui il più cospicuo e pari a 7.000 € – si è raddoppiato grazie agli ulteriori premi ottenuti nel Peugeot Competition e nella serie R Italian Trophy. Con un bilancio complessivo per il ventisettenne della scuderia Vaemenia di circa 15.000 €, vinti partecipando in stagione a 5 rally di Zona, con una media di 1.400 € di premio a gara solo da Pirelli!

Nell’edizione inaugurale il più premiato economicamente è stato il parmense Roberto Vescovi (Renault Clio S1600), con 8.000 € frutto dei successi assoluto in Zona1 e in finale fra le 2RM.

Così andò nel 2020

Sportivamente il successo più prestigioso nella finale nazionale di Como, quello fra i piloti con le vetture a quattro ruote motrici, è andato al trentunenne pavese Giacomo Scattolon, mentre fra i piloti Under 25 con le 4RM si è imposto il ventiduenne varesino Riccardo Pederzani.

Fra le vetture a due ruote motrici a trionfare in assoluto è stato l’esperto Roberto Vescovi (Renault Clio S1600) mentre fra gli Under 25 a vincere il premio Accademia è stato il ventitreenne sondriese Michel Della Maddalena (Renault Clio R3C) con il novarese Riccardo Tondina a imporsi nella speciale classifica riservata alla classe R2B.

Da ricordare, oltre a Vescovi (Zona1 – Piemonte e Val d’Aosta) e Scattolon (Zona 2 – Lombardia) anche gli altri vincitori di Zona della fase preliminare: il bresciano Jacopo Trevisani (Zona 5 – Emilia Romagna, Marche) e il palermitano Antonio Damiani (Zona 8 – Sicilia) con altrettante Peugeot 208R2B, il lucchese Emanuele Danesi (Zona 6: Toscana, Umbria) con la Ford Fiesta R2B, Luca Fiorenti (Zona 3 – Veneto tranne BL) e Luca Ghegin (Zona 4 – Trentino, Friuli e BL) con le Renault Clio R3C, e Carmine Tribuzio (Zona 7 – Lazio, Campania, Puglia, ecc.) con una Skoda Fabia R5.

Gianluca Tosi: mirino su IRCUP e CRZ

Un doppio impegno per cancellare lo sfortunato 2020. Sarà una stagione su due fronti, quella che Gianluca Tosi vivrà a partire dal prossimo mese.

Il rallysta di Carpineti ha infatti varato un programma 2021 che lo vedrà impegnato di nuovo nell’IRCup e nella Zona 5 del CRZ. Ovviamente, con la ferma intenzione di recitare un ruolo da protagonista su entrambi i fronti.

“Il piatto forte del menu agonistico di Tosi sarà rappresentato dall’IRCup, serie nella quale il reggiano ha sempre detto la sua, dapprima con la Clio R3C, poi – nel 2019 – a bordo della Fabia R5, con la quale colse un prestigioso quarto posto finale nella prima stagione al volante di una trazione integrale (la foto d’archivio di Dino Benassi li ritrae in azione all’Appennino Reggiano)”.

“Proprio da lì, Tosi ed il fidato Alessandro Del Barba ripartiranno: già, perché della loro partecipazione all’edizione passata del campionato c’è poco da dire, se non  che  sia stata una delusione totale: l’inatteso doppio zero nella casella dei punti in classifica (quelli raccolti sono i punti rastrellati con il bonus partecipazione) e la 36° posizione finale parlano più chiaramente di qualunque ulteriore commento e lasciano capire come si sia trattato di una stagione totalmente sui generis per un equipaggio solitamente molto concreto qual è quello griffato Movisport. In questo 2021, dunque, Tosi e Del Barba ripartiranno per tornare a veleggiare nelle zone alte dell’assoluta dell’IRCup e, magari, per riproporsi nella bagarre per il podio finale”.  

L’altro obiettivo sul quale Tosi si concentrerà è la zona emiliano-romagnola-marchigiana del CRZ: qui, il reggiano sarà al via delle gare su asfalto, quindi il Salsomaggiore ed il RAAB, sperando che questi due appuntamenti siano sufficienti per centrare la qualificazione alla finale di Coppa, prevista al Città di Modena a fine ottobre.

Tosi e Del Barba correranno ancora una volta con la Skoda Fabia della Gima, chiaramente calzando pneumatici Pirelli: i due riprenderanno la via dell’abitacolo al Ciocco, prima tappa del CIR che, per loro, rappresenterà una probante e significativa gara-test in vista dell’esordio d’inizio maggio nell’IRCup a Piancavallo.

Al ”Monte”? Chiodate e senza, morbide e super morbide

Non è una lotteria, nonostante quello che può dir la gente. Di cosa stiamo parlando? Della scelta delle gomme al Rally di MonteCarlo. Dal punto di vista dell’ingegneria degli pneumatici, lo scenario ideale è un insieme di condizioni coerenti che offrono feedback comparabili e un risultato stabile e magari già previsto. Il Monte non è così. Ok, a volte, quando l’inverno è assente, si può incorrere in un rally che assomiglia un po’ a quello che era il Sanremo, ma col freddo. E da quest’anno si cambia fornitore di pneumatici e modelli di gomme.

Per Pirelli, tornata a fornire il Campionato del Mondo Rally, dopo un decennio di assenza, non potrebbe esserci un ritorno più complicato del Rally di MonteCarlo. E il Covid-19 questa volta non c’entra nulla. Sicuramente la pandemia è un’incognita in più. Già il coprifuoco è stato portato alle 18 e questo porterà ulteriori modiche al percorso del “Monte”. Il capo del reparto corse Pirelli, Mario Isola, conosce i rally e sa cosa serve.

“Il primo test con Toyota e Hyundai è stato positivo”, ha detto. “È giusto dire che non è stato il momento più semplice della nostra vita. E sviluppare un prodotto del genere durante la pandemia, ci ha spesso messo in difficoltà. Ma finora siamo contenti del test. La priorità è fornire pneumatici che siano buoni e durevoli. La situazione è diversa ora e quello che vogliamo fare è assicurarci che ogni squadra abbia lo stesso trattamento: ogni team avrà un ingegnere dedicato, come facciamo in F1. E poi abbiamo un ingegnere capo e Terenzio Testoni, responsabile rally”.

Terenzio Testoni, responsabile dei test, che ha esaminato le quattro opzioni disponibili: invernali chiodate e senza chiodi, gomme da asciutto a mescola morbida e super morbida, ha spiegato che “le due squadre che hanno testato e hanno esaminato la gamma completa di pneumatici sono soddisfatte. Hanno definito buoni i prodotti. Abbiamo avuto bel tempo con un po’ di asciutto, un po’ di fango, un po’ di ghiaccio e neve. Le squadre capiscono che la prestazione è importante, ma non è la priorità in questa fase”.

“Noi vogliamo pneumatici con cui i team possano lavorare facilmente in termini di set-up. Durante il test, le squadre sono state in grado di capire la gamma da scegliere, quella che funzionerà meglio con la vettura. Il team M-Sport Ford ha saltato il test a dicembre e lo farà pre-Monte questo mese, una volta stabilita la formazione dei suoi piloti.

Pirelli e Mikkelsen concludono i test in Sardegna con la C3 WRC

Pirelli e Andreas Mikkelsen hanno concluso i test con la Citroen C3 WRC Plus dopo 1.450 chilometri di terra sarda. Tutti i dati saranno utilizzati dal Costruttore di pneumatici per preparare il ritorno nel Campionato del Mondo Rally da gennaio 2021 con degli pneumatici che dovranno garantire le massime performance e le massime prestazioni rispetto al concorrente Michelin, che ha sviluppato fino ad oggi degli pneumatici ottimi.

Saintéloc Racing, che negli ultimi mesi ha gestito la Citroën C3 WRC ufficiale di Pirelli nell’isola che ospita il Rally d’Italia, ha svolto le ultime sessioni di test con Mikkelsen sulla prova speciale di Tergu-Osilo all’inizio di questo mese. Poi, le piogge seguite al Rally Italia Sardegna hanno consentito a Pirelli di testare le gomme da terra a mescola morbida in condizioni di bagnato e umido, oltre a far girare la sua mescola sull’asfalto completamente bagnato.

Mikkelsen era tornato al volante per quel test dopo essere passato al sedile di copilota per una dimostrazione al Rally d’Italia insieme al campione del mondo rally 2003 Petter Solberg. In totale Pirelli ha percorso circa 1.450 chilometri con la C3 WRC testando più prototipi di pneumatici, tra cui quella della concorrenza. Il chilometraggio percorso equivale a quello delle prove speciali di cinque gare WRC di oggi.

“Con i recenti test in condizioni di fresco, umido e bagnato, il nostro programma di sviluppo è stato completato come previsto per quest’anno”, ha dichiarato Terenzio Testoni, responsabile rally di Pirelli. “Siamo stati in grado di seguire il nostro programma di test rivisto che è stato interrotto a causa della pandemia Covid-19 senza problemi e abbiamo completato tutto il nostro sviluppo come previsto”.

Uno pneumatico che non è stato testato sulla C3 WRC è lo pneumatico invernale Sottozero di Pirelli, che si presenta in una forma senza tassello per il Rally di MonteCarlo e in un profilo più stretto e chiodato per il Rally di Svezia. Quelle gomme sono state invece testate lo scorso inverno, ben prima del programma di prove su terra e asfalto appena concluso.

Il suo pneumatico da neve e ghiaccio Sottozero è già stato utilizzato in più occasioni in gara sulle WRC (la maggior parte delle gare nel Campionato finlandese rally). Takamoto Katsuta ha guidato una Yaris WRC ufficiale gommata Pirelli all’Itäralli dello scorso anno, mentre il pilota di Formula 1 della Mercedes-AMG Valtteri Bottas ha utilizzato le Pirellis da WRC durante le sue ultime due uscite al Rally Arctic.

Pirelli cerca giovani talenti con la FIA: JWRC in premio per 4 di cui una donna

La speranza è quella di trovare un altro Ott Tanak, diventato campione del mondo dopo essersi fatto inizialmente notare grazie al Pirelli Star Driver, iniziativa per i giovani voluta dalla Casa milanese nel mondiale rally che ha fatto scoprire anche, ad esempio, Elfyn Evans, Hayden Paddon e Craig Breen.

Stavolta il programma di caccia ai talenti si chiama Rally Star – l’ha voluto la FIA e Pirelli lo appoggerà – e punta a portare gratuitamente prima quattro giovani nel WRC Junior e nel giro di due anni uno di essi nel WRC3. Annunciato ad agosto, ora inizia a svelare la sua struttura che sarà più articolata che in passato, visto che riunisce le federazioni nazionali di tutto il mondo per identificare piloti di talento di età compresa tra 17 e 26 anni partendo da un misto di motorsport digitale e di slalom su auto di serie per definire otto finalisti.

Quattro di questi otto – di cui uno sarà obbligatoriamente donna – avranno la possibilità di gareggiare nello Junior WRC, che viene gommato in esclusiva da Pirelli. Chiunque di essi riesca nel giro di due anni a vincere il titolo Junior WRC avrà in premio una intera stagione nel WRC3. La prima fase di Rally Star, sostenuta da Pirelli, inizierà con il 2021, quando la FIA aprirà la competizione attraverso il videogioco WRC 9 con cui si potranno conquistare per i posti per le finali regionali.

World Rally Championship 2021: Pirelli sulle PS iridate sarde

Pirelli riapre la stagione del rally di vertice, dando il via al programma di test outdoor per lo sviluppo degli pneumatici destinati al World Rally Championship 2021. La prima sessione di prove inizia il 14 luglio 2020 sulle strade della Sardegna e proseguirà domani con un programma dedicato il primo giorno alle gomme da sterrato, il secondo a quelle da asfalto.

Come già anticipato in questo articolo, test driver sarà il norvegese Andreas Mikkelsen – copilota il compatriota Anders Jaeger – che sarà alla guida di una Citroen C3 WRC, “vestita” con una speciale livrea Pirelli realizzata per l’occasione. L’ex pilota ufficiale di Volkswagen, Citroen e Hyundai proverà su terra e asfalto l’ultima generazione di pneumatici Scorpion e P Zero, sviluppate per il World Rally Championship 2021.

Benché il programma di sviluppo sia stato rallentato dall’emergenza sanitaria, Pirelli è in linea con la tabella di marcia per lo sviluppo delle coperture del prossimo campionato. Nel periodo di lock-down, infatti, non si è fermata l’attività di testing indoor e di simulazione, propedeutica alle prove sul campo.

Il programma di test è affidato a Terenzio Testoni, responsabile del Pirelli Rally Activity. In terra sarda, Testoni guiderà un nutrito team di tecnici, esperti di prove su asfalto e sterrato, coadiuvati in remoto dai colleghi della ricerca e sviluppo di Milano.

Obiettivo di questa prima sessione di test, alla quale seguiranno altre due nella prossime settimane, è determinare quanto e come l’accresciuta potenza e downforce delle vetture WRC incide sul degrado, la resistenza e la prestazione degli pneumatici.

“Questi test sono di particolare importanza soprattutto per gli impieghi su terra”, spiega Testoni. “Nella World Rally Championship 2021 circa l’80% degli eventi si tengono su sterrato. Per questo abbiamo scelto la Sardegna che presenta superfici particolarmente impegnative, che non solo sono quelle del Rally d’Italia, ma anche tra le più sfidanti al mondo”. Le temperature attese particolarmente alte, superiori ai 30 gradi centigradi, renderanno i test ancora più impegnativi e significativi.

“Il nostro metodo di lavoro – aggiunge Testoni – prevede prima l’utilizzo di uno pneumatico già testato e di sicura affidabilità, per poi passare a una serie di prototipi in modo da misurarne le prestazioni e la resistenza in maniera comparativa. Tale procedura non riguarda solo lo sviluppo delle gomme da rally, ma anche quelle da pista, Nel caso del rally, però, il compito è molto più impegnativo perché le variabili degli impieghi stradali sono molto più numerose di quelle che si presentano in pista. Per questo torneremo ancora in Sardegna per nuove sessioni, in modo da poter testare i nostri prototipi in una varietà di condizioni molto ampia”

Il testing team Pirelli punta a coprire 200 km al giorno, una distanza giornaliera ampiamente maggiore di una normale gara del World Championship Rally. I dati raccolti alla fine di ogni sessione di test saranno poi analizzati dagli ingegneri Pirelli di Bicocca e costituiranno la base delle sessioni successive.

Trofeo Pirelli Accademia nelle Coppe Rally di Zona

La ripresa dell’attività rallystica in Italia segnerà anche la partenza dell’annunciato nuovo Trofeo Pirelli Accademia che sarà legato alle nove Coppa Rally di Zona ed alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia.

Grazie all’impegno di ACI Sport, la federazione automobilistica italiana, nella riorganizzazione dei calendari e nella stesura di protocolli di specialità in grado di garantire il doveroso e indispensabile rispetto delle norme anti-contagio, si torna a parlare di rally con la prospettiva di offrire ai praticanti sei mesi di competizioni di buon livello e di rispettare il triplice lo scopo del nuovo Trofeo Pirelli – Accademia:

Favorire l’attività dei piloti privati attraverso un montepremi che Pirelli ha sostanzialmente confermato e in parte integrato, e che va ad aggiungersi a quello – inalterato – messo in palio da Aci Sport per le serie di Zona e che avrà nella finale di Como il suo coronamento.

Supportare tecnicamente gli utilizzatori dei pneumatici Pirelli attraverso la presenza di personale tecnico Pirelli in occasione di selezionate gare di zona per far conoscere meglio le potenzialità e come utilizzare al meglio i pneumatici PZero, Cinturato e Scorpion.

Promuovere i migliori piloti attraverso il montepremi legato alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia, che già prevedeva anche premi destinati a Under 25 e “femminile” e ora via aggiunge quelli perle vetture di classe R2B.

Iscrizione gratuita, punti Aci Sport. Per semplicità e facilità, il Trofeo Pirelli – Accademia ha iscrizione gratuita e il solo obbligo di utilizzare pneumatici Pirelli. Lo stesso calendario e sistema di punteggio corrisponde con quello previsto da ACI Sport. Pertanto il punteggio finale di ogni Zona per ciascun iscritto si ricaverà semplicemente considerando quello indicato da ACI Sport, escludendo dalla graduatoria finale di zona i piloti non iscritti e/o che non hanno rispettato i regolamenti.

Premi per ogni Zona. Il Trofeo Pirelli- Accademia prevede premi per i primi cinque classificati di ogni Zona, differenziati in base al numero di gare di ciascuna di esse. La classifica di Zona considerata sarà quella unica stralcio dei soli iscritti e terrà in considerazione per ogni pilota il punteggio conquistato nella sua classe.

Premi Pirelli cumulabili con altri. Sempre per favorire i piloti, la formula del Trofeo Pirelli – Accademia è stata studiata perché sia loro possibile competere contemporaneamente anche alla conquista di altri premi cumulabili con i suoi specifici legati ad altre serie che prevedono la possibilità o l’obbligo di utilizzare pneumatici Pirelli, ad iniziare da quelli messi in palio da ACI Sport e quelli del Peugeot Competition.

Dalla Sardegna ripartono i test Pirelli WRC con Mikkelsen

In attesa di conoscere quali saranno i calendari definitivi dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria, il rally di vertice è pronto a ripartire. Al centro del riavvio della stagione i test Pirelli per lo sviluppo degli pneumatici destinati al WRC 2021, che vedrà la Casa italiana tornare nel ruolo di fornitore unico del campionato.

A ospitare questa prima sessione di test, concordati nei minimi dettagli con FIA, saranno le sfidanti strade della Sardegna, che vedranno impegnata una Citroen C3 WRC che sfoggerà una livrea speciale, realizzata per l’occasione, con i colori Pirelli. Alla guida ci sarà il pluricampione Andreas Mikkelsen, affiancato dall’esperto navigatore Anders Jäger.

Il via al programma di test è previsto per metà luglio e comprenderà sessioni sia su asfalto sia su sterrato, in modo da raccogliere dati sulle principali tipologie di impiego. In particolare, le prove saranno focalizzate sullo sviluppo degli pneumatici a mescola dura, date le temperature elevate e le superfici particolarmente aggressive, tipiche delle prove speciali sarde.

“Per verificare lo stato di avanzamento del nostro sviluppo, che nella parte di simulazioni e di laboratorio è proseguito senza soste anche durante il lock-down, abbiamo scelto la migliore combinazione pilota-vettura. La C3 WRC+, vettura attualmente non impegnata nel Campionato del Mondo Rally, risulta essere estremamente rappresentativa in termini di prestazioni e ci garantisce di sviluppare il prodotto nel massimo rispetto dell’equità sportiva, condizione prioritaria per serie in mono fornitura”, spiega Terenzio Testoni, responsabile delle Competizioni off-road Pirelli.

“Andreas, poi, è ben noto per la professionalità e la sensibilità per gli pneumatici, che con le vetture 2021 dovranno mostrare caratteristiche prestazionali e di affidabilità, particolarmente sfidanti”, aggiunge Testoni.

WRC, Pirelli riprende i test di sviluppo pneumatici per le Rally1

Pirelli ha confermato che inizierà già da inizio del mese di luglio 2020 a testare pneumatici per auto da rally con specifiche Rally1 da utilizzare per il ritorno nel Campionato Mondiale Rally 2021. L’azienda italiana era stata confermata come unico fornitore di pneumatici WRC per tutte le auto Rally1 e Rally2 dal 2021 al 2024 alla fine dell’anno scorso. All’inizio del 2020, Mario Isola ha delineato l’impatto del coronavirus sul lavoro di sviluppo – ma un allentamento delle norme di blocco consente di riprendere i lavori sulle gomme che verranno montate su le vetture del Mondiale Rally già dal MonteCarlo, a gennaio 2021.

Terenzio Testoni, direttore delle attività rally di Pirelli, sull’attività dei test Pirelli sugli pneumatici per le vetture dalla futura Rally1 ha detto: “Siamo in contatto con la FIA per confermare il formato finale dei test per il 2021 ed esattamente come li faremo, ma siamo sulla buona strada per riprendere nel prima metà di luglio. Questo ci dà il tempo di cui abbiamo bisogno per preparare i nostri pneumatici WRC1, che verranno utilizzati dalle auto Rally1, precedentemente note come WRC, per il prossimo anno e raggiungere gli obiettivi di omologazione. Dovremmo essere in grado di rivelare presto altri dettagli”

Yves Matton ha spiegato: “Abbiamo ricevuto il nuovo piano test da Pirelli. Di sicuro hanno dovuto cambiare alcune cose nel loro approccio per il 2021. Ma la loro proposta si basa ancora sul programma di controllo pneumatici 2021 e con una nuova sequenza temporale per i test, sono ancora in grado di fornire le gomme per il prossimo anno per i Costruttori e per tutte le auto. Non è la prima volta che Pirelli si trova nel WRC. È la prima volta che gareggiano con questa nuova generazione di automobili, ma hanno e sanno ciò di cui hanno bisogno”.

Pirelli impegnata contro il coronavirus: Mario Isola un esempio

Pirelli si è messa a disposizione nella lotta contro la pandemia di Covid-19. L’azienda milanese ha avviato una raccolta fondi occupandosi della distribuzione di materiale medico, inclusi ventilatori, mascherine e camici in questo momento di difficoltà.

Pirelli ha inoltre interrotto la produzione del suo famoso calendario (per la seconda volta nella sua storia), scegliendo di donare i 100.000 euro stanziati per la sua realizzazione nella lotta al coronavirus, aggiungendolo alla somma che in totale arriva ad un milione di euro.

Tutti i dipendenti di Pirelli si sono poi messi a disposizione per svolgere volontariato, come ad esempio Mario Isola, che oltre a condurre vetture da rally per divertimento ha guidato anche ambulanze per 30 anni.

“Il Motorsport adesso di ferma, ma Pirelli no e continueremo a lavorare ancor più intensamente – spiega Isola – Non solo per i nostri impegni abituali, ma anche per dare una mano in questa sfida che dobbiamo affrontare tutti assieme. Dal mio punto di vista, ho scelto di continuare a guidare le ambulanze, cosa che faccio quando posso solitamente. Con il coronavirus la gente si ammala più frequentemente e ogni volontario diventa importante, per cui anche io ho deciso di dedicare maggior tempo a questo ruolo”.

Stefano Albertini e Danilo Fappani nel CIR

Stefano Albertini e Danilo Fappani si ripresenteranno al via del Campionato Italiano Rally con ambizioni e presupposti tecnici ancora migliori. Disporranno infatti della Skoda Fabia Evo – già da loro testata al vittorioso Valmerula – e torneranno dopo 5 anni ad essere portacolori Pirelli.

Un ritorno che sicuramente non è causale, anzi si tratta di una sorta di investitura da parte del marchio milanese che ad oggi può contare sicuramente sul solo Andrea Crugnola, visto che i programmi degli altri top dello scorso Tricolore (Basso, Campedelli e Rossetti) sono ancora in sospeso con la potenziale prospettiva che tutti e tre per programmi (Rossetti e Campedelli) o precedenti (Basso con Michelin) finiscano per non partecipare al CIR 2020.

Albertini, certamente in scena nei rally Ciocco, Mille Miglia e Targa Florio, valuterà poi se essere anche al Rally d’Italia per continuare a puntare al CIR assoluto o passare al successivo appuntamento su asfalto (Roma Capitale) per concentrarsi sul CIRA.

Parte lo sviluppo pneumatici Pirelli per il WRC del futuro

Pirelli annuncia in Austria l’avvio del programma di sviluppo della gamma di pneumatici per il World Rally Championship, di cui sarà il fornitore unico a partire dalla prossima stagione, quella del 2021, e fino al 2024. L’operazione verrà ufficializzata nell’ambito della spettacolare prova Gp Ice Race, dellq aule è anche Official Sponsor. In occasione dell’evento verrà esposta la prima gomma per il prossimo Wrc. Si tratta di un Sottozero Ice J1 “Svezia” chiodato (7 millimetri).

La misura dello pneumatico da competizione è 205/65 R15, la stessa che utilizzeranno le WRC Plus gommate Pirelli dalla prossima stagione. La chiodatura per le Sottozero Snow è di 2 millimetri. Si tratta di ruote con un battistrada dai tasselli robusti e chiodi con punte in tungsteno per, informa Pirelli, “garantire ai piloti trazione, controllo e performance ottimali su fondi ghiacciati o innevati”. Il produttore italiano a controllo cinese ha confermato il proprio ruolo di fornitore per il Wrc2 e per il campionato giovanile, ottenendo anche il riconoscimento per il Wrc1.

La scelta della gara di Zell Am See non è stata casuale per la presentazione del programma: “Il Gp Ice Race è un importante appuntamento internazionale per gli appassionati di motorsport e auto iconiche”, ha spiegato Terenzio Testoni, responsabile per le attività di rally e fuoristrada di Pirelli. “Il particolare campo di prova ghiacciato è un palcoscenico straordinario dove si vedono competere veicoli di diverse epoche e i pneumatici Pirelli per questi terreni estremi danno il loro contributo nel rendere ancora più emozionante la gara”, ha aggiunto il manager.

La società ha rivendicato la tecnica impiegata per aumentare la ritenzione dei chiodi, per massimizzare le prestazioni in gara. Le punte che equipaggiano i Sottozero Ice “Svezia” vengono inserite durante il processo di vulcanizzazione: una soluzione adottata dalla sola Pirelli. Non solo i piloti, ma anche i normali automobilisti beneficiano delle innovazioni del produttore italiano perché l’esperienza invernale raccolta nel motorsport (25 titoli mondiali e 181 gare vinte) viene poi puntualmente trasferita sugli pneumatici stradali. Pirelli è fornitore unico della Formula 1 dal 2011.

Tosi resta nell’IRCup e mette il podio nel mirino

Il pilota reggiano, quarto alla fine della passata edizione della serie, si riproporrà ai nastri di partenza del campionato per cercare di migliorare il piazzamento del 2019.

Gianluca Tosi vara l’operazione zona medaglie. Il pilota di Carpineti sarà ancora una volta tra i protagonisti della International Rally Cup e quest’anno l’obiettivo sarà quello di agganciare quel podio finale mancato per pochi punti (appena cinque) lo scorso autunno.

Un target ambizioso – soprattutto se davvero dovessero essere al via i vari Re, Porro, Sossella, Razzini e Bernardi, tra gli altri – ma certamente non al di fuori della portata dell’alfiere di Movisport. Il 2019 ha infatti mostrato un Tosi decisamente tonico, capace di veleggiare nelle zone alte delle classifiche (pur se con un passo non sempre costante) nonostante fosse alla sua prima stagione al volante di una vettura a quattro ruote motrici.

A consolidare i propositi dell’emiliano è la conferma dei tasselli che hanno consentito a Tosi di vivere la positiva stagione scorsa: questo significa che Gianluca sarà come sempre affiancato dal suo storico navigatore Alessandro Del Barba e correrà con un team, Gima, con il quale il rapporto di collaborazione va avanti da parecchi anni; la vettura sarà sempre la Skoda Fabia (R5), auto con la quale il rallysta reggiano ha dimostrato di trovarsi più che bene. Non ultimo, gli pneumatici Pirelli – come sempre un must, per chi disputerà l’IRCup – non hanno ormai più segreti per equipaggio e team.

Le carte in regola per ben figurare, insomma, ci sono. E Tosi  ne è perfettamente consapevole: “Riparto con l’obiettivo di migliorare il risultato dello scorso anno – sorride sornione il carpinetano, in azione nella foto di Dino Benassi -, pur nella consapevolezza che, per farcela, dovremo confezionare una stagione pressoché perfetta. Ma la fiducia nel team e nel mio navigatore, la buona esperienza maturata sulla Fabia lo scorso anno e la conoscenza delle cinque gare che compongono il campionato m’infondo grande fiducia. L’ideale sarebbe cominciare l’IRCup con un risultato importante nella nostra gara di casa, l’Appennino Reggiano, gara nella quale lo scorso anno abbiamo chiuso terzi assoluti. Sono molto curioso di scoprire i valori in campo in un campionato che, storicamente, vede in azione diversi piloti dal piede decisamente pesante…”.

ERC 3 Junior: cambiano le regole e apre alle Rally5

L’ERC 3 Junior modifica le proprie regole e apre alle auto Rally5. I piloti delle auto Rally5, in pratica le ex R1, potranno partecipare al FIA ERC3 Junior Championship per gli Under27 nel 2020. La FIA ha infatti stilato nuove regole che permettono a loro di unirsi a quelli armati di vetture Rally 4, che sono le ex R2.

Le Rally4 saranno sicuramente più competitive, ma di Rally5 ce ne sono comunque di interessanti, come la Ford Fiesta R1 della M-Sport, che potrà attirare concorrenti sulla scena internazionale, o la nuova Clio Rally5. L’ERC3 Junior si svolgerà su sei prove del Campionato Europeo Rally (tre su terra e tre su asfalto) utilizzando gomme Pirelli.

Pirelli ritorna a vestire le vetture del World Rally Championship

Si concluderà a fine 2020 il decennio gommato Michelin del Campionato del Mondo Rally. Con un comunicato il gruppo Pirelli ha annunciato che dal 2021, per un quadriennio, il gruppo presieduto da Marco Tronchetti Provera produrrà gli pneumatici che saranno utilizzati dalle vetture RC1 (Wrc) ed RC2 (R5), quindi tutte le vetture a quattro ruote motrici, aumentando così l’impegno nel mondo delle gare su strade che lo vedeva già fornitore unico del Wrc Junior.

Pirelli, che aveva già ricoperto il ruolo di fornitore unico dal 2008 al 2010, ha battuto la concorrenza di MRF, Hankook e soprattutto Michelin, unico gommista assieme a DMACK ad aver equipaggiato le Plus, la nuova generazione di Wrc.

Yves Matton, Direttore Rally all’interno della Federazione Internazionale dell’Automobile ha dichiarato che la nuova partnership con Pirelli, forte dell’esperienza decennale nel motorsport, garantirà una nuova ed entusiasmante fase di sviluppo del WRC.

Andrea Minchella incoronato Re di Sperlonga al fotofinish

E’ successo di tutto sui 39,60 chilometri cronometrati del Ronde Città di Sperlonga, in programma dal quattordici al quindici dicembre attorno alla cittadina marittima in provincia di Latina.

Andrea Minchella e Claudio Potenza hanno conquistato l’undicesima edizione della gara laziale sulla Ford Fiesta Wrc della RB Motorsport gommata Pirelli. Il pilota di Castro dei Volsci, patron di Loran, ha conquistato il gradino più alto del podio al fotofinish dopo aver battagliato a lungo contro l’equipaggio formato da Fabio Gianfico e Liberato Mongillo su Skoda Fabia R5, rallentati da un testacoda sulla P.S.4 che li ha rilegati in nona posizione assoluta prima che l’equipaggio campano decidesse di ritirarsi prima del palco d’arrivo.

Il podio di Sperlonga è stato quindi completato da Tonino Di Cosimo, navigato da Paolo Francescucci, secondo al traguardo sulla Skoda Fabia R5 della RB Motorsport gommata Pirelli dopo una spettacolare lotta sul filo dei decimi che lo ha visto precedere di 1,1″ il siciliano Luigi Bruccoleri, patron di Project Team, affiancato da Ilaria Rapisarda su Ford Fiesta Wrc della Step Five, al debutto nelle gare di casa sulla vettura dell’Ovale Blu.

Ai piedi del podio si sono istallati Fabio Carnevale e Cristian Conti su Skoda Fabia R5, seguiti in quinta posizione assoluta l’equipaggio siculo-elbano formato da Ernesto Riolo e Alessandro Floris, al debutto fra le R5 con la Peugeot 208 della IM Promotorsport gommata Pirelli.

Il Ronde Città di Sperlonga, partito in sordina con l’annullamento del primo tratto cronometrato a causa di problemi al servizio cronometristi, è proseguita senza ulteriori intoppi con una splendida cornice di pubblico che ha assiepato i 9,90 chilometri de “La Magliana”. Dei centocinque concorrenti partiti nel pomeriggio di sabato 14 dicembre, in sessantanove hanno visto il palco d’arrivo. Andrea Minchella, dopo il trionfo del 2016, iscrive per la seconda volta il suo nome sull’albo d’oro della gara organizzata dalla World Company.

WRC 2, Turkish Rally: arriva un podio tutto Pirelli

Al Rally di Turchia, che per i pneumatici è uno degli appuntamenti più impegnativi di tutto il Campionato del Mondo Rally, i piloti Pirelli hanno occupato tutto il podio nella classe WRC2 utilizzando l’ultima evoluzione dei suoi Scorpion K per lo sterrato.

Infatti, secondo i regolamenti della serie iridata, è consentito introdurre durante la stagione una evoluzione delle gomme, e Pirelli l’ha fatta debuttare in Turchia ottenendo una straordinaria tripletta.Il polacco Kajetan Kajetanowicz è stato al comando della categoria dall’inizio alla fine e ha ottenuto la sua prima vittoria nel WRC2 dopo aver vinto con Pirelli tre titoli europei consecutivi dal 2015 al 2017. Con il successo in Turchia il polacco si è portato in testa alla classifica stagionale WRC2 a tre rally dal termine.

Grazie anche alla robustezza dei suoi nuovi Pirelli, Kajetanowicz è stato anche in lizza per entrare nei primi dieci assoluti come migliore delle R5 in gara, davanti ai piloti ufficiali della categoria WRC2 Pro equipaggiati con pneumatici di diverso marchio, tutti attardati da più forature durante il fine settimana. Solo la rottura nell’ultima tappa del semiasse anteriore sinistro ha fatto scivolare il pilota polacco dietro a due piloti del WRC2 Pro, ma ha comunque vinto nella categoria WRC2.

A completare il podio WRC2, una coppia di giovani emergenti: il boliviano Marco Bulacia Wilkinson e l’italiano Fabio Andolfi: anche loro alla guida delle Skoda Fabia R5 equipaggiate con pneumatici Pirelli.Le prove speciali costellate di rocce affioranti e il caldo torrido hanno reso il Rally di Turchia durissimo per le gomme, oltre che per le auto e gli equipaggi. Le debuttanti gomme Pirelli Scorpion K hanno affrontato molto bene queste esigenze nell’intero fine settimana, sia con la mescola dura K4A che con quella media K6A.

Terenzio Testoni, rally activity manager di Pirelli, ha dichiarato: “Siamo felici che un nostro nuovo prodotto abbia di nuovo ottenuto la vittoria al suo debutto nel WRC: stavolta è toccato al prodotto per lo sterrato, dopo che altrettanto aveva fatto il nostro nuovo pneumatico per asfalto all’inizio di quest’anno.

La maggior parte dei piloti hanno concordato sul fatto che la Turchia sia stata la gara più dura del campionato, con rocce affilate e superfici abrasive che aumentano il rischio di forature. Tuttavia, i nostri piloti non solo hanno evitato importanti battute d’arresto, ma hanno anche monopolizzato il podio WRC2, sfruttando sia la forza che le prestazioni dei nostri nuovi prodotti in condizioni estremamente difficili.”

Test di Andrea Crugnola e Antonio Rusce con la Volkswagen Polo GTi R5

Giornata di test in vista del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio per Andrea Crugnola ed Antonio Rusce, che sulla spettacolare PS Careggine hanno percorso i primi chilometri a bordo delle due Volkswagen Polo GTi R5 della HK Racing, gommate Pirelli.

Bellissima giornata di sole, ma molto intensa, anche a causa dell’inaspettato caldo, per entrambi gli equipaggi alla ricerca del giusto feeling con una vettura nuova e sostanzialmente differente dalla Ford Fiesta R5 a cui Crugnola e Rusce erano abituati.

Per i nostalgici dei rally d’antan è stata anche l’occasione per vedere nuovamente unita una coppia che ha fatto sognare gli appassionati negli anni Novanta, ovvero Andrea Aghini, arrivato per venuto a seguire i suoi amici Crugnola e Farnocchia, navigatore ormai da tre stagioni di Antonio Rusce. Al test era presente anche Alessandro Re, direttore sportivo della HK Racing, che ha già avuto ottimi contatti come pilota con la Polo GTI R5

Test concluso all’imbrunire con buone sensazioni per entrambi gli equipaggi, ma anche la consapevolezza che c’è da lavorare per sviluppare al meglio le vetture. Non resta che attendere Il Ciocco per capire se il lavoro effettuato sta prendendo la giusta direzione. Nell’attesa non ci resta che goderci la Polo GTi R5 nelle immagini di Silvia Lucchesi e Yuri Vivaldi.

Quatto chiacchiere a tutto campo con Andrea Nucita: Hyundai, gomme, MonteCarlo…

A poco più di una settimana di distanza dall’arrivo monegasco dell’87° Rallye Automobile de Monte-Carlo 2019 abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Nucita recentemente impegnato col team Bernini Rally ad Automotoretrò di Torino. Inevitabilmente, l’argomento principe è stato il recente Rally di MonteCarlo. Il suo Rally di MonteCarlo.

Per Andrea Nucita non è la prima esperienza al Monte. Lo scorso anno infatti il pilota siciliano navigato da Marco Vozzo aveva affrontato la competizione a bordo della Fiat 124 Abath R-GT, ottenendo uno strepitoso “crono” nella PS9 Agnières-en-Dévoluy-Corps 1 di 29,16 chilometri, quando i due riuscirono a piazzare la loro due ruote motrici gommata DMack a trazione posteriore, al quarto posto assoluto, dietro solo a Mikkelsen-Jaeger (Hyundai i20 WRC), Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC) e Latvala-Antilla (Toyota Yaris WRC).

Purtroppo però furono costretti al ritiro a causa di problemi elettrici durante la PS11 Agnières-en-Dévoluy-Corps 2 di 29.16 km. Quest’anno Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto si sono presentati allo “start” di Gap con la Hyundai i20 R5 “New Generation” (Bernini Rally), gommata Pirelli, pronti a dare battaglia per le posizioni che contano del WRC2, anche se una serie di episodi li ha costretti a rincorrere fin dalla giornata di Venerdì.

Rientrati in gara al sabato con la formula del Super Rally ma penalizzati dall’ordine di partenza, sono tuttavia riusciti a compiere una rimonta pazzesca, superando di prova in prova anche 3-4 vetture, con conseguente perdita di tempo ma riuscendo a terminare la corsa con tenacia e determinazione in trentasettesima posizione assoluta, recuperando ben trentaquattro posizioni (dalla settantunesima posizione della PS7 alla trentasettesima finale appunto). Ripercorriamo questa avventura di Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto al “Monte” anche attraverso le immagini di Alberto Pettenello, Marco Roncaglia, Francesco di Stefano, Gianluca Badaracco e Michele Carloni.

Andrea, c’è una differenza sostanziale in termini di performance tra la Hyundai i20 dello scorso anno e la New Generation, ultima nata in casa Hyundai?

“La Hyundai i20 R5 che ho avuto la possibilità di guidare nella scorsa stagione e che ci ha consentito di centrare risultati importanti tra i quali certamente il più importante della mia carriera ovvero la vittoria alla Targa Florio, era già una vettura molto performante. Lo step “New Generation” ha sicuramente reso questa vettura ancora più veloce ma soprattutto semplice ed intuitiva da guidare, grazie a migliorie sul motore, telaio ed assetto”.

Lo scorso anno hai utilizzato per tutta la stagione pneumatici Michelin. Quest’anno invece già dalla gara di esordio, abbiamo visto la tua Hyundai gommata Pirelli. Perché la scelta è ricaduta su Pirelli?

“Ritengo gli pneumatici Pirelli molto performanti che si adattano alla perfezione al mio stile di guida ma anche alla vettura di quest’anno. E’ stato anche molto costruttivo ed interessante il colloquio costante e lo scambio di informazioni e pareri che abbiamo avuto con i tecnici Pirelli, sempre molto preparati e professionali”.

Ma veniamo al Rally di MonteCarlo. Siete partiti subito fortissimo, sempre a ridosso dei top ten del WRC 2, poi a causa di una serie di eventi, tra cui il traffico, siete stati costretti ad inseguire. Trentasettesima posizione finale. Una rimonta comunque bella…

“Effettivamente a causa delle disavventure avute nei primi due giorni siamo stati costretti ad inseguire e non è stato affatto semplice, anche perché in prova raggiungevamo costantemente 3-4 vetture che ci precedevano, con conseguente perdita di secondi preziosi. Sono soddisfatto però della reazione che abbiamo avuto noi ed il Team Bernini Rally e del passo tenuto soprattutto nella giornata di Domenica quando siamo quasi sempre riusciti a stare tra le prime quattro vetture del WRC 2 ed a ridosso della top ten assoluta. Da non dimenticare che per me è stata la prima volta in una gara del Campionato del Mondo WRC 2. Esperienza molto importante sia per me che per tutto il team Bernini Rally”.

Cosa ti è rimasto umanamente e professionalmente di questo Monte?

Sinceramente è rimasto un po’ di amaro in bocca per come si è concluso dopo aver visto che eravamo in grado di competere per le posizioni che contano del WRC 2. Ci rimane però la consapevolezza di avere comunque avuto un grande ritmo e di avere un “pacchetto” estremamente competitivo per poter ambire a posizioni di classifica importanti nel WRC 2 ma il risultato purtroppo non ha rispecchiato tutto questo, quindi assieme al team Bernini Rally e ad i nostri partners dobbiamo continuare a lavorare per acquisire ulteriore esperienza e migliorarci al fine di rendere realtà le nostre aspettative e quelle dei tifosi.

Cirt 2018, Tuscan Rewind: a Mauro Trentin gara e campionato

Campionato Italiano Rally Terra atto finale. Sulle difficili strade sterrate intorno a Montalcino si è svolta sabato 24 novembre la prima parte del 9° Tuscan Rewind, rally conclusivo e decisivo per l’assegnazione del titolo tricolore terra. Due solamente le prove in programma del sabato, per un totale di quasi quindici chilometri, non molto lunghe ma particolarmente insidiose per la fanghiglia accumulatasi a seguito delle recenti piogge, soprattutto sulla PS2 Badia Ardenga.

Due prove speciali che non potevano fare grandi differenze tra i piloti in gara, come per altro confermato dalla classifica finale delle prima giornata, che hanno visto terminare al primo posto il sammarinese Daniele Ceccoli, con la sua Skoda Fabia R5 divisa con Piercarlo Capolongo, che ha preceduto Paolo Andreucci in coppia con Anna Andreussi su una Peugeot 208 T16 solamente di 1.1’’, mentre al terzo ha chiuso Mauro Trentin, in coppia con Alice de Marco, su Skoda Fabia R5, a 2’4″. Alle spalle dei primi tre si sono quindi piazzati Edoardo Bresolin e Francesco Fanari, entrambi su Skoda R5.

Da segnalare anche il ritorno di Andrea Aghini, campione livornese vincitore anche del Rallye Sanremo mondiale del 1992, con la Lancia Ufficiale, e due volte campione italiano nel 1998 e 1999 con la Toyota Corolla WRC, che sabato ha concluso tredicesimo a 17’7 sulla Ford Fiesta R5 dopo molti anni di inattività. Per quanto riguarda la lotta per il tricolore terra sono quindi attualmente a podio due dei tre piloti in lizza, Ceccoli e Trentin, mentre il terzo Nicolò Marchioro, in coppia con Marco Marchetti sull’ennesima Skoda Fabia, è stato rallentato oggi da una scelta sbagliata di pneumatici, concludendo solamente ottavo con 9”6 dalla vetta. Da ricordare che, in ottica duello tricolore, alla fine Paolo Andreucci, come tutti i non iscritti alla serie saranno comunque trasparenti ai fini dell’assegnazione dei punteggi.

Colpo di scena sulla PS3 del Tuscan Rewind: la Pieve a Salti segna già una parentesi importante per la gara toscana e per le sorti del Campionato Italiano Rally Terra. A farne le spese è proprio il sanmarinese Daniele Ceccoli (Fabia R5) protagonista di un capottamento, senza conseguenze per l’equipaggio, nel primo tratto cronometrato. Il driver biancazzurro affiancato da Piercarlo Capolongo riesce comunque a rimettere in strada la vettura e a ripartire verso la seconda prova di giornata perdendo 2’31.5.

Il miglior crono su questa speciale è quindi di Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) che con il tempo di 6’54.3 guadagna la testa della classifica assoluta. Dietro di lui mantiene il passo il veneto Mauro Trentin (Fabia R5) secondo a +2.1’’ in prova, ma ora in testa tra i piloti del CIRT. Buona prestazione anche per Edoardo Bresolin (Fabia R5) che chiude terzo in prova a +5.0’’ e quindi sul podio virtuale a +7.5’’ dalla vetta. Non riesce a recuperare secondi il padovano Nicolò Marchioro (Fabia R5) che fa segnare il quarto tempo sulla speciale a +7.4’’ da Andreucci e distante quindi 12.5’’ da Mauro Trentin nella sfida per il Campionato Italiano Rally Terra. Un confronto per il titolo che ora diventa un duello ravvicinato tra Trentin e Marchioro, con Ceccoli.

Bene anche altri due protagonisti del Cirt come l’umbro Francesco Fanari (Fabia R5) e il tentino Alessandro Bettega (208 T16 R5) rispettivamente quinto e sesto sulla “Pieve a Salti”, con il driver di Foligno che insidia il podio assoluto in quarta posizione. Dietro di loro si segnalano tre outsider come l’abruzzese “Dedo” (Fiesta R5) e il greco Papadimitriou e il veronese Hoelbling, entrambi alla guida Fabia R5. Completa la top ten sulla prova l’altro trentino del Cirt Alessandro Taddei anche lui alla guida di una R5 boema. Costretto a pagare un ritardo di 1’40.0 il bergamasco di Aci Team Italia Enrico Oldrati con la Peugeot 208 R2B, per un ritardo in entrata al C.O. 2 nella giornata di ieri.

La mattinata di gara nel Tuscan Rewind ha definito gli equilibri della gara e dato i primi segnali importanti anche in chiave CIRT. Il migliore dopo il primo giro sulle tre prove speciali di giornata è stato decisamente Paolo Andreucci con Anna Andreussi sulla Peugeot 208 T16 R5. L’equipaggio da poco vincitore nel Cir sta dando ottime risposte anche in questa nuova esperienza sulle strade bianche tra Montalcino e Buonconvento. Ucci-Ussi si sono aggiudicati in successione tutti i passaggi di oggi sotto la pioggia incessante, da “Pieve a Salti” passando per la lunga “Torrenieri-Badia-Castiglion del Bosco” fino a completare l’opera sulla speciale “La Sesta” prima del rientro in assistenza di metà tappa.

A tenere per primo il passo è stato l’equipaggio del Terra composto da Mauro Trentin e Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5. I veneti hanno risposto ai tempi dei rivali piazzandosi in seconda posizione nelle due prove iniziali, prima di iniziare a gestire il vantaggio in chiave campionato sul terzo tratto cronometrato. Ora il pilota di Montebelluna si piazza in seconda posizione assoluta a +11.7’’ dalla vetta, ma con un vantaggio consistente di 21.9’’ su Nicolò Marchioro nella corsa scudetto. Il giovane padovano con alle note Marco Marchetti (Fabia R5) ha sofferto particolarmente l’avvio della domenica, riuscendo a trovare il passo giusto solo sulla terza speciale senza però assottigliare il gap da Trentin. Ora si trova in quarta posizione.

Tra i due piloti del Terra si inserisce un terzo specialista delle strade bianche come Edoardo Bresolin, affiancato da Rudy Pollet al debutto su R5 ceca, che dopo lo scratch di ieri sulla PS2 sta dimostrando anche oggi di poter dire la sua posizionandosi momentaneamente sul podio virtuale. Bene anche il driver di Foligno Francesco Fanari, che dimostra continuità nella parte finale della stagione, ora al quinto posto a +41.1’’ sulla Fabia R5 insieme a Silvio Stefanelli, mentre migliora la prestazione del campione greco Ioannis Papadimitriou con Allan Harryman su Fabia R5 ora sesto assoluto. Alle loro spalle si fanno avanti anche altri due terraioli come il teramano “Dedo” con Emanuele Inglesi (Ford Fiesta R5) e il veronese Luca Hoelbling con Mauro Grassi (Fabia R5).

Una prima parte di gara che invece non ha sorriso al terzo concorrente in corsa per il titolo di Campione Italiano Terra 2018. Daniele Ceccoli con al fianco Piercarlo Capolongo sono partiti già dalla PS3 con un problema di visibilità dovuto al mancato funzionamento dei tergicristalli. Durante la prova poi sono capottati con la loro Fabia R5, senza riportare conseguenze fisiche, ma perdendo più di 2’30.0 compromettendo l’intera gara. Ceccoli si è trovato dunque costretto al ritiro durante al rientro in assistenza. Prima prova della domenica piuttosto complicata anche per Federico Della Casa con Domenico Pozzi (Fabia R5) che perde subito 30’’, mentre una rottura del semiasse sulla prova lunga mette fuori dai giochi il campione italiano ’98-’99 Andrea Aghini, affiancato da Dario D’Esposito sulla Ford Fiesta R5. Il toscano ha proseguito comunque la sua corsa decidendo di ritirarsi durante l’assistenza d’intervallo.

Si riparte per il trittico finale del Tuscan Rewind. La prima prova speciale delle tre che mancano al traguardo, secondo passaggio sulla PS Pieve a Salti (11,280 km), ha messo in evidenza il ventottenne di Montagnana Nicolò Marchioro. Il pilota sulla Skoda Fabia R5 è stato il migliore con il tempo di 6’57″5 che gli permette di recuperare terreno (6″ netti) rispetto al rivale Mauro Trentin. Il veneto sulla R5 boema infatti ha rallentato leggermente al rientro sulle speciali sterrate, piazzandosi quarto sulla speciale e mantenendo comunque un passo utile a conquistare il primo posto assoluto in gara. A farne le spese è Paolo Andreucci (208 R5) rallentato da un problema ai freni che protagonista di un testa coda che gli ha fatto perdere 27.2 secondi

Il campione toscano si trova quindi costretto al ritiro in trasferimento. Fa un passo avanti quindi il ventinovenne bassanese Edoardo Bresolin, già in confidenza con la nuova Fabia R5, secondo sulla piesse ad appena 7 decimi da Marchioro e ora secondo assoluto a +6.1’’. Prova che invece determina in negativo la gara di altri piloti. Primo dei quali lo svizzero Lorenzo Della Casa (Fabia R5) che incappa in un incidente senza conseguenze che però lo costringe al ritiro. Fuori dalla corsa anche il trentino Alessandro Bettega (208 R5) che rinuncia a ripartire in trasferimento prima della PS6 per il mancato funzionamento dell’interfono. Durante l’intervallo di metà giornata in Assistenza si sono ritirati anche due giovani piloti del CIR Junior, entrambi alla guida di Peugeot 208 R2B, come il pavese Davide Nicelli per una doppia foratura sulla PS4 e il trentino Alessandro Nerobutto.

A fine giornata, Mauro Trentin e Alice De Marco alla guida della Skoda Fabia R5, di Step Five Motorsport gommata Pirelli, completano una corsa in continua progressione conquistando la vittoria del Campionato Italiano Rally Terra nel 9° Tuscan Rewind. La gara toscana organizzata da Prosevent ha quindi offerto lo scenario perfetto per incoronare in nuovi Campioni. Un rally già interessante secondo le aspettative, grazie ai contenuti sportivi e agonistici, che ha saputo confermarsi a pieno durante la due gironi senese. È stato uno spettacolo continuo, anche con la pioggia incessante. La stagione 2018 era partita sotto traccia per il pilota di Montebelluna, assente al primo appuntamento stagionale ed entrato in corsa solamente dal secondo round del Cirt.

“Ci siamo presentati all’ultimo appuntamento, con il campionato apertissimo – commentano soddisfatti Mauro ed Alice – ed eravamo in tre equipaggi a poter ambire al titolo. Non abbiamo sbagliato nulla, e abbiamo mantenuto la concentrazione fino al palco d’arrivo, dove abbiamo potuto festeggiare uno dei tricolori più combattuti degli ultimi anni. Ad inizio stagione, siamo partiti quasi per scherzo, saltando la prima gara, e presentandoci al via con una vettura tutta nuova per noi. E’ andato tutto per il verso giusto e gara dopo gara abbiamo aumentato il feeling con la Skoda Fabia cogliendo due primi posti nelle ultime due gare disputate. Un ringraziamento particolare va sicuramente alla squadra che ci ha messo a disposizione una vettura perfetta, alla Pirelli che ci ha fornito delle gomme eccellenti per tutti i tipi di sterrato, a tutti i tifosi che ci seguono sempre anche in campo gara e a tutti gli sponsor, senza i quali non sarebbe possibile tutto ciò.”

L’exploit dell’equipaggio veneto è stato un crescendo continuo che ha trovato la consacrazione nel finale, con la vittoria al Nido dell’Aquila che li ha lanciati definitivamente per la lotta tricolore culminata ora a Montalcino con il successo nel Tuscan Rewind. Una conferma per Mauro Trentin, un’istituzione del Terra, che cala il poker di titoli italiani (i primi tre risalgono al precedente format Trofeo Rally Terra, stagioni 2008-2012-2015) portando con questa a quattro le sue vittorie assolute in bacheca. Il Cirt 2018 è stata una serie combattuta fino all’ultima prova speciale dell’anno. Merito quindi a tutti gli interpreti del fondo sterrato.

A partire dal ventottenne padovano Nicolò Marchioro, che insieme a Marco Marchetti, sulla Skoda Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, ha dimostrato il suo talento ad ogni rally, arrendendosi soltanto al verdetto finale. Al traguardo sono soltanto 3 i punti di distacco che separano il pilota di Montagnana dal nuovo campione Trentin. A pagare il conto più salato è stato il terzo aspirante al titolo Daniele Ceccoli. Il sanmarinese, con alle note Piercarlo Capolongo sulla Skoda Fabia R5 di PA Racing, ha vissuto un week end piuttosto negativo al Tuscan Rewind. Inizialmente è stato protagonista chiudendo al comando nella prima giornata e lanciandosi verso la vittoria. Poi è incappato nell’errore fatale ad inizio della fase calda sulla PS3 “Pieve a Salti”, quando il mancato funzionamento dei tergicristalli lo ha condizionato fino al capottamento e al ritiro anticipato.

Sugli scudi invece Edoardo Bresolin che, insieme a Rudy Pollet al debutto sulla Skoda Fabia R5, ha affondato su ogni tratto cronometrato. Prima lo scratch sulla PS2, poi il miglior crono nel finale sulla lunga “Torrenieri Badia-Castiglion del Bosco”, fino a centrare il secondo posto assoluto in gara. Ad un passo dal podio si piazza il driver di Foligno Francesco Fanari, con Silvio Stefanelli su Fabia R5, che raggiunge un altro ottimo risultato nel Terra. Soddisfazione anche per il campione greco Ioannis Papadimitriou (Fabia R5) che chiude in quinta posizione davanti alle R5 boeme dell’abruzzese “Dedo” e del veronese Hoelbling, rispettivamente sesto e settimo.

Ottava posizione per il trentino del CIRT Alessandro Taddei, con Andrea Gaspari, che non riesce a ripetere il podio nel Tuscan dello scorso anno al volante della Fabia R5, mentre completano la top ten assoluta il driver boliviano Mariano Aguilera e l’abruzzese Umberto Fiorile, anche loro sulla vettura ceca. Salta all’occhio anche la prestazione eccellente del giovane bresciano portacolori di Aci Team Italia Luca Bottarelli, che affiancato da Sofia D’Ambrosio sulla Ford Fiesta R2B ha mostrato di aver raggiunto un’ottima confidenza con il fondo sterrato piazzandosi al 13° posto.

Gara decisamente sfortunata per i campioni del Cir Paolo Andreucci e Anna Andreussi, costretti al ritiro nel finale di gara per un problema ai freni della loro Peugeot 208 T16 R5. Stessa sorte per il Campione italiano del 1998 e 1999 Andrea Aghini, con Dario D’Esposito su Ford Fiesta R5 ritirati dalla gara durante l’assistenza di metà giornata per la rottura del semiasse.

Classifica assoluta Tuscan Rewind

1. Trentin – De Marco (Skoda Fabia R5) in 1:03’21.5; 2. Bresolin – Pollet (Skoda Fabia) a +2.9; 3. Marchioro –Marchetti (Skoda Fabia R5) a +12.3; 4. Fanari – Stefanelli (Skoda Fabia R5) a +56.8; 5. Papadimitriou-Harryman (Skoda Fabia R5) a +1’07.8; 6. “Dedo”- Inglesi (Ford Fiesta ) a +1’22.7; 7. Hoebling – Grassi (Skoda Fabia R5) a +1’25.3; 8. TaddeiGaspari (Skoda Fabia R5) a+2’22.0; 9. Aguilera-Cagnotti (Skoda Fabia R5) a +3’38.4; 10. FiorileArena (Skoda Fabia R5) a +5’49.3;

Cirt 2018, verso il Tuscan: cosa pensa Nicolò Marchioro

La nona edizione del Tuscan Rewind, gara organizzata da Prosevent, chiude il Cirt. Come scritto nell’intervista a Mauro Trentin, Le prenotazioni confermate sono necessariamente tre, quelle dei piloti candidati al tricolore che hanno riservato, con largo anticipo, il loro posto in prima fila per lo scontro conclusivo. La vigilia del Tuscan Rewind inizia già a scaldarsi con le parole di Nicolò Marchioro, Mauro Trentin e Daniele Ceccoli che iniziano a gettare uno sguardo sulla decisiva e ultima trasferta della stagione, annunciando una battaglia da seguire fino all’ultimo chilometro di prove speciali.

Apre le danze il ventisettenne padovano Nicolò Marchioro. Una stagione di spessore quella portata avanti dal ragazzo di Montagnana affiancato da Marco Marchetti, che si affaccia all’ultima corsa dall’alto dei suoi 61 punti. Un bottino soddisfacente per Marchioro che, nonostante il cambio di macchina dopo il Liburna Terra e qualche difficoltà nel Rally dei Nuraghi e Vermentino ha saputo mettersi in mostra al volante della Skoda Fabia R5 di RB Motosport gommata Yokohama nei due appuntamenti a coefficiente maggiorato. Risultati che fanno ancora la differenza. Il bilancio lo vede oggi in testa alla classifica assoluta, ma già al netto di tutti e 5 i risultati utili calcolati a differenza dei suoi rivali. Al Tuscan dovrà puntare necessariamente alla vetta per regalarsi la prima soddisfazione tricolore.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo 5 gare disputate, ad un passo dal traguardo…

“È stata una stagione fatta di alti e bassi per quanto mi riguarda. Siamo partiti un po’ ad handicap, dato che la prima gara al Liburna non è andata affatto bene, già dalla seconda al Vermentino è andata un po’ meglio, poi nelle due gare centrali affiancati al Cir sono invece sono riuscito ad andare forte. Poi l’ultimo appuntamento al Nido, purtroppo, abbiamo avuto nuovamente un calo di rendimento. Ad inizio stagione pensavo di poter ambire al vertice del campionato, partendo sempre con l’ottica di vincere ad ogni gara. Quando effettivamente sono arrivati quei due risultati sono riuscito a raggiungere la piena consapevolezza delle mie capacità e del mezzo. Ora che siamo a questo punto lotteremo fino all’ultimo.”

Il momento critico della stagione e momento più alto a livello personale?

“Sinceramente penso che questa sia la mia miglior stagione in assoluto. Di sicuro il momento più alto è stato proprio nei due episodi con il Cir – Rally San Marino e Rally Adriatico – dove sono riuscito a trovare due podi assoluti affianco ai professionisti. Per me è già stato un ottimo risultato e una grandissima soddisfazione ottenere questi due piazzamenti assoluti. Non so spiegare il perché di un rendimento alto proprio in quei due rally. In generale riesco a tirar fuori le mie caratteristiche su gare lunghe con un chilometraggio maggiore, forse è per questo. Di solito parto sotto tono e poi prendo ritmo e riesco ad essere competitivo. Nelle gare corte sei subito tagliato fuori. Quest’anno ho patito molto a Volterra con problemi al cambio. È stata la gara dove ho trovato maggiori difficoltà”.

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Non so dire chi è più avvantaggiato in questo momento. Mauro Trentin si è dimostrato sempre molto competitivo, ha già vissuto questo tipo di confronti e ha l’esperienza dalla sua come Ceccoli. Trentin al Nido è stato inattaccabile e lo vedo molto pericoloso per il Tuscan. Anche Ceccoli è sullo stesso livello, sempre molto veloce. Siamo piloti di tre tipologie diverse con differenti caratteristiche. Sarà un bello scontro”.

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Non è una differenza eccessiva, ma su certi terreni credo che noi possiamo essere avvantaggiati. Abbiamo la possibilità di usare una gomma Racing che con alcune caratteristiche di fondo ci concede un vantaggio. Noi siamo fedeli a Yokohama perché ci ha dato molta affidabilità e dimostra sempre di concentrarsi su evoluzioni e sviluppo dei suoi pneumatici rimanendo sempre competitiva. Su alcuni terreni poi è normale che possiamo avere noi qualche difficoltà in più, ma non conoscendo le strade del Tuscan non so cosa aspettarmi.”

Uno scontro a tre fino all’ultima gara e ogni appuntamento ha portato molti piloti su R5 alla ribalta. Il Cirt si conferma una serie combattuta e in crescita?

“Il campionato negli ultimi anni sta crescendo molto. Soprattutto quest’anno il livello mi è sembrato sempre molto alto e lo hanno dimostrato ampiamente anche le due gare in concomitanza con il CIR. Molti di noi hanno vinto le prove speciali anche nella classifica unica, quindi vuol dire che siamo competitivi.”

Tuscan Rewind: le aspettative di Mauro Trentin

La nona edizione del Tuscan Rewind, gara organizzata da Prosevent, offrirà il palcoscenico ideale per chiudere il Campionato Italiano Rally Terra su alcune delle strade bianche più illustri del panorama nazionale, selettive ma soprattutto cariche di storia. Pagine rallystiche che stavolta verranno scritte e firmate dagli equipaggi partecipanti al Cirt. Non sarà assolutamente un tranquillo week end di relax tra le colline toscane quello che attende i protagonisti della serie dedicata ai terraioli, chiamati alla resa dei conti per l’ultimo fine settimana di novembre. Le prenotazioni confermate sono necessariamente tre, quelle dei piloti candidati al tricolore che hanno riservato, con largo anticipo, il loro posto in prima fila per lo scontro conclusivo.

La vigilia del Tuscan Rewind inizia già a scaldarsi con le parole di Nicolò Marchioro, Mauro Trentin e Daniele Ceccoli che iniziano a gettare uno sguardo sulla decisiva e ultima trasferta della stagione, annunciando una battaglia da seguire fino all’ultimo chilometro di prove speciali. Interviene anche Mauro Trentin a movimentare l’attesa. Il veneto insieme ad Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5, supportato da Step Five Motorsport, si trova attualmente a quota 58 punti, in seconda posizione assoluta nella classifica Cirt. La sua mancata partecipazione al I round nel Liburna Terra può permettergli il vantaggio di calcolare un punteggio pieno, con 4 risultati ottenuti su 5 utili.

Il quinto tassello per lui sarà quello di Montalcino, che potrebbe concedergli il suo primo successo nel Campionato Italiano Rally Terra. Sarebbe una prima volta per il pilota veneto, che però conosce bene il sapore del successo come racconta una carriera arricchita da tre vittorie nel Trt (2008-2012-2015). Il driver di Montebelluna ha dalla sua proprio l’esperienza. Le strade bianche lo vedono protagonista da più di quindici anni e anche in questa stagione ha saputo ricavarsi il suo spazio grazie ad un rendimento costante, fatto di 4 podi su 4 presenze. Quindi occhi puntati anche su di lui al Tuscan, dove proverà a bissare il primato ottenuto al Nido per strappare il successo tricolore.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo cinque gare disputate, ad un passo dal traguardo…

“Pensare che in questa stagione non dovevamo neanche partecipare. Infatti siamo partiti , dopo l’assenza al Liburna, direttamente dalla seconda gara nel Rally Vermentino grazie al supporto di Step Five. Abbiamo iniziato subito con il piede giusto e siamo stati ottimisti sin dall’inizio. Poi nelle gare successive abbiamo sofferto un po’ troppo, tra scelte sbagliate di regolazione e vicissitudini varie non abbiamo ottenuto quanto speravamo e non siamo riusciti ad essere competitivi come volevamo, anche se i punti sono sempre arrivati. Nelle difficoltà siamo riusciti a rimanere a galla e in piena corsa. Al Nido dell’Aquila abbiamo fatto delle regolazioni che hanno pagato e abbiamo riaperto il discorso primato anche per noi. Ora andiamo al Tuscan per difendere la nostra posizione di vantaggio al netto degli scarti”.

Il momento critico della stagione e momento più alto a livello personale?

“Le maggiori difficoltà le ho trovate a San Marino, perché con tutto quell’asfalto ho sbagliato delle scelte e l’’approccio individuale. Ho fatto fatica in quel frangente della stagione a trovare l’assetto della vettura, anche all’Adriatico. Pensavo di andare forte, invece no: era una lotta continua con la macchina invece di aumentare il feeling. Mi accorgevo di non sfruttarla al meglio per colpa mia. Poi abbiamo lavorato insieme al team per il Nido dell’Aquila e da subito mi sono sentito in confidenza, già dallo shakedown. I risultati si sono visti e lì è arrivata evidentemente la mia migliore prestazione”.

Quali sono le aspettative per il Tuscan Rewind?

“No ho mai fatto questa gara, ma ho sentito dire che le strade sono molto belle. Ho studiato un po’ le edizioni passate e sembra davvero un gran rally. Le prove credo che saranno simili a quelle già attraversate in Toscana nelle varie edizioni del Liburna. Sarà una gara tirata e combattuta e penso che attirerà l’attenzione anche di alcuni outsider di livello, vista la possibilità di inserimento nel calendario CIR del prossimo anno. Sarà sicuramente spettacolo”.

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Non vedo differenze di livello tra di noi. Forse Ceccoli ha un vantaggio dovuto dall’esperienza, ma Marchioro ha dimostrato di saper mettere a frutto i suoi anni, ormai diversi, di rally su terra. Nicolò ha dimostrato maturità, velocità e affidabilità senza commettere mai errori. Sarà un finale molto equilibrato come lo è stata tutta la stagione”.

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Potrebbe essere un’incognita. Un fondo più duro può fare la differenza a favore di Marchioro, mentre con condizioni che necessitano l’utilizzo di pneumatici tassellati metterebbero tutti sullo stesso piano equilibrando la sfida”.

Uno scontro a tre fino all’ultima gara e ogni appuntamento ha portato molti piloti su R5 alla ribalta. Il Cirt si conferma una serie combattuta e in crescita?

“Penso sia il campionato più combattuto degli ultimi anni. Già il confronto con la passata stagione lo conferma. È una serie che si arricchisce di continuo grazie alla presenza della vecchia guardia e l’inserimento di nuovi piloti. Negli ultimi anni poi sto notando un interesse crescente nei confronti di questa serie e speriamo che il percorso possa proseguire. Le potenzialità ci sarebbero”.

Giandomenico Basso vince il Valais e il Ter

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con una Skoda Fabia R5 gommata Pirelli hanno vinto il Rally du Valais, la celebre gara internazionale svizzera con cui si è concluso sia il Tour European Rally Fia che il campionato nazionale svizzero. Con questo successo il pilota italiano si è assicurato anche la vittoria in questa serie Fia completando il monopolio dei titoli continentali, visto che i piloti Pirelli si erano già assicurati tutti i maggiori titoli del Campionato Europeo Rally Fia: con i russi Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov (Ford Fiesta R5) campioni assoluti, il lettone Martins Sesks (Opel Adam R2) campione europeo Junior Under 27 e leader della categoria ERC3, il russo Nikolay Gryazin (Skoda Fabia R5) campione europeo Junior Under 28, l’ungherese Tibor Erdi jr. (Mitsubishi Lancer) campione europeo della categoria ERC2.

Ivan Ballinari campione svizzero. Continuano ad aumentare anche i titoli nazionali vinti dai piloti che corrono con Pirelli. Grazie al quinto posto ottenuto al Rally du Valais, lo svizzero Ivan Ballinari in coppia con Paolo Pianca su Skoda Fabia R5 hanno conquistato il titolo nazionale svizzero. I prodotti. I piloti Pirelli hanno utilizzato i PZero K5 e in alcune prove i più morbidi K7B grazie alle condizioni metereologiche favorevoli, che hanno consentito l’utilizzo di gomme da asfalto asciutto per la gara.

Terenzio Testoni, rally activity manager Pirelli. “Il Rally du Valais è uno degli appuntamenti di maggiore tradizione del rallysmo europeo, ed anche uno dei più impegnativi. La vittoria di Basso con i pneumatici Pirelli è per questo molto significativa, come peraltro questo nuovo titolo FIA a livello continentale, che idealmente completa lo straordinario plateau di titoli europei di nostri piloti, giovani ed esperti, con vetture a due e a quattro ruote motrici. Una serie di allori che continua a livello nazionale: dopo il titolo italiano di Paolo Andreucci ora è arrivato quello svizzero di Ivan Ballinari. Complimenti al pilota ticinese”.