Piero Liatti, tra talento, tecnica e storia
L’ingresso nell’ART dei fratelli Alessandrini nel 1991 rappresenta un passaggio chiave. Qui il biellese consolida la propria tecnica di guida con la Lancia Delta 16V ed Evoluzione, vetture che gli permettono di ottenere risultati di rilievo anche fuori dall’Italia.
L’esperienza di Piero Liatti offre una lente privilegiata per osservare l’evoluzione del rally italiano e mondiale tra gli anni ’90 e i primi anni del Duemila. La sua carriera è una combinazione equilibrata di talento individuale, gestione tecnica e resilienza psicologica: qualità che hanno permesso al pilota biellese di imporsi in un contesto altamente competitivo, dominato da squadre ufficiali e da piloti provenienti da Paesi con una tradizione consolidata nelle prove su asfalto e sterrato. La vicenda sportiva di Liatti non è solo un racconto di risultati, ma anche di capacità di adattamento a vetture e regolamenti differenti, e di comprensione delle dinamiche strategiche all’interno dei team.
Nato a Biella il 7 maggio 1962, Piero Liatti emerge negli anni ’80 come promessa nazionale. La sua carriera agonistica ha inizio nel Campionato Italiano Rally, teatro in cui dimostra velocità, precisione e una propensione naturale alle prove più tecniche. Il 1985 segna un primo traguardo significativo: la vittoria del Trofeo Fiat Uno Turbo, un monomarca di riferimento per i giovani piloti italiani. Questo risultato non passa inosservato e attira l’attenzione del team Esso Grifone, con il quale Liatti prende parte a gare selezionate, inizialmente con la Lancia Rally 037 e successivamente con la Lancia Delta Gruppo A. Queste esperienze sono fondamentali per affinare la sua capacità di gestione di vetture sempre più potenti e complesse, oltre a fornire una solida base per le successive esperienze internazionali.
L’ingresso nell’ART dei fratelli Alessandrini nel 1991 rappresenta un passaggio chiave. Qui Liatti consolida la propria tecnica di guida con la Lancia Delta 16V e la Delta Evoluzione, vetture che gli permettono di ottenere risultati di rilievo anche fuori dall’Italia. Tra i risultati più significativi, spicca il secondo posto al Rally di Nuova Zelanda del 1992 con il navigatore Luciano Tedeschini, una prova che evidenzia la capacità di Liatti di adattarsi rapidamente a percorsi complessi e variabili, caratterizzati da strade strette, rapide e spesso scivolose. Questo risultato segna l’inizio di una carriera internazionale che lo porterà a confrontarsi con i migliori piloti del mondo.
Nel 1993, il team ART introduce in Italia la Subaru Legacy Gruppo A. La scelta della vettura giapponese dimostra una lungimiranza tecnica: la Legacy offre innovazioni in termini di trazione integrale e stabilità sulle superfici asfaltate e sterrate. Liatti dimostra subito una particolare affinità con questo modello, ottenendo risultati competitivi che culminano nel 1995 con la chiamata da parte della Prodrive, scuderia britannica guidata da David Richards, per correre alcune gare del Mondiale Rally con la Subaru Impreza ufficiale. Questo passaggio segna una svolta: Liatti entra stabilmente nel contesto mondiale, competendo su prove di alto livello e confrontandosi con piloti come Tommi Mäkinen, Colin McRae e Carlos Sainz.
L’inizio dell’esperienza con Subaru nel Mondiale è concentrato sulle prove asfaltate: Monte Carlo, Corsica e Catalunya. In queste gare Liatti ottiene ottimi piazzamenti – ottavo, sesto e terzo – mentre in Italia, al Rally di Sanremo, conquista la vittoria nella Coppa del Mondo 2 litri, sottolineando la sua superiorità su asfalto e la capacità di gestire la vettura con precisione millimetrica. La stagione successiva, il 1996, lo vede impegnato in quasi tutte le prove del Mondiale, eccetto la Finlandia, consolidando la collaborazione con Fabrizia Pons come navigatore. Liatti ottiene un secondo posto in Indonesia e in Spagna e risultati significativi anche in altre gare, partecipando parallelamente al Campionato Rally Asia-Pacifico con un terzo posto in Nuova Zelanda e un ritiro in Cina mentre era leader provvisorio.
Il 1997 rappresenta l’apice della carriera di Liatti. Pur partecipando solo a gare asfaltate e alla prova inglese, il pilota biellese debutta con la nuova Subaru Impreza WRC, ottenendo subito una vittoria schiacciante al Rally di Monte Carlo. Questo successo non solo segna il culmine della sua carriera, ma rappresenta anche un momento storico per il rally italiano nel contesto mondiale moderno. La stagione prosegue con un secondo posto in Spagna, dove Liatti si confronta direttamente con Tommi Mäkinen, e un quinto posto in Corsica. Un episodio significativo avviene al Rally di Sanremo: dopo una prestazione dominante nelle prime tappe, Liatti è costretto da David Richards a cedere la vittoria a Colin McRae per motivi strategici legati alla classifica piloti. Questo episodio evidenzia quanto le strategie interne ai team siano cruciali nel rally moderno, spesso incidendo più delle capacità individuali.
La stagione 1998 è caratterizzata da risultati altalenanti. Liatti continua come seconda guida Subaru, partecipando a tutte le gare tranne la Finlandia. Nonostante la competenza dimostrata, la stagione non si rivela all’altezza delle aspettative: un terzo posto in Corsica, un secondo a Sanremo e diversi ritiri segnano la stagione, che porta alla fine della collaborazione con Subaru. L’anno successivo, il 1999, Liatti passa alla SEAT, guidando la Córdoba WRC con Carlo Cassina come navigatore. La vettura si rivela lenta e poco affidabile: la stagione inizia con un promettente sesto posto a Monte Carlo, ma prosegue con ritiri e piazzamenti arretrati, limitando la possibilità di esprimere pienamente il proprio talento.
Nel 2000, Ford offre a Liatti il ruolo di terza guida con la Focus WRC: il sesto posto in Corsica e il ritiro in Italia confermano la sua capacità di adattamento a vetture differenti e di mantenere un buon livello di competitività. L’esperienza con Hyundai nel 2001, alla guida della Accent WRC in sei gare del Mondiale, risulta meno soddisfacente, con un solo arrivo in Corsica e cinque ritiri, dimostrando le difficoltà di interpretare vetture meno competitive e la complessità crescente del rally internazionale.
Nonostante la riduzione della partecipazione nel Mondiale, Liatti continua a gareggiare in Italia e in alcune competizioni internazionali. Nel 2003 e 2004 prende parte al Rally d’Italia con la Peugeot 206 S1600. Parallelamente, assume il ruolo di istruttore presso la Scuola Rally della CSAI a Vallelunga, trasmettendo esperienza e competenze tecniche ai giovani piloti. La combinazione di attività agonistica e formazione rappresenta un contributo significativo alla crescita del motorsport italiano, consolidando la sua influenza anche fuori dalle prove speciali.
Dal punto di vista tecnico, la carriera di Liatti mette in evidenza una gestione magistrale della vettura su asfalto, con capacità di affrontare condizioni variabili come neve, ghiaccio o pioggia. La guida pulita e precisa gli permette di ottenere margini significativi sugli avversari, mentre la resilienza e la continuità gli consentono di limitare gli errori su sterrato. La collaborazione con i navigatori Fabrizia Pons e Carlo Cassina dimostra l’importanza della sinergia pilota-navigatore: la corretta interpretazione delle note e la gestione dei tempi risultano determinanti in un contesto in cui ogni secondo può decidere l’esito di una gara.
Storicamente, Liatti rappresenta un modello di riferimento per i piloti italiani: in un’epoca dominata dai nordici e dai francesi, la vittoria al Monte Carlo e i risultati significativi sulle prove asfaltate testimoniano la competitività dei piloti italiani a livello mondiale. La carriera di Liatti, caratterizzata da adattamento a differenti vetture e regolamenti, resta un esempio di come talento, preparazione tecnica e determinazione possano lasciare un segno indelebile nel panorama internazionale.
| Anno | Scuderia | Vettura | Punti | Posizione finale |
|---|---|---|---|---|
| 1990 | Lancia | Delta Integrale 16V | 5 | 27º |
| 1991 | A.R.T. Engineering | Delta Integrale 16V | 7 | 40º |
| 1992 | A.R.T. Engineering | Delta Integrale 16V | 22 | 12º |
| 1993 | A.R.T. Engineering | Subaru Legacy RS | 4 | 24º |
| 1994 | A.R.T. Engineering | Subaru Legacy RS | 0 | Ritirato |
| 1995 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza 555 | 21 | 8º |
| 1996 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza 555 | 55 | 6º |
| 1997 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza WRC 97 | 246 | 6º |
| 1998 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza WRC 98 | 177 | 7º |
| 1999 | Seat Sport | Córdoba WRC / Córdoba WRC Evo | 21 | 23º |
| 2000 | Ford World Rally Team | Focus RS WRC | 12 | 4º |
| 2001 | Hyundai Castrol WRT | Accent WRC / Accent WRC 20 | 0 | Ritirato |
| 2003 | Peugeot | 206 S1600 | 15 | 20º |
| 2004 | Peugeot | 206 S1600 | 0 | Ritirato |









