CIWRC – Sebastien Loeb e Daniel Elena al Rally di Alba
Il 13° Rally di Alba si è così confermato una gara di riferimento nel panorama nazionale, capace di unire tradizione, difficoltà tecnica e prestigio sportivo. La vittoria di Loeb ed Elena resta il sigillo di un’edizione che ha offerto contenuti di alto livello e che ha ribadito come le strade delle Langhe sappiano ancora parlare il linguaggio più autentico del rally.
Il 13° Rally di Alba ha consegnato agli archivi una delle edizioni tecnicamente più significative e simboliche della sua storia, non soltanto per il prestigio del nome inciso nell’albo d’oro, ma per il modo in cui la gara delle Langhe ha saputo confermarsi banco di prova severo, selettivo e credibile anche al cospetto di vetture e piloti di caratura mondiale. A imporsi sono stati Sébastien Loeb e Daniel Elena, vincitori assoluti con la Hyundai i20 WRC Plus al termine di una prestazione autoritaria, mai realmente messa in discussione, che ha ribadito una verità ormai consolidata: quando il nove volte campione del mondo decide di affrontare un rally, anche se “trasparente” per il campionato nazionale, lo fa sempre con lo stesso approccio agonistico, totale e implacabile.
La gara organizzata dal Cinzano Rally Team ha vissuto fin dal via sotto il segno del pronostico, ma non per questo priva di contenuti sportivi e tecnici. La Hyundai i20 WRC Plus, vettura ufficiale della Casa coreana impegnata nel Campionato del mondo rally e in quel momento leader della classifica Costruttori, ha confermato anche sulle strade strette, sporche e irregolari delle Langhe una superiorità complessiva difficilmente colmabile. Tuttavia, ridurre il successo di Loeb alla sola eccellenza del mezzo sarebbe un errore di prospettiva. La vera differenza è stata la gestione della gara, la capacità di adattamento immediato alle condizioni e, soprattutto, la lucidità con cui l’equipaggio francese ha interpretato ogni singola prova speciale.
Loeb ed Elena, impegnati ad Alba in una sessione di test avanzati in vista degli appuntamenti mondiali, non hanno mai concesso margine psicologico agli avversari. Nonostante l’assenza di obblighi di classifica nel Campionato Italiano WRC, il pilota alsaziano ha affrontato ogni tratto cronometrato con la stessa intensità di una gara iridata, imponendosi su tutte le prove speciali e costruendo un vantaggio progressivo e costante. Una dimostrazione di professionalità assoluta, che ha dato ulteriore valore sportivo all’intera manifestazione.
Alle spalle del nove volte iridato si è inserito Stéphane Sarrazin, navigato da Jacques-Julien Renucci, autore di una prestazione estremamente solida con la Hyundai i20 R5. Il distacco finale di 2’05.0 racconta di una gara intelligente, costruita soprattutto nella prima frazione, quando il pilota francese ha saputo capitalizzare condizioni favorevoli e una guida pulita per scavare un solco decisivo nei confronti dei diretti rivali del Campionato Italiano WRC. Sarrazin, forte di un passato di alto profilo nel Mondiale Rally e nel motorsport internazionale, ha dimostrato una notevole capacità di adattamento alle strade piemontesi, scegliendo un passo costante e riducendo al minimo gli errori nella fase conclusiva.
Il risultato di Alba ha permesso a Sarrazin di balzare al comando della classifica CIWRC, confermando come l’esperienza, in un contesto tecnico così complesso, resti un fattore determinante. La i20 R5, pur lontana dalle prestazioni assolute della versione WRC Plus, si è rivelata estremamente efficace e affidabile, soprattutto nella gestione della gara su un fondo spesso insidioso, reso ancora più selettivo dalle condizioni meteorologiche variabili.
Il terzo gradino del podio è stato conquistato da Luca Pedersoli e Anna Tomasi con la Citroën DS3 WRC, a 2’34.2 dai vincitori. Per il pilota bresciano si è trattato di un risultato di grande valore strategico, costruito attraverso una serie di tempi di rilievo che gli hanno permesso di massimizzare il punteggio tricolore. Pedersoli ha interpretato il Rally di Alba con intelligenza, senza forzare oltre il necessario, ma mantenendo un ritmo sufficiente per restare stabilmente nelle posizioni di vertice. Grazie a questo piazzamento, il pilota lombardo ha ottenuto il secondo punteggio valido per il campionato, portandosi a un solo punto di distacco da Marco Signor, terzo nella graduatoria generale.
La gara piemontese, tuttavia, ha rappresentato un passaggio a vuoto proprio per Signor e Bernardi, costretti al ritiro a metà giornata. L’equipaggio veneto ha deciso di fermarsi dopo aver accumulato un ritardo giudicato ormai irrecuperabile nei confronti dei diretti avversari. I problemi riscontrati sulla Ford Fiesta WRC, in particolare i vetri appannati che hanno compromesso la visibilità, hanno causato una perdita di 30 secondi e poi di 1’10’’ sulle prime due prove della giornata, inducendo Signor a una scelta prudente in ottica campionato. Ora l’attenzione è rivolta all’ultimo appuntamento stagionale, il Rally di San Martino di Castrozza e Primiero, gara a coefficiente maggiorato che rappresenterà l’ultima, decisiva occasione per ribaltare le sorti del tricolore.
Quarta posizione assoluta per Simone Miele e Roberto Mometti, anch’essi su Citroën DS3 WRC. Un piazzamento che consente a Miele di mantenere la leadership della classifica generale del Campionato Italiano WRC con 69,50 punti, avendo ancora un risultato da scartare. La prestazione del pilota varesino è stata caratterizzata da grande regolarità, senza picchi assoluti ma con una costanza che, in una gara come Alba, si è rivelata determinante per restare lontani da errori e imprevisti.
Tra i protagonisti sfortunati spicca il ritiro di Corrado Fontana e Nicola Arena, usciti di scena all’inizio della giornata con la loro Hyundai i20 WRC. Il pilota lariano è stato tradito dal fondo bagnato all’inizio della lunga prova di Igliano, dove un dritto ha messo fine anzitempo a una gara che prometteva contenuti interessanti.
Nella categoria R5, alle spalle dell’“outsider” Sarrazin, si è sviluppata una sfida tutta italiana di alto livello. Il migliore è risultato Umberto Scandola, affiancato da Guido D’Amore, capace di sfruttare al meglio l’esperienza accumulata sulla vettura coreana nel recente Rally di Roma Capitale. A seguire, il confronto diretto tra le R5 del tricolore ha visto prevalere Corrado Pinzano e Roberta Passone con la Škoda Fabia R5, ancora leader di classe in campionato. Il pilota biellese ha conquistato anche la Coppa ACI Sport R5, consolidando una stagione di grande continuità.
Settima posizione assoluta per Andrea Carella ed Enrico Bracchi, anch’essi su Fabia R5, mentre la top ten è stata completata da Alessandro Gino, rallentato da una foratura sulla sua Fiesta WRC, dal norvegese Ole Christian Veiby, impegnato nel WRC2 e supportato per l’occasione da Hyundai Motorsport, e dal giovane francese Anthony Fotia, autore di una prestazione in crescita con la i20 R5.
Nelle S2000, il successo è andato a Rudy Andriolo e Manuel Menegon su Peugeot 207, seguiti da Stefano Liburdi e Andrea Colapietro. La gara di Alba ha inoltre incoronato con una prova d’anticipo Roberto Vescovi e Giancarla Guzzi nella Coppa ACI Sport S1600, grazie a una stagione costruita su tre successi consecutivi e al terzo posto di classe ottenuto in questa occasione con la Renault Clio.
Spettacolare e combattuta anche la Suzuki Rally Cup, con una sfida serrata tra Simone Goldoni, lo svizzero Ivan Cominelli, Nicola Schileo, Alessandro Ferro, il trentino Roberto Pellè, arrivato ad Alba da leader del trofeo, e il giovanissimo Andrea Scalzotto, vincitore della Power Stage.








