Adrien Fourmaux: ”Durante le PS non respiravo bene”

Adrien Fourmaux ha raccontato di essersi accorto che durante le prove speciali non respirava profondamente e, di conseguenza, non avrebbe fornito il giusto apporto di ossigeno al cervello. Questo potrebbe essere alla base delle sue pessime prestazioni da inizio anno. Il basso apporto di ossigeno al cervello sarebbe, ma è tutto da dimostrare nel caso specifico, la causa di tutto ciò che è accaduto.

Potrebbe davvero essere così, ma potrebbe anche essere una delle tante “scuse” che ci si inventa per coprire impreparazione, inadeguatezza, problemi personali, problemi nel team, eccetera pur di salvare la faccia davanti ai propri capi e ai propri sponsor. Questa dichiarazione spunta dopo che M-Sport ha annunciato di volere un top driver in squadra.

Chi lavora nella comunicazione sa che dietro ai piloti ci sono uffici stampa che le studiano tutte per salvare i budget e anche per salvare la faccia del pilota che è il loro datore di lavoro. Quindi, diventa doveroso, per una più corretta informazione, mettere in dubbio la fonte e la veridicità della storia. Certo un certificato medico sarebbe un po’ più credibile. Anche perché, a dirla tutta, Ayrton Senna era dell’opinione contraria, credendo che non respirare avrebbe aumentato la sua sensibilità nel controllo dell’auto.

In assenza di documentazione certa, bisogna fondarsi sulle dichiarazioni del pilota di M-Sport Ford: “Mi sono reso conto, negli ultimi rally, che non respiro. Quindi, dopo pochi minuti, quando non hai ossigeno per la testa, puoi perdere la concentrazione. Ci sto lavorando molto ora, per respirare meglio e di più nelle prove speciali e sembra funzionare”.

“Penso che anche la mia faccia alla fine della PS, ora, sia un po’ meglio rispetto alle gare precedenti, forse ho trovato qualcosa di interessante su cui lavorare per migliorare le mie prestazioni. Ho fatto un ulteriore passo avanti, ho chiesto al mio copilota Alexandre Coria di ricordarmelo. Sì, di ricordarmi di respirare. Lo abbiamo messo nelle note. Avevo la parola “respirare” in francese. Quando arriviamo a un lungo rettilineo e abbiamo il tempo, mettiamo questa parola nelle note. Quando lo sento inizio a respirare più profondamente”.