Fontana-Arnaboldi campioni del mondo WRC3
Matteo Fontana e il copilota Alessandro Arnaboldi sono giunti in Giappone con la chiara consapevolezza che bastava un risultato solido per aggiudicarsi il campionato. La pioggia incessante di domenica ha complicato le condizioni sulle strette tappe asfaltate intorno ad Aichi e Gifu, ma questo non li ha fermati.
Matteo Fontana ha iniziato a percepire la portata del suo trionfo nel WRC3 2025, quasi una settimana dopo essersi assicurato la corona al FORUM8 Rally Japan. La vittoria del titolo, ottenuta con una gara di anticipo, non è stata semplicemente il coronamento di una stagione, ma il risultato di un percorso costante e strategico, costruito con determinazione, controllo e una gestione oculata dei rischi.
Fontana e il copilota Alessandro Arnaboldi sono giunti in Giappone con la chiara consapevolezza che bastava un risultato solido per aggiudicarsi il campionato. La pioggia incessante di domenica ha complicato le condizioni sulle strette tappe asfaltate intorno ad Aichi e Gifu, aumentando la pressione sulla coppia. Nonostante ciò, la Ford Fiesta Rally3 è stata condotta con calma e precisione, permettendo di chiudere al secondo posto e di conquistare matematicamente il titolo mondiale. “In questo rally dovevamo solo portare a casa il risultato, e ci siamo riusciti”, ha dichiarato Fontana. “Essere campioni del mondo… è una sensazione incredibile”.
La stagione 2025 di Fontana è stata caratterizzata da un crescendo di prestazioni e continuità. Dopo un promettente secondo posto a Montecarlo, la stagione è proseguita con un podio in Svezia e una decisiva vittoria in Sardegna, che ha consolidato la leadership del pilota italiano. Successivamente, i successi in Paraguay e Cile hanno ulteriormente ampliato il margine in classifica, consentendo di arrivare al penultimo round in Giappone con il titolo praticamente a portata di mano. Fontana ha ricordato come l’obiettivo iniziale non fosse focalizzato sul campionato: “All’inizio non pensavo affatto al titolo. Ma con i risultati di Montecarlo, in Svezia e la vittoria in Sardegna, abbiamo iniziato a renderci conto che poteva essere possibile. Penso che quest’anno abbiamo fatto un lavoro straordinario e sono davvero felice”.

Il Rally del Giappone ha richiesto un approccio differente. L’obiettivo non era accumulare punti extra con una vittoria, ma guidare con attenzione, evitando errori nelle insidiose condizioni di pioggia. Fontana ha sottolineato l’importanza della concentrazione: “A volte, quando si procede lentamente, si può perdere la concentrazione. Ma noi abbiamo mantenuto la concentrazione. Non abbiamo commesso errori né abbiamo avuto momenti difficili: è stato esattamente il rally di cui avevamo bisogno”. Questa gestione attenta ha evidenziato non solo la maturità tecnica del pilota, ma anche la sua capacità di leggere e adattarsi alle variabili del rally moderno.
Il successo di Fontana è il frutto di un programma familiare e strutturato, gestito da HMI, la squadra italiana di proprietà della sua famiglia. Per gli eventi europei, HMI ha fornito le vetture, mentre per i round extraeuropei come Paraguay, Cile e Giappone, la collaborazione con M-Sport Polonia ha garantito la logistica e l’affidabilità necessaria. “Abbiamo il nostro team, HMI, e abbiamo già alcune vetture”, ha spiegato Fontana. “Per i round extraeuropei abbiamo utilizzato una vettura M-Sport. L’Arabia Saudita sarà con la nostra vettura”.
Guardando al futuro, Fontana non punta immediatamente al WRC2, ma intende consolidare la sua esperienza nel WRC3 nel 2026, affiancando alcune partecipazioni in Rally2 sul territorio nazionale per perfezionare la preparazione e acquisire ulteriori competenze. “L’anno prossimo torneremo a correre nel WRC3 con HMI”, ha confermato. “Abbiamo in programma sette round e in Italia parteciperemo anche ad alcuni eventi nazionali, sia su terra che su asfalto, con una vettura Rally2. Acquisire esperienza nel WRC è ciò che vogliamo davvero. Stiamo procedendo passo dopo passo e credo che siamo sulla strada giusta”.
La stagione 2025 di Matteo Fontana si chiude così come un esempio di programmazione, disciplina e gestione strategica dei rischi: un percorso che lo ha portato a conquistare il titolo mondiale WRC3 e a gettare solide basi per un futuro promettente, passo dopo passo, nel panorama internazionale dei rally.








