Alessandro Gino pronto per il Rally di MonteCarlo

Diario di gara: il MonteCarlo di Alessandro Gino

Ciao a tutti. Feeling buono con la vettura dopo lo shakedown. Devo dire che è davvero un bel prodotto questa Fabia Evo. Dovrei solo migliorare il feeling. Vedremo di partire con un po’ più di testa, perché MonteCarlo è insidioso.

Sulla PS1 ho faticato a trovare il passo, soprattutto nei primi chilometri. Non era facile. Una strada nuova e la ricerca di feeling con la vettura e con le note. Sulla PS2, invece, abbiamo provato a partire bene, ma poi purtroppo siamo usciti al chilometro 5 e abbiamo perso 3-4 minuti.

Siamo usciti sul ghiaccio in un tornante, ma poi il pubblico ci ha tirato fuori permettendoci di riprendere la gara. Le condizioni erano decisamente peggio delle previsioni.

Venerdì è stata un’altra giornata particolare. La mattina abbiamo un po’ faticato a trovare il giusto feeling. Poi è migliorato il set-up nel pomeriggio e infatti abbiamo fatto un buon tempo sulla prova immediatamente successiva, con una scelta più azzeccata di gomme.

Alessandro Gino e Danilo Fappani al Monte 2020

Poi purtroppo, la fortuna non ci ha aiutato e abbiamo forato una gomma sulla prova speciale successiva. Questo è un Rally di MonteCarlo con tanti errori seguiti da tanti imprevisti. Oggi, sabato 25 gennaio, partiamo con chiodi perché le prove sono molto ghiacciate.

Poi, è andato tutto migliorando. Soprattutto, nel corso del secondo giro i tempi si sono abbassati. Eravamo senza chiodi, solo con le antineve. Francamente sono soddisfatto dei tempi, li reputo buoni.

Questa mattina, domenica 26 gennaio 2020, ultima tappa di questo comunque bello e divertente Rally di MonteCarlo, sulla prova speciale del Col de Turini, invece, ho fatto fatica con il set-up. Ho tanto sottosterzo.

Riflessioni finali

Confermo che è stata una gara davvero impegnativa, per via probabilmente delle temperature alte. Quindi, neve mista fango, che ha reso le condizioni molto più complicate rispetto alle previsioni. Due errori di cui non sono contento sono state la foratura e l’uscita di strada.

Era facile sbagliare, ma potevamo comunque evitarli e hanno un po’ compromesso la fiducia e il feeling in quelle condizioni sulla strada del rapporto con la vettura. E questo ti fa un po’ mollare. Bene i tempi di domenica pomeriggio, mentre al mattino abbiamo avuto problemi di set-up, ma questo fa parte della mancata conoscenza della Skoda.

Con la Fabia R5 ho fatto tre gare in tutto, peraltro con due macchine diverse nell’arco di un anno, e poi ho sempre usato la Fiesta. Questa macchina è molto, molto differente e, quindi, per quanto felice di essere arrivato a Monaco adesso ragiono su quelle che sono state le mancanze.

Le aspettative non sono certo quelle di stare tra i top driver del Mondiale di R5, ci mancherebbe. Però essere in un’ottima posizione tra i piloti privati o gentlemen non dispiace. I riferimenti erano un po’ suburri per noi, di fatto. Mauro Miele, invece, è andato molto bene.

Quindi, un ritorno che porta a riflettere sulle cose che sono un po’ mancate per una gara che è un’ esperienza di vita, è affascinante, è incredibile. E invito tutti a provare a disputarla, perché da fuori è facile parlare ma vi assicuro che le condizioni di asfalto in Italia, piuttosto che la tipologia delle strade, sono enormemente diverse. E tra il dire e il fare, nel realizzare la performance, c’è davvero un mare di differenza.

E questa è anche una delle ragioni per cui, privati e ufficiali, al Monte fanno fatica tutti.

Grazie al team e a tutti!