Sebastien Loeb, Rally di Giordania

WRC: Larkin promette il deserto del Medio Oriente per il 2023

“Sì, stiamo cercando di portare il WRC in Medio Oriente, tra Arabia Saudita e Giordania, e negli Stati Uniti d’America”. A confermarlo è Simon Larkin, direttore WRC. È noto che il calendario 2023 passerà a 14 rally, di cui otto saranno effettuati in Europa e sei in altri Continenti. Del rally WRC in Medio Oriente lo avevamo anticipato, parlando proprio dell’Arabia Saudita e della Giordania.

Adesso, però, l’attenzione del promotore del WRC è tutta spostata verso il Medio Oriente, sull’area dell’Arabia Saudita e della Giordania, che faceva già parte del calendario tra il 2008 e il 2011. L’Arabia Saudita, a differenza di noi europei, ha mezzi quasi illimitati per rimettere in piedi una gara molto velocemente, se solo lo volesse.

“Se guardiamo al calendario abbiamo un buon rally sulla neve, abbiamo di nuovo l’Africa, abbiamo il Rally dell’Acropoli in Grecia e questi sono gli eventi che volevamo riportare. Penso che avere un rally in Medio Oriente e in particolare nel deserto sia ciò che manca in questo puzzle. La nostra ambizione è portarne uno al Mondiale Rally e il prossimo anno. Stiamo lavorando per questo obiettivo. Vorremmo avere un calendario con gare in tutti i continenti tranne in Antartide”, ha affermato il direttore Simon Larkin.

Tutto oro ciò che luccica? Anche no. Siamo d’accordo sull’aumento del numero di gare del WRC, che ci piacerebbe tornassero a sedici eventi. Ma l’Arabia Saudita dovrebbe essere tenuta fuori (per ovvi motivi legati al presidente della FIA). E poi c’è un altro aspetto: un rally di appena 350 chilometri nel deserto non ha senso.