La politica dello squilibrio: il PD in Veneto contro i rally

Che i rally, come la cioccolata, possano non piacere a tutti è indubbio. Ma non bisognerebbe tirarli in ballo gratuitamente e senza un motivo, specialmente se lo scopo è attaccare un avversario politico solo perché si è in campagna elettorale. Però, succede. Succede nel Vicentino e, come già succedeva in passato, il “nemico” (colui che attacca) si chiama PD, che non è l’acronimo di una nota bestemmia, ma sta per Partito Democratico. Tanto democratico che li vieterebbe. E chissenefrega se il problema reale non sono i rally e neppure i rallysti.

Andiamo a dunque. Un consigliere regionale del PD Veneto, Zanoni, si scaglia contro il Rally Colli Trevigiani presentando un interrogazione e diffondendo un comunicato stampa, che per dovere di cronaca pubblichiamo integralmente, rinviando ogni considerazione finale in chiusura.

“Le attività relative ai rally automobilistici possono rappresentare per la fauna locale una minaccia diretta e indiretta, tra impatti e rumori. Inoltre possono comportare rischi di incendio per la vegetazione e, non da ultimo, dopo manifestazioni sportive del genere nelle aree coinvolte rimangono spesso abbandonati rifiuti di vario genere. È evidente che servono misure di tutela che spetta alla Giunta regionale introdurre: ma è davvero intenzione di questo governo regionale intervenire?”.

Il consigliere regionale del PD Veneto interviene sulla questione attraverso la presentazione di un’interrogazione che punta l’indice sui rally automobilistici, traendo spunto dal caso del 18° Rally Colli Trevigiani che nello scorso febbraio “ha interessato ben tre aree protette. Per lo svolgimento dell’evento non risulta tuttavia che sia stata effettuata la Valutazione di Incidenza Ambientale. Eppure lo stesso Ministero dell’Ambiente, in risposta ad una interrogazione parlamentare relativa al rally automobilistico disputato sempre nel febbraio scorso all’interno del Parco del Vesuvio, ha dichiarato che non avrebbe potuto svolgersi in mancanza di valutazione. La Regione intende attivare delle verifiche in merito alle autorizzazioni per lo svolgimento del Rally Colli Trevigiani?”.

Zanoni, allargando il ragionamento, richiama al fatto che “la Direttiva 92/43/CEE prevede alcune disposizioni riguardanti la conservazione degli habitat e delle specie in rapporto alle attività socio-economiche per il raggiungimento degli obiettivi della rete Natura 2000. E dispone misure che puntano alla valutazione di possibili incidenze negative significative. La Giunta regionale – conclude – intende adottarle per prevenire e ridurre l’impatto ambientale derivante dai rally automobilistici svolti nelle protette della Rete Natura 2000?”.

Gentilissimo Zanoni, ci lasci fare qualche democratica considerazione, in rispetto di un termine, “democratico”, che sembra aver cambiato senso. Le attività relative ai rally automobilistici possono rappresentare per la fauna locale una minaccia diretta e indiretta, tra impatti e rumori, al pari di qualsiasi attività umana, con la differenza che il rally (che è uno sport, quindi una risorsa anche turistica e culturale) si svolge una volta l’anno, mentre quelle strade sono aperte al traffico tutto l’anno. Cosa può essere peggio per la flora e la fauna: 100 auto al giorno tutti i giorni o 100 auto per soli due giorni (con gli organizzatori che ti versano i soldi per riparare le strade che spesso non riparate)?

Per gli animali, sarà peggio il rally o la caccia? Il rally o i fuochi d’artificio che vi piacciono tanto (al punto da pagarli con i soldi dei contribuenti) durante le sagre paesane? Per la flora, è peggio il rally o un incendio doloso, che in genere resta sempre di mano ignota perché non c’è tempo di indagare? E soprattutto, anche in questo caso, parliamo di un incendio che non c’è stato, quindi di un’altra supposizione.

I rally possono comportare rischi di incendio (se è per questo anche di incidente) al pari di qualsiasi altra attività. Il rischio è insito nella vita e strumentalizzarlo ci appare tipico di menti con tendenza manipolatrici. Se iniziassimo a vietare preventivamente ciò che è rischioso, dovremmo sterminare la classe politica perché ci sta facendo rischiare il fallimento del Paese e perché ci riempie di governi tecnici da 30 anni senza che nessuno glielo abbia mai chiesto.

Non ultimo per importanza: caro Zanoni, ha presente quanta pattumiera rimane dopo le manifestazioni calcistiche che autorizzate nelle nostre città, vicino alle nostre abitazioni, o più semplicemente dopo le grigliate nei weekend estivi? Ma la maleducazione dei tifosi o di alcuni appassionati perché la attribuisce allo sport?