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Gianfranco Cunico: la storia dei rally italiani

Il soprannome “Jimmy il fenomeno” non è casuale: sintetizza la capacità di Gianfranco Cunico di sorprendere con prestazioni eccezionali, di affrontare sfide complesse con maestria e di lasciare un segno indelebile nella storia dei rally italiani. La sua eredità è presente ancora oggi.

Gianfranco Cunico, noto nell’ambiente come Franco, nasce a Vicenza l’11 ottobre 1957. La sua carriera sportiva, che si sviluppa per oltre tre decenni, lo ha visto protagonista dei rally italiani e internazionali, distinguendosi sia per il talento naturale al volante sia per la capacità di adattarsi a vetture e contesti diversi. Dotato di una guida incisiva e precisa, Cunico ha saputo ottenere risultati significativi sia al volante di auto ufficiali sia in programmi privati, contribuendo in modo determinante allo sviluppo di vetture iconiche del panorama rallystico. Nel corso della sua carriera ha conquistato dodici titoli nazionali e numerose vittorie di prestigio, guadagnandosi il soprannome di “Jimmy il fenomeno”.

L’avventura sportiva di Cunico inizia nel 1977. Il suo debutto avviene al Rally delle Valli Piacentine, gara in cui il giovane pilota vicentino è costretto al ritiro a causa di un incidente. Tuttavia, la sua determinazione e le qualità di guida emergono già al Rally di San Martino, dove attira l’attenzione di Carlo Cavicchi, giovane giornalista destinato a diventare uno dei principali direttori di testate automobilistiche italiane. Questi primi passi, seppur caratterizzati da alti e bassi, segnalano la nascita di un talento destinato a farsi notare rapidamente.

Nel 1978 Cunico partecipa per la prima volta al Trofeo A112, campionato monomarca riservato alle Autobianchi A112 Abarth. Il suo debutto è promettente: si classifica quarto assoluto, mostrando già una notevole capacità di gestione delle prove e un approccio strategico alla guida che farà scuola nei successivi anni. Nel 1979 la sua progressione diventa evidente: conquista il titolo nel Trofeo A112 vincendo sette delle dieci gare in calendario. Questo successo segna la definitiva affermazione di Cunico nel panorama nazionale e attira l’interesse dei costruttori italiani, aprendo le porte a programmi di maggiore livello.

L’approdo alle vetture ufficiali

Nel 1980 Cunico viene chiamato dalla Lancia a guidare la Stratos nei colori dei Concessionari Lancia Italiani in alcune prove del Campionato Italiano Rally. Già al Rally della Costa Smeralda, il vicentino si mette in mostra con un terzo posto assoluto, alle spalle di Bernard Darniche su Lancia e Stig Blomqvist su Saab. La prestazione conferma le capacità di Cunico di gestire vetture di alto livello e di inserirsi rapidamente tra i migliori piloti del panorama nazionale.

Nel 1981 Cunico passa alla Ford, chiamato a guidare la nuova Fiesta di Gruppo 2. La vettura, però, si dimostra meno competitiva rispetto alla concorrenza, e i risultati si fanno attendere: degni di nota restano un secondo posto assoluto al Rally della Liburna e un decimo al Costa Smeralda. L’esperienza insegna a Cunico l’importanza della sinergia tra pilota, vettura e struttura tecnica, una lezione che tornerà utile nei successivi programmi di alto livello.

Nel 1982 Cunico diventa pilota ufficiale Fiat, al volante della Ritmo Abarth 125 TC con il navigatore Sergio Cresto, destinato a perire tragicamente pochi anni dopo. In questo periodo Cunico acquisisce una solida esperienza nelle vetture di media cilindrata, affinando tecnica e approccio strategico nelle gare italiane. L’anno successivo, nel 1983, accetta un programma di alto livello con la Lancia Rally 037. L’impegno si rivela proficuo: Cunico conquista il titolo Italiano di Gruppo B e termina secondo assoluto in classifica generale, a un solo punto da Miki Biasion, pur disputando una gara in meno, il Rally di Sanremo. In quella stagione trionfa anche in manifestazioni iconiche come la Rally Targa Florio, le Colline di Romagna, il Liburna e l’Aosta, consolidando il suo nome tra i piloti italiani più promettenti.

Il 1984 segna un cambio di scenario. Non confermato dalla Lancia, Cunico viene avvicinato dai manager Mannini e Zonca, che propongono un programma privato con la Porsche Turbo di Gruppo 4. Sebbene la vettura fosse estremamente veloce, la sua complessità tecnica limita i risultati concreti. Tuttavia, la stagione rappresenta un periodo di crescita per Cunico, che apprende la gestione di vetture sofisticate e la capacità di ottenere performance elevate anche senza il supporto diretto di un team ufficiale.

Il consolidamento e i successi

Nel 1985 Cunico inizia una collaborazione stabile con il team Tamauto, guidato da Zonca, diventando pilota professionista a tutti gli effetti. I risultati arrivano immediatamente: vittorie al Rally di Tenerife, al Ciocco, a Monza e al Rally 1000 Miglia. Questa fase consolida la reputazione di Cunico come pilota capace di competere alla pari con i team ufficiali, grazie a una guida precisa e costante e a un’ottima gestione delle gare.

Nel 1987 Cunico riceve dalla Lancia l’incarico di debuttare con la nuova Delta di Gruppo N, affidando la gestione tecnica e sportiva al team Tamauto. Il sodalizio porta al successo, con la conquista del Campionato Italiano di Gruppo N. Questo traguardo rappresenta un momento chiave nella carriera di Cunico: il pilota vicentino si conferma capace di vincere sia con vetture ufficiali sia in programmi gestiti da team privati, valorizzando le proprie competenze tecniche e sportive.

Nel 1988 Cunico inaugura una collaborazione di rilievo con la Ford, diventando il primo pilota italiano chiamato da un costruttore straniero per un progetto di sviluppo tecnico-sportivo. Il rapporto durerà fino al 1998, segnando una decade fondamentale per la sua carriera. In questo periodo Cunico conquista due titoli italiani di Gruppo N con la Sierra Cosworth, consolidando la sua posizione tra i migliori piloti del Campionato Italiano Rally.

Tra sviluppo tecnico e vittorie

Il 1990 segna l’inizio di una nuova fase. Cunico viene convocato a Boreham, presso la Motorsport Ford, per partecipare allo sviluppo della nuova Sierra 4×4 destinata al Campionato del mondo rally. Accanto a lui, piloti come Malcom Wilson e Colin McRae contribuiscono alla messa a punto della vettura, evidenziando la fiducia dei costruttori nel talento e nell’esperienza del vicentino.

Il debutto competitivo al Rally dei 1000 Laghi è sfortunato: Cunico è costretto al ritiro a poche prove dal termine, quando occupava il nono posto assoluto. Anche il successivo Rally di Sanremo termina in anticipo per la rottura dell’acceleratore, quando il pilota era secondo. Nonostante questi intoppi, Cunico partecipa con successo anche al Campionato Inglese Rally, accumulando esperienza e conoscenze tecniche preziose.

Rientrato in Italia, Cunico guida la nuova Sierra Cosworth 4×4 Tamoil con la supervisione del direttore sportivo Carlo Micci. Le vittorie al 1000 Miglia, a Pescara e a Messina lo collocano al secondo posto del Campionato Italiano Rally, alle spalle di Dario Cerrato su Lancia. Notevole è anche il terzo posto al Tour de Corse, prova valida per il Mondiale, al volante della Sierra 4×4 del Team Mike Little.

Nel 1992 Cunico conferma la sua competitività nazionale, partecipando al Campionato Italiano Rally con vittorie al Ciocco, Limone e Rally del Salento. Il debutto con la nuova Ford Escort di Gruppo A al Rally di Monza gli permette di conquistare il terzo posto, anticipando il trionfo più significativo dell’anno successivo.

Il 1993 rappresenta un anno storico per Cunico: con il team privato Promotosport e la collaborazione del manager Penariol, conquista il Rally di Sanremo, gara valida per il Campionato del mondo rally. Cunico diventa così il secondo pilota italiano, dopo Tony Fassina, a vincere una prova del mondiale al volante di una vettura privata, un risultato che evidenzia il suo talento e la capacità di competere con i migliori anche senza il supporto di un team ufficiale.

Dal 1994 al 1996 Cunico consolida la sua leadership nazionale. Con la Martini Racing e la scuderia Jolly Club, partner ufficiali della Ford Italia, guida la Escort di Gruppo A sotto la direzione sportiva di Claudio Bortoletto. Questo sodalizio porta a numerose vittorie assolute e alla conquista consecutiva dei Campionati Italiani Assoluti per tre anni. Nel 1998, con l’arrivo della nuova Escort WRC, Cunico inizia la collaborazione con il navigatore Luigi Pirollo, consolidando la sua esperienza su vetture di ultima generazione.

Nuove sfide e continuità

Con l’inizio del nuovo millennio, Cunico avvia una collaborazione con la Subaru Italia e la scuderia Aimont, ottenendo vittorie immediate al Rally del Ciocco, al 1000 Miglia e alla Targa Florio. Nel biennio 2000-2001 partecipa al Campionato Italiano Terra con la Subaru Impreza WRC, conquistando entrambi gli anni il titolo finale e dieci vittorie assolute su sedici partecipazioni. Questa fase testimonia la capacità di Cunico di adattarsi a vetture e terreni diversi, confermandosi tra i migliori piloti italiani di sempre.

Nel 2002 Cunico ricopre il ruolo di team manager presso la struttura N.Technology, referente nelle competizioni per il gruppo Fiat. In questa veste si occupa dello sviluppo della Punto Super 1600 e di altri programmi sportivi, dimostrando competenze tecniche e organizzative di alto livello. Tuttavia, il richiamo della competizione lo spinge a tornare in gara, ottenendo nel 2002 un quarto posto assoluto al Rally 7 Comuni con una Mitsubishi del Team Nocentini. L’anno successivo corre il Campionato Italiano con una Mitsubishi di Gruppo N per il team Rally Project, mentre nel 2004 ottiene vittorie con la Renault Clio Super 1600 del Team Autorel, tra cui il Rally Valli Piacentine.

Nel 2005 Cunico gareggia con una Mitsubishi per il Team Prorace, ottenendo vittorie di gruppo e confermando la sua versatilità. L’anno successivo, al Rally dell’Altopiano di Asiago, corre sulle strade del suo paese natale con una Ford Focus WRC, vincendo la gara in coppia con il navigatore Rudy Pollet.

Il periodo delle auto storiche

Negli anni successivi Cunico decide di cimentarsi nelle competizioni riservate alle auto storiche, dimostrando ancora una volta la sua capacità di adattarsi a vetture di diverse epoche. Al volante di una Porsche RS Gruppo 4 del 1972 del Team Guagliardo ottiene vittorie prestigiose, tra cui quella all’Isola d’Elba valida per il Campionato Europeo e alla Targa Florio. Nel 2009, sempre con la Porsche del Team Guagliardo, vince il Rally 2 Valli di Verona.

Lo stesso anno segna il ritorno a tempo pieno nel panorama nazionale. Cunico corre con una Ford Focus WRC per la Errepi Racing nell’International Rally Cup, ottenendo quattro successi consecutivi e un secondo posto. L’anno successivo ritorna stabilmente nella massima serie tricolore: dopo un avvio altalenante con una Abarth Grande Punto, si riscatta con la Peugeot 207, conquistando il nono posto assoluto al Rally di Sanremo (Intercontinental Rally Challenge) e il secondo posto al Monza Rally Show nella finale del Master Show.

Nel 2011 Cunico raggiunge il traguardo delle 300 presenze in gare ufficiali, partecipando al Campionato Italiano Rally con il team Delta Rally Racing. Qui ottiene il Trofeo Csai Indipendenti, giungendo terzo assoluto e primo tra i piloti non ufficiali. Questa cifra conferma la longevità e la costanza della carriera del pilota vicentino, capace di competere ai massimi livelli per decenni.

Stile di guida e contributo tecnico

La carriera di Cunico si distingue non solo per i risultati sportivi, ma anche per il contributo tecnico allo sviluppo delle vetture. La collaborazione con Ford negli anni Novanta, in particolare per la messa a punto delle Sierra 4×4 e delle Escort Cosworth, ha permesso al team di ottenere una macchina competitiva per il mondiale rally, grazie al contributo di un pilota capace di fornire feedback precisi e puntuali sul comportamento delle vetture in condizioni reali di gara. Analogamente, l’esperienza maturata con Lancia, Fiat, Subaru e team privati ha reso Cunico un punto di riferimento per i programmi di sviluppo e gestione sportiva.

Lo stile di guida di Cunico si caratterizza per precisione, continuità e adattabilità: pilota aggressivo quando serve, ma sempre attento a preservare la vettura, è stato capace di vincere gare con vetture ufficiali e private, su asfalto, terra e sterrati, mantenendo sempre un ritmo competitivo. Questo equilibrio tra velocità e gestione tecnica gli ha permesso di ottenere successi su vetture di diversa complessità e di mantenere un alto livello di competitività anche in età avanzata rispetto ai giovani emergenti.

Un’eredità nel rally italiano

Gianfranco Cunico, con dodici titoli nazionali e numerose vittorie di rilievo, rappresenta una figura emblematica del rally italiano. Pilota capace di vincere con programmi privati, di collaborare allo sviluppo di vetture per i principali costruttori e di adattarsi alle nuove generazioni di auto da rally, ha segnato un’epoca. La sua carriera, che attraversa oltre trent’anni, è testimone della passione e della dedizione che caratterizzano i grandi protagonisti dello sport motoristico italiano.

Cunico non è stato solo un pilota di successo, ma anche un innovatore e un tecnico, contribuendo al progresso dei programmi sportivi dei costruttori con cui ha collaborato. La sua capacità di leggere le gare, interpretare le vetture e ottenere il massimo dalle condizioni disponibili lo rendono un modello per i giovani piloti e un riferimento per gli appassionati di rally.

Inoltre, la versatilità dimostrata nel passaggio da vetture storiche a moderne WRC, e la capacità di competere sia nel Campionato Italiano Rally sia in gare internazionali, consolidano il suo ruolo di pilota completo, capace di adattarsi a ogni contesto sportivo. La collaborazione con navigatori di grande esperienza e la capacità di gestire il rapporto con team ufficiali e privati completano il profilo di un campione che ha saputo farsi rispettare in ogni ambiente competitivo.

Gianfranco Cunico è senza dubbio uno dei piloti più rappresentativi del rally italiano. La sua carriera, iniziata negli anni Settanta e proseguita fino agli anni Duemiladieci, attraversa l’evoluzione tecnica e sportiva dei rally, dalle auto di piccolo calibro come l’A112 Abarth, passando per le icone Lancia Stratos e Rally 037, fino alle WRC moderne. Dodici titoli nazionali, numerose vittorie assolute, la collaborazione con costruttori italiani e stranieri, l’impegno nello sviluppo tecnico delle vetture e la partecipazione costante a competizioni nazionali e internazionali definiscono la figura di Cunico come pilota completo, tecnico e innovativo.

Il soprannome “Jimmy il fenomeno” non è casuale: sintetizza la capacità di Cunico di sorprendere con prestazioni eccezionali, di affrontare sfide complesse con maestria e di lasciare un segno indelebile nella storia dei rally italiani. La sua eredità è presente ancora oggi, sia attraverso le auto storiche con cui continua a gareggiare, sia nell’ispirazione che offre ai giovani piloti che desiderano entrare nel mondo dei rally, dimostrando che talento, costanza e passione sono la chiave del successo.

Gianfranco Cunico rimane dunque un simbolo del rally italiano, un pilota che ha saputo coniugare talento, tecnica e determinazione, diventando un esempio di eccellenza sportiva e di professionalità, capace di competere ai massimi livelli per oltre trent’anni e di lasciare un’impronta indelebile nel motorsport nazionale.

16 Gennaio 2026/da Primo Di Marco
Tags: campionato del mondo rally, campionato europeo rally, campionato italiano assoluto rally, fiat, lancia
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