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Amarcord: Volkswagen svela la Polo R WRC in Sardegna

Era il 5 maggio del 2011, ad Olbia quel giovedì pomeriggio faceva caldo e non solo sotto l’aspetto meteorologico. Dieci anni or sono, Volkswagen metteva fine ad una lunga serie di rumors e speculazioni annunciando il suo ingresso nel Mondiale WRC dalla stagione 2013 con la Polo R WRC. La presentazione avvenne in grande stile, con una conferenza stampa e presentazione della vettura che si tenne ad Olbia nel suggestivo scenario del warehouse del Molo Brin, luogo che in questo 2021 ospiterà il service park del Mondiale.

Alla cerimonia di presentazione, tenutasi davanti ad oltre 200 persone tra giornalisti e addetti ai lavori, i vertici della casa teutonica tolsero i veli alla loro creatura. Fu chiaro a tutti, che l’intento della casa tedesca era uno soltanto, quello di vincere e dominare i rally iridati già dal 2013, anno del ritorno nella scena iridata. Ad intervenire nel corso di quella conferenza furono Luca de Meo, responsabile marketing di Volkswagen AG e Kris Nissen, direttore di Volkswagen Motorsport, che svelarono alla stampa le caratteristiche della vettura tedesca.

“Nel 2009 proprio qui a Olbia e sulle bellissime strade della Costa Smeralda, presentiamo l’ultimo modello della Polo. – dichiarò De Meo – Ora dopo due anni, torniamo ad Olbia per presentare la Polo più bella mai realizzata: la Polo R WRC”.

Alle parole di De Meo replico Kris Nissen, che da subito parlò di vittoria come obiettivo minimo per la casa tedesca. Fin dai primi passi gli obiettivi da raggiungere erano altissimi, i primi lavori di sviluppo della vettura furono affidati allo spagnolo Carlos Sainz che nel 2012 venne raggiunto da un giovane pilota francese Sébastien Ogierreduce nel 2011 da un’ottimo terzo posto in Citroen, ma scacciato senza troppi complimenti perché troppo competitivo in squadra contro Loeb.

Il pilota di Gap nella stagione 2012 scelse di disputare alcuni selezionati eventi del WRC a bordo di una Skoda Fabia S2000 (gestita da VW Motorsport), per poter lavorare allo sviluppo della vettura. Le sessioni di test si svolsero in tutta Europa, su tutte le superfici possibili ed immaginabili: dalle strade asfaltate della Germania, agli asfalti e alle strade bianche di Francia e Spagna, passando per la neve e il ghiaccio di Norvegia e Finlandia. La casa tedesca disputo alcune sessioni di test in Messico, per testare nelle condizioni che avrebbe incontrato nel round centro-americano. L’idea di Nissen e De Meo era di debuttare in Sardegna nell’ottobre 2012, successivamente l’idea fu accantonata per continuare i test di sviluppo, soprattutto in ottica Rally di Monte-Carlo 2013.

Sébastien Ogier, pilota di punta della casa tedesca, furono affiancati l’esperto Jari-Matti Latvala e il giovane Andreas Mikkelsen, che comincio il suo cammino con Volkswagen dal Rally di Portogallo, disputato in primavera.. Questa line-up fu confermata per tutte le quattro stagioni che videro i tedeschi impegnati nel Mondiale WRC.  In quattro stagioni, arrivano 43 vittorie (31 Ogier, Latvala, 3 Mikkelsen), 87 podi e ben 645 prove speciali vinte.

Dio vede e provvede: Sébastien Ogier firma con VW

Il 23 novembre 2011 il mondo inizia a cambiare per sempre in seguito all’attentato delle Torri Gemelle, datato 11 settembre. Le tensioni internazionali salgono, l’ambasciata americana in Siria dà l’allarme, invitando tutti gli americani a lasciare immediatamente il Paese. Il Milan si piega alla furia del Barca, perdendo 3-2 al Meazza.

La procura di Milano chiede il processo per l’immobiliarista Vittorio Casale e altri due imprenditori, Francesco Vizzari e Gianguido Bonatti, accusati di bancarotta fraudolenta e Il “padrino” della mafia, Bernardo Provenzano, torna alle cronache perché, durante una lite con il direttore del carcere di Parma, gli ha risposto: “Dio vede e provvede”.

Se per il direttore del carcere italiano la frase “Dio vede e provvede” può rappresentare una minaccia, per Sébastien Ogier quel “Dio vede e provvede” è il proverbio del giorno per festeggiare, sempre in quel 23 novembre, l’ufficializzazione della firma dell’accordo con Volkswagen Motorsport. Il francese è, ora, destinato a diventare il secondo francese più titolato del primo millennio e oltre. E il suo coequipier sarà Julien Ingrassia. Contratto pluriennale.

Il pilota francese entra nel nuovo team con effetto immediato ed ha, quindi, la possibilità di cominciare sin da subito a fare la conoscenza con la nuova arma uscita dall’atelier di Wolfsburg, la Polo RS WRC. Nominato primo pilota, avrà come scudiero prima Jari-Matti Latvala e poi il bravo Andreas Mikkelsen, che nel 2012 è però destinato a disputare gare iridate con la Skoda Fabia Super2000 insieme a Juho Hanninen.

Sébastien Ogier va in Volkswagen con Julien Ingrassia
Sébastien Ogier va in Volkswagen con Julien Ingrassia

L’attacco di Sébastien Ogier al WRC

Cominciato il WRC 2013 alla guida della sua Polo R WRC, Ogier arriva secondo nel rally d’apertura a Monte Carlo, alle spalle di Sébastien Loeb. Nelle due gare successive centra due trionfi, sulla neve della Svezia e sulla terra del Messico, conquistando il primo posto in classifica a quota 74 punti. In Portogallo la lotta si fa serrata con Mads Østberg e Dani Sordo, ma a causa di un errore del primo e di problemi tecnici del secondo, Ogier conquista la sua terza vittoria di fila, portandosi in vantaggio di 54 punti sul secondo in classifica, Mikko Hirvonen.

Vince il mondiale con 290 punti, davanti a Thierry Neuville e al suo compagno di squadra Jari-Matti Latvala, rispettivamente a quota 176 e 162 punti. In tutta la stagione conquista ben 11 podi su 13 appuntamenti (9 vittorie e 2 secondi posti) e con la vittoria in Svezia diventa il secondo pilota non scandinavo a vincere tale rally, dopo Sébastien Loeb.

La stagione 2014 inizia nel segno della sfida tra Sébastien Ogier e Jari-Matti Latvala: dopo i primi cinque appuntamenti, il francese ha conquistato 3 vittorie contro le 2 del compagno. Nelle tre gare successive, Ogier domina in Sardegna e in Polonia, mentre in Finlandia perde il confronto con Latvala per soli 3″6 secondi. Conquista il suo secondo titolo iridato alla penultima gara in Spagna con 267 punti alla guida della sua Polo R WRC. Anche in questa stagione il bottino è stato piuttosto ricco, con 8 vittorie e due secondi posti su 13 appuntamenti.

Nonostante i miglioramenti di Citröen e Hyundai e la crescita di giovani piloti come Thierry Neuville e Andreas Mikkelsen, la prima metà della stagione 2015 è un monologo del campione francese. Vince i primi tre appuntamenti del mondiale (Monte Carlo, Svezia e Messico), ottiene uno 0-3 in Argentina, un secondo posto in Portogallo, dopo di che torna alla vittoria in Sardegna, davanti alle Hyundai di un sorprendente Hayden Paddon (tuttavia staccato di oltre 3 minuti) e di Thierry Neuville.

Grazie a queste 4 vittorie, che lo portano a 28 successi in carriera, sorpassa per numero di vittorie Colin McRae e Carlos Sainz, rispettivamente a 25 e 26 rally vinti, diventando il terzo pilota più vincente della storia del WRC, dietro a Sébastien Loeb (78) e a Marcus Grönholm (30). Inoltre, con la vittoria in Svezia, diventa l’unico pilota non scandinavo ad aver vinto più di una volta tale rally.

Arrivato a questo punto della stagione, Ogier doppia il suo diretto inseguitore in classifica generale con 133 punti contro i 67 di Mads Østberg. Vince in Polonia, arriva secondo in Finlandia per tornare poi alla vittoria in Germania, dove è costretto a rimandare la festa per il terzo titolo iridato per un solo punto. Con la vittoria in Australia si laurea per la terza volta consecutiva campione del mondo. Questo successo (numero 31) lo porta ad essere anche il secondo pilota più vincente della storia del WRC. Conclude la stagione con un quindicesimo posto in Francia, un ritiro in Spagna e una vittoria nell’ultimo appuntamento in Galles.

La stagione 2016 di Ogier inizia con due vittorie consecutive a Monte Carlo e in Svezia e un secondo posto in Messico. In Portogallo si aggiudica il terzo posto. Dopo un terzo posto in Italia, un sesto posto in Polonia e un ventiquattresimo posto in Finlandia, nelle ultime cinque gare conquista quattro vittorie e un secondo posto, conquistando il quarto titolo iridato consecutivo in Spagna con due gare di anticipo.

Nello stesso periodo, viene annunciato l’addio ai rally da parte della Volkswagen Motorsport, a causa soprattutto dello scandalo del “Diesel Gate” che coinvolse la squadra madre. A fine anno, dopo aver effettuato dei test sia con Toyota che M-Sport, arriva l’annuncio del accordo con il team britannico.

Intervista, Egon Kaur: Arctic Rally, Sardegna e speranze

E’ stato una delle note più liete del WRC3 in Lapponia assieme a Teemu Asunmaa. Stiamo parlando del veloce pilota estone Egon Kaur. Classe 1987, debutta nei rally nella stagione 2004 disputando una serie di rally locali al volante di una Honda Civic prima e successivamente a bordo di una Lada Samara. Dopo alcune stagioni in patria nel 2006 debutta nel WRC, disputando il Wales GB portando in gara una Renault Clio RS.

Nel 2011 sfiora il titolo WRC Academy, terminando a pari punti con Craig Breen, ma perdendolo a causa del minor numero di prove speciali vinte rispetto all’irlandese. Sempre nel 2011 viene selezionato dalla FIA per il FIA Institute Young Driver Excellence Academy, che altri non è che un programma fondato dal FIA Institute for Motor Sport Safety and Sustainability per sviluppare il talento dei giovani piloti in tutto il mondo.

L’anno successivo fonda la Kaur Motorsport che si occupa della crescita dei giovani piloti baltici, attraverso una scuola che forma le nuove leve attraverso un percorso di crescita. Abbiamo raggiunto Egon e insieme a lui abbiamo parlato del recente round del WRC corso in Lapponia e di molto altro.

Ciao Egon, parliamo del recente Acrtic Rally. Gara da te conclusa in quattordicesima posizione assoluta (secondo di WRC3). Che bilancio tracci di questa gara?

“Ciao, vi ringrazio per questa intervista. Che dire, il nostro Arctic Rally è stata una vera avventura che ha avuto alcuni aspetti positivi e altri negativi. Il lato positivo è stata sicuramente la velocità che siamo riusciti a dimostrare, siamo stati l’unico team del WRC3 a vincere una prova tra le vetture Rally2 (Siikakämä 2). Il lato negativo invece riguarda gli errori che ci sono costati la vittoria nel WRC3, ovvero un’errore di guida nella PS2, una strategia di gomme sbagliata in PS6 e penalità di tempo prima della PS7”.

Ad inizio stagione è emersa la notizia che i tuoi programmi 2021 si sarebbero divisi tra WRC3 e Campionato Estone. Confermi? Come si svilupperanno i due programmi?

“Il nostro obiettivo per il 2021 è quello di poter partecipare a cinque eventi WRC nel WRC3: oltre all’Arctic, anche Portogallo, Sardegna, Estonia, Finlandia. Il budget al momento non è completo, ma stiamo lavorando duramente per chiuderlo e far si che questo programma diventi realtà. Se poi riusciamo a trovare del budget extra, che ci possa permettere la partecipazione ad alcuni eventi del Campionato Estone ben venga”.

Hai corso due volte in Sardegna, 2011 nel WRC Academy e 2014 nel WRC2, che ricordi hai della gara italiana?

“Ho ricordi per lo più belli della Sardegna. Nel 2011 siamo riusciti a vincere il WRC Academy, mentre nel 2014 abbiamo fatto segnare tempi veramente molto interessanti al nostro debutto su una vettura di classe R5. Purtroppo la gara si è conclusa anzitempo per una piccola uscita di strada. Se riusciremo ad esserci a giugno, l’idea è quella di sfruttare e mettere in pratica la conoscenza acquisita nelle precedenti edizioni corse sulla tua splendida Isola”.

Nel 2016 hai conquistato il titolo estone al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX. Ci parli di quella stagione?

“La stagione 2016 è stata la prima con Silver al mio fianco. E’ stata una bella sfida, iniziata benissimo con la vittoria conquistata nella prima gara corsa assieme. Da lì in poi sono arrivati quattro successi che ci hanno permesso di vincere il titolo nazionale estone. Da quella stagione è nata una bella amicizia e una collaborazione che ci ha visto costruire le vetture Proto e adesso ci vede tra i protagonisti del WRC3 con le vetture di classe Rally2”.

Simone Campedelli pilota ufficiale MRF nell’ERC

Anche Simone Campedelli avrà calzature MRF, ma verrà schierato dalla squadra e dal gommista indiano nelle gare su terra del Campionato Europeo Rally nella stagione 2021. Campedelli, che sarà presente anche nel CIRT 2021 con la Step Five, come anticipato, guiderà una Volkswagen Polo GTI R5 con specifica Rally2.

Il team MRF Tyres si è trasferito nell’ERC nel 2020 con una missione di sviluppo degli pneumatici e per mostrare i suoi prodotti a livello internazionale. La squadra ha reclutato il trentaquattrenne Campedelli per il suo ritmo e la sua esperienza, oltre che per il potenziale mostrato la scorsa stagione con Craig Breen ed Emil Lindholm, e per raccogliere dati preziosi per la prossima generazione di pneumatici MRF.

“Faccio parte di una grande squadra con grandi ambizioni”, ha detto Campedelli, che è arrivato secondo al Rally di Roma Capitale nel 2019 e ha cinque vittorie di PS nell’ERC a suo nome. “Userò la mia esperienza per testare e cercare di ottenere i migliori risultati possibili per il Team MRF Tyres. So che stanno cercando di sviluppare le gomme. Questa è una grande responsabilità”.

Campedelli è “entusiasta” di competere di nuovo su un palcoscenico internazionale. “È una grande opportunità per radunarsi fuori dall’Italia e partecipare ai round dell’ERC. Il team MRF Tyres ha dimostrato di avere il ritmo e di impegnarsi a migliorare il proprio prodotto e sono entusiasta di queste sfide. Avere un produttore come MRF Tyres nei rally è molto importante in Europa. Sono una grande azienda e sono impegnati nel motorsport. Sono orgoglioso di essere in grado di unirmi a loro e non vedo l’ora di lavorare con il team. Vorrei anche ringraziare i miei sostenitori di lunga data, Orange1. Il loro continuo supporto mi ha permesso di passare all’ERC”.

Volkswagen chiude con il motorsport: via anche lo stabilimento

Giusto il tempo di fare annunciare ieri ad Audi un ritorno ai rally raid nel 2022 con un prototipo elettrico e il giorno dopo Volkswagen Motorsport annuncia la chiusura a fine 2020 degli stabilimenti in cui era nata la Polo R WRC che con Sebastien Ogier ha scritto tra le pagine più belle del Mondiale Rally contemporaneo.

La chiusura degli stabilimenti di Volkswagen Motorsport implica la chiusura totale del Costruttore con i rally. Quindi non verranno prodotte Polo Rally2 neppure per i clienti. Restano, invece, disponibili pezzi di ricambio. E anche su questo fronte si prevede una corsa all’accaparramento da parte di qualche facoltoso manager. Come già avvenuto in passato con altri Costruttori che hanno dismesso il proprio reparto sportivo.

Volkswagen Motorsport, un tempo forza dominante nel Campionato del Mondo Rally con l’ineguagliabile numero di vittorie della sua Polo R WRC, ha ormai deciso che la storia sarà cancellata e non sarà ripetuta. Il team di Hannover, che ha monopolizzato i campionati Piloti e Costruttori del WRC in una spettacolare campagna quadriennale dal 2013 al 2016, cesserà anche la produzione della Polo R5 clienti alla fine di quest’anno. Peccato. Si pensi quanti team hanno comprato la Polo, “tradendo” la Skoda Fabia…

Volkswagen conferma, però, che i pezzi di ricambio per le auto saranno ancora disponibili anche oltre il 2020. Oltre al suo impegno nel WRC, la Volkswagen ha anche ottenuto tre vittorie consecutive alla Dakar con la Race Touareg tra il 2009 e il 2011. Dopo il WRC, ha dominato il World Rallycross con Johan Kristoffersson, vincendo tre titoli in quattro anni e, naturalmente, ha battuto il record di Pikes Peak Hillclimb con il suo ID.R. completamente elettrico. Ha inoltre sostenuto il programma di rallycross statunitense di successo di Andretti Autosport che ha vinto cinque titoli piloti consecutivi tra il 2015 e il 2019.

La decisione arriva come parte di una riorganizzazione del marchio Volkswagen, con Volkswagen Motorsport GmbH integrata in Volkswagen AG. In un comunicato, Volkswagen ha confermato che a tutti i 169 dipendenti del motorsport verrà offerto un nuovo contratto con Volkswagen AG a Wolfsburg.

Il dottor Frank Welsch, membro del consiglio responsabile della Divisione Sviluppo di VW, ha spiegato la situazione, dicendo: “Il marchio Volkswagen sta per diventare il principale fornitore di mobilità elettrica sostenibile. A tal fine, stiamo unendo i nostri punti di forza e abbiamo deciso di terminare le attività di sport motoristici del marchio VW. La forza lavoro del motorsport sarà integrata in VW AG. La profonda competenza tecnica dei dipendenti del motorsport e il know-how acquisito dal progetto ID.R rimarranno con l’azienda e ci aiuteranno a mettere ulteriormente modelli efficienti dalla ID. famiglia in viaggio”.

Rudy Michelini nel CIR 2020 con la VW Polo R5

Sarà ancora all’insegna del CIR 2020, la programmazione sportiva stagionale di Rudy Michelini. Il pilota lucchese sarà parte integrante della massima espressione nazionale della specialità, il Campionato Italiano Rally, proponendosi per un ruolo di vertice nel confronto dedicato agli “asfaltisti”.

Un contesto, il Campionato Italiano Rally Asfalto, che Rudy Michelini affronterà al volante della Volkswagen Polo R5, vettura che – nelle due occasioni offerte dal finale di stagione 2019 – gli ha assicurato altrettante vittorie, sulle strade del Trofeo Maremma e del Rally Città di Pistoia.

Ad affiancare il portacolori della scuderia Movisport sarà Michele Perna, copilota divenuto punto fermo delle sue programmazioni sportive e compartecipe di quel ruolo di primo piano espresso nel panorama nazionale. Sotto la supervisione tecnica del team PA Racing, struttura che metterà a disposizione la propria Volkswagen Polo R5, Rudy Michelini cercherà di concretizzare al meglio l’esperienza accumulata sulle prove speciali del Tricolore facendo leva sulle ottime sensazioni destate al volante della vettura tedesca e sulle performance riscontrate in merito all’utilizzo delle coperture Michelin, marchio che ha valorizzato al meglio il suo stile di guida.

“E’ con grande soddisfazione che confermiamo la nostra presenza nel Campionato Italiano Rally Asfalto – il commento, entusiasta, di Rudy Michelini – un palcoscenico che vogliamo affrontare con le più ambiziose aspettative, legate ad una vettura con la quale mi sono trovato, fin dal primo approccio, a mio agio. Tengo a ringraziare la scuderia Movisport, PA Racing e Michelin, elementi grazie ai quali punteremo ad un ruolo di prima fascia in campionato”.

Sei, gli appuntamenti previsti dalla programmazione tricolore, contraddistinta da contesti di assoluto livello quali il Rally di Roma Capitale, nelle sue due gare che andranno ad inaugurare la serie dal 24 luglio, il Rally del Ciocco (22 agosto), la Targa Florio (13 settembre), il Rallye Sanremo (4 ottobre) ed il Rally Due Valli (23 ottobre).

Anteprima: Marco Signor al Casentino, poi CIR 2020

Marco Signor ha annunciato, nel corso della trasmissione radio Rock&Rally, condotta dal “nostro” Luca Del Vitto, che è pronto ad andare al Rally del Casentino per sgranchirsi le gambe con la Volkswagen Polo GTI R5 della Step Five. Sarà una sfida davvero accesa quella che vedrà il veloce pilota veneto contrapporsi ad un osso duro come Andrea Crugnola, presente alla prima gara dell’IrCup 2020, in Toscana, con la Citroen C3 R5 ufficiale. La sfida a cui assisteremo durante la competizione che si svolgerà sugli asfalti aretini dovrebbe ripetersi per tutto il CIR 2020.

Marco Signor, infatti, ha dichiarato di avere in programma l’intenzione di disputare tutto il CIR 2020, sempre al volante della Volkswagen Polo GTI R5 della Step Five per giocarsi il tutto per tutto a caccia di un titolo tricolore più volte cercato e desiderato nel corso degli anni scorsi.

I team si stanno orientando sulla prova inaugurale dell’IrCup 2020 perché la serie privata dei rally internazionali, dopo aver lasciato al CIWRC le velleità delle World Rally Car di vecchia generazione, è man mano diventato il “campionato privato delle R5” e quindi si rivela adesso un ottimo banco di messa a punto per le vetture che si giocheranno il titolo tricolore a partire dalle prime due gare in cui è diviso il Rally Roma Capitale.

Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally

Ayrton Senna non è solo un leggendario pilota di Formula 1, come potrebbe esserlo Henri Toivonen nel Campionato del Mondo Rally. No, Ayrton Senna era uno sportivo a tutto tondo, appassionato e curioso, amico anche dei rally. Nato a San Paolo il 21 marzo 1960, nel 1986 le sue doti velocistiche sull’asfalto erano già note a tutto il mondo. Non c’era pietra che non le conoscesse.

Ayrton Senna, che era pilota ufficiale Lotus, riuscì a dimostrare che poteva anche andare veloce anche al volante di un’auto da rally. Su invito della rivista britannica “Cars & Car Conversion”, il brasiliano ha guidato cinque diversi modelli di vetture in una giornata di test in Galles: una Opel Corsa (Gruppo A), una MG Metro 6R4 (Gruppo B), una Ford Sierra RS Cosworth, una Golf GTi (Gruppo A) e una trazione integrale, la Ford Escort con propulsore da 3,4 litri.

Senna decise che avrebbe finalmente imparato a guidare su terra. “Non so nulla dei rally e non ho voluto chiedere a nessuno come si guida. Voglio capirlo da solo”, diceva prima di salire a bordo della prima auto da rally della sua vita. Il test di Ayrton si svolse su un circuito di 2,4 chilometri che attraversava un’area boscosa e utilizzato spesso dai rally rally britannici.

Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally
Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally

Dopo i test, Ayrton Senna era molto contento e disse ai giornalisti che la principale risorsa di un rallista era “la capacità di improvvisare nel modo giusto nel momento giusto”. “Sto improvvisando tutto il tempo. Su una macchina da corsa F1, sai esattamente cosa fare in ogni curva, sai dove c’è un’area di deflusso, dove devi andare oltre i cordoli e conosci ogni modulazione della superfice”.

“In un’auto da rally, tutto è molto più istintivo e non c’è margine di errore. Il mio unico problema era che non volevo smettere di guidare. È stato il giorno più bello della mia vita da quando mi sono trasferito in Inghilterra”, aveva aggiunto Ayrton, visibilmente eccitato.

Vincitore di quarantuno GP, Ayrton Senna resta uno dei piloti più forti di tutti i tempi. Corridore completo in ogni aspetto, dalla messa a punto alla gestione delle gomme, seppe distinguersi nel corso della carriera soprattutto per la guida sul bagnato e la velocità in qualifica, caratteristica, quest’ultima, che gli consentì di detenere il record di pole position (65) dal 1989 al 2006.

Abile inoltre nei circuiti cittadini, Senna detiene tuttora il record di vittorie sulla prestigiosa pista di Monte Carlo, sei, di cui cinque consecutive fra il 1989 e il 1993. La sua carriera nella massima categoria automobilistica, iniziata nel 1984 al volante della Toleman, venne contraddistinta dal dualismo con il Francese Alain Prost, suo compagno in McLaren nel biennio 1988-1989.

Tale rivalità è considerata come una delle più intense ed accese della storia della Formula 1, nonché dello sport in generale. Soprannominato Magic, morì a seguito delle ferite riportate in un incidente alla curva Tamburello del circuito di Imola, durante il Gran Premio di San Marino 1994.

Figlio di una famiglia agiata, composta da Neide Senna, brasiliana di origini italiane, e da Milton Da Silva, imprenditore e proprietario di diverse fattorie, aveva una sorella, Viviane, madre di Bruno (anch’egli pilota), e un fratello, Leonardo. Si era diplomato presso il Colegio Rio Branco, e si posò una sola volta, nel 1981 con Lilian De Vasconcelos. Il matrimonio terminò dopo soli otto mesi.

Successivamente, il brasiliano, che ormai oltre ad essere un leggendario pilota era anche amatissimo dalle donne, ebbe numerosi flirt, tra cui quelli con le showgirl brasiliane Xuxa e Adriane Galisteu e la top model americana Carol Alt. Amante dello sport in tutte le sue declinazioni, ne praticava molti, tra cui corsa, tennis, bici, nuoto e jet ski. Era anche un aeromodellista oltre che un appassionato di volo, che riuscì a volare su Mirage III biposto, un caccia utilizzato dalla Forza Aerea Brasiliana.

Prima le sospensioni, poi altre novità: ecco la Polo R5 Evo

Volkswagen Motorsport ha annunciato di lavorare ad un’evoluzione della Polo GTI R5, sulla base delle esperienze comunicate dai principali team clienti. Il 272 cavalli a quattro ruote motrici è utilizzato in una vasta gamma di rally in tutto il mondo e i risultati ragionati di queste gare sono confluiti direttamente nel processo di aggiornamento, ottimizzazione ed evoluzione della vettura.

La nuova Polo GTI R5 Evo riceverà in primavera modifiche importanti alle sospensioni, mentre i nuovi componenti per migliorare ulteriormente la vettura saranno sviluppati nel corso dell’anno. Quindi, per la stagione 2021 si dovrebbe vedere una vettura più “matura”, dalle performance decisamente più elevate.

“La storia dei successi della Polo GTI R5 è schiacciante. Nelle mani dei clienti aveva già sostenuto più di 75 vittorie e 125 podi entro la fine del 2019”, vanta il direttore di Volkswagen Motorsport, Sven Smeets. “Non è solo il successo dei nostri clienti che è importante per noi, ma anche la loro esperienza nelle più disparate condizioni, su asfalto, terra, ghiaccio e neve. I nostri ingegneri utilizzano i loro feedback per apportare miglioramenti dettagliati al Polo GTI R5. Il nostro obiettivo è quello di garantire che la Polo GTI R5 Evo rimanga un’auto da corsa di successo”.

Mentre i nuovi componenti del telaio sono già in uso sulle vetture di tutti i clienti, un più ampio pacchetto di miglioramenti sarà sviluppato nel corso dell’anno e omologato per l’utilizzo nelle competizioni tra cui Mondiale Rally, Campionato Europeo e campionati nazionali. Volkswagen sta intensificando la produzione per soddisfare la domanda: il 20 per cento in più di Polo GTI R5 di quanto inizialmente previsto sarà costruito nel 2020.

“Come è noto, se non si va avanti, si va indietro nel mondo dei motori”, ha dichiarato François-Xavier Demaison, direttore tecnico di Volkswagen Motorsport. “Come tale, è estremamente importante per essere costantemente al lavoro su idee e soluzioni per migliorare le prestazioni e la durata. Grazie alle valutazioni complete che riceviamo dai nostri clienti, abbiamo iniziato a lavorare sugli aggiornamenti per la Polo GTI R5 dallo scorso anno.”

Per rendere possibile tutto ciò, sono stati raccolti e analizzati innumerevoli quantità di feedback ricevuti da team e piloti attualmente in attività con la Polo GTI R5, dal Circolo Polare Artico all’Africa, dal Nord al Sud America fino all’Europa.

A volte ritornano: Max McRae al McRae Rally Challenge

L’ombra del cognome McRae si riavvicina ai rally. Proprio mentre nella serie iridata Harri Rovanpera allena suo figlio Kalle con Tommi Makinen sulla Toyota Yaris WRC Plus a diventare campione e mentre Petter Solberg fa fare apprendistato a suo figlio Oliver con la Volkswagen Polo R5, Max McRae sogna di debuttare nei rally e riportare un cognome indimenticabile nella specialità regina delle corse su strada.

Il giovane rampollo di una delle famiglie più apprezzate del rallismo mondiale, il nipote di Colin, dovrebbe fare il suo debutto rallistico nel McRae Rally Challenge 2020, rally britannico che celebrerà suo zio Colin, vincitore del Campionato del Mondo Rally venticinque anni prima.

Ad ottobre 2020 nella zona di Fife, sul Knockhill Racing Circuit, si terrà una celebrazione speciale. Una di quelle ricorrenze che non si devono dimenticare, visto che tre generazioni di McRae avranno gareggiato per la prima volta nello stesso evento: il giovane Max, suo nonno Jimmy, cinque volte campione britannico, e suo padre Alister, campione britannico 1995. Il quindicenne Max McRae, quest’anno ha vinto la Arise Racing Driver Search in Australia, dove Alister ha vissuto per un certo numero di anni, e quest’anno gareggerà nella Formula 1000 dell’Australia occidentale.

Però, il giovanotto della famiglia McRae si mostra già quasi stufo del circuito, anche se non lo dice chiaramente visto che, comunque, anche in considerazione dell’età, continuerà a fare esperienza per un po’. Dopo aver vinto numerosi titoli di karting, il passaggio di McRae alle monoposto era ormai obbligato se si voleva continuare a farlo correre, ma appunto, il ragazzino ha le idee chiare e tanta voglia di rally.

“Quest’anno ho una grande opportunità con la Formula 1000”, ha dichiarato Max McRae. “Guidare macchine come la Radical in un processo di crescita è stata per me una bella esperienza. Non riesco ancora a credere di aver vinto, a dire il vero. Sono entusiasta della stagione che ci aspetta e della possibilità di fare il passaggio dai kart alle auto da corsa”.

“Allo stesso tempo, non nascondo assolutamente che il rally è per me davvero importante. Ho avuto la possibilità di andare in Galles per guidare alcune delle macchine che mio padre e zio Colin hanno guidato nella loro carriera ed è stato fantastico”. È improbabile che Max verrà mai visto su una Subaru Impreza WRC, oggi ancora sinonimo di Colin, sul circuito di Knockhill alla fine di quest’anno, ma il padre Alister è desideroso che il figlio Max prenda parte al rally.

“Ovviamente non vediamo l’ora che arrivi il McRae Rally Challenge”, ha confermato Alister. “Max avrà 16 anni quando ad ottobre, quindi dovremo vedere cosa è possibile fare. Cercare di capire se riusciamo a farlo correre in una vettura da 1.000 cc. Non lo vogliamo in qualcosa di veloce, non vogliamo dargli la possibilità di mettere in imbarazzo i suoi nonnotti!”, ironizza il papà.

Il McRae Rally Challenge si svolgerà dal 2 al 4 ottobre 2020. Oltre alle tappe sul circuito, ci saranno prove speciali serali ed eventi con le star del mondo dei rally. L’ultimo McRae Rally Challenge ha avuto luogo a Knockhill di nuovo nel 2015, quando ha celebrato i venti anni dalla vittoria del titolo WRC di Colin.

Un piano per portare Oliver Solberg nel WRC da ufficiale

Ormai non vi è dubbio che esiste una strategia chiara e precisa per portate Oliver Solberg nel WRC. Proprio come è stato per Kalle Rovanpera, che fino al 2019 si è allenato per arrivare dove si trova ora, in un team ufficiale, così anche per il figlio del campione del mondo rally, Petter Solberg, si sta predisponendo un piano per il Campionato del Mondo Rally, dove ha già debuttato, al Rally di Gran Bretagna 2019.

Il piano 2020 è quello di fare partecipare Solberg Jr a diverse gare del WRC alla guida della sua Volkswagen Polo GTI R5 (e non solo…), ovviamente solo in fase di apprendistato. Radio Rally, sempre bene informata, vocifera che Oliver dovrebbe disputare da sei a otto gare. Inoltre, è in previsione anche una uscita nell’ERC (forse due). Il tutto in vista di una stagione completa nel WRC 2021 con una R5 e magari un’uscita con una WRC Plus e un ingaggio vero e proprio nel 2022.

Come capita quasi sempre in questi casi, c’è chi si spinge oltre i confini e se nell’estremo occidente europeo c’è chi immagina un ritorno di Subaru nel 2022, nell’Europa Centrale c’è chi è pronto a giurare che Toyota sia interessata al giovanotto, ma solo dopo l’uscita di Ogier, che si spera di trattenere ancora un anno.

Oliver Solberg, ha corso per due anni con Subaru USA e il collegamento al Marchio delle Pleiadi, in realtà, esiste già. Subaru potrebbe proseguire ad un altro livello? Lecito continuare a dubitare, specialmente da quando Subaru è consociata Toyota. Funziona come per Peugeot e Citroen: non si fanno concorrenza tra loro.

Intanto, Oliver Solberg parte da MonteCarlo con la Polo GTI R5. “Sono entusiasta di andare a MonteCarlo. L’obiettivo per questo rally è quello di fare esperienza, e voglio imparare. Non ho esperienza con la macchina sull’asfalto, quindi sarà una buona opportunità”, ha commentato Oliver Solberg. “Ci sarà sicuramente ghiaccio e neve ma anche molto asfalto”.

Un Ciocchetto Event di altissima qualità: Ucci-Ussi, Perico…

Sarà un Ciocchetto Event di altissima qualità e di ricco contenuto sportivo e agonistico quello che andrà in scena i prossimi 20 e 21 dicembre. La lotta per la vittoria si presenta quantomai incerta e i pretendenti promettono battaglia.

Di certo si dovranno fare i conti soprattutto tra le due grandi “star” al via del tradizionale appuntamento in prova speciale pre-natalizio, vale a dire Paolo Andreucci, undici volte campione italiano rally e idolo locale, e Alessandro Perico, pilota-manager bergamasco dal ricco palmares rallystico.

Paolo Andreucci, che dopo il secondo posto nel Campionato Italiano Terra con Rudy Briani a fianco, ritroverà alle note Anna Andreussi, compagna di vita e di tante vittorie e titoli, torna al Ciocchetto Event dopo la vittoria nel Master Top 2017 e la doppia affermazione del 2016, sommate alle altre due affermazioni del 1997 e 1999.

Dunque, sulle sue strade, sarà di certo l’uomo da battere, anche se la sua Peugeot 208 T16 R5 soffre un po’ rispetto alle sue più giovani ed evolute avversarie a quattro ruote. Come la Volkswagen Polo RS R5 con cui si presenta Alessandro Perico, pilota veloce, vincitore assoluto, tra le altre gare, del rally Il Ciocco e Valle del Serchio 2015, e che ha già calcato le speciali del Ciocchetto, qualche anno fa, nel 2008 l’ultima volta, e in precedenza per tre edizioni dal 2001 al 2003. Perico sarà affiancato da Mauro Turati.

Ma non è così scontato che il discorso vittoria sia ristretto ai due “big” sopra citati. Anzi, il Ciocchetto Event si è sempre rivelata gara ricca di sorprese, nella lotta al vertice. Cosi saranno da tenere d’occhio alcuni piloti di spessore e, fatto non trascurabile, profondi conoscitori delle insidie del percorso, mai banale, della gara racchiusa nella Tenuta Il Ciocco, vestita a festa per il periodo natalizio.

E’ il caso del lucchese Rudy Michelini, tra i protagonisti, da varie stagioni, del Campionato Italiano Rally Asfalto e vincitore del “Ciocchetto” 2015, che questa volta avrà a fianco Luca Spinetti, a bordo della Skoda Fabia R5, ma anche del versiliese “Ciava”, con a fianco l’esperto Michele Perna, che si sono dotati per l’occasione di una Volkswagen Polo RS R5. Anche “Ciava” vanta una vittoria al Ciocchetto, nel 2013, ed almeno altre due affermazioni sfuggite, in finali rocamboleschi, per errori veniali ma fatali. Non male, comunque, per un pilota dal buon piede ma che corre, da alcuni anni, solo al Ciocchetto …

Anche Andrea Marcucci, il “patron” del Ciocchetto Event, con il fido Gonnella alle note, riesce a fare buone cose, sulle strade che sono davvero di casa sua, e questa volta ci prova con la Skoda Fabia R5. Da seguire con la massima attenzione saranno anche altre tre Skoda Fabia R5, con al volante lo spezzino Claudio Arzà, con David Castiglioni a dettare le note, presenza fissa nelle ultime edizioni del Ciocchetto, ma che quest’anno affronta, per la prima volta, con una vettura da assoluto, il pilota elbano Andrea Volpi – con Adriani a fianco – anche lui alla sua “prima” su queste strade con una macchina da alta classifica e il forte pilota reggiano Gianluca Tosi, con Del Barba alle note, che si cimenta, per la prima volta al Ciocchetto, e di cui potrebbe rivelarsi la sorpresa…

Senza dimenticare che, nel rally più natalizio che c’è, spesso si affacciano nelle zone altissime della classifica, vetture di prestazioni e potenze inferiori, ma molto ben guidate. E tra questi piloti, uno che si mette in mostra è, molto spesso, l’esperto Pier Verbilli, qui con Lamecchi, con la Renault Clio R3.

Ha vinto il Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici 2019, vincendo, anzi dominando, sei delle sette gare cui ha partecipato. Il giovane talento fiorentino Tommaso Ciuffi, con il fido Nicolò Gonella a dettare le note, non ha voluto mancare al Ciocchetto Event, dove sarà al volante della Peugeot 208 R2B con cui, per i colori ufficiali di Peugeot Sport Italia, ha vinto l’importante titolo. Proprio al Ciocchetto è legato, infatti, un bel ricordo agonistico, per Tommaso: la vittoria assoluta conquistata nel 2017, navigando il suo babbo Paolo, pilota di valore e recordman di vittorie al Ciocchetto.

Al via anche il pilota locale, di Barga, Stefano Martinelli, con Morelli, fedele alla Suzuki Swift con cui, nel 2017, ha vinto il titolo tricolore di categoria R1. Della partita sarà anche il lucchese Luca Panzani, con Pinelli e la Renault New Clio R3, pilota veloce che, nel 2016, ha sfiorato il titolo italiano 2 Ruote Motrici.

Il Monza Rally Circuit ritrova la sua appetibilità

Il Monza Rally Circuit che si corre oggi venerdì 6 fino a domenica 8 dicembre, con l’assenza di Valentino Rossi, sembra aver recuperato appetibilità. I partenti nella classe R5 sono cinquantanove, tra di loro ci sarà il vincitore assoluto del rally monzese. Le vetture di classe WRC 1.6 T, con un trofeo dedicato, sono cinque. Diciotto invece sono le auto storiche iscritte al Monza Rally Show Historic, divise tra quattro raggruppamenti differenti a seconda dell’anno di costruzione. Al Masters’ Show, la sfida finale sul rettilineo dell’Autodromo di Monza, parteciperanno anche quattro WRC del mondiale rally appena concluso.

Il Monza Rally Circuit di quest’anno ha una forte partecipazione di piloti del mondo rally. Hyundai Motorsport schiera tre vetture guidate da equipaggi che hanno corso nel mondiale. Si tratta di Dani Sordo-Carlos Del Barrio, Andreas Mikkelsen-Anders Jaeger e Craig Breen-Martijn Wydaeghe, tutti con i20 R5.

Nella quota di partenti stranieri al Monza Rally Cicuit, troviamo anche l’irlandese Josh McErlean navigato da Keaton Williams su i20 NG: il 20enne è Junior British Rally Champion 2019. Con Ford Fiesta MK2 corre l’inglese Rhys Yates (con Catie Munnings come navigatrice), 27enne con una stagione alle spalle nel WRC 2. Niclas Grönholm-Antti Linnaketo conducono invece una Skoda Fabia, il pilota è figlio d’arte del due volte Campione del Mondo finlandese Marcus Grönholm.

Tra i connazionali, parte con il numero 1 sulla portiera di una Volkswagen Polo il due volte campione italiano Piero Longhi navigato da Gianmaria Santini. Porta in pista una Citroen C3 il tre volte Campione Europeo e Campione Italiano Luca Rossetti, navigato da Eleonora Mori. Su Skoda Fabia, l’equipaggio Damiano De Tommaso-Giorgia Ascalone vincitore 2019 della International Rally Cup.

De Tommaso è anche Campione Italiano rally Junior 2018. Secondo nella IRCup, Alessandro Re (navigato da Fulvio Florean) partecipa al Monza Rally Show con una Polo GTI. Non avrà difficoltà sulla pista di Monza, il Campione Italiano di rally su asfalto e vicecampione italiano rally Andra Crugnola, in coppia con Marco Bergonzi, su Volkswagen Polo. Su i20 NG gareggia il vincitore dell’Abarth Rally Cup, Andrea Nucita (con Mattia Nicastri).

Conducono entrambi una Skoda Fabia, Luca Bottarelli (con Giuseppe Zagami) e la campionessa italiana Rachele Somaschini (con Chiara Lombardi). La coppia, nella vita e nei motori, Andrea Mabellini e Virginia Lenzi guidano invece una Hyundai i20.

Non mancheranno i piloti che si sono formati nelle gare di velocità e su pista. Tra di loro, Raffaele Marciello su Citroen C3, recente campione della FIA GT World Cup a Macao. Marciello, navigato da Alessandro Nolli Brianzi, ha corso in Formula 1, GP2 e F3 ed ora si dedica alle gare Gran Turismo. Marco Bonanomi, salito sul podio della 24 Ore di Le Mans, porta al Monza Rally Show una Skoda Fabia; al suo fianco, Luigi Pirollo.

Il campione di GP2 e ora commentatore di Sky Sport, Davide Valsecchi conduce una Skoda Fabia con l’aiuto della web star Denis Tarantello, per l’occasione navigatore d’eccezione. Ha molto successo sul web anche Luca Salvadori, ex biker di SBK e apprezzato youtuber che corre con il navigatore Alberto Vagaggini.

Tra gli equipaggi che partecipano al Monza Rally Show Historic, si segnalano nel 2° raggruppamento (1972-1975) “Walter Ben”-Patrizia Perosino su Lancia Stratos, nel 3° raggruppamento (1976-1981) l’ex F1 Alessandro Caffi navigato da Michele Caffi su Porsche 911, nel 4° raggruppamento periodo J1 (1982-1985) Lucio Da Zanche-Nicolò Imperio su Porsche 911 Sc/Rs e nel 4° raggruppamento periodo J2 (1986-1990) “Lucky”-Luigi Cazzaro su Lancia Delta

Il Tuscan Rewind assegna il titolo CIR 2019 a Basso-Granai

Un tricolore storico, quello ottenuto da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai alla guida della loro Skoda Fabia R5, non fosse altro perché conquistato al fotofinish, con ben quattro equipaggi che si sono presentati al via dell’ultima gara, il Tuscan Rewind, ancora con la possibilità di vincere il Campionato.

Oltre a Basso al via della bella gara toscana si erano infatti presentati, con ampie possibilità di successo, anche Luca Rossetti, Citroen C3 R5, Andrea Crugnola, VW Polo R5 e Simone Campedelli, Ford Fiesta R5. Un finale straordinario per una serie tricolore 2019 che, comunque, è stata sicuramente la più belle e combattuta degli ultimi anni.

Vince quindi gara e titolo, Giandomenico Basso da Cavaso del Tomba, in coppia con il toscano Lorenzo Granai, due grandi interpreti del rallismo tricolore, che hanno ottenuto il successo con la loro Skoda schierata in maniera del tutto privata da Metior Sport e Loran. Gli altri escono tutti a testa alta consci di avere condotto una stagione straordinario.

Primo fra tutti Andrea Crugnola, VW Polo divisa con Pietro Elia Ometto, il più privato forse tra i pretendenti al titolo. Sempre velocissimo in tutte le gare, subito dal via del campionato il pilota di Varese si è alternato alla guida della Polo, e di una Skoda Fabia R5, entrambe seguite dall’HK Racing.

Con il varesino della VW da sottolineare anche le grandi stagioni di Luca Rossetti, in coppia con Eleonora Mori, partito con l’handicap di portare per la prima volta in gara nel CIR la Citroen C3 R5 ufficiale, che ha comunque lottato fino ad una prova dal termine della gara, quando al comando ed in grado di puntare al titolo, è stato rallentato da una foratura. Foratura che ha allontanato dal vertice e dalla possibile vittoria tricolore anche un altro grande protagonista dell’annata.

Simone Campedelli, in coppia con Tania Canton. Il romagnolo e la Ford preparata ufficialmente dalla M-Sport e portata in gara dalla Orange1 Racing hanno dimostrato comunque di essere pronti per traguardi importanti. La Ford si aggiudica comunque il titolo italiano Costruttori assoluto poiché la situazione di vantaggio rispetto alla concorrente Citroen rimane invariata. Entrambe i piloti di punta infatti risultano fuori dalla zona punti.

Nella festa per il tricolore uno spazio se lo è ricavato Paolo Andreucci, in coppia con Rudy Briani, che con la sua Peugeot 208 R5 è arrivato terzo in gara e primo tra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Terra. Il tricolore Terra vede l’ormai ex campione italiano secondo assoluto, dietro al francese Stephane Consani, già trionfatore della serie, qui sfortunatissimo con un’uscita di strada durante lo shakedown che gli ha impedito di prendere parte alla gara.

Andreucci chiude il Tuscan davanti Giacomo Costenaro, secondo in coppia Justin Bardin su Skoda Fabia R5. Completa il podio del CIRT il veronese Luca Hoelbling insieme a Federico Fiorini al volante della Hyundai i20 R5. Sfortunati protagonisti della gara del Terra sono stati Umberto Scandola (Hyundai i20 R5), autore di una gara perfetta e costretto al ritiro quando era al primo posto assoluto del Tuscan e Nicolò Marchioro, che si ritira nelle prime battute di gara sulla Fabia R5 ma chiude comunque la stagione da terzo del Campionato. Nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici, la vittoria in gara va a Christian Gabbarrini, Subaru Impreza Sti.

Un altro risultato di rilievo a Montalcino lo hanno ottenuto Rentato Travaglia, che chiude quarto assoluto con Luca Gelli sulla Fabia R5 e Tony Cairoli con Anna Tomasi, bravi con altra R5 boema con ottimi tempi riuscendo ad inserirsi tra i primi dieci. Tra i titoli tricolore ancora in palio al Tuscan sono stati assegnati il Campionato Italiano Costruttori alla Ford mentre il tricolore Due Ruote Motrici va alla Peugeot. Nel CIR Due Ruote Motrici, la gara toscana è andata a Davide Nicelli Jr su Peugeot 208 R2, davanti agli equipaggi femminili di Rachele Somaschini, Citroen DS3 R3T e Patrizia Perosino, altra 208 R2.

Fuori dai giochi i campioni italiani Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2 ufficiale per il già ottenuto titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici hanno commesso un piccolo errore hanno preso un muro a metà gara. In scena sugli sterrati del Tuscan anche il duello finale tra le Ford Fiesta R2 dei giovanissimi CIR Junior Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti nello scontro diretto con i campioni italiani junior Marco Pollara insieme a Rosario Siragusano. Nel trofeo firmato da Peugeot la vittoria è andata della gara e del monomarca a Michele Griso con la 208 R2B.

Crugnola in testa alla prima giornata del rally

Il Tuscan Rewind, ultima gara del Campionato Italiano Rally, è iniziato con la speciale San Giovanni d’Asso (2,08 km). Una sola prova speciale quella “televisiva” che ha dato spettacolo e che ha visto terminare al primo posto un velocissimo Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5 divisa con Pietro Ometto realizzando il tempo di 1’22.9. Il pilota varesino ha preceduto due dei suoi principali avversari, Simone Campedelli e Luca Rossetti.

Il romagnolo in coppia con Tania Canton su Ford Fiesta R5 e il pordenonese insieme ad Eleonora Mori con la Citroen C3 hanno chiuso entrambi ad un decimo di secondo da Crugnola. Dietro i primi tre si è piazzato il veronese Umberto Scandola con Guido D’Amore con la Hyundai I20 R5, primo tra i protagonisti del tricolore Terra, seguito dalla Fabia di un bravissimo Robert Consani, fratello del Campione Italiano Terra Stephan, incappato in un’uscita di strada sullo shakedown di questa mattina.

A seguire un’altra Hyundai i20, quella di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari. Scivola dietro il capoclassifica del CIR, Giandomenico Basso con Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 a pari merito con Antonio Cairoli in coppia con Anna Tomasi con una Skoda Fabia R5, a otto decimi dalla vetta. Si inserisce nei primi dieci Edoardo Bresolin con la Skoda Fabia R5. Stesso tempo per due grandi nomi, il toscano Paolo Andreucci con la sua Peugeot 208 R5 e il trentino Renato Travaglia molto veloce con una Fabia R5.

Campedelli leader ad inizio del Day 2 del Tuscan Rewind

Parte subito con il piede giusto Simone Campedelli con la sua Ford Fiesta R5 che fa segnare il miglior tempo in 6’45.2 sulla PS2. Il romagnolo mette diversi secondi tra sé e i diretti avversari per la corsa al titolo e si porta momentaneamente al comando della classifica assoluta di gara. Alle sue spalle la battaglia si fa interessante.

Infatti realizzano lo stesso crono Luca Rossetti e il driver del CIRT Umberto Scandola, entrambi a +3.7’’ da Campedelli su questa speciale. Il friulano sulla Citroen C3 R5 ora si propone al secondo posto assoluto, mentre il terraiolo veronese sulla Hyundai i20 R5 è ora terzo assoluto e nel tentativo di inserirsi tra i big del CIR potrebbe, in questo modo, togliere punti per la corsa allo scudetto.

Scandola è quindi primo nella gara del Campionato Italiano Rally Terra. Quarto tempo al primo passaggio sulla “Pieve a salti” per Giandomenico Basso su Skoda Fabia R5 a +4.3’’, che perde qualche secondo di troppo in un’incertezza ad un bivio su asfalto. Situazione simile anche per Andrea Crugnola su Volkswagen Polo, uno dei quattro alfieri in corsa per il titolo, che invece paga ben 8.5’’ secondi di margine e scivola diverse posizioni indietro anche in classifica generale. Ora è a 8.4’’ complessivi da Campedelli.

Il quinto crono è dell’outsider Renato Travaglia su Skoda Fabia R5 a+5.2” davanti a Paolo Andreucci a +6.6 su Peugeot 208 R5. Il campione in carica uscente è ora secondo per il CIRT, a distanza di 3.7” sull’attuale leader Scandola. Stesso tempo di Andreucci per Alessandro Taddei, sempre tra i più veloci qui al Tuscan al volante della Hyundai i20 R5. Dietro di lui un’altro polveroso, Nicolò Marchioro su Fabia R5 che paga un distacco di 7.6” da Campedelli e 3.9” da Scandola. Marchioro ora è terzo per la gara del Terra.

Completano la top ten assoluta Edoardo Bresolin, con la sua R5 ceca a + 7.7, davanti a Tony Cairoli anche lui su Fabia, che continua ad offrire una prestazione da sottolineare. Il pluricampione mondiale di motocross chiude a +8.1 questa piesse.

Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind
Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind

Nella lunga prova speciale numero 3, “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 1” (27,39 km), prosegue la velocità di Simone Campedelli insieme a Tania Canton con la Fiesta, ancora davanti con due decimi di vantaggio sul primo equipaggio del CIRT Scandola-D’Amore con la Hyundai i20 R5.

In questa prova, partita con cinque minuti di ritardo, Più staccati gli altri protagonisti di cinque secondi netti il trevigiano Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 davanti di quattro decimi ad Andrea Crugnola. Quinto crono per il pordenonese Rossetti con la C3 R5.

Tra i protagonisti del CIRT, in questa prova si segnala l’usicta di strada per Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5 che si ritira, mentre Andrea Dalmazzini che ha lamentato un guasto meccanico è riuscito a ripartire. Fabrizio Bianchi incidente con la Skoda Fabia, nessun problema per equipaggi, arriva anche il ritiro di Boni mentre GIuseppe Messori riscontra un guasto meccanico.

Riscontra problemi già questa mattina Mattia Codato si è ritirato in trasferimento con la Mitsubishi Lancer Evo X, destino simile per Filippo Baldinini altra Mitsubishi per incidente. In questa prova tra i piloti su Peugeot 208 R2 risulta l’incidente di Filippo Epis.

Nel Tricolore Due Ruote Motrici miglior crono di Davide Nicelli Jr ( Peugeot 208 R2) seguito da Rachele Somaschini (Citroen DS3 R3T) e il campione Tommaso Ciuffi (Peugeot 208 R2B). In questa prova numero tre, prosegue la corsa tra le Ford Fiesta R2 del CIR Junior dove è ancora il piacentino Andrea Mazzocchi che rifila altri 18”8 al palermitano Marco Pollara.

La prova numero quattro, “La Sesta” di 7,18 km, vede il tempo ex aequo realizzato da Andrea Crugnola con la Polo e da Luca Rossetti della Citroen. Sempre qui uno dei protgonisti del Terra, Tullio Luigi Versace rimane coinvolto in un incindente senza conseguente per equipaggio con la Skoda Fabia R5.

Situazione a metà giornata di gara

Metà giornata al 10° Tuscan Rewind, tempo incerto, e verdetti finali ancora dubbiosi. Al momento questa è la top ten provvisoria dopo quattro prove speciali disputate:

1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 29’41.4; 2. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 R5) a 4.5; 3. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 8.6; 4. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 11.1; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 13.1; 6. Travaglia-Gelli (Skoda Fabia R5) a 20.9; 7. Andreucci-Briani (Peugeot 208 R5) a 21.9; 8. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) a 22.9; 9. Taddei-Gaspari (Hyundai I20 R5) a 23.1; 10. Cairoli-Tomasi (Skoda Fabia R5) a 30.5.

La situazione provvisoria nel tricolore rally Due Motrici comanda la classifica generale Davide Nicelli Jr. seguito da Tommaso Ciuffi che ha commesso un piccolo errore prendendo un muretto con la sua 208 R2. Terza Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T. Per quanto riguarda i due giovani dello Junior comanda Andrea Mazzocchi con 30” di vantaggio su Marco Pollara che non riesce a trovare il giusto ritmo e il giusto set up a bordo della Ford Fiesta R2.

Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019
Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019

Ovviamente, i colpi di scena di questa decima edizione del Tuscan Rewind, atto decisivo del Tricolore Rally. La lunga prova “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 2″ di 27, 39 km, vede Simone Campedelli incappato in una probabile foratura alla sua Ford FIesta R5 visti i 27”7 persi in questa prova speciale.

Miglior crono qui per un soddisfatto Andrea Crugnola con la VW Polo R5, seguito da vicino dal terraiolo Umberto Scandola, con la Hyundai I20 R5 a soli otto decimi di secondo. Il veronese a soli otto decimi di secondo con questo risultato passa al comando della classifica generale del Tuscan.

Terzo crono nella PS6 per Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 a 3”9. Abbassa di venti secondo il suo tempo Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5. Veloce ancora il toscano Paolo Andreucci con il quinto tempo con la Peugeot 208 davanti al pilota greco Papadimitriou con la Skoda Fabia R5.

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 si aggiudicano “La Sesta” di 7,18 km (e il titolo tricolore di campioni italiani rally 2019) seguiti dalle vetture di Rossetti, Citroen e Scandola, Hyundai. Distacchi minimi tra i protagonisti del Tuscan con Rossetti che ha terminato la prova ad un solo decimo di secondo da Basso, e  portandosi cosi al top della classifica assoluta. Terzo il “terraiolo” Scandola con la Hyundai in questa prova.

Soffre qualcosa Andrea Crugnola con la sua Polo in questa prova terminando dietro alla Ford di Simone Campedelli e alla Peugeot Paolo Andreucci. Il toscano commette qualche piccolo errore di guida, ma è ancora li. Cairoli si lamenta di aver perso tempo sulla prova precedente anche se il suo feeling con la SKoda è aumenta sempre di più. Bene anche il siciliano Alessio Profeta altra vettura boema tra i piloti del CIR Assoluto qui per fare soprattutto esperienza sui fondi sterrati.

Tra le altre belle sfide, nello Junior tra le Fiesta R2, bis di Pollara-Siragusano contro la coppia Mazzocchi-Gallotti. Mentre tra i partecipanti al Tricolore Due Ruote Motrici rimane in testa Davide Nicelli Jr. , davanti ai due equipaggi femminili Somaschini-Lombardi e Perosino-Verzoletto, su Peugeot 208 R2. Nel monomarca firmato Peugeot il comando è sempre nelle mani di Michele Griso in coppia con Lucato.

Giro dei Monti Savonesi : cronaca di una gara di successo

Tra l’entusiasmo e lo stupore degli abitanti di Albenga, che da tempo non vedevano auto da corsa nelle vie del centro storico della loro cittadina, ha preso il via regolarmente alle 15:31 da Largo Doria la prima edizione del “Giro dei Monti Savonesi Storico”, organizzato dalla Asd Sport Infinity.

Prima delle 54 vetture ammesse alla partenza, la Bmw M3 dell’imprenditore locale Gabriele Noberasco, colui che è stato il principale promotore di questo nuovo rally che ha risvegliato la passione di parecchi praticanti ed addetti ai lavori del settore motoristico ligure. Con il numero 12 sulle fiancate ha, invece, preso il via l’imprenditore televisivo genovese Maurizio Rossi, al volante di un’ammirata Alfa Romeo Alfetta Gtv 2.5, la stessa con cui vinse il Trofeo Italia Nord nel 1985, con livrea identica a quella di tale stagione.

Qualche minuto prima della partenza si è registrato un momento di grande solidarietà. Il concorrente locale Mauro Moreno, in gara con il numero 44 e da anni sostenitore della Lega Italiana Fibrosi Cistica, ha consegnato a Rachele Somaschini, la pilota testimonial nei rally italiani di tale Onlus, una propria personale donazione.

Contestualmente, il Sindaco di Albenga il Riccardo Tomatis, contento per “essere ripartiti con le stesse vetture con cui si era chiusa la precedente serie della gara”, ha soffermato la propria attenzione sulle Vittime della strada, di cui domani ricorre la giornata mondiale del ricordo, coinvolgendo anche i piloti partecipanti al rally per ribadire che, proprio come fanno loro, si corre solo quando si è in piena sicurezza.

Stasera, pochi minuti prima delle ore 19, stop alla prima frazione del “Giro dei Monti Savonesi Storico”, dopo lo svolgimento delle prime due prove speciali della gara, entrambe su “Caso” (km 10,05): un gustoso aperitivo al Frantoio Sommariva concluderà la prima delle due giornate su cui è articolato il rally. Domattina, ripartenza alle ore 07:00, sempre da Largo Doria, con gli equipaggi in ordine di classifica.

Previste altre cinque prove speciali, alternate sui tratti denominati “Scravaion” (km 10,16) e “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), nei pressi del Comune di Massimino, dove sono previsti due riordini, durante i quali l’Amministrazione comunale offrirà ai partecipanti prima la colazione e poi il pranzo. Arrivo finale, sempre in Largo Doria, alle 15:41.

Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi
Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi

Subito Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi

E’ del locale Manuel Villa il primo “assolo” in prova speciale al rally “Giro dei Monti Savonesi Storico”. In gara con una Bmw M3 e con il toscano Daniele Michi alle note, il vincitore dell’ultima edizione (2003) della precedente serie della gara si è imposto nel primo passaggio su “Caso” (km 10,05) con il tempo di 7’00”5 precedendo di 1”7 lo “zio” Gabriele Noberasco, in lizza con una vettura analoga ed in coppia con il fido Fulvio Gangi.

Terza piazza, a 7”9, per l’ammirata Lancia Stratos di Mauro Sipsz e Monica Bregoli che hanno preceduto di 1”1 la Lancia Delta Integrale 16v del locale Renzo Grossi, in gara con la figlia Alice. Quinta piazza, a 10”2 dal leader provvisorio, per Sergio Mano e Flavio Alvano e la loro Toyota Celica St 165. Dal sesto al decimo posto, nell’ordine, sono giunti Politano – Santi (Lancia Delta Integrale 16V) a 19”7, i locali Vigo – Canobbio (Peugeot 309 Gti 16V) a 25”0’, i savonesi Amerio – Piovano (Volkswagen Golf Gti) a 30”0, i sanremesi Pagella – Brea (Porsche 911 Rs) a 31”3 e Acconciaioco – Moncada (Porsche 911 Rs).

In ritardo, per la rottura di un semiasse, gli attesi Bigazzi – Campanella (Ford Sierra Cosworth 4×4), solo quattordicesimi, mentre hanno già conosciuto, tra gli altri, l’amarezza del ritiro le Fiat 127 dei locali Rossi – Banaudi, per la rottura nel semiasse, e dei genovesi Demarco – Zambelli, ko per un tubo dell’olio tranciato.

Manuel Villa ha “firmato” anche il secondo passaggio sulla ps “Caso” (km 10,05) con il tempo di 7’10”9 precedendo Sipsz di 5”8, Mano di 7”1, Grossi di 9”2 e lo zio Gabriele Noberasco di 11”4. La prima frazione si chiude, così, con l’ingauno Manuel Villa in testa con 13”1 di vantaggio su Noberasco e 13”7 su Sipsz con Mano quarto a 17”3 e Grossi in quinta posizione a 18”2.

L’ultima giornata col coltello tra i denti

E’ ripreso alle ore 07:00 il rally “Giro dei Monti Savonesi Storico”. Sono ripartiti da Largo Doria i 41 equipaggi che hanno regolarmente concluso ieri la prima frazione più altri 7 che, a fronte del ritiro patito ieri in gara, hanno sfruttato l’opportunità del “super rally” per riprendere la corsa: tra questi, i sanremesi Pagella – Brea (Porsche 911Rs) ed i savonesi De Micheli – Belerio (Vw Golf Gti) e Rossi – Banaudi (Fiat 127). Prosegue la sua gara anche Mauro Moreno (Fiat 127) che ieri, prima della partenza, è stato protagonista di un bel gesto di solidarietà a favore della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.

Il rally torna a regalare emozioni e sorprese. Il fondo stradale bagnato del primo passaggio sulla prova speciale dello “Scravaion” (km 10,16) ha portato alla ribalta le vetture a quattro ruote motrici consegnando il successo alla Lancia Delta Integrale 16v di Renzo Grossi e di sua figlia Alice che, con uno scratch di 7’22”2, ha preceduto di 6”1 la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano e Flavio Alvano, terza la Lancia Stratos di Mauro Sipsz, a 11”3, che ha chiuso davanti alle Bmw M3 di Gabriele Noberasco – Fulvio Gangi e dei leader Manuel Villa – Daniele Michi, staccati rispettivamente di 14”4 e 15”9. In classifica provvisoria, Manuel Villa conserva la leadership ma ora è incalzato a 2”3 da Grossi con Mano salito in terza posizione a 7”5, Sipsz quarto a 9”1 e Gabriele Noberasco quinto a 11”6.

Sorprese anche dal primo passaggio sulla ps “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), imbiancata dalla neve caduta nella notte che ha preceduto la gara e che è stata prontamente rimossa dai componenti del gruppo allestimento della prova con l’aiuto del Sindaco di Massimino. Sui “Giovetti” la migliore prestazione scratch l’ha messa a segno la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, che chiude con 9’28”2 e precede di 17”7 la Lancia Delta Integrale 16v di Renzo Grossi, con Villa terzo a 27”4 davanti alla Lancia Delta Integrale 16v di Stefano Politano – Luca Santi e la sorprendente Peugeot 309 Gti 16V di Massimo Sicca – Valentina Briano, staccati rispettivamente di 37”5 e 44”9. Si è fermata in prova la Lancia Stratos di Mauro Sipsz. Rivoluzione in graduatoria provvisoria, dove, dopo le prime quattro prove speciali, Sergio Mano è passato in testa e conduce davanti a Grossi, Villa, Noberasco e Politano, che seguono con un distacco, rispettivamente, di  12”5, 19”9, 55”8 e 1’42”4.

Dopo il ritiro della Lancia Stratos di Mauro Sipsz, per una lieve toccata, dell’Alfa Romeo Alfetta Gtv 2.5 di Maurizio Rossi, per noie al cambio, e della Bmw M3 di Manuel Villa, per problemi meccanici, i concorrenti del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” hanno affrontato la terza prova speciale della giornata, la quinta dell’intera gara. Il secondo passaggio sullo “Scravaion” (km 10,16) ha visto il successo della Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, primo in 7’08”5, nella cui scia sono giunti, nell’ordine, Gabriele Noberasco (Bmw M3) a 3”1 e Renzo Grossi (Lancia Delta Integrale 16v) a 7”2; quarta piazza per la Peugeot 309 Gti 16V dei locali Vigo – Canobbio, a 25”5, e quinta per la Lancia Delta Integrale 16v di Giovanni Balbis – “Leon”, staccati di 27”3.

Sergio Mano consolida così la propria leadership nella graduatoria provvisoria, dove ora, a due prove speciali dalla conclusione della gara, conduce con un vantaggio di 19”7 sul locale Renzo Grossi; terzo, ad 1’08”9 di ritardo, è Gabriele Noberasco, che precede Vigo e la Lancia Delta Integrale 16v di Politano – Santi, staccati rispettivamente di 2’11”0 e 2’25”0. Mano è anche leader del 4° Raggruppamento, nel 3° guidano i savonesi Roberto Amerio – Enrico Piovano (Vw Golf Gti), sesta forza della gara, il 2° vede il vantaggio di Mirko Acconciaioco – Antonello Moncada (Porsche 911 Rs), ottavi assoluti, ed il 1° è comandato dall’ammirata Porsche 911 S di Antonio Parisi – Giuseppe D’Angelo, dodicesimi assoluti. Sono ancora in gara 38 equipaggi.

Il secondo passaggio sulla ps “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), sesta e penultima ps del rally, vede ancora prevalere la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, che segna uno scratch di 8’52”0 e precede Gabriele Noberasco (Bmw M3) di 14”8, la Delta Integrale 16v di Politano, a 15”2, Vigo (Peugeot 309 Gti) a 17”1 e Renzo Grossi (Delta Integrale 16v) a 19”2. Ad una prova dal termine, quindi, Sergio Mano sempre saldamente al comando con 38”9 su Renzo Grossi e 1’23”7 su Gabriele Noberasco.              

Il terzo passaggio sullo “Scravaion” (km 10,16), settima ed ultima prova speciale del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” ha confermato il ritorno di Gabriele Noberasco che, al volante della sua Bmw M3, ha vinto la ps in 7’10”2 regolando Renzo Grossi (Lancia Delta Integrale 16v) e Sergio Mano (Toyota Celica St 165), rispettivamente, di 3”4 e 10”7. Quarta e quinta posizione per la Peugeot 309 Gti 16V di Paolo Vigo, a 11”, e per la Lancia Delta Integrale 16v di Giovanni Balbis, staccato di 18”5.

L’epilogo della settima prova speciale ha, di fatto, sancito il successo nella 1^ edizione del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” della Toyota Celica St 165 di Sergio Mano e Flavio Aivano, che hanno totalizzato un tempo totale di 54’46”6. Alle loro spalle, a 31”, la Lancia Delta Integrale 16v dei locali Renzo e Alice Grossi e la Bmw M3 di Gabriele Noberasco e Fulvio Gangi, con un ritardo di 1’13”0. Il quarto ed il quinto posto della graduatoria assoluta finale sono stati conquistati, rispettivamente, da Paolo Vigo – Matteo Canobbio  (Peugeot 309 Gti 16v) e da Stefano Politano – Luca Santi (Lancia Delta Integrale 16v), che hanno chiuso a 2’28”4 e a 2’49”9 dai vincitori. Sono uscite dall’ultima prova speciale 36 vetture.


Corrado Pinzano sbroglia il Gomitolo di Lana

Corrado Pinzano per far sua la decima edizione della Ronde Gomitolo di Lana ha dovuto combattere innanzi tutto contro l’influenza che lo ha debilitato nei giorni di gara. Affiancato da Mario Cerutti, il pilota biellese della New Driver’s Team ha fatto appello a tutta l’adrenalina che aveva in corpo per vincere tre delle quattro prove speciali e riuscire a superare con la sua Volkswagen Polo R5 i cuneesi Alessandro Gino-Marco Ravera, che hanno pagato la minor conoscenza del percorso, essendo alla loro prima esperienza sulla speciale di Curino e una maggior rigidità della loro Ford Fiesta WRC, che non si è espressa al massimo specie nel primo passaggio sull’asfalto umido del mattino.

L’equipaggio cuneese ha migliorato di prova in prova al Gomitolo di Lana e quando le condizioni del fondo sono leggermente migliorate si è saldamente piazzato alle spalle del battistrada approfittando anche di una foratura occorsa nel corso del terzo passaggio al valdostano Elwis Chentre, affiancato da Andrea Canepa sulla Skoda Fabia R5. Quasi quattro minuti persi e addio ai sogni di gloria per il pilota valdostano precipitato dalla seconda alla quindicesima posizione.

Terzo gradino della gara biellese del podio per Mattia Pizio-Monica Rubinelli, Skoda Fabia, regolari nelle prestazioni che hanno permesso loro di portare a casa un risultato di prestigio dopo il beffardo ritiro del Rally Lana di Luglio. Il giovane pilota ossolano le ha tentate tutte per conquistare la medaglia d’argento e, nonostante il miglior tempo nell’ultimo tratto cronometrato ha “dovuto” accontentarsi della terza piazza.

A ridosso del podio chiude un ottimo Sergio Bruni, affiancato da Massimiliano Rolando, autore di una buona prestazione, considerando che era la prima volta che usava la Skoda Fabia per di più su un fondo umido ed insidioso in particolare nella prima speciale del mattino. Il giovane pilota ossolano è riuscito, con tempi di assoluto rilievo, a tenere dietro il più esperto Ilario Bondioni in coppia con Sofia D’Ambrosio quinti con la loro Skoda Fabia R5.

Il portacolori della New Turbomark ha approfittato dell’occasione per effettuare test in vista della prossima stagione ed infatti i tempi, molto diversi in ogni passaggio, ne sono la testimonianza. Simone Fornara-Enrico Brovelli, Volkswagen Polo R5, hanno chiuso la sestina dei migliori in una gara caratterizzata dal netto predomino delle vetture di Classe R5 (undici alla partenza) che hanno occupato tutti i primi otto posti della classifica assoluta, con la sola inclusione della Fiesta WRC di Gino-Ravera, la vettura sulla carta più potente del lotto.

Alle spalle delle inavvicinabili Skoda R5 – settimi Boetto-Mantovani, ottavi Tavelli-Gatto – in nona posizione ha chiuso il re dell’autocross Michele Andolina affiancato da Leo Moro, assoluto dominatore della Classe S2000 con la sua Peugeot 207.
A chiudere la Top Ten Diego Martinelli-Ermes Bagolin, che pur avendo privilegiato lo spettacolo con grandi traversi e freni a mano hanno portato in decima posizione assoluta la loro datata Opel Astra GSI, conquistando pure il titolo di più veloci fra le Due Ruote Motrici.

Da segnalare la prova di Jordan Brocchi, con Paolo Garavaglia sul sedile di destra, che ha dato spettacolo con la Nissan 350-Z, unica vettura a trazione posteriore, al via del Gomitolo di Lana cosciente di non poter ambire ad una posizione di prestigio nella classifica assoluta (36° alla fine), ma sicuramente il più applaudito sulle prove speciali. Trentaquattresimo si è classificato il padre di Corrado Pinzano, Diego, su Fiesta R2B con Marco Zegna al suo fianco, tornato alle gare dopo diciotto anni di inattività.

Poca fortuna per Andrea Vineis-Alessio Rodi, costretti al ritiro a metà gara per imperfette condizioni fisiche del pilota quando erano tredicesimi assoluti e i migliori fra le vetture Due Ruote Motrici con la loro Renault Clio S1600. Alla gara hanno preso parte 79 equipaggi, 63 dei quali hanno concluso il rally.

La decima edizione del Rally Gomitolo di Lana è stata caratterizzata da condizione climatiche estremamente favorevoli, considerando la stagione novembrina, con temperatura bassa e umidità nel primo passaggio sulla prova di Curino, che è andata asciugandosi, senza però pulirsi, nel corso della giornata per l’arrivo del sole. La prova finale è stata disputata dagli equipaggi alla luce dei fari, prima di tornare in Piazza Martiri della Libertà, salotto buono di Biella, per il gran finale con premiazione in pedana. Soddisfazione in casa New Turbomark che anche questa volta conferma l’ottimo feeling con Biella e i suoi piloti.

Trofeo Aci Como a Re e finale nazionale a Pinzano

Il 38° Rally ACI Como si è confermato uno straordinario palcoscenico e uno degli appuntamenti rallistici dell’anno più importanti a livello nazionale con un record di partecipazioni e soprattutto dovuto alla grande Finale Nazionale ACI Sport Italia Rally Cup. A vincere tra i finalisti è stato Corrado Pinzano che nell’assoluta del Rally ACI Como è giunto secondo alle spalle di Alessandro Re e Mauro Turati non iscritto alla finale.

Secondo nella classifica di coppa si sono piazzati Elwis Chentre ed Elena Giovenale. L’equipaggio finalista, al debutto con la Volkswagen Polo R5, ha realizzato ottimi tempi, vincendo anche delle prove, ma di fatto non è riuscito a balzare al comando ed aggiudicarsi la coppa. Tra gli altri finalisti alla Rally Cup si sono saputi mettere in evidenza il reggiano Antonio Rusce, proveniente da un’ottima stagione nel CIRA e vincitore nella Zona 5 sulla Fabia di HK Racing insieme a Sauro Farnocchia, nel rally di Como terzo assoluto tra i finalisti.

Grande prestazione per il varesotto Riccardo Pederzani, che sorride per il primato ottenuto nella classe Under 25 affiancato da Gabriele Zanni con la Skoda Fabia R5. Soddisfazione anche per il lucchese Luca Pierotti Manuela Milli con un’altra Fabia R5, per il parmense Roberto Vescovi primo nella classe 1600 e, per il giovane elvetico Kim Daldini si presenta a Como che si conferma nella R3T con la sua Clio RS oltre per il veronese Federico Bottoni primo nella classe R3C.

Sfortuna invece per il bresciano Luca Bottarelli, navigato da Walter Pasini con la Skoda Fabia R5 che si era messo in evidenza nella prima fase della gara lariana ma poi è stato costretto a ritirarsi in seguito a una foratura. Sfortuna sul finale anche per il trentino plurititolato della Salita Christian Merli con la campionessa CIWRC Anna Tomasi che dopo una bella gara si sono girati con la Skoda Fabia R5 perdendo posizioni.

La gara di Como ha poi raccontato tante altre storie di altri protagonisti locali come Felice Re, Marco Roncoroni e Marco Silva entrambi su Skoda Fabia R5 e Paolo Porro, al debutto su i20 R5. Nella neonata Supercoppa WRC Italia la vittoria è andata al pilota di casa Kevin Gilardoni insieme a Corrado Bonato su Hyundai I20 Wrc, dopo aver lottato con l’altro lariano Corrado Fontana e Nicola Arena, sempre su I20 WRC. ma vediamo come è andata nei dettagli la gara.

Re Junior e Fontana aprono le danze

Lo spettacolo del 38° Trofeo ACI Como era ufficialmente iniziato da Piazza Cavour. Due le prove speciali disputate, la “Pian del Tivano” di 7,50 km e “Bellaggio” di 11, 25 km, che hanno emesso i primi verdetti di questa prima giornata. Comanda la classifica assoluta tra i 197 equipaggi verificati, il pilota di casa Alessandro Re insieme a Mauro Turati con la Volkswagen Polo R5. Re Junior ha preceduto con un vantaggio di 4’’1 il papà Felice, autore dello scratch sulla prima prova, sempre insieme a Mara Bariana su Skoda Fabia R5.

Primo tra i finalisti della Rally Cup, evento clou del weekend comasco, è Luca Bottarelli. Ottimo avvio per il giovane bresciano navigato da Walter Pasini con la Skoda Fabia R5 della HK Racing, alla sua prima volta sulle difficili strade lariane.

I finalisti sono stati protagonisti assoluti di questa prima giornata della 38^ edizione del Rally di Como occupando sette posizioni della top ten assoluta. Dietro a Bottarelli, infatti, a due secondi e mezzo, si piazza il biellese Corrado Pinzano insieme a Patrick Bernardi altra VW Polo R5 della PA Racing. A seguire il varesino Andrea Spataro con Gabriele Falzone, su Fabia R5 che si impone sull’aostano Elwis Chentre con Elena Giovenale con l’altra Polo R5 con i colori di PA Racing.

A seguire il sipontino Giuseppe Bergantino con la sua Skoda Fabia R5 e il pilota del CIR Asfalto Antonio Rusce con Sauro Farnocchia altra vettura boema della HK Racing. Nella top ten assoluta si inserisce l’esperto pilota locale Marco Silva che precede il pilota di Schio Efrem Bianco navigato da Dino Lamonato, altro interprete atteso tra i finalisti dell’ACI Sport Rally CUP, entrambi su Skoda Fabia R5.

Nella Supercoppa WRC Italia una prova la vince Corrado Fontana e una Kevin Gilardoni. I due con la Hyundai I20 Wrc sono separati da soli otto decimi di secondo con Fontana davanti. Terzo Mirko Paccagnella con la Ford Focus Wrc. Il doppio loop inizierà alle 9.30 con la PS Grandola “Pirelli” (5,20 km | PS4 ore 9.30 – PS7 ore 14.01) seguita dalla Corrido “Michelin” (13,70 km | PS5 ore 9.54 – PS8 ore 14.25) a chiudere la Alpe Grande “Fox Town” (8,86 km | PS6 ore 11.11 – PS9 ore 15.42). I due giri verranno intervallati dal classico riordino e assistenza di Porlezza dalle ore 12.00 alle 13.37. L’arrivo finale è previsto, sempre in piazza Cavour a Como, a partire dalle ore 17.01.

Alessandro Re al Trofeo Aci Como
Alessandro Re al Trofeo Aci Como

Gilardoni e Chentre inaugurano il Day 2 di Como

Sulla PS4 che ha aperto la seconda giornata del Rally di Como, nella Supercoppa WRC Italia miglior tempo qui di Gilardoni-Bonato, prova di casa per KEvin con 2”2 di vantaggio su Fontana-Arena, Hyundai I20 Wrc. Terzo crono qui per Puricelli-Pozzi (Citroen DS3Wrc), seguito da Paccagnella-Mometti e Fontana L.-Agnese (Hyundai i20 Wrc).

Tutti vicini i finalisti della Rally Cup ma in questa prova sono Elwis Chentre ed Elena Giovenale i piu veloci con la VW Polo R5. Secondo tempo in questa prova per Luca Bottarelli che sbaglia nei primi due tornanti con la sua Skoda Fabia R5 a 1”7.Terzo crono quindi per il biellese Corrado Pinzano con la VW Polo R5, che paga forse una scelta di gomme conservativa.

Non contento troppo Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5, quarto assoluto. Alessandro Re (VW Polo R5) è quinto ma si mantiene al top della classifica assoluta del rally comasco seguito dal padre Felice (Skoda Fabia) e da Giuseppe Bergantino (Skoda Fabia R5). Si ferma Andrea Spataro con Gabriele Falzone (Skoda Fabia R5), che tocca e si ferma senza conseguenze per l’equipaggio.

Tra i ritiri dei finalisti purtroppo quello del friulano Alessandro Beltramini, sempre Peugeot 106 e quello di Matteo Marignan (peugeot 106 N2) e di Andrea Rotondo (Mitisubishi Evo IX) per motivi di salute. Nella lotta di classe bene nella S1600 per il parmense Roberto Vescovi con la Renault Clio, mentre è il veronese Federico Bottoni tra R3C davanti.

Purtroppo arriva il ritiro di Vincenza Allotta e Loredana Ordile, in lotta tra le ladies e nella classe e R2B. La palermitana ha riscontrato noie all’idroguida della sua Renault Twingo R2B. Proprio tra le R2B è davtni il driver di Maranello Sandro Schenetti in lotta con il trentino del CIWRC Fabio Farina entrambi su Peugeot 208.

Corrado Pinzano (VW Polo R5) segna il miglior tempo sulla PS5 davanti a Chentre e Rusce ma la prova viene sospesa e percorsa in trasferimento per una toccata dell’equipaggio numero 5 composto da Efrem Bianco e Dino Lamonato alla postazione 34. Nessun problema per equipaggio ma la Skoda Fabia R5 del pilota di Schio intralcia il percorso ed ha bloccato la prova.

Foratura per Bottarelli-Pasini (Skoda Fabia R5) all’anteriore sinistra perdendo 23”. Nella Supercoppa WRC Italia segna il bis Gilardoni-Bonato (HYundai I20 Wrc) che rifila altri 7”7 alla 02′ WRC di Fontana-Arena. Sulla PS6 si registra l’uscita di strada di Bottarelli (Skoda), mentre Pinzano (VW) e Rusce (Skoda) stesso tempo.

Il più veloce è Alex Re con la Polo R5, davanti alla Skoda Fabia di papà Re. Tra i finalisti della ACI Sport Rally Cup, Pinzano-Bernardi (VW Polo R5) e Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) realizzano il medesimo tempo, mentre perde dieci secondi qui Elwis Chentre (VW Polo R5) Luca Bottarelli esce di strada con la Skoda Fabia R5 .Efrem Bianco invece ha staccato due ruote alla sua Skoda Fabia. Bene la gara di Giuseppe Bergantino con un’altra Fabia alle spalle dei primi due avversari in classe R5 a 1”2. E’ ancora Gilardoni (Hyundai I20 Wrc) che aumenta ancora il vantaggio nei confronti di Fontana (Hyundai i20 Wrc) a 9”7.

Sulla prova speciale numero 7, tra le WRC Kevin Gilardoni dimostra di conoscere bene la breve speciale che termina nella frazione di Gottro. La sua Hyundai i20 n.302 ottiene il miglior tempo in prova precedendo nuovamente Corrado Fontana e restando così al comando della generale WRC di 13”.

Nella gara comasca tra le R5, il valdostano Chentre rifila 1”5 ad Alex Re, entrambi su Polo. Chentre al momento è quarto della classifica assoluta ma è a 7”5 da Pinzano nela classifica riservata all FInale. Terzo in questa prova è proprio il biellese Pinzano, che cerca di amministrare mantenendo un giusto ritmo senza commettere errori in ottica di Finale con la sua Polo.

Quarto crono per Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5, seguito a sua volta dalle vetture R5 di Felice Re Marco Silva e MArco Roncoroni tutti su Fabia R5. Il comasco Porro (Hyundai), i finalisti Patrick Gagliasso (VW Polo) e Giuseppe Bergantino (Skoda Fabia) chiudono la top ten di questa settima prova.

La prova speciale piu’ lunga della gara si disputa in Val Cavargna vede tra le WRC Corrado Fontana, Hyundai i20 Wrc-team HMI su Gilardoni. Nell’assoluta, la prova la vince Alex Re insieme a Mauro Turati con la VW Polo R5. Qui tra i finalisti è nuovamente il biellese Pinzano il piu’ veloce e precede Chentre; Rusce chiude a 13”5.

Quinto crono per Felice Re, seguito da Paolo Porro e un’ottimo Christian Merli, settimo assoluto con la sua Skoda Fabia R5. Segnalate ferme le vetture di Giuseppe Bergantino e quella di Pierluigi Della Maggiora, entrambi su Skoda Fabia R5 ed entrambi finalisti. La causa è di tipo meccanico. Ritiro di Stefano Callegaro con la S2000 con Peugeot 207 tra la settima e l’ottava speciale.

Alla fine, con uno spunto eccezionale, Alessandro Re conferma che in casa sua vince lui, ma tra i finalisti della Italia Rally Cup, come la chiamano oggi (la bellissima Coppa Italia che fu), il successo va a Corrado Pinzano, autore di una stagione in crescendo che lo ha visto protagonista con la Skoda Fabia e vincitore con la Volkswagen Polo.

Avvincente appuntamento anche quello che ha visto la “finale” della Suzuki Rally Cup andato in scena sulle difficili strade lariane. La sfida tra le diciotto Swift R1 ha visto riunirsi in un ultimo confronto con i cronometri e gli altri trofeisti, quelli che hanno disputato la stagione nel “Girone CIR” e quelli che hanno animato il “Girone WRC”, a designare il Campione dei Campioni.

Rally Aci Como finale della Suzuki Rally Cup: vince Rivia

A vincere su tutti tra gli equipaggi a bordo dei modelli sportivi Swift 1.6 Sport R1, Swift 1.0 Boosterjet R1 oppure Racing Start e Baleno 1.0 Boosterjet, sono stati Simone Rivia e Martina Musiati che chiudono dopo le otto prove speciali con il tempo complessivo di 59’42.7. Alle spalle del parmense si piazzano Simone Goldoni e Flavio Garella con un distacco di 16.70. Terzi assoluti l’aostano Corrado Peloso e Paolo Carrucciu.

Dietro il podio del trofeo di Suzuki Italia si piazza quarto Nicola Schileo e Nicola Furnari. Soddisfatto anche il toscano Stefano Martinelli navigato da Emanuele Dinelli che occupa il quinto posto assoluto. Trasferta comasca sfortunata per il giovane Andrea Scalzotto che è stato costretto a ritirarsi proprio ad inizio seconda giornata di gara.

Trofeo Aci Como: tutte le sfide di grande successo

La resa dei conti per la Coppa ACI Sport Rally di Zona 2019 sta per andare in scena nel 38° Trofeo ACI Como, rally in arrivo nelle giornate di venerdì 25 e sabato 26 ottobre. Era annunciato come uno degli appuntamenti dell’anno e, già dalle premesse, non sembra tradire le attese.

La “Grande Finale” lariana prepara uno spettacolo senza precedenti, dato che, oltre al record di 198 vetture iscritte chiama a raccolta ben 5 finali nelle cinque validità del rally moderno e il 3° Rally Storico. La Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia 2019 infatti correrà affiancata dalla debuttante Supercoppa WRC Italia e dal tris di finali per i trofei monomarca Suzuki Rally Cup, i Trofei Renault e la Michelin Rally Cup.

Supercoppa WRC Italia: gli sfidanti

In testa ai 200 partenti ci saranno le World Rally Car, 5 tra le migliori vetture da rally che si sfideranno per il nuovo trofeo a loro dedicato. Dopo aver rappresentato per anni il round decisivo per il Campionato Italiano WRC, infatti Como tornerà ad offrire un titolo alle regine dei rally. Tra i più quotati per la vittoria della #SupercoppaWRC c’è necessariamente il padrone di casa Corrado Fontana, ospite al Driver di Como, vincitore dell’ultima edizione ma, soprattutto, recordman con 7 firme sull’albo d’oro del Trofeo ACI Como.

Il comasco proverà a riscattare una stagione 2019 fin qui da dimenticare sempre in coppia con Nicola Arena su Hyundai i20 NG WRC di HMI. L’altra coreana del team verrà affidata a Kevin Gilardoni, insieme a Corrado Bonato, anche lui sulle strade che conosce meglio per provare a completare l’opera iniziata 12 mesi fa, sempre a Como sulla stessa WRC. Completa il tris di Hyundai WRC papà Luigi Fontana con Giovanni Agnese alla destra. Quindi un altro lariano come Marco Paccagnella correrà su Ford Focus WRC affiancato da Roberto Mometti, completa il gruppo l’elvetico Mirko Puricelli con Domenico Pozzi su Citroen DS3 WRC.

Lotte tra titani: ecco gli outsiders

Diversi anche gli outsider di R5 che correranno solamente per la classifica di gara e non per la Coppa. A fare gli onori di casa i lariani Paolo Porro, al debutto su i20 R5 di Promo Racing Team, oltre ai Re al completo con Alessandro su Polo e papà Felice su Fabia. Occhio anche al trentino Christian Merli, dopo il doppio successo nazionale ed europeo in salita è pronto a dare spettacolo al debutto sulla Fabia di PA Racing insieme alla campionessa del CIWRC Anna Tomasi.

I protagonisti delle Coppa Rally Zona: ecco le sfide

In totale saranno 70 i finalisti divisi tra le 16 sfide di classe oltre alle categorie Assoluta, Under 25, Over55 e Femminile, Scuderie quindi la battaglia interregionale tra le Squadre Delegazioni Regionali per la quale ogni territorio partecipante alla Finale può selezionare un team di 5 equipaggi e concorrere al titolo. L’elenco iscritti fa impressione soprattutto guardando le R5, ben 30 in corsa per la vetta, la metà di queste a caccia della vittoria “Assoluta” per la #CRZ.

Tra i più attesi c’è il vincitore della Coppa ACI Sport R5 nel CIWRC Corrado Pinzano sulla Volkswagen Polo di PA Racing, la stessa con la quale il biellese ha chiuso con successo la Zona 3 al Rally Due Valli. A sfidarlo nuovamente proprio chi ha vinto l’assoluta di Zona, vale a dire il pilota di Schio Efrem Bianco sulla Skoda Fabia R5 della DP Autosport. Tra i big anche Antonio Rusce, in arrivo da un’ottima stagione nel CIRA e vincitore nella Zona 5 sulla Fabia di HK Racing. Dalla Zona 1 il valdostano Elwis Chentre che debutterà sulla seconda Polo di PA Racing.

Formazione al completo in R5 per Piemonte e Valle d’Aosta che portano a Como anche gli altri due top driver dell’assoluta: il piemontese Patrick Gagliasso, anche lui al debutto su Polo e il bresciano Luca Bottarelli, in corsa anche per l’Under25, sempre più in confidenza con la R5 boema di HK. Due i portabandiera per la Zona 2 con il varesino Andrea Spataro su Fabia come l’altro varesotto Riccardo Pederzani, anche lui candidato per l’U25.

L’unico nome dalla Zona 4 per l’assoluta sarà Claudio De Cecco su Hyundai i20, mentre il centro Italia dalla Zona 6 vanterà la presenza delle due Skoda dei lucchesi Luca Pierotti e Pierluigi Della Maggiora. In occasione della Finale salirà su una R5 il miglior giovane della “sesta” Matteo Ciolli, al debutto sulla Fiesta.

Ben rappresentato anche il Sud con il salernitano vincitore “settima” Gianluca D’Alto su altra vettura ceca come il sipontino Giuseppe Bergantino. Completa il gruppo di candidati per l’Assoluta il selargino Auro Siddi, vincitore in Sardegna, anche lui su una delle 20 Skoda Fabia attese in Piazza Cavour.

Tutte le lotte di classe tra i finalisti

Correrà tra le Super 2000 il vincitore di Zona 4 Stefano Callegaro su Peugeot 207, mentre per la Super 1600 sarà duello tra le Renault Clio di Fabrizio Giovanella e del vincitore di Coppa nel CIWRC l’emiliano Roberto Vescovi. In RGT Roberto Gobbin si candida per la Coppa Over 55 sulla Fiat Abarth 124, mentre Andrea Rotondo su Mitsubishi Lancer Evo IX è chiamato al confronto tra le altre “integrali” per il vertice in N4. Tra le R3T il giovane elvetico Kim Daldini si presenta a Como in cerca di conferme sulla Renault Clio RS.

Sarà una sfida alla pari in classe R3C, per la quale molti punteranno al successo, tutti al volante di Renault Clio e in corsa per il monomarca francese. La vittoria nella CRZ sarà questione aperta tra il trentunenne veronese Federico Bottoni, già vincitore del Trofeo Renault Clio Top, il vicentino Gianluca Quaderno dalla Zona 1, il lucchese Claudio Fanucchi dalla Zona 6, il padovano Renzo Rampazzo dalla Zona 4, il messinese Andrea Nastasi in gara anche per l’assoluta dopo l’exploit in Sicilia e il giovane Michele Della Maddalena candidato anche in Under25.

Tra i migliori giovani della Coppa proverà a farsi spazio Attilio Martinelli, che lui dopo aver superato le qualificazioni in veneto, stessa Zona del pilota di Feltre Stefano Saioni iscritto per l’Over55. Completa la flotta di Renault Martina Fasoli alla ricerca del successo nel Femminile.

Sempre in corsa tra le ladies ma in classe R2B ci saranno la palermitana proveniente dallo slalom Vincenza Allotta, quindi da Sondrio Sara Micheletti, entrambesu Peugeot 208. Duello al Femminile anche tra le A2 con la friulana Arianna Doriguzzi Bratta a sfidare la versiliese Giulia Serafini nel confronto tra Peugeot 106.

Il driver di Maranello Sandro Schenetti se la vedrà con il trentino del CIWRCFabio Farina su Peugeot 208 per la vittoria di classe R2B. Tre Renault Clio si lanceranno verso il primato in A7, quella del siciliano Nazareno Pellitteri, del reggiano Aldo Fontani e di Federico Petracca. Sempre su Clio anche il ventenne emiliano Davide Gianaroli dalla Zona 5 per puntare all’25 e Giampaolo Moreno Fosci qualificato per l’Assoluta in Sardegna.

Si prospetta piuttosto combattuta anche la classe N3 della CRZ. Se la giocheranno il trapanese Cesare Cassarà, il giovane di Sondrio Moreno Cambiaghi, il cuneese Alain Cittadino, oltre al ciociaro Michele Campagna che ha strappato anche il podio assoluto nella zona a Sud. Quindi in N3 il veneto Stefano Marangon e Leonardo Santoni dalla Zona 6. Stessa vettura anche per il nisseno Giovanni Marco Lanzalaco qualificato anche per l’Under25.

Lotta aperta in A6 dove l’astigiano Vincenzo Torchio su Citroen Saxo sfiderà la flotta di Peugeot 106. Molto quotato il trevigiano vincitore di classe nel CIWRC Ivan Stival, oltre al messinese Michele Coriglie, il friulano Alessandro Beltramini e il bergamascoCristian Gherardi.

Nella classe RSTB 1.6 proverà a dire la sua Pietro Paolo Massaro su 207, mentre con Citroen C2 Andrea Passalacqua punta il primato in classe RS 1.6 Plus.

Triplice veste per l’astigiano Erwin Amerio assoluta, in classe A5 e nell’U25 che correrà con la Peugeot 106 contro il messinese Carlo Nazzari, il driver di Lecco Sergio Brambilla e Loris Zanardo tutti su 106 mentre Mario Viotti sarà al volante di Rover MG ZR 103.

Sulle strade lariane, lotta attesa anche in classe N2 tra le 106 del Leone capitanate dall’astigiano Paolo Iraldi opposto a Matteo Marignan, Roberto Mignani, Lenny Zanier e il pilota di Brentino Belluno Manuele Stella.

I nomi da seguire a bordo di 106 aumentano con i candidati per l’N1: il veronese Mirco Avesani, l’agrigentino Andrea Di Caro Catarratto, entrambi in lotta anche per l’Under 25 e l’esperto pilota di Carrara Augusto Favero in lizza per l’Over. Sempre tra i giovani della Coppa U25 si aggiunge Alex Santellani. Sarà duello su Fiat per l’A0 tra Enzo Oliani dalla Zona 6 su Seicento e Paolo Terrando dalla Zona 1 su Cinquecento.

CIR, Crugnola e Ometto ‘reucci’ del Rally Due Valli

La manifestazione organizzata dall’Automobile Club Verona ha disputato questa mattina lo shakedown ad Illasi, dove si sono subito accese le scintille tra Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) e Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5 MkII), due dei quattro piloti in lizza per lo scettro tricolore e attesi per la vittoria.

Il pilota varesino, tornato al volante della vettura di Wolfsburg dopo un’assenza che perdurava dallo scorso Rally Targa Florio è parso particolarmente in forma e ha segnato il miglior tempo in tre dei cinque passaggi, ma ovviamente i conti dovrà farli anche con Basso-Granai (Skoda Fabia R5) e Rossetti-Mori (Citroen C3 R5), attualmente al primo e secondo posto della graduatoria tricolore.

La pattuglia dei veronesi sarà capitanata da Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 R5 New Generation) e Zantedeschi-Righetti, questi ultimi al debutto in classe R5 con la Skoda Fabia R5 di Munaretto nella gara di casa. I concorrenti del Campionato Italiano Rally saliranno subito in Lessinia per una doppia ripetizione della prova di “Erbezzo” (22,38km). Prova che ritorna come per il 2018.

Sarà la prova più lunga del Rally Due Valli 2019 e sicuramente una delle più affascinanti. Partenza da Cappella Fasani in salita, con primo tratto stretto, tortuoso e in attraversamento ad alcune tipiche contrade della Lessinia.

Spettacolare doppio bivio ad Erbezzo, il primo nei pressi della “Pizzeria da Nico”, stretto cambiostrada verso destra da strada stretta a larga, il secondo nell’imperdibile tornante sinistro nei pressi dell’abitato di Erbezzo, da strada larga a strada stretta e in zona altamente panoramica. La parte centrale piuttosto veloce fino a Passo Fittanze, dove la prova torna su strada stretta per l’ultima parte in salita e poi la discesa, in un paesaggio lunare, fino all’arrivo di Ebezzo. Prova da non predere.

Andrea Crugnola dà la zampata iniziale

Dopo le prime due prove, i due passaggi sulla lunga prova di Erbezzo, il 37. Rally Due Valli ha già espresso una classifica ben delineata. Al comando della classifica c’è infatti Andrea Crugnola che partito fortissimo, con la sua VW Polo R5 divisa con Pietro Ometto, ha chiuso con un vantaggio già importante, oltre 15″, sui suoi più diretti inseguitori. Ad inseguire Crugnola a 15’’4 è Giandomenico Basso.

Il trevigiano insieme a Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5 è in lotta strettissima con Simone Campedelli, in corsa con la Ford Fiesta R5 dell’Orange 1 Team che chiude terzo a soli 4 decimi dal secondo posto. Quarto l’altro attore della lotta per il tricolore rally, Luca Rossetti in coppia con Eleonora Mori sulla Citroen C3 R5. Il pordenonese non si è al momento trovato a suo agio con l’assetto deliberato che al momento nono si è rivelato efficace.

Oltre ai quattro equipaggi in lotta per il titolo tricolore a completare la top ten provvisoria compaiono i nomi del pilota di casa Luca Bottarelli, Skoda Fabia, Giacomo Scattolon, Hyundai I20, e di Antonio Rusce, anche lui su Skoda Fabia.  Seguono il pilota di casa Luca Hoelbling, Hyundai I20 e Alessio Profeta, Skoda Fabia. Tra le vetture R2 al momento è decimo assoluto Michele Griso con la Peugeot 208 davanti al toscano Tommaso Ciuffi, in gara con la 208 ufficiale di Peugeot Italia. Tra i trofeisti del Suzuki Rally Cup, al momento comanda saldamente il giovane Andrea Scalzotto, in lotta con le Swift R1 di Poggio e Peloso.

Per chiudere la giornata, davanti ad un pubblico particolarmente folto è andata in scena la prova speciale spettacolo che chiude la prima giornata di questo 37°Rally Due Valli. Di fatto, la speciale numero 3 ha confermato i valori già espressi dai big del tricolore nelle due prove di Erbezzo e, in particolare ha riaffermato con forza la velocità di Crugnola. Tre su tre, le prove vinte oggi dal varesino, con la VW Polo R5 divisa con il veneto Pietro Elia Ometto, compresa la prova speciale spettacolo.

Alle spalle del pilota della Gass Racing si è piazzato questa sera il cesenate Simone Campedelli che con la sua Ford FIesta R5 di Orange 1 Racing ha preceduto Giandomenico Basso e la Skoda Fabia R5. Il trevigiano prima di questa prova era secondo di soli quattro decimi di secondo su Campedelli e domani dovrà attaccare.  

Tra i pretendenti al tricolore, Rossetti e la Citroen C3 R5 restano all quarto posto, a 22’3 dalla vetta. Restano invariate anche le le posizioni che completano la top ten. In aggiunta da sottolineare che tra le Swift R1 restano al comando nel trofeo Suzuki l’equipaggio Scalzotto-Cazzador davanti alla Swift  Boosterjet di Poggio-Briano, mentre nella sfida femminile di questa sera Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T termina davanti alla Peugeot 208 di Patrizia Perosino.

Classifica dopo PS3

1. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) in 29’37.1 ; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 16.7 ; Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 18.9; 3. ; 4. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 22.3; 5.Bottarelli-Pasini (Skoda Fabia R5) a 1’04.7 ;6. Scattolon-Nobili (Hyundai I20Ng R5) a 1’07.3; 6 7. Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 117.9;  8. Hoelbling-Fiorini (Hyundai I20Ng R5) a 2’05.5; 9. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia R5) a 1’59.6; 10. Griso-De Guio (Peugeot 208 R2) a 2’49.5

Simone Campedelli al Rally Due Valli
Simone Campedelli al Rally Due Valli

Scattata il day 2 del Rally Due Valli dopo lo show della prima giornata dove a dominare è stato Andrea Crugnola. Ripartiti con la prova di Roncà, qui è Simone Campedelli (Ford Fiesta R5) realizza il tempo di 6’55.9 davanti ad Andrea Crugnola con la VW POlo GTI R5 ed a Luca Rossetti a 2”8 con la Citroen C3.Quarto crono per Basso su Skoda Fabia a 4”5 da Campedelli.

Sui oltre 21 chilometri della “Cà del Diaolo”, prova difficile e decisiva, è Andrea Crugnola il più veloce con il tempo di 13’29”3 davanti a Campedelli (a 5”7) e Basso (a 5”8). In questa prova, il cesenate di Orange 1 Racing e il trevigiano della Loran sono separati da un solo decimo di secondo. Rossetti attardato a 9”2 dal primo. In questa prova il siciliano Alessio Profeta fora alla sua Skoda Fabia R5 e si deve fermare.

Luca Rossetti ed Eleonora Mori al Rally Due Valli
Luca Rossetti ed Eleonora Mori al Rally Due Valli

Questi i commenti a caldo dallo stop della PS5

Andrea Crugnola (VW Polo R5): “Sono sorpreso, abbiamo trovato in alcuni punti un pò umido, il ritmo meglio della prima prova di stamattina.”14’29.3

Simone Campedelli (Ford Fiesta R5): “Roncà ho trovato tanto grip, qua invece più viscido”14’35

Giandomenico Basso (Skoda Fabia R5): “Ho cercato di guidare il meglio possibile, mi sono tenuto per risparmiare la gomma” 14’35.1

Luca Rossetti (Citroen C3 R5): “Tutto ok.”14’38.5

Luca Bottarelli (Skoda Fabia R5): “Buon passo! Bella siamo contenti!” 14’48

Antonio Rusce (Skoda Fabia R5): “Prima prova senza problemi, corsa come si deve. Questa mi è piaciuta molto. C’è ancora tanto da correre” 14’56.8

Giacomo Scattolon (Hyundai I20 NG R5): “Una prova lunga e parecchi tagli. Bisogna stare attenti Non abbiamo risolto sul posteriore. Vediamo di fare qualche modifca e migliorare” 15’03.9

Michele Griso (Peugeot 208 R2B): “Bene. Ieri eravamo a palla oggi un po’ meno”

Tommaso Ciuffi (Peugeot 208 R2B): “Abbiamo fatto una prova precisa senza forzare”

Davide Nicelli (Peugeot 208 R2)B: “Faccio e mi scivola tanto, ma non molliamo”

Giorgio Cogni: (Peugeot 208 R2B): “Abbastanza bene ma c’è ancora da lavorare”

Daniele Campanaro (Ford Fiesta R1): “Freni incandescenti. La prova bene,cerchiamo di mantenere il ritmo”

Andrea Scalzotto (Suzuki Swift R1): “Siamo contenti, non siamo pienamente soddisfatti di questa prova”

Andrea Crugnola al Rally Due Valli
Andrea Crugnola al Rally Due Valli

Il driver di Varese allunga in testa alla classifica

Sulla “Santissima Trinità 1”, prova numero 6, Crugnola ed Ometto con la VW Polo GTI R5 segnano il tempo di 8’01.8 e allungano le distanze dagli altri contendenti al titolo tricolore. Si conferma al secondo posto in prova e nel’assoluta la Ford Fiesta R5 di Campedelli-Canton mentre ancora terzo l’equipaggio Basso-Granai con la Skoda Fabia R5.

Luca Rossetti ed Eleonora Mori perdono terreno e minuti importanti a causa di una doppia foratura. La Citroen C3 R5 e Rossetti sono adesso in settima posizione assoluta a 4’18.1 da Crugnola.

Bene invece Luca Bottarelli navigato da Walter Pasini che realizza il quarto crono a bordo di una Skoda Fabia, seguito a sua volta dal pavese Giacomo Scattolon insieme a Matteo Nobili con la Hyundai I20 NG R5. Una buona gara la sta correndo anche Antonio Rusce navigato da Sauro Farnocchia con una Skoda Fabia R5, ancora sesto assoluto.

Alle sue spalle bravi le 208 capitanate dal pilota locale Michele Griso navigato da Elia De Guio e dal pilota ufficiale Peugeot Tommaso Ciuffi con Nicolò Gonella. Finora ricapitolando sono cinque le prove vinte da Andrea Crugnola e una da Simone Campedelli.

Crugnola prosegue con il proprio passo e vince anche la prova numero 7 di 11, 19 km. Il varesino e la Volkswagen Polo aumentano il distacco nella classifica generale portandolo a 26”9 da Campedelli e a 35”3 da Basso.

I due contendenti al tricolore rally mantengono le proprie posizioni sia in prova sia nella classifica assoluta. Si mantiene quarto assoluto il bresciano Luca Bottarelli seguito da Luca Rossetti che chiude questa prova a 5”5 da Crugnola.

Crugnola, Ometto e la Volkswagen Polo della HK Racing sono velocissimi anche sul secondo passaggio, la PS8 Roncà unica prova dove Campedelli, Canton e la Ford Fiesta R5 si erano imposto questa mattina.

Dunque, secondo tempo per il pilota di Orange 1 Racing, seguito da vicino dal trevigiano Giandomenico Basso con la Skoda Fabia della Loran. Rossetti e la sua C3 R5 realizza il quarto tempo davanti a Bottarelli (Skoda), Rusce (Skoda) e Scattolon (Hyundai). Sono questi i principali nomi che occupano le postazioni della top ten.

Poi, sulla PS9 arriva la prima vittoria in prova per Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5 sui 21, 33 km della “Cà del Diaolo 2″. Basso chiude con 14’32.8 davanti a Crugnola (VW Polo R5) di 1”9 e di 2”9 su Campedelli (Ford Fiesta R5). Quarto tempo in prova per Luca Rossetti, con la C3 a cinque secondi netti dal primo.

Dunque riepilogando: sette le prove vinte da Crugnola, una da Campedelli e una da Basso. Giacomo Scattolon fa meglio di Luca Bottarelli di 1”4, seguiti da Rusce e Hoelbling, altra Hyundai.Prosegue anche la lotta tra le vetture R2 dove Griso chiude la prova davanti al toscano Ciuffi rifilandogli sei secondi.

A Verona nel frattempo Corrado Pinzano vince il Rally Due Valli 2019 valido per la Coppa Rally di Zona. Una gara sicuramente impegnativa e particolarmente travagliata, ma il driver biellese la spunta sulla VW Polo GTI R5 davanti a Bianco (Skoda Fabia R5) e Cocco (Skoda Fabia R5).

Disputata anche la penultima prova del Rally Due Valli, la Santissima Trinità 2, dove sono Campedelli e la Ford Fiesta R5 a segnare il miglior tempo di 8’00. Alle spalle del cesenate si piazza Basso con la Skoda Fabia dietro di 3”4. Terzo crono qui per Rossetti con la Citron a 7”4. Crugnola è quarto in questa prova, è evidente che ha deciso di non prendere rischi inutili e amministrare, e resta al comando dell’assoluta con 18”8 di vantaggio su Campedelli.

Un successo che ripaga un grande impegno

Vincono, anzi stravincono, Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto con la loro VW Polo R5 dell’HK Racing , in un 37.Rally Due Valli , gara organizzata da AC Verona, che rimescola ancora di più le carte nella corsa alla conquista del tricolore, apertissima, con ancora quattro piloti Crugnola, appunto, e poi Basso, Campedelli e Rossetti in grado di aggiudicarsi il titolo quando al termine manca solamente una gara su terra, il Tuscan Rewind in programma dal 22 al 24 novembre.

Ma la gara veronese ha detto molto di più, ad esempio che il binomio Crugnola, Polo, funziona alla perfezione con il pilota di Varese che è stato al comando fin dall’inizio lasciando agli altri solamente le briciole. Alle sue spalle hanno chiuso Simone Campedelli, in coppia con Tania Canton sulla Ford Fiesta R5 dell’Orange 1 Racing, mentre a chiudere il podio hanno terminato Giandomenico Basso, in coppia con Lorenzo Granai su una Skoda Fabia R5 della Loran.

Sia il romagnolo della Ford che il veneto della Skoda sono stati comunque sempre lontani dai tempi realizzati dal primo, lottando un po’ tra loro per la seconda piazza con Campedelli che alla fine ha avuto la meglio. Sfortuna per Luca Rossetti e per Eleonora Mori, con una doppia foratura patita dalla propria Citroen C3 R5 ufficiale, che ha ricacciato indietro il friulano per più di metà gara in lotta per il podio in settima posizione.

Buone le gare del bresciano Luca Bottarelli in coppia con Walter Pasini, Skoda Fabia R5, terminato quarto, quella del reggiano Antonio Rusce in coppia con Sauro Farnocchia, su Skoda Fabia quinti alla fine, e quella del pilota di Voghera, Giacomo Scattolon, in coppia con Matteo Nobili, Hyundai I20 NG R5. Bella prestazione per il veneto Michele Griso, ottavo assoluto, su la 208 divisa con Elia De Guio, aggiudicandosi l’appuntamento valido per il Peugeot Competition.

Ma il 37°Rally Due Valli ha anche regalato a due equipaggi due titoli tricolori. Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, sulla Peugeot 208 R2 della filiale italiana della casa francese, hanno infatti conquistato il titolo di Campioni Italiani 2RM.

Il pilota fiorentino in coppia con il navigatore piemontese, originario di Santo Stefano Belbo, ha dominato il campionato vincendo tra gli iscritti alla serie tricolore tutti e sei gli appuntamenti in calendario. Un altro toscano, Daniele Campanaro in coppia con Irene Porcu, Ford Fiesta R1, si è invece aggiudicato il Campionato Italiano R1, anche lui al termine di una stagione a lungo dominata. Nel Suzuki Rally Cup Girone GIR, grande gara a Verona, per Andrea Scalzotto davanti alle Swift R1 di Fabio Poggio e gli altri due principali avversari Simone Rivia e Corrado Peloso.

Ivan Ferrarotti in volata tra le Clio

Finale in volata per il Trofeo Clio R3 Top nel 37° Rally Due Valli: a conquistare la vittoria è Ivan Ferrarotti, affiancato da Manuel Fenoli (B.R.T. Best Racing Team), non senza aver dovuto faticare e dando del lavoro extra alla propria squadra.

Una uscita di strada nel corso proprio della prima speciale aveva infatti rischiato di compromettere la trasferta veronese. Con un serrato lavoro notturno la Gima Autosport ha consentito a Ferrarotti di riprendere il via nella seconda giornata di gara, pur avendo saltato due PS. Da parte sua il pilota ha dato il massimo per recuperare prova dopo prova il ritardo accumulato da Luca Fiorenti, affiancato da Nicola Doglio (Leonessa Corse), riuscendo gradualmente a portarsi al comando della classifica del trofeo e chiudendo al secondo posto assoluto fra le R3.

La vittoria conquistata da Ferrarotti, che quest’anno ha puntato sul Clio R3T Trophy France, gli consente di conquistare il secondo posto nella classifica del trofeo alle spalle di Federico Bottoni e della sua navigatrice Daiana Ramacciotti che avevano già messo il sigillo sul trofeo con una gara di anticipo e che nel weekend veronese hanno invece puntato sul Trofeo R3 Open, conquistandone la vittoria.

Classifica assoluta

1. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) in 1:44’27.3; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 11.6; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 26.3; 4. Bottarelli-Pasini (Skoda Fabia R5) a 2’02.3 ;5. Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 3’41.4; 6.Scattolon-Nobili (Hyundai I20Ng R5) a 3’47.4;7. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 4’29.2; 7 8. Griso-De Guio (Peugeot 208 R2) a 10’40.6; 9. Ciuffi-Gonella (Peugeot 208 R2B) a 10’44.1; 10. Guglielmini-Giorgio (Peugeot 208 R2B) a 11’25.8

CIR ASSOLUTO: Basso 84,50; Campedelli 68,75; Crugnola 67,25; Rossetti 65,50

CIR DUE RUOTE MOTRICI: Ciuffi 75; Nicelli 56; Perosino 45;  Trevisani 38; Perosino

CIR ASFALTO: Crugnola 75; Rusce 50

CIR COSTRUTTORI: Ford 75.50; Citroen 68.25

Corrado Pinzano al Due Valli sulla VW Polo GTI R5 PA Racing

La PA Racing ha presentato ieri nella sua sede le Volkswagen Polo R5 che vanno ad aggiungersi alle Skoda Fabia nel ricco parco auto del team bergamasco. Le vetture – che sono poi gli esemplari portati in Italia da Luca Pedersoli – hanno già debuttato: una la ha avuta Rudy Michelini al Rally di Pistoia, e il toscano l’ha subito portata alla prima vittoria assoluta in Italia della R5 tedesca.

In questo weekend la Polo R5 marchiata PA Racing sarà al via del Rally Due Valli con Corrado Pinzano. Il pilota biellese sarà uno dei protagonisti della gara di Coppa Rally di Zona a margine dell’ultimo appuntamento su asfalto del CIR, che promette di essere molto appassionante visto che vedrà al via numerosi aspiranti al “pass” di qualificazione per la finale di Como della Coppa Rally di Zona (fra gli altri Andrea Carella, Efrem Bianco, Roberto Vescovi, Federico Bottoni).

A proposito della finale di Como, tutte e nove le zone sono state vinte da piloti con le Skoda Fabia R5 (in ordine di zona: Elwis Chentre, Mauro Miele, Marco Signor, Antonio Rusce, Fabio Pinelli, Gianluca D’Alto, Carmelo Galipò, Auro Siddi più il vincitore della terza zona che verrà deciso a Verona ma sarà comunque un pilota Skoda (ai primi tre posti utili ci sono nell’ordine Efrem Bianco, Corrado Pinzano e Andrea Carella).

Ma a Como più di uno dei finalisti cambierà vettura, con – probabilmente – le due VW Polo della PA Racing affidate a Pinzano e Chentre.

Petter Solberg eterno vincitore, suo il WRC2 in Galles

Petter Solberg, Campione del mondo Rally 2003, ha concluso la sua spettacolare carriera con la vittoria nella classe WRC2 nel Rally del Galles GB: uno dei suoi terreni di caccia di maggior successo, visto che in passato il norvegese ha ottenuto ben quattro vittorie sui fanghi gallesi. Per il suo gran finale a livello mondiale, il 44enne si è fatto ancora una volta affi-ancare dal suo co-pilota di tante battaglie sportive, quel Phil Mills, che lo ha anche accompagnato al titolo mondiale del 2003 con Subaru.

A rendere l’occasione ancora più speciale è stato un incrocio di attimi ed un team da condividere. A Solberg Sr. si è affiancato Oliver Solberg, sulla seconda auto del team. Per il 18enne è stato il debutto iridato assoluto. Entrambe le Volkswagen Polo R5, gestite dal team della famiglia Solberg, utilizzavano pneumatici Pirelli, che sono sempre stati compagni durante la carriera del norvegese.

Tale padre, tale figlio

Petter Solberg è stato uno dei piloti gommati Pirelli più affermati, vincendo con il marchio italiano 13 rally iridati nei suoi oltre vent’anni di carriera. Due decenni in cui è rimasto strettamente legato a Pirelli: una tradizione che ora è stata tramandata anche a suo figlio Oliver, che ha anche iniziato la sua carriera professionale con pneumatici Pirelli. Infatti, Oliver, che all’epoca aveva solo 16 anni, ha fatto il suo debutto con una WRC con Pirelli due anni fa al Motor Show di Bologna, dove ha guidato una Ford Fiesta WRC.

Mentre Petter ha vinto la classe WRC2 in Galles, Oliver non è stato così fortunato, avendo sofferto di problemi meccanici durante i primi due giorni. Alla fine della gara, il responsabile dell’attività rally di Pirelli Terenzio Testoni ha consegnato a Petter uno speciale pneumatico Pirelli da F1, a esprimere la gratitudine di Pirelli per l’incredibile carriera di Solberg Sr. – che ha vinto ovunque, dai rally al rallycross.

Terenzio Testoni, rally activity manager Pirelli, ha così commentato. “È stato un fine settimana incredibilmente emozionante in Galles per tutti noi di Pirelli: si è segnata la fine della brillante carriera di Petter come pilota e celebriamo l’inizio della carriera di Oliver nel WRC. Per Petter concludere qui la carriera con una grande vittoria è stato sicuramente il modo più bello per farlo, e siamo straordinariamente orgogliosi di tutto ciò che abbiamo ottenuto insieme nel corso de-gli anni. Certo, non sarà l’ultima volta che avremo Petter vicino a noi, dato che sono sicuro che sarà una presenza molto evidente nella carriera di Oliver, che si è già dimostrato un giovane molto promettente con tanto talento e velocità.”

Il Rally Città di Pistoia promuove Rudy Michelini

Un dominio annunciato, previsto, che poi sulla strada si è tradotto in certezza già dai primi metri di gara. Il lucchese Rudy Michelini si è aggiudicato in scioltezza il 40° Rally Città di Pistoia, di fatto siglando il poker di allori alla gara organizzata dalla Pistoia Corse in collaborazione con l’ACI Pistoia, corsa tra il pomeriggio di ieri ed oggi, atto finale della Coppa Rally di 6^ Zona a coefficiente 1,5, oltre che per il Trofeo Rally Toscano e per i Trofei Renault e Peugeot.

C’era molta attesa, per la gara, che quest’anno ha raggiunto un traguardo importante, i quaranta anni ininterrotti di sport, festeggiati con un plateau di vetture di alto profilo, portate in gara da piloti “di nome” in ambito regionale. Una gara dominata dall’inizio alla fine, per Michelini, affiancato da Michele Perna, al debutto con una performante VolksWagen Polo R5, per una prestazione dunque che assume un alto valore, proprio perché ottenuta con i forti dubbi dati dal non conoscere la vettura, presa in consegna sabato mattina.

Michelini ha vinto la prima prova di forza per poi allungare sensibilmente ad ogni occasione cronometrata, lasciandosi alle spalle una accesa bagarre. Una bagarre anche spettacolare, che ha visto protagonisti soprattutto lo svizzero Federico Della Casa, con Domenico Pozzi alle note (Skoda Fabia R5) ed il montecatinese Paolo Moricci, in coppia con il fido Garavaldi, sulla Hyundai i 20 R5.

Specie nella seconda parte di gara di oggi hanno ingaggiato uno spettacolare duello sul filo di secondi, ed alla fine la medaglia d’argento l’ha fatta sua Della Casa, che ha saputo tenere ben saldi i nervi vedendo gli attacchi di Moricci, uno che sulle strade pistoiesi si è sempre esaltato con risultati di alto profilo.

Fuori dal podio, quarto, ha finto con ampio merito il giovane locale Matteo Ciolli, al via – affiancato da Alessio Migliorati – con una Ford Fiesta R5, la vettura più “vecchia” del lotto di “supercar” al via, sulla quale è montato per la terza volta in carriera. Un avvio di gara arrembante per Ciolli, sempre nel vivo della classifica di vertice, pur con qualche difficoltà nella fase centrale della domenica, con una crisi di gomme durante la sesta prova, il primo giro della selettiva “Casore”, nonostante la quale ha saputo reagire per andare a cogliere il miglior risultato della sua breve carriera rallistica, portando così con onore il vessillo pistoiese.

Quinta posizione assoluta acquisita all’ultimo tuffo dall’altro valdinievolino Fabio Pinelli, che si è aggiudicato matematicamente la Coppa di Zona. Al via con la Hyundai i 20 R5 ed affiancato da Mancini, Pinelli non ha mai forzato, proprio pensando in ottica di Campionato, un alloro che va ad aggiungersi a quello regionale conquistato l’anno scorso. Pinelli ha “ereditato la posizione da top fine da Luca Artino, in coppia con Gabelloni, anche loro alla prima gara con una Polo R5.

Fermi dalla scorsa primavera, dopo un avvio “di studio” hanno saputo ben interpretare la vettura tedesca finendo l’impegno in progressione, suggellato da parziali cronometrici di valore, per poi però chiudere ottavi avendo rallentato nel finale di gara optando per una scelta di cautela per una gara in cui volevano accarezzare la bandiera a scacchi.

Sesta posizione finale per il gentleman lucchese Pierluigi Della Maggiora (Skoda Fabia R5), settimo il lariano Jacopo Civelli, anche lui con una Fabia R5, alla sua prima esperienza a Pistoia. Con Artino dunque ottavo, la nona posizione è stata incamerata dal monsummanese Andrea Lenzi, anche lui al debutto con la vettura che aveva a disposizione, l’ennesima Skoda Fabia, condivisa con Rosignoli, fornendo una prestazione in crescendo di sensazioni e di riscontri cronometrici.

Top ten chiusa dal fiorentino Nicola Fiore, con Tondini (Skoda Fabia R5) e Gruppo N (le vetture derivate dalla serie) in mano ad un altro Lenzi, il fratello Simone, con al fianco Cerone, sulla Mitsubishi Lancer Evolution, mentre la tra le “due ruote motrici” ha sorriso il duo lucchese Panzani-Grilli (Renault Clio R3), anche primi del Trofeo Renault Clio Open. Per tre quarti di gara, tra le “tuttoavanti” aveva comandato la Peugeot 208 R2 dei pistoiesi Paperini-Fruini, poi fermati da un incidente a Casore (PS 6).

Tra i pistoiesi che hanno messo una bella firma sul “Pistoia, c’è anche Andrea Maglioni, di Montale, già grande protagonista del Campionato IRCup, che lo ha visto tra i vincitori di categoria. Con la sua Peugeot 106 rally, affiancato dal senese Alfieri, ha letteralmente dominato la classe N2, con ottimi riscontri cronometrici.

Un festeggiamento, quello del quarantennale della gara, passato anche dalla novità inserita delle vetture storiche, la cui vittoria anche in questo caso parla “tedesco”, con la Golf GTI di Pierucci-Sanesi prima davanti al pari modello di Gasperetti-Mischi, staccati di oltre un minuto. Terza piazza per la Opel Manta GTE di Federici-Canigiani.

WRC, Rally GB: Ott Tanak fa il pieno con gara e power stage

Kris Meeke chiarisce subito a tutti le sue intenzioni vincendo lo shakedown del Rally GB. Nella prova del WRC più vicina a casa sua, l’Ulsterman ha guidato la sua Toyota Yaris attraverso la sdrucciolevole prova di 4,90 chilometri su strada di ghiaia Gwydir con il miglior tempo, più di un secondo di distanza da un gruppo di cinque piloti racchiusi in tre decimi.

Meeke e l’eroe di casa Elfyn Evans, tornando dopo un’assenza di tre rally con un infortunio alla schiena, hanno siglato il tempo più veloce nel primo passaggio. Meeke ha fissato il tempo di riferimento nella sua seconda delle tre manche in quanto il grip era leggermente migliorato.

Evans, alla guida di una Ford Fiesta, e i compagni di squadra della Citroën C3 Esapekka Lappi e Sébastien Ogier hanno fatto segnare il secondo miglior tempo più veloce. Erano a 1″1 secondi dal benchmark di Meeke, mentre Teemu Suninen ha completato la top five con la sua Fiesta, un ulteriore decimo dietro.

Fuori dal gruppo di testa, Thierry Neuville era sesto, il belga a soli 1″4 dal ritmo di Meeke. Il leader del campionato Ott Tänak è sceso di 2″3 secondi all’ottavo posto del suo compagno di squadra. L’eroe di Hyundai, Craig Breen è il nono più veloce, nonostante abbia girato e bloccato la sua i20 a un tornante stretto all’inizio del suo primo passaggio.

Così lo shakedown del WRC

1.Kris MEEKEToyota Yaris2min 54.1sec
= 2.Esapekka LAPPICitroën C3+ 1.1sec
= 2.Elfyn EVANSFord Fiesta+ 1.1sec
= 2.Sébastien OGIERCitroën C3+ 1.1sec
5.Teemu SUNINENFord Fiesta+ 1,2 sec
6.Thierry NEUVILLEHyundai i20+ 1.4sec
7.Jari-Matti LATVALAToyota Yaris+ 1.9sec
8.Ott TANAKToyota Yaris+ 2.3sec
9.Craig BREENHyundai i20+ 2.7sec
10.Andreas MIKKELSENHyundai i20+ 3.1sec

Si riparte e la musica non cambia

L’Ulsterman ha concluso la PS1 di 3,58 chilometri con un vantaggio di 2″1 con la Toyota Yaris rispetto al belga Thierry Neuville, al volante della Hyundai i20. “È stato difficile. Era buio, scivoloso, difficile e in quelle condizioni sembrava ghiaccio”, ha dichiarato Meeke.

Dopo la cerimonia di inizio del tardo pomeriggio a Liverpool, il sipario per questo dodicesimo round del World Rally Championship ha quasi fornito una storia da favola per Petter Solberg. Il campione del mondo del 2003 e il quattro volte vincitore del GB, che ha gareggiato nel rally in cui annunciò il suo definitivo ritiro, è stato al comando della graduatoria per gran parte della serata nella sua categoria con Volkswagen Polo R5, prima di essere stracciato” da Meeke e Neuville.

Il quarantaquattrenne norvegese ha chiuso con un vantaggio di 3″3 secondi al terzo posto, 0″5 secondi in meno rispetto alla Citroën C3 del campione del mondo in carica Sébastien Ogier. Andreas Mikkelsen, alla guida dell’altra i20, ed Esapekka Lappi, con la seconda C3, hanno completato i primi sei.

È stato un inizio da incubo per il leader del campionato Ott Tanak, che era in dodicesima posizione dopo aver ceduto quasi 9″ al compagno di squadra Meeke. “Il motore si è fermato. Non avevo luci”, ha spiegato l’estone.

Kris Meeke cerca di vincere il Rally del Galles
Kris Meeke cerca di vincere il Rally del Galles

Classifica dopo PS1

1.5K. MEEKE2:47.4
2.11T. NEUVILLE2:49.5+2.1+2.1
3.55P. SOLBERG2:50.7+1.2+3.3
4.1S. OGIER2:51.2+0.5+3.8
5.89A. MIKKELSEN2:51.5+0.3+4.1
6.4E. LAPPI2:52.1+0.6+4.7
7.93M. EDWARDS2:52.8+0.7+5.4
8.10J. LATVALA2:53.1+0.3+5.7
9.21K. ROVANPERÄ2:53.2+0.1+5.8
10.45K. KAJETANOWICZ2:53.5+0.3+6.1
11.42C. BREEN2:55.6+2.1+8.2
12.7P. TIDEMAND2:55.7+0.1+8.3
13.8O. TÄNAK2:56.2+0.5+8.8
14.91N. GRYAZIN2:56.3+0.1+8.9
15.92T. KATSUTA2:56.3+8.9
16.51R. YATES2:56.5+0.2+9.1
17.23G. GREENSMITH2:56.7+0.2+9.3
18.43P. LOUBET2:57.2+0.5+9.8
19.53A. FOURMAUX2:57.5+0.3+10.1
20.3T. SUNINEN2:57.9+0.4+10.5
21.22M. OSTBERG2:58.6+0.7+11.2
22.33E. EVANS2:59.4+0.8+12.0
23.24J. KOPECKY2:59.5+0.1+12.1
24.25H. PADDON2:59.8+0.3+12.4
25.49M. BULACIA3:00.1+0.3+12.7
26.47F. ANDOLFI3:00.4+0.3+13.0
27.54O. SOLBERG3:01.1+0.7+13.7
28.56G. DE MEVIUS3:01.2+0.1+13.8
29.41B. GUERRA3:01.4+0.2+14.0
30.44O. VEIBY3:03.1+1.7+15.7

Venerdì guida Meeke, poi Ogier lo beffa

Meeke, che aveva guidato dopo il lancio della tenda di giovedì sera sul circuito automobilistico di Oulton Park, è stato il secondo più veloce in entrambe le prove speciali PS2 Elsi di 11,65 km e PS3 Penmachno di 16,19 chilometri con la Toyota Yaris, portando il suo vantaggio a 9″2.

La pioggia insistente e costante ha reso estremamente scivolose le piste di ghiaia nelle montagne di Snowdonia nel Galles del nord. L’eroe di casa Elfyn Evans è stato il più veloce sulla PS2 Elsi con la Ford Fiesta, fermando i cronometri di 0″5 su Meeke. Ott Tänak è venuto alla ribalta sulla PS3 Penmachno, il leader del campionato è stato più veloce di 1″6 del suo compagno di squadra, che non molla.

Il campione del mondo Sébastien Ogier è stato quello che più si è avvicinato al rivale Meeke nella classifica generale: il francese, sesto sulla PS2 Elsi, e terzo a sulla PS3 Penmachno. Aveva 0″3 su Tanak, che si riprende rapidamente dalla perdita di tempo della scorsa precedente.

Il promettente inizio di Evans riceve una battuta d’arresto quando scivola in una curva veloce a destra sulla PS3 Penmachno. Il gallese tocca e lascia la prova speciale per verificare un sospetto danno alla sospensione posteriore sinistra, dopo aver perso quasi 45″.

Elfyn Evans ha un probema alla vettura
Elfyn Evans ha un probema alla vettura

Dietro i primi tre, i successivi sei piloti sono racchiusi in 7″4. Thierry Neuville è quarto con la Hyundai i20, a 3″2 dal compagno di squadra Craig Breen, con Jari-Matti Latvala e Teemu Suninen alle calcagna, in sesta e settima posizione. Latvala, sulla Elsi, fa un lungo e lascia la parte posteriore della sua Yaris in un fossato.

Classifica dopo PS3

1.5K. MEEKE21:09.4
2.1S. OGIER21:18.6+9.2+9.2
3.8O. TÄNAK21:18.9+0.3+9.5
4.11T. NEUVILLE21:20.8+1.9+11.4
5.42C. BREEN21:24.0+3.2+14.6
6.10J. LATVALA21:24.9+0.9+15.5
7.3T. SUNINEN21:25.1+0.2+15.7
8.4E. LAPPI21:27.7+2.6+18.3
9.89A. MIKKELSEN21:28.2+0.5+18.8
10.21K. ROVANPERÄ21:51.2+23.0+41.8
11.23G. GREENSMITH21:58.6+7.4+49.2
12.33E. EVANS22:02.6+4.0+53.2
13.22M. OSTBERG22:02.9+0.3+53.5
14.25H. PADDON22:10.5+7.6+1:01.1
15.43P. LOUBET22:16.2+5.7+1:06.8
16.44O. VEIBY22:21.7+5.5+1:12.3
17.7P. TIDEMAND22:22.4+0.7+1:13.0
18.91N. GRYAZIN22:22.8+0.4+1:13.4
19.24J. KOPECKY22:32.8+10.0+1:23.4
20.55P. SOLBERG22:37.0+4.2+1:27.6
21.53A. FOURMAUX22:46.4+9.4+1:37.0
22.94T. CAVE22:46.9+0.5+1:37.5
23.92T. KATSUTA22:46.9+1:37.5
24.49M. BULACIA22:48.3+1.4+1:38.9
25.46A. HELLER22:51.9+3.6+1:42.5
26.95J. MCERLEAN22:58.2+6.3+1:48.8
27.41B. GUERRA22:59.0+0.8+1:49.6
28.47F. ANDOLFI23:01.5+2.5+1:52.1
29.56G. DE MEVIUS23:01.6+0.1+1:52.2
30.51R. YATES23:51.5+49.9+2:42.1

Anche sulle PS4 e PS5 Kris Meeke respinge gli attacchi dei suoi avversari. Il pilota Toyota Yaris non è riuscito a vincere nessuna delle quattro prove speciali, ma prestazioni costanti lo hanno tenuto lontano da Thierry Neuville per 6″0 al ritorno nel parco assistenza di Llandudno.

Meno di 10″ hanno coperto i primi sei, ma Meeke ha mantenuto il suo vantaggio nonostante si sia girato sulla PS Dyfnant. “È stato difficile per tutti”, ha detto Mekke. “Le PS erano fradice e siamo contenti di essere qui. Vediamo come si sviluppano le condizioni nel pomeriggio. Sembra che la pioggia sia finita, ma la strada sarà ancora fradicia e piena di fango”.

Neuville è salito dal quarto al secondo nella PS di chiusura Aberhirnant del mattino. Il tempo più veloce per Jari-Matti Latvala sulla PS Aberhirnant ha promosso il finlandese al terzo posto, nonostante sia scivolato in un fossato sulla PS Dyfnant e sia sopravvissuto a un altro errore nel test successivo.

Era 0″2 dietro Neuville e 0″3 secondi davanti al leader del campionato Ott Tanak, che ha ceduto pochi secondi dopo essere salito al secondo posto, quando è stato il più veloce sulla PS Dyfnant. L’estone ha apportato modifiche alla sua Yaris durante la mattinata e ha pianificato ulteriori miglioramenti durante il servizio. 

Sébastien Ogier era solo 2″3 secondi dietro Tanak, al quinto posto. Dopo aver flirtato con un fossato sulla PS Aberhirnant, il francese ha corso col parabrezza rotto sulla Citroën C3. Craig Breen era un decimo davanti a Latvala prima di Aberhirnant, ma il test è stato interrotto prima di iniziare, quando gli spettatori si sono rifiutati di obbedire alle istruzioni di sicurezza dei marescialli. 

L’irlandese ha ricevuto un tempo nozionale che lo tiene saldamente in contesa, 9″8 in vantaggio al sesto posto. Esapekka Lappi e Andreas Mikkelsen, con la i20, erano settimo e ottavo. Lappi si sentiva più a suo agio dopo aver ammorbidito la sospensione della C3. Teemu Suninen è uscito dai primi dai primi sei dopo aver fatto scivolare la sua Fiesta fuori strada a Dyfnant e aver dovuto fare retromarcia.

Elfyn Evans è tornato nella top ten dopo aver effettuato le riparazioni alla sospensione danneggiata della sua Fiesta e dopo aver quasi centrato una banca. Il gallese è stato il più veloce sulla PS Aberhirnant, ma quasi 45″ secondi alla lontano da Meeke. Insomma, alla deriva.

Classifica dopo PS5

1.5K. MEEKE38:03.1
2.11T. NEUVILLE38:09.1+6.0+6.0
3.10J. LATVALA38:09.3+0.2+6.2
4.8O. TÄNAK38:09.6+0.3+6.5
5.1S. OGIER38:11.9+2.3+8.8
6.42C. BREEN38:12.9+1.0+9.8
7.4E. LAPPI38:17.1+4.2+14.0
8.89A. MIKKELSEN38:23.3+6.2+20.2
9.3T. SUNINEN38:31.5+8.2+28.4
10.33E. EVANS38:47.6+16.1+44.5
11.21K. ROVANPERÄ39:18.6+31.0+1:15.5
12.22M. OSTBERG39:25.4+6.8+1:22.3
13.7P. TIDEMAND39:41.8+16.4+1:38.7
14.23G. GREENSMITH39:47.5+5.7+1:44.4
15.43P. LOUBET39:57.5+10.0+1:54.4
16.91N. GRYAZIN39:59.8+2.3+1:56.7
17.24J. KOPECKY40:12.9+13.1+2:09.8
18.55P. SOLBERG40:20.8+7.9+2:17.7
19.92T. KATSUTA40:25.2+4.4+2:22.1
20.94T. CAVE40:29.1+3.9+2:26.0
21.53A. FOURMAUX40:30.4+1.3+2:27.3
22.49M. BULACIA40:33.4+3.0+2:30.3
23.47F. ANDOLFI40:47.2+13.8+2:44.1
24.95J. MCERLEAN40:52.4+5.2+2:49.3
25.46A. HELLER40:52.8+0.4+2:49.7
26.41B. GUERRA40:53.3+0.5+2:50.2
27.56G. DE MEVIUS40:54.1+0.8+2:51.0
28.51R. YATES41:44.4+50.3+3:41.3
29.72J. SOLANS42:58.1+1:13.7+4:55.0
30.71T. KRISTENSSON42:58.5+0.4

Il francese era quinto a metà della PS Llandudno dopo una mattina fradicia di pioggia, ma quando il sole è uscito questo pomeriggio, il suo ritmo è salito di livello. Ha vinto la ripetizione di entrambe le prove speciali Elsi e Penmachno con la Citroen C3 WRC, prima di superare nella generale l’Ulsterman nella breve PS Slate Mountain.

“Sono felice ma è tutto più difficile di questa mattina. L’impugnatura è più alta ma ci sono solchi e dossi, quindi non è facile. È tutto diverso da come mi aspettassi e non mi sentivo completamente a mio agio”, ha spiegato Ogier. Meeke era terzo sulla Elsi e quarto sulla Penmachno con la Toyota Yaris WRC.

Ogier supera Thierry Neuville, che era in vantaggio di 4″2 sul terzo, ma perché Neuville fora (posteriore) sulla Hyundai i20 WRC sulla PS Elsi, ma è il secondo più veloce prima di stabilire il tempo di riferimento sulla Slate Mountain. “Non posso attaccare. Devo essere pulito per andare veloce e in queste condizioni devi spingere molto forte. Stiamo cercando di trovare la presa che ci manca, ma d’altra parte devo stare attento”, ha spiegato il belga.

Il leader del campionato Ott Tanak è arrivato quarto con la Yaris WRC. L’estone è tra i numerosi piloti che si lamentano della visibilità, a causa del fango sul parabrezza. Jari-Matti Latvala scivola dal terzo al quinto posto, sulla PS Elsi, dopo una foratura posteriore sinistra sulla sua Yaris.

Peggio ancora sulla PS Penmachno, quando il finlandese quasi fa la fine di Elfyn Evans al primo passaggio del venerdì mattina (nello stesso identico punto). La sua macchina si è fermata su un fianco contro un albero. Sia Latvala sia il copilota Miikka Anttila sono usciti illesi, ma da quel momento sono scattati i tempi imposti. Esapekka Lappi è rimasto ferito in un incidente sulla PS Elsi. Si è ritirato perché non aveva alcuna altra possibilità.

Classifica dopo PS8

1.5K. MEEKE57:38.0
2.1S. OGIER57:39.5+1.5+1.5
3.11T. NEUVILLE57:42.2+2.7+4.2
4.8O. TÄNAK57:44.9+2.7+6.9
5.42C. BREEN57:55.6+10.7+17.6
6.89A. MIKKELSEN57:57.7+2.1+19.7
7.3T. SUNINEN58:07.1+9.4+29.1
8.33E. EVANS58:25.5+18.4+47.5
9.21K. ROVANPERÄ59:28.9+1:03.4+1:50.9
10.23G. GREENSMITH59:58.3+29.4+2:20.3
11.7P. TIDEMAND1:00:00.9+2.6+2:22.9
12.43P. LOUBET1:00:23.5+22.6+2:45.5
13.91N. GRYAZIN1:00:30.8+7.3+2:52.8
14.24J. KOPECKY1:00:34.4+3.6+2:56.4
15.55P. SOLBERG1:00:52.9+18.5+3:14.9
16.53A. FOURMAUX1:00:55.7+2.8+3:17.7
17.94T. CAVE1:01:03.4+7.7+3:25.4
18.49M. BULACIA1:01:06.2+2.8+3:28.2
19.92T. KATSUTA1:01:09.8+3.6+3:31.8
20.47F. ANDOLFI1:01:23.3+13.5+3:45.3
21.46A. HELLER1:01:28.2+4.9+3:50.2
22.41B. GUERRA1:01:30.0+1.8+3:52.0
23.56G. DE MEVIUS1:01:53.0+23.0+4:15.0
24.51R. YATES1:03:06.9+1:13.9+5:28.9
25.71T. KRISTENSSON1:04:20.4+1:13.5+6:42.4
26.72J. SOLANS1:04:24.1+3.7+6:46.1
27.50P. NOBRE1:05:06.0+41.9+7:28.0
28.77S. JOHNSTON1:06:16.9+1:10.9+8:38.9
29.75T. WILLIAMS1:06:31.7+14.8+8:53.7
30.100R. BELL1:07:18.9+47.2+9:40.9

A fine giornata del venerdì, Ott Tanak balza al comando della gara inglese ai danni del compagno di squadra Kris Meeke. Il leader del WRC ha retrocesso il suo compagno di squadra nel buio della PS Aberhirnant per ritrovarsi con un vantaggio di 3″4 nella tappa della maratona di sabato.

“È stato piuttosto stressante”, ha detto alla fine dell’ultimo test Tanak. “Nella prova precedente abbiamo avuto problemi con i fari, i cavi erano danneggiati, quindi abbiamo avuto molto lavoro da fare sulla sezione di collegamento prima di quella finale. Fortunatamente avevamo delle luci con noi”, ha detto l’estone, che ha vinto entrambe le prove.

Thierry Neuville, il terzo pilota nella corsa al titolo, è arrivato quarto con la Hyundai i20, 4″8 dietro Meeke. Il belga non ha avuto grossi problemi, ma una scelta errata di pneumatici gli è costata secondi preziosi venerdì pomeriggio. I compagni di squadra Andreas Mikkelsen e Craig Breen hanno completato i primi sei, a mezzo minuto dal comando.

I compagni di squadra della Ford, Teemu Suninen, Elfyn Evans e Pontus Tidemand erano settimo, ottavo e nono. Suninen ha perso tempo in un fosso, mentre Evans ha lasciato cadere quasi 45″. A fine giornata, il leader della WRC 2 Pro Jan Kopecký ha completato la top ten a cui mancavano Jari-Matti Latvala ed Esapekka Lappi, ritirati per incidenti.

Sebastien Ogier al Rally del Galles 2019
Sebastien Ogier al Rally del Galles 2019

Classifica dopo PS10

1.8O. TÄNAK1:14:30.8
2.1S. OGIER1:14:34.2+3.4+3.4
3.5K. MEEKE1:14:34.4+0.2+3.6
4.11T. NEUVILLE1:14:39.2+4.8+8.4
5.89A. MIKKELSEN1:14:56.5+17.3+25.7
6.42C. BREEN1:15:04.3+7.8+33.5
7.3T. SUNINEN1:15:08.2+3.9+37.4
8.33E. EVANS1:15:22.6+14.4+51.8
9.7P. TIDEMAND1:17:27.4+2:04.8+2:56.6
10.24J. KOPECKY1:18:31.9+1:04.5+4:01.1
11.21K. ROVANPERÄ1:18:39.4+7.5+4:08.6
12.43P. LOUBET1:18:42.7+3.3+4:11.9
13.91N. GRYAZIN1:18:47.0+4.3+4:16.2
14.55P. SOLBERG1:19:18.4+31.4+4:47.6
15.94T. CAVE1:19:21.4+3.0+4:50.6
16.53A. FOURMAUX1:19:21.8+0.4+4:51.0
17.49M. BULACIA1:19:45.7+23.9+5:14.9
18.92T. KATSUTA1:20:24.3+38.6+5:53.5
19.46A. HELLER1:20:25.6+1.3+5:54.8
20.47F. ANDOLFI1:20:37.6+12.0+6:06.8
21.41B. GUERRA1:20:42.3+4.7+6:11.5
22.51R. YATES1:22:31.2+1:48.9+8:00.4
23.23G. GREENSMITH1:22:35.7+4.5+8:04.9
24.72J. SOLANS1:24:03.7+1:28.0+9:32.9
25.71T. KRISTENSSON1:24:20.0+16.3+9:49.2
26.50P. NOBRE1:26:13.3+1:53.3+11:42.5
27.77S. JOHNSTON1:26:55.7+42.4+12:24.9
28.75T. WILLIAMS1:27:33.4+37.7+13:02.6
29.96P. DEJEAN1:27:59.6+26.2+13:28.8
30.97E. BOLAND1:28:14.8+15.2+13:44.0

Tanak prende il largo, Evans in gran forma

Sulla PS11 del sabato, Elfyn Evans vince con un ritmo straordinario. Evans, che è cresciuto a una manciata di chilometri dalla PS Dyfi di 25,86 chilometri, ha deliziato i suoi fan segnando il tempo più veloce con la Fiesta all’inizio di una giornata in cui il pilota M-Sport sperava di recuperare il tempo perso ieri.

“Dobbiamo solo concentrarci prova per prova e fare il meglio che possiamo. Sembra tutto uguale stamattina, ma in realtà è abbastanza mutevole”, ha spiegato Evans, che rimane ottavo ma a meno di 1″3 secondi dal compagno di squadra Teemu Suninen, che era più lento di 13″ dopo l’inizio della giornata.

Il leader del rally Ott Tanak è stato il secondo più veloce, 1″9 secondi più lento di Evans, ma ha aumentato il suo vantaggio a 5″8 rispetto a Sébastien Ogier. “In genere la presa era abbastanza buona. Non siamo riusciti ad andare al limite, ma l’auto si sente”, ha detto il pilota della Toyota Yaris.

Ogier crede che avrebbe potuto fare di più con la Citroen C3. Tuttavia, ha allungato il divario rispetto all’ex leader Kris Meeke a 2″8 secondi mentre l’Ulsterman scivolava nelle grinfie di Thierry Neuville. “Probabilmente non sono stato attento. Dobbiamo provare di tutto, Thierry sta guidando una Hyundai e vogliamo finire davanti, quindi abbiamo del lavoro da fare”, ha dichiarato Meeke, che era solo il settimo più veloce.

Meeke e Neuville, che era terzo, erano in parità per il terzo posto assoluto, anche se il belga non era completamente soddisfatto della sua prestazione. “Ho faticato all’inizio ed ero troppo attento nella prima parte della prova. È stata una lunga giornata ieri e una breve notte, ma avrei potuto fare di meglio”, ha detto.

Mentre l’estone è stato costretto a lavorare sodo per ogni decimo di secondo attraverso le fangose ​​foreste del Galles centrale, su cui si sviluppavano le PS12 e PS13, l’eroe di casa Elfyn Evans era davvero in forma e rivendicava il suo diritto a sentirsi “padrone di casa”.

Tanak è stato il secondo più veloce sulla PS Dyfi e sulla PS Myherin prima di chiudere il giro con il quinto tempo sulla PS Sweet Lamb Hafren con cui ha allungato il vantaggio notturno di 3″4. Ogier ha trattenuto Thierry Neuville, il terzo pilota nella lotta per il titolo del 2019.

Il pilota della Citroën C3 si dirige verso la zona di montaggio degli pneumatici a Newtown con un vantaggio di 2″2 sul pilota belga, nonostante una guida irregolare sulla PS Sweet Lamb Hafren. “Abbiamo avuto un grande momento nel mezzo della prova, in cui non ho capito una nota di Julien (Ingrassia, ndr). Ho perso concentrazione perché poco prima abbiamo avuto un incidente e ho pensato che avessimo un ammortizzatore rotto. La macchina è a posto”, ha detto Ogier.

Nonostante un piccolo errore sulla Sweet Lamb, Neuville si allontana dalla Yaris di Kris Meeke. Il divario sale a 4″4 secondi, poiché l’Ulsterman non riesce a riprodurre il ritmo che gli permette di guidare la gara venerdì. “L’auto sembra un po’ diversa, un po’ più pigra, ma non possiamo fare nulla”, ha detto Meeke.

Andreas Mikkelsen ha mantenuto la quinta posizione sia contro il compagno di squadra Craig Breen che contro Teemu Suninen. Breen è ha perso quasi 5′, un’eternità, dopo una spettacolare Myherin. Peccato abbia perso tempo a Sweet Lamb Hafren, lottando con la visibilità e il parabrezza rotto”. Poi, l’irlandese ha ammesso che è stata colpa di un ritmo troppo ottimista.

Suninen è precipitato di 1′ in classifica nella PS finale dopo essere scivolato ad inizio PS forando la posteriore sinistra della Fiesta WRC. Evans è uscito sesto da entrambe le PS, chiudendo a 4″6 da Mikkelsen, dopo aver vinto tutte e tre le PS. Il gallese è arrivato a Newtown a soli 24″ di distacco contro i 48″. Pontus Tidemand era ottavo davanti a Kalle Rovanpera, leader del WRC 2 Pro. Il finlandese ha riguadagnato il comando della categoria di supporto dopo che Jan Kopecký si è fermato per cambiare una foratura sulla sua Skoda Fabia a Myherin.

Classifica dopo PS13

1.8O. TÄNAK1:57:09.7
2.1S. OGIER1:57:16.7+7.0+7.0
3.11T. NEUVILLE1:57:18.9+2.2+9.2
4.5K. MEEKE1:57:23.3+4.4+13.6
5.89A. MIKKELSEN1:57:43.1+19.8+33.4
6.33E. EVANS1:57:47.7+4.6+38.0
7.3T. SUNINEN1:59:16.9+1:29.2+2:07.2
8.7P. TIDEMAND2:00:51.1+1:34.2+3:41.4
9.42C. BREEN2:03:23.7+2:32.6+6:14.0
10.21K. ROVANPERÄ2:04:06.3+42.6+6:56.6
11.91N. GRYAZIN2:04:41.3+35.0+7:31.6
12.43P. LOUBET2:04:47.2+5.9+7:37.5
13.55P. SOLBERG2:04:48.7+1.5+7:39.0
14.94T. CAVE2:04:49.6+0.9+7:39.9
15.53A. FOURMAUX2:05:55.8+1:06.2+8:46.1
16.24J. KOPECKY2:06:24.6+28.8+9:14.9
17.92T. KATSUTA2:06:24.9+0.3+9:15.2
18.49M. BULACIA2:06:39.4+14.5+9:29.7
19.47F. ANDOLFI2:07:00.9+21.5+9:51.2
20.46A. HELLER2:07:11.7+10.8+10:02.0
21.41B. GUERRA2:07:33.7+22.0+10:24.0
22.51R. YATES2:09:11.9+1:38.2+12:02.2
23.72J. SOLANS2:13:55.4+4:43.5+16:45.7
24.50P. NOBRE2:16:17.8+2:22.4+19:08.1
25.71T. KRISTENSSON2:17:23.2+1:05.4+20:13.5
26.77S. JOHNSTON2:18:25.7+1:02.5+21:16.0
27.97E. BOLAND2:18:59.5+33.8+21:49.8
28.78F. ZALDIVAR2:22:04.3+3:04.8+24:54.6
29.23G. GREENSMITH2:22:21.8+17.5+25:12.1
30.56G. DE MEVIUS2:22:51.4+29.6+25:41.7

E alla fine, il Day 2 del Rally GB si chiude come era iniziata, nel segno di un Ott Tanak in fuga. La lotta per la vittoria attraverso le foreste umide, fangose ​​e nebbiose del Galles centrale ha fatto eco alla battaglia per la corona iridata tra il “solito” trio.

Il leader del campionato ha vinto solo una delle sette PS di 151,24 chilometri, quasi la metà della distanza totale competitiva del rally. Ma la sua costanza gli ha permesso di aumentare il vantaggio di 3″4 durante una notte in cui Neuville è emerso come il suo principale sfidante al secondo posto.

L’unico problema per l’estone è arrivato quando il paraurti posteriore è stato strappato dalla Toyota Yaris, rendendo quasi impossibile per Tanak ascoltare le note del copilota Martin Järveoja. Neuville ha vinto due prove e ha concesso solo 2″6 a Tanak durante la giornata.

Sébastien Ogier è rimasto secondo durante la mattinata. Il francese non riusciva a respingere Neuville e ha chiuso a 6″3 passando al terzo posto. Kris Meeke, che ha guidato la gara praticamente per tutto il venerdì, ha iniziato a 3″6 dal vertice e ha terminato 26″5 dietro al compagno di squadra Tanak, ma in una posizione di vitale importanza per la sfida al titolo Costruttori di Toyota Gazoo Racing.

Andreas Mikkelsen ha vinto una PS per mantenere la quinta posizione. Il norvegese è stato pressato forte da Elfyn Evans, che ha vinto tutte e tre le prove del mattino. Il gallese è stato meno dominante nel pomeriggio ma la sera era solo a 4″5 di distacco.

Il compagno di squadra Teemu Suninen era a più di 2′, dopo essersi schiantato fuori strada e aver forato una gomma. Perdere lo splitter anteriore della Fiesta ha appesantito il carico aerodinamico. Pontus Tidemand, Craig Breen e il leader della WRC 2 Pro, Kalle Rovanpera, hanno completato la classifica.

Breen ha perso 5′ dopo un’uscita spettacolare: l’irlandese ha dato la colpa alle “note dal passo troppo ottimista” e ha lottato per il resto della giornata con il parabrezza rotto, che ha ostacolato la visibilità. Il finale di domenica ritorna nel nord del Galles.

Due anelli di due PS forestali e una prova d’asfalto intorno al promontorio roccioso del Great Orme ai margini della città ospitante di Llandudno. Complessivamente 38,42 chilometri e l’ultima Power Stage con i punti bonus per i cinque piloti più veloci.

Otto Volante controlla e vince (di nuovo)

Nel Day 3, domenica 6 ottobre 2019, Otto Volante, al secolo Ott Tanak, ha difeso il suo vantaggio con una buona strategia difensiva e ha vinto il Rally GB. L’estone ha frantumato qualsiasi speranza di Neuville, secondo, potesse nutrire di chiudere il deficit notturno di 11″0 vincendo la PS Alwen da 10,41 chilometri.

La prova su asfalto attorno al promontorio promontorio è stata annullata per motivi di sicurezza. Le condizioni del mare mosso hanno impedito agli organizzatori di schierare i sommozzatori e le loro barche vicino alle scogliere. “Mi sto solo concentrando per concludere la manifestazione. Certo, dobbiamo tenere il passo, ma la sensazione è buona, quindi mi sento sicuro”, ha detto Tanak.

Neuville è arrivato secondo in entrambe le PS, estendendo il suo vantaggio su Sébastien Ogier a 13″3. Il pilota Citroen Sport sembrava aver accettato il fatto che il terzo posto fosse il migliore piazzamento che potesse ottenere. “Proviamo a finire il più velocemente possibile, ma al momento il ritmo non è eccezionale”, ha detto il francese.

L’attenzione, durante queste ultime fasi del rally, era rivolta alla battaglia per il quinto posto tra Elfyn Evans e Andreas Mikkelsen, che si ritrovano a soli 4″5 di distacco. Evans ha segnato un terzo tempo sulla PS Alwen. Ha poi vinto la PS Brenig, 4″6 secondi più veloce della i20 del norvegese, rallentando la corsa al titolo Costruttori da parte di Hyundai contro Toyota Gazoo Racing.

Con la cancellazione della Great Orme, un secondo passaggio attraverso le PS Alwen e Brenig è ciò che resta in vista della cerimonia di arrivo del pomeriggio a Llandudno. Come avevamo pronosticato, alla fine del giro di prove, Ott Tanak si avvicina ancor di più al titolo, vincendo la quinta gara dell’anno.

Con la Toyota Yaris WRC, l’estone ha vinto il Wales Rally GB per 10″9 aumentando il suo vantaggio in campionato a 28 punti, con un massimo di 60 disponibili negli ultimi due round. Il belga Thierry Neuville e la Hyundai i20 sono arrivati secondi con il campione in carica Sébastien Ogier terzo sulla Citroen C3 WRC in ritardo di altri 12″9.

Le speranze del francese di un settimo titolo consecutivo ora sembrano sempre più remote. Tanak ha anche vinto la TV Wolf Power Stage in diretta facendo il pieno dei cinque punti bonus. Ogier e il compagno di squadra Esapekka Lappi si sono piazzati secondi e terzi, raccogliendo rispettivamente quattro e tre punti, con Elfyn Evans che ne ha conquistati due. Neuville ha preso il punto finale.

Classifica assolta Rally GB

1.8O. TÄNAK3:00:58.0
2.11T. NEUVILLE3:01:08.9+10.9+10.9
3.1S. OGIER3:01:21.8+12.9+23.8
4.5K. MEEKE3:01:33.6+11.8+35.6
5.33E. EVANS3:01:46.6+13.0+48.6
6.89A. MIKKELSEN3:01:56.2+9.6+58.2
7.7P. TIDEMAND3:06:21.8+4:25.6+5:23.8
8.42C. BREEN3:10:23.0+4:01.2+9:25.0
9.21K. ROVANPERÄ3:11:49.1+1:26.1+10:51.1
10.55P. SOLBERG3:12:34.1+45.0+11:36.1
11.94T. CAVE3:12:48.8+14.7+11:50.8
12.43P. LOUBET3:12:52.9+4.1+11:54.9
13.91N. GRYAZIN3:12:58.0+5.1+12:00.0
14.92T. KATSUTA3:15:10.6+2:12.6+14:12.6
15.53A. FOURMAUX3:15:24.7+14.1+14:26.7
16.49M. BULACIA3:15:43.0+18.3+14:45.0
17.47F. ANDOLFI3:16:27.0+44.0+15:29.0
18.24J. KOPECKY3:16:36.1+9.1+15:38.1
19.46A. HELLER3:16:59.2+23.1+16:01.2
20.41B. GUERRA3:17:23.1+23.9+16:25.1
21.72J. SOLANS3:30:05.0+12:41.9+29:07.0
22.50P. NOBRE3:31:16.5+1:11.5+30:18.5
23.71T. KRISTENSSON3:32:56.7+1:40.2+31:58.7
24.56G. DE MEVIUS3:33:26.2+29.5+32:28.2
25.51R. YATES3:33:56.5+30.3+32:58.5
26.77S. JOHNSTON3:35:16.9+1:20.4+34:18.9
27.4E. LAPPI3:36:51.7+1:34.8+35:53.7
28.102J. CORNWELL3:42:35.2+5:43.5+41:37.2
29.97E. BOLAND3:44:02.0+1:26.8+43:04.0
30.76E. OLDRATI3:50:41.7+6:39.7+49:43.7

Colombaro e Battistolli nel Trofeo Rally Aci Vicenza

Il recente Rally Città di Bassano nella duplice versione moderno e storico, ha emesso i verdetti finali del Trofeo Rally Aci Vicenza 2019 organizzato dall’Automobile Club Vicenza in collaborazione con la Scuderia Palladio Historic e col supporto di Milk Zoo Power Drink al quale va un sentito ringraziamento.

E’ stata una prima edizione nella quale, ad inizio anno, nessuno avrebbe immaginato potesse vedere ben due gare annullate prima dell’effettuazione: il Città di Schio con la duplice validità per le auto storiche e moderne e la Ronde Città del Palladio che doveva chiudere le sfide tra le moderne.

Tutto questo ha pesantemente condizionato lo svolgimento del trofeo, soprattutto per le auto moderne che si sono potute cimentare nei soli due rally disputati: il recente Città di Bassano e il Grifo dello scorso maggio. Meno peggio è andata alle storiche che avevano dalla loro il Campagnolo e hanno sofferto solo della mancanza dello Schio.

I promotori non si sono comunque persi d’animo e hanno portato avanti l’iniziativa che dopo il sempre avvincente Città di Bassano, ora celebra i vincitori delle due categorie tra i novantasei conduttori che hanno dato la loro adesione.

Piloti e copiloti vetture moderne

Nella classifica dei piloti, grazie al quinto posto di classe, Paolo Emilio Colombaro con la Citroen Saxo Gruppo N incassa i punti necessari a portarsi al primo posto e va a precedere Andrea Sassolino (Peugeot 106), assente a Bassano, e Alessandro Battaglin su Skoda Fabia R5, che con la sesta posizione di classe prende solo i due punti di partenza e arrivo, coi quali riesce però a mantenere la posizione nel podio finale.

Tra i navigatori, assente Gianfranco Peruzzi che era al comando dopo il Grifo, Nicola Rutigliano compie un balzo dalle retrovie e va a conquistare la vittoria, col podio che viene completato da Peruzzi e da Selena Pagliarini la quale si aggiudica anche la femminile navigatrici.

Rutigliano primeggia anche tra i navigatori “under 25” mentre tra i piloti è Jacopo Bergamin a spuntarla. Nessun classificato nella “over 60” piloti e tra i navigatori è Maurizio Scaramuzza ad aver la meglio.

Piloti e copiloti auto storiche

Nell’annunciata sfida pre gara a tre per il titolo piloti, il favorito Alberto Battistolli corre un gran gara con la Lancia Delta Integrale e grazie alla vittoria in una classe numerosa, marca punti in abbondanza tale da andare a vincere con gran margine il titolo, precedendo Gianluigi Baghin con l’Alfetta GTV il quale, sul filo di lana scavalca il precedente leader Filippo Baron che chiude terzo assoluto alla guida della Volkswagen Golf GTI.

Ed è sorpasso anche tra i navigatori con Sergio Marchi al quale basta il risultato del Bassano per far sua la vittoria, superando Roberta Barbieri e Giovanni Brunaporto che chiudono a pari punti ma la vittoria di classe della navigatrice fa da discriminante e le assegna il secondo posto, che va a sommare al primo nella classifica femminile.

Brunaporto si consola primeggiando tra i navigatori “under 25” mentre Battistolli appone il proprio sigillo tra i giovani piloti. Sergio Marchi fa sua anche la “over 60”, categoria che premia Giampaolo Basso (Porsche 911) tra i primi conduttori. Lisa Meggiarin vince la femminile piloti.

Le classifiche complete sono disponibili nel sito web e si ricorda che i conduttori avranno quindici giorni a disposizione dalla pubblicazione, per segnalare eventuali discrepanze; dopo tale termine le classifiche saranno ufficiali e successivamente saranno comunicati data e luogo delle premiazioni durante le quali, i vincitori assoluti saranno omaggiati della licenza per l’anno 2020.

Flodin campione svedese, Kristoffersson è secondo

Il buon finale di un debutto sensazionale: Johan Kristoffersson ha portato a termine la sua prima stagione completa nel Campionato Svedese Rally con il suo quarto podio in sei rally disputati al volante della Volkswagen Polo R5. Arrivato come rookie con la Gruppo R tedesca, ha finito la gavetta al Rally Blekinge per fregiarsi del secondo posto in campionato.

Kristoffersson aveva già vinto il Rally Bergslagen e la Gästabudstrofén, ed era finito secondo al Rally di Svezia orientale. Lui e il copilota Stig Rune-Skjærmoen hanno vinto tre delle dieci prove speciali durante l’evento finale della stagione, il Rally Blekinge Karlshamn. La gara è stata vinta da Fredrik Ahlin, sulla sempre velocissima Skoda Fabia, mentre Patrick Flodin, su un’altra Skoda, aveva già centrato il titolo nazionale al penultimo round della stagione.

MERC, Nasser Al-Attiyah e la Polo R5 campioni in Medio Oriente

Il nuovo campione mediorientale rally, MERC, è Nasser Al-Attiyah, con la sua Volkswagen Polo R5. Non solo ha vinto il Rally di Cipro con la Polo GTI R5, un evento congiunto con il Campionato Europeo Rally, ma anche centrato il suo quindicesimo titolo MERC con una gara di anticipo.

Al-Attiyah e il suo copilota Matthieu Baumel hanno dominato e respinto egregiamente gli attacchi di vari rivali tra cui il campione europeo Aleksey Lukanyuk, e hanno vinto dieci delle dodici prove speciali. Nel 2011, Nasser Al-Attiyah otteneva la sua prima vittoria alla Dakar, sempre con una Volkswagen, un Touareg 3.

In Qatar Al-Attiyah è uno degli atleti più importanti: lontano dalle luci del motorsports, dove si è comunqe affermato quasi ad ogni livello, ha vinto il bronzo ai Giochi Olimpici 2012 di Londra nel tiro al piattello. La gara finale della Campionato Mediorientale Rally, è il Rally del Kuwait che si svolgerà dal 31 ottobre al 2 novembre. Partecipando, Al-Attiyah potrebbe aggiungere anche il quinto successo alla sua serie personale di quattro vittorie su quattro rally disputati nella stagione.

Rudy Michelini: no Due Valli, si Maremma e Pistoia

Improvvisi ed inderogabili impegni lavorativi hanno costretto Rudy Michelini a modificare la fase finale della programmazione agonistica, incentrata nella rincorsa alle alte sfere del Campionato Italiano Rally Asfalto. Variabili che hanno reso impossibile la partecipazione del pilota lucchese all’ultimo appuntamento della serie, in programma sull’asfalto del Rally Due Valli. Una condizione che potrebbe negare al portacolori della scuderia Movisport il podio di campionato, consolidato nella prima parte di stagione.  

Una ventata di novità, quella che renderà protagonista Rudy Michelini nei mesi conclusivi della stagione, legata al debutto sulla Volkswagen Polo R5, vettura che il team P.A. Racing metterà a disposizione in occasione del Rally Città di Pistoia del 5/6 ottobre e del Trofeo Maremma, nei giorni 19/20 ottobre.

Per Rudy Michelini, l’occasione di esprimere le proprie potenzialità al volante della più “fresca” tra le vetture R5, dopo aver confermato un trend decisamente positivo sul sedile della Skoda Fabia R5. Una variazione del programma che non ha ridimensionato la caratura dell’impegno globale, al quale – oltre agli appuntamenti validi per il Campionato Italiano Rally – si è aggiunta la partecipazione alla Coppa Città di Lucca, archiviata con la vittoria assoluta. Per Rudy Michelini la possibilità di mandare in archivio il 2019 arricchendo in modo concreto il palmares, confermandosi tra gli accreditati al successo in entrambi gli appuntamenti regionali.

“A malincuore non potrò essere al via del Rally Due Valli, per una serie di impegni lavorativi sopraggiunti nell’ultimo periodo e, di conseguenza, incompatibili né con una adeguata preparazione, né con la partecipazione alla gara stessa – il commento di Rudy Michelini – una decisione che, comunque, mi ha portato a cogliere le opportunità offerte dal team, con la partecipazione a due gare regionali al volante della loro nuova Polo R5. Esperienza dalle quali mi aspetto di trarre conclusioni definitive in vista della prossima stagione”.

Il Rally Città di Torino incorona Damiano De Tommaso

Confermando a pieno i favori della vigilia, il lombardo Damiano De Tommaso in gara con Giorgia Ascalone sulla Skoda Fabia di Munaretto, si è aggiudicato la 34° edizione del Rally Città di Torino. L’appuntamento valido per la Coppa Italia Aci Sport 1° zona e per il Trofeo Michelin Cup ha visto al via 114 equipaggi.

Sette le prove speciali ricavate come tradizione fra le Valli di Susa e di Lanzo. Il giovane campione in carica nel Campionato Italiano Junior ha sfruttato le strade piemontesi per effettuare dei test in vista dei prossimi impegni nel ricco campionato privato denominato International Rally Cup.

De Tommaso si è aggiudicato 6 delle sette prove speciali portandosi in testa sin dal primo impegno cronometrato sui quindici chilometri del Col del Lis resi umidi dalla pioggia caduta alla vigilia e in alcuni tratti della giornata di gara. Il vantaggio acquisito ha permesso al giovane lombardo di controllare gli attacchi di Jacopo Araldo (Skoda Fabia) in gara con Lorena Boero sulla stessa vettura con la quale l’equipaggio della Meteco Corse si è aggiudicato l’edizione 2018.

Araldo ha chiuso con un distacco di 38”2 vincendo anche il primo passaggio a Monastero che ha permesso al giovane di Santo Stefano Belbo di salire definitivamente alle spalle di De Tommaso. In terza posizione, a completare un egemonia Skoda particolarmente marcata, il valdostano Elwis Chentre al via con Elena Giovenale.sulla vettura della P.A Racing. Come al solito fra i protagonisti il pilota di Roisan, ha compiuto un passo deciso nella classifica del Trofeo di zona.

Ottimo il ritorno alle competizione per il torinese Luca Gulfi coadiuvato da Marco Pollicino anche loro su una vettura della casa ceca con la quale, dopo una bella sfida con Andrea Sala e Stefano Mazzetto, hanno concluso al 4° posto assoluto. Quinti i già citati Sala e Mazzetto autori di una brillante prestazione a bordo della Skoda Erreffe che il medico di Ciriè ha usato recentemente ad Alba.

Ottimi riscontri, compreso il secondo tempo assoluto sull’ultimo passaggio a Mezzenile che gli ha permesso di superare al fotofinish Gagliasso anche per il teramese “Dedo” al via con Maurizio Barone su una Skoda con la quale il pilota – istruttore abruzzese sta affrontando il campionato spagnolo Esordio impegnativo sulla Volkswagen Polo per Patrick Galgiasso e Elio Tirone attardati da un testa coda nel corso della seconda prova che è costato al pilota di Poirino un discreto dispendio di tempo dopo aver fatto segnare la terza prestazione assoluta sul parziale inziale.

Ottavi assoluti Stefano Giorgioni e Adriano Gioielli sull’ennesima Skoda Fabia seguiti nella generale dalla vettura identica dei canavesani Maurizio Tavelli e Nicolò Cottellero. Chiude la lista dei primi dieci Giorgio Bernardi e Giulia Zanchetta a bordo della Skoda Fabia.. Fra le novità di quest’anno il Trofeo Valli di Lanzo che ha premiato i vincitori di classe nell’ultimo trittico di prove.

Nell’ambito del Rally Città di Torino è stato promosso il Trofeo “Valli di Lanzo” riservato ai migliori di classe dell’ultimo trittico di prove. Il venerdì sera si è concluso con l’elezione di Miss Pianezza e Miss Rally Città di Torino. La corona alla più bella della serata è andata rispettivamente a: Federica Iemma (Miss Pianezza), Miriam Panella (Miss Rally Città di Torino), Denise Salvaguardia (Miss Comune Fiorito)

Rally della Lanterna positivo per la Racing for Genova Team

Quattro successi di classe, 9 vetture classificate su 16 partite, primato tra le scuderie e un equipaggio nella top ten finale della gara: è positivo il bilancio della partecipazione della Racing for Genova Team al 35° Rally della Lanterna, disputato a Santo Stefano d’Aveto lo scorso fine settimana.

La “palma” dei migliori del sodalizio genovese è andata a Gigi Giacobone – Monica Cicognini, giunti settimi assoluti con la Skoda Fabia R5 dopo una prestazione tutta sostanza; quella dei più sfortunati, invece, spetta a Michele Guastavino e Laura Bottini, anche loro con la Fabia, quinta forza assoluta del rally sino alla penultima prova speciale, da cui sono usciti in forte ritardo per una foratura.

I quattro successi di classe sono stati conquistati dai savonesi Francesco Aragno – Andrea Segir (Renault Clio) nella Super 1600 e dalle Peugeot 106 di Luca Basso e Simone Cuneo (N2), Luca Fontana e Fabrizio Ponti (A5) e dai veterani Enrico Pagano e Giorgio Antichi (N1). Aragno e Segir nel prossimo fine settimana saranno chiamati a confermare la bella prestazione del “Lanterna” al Rally Città di Torino, dove saranno al via con una Peugeot 207 Super 2000.

La “gara di casa” ha regalato alla Racing for Genova Team anche le buone prestazioni dei veloci coniugi chiavaresi Lorenzo Mottola e Romina Mazzino, la cui loro “prima volta” con la Clio Super 1600 ha fruttato il terzo posto di classe, e dei neo portacolori Alberto Biggi e Marco Nari, che hanno portato con onore al debutto sulle strade genovesi l’inedita ed attesa Volkswagen Polo R5. Indicazioni positive anche per Fabrizio Carabetta – Oreste Manzi (Peugeot 106), terzi in classe N2 ma penalizzati in sede di controllo orario, e Maurizio Rossi – Marta De Paoli (Peugeot 207 S2000), ritirati prima del CO finale con l’idroguida ko.

Costrette al ritiro, infine, le Renault Clio RS della “Sartori family”, quella di papà Giuseppe, con Luigi Rossi, e quella del figlio Manuel, in coppia con Luca Marchesi, la Clio Williams di Luigi Guardincerri e Angelo Ferrari, le Peugeot 106 di Andrea Peirano – Giorgia Lecca e Massimiliano Melara – Simona Gazzo e la Citroën Saxo di Luca Formentera – Walter Terribile.

Marco Gianesini: ‘Dispiace per il testacoda nel finale al Reggello’

“Dispiace per il testacoda nel finale – ha detto Gianesini – ma è altrettanto vero che la rimonta era assai difficile: ci abbiamo provato sapendo che osando avremmo potuto commettere qualche errore e così è andata; sono al contempo soddisfatto però perché la Polo si è confermata una vettura formidabile in grado di assecondarmi dall’inizio alla fine; questa per me era una gara test in vista del “mio” Coppa Valtellina” che ci sarà tra due settimane e ritengo sia stata una prova assolutamente efficace”.

Il pilota di Sondrio, insieme al bergamasco Marco Bergonzi, ha concluso il Rally del Reggello in seconda posizione assoluta confermando un miglioramento nel feeling con gli asfalti fiorentini. Sulla Volkswagen Polo R5 del team HK Racing, Gianesini ha vestito ancora una volta i panni del protagonista vincendo tre prove speciali (di cui una a parimerito) e tallonando per tutta la corsa il vincitore finale, Senigagliesi.

Nel tentativo di colmare l’esiguo gap con il capoclassifica, l’equipaggio lombardo è incappato però in un testacoda che gli è costato ben 22″ e che ha spento definitivamente le speranze di rimonta. Nonostante questo, i due portacolori della scuderia Top Rally si sono dimostrati ancora una volta efficaci in un rally che ha sempre detto bene giacché in quattro partecipazioni, Gianesini e Bergonzi hanno ottenuto due vittorie e due secondi posti.

Poker di Carlo Alberto Senigagliesi al Rally del Reggello

La gara organizzata da Reggello Motor Sport, in collaborazione con l’Automobile Club Firenze è stata quella del “poker” da parte di Senigagliesi, che aveva qui già trionfato altre tre volte (2014, 2016 e 2018), interrompendo la serie di allori conquistati sempre in anni dispari. Il pilota di Pomarance aveva preso il comando della classifica già dalla prima prova del sabato, la “spettacolo” a Cascia di Reggello, per poi allungare a piccoli passi riuscendo a rintuzzare gli attacchi decisi del valtellinese Marco Gianesini, con Bergonzi alle note, alla loro seconda gara con la VolksWagen Polo R5, già trionfatore a Reggello in due occasioni (2015 e 2017).

Per Gianesini, sempre all’attacco del vincitore, la conferma di essere un pilota oltre che forte bravo ad adattarsi velocemente a vetture nuove e strade difficili, ma anche un finale thrilling, con circa 20” persi durante la penultima prova a causa di un testacoda, che all’atto pratico, ha agevolato Senigagliesi nel mettere in cassaforte il successo assoluto. La lotta per il successo è dunque stata un argomento tra Senigagliesi e Gianesini, con terzo arrivato poi il fiorentino Marco Cavalieri, con Bazzani al fianco, sulla seconda Polo R5 iscritta. Una gara regolare e sempre di vertice, per il gentleman fiorentino, in questo caso premiato dalla costanza e per l’impegno in una gara che apprezza da sempre.

Dalla classifica manca l’atteso comasco Jacopo Civelli, fermatosi dopo quattro prove per uscita di strada con la sua Fabia R5, sulla quale era affiancato dal versiliese Tricoli, e manca anche il gentleman lucchese Pierluigi Della Maggiora, con Favali, sulla Fabia R5. Per loro, quarti assoluti fino all’ultima prova, la doccia fredda di essere andati in testacoda in un punto stretto della strada senza riuscire a ripartire, vanificando così una nuova prestazione di livello.

Quarto dunque ha chiuso il pistoiese di Larciano Gianni Lazzeri, di nuovo con la Clio S1600, autore di una gara tutta all’attacco, insieme a Cesaretti, firmando il primato tra le vetture a due ruote motrici. La top five è stata invece siglata dal Campione Toscano uscente Fabio Pinelli, tornato in gran forma con la Renault Clio R3, compagna di tante battaglie negli anni addietro, sulla quale è stato navigato da Pellegrini.

La curiosa presenza straniera, quella dei taiwanesi Dai Wei Yein e Yu Tsung Hsieh, con una Ford Fiesta R5 non è andata oltre la 16^ posizione assoluta, evidentemente soffrendo le nervose ma anche veloci strade del Valdarno che guarda Firenze, sulle quali erano ovviamente al debutto. A Billocci-Migliorati è andata invece la vittoria in Gruppo N, con la Renault Clio RS.

Nella “Coppa Città dell’Olio” riservata alle auto storiche, vittoria sicura per il senese Walter Pierangioli con la sua Ford Sierra Cosworth condivisa con Menchini, aggiudicandosi anche il quarto raggruppamento. Il pilota di Montalcino ha saputo tener testa in sicurezza al livornese Riccardo Mariotti, con la ammiratissima Alfetta GTV, il quale deciso a rifarsi della delusione dello scorso anno, quando un guasto nel finale di gara gli precluse una grande soddisfazione.

Soddisfazione dunque arrivata quest’anno nonostante magagne prima alla turbina e nel finire al cambio. Di Mariotti, navigato da Sanesi, anche la prima posizione del terzo raggruppamento davanti ai locali Massimiliano Fognani e Francesco Sammicheli, con la piccola Autobianchi A112 Abarth, eccezionali a far propria anche la terza posizione finale assoluta. Dietro a loro Masini-Masini (Peugeot 205) ed i senesi Salvini-Tagliaferri, primi del secondo raggruppamento in un’inedita versione con la Lancia Fulvia HF, in luogo della loro solita Porsche 911.

Classifica assoluta

1. Senigagliesi-Lupi (Skoda Fabia) in 54’35.6; 2. Gianesini-Bergonzi (Vw Polo) a 27.6; 3. Cavalieri-Bazzani (Vw Polo) a 52.5; 4. Lazzeri-Cesaretti (Renault Clio) a 3’31.8; 5. Pinelli-Pellegrini (Renault Clio) a 3’36.6; 6. Zelko-Cecchi (Renault Clio) a 4’13.5; 7. La Ferla-Piazzini (Peugeot 208) a 4’21.4; 8. Bonechi-Fratta (Renault Clio W.) a 5’07.3; 9. Ciolli-Melani (Renault Twingo) a 5’07.8; 10. Nesti-Grilli (Peugeot 208) a 5’22.1.

Rally della Lanterna: la Val d’Aveto pronta alla festa

A pochi giorni dal via il Rally della Lanterna, pronto all’edizione numero 35 che sarà affiancata dal 3° Rally Val d’Aveto, taglia già un importante traguardo, quello degli 81 equipaggi iscritti. Un leggero incremento rispetto al 2018 ed un dato molto confortante per gli organizzatori della Lanternarally e del Gruppo Sportivo Allegrezze, che da mesi stanno concentrando i loro sforzi per la migliore riuscita della manifestazione, supportati dalle amministrazioni locali e dall’Aci Genova.

Il 31 agosto e 1 settembre i tanti appassionati presenti saranno certamente ripagati da un grande spettacolo offerto dalle tante vetture cosiddette “top car” al via, a cominciare dalle tre WRC; le Ford Fiesta di Alessandro Gino, già vincitore nel 2017, e di Fabio Federici, più la Citroen DS3 di Simone Miele, auto che lo scorso anno trionfò nelle mani del papà Mauro, quest’anno in gara con una Skoda Fabia R5.

Proprio dalla classe R5 ci si aspetta una lotta molto interessante, con diversi piloti, oltre al già citato Miele Sr., in grado di competere per le posizioni di vertice. Il genovese Mezzogori, dopo il buon esordio del Rally di Salsomaggiore, andrà in cerca di un buon risultato con la Skoda Fabia, stessa vettura che sarà utilizzata anche da Raffo, Carella, Arzà, Castagnoli, Craviotto, Giacobone e Guastavino. Alberto Biggi porterà al debutto sulle strade genovesi la Volkswagen Polo, mentre Berchio sarà al volante di una Ford Fiesta.

Occhi puntati anche sulla Super 2000, che vedrà in lizza Maurizio Rossi, Bertani e Pederzani con un terzetto di Peugeot 207. Interessante anche il parco partenti della classe Super 1.6, con cinque Renault Clio per Aragno, Mottola, Giordano Barberis, Vigo e Tuo.

Il 35° Rally della Lanerna scatterà ufficialmente alle 15 di sabato 31 agosto dal centro storico di Santo Stefano d’Aveto, con gli equipaggi che affronteranno subito le prime quattro prove speciali, seguite dall’attesissima prova serale “Pievetta”, nelle immediate vicinanze di Santo Stefano. La prova, come del resto l’intera gara, sarà dedicata alla memoria di Ugo Monteverde e per l’omonimo Memorial saranno messi in palio dei premi in buoni benzina per i vincitori delle classi N1, N2 ed N3.

Altri buoni per l’acquisto di abbigliamento tecnico andranno ai primi tre classificati del due ruote motrici e under 28.
Il Gruppo Sportivo Allegrezze metterà invece in palio i consueti premi per i vincitori delle classi R2B, Super 1600, N3 ed N2 al termine dei due giorni di gara. Ora non resta che aspettare sabato 31 agosto, quando i motori inizieranno a rombare già dalle prime ore della mattina durante lo Shakedown, che darà inizio ad un lunghissimo weekend di rally.

CIRAS: Il Team Bassano riparte dal Rally Alpi Orientali Historic

Agosto agli sgoccioli e attività rallystica che si rimette in moto dopo la pausa estiva col calendario che propone il tradizionale appuntamento udinese del Rally delle Alpi Orientali al quale il Team Bassano sarà presente con nove equipaggi. Scorrendo l’elenco, il primo a comparire è quello formato da Tiziano e Francesca Nerobutto che ritrovano l’Opel Ascona 400 Gruppo 4 con la quale vorranno inserirsi nella sfida per la vittoria del 3° Raggruppamento.

Tocca poi a Matteo Luise che ritorna sulle strade friulane dopo venticinque anni dall’ultima volta e sarà nuovamente alla guida della Fiat Ritmo 130 TC Gruppo A navigato dalla moglie Melissa Ferro. Torna a saggiare l’asfalto anche Federico Ormezzano con la Talbot Sunbeam Lotus Gruppo 2 e Maurizio Torlasco alle note, mentre il fratello Marco le detterà a “MGM” sulla Porsche 911 SC Gruppo 4. Nuova esperienza per Nicola Cazzaro che lascia momentaneamente il volante dell’A112 per saggiare quello della Volkswagen Golf Gti Gruppo A che condividerà con Giovanni Brunaporto.

L’elenco prosegue con un’altra Porsche 911, la Gruppo B di Ermanno Sordi nuovamente a far coppia con Claudio Biglieri e poi si scorre sino a trovare la Renault Alpine A110 Gruppo 4 di Luigi Capsoni e Paola Migliore che avranno l’obbiettivo della rincorsa al podio di 1° Raggruppamento dove troveranno anche i compagni di team Pietro Turchi e Carlo Lazzerini sull’inseparabile Fiat 125 Special Gruppo 1; a chiudere la compagine dall’ovale azzurro, i rientranti Nicola Tricomi e Roberto Genovese con l’Opel Kadett Gt/e Gruppo 2. Il programma di gara prevede la prima tappa su quattro prove speciali, venerdì 30 e la seconda con sei tratti cronometrati, l’indomani, sabato 31 agosto. Partenza da Gemona del Friuli e arrivo in centro a Udine.

Racing for Genova Team: 15 auto dal Rally della Lanterna

Partecipazione numerosa della Racing for Genova Team al 35° Rally della Lanterna, in programma sabato e domenica prossimi. La scuderia genovese schiererà a Santo Stefano d’Aveto ben 15 vetture, con l’intenzione di recitare un ruolo importante. “Per il momento – osserva il team manager Raffaele Caliro – abbiamo dimostrato di essere sempre vicini, con la nostra presenza, all’automobilismo di casa nostra: se poi arriverà qualche bel risultato sarà il miglior premio per il nostro lavoro”.

Riflettori puntati sulle tre vetture della Racing for Genova Team in lizza nella prestigiosa R5, la classe regina del rally. Sono le due Skoda Fabia di Michele Guastavino, desideroso di riscattare la delusione del Golfo dei Poeti, e Laura Bottini e di Gigi Giacobone – Monica Cicognini e l’inedita Volkswagen Polo che sarà condotta dall’esperto Alberto Biggi, neo acquisto del sodalizio genovese, e da Marco Nari. C’è attesa, però, anche per le due Renault Clio S1600 affidate ai savonesi Francesco Aragno – Andrea Segir, anche loro sconfortati dall’ultimo impegno, e ai coniugi chiavaresi Lorenzo Mottola e Romina Mazzino, al debutto su questa vettura.

In gara al Rally della Lanterna per la Racing for Genova Team anche le due Renault Clio RS di classe N3 della “Sartori family”, quella di papà Giuseppe, con Luigi Rossi, e quella del figlio Manuel, in coppia con Sergio Marchesi. Luigi Guardincerri e Angelo Ferrari, invece, saranno al via con la Clio Williams di classe A7.

In classe A5 la Racing for Genova Team sarà presente con le Peugeot 106 di Andrea Peirano – Giorgia Lecca, Luca Fontana – Fabrizio Ponti e Massimiliano Melara – Simona Gazzo. In classe N2 difenderanno i colori del sodalizio genovese due Peugeot 106, rispettivamente di Fabrizio Carabetta – Oreste Manzi e Luca Basso – Simone Cuneo, e la Citroën Saxo di Luca Formentera – Walter Terribile. Enrico Pagano e Giorgio Antichi, con la loro 106, saranno al via in classe N1.

WRC2, Rally di Germania: Fabian Kreim sempre al top

Nonostante la carriera relativamente breve, Kreim ha già vinto due titoli tedeschi con Pirelli e Skoda Deutschland, ed è attualmente in testa al campionato nazionale 2019. Al Rally di Germania ha avuto a disposizione per la prima volta la nuova Skoda Fabia Evo e fin dall’inizio è stato ai vertici della categoria.

Terzo dopo lo tappa di venerdì, è riuscito a evitare problemi sulle impegnative prove asfaltate e sabato a metà giornata è passato al comando. Nei due conclusivi giri sulle prove nell’insidiosa area militare di Baumholder, è rimasto saldamente in testa fra le WRC2 concludendo 12° assoluto a meno di un minuto dal vincitore del WRC2 Pro.

Altri successi nelle classi. Kajetan Kajetanowicz, tre volte Campione Europeo Rally con Pirelli, ha consentito al marchio italiano di avere due piloti sul podio WRC2, grazie al terzo posto con la sua Volkswagen Polo a soli 3” dal secondo. Non solo: complessivamente i piloti Pirelli hanno vinto fra le WRC2 più della metà delle prove speciali del rally.

Altre soddisfazioni a Pirelli le hanno garantite altre tre vittorie di categoria, due delle quali firmate dal duo padre-figlio Hermann Gassner Sr e Jr. Papà ha vinto nella gara nazionale con una Mitsubishi Lancer Evo X, mentre suo figlio ha vinto la classe RC3 con la Toyota GT86 a trazione posteriore. Infine Roman Schwedt, che di solito gareggia nello Junior ERC3 Junior supportato da Pirelli, è stato il migliore della classe RC4 con la sua Peugeot 208 R2.

HK Racing: altre due VW Polo GTi R5 in arrivo ad agosto e ottobre

Non c’è due senza tre, vero, e nel caso di Felice Re vale anche il non c’è tre senza quattro. Infatti, il 23 agosto 2019 alla corte della HK Racing arriva la terza Volkswagen Polo GTI R5, mentre la quarta è attesa per il 7 di ottobre. Un evento molto importante per un team giovane, ma comunque ricco di esperienza.

Un’estate in cui non c’è un attimo di pace per gli uomini della HK Racing che quest’anno quasi non hanno visto l’ombrellone in attesa di allestire la terza Volkswagen Polo GTI R5 e che, appena finito di allestirla, devono procedere con il quarto nuovo esemplare della vettura tedesca.

Le due vetture della HK Racing debutteranno quasi sicuramente sul finire del 2019 in eventi che per ovvi motivi sono ancora da decidere, a preludio di un 2020 che si annuncia decisamente interessante su diversi fronti. E non solo e necessariamente nazionali.

Due Volkswagen incredibili sulla montagna di ‘Uphöfener’

Alla cinquantaduesima edizione della International ADAC Hill Climb Osnabruck, Volkswagen ha entusiasmato i fan con due veicoli spettacolari: il tedesco Jochi Kleint ha presentato sulla montagna ‘Uphöfener’ la leggendaria Golf II Pikes Peak a circa 25.000 spettatori. L’ex campione europeo rally ha partecipato alla Pikes Peak nel 1987, con questo veicolo, i cui due motori insieme arrivano ad erogare 480 kW (652 cavalli) di potenza massima.

Ma le sorprese non si sono fermate qui. Indovinate un po? La Volkswagen Polo R Supercar, vettura che era quasi imbattibile nel Campionato del Mondo Rallycross 2017 e il 2018, ha fatto la sua comparsa a Osnabrück. La spettacolare vettura a quattro ruote motrici è stata guidata da Ronny Wechselberger, per la prima volta.

ERC: Basso espugna il Rally Roma Capitale, classifica sub judice

Il 7° Rally di Roma Capitale, quinto appuntamento per il Campionato Italiano Rally e per il FIA European Rally Championship, si è concluso come un evento unico nel suo genere dove tra i migliori campioni del rallismo continentale e i protagonisti del CIR ad essere incoronati vincitori assoluti sono Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, sulla Skoda Fabia R5 di Metior Sport gommata Michelin.

Dallo spettacolare incipit, con una Roma che apre le porte e accoglie la corsa nei suoi luoghi unici, da Castel Sant’Angelo, passando per il centro della Città Eterna per poi proseguire con lo show ad Ostia, il pilota trevigiano e il navigatore toscano sono riusciti a tenere dietro tutti nonostante qualche piccolo errore nella seconda fase della gara che avrebbe potuto compromettere il risultato finale.

Giornata più corta quella conclusiva, ma comunque intensa lungo i difficili tratti cronometrati che attraversano i comuni di Rocca di Cave, Affile, Bellegra, Rocca Santo Stefano, in provincia di Roma, e Guarcino, in provincia di Frosinone. Culminata con il consueto show sul lungomare di Ostia, sdoppiato in due power stage, che di fatto non ha cambiato i verdetti finali.

Alle spalle di Basso termina la trasferta romana l’equipaggio di Orange1 Racing formato da Simone Campedelli e Tania Canton. Dopo una foratura nel primo giorno, il romagnolo ha effettuato una bella rimonta a bordo della nuova Ford Fiesta R5 di M-Sport, segnando anche il primo scratch della mattina. Un risultato che regala a Campedelli i punti necessari per piazzarsi secondo in Campionato e già guarda al prossimo round al Rally del Friuli Venezia Giulia.

Terzo gradino del podio per uno straordinario Andrea Crugnola. Un’incredibile prestazione del varesino con la Skoda Fabia R5 supportato da HK Racing e navigato da Pietro Ometto. Ha vinto tredici delle 16 prove speciali riscattando la sfortunata foratura della prima giornata. Episodio che sconvolge la sua gara ma non ridimensiona la sua prestazione da applausi.

Subito ai piedi del podio terminano Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov dietro a Crugnola di soli tre secondi. I due russi sono stati rallentati durante la seconda giornata da una penalità di un minuto, più qualche insoddisfazione nella guida della loro Citroen C3 che li hanno fatti chiudere quarti, ma primi della gara per l’Europeo. Quinto assoluto il ceco Filip Mares, affiancato dal connazionale Jan Hlousek, che su Fabia è stato bravo nel mantenere la posizione nonostante qualche scelta sbagliata di gomme, seguito al sesto posto dal giovane britannico Chris Ingram, ancora leader del ERC Junior su R5 boema.

Le posizioni che completano la top ten sono occupate dai principali nomi dell’Europeo: l’ungherese Norbert Herczig, su Volkswagen Polo R5, il giovane Martin Sesks con la Skoda Fabia R5. Segue il reggiano Antonio Rusce con un’altra Fabia R5, tra i superstiti del Tricolore Asfalto sulle selettive prove del Rally di Roma. Decimo un ottimo Umberto Scandola, con alle note Guido D’Amore, al debutto su asfalto con la sua nuova Hyundai i 20 R5.

Nel CIR Due Ruote Motrici, dopo un avvio un po’ in affanno per il toscano Tommaso Ciuffi aggiusta la mira del set up e riesce ad aggiudicarsi la quarta vittoria stagionale davanti ad un bravo Davide Nicelli, il pavese primo nel trofeo Peugeot Competition con la 208 R2.

Trasferta poco fortunata per i piloti del CIR Junior tra le Ford Fiesta R2 con i ritiri del piacentino Andrea Mazzocchi e il messinese Marco Pollara che regalano il sorriso al molisano Giuseppe Testa insieme a Massimo Bizzocchi.

Tra le vetture R1 un’ottimo debutto per Daniele Campanaro con la Ford Fiesta, davanti alle Swift R1 in lotta soprattutto per il Suzuki Rally Cup. Nel monomarca della casa giapponese il successo è andato al giovane Andrea Scalzotto che si porta in vetta alla classifica del trofeo per un solo punto su Fabio Poggio.

Classifica assoluta Rally Roma Capitale

1. Basso-Granai (Skoda Fabia R5); 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5); 3. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5); 4. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5); 5. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5); 6. Ingram-Whittock (Skoda Fabia R5); 7. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5); 8. Sesks-Briedis (Skoda Fabia R5); 9. Rusce-Vozzo (Skoda Fabia R5); 10. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 R5).

*I tempi finali sono attualmente sub judice a causa di problemi sul rilevamento dei tempi per quanto riguarda le ultime due prove speciali del rally.

Giandomenico Basso guida il Rally di Roma su Alexey Lukyanuk

Si sono concluse le prime tre prove della seconda giornata del Rally Roma Capitale, prova dell’Europeo Rally e del CIR 2019. Giandomenico Basso, sulla Skoda Fabia R5 Metior, resta leader della gara con una gestione oculata che gli consente di capitalizzare la leadership agguantata ieri anche grazie ad una serie di sfortune capitate ai sui colleghi.

PS7 Affile-Bellegra (7,34 km). Il Rally di Roma Capitale riparte e si tinge sempre più di tre colori: verde, bianco e rosso. Anche durante la prima prova della giornata conclusiva, PS7 Affile-Bellegra (7,34 km) partita alle 8.28, sono stati i piloti italiani a dominare la scena. Il miglior tempo in prova è di Simone Campedelli e Tania Canton sulla Ford Fiesta R5. Il pilota romagnolo di Orange 1 dimostra di voler recuperare terreno e prepararsi al meglio per il gran finale.

In 4’20.7 Campedelli piazza il primo scratch della domenica davanti ad Andrea Crugnola e Giandomenico Basso. Il pilota varesino, affiancato da Pietro Ometto su Skoda Fabia R5 di HK Racing si conferma ancora tra i più veloci, a 9 decimi di distanza da Campedelli in questa speciale.

Molto bene anche Basso, con Lorenzo Granai sulla Fabia R5 di Metior Sport che può iniziare a ragionare in ottica di Campionato, ma soprattutto può mantenere la leadership della gara e gestire il buon margine di vantaggio sugli inseguitori. Il trevigiano è terzo su questa speciale, a +1″7’ da Campedelli, ma è sempre in testa al rally e incrementa il gap su Alexey Lukyanuk di 3″8’ in questa prova speciale. Ora Basso si trova al primo posto con 40.1’’ di vantaggio sul russo nella classifica assoluta.

Provano a riprendere il passo degli italiani anche i piloti dell’Europeo. Il britannico Chris Ingram su Fabia R5 chiude quinto sulla “Affile-Bellegra” davanti al polacco Likasz Habaj, anche lui sulla R5 boema. Stessa vettura anche per il toscano del CIRA Rudy Michelini, sesto su questo tratto cronometrato, che è ripartito questa mattina nonostante il ritiro parziale nella giornata di ieri per provare a riscattare un Rally di Roma Capitale nuovamente indigesto per lui.

Quindi settimo Alexey Lukyanuk che ragiona in chiave ERC e gestisce il vantaggio dai suoi diretti rivali mantenendo comunque la seconda posizione in classifica su Citroen C3 R5, con un gap di 19.6’’ su Campedelli, terzo assoluto. Completano la top ten di questa prova speciale l’ungherese Herczig (Volkswagen Polo R5), e i due piloti della Repubblica Ceca Filip Mares (Fabia R5) e Vojtech Stajf (Polo R5) rispettivamente a +7″7 e +8″6.

PS8 Rocca di Cave 1 (7,25 km). Il miglior tempodi 5’08.5 qui è di Andrea Crugnola con la Skoda Fabia R5 della HK Racing di Felice Re, davanti a Alexey Lukyanuk a soli quattro decimi di secondo con la Citroen C3 R5 ancora non pienamente soddisfatto. Terzo crono a un secondo e due decimi dal primo, per il toscano Rudy Michelini che si sta effettivamente riscattando del ritiro di ieri. Una seconda giornata dal chilometraggio più corto anche su Rocca di Cave di 7,25 km.

Quarto crono in prova per Likasz Habaj con la Skoda Fabia R5 seguito a sua volta da Simone Campedelli, con la Ford Fiesta R5. Il britannico Chris Ingram su altra vettura ceca R5 chiude sesto assoluto. Perde invece del tempo il trevigiano Giandomenico Basso: che ha perso qulche secondo su un tornante perchè gli si è spenta la Skoda, ottavo tempo per lui.

Per quanto riguarda gli iscritti del tricolore Due Ruote Motrici Tommaso Ciuffi, in attesa del tempo di questa prova, ha realizzato il miglior crono sulla prima di questa mattina davanti a Davide Nicelli e Jacopo Trevisani, tutti su Peugeot 208 R2. Tra i protagonisti del CIR Junior, sulla prova speciale di questa mattina, la sfortuna è arrivata per Andrea Mazzocchi in coppia con Silvia Gallotti, migliori assoluti della giornata di ieri, costretti a ritirarsi a causa di un capottamento della Ford Fiesta R2.

PS9 Rocca Santo Stefano 1 (13,40 km). Raddoppia Andrea Crugnola anche sulla prova numero 9 con il tempo di 7’59.1, davanti alla Ford Fiesta R5 di Simone Campedelli. Una bella sfida con distacchi minimi tra il varesino e il romagnolo, qui di soli nove decimi di secondo. Crugnola così risale in quinta posizione assoluta. In questa prova, si segnala il ritiro di Giacomo Scattolon (Hyundai i20 R5), tr gli iscritti del tricolore asfalto, per problema alla sospensione riscontrato questa mattina.

Tra i protagonisti del Campionato Europeo dietro al russo Lukyanuk, terzo assoluto in questa prova, è davanti al polacco Habaj con la Skoda Fabia a sua volta seguito dal veloce Filip Mares, quarto assoluto. Si confermano accese le sfide per la top five del rally capitolino che al momento vede la seguente situazione:

1. Basso-Granai (Skoda) in 1:24’09.2 ; 2. Lukaynuk-Arnautov (Citroen) +31.5⠀ 3. Campedelli-Canton (Ford) +51.3; 4. Mares-Hlousek (Skoda) +1’19.6; 5. Crugnola-Ometto (Skoda) 1’48.4.

Giandomenico Basso si proietta al comando del Rally di Roma

Giornata lunga, impegnativa e carica di emozioni per il 7° Rally di Roma Capitale, gara organizzata da Motorsport Italia, valida per il quinto atto del Campionato Italiano Rally e quinto anche per il FIA European Rally Championship. Un sabato che ha visto assoluti protagonisti Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, sulla Skoda Fabia R5 di Metior Sport gommata Michelin, che sono riusciti a tenere dietro tutti i migliori campioni del rallismo continentale.

Frazione iniziale del rally che ha visto una serie di problemi e ritiri per alcuni dei piloti più quotati. Inconvenienti che hanno condizionato sia la classifica dell’Europeo che quella del Tricolore e che fra l’altro hanno visto protagonisti Andrea Crugnola e Luca Rossetti. Il primo insieme a Pietro Ometto ha vinto ben quattro delle sei prove speciali alla guida della Skoda Fabia R5, mentre il secondo navigato da Eleonora Mori si è affermato alle spalle del varesino nel primo loop di prove.

Crugnola e Rossetti sono stati però protagonisti, in chiave negativa, durante il secondo giro. Prima il pilota supportato da di HK Racing ha forato e perso oltre due minuti per cambiare la gomma della R5 ceca, perdendo di conseguenza la leadership. Poi il friulano del Double Chevron è stato costretto a ritirarsi dopo aver sbattuto con la Citroen C3 R5 gommata Pirelli al settimo chilometro della prova di Pico.

La foratura del primo e il ritiro del secondo hanno offerto il comando della gara a Basso. Un primo riscontro importante per il trevigiano, sempre tra i più veloci, ha preceduto il russo Alexey Lukyanuk, primo tra i drivers della serie europea e secondo in gara con la Citroen C3 R5 a +36″3’. Il vincitore dell’ultimo Rally di Roma affiancato da Alexey Arnautov ha riscontrato continui problemi, tra i quali una doppia foratura sempre sulla prova di Pico dopo una noia alla valvola pop-off nella fase d’apertura.

Rally complicato anche per Simone Campedelli che paga lo scotto di essere arrivato a Roma con la vettura nuova e zero feeling e una foratura all’anteriore destra questa mattina come lo scorso anno. Il romagnolo di Orange 1 Racing con alle note Tania Canton, è riuscito comunque a rimanere in corsa fino a conquistare la terza piazza assoluta. Nonostante un gap di 1’01.4 da Basso, ora Campedelli potrà impostare una corsa in chiave campionato in vista del finale.

Sorte avversa anche per Lukasz Habaj. Il leader del FIA ERC, in coppia con Daniel Dymurski su Fabia R5, rimasto in terza posizione fino all’ultima speciale della giornata nonostante un problema ai freni che lo aveva limitato nella prova iniziale. Quindi il polacco si è fermato sul tratto cronometrato finale, lasciando definitivamente la corsa al vertice.

Nelle posizioni ai piedi del podio chiudono il ceco Filip Mareš (Skoda Fabia) e l’ungherese Norbert Herczig (Volkswagen Polo R5) Qualche problema di freni per il britannico Chris Ingram (Skoda), chiude in sesta posizione assoluta. Settimo e ottavo posto rispettivamente per Andrea Crugnola e per il giovanissimo Martin Sesks, alla sua prima gara su asfalto, entrambi su Fabia R5.

Buon esordio su asfalto con la Hyundai i20 NG R5 per Umberto Scandola. Il veronese insieme a Guido D’Amore è entrato in ritmo con la coreana sulle prove del frusinate, ma all’ultimo crono ha subito una foratura per la quale ha perso 3’10’’, chiudendo 10° assoluto, alle spalle del reggiano Antonio Rusce, SKoda Fabia R5, primo tra gli iscritti del CIRA. Proprio per quanto riguarda gli iscritti al tricolore Asfalto, la sfortuna ha colpito Rudy Michelini, costretto a ritirarsi a metà giornata per un’uscita di strada.

Nel CIR Due Ruote Motrici, molto bene il pavese Davide Nicelli tra le 208 R2 che chiude davanti Tommaso Ciuffi. Il toscano ha migliorato nella seconda fase, ma non ha trovato la soluzione migliore di assetto. Tra i piloti del CIR Junior tra le Ford Fiesta R2 si è saputo distinguere il piacentino Andrea Mazzocchi vincendo le prove di oggi contro Marco Pollara e Giuseppe Testa.

Tra le vetture R1 prima giornata positiva per Daniele Campanaro con la debuttante la Ford Fiesta, mentre tra le Swift R1 per il monomarca giapponese Suzuki Rally Cup ha chiuso davanti Andrea Scalzotto, davanti alla Swift di Corrado Peloso. Domenica 21 luglio, seconda e decisiva tappa. In programma altri dieci tratti cronometrati pari a 94,28 km immersi in un percorso complessivo di tappa di quasi 370 chilometri.

Tratti cronometrati difficili che attraversano territori di straordinaria bellezza come quelli dei comuni di Rocca di Cave, Affile, Bellegra, Rocca Santo Stefano, in provincia di Roma, e Guarcino, in provincia di Frosinone. Territori che ospiteranno le prime otto prove, mentre le ultime due si svolgeranno ad Ostia, in un circuito ricavato sul lungomare. Arrivo finale ad Ostia alle ore 20.30.

Classifica dopo PS6: 1.Basso-Granai (Skoda Fabia R5) in 1:06’28.3; 2. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5) a 36.3; 3. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 1’01.4; 4. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5) a 1’07.6; 5. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5) a 1’40.3; 6. Ingram-Whittock (Skoda Fabia R5) a 1’42.0;7. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) a 2’00.1; 8.Secks-Briedis (Skoda Fabia R5) a 2’07.4; 9.  Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) a 2’39.7; 10. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 R5) a 4’21.2.

Così sulle prove speciali del Rally di Roma

PS4 Pico-Greci (19.46 Km). Sul primo passaggio è stato il pilota russo a chiudere al comando. Una foratura rallenta la corsa di Andrea Crugnola, mentre sbatte Luca Rossetti con la Citroen C3 R5, senza problemi per l’equipaggio. Poi la prova viene interrotta.

Ripartita la prova, alle spalle di Basso si mantiene il ceco Mares, dietro di lui Habaj con la Skoda Fabia R5 a 9”9 da Basso. Una foratura rallenta anche la corsa di Alexey Lukyanuk a sette chilometri dal fine prova, e quella di HIroki Arai entrambi su Citroen C3. Meglio invece il secondo passaggio del veronese Umberto Scandola che ha cambiato qualcosa nel set up dela sua Hyundai I20 R5.

Segna il terzo crono in questa prova, a 6”4 da Basso, chiude Simone Campedelli. Il romagnolo in parco ha cambiato qualcosa nel set up della macchina, migliorandolo. Ottimo il tempo qui di Martins Secks con la Skoda Fabia R5, giovane di 22 anni, che è alla sua prima gara su asfalto. Migliora rispetto al primo passaggio dove aveva forato.

Segnalato fermo Paulo Nobre per cambiare la gomma alla sua Skoda Fabia R5, poi ripartito. In questa prova il più veloce risulta Giandomenico Basso insieme a Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5.

La top five dopo la PS4: 1. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) in 2. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5)+36.4 3. Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5)+55.1; 4. Mares- Hlousek (Skoda Fabia R5)+56.3; 5. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) +59.4.

PS5 Roccasecca-Colle San Magno (13,93 km). Giandomenico Basso e Lorenzo Granai sulla Skoda Fabia R5 di Metior gommata Michelin sono ancora in testa al 7°Rally di Roma Capitale dopo il secondo passaggio sulla Roccasecca-Colle San Magno (13,93 km). Il driver di Cavaso del Tomba sta cercando di limitare i danni e mantenere il passo considerate le difficoltà accusate dai diretti rivali del CIR, Crugnola e Rossetti.

Giandomenico Basso: “Stiamo andando con un buon passo. Nella prova di Pico come lo scorso anno ci sono stati dei ritiri. Stavolta out Rossetti e foratura per Crugnola. Noi dobbiamo pensare comunque a fare la nostra gara senza rischiare troppo, andando avanti, ma anche cercando di tenere un buon passo.”

Piuttosto sfortunata infatti la precedente prova di “Pico” per il varesino Andrea Crugnola navigato da Pietro Ometto, che è stato costretto a lasciare la leadership a causa di una foratura. Proprio Crugnola sta cercando ora di recuperare posizioni e ha iniziato a farlo nel migliore dei modi, segnando il miglior crono sulla P.S. 5 con il tempo di 8’20.8.

Andrea Crugnola: “Purtroppo è la mia bestia nera, la prova di “Pico”. Ogni anno è così. Ho forato e ho perso circa 2’ nella speciale precedente a questa, quindi non c’è più alcuna chance di vincere questo rally. Ora possiamo solo pensare a tenere duro e cercare di recuperare più posizioni possibili. Mi dispiace davvero, prima o poi la vittoria arriverà.”

Alle sue spalle, a 2’’7, nella classifica di questo tratto cronometrato l’equipaggio russo Lukyanuk-Arnautov su Citroen C3 R5. Terzo crono per il polacco leader dell’ERC Lukasz Habaj, che prosegue la sua gara costante al fianco di Dymurski su Skoda Fabia R5, chiudendo a 4’’8 da Crugnola.

Lukasz Habaj: “Non abbiamo avuto problemi particolari dopo la prima prova. In quella eravamo incappati in due testacoda. Ora, dopo aver messo a punto in assistenza quelle imperfezioni che avevamo all’inizio stiamo riuscendo a fare una corsa lineare, senza commettere errori.”

I due piloti dell’ Europeo si trovano rispettivamente in seconda e terza posizione anche nella classifica assoluta del Rally di Roma Capitale. Quindi quarto tempo per Basso a +6.9’’, dietro di lui il romagnolo Simone Campedelli, insieme a Tania Canton, che non ha ancora la confidenza nel battesimo della sua nuova Ford Fiesta R5.

Simone Campedelli: “I tempi non sono brillanti. Siamo lontani da quanto pensavamo di riuscire ad essere. Non riusciamo a stare sui tempi di Crugnola, stiamo lottando con la vettura anche se capiamo che la nuova Ford Fiesta ha delle ottime potenzialità, che per ora non riusciamo comunque a mettere a frutto.”

Rispettivamente in sesta e settima posizione in questo tratto cronometrato il ceco Mares su Fabia R5 e l’ungherese Herczig su Polo R5. Tra i due driver dell’est Europa prosegue la sua gara da sesto della classifica assoluta il veronese Umberto Scandola, con alle note Guido D’Amore su Hyundai i20 R5. Scandola sta dimostrando di riuscire ad interpretare nel migliore dei modi l’esordio con la vettura coreana su asfalto e in questa quinta prova della giornata ha segnato l’ottavo crono. Completano la classifica della speciale i due giovani dell’ERC Junior, il lettone Martins Sesks e il britannico Chris Ingram entrambi su Fabia R5.

Bene la corsa tra le RGT del siciliano Andrea Nucita con la 124 Abarth che in questa prova chiude alle spalle della Citroen C3 R5 di Arai subito fuori dalla top ten della prova. “è tutto ok.” ha dichiarato il driver messinese “In questa prova la vettura è stata incredibile, sta andando alla grande. Posso solo pensare di continuare a fare la mia gara e dare del mio meglio”. In questa prova tra i piloti dell’ERC, Stajf (Volkswagen Polo R5) subisce un’altra foratura consecutiva, stavolta all’anteriore destra.

ERC, Andrea Crugnola in testa al Rally Roma Capitale

Dominio italiano nella prima fase della prova tricolore valida per l’ERC, Andrea Crugnola è in testa al Rally Roma Capitale. Il forte driver varesino, che corre con la Skoda Fabia R5 ottimamente gestita dalla HK Racing, ha agguantato la leadership del Rally Roma Capitale 2019 dalla seconda prova e sembra ben intenzionato a non mollare la presa. A Roma il rally è accolto come una festa e le zone del frusinate stanno esplodendo di passione. Ecco la cronaca del primo trio di prove speciali.

PS1 Pico Greci (19, 46 Km). Dopo lo start spettacolare a Castel Sant’Angelo nel cuore della Capitale, questa mattina gli equipaggi del Rally di Roma Capitale sono partiti in orario con la ps.1 “Pico-Greci 1” di 19,46 km. Si comincia con un uscita di strada per il primo equipaggio formato dall’austriaco Nikolaus Mayr Melnhof insieme a Poldi Welsersheimb con la Ford Fiesta R5. Il miglior tempo in prova è stato realizzato dall’equipaggio formato da Nikolay Gryazin e Yaroslav Fedorov su Skoda Fabia R5 con il crono di 11’34.6.

Subito bene tra i protagonisti del Campionato Italiano Rally, Andrea Crugnola con Pietro Ometto con un’altra Fabia R5, che terminano la prova dietro ai russi, ad un secondo e quattro decimi e primi tra gli italiani. Terzo crono in prova per il trevigiano Giandomenico Basso, navigato da Lorenzo Granai a bordo di un’altra Fabia R5, dietro a Crugnola di soli due decimi.

Quarto tempo per Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov, Citroen C3, con 10”8 di distacco da Gryazin. Quinto crono per Simone Campedelli e Tania Canton con la nuova Ford Fiesta R5 che chiude davanti ad un altro equipaggio dell’Italiano, quello formato da Luca Rossetti e Eleonora Mori con la Citroen C3 R5 dietro di 15”2 dal primo. Alle spalle del pilota di Citroen Italia segue il polacco Habaj il ceco Mares, sempre su Fabia, a sua volta seguito da Umberto Scandola con la Hyundai I20 R5, ottavo corno per lui davanti al ceco Filip Mares e e l’ungherese Herczig con la Volkswagen Polo R5 che chiude la top ten provvisoria.

CLASSIFICA DELLA PS1: 1. Gryazin-Fedorov (Skoda Fabia R5) in 11’34.6;2. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) +1.4; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +1.6; 4. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5) +10.8;5. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) +14.3; 6. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) +15.2;7. Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5) +18.5;8. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG R5) +24.4; 9. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5) +25.2;10. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5) +34.9.

Nikolay Gryazin è costretto ad inseguire dopo la PS1
Nikolay Gryazin è costretto ad inseguire dopo la PS1

PS2 Roccasecca-Colle San Magno (13,93 km). Dopo lo start sull’intenso tratto cronometrato “Pico-Greci” le vetture in gara si sono lanciate verso i tratti veloci che, partendo da Roccasecca, salgono fino a circa 900 metri sul livello del mare. Subito un colpo di scena in questo inizio del Rally di Roma quando sul secondo crono il russo Nikolay Gryazin, il migliore sulla prima speciale insieme a Yaroslav Fedorov, è stato protagonista di un dritto nel finale della prova con la Skoda Fabia R5.

Il comando della gara lo ha quindi preso Andrea Crugnola. Il varesino del CIR si sta dimostrando a suo agio sugli asfalti ciociari a bordo della Fabia R5 e dopo il secondo tempo sulla prova iniziale ha piazzato lo scratch sulla “Roccasecca-Colle San Magno”. Alle sue spalle gli altri big del tricolore. Secondo tempo su questo tratto per il friulano Luca Rossetti, che inizia ad entrare in ritmo sulla Citroen C3 R5. Terzo tempo per Giandomenico Basso (Fabia R5) che nonostante qualche difficoltà di troppo si mette alle spalle di Crugnola, secondo nella classifica assoluta a +4.9’’: “Non avevo grip all’inizio – dichiara Basso a fine prova – ho perso molto tempo penso di aver forato all’inizio e non mi sono trovato molto bene su questo tratto.”

Ancora attardato il vincitore dell’ultimo Rally di Roma Alexey Lukyanuk, quarto assoluto a +16.7. Il russo perde altri 7.3’’ per un problema con la valvola pop-off della Citroen C3 R5: “Sta andando piuttosto male. Ho problemi per la mancata apertura della pop off già dalla prima prova, va in protezione e non abbiamo potenza”. Quinto crono per Umberto Scandola che migliora ad ogni chilometro il suo feeling con la Hyundai i20 R5 al debutto stagionale su asfalto: “Per ora va tutto bene. Personalmente devo solo pensare a fare chilometri con questa macchina su asfalto”.

Dietro alla top five l’ungherese Herczig (Volkswagen Polo R5) con un distacco minimo di un decimo sul ceco Mares (Fabia R5). Gara complessa per il giovane britannico Chris Ingram (Fabia R5), ottavo tempo in questa piesse, che continua a pensare alla sua corsa nel ERC Junior. Completano la top ten della prova il giovane lettone Martins Sesks e il polacco Lukasz Habaj, entrabi su Fabia R5.

Molte difficoltà per Simone Campedelli, ancora non al meglio sulla nuova Ford Fiesta R5, rallentato su questa seconda prova da una foratura all’anteriore destra: “Sfortunatamente abbiamo avuto una foratura su un taglio. Al momento non ho ancora una buona confidenza con la macchina”. Piuttosto soddisfatto invece Andrea Nucita al volante della sua Fiat Abarth 124 Rally: “Abbiamo un buon ritmo ad ora, sta andando bene. La macchina offrendo una buona resa, penso di essere anche in testa alla categoria quindi per ora sono abbastanza soddisfatto. Dobbiamo pensare a fare la nostra gara.”

CLASSIFICA DELLA PS2: 1. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) in 8’21.9; 2.Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) +0.9; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +4.7; 4. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5) +7.3; 5.Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG R5) +13; 6. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5) +14.5; 7. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5) +14.7; 8. Ingram-Whittock (Skoda Fabia R5) +16.1; 9.Sesks-Briedis (Skoda Fabia R5) + 20.7; 10. Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5) +23.5

CLASSIFICA DOPO LA PS2: 1. Gryazin-Fedorov (Skoda Fabia R5) in 11’34.6; 2. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) +1.4; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +1.6; 4. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5) +10.8; 5. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) +14.3; 6. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) +15.2; 7. Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5) +18.5; 8. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG R5) +24.4; 9. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5) +25.2; 10. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5) +34.9;

PS3 Santopadre – Arpino 1 (21,17 km). Non mollanoAndrea Crugnola e Pietro Ometto con la loro Skoda Fabia R5, segnando il miglior tempo di 13’05.9 e restando al comando della classifica del rally che si sta dimostrando davvero impegnativo per tutti, equipaggi dell’Italiano e dell’europeo. In questa prova numero tre, alle spalle dell’equipaggio di HK Racing chiudono  a soli due decimi di secondo, Luca Rossetti e Eleonora Mori con la Citroen C3 R5, mentre il terzo tempo è di Basso-Granai con la Skoda Fabia R5 a due secondi e quattro decimi da Crugnola.

Un altro quarto crono e primo dell’Europeo, il russo Lukyanuk a sei secondi netti da Crugnola, seguito dal romagnolo Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 a solo un decimo di distacco dal russo. Sesto tempo per il leader del FIA ERC, Habaj che conferma di aver avuto un buon set up ma che rimane concentrato nel non commettere errori inutili. Settimo tempo in prova per il britanico  Chris Ingram con un altra Fabia. Qualche difficoltà invece per Umberto Scandola con la Hyundai I20 R5 attualmente decimo in questa speciale, dietro ai protagonisti del FIA ERC rispettivamente l’ungherese Herczig, Polo R5 e il ceco Mares, Fabia R5.

CLASSIFICA DELLA PS3: 1. Crugnola-Ometto (Skoda Fabia R5) in 13’05.9; 2.Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) +0.2; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +2.4; 4. Lukyanuk-Arnautov (Citroen C3 R5) +6.0; 5. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) +6.1; 6. Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5) +11.9; 7. Ingram-Whittock (Skoda Fabia R5) +18.3; 8. Herczig-Ferencz (Volkswagen Polo R5) +20.1; 9. Mares-Hlousek (Skoda Fabia R5) +20.5; 10. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG R5) +25.4.

ERC, Rally Roma Capitale: bene Gryazin e Crugnola in qualifica

Miglior tempo di 2’11”1 realizzato dai russi Nikolay Gryazin e Yaroslav Fedorov su Skoda Fabia R5, seguito a meno di 2 decimi di secondo dagli italiani Andrea Crugnola e Pietro Ometto. Il pilota varesino anche lui su Skoda Fabia e a meno di 7 decimi dal vertice provvisorio l’equipaggio di Citroen Italia formato dal friulano Luca Rossetti ed Eleonora Mori sulla C3 R5, esordienti sulle strade laziali e nonostante qualche noia alla trasmissione, subito risolta.

Top ten completata dai polacchi leader di Campionato Europeo Lukasz Habaj e Daniel Dymurski anche loro su Skoda Fabia, con cui hanno apprezzato le caratteristiche della prova, seguiti a meno di 4 decimi dagli austriaci Nikolaus Mayr Melnhof e Poldi Welsersheimb su Ford Fiesta R5.

Il vento Giandomenico Basso su Skoda Fabia, con il 6° tempo è il quarto italiano in top ten, altri piloti tricolori con priorità di scelta della posizione in ordine di partenza, saranno il romagnolo Simone Campedelli sulla nuova Ford Fiesta R5 appena aggiornata da M-Sport, sulla quale il team è al lavoro per rifinire ed il veronese Umberto Scandola su Hyundai i20 R5.

Alle 16 in Campidoglio la Cerimonia della Selection of Start position e conferenza Stampa pre gara, alle 19 i protagonisti del 5° Round di Campionato Europeo e Campionato Italiano Rally saranno presentati sul palco di partenza a Castel Sant’Angelo.

Classifica Qualifyng Stage: 1. Gryazin (Skoda) 2’11”1 2. Crugnola (Skoda) +0.193 3. Rossetti (Citroen) +0.727 4. Habaj+1.062 5. Mayr-Melnhof (Ford) +1.447 6. Basso (Skoda) +1.704 7. Mares (Skoda) +1.715 8. Herczig (Volkswagen) +1.835 9. Ingram+2.154 10. Arai (Citroen) +2.384 11. Von Thurn und Taxis (Skoda) +2.476 12. Lukyanuk (Citroen) +3.178 13. Campedelli (Ford) +3.197 14. Scandola (Hyundai) +3.334 15. Stajf +3.576

Il giro di addio di Petter Solberg al Goodwood Festival of Speed

Il giro di addio alle vetture da rally, Petter Solberg lo ha fatto al Goodwood Festival of Speed ​​di quest’anno – l’occasione per mostrare la sua classe – visto che termina la sua più che ventennale attività rallystica alla fine di questa stagione. Solberg ha gareggiato con un Volkswagen Polo R Supercar da 580 cavalli, con la quale ha partecipato al Campionato del Mondo Rallycross 2017 e il 2018.

Il suo ottimo secondo posto nella ‘Shootout’ nel pomeriggio di domenica ha entusiasmato i tifosi. Accanto a lui c’era il figlio, Oliver, che guida nel Campionato Europeo Rally la Volkswagen Polo GTI R5, con cui ha conquistato una storica vittoria al suo debutto. A Goodwood, il diciassettenne è stato a lungo in scia al padre, finendo terzo nella bagarre appena dietro di lui e conquistando subito i cuori degli spettatori con i suoi spettacolari traversi.

L’Alba del Hyundai Family Rally Day sarà piemontese

Chi vuol assistere al Rally di Alba e gustarsi il piacere della città cuneese in festa deve affrettarsi, perché dal 27 al 28 luglio Alba diventa il cuore del Hyundai Family Rally Day. Sebastien Loeb, Daniel Elena, Umberto Scandola, Guido d’Amore e adesso anche Ole Christan Veiby con Jonas Andersson, da inizio anno suo copilota e precedentemente navigatore di Pontus Tidemand, e questo renderà il comprensorio Albese ancor più capitale dei rally di quanto già non lo sia.

Quando è stata annunciata la partecipazione del Cannibale – al secolo Sebastien Loeb – al Rally di Alba, che già prima del via a livello mediatico si conferma essere la gara del CIWRC più interessante della stagione 2019, si sono scatenate sane fantasie (incontrare Loeb, perché no?) e in tanti sono passati immediatamente ai fatti prenotando il week-end di fine luglio ad Alba. L’interesse è cresciuto quando è stata annunciata la partecipazione di Umberto Scandola con il neonato Hyunday Rally Team Italia (Hyundai Family Rally Day). E così, ad oggi sono davvero pochi i posti rimasti disponibili nella bella cittadina piemontese.

Il rischio è che nelle prossime ora finiscano anche i posti letto disponibili nelle vicinanze della capitale del tartufo, perché al codice di avviamento postale 12051 oggi è arrivata nientepopodimenoche l’iscrizione di Ole Christian Veiby, protagonista nel WRC 2 e sfortunato per essere stato una delle vittime degli incendi delle Volkswagen Polo GTI R5. Classe 1996, Ole è una promessa dei rally, figlio del boss di EEN VEEGY, che ha iniziato nel mondo del karting all’età di 14 anni, diventando campione norvegese crosskart della classe 125 alla stagione d’esordio.

Antonio Rusce si ripete al Rally Alto Appennino Bolognese

Ha parlato reggiano anche quest’anno, il Raab, alias Rally Alto Appennino Bolognese, un’edizione – la trentunesima – da grandi firme e grandi piedi, con la vittoria andata ad Antonio Rusce in coppia con Marco Vozzo, su una Skoda Fabia R5. Antonio Rusce e il suo copilota, equipaggio della X Race Sport, ha vinto di forza, prendendo il comando dalla seconda prova speciale per poi non lasciarlo più sino allo sventolare della bandiera a scacchi, posta in nella centrale Piazza della Libertà della città termale.

Per tutto l’arco del rally, nove prove speciali in un percorso che ha ricalcato la tradizione e comunque anche un poco “rinfrescato”, Antonio Rusce e Vozzo hanno saputo tenere alla guardia l’altro reggiano Roberto Vellani, che i successi delle due edizioni precedenti cercava il tris di allori con la Peugeot 208 T16 R5, affiancato da Silvia Maletti. Ci ha provato continuamente, il coriaceo pilota di Quattro Castella, a intimorire il rivale conterraneo, ma ha dovuto spesso far fronte ai fastidi dati dall’idroguida alla sua vettura, che lo hanno assillato per buona parte delle sfide.

Nulla toglie il merito comunque ad Antonio Rusce, arrivato al Rally Alto Appennino Bolognese per allenarsi in vista del prossimo impegno “tricolore” di Roma a metà luglio, ed onore alle armi anche per Vellani stesso, che ha confermato di essere comunque pilota di vertice.

Con i primi due progressivamente allontanatisi dal resto della compagine è stato assai spettacolare il confronto per il terzo gradino del podio. Un duello acceso, quello tra i còrsi Alerini-Defendini ed i siciliani Bruccoleri-Rapisarda, entrambi con una Skoda Fabia R5. All’ultimo tuffo si è messo il “bronzo” al collo Alerini, pilota innamorato della gara (l’ha disputata più volte) riuscendo a contenere davvero in “zona Cesarini” l’attacco di Bruccoleri il quale, pur firmando il miglior tempo sull’ultima “chrono” di Bombiana non è riuscito a piegare la resistenza dell’isolano.

A Bruccoleri, finito dunque quarto, ha pesato il fardello di 10” di penalità per una partenza anticipata allo start della terza prova ed una doppia foratura durante la quarta prova: tempo prezioso lasciato, con il quale ha visto vanificato il gradino più basso del podio. Alerini, da parte sua ha lamentato una giornata in cui non è entrato bene in sintonia con la gara ed anche un “testacoda” durante la quarta prova.

Completa la top five il comasco Andrea Spataro, anche lui su una Fabia R5, affiancato da D’Agostino. Una gara di alto profilo, quella del lariano, rimasto entusiasta delle prove speciali incontrate, che appunto con i riscontri cronometrici forniti lo hanno decisamente soddisfatto.

Sesta e settima piazza assoluta rispettivamente per due gentleman driver: Franco Rossi, affiancato dal blasonato Flavio Zanella ha chiuso sesto con la Hyundai i 20 R5 e lo segue a ruota il fiorentino Marco Cavalieri, alla seconda esperienza alla guida della VolksWagen Polo R5, con al fianco il fido Bazzani.

Con l’ottava piazza assoluta si esalta di nuovo al RAAB la prestazione del pisano Michele Rovatti, veloce e preciso nell’andare a cogliere anche la prima posizione tra le vetture a “due ruote motrici” con la Peugeot 208 R2, assecondato da Matteo Cavicchi.

Top ten assoluta chiusa da Guglielmini-Giorgio, anche loro su una 208 R2 e da Bertuzzi-Rizzo, alla loro prima gara con la Peugeot 207 S2000, che il pilota bolognese ha saputo ben interpretare nonostante la ridotta attività agonistica.

Tra i “nomi” attesi non hanno accarezzato la bandiera a scacchi Simone Brusori, tradito da un iniettore alla sua Renault Clio Kit ancor prima di avviare le sfide della prima prova ed anche il giovane Amedeo Venturi non ha avuto miglior fortuna, fermandosi durante la sesta prova per problemi all’alimentazione, dopo aver sofferto per difficoltà sia al cambio che alla frizione.

Soddisfazione, da parte dell’organizzazione di EventStyle, per questo evento, valido per la Coppa Rally di Zona e per la Michelin Rally Cup, tornato con soddisfazione a Porretta Terme, caratterizzato oltre che da un percorso di alto livello anche da un plateau di grandi nomi e macchine (sei diversi i tipi di top car, le “R5” al via), facendo csì proseguire la qualificata tradizione del rally.

Classifica generale Rally Alto Appennino Bolognese 2019

1. Rusce-Vozzo (Skoda Fabia R5) in 50’17”3; 2. Vellani-Maletti (Peugeot 208 T16 R5) a 25”3; 3. Alerini-Defendini (Skoda Fabia R5) a 40”4; 4. Bruccoleri-Rapisarda (Skoda Fabia R5) a 42”2; 5. Spataro-D’Agostino (Skoda Fabia R5) a 1’08”9; 6. Rossi-Zanella (Hyundai i20 R5) a 1’44”7; 7. Cavalieri-Bazzani (VolksWagen Polo R5) a 3’00”2; 8. Rovatti-Cavicchi (Peugeot 208 R2) a 3’36”8; 9. Guglielmini-Giorgio (Peugeot 208 R2) a 3’57”9; 10. Bertuzzi-Rizzo (Peugeot 207 S2000) a 4’25”8.

RIS: i problemi della Polo GTI R5 non smettono di riprodursi

In un forbito romanesco si userebbe dire: aridaje. I problemi della Volkswagen Polo GTI R5 non smettono di riprodursi e solo dopo una PS possiamo vedere Veiby disperato, che perde più di dieci minuti. Uno spettacolo teatrale in cui l’attore è il marchio tedesco. Questa volta, la Polo GTI R5 non è andata in fiamme. A cedere è stata la sospensione posteriore, rotta dopo un piccolo salto compiuto da Veiby. Proprio come era successo a Kajetanowicz nel Rally del Cile.

Con questo problema Veiby può dire addio a punti cruciali per le speranze di un secondo posto di categoria. E altri piloti sperano di riuscire ad approfittarne, magari rifacendosi dei guai patiti con la Volkswagen al volante della “cugina” Skoda, come ad esempio Kajetanowicz, che è qui in Sardegna con una Fabia R5. Vedremo cosa farà Ole nelle prossime prove e ci auguriamo che la Polo GTI R5 non lo tradisca: ha bisogno di punti per non uscire dal campionato.

Al momento la Fabia R5 continua a vantare potenza e affidabilità nel WRC 2 e il Rally Italia Sardegna ne è una chiarissima conferma. Dite di no? L’impressione, invece, è che Volkswagen debba reagire e migliorare un’immagine ormai indebolita, nonostante abbia vinto diversi campionati con Ogier in passato. A sentire le dichiarazioni ufficiali, i cinque casi di incendio che hanno colpito le Volkswagen Polo GTI R5 pare non abbiano causato problemi negli ordini e nelle vendite della vettura tedesca. Così ha sostenuto Volkswagen Motorsport, secondo cui (ma si usa il condizionale!) l’origine di questi incendi potrebbe essere stata risolta.

A metterci la faccia, questa volta, è Sven Smeets. “Abbiamo ricevuto molte telefonate dai nostri clienti. Loro credono nel fatto che noi risolveremo questo problema e confidano in quello che è un prodotto veloce e di qualità. E noi siamo grati a loro per questo”, ha affermato il dirigente di Volkswagen Motorsport. La nostra domanda è: perché tornare sull’argomento se si deve usare il condizionale? Ben venga la chiarezza, ma dinanzi alle fiamme si pretenderebbe la certezza.

Delle 30 Volkswagen Polo GTI R5 vendute e consegnate fino ad ora, ben 5 sono andate arrosto nei primi sei mesi dell’anno. Ma sugli incendi divampati, che hanno mandato letteralmente in fumo le cinque Polo GTI R5, Smeets ha voluto precisare che quello che ha colpito l’auto di Ole Christian Veiby al Rally del Portogallo non era collegato al problema identificato come la causa degli incendi, che ha portato i tecnici del Costruttore tedesco a lavorare ininterrottamente a contatto con il fuoco e alla scelta di cambiare il posizionamento della protezione del serbatoio del gas.

Secondo un articolo pubblicato da MotorSport News, Francois-Xavier Demaison – direttore tecnico di Volkswagen Motorsport – ha dichiarato: “Nelle World Rally Cars abbiamo due prese d’aria del serbatoio del carburante, ma nella R5 ne abbiamo solo una”. Il problema, dunque, potrebbe essere correlato alla valvola di sfiato che bloccava e portava ad un aumento esagerato di pressione e volume nel serbatoio.

Demaison ha detto di aver chiesto aiuto alla Fia per poter fare e omologare subito questa necessaria modifica sulla loro R5. La risposta della Fia? Secondo il direttore VW “sono riluttanti a cambiare il regolamento adesso, quando hanno circa seicento o più macchine omologate che, per ragioni di sicurezza, potrebbero fare la stessa richiesta. Altri team sono riusciti a risolvere il problema, dovremmo essere in grado di farlo anche noi”.

Dopo tre macchine investite dal fuoco nello stesso fine settimana, VW Motorsport dice di aver moltiplicato i suoi sforzi e con certezza sappiamo che sta collaborando con vari team, tra cui l’italiano HK Racing. Il fatto che due di queste tre auto abbiano avuto solo un principio di incendio ha consentito un’analisi più dettagliata e rivelatrice del problema. Il marchio tedesco ha pronto un pacchetto che sta mettendo gratuitamente a disposizione dei suoi clienti e ritiene che sarà la soluzione al problema. Speriamo, avrebbe detto San Tommaso.

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VW Polo GTI R5: fiamme e idroguida, novità e conferme

In Volkswagen Motorsport, comprensibilmente, non si sbilanciano sul problema che fino ad ora ha fatto scoppiare gli incendi nella parte posteriore di cinque vetture. I tecnici hanno concentrato le loro attenzioni verso il mal posizionamento della valvola di sicurezza del serbatoio. Ma non v’è assolutamente alcuna certezza, a differenza di ciò che è stato ventilato nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di questo allarme, anche perché le altre venticinque Polo GTI R5 fino ad ora consegnate ai team clienti, per fortuna, non sono andate a fuoco.

Viene confermato, con una nota di riservatezza, il blocco momentaneo delle consegne delle nuove vetture e degli interventi sulle vetture consegnate in precedenza. La conferma arriva anche da un team clienti Volkswagen, la HK Racing. In un’intervista rilasciata al blog di Rallyink.it, Felice Re conferma il ritardo nelle consegne delle Volkswagen Polo GTI R5. Re nega che si tratti di un blocco e parla di ”un normale ritardo nelle consegne. Una, al massimo due settimane per poter verificare le tre-quattro modifiche fatte sulle vetture”. Un ritardo nelle consegne a contratti firmati non è mai normale, se i contratti hanno ancora un valore. Ancor meno se, poi, bisogna ancora verificare le tre-quattro modifiche fatte sulle vetture.

Dunque, c’è una sola certezza: il fuoco terrorizza chiunque. Ancor di più i piloti. Per fortuna, la morte di Valerio Catelani e Daniela Bertoneri non è stata vana: ha creato la giusta attenzione su un problema inaccettabile, il rischio che si possa morire carbonizzati per una passione. Ovviamente, i tecnici del reparto sportivo del Costruttore tedesco neppure si sognerebbero di negare l’evidenza. E infatti, ci spiegano: ”Siamo a conoscenza e non sottovalutiamo il fatto che gli incendi divampino nel posteriore. Non è assolutamente facile trovare la componente che li ha generati. La difficoltà è generata dal fatto che siamo costretti ad analizzare auto da rally divorate dalle fiamme, letteralmente distrutte. Se siamo fortunati riusciamo ad analizzare solo il metallo”.

”Alcuni nostri clienti ci stanno chiamando preoccupati: è normale, se c’è una bomba tutti scappano ed io non voglio passare per uno che noleggia delle auto che possono bruciare”, sostiene ragionevolmente Felice Re, che aggiunge: ”Poi nel motorsport può succedere di tutto e su tutti i tipi di vetture: motorsport is dangerous, ricordiamocelo”. Può succedere di tutto sì, ma altrettanto vero è che al primo segnale di allarme che mette in pericolo delle vite bisogna fermarsi. Punto e basta. I clienti che chiamano allarmati non hanno tutti i torti. I tecnici Volkswagen ci hanno riservatamente confermato che ”trovare il motivo esatto su vetture già bruciate è difficilissimo”.

Felice Re, sul principale forum italiano, svela: ”Cinque vetture hanno preso fuoco ed è stato rilevato che tutte usavano lo stesso tipo di benzina. Si è intervenuti allora, come già fatto su Skoda, con una doppia valvola di sfogo. È come con una bottiglia dove c’è dell’acqua gassata e se la agiti tanto avrai tanto gas da far sfogare”. Solo che, nella realtà non è una bottiglia, ma una vettura con benzina e dentro due persone. E soprattutto, la bottiglia non viene costruita da un mega team di ingegneri meccanici.

Le Polo vanno a fuoco, VW corre ai ripari e cambia i serbatoi
Le Polo vanno a fuoco, VW corre ai ripari e cambia i serbatoi

Anche in Volkswagen confermano di avere all’opera ”un’equipè di esperti e tecnici che lavorano attivamente con il fuoco e che sta cercando di fornirci un quadro dettagliato di ciò che succede prima e durante”. Come dei test, ma non di velocità, bensì di reazioni alle fiamme e non sulle bottiglie, ma sulle Polo GTI R5. ”Siamo impegnati a turni ventiquattro ore al giorno per capire e risolvere il problema, questa è una priorità assoluta”. Trovato il problema delle fiamme, poi, bisognerà capire se esiste un difetto congenito sull’idroguida, ironicamente ribattezzata dal popolo di internet come ”idrogiuda”. Al di là delle simpatiche battute anche su questo fronte c’è la conferma di un impegno nella verifica.

Emanuele Schillace superlativo allo Slalom del Vallone

Su Radical SR4 Suzuki gommata Pirelli della Scuderia Tm Racing Messina, il campione italiano slalom U23 Emanuele Schillace ha vinto il 2° Slalom del Vallone, sesto appuntamento stagionale del Campionato siciliano di specialità a coefficiente di moltiplicazione 1,2. Al secondo posto Giuseppe Medica (Radical Prosport Suzuki 1.4), al terzo Nicolò Incammisa (Radical SR4 Suzuki millesei’ della Trapani Corse). La competizione è stata promossa da Passione & Sport in sinergia con l’A.C. Caltanissetta. Per l’evento il patrocinio del Comune di Milena guidato da Claudio Cipolla.

Schillace conquista la sua quinta affermazione stagionale (la seconda consecutiva qui a Milena) senza avere sconti. Il valore degli avversari, il caldo torrido, difficoltà tecniche agli pneumatici, una penalità da 10” per un birillo abbattuto in Gara 1 e costanti problemi all’assetto hanno reso difficoltoso il successo, giunto solo in manche 3. Schillace si è poi aggiudicato il Memorial Alfredo Cordaro.

Bella prestazione per Giuseppe Medica, deb in questa gara, in testa nelle prime due manche. Gara positiva anche per Nicolò Incammisa, presidente di Trapani Corse. Ai piedi del podio Nino Di Matteo, in costante progresso sulla Gloria C8F Evo Suzuki della Tm Racing; quinto Silvio Fiore con la inedita Formula Fire Panda 1.4, seguito da Simone Di Pietro con la Radical SR4 Suzuki per la Street Racers. Prima tra le vetture Turismo e miglior pilota Nisseno il plurititolato Maurizio Anzalone, alla guida della rinnovata Renault Clio Rs K iscritta dal Motor Team Nisseno, 7° assoluto e vincitore del gruppo E1 Italia.

Le altre affermazioni: Carmelo Mattina (gruppo A, Peugeot 106 Gti 16v, per la Fr Motorsport); Giuseppe Scannella (gruppo N, su Peugeot 106); Maurizio Russo (VBC, Bicilindriche, Fiat 500); Danilo Gibella (Racing Start, Peugeot 106, Motor Team Nisseno); Giuseppe Dell’Utri (in gruppo E2SH Silhouette, con la Fiat 126 Kawasaki del Motor Team Nisseno); Tony Maiorana, 8° assoluto con la Fiat X1/9 della Tm Racing.

Tra gli Under 23 vittoria, al debutto assoluto nelle competizioni, per il figlio d’arte Jerry Mingoia, al volante della Renault Clio Rs della Fr Motorsport. Nuova affermazione, tra le Scuderie, per la Tm Racing Messina (che consolida la propria leadership provvisoria nel Campionato Siciliano Slalom davanti al Motor Team Nisseno e alla Fr Motorsport.

Nel gruppo Attività di Base successi di classe per Luigi Iacona (in Adb A1400, con la Peugeot 205 Rallye del Motor Team Nisseno), Salvatore Lo Sardo (in Adb N1600, su Peugeot 106 Gti 16v), Salvatore Bellanca in Adb N2000 con la Renault Clio Williams schierata dalla Fr Motorsport. Tra le Autostoriche, vittorie di classe per Michele Ragusa (nella 1150) su A112 Abarth del Motor Team Nisseno, di Gerlando Alletto (nella 1600), con una Volkswagen Golf Gti.

Classifica dello Slalolm del Vallone

1) Emanuele Schillace (Radical SR4 Suzuki), in 119,57 “punti-secondi” 2) Giuseppe Medica (Radical Prosport Suzuki), in 124,75 3) Nicolò Incammisa (su Radical SR4 Suzuki), in 127,21 4) Nino Di Matteo (Gloria C8F Evo Suzuki), in 131,73 5) Silvio Fiore (Formula Fire), in 138,77 6) Simone Di Pietro (Radical SR4 Suzuki), in 138,87 7) Maurizio Anzalone (Renault Clio Rs K), in 141,85 8) Tony Maiorana (Fiat X1/9), in 143,61 9) Aldo Contarino (Gloria B5 Suzuki), in 145,30 10) Carmelo Mattina (Peugeot 106 Gti 16v), in 148,83 11) Sabatino Pagnozzi (Renault Twingo GT), in 150,41 12) Alfio Presti (Renault 5 Gt Turbo), in 150,57 13) Giovanni La Manna (Fiat 500), in 151,58 14) Giuseppe Dell’Utri (Fiat 126 Kawasaki), in 153,08 15) Salvatore Nicotra (Renault 5 Gt Turbo), in 153,15.

Le Polo vanno a fuoco, VW corre ai ripari: blocca le consegne

Scatta l’allarme fuoco sulle Volkswagen Polo GTI R5. Da quando la nuova arma del Costruttore tedesco ha debuttato, sino verificati diversi casi di incendi, soprattutto nelle gare di Campionato del Mondo Rally. Il fuoco terrorizza chiunque e, il fatto che fino ad oggi non sia accaduto nulla di terribilmente irreparabile, come ad esempio la vicenda che vide morire bruciati Valerio Catelani e Daniela Bertoneri, deve indurre i tecnici teutonici a non perdere assolutamente tempo. Nessuno vuole vedere altri piloti morire in un rogo. E neppure rischiare la vita, come purtroppo abbiamo visto.

Per la verità, anche il colosso dell’auto, già travolto da scandali finanziari che lo hanno costretto ad abbandonare il WRC, mostra grande preoccupazione per ciò che sta accadendo. Volkswagen si sta giocando la faccia: ha un’auto vincente, ma c’è qualcosa che non torna. Il fuoco. Dunque, vincente e pericolosa. Peccato. Proprio ora che i cugini della Repubblica Ceca hanno tirato fuori la Skoda Fabia R5 Evo 2019. La Polo GTI R5, che RS e oltre ha provato nei mesi scorsi, ha ereditato il fardello iridato della più che gloriosa Polo RS WRC, che ha vinto e stravinto sotto la gestione di Jost Capito e tra le mani di Sebastien Ogier e ora potrebbe scoprirsi affetta da un problema congenito.

Gli incendi scoppierebbero a causa di una valvola proprio nel serbatoio. L’ultimo della serie, il quinto di cui si ha notizia, è avvenuto nel recentissimo appuntamento del WRC, il Rally del Portogallo, quando Ole Christian Veiby si è trovato costretto al ritiro proprio a causa delle fiamme che in pochissimo hanno investito il posteriore della sua Volkswagen Polo R5. Per fortuna, lui e il copilota sono riusciti a saltare fuori dalla vettura, che poi è stata letteralmente divorata dal fuoco. Il pilota norvegese si stava giocando la vittoria di gara nella WRC 2 Pro con le esordienti Skoda Fabia R5 Evo 2019 di Kalle Rovanpera Jan Kopecky.

La soluzione pare essere stata trovata: il cambio di questa valvola e un eventuale riposizionamento della stessa in tutti i serbatoi. Quando? Immediatamente. Il giorno dopo il Rally del Portogallo, Volkswagen ha bloccato le consegne delle nuove Polo GTI R5 (compresa quella della Vieffecorse che avrebbe dovuto debuttare al Dolomiti Rally) e ha richiesto ai team che le hanno già ritirate nei mesi scorsi di attendere che anche sulle loro vetture vengano sostituiti i serbatoi. Questo conferma, semmai ce ne fosse bisogno dopo cinque Polo GTI R5 andate a fuoco, che il problema esiste ed è potenzialmente pericolosissimo in uno sport già di per sé pericoloso.

Corretta la classifica del Trofeo Rally Aci Vicenza

Con la disputa del Rally Campagnolo Storico va in archivio anche la seconda gara del Trofeo Rally Aci Vicenza: unica competizione per sole auto storiche della Serie, il rally organizzato dal Rally Club Team ha visto coinvolti una ventina di conduttori, alcuni dei quali hanno perfezionato l’iscrizione presso il gazebo dell’Aci presente alle verifiche sportive ad Isola Vicentina.

Tra i piloti, far incetta di punti è stato Alberto Battistolli che oltre ad aver vinto il rally con la Lancia Rally 037 si è così portato a ridosso dell’assoluta, pari merito con Gianluigi Baghin, dove al comando si trova ora Filippo Baron, buon terzo su Volkswagen Golf GTI. A punti dopo il Grifo anche Danilo Pagani e Paolo Nodari che riescono a risalire qualche posizione.

Tra i navigatori, resta al comando Matteo Valerio, assente al Campagnolo, ma si avvicinano sensibilmente Adriano Beschin e Giulio Nodari ora secondo e terzo. Nelle classifiche speciali, Battistolli prende il comando della “under 25 piloti”, mentre Beschin rafforza la leadership nella “over 60 navigatori”. Nel frattempo sono state effettuate delle verifiche e opportune correzioni alle classifiche del Rally del Grifo, accogliendo alcuni reclami e rettificando dei punteggi, in particolare dei Gruppi delle moderne e Raggruppamenti delle storiche.

Si ricorda ai conduttori iscritti che, dal giorno di pubblicazione delle classifiche provvisorie nel sito, avranno un tempo massimo per richiedere per iscritto la verifica ed eventuale rettifica del punteggio; la richiesta va inoltrata via email all’indirizzo riportato nel regolamento. Il prossimo appuntamento, il Rally Città di Bassano in programma il 27 e 28 settembre vedrà nuovamente in lizza auto moderne e storiche.

La Ford Fiesta R5 Evo al Ypres Rally con Eric Camilli

Alle spalle ha una delle auto da rally di maggior successo nella storia di M-Sport, scelta da circa 250 concorrenti, davanti un futuro da scrivere. L’azienda britannica spera che la nuova versione della Fiesta possa essere la giusta rivale della Skoda Fabia R5 Evo 2019, che ha fatto il suo debutto nel WRC in Portogallo. Il motore turbo da 1,6 litri della nuova vettura eroga 290 cavalli con una migliore risposta e guidabilità. Le coperture degli ammortizzatori in alluminio consentono un notevole risparmio di peso, mentre l’auto utilizza anche un cambio sequenziale a cinque velocità Sadev di nuova progettazione.

La progettazione e lo sviluppo sono iniziati nel gennaio 2018, con il primo test che si è svolto lo scorso dicembre. Da allora otto piloti hanno completato più di trenta giorni di test su un mix di strade diverse. Il ventottenne Bernardo Fernandes, che ha proiettato Sébastien Ogier verso il titolo WRC 2017, ha guidato la squadra, con Richard Christensen a capo delle operazioni di progettazione. “Questo è stato il mio primo vero progetto. È stata una sfida, ma anche un vero privilegio avere tutta la responsabilità”, spiega Fernandes.

“La Ford Fiesta R5 che sta andando in pensione ha avuto un enorme successo ed è ancora molto competitiva nelle mani giuste, ma ci siamo presi il tempo di rivedere e migliorare ogni area della vettura”. L’amministratore delegato di M-Sport, Malcolm Wilson, ha dichiarato che la nuova vettura ha portato miglioramenti nelle prestazioni in ogni area. “Abbiamo letteralmente girato il mondo, provando su una vasta gamma di superfici, in condizioni variabili e con tutta una serie di piloti al volante. Questa macchina è estremamente importante per noi, e la sua adattabilità è vitale per il suo successo”.

La Ford Fiesta R5 Evo 2019
La Ford Fiesta R5 Evo 2019

Il debutto come vettura 0 ad Ypres con Eric Camilli

Finalmente arriva il momento del debutto, previsto a Ypres a fine giugno nelle mani di Eric Camilli, che non ha mai partecipato all’evento belga, ma è uno dei piloti più esperti di R5 e ha debuttato con la Polo GTI R5 di Volkswagen, insieme a Petter Solberg, al Rally Racc Catalunya dello scorso anno. “Eric è la scelta più ovvia per noi”, ha detto il team principal, Rich Millener. “Ha lavorato molto sullo sviluppo con noi e siamo sicuri che farà un buon lavoro, anche se corriamo solo come zero”.

L’ultima Fiesta che uscirà dalla sede della M-Sport a Dovenby Hall segue la vettura R5 originale della casa britannica lanciata nel 2013. Da allora sono stati venduti oltre 300 esemplari della prima auto R5 al mondo. L’omologazione della nuova Fiesta R5 è fissata per il 1 luglio, con una prima apparizione WRC in programma per il Rally Finland (1-4 agosto) nelle mani di Gus Greensmith.

“Abbiamo già ricevuto molti ordini per la macchina. Sarà bello farlo a Ypres, è il più grande evento su asfalto al di fuori del WRC in Europa centrale. È un grande mercato e, naturalmente, è stato il rally in cui abbiamo utilizzato la Fiesta R5 originale (anche come auto zero) per la prima volta nel 2013”, ha aggiunto Millener. Gli fa eco Camilli, che spiega: “Sono davvero entusiasta di guidare la nuovissima Ford Fiesta R5 al Rally Ypres. Posso ricordare che Thierry Neuville guidava l’auto originale lì nel 2013, quindi è davvero bello poter fare lo stesso esattamente sei anni dopo con la nuova e migliorata vettura”.

“Sono stato coinvolto nel test e nello sviluppo di questa nuova vettura, e devo dire che i ragazzi di M-Sport hanno fatto un lavoro fantastico. Non appena si alza il volante, è possibile percepire i miglioramenti. I progettisti e gli ingegneri hanno davvero fatto un lavoro stupendo in ogni area del corpo vettura”. Oltre ai suoi doveri con la Fiesta M-Sport, Camilli ha anche testato la Citroën DS3 WRC recentemente. Ha preso parte al test di sviluppo su terra organizzato dal Costruttore francese.

Scheda tecnicaFord Fiesta R5 Evo 2019
MotoreM-Sport ha sviluppato un 1,6 litri turbo, centrale a iniezione diretta, limitato da una flangia da 32 mm
Energia290 CV @ 4000 giri/min
Coppia475 Nm a 4000 giri/min
TrasmissioneCambio sequenziale a 5 marce Sadev abbinato ai differenziali anteriori e posteriori di Sadev, disinnesto della frizione montato sul freno a mano
SospensioneAmmortizzatori anteriori e posteriori McPherson con ammortizzatori Reiger regolabili a 3 vie con corpo in alluminio. Opzioni della barra antirollio anteriore e posteriore
TimonePignone e cremagliera servo assistito idraulico
FreniPinze anteriori e posteriori Brembo forgiate a 4 pistoncini. Ghiaia 300 x 32 mm dischi ventilati internamente, dischi Tarmac 355 x 32 mm internamente ventilati. Pedaliera Brembo su misura
RuoteRuote terra 7 x 15 “, ruote asfalto 8 x 18”
CarrozzeriaM-Sport ha progettato una carrozzeria allargata
ElettronicaECU FK di Life Racing
SerbatoioSerbatoio carburante ATL da 80 litri
DimensioniLunghezza 4065 mm, larghezza 1820 mm, peso 1230 kg

Volkswagen in imbarazzo nei rally tra l’IdroGiuda e le fiamme

Per la Volkswagen Polo GTI R5 di Andrea Crugnola, al Rally del Ciocco, galeotta fu l’idroguida. Poi è sembrato filare tutto liscio. Ma il silenzio in cui si è chiuso il team ha dato da pensare. Per carità, HK Racing non ha colpe. Sicuramente è legata al rispetto di un contratto di segretezza o riservatezza nella comunicazione. Il rispetto delle regole è ammirevole.

Il problema è che le cose andavano così bene con la Polo GTI R5 (che nella comunicazione globale pare essere sole un’auto vincente) che al Rally Adriatico, il ‘povero’ Crugnola si è presentato con la Fabia R5. Figurarsi se Andrea si lasciava scappare qualcosa in merito al cambio vettura, che però non poteva passare inosservato. Ci crediamo davvero che la Fabia è stata scelta per le gare su terra perché più sviluppata?

Ma c’è di più. Da oltre 20 giorni, nell’elenco iscritti del Rally Italia Sardegna 2019, Andrea Crugnola è iscritto con la Skoda Fabia R5, che almeno ci sta permettendo di goderci la guida spettacolare del driver di Varese senza angoscie, patemi e preoccupazioni. Un errore? Ma per nessun motivo al mondo. Crugnola corre il RIS 2019 davvero con la Fabia. Dunque, qualche motivo di preoccupazione, la Polo deve averlo destato.

Preoccupazioni che, seppure non confermate, non possono non essere venute in mente ai tecnici di HK Racing, di Vieffecorse e di tutti quei team in Italia e nel mondo che hanno comprato questo gioiellino di tecnologia che ogni tanto, in modo al momento inspiegabile e imprevedibile, decide di andare a fuoco e lasciarsi divorare dalle fiamme. Sotto gli occhi dei piloti risultati sportivi in cenere e sotto gli occhi dei team manager centinaia di migliaia di euro in fiamme.

Ma non disperate, a tutto c’è rimedio e risposta. Solo alla morte non si scappa. E visto che per cinque volte, i piloti delle Polo andate a fuoco sono riusciti a salvarsi dalle fiamme, finalmente in Volkswagen hanno preso sul serio la situazione e hanno avviato una campagna di richiamo, oltre che il blocco delle consegne (di cui parliamo in questo articolo) per eliminare questo problema, anzi questi problemi, un’idroguida di nome IdroGiuda e gli incendi.

Spiace che ancora in Volkswagen non abbiano pensato ad una campagna di risarcimenti. Perchè, a pensarci bene, se un equipaggio e un team progettano una stagione con una vettura, che poi devono fermare perché ‘scotta’ troppo, beh allora non è sbagliato ipotizzare un danno causato a chi ha investito ingenti capitali che per un po’ non potrà vfar fruttare, né non termini di prestazioni sportive e ne economici.

A Gustavo Saba il Rally Erechim in Brasile

La Volkswagen Polo GTI R5 di Gustavo Saba, con alle note e il copilota Fernando Mussano, è stata la vettura più veloce del lotto iscritto al brasiliano Rally Erechim. Il duo ha siglato il miglior tempo in cinque delle dodici prove prove speciali del terzo round del Campionato Rally Sudamericano – Fia Codasur Rally – arrivando a fine gara con un vantaggio di 18”6 su Diego Dominguez senior e Hector Nunez, dopo 156,92 chilometri classificati.

Il veterano dei Rally Saba, che ha già vinto il rally quattro volte ed è un sei volte campione sudamericano rally, ha ora la possibilità di vincere un altro titolo con questa importantissima vittoria, che lo proietta al vertice incontrastato della graduatoria di campionato. Il Fia Codasur Rally continua il 23 agosto con il boliviano Rally di Santa Cruz, prima che per il gran finale di stagione si sbarchi in Uruguay, alla fine di novembre.

Sebastien Carron senza rivali al Rallye du Chablais

Al Rallye du Chablais nel Vallese, in Svizzera, Sebastien Carron e il suo copilota Lucien Revaz, due habituè dei rally piemontesi, hanno corso un’altra gara. La loro. Il tre volte campione svizzero rally, Carron, con la Polo GTI R5 ha vinto undici delle quattordici prove speciali disputate, lasciando agli avversari sole le briciole e concludendo con un vantaggio di 1’20”9 sul secondo classificato, Jeremie Toedtli e Alexandre Chioso, con la Skoda Fabia R5.

Il quarantunenne Carron, che aveva già terminato la sua carriera di rally l’anno scorso, ha spiegato la logica alla base del suo debutto con la Polo GTI R5: ”Mi piacciono le prove qui. Due anni fa sono persino riuscito a lottare con Sebastien Loeb per la vittoria. E con la Volkswagen Polo GTI R5, ti rendi semplicemente conto che si tratta di una vettura R5 completamente nuova. ”Il prossimo round del Campionato Rally Svizzero sarà il Rally Valli Ossolane il 22 giugno. Non vedo l’ora di correre lì”.

ERC: Oliver Solberg è il più giovane vincitore al mondo

Per la prima volta un pilota minorenne è riuscito a conquistare la vittoria assoluta in un rally di Campionato Europeo (in uno di Campionato del Mondo non è ancora successo). Si tratta di Oliver Solberg, nato il 28 settembre 2001, che si è imposto in Lettonia nel Rally Liepaja, terza prova del Campionato Europeo Rally, al volante di una Volkswagen Polo GTI R5. Il figlio dell’ex campione del mondo rally Petter Solberg ha disputato una gara fantastica restando al comando dalla prima all’ultima prova speciale e risultando il più veloce in ben dieci dei tredici tratti cronometrati in programma.

Solberg junior ha preceduto di 22”7 il campione europeo in carica Alexey Lukyanuk, con la Citroen C3 R5. Sui velocissimi sterrati lettoni (la media del vincitore è stata di 122 km/h) Oliver Solberg ha dato il massimo. Dunque, il debutto nel FIA European Rally Championship non avrebbe potuto andare per il giovanissimo pilota norvegese e per il suo copilota britannico Aaron Johnston: il duo, che ha letteralmente volato, ha avuto la bella sorpresa della vittoria al Rally Liepaja. Questo successo giunge nel momento in cui Solberg junior ha 17 anni e 8 mesi 28 giorni e lo rende, di fatto, il più giovane vincitore nella storia del Campionato Europeo Rally.

‘Questo è il giorno più bello della mia vita, assolutamente incredibile’, ha detto Oliver Solberg saltando tra le braccia di suo padre Petter. La vittoria in Lettonia non è stata solo la prima vittoria del Campionato Europeo per Solberg, ma anche il primo trionfo nel Campionato Europeo Rally per la Polo GTI R5. ‘La nostra macchina ha il telaio numero 1, mio padre l’ha fatta debuttare al Rally di Spagna‘, dice Oliver. ‘Per me è una cosa davvero speciale pensare di averla guidata e averci soprattutto di averci vinto al debutto’.

  • Oliver Solberg è il più giovane vincitore nella storia dell'ERC

Camunia Rally: Ilario Bondioni concede il bis

Ilaro Bondioni e Maria Panteghini sono i leader del Camunia Rally dopo la prima giornata di gara; il duo casalingo – che vinse insieme l’edizione del 2017, ha svettato sin qui in tutte e tre le prove speciali in programma mantenendo fede ai pronostici della vigilia.

Sulla Skoda Fabia R5 della DP Autosport, Bondioni ha messo tra se e i rivali 15” che sembrano essere già una bella pietra per la costruzione del terzo sigillo camuno. Pare fin troppo facile infatti, la leadership dell’equipaggio di Bienno che dopo aver primeggiato sulla spettacolare prova “Essetre” che attraversava proprio il loro comune, ha allungato il passo nelle due Deria. Il principale avversario infatti, Marco Gianesini, ha accumulato un ritardo deciso in questi due ultimi passaggi; dapprima lui e la sua navigatrice Sabrina Fay hanno visto “singhiozzare” la loro Volkswagen Polo R5 (HK Racing) per un problema tecnico e poi, a causa di una girata, hanno lasciato sul terreno altri nove pesanti secondi.

La terza posizione è occupata dal bravo Alberto Dall’Era e Roberto Mometti: anch’essi su Skoda ma del team PA Racing, i due lombardi hanno dato segni di grande competitività occupando con costanza il podio nei vari parziali sin qui segnati. Gara partita in maniera ottima anche per il varesino Andrea Spataro che con D’Agostino è quarto sulla Peugeot 207 S2000 (Pool Racing). Quinta piazza provvisoria per il locale Felice Ducoli, al rientro in un rally vero dopo anni di assenza: lui e Manfredini stanno cercando ancora di acquisire feeling con la Skoda DP e una manovra in Ps1 lo testimonia.

Stessa vettura ma sorte avversa per Serioli-Reccagni che sono fermi a causa della rottura delle colonnette alla ruota anteriore destra. I coniugi Pasquini-Melesi, sesti assoluti, sono primi tra le Due Ruote Motrici grazie ad un ottimo avvio sulla Renault Clio S1600; sempre con delle “tuttoavanti”, Rivaldi (8° su Citroen DS3) e Daldini (9° su Renault Clio) stanno dando vita ad un bel duello di classe R3T: sono staccati di soli 2”5.

Nelle altre classi: Tottoli è primo in R4, Trevisani è il capofila di una lunga classe di R2, Della Maddalena prevale in R3C mentre Cambiaghi è al comando di una battagliata N3; i Pedretti sono davanti nella N4 così come Manterni in A7; il varesino Marignan è primo di N2, Nava di A6 e Bertagna di RS Plus. Rosina è al comando della A5, Cargnel della RS, Andreoli della N1, Canu della Rs1.4 P e Cairoli della RS 1.15 P. Ritirati fino ad ora cinque equipaggi: Serioli (n.7), Barbieri (n.49) e Regazzo (n.12) ripartiranno domani con la formula del rientro. Per Negri (n.96) e Bacchella (n.99) invece, il loro Camunia è già finito.

Bondioni-Panteghini al comando del Camunia Rally
Bondioni-Panteghini al comando del Camunia Rally

Si riparte all’insegna di Ilario Bondioni

Sembra una domenica serena quella che si apprestano a vivere Ilario Bondioni e Maria Panteghini. L’equipaggio di Bienno è infatti saldamente al comando del 6° Camunia Rally dopo cinque prove speciali vissute da protagonisti. A bordo della Skoda Fabia R5 della DP Autosport, “Glly” e la sua navigatrice hanno vinto tutte le speciali si qui disputate: l’aver chiuso con un buon margine la prima giornata di gara ha certamente contribuito ad affrontare con maggiore serenità le prime due prove di oggi, la Lozio e la Astrio.

Alle loro spalle si confermano i valtellinesi Marco Gianesini e Sabrina Fay, al debutto su VW Polo R5 dell’HK Racing che al primo riordino domenicale si presentano con 33” di svantaggio in una graduatoria che vede al terzo posto il bresciano Alberto Dall’Era ed il varesino Roberto Mometti, su Skoda Fabia PA Racing. Se fino a ieri sentivano la pressione di Spataro-D’Agostino (Peugeot 207), ora possono tirare il fiato: il driver della S2000 si è ritrovato uno pneumatico afflosciato mentre si accingeva a partire per la Ps5 e ha così perso 1’19” allontanandosi dalla lotta per il podio.

Di altissimo livello la prestazione di Kim Daldini, driver elvetico che su Clio R3T è balzato in testa alle 2Ruote motrici grazie ad una Lozio (PS4) nella quale ha fermato i tempi al quarto posto assoluto. Nel corso della Ps5 Astrio l’equipaggio Imperiale-Tedesco ha avuto un incidente: nessuna conseguenza per pilota e naviga ma la loro Clio, capottata in mezzo alla strada, ha ostruito il passaggio costringendo la direzione gara ad interrompere la prova e ad assegnare i tempi imposti agli altri che ancora mancavano all’appello del fine prova.

Ilario Bondioni chiude al comando del rally

Ilario Bondioni e Maria Panteghini sono i vincitori della 6° edizione del Camunia Rally, gara valevole per la Coppa Rally di Zona 2 e disputata tra sabato 18 e domenica 19 maggio in provincia di Brescia. L’equipaggio di casa ha avuto vita facile a bordo della Skoda Fabia R5 della DP Autosport (la stessa utilizzata da Basso nel CIR) vincendo le prime tre prove di sabato e allungando poi nelle due speciali iniziali di domenica. A quel punto era chiaro che Gianesini aveva ormai tirato i remi in barca e che lo stesso Bondioni non avrebbe più preso rischi inutili.

Il ritiro di Gianesini a due prove dalla fine per un problema all’ammortizzatore ha poi sancito un esito ormai scontato. E’ maturato così il terzo sigillo di Bondioni sulle strade del Camunia Rally (il secondo con la Panteghini: lo scorso anno vinse con Maifredini) per un meritato tris consecutivo : “Siamo partiti subito concentrati perché volevamo vincere la prova di Bienno, la “Essetre” e poi prendere la testa della corsa; vincere in casa è sempre bello” afferma Ilario Bondioni, driver classe ’77 che con questa affermazione sale a quota quattro vittorie in carriera, tutte maturate su Skoda Fabia (oltre ai tre Camunia un successo anche alla Ronde delle Miniere 2016).

Marco Gianesini e Sabrina Fay erano i rivali più accreditati dei due di Bienno: su VW Polo R5 della HK Racing; i due valtellinesi, dopo un avvio brillante, hanno accusato dapprima un problema di “spinta” della loro vettura e poi si sono girati concludendo la giornata a 15”. Durante l’ultima assistenza però un problema all’ammortizzatore li ha costretti ad una penalità di 1’0 che ha suggerito loro di consegnare anzitempo la tabella. Chi è gioioso è il bresciano Alberto Dall’Era in coppia con Roberto Mometti; il pilota 34enne di Sabbio Chiese solleva la coppa del secondo assoluto.

L’ex campione di SuperMotard ed Enduro ha mostrato grandi segni di crescita sulla Skoda Fabia R5 (PA Racing) con cui era alle prime armi: la vittoria in Ps7 è stata la ciliegina sulla torta di una gara da incorniciare. Gloria anche per il locale Felice Ducoli, al rientro in un rally vero dopo parecchio tempo e sul terzo gradino del podio: insieme a Maifredini il veterano pilota ha dato fondo alla propria determinazione gareggiando a buoni livelli e arrivando stanco ma soddisfatto sulla Skoda Fabia della DP.

Molto bene Pederzani-Zanni che conquistano un piazzamento di rilievo utile ai fini della Coppa Rally di Zona; oltre al passo veloce, il driver varesino figlio d’arte ha portato in quinta piazza la Peugeot 207 S2000 di MS Munaretto, decisamente l’auto con cui fino ad ora s è espresso meglio. Quinta posizione, vittoria di classe e di Due Ruote Motrici per i lecchesi Pasquini-Melesi (Clio S1600) che nonostante un testacoda ad inizio giornata hanno saputo recuperare la testa in una contesa davvero avvincente nella quale i bravi Daldini-Rocca (Clio R3T) hanno dato il meglio per primeggiare: per loro il successo di classe vale oro in chiave Trofeo Renault. Bene anche i rallomani bresciani Rivaldi-Zambetti (Citroen DS3 R3T) ottimi interpreti delle strade camune e settimi.

Sfortuna per Andrea Spataro al Camunia Rally

Nonostante l’ottava posizione Andrea Spataro ha di che rammaricarsi: con D’Agostino sulla Peugeot S2000 Poll Racing ha avuto due vicissitudini (foratura e semiasse) che lo hanno allontanato da un possibile podio assoluto. Ritornati alle corse dopo un paio di anni, Sassi e Manghera sono stati bravi con la loro Fiat Punto S1600 (Elco Racing) a destreggiarsi. Top Ten chiusa da uno strepitoso Jacopo Trevisani che in gara test per il tricolore, ha portato la 208 della GF in vetta ala nutrita pattuglia di R2B.

E’ stato grande lo sforzo degli organizzatori: durante il trasferimento che conduceva all’ultima prova, un passaggio a livello si è bloccato con le sbarre abbassate impedendo il passaggio di circa trenta equipaggi; gli uomini della New Turbomark hanno mosso i loro uomini e i loro mezzi per scortare su un percorso alternativo le auto che hanno così incredibilmente potuto percorrere l’ultimo crono di Astrio Lunga.

Tra i vari ritiri vanno segnalati quello di Gianesini (VW Polo R5), Pogna (Ford Fiesta R5, problemi al motore), Bettoni (pompa benzina), Pedretti (Mitsubishi Lancer, Motore), Bettoni (Clio R3, pompa benzina), Imperiale (Clio N3 incidente) e Guerra (Clio W. A7, motore). Il Memorial intitolato a GianMario Mazzoli è stato vinto da Bondioni-Panteghini in quanto equipaggio che ha totalizzato il miglior tempo nelle sommatorie dei due passaggi sulla PS Atrio Lunga (PS5-9). Il Trofeo Tommaso Rocco è andato invece ad Andrea Francesca Amato risultata il miglior giovane copilota al traguardo. In quanto vincitori assoluti, Bondioni-Panteghini hanno anche vinto il Trofeo Federico Tassara.

Top ten finale Camunia Rally 2019

1) Bondioni-Panteghini (Skoda Fabia R5) in 46’19”6; 2) Dall’Era-Mometti (Skoda Fabia R5) in 47’33”a 1’13”4; 3) Ducoli-Maifredini (Skoda Fabia R5) in 48’08”2 a 1’48”6 ; 4) Pederzani-Zanni (Peugeot 207 S2000) in 48’42”6 a 2’23”0; 5) Pasquini-Melesi (Renault Clio S1600) in 49’02”7 a 2’43”1 ; 6) Daldini-Rocca (Renault Clio R3T) in 49’05”3 a 2’45”7; 7) Rivaldi-Zambetti (Citroen DS3 R3T) in 49’14”8 a 2’55”2; 8) Spataro-D’Agostino (Peugeot 207 S2000) in 49’34”3 a 3’14”7 ; 9) Sassi-Manghera (Fiat Punto S1600) in 49’44”9 a 3’25”3; 10) Trevisani-Muffolini (Peugeot 208 R2B) in 50’00”5 a 3’40”9 .

CIR, il Rally Targa Florio incorona Campedelli

L’attesa per la partenza è scaduta. Diramato l’ordine di partenza riferito alla prima sezione di gara, quella che scatta da Palermo e comprende la prova spettacolo PS1 a Termini Imerese. Hanno verificato tutti i quaranta equipaggi iscritti alla gara Cir, così come i quarantasette iscritti alla gara valida per il Coppa Rally di Zona. Nel rally storico trentasei verificati, anche in questo caso tutti gli iscritti.

La prova speciale spettacolo di Termini Imerese fissata per le ore 17.16 va in differita su Rai Sport alle 19.00 e in diretta live streaming su Acisport.it qualche minuto prima dello start della prova adiacente il arco assistenza. Da non perdere, alle 18.30 in programma il collegamento con il TG Sport di Rai 2. I temi sporti di questa edizione di uno dei rally più belli d’Italia li abbiamo riportati in questo articolo, dove è disponibile anche il programma e gli orari del Rally Targa Florio.

La PS1 Termini Imerese parte puntuale alle 17.16. Appena 2,36 chilometri di percorso. Con la prova spettacolo ricavata nel piazzale sul porto di Termini Imerese, quello adiacente al parco assistenza per intenderci, il Rally Targa Florio perde subito due equipaggi dei suoi 40: Marco Limoncelli e Claudio Gullo, rispettivamente con i numeri 44 e 45 con le DR1 SR, rimangono fermi per rotture meccaniche patite durante lo shakedown e si ritirano definitivamente dal rally.

La prima prova della gara vede vincere Simone Campedelli per 0″2 su Giandomenico Basso e 1″6 su Luca Rossetti. In quarta piazza un velocissimo Marcello Razzini, a soli 2″2 dal vertice, e con alle spalle Kevin Gilardoni ad appena 0″3. Subito fuori dalla top five assoluta troviamo Andrea Crugnola a 3″2, seguito da Rusce a 5″1, Albertini a 5″4, il giovanissimo Profeta a 5″6 e Michelini a 6″5.

Alle 19.16 parte anche la PS2 Cefalù, di 14.70 chilometri. Tra le auto storiche Totò Riolo fa il vuoto alle sue spalle: il suo tempo di 9’34″7 è stratosferico rispetto a Zippo con l’Audi Quattro, secondo in 10’25″0, e Gordon con la Porsche, terzo in 10’28″9. Poi, però, dopo una circolare che anticipava questa Ps alle 19.16, la direzione gara ferma le vetture, emana la circolare numero 3 e ristabilisce il vecchio orario per la partenza della PS2 Cefalù relativamente agli equipaggi al Cir. Il primo ad uscire è Giandomenico Basso alle 19:15, che arriva al via della PS2 alle 19:44, mentre il secondo passaggio, la PS3 è previsto alle 21:13.

Parte, come annunciato alle 19.44 la la seconda sfida cronometrata tra i protagonisti del Campionato Italiano Rally. Dopo che nella speciale Termini Imerese, una prova di 2,3 chilometri ricavata proprio nell’area portuale, a vincere il breve scontro cronometrato era stato Simone Campedelli con la Ford, adesso è toccata ad un altro dei favoritissimi della vigilia, Luca Rosetti. Il pordenonese in coppia con Eleonora Mori, Citroen C3 R5 ha chiuso davanti al pilota di Orange1 Racing con 3’’5 di vantaggio.

Terzo tempo qui e terzo nella classifica assoluta per Giandomenico Basso insieme a Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5. Una prima fase di gara che vede i tre più attesi tra i più agguerriti. Alle loro spalle in questa prova di 14,70 km bravo Stefano Albertini insieme a Danilo Fappani con la Skoda Fabia R5, seguito da Andrea Crugnola e Pietro Ometto, VW Polo R5. Il varesino resta comunque quarto dopo questa prova un po piu staccato a quasi otto secondi dal primo. Tra le Due Ruote Motrici, bene Christopher Lucchesi meglio di soli cinque decimi davanti a Luca Panzani, Fod Fiesta R2 e Tommaso Ciuffi , Peugeot 208 R2 che probabilmente non pienamente soddisfatto di questa prestazione

Classifica dopo la PS2 del Rally Targa Florio

1. Rossetti-Mori (Citroen C3) In 10’53.5; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta) A 1.9; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia) A 2.9; 4. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo) A 7.9; 5. Albertini-Fappani (Skoda Fabia) A 9.4; 6. Michelini-Perna (Skoda Fabia) A 15.6; 7. Rusce-Vozzo (Volkswagen Polo) A 21.5; 8. Razzini-Marcomini (Skoda Fabia) A 25.6; 9. Gilardoni-Bonato (Hyundai I20) A 27.4; 10. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia) A 39.9

Si è conclusa con Luca Rossetti ed Eleonora Mori, Citroen C3 R5, al comando la prima intensa giornata della 103^ edizione della Targa Florio, gara organizzata dall’Automobile Club Palermo e dall’Automobile Club d’Italia. Una giornata intensa iniziata con lo shake down, prova delle vetture da gara, nel primissimo mattino e poi proseguita con il consueto bagno di folla, al via nel pieno centro di Palermo, e quindi con le prime tre prove, la spettacolo al porto di Termini, e i due passaggi in notturna sulla prova di Cefalù. Proprio su questi due tratti cronometrati Luca Rosetti, rimasto leggermente attardato sulla prova uno, ha sferrato il suo attacco, riuscendo a superare Campedelli, Ford, e Basso, Skoda, che erano all’inizio davanti a lui anche se di pochissimo. Anche se la gara è ancora all’inizio occorre subito dire che evidentemente il bel lavoro fatto dagli uomini della Citroen dopo le prime due non brillantissime prestazioni di esordio del tricolore rally, ha dato i suoi frutti.

I pronostici della vigilia sono stati fino a qui brillantemente rispettati con la corsa che è ancora apertissima a quelli che nei pronostici della vigilia venivano segnalati come i più accreditati per il successo finale. Alle spalle del friulano della Citroen si trovano infatti, questa sera, Simone Campedelli e Tania Canton, con la Ford Fiesta R5 dell’Orange 1 Racing, seguiti a loro volta da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, Skoda Fabia R5. Il romagnolo della Ford dopo aver vinto la prova spettacolo di apertura non è riuscito nelle due prove notturne a tenere il passo del primo, terminando questa sera a 4”9 dal leader. Stesso discorso anche per Basso che con la sua Skoda si è trovato spesso in difficoltà nei tratti più scivolosi, chiudendo a 8”8 in terza posizione.

La classifica vede quindi altri due attesi protagonisti della serie tricolore Andrea Crugnola, VW Polo R5, quarto a 11”2 dalla vetta e Stefano Albertini, Skoda Fabia R5, quinto ad altri 24”6. Anche se siamo solamente all’inizio della gara, che domani prevede la disputa di ben 14 tratti, per un totale di 119,65 chilometri, i distacchi sono già quindi significativi. Dal quinto al decimo posto seguono poi il lucchese Michelini con Perna su Skoda Fabia R5, il reggiano Rusce con Farnocchia su Volkswagen Polo R5, l’italo svizzero Gilardoni in coppia con Bonato, Hyundai i20, Razzini con Marcomini, Skoda Fabia R5 e il siciliano Profeta con Raccuia, Skoda Fabia. Tra le Due Ruote Motrici, nella lotta tutta tra toscani, Luca Panzani, Ford Fiesta R2, precede di 2’’7 Tommaso Ciuffi, Peugeot 208 R2, e Christopher Lucchesi, su una Renault Clio R3.

Il programma della giornata di sabato 11 maggio è descritto qui.

Classifica dopo la PS3 del Rally Targa Florio

1. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) in 19’51.7; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta St R5) a 4.9; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 8.8; 4. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 11.2; 5.Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 24.6; 6.Michelini-Perna (Skoda Fabia) a 29.1; 7. Rusce-Vozzo (Volkswagen Polo R5) a 41.8; 8. Gilardoni-Bonato (Hyundai I20 R5) a 47.7; Razzini-Marcomini (Skoda Fabia R5) A 51.9; 10. Profeta-Raccuia (Skoda Fabia R5) a 1’01.3.

Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 Fpf Sport
Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 Fpf Sport

Ripartiti l’11 maggio 2019 dal parco chiuso, rispettando lo stesso ordine di transito di ieri, quindi con Giandomenico Basso primo ad impegnare le prove e tutti intervallati da un minuto l’uno dall’altro sono iniziate le sfide cronometrate, una vicina all’altra. Sulla prova speciale numero 4 Tribune di 6,35 chilometri il più veloce è stato l’equipaggio di Citroen Luca Rossetti e Eleonora Mori (Citroen C3 R5), seguito da quello di Andrea Crugnola e Pietro Ometto (VW Polo R5) a 0.8. Terzo crono per Simone Campedelli e Tania Canton (Ford Fiesta R5) a 1.4 da Rossetti. Sulla PS5 il friulano segna il tempo di 7’29.4. Stesso crono per Crugnola e Basso su questa prova a 1”3 da Rossetti.

Anche la Suzuki Rally Cup ha ripreso la corsa nel Rally Targa Florio. All’alba della seconda giornata, dopo le prime 5 prove speciali, al comando della speciale classifica riservata alle Swift R1B c’è il giovane pilota di Asti Emanuele Rosso, alle note Andrea Ferrari. Simone Rivia, si era imposto nelle prime due prove di ieri, accumulando un buon margine dai suoi avversari per mettersi subito in testa alla flotta di vetture giapponesi. Il parmense è ora secondo con Andrea Dresti a +3.8’’. A reagire per primo proprio Emanuele Rosso che durante la PS5 “Targa” riesce a recuperare piazzandosi al comando.

Buona la prova anche del vicentino Andrea Scalzotto, il migliore insieme a Daniele Cazzador sulla PS3 “Cefalù” ultima prova di ieri e sulla PS4 Tribune 1 prima del sabato. Due scratch che valgono a Scalzotto la terza posizione nella classifica del monomarca a +5.4’’. Importante anche il tempo dell’aostano Corrado Peloso, insieme a Massimo Iguera, che vince la Power Stage al primo passaggio sulla “Targa”. Piuttosto attardato il leader della Suzuki Rally Cup il ligure Fabio Poggio, vincitore nei primi due appuntamenti validi per il Girone CIR del trofeo, attualmente al 4° posto con un distacco di 12’’ da Rosso. Ernesto Riolo è fermo in prova per uscita di strada.

Classifica dopo la PS6 del Rally Targa Florio

1. Rossetti 39’20.2, 2. Campedelli +9.8, 3. Crugnola +14.6, 4. Basso +15.9, 5. Albertini +30.4, 6. Michelini +45.9, 7. Rusce +1.17.4 8. Gilardoni 1’28.0, 9. Razzini +1.28.7, 10. Lombardo +2.33.9.

Una bella lotta nelle sette prove disputate tutte vicinissime, tutte velocissime di questa seconda giornata con ottimi tempi da parte di Luca Rossetti, leader della classifica ma anche Simone Campedelli, Stefano Albertini, e Andrea Crugnola si stanno mettendo in mostra tra i piloti iscritti all’italiano Asfalto. Il primo bresciano con Danilo Fappani e la Skoda Fabia segnano il secondo miglior crono sulla prova di Scillato alle spalle di Rossetti, mentre il varesino con Pietro Ometto con un secondo tempo sulla Tribune e due terzi tempi nelle prove a seguire gli permettono di salire di posizione, scavalcando, almeno per poco la Skoda di Giandomenico Basso. Giusto il tempo di una prova infatti che il veneto torna subito terzo assoluto.

Sulla PS7 Geraci miglior crono per Simone Campedelli. Il romagnolo di Orange 1 Racing chiude questa prova seguito Rossetti a 2’’6 e Basso a 5’’. Partita anche la prova speciale 8 di Bergi di 6, 30 chilometri. Su questa speciale si capotta il numero 21 Gianfilippo senza conseguenze per l’equipaggio ma la vettura ostruisce il passaggio e la prova va in trasferimento per i piloti del CIR. Intanto, si accumula il ritardo sul tabellino di marcia della gara: il Rally Targa Florio ha 23 minuti di ritardo sull’orario teorico approvato dalla direzione di gara. L’ottava speciale va a Campedelli, con Rossetti a 1″ e sempre leader della gara. Terzo è Michelini a 3″5, seguito da Basso a 4″2 e da Albertini a 4″7.

La PS9 va a Campedelli, che respinge gli attacchi di Rossetti e Crugnola, giunti nell’ordine. Dopo la PS9, Rossetti è sempre leader. Secondo è Campedelli, staccato di 5″0, terzo Basso a 22″9, seguono Crugnola a 27″4, Albertini a 38″6, Michelini a 57″5, Rusce a 1’34″6, Gilardoni a 1’42″0, Razzini a 1’55″2 e Lombardo a 3’24″2. Concluso il primo giro di prove speciale sulle strade delle Madonie, il secondo giro di prove speciali si annuncia in orario: è stato recuperato il ritardo al riordino di metà giornata.

Sentiti al riordino del Rally Targa Florio

Giandomenico Basso (Skoda Fabia R5): “Ho perso un po’ di fiducia, non sto guidando come vorrei. Qui ho disputato tre prove nuove. La Scillato-Polizzi è stata la prova più scivolosa. Mi accorgo quello che sta accadendo. non sto guidando come al solito”.

Rudy Michelini (Skoda Fabia R5): “In questo primo giro sono soddisfatto considerando che è la prima gara con le Michelin senza test e ho trovato subito un buon feeling realizzando anche tempi dove sono migliorato. Il prossimo giro lo voglio fare ancora più aggressivo”.

Luca Rossetti (Citroen C3 R5): “Un buon passo. Primo giro di prove bene pari tempo con Campedelli che è andato molto forte nelle ultime tre prove, noi siamo andati bene nelle prime tre. Me lo aspettavo che i distacchi fossero a decimi, L’unico rammarico è che ho perso del tempo, tre secondi in due piazzali. Mi devo allenare a fare tondi e inversioni”.

Andrea Crugnola (VW Polo R5): “Metà mattina bene poi abbiamo avuto una vibrazione sul volante durato per delle ultime tre prove. L’anno scorso considerando che avevo perso una ruota sulla stessa prova onestamente sono andato piano e non me la sono sentito di rischiare. Un applauso ai ragazzi del team perche siamo riusciti a fare un bello step in avanti”.

Alessio Profeta (Skoda Fabia R5): “Problema all’idroguida e una oerdita di olio. Ho fatto tre prove sacrificandole adesso vediamo di rimediare all’assistenza”.

Rachele Somaschini (Citroen DS3 R3T): “E’ dura, però bene, la concorrenza è forte.Tracciato difficile. Una curva scivola un altra no. Questa è una gara conservativa per il punteggio”.

Simone Campedelli (Ford Fiesta R5): “Siamo molto vicini siamo in lotta con Rossetti. Non male”.

Andrea Crugnola si aggiudica la PS10 del Targa Florio
Andrea Crugnola si aggiudica la PS10 del Targa Florio

Si riparte puntuali. Inizia il secondo giro di prove con un ottimo risultato per Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5 insieme a Pietro Ometto, sui 5,17 chilometri della PS10 Tribune 2. Secondo ad un solo decimo di secondo Luca Rossetti con la Citroen C3 R5. Terzo crono per Stefano Albertini con una Skoda Fabia R5. Quarto tempo per Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5.

Ma facciamo un attimo un riepilogo, visto che questo Targa è una palpitante sfida sul filo dei decimi alla 103^ Targa Florio. “Me lo aspettavo”, come ha commentato lo stesso Luca Rossetti, sulla Citroen C3 R5 leader momentaneo della terza prova del Campionato Italiano Rally 2019. Il pilota friulano, navigato dalla vicentina Eleonora Mori, ha preso il comando nelle PS2 e PS3 “Cefalù” venerdì sera e in mattinata è ripartito al meglio sulle spettacolari prove d’apertura della seconda tappa, aggiudicandosi le più classiche “Tribune 1” a Floriopoli e “Targa 1” da Cerda a Caltavuturo, oltre alla successiva PS6 “Scillato – Polizzi 1”.

Alle sue spalle, però, al termine del primo giro di prove staccato di appena 5 secondi, il pilota romagnolo Simone Campedelli, anche lui navigato da una co-driver donna, Tania Canton, sulla Ford Fiesta R5 non ha mollato un centimetro e ha rimontato con “scratch” alla “Geraci 1”, “Bergi 1” e nella iperconcentrata “Collesano 1” di appena 1,55 km. Di poco staccati dai duellanti di testa e a loro volta in dura lotta per il terzo posto ci sono Giandomenico Basso e Lorenzo Granai sulla Skoda Fabia R5 e Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto sulla Volkswagen Polo R5.

Questi ultimi nella prima parte di giornata avevano agguantato il terzo posto ma hanno poi subìto il ritorno dello stesso Basso. La top-5 è al momento completata da Stefano Albertini e Danilo Fappani con la Skoda Fabia R5. Emozionante e caloroso l’affetto che il folto pubblico siciliano sta tributando alla Targa Florio numero 103 e a i suoi protagonisti, affollando, come accaduto anche alla Cerimonia di Partenza nel cuore di Palermo venerdì, le leggendarie strade delle Madonie per un evento che tra l’altro “si fa in quattro”.

Oltre al CIR, la Targa Florio 2019 ospita la prova di Campionato Italiano Rally Auto Storiche, che al momento vede in testa il padrone di casa Totò Riolo navigato da Gianfranco Rappa sulla Subaru Legacy, il Campionato Rally di Zona, comandato da Fabio Angelucci navigato da Giovanni Tindaro Lo Neri su Skoda Fabia R5, e la prova di Campionato Italiano Regolarità Media.

Nel sabato pomeriggio della Targa Florio sono previste ulteriori 8 prove speciali, con secondo giro ripartito alla volta delle stesse sei prove del mattino: “Tribune 2”, “Targa 2”, “Scillato – Polizzi 2”, “Geraci 2”, “Bergi 2” e “Collesano 2”. Nuovo riordino (17.04) e service (17.34) al Targa Florio Village a Termini Imerese con alle 17.28 collegamento in diretta tv su SportItalia e web Acisport.it in vista delle ultime sfide. Tutto si deciderà nel gran finale dopo la ripartenza delle 18.04 sull’ultimo passaggio a Floriopoli e a Cerda, con la “Tribune 3” alle 18.36 e la “Targa 3” alle 19.00. Quindi rientro al Targa Florio Village dalle 20.01 per riordino e assistenza e traguardo conclusivo alle 20.51 al Belvedere di Termini Imerese, che vivrà il palco d’onore per i vincitori sul podio della 103^ Targa Florio.

Ottimo secondo giro per Andrea Crugnola insieme a Pietro Ometto che con la VW Polo R5 realizza il miglior tempo su ben tre prove speciali, la dieci, la undici e la dodici. In questa seconda fase della gara, non mancano i colpi di scena alla Targa Florio con Luca Rossetti, rimasto leader finora, rallentato per problemi elettrici alla sua Citroen C3 R5, in queste ultime due prove disputate. Se ne approfitta Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 il romagnolo di Orange 1 Racing che passa al comando dell’assoluta davanti al friulano di 15”8. Terzo assoluto al momento quindi Andrea Crugnola a 19”7.

Sempre guardando alla classifica generale dietro i primi tre compare Giandomenico Basso con la Skoda seguito a sua volta da Stefano ALbertini con altra fabia R5. Più dietro al bresciano Rudy Michelini su Skoda Fabia. Ma le sfide proseguono anche tra gli altri piloti. Tra le vetture Due Ruote Motrici comanda Ciuffi, davanti a Panzani di 13”6, dopo il ritiro di Christopher Lucchesi per problemi al motore della sua Renault Clio R3.

Classifica dopo la PS12 del Rally Targa Florio

1. Campedelli 2. Rossetti+15.8 3. Crugnola+19.7 4. Basso+36.9 5. Albertini+46.6 6. Michelini+1.01.3 7. Rusce+2.10.2 8. Gilardoni+2.11.7 9. Razzini+2.23.5 10. Ciuffi+6.56.6

Una bella lotta quella che si sta disputando sulle prove della Targa Florio ormai nella fase pomeridiana del rally. Tutti vicini e tutti agguerriti. Nella PS13 Geraci 2, Crugnola vince la sua quarta prova speciale, affiancato da Pietro Ometto con la Volkswagen Polo R5. Campedelli è secondo a 1″3, Rox terzo a 1″5 e Basso quarto a 4″9. Sulla PS14 Bergi 2 Simone Campedelli fa meglio di Luca Rossetti di cinque decimi di secondo. Crugnola è terzo ad appena 0″8, Michelini quarto a 2″7. Si è scatenata una bagarre per la vittoria pazzesca.

La PS15 Collesano, di appena 1,55 chilometri, va a Crugnola che si impone per appena 0″1 su Campedelli. Il romagnolo, con questa prestazione preserva la leadership della gara. Terzo è Rossetti a 0″9. Quarto e quinto tempo per Albertini e Basso, rispettivamente a 1″1 e 1″2. Cinque piloti in poco più di un secondo.

La Suzuki Rally Cup, insieme ai protagonisti del CIR, proseguono la “cursa” nella Targa Florio Rally. Dopo le 15 prove speciali, al comando della classifica riservata alle Swift R1B c’è il parmense Simone Rivia affiancato da Andrea Dresti. Una lotta tra Rivia, Scalzotto e Rosso, bravi dopo i ritiri di altri due possibili protagonisti: il savonese Fabio Poggio e Corrado Peloso. Il primo a metà giornata è stato costretto a ritirarsi doo aver staccato il filo della bobina della sua Swift R1, mentre l’aostano Peloso ha riscontrato noie al cambio che ne hanno condizionato l’uscita dai giochi prima della fine della gara.

In lotta dunque Simone Rivia, che comanda a due prove dal termine seguito da Andrea Scalzotto insieme a Daniele Cazzador. Il vicentino a sua volta è riuscito a sorpassare il pilota di Asti Emanuele Rosso navigato da Andrea Ferrari. Quarto il toscano Stefano Martinelli , autore di una buona gara e migliore sulla prova di Collesano 2.

Classifica dopo la PS15 del Rally Targa Florio

1. Campedelli 1:18’52.4, 2. Rossetti +17.3, 3. Crugnola +19.1, 4. Basso +45.6, 5. Albertini +1.01.2, 6. Michelini +1.12.6 7. Gilardoni +2.30.3, 8. Razzini +2.44.0, 9. Rusce +2.44.3, 10. Profeta+7.39.2.

La PS16 Tribune 3 vede imporsi di nuovo Andrea Crugnola, sui 5,17 chilometri il varesino sigla un 2’48.3. Rossetti è secondo a 1″3 e Campedelli terzo a 1″8, pronto a dare la zampata finale a questa gara fantastica. Ed è proprio l’ultima PS ad incoronare Campedelli, atteso al riscatto dopo Ciocco e Sanremo. Sempre lì ad inseguire un successo che sfuggiva. Rossetti è secondo a 11″7. Sul podio finalmente anche Crugnola, ad 1″ da Rossetti.

Vittoria di forza ed assolutamente meritata per Simone Campedelli e Tania Canton, con la Ford Fiesta R5 dell’Orange 1 Racing, che aggiudicandosi la 103^ Targa Florio, gara organizzata da Automobile Club Palermo e da Automobile Club d’Italia, si sono portati anche al comando della classifica del Campionato Italiano Rally. Una gara, quella siciliana, sempre affascinante e seguita da un pubblico strabordante, che ha avuto due parti ben distinte. La prima, che ha visto al comando fino alla undicesima delle diciassette prove speciali in programma, Luca Rossetti ed Eleonora Mori, con la loro Citroen C3 R5, per altro sempre inseguiti da vicino dalla Ford Fiesta R5 di Simone Campedelli.

La seconda, contraddistinta dal forte contrattacco proprio del romagnolo che ha iniziato a recuperare lentamente terreno fino al sorpasso decisivo. Forte e deciso quindi Campedelli, un po’ sfortunato invece, Luca Rossetti con la sua Citroen che ha iniziato, nel momento decisivo, a dare problemi di natura elettronica. Problemi che comunque non gli hanno impedito di cogliere la seconda posizione. Un’altra gara nella gara, conclusa con il terzo posto è stata quella di Andrea Crugnola, in coppia con Pietro Elia Ometto sulla VW Polo, Gass Racing.

Il pilota di Varese è stato a lungo molto al di sotto delle aspettative, per poi raggiungere evidentemente un buon feeling con la sua vettura, la più nuova del lotto, ed iniziare ad ottenere tempi scratch di assoluto valore, cosa che gli ha consentito di raggiungere il podio finale, primo tra gli iscritti al CIRA, la serie tricolore su asfalto riservata ai piloti privati. Prova opaca, condita anche da un errore per Giandomenico Basso in coppia con Lorenzo Granai, anche lui su Skoda. Il veneto ha infatti subito perso, fin dai primi chilometri.

La scia dei migliori, toccando poi a metà della seconda giornata con il posteriore e perdendo quella manciata di secondi che lo hanno cacciato ai piedi del podio. Tra le prove da sottolineare quelle di Stefano Albertini, in coppia con Danilo Fappani, sulla Skoda Fabia della Scuderia Mirabella Mille Miglia, quella di Rudy Michelini, con Michele Perna, su Skoda Fabia R5, della Movisport, quella di Kevin Gilardoni in coppia con Corrado Bonato, Hyundai i20, quella di Antonio Rusce e Marco Vozzo, Volkswagen Polo R5, e quella di Marcello Razzini con Gian Maria Marcomini, Skoda Fabia R5.

Per quanto riguarda il Campionato Italiano Due Ruote Motrici, terzo successo su tre gare per Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, con la Peugeot 208 R2 ufficiale di Peugeot Italia. Il fiorentino sta ripagando nella maniera migliore la fiducia concessagli dalla filiale italiana del costruttore francese. La vittoria di Ciuffi è stata sicuramente la più difficile delle tre ottenute, con il lucchese Luca Panzani, navigato da Francesco Pinelli, che ha lottato a lungo, con la sua Ford Fiesta R2, con la quale è stato anche al comando per un paio di prove, dovendo soccombere poi alla maggior forza del “pacchetto” dell’avversario.

Nel tricolore R1 e nella Suzuki Rally Cup, doppio successo di Emanuele Rosso, in coppia con Andrea Ferrari, che sul finale ha sorpassato Simone Rivia e Andrea Dresti, rimasti in testa per tutta la gara. Terzi tra le Suzuki Swift R1 hanno chiuso Andrea Scalzotto, navigato da Daniele Cazzador.

Classifica finale del Rally Targa Florio

1. Campedelli 1:29’11.7, 2.Rossetti +11.7, 3. Crugnola +12.7, 4. Basso +48.0, 5. Albertini +59.9, 6. Michelini +1.14.1, 7. Gilardoni +2.43.2, 8.Razzini +2.49.3, 9. Rusce +3.04.2, 10. Profeta +7.56.7

Intervista con Tommaso Ciuffi pre Rally Targa Florio

Intervista con Marcello Razzini pre Rally Targa Florio

Test in gara per la Polo GTI R5 e Dieter Depping

Test drive in gara per il pilota tester Volkswagen Dieter Depping e per i copilota Timo Gottschalk, attesi al via nell’AVD Sachsen Rallye (24-25 maggio) con la Polo GTI R5. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere ulteriori dati sulle reazoni della Polo sull’asfalto. Dieter Depping ha vinto il Campionato Tedesco Rally nel 1992, 1993 e 1994 e in seguito ha gareggiato con Timo Gottschalk anche alla Dakar Rally. Per molti anni, il 52enne Depping è stato il collaudatore di tutte le auto da rally e da competizione della Volkswagen Motorsport.

“La Polo GTI R5 è utilizzata dai nostri clienti in tutto il mondo in una vasta gamma di condizioni – afferma il direttore Volkswagen Motorsport, Sven Smeets. – Durante i test drive possiamo simulare molte reazioni diverse, ma nella competizione reale spesso emergono situazioni, domande e sfide completamente diverse. Pertanto, abbiamo deciso di completare il rally in Sassonia come test in condizioni competitive, che riguarderà principalmente l’approfondimento dell’uso della Polo GTI R5 sull’asfalto”.

Depping e Gottschalk sono una squadra collaudata: hanno guidato insieme per la Volkswagen nel 2009 alla Dakar con una Race Touareg, prima di sedersi successivamente nella Polo R WRC e nella Polo GTI R5. “Ho guidato per migliaia di chilometri di test con la Polo. Per ora anche guidare la nostra vettura clienti in una competizione è un grande onore per me “, afferma Depping. Tra i concorrenti c’è anche il team belga BMA e il team principal Bernhard Munster, che prenderanno parte alla gara per la prima volta con una Polo GTI R5. Intanto, la “cugina” cèca, la Skoda fabia R5 Evo 2019 è pronta al debutto per una bellissima sfida in famiglia.

La seconda di Nasser Al-Attiyah in Medio Oriente

Ancora una volta, ma al secondo turno del Campionato Rally Medio Orientale, Nasser Al-Attiyah ha fatto battuto la concorrenza con la Volkswagen Polo GTI R5. Al Jordan Rally insieme al suo copilota Mathieu Baumel, il quattordici volte campione del MERC ha vinto diciotto delle ventuno prove speciali, finendo con un vantaggio di 4’08″2 sul secondo classificato Abdulaziz Al-Kuwari (Skoda) dopo 244 chilometri cronometrati.

Per Al-Attiyah, questa è stata l’ottava vittoria consecutiva al Jordan Rally, la tredicesima in assoluto, e il settantunesimo successo in un rally del MERC. “Oggi è un giorno davvero speciale per noi”, ha dichiarato Al-Attiyah, che in carriera ha anche vinto la Dakar Rally con Volkswagen nel 2011, dopo la vittoria. “Sono molto contento di questa vittoria e di essere in testa alla classifica generale dopo i successi in Qatar e in Giordania”. Il terzo di un totale di cinque round nel Campionato Medio Orientale Rally si svolgerà in Libano dal 30 agosto al 1 settembre 2019.

La terza volta di Gino al Rally Valli Cuneesi

Con il miglior tempo in 8 delle 10 speciali valide per la conquista del gradino più alto del podio, Alessandro Gino e Marco Ravera vincono il 25° Rally Valli Cuneesi e, per la terza volta consecutiva, siglano l’albo d’oro della competizione organizzata dallo Sport Rally Team di Piero Capello. L’equipaggio cuneese parte subito forte piazzando il miglior crono dopo la prima speciale e si ripete nelle successive sei per amministrare il vantaggio acquisito (quasi 40 i secondi che lo separano dai primi inseguitori dopo 7 speciali) nel finale.

Finale in cui Gino-Ravera “si concedono il lusso” di siglare un secondo posto, un primo e concludere con un terzo che porta il loro tempo complessivo a 56’23”5. Seconda posizione finale, a 24”4 dai vincitori, per gli elvetici Sebastien Carron e Lucien Revaz che, prova dopo prova, confermano la posizione in cui hanno concluso la speciale di apertura. Per i portacolori della scuderia D-Max Swiss la soddisfazione del miglior tempo siglato nella ottava speciale, terzo passaggio sui 9,9 km della Valmala Santuario, con la loro Volkswagen Polo R5 a impreziosire una prestazione che li ha visti costantemente in zona podio.

Si ferma a 1”4 da Carron-Revaz la rincorsa alla seconda posizione di Elwis Chentre, assistito alle note dalla saviglianese Elena Giovenale, su Skoda Fabia R5 (Salento Motori). Non basta infatti al pilota valdostano la vittoria sull’ultima speciale di giornata, gli 11,85 km della Montemale, per colmare il gap. Quarta posizione finale, a 1’25” dai vincitori, per Gagliasso-Beltramo su Skoda Fabia R5 (Turismotors) seguiti a 45”3, dai francesi Courchet-Gordon anche loro sulla berlinetta della casa ceca.

Concludono 65 equipaggi degli 86 partiti al mattino da Dronero. I vogheresi Matteo Musti e Flavio Zanini vincono, dominandolo, il contestuale 12° Rally Storico del Cuneese. L’equipaggio al via su Porsche 911 (scuderia Piloti Oltrepo) sale sul gradino più alto del podio siglando la vittoria in ognuna delle 10 prove disputate nell’arco della giornata e concludendo gli oltre 80 chilometri di speciali in 1:03’04”3.

A provare a tenere il loro passo ci provano Manuel Villa e Daniele Michi che, saliti in seconda piazza della classifica assoluta dopo la seconda speciale, lì restano fino al traguardo finale che tagliano con un ritardo di 1’22”8 sui mattatori di giornata. Per loro un ruolo di marcia da assoluti protagonisti con un terzo posto nella prova di esordio e nove secondi in tutte quelle restanti.

Più aperta la partita per il terzo posto che, a sorpresa, vede Beniamino Lo Presti e Flavio Zanella su Porsche 911 SC. La sorpresa non è tanto nel loro risultato finale, a 4’45”9 dai vincitori, quanto nel ritiro prima del tempo di Stefano Politano e Beatrice Bodrito: i portacolori della scuderia Xrt, saldamente terzi fino alla settima speciale, sono costretti ad abbandonare per un guasto meccanico alla loro Lancia Delta Integrale con cui avevano siglato un secondo e sei terzi tempi nelle prove fin lì disputate. Concludono il 12° Rally Storico del Cuneese 14 dei 24 equipaggi partiti.

Nella Coppa 127, campionato sociale aperto a piloti e navigatori tesserati presso la Pro Energy Motorsport che corrono nei rally storici con la berlinetta di Casa Fiat sia in cilindrata 900cc che 1050cc, vittoria per Oreste Pasetto e Carlo Salvo sempre in testa alla classifica che vede in seconda posizione i torinesi Simone Pinna e Franco Bottan e terzi gli eporediesi Marco Cassina e Alice Biancotto.

Nel Trofeo Renault Clio R3 Open, vittoria per Tondina-Dresti. Nel Trofeo Renault Clio N3, vincono Cittadino-Barbero. Nel Trofeo Michelin Cup, Pizio-Rubinelli su Ford Fiesta R5 sono davanti a tutti.Trofeo Giorsetti, va a Cittadino-Barbero (Renault Clio Rs – Winners Rally Team), va all’equipaggio della classe N3 che ha realizzato il miglior tempo complessivo nei due passaggi sulla Montemale.Trofeo Turletti, va Torchio-Carlevero (Citroen Saxo Vts – Eurospeed), equipaggio miglior classificato di classe A6. Memorial Johnny Cornaglia, va Tondina-Dresti (Renault Clio R3C – Vaemenia Historic), equipaggio miglior classificato in classe R3C.

Soddisfazione è stata espressa dall’organizzatore Piero Capello per la buona riuscita della manifestazione che, anche in questa edizione dei cinque lustri, ha saputo richiamare un folto e disciplinato pubblico. Appuntamento al 2020, anche grazie al sostegno dei tanti sindaci che credono nella valenza dell’evento.

Rallycross: emozioni tricolori a Maggiora

Come da tradizione il pubblico entusiasta e appassionato di Maggiora Offroad Arena ha potuto godere dello spettacolo offerto dai piloti del Campionato Italiano Rallycross e del Campionato Svizzero di Autocross in una Pasquetta caratterizzata da una giornata gradevole sotto ogni profilo.

Kartcross. Grande agonismo come sempre in questa categoria, in cui ogni Q sembra una finale; alla fine l’ha spuntata “El Diablo”, Simone Firenze (Planet Kartcross K3) in 4’43.956, alla media di 77.285 Km/h, sui sei giri previsti; seconda posizione per un ottimo Marcello Gallo in 4’44.407, mentre terzo, in grande rimonta dopo un weekend piuttosto complicato, si è piazzato Nicolò Grieco (GMN Kartcross).

Super1600. Un weekend decisamente positivo per Marco Valazza che con la sua Ford Fiesta si è aggiudicato 3 Q su quattro per poi andare a vincere la finale in 5’11.274; avrebbe meritato un bel piazzamento anche Silvano Ruga (Renault Clio) ma un contatto proprio con Valazza lo ha costretto al ritiro. Sul podio sono quindi andati Marco Battelli (Citroën C2) in 5’18.896, e Pasquale Delfino, (Citroën Saxo) al rientro dopo un anno di pausa, in 5’32.999,

Supercar. Sempre davanti, tranne che nella Q4 dove è stato penalizzato per non aver effettuato il Joker Lap, Gigi Galli (Kia Rio) ha trionfato in finale in 4’42.058; non è stato però un weekend facile per il grande rallista, che ha comunque affermato di essersi divertito molto, a causa di alcuni problemi di gioventù della sua vettura. Ottimo secondo Nicola Agrelli (4’54.369), all’esordio con la Volkswagen Scirocco, mentre terzo si è classificato Franco Mollo (Ford Fiesta R5), nonostante uno stop durante la finale.

110 con lode per il Rally Valli Cuneesi 2019

Superano i 110 gli iscritti complessivi al 25° Rally Valli Cuneesi, in programma il 26 e 27 aprile a Dronero e dintorni. La gara, organizzata dallo Sport Rally Team di Piero Capello, costituisce la competizione di apertura, a massimo coefficiente 1,5, della nuovissima Coppa Rally di Zona (CRZ) istituita da questa stagione da AciSport. E’ valida pure per svariati Trofei. L’evento sportivo comprende inoltre il 12° rally storico delle Valli Cuneesi, con le veterane – oltre una ventina le partecipanti – che partiranno prima delle moderne, sullo stesso percorso.

Quattro i tracciati che ospiteranno le dieci prove speciali, un totale di circa 85 chilometri cronometrati, sui circa 320 globali del percorso ricavato com’è tradizione nelle vallate occitane della Granda: Ps 1-7 Brondello km 7; Ps 2-5-8 Valmala Santuario km 9,9; Ps 3-6-9 Lemma km 5,52; Ps 4-10 Montemale km 11,85.

Nota importante per il pubblico: le strade coinvolte chiuderanno al normale traffico veicolare un’ora e mezza prima del passaggio del primo concorrente, e saranno riaperte mezzora dopo l’ultimo, comunque non prima del passaggio della vettura chiudipista con lampeggiante verde. Sono previsti tre parchi riordino a Rossana (centro paese), tre parchi assistenza a Villar San Costanzo (zona industriale).

Partenza da Dronero, dalla pedana allestita in piazza Manuel, alle 7,31 di sabato 27 aprile, con arrivo del primo concorrente alle 18,31. Il parco partenti promette sicuro spettacolo. A questa edizione del Valli Cuneesi, che compie cinque lustri, saranno in gara: i dominatori 2018 in Coppa Rally di Zona nonché vincitori delle edizioni 2017 e 2018 del Valli Cuneesi Alessandro Gino e Marco Ravera, su Ford Fiesta Wrc.

Il vincitore invece 2016, il valdostano Elwis Chentre, in coppia con Elena Giovenale su Skoda Fabia (SalentoMotori); su analoga vettura l’equipaggio Patrick Gagliasso e Dario Beltramo. Sorpresa, c’è anche l’elvetico Sebastien Carron, vincitore proprio a Dronero nel 2017 del Campionato Svizzero, navigato da Lucien Revaz, su Volkswagen Polo R5 (D-Max) della HK Racing. In gara anche il francese Courchet per un test su una Skoda preparata da Balbosca.

Grande interesse anche per diversi altri R5, che si faranno certamente valere, così come da segnalare Bobo Benazzo in N4 o Gianfranco Conti su Lancia Delta in A8. In R2B occhi puntati su Matteo Giordano che corre in casa. Unico equipaggio femminile Galliano-Servetti in Super 1600.

Ore 10-18 ricognizioni autorizzate. Venerdì 26 aprile fra le ore 14.30 alle ore 18.30 verifiche sportive e tecniche a Dronero, mentre dalle ore 16 alle 19 i concorrenti effettueranno il test delle loro vetture in assetto gara (Shake Down) nel Comune di Roccabruna.

Il 25° Rally Valli Cuneesi oltre che prova di apertura della Coppa Rally di Zona 1, è valido per Michelin Zone Cup, dei Trofei Renault Corri Con Clio, R3, R3T ed assegna i Memorial Johnny Cornaglia, Gianfranco Giorsetti e Giampiero Turletti.

Petter Solberg sulle orme di Tommi Makinen

Petter Solberg si ritira dalle competizioni. Il quarantaquattrenne norvegese, ex pilota ufficiale Subaru e campione del mondo rally, ha deciso di appendere il casco al chiodo: “Cercherò di essere ancora presente al Rally Svezia ed accetterò con piacere qualche eventuale invito a correre, se arriverà. Il mio stile di guida fa sorridere la gente e per questo continuerò comunque ad essere presente in alcune gare come pilota. Ma l’automobilismo non sarà più il mio lavoro”.

“Per adesso, voglio restare tranquillo. Voglio guardarmi intorno valutare proposte e situazioni. Ho bisogno di serenità per prendere una decisione nel migliore dei modi. Certo è che la direzione di un team nel World Rally Championship, o di un team nel Mondiale RallyCross quando sarà elettrico, sarebbe un’esperienza interessante”.

Solberg prosegue: “Ho deciso di smettere di impegnarmi in programmi a livello iridato, in questo senso ho deciso di appendere il casco al chiodo. Dunque, smetterò di lottare per vincere i titoli, smetterò di lavorare correndo…”. Quindi, ora che è diventato grande, cosa farà Petter Solberg? “Ho un sogno nel cassetto: gestire un team con un Costruttore. I rally sono il mio grande amore, la mia enorme passione. Sogno di fare come Tommi Makinen. Sarebbe di fantastico”.

“Io e Tommi abbiamo lavorato molto bene assieme, quando eravamo in Subaru. Ho sempre guardato come lavorava e come era fermamente deciso a raggiungere i suoi obiettivi. E infatti, ha continuato a comportarsi così anche nella gestione del team Toyota: questo è quello è quello che mi piacerebbe fare in futuro”. Fare le scarpe a Makinen? Beh, perché no? In fondo anche da compagni di squadra, i due sono sempre stati rivali.

Poi, però, Solberg chiarisce meglio il senso della sua affermazione: “Nel 2010 ho centrato il terzo posto nel WRC con il mio team privato e di questo ne sono estremamente orgoglioso. Poi, dopo aver vinto due titoli Mondiali nel RallyCross con il mio team, abbiamo iniziato a lavorare con Volkswagen Motorsport. Cosa mi manca per poter provare questa esperienza”? Un team.

Cir, la grande sfida del mitico Rally Sanremo

Continua a rimbombare nel parco assistenza la notizia del passaggio di Carig Breen alla Meteco Corse. E si vedono con piacere le vetture degli amici del team Metior, di Sportec de La Superba e via dicendo, con gli adesivi di RS e oltre in bella vista: Craig Breen, Jean Baptiste Franceschi, Giorgio Cogni, Emanuele Rosso, Danilo Costantino…

Sotto un cielo grigio e, a tratti, una pioggia sottile, si sono svolte le prime operazioni di verifica – tecnica e sportiva – di vetture e concorrenti iscritti al Rally Sanremo. Verifiche che proseguiranno nella mattinata di domani, venerdì 12 aprile, parallelamente allo svolgimento dello shake down in località San Romolo, primo vero confronto con il cronometro di questa edizione dell’evento motoristico che, con le sue quattro gare in programma e il Lancia Stratos World Meeting, ha richiamato sulle strade del Ponente Ligure oltre 250 vetture.

Le Lancia Stratos, le berlinette che vinsero negli anni Settanta cinque edizioni della gara, faranno da apripista sulle prove speciali del rally dopo aver lasciato Corso Imperatrice alle ore 10.30. La partenza del 66° Rallye Sanremo è fissata alle ore 14.45; alle 14.59 il primo concorrente in gara affronterà i 2560 metri a cronometro della Porto Sole, prova di apertura di una lunga giornata che si concluderà nel cuore della notte al termine della Mini Ronde e della San Romolo, palcoscenico su cui saranno chiamati a dare spettacolo tutti i protagonisti del Campionato Italiano Rally che qui a Sanremo mette in sena il suo secondo appuntamento stagionale.

Alle ore 14.13, dalla pedana posta sotto la scalinata del Casinò, i concorrenti ammessi al via del 34° Rally Storico inizieranno ufficialmente la loro avventura per affrontare le prime tre prove speciali. Nell’ordine: Vignai (ore 14.52, km 14,31) Bignone (ore 15.21, km 10,62) e San Romolo (ore 16.38, km 14,24). Gli specialisti della precisione cronometrica inseguiranno il rally storico e così la 33° Coppa dei Fiori partirà da Corso Imperatrice alle ore 15.18.

Ai margini della competizione, il gruppo degli “Amici della Scuderia delle Palme” ha deciso di rendere omaggio a due campioni dell’automobilismo agonistico. Erano sanremesi. Erano due amici che non dimenticheremo mai: Franco Patria e Leo Cella morti prematuramente e drammaticamente nel pieno di una grande carriera. Erano gli anni ’60 ed i due piloti sanremesi avevano raggiunto il traguardo dell’ufficialità: all’Abarth Franco Patria, all’Alfa Romeo Leo Cella. Dopo aver conquistato entrambi il prestigioso Rally dei Fiori, ora divenuto Rally Sanremo.

Giandomenico Basso sulla Skoda Fabia al Rally Sanremo
Giandomenico Basso sulla Skoda Fabia al Rally Sanremo

Per ricordarli domenica 14 aprile, alle ore 14.30, l’appuntamento è al cimitero dell’Armea presso la tomba di Franco Patria, per proseguire poi per il cimitero di Coldirodi dove è sepolto Leo Cella. E concludere la commemorazione al “Cippo”  che li ricorda insieme sulla strada che da Coldirodi porta a San Romolo.

Tempo brutto al 66° Rallye Sanremo ma le vetture del rally sono impegnate da questa mattina presto nel primo vero confronto con il cronometro di questa edizione dell’evento motoristico sanremese nella zona di San Romolo. La partenza del 66° Rallye Sanremo è fissata alle ore 14.45; alle 14.59 il primo concorrente in gara affronterà i 2560 metri a cronometro della Porto Sole, prova di apertura di una lunga giornata che si concluderà nel cuore della notte al termine della Mini Ronde e della San Romolo, palcoscenico su cui saranno chiamati a dare spettacolo tutti i protagonisti del Campionato Italiano Rally che qui a Sanremo mette in sena il suo secondo appuntamento stagionale.

Tutti presenti, tra i sessantanove concorrenti ammessi al via, i primi attori del Campionato Italiano Rally che sulla Riviera dei Fiori mette in scena il suo secondo appuntamento stagionale. A loro seguiranno i 51 equipaggi che si contenderanno la vittoria de Rally Sanremo Storico, seconda prova della serie tricolore. Alle 14.45 il Rallye Sanremo partirà dal parco assistenza affacciato sul mare; alle 14.59 il primo concorrente prenderà il via della “Porto Sole”, speciale di apertura di un ricco programma di una prima giornata di gara che si concluderà a notte inoltrata.

Partita la PS1 Porto Sole, 2,56 chilometri. Vince Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5, secondo tempo ex-aequo per un ottimo Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 e un altrettanto ottimo Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5. Carig Breen è quarto a 1″7 con la Fabia R5, più veloce di Stefano Albertini a che con la sua Skoda è a 2″9 dal leader. Bene Luca Rossetti con la C3 R5 a 3″8. Seguono Kevin Gilardoni, Marcello Razzini e Rudy Michelini racchiusi in appena 1″. Decimo tempo per la Fabia Sportec di Jean-Baptiste Franceschi ad appena 6″7 da Basso.

Alle 17.45 prende il via la PS2 Vignai una delle speciali che rivela la vera anima del Rally Sanremo. Il più veloce è Craig Breen, che rifila 1″ a Campedelli, 1″9 a Basso, 3″8 ad Albertini, 4″5 a Rox, 6″5 a Crugnola, con alle spalle Michelini, Franceschi, Rusce e Habaj. Con regolamenti come quelli più recenti, neppure è finita una prova che già inizia l’altra. Infatti, giusto il tempo di capire che era il nuovo leader per appena 0″2, Breen si è visto superare sulla PS3 Bignone da un super Simone Campedelli che è passato al comando della gara per 5″5 sull’irlandese. Seconda posizione per Albertini a 4″1, Breen terzo a 6″0, Basso a 7″0 e Rossetti a 8″5. Seguono Crugnola, Michelini, Franceschi, Ruscee Scattolon. Brazzoli e primo nella RGT, mentre Gasperetti comanda la R3C.

Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5
Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5

I 14,24 chilometri della PS4 San Romolo premiano Campedelli (9’28″9) per 3″4 su Crugnola, a 0″5 dal varesino e a 3″9 da Campedelli c’è Basso, che ha a pochi decimi Rox. Breen sigla il quinto tempo assoluto e regola i conti con Albertini. Più staccati Michelini, Franceschi, Scattolon e Rusce. Prima delle PS in nottura, Campedelli comanda la gare e punta al successo, con Breen a 9″6, Basso a 10″6, Albertini a 18″4, e Rossetti a 18″7. A completare la top ten sono Crugnola, Michelini, Franceschi, Rusce e Scattolon. Gasperetti comanda la R3C, Testa la R2B, In A6 è in testa Ameglio, mentre tra le S1600 svetta Peruccio. Nella RGT è primo Brazzoli, nella R3T la Somaschini, tra le R1 Campanaro e nella N3 Annovi.

La lunga “mini Ronde” (29 ,12 km) – vinta da Umberto Scandola (Skoda) in 20.28.9 l’anno scorso – quest’anno vede chiudere al comando Campedelli-Canton con la Ford Fiesta R5 con il tempo di 20’30.7 davanti alle vetture di Breen (Skoda) a 3”7 e Rossetti (Citroen) a 6” netti. Ottimo risultato per il pilota romagnolo di Orange1 Racing che porta il suo distacco dall’irlandese di Meteco Corse a 13”3; mentre si accorciano le distanze tra il trevigiano Giandomenico Basso, che qui ha chiuso con il quinto tempo e il pordenonese Luca Rossetti , ora staccati di soli due decimi di secondo nella classifica assoluta.

Nelle prime ore del sabato notte si conclude la prima giornata del Rally Sanremo con il secondo passaggio sulla prova di San Romolo dove Simone Campedelli, Tania Canton e la Ford Fiesta R5 segnano il bis realizzando il tempo di 9’41″3. Alle loro spalle bene Andrea Crugnola navigato da Pietro Ometto con un distacco di 2″9 con la Polo R5 seguito da Giandomenico Basso insieme a Lorenzo Granai su Skoda, a tre secondi netti. Quarto crono qui per Craig Breen e Paul Nagle che non rischiano molto e chiudono la giornata a 20″8 da Campedelli.

Giandomenico Basso così rimane terzo in classifica generale a 27″5 dal pilota di Orange1 Racing. Il pilota di Citroen Italia, Luca Rossetti termina a 35″6 dal primo in classifica assoluta, mentre il francese Franceschi soprassa il toscano Rudy Michelini in classifica generale per un solo decimo di secondo. Questa la situazione dopo sei prove speciali disputate: 1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 59’20.1; 2.Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) a 20.8; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 27.5; 4.Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 35.6; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 43.9; 6. Franceschi-Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 2’11.; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 2’11.1; 8.Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 2’54.7; 9.Habaj-Dymurski (Skoda Fabia R5) a 3’20;10. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 3’38.

Tra le vetture del Cir 2 Ruote Motrici Tommaso Ciuffi ottiene un altro miglior crono – cinque su sei prove – e chiude a 15”1 dalla Ford di Luca Panzani. Nel Cir Junior chiude la giornata al comando tra le Ford Fiesta R2B Marco Pollara seguito da un ottimo Giorgio Bernardi. Una foratura nella Mini Ronde fa perdere ben otto minuti a Stefano Albertini e Danilo Fappani, Skoda Fabia R5 che dopo le prime quattro prove erano a ridosso del podio e primi della classifica dei contendenti la vittoria del Campionato Italiano Rally Asfalto. Fra i ritirati Marcello Razzini con Gianmaria Marcomini che ha staccato una ruota nella prova speciale di Monte Bignone.

Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5
Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5

Prima delle quattro prove speciali in programma nel day 2 è la PS Testico, che prende il via alle 11.54. Andrea Crugnola e Pietro Ometto iniziano bene questa seconda giornata del Rally Sanremo realizzando il tempo di 8’40.7, davanti di soli 0″3 a Craig Breen insieme a Paul Nagle e di 0″4 a Giandomenico Basso affiancato da Lorenzo Granai. Le due Skoda Fabia sono separate da solo 0″1. Sulla Testico inizia bene anche il pordenonese Luca Rossetti insieme a Eleonora Mori con la Citroen C3, terminando a 4″ da Crugnola. Non parte subito forte il leader della gara sanremese Simone Campedelli che con la Fiesta R5 chiude a dodici secondi dal primo, nella prova che l’anno scorso era stata vinta proprio dal romagnolo. Quinto crono per Albertini con la Skoda Fabia R5.

La situazione assoluta vede ancora Campedelli al comando con 9″ su Breen e 15”8 su Basso. Molto bene qui il bresciano Luca Bottarelli tra le Ford Fiesta R2 del tricolore Junior davanti al siciliano Marco Pollara e il ligure Giorgio Bernardi entrambi con lo stesso distacco di 2.9. Quarto tempo tra i giovani di Aci Team Italia, Andrea Mazzocchi. Sulla PS8 San Bartolomeo, il portacolori Meteco Corse, Craig Breen, con la sua Skoda Fabia R5 di Metior Sport realizza il tempo di 6’03″8 davanti alla Ford Fiesta R5 di Simone Campedelli a 1″7. Terzo crono per altra Fabia Loran di Giandomenico Basso a 2″8. La quarta posizione è del pilota di Citroen Italia, Rossetti. Quinto è Crugnola a 11’7. Passati i primi, Andrea Crugnola ha preso la pioggia con la Polo R5, come altri equipaggi dopo di lui.

Disputata la prova speciale numero nove, dove Campedelli riprende il suo ritmo e dopo aver fatto un piccolo errore in un tornante quasi girandosi con la sua Fiesta R5. Secondo e terzo tempo per Luca Rossetti, Citroen, e Andrea Crugnola, Volkswagen Polo R5. Ecco le principali classifiche dopo la PS9 Colle d’Oggia (7, 89 km). Ad una prova dal termine Testico-Colle d’Oggia Campedelli comanda su Breen. Le vetture sono ora nel lungo riordino presso Forte Santa Tecla a Sanremo, vicino alla sala stampa del Rally, da dove escono alle 15.33 per il parco assistenza e disputare l’ultima lunghissima prova speciale, quella che riunisce tutte e tre le prove speciali già disputate in un’unica speciale di 34,45 chilometri in programma alle 17.16.

Classifica assoluta Cir: 1. Campedelli 2. Breen +11.0 3. Basso +22.8 4. Rossetti +34.9 5. Crugnola +44.1 6. Franceschi +2.33.4 7. Michelini +2.45.7 8. Rusce +3.49.1 9. Habaj +4.11.7 10. Scattolon +4.40.0.

Classifica assoluta Cir Junior: 1. Pollara 2. Bernardi +53.7 3. Bottarelli +1.18.6 4. Vita +2.12.5 5. Mazzocchi +3.11.7  6. Testa +5.26.3

Classifica assoluta Cir 2 ruote motrici: 1. Ciuffi 2. Panzani +10.6 3. Nicelli +2.00.5

Infatti, la PS10 Testico-Colle d’Oggia va a Breen, portacolori della Meteco Corse, che per 4″3 batte Campedelli. L’irlandese sigla un tempo di 21’13″5. Campedelli, in prova, è 15″3 più lento. Basso è terzo a 21″1, seguono Albertini a 21″6 e Franceschi a 30″7. La generale, appunto, dice che Breen è primo a 4″ e noccioline. Ringrazia e scoppia a piangere, confermando la passione e l’impegno, ma anche l’umiltà che albergano in lui. Una gara da primati, quindi, Sanremo. Per la prima volta, Breen si aggiudica una gara del Campionato Italiano Rally, per la prima volta Meteco Corse si aggiudica il Rally di Sanremo, per la prima volta anche l’adesivo del nostro giornale, che Breen ci aveva chiesto venerdì, sale sul primo gradino del podio di una gara prestigiosa come quella matuziana. Terza posizione assoluta per Basso a 32″9 da Breen, che si piazza davanti a Rossetti e a Crugnola.

Federico Gasperetti vince la R3C dopo una gara condotta sin dalle prime battute, Tommaso Ciuffi fa sua la R2B ribadendo le doti velocistiche che speriamo lo portino lontano. Danilo Ameglio, dopo aver condotto una gara straordinaria, incassa la vittoria in A6 e issa la sua ‘Peugeottina’ 106 fino alla quindicesima piazza assoluta di una gara incredibile e tiratissima. Da quanti anni non vedevamo una 106 così in alto nel Cir? Enrico Brazzoli vince nella RGT. Peruccio è primo nella S1600, mentre Annovi incassa la N3 e brinda. Il migliore in R1 è Campanaro. In R3T si impone Racele Somaschini, nonostante una penalizzazione di 30″. Conclude anche Lanteri, primo di K10.

Con la collaborazione di Gianni Cogni e Sergio Zaffiro

Ultimo aggiornamento 13 aprile ore 18:56

Intervista con Damiano De Tommaso (VIDEO)

L’IRCup 2019 riparte dall’Appennino Reggiano e registra la vittoria clamorosa di Damiano De Tommaso con la Skoda Fabia R5. Ben navigato da Giorgia Ascalone, De Tommaso scavalca nella decima ed ultima speciale con un tempo “monstre” la Ford Fiesta WRC di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti che pure danno il massimo fino all’ultimo metro di gara. Al terzo posto concludono Gianluca Tosi e Roberto Del Barba su Skoda Fabia R5, autori di una gara priva di errori ma anche del giusto mordente per ambire al successo assoluto.

Grande lotta per il quarto posto assoluto che contrappone la Skoda Fabia R5 di Alessandro Re e Mauro Turati e la Volkswagen Polo R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia, già vista in azione al Ciocco. Alla fine è Re ad avere la meglio con un vantaggio di tre secondi ed un decimo su Rusce, comunque trasparente ai fini delle graduatorie IRCup. Un altro “ospite di lusso” dell’Appennino Reggiano è Ivan Ferrarotti che con la Renault Clio R3T è ottavo assoluto davanti all’ottimo Marcello Nicoli, vincitore in R2B con una Peugeot 208 VTI.

Ciras, Sanremo Rally Storico: come e dove si corre

Il 34° Rally Storico incrocia il rally moderno. La gara storica, giunta alla 34 esima edizione, e valida per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche (CIRAS, di cui è il secondo appuntamento) e per il Tour European Rally Historic che ha visto la prima gara in Spagna (Rally Moritz-Costa Brava metà marzo) ricalca parzialmente l’avventura del rally moderno.

Dopo un anticipo nella giornata di domenica 7 aprile per la consegna dei Road Book e le ricognizioni delle prove, giovedì 12 aprile al Palafiori si svolgeranno le verifiche sportive (ore 12.00-18.00) cui faranno seguito mezz’ora dopo le verifiche tecniche in Piazza Adolfo Rava. Alle ore 14.13, dalla pedana posta in Corso Imperatrice, sotto la scalinata del Casinò, i concorrenti inizieranno ufficialmente l’avventura affrontando le prime tre prove speciali Vignai (ore 14.52, km 14,31) Bignone (ore 15.21, km 10,62) e San Romolo (ore 16.38, km 14,24) prima di tornare a Santa Tecla per il riordino di 30 minuti e successivo Parco Assistenza.

Subito dopo via, per di ripetere il giro sulle speciali Vignai (ore 19.32) Bignone (ore 20.01) e San Romolo (ore 21.20) e chiudere la giornata al Palafiori alle 22.32. Sabato mattina, 13 aprile, la partenza è prevista alle ore 8.00 per indirizzarsi verso il trittico delle prove speciali facendo da prologo al rally moderno: Testico (ore 9.49, km 14,24) San Bartolomeo (ore 10.15, km 10,53) e Colle d’Oggia (ore 10.33, km 7,89). A differenza dei concorrenti del CIRAS, gli “storici” non torneranno a Sanremo, ma si fermeranno a Montalto per un Parco Assistenza di 30 minuti cui farà seguito un Riordino di un’ora alle ore 12.30 presso la Fratelli Carli di Oneglia.

Un nuovo Parco Assistenza a Stellanello (ore 14,07), prima di tuffarsi nel gran finale, con la speciale di Testico-San Bartolomeo (ore 14.46, km 25,71) un piccolo trasferimento di appena 780 metri prima di chiudere sulla speciale di Colle d’Oggia (ore 15.30). Anche per le storiche la pedana di arrivo è posta in Corso Imperatrice e il vincitore sarà festeggiato alle 16.51, dopo che avrà affrontato un percorso di 472,98 km, suddiviso in 11 prove speciali per un totale di 144,60 km cronometrati.Lo scorso anno a salire sul gradino più alto del podio furono Lucio Da Zanche-Daniel De Luis (Porsche 911 SC) che precedettero di 47”6 “Lucky”-Fabrizia Pons (Lancia Delta 16V) e di 4’11”2 Davide Negri-Roberto Coppa (Porsche 911 RSR).

33° Coppa dei Fiori, la precisione all’inseguimento del rally storico. La classica gara di regolarità a media, valida per il Campionato Italiano di specialità richiamerà i concorrenti a Sanremo per le verifiche sportive (Palafiori) e tecniche (Piazza Adolfo Rava) che si svolgeranno venerdì 12 aprile dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Nella stessa giornata e in quella successiva gli specialisti della precisione cronometrica inseguiranno il rally storico, precorrendo trasferimenti e prove di precisione con un ritardo di circa un’ora rispetto al rally storico. Il che significa che la gara scatterà da Corso Imperatrice alle ore 15.18 di venerdì 12 aprile e vi farà ritorno definitivamente sabato 13 aprile alle ore 18.09, dopo aver affrontato 473,10 km di percorso suddiviso in due tappe, 12 prove di precisione e 143,66 di prove.

Lo scorso anno primeggiarono Gardino-Scardella (Autobianchi A112 Abarth) davanti a Vellano-Molina (Audi Quattro) che hanno fatto peggio di 118 penalità e Aiolfi-Seneci (Volkswagen Golf GTI) staccati di 121 penalità.

Sei prove speciali per entrare nella Leggenda. Tutto in un giorno, ma un giorno da leoni. È quanto vivranno i protagonisti dell’11° Sanremo Leggenda che porterà i concorrenti in un doppio passaggio sulle prove speciali del sabato: Testico (ore 8.14 e 13.41, km 14,24) San Bartolomeo (ore 8.40 e 14.07, km 10,53) e Colle d’Oggia (ore 8.58 e 14.25, km 7,89). Mattutina la partenza del Sanremo Leggenda, che prenderà il via alle ore 7.00 di sabato 13 aprile dal Parco Assistenza di Piazza Adolfo Rava e si concluderà alle ore 15.54 in Corso Imperatrice dopo aver percorso 243,85 km suddivisi in sei prove speciali per 65,32 cronometrati ed un solo Riordino al Forte Sante Tecla (ore 10.27) e un Parco Assistenza alle ore 11.57.Lo scorso anno il successo sorrise a Gabriele Cogni-Marco Pollicino (Škoda Fabia R5) che hanno preceduto di 1’26”9 Davide Riccio-Monica Cicognini (Ford Fiesta R5) e di 2’23”4 Dario Bigazzi-Monica Briano (Renault Clio R3).

Lancia Stratos World Meeting, “la bête à gagner” è tornata sulle strade del Sanremo. La chiamarono così i francesi quando capirono che avrebbe vinto tutto e che per la loro Alpine non c’erano più speranze. La Lancia Stratos irruppe nelle strade dei rally vincendo tutto quanto c’era da vincere. Una Coppa FIA Piloti (l’antesignana del Campionato del Mondo) con Sandro Munari nel 1977 preceduta da tre titoli mondiali Costruttori consecutivi (1974-1976) e 19 gare del mondiale. Centrando successi esaltanti, sulle strade del Rallye Sanremo dove riuscì a conquistare ben cinque vittorie assolute(1974 Munari-Mannucci; 1975 Waldegård-Thorszelius; 1976 Waldegård-Thorszelius, anno in cui monopolizzò l’intero podio; 1978 Alén-Kivimäki ed infine 1979 “Tony”-Mannini).

Insomma una “bestia” imbattibile. Che tornerà sulle strade del Sanremo non solo nel 34° Sanremo Rally Storico (ne sono previste tre in gara una delle quali nelle mani del vincitore 1979 “Tony” Fassina) ma soprattutto nel raduno mondiale dedicata alla berlinetta torinese che vedrà le Stratos aprire la carovana del rally nelle giornate di venerdì 12 aprile, quando precederanno le auto in gara sulle prove speciali del rally dopo aver lasciato Corso Imperatrice alle ore 10.30 per dare spettacolo a Vignai (ore 11.09), Bignone (ore 11.48) Porto Sole (ore 12.37) sfilare in Corso Matteotti a Sanremo (ore 12.52) ripetere San Romolo (ore 14.24) e concludere i 121,60 km della prima giornata in Corso Matteotti. Nella seconda giornata, sabato 13 aprile, la carovana delle Stratos lascerà Corso Matteotti alle 9.45, prima di affrontare un passaggio sul Col Langan effettuare un riordino dalle ore 12.24 alle 14.54 presso il ristorante Dallava a San Romolo e concludere trionfalmente la sfilata sulla pedana di arrivo in Corso Imperatrice alle 15.24, aprendo i grandi festeggiamenti della conclusione delle quattro gare.

IRCup, Damiano De Tommaso è la certezza del Rally Appennino Reggiano

Un sabato spettacolare come prologo ad una domenica tutta da gustare. Questo è quanto ha proposto il 40° Rally Appennino Reggiano nella sua prima giornata di gara. Il Rally Appennino Reggiano 2019 ha avuto come prologo il festoso pre-gara vissuto nel cuore di Reggio Emilia. La centralissima Piazza della Vittoria ha fatto da prestigioso teatro alle fasi antecedenti la partenza, consentendo ad un pubblico piuttosto numeroso nonostante un orario non certo da ‘movida’ di gustarsi un’apprezzata immersione nel mondo dei motori.

A scaldare gli animi, la carrellata sul palco partenza di alcuni degli equipaggi che hanno segnato la storia della corsa sul palco partenza, con i quali è stata celebrato il traguardo delle quaranta edizioni del Rally Appennino Reggiano. Le prime quattro prove speciali, disputatesi tra il pomeriggio e la sera hanno messo in evidenza l’equipaggio misto lombardo-friulano Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), vincitori delle prime due frazioni e a quel punto leader per 5”7, ed il varesino De Tommaso e la leccese Ascalone (Skoda Fabia – R5), impostisi nei gli altri tratti cronometrati e bravi a rosicchiare 4”9 al rivale. I due equipaggi sono così entrati nel riordino notturno di Ciano d’Enza separati da 0”8: un’inezia che lascia tutto in sospeso. La sensazione, tuttavia, è che Porro – avvantaggiato da una vettura di classe regina e poco a suo agio in condizioni di buio – abbia amministrato nelle prove serali. 

Più staccati gli altri: i locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia) hanno chiuso la giornata a 15”1 hanno corso con buona continuità ma senza mai inserirsi nella bagarre per il successo. Idem dicasi per gli altri reggiani Rusce-Farnocchia (Volkswager Polo – R5), a 19”2 dai battistrada, e per i comaschi Re-Turati (Fabia), addirittura a 27”4 dopo aver trascorso la giornata a lottare con l’assetto della vettura. Al sesto posto Di Benedetto-Longo (Fabia) si mangiano le mani: i siciliani hanno incassato buona parte dei 36” di distacco nell’ultima prova per una ruota ‘stallonata’, perdendo così il terzo posto ed il contatto con le due lepri di testa.

Leader fra le due ruote motrici Ferrarotti-Fenoli (Renault Clio – R3C), mentre Zorra-Carbognani (Peugeot 208) comandano la spettacolare R2B ed il trofeo Peugeot Rally Pro per 2” su Gubertini-Ialungo; in questa classe, si segnala il ritiro eccellente di Rovatti-Cavicchi (cinghia servizi ko durante la terza prova), quando il pisano ed il bolognese erano in testa. Possibile comunque un rientro in gara domani, con la formula del ‘super-rally’, cosa che accadrà per Riccardo Gatti e Marco Mori (Fabia), fermati dalle conseguenze di un’uscita sulla prima prova.

Il 40° Rally Appennino Reggiano ha riacceso i motori domenica 7 aprile alle 7.20: la prima prova della giornata (Buvolo) era previsita alle 8.48. E dopo una giornata lunga e infuocata, ad aggiudicarsi la prima prova dell’Internationa Rally Cup, che una volta era il campionato delle WRC, è Damiano De Tommaso, giovane e con la Skoda Fabia R5. Paolo Porro non ce la fa ad agguantare il varesotto in fuga, che gli rifila 10″5 e lo relega in seconda posizione assoluta. Autore di un’ottima prestazione, con la Ford Fiesta WRC Porro vince le PS5, PS6 e PS8 e anticipa Tosi, anche lui sulla Skoda Fabia R5.

Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Il successo dell’equipaggio a bordo di una Skoda Fabia (classe R5) di Munaretto è maturato proprio nella frazione conclusiva: staccato di 11”7 dai battistrada di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, De Tommaso ha strappato il successo all’incredulo rivale nei ventuno, viscidissimi chilometri della prova di Trinità, rifilando alla Ford Focus (WRC) 18”8. La condotta di De Tommaso ha messo in luce una volta di più tutto il talento di quello che è senz’ombra di dubbio uno dei migliori giovani rallysti italiani e rappresenta un inequivocabile segnale per tutti coloro che vorranno battersi per il titolo della International Rally Cup 2019.

“Un’emozione bellissima – il verbo del campione italiano 2018 Junior e Due Ruote Motrici -. Siamo sempre rimasti incollati a Porro e abbiamo iniziato a credere al successo dopo che sulla penultima prova ci siamo imposti nonostante una piccola uscita di strada. A quel punto, abbiamo attaccato e siamo stati premiati. Vittoria che dedico a tutta la squadra ed alla mia navigatrice. L’Appennino Reggiano? Strade bellissime, veloci e sconnesse, una gara davvero molto impegnativa per la quale posso solo complimentarmi con chi l’ha creata”.

Spumante decisamente amaro per Paolo Porro: in testa sin dalla prima prova speciale, l’esperto lariano ha corso con intelligenza e lucidità, sfruttando al meglio la superiorità tecnica della sua Ford Focus. Unico neo, la prova conclusiva: “Non mi riesco a spiegare questo tempo – rimugina il lombardo – Non abbiamo corso al risparmio e la macchina era perfettamente a posto. Dovremo riflettere per capire cos’è successo, perché questa gara dovevamo vincerla. Di buono, tengo il risultato, che potrà certamente tornare utile nel prosieguo del campionato, ed il piacere di essere tornato a disputare una corsa di alto livello”. Porro e Cargnelutti si consolano con la vittoria del ‘Memorial Fabrizio Tosi’ grazie al miglior tempo assoluto staccato nei due passaggi sulla prova di San Polo.

Il terzo posto è dei migliori locali: il carpinetano Gianluca Tosi ed il castelnovese Alessandro Del Barba (Skoda Fabia – R5) hanno confezionato una prestazione maiuscola, cogliendo un podio tutt’altro che scontato. “Abbiamo tenuto un buon passo, gestendo il risultato nel finale. Eravamo alla quinta gara su una vettura a trazione integrale e non sarebbe stato possibile fare di meglio. La gioia raddoppia considerando che abbiamo corso il rally di casa e questa è stata davvero l’edizione più bella ed impegnativa. Risultato importante anche in ottica campionato”. Il bronzo è valso ad Alessandro Del Barba la conquista del Trofeo Lombardini, prestigioso premio legato alla gara e destinato al miglior navigatore reggiano nella classifica assoluta.

C’era molta attesa per la prova di Alessandro Re (in gara con Mauro Turati), grande protagonista (ed unico reale antagonista di Rossetti) nella passata edizione dell’IRCup. Sulle strade reggiane, però, il bravo comasco ha sofferto, lottando per tutto il fine settimana con qualche noia di assetto della propria Skoda Fabia. Solo nel finale, Re ha sopravanzato il rubierese Antonio Rusce (con Sauro Fornacchia su Volkswagen Polo – R5): il reggiano non ha mai spinto realmente, utilizzando la gara di casa come probante test in vista dell’imminente prova del campionato italiano.

Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Concreta la gara dei lombardi Roncoroni-Brusadelli (Skoda Fabia) e dei liguri Giacobone-Cicognini (idem), di grandissimo spessore l’ottavo posto assoluto – con successo tra le auto a due ruote motrici – del pilota di Castelnovo Monti Ivan Ferrarotti, affiancato dal bresciano Manuel Fenoli su una Renault Clio R3T, addirittura terzi nella frazione maggiormente avversata dal maltemo. Subito dietro, gli eccellenti Nicoli-Romei, primi di classe R2B e del trofeo Peugeot Competition Rally Cup Pro – riservato alle Peugeot modello 208 – al termine di un’estenuante duello con Gubertini-Ialungo (undicesimi assoluti); in questa classe, da segnalare i problemi che hanno attardato Zorra-Carbognani e, soprattutto, Rovatti-Cavicchi. La top-10 si è completata con Marco Belli ed Andrea Albertini: il veterano di Castelnovo Monti, alla trentunesima partecipazione consecutiva alla gara, ha firmato un’ennesima prova da incorniciare.

Altri protagonisti di questo 40° Rally Appennino Reggiano condizionato dal maltempo (a metà gara ha fatto capolino persino la grandine) sono stati i modenesi Turrini-Bucciarelli (dodicesimi e terzi di classe con una meno competitiva Citroen C2), i veronesi Targon-Prizzon (sempre molto veloci con la loro Honda Civic – N3), ma meritano una nota di merito anche l’abruzzese Giuseppe Polisini ed il campano Fiorentino Iscaro, in grado di tenere sotto scacco Belli sino a quando un problema al cerchio della loro Mitsubishi (R4) li ha fatti precipitare nelle retrovie. Interessante l’esordio dell’ex pilota di motocross Matteo Bonini: attardato per un’uscita di strada sabato sera, il carpinetano (assecondato dalla parmenese Giancarla Guzzi su Renault Clio R3C) ha mostrato buone cose domenica, staccando in un paio di occasioni tempi decisamente buoni.

Appennino Reggiano senza sorrisi per Riccardo Gatti e Marco Mori (Skoda Fabia – R5), molto attesi dopo il secondo posto del 2018 ma fermati da problemi meccanici innescati da un’uscita di strada ad inizio gara; il girone dei delusi ha fagocitato anche i siciliani Di Benedetto-Longo (Skoda Fabia) – terzi sino a quando hanno ‘stallonato’ uno pneumatico nella prova finale di sabato e poi subito ko alla ripartenza di domenica per una piccola toccata – e Cresci-Ciabatti (Volkswagen Polo – R5), fermati da un’innocua uscita di strada.

Nella gara valida per il rally nazionale, vittoria come da pronostico per il matildico Roberto Vellani ed il pavullese Luca Amadori, in gara su Peugeot 208 (R5). L’equipaggio emiliano ha rimontato con veemenza dopo il testa-coda di sabato, che l’aveva fatto precipitare a 27” dai leader Beggi-Alicervi (Skoda Fabia – R5). Il duello tra i due, però, non c’è mai stato: mentre Vellani-Amadori hanno proseguito a ritmo deciso verso il traguardo (vincendo le quattro prove di giornata), Beggi-Alicervi perdevano tempo prezioso a causa di una foratura. Ad approfittarne sono stati così il rientrante Davide Gatti e Maurizio Barone, ottimi secondi al traguardo con la loro Mitsubishi Evo X (R4); Beggi-Alicervi si sono consolati con il terzo gradino del podio.

Ghirri-Cangini (Ford Fiesta – R5) hanno terminato quarti, davanti ai veloci Giovani-Aldini (Peugeot 106 – K10), ai bergamaschi Danilo ed Alberto Scanzi (Skoda Fabia – R5), ai sorprendenti modenesi Turrini-Aldini (Citroen Saxo – RS Plus 1.6) ed ai non meno competitivi reggiani Dodaro-Aldini (Renault Clio – N3). Gli alti locali Leoni-Marciani (Mitsubishi Evo X – N4) e Ravazzini-Sforacchi (Renault Clio – N3) hanno chiuso la classifica dei migliori dieci. Questi ultimi hanno fatto loro il 1° Memorial Roberto Costi per il miglior pilota Under 30 reggiano nella seconda prova speciale della gara.

Rally Appennino Reggiano: la carica dei 106 tra IRCup e nazionale

Quota cento(sei) fa deflagrare la febbre a quaranta per il Rally Appennino Reggiano. Sono infatti 106 gli iscritti alla 40° edizione del rally organizzato da Grassano Rally Team in sinergia con Automobile Club Reggio Emilia: riscontro di grande rilievo – risale al 2001 l’ultima occasione nella quale la gara reggiana andò in tripla cifra –, al quale si abbina l’elevato tasso qualitativo dei concorrenti che hanno deciso di sfidarsi nella prima prova della International Rally Cup 2019.

Ad alimentare l’attesa per la corsa che scatterà dal centro di Reggio Emilia sabato 6 aprile alle 15.01 è la presenza di alcuni big del rallysmo tricolore e di un po’ tutti i migliori piloti locali (sono 32 i piloti targati Reggio Emilia): un mix esplosivo che promette d’infiammare il prossimo fine settimana. E che rende il pronostico un autentico rompicapo, con almeno quattro gli equipaggi fortemente indiziati di giocarsi il gradino centrale del podio. Il giovane talento varesino Damiano De Tommaso, affiancato dalla pugliese Giorgia Ascalone su una Skoda Fabia di classe R5, va a caccia del terzo sigillo di una carriera fulminante (lo scorso anno ha vinto i titoli italiani Junior e Due Ruote Motrici) ma anche per presentare il proprio biglietto di visita all’esordio nella International Rally Cup.

Il ventitreenne di Ispra dovrà fare i conti con i lariani Alessandro Re e Mauro Turati (pure su Skoda Fabia), già splendidi protagonisti della passata edizione della IRCup e con gli altri comaschi Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), pure loro volti nuovi nella serie dedicata ai rally Internazionali su asfalto; non meno ambizioso il rubierese Antonio Rusce (sempre con il lucchese Sauro Farnocchia), che non ha resistito alla tentazione di tentare il bis del brillante successo colto nella gara di casa due anni. Rusce correrà con l’attesa Volkswagen Polo (R5), apparsa molto competitiva all’esordio sulle strade italiane.

Puntano ad inserirsi nella bagarre al vertice anche gli altri locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia), desiderosi di riscattare l’amaro epilogo della passata edizione dell’Appennino e mostratisi decisamente in palla nella prima uscita stagionale. Da seguire le restanti vetture della classe regina al via (entrambe Ford Fiesta), affidate ai parmensi Federici-Bardini e Rabaglia-Mometti, ma anche l’altra Polo degli aretini Cresci-Ciabatti e le Skoda Fabia dei modenesi Riccardo Gatti (con il reggiano Marco Mori) e Paolo Zanni (con Faustino Mucci). Questi ultimi due sognano di ripetere la superba prova del 2018, conclusa sul podio di San Polo d’Enza. Altre quattro Skoda Fabia vedranno impegnati i lombardi Roncoroni-Brusadelli, gli estrosi siciliani Di Benedetto-Longo, i liguri Giacobone-Cicognini ed i piemontesi Guerra-Salinetti.

Promettono di calamitare l’attenzione anche altri due locali: Ivan Ferrarotti (che dividerà la Renault Clio R3T con il bresciano Manuel Fenoli) sfrutterà le strade di casa come ultimo banco di prova prima di tuffarsi nella nuova sfida francese, mente Marco Belli (con il pavullese Andrea Albertini su Mitsubishi Evo X – R4), alla trentunesima partecipazione consecutiva all’Appennino Reggiano, ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista.

Duelli interessanti in vista in un po’ tutte le altre classi, fra le quali svetta la R2B: venti le vetture ai nastri di partenza, per lo più Peugeot 208 impegnate nel competitivo trofeo monomarca 208 Rally Pro proposto dalla casa del Leone: qui, il pisano Michele Rovatti (con alle note il bolognese Matteo Cavicchi) è il grande favorito della vigilia.

Trentotto gli equipaggi iscritti al rally Nazionale che scatterà in coda all’Internazionale. Sei le vetture di classe R5 previste al via, tra le quali la Peugeot 208 del matildico Roberto Vellani e del pavullese Luca Amadori recitare il ruolo dell’auto da battere. Principali rivali dovrebbero essere le Skoda Fabia dei parmigiani Castagnoli-Minetti e del modenese Alex Beggi (con l’aretino Filippo Alicervi) e la Hyundai i20 degli altri ‘canarini’ Rossi-Gozzo. Molto interessante il ritorno all’azione di Davide Gatti, con Maurizio Barone su una Mitsubishi Evo X di classe R4.

Tra gli spunti più interessanti si segnalano i due esordienti ‘eccellenti’: il rally Internazionale proporrà l’ex crossista di Carpineti Matteo Bonini (per anni protagonista nel Mondiale motocross, nel quale ha corso in squadra anche con Tony Cairoli, nonché pluricampione italiano di motocross e supercross), che correrà con la parmense Giancarla Guzzi su Renault Clio (R3C); la corsa Nazionale vedrà in azione l’ex motonauta di Calerno Lorenzo Grossi (vice campione del mondo negli anni 90 e più volte secondo nella F2 tricolore).

Come sempre, Grassano Rally Team ha progettato la gara dando particolare risalto alla sicurezza: in questo senso, al solito, si è lavorato in simbiotica sinergia con il direttore di gara Simone Bettati. Ogni postazione dei commissari di percorso sarà dunque dotata di un estintore e sarà in contatto diretto con la direzione gara, per consentire una più immediata reazione in caso di emergenza. Il piano sicurezza prevede anche la protezione dei punti potenzialmente pericolosi (alberi, guard-rail ed altri tipi di ostacoli). Non meno importante notare la capillare presenza dei commissari di percorso sulle prove speciali: le postazioni saranno dislocate a non più di 200/250 metri l’una dall’altra.

L’argomento sicurezza introduce un altro aspetto decisamente interessante. Avete idea di quante persone lavorino dietro le quinte di questo 40° Rally Appennino Reggiano? ‘Beh, siamo oltre le trecento unità. La parte del leone la fanno proprio i commissari di percorso, circa 240 presenti suddivisi sulle quattro prove speciali, poi vi sono 10 verificatori sportivi, 4 verificatori tecnici, 4 commissari sportivi e 2 commissari tecnici, senza dimenticare i 2 direttori di gara. I ‘leoni’ della CEA (specialisti antincendio) saranno 6, poi ci sono i numerosi operatori del 118 (14 le ambulanze dislocate sul percorso, con altrettanti medici rianimatori a bordo, più gli infermieri). Infine, ma non ultimi, i preziosi volontari: una cinquantina circa’, spiegano gli organizzatori.

Sabato si accenderanno finalmente i motori: dalle 8 alle 12 si svolgerà lo shake-down (prove con auto da gare su un tratto di strada chiuso al traffico (dalle 7.30 alle 12.30); in particolare, l’interruzione interesserà la provinciale 73 dalle vicinanze del centro di San Polo alla frazione di Sedignano. Le auto affluiranno poi tra le 12.30 e le 13.30 in piazza della Vittoria, nel pieno centro di Reggio Emilia. Nell’ora e mezza che intercorrerà da questo momento alla partenza dal rally (15.01), sul palco partenza si alterneranno le autorità locali ed alcuni degli equipaggi più rappresentativi della storia della gara, con i quali si darà vita ad un amarcord per celebrare le prime quaranta edizioni dell’Appennino Reggiano: un succoso antipasto che scalderà gli animi dei presenti.

Dalle 15.01, poi, via alle due gare, con la disputa delle prime quattro prove speciali; la prima giornata di gara terminerà, per il primo equipaggio, alle 21.36, con l’ingresso nel riordino notturno di Ciano. Domenica, il rally riprenderà alle 7.20 per dare vita alle restanti sei prove speciali (quattro per la gara Nazionale, che terminerà alle 16). La bandiera a scacchi, in via 24 Maggio a San Polo d’Enza, alle 17.46. La direzione, la segreteria e l’albo di gara saranno situate presso la Sede dell’Associazione Alpini di Canossa (via dei Martiri 1/1, nelle vicinanze dei riordino), mentre la sala stampa sarà ubicata presso il Comune di San Polo d’Enza (via IV Novembre).

WRC, Tour de Corse: Thyerry Neuville in fuga tra le diecimila curve

Entra nel vivo della diretta web il Tour de Corse 2019, con lo shakedown dei piloti P1. Il rally su asfalto delle diecimila curve parte venerdì 28 marzo alle 9. Il tempo è bello, soleggiato e la temperatura è molto gradevole. Bisogna obbligatoriamente effettuare un passaggio. Il percorso per del test è nella zona di Sorbo, è lungo 5,39 chilometri. Gli organizzatori, per lo shakedown, hanno predisposto la diretta streaming dalla pagina Facebook del Promoter del WRC. Dopo il primo passaggio dei P1 il miglior tempo lo fa segnare ​ Kris Meeke (3’48″1)​. Il secondo miglior tempo è stato quello di Sebastien Ogier (3’46″6) e la terza migliore prestazione l’ha sfoderata Ott Tanak (3:48.1). Quarto tempo per Esapekka Lappi.

Alle 10.30 era previsto lo shakedown per piloti P1, P2P, P2, P3 & RGT, fino alle 12.30. Il test è stato fermato per un po’, a causa di problemi con il pubblico. Lo shakedown per i piloti non prioritari inizia alle 12.30 e termina alle 14.30. Kris Meeke, Sebastien Ogier, Ott Tanak, Esapekka Lappi e Thierry Neuville sono stati gli unici piloti ad aver effettuato i quattro passaggi. Durante lo shakedown c’è stata una simpatica gag promossa Daniel Elena: siccome Loeb aveva fatto segnare solo l’ottavo tempo assoluto, per aiutarlo, si è detto ironicamente disponibile a fermare i navigatori dei primi sette in classifica. Tra le vetture di classe R5, il più veloce è Eric Camilli (3’54″9), seguito a ruota da Nikolay Gryazin (3’56″9) e dal velocissimo Kalle Rovanpera (3’57″4).

Bravo e spettacolare Andrea Nucita che sigla un ottimo tempo (4’00″1), il migliore tra i piloti italiani al via del Tour de Corse, mentre Fabio Andolfi fa registrare l’undicesimo tempo tra le R5 (secondo tra gli italiani) e Pedro fa segnare il diciottesimo tempo. Da segnalare anche la prestazione del veloce Enrico Oldrati (che però fa solo tre passaggi) con un miglior tempo di 4’29″6, che gli vale l’undicesima posizione nel WRC Junior. Il tempo di Enrico Brazzoli è di 4’45″5. Lo spettacolo riprende domani mattina alle 8.29 con la partenza della prima prova speciale di Bavella.

Dopo lo shakedown Ogier ha detto “questi grandi palcoscenici, in questo clima incantevole, rappresentano una sfida entusiasmante. Ora, non vediamo l’ora che il rally cominci”. Neuville non aveva dubbi: “Lo shakedown dà sempre un assaggio di come sarà il rally, ma le cose serie iniziano domani. Non è un compito facile. Dobbiamo lavorare sulla macchina”. Secondo Meeke, “è stato un po’ scivoloso il primo passaggio, in particolare nelle curve lente. Siamo felici di essere all’inizio di questo fantastico rally “.Esapekka Lappi vuole “lo stesso risultato dell’anno scorso! La macchina è davvero eccezionale sull’asfalto e faremo del nostro meglio per finire sul podio”. Telegrafico Sebastien Loeb, ma chiarissimo: “Sono al settimo cielo! Non sarà facile tenere il passo, ma faremo del nostro meglio”. Infine, Dani Sordo ha precisato che “lo shakedown è sempre difficile ed è una sfida trovare il giusto ritmo. La macchina sottosterza molto”.

Sabato 29 marzo, alle 8.29 prende il via la PS1 Bavella. Il percorso di questa prova parte su una strada larga che si addentra nella foresta di conifere. Una prima salita stretta porta al colle di Larone, poi segue una discesa veloce e di nuovo salita verso il colle di Bavella, a 1.218 metri sul livello del mare. Una decina di tornanti portano al vicino villaggio meta di spettatori che attendono traversi e controsterzi. Problemi in prova per Ogier e Tanak, che trovano delle mucche sul percorso. Meeke fora l’anteriore sinistra e arriva a fine prova sul cerchio. Loeb si ferma in prova, per rottura della sospensione, ma riesce comunque a terminare la PS.

Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC Plus al Tour de Corse 2019
Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC Plus al Tour de Corse 2019

Il più veloce della PS1 Bavella è Elfyn Evans. Il gallese, alla guida della Ford Fiesta, ha fatto meglio di Neuville per 2″9. Il compagno di squadra di Neuville, Dani Sordo è di nuovo a 0,2 secondi dal terzo. Problemi vari per Sébastien Ogier, per Kris Meeke e, come detto, per Sébastien Loeb. Il pilota quattro quattro volte vincitore in Corsica, è scivolato lungo in una curva sinistra e si è schiantato, danneggiando la parte posteriore della sua i20. Con Daniel Elena hanno lavorato furiosamente per riparare velocemente i danni, ma sono lontani due minuti dal palco.

“Abbiamo rotto uno dei bracci delle sospensioni nella parte posteriore della Hyundai i20 WRC, siamo scivolati lunghi e abbiamo colpito una pietra. Non un grande impatto, ma comunque troppo. Abbiamo i pezzi di ricambio, quindi dovrebbe essere ok continuare la gara”, ha detto Loeb nell’immediato dell’accaduto. Ogier ha perso più di 10″ dopo essersi girato in una curva a destra, con la sua Citroën C3. L’incidente è arrivato solo un chilometro dopo che il francese ha incontrato le mucche sulla strada, ma Ogier dice che è stato un suo errore. Le mucche non c’entrano nulla. Anche Ott Tänak ha incontrato qualche mucca sul percorso.

Sui 28,85 chilometri della PS2 Valinco, Meeke si lascia i problemi precedenti e vince con un miglior tempo di 14’23″6, lasciandosi alle spalle Tanak a 1″4, Sordo a 2″9, Neuville a 4″1 ed Evans a 5″2. Sesto tempo per Lappi, staccato dalla testa di 8″2 e con alle spalle Suninen a 2″6. Loeb e ottavo a 11″3 da Evans. Seguono Ogier e Latvala. Dopo due prove, il leader della gara è Tanak, che si contende la leadership con Evans, lontano appena 0″6. Sordo è terzo a 1″4 e punta a rilevare il comando, come anche Neuville, quarto a 2″4. In quinta posizione troviamo Lappi, staccato di 9″4 dal vertice. Sesto, ma in lotta per un posto tra i primi cinque, è Suninen (24’59″8) a 11″ da Tanak e con Latvala settimo a 7″1. In ottava posizione troviamo Ogier, seguito da Meeke e da Eric Camilli. A fine prova, Neuville ha lamentato problemi di assetto all’anteriore. Meeke dice di aver sbagliato qualcosa nel prendere le note, mentre Lappi sembra soddisfatto anche se sta peggiorando con i tempi.

La PS3 Alta Rocca, di 17,30 chilometri, parte puntale. La partenza si trova a pochi metri dal famoso ponte di Caldane, seguito subito da uno spettacolare tornante pieno di gente. Si passa dentro Chialza, attraversando una stradina strettissima, e ci si dirige verso Bisene e Tirolo. Lì è l’umidità del sottobosco a farla da padrone. Spettacolari le ultime curve della PS. Vince Tanak con il miglior tempo di 10’05″2. Meeke velocissimo è a soli 0″5, a sua volta inseguito da Evans che lo tallona a 0″2. Neuville è quarto a 1″1 da Tanak, ma a 0″4 da Evans. Quinto tempo per Latvala (10’08″2).

Sesta piazza di Ogier, che anticipa di 2″3 Suninen. Loeb è ottavo a ridosso del pilota Ford. Solo 0″5 a separarli. Nono a 6″2 da Tanak troviamo Sordo e poi Lappi a 13″8. Tanak rimane in testa per 1″3 su Evans e 2″2 su Neuville, che invece guadagna la terza posizione e chiarisce le sue intenzioni. Sordo è quarto a 7″6. Ben più distante Suninen (16″5), Latvala (21″1), Lappi (23″2), Ogier (24″2), Meeke (47″0) e Camilli (1’23″0). Spettacolare Andrea Nucita supera in prova l’equipaggio che gli partiva davanti…

Kris Meeke con la Toyota Yaris WRC Plus al Tour de Corse
Kris Meeke con la Toyota Yaris WRC Plus al Tour de Corse

La quarta prova della giornata è la ripetizione della PS Bavella di 17,37 chilometri. Il miglior tempo è di Neuville (10’02″3). Tanak continua ad attaccare, ma è secondo a 1″3, pari tempo con uno scatenato Evans. Quarto tempo in prova per Loeb, che mette dietro Ogier, ma solo 1″ netto. Suninen è sesto a mezzo secondo da Ogier e a 4″1 da Neuville, a conferma di una prova tiratissima. Balza al comando della classifica generale Evans davanti a Tanak di 4″5. Si segnalano in questa prova il diciottesimo tempo assoluto di Fabio Andolfi e il ventesimo di Andrea Nucita, oltre al trentesimo di ‘Pedro’.

La PS5 è la ripetizione della Valinco. Evans è di nuovo il più veloce e chiarisce definitivamente le sue intenzioni di vittoria. Suo un ottimo 14’23″2, un tempo di 2″4 più veloce di Neuville, 3″1 più rapido di Tanak. Scambio di posizioni tra Loeb e Ogier, rispettivamente quarto e quinto a 6″5 e 6″8 (soli 0″3 decimi a separarli) dal nuovo leader della gara che consolida il suo primato. Sesta piazza per Sordo, con Suninen a 0″2. Lappi, un superlativo Camilli e Bonato chiudono la decina assoluta. L’Italia lotta: Nucita è addirittura tredicesimo e Andolfi quindicesimo, Pedro trentacinquesimo. Si va sulla PS6, anche questa una ripetizione, in questo caso della Alta Rocca. Esce col miglior tempo Neuville: 10’02″3. Tanak è vicinissimo, ma anche Evans che fa segnare lo stesso tempo del driver estone. Solo 1″3 separano Tanak ed Evans dal belga della Hyundai. Una lotta al vertice tra tre nazionalità e tre Costruttori diversi.

Loeb e Ogier si riscambiano le posizioni, quarto e quinto nell’ordine e staccati da un solo secondo. Suninen è sesto, Latvala lo tallona a 0″1. Ottavo tempo di Sordo, nono per Lappi e decimo per Camilli. Dunque, una prima tappa in cui inizia a dominare Ott Tanak, di 4″5, ma che poi viene inavvertitamente ritardato di quasi un minuto da un Kris Meeke ‘zoppicante’. Evans chiude quasi 11″ più lento di Tanak, precipitando provvisoriamente al terzo posto e cedendo terreno al pilota della Toyota Yaris. Ma poi si scatena. Inizia a duellare con le unghie e con i denti per tutta la giornata sui tortuosi asfalti nelle montagne a sud dell’isola. Il gallese recupera il suo vantaggio nel pomeriggio, mentre Tanak è in difficoltà: infatti, è terzo, a 5″3 da Tanak. Ha lottato con la sua Hyundai i20 WRC, in continua progressione, fino al miglior tempo nella fase finale. Ha staccato il compagno di squadra Dani Sordo di 16″3 secondi.

Lo spagnolo è stato terzo per gran parte della mattinata, ma poi ha chiuso davanti a Teemu Suninen, quinto, attento a evitare errori con la sua Fiesta WRC dopo l’uscita occorsa in Messico. Aveva 5″4 secondi su un frustrato Sébastien Ogier, che non è riuscito a trovare la velocità desiderata. Un testacoda iniziale gli è costato 10″ e l’ha lasciato all’ottavo posto, ma il pilota della Citroën C3 ha lottato con il sottosterzo per tutto il giorno e si è arrampicato fino al sesto posto solo a causa dei problemi degli altri.

Il compagno di squadra Esapekka Lappi ha chiuso settimo. Sébastien Loeb è tornato all’ottavo posto dopo aver perso 2′ nella prova d’apertura, quando la sua i20 ha picchiato. Il leader della WRC 2 Eric Camilli e Yoann Bonato hanno completato la classifica assoluta. Si chiude bene la giornata anche per Andolfi (quindicesimo assoluto) e per Nucita (diciottesimo). ‘Pedro’ è trentaquattresimo. Nella WRC 2 Pro, al suo debutto in Corsica, il pilota della Skoda Fabia, Kalle Rovanpera ha concluso a 2’55″5 davanti a Pieniazek. Tom Kristensson è primo tra i Junior WRC con 0″9 su Julius Tannert. Jan Solans aveva iniziato con un impressionante vantaggio di 6″, ma una foratura nel test successivo gli è costata oltre 2′.

Un tratto della PS9-12 Castagniccia del Tour de Corse, che preoccupa i piloti
Un tratto della PS9-12 Castagniccia del Tour de Corse, che preoccupa i piloti

Ai piloti, in realtà, la prova che fa più paura è la PS9-12 Castagniccia, di 47,18 chilometri, la più lunga del rally. La più difficile. Si corre sabato 30 marzo e va ripetuta due volte. Qui, infatti, c’è un tratto di strada appena asfaltato: significa che le auto dovranno percorrere circa 6 chilometri su un’insolita miscela di asfalto fresco e ghiaia scivolosa. Descrivendo la sfida, Meeke ha dichiarato: “Entriamo in una sezione in cui la strada è stata solo parzialmente asfaltata per circa 5 o 6 chilometri. Da un lato e dall’altro, hai ghiaia sinistra e destra e in mezzo. È un po ‘strano e un po’ complicato, ma è la Corsica”.

La PS inaugurale di sabato, la PS7 Cap Corse, di 25,62 chilometri, attraversa la punta settentrionale della Corsica prima di terminare sulla costa occidentale ed è una delle sole due prove riportate dall’edizione svolta nel 2018, anche se accorciata di 10 chilometri all’inizio. Inizia a Luri e i piloti salgono sul Col de Santa-Lucia, prima di tuffarsi in discesa fino a Pino. La seconda parte segue strade strette e tortuose con una magnifica vista sulle Agriate e, dopo aver attraversato i villaggi Barrettali e Canari, un tornante finale conduce all’arrivo.

Tanak attacca con la Yaris e recupera 0″6, vincendo la PS. Riduce il suo deficit da Evans a 3″9, ma è solo l’inizio della giornata più lunga del rally. L’estone è stato 2″ più veloce del gallese nel punto intermedio, ma il pilota della Fiesta ha alzato il ritmo nella seconda parte della prova, dove l’asfalto serpeggiava la costa occidentale dell’Isola. “È stata una buona prova, ma ci sono state alcune esitazioni in alcuni settori. Non sono andato bene come avrei potuto, ma non è andata malaccio”, ha detto Evans.

Un ringalluzzito Sébastien Loeb è stato il terzo più veloce con la sua Hyundai i20 e si è messo dietro anche il compagno di squadra Thierry Neuville, che ha esteso il suo vantaggio sul quarto posto Dani Sordo, anche lui con la i20, a 22″1. “Verso la fine ho faticato un po’. Scivolavo troppo e sono stato un po’ attaccato ai freni. La macchina va bene, ci dà quello di cui abbiamo bisogno”, ha detto Neuville. Teemu Suninen è agitato. Si è piazzato solo nono con la Fiesta WRC, scivolando tra le grinfie di Ogier. Non ha voluto dire cosa lo preoccupava. “Un palcoscenico terribile per noi. Dobbiamo provare a sistemare le cose”, ha detto. Ogier chiude con problemi di gestione. “Va un po ‘meglio, ma la velocità non c’è ancora”, ha detto.

Sulla PS8 Desert des Agriates, è di nuovo Tanak il più veloce: attacca e insedia la leadership ormai risicatissima di Evans. L’estone sigla un 7’55″8 e si porta a 0″2 da Evans (solo quinto in prova) nella generale. Il secondo più veloce è Neuville, che ferma i crono a 2″0 da Tanak. Terzo miglior tempo per Meeke a 3″2 dal pilota Toyota e a 1″2 da Neuville. Davanti ad Evans si piazza Sordo che è a 0″3 da Meeke, ma è tallonato a 0″2 da Evans. In sesta posizione troviamo Sunine, seguito da Lappi, Loeb, Ogier e Latvala. Uno splendido Nucita fa segnare il tredicesimo tempo assoluto davanti a Veiby e Rovanpera, mentre Andolfi è sedicesimo subito dietro.

Nella foto di Stefano Romeo il primo passaggio dello shakedown
Nella foto di Stefano Romeo il primo passaggio dello shakedown

Si va sulla PS9 Castagniccia, la più lunga e spettacolare, oltre che più insidiosa. Oltre 47 chilometri. Il più veloce è Sordo (29’45″0). A 0″8 sbuca Tanak, a 1″4 Ogier, segue Evans a 3″3. Neuville è già più lontano, a 7″5, Meeke addirittura a 15″1, Latvala a 21″3. Suninen sigla l’ottavo tempo a 29″8, Loeb nono a 40″7 e Lappi decimo a 48″3. La Castagniccia rimette ordine nella classifica generale. Tanak rileva il comando del Tour de Corse con 2″3 su Evans e mostra l’intenzione di voler scavare un solco con tutti i rivali. Neuville è terzo, staccato di 14″9 da Evans e di 17″2 da Tanak.

Peccato per Nucita, vittima di un brutto incidente sulla PS9. Il pilota siciliano ha capottato irrimediabilmente. Per fortuna, l’equipaggio sta bene e non ci sono state gravi conseguenze fisiche. Il pilota siciliano arriva velocissimo e un avvallamento fa impuntare la macchina. Nucita è veloce e reattivo, ma lo spigolo sinistro della vettura urta un muretto di mattoni pieni sporgente e la vettura viene rimbalzata dall’altra parte della strada capottando. Tanta paura, pilota e copilota sotto shock. Escono dall’auto aiutati ma apparentemente con le loro gambe. Quindi, non in pericolo di vita. L’incidente è avvenuto al quinto chilometro della PS9.

Gli equipaggi si dirigono sulla PS10 Cap Corse 2. I 25,62 chilometri, vedono vincere Meeke in 15’52″3. Torna prepotentemente alla carica Evans, staccato di soli 2″1, ma a sua volta con Neuville che gli soffia sul collo, ad appena 0″1. Tanak non va oltre il quarto posto in questa gara velocissima e ferma i crono a 0″6 da Neuville e a 2″8 dal vincitore. Quinto posto per Ogier e sesto a 0″3 per Loeb, che da ieri si affrontano in una sfida fra divinità. “Abbiamo molto sottosterzo ora, è molto difficile guidare la macchina. Ho perso 6″ rispetto al mattino. Cercheremo di cambiare qualcosa nel set-up, ma in realtà non va bene”, dice Loeb. Latvala è settimo a 8″2 da Meeke, ma davanti a Suninen per 1″5. Lappi e Sordo chiudono la decina assoluta. Dopo questa prova resta al comando Tanak, ma per solo 1″6 su Evans e 16″6 su Neuville. La prossima prova potrebbe essere decisiva. Fabio Andolfi in prova sigla il quattordicesimo tempo assoluto e nella generale è undicesimo, davanti al francese Eric Camilli, staccato di 9″5 (Andolfi è stato penalizzato per jump start).

La PS11 Desert des Agriates 2, vive sulla lotta per la supremazia tra Neuville e Meeke, staccati di appena 0″1. Terzo tempo, strepitoso, di Teemu Suninen che fa capolino nelle posizioni nobili della classifica, a 1″4 dal belga e a 1″3 dal pilota Toyota, secondo. Ritrova la giusta grinta anche Lappi, che è quarto per un soffio, con Sordo a 0″1, Evans a 0″6 e Loeb a 1″1. Ottavo tempo per Ogier a 5″1 dal vincitore della speciale. Questa volta, quinto è Camilli che ha la meglio su Katsuta. Fabio Andolfi è dodicesimo. Tanak e Latvala sono venticinquesimo e ventiseiesimo: hanno perso rispettivamente 2’01″2 e +2’13″9 a causa di forature. Torna al comando della classifica assoluta Evans. In seconda posizione troviamo Neuville, in terza Sordo e fuori dal podio momentaneo Ogier e Suninen, distanti rispettivamente 53″2 e 1’16″9. Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto sono stati trasportati in ospedale a Bastia per accertamenti. I ragazzi sono doloranti ed in discrete condizioni di salute.

La PS12 Castagniccia 2 è l’ultima della giornata di sabato. Questa prova speciale fa paura a tutti ed è quella in cui è avvenuto l’incidente di Nucita-Princiotto. Si tratta della più lunga del rally e con i suoi oltre 47 chilometri può fare la differenza. E infatti, la prova viene sospesa dopo il passaggio di Gryazin. Sono le 18.20 circa e si vivono momenti di terrore puro. La vettura di Eric Camilli prende a fuoco. Molti piloti, da Kaito ad Andolfi, aiutano a spegnere la Volkswagen Polo GTI R5 letteralmente avvolta dalle fiamme. Il miglior tempo in prova, finché si è corso, è stato quello di Neuville: 29’24″4. Secondo è Ogier a 3″1, seguito Tanak inferocito a 9″9 da Neuville. Quarto tempo per Kris Meeke a 12″9 dal pilota belga con la Hyundai e quinto per Evans a 16″0. Seguono nell’ordine, Loeb, Lappi, Latvala, Sordo, Suninen e Gryazin.

Elfyn Evans con la Ford Fiesta WRC Plus al Rally Tour de Corse 2019
Elfyn Evans con la Ford Fiesta WRC Plus al Rally Tour de Corse 2019

In pratica, Neuville arriva alla seconda tappa di domenica con un insperato vantaggio di 4″5, guadagnato sul campo dopo essere riuscito a precedere Evans. Il gallese ha iniziato la prova con un vantaggio di 11″5, dopo che la sua frenetica lotta per il comando con Ott Tanak si era conclusa nella speciale precedente. Ma in questo WRC 2019, nessuno regala niente. Il vantaggio di Evans era buono, ma Neuville lo ha superato di 16″0 per preparare un’emozionante lotta all’ultimo decimo nella giornata di domenica. “Questa mattina non siamo riusciti a trovare un buon feeling per spingere al massimo. Questo pomeriggio sono stato in grado di attaccare in ogni PS”, ha spiegato Neuville, che ha aggiunto: “Sapevo di non poter sbagliare, ma quando la sensazione è buona è giusto guidare più veloce che puoi senza correre grandi rischi”.

Evans era letteralmente scioccato a fine prova. Non riusciva a capacitarsi di quello che è accaduto. “Il pomeriggio è iniziato bene ma è andato tutto in discesa. È stata una sorpresa perdere così tanto nell’ultima PS. Tre o quattro secondi forse, ma 16″ è un abbisso. È stato uno shock, ma la cosa migliore da fare è dimenticarsene e concentrarsi su domani”, ha detto. Sébastien Ogier non aveva ritmo, ma è salito dalla sesta posizione di questa mattina alla terza di sabato sera. Sordo ha chiuso a 5″, ma con un vantaggio di 42″2 secondi su Teemu Suninen in quinta posizione. Questa mattina il finlandese è stato tormentato da alcuni problemi alla Fiesta, ma ha chiuso la giornata con un margine di 22″4 su un Tanak molto deluso.

La rivelazione del WRC 2 è Fabio Andolfi. Il venticinquenne ligure ha iniziato la tappa al quarto posto, ma ha vinto quattro prove consecutive con la Skoda Fabia, per terminare con un vantaggio di 21″6 su Nikolay Gryazin. Il pilota olandese Ole Christian Veiby è 12″5 dietro Gryazin.  Molti i ritiri. Yoann Bonato, che era secondo nella WRC 2, è stato il primo a fermarsi sulla PS8. La PS9 è stata fatale a Ciamin, mentre Camilli ha forato. Andolfi ha ereditato un vantaggio di 31″7, ma dalla PS11 è stato messo pressione dal recupero di Camilli.  Tuttavia la manifestazione di Camilli va in fumo sulla PS12, con la Polo in fiamme sotto gli occhi increduli di pilota e navigatore.

Kajetan Kajetanowicz è quarto a più di due minuti dietro al trio di testa dopo una foratura sulla PS10 e il servosterzo rotto sulla PS11. Takamoto Katsuta (Ford Fiesta) piazza quinto, 34″ dietro, con Rhys Yates (Skoda) che completa i primi sei. La WRC 2 Pro è stata scossa da un doppio ritiro: Kale Rovanpera si schianta contro la Skoda all’inizio della PS9. Scivola lungo in una curva e si scontra con la parete rocciosa. Il danno alla gabbia non consente la ripartenza. Lukasz Pieniazek è l’unico superstite. Il polacco completa la PS11 con la gomma anteriore totalmente distrutta. Ma la sua fortuna è finita sulla PS12 quando scivola largo su un angolo a destra e si è scontra con un muro.

Tra i Junior WRC, Kristensson ha iniziato con un vantaggio marginale di 0″9 dopo la prova d’apertura di venerdì, ma la battaglia si è subito scatenata. Ha allungato il vantaggio fino a 20″ nella prova di velocità iniziale, quando Julius Tannert ha perso quasi 1′ con una foratura, consegnando il secondo posto a Radstrom. Il margine si è attestato a quasi 18″, ma Radstrom ha tenuto duro durante il pomeriggio per ridurre il margine a pochi secondi, mentre il suo rivale si è attenuto alla sua politica di guida priva di rischi.

Tannert ha messo in scena una superba rimonta dopo la foratura e ha chiuso la giornata a soli 6″6 dal capofila. Tutti e tre i piloti sono al volante di Ford Fiesta R2. Jan Solans ha vinto due PS ed era quarto, ma poi ha danneggiato la sospensione posteriore destra e si è ritrovato quasi 4′ alla deriva. Tom Williams e Roland Poom completano i primi sei. La tappa di domenica 31 marzo 2019 si sposta sulla costa occidentale dell’isola corsa vicino a Calvi ed è la più breve del rally. I piloti affrontano solo due prove speciali per 51,19 chilometri cronometrati, che terminano con la power stage in cui vengono assegnati i punti bonus ai cinque piloti più veloci.

La prova speciale numero 13, la PS Eaux de Zilia, di 31,85, vede il ‘risveglio’ di Evans, che letteralmente vola: supera i 120 km/h di media e straccia Tanak a 8″0, Suninen a 10″4, Ogier a 10″8. Neuville solo quinto a 16″, incassa lo schiaffo di pari portata a quello che il belga ha rifilato al gallese sull’ultima PS del giorno precedente, e tace. Segue un altro abisso: sesto Latvala a 24″2 e pari tempo con Loeb. Seguono Lappi, Sordo e Gryazin. L’italo-romeno Simone Tempestini è quattordicesimo, mentre Andolfi fa segnare il sedicesimo tempo.

Alla viglia dell’ultima prova sale la tensione. Evans riprende il comando della gara e punta al successo assoluto. Neuville è secondo a 11″5. Incredibile. Ogier è terzo a 39″6 dal belga e a 51″1 dal gallese, con Sordo a 28″1. Solo un errore può toglierli il podio. Seguono Suninen, Tanak, Lappi, Loeb, Meeke, Latvala, Gryazyn e Andolfi. ‘Pedro’ è ventitreesimo, Enrico Brazzoli trentesimo e leader della RGT, Enrico Oldrati trentasettesimo, Sassi-Cangini sessantatreesimi e terzi della RGT. Alle 12.18 prende il via la PS14 Calvi, gli ultimi 19,34 chilometri, che assegna anche i punti bonus della power stage.

La cronaca di questa prova è la sintesi di una gara incredibile, difficile, ricca di colpi di scena anche spiacevoli, alcuni dei quali ci hanno fatto preoccupare, come l’incidente di Andrea Nucita sulla PS9, o come la foratura dell’anteriore destra sull’ultimo tratto cronometrato. Sfortuna, si dirà. Poco importa, fortuna o sfortuna, le gare si vincono all’arrivo. Thierry Neuville, il belga della i20 WRC Plus, con un tempo da fuori podio (10’05″8) ma con alle spalle una gara superba si ritrova a vincere il Tour de Corse. E Fabio Andolfi vince il WRC2. Ma andiamo con ordine.

La PS14 viene vinta da Meeke, seguito a 4″4 da Tanak, a 9″8 da Suninen e a 11″7 da Neuville. Ogier è quinto a 12″4 da Meeke, seguito da Latvala a 0″2, con a sua volta Lappi a 0″1. Loeb fa segnare l’ottavo tempo, mentre Sordo è nono e uno stupendo Andolfi sigla il decimo miglior tempo assoluto e vince meritatamente la classifica del WRC 2, portando il Tricolore italiano sul podio e confermando le sue doti. Di fronte casa sua. Dunque, il Tour de Corse 2019, emozionante e tiratissimo, ha premiato Neuville, primo assoluto con 40″3 su Ogier, che sale dal terzo al secondo gradino del podio. Solo terzo Evans, che accusa un ritardo di 1’06″6. Fuori dal podio, a chiudere la prima cinquina, Sordo e Suninen.

Seguono Tanak, Lappi, Loeb, Meeke e Latvala, che completano la top assoluta. Undicesimo è Andolfi con Aci Team Italia, mentre si segnala anche l’arrivo di ‘Pedro’, e il successo di Brazzoli tra le RGT. Un’altra importantissima vittoria italiana nel Mondiale Rally, in questo caso firmata anche Winners Rally Team. Anche Oldrati porta a termine una buona gara.

Con la collaborazione di Andrea Ippolito, Yuri Vivaldi, Elio Magnano e Stefano Romeo

CIWRC, 1000 Miglia: in lotta WRC ed R5, vince Pedersoli

Entra nel vivo il 43° Rally 1000 Miglia, appuntamento di apertura del CiWRC 2019 valido anche per la Coppa Aci Sport di Zona con coefficiente 2. Terminate le operazioni di verifica, sono 104 gli equipaggi che si sfideranno sul percorso disegnato con abile mano tecnica da parte dell’Automobile Club Brescia. Assente Alessandro Perico, il bergamasco decisamente atteso al via ha dato forfait all’ultimo momento per sopraggiunti impegni che non gli avrebbero consentito di prendere parte alla gara, la sfida per la vittoria si pnreannuncia particolarmente esaltante, con tanti piloti in lizza a partire da Luca Pedersoli e Anna Tomasi al via con la Citroën DS3 WRC che proveranno a riscattare il ritiro delle ultime due edizioni.

Della partita anche i portacolori Bluthunder Racing Italy Corrado Fontana e Nicola Arena, sulla Hyundai i20 WRC NG nella nuova livrea HMI. Il pilota di Como lo scorso anno chiuse secondo e ha dalla sua una grande conoscenza della vettura coreana con la quale corre oramai da diverse stagioni. Osservati speciali anche Marco Signor con Patrick Bernardi con la Ford Fiesta WRC di Sama Racing, alla luce dell’ambizioso progetto 2019 oltre a Simone Miele e Roberto Mometti, sulla Citroën DS3 WRC della Giesse Promotion, ex ufficiale, nella accattivante nuova livrea.

Sicuramente in prima linea tutti gli equipaggi bresciani, desiderosi di ben figurare nella gara di casa preparata nei minimi dettagli da mesi e per la quale un risultato potrebbe valere l’intera stagione sportiva. Nella lunga lista dei piloti di casa attenzione a Gianluigi Niboli navigato da Danilo Fappani sulla Ford Fiesta WRC della Mirabella Mille Miglia, oltre al nutrito gruppo in R5 con, tra gli altri, Pasquali-Pasquali (Skoda Fabia R5/Northon Racing) sulla berlinetta ceca della Loran che già ha primeggiato al Rally del Ciocco e Valle del Serchio, Mabellini-Lenzi (Hyundai i20 R5/Mirabella Mille Miglia) attesi al debutto in una gara completa con la R5 coreana e Loda-Pasini (Volkswagen Polo GTI R5) con la nuovissima arma di Wolfsburg.

La gara vivrà anche di stupende sfide in tutte le altre classi a partire dall’assalto dei 27 in classe R2B, dove i coltelli saranno affilatissimi per primeggiare alla luce dei tantissimi piloti locali tra i quali spiccano Saresera-Barone (Peugeot 208 R2B/Leonessa Corse), Trevisani-Muffolini (Peugeot 208 R2B/HP Sport) e Zigliani-Zigliani (Peugeot 208). La gara, dopo lo shakedown che già questa mattina ha offerto le prime pillole di spettacolo e azione, entrerà finalmente nel vivo alle 19:30 di questa sera sul Lungolago Zanardelli con la partenza ufficiale in una delle location più scenografiche dell’intero campionato, a Salò.

La parte glamour lascia subito spazio alla sfida sportiva con la PS1 Città di Salò che apre l’agonismo alle 20.00, lungo la storica salita a tornanti di Via Zette che già fu teatro del Circuito del Garda. La prova inizia con una prima parte spettacolo all’interno del parcheggio dell’ex Fonte Tavina, di fronte all’Hotel Ristorante Conca d’Oro. Dopo questo toboga, i concorrenti affrontano la salita lungo via Zette, inframmezzata da alcune chicanes di rallentamento, fino alla rotonda del violino, dove trovano un percorso obbligato sfruttando le isole di traffico prima dell’arrivo.

Marco Signor si fa largo nel CiWRC 2019
Marco Signor si fa largo nel CiWRC 2019

L’ordine di partenza della PS1 vede per primi al via Lunelli-Morelli (Suzuki Swift) con il numero 129. Seguono tutti i concorrenti fino al numero 38 Montini-Belfiore (Renault Clio S1600/R-Xteam). Da quel punto partono i concorrenti in ordine di numero dall’1 al 37. Questo solo per la spettacolo di apertura. L’elenco partenti per la seconda tappa viene pubblicato al termine della PS1. Tra l’altro, si apprende verso le 15 di sabato pomeriggio che, cause di forza maggiore non imputabili all’organizzatore, hanno costretto ad una importante modifica del percorso.

La tappa di sabato parte alle 7.55 dal riordino notturno con l’handicap delle sei prove speciali anziché otto. Confermato l’arrivo a Salò alle 18.10. Infatti, con un comunicato ufficiale del direttore di gara, Alessandro Battaglia, l’Automobile Club Brescia conferma l’annullamento della PS2-6 Moerna per cause di forza maggiore non imputabili all’organizzazione. Il 43° Rally 1000 Miglia parte quindi con un’ora e venti di ritardo rispetto agli orari originali per compensare l’annullamento della PS2, ma mantiene gli stessi orari di passaggio sulle prove speciali con un allungamento del Riordino 2 a Gardone Riviera a un’ora e trentacinque minuti. Dopo il riordino e l’assistenza Cunettone, il secondo giro, sempre accorciato a tre prove speciali, prosegue fino all’arrivo di Salò, nuovamente sul Lungolago Zanardelli, alle ore 18.10.

La PS1 va a Pedersoli-Tomasi (2’12″7) seguiti da Miele-Mometti a 0″2. Bellissimo affondo di Andrea Carella ed Enrico Bracchi, su una delle tante Skoda Fabia R5 che monopolizzano l’assoluta, terzi ad appena 2″1 da Pedersoli (Citroen DS3 WRC). Quarto tempo per la Fabia di Federico Santini a 2″5 dal vertice e inseguito dalla Fiesta di Signor, che a sua volta regola i conti con Pinzano-Zegna. Settimo miglior tempo per Dall’Era-Brovelli, con alle spalle Menegatti-Cracco, Daprà-Andrian (che con la loro Hyundai interrompono lo strapotere Skoda). A chiudere la top ten ci pensano Miele-Beltrame.

Il secondo appuntamento stagionale della Suzuki Rally Cup, primo in concomitanza con il Campionato Italiano WRC, ha preso il via con lo scratch di Roberto Pellé nella spettacolo d’apertura del Rally 1000 Miglia. Durante la SSS1 “Città di Salò” (2,85 km) il pilota trentino affiancato da Giulia Luraschi sulla Suzuki Swift R1 si è piazzato subito al comando della speciale classifica riservata alle vetture del sol levante, con il tempo di 2’42.6. Tra le 15 Suzuki in corsa il secondo tempo è stato del vicentino Andrea Scalzotto, ad appena 2 decimi da Pellé. Terzo in prova il padovano del CIWRC Nicola Schileo a 6 decimi dal primo.

Sabato 30 marzo 2019 si parte per un bellissimo giro di prove: PS Pertiche (km. 27.64), PS Provaglio Val Sabbia (km 8.65) e PS San Michele (km 9.12), tutte molto corte e tirate a parte la prima. Dopo lo spettacolo di ieri sera con la PS Città di Salò, le sfide del 43° Rally 1000 Miglia riprendono questa mattina con uscita dal riordino dalle ore 7.55 e prosecuzione con sei prove speciali, tre da ripetere. A Cunettone, parco assistenza di metà giornata. Gli appassionati si radunano per vedere le vetture al riordino di Gardone Riviera delle ore 11.50 dove i piloti sostano per un’ora e trentacinque minuti.

Corrado Fontana e Nicola Arena con la Hyundai i20 al Rally 1000 Miglia
Corrado Fontana e Nicola Arena con la Hyundai i20 al Rally 1000 Miglia

Ottimo avvio per Luca Pedersoli sulla PS3 (la PS2-9 è stata annullata) già protagonista nella serata di ieri nella spettacolo di Salò. Il pilota con la Citroen DS3 Wrc realizza il tempo di 19’26″1 davanti a Corrado Fontana per quasi 2″ e Simone Miele a oltre 6″ con la Citroen DS3 Wrc. Rimane dietro Marco Signor a 14”7 da Pedersoli. Bene anche il piacentino Andrea Carella primo  tra le vetture R5 che sulla Pertiche realizza il quinto crono con la Skoda Fabia di Munaretto a 15”9 dal primo equipaggio. Non da meno la corsa del biellese Corrado Pinzano con un altra Fabia R5 della PA Racing, seguito a sua volta dal trentino Matteo Daprà su Hyundai I20 R5. Si fermano in questa prova il pilota di Ceccano Stefano Liburdi su Peugeot 207 S2000 e Roberto Vescovi per un guasto alla sua Renault Clio S1600 senza intralcio per il proseguimento della prova.

I protagonisti del tricolore WRC proseguono la loro corsa sulla PS4 Provaglio Val Sabbia di appena 8, 65 chilometri, dove sono Corrado Fontana e Nicola Arena i più veloci con la loro Hyundai I20 WRC NG della Bluthunder Racing, a 1″ netto davanti ai veneti Marco Signor e Patrick Bernardi con la Ford Fiesta WRC. Terzo crono in questa prova per il bresciano Luca Pedersoli a 2”8, con la Citroen DS3 WRC da Fontana che rimangono ancora al comando con 8″ di vantaggio nell’assoluta. Tra le R5 c’è ancora Andrea Carella protagonista assoluto con la Skoda Fabia R5. Perde secondi preziosi invece il lombardo Simone Miele che si è girato in questa prova con la sua Citroen DS3 Wrc.

Simone Miele e Roberto Mometti si aggiudicano la PS5 San Michele di 9,12 chilometri con soli 0″3 di vantaggio su Luca Pedersoli e Anna Tomasi con la Citroen DS3 Wrc. Terzo crono qui per Marco Signor e Patrick Bernardi con la Fiesta WRC. Sfortuna per Corrado Fontana e Nicola Arena che toccano con la Hyundai I20 NG Wrc e danneggiano la sospensione perdendo oltre 20″ e la seconda posizione nella classifica assoluta. Lotta serrata tra Corrado Pinzano e Andrea Carella che fa meglio del piacentino in questa prova entrambi su Skoda Fabia. Il biellese e il piacentino sono quarto e quinto in questa speciale di San Michele. Sesto Mauro Miele con la Hyundai I20 R5, davanti a Federico Santini su Skoda Fabia R5. La classifica vede ancora Pedersoli al comando tallonato però da Simone Miele a 13”7 e Marco Signor a 17”7.

Colpo di scena: sulla PS5 San Michele Corrado Fontana e il suo navigatore Nicola Arena, in rimonta con la Hyundai i20 WRC NG della Bluthunder Racing, hanno toccato in discesa verso Gardone staccando la ruota e la sospensione posteriore sinistra. Finale anticipato, quindi per Fontana e Arena che rivedremo in gara al Rallye Elba. Dunque, facendo un riepilogo della situazione, è stata una mattinata emozionante, che anche oggi ha visto la supremazia di Luca Pedersoli e Anna Tomasi sulla Citroen DS3 WRC, che al termine del primo giro sulle prove di Pertiche, Provaglio Val Sabbia e San Michele sono ritornati a Salò con una leadership di 13″7 secondi su Simone Miele.

Il pilota lombardo sulla Citroen DS3 WRC della Giesse Promotion ha segnato il miglior tempo sulla PS5 ma deve recriminare per un testacoda sulla PS4 Provaglio Val Sabbia che gli è costato almeno 15″ e che lo vedrebbe in questo momento in una situazione completamente diversa. Al terzo posto è Marco Signor, che con Patrick Bernardi ha chiuso una mattinata costante sulla Ford Fiesta WRC della Sama Racing, anche se come ha ammesso al parco assistenza di Cunettone, il passo è ancora da migliorare rispetto alle reali potenzialità del pacchetto. Signor è a 17″7 e a soli 4″ da Miele.

Strepitoso invece l’incedere di Andrea Carella sulla Skoda Fabia R5 di Munaretto ex Scandola. Sicuramente atteso alla vigilia, Carella ha guidato con una determinazione e un’efficacia assolutamente degne di nota a bordo della vettura di Mlada Boleslav, e a metà giornata è quarto assoluto a 29″6 e primo in classe R5. Ancora in classifica al quinto posto, ma formalmente fuori dai giochi Corrado Fontana e Nicola Arena, sulla Hyundai i20 WRC NG della Bluthunder Racing: non si è presentato al CO 5C in ingresso al parco assistenza di Cunettone.

Dietro a Carella ecco quindi un super Corrado Pinzano, sulla Skoda Fabia R5 della New Drivers Team affiancato da Marco Zegna. Il pilota di Biella, vincitore poche settimane fa al Benacus Rally sull’altra sponda del Lago di Garda, ha sicuramente dimostrato un ottimo passo con la Fabia della PA Racing e sapendo di avere ancora margine proverà sicuramente a farsi sentire nei confronti di Carella per la classe R5, anche se il distacco è attualmente di 10 secondi secchi. Menzione particolare anche per Matteo Daprà e Fabio Andrian sulla Hyundai i20 R5 della GDA Communication, settimo assoluto alla prima volta in carriera con una vettura di questa categoria.

Nella numerosa R2B guidano di misura Carminati-Gelmini (Peugeot 208 R2B/RXTeam), in S2000 bello il confronto tra Benvenuti-Manfredi (Peugeot 207 S2000/La Superba) e Andriolo-Menegon (Peugeot 207 S2000/La Superba) staccati di soli 5″4 secondi, mentre in S1600 guidano Montini-Belfiore (Renault Clio S1600/RXTeam). La gara sta proseguendo ora con il secondo giro, sempre su Pertiche alle 15.35, Provaglio Val Sabbia alle 16.30 e San Michele alle 17.10. L’arrivo sul Lungolago Zanardelli è previsto alle 18.10.

Si segnala, inoltre, che nel corso della giornata di ieri il direttore di gara è intervenuto con un comunicato ufficiale attribuendo una sanzione di 2.000 euro ciascuno e una penalità di 2 minuti ad un equipaggio che i carabinieri di Vestone hanno segnalato per infrazione al Codice della Strada, riportato da verbale, nel corso delle ricognizioni sul percorso di giovedì. Un segnale importante circa l’attenzione alla sicurezza e al territorio da parte dell’Automobile Club bresciano e di tutto lo staff coinvolto nell’organizzazione del Rally 1000 Miglia.

Sulla prova speciale numero 7, la PS Pertiche 2, sono ancora Luca Pedersoli e Anna Tomasi a fare la voce grossa, abbassando di 4″ il tempo davanti all’altra DS3 WRC, quella di Simone Miele, qui staccata di 2″5. Terzo tempo per il pilota veneto Marco Signor a quasi 6″ da Pedersoli. I tre equipaggi mantengono il podio virtuale del Rally 1000 Miglia. Quarto tempo per il piacentino Andrea Carella con la Skoda Fabia, in lotta con le R5 di Corrado Pinzano in primis ma anche quelle di Matteo Daprà, Paolo Menegatti, Mauro Miele e Federico Santini. Tra le Swift R1 ottima prima parte di gara per Simone Goldoni davanti alle Suzuki di Roberto Pellè e Ivan Cominelli. La prova di “Pertiche 2” per i partecipanti del Suzuki Rally Cup è valida come power stage.

La Ford Fiesta WRC di Signor-Bernardi vince la PS Provaglio Val Sabbia 2 (8,65 chilometri) davanti a Miele-Mometti con la Citroen DS3 WRC a 1”9. Terzo crono per un velocissimo Andrea Carella che con la sua Skoda Fabia R5 è più veloce di un Luca Pedersoli che ha tirato i remi in barca e cerca di gestire la competizione per assicurarsi la vittoria. Pedersoli ha 14″5 in classifica generale su Miele. La PS9 è stata annullata, quindi per concludere la gara manca solo la PS10 San Michele. Un’altra prova corta. Basta non sbagliare…

E infatti non sbaglia. Lascia vincere Marco Signor, mentre Simone Miele è secondo a tentar di rosicchiare secondi, ma Pedersoli amministra e gli basta arrivare terzo in prova per vincere con un vantaggio di 11″4 su Miele e di 15″9 su Signor. Quarto in prova e quarto nell’assoluta di fine gara Carella, primo anche tra le R5 e letteralmente incollato alle WRC, viene mandato in verifica. Trovata 5 chili sottopeso la sua vettura, il pilota viene escluso dalla classifica finale. Quindi, il quarto nell’assoluta, diventa il quinto, Pinzano. Quinta piazza per Daprà e sesta per Miele senior. A chiudere la top ten ci pensano Santini, Niboli, Mabellini e Bizzotto. Primo tra le S2000 è Andriolo, mentre Montini vince tra le S1600.

Con la collaborazione di Gianni Cogni, Luca Del Vitto e Marco Cariati


WRC Junior 2019, Rally Tour de Corse: tredici vetture al via

Il celebre Rally Tour de Corse sarà il secondo appuntamento del campionato WRC Junior, dove le giovani promesse emergenti affronteranno l’unico appuntamento su asfalto della loro stagione iridata. Pirelli è fornitore esclusivo del mondiale Junior, ed inoltre equipaggerà numerosi equipaggi della classe WRC2 con la più recente versione dei suoi pneumatici P Zero da asfalto.

Per i concorrenti del WRC Junior, la Corsica costituisce una sfida totalmente diversa da quella del Rally di Svezia, che ha aperto su neve e ghiaccio la stagione. Il Tour de Corse è famoso per le sue prove speciali strette e tortuose sulle montagne dell’isola. L’asfalto abrasivo e la notevole lunghezza delle singole prove speciali rendono questa gara molto impegnativa per i pneumatici. Tredici saranno i piloti del WRC Junior in gara, tutti al volante di identiche Ford Fiesta R2T preparate da M-Sport e gommate Pirelli. Lo svedese Tom Kristensson, vincitore della gara di casa, è l’attuale leader della classifica.

Nel WRC2, Pirelli equipaggerà il tre volte Campione d’Europa rally Kajetan Kajetanowicz, che in questa stagione è passato al volante di una Volkswagen Polo R5. Il campione WRC Junior 2017 Nil Solans (il cui fratello Jan ora gareggia fra gli Junior) avrà una Ford Fiesta R5 preparata da M-Sport con al fianco l’esperto copilota Marc Marti. Fra gli altri piloti Pirelli da ricordare il ‘pupillo’ Toyota Takamoto Katsuta, Simone Tempestini con la Hyundai e Fabio Andolfi con la Skoda. Enrico Brazzoli sarà al via nella RGT Cup, in cui si è imposto a Montecarlo con la sua Abarth 124 Rally.

Ciascuna categoria avrà a disposizione tre diversi tipi di pneumatici. I protagonisti del WRC Junior potranno utilizzare i P Zero RK5 in mescola dura o i più morbidi RKW7, con l’alternativa dei Cinturato RW da pioggia che sono una novità 2019 per questa categoria. Per il WRC2, debutteranno in Corsica le nuove versioni dei Pirelli P Zero da asfalto, cioè RA5 in mescola dura e i più morbidi RA7+. In caso di pioggia saranno a loro disposizione i Cinturato RWA.

I piloti del Mondiale Junior WRC possono utilizzare un massimo di 20 pneumatici nel corso del rally, oltre ad altre quattro gomme per chi prende parte allo shakedown ante-gara. La dotazione entro cui scegliere è di 24 gomme dure, 8 morbide e 8 da bagnato. 24 sono invece le gomme a disposizione dei piloti del WRC2, più altre quattro per lo shakedown, da scegliere in un lotto che ne comprende 28 in mescola dura, 20 in mescola morbida e 8 da pioggia.

Il Tour de Corse si disputa da giovedì 28 marzo a domenica 31 marzo con 12 prove speciali per un totale di 348 km di tratti cronometrati. Un numero di prove minore rispetto al consueto, il che rende ciascuna di esse più intensa e importante ai fini del risultato.

CIR, Rally del Ciocco: la gara delle rivelazioni va a Basso

La giornata comincia poco prima delle 7 in parco assistenza, si parte separati di un minuto. La Coppa Rally di Zona non prende il via nel primo giro di PS. Il Rally del Ciocco si riapre con il primo scratch di Andrea Crungola sulla Massa-Sassorosso 1 (6,90 km). Il pilota di Varese affiancato da Pietro Ometto sulla Volkswagen Polo R5 chiude in 4’23.3, con un vantaggio di 1.4’’ su Giandomenico Basso, con Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5.

Terzo tempo su questa speciale d’apertura per il cesenate Simone Campedelli, con Tania Canton su Ford Fiesta R5, che mantiene comunque il comando nonostante il ritardo di 1.5’’ da Crugnola sulla piesse. Quarto tempo per l’irlandese Craig Breen con un ritardo dal primo di 3.4’’ sulla Fabia R5. Dietro di lui ancora compassato il pordenonese Luca Rossetti (Citroen C3 R5) a 4.4’’, mentre dimostra di avere un buon passo Marcello Razzini che chiude a 4.5’’ piazzandosi anche al quinto posto assoluto su Fabia R5.

Inizia ad entrare in ritmo il lucchese Rudy Michelini, settimo su Fabia R5, quasi 1’’ davanti all’ottavo tempo di Stefano Albertini (Fabia R5). Completano la top ten della Massa-Sassorosso il lariano Kevin Gilardono e il finlandese Emil Lindholm, entrambi al volante di Hyundai i20 R5. La PS3 Careggine1 la vince ancora Andrea Crugnola sulla Polo R5 davanti a Giandomenico Basso con la Skoda e a Stefano Albertini anche lui su Fabia R5.

Sulla PS4 Noi TV 1 di 1,90 chilometri nella tenuta del Ciocco fanno registrare lo stesso tempo gli equipaggi Crugnola-Ometto, su Volkswagen Polo R5, e Basso -Granai, su Skoda Fabia R5. Meglio Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 in questa prova chiudendo alle spalle dei primi due a tre deicmi di secondo. Quarto tempo per Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5. Tra i protagonisti del tricolore 2 Ruote Motrici ottimo Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che restano davanti agli avversari sin dalla prova d’apertura di ieri a Forte dei Marmi.

Una lotta all’ultimo decimo quella che si svolge al Ciocco tra Giandomenico Basso e Andrea Crugnola. PS5, la Tereglio, accorciata a 13,96 km, doveva essere di 17,19, vinta da Basso-Granai con la Skoda Fabia R5 accorciando le distanze da Crugnola, separati solo da un secondo. Il varesino con la Volkswagen Polo R5 chiude la prova di Tereglio 1 a tre decimi di secondo dal trevigiano. Terzo crono in questa speciale per il pordenonese Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 a tre secondi e quattro decimi dal primo.

Andrea Crugnola e Pietro Ometto sulla Volkswagen Polo R5
Andrea Crugnola e Pietro Ometto sulla Volkswagen Polo R5

Quarto e quinto tempo sono realizzati rispettivamente dal pilota di Orange 1 Racing, Campedelli, e dal bresciano della Scuderia Mirabella Mille Miglia, Albertini. Sesto e settimo l’irlandese Craig Breen e il toscano Rudy Michelini entrambi su vetture della casa ceca. Ottima partenza per Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, al comando del Campionato Italiano Rally 2RM dopo la PS5 Tereglio 1. Il driver ufficiale Peugeot Sport Italia precede Luca Panzani sulla nuovissima Ford Fiesta R2 2019 curata da Ford Racing Italia di 15.3.

Mentre si sta concludendo la PS5, alla 10.45, parte anche la PS6 Renaio 1 di 14,32 km. Il miglior tempo è di Crugnola-Ometto, seguiti a 0″7 da Basso-Granai, a 3″1 da Rossetti-Mori. Campedelli-Canton fermano il cronometro a 1″ da Rox e dalla C3 R5. Quinti, Breen Nagle, con la Fabia R5. Crugnola resta leader della gara toscana, mentre Basso è ad appena 1″7 nella classifica generale. Campedelli-Canton sono terzi a 16″0. A conferma di quanto sia combattuta la lotta al vertice, con un Crugnola che mostra di aver fatto tesoro dell’esperienza maturata nel 2018. Tra gli altri protagonisti del tricolore rally, segnalato il ritiro di Rachele Somaschini, in corsa per due Ruote Motrici e Femminile per un guasto meccanico alla sua Citroen DS3 durante la PS4.

Alle 11.17 parte anche la PS7 Noi TV 2. Sulla breve speciale alza la voce Rossetti che, con la Mori, va a vincere la prova, con ad appena 0″2 Campedelli-Canton e Basso-Granai, che impattano in un ex-aequo (1’34.2). Quarti a 0″5 si fanno vedere Albertini-Fappani. La lotta per le posizioni di vertice è davvero serrata. Quinti sono Breen-Nagle a 0″8, seguiti da Razzini-Marcomini a 1″7. Seguono Rusce-Farnocchia a 2″3 e Crugnola-Ometto a 2″4 e Gilardoni-Bonato ex-aequo (1’36.4). In pratica, con questa prestazione, Basso balza al comando della classifica generale per soli 0″5 su Crugnola. Terzi sono Campedelli-Canton a 14″3. La PS8 Massa-Sassorosso prende il via alle 13.04.

Si entra nella seconda fase del 42°Rally Il Ciocco e Valle del Serchio con altre otto prove speciali da percorrere. Tra i ritiri di rilievo quello di Giacomo Scattolon con la Skoda Fabia R5, per problemi al motore e quello di Rachele Somaschini per un guasto meccanico. Questa la situazione assoluta dopo otto prove speciali effettuate:

1. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) in 42’05.6; 2.Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 0.5; 3.Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5)a 14.3; 4. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 15.9; 5.Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) a 23.3;6.Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 25.4;7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 57.5 ;8. Gilardoni-Bonato (Hyundai I20 R5) a 1’16.4; 9.Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 1’20.5; 10. Lindholm-Korhonen (Hyundai I20 R5) a 1’22.1.

Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 al Rally Il Ciocco
Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 al Rally Il Ciocco

Partita la PS8 Massa-Sassorosso 2 di 6,9 chilometri. Andrea Crugnola si riprende il maltolto: vince la prova speciale e torna in testa alla classifica. Campedelli attacca: è il secondo più veloce in prova e accusa un distacco di 0″7 da Crugnola-Ometto. Terzo tempo per Breen a 1″1 dal vertice e quarto per Luca Rossetti, a 1″6. Dietro ci sono Basso-Granai, Michelini-Perna, Albertini Fappani, Lindholm-Korhonen, Gilardoni-Bonato. Chiudono la top ten Rusce-Farnocchia.

La PS9 è la ripetizione dei 19,90 chilometri della Careggine. I più veloci sono Crugnola-Ometto (12’50.2), Campedelli-Canton a 0″8, Albertini-Fappani a 1″3 (si è sporcata la strada ma si sono divertiti). Quarto è Breen a 2″1 e decisamente sottotono per come appariva nelle gare di Campionato del Mondo Rally. Quinto posto per Rossetti-Mori a 3″3. Crugnola resta in testa, seguito da Basso (a patito un po’ a causa dei freni) a 5″7, Campedelli a 15″3 e Rossetti a 20″3. Segue Breen a 26″.

Sulla corta PS10 Il Ciocco, 2,37 chilometri, il pilota di Varese con la Volkswagen Polo R5 della HK Racing vola e centra un altro successo parziale. In seconda posizione, questa volta, Michelini-Perna con la Fabia R5, che accusano un distacco di 0″7. Terzi Campedelli-Canton a 1″4, che hanno la meglio su Rossetti-Mori e su Basso-Granai che impattano in un bellissimo ex-aequo (2’14.6). Sesta posizione per Breen-Nagle a 2″8, seguiti da Albertini-Fappani a 3″5, Razzini-Marcomini e Lindholm-Korhonen a 4″2 (ex-aequo), oltre a Rusce-Farnocchia a 4″8.

Segnalato fermo Andrea Crugnola sulla PS11 senza problemi per equipaggio con la Polo R5. Miglior tempo qui di Craig Breen davanti Simone Campedelli e Giandomenico Basso. Quarto crono per Stefano Albertini. A causa di un incendio di sterpaglie lungo strada nel tratto Renaio-Val di Vaiana, la direzione di gara di concerto con le forze di pubblica sicurezza, hanno deciso di annullare la prova speciale 12 Renaio 2, per consentire alle postazioni di servizio e al pubblico lungo il percorso di mettersi in sicurezza.

Ecco il video di un nostro lettore che documenta la causa dell’annullamento della PS12 del Rally del Ciocco

Saltata la disputa della PS12, sulla breve PS13 Il Ciocco 2 il miglior tempo lo realizza Rudy Michelini insieme a Michele Perna, con la Skoda Fabia R5, davanti a Luca Rossetti e Eleonora Mori su Citroen C3 R5, divisi da solo mezzo secondo. Terzo crono per Simone Campedelli e Tania Canton con la Fiesta R5 a un secondo netto. Quarto tempo per Craig Breen con la Skoda Fabia R5. A questo punto della gara, Basso passa al comando della gara con 8″3 su Campedelli, 17″3 su Rossetti, 19″4 su Breen, 29″4 su Albertini-Fappani, 1’26″5 su Michelini-Perna, 2’00″2 su Lindholm-Korhonen, 2’02″4 su Rusce Farnocchia, 2’20″9 su Gilardoni-Bonato e 2’59″0 su Tosi-Del Barba.

Il secondo passaggio sulla PS14Massa-Sassorosso è del driver cesenate con la Ford Fiesta R5 di Orange1 Racing, davanti all’irlandese Breen, Skoda, e a Rossetti, Citroen. Con quasi due secondi di vantaggio Campedelli spinge il pedale chiudendo al comando la penultima prova del rally toscano davanti a Breen e Rossetti. Quarto crono per Giandomenico Basso con un altra vettura della casa ceca ma rimanendo in testa alla classifica assoluta con cinque secondi e sei davanti al driver di Orange1 Racing e di 17”2 a Luca Rossetti. Quinto in questa prova è Abertini.

Quando parte l’ultima speciale, la PS15 Careggine 3, è ormai quasi buio. Basso è ancora in testa, ma tutto può accadere. Il pilota veneto e Campedelli, nell’assoluta, sono separati da 5″6. Ben più distante è Rossetti, a 17″2. Terzo è Breen a 17″2. A vincere la prova è Luca Rossetti, ma Basso con il quarto posto si aggiudica il successo assoluto. Con questa prestazione il friulano si assicura il podio. È sua la terza piazza assoluta. In prova seconda posizione per Breen e terza per Campedelli, che consolida la sua seconda posizione assoluta.

Insomma, è stato un emozionante avvio di stagione al Rally Il Ciocco e Valle del Serchio, con tantissimi protagonisti, dove a vincere sono stati Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, con la Skoda Fabia R5 della DP Autosport gommata Michelin, al termine di una lunga lotta sul filo dei secondi. La gara sembrava pronta ad incoronare Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Polo R5 di HK Racing gommata Pirelli, ma che poi ha avuto un esito diverso. Prestazione di livello quella del varesino rimasto il pilota da battere fino alla prova numero 11, aggiudicandosi sette delle quindici prove speciali, ma costretto a fermarsi per un problema all’idroguida.

Secondi assoluti hanno così chiuso Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5 di Orange1 Racing e M-Sport con Pirelli. Il driver cesenate ha faticato in avvio, ma è riuscito a portare così i primi punti a Ford nel titolo tricolore costruttori. Chiude il podio il pordenonese Luca Rossetti insieme ad Eleonora Mori, che guadagna un primo importante risultato nel tricolore per Citroen Italia con la C3 R5 gommata Pirelli. Alle spalle dei primi tre Craig Breen. Il driver irlandese, insieme al connazionale Paul Nagle, si è aggiudicato anche il miglior tempo su una prova con la Skoda Fabia R5 della Metior. A proposito di partecipazioni internazionali, buona prova del finlandese Emil Lindholm con la Hyundai I20 R5.

Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 al Rally del Ciocco 2019
Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 al Rally del Ciocco 2019

Un primo importante esame per tutti piloti, team e vetture; ritmi elevati e prestazioni di alto livello anche per gli altri partecipanti italiani dell’apertura toscana dove si sono distinti il bresciano Stefano Albertini, al debutto con la Fabia R5 e già in testa al Campionato Italiano Rally Asfalto, seguito dal lucchese Rudy Michelini anche lui su Fabia R5, il reggiano Antonio Rusce con la Polo R5 e il lariano Kevin Gilardoni con la i20 R5.

Nel tricolore 2 Ruote Motrici a dominare gran parte del rally è stato Tommaso Ciuffi, insieme a Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2. Impatto importante per l’equipaggio con i colori di Peugeot Italia, che ha tenuto testa agli attacchi di Luca Panzani con la Ford Fiesta R5 e di Davide Nicelli con la Peugeot 208 R2, che si aggiudica comunque il primo round del Peugeot Competition. Nel Suzuki Rally Cup in evidenza il savonese Fabio Poggio,che conquista la prima vittoria all’ultima piesse tra le Swift.  Nella corsa al titolo R1 è stato Daniele Campanaro ad imporsi sempre a bordo di una vettura giappon

Rally Il Ciocco: Campedelli in testa alla PS Spettacolo, Rox è decimo

Con la prova spettacolo disputata nel cuore di Forte dei Marmi ha preso ufficialmente il via il 42. Rally il Ciocco e Valle del Serchio, primo atto del Campionato Italiano Rally 2019. Nella prova d’apertura allestita sullo splendido Lungomare del Forte dei Marmi, il miglior tempo è stato realizzato da Simone Campedelli insieme a Tania Canton con la Ford Fiesta R5, davanti a tutti gli altri concorrenti della gara d’apertura del Cir 2019, con il tempo di 2’04.6.

Alle spalle del driver cesenate hanno chiuso a soli tre decimi di secondo i bresciani Stefano Albertini e Danilo Fappani con la Skoda Fabia R5. Terzo crono per la Fabia R5 di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5 a nove decimi di secondo dal primo. Stesso distacco per le posizioni a seguire con il giovane finlandese Emil Lindholm con la Hyundai I20 R5 e il pavese Giacomo Scattolon con la Skoda Fabia R5.

Questo per quanto riguarda le prime cinque posizioni di questa prima sfida cronometrata dove seguono tutte vetture di iscritti al Campionato: Craig Breen (Skoda Fabia R5) Marcello Razzini (Skoda Fabia R5), Andrea Crugnola (Volkswagen Polo R5), Kevin Gilardoni (Hyundai I20 R5) e Luca Rossetti (Citroen C3 R5). Un inizio davvero avvincente per la massima serie tricolore al Ciocco, ma è domani sabato 23 marzo che si inizierà a fare sul serio in un’unica intensa e lunga giornata di gara.

Partenza di mattina molto presto alle ore 6.30 e ben quattordici prove speciali, con tre passaggi sui quasi sette km di “Massa Sassorosso” (ore 7.51, ore 13.04 e ore 18.08), altri tre passaggi sui quasi venti chilometri della “Careggine” (ore 8.25, ore 13.38 e ore 18.42), la prova più lunga del rally, poi due passaggi sui 17,19 km di “Tereglio” (ore 9.51 e ore 15.05) e altri due sui 14,32 km di “Renaio” (ore 10.45 e ore 15.59), inframezzate dalle immancabili, spettacolari e divertenti “corte” NoiTv (ore 9.17 e ore 11.17) e “Il Ciocco” (ore 14.32 e ore 16.33), il cui svolgimento avverrà all’interno della Tenuta Il Ciocco.

Arrivo e cerimonia è previsto per le ore 19.30, sempre di sabato 23 marzo, a Castelnuovo di Garfagnana, la cittadina che sede del Parco Assistenza e i Riordini della gara.

Classifica assoluta PS Spettacolo: 1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 2’04.6; 2. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 0.3; 3.Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 0.9;4. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 1.1; 5. Lindholm-Korhonen (Hyundai I20 R5) a 1.1; 6. Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) a 1.7;7. Razzini-Marcomini (Skoda Fabia R5) a 1.8; 8. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 1.8; 9. Gilardoni-Bonato (Hyundai I20 R5) a 2.2; 10. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 2.4.

Nicolas Ciamin lancia la ‘sfida’ a Paolo Andreucci e Umberto Scandola

Il giovane pilota transalpino, Nicolas Ciamin, originario di Nizza, si è rimesso sotto la luce dei riflettori lo scorso weekend vincendo la gara d’esordio del Campionato Francese Asfalto, il Rallye Le Torquet, battendo un’agguerrita concorrenza di oltre venti vetture di pari categoria. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere il giovane pilota francese che nel 2018 si è diviso tra WRC2, alla guida della Hyundai i20 R5 e la classe RGT, con la Abarth 124 del Team Milano Racing, ottenendo buoni risultati dopo quelli del 2017 nel Campionato Junior nel WRC.

Parlaci della tua ultima vittoria: ci speravi?

“Non solo ci speravo, ma sapevo di aver un’ottima vettura a disposizione, la Volkswagen Polo R5 del Team Belga THX Racing, e mi sono preparato molto bene andando a correre una settimana prima al Rally de Hannut che ha fondi simili e dove abbiamo trovato un meteo identico a quello del Touquet. Abbiamo vinto con Yannick Roche due rally in due fine settimana consecutivi, una grande soddisfazione per me e per il team”.

Il tuo programma agonistico prima della tappa del Campionato Francese Rally non era ancora definitivo, obiettivi dopo questa vittoria?

“Non ho ancora in previsione di fare il campionato completo, ora sono concentrato per il Tour de Corse che si correrà a fine mese”.

A cosa punti in questo Tour de Corse 2019?

“Punto a vincere o comunque a classificarmi nelle prime posizioni nel WRC2”.

Correrai nel Campionato Italiano Rally Terra con la Fiat 500X R4 di Milano Racing. E se ti trovassi a confrontarti con Umberto Scandola e Paolo Andreucci?

“Se ci sono è meglio, così posso confrontarmi anche con due campioni come loro. Mi auguro di incontrarli”.

Addio a Valentino Da Campo: morto in moto in provincia di Verona

Valentino Da Campo è morto, volato via con la sua moto su un tratto di strada maledetto, che ha interrotto la sua corsa poco oltre il dosso, in direzione di Vestenanova (in provincia di Verona). Valentino aveva 42 anni ed era un uomo pieno di energia e di vitalità, dinamico a tutto campo. Lavorava all’Autovega, la concessionaria Volkswagen di Arzignano, perché i motori e la velocità erano le sue grandi passioni. C’è dolore e sconforto a Vestenanova e ancor più a Vestenavecchia dove Valentino è nato e cresciuto.

Per qualche tempo si era trasferito a San Giovanni Ilarione e soltanto da due mesi era tornato ad abitare nel suo paese insieme alla madre Renata Ramponi e al fratello Saverio e vicino al padre Dino. Valentino ha una sorella, Francesca, che abita a Padova. La morte improvvisa e tragica ha gettato nella disperazione tutti i familiari e i tanti amici che Valentino aveva in alta Val d’Alpone, ma anche nel Vicentino, e in ogni luogo in cui si disputano rally o slalom: lui e il fratello Saverio sono sempre state presenze costanti nelle competizioni automobilistiche e tutti lo conoscevano. Alla famiglia le condoglianze della redazione di RS.

Cir 2019 al via: ecco tutti i temi sportivi del Rally Il Ciocco e Valle Serchio

Sarà un Rally Il Ciocco e Valle del Serchio ricco. Ricco di iscritti, tanti, un record di adesioni che non si registrava da molto tempo, ben centoquattordici, suddivise tra le sessantaquattro al Cir e le cinquanta alla gara “regionale”, ricco in campioni e fuoriclasse di caratura internazionale e nazionale, ricco di tutte le più evolute “errecinque” in circolazione, ben ventitré in totale, e che promette di essere ricco di forti stimoli e motivazioni agonistiche nei due giorni di gara, tra il 22 e 23 marzo prossimi.

Non poteva esserci migliore partenza per un Campionato Italiano Rally che prenderà il via, in grande stile, sulle prove speciali apprezzate, temute sportivamente e mai banali, dell’evento che si dipanerà tra il mare di Forte dei Marmi e le montagne della Media Valle e della Garfagnana, coinvolgendo larga parte della provincia di Lucca, rallysticamente ad alto tasso di passione.

Sono tanti i nomi “di peso” che, al rally Il Ciocco e Valle del Serchio, iniziano la scalata al titolo tricolore assoluto, ma anche a quello del Cira, il Campionato Asfalto, a quello delle Due Ruote Motrici, al Campionato R1, alla nuova Coppa Rally di Zona, agli altri Trofei di valenza nazionale e ai Trofei Promozionali Suzuki, Peugeot e Renault, da sempre fucina di campioni e molto frequentati per gli interessanti premi in palio e le opportunità che offrono ai migliori.

Per il titolo Cir, il pluricampione Europeo e Italiano, ma anche Turco, Luca Rossetti, con Eleonora Mori alle note, che si presenta con la Citroen C3 R5, con i crismi della ufficialità Citroen Italia, il cesenate Simone Campedelli, con Tania Canton a fianco, nella Ford Fiesta R5, proveniente direttamente dalla factory M-Sport, nei colori Orange1 Racing, e Giandomenico Basso, anche lui con un palmares importante in Europa e Italia, con Granai alla sua destra, e la Skoda Fabia R5 DP Autosport, saranno i punti di riferimento, i piloti da battere, per tutti gli altri pretendenti alla corona tricolore.

A rendere più appetitoso il piatto del rally Il Ciocco, che si conferma gara ben considerata anche a livello extra italiano, arrivano due nomi noti del rallismo internazionale: l’irlandese Craig Breen, fino allo scorso pilota ufficiale del team Citroen WRT nel Mondiale Rally, scende in campo con la Skoda Fabia R5, messa a disposizione dal team Metior, e Paul Nagle alle note, e il giovane finlandese Emil Lindholm, con Korhonen a fianco, tra i protagonisti del Mondiale Rally WRC2 (secondo al rally di Svezia, qualche settimana fa), che viene in Garfagnana, come già lo scorso anno, per affinare la sua guida sui fondi asfaltati, al volante della Hyundai i20 R5 HMI.

I temi di Cir e Cirasfalto al Rally Il Ciocco

Tornando al tricolore, altri attesi fuoriclasse, al rally Il Ciocco, saranno il varesino Andrea Crugnola, campione del Cirasfalto 2018, qui con Pietro Ometto alle note, che porta in gara la nuova Volkswagen Polo GTI R5 del team HK Racing, stessa vettura che userà Antonio Rusce, con Sauro Farnocchia a fianco. Da seguire con attenzione l’arrivo nel Cir del veloce bresciano Stefano Albertini, forte dei due titoli consecutivi nel Campionato Italiano WRC, che avrà a disposizione la Skoda Fabia R5 TamAuto.

Tra gli osservati speciali, soprattutto in chiave Cirasfalto, ci saranno il lucchese Rudy Michelini, con Michele Perna alla sua destra, con la Skoda Fabia PA Racing, che sulle strade amiche del “Ciocco” mostra sempre prestazioni di livello assoluto, il pavese Giacomo Scattolon, nel 2018 vincitore della gara Cir all’interno del Rally Roma Capitale, che con Nobili alle note, si getta di nuovo nella mischia, con la Skoda Fabia R5.

E poi ci sono il comasco Kevin Gilardoni, con Bonato, con la Hyundai i20 R5 HMI, il parmense Marcello Razzini, al debutto nel CIR, con Marcomini alle note, e la Skoda Fabia R5 DP Autosport e il siciliano Alessio Profeta, con  Raccuia, su Skoda Fabia R5. Immancabile all’appuntamento con il rally “di famiglia”, dato che fu babbo Guelfo ad “inventarlo” nel 1976, Andrea Marcucci, impegnato al volante della Peugeot 208 T16 R5, con Gonnella alle note.

Altro equipaggio “ufficiale” al via, per i colori Peugeot Italia, quello composto dai giovani Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, a bordo della Peugeot 208 R2B, con obiettivo la conquista del Campionato Italiano Due Ruote Motrici, categoria in cui, al “Ciocco”, troverà tanti giovani agguerriti avversari, alcuni su vetture simili, come Davide Nicelli, con Mattioda, Christopher Lucchesi, con Pollicino, Jacopo Trevisani, con Taufer, mentre Luca Panzani, con Pinelli, sarà al volante di una Ford Fiesta. Al via anche il Campionato Italiano R1, che ha registrato un vero boom di iscritti, ben diciotto, e tanti pretendenti di valore a questo titolo tricolore.

Sarà anche un rally Il Ciocco tinto di rosa, con una partecipazione cospicua, rispetto al solito, di equipaggi femminili. Ben quattro al via della gara CIR, con la campionessa italiana in carica Corinne Federighi, affiancata da Ilaria Rapisarda, a bordo della Renault Clio R3C, Patrizia Perosino, affiancata dalla figlia Veronica, su una Peugeot 208 R2B, Rachele Somaschini, testimonial della Fondazione per la lotta alla fibrosi cistica, in coppia con Chiara Lombardi (Citroen DS3 R3T) e l’esperta Luciana Bandini, con Rita Ferrari, a bordo di una Renault Clio Williams.

Coppa Rally Zona e Trofeo Toscano Rally

Il rally Il Ciocco e Valle del Serchio 2019 darà il via anche alla rinnovata Coppa Rally AciSport di Zona, rivoluzionata nei calendari e con la novità della Finale Unica al rally Aci Como di fine stagione. Il “Ciocco” avrà massimo coefficiente, il due, e la gara CRZ si articolerà sul percorso ridotto della gara “regionale”. Sono ben sette le vetture di categoria R5 al via, di cui sei Skoda Fabia R5. Che affidate alle capaci mani di Luca Artino, con Gabelloni alle note, di Luca Pierotti, con Manuela Milli, di Pierluigi Della Maggiora, con Titti Ghilardi, di Jacopo Civelli, con Tricoli, di Giuseppe Iacomini, con Demari e di Matteo Ciolli, con Migliorati, promettono uno spettacolo di alto livello.

Lotto di pretendenti a cui si aggiunge Fabio Pinelli, con Celli, unico con una Hyundai i20 R5. Sempre che non arrivino sorprese, per le zone alte della classifica, da una pattuglia di irriducibili Renault Clio S1600, affidate a Gabriele Lucchesi, con Checchi, a Stefano Gaddini, con Innocenti, a Federico Zelko, con Cecchi, a Giorgio Sgadò, con De Angeli, a Gianni Lazzeri, con Cesaretti. E anche il “padrone di casa” Luigi Marcucci, con Vellini, vorrà fare bella figura sulle sue strade, con la Peugeot 207 S2000.

Anche quest’anno l’Associazione Ufficiali di Gara Lucca 1995 promuove il “Memorial Claudio Guazzelli”, in ricordo del loro collega e amico, targa che sarà assegnata nel contesto della gara “regionale” del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio. A contenderselo saranno gli equipaggi iscritti appunto alla gara più breve che siano soci dell’Automobile Club Lucca, ad aggiudicarselo sarà l’autore della miglior somma dei tempi sui due passaggi della prova speciale MassaSassorosso.

Indetto dall’attivissimo Luca Rustici, fiduciario AciSport per la Toscana, scatta con il Rally Il Ciocco, che avrà il massimo coefficiente 2, il nuovo Trofeo Rally Toscano, che si articola su undici rally nazionali che si svolgono in Toscana, con iscrizione gratuita alla serie e ammissione di diritto per tutti i piloti che staccano la licenza in un Automobile Club della regione. Interessante il montepremi in palio, che si arricchirà di altre opportunità nel corso della stagione.

Programma di gara Rally Il Ciocco 2019

Fondo: Asfalto

Percorso totale: 488.65 km

Prove speciali cronometrate: 15 per un totale di 153.86  km

Venerdì 22 marzo (1 Super Prova Speciale)

17h30: Partenza – Forte dei Marmi

17h34: SPS1 – Forte dei Marmi

Sabato 23 marzo (14 Prove Speciali)

06h52: Parco assistenza – Castelnuovo di Garfagnana

07h51: PS 2 – Massa-Sassorosso 1

08h25: PS 3 – Careggine 1

09h17: PS 4 – Noi TV 1

09h51: PS 5 – Tereglio 1

10h45: PS 6 – Renaio 1

11h17: PS 7 – Noi TV 2

12h05: Parco assistenza – Castelnuovo di Garfagnana

13h04: PS 8 – Massa – Sassorosso 2

13h38: PS 9 – Careggine 2

14h32: PS 10 – Il Ciocco 1

15h05: PS 11 – Tereglio 2

15h 59: PS 12 – Renaio 2

16h33: PS 13 – Il Ciocco 2

17h09: Parco assistenza – Castelnuovo di Garfagnana

18h08: PS 14 –  Massa – Sassorosso 3

18h42: PS 15 – Careggine 3

19h30: Arrivo del Rally – La Rocca – Castelnuovo Garfagnana

Nasser Al-Attiyah ha vinto il Qatar International Rally con la Polo R5

Nasser Al-Attiyah si è rivelato ancora una volta punto di riferimento e grande protagonista del Campionato Mediorientale Rally. Insieme al suo copilota Matthieu Baumel, il quarantottenne ha vinto l’apertura della stagione in modo impressionante. Al Qatar International Rally, Al-Attiyah ha vinto tutte le undici prove speciali e, dopo 203,72 chilometri cronometrati, aveva un vantaggio di 3’29″6 sul secondo, Abdulaziz Al-Kuwari, con la Skoda Fabia R5. Questa è stata la vittoria numero 14 nel Qatar International Rally per il 14 volte campione del Merc Al-Attiyah, così come la sua settantesima vittoria generale nel Merc.

Questo trionfo di Al-Attiyah, che ha vinto il Rally Dakar con Volkswagen nel 2011, è anche la prima vittoria generale per la Polo GTI R5 in una competizione Fia. “La prima vittoria per la Polo in Medio Oriente è qualcosa di completamente speciale“, ha dichiarato Al-Attiyah, esattamente 134 giorni dopo che la nuova vettura da rally di Volkswagen ha festeggiato il suo debutto al Rally Catalunya. “La Polo GTI R5 e tutta la mia squadra sono stati eccezionali. Abbiamo imparato molto e in effetti ci siamo divertiti molto. Ora ci prepariamo per la Giordania”. La seconda prova di un totale di cinque del Merc 2019 si svolgerà dal 25 al 27 aprile.

Erc 2019 al via: ecco chi ci sarà e chi combatterà per il titolo continentale

Il prossimo non sarà solo il weekend d’apertura del Cir 2019, ma anche del primo appuntamento del Erc 2019: il Rally delle Azzorre che nel suo spettacolare tracciato comprende anche una speciale intorno alla bocca di un vulcano. A far scintille si annunciano 21 vetture R5 di cinque marchi diversi (Citroën, Ford, Hyundai, Skoda e Volkswagen) e 18 piloti Junior, compresi i già campioni nazionali di Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia e Portogallo!

Uomo da battere il campione in carica Alexey Lukyanuk che dellla vincente stagione scorsa ha conservato solo il navigatore Alexey Arnautov. Quest’anno sarà infatti al volante di una Citroen C3 R5 del team francese Sainteloc Racing. Viste le forze in campo l’unico pronostico difficilmente smentibile è che dopo quattro anni di dominio il titolo continentale non sarà più di una Ford, visto che anche tutti i suoi principali avversari si sono indirizzati su Skoda, Volkswagen e Hyundai.

Fra questi spiccano il tedesco Marijan Griebel con la Vw Polo – già campione Junior U27 prima e Junior U28 – la Skoda del francese Pierre Louis Loubet – figlio di Yves che vinse il titolo europeo giusto trent’anni fa con una Delta della Grifone – e Bruno Magalhaes con la Hyundai i20 ufficiale portoghese.

Fra gli outsider più accreditati l’esperto ungherese Norbert Herczig con una seconda Polo del team Buamschlager e la 27enne speranza del rallysmo ceco Filip Mareš, che correrà con una Skoda Fabia R5 curata dal Roman Kresta Racing. Da non dimenticare anche il campione nazionale polacco Łukasz  Habaj, che avrà una Skoda Fabia R5 del team Sports  Racing  Technologies. Con una Citroen C3 R5 ci sarà anche la spagnola Emma Falcon, vincitrice del tiolo femminile lo scorso anno.

I candidati per il titolo Junior Under 28 sono lo svedese Mattias Adielsson (Citroen C3), le Fabia dei portoghesi Pedro Almeida e Miguel Corria e del cipriota Alexandros Tsouloftas (Skoda Fabia). E soprattutto le Skoda dell’inglese Chris Ingram e del francese Pierre Louis Loubet.

Fra gli Junior Under 27 la squadra ufficiale Opel va a caccia del quinto titolo consecutivo con due ventenni cresciuti con la Opel Adam R1: il vincitore dell’Adac Opel  Rally Cup  in  Germania, lo svedese Elias  Lundberg,  ed il lussemburghese Grégoire  Munster, figlio dell’ex campione belga Bernard  Munster, campione junior belga del 2018. Tante le Peugeot 208 R2B fra cui quelle dei quattro giovani piloti supportati dalle rispettive federazioni nazionali: Efrén  Llarena (Rally  Team  Spain  initiative), Pedro Antunes (FPAK Portugal Team) ed i cechi Dominik Broz e Jan Talas (Czech Rally Team).

La curiosità sarà l’americano Sean Johnston, che si è affermato ai videogame (Gran Turismo 5), il che gli ha aperto le porta della Nissan GT  Academy dove ha iniziato la sua carriera con le auto reali, prima in pista ed ora nei rally europei.

Presentato alla stampa il Rally Il Ciocco 2019, prima gara di Campionato Italiano

“Anche se mancano alcuni giorni alla chiusura delle iscrizioni, come noto cruciali per l’arrivo di molte adesioni, possiamo già dire che sarà un rally Il Ciocco e Valle del Serchio di livello molto alto. La compagine dei pretendenti al titolo di Campione Italiano Rally, quest’anno, si è arricchita di nomi importanti e di campioni affermati. E ci saranno due team ufficiali a competere contro tante squadre di elevata professionalità. Tra i nomi già certi ci saranno il pluricampione italiano ed europeo Luca Rossetti, pilota ufficiale Citroen Italia con la C3 R5, Simone Campedelli, con una Ford Fiesta Evo R5 proveniente direttamente dalla factory M-Sport, Giandomenico Basso, anche lui già campione italiano e internazionale, quest’anno con la Skoda Fabia R5 DP Autosport“.

Valerio Barsella, manager della  Organization Sport Events, organizzatore della competizione, ha presentato così, in occasione della odierna Conferenza Stampa – incontro “dinamico” presso il Caffè Principe, in pieno centro a Forte dei Marmi, con la cornice di due macchine da rally e la presenza di un numeroso pubblico – il 42° rally Il Ciocco e Valle del Serchio, in programma dal 21 al 23 marzo sulle strade della Valle del Serchio, fin dal 1976,  e che, da alcuni anni, con notevole successo, coinvolge sempre più il territorio lucchese.

“Dal Mondiale Rally arriva Craig Breen, pilota irlandese già ufficiale Citroen, che ha scelto il Campionato Italiano Rally, grazie al team Metior che gli metterà a disposizione una Skoda Fabia R5. Stessa vettura, con le insegne Tam-Auto, che userà Stefano Albertini, che affronta il Cir dopo i titoli tricolori nel CiWRC, mentre è attesa anche la Volkswagen Polo GTi R5 che sarà pilotata da Andrea Crugnola. Ma ci saranno altri fuoriclasse che si aggiungeranno a questa pattuglia di grandi nomi, con macchine importanti e voglia di fare bene, sulle strade del rally Il Ciocco, apprezzato da tutti”, ha aggiunto l’organizzatore della gara.

Giungendo fino al mare, a Forte dei Marmi e a Viareggio, Il Ciocco 2019 vira verso Lucca, per tornare in Media Valle e Garfagnana. “La speciale spettacolo a Forte dei Marmi – ha proseguito Barsella – aprirà anche quest’anno le ostilità sportive ed è molto attesa. Il percorso di gara, allestito sul lungomare, è stato migliorato e reso ancor più attraente per piloti, pubblico e televisione. Visto poi che il format inaugurato lo scorso anno, con la lunghissima e impegnativa tappa di sabato, è piaciuto, abbiamo confermato il percorso, che ricalca esattamente quello del 2018. Importante in questo sforzo organizzativo la presenza di partner prestigiosi, come Bardahl, che quest’anno sarà title sponsor dell’evento”.

Grande attesa, dunque, per questo rally Il Ciocco, come conferma il messaggio pervenuto dal Presidente nazionale dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani: “Siamo al via di un Campionato Italiano Rally che, negli ultimi anni, è stato sempre combattuto e che ha espresso una qualità di piloti e vetture di ottimo livello, supportato da una serie di gare straordinarie, sicuramente tra le migliori a livello internazionale, per organizzazione e sicurezza. Il rally Il Ciocco e Valle del Serchio è la prova di tutto ciò ed è soprattutto testimonianza di una continua evoluzione che ha consentito, ai migliori fra i nostri organizzatori, di raggiungere standard qualitativi di assoluta eccellenza”.

Si rinnova inoltre il sodalizio con Aci Lucca, da sempre accanto agli organizzatori del rally Il Ciocco. “Anche quest’anno Aci metterà a disposizione personale, strutture, competenza per rendere la gara il più spettacolare possibile – afferma il direttore Aci Luca Sangiorgio – Per noi questo è il modo più semplice e diretto per proseguire nell’opera di educazione stradale per una nuova cultura della sicurezza e dimostrare così il nostro attaccamento al territorio. Saremo inoltre presenti al venerdì, prima della partenza della speciale spettacolo, con la iniziativa di guida sicura e driving test “Aci-Ready to go” insieme con l’Autoscuola Maggi di Forte dei Marmi. Questo nell’ottica di coniugare animo sportivo e educazione stradale”.

Il senatore Andrea Marcucci, pur assente per impegni istituzionali, ha voluto comunque dare un segno della vicinanza alla manifestazione, di cui suo padre Guelfo è stato l’ideatore: “Il rally Il Ciocco, manifestazione sportiva di lunga storia e tradizione, ha coinvolto, nelle ultime edizioni, Forte dei Marmi, con la partenza e la spettacolare e affollata prova spettacolo, ma anche Viareggio e la città di Lucca. Un evento che tocca gran parte della provincia, dal mare alle montagne, diventando così strumento di promozione anche turistica del territorio”.

Forte dei Marmi si conferma fulcro delle giornate di esordio, grazie al supporto convinto dell’amministrazione, di cui il consigliere con delega allo Sport e Politiche giovanili Alberto Mattugini ha portato i saluti in conferenza stampa: “Sarà uno spettacolo nello spettacolo, quello che avrà luogo a Forte dei Marmi, che coinvolgerà, con varie iniziative, adulti e bambini, con uno sguardo anche al tema della sicurezza stradale, prima del “clou”, con la prova spettacolo, che verrà trasmessa in diretta su RaiSport. In una giornata che vuole rappresentare anche un ricordo di Valerio Catelani e Daniela Bertoneri, equipaggio fortemarmino tragicamente scomparso nel corso del Rally Coppa Città di Lucca. Lo faremo, come già lo scorso anno, con un passaggio “speciale” dei concorrenti davanti al Caffè Sambo, nel centro della nostra cittadina”.

Lasciata Forte dei Marmi, nella prima serata di venerdì 22 marzo, la carovana del rally raggiungerà, percorrendo il celebre lungomare versiliese, Viareggio, dove, all’interno della Cittadella del Carnevale – le “officine” artistiche dei carri allegorici del carnevale più antico del mondo -, sarà allestito un controllo a timbro.  Monica Guidi, Consigliere della Fondazione Carnevale, ha rinnovato, in conferenza stampa, la sempre più convinta adesione del sodalizio ad accogliere il passaggio del rally, occasione importante per far conoscere ancor di più la Cittadella del Carnevale.

“Una manifestazione importante – ha dichiarato l’assessore del Comune di Lucca Gabriele Bove – che è in grado ogni volta di valorizzare e promuovere le grandi potenzialità turistiche del nostro territorio inteso nel suo complesso. A Lucca in particolare la carovana delle vetture partecipanti al 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio sarà di passaggio sulle Mura urbane venerdì 22 marzo: uno spettacolo suggestivo per gli appassionati delle quattro ruote e non solo”.

Lotte d’altri tempi nella Michelin Historic Rally Cup in Toscana

La tradizione è rispettata. La Michelin Historic Rally Cup apre le ostilità al Vallate Aretine con 19 concorrenti su 41 nei tre Raggruppamenti su cui si svolge e due “osservati speciali” nel Quarto Raggruppamento che hanno reso la gara toscana luminosa per la maggioranza dei clienti della Casa di pneumatici di Clermont Ferrand. Dei 19 iscritti alla Michelin Historic Rally Cup 14 hanno visto il traguardo e i cinque ritirati si sono fermati anzitempo per problemi meccanici. Particolari soddisfazioni sono arrivate dagli ospiti d’onore Matteo Luise, affiancato dalla moglie Melissa Ferro, che ha concluso nono assoluto con la “piccola” Ritmo Abarth 130, preceduto esclusivamente da vetture di potenza decisamente superiore.

Il pilota di Rovigo, figliol prodigo dei penumatici francesi di cui è sempre stato grande estimatore, ha vinto la sua classe calzando sulla sua Ritmo i nuovi Michelin R21 nella misura 19/58-15 che gli hanno permesso di siglare tempi che lo hanno posto costantemente fra i migliori dodici della classifica assoluta, con numerose incursioni nella top ten. Rabbia e delusione, ma non per i pneumatici, per Giacomo Costenaro, con Justin Bardini alle note, che ha montato sulla Sierra Cosworth le nuove R21 nella misura 20/63-17 con i quali ha fatto faville. Dopo la prima prova, in cui ha preso le misure alla berlina inglese (settimo tempo assoluto) Costenaro ha rotto il turbo nella successiva speciale di “La Verna” pagando quasi 2 minuti al leader della classifica, per poi scatenarsi nella successiva ripetizione di “Ponte alla Piera” (secondo tempo assoluto) e “La Verna” (terzo assoluto), riscontri cronometrici che dimostrano come il portacolori del Team Bassano fosse uno dei seri candidati ad una posizione sul podio finale. Purtroppo nel successivo riordino un inconveniente meccanico ha fermato la cavalcata del pilota della Sierra Cosworth.

Piloti Michelin Historic Rally Cup, felici e vincenti. Una vittoria di Raggruppamento per Roberto Rimoldi e Roberto Consiglio (Porsche 911 SC), i migliori di terzo Raggruppamento, nove vittorie di classe sono il bottino dei piloti Michelin al 9° Historic Rally delle Vallate Aretine, con il novarese Roberto Rimoldi che chiude nono assoluto e altri quattro equipaggi fra i primi venti. “Il nuovo pneumatico R21 si è dimostrato particolarmente performante, affidabile e stabile nelle prestazioni. Un pneumatico che apre nuove prospettive di mercato nelle storiche potendo essere usato anche sulle vetture di Quarto Raggruppamento, ancora per questa stagione escluso dalla Michelin Historic Rally Cup, ma che seguiremo con massimo interesse” commenta soddisfatto Mario Cravero di Area Gomme che segue sui campi di gara i clienti sportivi di Michelin nel mondo delle storiche.

Primo Raggruppamento, lotta di altri tempi. Vedere una Lancia Fulvia HF ed un’Alpine A110 sfidarsi sulle prove speciali ha riportato alla memoria le epiche battaglie di inizio anni Settanta quando la coupé torinese e la berlinetta francese lottavano per il successo nei rally mondiali. Al Vallate Aretine, nel raggruppamento delle vetture più anziane della Michelin Historic Rally Cup, il successo va a Massimo Giuliani e Claudia Sora (Fulvia) che precedono nella classifica finale di appena una posizione Gigi Capsoni e Denis Masin (Alpine).

Secondo Raggruppamento, uno scorpione in cima alla classifica. Successo di Bruno Graglia-Roberto Barbero, 124 Abarth, solidi habitué della Michelin Historic Rally Cup, che prendono il comando della loro classe fin dalla prima prova, avendo trovato il giusto ritmo appena scesi dalla pedana di partenza, chiudendo 25esimi assoluti e primi di classe. Seconda piazza per Ermanno Caporale e Diego Pontarollo, anche loro vincitori della classe di appartenenza, che hanno trascorso l’inverno a rinfrescare la loro Fulvia Coupé, scintillante come e forse più di quando è uscita dal concessionaria, quasi mezzo secolo fa.

Terza piazza per Vittorio Tenivella-Marco Blua, rallentati da problemi al cambio della loro 128 Coupé al punto che percorrono l’ultima prova al rallentatore e senza due marce. I due piemontesi sono anche vittime di un problema matematico costato loro un minuto di penalità (sembra che l’errore dell’anticipo al Controllo Orario sia stato un virus che ha colpito anche un secondo equipaggio protagonista della Michelin Historic Rally Cup). Nonostante ciò i portacolori della Dolly Motorsport riescono a primeggiare nella loro classe e concludere 31esimi assoluti. Trasferta sfortunata per Cesare Bianco e Stefano Casazza, all’esordio con la Lotus Elan fermati da problemi ai freni e di motore fin dalla prima speciale.

Terzo Raggruppamento, il buongiorno si vede dalla prima gara. Nuovo ingresso nella Michelin Historic Rally Cup ed è subito vittoria per Roberto Rimoldi, con Roberto Consiglio sul sedile di destra che compie una gara perfetta con la sua Porsche 911 SC conquistando la vittoria in Terzo Raggruppamento sia nella Coppa Michelin sia in gara, superando indenne lo spavento dell’apertura del cofano in prova speciale (nella ripetizione della Ponte alla Piera mattutina) acquisendo subito confidenza con i pneumatici Michelin. Il pilota novarese ha aumentato il ritmo prova dopo prova riuscendo a inserirsi stabilmente nei dieci piloti più veloci in gara anche nelle fasi finali, benché abbia disputato tutto il rally utilizzando un solo treno di gomme, a dimostrazione della solidità dei pneumatici che non hanno denunciato alcun segno di decadimento nonostante il trascorrere dei chilometri e delle prove speciali.

Alla fine il portacolori della Rally&Co chiude ottavo assoluto, primo di Terzo Raggruppamento e di classe. Seconda piazza per dell’Alfa Romeo GTV6 di Michele Solfa e Nicolò Salgaro che impiegano un paio di prove a trovare il giusto ritmo con la vettura che non usavano dall’autunno scorso (Rally Due Valli) prima di accelerare il passo e siglare tempi molto vicini alla top ten assoluta della gara, chiudendo quindicesimi assoluti e vincitori della loro classe. Immediatamente inseguiti, sia nella classifica della gara, sia nella Michelin Historic Rally Cup da un altro equipaggio nuovo entrato nel Challenge Michelin formato da Luca Vezzu e Michele Orietti, che hanno esordito al Vallate Aretine nel Campionato Italiano Rally Autostoriche con la loro Volkswagen Golf GTI, utilizzando le R21 nelle dimensioni 19/58-15, riuscendo a trovare il passo giusto fin dalle prime battute di gara, quando le basse temperature avrebbero consigliato pneumatici più morbidi. Alla fine sono sedicesimi assoluti e portano a casa anche la coppa di vincitori di classe.

Quarta piazza di Michelin Historic Rally Cup di Terzo Raggruppamento per Giulio Guglielmi e Sara Refondini, autori di una gara molto costante con la loro Porsche 911 SC chiudendo 18esimi, precedendo in classifica altre vecchie conoscenze della Michelin Historic Rally Cup, ovvero Eraldo Righi-Gianleone Signorini, molto regolari nei tempi con la loro Alfa Romeo GTV 6. Grandissima prestazione dell’accoppiata Luciano e Lorena Chivelli, nuovi per la Coppa Michelin, ma profondi conoscitori delle copertura francesi che usano da anni, che portano la loro Fiat 127 in ventiduesima posizione assoluta, staccando tempi di grande rilievo che pongono l’equipaggio del Rally Club Team al comando della classe dal primo all’ultimo metro concludendo davanti a numerose vetture molto più potenti.

Sempre al volante di Fiat 127 si assiste ad un gran duello fra Giovanni Lorenzi e Alessio Pellegrini al rientro nei rally storici dopo quasi due anni e alla prima (positiva) esperienza con l’utilitaria torinese che hanno la meglio su Bruno Perrone e Luca Cerutti, protagonisti di una gara senza sbavature. Esordio nel mondo dei rally per il sessantenne siciliano Nicola Tricomi, con Roberto Genovese a dargli il ritmo, felicissimo per aver realizzato il sogno della vita ovvero affrontare al volante una prova speciale. Con la loro Opel Kadett GT/E i due portacolori del Team Bassano pagano l’inesperienza della gestione in gara cadendo nel tranello di un anticipo al Controllo Orario (anche loro come Tenivella-Blua) e pagano un minuto di penalità, ma sul palco finale di Piazza Grande ad Arezzo sono felici tanto quanto i vincitori. Perché arrivare per Tricomi-Genovese è veramente una grande vittoria.

Non tutte rose e fiori. In Terzo Raggruppamento sono quattro gli equipaggi che concludono la gara prima del tempo. I primi a fermarsi sono Luca Delle Coste-Franca Regis Milano che si ritirano dopo due prove per rottura del motore della loro Ritmo 75. Nella prova successiva si fermano i cuneesi Pierangelo Pellegrino-Davide Peruzzi, bloccati da problemi di trasmissione alla loro Fiat 131 Abarth dopo essere stati al comando della loro classe; ritiro a metà gara per Franco Grassi e Aldo Gentile che prima hanno problemi alla pompa dell’acqua della loro Ritmo 75, poi rompono le colonnette ruote, preferendo rimanere in parco assistenza. Ritiro anche per Fausto Fantei ed Elisa Filippini che dopo aver risolto gli iniziali problemi alla scatola guida, si trovano con i carburatori bloccati aperti che continuano a far affluire benzina nei cilindri, cosa che rende difficoltoso il controllo della Golf GTI in staccata. Prudenzialmente l’equipaggio del Team Bassano preferisce fermarsi al parco assistenza di meta gara.

Prossimo appuntamento della Michelin Historic Rally Cup il 9° Valsugana Historic Rally in programma Borgo Valsugana (TN) il 26-27 aprile. Sarà possibile iscriversi alla Michelin Rally Cup fino alle verifiche della gara. L’iscrizione è gratuita e per i protagonisti del Challenge è previsto uno sconto del 10% da parte degli organizzatori dei rally in programma, all’atto delle iscrizioni alla gara.

WRC 2, Kajetan Kajetanowicz passa sul sedile della Volkswagen Polo GTi R5 BRR

Anche la lunga storia fra Kajetan Kajetanowicz e la Ford Fiesta – che ha fruttato ben tre titoli europei consecutivi – è finita: il campione polacco ha infatti ufficializzato il suo passaggio alla Volkswagen Polo R5 curata in Austria dalla BRR – Baumschlager Rallye & Racing, guidata dal pluricampione nazionale Raimund Baumschlager – con cui debutterà al Tour de Corse di fine marzo. Immutati invece lo sponsor Lotos ed il sodalizio con la Pirelli per i pneumatici. Il programma di ‘Kajto’ prevede sette dei rimanenti appuntamenti del WRC2 con la speranza di potersi giocare il titolo visto che la classifica finale conteggerà i sei migliori risultati di ciascun pilota.

‘È consentito sognare? Sì. Devo crederci? Sì. Per ogni realtà che si avvera? Non so – ma se si aggiunge un duro lavoro per realizzare i vostri sogni, allora si ha una maggiore possibilità rispetto a chi neppure sogna. Facile? Se sì, allora iniziamo a lavorare. Questo è quello che ho detto a me stesso molti anni fa. E questo giorno è arrivato. Un grande premio per me. Sogni enormi, enormi sfide – ha detto Kajetan Kajetanowicz -. Il mio sogno si sta avverando, una completa stagione nel Campionato del Mondo’.

‘La nostra sfida inizia con Tour de Corse, sicuramente uno dei più difficili eventi su asfalto in tutto il mondo. Molte grazie per il sostegno portato dal nostro partner strategico. Senza di loro sarebbero solo sogni. Sono grato a M-Sport Polonia che negli ultimi cinque anni mi ha consentito di raggiungere i grandi successi che abbiamo condiviso. Insieme a tutta la squadra Lotos Rally faremo del nostro meglio. Come possiamo farlo? Saremo costantemente a sognare, a credere e a lavorare duro’, aggiunge Kajetan Kajetanowicz.

Leopoldo Maestrini nel CiWRC: il toscano al via su Peugeot 208 R5

Ha scelto, sfogliando una margherita che più di una volta lo ha fatto soffermare sul petalo più accattivante, quello con impresso il logo del Cir. Alla resa dei conti, Leopoldo Maestrini ha scelto il Campionato Italiano WRC, palcoscenico che lo vedrà parte attiva al volante della Peugeot 208 R5 messa a disposizione dal team MM Motorsport. Dal Campionato Italiano Rally al ‘Tricolore Vuerrecì‘, dalla Skoda Fabia alla Peugeot 208.

Una stagione di cambiamenti per il driver grossetano, obbligato a tenere conto di impegni lavorativi e budget in quella che potrebbe rivelarsi la stagione delle soddisfazioni, erede di una programmazione che – nel 2018 – gli ha comunque garantito chilometri e scenari importanti. Una decisione anticipata davanti al microfono di Radio Rally, la trasmissione web di “RS e oltre” in onda, attraverso la pagina facebook della testata, mercoledì alle ore 21.

Ad affiancare Leopoldo Maestrini sarà Sauro Farnocchia – anche questa una novità nella programmazione del pilota – chiamato quindi all’impegno anche nella seconda serie nazionale, visto che sarà ai nastri di partenza del Cir, ancora, con Antonio Rusce. Quattro, le occasioni che hanno posto Leopoldo Maestrini al volante della vettura del Leone, primo esemplare ‘Errecinque’ utilizzato in carriera.

Uno step iniziale, interrotto dalla volontà di accumulare esperienza sul sedile della Skoda Fabia, utilizzata sulle strade degli ultimi undici appuntamenti affrontati. Il futuro, quello che si materializzerà con il 1000 Miglia, per Maestrini è all’insegna delle novità.

Benacus Rally: Corrado Pinzano e Roberta Passone fanno la voce grossa

Non poteva esserci apertura migliore per la stagione dei rally moderni nella provincia di Verona. Con la data anticipata di alcuni mesi il 16° Benacus Rally ha idealmente inaugurato anche la stagione turistica del di Bardolino, accogliendo venerdì sera sul suo lungolago ben 64 equipaggi in una due giorni dal clima prettamente primaverile. La gara organizzata dal Bardolino Rally Club in collaborazione con  la Scuderia Car Racing iniziava con il fascino della notte grazie alla prova speciale “Lago” ripetuta per due volte.

L’onore delle danze spettava al padovano Adriano Lovisetto che assieme a Christian Cracco su Skoda Fabia R5 andava a riposo con la vittoria in entrambi i tratti cronometrati, seguito in fotocopia da Pinzano alle sue spalle di soli due secondi e Righetti, primo dei piloti di casa.

L’indomani Pinzano accorciava le distanze aggiudicandosi la prima prova di giornata ma Lovisetto manteneva la testa. Gioa di poca durata in quanto dalla prova successiva la sua Skoda Fabia iniziava a denunciare un problema ai freni, con le pastiglie che su una ruota arrivavano a rompersi e staccarsi, nella concitazione del problema, all’ingresso della prova speciale 5 l’equipaggio pagava anche una penalità di un minuto per un controllo orario anticipato di pochi secondi, mettendo fine ad ogni sogno di vittoria nonostante anche alcuni buoni tempi parziali.

Nel frattempo dalla quarta prova speciale la gara passava nelle mani di Corrado Pinzano e Roberta Possone, per la prima volta in gara al Benacus Rally ma subito abili nell’interpretare al meglio le insidie della corsa scaligera. Il pilota biellese con la sua Skoda Fabia R5 da quel momento prendeva la testa del rally mantenendola con autorità fino al termine, non prima di aver dato vita ad una bella lotta per la leadership prima con Righetti e successivamente con Bondioni.

Quest’ultimo, anche lui all’esordio al Benacus per testare la sua Skoda Fabia con le gomme Michelin, dava una svolta ancor più positiva alla sua gara a metà giornata quando al parco assistenza rivoluzionava l’assetto della sua Skoda proprio in funzione dei nuovi pneumatici. Nella sua prima rincorsa superava Righetti per la seconda piazza assoluta, poi partiva all’attacco di Pinzano anche se il distacco accumulato era oramai troppo.

All’arrivo del 16° Benacus Rally sempre nell’incantevole cornice del lungolago di Bardolino con il sindaco Ivan De Beni a fare gli onori di casa salivano così sul podio Corrado Pinzano e Roberta Possone su Skoda Fabia R5: “Sono felicissimo di questo risultato – esordiva il pilota biellese – eravamo venuti qui per fare un test in previsione della nostra partecipazione al prossimo Rally 1000 Miglia, non pensavamo a questo risultato visti i forti piloti al via, ma ci siamo subito trovati molto bene sia con la vettura che con un percorso veramente bello.”

Parole confermate anche dalla sua navigatrice Roberta Possone: “Abbiamo trovato un tracciato veramente spettacolare, difficile, insidioso ma anche molto divertente, è stata veramente una bella gara e siamo molto felici di questa vittoria”. Soddisfazione anche dal secondo posto assoluto conquistato dal bresciano Ilario Bondioni con alle note Giovanni Manfredini: “Sono molto contento di questo risultato, questa per noi era una gara test  per valutare la nostra scelta di montare le gomme Michelin sulla nostra Fabia R5, dopo i dovuti aggiustamenti di assetto sono anche riuscito a vincere due prove, devo dire che mi sono tolto proprio una bella soddisfazione”.

A chiudere il podio il primo dei piloti di casa: Roberto Righetti, terzo assoluto con alle note Martina Stizzoli che a bordo della sua Citroen DS3 R5 rompeva così anche l’egemonia delle Skoda all’arrivo (cinque nei primi sei posti): “Sono contento di questo risultato – spiegava l’esperto driver scaligero –  finalmente sono riuscito a stare in macchina per un bel po’ di chilometri, non correndo molto spesso per me è stata una cosa importante, ho capito molte cose, non ho fatto errori a parte una leggera toccata venerdì sera e siamo arrivati sul podio, va bene così”.

Quarto assoluto un altro equipaggio di casa composto da Massimo Zaglia ed Alberto Gaggioli, al debutto con la Skoda Fabia, ed autore di una gara solida sempre a ridosso dei primi tre, impegnato sopratutto a capire il potenziale e le caratteristiche della vettura Ceca dopo aver corso per molto tempo con la Peugeot. Quinti assoluti dopo i problemi che abbiamo raccontato Adriano Lovisetto e Christian Cracco, con il pilota padovano a cui va dato atto di non aver lanciato la spugna, riprendendosi da quanto accaduto e continuando quando gli è stato possibile a staccare tempi di vertice.

Sesti Giorgio De Tisi e Francesco Orian, con il pilota trentino lontano dalle corse da quasi due anni e mai entrato in gara, al debutto con la Skoda, dopo alcuni errori venerdì sera non è mai riuscito a trovare la sintonia per poter combattere per le posizioni di vertice. Ottimi settimi assoluti e primi di R3C con la Renault Clio Federico Bottoni e Sofia Peruzzi, ennesima conferma delle doti velocistiche del pilota scaligero, sempre al suo meglio con le vetture della casa francese, sia che si tratti di una Twingo o in questo caso di una Clio.

Il podio finale del Benacus Rally 2019
Il podio finale del Benacus Rally 2019

Ottavi assoluti e primi di R2B Michele Griso ed Elia De Guio su Peugeot 208, con il pilota di Arzignano che ha saputo sfruttare al meglio ogni cavallo dalla vettura francese. Noni assoluti e primi di N3 i protagonisti di questa classe ormai da tempo: Mattia Targon ed Andrea Prizzon, con il pilota veronese sempre protagonista con la sua inseparabile Honda Civic. Decima piazza per Alessandro Nerobutto e Pietro Elia Ometto su Peugeot 208. Dei 64 equipaggi che hanno preso il via venerdì al 16° Benacus Rally 54 hanno visto il traguardo sabato sera.

Dalle auto moderne a quelle storiche, un piacevole salto nel tempo è stato fatto con la seconda edizione del Benacus Historic. Ad infiammare gli animi ci ha pensato sopratutto l’equipaggio di casa composto da Nicola Patuzzo ed Alberto Martini, che hanno riportato in gara dopo quasi due anni (tralasciando la breve apparizione al Lessinia) una vettura iconica come la Toyota Celica GT-4 ex ufficiale ancora nei colori della casa quando correva nel mondiale.

Nonostante alcuni problemi avuti fin quasi da subito con il cambio che ha portato anche alla rottura di un semiasse ed alla perdita della seconda marcia, il pilota scaligero non si è mai tirato indietro nello spremere la vettura giapponese, anche quando il risultato era ormai consolidato grazie alla vittoria in tutte le prove speciali disputate: “Sono molto felice di questo risultato – esordiva Patuzzo all’arrivo – nonostante i problemi che abbiamo avuto la Toyota si è dimostrata una gran macchina, è un piacere guidarla e ci siamo veramente divertiti”.

Gli unici che in alcuni casi hanno staccato tempi vicini ai vincitori sono stati i veneziani Andrea Marangon e Massimo Darisi in gara con una Honda Civic, sempre stati fin dal via saldamente in seconda piazza assoluta fino al podio finale, anche quando alle loro spalle iniziava la rimonta di Nicola Bombieri e Linda Tripi ancora alle prese con l’affiatamento con la loro sempre affascinante Bmw M3. Partito cauto il venerdì sera, il pilota veronese sabato mattina superava Bottoni per la terza piazza assoluta, posizione poi mantenuta fino all’arrivo a Bardolino.

Quarti assoluti si piazzavano così Giuseppe Bottoni ed Elisabetta Sansone autori di una bella battaglia per l’ultimo gradino disponibile del podio con la loro Opel Kadett GT/E. Da sottolineare anche la bella prova di Pietro Baldo e Davide Marcolini quinti assoluti, che a bordo della loro A112 Abarth hanno regalato uno scorcio dello spettacolo che offrivano (e che offrono tutt’ora) queste leggendarie piccole, grandi vetture che hanno contribuito a forgiare fior di campioni.
Delle dieci vetture che hanno preso il via al Benacus Historic nove hanno visto il traguardo.  

Nella giornata di sabato ai protagonisti del Benacus Rally e del Benacus Historic si sono aggiunti anche i primattori della Regolarità Sport con laCoppa Lago di Garda, dove forse è arrivata la sorpresa più inattesa con la vittoria dopo sei prove a tempo degli outsiders  di casa Daniele Melotto e Silvia Merlin su Peugeot 205 GTI. La coppia anche nella vita della bassa veronese grazie ad un’ottima prova ha saputo piazzarsi davanti a tutti nonostante Daniele sia da poco più di un anno che partecipa alle gare di regolarità ed addiritura la moglie Silvia fosse alla sua prima partecipazione in una competizione, prendendovi parte inoltre senza una strumentazione professionale.

Alle loro spalle l’equipaggio del progetto M.I.T.E. impegnato a portare in gara navigatori ipo o non vedenti e sempre più protagonisti in queste competizioni: con l’esperto Angelo Seneci con alle note Elisabetta Russo che pagava degli errori commessi in avvio di gara, rendendosi poi autori di una grande rimonta che li portavano alla seconda piazza assoluta con la loro Opel Kadett GT/E. Terzo gradino del podio per Lucio e Nicola Bugatti su Ford Escort MKII. Nella speciale classifica della Coppa Regolarità Sport della Pro Energy Motorsport si piazzavano al primo posto Angelo Seneci ed Elisabetta Russo, seguiti da Ezio Franchini ed Elisabetta Coato su Volkswagen Golf GTI, terzo posto per Andrea e Claudio Marcolini su Opel Manta GT/E. Dei venticinque equipaggi al via, ventiquattro hanno visto il traguardo.  

Pietro Ometto è il nuovo navigatore di Andrea Crugnola

Andrea Crugnola ha un nuovo navigatore. E anche Pietro Ometto ha un nuovo pilota. La giornata di test della Volskwagen Polo GTi R5 oltre a far scoprire da vicino la Volkswagen Polo GTI R5, già vista a Monza Rally Show 2018,tra le mani di Alessandro Re, ha tolto la maschera al nuovo navigatore di Andrea Crugnola in questa stagione del Campionato Italiano Rally , che sarà appunto il bravo Pietro Ometto.

“Conosco Andrea da un po’ di tempo al di fuori dei rally, ma mai onestamente avrei pensato di ricevere, un paio di giorni fa, la sua telefonata. Mi ha chiesto se avevo intenzione di prendere parte alla stagione del Cir 2019 che sta per cominciare come suo navigatore e naturalmente ho subito accettato. E’ un’occasione molto importante per me e mi serve per rientrare nel giro del Campionato Italiano. Un rientro effettivamente che ha il sapore della sfida, perché io ed Andrea non abbiamo mai gareggiato insieme ed anche perché dobbiamo sviluppare completamente la nostra vettura essendo ‘nuova’, ma faremo di tutto per farci trovare pronti per il debutto al Ciocco”.

Test di Andrea Crugnola e Antonio Rusce con la Volkswagen Polo GTi R5

Giornata di test in vista del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio per Andrea Crugnola ed Antonio Rusce, che sulla spettacolare PS Careggine hanno percorso i primi chilometri a bordo delle due Volkswagen Polo GTi R5 della HK Racing, gommate Pirelli.

Bellissima giornata di sole, ma molto intensa, anche a causa dell’inaspettato caldo, per entrambi gli equipaggi alla ricerca del giusto feeling con una vettura nuova e sostanzialmente differente dalla Ford Fiesta R5 a cui Crugnola e Rusce erano abituati.

Per i nostalgici dei rally d’antan è stata anche l’occasione per vedere nuovamente unita una coppia che ha fatto sognare gli appassionati negli anni Novanta, ovvero Andrea Aghini, arrivato per venuto a seguire i suoi amici Crugnola e Farnocchia, navigatore ormai da tre stagioni di Antonio Rusce. Al test era presente anche Alessandro Re, direttore sportivo della HK Racing, che ha già avuto ottimi contatti come pilota con la Polo GTI R5

Test concluso all’imbrunire con buone sensazioni per entrambi gli equipaggi, ma anche la consapevolezza che c’è da lavorare per sviluppare al meglio le vetture. Non resta che attendere Il Ciocco per capire se il lavoro effettuato sta prendendo la giusta direzione. Nell’attesa non ci resta che goderci la Polo GTi R5 nelle immagini di Silvia Lucchesi e Yuri Vivaldi.

Alberto Salvini ‘firma’ per la Scuderia Palladio Historic

Venti stagioni di corse nei rally storici, con qualche presenza anche nelle cronoscalate e nei rally moderni. Due Campionati Italiani – 2017 e 2018 – tanti podi e un paio di sigilli nel Cir: questo il palmares che Alberto Salvini ha presentato al direttivo della Scuderia Palladio Historic.

Elementi che, sommati alla sua simpatia e alla voglia di inseguire nuovi obbiettivi , hanno in breve tempo portato all’accordo che vedrà il pilota senese e l’inseparabile navigatore Davide Tagliaferri, vestire i colori del sodalizio guidato da Mario Mettifogo a partire dal primo importante appuntamento col Campionato Italiano, il Rally delle Vallate Aretine in programma l’8 e 9 marzo prossimi.

“Siamo soddisfatti di questo nuovo ingresso nell’affiatato gruppo della Scuderia Palladio Historic – afferma Mettifogo – e sono convinto che, oltre a portare prestigio grazie anche ai due titoli consecutivi conquistati da Alberto e Davide ai quali diamo il benvenuto, ci saranno nuovi stimoli per tutti al fine di puntare ad un entusiasmante tris ed arricchire il palmarès della scuderia!”

Ma prima del via alla massima serie nazionale, i calendari propongono due manifestazioni entrambe nel Veneto: a Bardolino, nel pomeriggio di venerdì 1 marzo, scatterà la seconda edizione del Benacus Historic Rally al quale è iscritta la Honda Civic Gruppo A di Andrea Marangon e Massimo Darisi. Nell’abbinata Coppa del Lago di Garda, gara di regolarità sport, saranno invece al via Ezio Franchini e Gabriella Coato con la Volkswagen Golf GTi.

Il secondo importante evento avrà come quartier generale Cortina d’Ampezzo: dalla perla delle Dolomiti, venerdì 1 marzo prenderà il via la prima tappa della Winter Race, gara di regolarità classica alla quale sono iscritti Mauro Argenti e Roberta Amorosa con la Porsche 911 T 2.2.

La Volkswagen Polo GTI R5 fa strike al Rally van Haspengouw

Inizio perfetto della stagione per la Polo GTI R5 nel Campionato Belga Rally. Il campione in carica Kris Princen e il suo copilota Peter Kaspers hanno vinto al debutto sulla nuova vettura da rally di Volkswagen. Princen era veramente imbattibile al Rally van Haspengouw in una Polo GTI R5 gestita dal team Bma Autosport, vincendo il rally per la quinta volta nella sua carriera.

Princen e Kaspers hanno concluso con 17″6 secondi di vantaggio su Cédric Cherain e Sibille Pierre, secondi nel GTS R5 della THX Racing, che lo ha reso uno dei due della Volkswagen. Tutte le dodici prove speciali sono state vinte dai piloti con la Polo GTI R5, con Princen e Cherain che hanno vinto sei PS.

Cir 2019 a 5 stelle: Andrea Crugnola su Polo GTI R5 HK Racing

È ufficiale: Andrea Crugnola sarà al via del Campionato Italiano Rally e porterà al debutto sulle strade della massima serie nazionale la Volkswagen Polo GTI R5 del team HK Racing. Una notizia che rafforza ulteriormente il livello qualitativo del Cir e che, visti gli ingredienti, aggiunge un altro nome ai pretendenti alla vittoria finale e conferma il forte interesse che gravita intorno alla Polo R5. Anche Antonio Rusce, con l’altra Polo R5 della HK Racing, sarà al via delle gare su asfalto del Cir 2019.

Forte di un 2018 dove si è regalato il titolo Campionato Italiano Rally Asfalto, del rinnovato supporto del produttore di pneumatici milanese ed ora anche di una vettura estremamente competitiva, il varesino si appresta infatti ad affrontare una stagione da protagonista. Sbocciato nel Bel Paese e maturato sulle strade iridate del WRC, Crugnola si affaccia al 2019 con fiducia e concretezza.

‘Sono felice di tornare sulle strade del campionato italiano dopo un anno di apprendistato che mi ha regalato tante soddisfazioni. È una opportunità importante che ho costruito con determinazione durante l’inverno insieme al mio manager Fulvio Solari. In questo 2019 potrò mettere a frutto la maggiore conoscenza delle gare, ma soprattutto potrò ancora contare sulla collaborazione con Pirelli e con il team HK Racing dando così continuità al mio pacchetto tecnico. Certo, il passaggio dalla Fiesta alla Polo implicherà un periodo di adattamento ma sono convinto che la comprovata competitività della VW R5 mi faciliterà il lavoro. Gli avversari sono tanti e di altissimo livello: faremo il massimo per essere della partita’.

Al fianco del campione italiano rally junior 2013 non ci sarà più Danilo Fappani ed il nome del suo sostituto verrà annunciato tra pochi giorni. Presto, sui canali social del driver di Calcinate del Pesce, verrà anche svelata la nuova livrea con i colori Silky che vestirà la sua Polo R5. Dopo Rossetti, Campedelli, Breen e Basso, ecco dunque la conferma del varesino, per un Cir a 5 stelle.

 

Antonio Rusce e Sauro Farnocchia nel Cira 2019 con la Polo GTI R5

La primavera è vicino, con essa anche l’inizio della stagione tricolore 2019, ed è un continuo fiore di ufficializzazioni di programmi sportivi di livello professionistico e semi-professionistico. All’indomani della nostra anticipazione sul programma di Giandomenico Basso nel Cir 2019 con la Skoda Fabia R5 DP Autosport gommata Michelin, che poi era solo la conferma ufficiale di quanto anticipato in esclusiva oltre un mese prima del canonico comunicato stampa,arriva un’altra importante conferma di un equipaggio ostico che parteciperà alle sei prove su asfalto del Campionato Italiano Rally 2019.

XRace Sport è ufficialmente pronta a riproporsi da protagonista nel Campionato Italiano Rally Asfalto. Il vessillo della X rossa andrà di nuovo a sventolare, in questo 2019, nella massima espressione nazionale di corse su strada, grazie al rinnovato impegno di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia, che prenderanno parte al “tricolore” con la grande novità della Volkswagen Polo GTi R5, nello specifico l’esemplare della HK Racing, gommato Pirelli‘, annunciano ufficialmente i vertici della scuderia.

Rusce-Farnocchia a caccia del titolo asfalto con la Volkswagen Polo GTI R5 è una delle notizie più importanti che riguardano il Campionato Italiano Rally Asfalto, che disputeranno con una vettura arrivata da pochi mesi in Italia e che rappresenta l’ultima frontiera delle vetture da rally del marchio tedesco, che peraltro ha davvero ben cominciato la stagione 2019 nei palcoscenici internazionali.

Il programma di Rusce e Farnocchia prevede la partecipazione al Campionato Italiano Rally Asfalto, sei appuntamenti da marzo (Rally Ciocco) sino ad ottobre (Rally 2 Valli, a coefficiente 1,5), passando dal Rallye Sanremo, Targa Florio, Roma Capitale e Friuli. Per Antonio Rusce, il 2019 sarà il quarto anno di presenza nel Campionato Italiano, nei tre precedenti ha operato una notevole progressione di risultati e soprattutto di maturazione tecnica, che lo ha portato, negli ultimi due anni ad occupare un posto di rilievo nell’ambito dei piloti privati, conquistando la quarta posizione assoluta nel 2017 (disputando le sole gare su asfalto) e la quinta nella classifica Asfalto dell’anno scorso.

In aggiunta al programma sportivo di riferimento è prevista la partecipazione, a settembre, all’edizione numero 40 del Rally Città di Modena, dove nel 2018 la coppia Rusce-Farnocchia sfiorò la vittoria assoluta, che gli sfuggì per appena sei decimi. A vincere in quella occasione, infatti, furono Dalmazzini-Ciucci.

Antonio Rusce e Sauro Farnocchia sul podio del Rally Roma Capitale

Antonio Rusce e Sauro Farnocchia sul podio del Rally Roma Capitale

‘Sono felice di poter annunciare di essere di nuovo al via del tricolore rally – commenta Antonio Rusce – insieme ai miei partner ed alla scuderia abbiamo fatto uno sforzo enorme per poter partecipare con una vettura importante, con la quale cercherò di capitalizzare l’esperienza delle tre stagioni passate. Ci sarà da lavorare molto sia per affrontare sul campo avversari di rango che per trovare subito il miglior feeling con la Polo, vettura certamente al top, seguita da una squadra altrettanto tale. Il Campionato Italiano Rally, oltre ad essere un ottimo incentivo di comunicazione sia personale che per i partner che mi supportano, è stato per me una palestra importante di maturazione tecnica e sportiva, per questo mi presento di nuovo, per proseguire l’esperienza a tutto tondo’.

A Ginevra debutta la rinnovata e aggiornata Skoda Fabia R5 Evo

La vettura da rally di maggior successo nella storia del marchio céco, la Skoda Fabia R5, otterrà un importante aggiornamento estetico e tecnico in questo 2019, che sarà svelato al Salone Internazionale di Ginevra di scena dal 7 al 17 marzo 2019. In quel contesto Skoda Motorsport presenterà la sua rinnovata vettura da rally, che adotta gli elementi chiave di design della vettura stradale 2019.

Ovviamente, non si parla solo di aggiornamenti estetici: la Fabia R5 ottiene anche dei miglioramenti tecnici, come ad esempio il propulsore 1,6 litri turbo di nuova generazione migliorato come resa e risposta. La Skoda Fabia R5 dovrebbe essere omologata dalla Fia nel secondo trimestre del 2019 e sarà poi disponibile per i clienti di tutto il mondo, lanciando la sfida alla ‘cugina’ Volkswagen Polo GTI R5.

WRC 2, Rally Svezia: gran successo di Ole Christian Veiby con la Polo GTI R5

Ole Christian Veiby e Jonas Andersson, sulla Polo GTI R5, hanno conquistato la vittoria nella classifica del WRC 2 della seconda prova del Campionato del Mondo Rally 2019. Il duo nordico ha preso il comando nella classe fin dalla terza prova speciale e non ha mai guardato indietro, con una prestazione maiuscola che si è fatta vedere e sentire anche nella top ten della classifica assoluta del WRC. La Volkswagen Polo GTI R5 ha viaggiato meravigliosamente su ghiaccio e neve per tutto il weekend.

Veiby e Andersson hanno decisamente impressionato con il nono posto assoluto. Bene anche gli altri finlandesi, come Emil Lindholm e Mikael Korhonen, o Johan Kristoffersson e Stig Rune Skjærmoen che hanno mostrato un buon passo. In particolare, il due volte campione del mondo di rallycross Kristoffersson ha guidato la Polo GTI R5 al terzo posto nella categoria WRC 2, andando a completare un podio tutto Volkswagen. La Polo è stata la vettura più veloce del WRC 2.

Civg 2019: super Gigi Galli, campione d’Italia sul ghiaccio

Gigi Galli sopra tutti. Il pilota livignasco valica le Alpi e ottiene una vittoria assoluta (la terza consecutiva) che gli permette di scavalcare il valsesiano Ivan Carmellino nella classifica di The Ice Challenge conquistando così il titolo della Serie Bianca che gli vale il titolo italiano Velocità su Ghiaccio.

La gara finale, disputata sulla pista della località sciistica delle Hautes-Alpes, ha visto 36 concorrenti al via, che hanno esaltato il pubblico presente. Gigi Galli è stato il mattatore incontrastato delle tre manche, nelle quali ha ottenuto il miglior tempo in ogni sessione cronometrata, prevalendo alla fine della giornata su Graziano Boetto, che ha condiviso con il pilota di Livigno la spettacolare Kia Rio.

Boetto è stato piuttosto costante nelle sue prestazioni, con un colpo di reni determinante nella seconda manche nella quale è stato preceduto unicamente dal compagno di vettura. La terza piazza va ad Alessandro Pettenuzzo, velocissimo nelle prime due manche con la sua Mitsubishi Lancer, badando a salvaguardare il risultato nella terza manche, quando l’alta temperatura di oltre mezzogiorno ha compromesso il fondo della pista soleggiata.

Subito fuori dal podio il sudtirolese Rudi Bicciato, che oltre a dimostrare il suo valore in pista, è stato bravissimo a ripristinare in modo perfetto la sua Lancia Delta HF seriamente danneggiata nel capottone domenica scorsa a Pragelato. Quinta piazza per Ivan Carmellino, secondo assoluto dopo la prima manche, ma in crisi con il cambio della sua Punto Proto nelle due manche successive. A seguire Alessio Bormolini, oggi il più veloce dei due fratelli valtellinesi, che non sono riusciti ad esprimersi al massimo con la loro Škoda Fabia R5 sul fondo morbido e innevato della pista francese.

Quindi Aldo Pistono, che ha condiviso l’Opel Astra Proto con il preparatore Andrea Chiavenuto, quindi Giovanni Saracco, ottavo assoluto con la Mitsubishi Lancer, che ha pagato un testacoda con relativa toccata delle sponde ghiacciate nella seconda manche, riscattandosi poi nell’ultima, nella quale ha ottenuto la terza piazza assoluta. A seguire in nona posizione Sergio Durante, che ha patito problemi di trasmissione alla sua Citroën DS3 Proto nelle prime due manche, staccando nella terza manche una ruota dopo essersi infossato in una buca formatasi nel tracciato. Chiude la serie dei primi dieci assoluti Gianluca Casadei, che ha condiviso con il fratello Gabriele la Mitsubishi Lancer, finalmente senza problemi per tutto l’arco della gara.

Spettacolare come sempre Simone Firenze

Spettacolare come sempre Simone Firenze

Grande battaglia nei Kart Cross che vede ancora il successo di Simone Firenze, nonostante il salto della catena che lo ferma anzitempo nella seconda manche, davanti ad Armando Bracco che ha duellato per tutta la gara con Raffaele Silvestri. Passando alle sfide di categoria, la Classe 8 vede il successo di Gigi Galli, davanti a Graziano Boetto ed Alessandro Pettenuzzo; Alessio Bormolini ha vinto la Classe 7 precedendo il fratello Michele in tutte le tre manche, con il diciassettenne valtellinese che chiude a pari punti con Roberto Novara, positivo al rientro nelle gare su ghiaccio con la Renault Clio Proto.

Alessandro Pregnolato, Subaru Impreza, regola in Classe 6 Mara Capella, unica donna oggi in pista, molto determinata con la Lancia Delta HF. Vittoria in Classe 4 della Peugeot 206 WRC di Massimo Snichelotto che precede la famiglia di Castegneto Po formata da Adriano Zanatta che ha condiviso la Mitsubishi Lancer con il figlio ventenne Massimiliano, in netta crescita di confidenza con il ghiaccio, la pista e la vettura. Infine in Classe 2 riservata alle vetture Due Ruote Motrici Mattia Cola ha avuto la meglio su Sergio Giacomuzzi con cui ha condiviso la Volkswagen Golf. La gara di Serre Chevalier consegna il titolo tricolore assoluto a Gigi Galli, mentre fra i Kart Cross la corona del vincitore va a Simone Firenze e fra le Due Ruote Motrici prevale Mattia Cola.