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Intervista, Egon Kaur: Arctic Rally, Sardegna e speranze

E’ stato una delle note più liete del WRC3 in Lapponia assieme a Teemu Asunmaa. Stiamo parlando del veloce pilota estone Egon Kaur. Classe 1987, debutta nei rally nella stagione 2004 disputando una serie di rally locali al volante di una Honda Civic prima e successivamente a bordo di una Lada Samara. Dopo alcune stagioni in patria nel 2006 debutta nel WRC, disputando il Wales GB portando in gara una Renault Clio RS.

Nel 2011 sfiora il titolo WRC Academy, terminando a pari punti con Craig Breen, ma perdendolo a causa del minor numero di prove speciali vinte rispetto all’irlandese. Sempre nel 2011 viene selezionato dalla FIA per il FIA Institute Young Driver Excellence Academy, che altri non è che un programma fondato dal FIA Institute for Motor Sport Safety and Sustainability per sviluppare il talento dei giovani piloti in tutto il mondo.

L’anno successivo fonda la Kaur Motorsport che si occupa della crescita dei giovani piloti baltici, attraverso una scuola che forma le nuove leve attraverso un percorso di crescita. Abbiamo raggiunto Egon e insieme a lui abbiamo parlato del recente round del WRC corso in Lapponia e di molto altro.

Ciao Egon, parliamo del recente Acrtic Rally. Gara da te conclusa in quattordicesima posizione assoluta (secondo di WRC3). Che bilancio tracci di questa gara?

“Ciao, vi ringrazio per questa intervista. Che dire, il nostro Arctic Rally è stata una vera avventura che ha avuto alcuni aspetti positivi e altri negativi. Il lato positivo è stata sicuramente la velocità che siamo riusciti a dimostrare, siamo stati l’unico team del WRC3 a vincere una prova tra le vetture Rally2 (Siikakämä 2). Il lato negativo invece riguarda gli errori che ci sono costati la vittoria nel WRC3, ovvero un’errore di guida nella PS2, una strategia di gomme sbagliata in PS6 e penalità di tempo prima della PS7”.

Ad inizio stagione è emersa la notizia che i tuoi programmi 2021 si sarebbero divisi tra WRC3 e Campionato Estone. Confermi? Come si svilupperanno i due programmi?

“Il nostro obiettivo per il 2021 è quello di poter partecipare a cinque eventi WRC nel WRC3: oltre all’Arctic, anche Portogallo, Sardegna, Estonia, Finlandia. Il budget al momento non è completo, ma stiamo lavorando duramente per chiuderlo e far si che questo programma diventi realtà. Se poi riusciamo a trovare del budget extra, che ci possa permettere la partecipazione ad alcuni eventi del Campionato Estone ben venga”.

Hai corso due volte in Sardegna, 2011 nel WRC Academy e 2014 nel WRC2, che ricordi hai della gara italiana?

“Ho ricordi per lo più belli della Sardegna. Nel 2011 siamo riusciti a vincere il WRC Academy, mentre nel 2014 abbiamo fatto segnare tempi veramente molto interessanti al nostro debutto su una vettura di classe R5. Purtroppo la gara si è conclusa anzitempo per una piccola uscita di strada. Se riusciremo ad esserci a giugno, l’idea è quella di sfruttare e mettere in pratica la conoscenza acquisita nelle precedenti edizioni corse sulla tua splendida Isola”.

Nel 2016 hai conquistato il titolo estone al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX. Ci parli di quella stagione?

“La stagione 2016 è stata la prima con Silver al mio fianco. E’ stata una bella sfida, iniziata benissimo con la vittoria conquistata nella prima gara corsa assieme. Da lì in poi sono arrivati quattro successi che ci hanno permesso di vincere il titolo nazionale estone. Da quella stagione è nata una bella amicizia e una collaborazione che ci ha visto costruire le vetture Proto e adesso ci vede tra i protagonisti del WRC3 con le vetture di classe Rally2”.

Simone Campedelli pilota ufficiale MRF nell’ERC

Anche Simone Campedelli avrà calzature MRF, ma verrà schierato dalla squadra e dal gommista indiano nelle gare su terra del Campionato Europeo Rally nella stagione 2021. Campedelli, che sarà presente anche nel CIRT 2021 con la Step Five, come anticipato, guiderà una Volkswagen Polo GTI R5 con specifica Rally2.

Il team MRF Tyres si è trasferito nell’ERC nel 2020 con una missione di sviluppo degli pneumatici e per mostrare i suoi prodotti a livello internazionale. La squadra ha reclutato il trentaquattrenne Campedelli per il suo ritmo e la sua esperienza, oltre che per il potenziale mostrato la scorsa stagione con Craig Breen ed Emil Lindholm, e per raccogliere dati preziosi per la prossima generazione di pneumatici MRF.

“Faccio parte di una grande squadra con grandi ambizioni”, ha detto Campedelli, che è arrivato secondo al Rally di Roma Capitale nel 2019 e ha cinque vittorie di PS nell’ERC a suo nome. “Userò la mia esperienza per testare e cercare di ottenere i migliori risultati possibili per il Team MRF Tyres. So che stanno cercando di sviluppare le gomme. Questa è una grande responsabilità”.

Campedelli è “entusiasta” di competere di nuovo su un palcoscenico internazionale. “È una grande opportunità per radunarsi fuori dall’Italia e partecipare ai round dell’ERC. Il team MRF Tyres ha dimostrato di avere il ritmo e di impegnarsi a migliorare il proprio prodotto e sono entusiasta di queste sfide. Avere un produttore come MRF Tyres nei rally è molto importante in Europa. Sono una grande azienda e sono impegnati nel motorsport. Sono orgoglioso di essere in grado di unirmi a loro e non vedo l’ora di lavorare con il team. Vorrei anche ringraziare i miei sostenitori di lunga data, Orange1. Il loro continuo supporto mi ha permesso di passare all’ERC”.

Volkswagen chiude con il motorsport: via anche lo stabilimento

Giusto il tempo di fare annunciare ieri ad Audi un ritorno ai rally raid nel 2022 con un prototipo elettrico e il giorno dopo Volkswagen Motorsport annuncia la chiusura a fine 2020 degli stabilimenti in cui era nata la Polo R WRC che con Sebastien Ogier ha scritto tra le pagine più belle del Mondiale Rally contemporaneo.

La chiusura degli stabilimenti di Volkswagen Motorsport implica la chiusura totale del Costruttore con i rally. Quindi non verranno prodotte Polo Rally2 neppure per i clienti. Restano, invece, disponibili pezzi di ricambio. E anche su questo fronte si prevede una corsa all’accaparramento da parte di qualche facoltoso manager. Come già avvenuto in passato con altri Costruttori che hanno dismesso il proprio reparto sportivo.

Volkswagen Motorsport, un tempo forza dominante nel Campionato del Mondo Rally con l’ineguagliabile numero di vittorie della sua Polo R WRC, ha ormai deciso che la storia sarà cancellata e non sarà ripetuta. Il team di Hannover, che ha monopolizzato i campionati Piloti e Costruttori del WRC in una spettacolare campagna quadriennale dal 2013 al 2016, cesserà anche la produzione della Polo R5 clienti alla fine di quest’anno. Peccato. Si pensi quanti team hanno comprato la Polo, “tradendo” la Skoda Fabia…

Volkswagen conferma, però, che i pezzi di ricambio per le auto saranno ancora disponibili anche oltre il 2020. Oltre al suo impegno nel WRC, la Volkswagen ha anche ottenuto tre vittorie consecutive alla Dakar con la Race Touareg tra il 2009 e il 2011. Dopo il WRC, ha dominato il World Rallycross con Johan Kristoffersson, vincendo tre titoli in quattro anni e, naturalmente, ha battuto il record di Pikes Peak Hillclimb con il suo ID.R. completamente elettrico. Ha inoltre sostenuto il programma di rallycross statunitense di successo di Andretti Autosport che ha vinto cinque titoli piloti consecutivi tra il 2015 e il 2019.

La decisione arriva come parte di una riorganizzazione del marchio Volkswagen, con Volkswagen Motorsport GmbH integrata in Volkswagen AG. In un comunicato, Volkswagen ha confermato che a tutti i 169 dipendenti del motorsport verrà offerto un nuovo contratto con Volkswagen AG a Wolfsburg.

Il dottor Frank Welsch, membro del consiglio responsabile della Divisione Sviluppo di VW, ha spiegato la situazione, dicendo: “Il marchio Volkswagen sta per diventare il principale fornitore di mobilità elettrica sostenibile. A tal fine, stiamo unendo i nostri punti di forza e abbiamo deciso di terminare le attività di sport motoristici del marchio VW. La forza lavoro del motorsport sarà integrata in VW AG. La profonda competenza tecnica dei dipendenti del motorsport e il know-how acquisito dal progetto ID.R rimarranno con l’azienda e ci aiuteranno a mettere ulteriormente modelli efficienti dalla ID. famiglia in viaggio”.

Rudy Michelini nel CIR 2020 con la VW Polo R5

Sarà ancora all’insegna del CIR 2020, la programmazione sportiva stagionale di Rudy Michelini. Il pilota lucchese sarà parte integrante della massima espressione nazionale della specialità, il Campionato Italiano Rally, proponendosi per un ruolo di vertice nel confronto dedicato agli “asfaltisti”.

Un contesto, il Campionato Italiano Rally Asfalto, che Rudy Michelini affronterà al volante della Volkswagen Polo R5, vettura che – nelle due occasioni offerte dal finale di stagione 2019 – gli ha assicurato altrettante vittorie, sulle strade del Trofeo Maremma e del Rally Città di Pistoia.

Ad affiancare il portacolori della scuderia Movisport sarà Michele Perna, copilota divenuto punto fermo delle sue programmazioni sportive e compartecipe di quel ruolo di primo piano espresso nel panorama nazionale. Sotto la supervisione tecnica del team PA Racing, struttura che metterà a disposizione la propria Volkswagen Polo R5, Rudy Michelini cercherà di concretizzare al meglio l’esperienza accumulata sulle prove speciali del Tricolore facendo leva sulle ottime sensazioni destate al volante della vettura tedesca e sulle performance riscontrate in merito all’utilizzo delle coperture Michelin, marchio che ha valorizzato al meglio il suo stile di guida.

“E’ con grande soddisfazione che confermiamo la nostra presenza nel Campionato Italiano Rally Asfalto – il commento, entusiasta, di Rudy Michelini – un palcoscenico che vogliamo affrontare con le più ambiziose aspettative, legate ad una vettura con la quale mi sono trovato, fin dal primo approccio, a mio agio. Tengo a ringraziare la scuderia Movisport, PA Racing e Michelin, elementi grazie ai quali punteremo ad un ruolo di prima fascia in campionato”.

Sei, gli appuntamenti previsti dalla programmazione tricolore, contraddistinta da contesti di assoluto livello quali il Rally di Roma Capitale, nelle sue due gare che andranno ad inaugurare la serie dal 24 luglio, il Rally del Ciocco (22 agosto), la Targa Florio (13 settembre), il Rallye Sanremo (4 ottobre) ed il Rally Due Valli (23 ottobre).

Anteprima: Marco Signor al Casentino, poi CIR 2020

Marco Signor ha annunciato, nel corso della trasmissione radio Rock&Rally, condotta dal “nostro” Luca Del Vitto, che è pronto ad andare al Rally del Casentino per sgranchirsi le gambe con la Volkswagen Polo GTI R5 della Step Five. Sarà una sfida davvero accesa quella che vedrà il veloce pilota veneto contrapporsi ad un osso duro come Andrea Crugnola, presente alla prima gara dell’IrCup 2020, in Toscana, con la Citroen C3 R5 ufficiale. La sfida a cui assisteremo durante la competizione che si svolgerà sugli asfalti aretini dovrebbe ripetersi per tutto il CIR 2020.

Marco Signor, infatti, ha dichiarato di avere in programma l’intenzione di disputare tutto il CIR 2020, sempre al volante della Volkswagen Polo GTI R5 della Step Five per giocarsi il tutto per tutto a caccia di un titolo tricolore più volte cercato e desiderato nel corso degli anni scorsi.

I team si stanno orientando sulla prova inaugurale dell’IrCup 2020 perché la serie privata dei rally internazionali, dopo aver lasciato al CIWRC le velleità delle World Rally Car di vecchia generazione, è man mano diventato il “campionato privato delle R5” e quindi si rivela adesso un ottimo banco di messa a punto per le vetture che si giocheranno il titolo tricolore a partire dalle prime due gare in cui è diviso il Rally Roma Capitale.

Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally

Ayrton Senna non è solo un leggendario pilota di Formula 1, come potrebbe esserlo Henri Toivonen nel Campionato del Mondo Rally. No, Ayrton Senna era uno sportivo a tutto tondo, appassionato e curioso, amico anche dei rally. Nato a San Paolo il 21 marzo 1960, nel 1986 le sue doti velocistiche sull’asfalto erano già note a tutto il mondo. Non c’era pietra che non le conoscesse.

Ayrton Senna, che era pilota ufficiale Lotus, riuscì a dimostrare che poteva anche andare veloce anche al volante di un’auto da rally. Su invito della rivista britannica “Cars & Car Conversion”, il brasiliano ha guidato cinque diversi modelli di vetture in una giornata di test in Galles: una Opel Corsa (Gruppo A), una MG Metro 6R4 (Gruppo B), una Ford Sierra RS Cosworth, una Golf GTi (Gruppo A) e una trazione integrale, la Ford Escort con propulsore da 3,4 litri.

Senna decise che avrebbe finalmente imparato a guidare su terra. “Non so nulla dei rally e non ho voluto chiedere a nessuno come si guida. Voglio capirlo da solo”, diceva prima di salire a bordo della prima auto da rally della sua vita. Il test di Ayrton si svolse su un circuito di 2,4 chilometri che attraversava un’area boscosa e utilizzato spesso dai rally rally britannici.

Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally
Ayrton Senna, una leggenda in F1 e un amico dei rally

Dopo i test, Ayrton Senna era molto contento e disse ai giornalisti che la principale risorsa di un rallista era “la capacità di improvvisare nel modo giusto nel momento giusto”. “Sto improvvisando tutto il tempo. Su una macchina da corsa F1, sai esattamente cosa fare in ogni curva, sai dove c’è un’area di deflusso, dove devi andare oltre i cordoli e conosci ogni modulazione della superfice”.

“In un’auto da rally, tutto è molto più istintivo e non c’è margine di errore. Il mio unico problema era che non volevo smettere di guidare. È stato il giorno più bello della mia vita da quando mi sono trasferito in Inghilterra”, aveva aggiunto Ayrton, visibilmente eccitato.

Vincitore di quarantuno GP, Ayrton Senna resta uno dei piloti più forti di tutti i tempi. Corridore completo in ogni aspetto, dalla messa a punto alla gestione delle gomme, seppe distinguersi nel corso della carriera soprattutto per la guida sul bagnato e la velocità in qualifica, caratteristica, quest’ultima, che gli consentì di detenere il record di pole position (65) dal 1989 al 2006.

Abile inoltre nei circuiti cittadini, Senna detiene tuttora il record di vittorie sulla prestigiosa pista di Monte Carlo, sei, di cui cinque consecutive fra il 1989 e il 1993. La sua carriera nella massima categoria automobilistica, iniziata nel 1984 al volante della Toleman, venne contraddistinta dal dualismo con il Francese Alain Prost, suo compagno in McLaren nel biennio 1988-1989.

Tale rivalità è considerata come una delle più intense ed accese della storia della Formula 1, nonché dello sport in generale. Soprannominato Magic, morì a seguito delle ferite riportate in un incidente alla curva Tamburello del circuito di Imola, durante il Gran Premio di San Marino 1994.

Figlio di una famiglia agiata, composta da Neide Senna, brasiliana di origini italiane, e da Milton Da Silva, imprenditore e proprietario di diverse fattorie, aveva una sorella, Viviane, madre di Bruno (anch’egli pilota), e un fratello, Leonardo. Si era diplomato presso il Colegio Rio Branco, e si posò una sola volta, nel 1981 con Lilian De Vasconcelos. Il matrimonio terminò dopo soli otto mesi.

Successivamente, il brasiliano, che ormai oltre ad essere un leggendario pilota era anche amatissimo dalle donne, ebbe numerosi flirt, tra cui quelli con le showgirl brasiliane Xuxa e Adriane Galisteu e la top model americana Carol Alt. Amante dello sport in tutte le sue declinazioni, ne praticava molti, tra cui corsa, tennis, bici, nuoto e jet ski. Era anche un aeromodellista oltre che un appassionato di volo, che riuscì a volare su Mirage III biposto, un caccia utilizzato dalla Forza Aerea Brasiliana.

Prima le sospensioni, poi altre novità: ecco la Polo R5 Evo

Volkswagen Motorsport ha annunciato di lavorare ad un’evoluzione della Polo GTI R5, sulla base delle esperienze comunicate dai principali team clienti. Il 272 cavalli a quattro ruote motrici è utilizzato in una vasta gamma di rally in tutto il mondo e i risultati ragionati di queste gare sono confluiti direttamente nel processo di aggiornamento, ottimizzazione ed evoluzione della vettura.

La nuova Polo GTI R5 Evo riceverà in primavera modifiche importanti alle sospensioni, mentre i nuovi componenti per migliorare ulteriormente la vettura saranno sviluppati nel corso dell’anno. Quindi, per la stagione 2021 si dovrebbe vedere una vettura più “matura”, dalle performance decisamente più elevate.

“La storia dei successi della Polo GTI R5 è schiacciante. Nelle mani dei clienti aveva già sostenuto più di 75 vittorie e 125 podi entro la fine del 2019”, vanta il direttore di Volkswagen Motorsport, Sven Smeets. “Non è solo il successo dei nostri clienti che è importante per noi, ma anche la loro esperienza nelle più disparate condizioni, su asfalto, terra, ghiaccio e neve. I nostri ingegneri utilizzano i loro feedback per apportare miglioramenti dettagliati al Polo GTI R5. Il nostro obiettivo è quello di garantire che la Polo GTI R5 Evo rimanga un’auto da corsa di successo”.

Mentre i nuovi componenti del telaio sono già in uso sulle vetture di tutti i clienti, un più ampio pacchetto di miglioramenti sarà sviluppato nel corso dell’anno e omologato per l’utilizzo nelle competizioni tra cui Mondiale Rally, Campionato Europeo e campionati nazionali. Volkswagen sta intensificando la produzione per soddisfare la domanda: il 20 per cento in più di Polo GTI R5 di quanto inizialmente previsto sarà costruito nel 2020.

“Come è noto, se non si va avanti, si va indietro nel mondo dei motori”, ha dichiarato François-Xavier Demaison, direttore tecnico di Volkswagen Motorsport. “Come tale, è estremamente importante per essere costantemente al lavoro su idee e soluzioni per migliorare le prestazioni e la durata. Grazie alle valutazioni complete che riceviamo dai nostri clienti, abbiamo iniziato a lavorare sugli aggiornamenti per la Polo GTI R5 dallo scorso anno.”

Per rendere possibile tutto ciò, sono stati raccolti e analizzati innumerevoli quantità di feedback ricevuti da team e piloti attualmente in attività con la Polo GTI R5, dal Circolo Polare Artico all’Africa, dal Nord al Sud America fino all’Europa.

A volte ritornano: Max McRae al McRae Rally Challenge

L’ombra del cognome McRae si riavvicina ai rally. Proprio mentre nella serie iridata Harri Rovanpera allena suo figlio Kalle con Tommi Makinen sulla Toyota Yaris WRC Plus a diventare campione e mentre Petter Solberg fa fare apprendistato a suo figlio Oliver con la Volkswagen Polo R5, Max McRae sogna di debuttare nei rally e riportare un cognome indimenticabile nella specialità regina delle corse su strada.

Il giovane rampollo di una delle famiglie più apprezzate del rallismo mondiale, il nipote di Colin, dovrebbe fare il suo debutto rallistico nel McRae Rally Challenge 2020, rally britannico che celebrerà suo zio Colin, vincitore del Campionato del Mondo Rally venticinque anni prima.

Ad ottobre 2020 nella zona di Fife, sul Knockhill Racing Circuit, si terrà una celebrazione speciale. Una di quelle ricorrenze che non si devono dimenticare, visto che tre generazioni di McRae avranno gareggiato per la prima volta nello stesso evento: il giovane Max, suo nonno Jimmy, cinque volte campione britannico, e suo padre Alister, campione britannico 1995. Il quindicenne Max McRae, quest’anno ha vinto la Arise Racing Driver Search in Australia, dove Alister ha vissuto per un certo numero di anni, e quest’anno gareggerà nella Formula 1000 dell’Australia occidentale.

Però, il giovanotto della famiglia McRae si mostra già quasi stufo del circuito, anche se non lo dice chiaramente visto che, comunque, anche in considerazione dell’età, continuerà a fare esperienza per un po’. Dopo aver vinto numerosi titoli di karting, il passaggio di McRae alle monoposto era ormai obbligato se si voleva continuare a farlo correre, ma appunto, il ragazzino ha le idee chiare e tanta voglia di rally.

“Quest’anno ho una grande opportunità con la Formula 1000”, ha dichiarato Max McRae. “Guidare macchine come la Radical in un processo di crescita è stata per me una bella esperienza. Non riesco ancora a credere di aver vinto, a dire il vero. Sono entusiasta della stagione che ci aspetta e della possibilità di fare il passaggio dai kart alle auto da corsa”.

“Allo stesso tempo, non nascondo assolutamente che il rally è per me davvero importante. Ho avuto la possibilità di andare in Galles per guidare alcune delle macchine che mio padre e zio Colin hanno guidato nella loro carriera ed è stato fantastico”. È improbabile che Max verrà mai visto su una Subaru Impreza WRC, oggi ancora sinonimo di Colin, sul circuito di Knockhill alla fine di quest’anno, ma il padre Alister è desideroso che il figlio Max prenda parte al rally.

“Ovviamente non vediamo l’ora che arrivi il McRae Rally Challenge”, ha confermato Alister. “Max avrà 16 anni quando ad ottobre, quindi dovremo vedere cosa è possibile fare. Cercare di capire se riusciamo a farlo correre in una vettura da 1.000 cc. Non lo vogliamo in qualcosa di veloce, non vogliamo dargli la possibilità di mettere in imbarazzo i suoi nonnotti!”, ironizza il papà.

Il McRae Rally Challenge si svolgerà dal 2 al 4 ottobre 2020. Oltre alle tappe sul circuito, ci saranno prove speciali serali ed eventi con le star del mondo dei rally. L’ultimo McRae Rally Challenge ha avuto luogo a Knockhill di nuovo nel 2015, quando ha celebrato i venti anni dalla vittoria del titolo WRC di Colin.

Un piano per portare Oliver Solberg nel WRC da ufficiale

Ormai non vi è dubbio che esiste una strategia chiara e precisa per portate Oliver Solberg nel WRC. Proprio come è stato per Kalle Rovanpera, che fino al 2019 si è allenato per arrivare dove si trova ora, in un team ufficiale, così anche per il figlio del campione del mondo rally, Petter Solberg, si sta predisponendo un piano per il Campionato del Mondo Rally, dove ha già debuttato, al Rally di Gran Bretagna 2019.

Il piano 2020 è quello di fare partecipare Solberg Jr a diverse gare del WRC alla guida della sua Volkswagen Polo GTI R5 (e non solo…), ovviamente solo in fase di apprendistato. Radio Rally, sempre bene informata, vocifera che Oliver dovrebbe disputare da sei a otto gare. Inoltre, è in previsione anche una uscita nell’ERC (forse due). Il tutto in vista di una stagione completa nel WRC 2021 con una R5 e magari un’uscita con una WRC Plus e un ingaggio vero e proprio nel 2022.

Come capita quasi sempre in questi casi, c’è chi si spinge oltre i confini e se nell’estremo occidente europeo c’è chi immagina un ritorno di Subaru nel 2022, nell’Europa Centrale c’è chi è pronto a giurare che Toyota sia interessata al giovanotto, ma solo dopo l’uscita di Ogier, che si spera di trattenere ancora un anno.

Oliver Solberg, ha corso per due anni con Subaru USA e il collegamento al Marchio delle Pleiadi, in realtà, esiste già. Subaru potrebbe proseguire ad un altro livello? Lecito continuare a dubitare, specialmente da quando Subaru è consociata Toyota. Funziona come per Peugeot e Citroen: non si fanno concorrenza tra loro.

Intanto, Oliver Solberg parte da MonteCarlo con la Polo GTI R5. “Sono entusiasta di andare a MonteCarlo. L’obiettivo per questo rally è quello di fare esperienza, e voglio imparare. Non ho esperienza con la macchina sull’asfalto, quindi sarà una buona opportunità”, ha commentato Oliver Solberg. “Ci sarà sicuramente ghiaccio e neve ma anche molto asfalto”.

Un Ciocchetto Event di altissima qualità: Ucci-Ussi, Perico…

Sarà un Ciocchetto Event di altissima qualità e di ricco contenuto sportivo e agonistico quello che andrà in scena i prossimi 20 e 21 dicembre. La lotta per la vittoria si presenta quantomai incerta e i pretendenti promettono battaglia.

Di certo si dovranno fare i conti soprattutto tra le due grandi “star” al via del tradizionale appuntamento in prova speciale pre-natalizio, vale a dire Paolo Andreucci, undici volte campione italiano rally e idolo locale, e Alessandro Perico, pilota-manager bergamasco dal ricco palmares rallystico.

Paolo Andreucci, che dopo il secondo posto nel Campionato Italiano Terra con Rudy Briani a fianco, ritroverà alle note Anna Andreussi, compagna di vita e di tante vittorie e titoli, torna al Ciocchetto Event dopo la vittoria nel Master Top 2017 e la doppia affermazione del 2016, sommate alle altre due affermazioni del 1997 e 1999.

Dunque, sulle sue strade, sarà di certo l’uomo da battere, anche se la sua Peugeot 208 T16 R5 soffre un po’ rispetto alle sue più giovani ed evolute avversarie a quattro ruote. Come la Volkswagen Polo RS R5 con cui si presenta Alessandro Perico, pilota veloce, vincitore assoluto, tra le altre gare, del rally Il Ciocco e Valle del Serchio 2015, e che ha già calcato le speciali del Ciocchetto, qualche anno fa, nel 2008 l’ultima volta, e in precedenza per tre edizioni dal 2001 al 2003. Perico sarà affiancato da Mauro Turati.

Ma non è così scontato che il discorso vittoria sia ristretto ai due “big” sopra citati. Anzi, il Ciocchetto Event si è sempre rivelata gara ricca di sorprese, nella lotta al vertice. Cosi saranno da tenere d’occhio alcuni piloti di spessore e, fatto non trascurabile, profondi conoscitori delle insidie del percorso, mai banale, della gara racchiusa nella Tenuta Il Ciocco, vestita a festa per il periodo natalizio.

E’ il caso del lucchese Rudy Michelini, tra i protagonisti, da varie stagioni, del Campionato Italiano Rally Asfalto e vincitore del “Ciocchetto” 2015, che questa volta avrà a fianco Luca Spinetti, a bordo della Skoda Fabia R5, ma anche del versiliese “Ciava”, con a fianco l’esperto Michele Perna, che si sono dotati per l’occasione di una Volkswagen Polo RS R5. Anche “Ciava” vanta una vittoria al Ciocchetto, nel 2013, ed almeno altre due affermazioni sfuggite, in finali rocamboleschi, per errori veniali ma fatali. Non male, comunque, per un pilota dal buon piede ma che corre, da alcuni anni, solo al Ciocchetto …

Anche Andrea Marcucci, il “patron” del Ciocchetto Event, con il fido Gonnella alle note, riesce a fare buone cose, sulle strade che sono davvero di casa sua, e questa volta ci prova con la Skoda Fabia R5. Da seguire con la massima attenzione saranno anche altre tre Skoda Fabia R5, con al volante lo spezzino Claudio Arzà, con David Castiglioni a dettare le note, presenza fissa nelle ultime edizioni del Ciocchetto, ma che quest’anno affronta, per la prima volta, con una vettura da assoluto, il pilota elbano Andrea Volpi – con Adriani a fianco – anche lui alla sua “prima” su queste strade con una macchina da alta classifica e il forte pilota reggiano Gianluca Tosi, con Del Barba alle note, che si cimenta, per la prima volta al Ciocchetto, e di cui potrebbe rivelarsi la sorpresa…

Senza dimenticare che, nel rally più natalizio che c’è, spesso si affacciano nelle zone altissime della classifica, vetture di prestazioni e potenze inferiori, ma molto ben guidate. E tra questi piloti, uno che si mette in mostra è, molto spesso, l’esperto Pier Verbilli, qui con Lamecchi, con la Renault Clio R3.

Ha vinto il Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici 2019, vincendo, anzi dominando, sei delle sette gare cui ha partecipato. Il giovane talento fiorentino Tommaso Ciuffi, con il fido Nicolò Gonella a dettare le note, non ha voluto mancare al Ciocchetto Event, dove sarà al volante della Peugeot 208 R2B con cui, per i colori ufficiali di Peugeot Sport Italia, ha vinto l’importante titolo. Proprio al Ciocchetto è legato, infatti, un bel ricordo agonistico, per Tommaso: la vittoria assoluta conquistata nel 2017, navigando il suo babbo Paolo, pilota di valore e recordman di vittorie al Ciocchetto.

Al via anche il pilota locale, di Barga, Stefano Martinelli, con Morelli, fedele alla Suzuki Swift con cui, nel 2017, ha vinto il titolo tricolore di categoria R1. Della partita sarà anche il lucchese Luca Panzani, con Pinelli e la Renault New Clio R3, pilota veloce che, nel 2016, ha sfiorato il titolo italiano 2 Ruote Motrici.

Il Monza Rally Circuit ritrova la sua appetibilità

Il Monza Rally Circuit che si corre oggi venerdì 6 fino a domenica 8 dicembre, con l’assenza di Valentino Rossi, sembra aver recuperato appetibilità. I partenti nella classe R5 sono cinquantanove, tra di loro ci sarà il vincitore assoluto del rally monzese. Le vetture di classe WRC 1.6 T, con un trofeo dedicato, sono cinque. Diciotto invece sono le auto storiche iscritte al Monza Rally Show Historic, divise tra quattro raggruppamenti differenti a seconda dell’anno di costruzione. Al Masters’ Show, la sfida finale sul rettilineo dell’Autodromo di Monza, parteciperanno anche quattro WRC del mondiale rally appena concluso.

Il Monza Rally Circuit di quest’anno ha una forte partecipazione di piloti del mondo rally. Hyundai Motorsport schiera tre vetture guidate da equipaggi che hanno corso nel mondiale. Si tratta di Dani Sordo-Carlos Del Barrio, Andreas Mikkelsen-Anders Jaeger e Craig Breen-Martijn Wydaeghe, tutti con i20 R5.

Nella quota di partenti stranieri al Monza Rally Cicuit, troviamo anche l’irlandese Josh McErlean navigato da Keaton Williams su i20 NG: il 20enne è Junior British Rally Champion 2019. Con Ford Fiesta MK2 corre l’inglese Rhys Yates (con Catie Munnings come navigatrice), 27enne con una stagione alle spalle nel WRC 2. Niclas Grönholm-Antti Linnaketo conducono invece una Skoda Fabia, il pilota è figlio d’arte del due volte Campione del Mondo finlandese Marcus Grönholm.

Tra i connazionali, parte con il numero 1 sulla portiera di una Volkswagen Polo il due volte campione italiano Piero Longhi navigato da Gianmaria Santini. Porta in pista una Citroen C3 il tre volte Campione Europeo e Campione Italiano Luca Rossetti, navigato da Eleonora Mori. Su Skoda Fabia, l’equipaggio Damiano De Tommaso-Giorgia Ascalone vincitore 2019 della International Rally Cup.

De Tommaso è anche Campione Italiano rally Junior 2018. Secondo nella IRCup, Alessandro Re (navigato da Fulvio Florean) partecipa al Monza Rally Show con una Polo GTI. Non avrà difficoltà sulla pista di Monza, il Campione Italiano di rally su asfalto e vicecampione italiano rally Andra Crugnola, in coppia con Marco Bergonzi, su Volkswagen Polo. Su i20 NG gareggia il vincitore dell’Abarth Rally Cup, Andrea Nucita (con Mattia Nicastri).

Conducono entrambi una Skoda Fabia, Luca Bottarelli (con Giuseppe Zagami) e la campionessa italiana Rachele Somaschini (con Chiara Lombardi). La coppia, nella vita e nei motori, Andrea Mabellini e Virginia Lenzi guidano invece una Hyundai i20.

Non mancheranno i piloti che si sono formati nelle gare di velocità e su pista. Tra di loro, Raffaele Marciello su Citroen C3, recente campione della FIA GT World Cup a Macao. Marciello, navigato da Alessandro Nolli Brianzi, ha corso in Formula 1, GP2 e F3 ed ora si dedica alle gare Gran Turismo. Marco Bonanomi, salito sul podio della 24 Ore di Le Mans, porta al Monza Rally Show una Skoda Fabia; al suo fianco, Luigi Pirollo.

Il campione di GP2 e ora commentatore di Sky Sport, Davide Valsecchi conduce una Skoda Fabia con l’aiuto della web star Denis Tarantello, per l’occasione navigatore d’eccezione. Ha molto successo sul web anche Luca Salvadori, ex biker di SBK e apprezzato youtuber che corre con il navigatore Alberto Vagaggini.

Tra gli equipaggi che partecipano al Monza Rally Show Historic, si segnalano nel 2° raggruppamento (1972-1975) “Walter Ben”-Patrizia Perosino su Lancia Stratos, nel 3° raggruppamento (1976-1981) l’ex F1 Alessandro Caffi navigato da Michele Caffi su Porsche 911, nel 4° raggruppamento periodo J1 (1982-1985) Lucio Da Zanche-Nicolò Imperio su Porsche 911 Sc/Rs e nel 4° raggruppamento periodo J2 (1986-1990) “Lucky”-Luigi Cazzaro su Lancia Delta

Il Tuscan Rewind assegna il titolo CIR 2019 a Basso-Granai

Un tricolore storico, quello ottenuto da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai alla guida della loro Skoda Fabia R5, non fosse altro perché conquistato al fotofinish, con ben quattro equipaggi che si sono presentati al via dell’ultima gara, il Tuscan Rewind, ancora con la possibilità di vincere il Campionato.

Oltre a Basso al via della bella gara toscana si erano infatti presentati, con ampie possibilità di successo, anche Luca Rossetti, Citroen C3 R5, Andrea Crugnola, VW Polo R5 e Simone Campedelli, Ford Fiesta R5. Un finale straordinario per una serie tricolore 2019 che, comunque, è stata sicuramente la più belle e combattuta degli ultimi anni.

Vince quindi gara e titolo, Giandomenico Basso da Cavaso del Tomba, in coppia con il toscano Lorenzo Granai, due grandi interpreti del rallismo tricolore, che hanno ottenuto il successo con la loro Skoda schierata in maniera del tutto privata da Metior Sport e Loran. Gli altri escono tutti a testa alta consci di avere condotto una stagione straordinario.

Primo fra tutti Andrea Crugnola, VW Polo divisa con Pietro Elia Ometto, il più privato forse tra i pretendenti al titolo. Sempre velocissimo in tutte le gare, subito dal via del campionato il pilota di Varese si è alternato alla guida della Polo, e di una Skoda Fabia R5, entrambe seguite dall’HK Racing.

Con il varesino della VW da sottolineare anche le grandi stagioni di Luca Rossetti, in coppia con Eleonora Mori, partito con l’handicap di portare per la prima volta in gara nel CIR la Citroen C3 R5 ufficiale, che ha comunque lottato fino ad una prova dal termine della gara, quando al comando ed in grado di puntare al titolo, è stato rallentato da una foratura. Foratura che ha allontanato dal vertice e dalla possibile vittoria tricolore anche un altro grande protagonista dell’annata.

Simone Campedelli, in coppia con Tania Canton. Il romagnolo e la Ford preparata ufficialmente dalla M-Sport e portata in gara dalla Orange1 Racing hanno dimostrato comunque di essere pronti per traguardi importanti. La Ford si aggiudica comunque il titolo italiano Costruttori assoluto poiché la situazione di vantaggio rispetto alla concorrente Citroen rimane invariata. Entrambe i piloti di punta infatti risultano fuori dalla zona punti.

Nella festa per il tricolore uno spazio se lo è ricavato Paolo Andreucci, in coppia con Rudy Briani, che con la sua Peugeot 208 R5 è arrivato terzo in gara e primo tra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Terra. Il tricolore Terra vede l’ormai ex campione italiano secondo assoluto, dietro al francese Stephane Consani, già trionfatore della serie, qui sfortunatissimo con un’uscita di strada durante lo shakedown che gli ha impedito di prendere parte alla gara.

Andreucci chiude il Tuscan davanti Giacomo Costenaro, secondo in coppia Justin Bardin su Skoda Fabia R5. Completa il podio del CIRT il veronese Luca Hoelbling insieme a Federico Fiorini al volante della Hyundai i20 R5. Sfortunati protagonisti della gara del Terra sono stati Umberto Scandola (Hyundai i20 R5), autore di una gara perfetta e costretto al ritiro quando era al primo posto assoluto del Tuscan e Nicolò Marchioro, che si ritira nelle prime battute di gara sulla Fabia R5 ma chiude comunque la stagione da terzo del Campionato. Nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici, la vittoria in gara va a Christian Gabbarrini, Subaru Impreza Sti.

Un altro risultato di rilievo a Montalcino lo hanno ottenuto Rentato Travaglia, che chiude quarto assoluto con Luca Gelli sulla Fabia R5 e Tony Cairoli con Anna Tomasi, bravi con altra R5 boema con ottimi tempi riuscendo ad inserirsi tra i primi dieci. Tra i titoli tricolore ancora in palio al Tuscan sono stati assegnati il Campionato Italiano Costruttori alla Ford mentre il tricolore Due Ruote Motrici va alla Peugeot. Nel CIR Due Ruote Motrici, la gara toscana è andata a Davide Nicelli Jr su Peugeot 208 R2, davanti agli equipaggi femminili di Rachele Somaschini, Citroen DS3 R3T e Patrizia Perosino, altra 208 R2.

Fuori dai giochi i campioni italiani Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2 ufficiale per il già ottenuto titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici hanno commesso un piccolo errore hanno preso un muro a metà gara. In scena sugli sterrati del Tuscan anche il duello finale tra le Ford Fiesta R2 dei giovanissimi CIR Junior Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti nello scontro diretto con i campioni italiani junior Marco Pollara insieme a Rosario Siragusano. Nel trofeo firmato da Peugeot la vittoria è andata della gara e del monomarca a Michele Griso con la 208 R2B.

Crugnola in testa alla prima giornata del rally

Il Tuscan Rewind, ultima gara del Campionato Italiano Rally, è iniziato con la speciale San Giovanni d’Asso (2,08 km). Una sola prova speciale quella “televisiva” che ha dato spettacolo e che ha visto terminare al primo posto un velocissimo Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5 divisa con Pietro Ometto realizzando il tempo di 1’22.9. Il pilota varesino ha preceduto due dei suoi principali avversari, Simone Campedelli e Luca Rossetti.

Il romagnolo in coppia con Tania Canton su Ford Fiesta R5 e il pordenonese insieme ad Eleonora Mori con la Citroen C3 hanno chiuso entrambi ad un decimo di secondo da Crugnola. Dietro i primi tre si è piazzato il veronese Umberto Scandola con Guido D’Amore con la Hyundai I20 R5, primo tra i protagonisti del tricolore Terra, seguito dalla Fabia di un bravissimo Robert Consani, fratello del Campione Italiano Terra Stephan, incappato in un’uscita di strada sullo shakedown di questa mattina.

A seguire un’altra Hyundai i20, quella di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari. Scivola dietro il capoclassifica del CIR, Giandomenico Basso con Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 a pari merito con Antonio Cairoli in coppia con Anna Tomasi con una Skoda Fabia R5, a otto decimi dalla vetta. Si inserisce nei primi dieci Edoardo Bresolin con la Skoda Fabia R5. Stesso tempo per due grandi nomi, il toscano Paolo Andreucci con la sua Peugeot 208 R5 e il trentino Renato Travaglia molto veloce con una Fabia R5.

Campedelli leader ad inizio del Day 2 del Tuscan Rewind

Parte subito con il piede giusto Simone Campedelli con la sua Ford Fiesta R5 che fa segnare il miglior tempo in 6’45.2 sulla PS2. Il romagnolo mette diversi secondi tra sé e i diretti avversari per la corsa al titolo e si porta momentaneamente al comando della classifica assoluta di gara. Alle sue spalle la battaglia si fa interessante.

Infatti realizzano lo stesso crono Luca Rossetti e il driver del CIRT Umberto Scandola, entrambi a +3.7’’ da Campedelli su questa speciale. Il friulano sulla Citroen C3 R5 ora si propone al secondo posto assoluto, mentre il terraiolo veronese sulla Hyundai i20 R5 è ora terzo assoluto e nel tentativo di inserirsi tra i big del CIR potrebbe, in questo modo, togliere punti per la corsa allo scudetto.

Scandola è quindi primo nella gara del Campionato Italiano Rally Terra. Quarto tempo al primo passaggio sulla “Pieve a salti” per Giandomenico Basso su Skoda Fabia R5 a +4.3’’, che perde qualche secondo di troppo in un’incertezza ad un bivio su asfalto. Situazione simile anche per Andrea Crugnola su Volkswagen Polo, uno dei quattro alfieri in corsa per il titolo, che invece paga ben 8.5’’ secondi di margine e scivola diverse posizioni indietro anche in classifica generale. Ora è a 8.4’’ complessivi da Campedelli.

Il quinto crono è dell’outsider Renato Travaglia su Skoda Fabia R5 a+5.2” davanti a Paolo Andreucci a +6.6 su Peugeot 208 R5. Il campione in carica uscente è ora secondo per il CIRT, a distanza di 3.7” sull’attuale leader Scandola. Stesso tempo di Andreucci per Alessandro Taddei, sempre tra i più veloci qui al Tuscan al volante della Hyundai i20 R5. Dietro di lui un’altro polveroso, Nicolò Marchioro su Fabia R5 che paga un distacco di 7.6” da Campedelli e 3.9” da Scandola. Marchioro ora è terzo per la gara del Terra.

Completano la top ten assoluta Edoardo Bresolin, con la sua R5 ceca a + 7.7, davanti a Tony Cairoli anche lui su Fabia, che continua ad offrire una prestazione da sottolineare. Il pluricampione mondiale di motocross chiude a +8.1 questa piesse.

Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind
Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind

Nella lunga prova speciale numero 3, “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 1” (27,39 km), prosegue la velocità di Simone Campedelli insieme a Tania Canton con la Fiesta, ancora davanti con due decimi di vantaggio sul primo equipaggio del CIRT Scandola-D’Amore con la Hyundai i20 R5.

In questa prova, partita con cinque minuti di ritardo, Più staccati gli altri protagonisti di cinque secondi netti il trevigiano Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 davanti di quattro decimi ad Andrea Crugnola. Quinto crono per il pordenonese Rossetti con la C3 R5.

Tra i protagonisti del CIRT, in questa prova si segnala l’usicta di strada per Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5 che si ritira, mentre Andrea Dalmazzini che ha lamentato un guasto meccanico è riuscito a ripartire. Fabrizio Bianchi incidente con la Skoda Fabia, nessun problema per equipaggi, arriva anche il ritiro di Boni mentre GIuseppe Messori riscontra un guasto meccanico.

Riscontra problemi già questa mattina Mattia Codato si è ritirato in trasferimento con la Mitsubishi Lancer Evo X, destino simile per Filippo Baldinini altra Mitsubishi per incidente. In questa prova tra i piloti su Peugeot 208 R2 risulta l’incidente di Filippo Epis.

Nel Tricolore Due Ruote Motrici miglior crono di Davide Nicelli Jr ( Peugeot 208 R2) seguito da Rachele Somaschini (Citroen DS3 R3T) e il campione Tommaso Ciuffi (Peugeot 208 R2B). In questa prova numero tre, prosegue la corsa tra le Ford Fiesta R2 del CIR Junior dove è ancora il piacentino Andrea Mazzocchi che rifila altri 18”8 al palermitano Marco Pollara.

La prova numero quattro, “La Sesta” di 7,18 km, vede il tempo ex aequo realizzato da Andrea Crugnola con la Polo e da Luca Rossetti della Citroen. Sempre qui uno dei protgonisti del Terra, Tullio Luigi Versace rimane coinvolto in un incindente senza conseguente per equipaggio con la Skoda Fabia R5.

Situazione a metà giornata di gara

Metà giornata al 10° Tuscan Rewind, tempo incerto, e verdetti finali ancora dubbiosi. Al momento questa è la top ten provvisoria dopo quattro prove speciali disputate:

1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 29’41.4; 2. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 R5) a 4.5; 3. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 8.6; 4. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 11.1; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 13.1; 6. Travaglia-Gelli (Skoda Fabia R5) a 20.9; 7. Andreucci-Briani (Peugeot 208 R5) a 21.9; 8. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) a 22.9; 9. Taddei-Gaspari (Hyundai I20 R5) a 23.1; 10. Cairoli-Tomasi (Skoda Fabia R5) a 30.5.

La situazione provvisoria nel tricolore rally Due Motrici comanda la classifica generale Davide Nicelli Jr. seguito da Tommaso Ciuffi che ha commesso un piccolo errore prendendo un muretto con la sua 208 R2. Terza Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T. Per quanto riguarda i due giovani dello Junior comanda Andrea Mazzocchi con 30” di vantaggio su Marco Pollara che non riesce a trovare il giusto ritmo e il giusto set up a bordo della Ford Fiesta R2.

Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019
Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019

Ovviamente, i colpi di scena di questa decima edizione del Tuscan Rewind, atto decisivo del Tricolore Rally. La lunga prova “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 2″ di 27, 39 km, vede Simone Campedelli incappato in una probabile foratura alla sua Ford FIesta R5 visti i 27”7 persi in questa prova speciale.

Miglior crono qui per un soddisfatto Andrea Crugnola con la VW Polo R5, seguito da vicino dal terraiolo Umberto Scandola, con la Hyundai I20 R5 a soli otto decimi di secondo. Il veronese a soli otto decimi di secondo con questo risultato passa al comando della classifica generale del Tuscan.

Terzo crono nella PS6 per Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 a 3”9. Abbassa di venti secondo il suo tempo Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5. Veloce ancora il toscano Paolo Andreucci con il quinto tempo con la Peugeot 208 davanti al pilota greco Papadimitriou con la Skoda Fabia R5.

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 si aggiudicano “La Sesta” di 7,18 km (e il titolo tricolore di campioni italiani rally 2019) seguiti dalle vetture di Rossetti, Citroen e Scandola, Hyundai. Distacchi minimi tra i protagonisti del Tuscan con Rossetti che ha terminato la prova ad un solo decimo di secondo da Basso, e  portandosi cosi al top della classifica assoluta. Terzo il “terraiolo” Scandola con la Hyundai in questa prova.

Soffre qualcosa Andrea Crugnola con la sua Polo in questa prova terminando dietro alla Ford di Simone Campedelli e alla Peugeot Paolo Andreucci. Il toscano commette qualche piccolo errore di guida, ma è ancora li. Cairoli si lamenta di aver perso tempo sulla prova precedente anche se il suo feeling con la SKoda è aumenta sempre di più. Bene anche il siciliano Alessio Profeta altra vettura boema tra i piloti del CIR Assoluto qui per fare soprattutto esperienza sui fondi sterrati.

Tra le altre belle sfide, nello Junior tra le Fiesta R2, bis di Pollara-Siragusano contro la coppia Mazzocchi-Gallotti. Mentre tra i partecipanti al Tricolore Due Ruote Motrici rimane in testa Davide Nicelli Jr. , davanti ai due equipaggi femminili Somaschini-Lombardi e Perosino-Verzoletto, su Peugeot 208 R2. Nel monomarca firmato Peugeot il comando è sempre nelle mani di Michele Griso in coppia con Lucato.

Giro dei Monti Savonesi : cronaca di una gara di successo

Tra l’entusiasmo e lo stupore degli abitanti di Albenga, che da tempo non vedevano auto da corsa nelle vie del centro storico della loro cittadina, ha preso il via regolarmente alle 15:31 da Largo Doria la prima edizione del “Giro dei Monti Savonesi Storico”, organizzato dalla Asd Sport Infinity.

Prima delle 54 vetture ammesse alla partenza, la Bmw M3 dell’imprenditore locale Gabriele Noberasco, colui che è stato il principale promotore di questo nuovo rally che ha risvegliato la passione di parecchi praticanti ed addetti ai lavori del settore motoristico ligure. Con il numero 12 sulle fiancate ha, invece, preso il via l’imprenditore televisivo genovese Maurizio Rossi, al volante di un’ammirata Alfa Romeo Alfetta Gtv 2.5, la stessa con cui vinse il Trofeo Italia Nord nel 1985, con livrea identica a quella di tale stagione.

Qualche minuto prima della partenza si è registrato un momento di grande solidarietà. Il concorrente locale Mauro Moreno, in gara con il numero 44 e da anni sostenitore della Lega Italiana Fibrosi Cistica, ha consegnato a Rachele Somaschini, la pilota testimonial nei rally italiani di tale Onlus, una propria personale donazione.

Contestualmente, il Sindaco di Albenga il Riccardo Tomatis, contento per “essere ripartiti con le stesse vetture con cui si era chiusa la precedente serie della gara”, ha soffermato la propria attenzione sulle Vittime della strada, di cui domani ricorre la giornata mondiale del ricordo, coinvolgendo anche i piloti partecipanti al rally per ribadire che, proprio come fanno loro, si corre solo quando si è in piena sicurezza.

Stasera, pochi minuti prima delle ore 19, stop alla prima frazione del “Giro dei Monti Savonesi Storico”, dopo lo svolgimento delle prime due prove speciali della gara, entrambe su “Caso” (km 10,05): un gustoso aperitivo al Frantoio Sommariva concluderà la prima delle due giornate su cui è articolato il rally. Domattina, ripartenza alle ore 07:00, sempre da Largo Doria, con gli equipaggi in ordine di classifica.

Previste altre cinque prove speciali, alternate sui tratti denominati “Scravaion” (km 10,16) e “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), nei pressi del Comune di Massimino, dove sono previsti due riordini, durante i quali l’Amministrazione comunale offrirà ai partecipanti prima la colazione e poi il pranzo. Arrivo finale, sempre in Largo Doria, alle 15:41.

Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi
Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi

Subito Manuel Villa al Giro dei Monti Savonesi

E’ del locale Manuel Villa il primo “assolo” in prova speciale al rally “Giro dei Monti Savonesi Storico”. In gara con una Bmw M3 e con il toscano Daniele Michi alle note, il vincitore dell’ultima edizione (2003) della precedente serie della gara si è imposto nel primo passaggio su “Caso” (km 10,05) con il tempo di 7’00”5 precedendo di 1”7 lo “zio” Gabriele Noberasco, in lizza con una vettura analoga ed in coppia con il fido Fulvio Gangi.

Terza piazza, a 7”9, per l’ammirata Lancia Stratos di Mauro Sipsz e Monica Bregoli che hanno preceduto di 1”1 la Lancia Delta Integrale 16v del locale Renzo Grossi, in gara con la figlia Alice. Quinta piazza, a 10”2 dal leader provvisorio, per Sergio Mano e Flavio Alvano e la loro Toyota Celica St 165. Dal sesto al decimo posto, nell’ordine, sono giunti Politano – Santi (Lancia Delta Integrale 16V) a 19”7, i locali Vigo – Canobbio (Peugeot 309 Gti 16V) a 25”0’, i savonesi Amerio – Piovano (Volkswagen Golf Gti) a 30”0, i sanremesi Pagella – Brea (Porsche 911 Rs) a 31”3 e Acconciaioco – Moncada (Porsche 911 Rs).

In ritardo, per la rottura di un semiasse, gli attesi Bigazzi – Campanella (Ford Sierra Cosworth 4×4), solo quattordicesimi, mentre hanno già conosciuto, tra gli altri, l’amarezza del ritiro le Fiat 127 dei locali Rossi – Banaudi, per la rottura nel semiasse, e dei genovesi Demarco – Zambelli, ko per un tubo dell’olio tranciato.

Manuel Villa ha “firmato” anche il secondo passaggio sulla ps “Caso” (km 10,05) con il tempo di 7’10”9 precedendo Sipsz di 5”8, Mano di 7”1, Grossi di 9”2 e lo zio Gabriele Noberasco di 11”4. La prima frazione si chiude, così, con l’ingauno Manuel Villa in testa con 13”1 di vantaggio su Noberasco e 13”7 su Sipsz con Mano quarto a 17”3 e Grossi in quinta posizione a 18”2.

L’ultima giornata col coltello tra i denti

E’ ripreso alle ore 07:00 il rally “Giro dei Monti Savonesi Storico”. Sono ripartiti da Largo Doria i 41 equipaggi che hanno regolarmente concluso ieri la prima frazione più altri 7 che, a fronte del ritiro patito ieri in gara, hanno sfruttato l’opportunità del “super rally” per riprendere la corsa: tra questi, i sanremesi Pagella – Brea (Porsche 911Rs) ed i savonesi De Micheli – Belerio (Vw Golf Gti) e Rossi – Banaudi (Fiat 127). Prosegue la sua gara anche Mauro Moreno (Fiat 127) che ieri, prima della partenza, è stato protagonista di un bel gesto di solidarietà a favore della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.

Il rally torna a regalare emozioni e sorprese. Il fondo stradale bagnato del primo passaggio sulla prova speciale dello “Scravaion” (km 10,16) ha portato alla ribalta le vetture a quattro ruote motrici consegnando il successo alla Lancia Delta Integrale 16v di Renzo Grossi e di sua figlia Alice che, con uno scratch di 7’22”2, ha preceduto di 6”1 la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano e Flavio Alvano, terza la Lancia Stratos di Mauro Sipsz, a 11”3, che ha chiuso davanti alle Bmw M3 di Gabriele Noberasco – Fulvio Gangi e dei leader Manuel Villa – Daniele Michi, staccati rispettivamente di 14”4 e 15”9. In classifica provvisoria, Manuel Villa conserva la leadership ma ora è incalzato a 2”3 da Grossi con Mano salito in terza posizione a 7”5, Sipsz quarto a 9”1 e Gabriele Noberasco quinto a 11”6.

Sorprese anche dal primo passaggio sulla ps “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), imbiancata dalla neve caduta nella notte che ha preceduto la gara e che è stata prontamente rimossa dai componenti del gruppo allestimento della prova con l’aiuto del Sindaco di Massimino. Sui “Giovetti” la migliore prestazione scratch l’ha messa a segno la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, che chiude con 9’28”2 e precede di 17”7 la Lancia Delta Integrale 16v di Renzo Grossi, con Villa terzo a 27”4 davanti alla Lancia Delta Integrale 16v di Stefano Politano – Luca Santi e la sorprendente Peugeot 309 Gti 16V di Massimo Sicca – Valentina Briano, staccati rispettivamente di 37”5 e 44”9. Si è fermata in prova la Lancia Stratos di Mauro Sipsz. Rivoluzione in graduatoria provvisoria, dove, dopo le prime quattro prove speciali, Sergio Mano è passato in testa e conduce davanti a Grossi, Villa, Noberasco e Politano, che seguono con un distacco, rispettivamente, di  12”5, 19”9, 55”8 e 1’42”4.

Dopo il ritiro della Lancia Stratos di Mauro Sipsz, per una lieve toccata, dell’Alfa Romeo Alfetta Gtv 2.5 di Maurizio Rossi, per noie al cambio, e della Bmw M3 di Manuel Villa, per problemi meccanici, i concorrenti del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” hanno affrontato la terza prova speciale della giornata, la quinta dell’intera gara. Il secondo passaggio sullo “Scravaion” (km 10,16) ha visto il successo della Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, primo in 7’08”5, nella cui scia sono giunti, nell’ordine, Gabriele Noberasco (Bmw M3) a 3”1 e Renzo Grossi (Lancia Delta Integrale 16v) a 7”2; quarta piazza per la Peugeot 309 Gti 16V dei locali Vigo – Canobbio, a 25”5, e quinta per la Lancia Delta Integrale 16v di Giovanni Balbis – “Leon”, staccati di 27”3.

Sergio Mano consolida così la propria leadership nella graduatoria provvisoria, dove ora, a due prove speciali dalla conclusione della gara, conduce con un vantaggio di 19”7 sul locale Renzo Grossi; terzo, ad 1’08”9 di ritardo, è Gabriele Noberasco, che precede Vigo e la Lancia Delta Integrale 16v di Politano – Santi, staccati rispettivamente di 2’11”0 e 2’25”0. Mano è anche leader del 4° Raggruppamento, nel 3° guidano i savonesi Roberto Amerio – Enrico Piovano (Vw Golf Gti), sesta forza della gara, il 2° vede il vantaggio di Mirko Acconciaioco – Antonello Moncada (Porsche 911 Rs), ottavi assoluti, ed il 1° è comandato dall’ammirata Porsche 911 S di Antonio Parisi – Giuseppe D’Angelo, dodicesimi assoluti. Sono ancora in gara 38 equipaggi.

Il secondo passaggio sulla ps “Il bosco di Babbo Natale” (km 11,32), sesta e penultima ps del rally, vede ancora prevalere la Toyota Celica St 165 di Sergio Mano, che segna uno scratch di 8’52”0 e precede Gabriele Noberasco (Bmw M3) di 14”8, la Delta Integrale 16v di Politano, a 15”2, Vigo (Peugeot 309 Gti) a 17”1 e Renzo Grossi (Delta Integrale 16v) a 19”2. Ad una prova dal termine, quindi, Sergio Mano sempre saldamente al comando con 38”9 su Renzo Grossi e 1’23”7 su Gabriele Noberasco.              

Il terzo passaggio sullo “Scravaion” (km 10,16), settima ed ultima prova speciale del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” ha confermato il ritorno di Gabriele Noberasco che, al volante della sua Bmw M3, ha vinto la ps in 7’10”2 regolando Renzo Grossi (Lancia Delta Integrale 16v) e Sergio Mano (Toyota Celica St 165), rispettivamente, di 3”4 e 10”7. Quarta e quinta posizione per la Peugeot 309 Gti 16V di Paolo Vigo, a 11”, e per la Lancia Delta Integrale 16v di Giovanni Balbis, staccato di 18”5.

L’epilogo della settima prova speciale ha, di fatto, sancito il successo nella 1^ edizione del rally “Giro dei Monti Savonesi Storico” della Toyota Celica St 165 di Sergio Mano e Flavio Aivano, che hanno totalizzato un tempo totale di 54’46”6. Alle loro spalle, a 31”, la Lancia Delta Integrale 16v dei locali Renzo e Alice Grossi e la Bmw M3 di Gabriele Noberasco e Fulvio Gangi, con un ritardo di 1’13”0. Il quarto ed il quinto posto della graduatoria assoluta finale sono stati conquistati, rispettivamente, da Paolo Vigo – Matteo Canobbio  (Peugeot 309 Gti 16v) e da Stefano Politano – Luca Santi (Lancia Delta Integrale 16v), che hanno chiuso a 2’28”4 e a 2’49”9 dai vincitori. Sono uscite dall’ultima prova speciale 36 vetture.


Corrado Pinzano sbroglia il Gomitolo di Lana

Corrado Pinzano per far sua la decima edizione della Ronde Gomitolo di Lana ha dovuto combattere innanzi tutto contro l’influenza che lo ha debilitato nei giorni di gara. Affiancato da Mario Cerutti, il pilota biellese della New Driver’s Team ha fatto appello a tutta l’adrenalina che aveva in corpo per vincere tre delle quattro prove speciali e riuscire a superare con la sua Volkswagen Polo R5 i cuneesi Alessandro Gino-Marco Ravera, che hanno pagato la minor conoscenza del percorso, essendo alla loro prima esperienza sulla speciale di Curino e una maggior rigidità della loro Ford Fiesta WRC, che non si è espressa al massimo specie nel primo passaggio sull’asfalto umido del mattino.

L’equipaggio cuneese ha migliorato di prova in prova al Gomitolo di Lana e quando le condizioni del fondo sono leggermente migliorate si è saldamente piazzato alle spalle del battistrada approfittando anche di una foratura occorsa nel corso del terzo passaggio al valdostano Elwis Chentre, affiancato da Andrea Canepa sulla Skoda Fabia R5. Quasi quattro minuti persi e addio ai sogni di gloria per il pilota valdostano precipitato dalla seconda alla quindicesima posizione.

Terzo gradino della gara biellese del podio per Mattia Pizio-Monica Rubinelli, Skoda Fabia, regolari nelle prestazioni che hanno permesso loro di portare a casa un risultato di prestigio dopo il beffardo ritiro del Rally Lana di Luglio. Il giovane pilota ossolano le ha tentate tutte per conquistare la medaglia d’argento e, nonostante il miglior tempo nell’ultimo tratto cronometrato ha “dovuto” accontentarsi della terza piazza.

A ridosso del podio chiude un ottimo Sergio Bruni, affiancato da Massimiliano Rolando, autore di una buona prestazione, considerando che era la prima volta che usava la Skoda Fabia per di più su un fondo umido ed insidioso in particolare nella prima speciale del mattino. Il giovane pilota ossolano è riuscito, con tempi di assoluto rilievo, a tenere dietro il più esperto Ilario Bondioni in coppia con Sofia D’Ambrosio quinti con la loro Skoda Fabia R5.

Il portacolori della New Turbomark ha approfittato dell’occasione per effettuare test in vista della prossima stagione ed infatti i tempi, molto diversi in ogni passaggio, ne sono la testimonianza. Simone Fornara-Enrico Brovelli, Volkswagen Polo R5, hanno chiuso la sestina dei migliori in una gara caratterizzata dal netto predomino delle vetture di Classe R5 (undici alla partenza) che hanno occupato tutti i primi otto posti della classifica assoluta, con la sola inclusione della Fiesta WRC di Gino-Ravera, la vettura sulla carta più potente del lotto.

Alle spalle delle inavvicinabili Skoda R5 – settimi Boetto-Mantovani, ottavi Tavelli-Gatto – in nona posizione ha chiuso il re dell’autocross Michele Andolina affiancato da Leo Moro, assoluto dominatore della Classe S2000 con la sua Peugeot 207.
A chiudere la Top Ten Diego Martinelli-Ermes Bagolin, che pur avendo privilegiato lo spettacolo con grandi traversi e freni a mano hanno portato in decima posizione assoluta la loro datata Opel Astra GSI, conquistando pure il titolo di più veloci fra le Due Ruote Motrici.

Da segnalare la prova di Jordan Brocchi, con Paolo Garavaglia sul sedile di destra, che ha dato spettacolo con la Nissan 350-Z, unica vettura a trazione posteriore, al via del Gomitolo di Lana cosciente di non poter ambire ad una posizione di prestigio nella classifica assoluta (36° alla fine), ma sicuramente il più applaudito sulle prove speciali. Trentaquattresimo si è classificato il padre di Corrado Pinzano, Diego, su Fiesta R2B con Marco Zegna al suo fianco, tornato alle gare dopo diciotto anni di inattività.

Poca fortuna per Andrea Vineis-Alessio Rodi, costretti al ritiro a metà gara per imperfette condizioni fisiche del pilota quando erano tredicesimi assoluti e i migliori fra le vetture Due Ruote Motrici con la loro Renault Clio S1600. Alla gara hanno preso parte 79 equipaggi, 63 dei quali hanno concluso il rally.

La decima edizione del Rally Gomitolo di Lana è stata caratterizzata da condizione climatiche estremamente favorevoli, considerando la stagione novembrina, con temperatura bassa e umidità nel primo passaggio sulla prova di Curino, che è andata asciugandosi, senza però pulirsi, nel corso della giornata per l’arrivo del sole. La prova finale è stata disputata dagli equipaggi alla luce dei fari, prima di tornare in Piazza Martiri della Libertà, salotto buono di Biella, per il gran finale con premiazione in pedana. Soddisfazione in casa New Turbomark che anche questa volta conferma l’ottimo feeling con Biella e i suoi piloti.

Trofeo Aci Como a Re e finale nazionale a Pinzano

Il 38° Rally ACI Como si è confermato uno straordinario palcoscenico e uno degli appuntamenti rallistici dell’anno più importanti a livello nazionale con un record di partecipazioni e soprattutto dovuto alla grande Finale Nazionale ACI Sport Italia Rally Cup. A vincere tra i finalisti è stato Corrado Pinzano che nell’assoluta del Rally ACI Como è giunto secondo alle spalle di Alessandro Re e Mauro Turati non iscritto alla finale.

Secondo nella classifica di coppa si sono piazzati Elwis Chentre ed Elena Giovenale. L’equipaggio finalista, al debutto con la Volkswagen Polo R5, ha realizzato ottimi tempi, vincendo anche delle prove, ma di fatto non è riuscito a balzare al comando ed aggiudicarsi la coppa. Tra gli altri finalisti alla Rally Cup si sono saputi mettere in evidenza il reggiano Antonio Rusce, proveniente da un’ottima stagione nel CIRA e vincitore nella Zona 5 sulla Fabia di HK Racing insieme a Sauro Farnocchia, nel rally di Como terzo assoluto tra i finalisti.

Grande prestazione per il varesotto Riccardo Pederzani, che sorride per il primato ottenuto nella classe Under 25 affiancato da Gabriele Zanni con la Skoda Fabia R5. Soddisfazione anche per il lucchese Luca Pierotti Manuela Milli con un’altra Fabia R5, per il parmense Roberto Vescovi primo nella classe 1600 e, per il giovane elvetico Kim Daldini si presenta a Como che si conferma nella R3T con la sua Clio RS oltre per il veronese Federico Bottoni primo nella classe R3C.

Sfortuna invece per il bresciano Luca Bottarelli, navigato da Walter Pasini con la Skoda Fabia R5 che si era messo in evidenza nella prima fase della gara lariana ma poi è stato costretto a ritirarsi in seguito a una foratura. Sfortuna sul finale anche per il trentino plurititolato della Salita Christian Merli con la campionessa CIWRC Anna Tomasi che dopo una bella gara si sono girati con la Skoda Fabia R5 perdendo posizioni.

La gara di Como ha poi raccontato tante altre storie di altri protagonisti locali come Felice Re, Marco Roncoroni e Marco Silva entrambi su Skoda Fabia R5 e Paolo Porro, al debutto su i20 R5. Nella neonata Supercoppa WRC Italia la vittoria è andata al pilota di casa Kevin Gilardoni insieme a Corrado Bonato su Hyundai I20 Wrc, dopo aver lottato con l’altro lariano Corrado Fontana e Nicola Arena, sempre su I20 WRC. ma vediamo come è andata nei dettagli la gara.

Re Junior e Fontana aprono le danze

Lo spettacolo del 38° Trofeo ACI Como era ufficialmente iniziato da Piazza Cavour. Due le prove speciali disputate, la “Pian del Tivano” di 7,50 km e “Bellaggio” di 11, 25 km, che hanno emesso i primi verdetti di questa prima giornata. Comanda la classifica assoluta tra i 197 equipaggi verificati, il pilota di casa Alessandro Re insieme a Mauro Turati con la Volkswagen Polo R5. Re Junior ha preceduto con un vantaggio di 4’’1 il papà Felice, autore dello scratch sulla prima prova, sempre insieme a Mara Bariana su Skoda Fabia R5.

Primo tra i finalisti della Rally Cup, evento clou del weekend comasco, è Luca Bottarelli. Ottimo avvio per il giovane bresciano navigato da Walter Pasini con la Skoda Fabia R5 della HK Racing, alla sua prima volta sulle difficili strade lariane.

I finalisti sono stati protagonisti assoluti di questa prima giornata della 38^ edizione del Rally di Como occupando sette posizioni della top ten assoluta. Dietro a Bottarelli, infatti, a due secondi e mezzo, si piazza il biellese Corrado Pinzano insieme a Patrick Bernardi altra VW Polo R5 della PA Racing. A seguire il varesino Andrea Spataro con Gabriele Falzone, su Fabia R5 che si impone sull’aostano Elwis Chentre con Elena Giovenale con l’altra Polo R5 con i colori di PA Racing.

A seguire il sipontino Giuseppe Bergantino con la sua Skoda Fabia R5 e il pilota del CIR Asfalto Antonio Rusce con Sauro Farnocchia altra vettura boema della HK Racing. Nella top ten assoluta si inserisce l’esperto pilota locale Marco Silva che precede il pilota di Schio Efrem Bianco navigato da Dino Lamonato, altro interprete atteso tra i finalisti dell’ACI Sport Rally CUP, entrambi su Skoda Fabia R5.

Nella Supercoppa WRC Italia una prova la vince Corrado Fontana e una Kevin Gilardoni. I due con la Hyundai I20 Wrc sono separati da soli otto decimi di secondo con Fontana davanti. Terzo Mirko Paccagnella con la Ford Focus Wrc. Il doppio loop inizierà alle 9.30 con la PS Grandola “Pirelli” (5,20 km | PS4 ore 9.30 – PS7 ore 14.01) seguita dalla Corrido “Michelin” (13,70 km | PS5 ore 9.54 – PS8 ore 14.25) a chiudere la Alpe Grande “Fox Town” (8,86 km | PS6 ore 11.11 – PS9 ore 15.42). I due giri verranno intervallati dal classico riordino e assistenza di Porlezza dalle ore 12.00 alle 13.37. L’arrivo finale è previsto, sempre in piazza Cavour a Como, a partire dalle ore 17.01.

Alessandro Re al Trofeo Aci Como
Alessandro Re al Trofeo Aci Como

Gilardoni e Chentre inaugurano il Day 2 di Como

Sulla PS4 che ha aperto la seconda giornata del Rally di Como, nella Supercoppa WRC Italia miglior tempo qui di Gilardoni-Bonato, prova di casa per KEvin con 2”2 di vantaggio su Fontana-Arena, Hyundai I20 Wrc. Terzo crono qui per Puricelli-Pozzi (Citroen DS3Wrc), seguito da Paccagnella-Mometti e Fontana L.-Agnese (Hyundai i20 Wrc).

Tutti vicini i finalisti della Rally Cup ma in questa prova sono Elwis Chentre ed Elena Giovenale i piu veloci con la VW Polo R5. Secondo tempo in questa prova per Luca Bottarelli che sbaglia nei primi due tornanti con la sua Skoda Fabia R5 a 1”7.Terzo crono quindi per il biellese Corrado Pinzano con la VW Polo R5, che paga forse una scelta di gomme conservativa.

Non contento troppo Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5, quarto assoluto. Alessandro Re (VW Polo R5) è quinto ma si mantiene al top della classifica assoluta del rally comasco seguito dal padre Felice (Skoda Fabia) e da Giuseppe Bergantino (Skoda Fabia R5). Si ferma Andrea Spataro con Gabriele Falzone (Skoda Fabia R5), che tocca e si ferma senza conseguenze per l’equipaggio.

Tra i ritiri dei finalisti purtroppo quello del friulano Alessandro Beltramini, sempre Peugeot 106 e quello di Matteo Marignan (peugeot 106 N2) e di Andrea Rotondo (Mitisubishi Evo IX) per motivi di salute. Nella lotta di classe bene nella S1600 per il parmense Roberto Vescovi con la Renault Clio, mentre è il veronese Federico Bottoni tra R3C davanti.

Purtroppo arriva il ritiro di Vincenza Allotta e Loredana Ordile, in lotta tra le ladies e nella classe e R2B. La palermitana ha riscontrato noie all’idroguida della sua Renault Twingo R2B. Proprio tra le R2B è davtni il driver di Maranello Sandro Schenetti in lotta con il trentino del CIWRC Fabio Farina entrambi su Peugeot 208.

Corrado Pinzano (VW Polo R5) segna il miglior tempo sulla PS5 davanti a Chentre e Rusce ma la prova viene sospesa e percorsa in trasferimento per una toccata dell’equipaggio numero 5 composto da Efrem Bianco e Dino Lamonato alla postazione 34. Nessun problema per equipaggio ma la Skoda Fabia R5 del pilota di Schio intralcia il percorso ed ha bloccato la prova.

Foratura per Bottarelli-Pasini (Skoda Fabia R5) all’anteriore sinistra perdendo 23”. Nella Supercoppa WRC Italia segna il bis Gilardoni-Bonato (HYundai I20 Wrc) che rifila altri 7”7 alla 02′ WRC di Fontana-Arena. Sulla PS6 si registra l’uscita di strada di Bottarelli (Skoda), mentre Pinzano (VW) e Rusce (Skoda) stesso tempo.

Il più veloce è Alex Re con la Polo R5, davanti alla Skoda Fabia di papà Re. Tra i finalisti della ACI Sport Rally Cup, Pinzano-Bernardi (VW Polo R5) e Rusce-Farnocchia (Skoda Fabia R5) realizzano il medesimo tempo, mentre perde dieci secondi qui Elwis Chentre (VW Polo R5) Luca Bottarelli esce di strada con la Skoda Fabia R5 .Efrem Bianco invece ha staccato due ruote alla sua Skoda Fabia. Bene la gara di Giuseppe Bergantino con un’altra Fabia alle spalle dei primi due avversari in classe R5 a 1”2. E’ ancora Gilardoni (Hyundai I20 Wrc) che aumenta ancora il vantaggio nei confronti di Fontana (Hyundai i20 Wrc) a 9”7.

Sulla prova speciale numero 7, tra le WRC Kevin Gilardoni dimostra di conoscere bene la breve speciale che termina nella frazione di Gottro. La sua Hyundai i20 n.302 ottiene il miglior tempo in prova precedendo nuovamente Corrado Fontana e restando così al comando della generale WRC di 13”.

Nella gara comasca tra le R5, il valdostano Chentre rifila 1”5 ad Alex Re, entrambi su Polo. Chentre al momento è quarto della classifica assoluta ma è a 7”5 da Pinzano nela classifica riservata all FInale. Terzo in questa prova è proprio il biellese Pinzano, che cerca di amministrare mantenendo un giusto ritmo senza commettere errori in ottica di Finale con la sua Polo.

Quarto crono per Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5, seguito a sua volta dalle vetture R5 di Felice Re Marco Silva e MArco Roncoroni tutti su Fabia R5. Il comasco Porro (Hyundai), i finalisti Patrick Gagliasso (VW Polo) e Giuseppe Bergantino (Skoda Fabia) chiudono la top ten di questa settima prova.

La prova speciale piu’ lunga della gara si disputa in Val Cavargna vede tra le WRC Corrado Fontana, Hyundai i20 Wrc-team HMI su Gilardoni. Nell’assoluta, la prova la vince Alex Re insieme a Mauro Turati con la VW Polo R5. Qui tra i finalisti è nuovamente il biellese Pinzano il piu’ veloce e precede Chentre; Rusce chiude a 13”5.

Quinto crono per Felice Re, seguito da Paolo Porro e un’ottimo Christian Merli, settimo assoluto con la sua Skoda Fabia R5. Segnalate ferme le vetture di Giuseppe Bergantino e quella di Pierluigi Della Maggiora, entrambi su Skoda Fabia R5 ed entrambi finalisti. La causa è di tipo meccanico. Ritiro di Stefano Callegaro con la S2000 con Peugeot 207 tra la settima e l’ottava speciale.

Alla fine, con uno spunto eccezionale, Alessandro Re conferma che in casa sua vince lui, ma tra i finalisti della Italia Rally Cup, come la chiamano oggi (la bellissima Coppa Italia che fu), il successo va a Corrado Pinzano, autore di una stagione in crescendo che lo ha visto protagonista con la Skoda Fabia e vincitore con la Volkswagen Polo.

Avvincente appuntamento anche quello che ha visto la “finale” della Suzuki Rally Cup andato in scena sulle difficili strade lariane. La sfida tra le diciotto Swift R1 ha visto riunirsi in un ultimo confronto con i cronometri e gli altri trofeisti, quelli che hanno disputato la stagione nel “Girone CIR” e quelli che hanno animato il “Girone WRC”, a designare il Campione dei Campioni.

Rally Aci Como finale della Suzuki Rally Cup: vince Rivia

A vincere su tutti tra gli equipaggi a bordo dei modelli sportivi Swift 1.6 Sport R1, Swift 1.0 Boosterjet R1 oppure Racing Start e Baleno 1.0 Boosterjet, sono stati Simone Rivia e Martina Musiati che chiudono dopo le otto prove speciali con il tempo complessivo di 59’42.7. Alle spalle del parmense si piazzano Simone Goldoni e Flavio Garella con un distacco di 16.70. Terzi assoluti l’aostano Corrado Peloso e Paolo Carrucciu.

Dietro il podio del trofeo di Suzuki Italia si piazza quarto Nicola Schileo e Nicola Furnari. Soddisfatto anche il toscano Stefano Martinelli navigato da Emanuele Dinelli che occupa il quinto posto assoluto. Trasferta comasca sfortunata per il giovane Andrea Scalzotto che è stato costretto a ritirarsi proprio ad inizio seconda giornata di gara.