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Rally del Vermentino, non applicabile distanziamento sociale

Al Rally del Vermentino non è applicabile il distanziamento sociale e quindi viene annullato. Il rally è amicizia e passione. Impensabile fare il contrario. Questa è la sintesi del motivo che ha costretto gli organizzatori sardi ad annullare l’edizione 2020 della competizione isolana e passare direttamente al 2021.

Il Rally del Vermentino è nato 18 anni fa per pura passione e dal quel lontano 2002 è la passione il motore che ha alimentato la nostra manifestazione. Era così in passato, è così adesso e sarà cosi sempre: questa è la premessa di presidente e staff di Rassinaby Racing nel dare la notizia che l’edizione 2020 della manifestazione – che segnava il ritorno alla titolarità – molto attesa da pubblico e addetti ai lavori, non si terrà.

“La pandemia del Covid-19 ha stravolto i nostri piani così come quelli di tutti gli altri sport a livello mondiale”, spiegano. “Qualcuno è ripartito, altri attendono protocolli sanitari per poterlo fare e norme stringenti e costose da far rispettare per mantenere il distanziamento sociale. Al Vermentino questi modelli non sono purtroppo applicabili. È per questo motivo che abbiamo chiesto la congelazione della titolarità per il 2021. Ringraziamo la federazione, che ha sempre dimostrato di sostenerci, e l’appuntamento è solo rimandato – aggiungono gli organizzatori -. Il Vermentino è condivisione, amicizia, festa, passione”.

“Il Vermentino è anche valorizzazione del territorio, è valorizzazione di tradizioni sociali, culinarie e vitivinicole. Il Vermentino è pubblico, persone, tifosi e curiosi. Il Vermentino è l’ospitalità Berchiddese, è la vista su Tavolara di Loiri-Porto San Paolo, è la movida di Olbia, è l’accoglienza di Telti. Per noi non è semplice business, non è un lavoro. Noi lo facciamo per passione.

Rallyday Vermentino: Stefano Guerra si impone su Francesco Marrone

La prima giornata del Rallyday Vermentino si chiude con la vittoria della PSP Berchidda 1 da parte di Francesco Marrone e Francesco Fresu, che con la loro Peugeot 208 T16  R5 del Team Autoservice Sport. Segue a 1.2 il duo Siddi-Corda su Skoda Fabia R5. A completare il podio l’equipaggio sanmarinese composto da Stefano Guerra e Silvio Stefanelli su Ford Fiesta R5. Quarto posto per l’ultima delle R5 con l’equipaggio composto da Giancarlo Pusceddu e Paolo Cottu su Skoda Fabia R5.

Nel Gruppo N duello tra i fratelli Marrone con Fabrizio, navigato da Massimiliano Frau, che precede Stefano navigato da Stefano Pudda di soli 0.7 secondi. A seguire Andrea Carta e Davide Pitturru su Mitsubishi Lancer Evo X a 1.8 secondi. Domenica 31 marzo, sveglia all’alba per gli equipaggi partecipanti al Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2019. Alle 7 con l’apertura del riordino è cominciato il day 2 della gara berchiddese. Ben 7 le PS da disputare. Tre passaggi a Monte Olia, due passaggi a Telti e due a Taroni.

Tutti rincorrono Marrone-Fresu, che il giorno prima si sono aggiudicati la PSP di Berchidda mettendo dietro Siddi-Corda, Guerra-Stefanelli e Pusceddu-Cottu. Grande lotta anche per il gruppo N, con Fabrizio Marrone e Massimiliano Frau davanti a tutti. Stefano Guerra e Silvio Stefanelli su Ford Fiesta Rd del Team Movisport si aggiudicano il “Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2019”. L’equipaggio sanmarinese precede il duo Marrone-Fresu su Peugeot 208 T16 del Team Autoservice Sport di 26.5 secondi. Chiudono il podio Siddi-Corda su Skoda Fabia R5 a 38.7 secondi.

Nel Gruppo N trionfano Mannu-Tendas su Renault Clio RS sull’equipaggio Vallino-Vitali con Opel Astra. Terzi Uscidda-Pau su Opel Astra OPC. Si aggiudica il “Memorial Lorenzo Fresu”, destinato all’equipaggio più spettacolare, la coppia composta da Ugo Valdarchi e Maria Elena Valdarchi su Seat Ibiza per il meraviglioso salto nella PSP di Berchidda.

“Una gara difficile, molto bella – ha detto Stefano Guerra –.  Ringrazio tutto il paese di Berchidda per il calore, mi porta fortuna. Due anni fa avevamo fatto una bella gara in Gruppo N e quest’anno ci siamo tolti la soddisfazione della vittoria assoluta. Monte Olia era la prova più insidiosa, tecnica. Alla fine è stata quella decisiva per la classifica. ”