Ken Block in azione a Rallylegend

RS e Rallyeslalom.com media partner di Rallylegend

Anche quest’anno, per il terzo anno di fila, RS e oltre (rivista) e Rallyeslalom.com (sito) sono media partner della prestigiosa (quanto invidiata) manifestazione rallystica Rallylegend, organizzata da Vito Piarulli, Paolo Valli e dal loro staff. Nel 2020 Rallylegend è diventato maggiorenne, ma le restrizioni anti pandemiche non hanno permesso agli organizzatori di festeggiare come avrebbero voluto e saputo fare. In ogni caso, il rally ha fatto il pienone e ha riscosso consensi unanimi tra gli appassionati e i principali media nazionali di settore e non.

Rallylegend da quest’anno torna ad essere una festa, come abbiamo scritto a più riprese (qui il percorso del 2021). E ovviamente ci saremo anche noi, in giro, insieme a voi a goderci questo fantastico rally dalla formula unica, che anno dopo anno cresce e stupisce. E pensare che all’inizio sembrava solo un sogno mostruosamente proibito. Vito Piarulli e Paolo Valli parlavano in giro del loro progetto Rallylegend, la meravigliosa idea di mettere insieme uomini e mezzi delle gare che facevano davvero battere il cuore e bene che andasse ricevevano sorrisini imbarazzati, di quelli che tanto non ce la farete mai.

“Ne abbiamo visti diversi io e Paolo in quei giorni. Ma ormai la sfida era lanciata”, raccontava Piarulli nel 2003, cresciuto tra i traversi del Rally Alto Appennino Bolognese nella sua Castiglione de Pepoli, un passato da pilota di Zona, una passione senza confini per le corse di un tempo che fu. Lui e suo cognato Paolo anch’esso pilota dal 2000 e noto imprenditore dell’Antica Repubblica della Libertà, bussavano a diverse porte e quasi non venivano presi sul serio.

“Sono stato io a contagiare mio cognato Paolo Valli in questa avventura, un sogno che prima è diventato realtà e poi si è trasformato in un vero brand, una manifestazione fuori dagli schemi, ribattezzata la Woodstock dei rally. Ricordo ancora quando nell’ufficio di Paolo ci ritrovammo a pensare a come chiamare la manifestazione. Dopo dieci minuti di silenzio in cui provavamo a scrivere tutte le combinazioni possibili, ecco la folgorazione: Rallylegend, una denominazione che adesso è copiata un po’ da tutti”.

Eppure in quel 2003 in cui tutto ebbe inizio non fu per niente facile condurre in porto la prima edizione. “Quell’anno avevamo coinvolto nell’organizzazione Loris Roggia, un mago in queste cose. Purtroppo poco tempo dopo, il 20 giugno 2003, perse la vita durante il Rally del Salento e per più di un mese ci fu una vera impasse. A quel punto ci mettemmo nelle mani di Vinicio Prodani e Bobo Furlani, storici uomini della macchina organizzativa e riuscimmo a partire. Ricordo ancora che mi misi a cercare piloti e macchine, uno per uno. Una fatica bestiale e anche una bella soddisfazione quando vidi che ogni casella s’era infilata al punto giusto”.

“In quella prima edizione – sottolinea Vito – si poteva correre con una licenza amatoriale e anche senza tuta. La gara era metà su asfalto e metà su terra. Questa formula piacque davvero a tutti”. A riguardare adesso certe foto c’è ancora da stropicciarsi gli occhi. Ci sono i due volte campioni del mondo Walter Rohrl e Miki Biasion e tutte le stelle più grandi del firmamento dell’Italia dei rally Anni 70 – Anni 80. C’è Lele Pinto, detto Piombino. Ci sono i Coppi e Bartali delle prove speciali nel Belpaese Adartico Vudafieri e Tony Fassina.

C’è il tre volte campione d’europa e sei volte tricolore Dario Cerrato. C’è lo stilosissimo Tonino Tognana, tricolore nel 1982, il mago del traverso Federico Ormezzano,
l’ex campione europeo e italiano Maurizio Verini, detto la Sfinge, con la 131 Alitalia. Franco Uzzeni e Giorgio Taufer con le Porsche. C’è la Pirelli che subito inizia a credere
all’iniziativa, spedisce un van, si cala nello spirito della manifestazione. Brilla per la sua presenza pure l’enfant du pays Massimo Ercolani, anche lui apripista con la 037 e il
numero 0 appiccicato sulle portiere: non correva da diverso tempo, ma ci volle davvero poco per convincerlo.

Davanti a lui ancora come apripista parte Miki Biasion con la Delta S4. Non manca neanche Piero Liatti che maneggia una Lancia Delta. “Sì, c’erano tanti al primo RallyLegend – rammenta Piarulli – Fu subito un successone”. Eppure quella volta la straordinaria rimpatriata di vetture e piloti da sogno passò quasi sotto silenzio sulle riviste specializzate. Per la serie: anche i giornali (spesso) sbagliano. Un trafiletto su Autosprint racconta dell’evento. “Erano tante le guest star a San Marino
per la riuscitissima prima edizione di Rally Legend, gara a metà tra lo sprint e la corsa club dove le supercar del passato glorioso si sprecavano. A vincere però sono stati i
sammarinesi Muccioli che con la loro Porsche 911 Gruppo 3 hanno battuto per 5” Tognana-De Antoni sulla gloriosa Ferrari 308 GTB. Applausi a scena aperta per Ormezza- no (5° su Stratos), Bentivogli (8°, Alfetta), Rohrl (10°, 037) e un bravo agli organizzatori, Paolo Valli e Vito Piarulli”. Strepitosa la battuta finale regalata proprio da Rohrl durante le premiazioni.

Appena ricevuta la coppa Walter in perfetto stile teutonico, ironizza: “Davvero tutto perfetto. Io mai però arrivato decimo in un rally con 037!”. Ora si può dire Rallylegend quel giorno aveva svoltato. E quest’anno, come ogni anno, torna per regalarci divertimento, storia, cultura, adrenalina e tanto tanto altro. Ci vediamo a Rallylegend, che per qualcuno a ragione non è un rally: è molto di più.