Nikhil Sachania: dalla sedia a rotelle al Safari Rally

Da sempre il Safari Kenya Rally ha raccontato incredibili storie dove uomini e mezzi sono stati protagonisti di incredibili avventure. Ebbene, anche in questa edizione 2022 la gara africana ci regala una storia fantastica, scritta dal keniota Nikhil Sachania. Il nome di Nikhil Sachania dirà poco o nulla alla maggior parte degli appassionati, ma la sua storia ricorda quella di Alessandro Cadei e Albert Lloverà.

Il 33enne Nikhil è il primo pilota paraplegico del Kenya è in questo 2022 si è tolto la soddisfazione di partecipare al volante di una Mitsubishi Lancer EVO X al Safari Rally Kenia, gara valida per il Mondiale WRC. Il keniota è costretto a vivere su una sedia a rotelle dall’età di 22 anni, come lui stesso ha raccontato alla BBC.

“Ho avuto un incidente con in quad all’età di 22 anni. Ricordo che ero cosciente. Ho capito subito che qualcosa non andava, non mi sentivo i piedi, ma in quel momento avevo l’adrenalina a mille e la mia unica paura era la reazione di mio padre all’incidente. Successivamente mi hanno portato in ospedale a Nairobi, ma qui non c’erano le attrezzature adatte per eseguire l’intervento di cui necessitavo. Da qui son stato trasferito in un ospedale in India, dove mi è stato comunicato che non avrei potuto più camminare. Dopo l’intervento mi son toccato i piedi, ma non li sentivo è stato brutto. Nel primo periodo avevo al mio affianco persone che mi aiutavano nei miei gesti quotidiani dal fare la doccia al vestire, ma allo stesso tempo queste persone mi sostenevano perché riprendessi in mano la mia vita, provando a viverla normalmente. Questo è stato fondamentale per me, soprattutto nei primissimi mesi, sapevo che la mia vita era cambiata, ma allo stesso tempo sapevo che avrei potuto riprendere a vivere. Non è stato un percorso facile, ci sono stati giorni molto difficili in cui non volevo alzarmi e vedere nessuno, volevo solo star seduto e dormire. La mia più grande fortuna è stata quella di avere al mio fianco i miei familiari e i miei amici, che mi hanno supportato e motivavano, grazie a loro ho visto la luce alla fine del tunnel”.

Nel 2014, tre anni dopo l’incidente Nikhil Sachania è tornato al volante, ma questa volta su una vettura da rally con particolari specifiche per le persone diversamente abili. Questo debutto è stata la rinascita del classe 1989, che in quel 2014 si toglie anche la soddisfazione di portare a casa la categoria SPV in Kenia.

“Guidare un’auto da rally è stata una delle cose più emozionanti che ho fatto nella mia vita. Quando ho iniziato a guidare avevo una vettura con un controllo push-pull. I primi passi son stati difficili, guidavo con un mano sul volante e una la utilizzavo per dar gas e frenare”.

Pian piano i risultati arrivano e nel 2019 inizia la collaborazione con un nuovo navigatore, Deep Patel. Patel col passare del tempo diventa più di un navigatore per Nikhil, come racconta lo stesso co-driver: “A volte mi siedo e osservo in silenzio come guida. E’ assolutamente incredibile, per me Nikhil è una fonte di ispirazione enorme. Molte persone non riescono a credere che una persona su una sedia a rotelle come Nikhil corra nei rally, invece è proprio così, per me lui è una persona strabiliante. Per me, lui è la priorità numero uno, qualsiasi cosa accada all’interno dell’abitacolo. Nell’ultimo rally corso assieme, abbiamo avuto del fumo all’interno dell’abitacolo. A quel punto ho fatto accostare la vettura dal mio lato, in maniera che avesse abbastanza spazio per uscire e io per aiutarlo a uscire dal suo lato. Son queste le cosa a cui penso costantemente, se foriamo mi assumo io l’onere di cambiare la gomma”.

Il pilota di Deep – in questo 2022 – si è voluto mettere ulteriormente in gioco partecipando ad uno dei rally più belli e duri del Mondiale WRC. Il keniota sperava che questa sua partecipazione al Safari fosse fonte di ispirazione per altre persone che affrontano quotidianamente problemi di disabilità. E lo sarà certamente, visto che Sachania ha concluso il Safri in venticinquesima posizione assoluta.

“Ho notato che sono fonte di ispirazione per molte persone, specialmente quando si rendono conto che sono su una sedia a rotelle. Molte persone si complimentano per come guido, ma tante altre mi chiedono perché lo fai? Sei pazzo? Ti sei fatto male negli sport motoristici e ora ci corri? Cerco di assorbire tutto, soprattutto le cose positive. Ho un lavoro e amo l’adrenalina, cercare sempre una sfida mi aiuta a vivere. Ho fatto bungee jumping, ho fatto delle immersioni con gli squali, sono anche sub certificato”.