Lancia nei rally: le 5 italiane più amate al mondo
Dopo il 1992, la Lancia si ritirò ufficialmente dal WRC a causa di cambiamenti strategici nel gruppo Fiat, che decise di concentrare gli sforzi sulla Ferrari e altre marche del gruppo. Tuttavia, il suo impatto nel mondo dei rally resta ineguagliabile. La nostalgia per i successi storici della Lancia, che ha dominato i rally per decenni, sappiamo non essersi mai spenta.
Lancia, il prestigioso marchio italiano, è un nome sinonimo di eccellenza nei rally. Con una combinazione di innovazione tecnica, design audace e un approccio visionario, il marchio ha dominato il panorama rallistico per decenni, conquistando record e titoli che ancora oggi rappresentano pietre miliari nella storia del motorsport. Ecco una panoramica del rapporto tra Lancia e i rally, dalle origini ai suoi successi più iconici.
Dopo il 1992, la Lancia si ritirò ufficialmente dal WRC a causa di cambiamenti strategici nel gruppo Fiat, che decise di concentrare gli sforzi sulla Ferrari e altre marche del gruppo. Tuttavia, il suo impatto nel mondo dei rally resta ineguagliabile. La nostalgia per i successi storici della Lancia, che ha dominato i rally per decenni, sappiamo non essersi mai spenta. Di seguito, un viaggio attraverso le cinque vetture leggendarie che hanno scritto la storia del marchio.

1. Lancia Fulvia HF
Nel 1965, la Lancia tornava a calcare i campi di gara, questa volta nei rally, segnando il proprio rientro nel motorsport dopo un decennio di assenza seguito al ritiro dalla Formula 1. Protagonista di questa nuova era fu la Lancia Fulvia, una coupé elegante e tecnicamente avanzata, capace di lasciare un segno indelebile nella storia delle competizioni rallistiche.
Con il suo motore a 4 quattro cilindri da 1,6 litri, la Lancia Fulvia HF (High Fidelity) era capace di erogare oltre i 130 cavalli in configurazione da gara. La combinazione tra compattezza, leggerezza e affidabilità la rese una delle vetture più competitive della sua epoca. Il suo design accattivante, caratterizzato da linee pulite ed eleganti, rappresentava la perfetta sintesi tra bellezza e funzionalità, catturando l’attenzione degli appassionati e degli avversari.
La trazione anteriore, una soluzione innovativa per i rally dell’epoca, e un telaio rigido ma leggero permisero alla Fulvia di eccellere soprattutto su terreni misti e asfalto. Queste caratteristiche tecniche, unite alla bravura dei piloti che la portarono in gara, fecero della Fulvia una vera protagonista del panorama rallistico degli anni ’60 e ’70.
Sin dal suo debutto, la Fulvia si dimostrò altamente competitiva, raccogliendo vittorie sia a livello nazionale che internazionale. Il suo palmarès è straordinario:
- 8 titoli italiani, dimostrando una supremazia indiscussa nelle competizioni nazionali.
- 2 Campionati Europei, confermandosi come una delle vetture di riferimento nel panorama continentale.
- Campionato Internazionale Costruttori 1972, una pietra miliare per la Lancia, ottenuta grazie a vittorie in eventi iconici come il Rally di Monte Carlo, vinto da Sandro Munari.
La Fulvia divenne simbolo dell’ingegno e della passione italiani, conquistando il cuore di piloti e tifosi in tutto il mondo. Pur non vincendo un titolo diretto nel World Rally Championship (istituito nel 1973), la Fulvia contribuì in maniera decisiva al successo della Lancia. Nel 1974, grazie ai punti accumulati da una delle ultime apparizioni della Fulvia, la Lancia ottenne il suo primo titolo Costruttori nel WRC, aprendo la strada a un’era di dominio che avrebbe visto la casa torinese trionfare innumerevoli volte negli anni successivi.

2. Lancia Stratos HF
La Lancia Stratos HF, conosciuta semplicemente come Stratos, è considerata una delle auto da rally più iconiche e influenti della storia del motorsport. Con un design rivoluzionario, prestazioni eccezionali e un palmarès straordinario, la Stratos ha lasciato un’impronta indelebile nei rally e nel cuore degli appassionati.
La Stratos nacque da una collaborazione tra Lancia e il geniale designer Marcello Gandini di Bertone, che concepì un’auto dal design futuristico e funzionale. Presentata per la prima volta come concept car nel 1970, la Stratos catturò immediatamente l’attenzione per le sue linee audaci, il parabrezza avvolgente e il muso corto con fari retrattili.
Dal punto di vista tecnico, la Stratos era altrettanto straordinaria:
- Motore: Alimentata da un V6 da 2,4 litri di origine Ferrari Dino, posizionato centralmente per garantire un perfetto bilanciamento. Questo motore erogava circa 190 CV nella versione stradale e oltre 280 CV nella configurazione da gara.
- Peso ridotto: Grazie all’uso di materiali leggeri e a un design compatto, la vettura pesava circa 900 kg, offrendo un rapporto peso-potenza eccezionale.
- Maneggevolezza: La Stratos eccelleva su ogni superficie, dall’asfalto alle strade sterrate, grazie a una carreggiata larga, un passo corto e sospensioni indipendenti avanzate.
Progettata specificamente per i rally, la Stratos fu la prima vettura costruita con un unico obiettivo: dominare questa disciplina.
Il debutto competitivo della Stratos avvenne nel 1974, e l’impatto fu immediato. Con una combinazione di prestazioni eccezionali, affidabilità e piloti di altissimo livello, la Lancia conquistò il Campionato del Mondo Costruttori nel suo primo anno completo di gare. Questo successo fu replicato nei due anni successivi, con la Stratos che si affermò come la vettura da battere.
- Palmarès principale:
- Campionato del Mondo Costruttori 1974, 1975 e 1976.
- Vittorie in rally leggendari come il Monte Carlo, il Safari Rally e il Rally dell’Acropoli.
- Piloti leggendari:
- Sandro Munari, soprannominato “il Drago”, fu il principale artefice dei successi della Stratos, con vittorie memorabili come il Rally di Monte Carlo.
- Jean-Claude Andruet, che contribuì al dominio della vettura nei rally europei.
La Stratos non era solo una macchina vincente: era un’icona di stile e tecnologia che lasciò indietro la concorrenza, spesso annichilita dalle sue prestazioni.
Se il design della Stratos era già spettacolare, le sue livree ufficiali aggiunsero un ulteriore tocco di leggenda. La più famosa è senza dubbio quella Alitalia, con la combinazione di verde, bianco e rosso che divenne sinonimo di eccellenza italiana nel motorsport. Ancora oggi, questa livrea è una delle più riconoscibili e celebrate, simbolo di una delle epoche più memorabili della storia dei rally.
La carriera ufficiale della Stratos terminò alla fine degli anni ’70, quando la Lancia spostò l’attenzione su altri progetti. Tuttavia, la vettura continuò a gareggiare in competizioni private per diversi anni, rimanendo competitiva e amata dai tifosi.
Nonostante la sua relativamente breve carriera ufficiale, la Stratos ha avuto un impatto duraturo sul motorsport. È ricordata non solo per i suoi successi, ma anche per aver ridefinito gli standard delle auto da rally, dimostrando che una vettura progettata esclusivamente per questa disciplina poteva raggiungere risultati eccezionali.

3. Lancia Rally 037
La Lancia 037 occupa un posto speciale nella storia dei rally come l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere il titolo Costruttori nel Campionato Mondiale Rally (WRC). Concepita per sfidare le potenti vetture a trazione integrale del Gruppo B, come l’Audi Quattro, la 037 dimostrò che ingegneria avanzata e leggerezza potevano ancora prevalere sulla pura potenza.
Progettata in collaborazione con Abarth, Pininfarina e Dallara, la 037 era una coupé a motore centrale dalle linee eleganti ma aggressive, sviluppata specificamente per il Gruppo B.
- Motore: Un quattro cilindri sovralimentato da 2,0 litri, in grado di sviluppare oltre 300 cavalli nella versione da gara, montato in posizione centrale per un bilanciamento ottimale.
- Peso piuma: Con un peso di soli 960 kg, grazie all’ampio uso di materiali leggeri come fibra di vetro e kevlar, la 037 compensava la mancanza della trazione integrale con agilità e rapidità nei cambi di direzione.
- Telaio: Tubolare derivato dalle competizioni, combinato con sospensioni indipendenti di nuova concezione.
Questa vettura era concepita per massimizzare la velocità su asfalto e sterrato compatto, dove la leggerezza e la precisione potevano avere la meglio sulla complessità e il peso delle trazioni integrali emergenti.
Il Campionato Mondiale Rally 1983 segnò il culmine della carriera della Lancia 037. Nonostante l’Audi Quattro dominasse con la sua innovativa trazione integrale e il motore turbo, la Lancia sfruttò al massimo le sue capacità su superfici dove la precisione contava più della pura potenza. Con una strategia impeccabile e un team di piloti eccezionali, la Lancia conquistò il titolo Costruttori, spezzando il dominio della casa tedesca.
- Piloti principali:
- Walter Röhrl, campione di grande esperienza e precisione, che vinse eventi chiave come il Rally di Monte Carlo.
- Markku Alén, soprannominato “Mr. Maximum Attack”, che garantì vittorie e punti cruciali grazie alla sua guida aggressiva.
- Vittorie chiave nel 1983:
- Rally di Monte Carlo
- Rally di Corsica
- Rally di Nuova Zelanda
Il titolo fu un trionfo di ingegneria e strategia, dimostrando che la 037, nonostante la sua configurazione a due ruote motrici, poteva ancora competere ai massimi livelli.
La Lancia 037 non fu solo una vettura vincente, ma anche un’icona estetica. Le sue livree, tra cui:
- Martini Racing, la combinazione bianco con strisce blu e rosse che divenne leggendaria,
- Eminence, con toni di grigio e dettagli eleganti,
- Totip, in verde e arancione,
resteranno per sempre associate al mito della 037. Il design, firmato da Pininfarina, catturava l’equilibrio tra funzionalità e bellezza, rendendola un’opera d’arte su ruote.
Nonostante la sua competitività, la 037 fu progressivamente surclassata dalle auto a trazione integrale, più adatte ai terreni estremi che caratterizzavano il Gruppo B. Nel 1984, pur ottenendo ancora alcune vittorie, la Lancia iniziò a lavorare su una nuova vettura: la Delta S4, dotata della trazione integrale necessaria per competere contro l’Audi e la Peugeot 205 T16.

4. Lancia Delta S4
La Lancia Delta S4 è il simbolo per eccellenza dell’epoca d’oro e, allo stesso tempo, del declino tragico del Gruppo B, una categoria nota per auto straordinariamente potenti e pericolose. Con un progetto tecnico rivoluzionario e una storia avvolta nel mito e nella tragedia, la Delta S4 è ricordata come una delle vetture da rally più iconiche di sempre.
Lanciata nel 1985, la Delta S4 presentava una tecnologia unica: la combinazione di turbocompressore e compressore volumetrico. Questa soluzione tecnica, nota come “doppia sovralimentazione” o twin-charging, permetteva di eliminare quasi completamente il ritardo del turbo, garantendo una spinta costante a tutti i regimi. Il cuore della Delta S4 era un motore da 1,8 litri, montato in posizione centrale, capace di erogare oltre 500 cavalli in configurazione da gara, con alcune versioni che superavano i 550 CV.
Con un telaio tubolare leggero e una carrozzeria in materiali compositi, il peso era mantenuto al di sotto dei 900 kg, offrendo un rapporto peso-potenza sbalorditivo. La trazione integrale avanzata completava il pacchetto, rendendo la Delta S4 una macchina incredibilmente competitiva su qualsiasi superficie.
La Delta S4 fece il suo debutto nel Lombard RAC Rally del 1985, ultima gara della stagione del World Rally Championship. Al volante c’era il talentuoso finlandese Henri Toivonen, affiancato dal copilota Sergio Cresto. La vettura dimostrò immediatamente il proprio potenziale devastante, conquistando una vittoria impressionante al debutto. Questo trionfo segnò l’inizio di una breve ma intensa carriera per la Delta S4, che divenne rapidamente una delle vetture più temute del WRC.
Nonostante il suo breve periodo di attività, la Delta S4 riuscì a lasciare un segno indelebile nella storia dei rally:
- 4 vittorie nel WRC, tra cui il RAC Rally 1985 e il Rally di Monte Carlo 1986.
- Una serie di podi e prestazioni dominanti che la resero una seria candidata per il titolo, competendo contro rivali iconiche come l’Audi Quattro e la Peugeot 205 T16.
La Delta S4 incarnava lo spirito del Gruppo B: potenza brutale, innovazione estrema e una sfida costante ai limiti della tecnologia e della fisica.
Il capitolo più tragico della storia della Delta S4 arrivò nel Rally di Corsica 1986, quando Henri Toivonen e Sergio Cresto persero la vita in un incidente devastante. Durante una prova speciale, la loro vettura uscì di strada e cadde in una scarpata, incendiandosi immediatamente. L’incidente scosse profondamente il mondo dei rally, portando alla fine del Gruppo B alla fine della stagione 1986.
La tragedia segnò non solo la fine della carriera della Delta S4, ma anche la conclusione di un’era di eccessi e pericoli che aveva spinto i limiti del motorsport a livelli mai visti prima.
Nonostante la sua carriera breve e il destino tragico, la Lancia Delta S4 rimane una delle vetture più amate e rispettate nella storia dei rally. Il suo design audace, la tecnologia all’avanguardia e le prestazioni sbalorditive hanno lasciato un’impronta indelebile nel cuore degli appassionati di motori.
Ancora oggi, la Delta S4 è celebrata come una pietra miliare del motorsport, un simbolo di innovazione e coraggio che ha definito un’epoca indimenticabile. La sua storia, fatta di trionfi e tragedie, continua a ispirare generazioni di piloti, ingegneri e appassionati di rally.

5. Lancia Delta HF Integrale
Se esiste un’auto che incarna la perfezione nei rally, questa è la Lancia Delta Integrale. Con sei titoli costruttori consecutivi tra il 1987 e il 1992 e ben 46 vittorie nel World Rally Championship (WRC), la Delta Integrale ha scolpito il proprio nome nella storia del motorsport, diventando una leggenda immortale. Grazie a piloti eccezionali e una tecnologia rivoluzionaria, la Delta non è solo una macchina da corsa, ma un’icona culturale amata da generazioni di appassionati.
La storia della Delta Integrale inizia con la versione originale della Lancia Delta, una berlina compatta progettata da Giorgetto Giugiaro nel 1979. Tuttavia, fu con l’introduzione delle versioni a trazione integrale e le successive evoluzioni destinate al WRC che questa vettura si trasformò in una macchina imbattibile.
- Trazione integrale avanzata: Un sistema 4×4 sofisticato con differenziali centrali e posteriori, che garantiva una trazione eccezionale su qualsiasi superficie, dall’asfalto alla neve.
- Motori turbo: La Delta Integrale era equipaggiata con motori a quattro cilindri da 2 litri turbo, costantemente aggiornati per erogare più potenza e coppia. La versione più evoluta, la Delta Integrale Evo 2, arrivava a superare i 300 cavalli nella configurazione da gara.
- Evoluzioni continue: Dal modello iniziale HF 4WD del 1987, la Delta si è evoluta rapidamente attraverso le versioni Integrale 8V, 16V, ed Evoluzione, migliorando costantemente aerodinamica, sospensioni e prestazioni.
Tra il 1987 e il 1992, la Delta Integrale ha letteralmente dominato il WRC, vincendo sei titoli Costruttori consecutivi, un record che rimane imbattuto. La sua combinazione di affidabilità, velocità e maneggevolezza la rese quasi invincibile, e il supporto di un team altamente competente garantì il successo stagione dopo stagione.
- 46 vittorie complessive: La Delta è la vettura più vincente nella storia del WRC, conquistando gare iconiche come il Rally di Monte Carlo, il Safari Rally e il Rally di Finlandia.
- Piloti leggendari:
- Miki Biasion, due volte campione del mondo (1988, 1989), che con il suo stile di guida preciso portò la Delta a numerosi trionfi.
- Juha Kankkunen, altro campione mondiale, che contribuì al dominio della Lancia con vittorie fondamentali e prestazioni spettacolari.
- Markku Alén, veterano dei rally, che aggiunse esperienza e successi alla lunga lista di trionfi della Delta.
La Delta Integrale non era solo una macchina vincente: era un simbolo di superiorità tecnica e tattica, capace di adattarsi a qualsiasi terreno e condizione climatica.
Oltre ai suoi successi sportivi, la Lancia Delta Integrale è diventata un fenomeno culturale. La sua livrea Martini Racing, con le iconiche strisce blu e rosse su sfondo bianco, è tra le più riconoscibili della storia del motorsport.
La Delta ha anche trovato spazio nella cultura popolare, comparendo in giochi iconici come Sega Rally, dove la sua maneggevolezza e velocità l’hanno resa la vettura preferita da milioni di giocatori. Ancora oggi, questa vettura è celebrata in mostre, eventi storici e competizioni, mantenendo viva la sua leggenda.
Nonostante il ritiro di Lancia dai rally ufficiali dopo il 1992, la Delta Integrale rimane un simbolo di eccellenza nel motorsport. Amata dai collezionisti e dagli appassionati, è considerata uno dei punti più alti della storia dell’automobilismo italiano.
Con il suo design senza tempo, la sua tecnologia innovativa e un palmarès senza pari, la Lancia Delta Integrale rappresenta l’apice di un’epoca in cui i rally erano un mix perfetto di audacia, innovazione e passione. Non è solo una macchina: è un mito che continua a vivere, sulle strade e nei cuori di chi la ricorda.









