Oliver Solberg, Safari Rally 2022

Il WRC, i carciofi ibridi e le melanzane con le frecce

Una gara umiliante quanto deludente. Umiliante e deludente un Safari Rally 2022 tracciato quasi in linea retta e con pochi chilometri (seppure più degli altri rally del WRC) rispetto ai Safari degli anni Novanta, ormai lontano dalle città e dalla grande passione africana, al punto da aver fatto segnare il record negativo di iscritti. Chiuso e blindato nei latifondi kenioti di proprietà privata, ha offerto spettacolo per lo più in abbonamento…

Umiliante e deludente la questione prettamente tecnica, con vetture che dovevano essere astronavi super potenti e resistenti e che si sono rivelate alla meglio dei “carciofi ibridi” e alla peggio delle “melanzane con le frecce”, nonostante abbiano alle spalle la gloria e la sapienza progettuale e tecnologica delle WRC Plus, del genio di Hyundai e di Ford, così come di Toyota. Ridicolo. Tanto deludenti e tanto umilianti che in un video pubblicato dal sito Rallyssimo.it, lo stesso Andrea Adamo ha ammesso inequivocabilmente che la Rally1 Hybrid sono stato un grave errore. Detto da lui – che era tra quelli che hanno voluto questo WRC 2022-2025 – rende perfettamente l’idea dell’insicurezza e dell’indecisione in cui il WRC è finito, strattonato e maltrattato dall’avidità dei team ufficiali (2,5 in tutti, roba da circo) che sono pronti a rastrellare anche le briciole per un attimo di vana gloria.

Dall’ingegnere Adamo ho tanto da imparare, ma voglio precisare che le Rally1 non “sono state un errore”, ma “sono state l’errore di 50 anni di WRC” (volute da lui, da Millener e da Fowler in accordo con Jean Todt) e questo rende il tutto, oltre che umiliante e deludente, anche imbarazzante. Imbarazzante perché da tutte le parti si chiedeva a gran voce che non venisse introdotto l’ibrido, mentre con molta arroganza si è preferito infischiarsene di chi segue questo sport sia a livello di comunicazione sia a livello di passione. E così, oggi raccontiamo le cronache di un disastro prevedibile ed evitabile…

Umiliante e deludente, per piloti e fan, la prestazione di Hyundai Motorsport. Ottimi piloti, ottimo team, ma figuracce a go go ormai da un anno, camuffate dalle più banali scuse sui comunicati stampa. Una situazione non molto compatibile con l’orgoglio aziendale, al punto che si fanno sempre più insistenti le voci su un potenziale ritiro visto che dalle dimissioni di Adamo (che ha confermato di essersi dimesso per gravi motivi di salute) in poi nulla sembra essere cambiato in meglio. Le vetture si rompono come prima e più di prima, nonostante un impegno enorme da parte degli equipaggi.

Umiliante e deludente anche la prestazione di Ford. Poche scuse: se questo rally avesse avuto 100 chilometri in più oppure non ci fosse stata la formula del super rally, i suoi piloti avrebbero potuto fare una bella vacanza africana, avendo il tempo di raggiungere il mare, dormirci e poi tornare per assistere alle premiazioni sul podio. Tutto ciò, inevitabilmente ci ha privato della sfida Loeb vs Ogier e di chissà quante altre sfide che avrebbero potuto infiammare il mito del Safari. Ma d’altra parte, prima della gara, Tom Fowler lo aveva detto che le Toyota erano superiori a tutte le altre vetture, che invece avrebbero pagato a caro prezzo gli errori ingegneristici con cui sono state frettolosamente concepite.