Rally della Lanterna a inizio agosto: torna la PS Pievetta

Fase 3: rally a porte aperte, ma per mille persone a PS

È una delle scelte più logiche e razionali legate allo stato di emergenza epidemiologica, almeno all’apparenza. L’ha compiuta il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, aprendo parzialmente al pubblico negli eventi sportivi che si disputano all’aperto, compresi i rally, il rallycross, le cronoscalate, gli slalom, eccetera… Quantomeno per mettere fine ad una situazione imbarazzante e al limite dell’ipocrisia, l’automobilismo esce dalla Fase 2 a porte chiuse, anche se ufficialmente molti organizzatori hanno già dovuto rinunciare al pubblico, come ad esempio quelli del Rally Italia Sardegna, nonostante i rally si svolgano a porte aperte perché su strade pubbliche. Si può andare a vedere i rally da spettatori, senza dover cercare funghi. È ufficiale.

La riapertura agli spettatori è parziale e questo implica il rispetto di alcune regole, tra cui un massimo di mille persone a prova speciale. Apprezzabile, comunque, aver messo un limite ragionevole. Si spera anche sia solo un primo passo verso una riapertura generalizzata e totale, ma si teme che in realtà questa Fase 3 avrà una lunga durata. “Tutte le competizioni sportive che si terranno all’aperto e che rispetteranno scrupolosamente le regole previste in merito al distanziamento, mascherine e prenotazione di eventuali posti a sedere potranno avere pubblico”. L’ha messa giù così il ministro dello Sport. Con molta semplicità, anche perché sa che ogni specialità sportiva ha esigenze differenti.

“Nelle prossime ore verrà ufficializzata la decisione – le parole del ministro nell’annunciare l’apertura contingentata al pubblico negli eventi sportivi outdoor -, ma desidero sin da subito ringraziare il ministro Speranza per la collaborazione e il Comitato Tecnico scientifico per aver tempestivamente programmato l’audizione che ho richiesto. Dal confronto con i rappresentanti dei miei uffici, sono emerse le condizioni per un ulteriore approfondimento delle questioni riguardanti il mondo sportivo e per la condivisione del nostro punto di vista in merito all’esigenza di non differenziare tra eventi culturali ed eventi sportivi”.

“Auspico il più rapido compimento di tutte le azioni necessarie per rendere immediatamente applicabile quanto deciso”, ha concluso Spadafora. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rispondendo a chi gli chiede della decisione del Governo di riaprire anche gli impianti sportivi al pubblico, seppur solo per mille persone, afferma: “Serve tempo, mi sembra che lo abbiamo sempre sostenuto. Ci si augura che ci siano segnali positivi il prima possibile. Poi le dinamiche organizzative spettano a chi ha la responsabilità”.

Non resta che attendere le comunicazioni di Aci Sport per conoscere bene i termini di queste nuove disposizioni, sperando che il tutto possa essere condensato in poche pagine come riescono a fare in Francia e non in più di ottanta pagine come per il piano attualmente in vigore…