Diretta WRC – Rally del Portogallo 2026
La diretta del Rally di Portogallo, sesto appuntamento del Campionato del Mondo Rally 2026, curata e aggiornata tappa per tappa fino a fine gara dalla redazione di RS rallyslalom e oltre. Una gara che riaccende la sfida tra Toyota, Hyundai e M-Sport.
Day 4 – Domenica 10 maggio 2026
Il Rally del Portogallo si è concluso nel modo più crudele e imprevedibile possibile, premiando Thierry Neuville al termine di una domenica folle, segnata dalla pioggia, dalle forature e da continui ribaltamenti di fronte. Quando la giornata era iniziata, Sébastien Ogier sembrava avere la situazione sotto controllo grazie ai 21,9 secondi di vantaggio accumulati il sabato. Quattro prove speciali più tardi, il francese si è ritrovato sesto assoluto, tradito da una pietra nascosta in un solco. A festeggiare è stato invece Neuville, che ha conquistato la sua ventitreesima vittoria nel Mondiale proprio dopo settimane difficilissime, cancellando almeno in parte l’enorme delusione della Croazia, dove ad aprile aveva perso il successo nell’ultima speciale.
La domenica si è aperta sotto una pioggia battente, con condizioni quasi identiche a quelle drammatiche viste nel pomeriggio del sabato. Vieira do Minho 1, la PS20, si è presentata immediatamente come una trappola di fango, acqua stagnante e grip precario. In questo scenario Elfyn Evans è stato il più rapido, inaugurando la giornata con uno scratch pesante non soltanto per la classifica generale ma anche per la graduatoria del “Super Sunday”. Il gallese della Toyota ha approfittato di una nuova foratura occorsa a Oliver Solberg negli ultimi chilometri della prova. Lo svedese sembrava lanciato verso il miglior tempo quando ha iniziato ad avvertire lentamente il calo di pressione dello pneumatico. “Tipica mia fortuna”, ha commentato sconsolato. “Stavo spingendo al massimo, completamente concentrato. Nessun impatto evidente, ma ho sentito la pressione calare piano piano”.
Davanti, Ogier ha scelto un approccio prudente nella parte iniziale della speciale, recuperando poi terreno nel finale e limitando i danni nei confronti di Thierry Neuville. Il belga della Hyundai gli ha recuperato comunque oltre nove secondi, riducendo il distacco complessivo a poco più di quattordici secondi. “La strategia è vincere il rally: questo è il piano per le prossime prove”, aveva dichiarato Ogier senza lasciar trasparire preoccupazione. Più complicata invece la situazione di Sami Pajari. Il giovane finlandese ha accusato improvvisamente un ritardo pesante senza voler chiarire la natura dei problemi tecnici sulla sua Toyota: “Abbiamo un problema”, si è limitato a dire al termine della prova.
La situazione è cambiata nuovamente sulla prima Fafe della giornata, la PS21. La pioggia, ancora più intensa rispetto alla prova precedente, ha reso la speciale leggendaria del mondiale una lotteria continua. In quelle condizioni il grande protagonista è stato Josh McErlean. Il pilota irlandese della Ford, favorito dal partire davanti su una strada ancora relativamente pulita, ha conquistato il suo primo scratch assoluto nella classe Rally1. “È stato folle”, ha raccontato all’arrivo, descrivendo una vettura continuamente in pattinamento sulla cima della montagna. Per M-Sport è stata una piccola soddisfazione dopo una notte di lavoro febbrile trascorsa a riparare la Puma incidentata il sabato sera.
Nella lotta per il vertice Ogier ha risposto immediatamente alle difficoltà accusate sulla PS20. Il francese ha chiuso con il quarto tempo assoluto recuperando secondi importanti su Neuville, apparso molto meno efficace sotto la pioggia intensa. Il vantaggio del pilota Toyota è così risalito a 17,3 secondi, un margine che sembrava ormai sufficiente per controllare il finale di gara. Alle sue spalle continuava però il duello interno Toyota tra Sami Pajari e Oliver Solberg per il terzo gradino del podio. Pajari, pur lamentando ancora problemi tecnici, è riuscito a limitare i danni mantenendo appena un decimo di vantaggio sullo svedese. Evans, intanto, proseguiva la sua rimonta avvicinandosi ulteriormente e prendendosi la leadership provvisoria del “Super Sunday”.
Ma il Rally del Portogallo ha completamente cambiato volto sulla PS22, la seconda Vieira do Minho. È lì che si è deciso tutto. Dopo un weekend quasi perfetto, Sébastien Ogier si è trovato improvvisamente vittima di una pietra nascosta all’interno di un solco profondo. Al quinto chilometro della speciale la Toyota del francese ha forato ed è stata costretta a fermarsi per la sostituzione della ruota. Il tempo perso è stato devastante: da leader assoluto del rally Ogier è precipitato al sesto posto. “C’erano pietre ovunque sulla linea ideale all’inizio della prova, ne ho colpita una”, ha spiegato amaramente.
Pochi minuti dopo la stessa sorte ha colpito Sami Pajari. Anche il giovane finlandese ha centrato la medesima pietra distruggendo uno pneumatico e vedendo svanire il podio ormai quasi conquistato. “C’era un sasso enorme in mezzo alla traiettoria, non avrei potuto fare nulla diversamente”, ha raccontato il finlandese, costretto anche lui a fermarsi in prova per il cambio gomma.
Nel caos generale è emerso Thierry Neuville. Il belga, fino a quel momento secondo senza riuscire realmente a mettere pressione a Ogier sul piano della velocità pura, si è improvvisamente ritrovato leader del Rally del Portogallo con quasi quindici secondi di margine su Oliver Solberg. “Non abbiamo ancora ottenuto nulla”, aveva dichiarato con prudenza prima dell’ultima prova. “Almeno so bene come non si deve guidare”, ha scherzato ricordando il clamoroso errore commesso in Croazia.
La PS22 ha rilanciato anche Adrien Fourmaux. Il francese della Hyundai ha firmato lo scratch con una prestazione aggressiva e pulita risalendo fino al quarto posto assoluto davanti a Takamoto Katsuta. Nella classifica della domenica, invece, Oliver Solberg è riuscito a superare Evans prendendosi il comando del “Super Sunday”.
L’ultima passerella sulla Power Stage di Fafe ha chiuso definitivamente il rally. Thierry Neuville ha gestito senza rischi gli ultimi chilometri conquistando una vittoria pesantissima sia dal punto di vista sportivo sia morale. “Questa è davvero speciale, soprattutto dopo quanto accaduto in Croazia e le difficoltà che abbiamo attraversato”, ha detto il belga all’arrivo. “Non soltanto per me e Martijn, ma per tutta la squadra. Nulla è stato perfetto questo weekend, ma siamo riusciti a venirne fuori”.
Dietro di lui Toyota è riuscita comunque a limitare i danni occupando il resto del podio con Oliver Solberg secondo ed Elfyn Evans terzo. Per Solberg è stato un risultato quasi liberatorio dopo settimane complicate sull’asfalto. “Sono davvero molto contento di finire in questa posizione dopo due rally difficili. Sono sollevato. Grazie al team per aver creduto in me”. Evans, invece, ha guardato soprattutto al campionato: “Weekend complicato. I ragazzi della squadra sono stati sfortunati con le forature, mi dispiace per loro”.
Adrien Fourmaux ha completato il suo fine settimana positivo vincendo la Power Stage e chiudendo quarto assoluto dopo una rimonta molto concreta nella domenica bagnata. “Quando ho visto la pioggia alla partenza sapevo che dovevo tentare qualcosa. Ho dato davvero tutto”, ha spiegato il francese.
Per Ogier e Pajari resta invece l’amarezza di una vittoria sfuggita per circostanze impossibili da controllare. “La vittoria avrebbe dovuto essere nostra”, ha detto Ogier con lucidità. “Ci sono cose che non puoi controllare, e tutto quello che dipendeva da noi lo abbiamo gestito bene. È stata solo sfortuna”. Pajari ha invece preferito concentrarsi sui progressi mostrati durante il weekend: “La prestazione è stata davvero molto buona, probabilmente una delle migliori finora. Le forature fanno parte del rally”.
Nel WRC2 la vittoria è andata a Teemu Suninen, autore di una domenica solidissima che gli ha permesso di consolidare il successo davanti a Roope Korhonen e Andreas Mikkelsen. “È stato davvero un grande weekend per noi”, ha commentato il finlandese. “Per la mia carriera è un risultato importante e dimostra che abbiamo ancora velocità”.
A chiudere una domenica drammatica e spettacolare è stata la classifica del “Super Sunday”, vinta da Oliver Solberg davanti a Elfyn Evans per appena un decimo di secondo. Terzo Adrien Fourmaux, poi Takamoto Katsuta, Thierry Neuville e Martins Sesks. Un finale perfettamente in linea con un Rally del Portogallo che, dal primo all’ultimo chilometro, non ha mai smesso di cambiare faccia.
Day 3 – Sabato 9 maggio 2026
Il sabato del Rally del Portogallo ha trasformato la corsa in una battaglia di sopravvivenza, tecnica e nervi. Dalla polvere asciutta del mattino al diluvio che ha travolto il secondo giro, la giornata ha cambiato volto più volte, premiando chi ha saputo leggere meglio l’evoluzione del fondo e punendo senza pietà ogni minimo errore. Alla fine, dopo nove prove speciali vissute in equilibrio costante, Sébastien Ogier ha chiuso il Day3 al comando con 21,9 secondi di vantaggio su Thierry Neuville, ma il margine costruito dal francese è stato il risultato di un pomeriggio semplicemente magistrale.
La giornata si era aperta sulla PS11 di Felgueiras, ancora completamente asciutta nonostante le previsioni di pioggia. In quelle condizioni è stato Sami Pajari a sorprendere tutti. Il finlandese della Toyota ha imposto un ritmo violentissimo sin dai primi chilometri, rifilando 2,5 secondi a Thierry Neuville in meno di nove chilometri e riportandosi pienamente nella lotta per la vittoria. Sébastien Ogier invece aveva sofferto nel trovare il giusto feeling con il tracciato e aveva perso terreno nei confronti del belga della Hyundai. La classifica generale si era improvvisamente compressa: appena 1,7 secondi separavano Ogier e Neuville, mentre Pajari tornava sotto con decisione. “Ho cercato semplicemente di guidare con un buon ritmo“, aveva spiegato Pajari dopo lo scratch, mentre Neuville raccontava il piccolo spegnimento del motore che gli era costato qualche decimo prezioso.
La risposta di Ogier era arrivata immediatamente sulla lunga Cabeceiras de Basto. La PS12 aveva già mostrato un fondo molto più deteriorato, con solchi profondi e pietre affioranti che rendevano decisiva la precisione di guida. Adrien Fourmaux aveva firmato il miglior tempo assoluto, ma il dato più significativo era stato il confronto diretto tra i due leader del rally. Ogier aveva rifilato 3,3 secondi a Neuville proprio nella parte conclusiva della speciale, quella più tecnica e rovinata. “La sezione tortuosa alla fine della speciale era difficile, ma è lì che si possono creare dei distacchi“, aveva spiegato il francese della Toyota. Neuville invece aveva ammesso di aver alzato leggermente il piede nelle zone più sporche: “Alla fine c’erano pietre ovunque e forse non ho tagliato abbastanza nelle curve“.
La leggendaria Amarante aveva poi confermato il dominio Toyota. Nella PS13 Oliver Solberg aveva firmato il miglior tempo per appena cinque decimi su Ogier, continuando la sua rimonta nella generale e portandosi a soli 2,4 secondi da Sami Pajari nella lotta per il podio. Anche in quel caso il meteo aveva iniziato a influenzare pesantemente la prova: la pioggia era arrivata nel finale, rendendo gli ultimi chilometri estremamente insidiosi. Ogier aveva comunque mantenuto il comando del rally con oltre otto secondi su Neuville. “Abbiamo perso un po’ di tempo alla fine per la pioggia, ma le cose avrebbero potuto andare molto peggio“, aveva commentato il francese.
Ma è stata la PS14 di Paredes a cambiare completamente il volto del rally. La pioggia è arrivata con forza trasformando il fondo in un mosaico imprevedibile di terra bagnata, asfalto viscido e fango. In quelle condizioni Oliver Solberg ha prodotto una delle prestazioni più impressionanti dell’intero weekend. Lo svedese ha demolito la concorrenza guadagnando oltre sette secondi su Elfyn Evans e addirittura 19,1 secondi su Ogier, prendendosi la testa del rally per appena cinque decimi. “Adoro la pioggia!“, aveva esclamato Solberg al termine della prova, spiegando di essere riuscito a leggere perfettamente i livelli di aderenza. Persino Ogier aveva riconosciuto la superiorità dello svedese: “Pensavo di stare guidando bene, ma semplicemente non c’era aderenza. Nessuna scusa, è stato impressionante“.
A metà giornata il Rally del Portogallo sembrava ormai una lotta a quattro racchiusa in pochi secondi. Solberg guidava con appena mezzo secondo su Ogier, Neuville era terzo a 2,6 secondi e Pajari quarto a 8,1. Dietro, Evans rimaneva in agguato, mentre Fourmaux continuava a recuperare terreno.
Con il ritorno dell’asciutto nel secondo giro, la PS15 di Felgueiras ha riportato davanti Sébastien Ogier. Il francese ha battuto Pajari per appena un decimo, dimostrando una volta di più la sua capacità di adattarsi immediatamente ai cambiamenti di grip. Solberg invece ha perso fiducia a causa del parabrezza sporco e di una prova piena di pietre che lo hanno costretto a gestire le gomme. “Non avevo una buona sensazione“, aveva spiegato lo svedese. In classifica Ogier era tornato leader con quattro secondi di margine.
La giornata ha però subito una svolta decisiva sulla PS16. Cabeceiras de Basto al secondo passaggio si è rivelata brutale. Oliver Solberg stava viaggiando sui tempi dei migliori quando una foratura all’anteriore destra lo ha colpito negli ultimi chilometri. Lo svedese ha perso quasi venti secondi precipitando dal secondo al quinto posto assoluto. “Non so da dove sia arrivata. Stavo guidando in traiettoria. È la mia solita fortuna“, ha raccontato amaramente all’arrivo. Il colpo è stato pesantissimo perché proprio in quel momento la classifica si era ulteriormente compattata. Ogier ha scelto una gestione prudente nei tratti più scavati e ha mantenuto il comando, mentre Neuville è risalito a meno di quattro secondi. Pajari, autore di una prova molto intelligente, si è preso il terzo posto assoluto. “Se avessi voluto spingere di più, i rischi sarebbero stati molto grandi“, aveva spiegato il giovane finlandese.
Ma il momento che ha definitivamente indirizzato il rally è arrivato sulla seconda Amarante, la PS17. Le condizioni erano ormai al limite. Fango ovunque, carreggiate deformate e tratti dove il grip cambiava da curva a curva. In questo caos Ogier ha tirato fuori tutta la sua esperienza dominando la prova con distacchi enormi su tutti gli avversari. Martins Sesks, favorito da una strada meno degradata partendo davanti, ha limitato i danni chiudendo secondo, mentre Solberg è riuscito a salvare la situazione nonostante la preoccupazione per avere una sola ruota di scorta rimasta dopo la foratura precedente. Il vero sconfitto della speciale è stato Neuville, che ha perso oltre dodici secondi da Ogier. “Sapevo che Ogier avrebbe spinto forte qui, perché questa è la prova decisiva della giornata“, ha ammesso il belga. Da quel momento il vantaggio del francese è salito a sedici secondi.
La PS18 di Paredes ha consolidato ulteriormente la fuga di Ogier. Il francese ha battuto Evans di 3,7 secondi e ha portato il margine oltre i venti secondi, sfruttando al massimo le modifiche di assetto apportate durante l’assistenza. “Al mattino le prove erano state un disastro per me. Nel pomeriggio abbiamo cambiato le impostazioni della vettura ed è stato molto più piacevole guidare“, ha spiegato. Alle sue spalle la lotta per il secondo posto è rimasta apertissima, con Pajari risalito a poco più di cinque secondi da Neuville. Solberg invece ha commesso un testacoda perdendo altro terreno, mentre Evans si è avvicinato pericolosamente alla quarta posizione.
Il sabato si è poi concluso nel caos totale della superspeciale di Lousada. La PS19, disputata sul circuito di rallycross sotto un autentico nubifragio, ha trasformato il tracciato in una palude di fango. Josh McErlean è finito subito contro le barriere dopo aver perso completamente il controllo della Ford, ritirandosi dalla gara. In condizioni quasi impossibili è stato ancora Oliver Solberg a brillare, firmando il miglior tempo e blindando il quarto posto nella generale davanti a Evans. Ogier invece ha gestito senza rischi gli ultimi chilometri del sabato. “Per fortuna ne siamo usciti“, ha commentato con sollievo il francese. Molto duro invece il giudizio di Takamoto Katsuta, furioso per la pericolosità della prova: “Mi dispiace per Josh. Cosa si può fare in quella situazione? Niente, perché la curva era piena di fango. Questo è ridicolo“.
Nel WRC2 la giornata è stata altrettanto intensa. Jan Solans aveva inizialmente mantenuto il comando, ma Teemu Suninen ha progressivamente alzato il ritmo fino a prendere la leadership della categoria. Lo spagnolo era riuscito addirittura a tornare davanti sulla PS18 grazie a una prestazione eccezionale, ma nelle ultimissime battute del sabato il finlandese si è ripreso il comando per appena nove decimi di secondo. Molto sfortunato Yohan Rossel, protagonista di un incidente sulla seconda Amarante che gli ha fatto perdere oltre venti minuti.
Giornata no anche per i nostri portacolori. Purtroppo nelle prove finali della giornata entrambi si sono dovuti fermare, Daprà bloccato a cavallo su un dosso nel penultimo crono di Paredes, e Trentin out per una toccata ad Amarante. “Sapevamo – ha commentato Daprà – che sarebbe stata una giornata difficile e così è stato. Le condizioni sono man mano peggiorate per via della pioggia, noi comunque stavamo facendo la nostra parte, tant’è che eravamo risaliti al quinto posto di WRC2 dopo la difficile speciale di Amarante. Poi a Paredes intorno al sesto km siamo finiti larghi in una sinistra con la vettura che è finita a cavallo di un dosso senza un graffio e non c’è stato modo di rimetterla in strada perché non c’erano spettatori ad aiutarci. Un vero peccato, domani rientriamo con il Super Rally“.
Giovanni Trentin si è dovuto fermare nel pomeriggio nel secondo passaggio ad Amarante quando era decimo di WRC2. “La giornata stava andando bene – ha detto il pilota veneto – e stavamo facendo esperienza su queste prove molto impegnative che non conoscevamo. Poi nel pomeriggio stavamo andando meglio nonostante le condizioni meteo fossero peggiorate per la pioggia, e stavamo migliorando. Purtroppo ad Amarante dopo circa 6 km abbiamo toccato con l’anteriore destro e staccato una ruota e ci siamo dovuti fermare. Abbiamo comunque fatto un’esperienza importante viste le difficili condizioni delle prove, ora domani grazie al Super Rally parteciperemo all’ultima tappa“.
Nel WRC3, la classifica vede al comando lo spagnolo Gil Membrado, che ha saputo imporre un ritmo costante chiudendo la giornata con il tempo complessivo di 3:33:41.8. Il driver iberico precede il turco Ali Türkkan, il quale, nonostante un avvio di giornata arrembante, si ritrova in seconda posizione con un distacco di 1 minuto e 46,9 secondi, pagando caro i problemi elettrici accusati nel pomeriggio.
Al terzo posto si attesta l’equipaggio composto dai nostri Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi, staccati di 2 minuti e 9,8 secondi dal leader. Purtroppo il comasco ha accumulato una penalità di 2 minuti e 50 secondi, ovvero 17 minuti di ritardo al CO, per aver dovuto sostituire un braccetto danneggiato nell’urto contro un jersey.
Classifica alla fine della terza giornata
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Ogier S. – Landais V. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 3:09:13.3 | — |
| 2 | Neuville T. – Wydaeghe M. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 3:09:35.2 | +21.9 |
| 3 | Pajari S. – Salminen M. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 3:09:39.1 | +25.8 |
| 4 | Solberg O. – Edmondson E. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 3:10:02.9 | +49.6 |
| 5 | Evans E. – Martin S. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 3:10:11.5 | +58.2 |
| 6 | Fourmaux A. – Coria A. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 3:10:37.1 | +1:23.8 |
| 7 | Katsuta T. – Johnston A. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 3:10:48.6 | +1:35.3 |
| 8 | Sordo D. – Carrera C. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 3:12:58.0 | +3:44.7 |
| 9 | Sesks M. – Francis R. | Ford Puma Rally1 | RC1 | 3:16:01.0 | +6:47.7 |
| 10 | Suninen T. – Hussi J. | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 3:18:31.1 | +9:17.8 |
Day2 – Venerdì 8 maggio 2026
La seconda giornata del Rally del Portogallo ha completamente cambiato volto alla classifica generale, trasformando il venerdì in una lunga battaglia fatta di strategie, errori, colpi di scena e continui ribaltamenti. Dalla prima prova del mattino fino alla conclusiva Mortágua 2, il rally ha vissuto un’evoluzione continua, con i protagonisti costretti non soltanto a cercare la velocità, ma anche a sopravvivere a strade sempre più rotte, sporche e imprevedibili. Alla fine della giornata il leader è Sébastien Ogier, ma Thierry Neuville è distante appena 3”7 e tutto lascia presagire un fine settimana ancora apertissimo.
La giornata si era aperta con la PS4 Mortágua 1, dove la variabile decisiva è stata immediatamente la scelta degli pneumatici. Senza assistenza tecnica nella notte, i team hanno dovuto pianificare il venerdì con grande anticipo, e Hyundai ha scelto una strategia aggressiva montando quattro gomme soft su quasi tutte le vetture. Una decisione che ha pagato subito dividendi, soprattutto per Adrien Fourmaux. Il francese ha sfruttato il grande feeling della Hyundai i20 N Rally1 sullo sterrato portoghese per balzare al comando della corsa, iniziando la giornata con un ritmo altissimo e costante. “C’è ancora molto rally davanti a noi, ma questo è stato un buon inizio e possiamo esserne felici. Abbiamo il ritmo giusto sulla terra e dobbiamo lottare con loro: è esattamente quello che stiamo facendo”, ha dichiarato il francese al termine della prova.
Alle sue spalle la classifica era già cortissima. Sami Pajari ha firmato uno scratch sensazionale che lo ha rilanciato immediatamente nella lotta per il podio, mentre Oliver Solberg ha pagato una scelta di gomme non ideale perdendo quasi dieci secondi. Thierry Neuville è rimasto pienamente in partita nonostante una vettura ancora non perfetta: “Il grip c’è, ma l’auto sembra un po’ pigra e non ancora esattamente come vorrei”. In casa Toyota, invece, Ogier ed Evans hanno cercato soprattutto di limitare i danni in una fase in cui Hyundai sembrava avere qualcosa in più.
La situazione è diventata ancora più intensa nella lunga PS5 Arganil 1, quasi diciannove chilometri affrontati quest’anno in senso inverso rispetto alla tradizione. Ancora una volta il protagonista assoluto è stato Sami Pajari. Il giovane finlandese della Toyota ha trovato un feeling straordinario con la GR Yaris Rally1 e ha conquistato il secondo scratch consecutivo. “Sto solo cercando di guidare con naturalezza. Sembra che stia funzionando”, ha spiegato con semplicità dopo la prova. Fourmaux però ha resistito magnificamente all’attacco, concedendo appena sei decimi e mantenendo la leadership della gara grazie a una gestione impeccabile delle gomme soft.
Dietro ai primi due la lotta era già feroce. Neuville continuava a rimanere agganciato ai migliori, mentre Sébastien Ogier iniziava a manifestare una certa insoddisfazione. Il francese, pur senza errori, perdeva terreno: “Non ho grossi problemi, sono solo lento. Anche se ho vinto qui molte volte, non significa nulla. Ogni volta si riparte da zero”. Anche Oliver Solberg lamentava un feeling molto precario con la vettura: “Non c’è grip. È davvero scivoloso. Ci provo, ma non voglio correre rischi eccessivi”.
Nel frattempo Elfyn Evans, pur costretto a “spazzare” le traiettorie da primo sulla strada, riusciva a contenere i danni restando vicino ai primi, mentre Dani Sordo viveva una prova complicata dopo un lungo che gli costava oltre venti secondi.

La mattinata si è chiusa con la breve PS6 Lousã 1, appena sette chilometri ma sufficienti per comprimere ulteriormente la classifica. Thierry Neuville ha trovato il primo scratch personale della giornata, rilanciandosi completamente nella lotta per il podio. Dietro di lui si è formato un trenino impressionante: quattro piloti racchiusi in mezzo secondo. Pajari ha confermato il suo stato di grazia consolidando la seconda posizione assoluta: “Ieri non è andata nel migliore dei modi, ma oggi il feeling è davvero ottimo e mi sento bene in macchina”.
Momenti di enorme tensione invece per Ogier. Nel tentativo di forzare il ritmo, il francese ha rischiato grosso dopo un violento sussulto della Toyota che ha quasi portato la vettura fuori strada. Seb è riuscito a salvarsi con la sua esperienza, ma al controllo stop è apparso preoccupato: “Dobbiamo fare dei cambiamenti perché la velocità non è quella che vorrei”.
In testa però continuava a esserci Fourmaux, che manteneva il controllo della gara con un vantaggio minimo ma preziosissimo. Solberg, invece, iniziava a perdere fiducia anche sul piano mentale: “Il feeling è terribile. La scelta delle gomme non è stata perfetta, ma è stato un mio errore”.
Il pomeriggio si è aperto con una PS7 Arganil 2 destinata a lasciare polemiche pesanti. Il fatto più clamoroso è stato l’incredibile episodio che ha coinvolto Elfyn Evans, ritrovatosi un carro attrezzi davanti negli ultimi metri della speciale. Solo la rapidità del gallese e la manovra improvvisa del mezzo civile hanno evitato conseguenze gravissime. Evans ha poi ottenuto un abbuono dopo l’analisi delle immagini onboard.
Sportivamente, invece, è stato il momento della riscossa di Sébastien Ogier. Grazie a una scelta tecnica precisa — quattro gomme dure — e ad alcune modifiche effettuate durante l’assistenza remota, il francese ha finalmente trovato il ritmo giusto abbassando il riferimento del mattino di dieci secondi. “L’auto ora sembra molto meglio. Non soffriamo più così tanto di sottosterzo”, ha spiegato il francese.
Fourmaux è riuscito a conservare la leadership ma iniziava a percepire la pressione crescente delle Toyota. Anche Solberg ha vissuto un altro momento pericolosissimo raccontando un episodio assurdo: “C’era un’agente di polizia ferma in mezzo alla strada. Stavo andando a tavoletta in sesta marcia quando questa signora si è trovata davanti. È successo troppe volte in questo rally”.
Poi è arrivata la PS8 Góis, probabilmente il momento decisivo dell’intera giornata. La prova si è trasformata in una vera trappola, soprattutto in un punto caratterizzato da un dosso in frenata in discesa. Oliver Solberg è stato il primo a finire fuori strada, salvandosi quasi miracolosamente con una perdita limitata a otto secondi. Pochi minuti dopo, nello stesso identico punto, Adrien Fourmaux ha invece visto crollare il proprio rally.
Il francese ha colpito una pietra nascosta danneggiando entrambe le gomme destre della Hyundai. Costretto a trascinare la vettura fino al traguardo, ha perso quasi trenta secondi precipitando dal comando al sesto posto assoluto. Un colpo pesantissimo per quello che fino a quel momento era stato il pilota più solido della giornata.
Chi ha approfittato del caos è stato Sébastien Ogier. Il veterano Toyota ha firmato lo scratch e conquistato la leadership generale: “Sapevamo che sarebbe stata una prova brutale, con tantissime pietre. Fortunatamente siamo riusciti a superarla senza problemi”. Pajari ha continuato a impressionare salendo virtualmente sul podio, mentre Neuville rimaneva agganciato a pochi secondi dalla vetta.
Nella PS9 Lousã 2 Ogier ha definitivamente preso in mano il pomeriggio. Il francese ha firmato il terzo scratch consecutivo consolidando il comando della gara e respingendo il ritorno di Neuville, che restava comunque a soli cinque secondi. Pajari ha vissuto un momento spettacolare quanto rischioso: tentando di gestire una curva estremamente scivolosa è finito in testacoda dopo aver toccato una sponda interna. “Pensavo sarebbe venuta una manovra perfetta, ma ho dovuto fare retromarcia. Ho perso solo pochi secondi”, ha raccontato sorridendo.
Dietro, Solberg rimaneva quarto dopo il grosso spavento della prova precedente, mentre Fourmaux riusciva almeno a ritrovare un ritmo normale dopo il disastro della doppia foratura.
Infine la PS10 Mortágua 2 ha chiuso una giornata estenuante e spettacolare. Thierry Neuville ha firmato il miglior tempo in 9:10.1 precedendo Solberg e Ogier in una classifica strettissima. Il belga ha cercato fino all’ultimo di ridurre il gap dal leader: “Ho provato a spingere, ma non è facile là dentro. Sono stato sbalzato fuori traiettoria all’inizio”. Ogier, però, ha amministrato con lucidità il vantaggio accumulato nel pomeriggio: “Domani sarà come partire per un nuovo rally”.

Alle loro spalle Pajari ha difeso la terza posizione assoluta da Solberg per appena 1”2, mentre Evans e Fourmaux hanno continuato il loro duello personale per la quinta piazza. Fourmaux, costretto a utilizzare gli stessi pneumatici nelle ultime due prove, ha ammesso le difficoltà: “Le gomme erano molto usurate ed era davvero difficile guidare”.
La giornata si è quindi chiusa con una classifica ancora apertissima. Ogier guida con appena 3”7 su Neuville, Pajari e Solberg sono separati da poco più di un secondo nella lotta per il podio e alle loro spalle Evans e Fourmaux restano pienamente in corsa. Dopo un venerdì così caotico, il Rally del Portogallo entra ora nella sua fase decisiva: nove prove speciali, 145 chilometri cronometrati e soprattutto la pioggia attesa per gran parte della giornata potrebbero cambiare ancora una volta completamente gli equilibri della gara.
Nel WRC2 la seconda giornata ha confermato un equilibrio eccezionale, con continui cambi di leadership e distacchi ridottissimi tra i protagonisti. La mattinata era iniziata con il grande attacco di Teemu Suninen, autore di due scratch consecutivi che gli avevano permesso di salire momentaneamente al comando della categoria con la Toyota GR Yaris Rally2. Successivamente Alejandro Cachón aveva approfittato delle difficoltà dei rivali per portarsi in testa, ma il suo rally si è interrotto nel pomeriggio a causa di un problema all’alternatore prima della PS7. Da quel momento la lotta si è trasformata in un confronto serratissimo tra Jan Solans, Roope Korhonen, Yohan Rossel, Suninen e Andreas Mikkelsen, tutti racchiusi in pochissimi secondi per gran parte della giornata. Alla fine del venerdì è stato Jan Solans a chiudere davanti a tutti con la Škoda Fabia RS Rally2, dimostrando grande velocità e notevole adattamento alla vettura ceca. Alle sue spalle Korhonen e Rossel restano pienamente in corsa, mentre Suninen paga qualche difficoltà nella seconda parte del pomeriggio pur restando agganciato al gruppo di testa.
Per l’Italia arrivano segnali molto incoraggianti soprattutto da Roberto Daprà. Il pilota di ACI Team Italia, affiancato da Luca Guglielmetti, ha disputato una giornata estremamente solida e concreta, riuscendo spesso a inserirsi vicino ai migliori specialisti della categoria. Nella PS6 Daprà ha addirittura firmato il secondo tempo assoluto di speciale, a soli 1”1 da Yohan Rossel, confermando un passo di alto livello su strade estremamente difficili e variabili. Nel corso della giornata è riuscito a risalire stabilmente nella top ten di categoria, mantenendo un ritmo competitivo senza commettere errori significativi.
Molto positiva anche la prova di Giovanni Trentin e Pietro Ometto. L’equipaggio italiano ha continuato a crescere prova dopo prova, restando costantemente all’interno della top ten del WRC2 e mostrando maturità nella gestione di un venerdì particolarmente duro dal punto di vista tecnico. Trentin ha chiuso la giornata in piena lotta con piloti molto più esperti, confermando progressi importanti soprattutto nella capacità di adattarsi a condizioni che cambiavano continuamente tra polvere, pietre smosse e fondo scavato dai Rally1.
Classifica assoluta a fine della seconda giornata
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo Totale | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Sébastien Ogier / Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:25.2 | — |
| 2 | Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 1:28:28.9 | +3.7 |
| 3 | Sami Pajari / Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:40.4 | +15.2 |
| 4 | Oliver Solberg / Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:41.6 | +16.4 |
| 5 | Elfyn Evans / Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:57.7 | +32.5 |
| 6 | Adrien Fourmaux / Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 1:28:59.5 | +34.3 |
| 7 | Takamoto Katsuta / Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:29:15.3 | +50.1 |
| 8 | Dani Sordo / Cándido Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | 1:29:48.5 | +1:23.3 |
| 9 | Josh McErlean / Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | 1:30:45.9 | +2:20.7 |
| 10 | Nikolay Gryazin / Konstantin Aleksandrov | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | 1:33:00.0 | +4:34.8 |
Day1 – Giovedì 7 maggio 2026
La prima giornata del Rally del Portogallo 2026 si è conclusa con Oliver Solberg al comando della classifica generale, al termine di una tappa inaugurale intensa, tecnica e caratterizzata da distacchi minimi che hanno tenuto alta la tensione dall’inizio alla fine.
Tutto è cominciato sulla PS1 Águeda-Sever, i 15,08 chilometri che hanno aperto le ostilità su un fondo secco, ricco di gravetta e con tratti misti di asfalto. Adrien Fourmaux ha subito imposto il suo ritmo conquistando lo scratch per un soffio, precedendo di appena 0,1 secondi un solido Elfyn Evans, capace di gestire al meglio l’onere di aprire la strada. Oliver Solberg si è inserito in terza posizione a soli 0,2 secondi, dichiarando: “Sono stato davvero molto prudente sul finale e ho fatto attenzione agli pneumatici sull’asfalto. La velocità c’è, basta attaccare“. Quarto ha chiuso Dani Sordo a 1,2 secondi, visibilmente entusiasta del feeling con la Hyundai: “Ho perso un po’ di tempo perché non pilotavo perfettamente sul finale. Ma sono davvero molto contento del comportamento della vettura. Per il momento devo ringraziare i ragazzi perché la macchina è molto buona. Mi sento davvero a mio agio. Proveremo a essere i più veloci possibile, e perché no, a giocarci la vittoria“.
Sami Pajari ha terminato quinto a 2,4 secondi, mentre più staccati hanno faticato Takamoto Katsuta, sesto a 3,6 secondi e subito pronto a segnalare i problemi: “È sicuramente meglio che essere il primo sulla strada. Ma ho avuto davvero tanto sottosterzo“. Sébastien Ogier ha chiuso settimo a cinque secondi, ammettendo apertamente: “Ho difficoltà con l’equilibrio della macchina. Devo trovare qualche soluzione“. Non è andata meglio a Thierry Neuville, nono a 6,3 secondi dopo aver avvertito un sospetto problema alla trasmissione nell’ultima curva: “Non è stata una brutta speciale. Avevo l’impressione di avere un problema alla trasmissione con del pattinamento sul finale. Ma sono abbastanza contento del mio pilotaggio“. Josh McErlean si è comunque distinto tra i piloti Ford con un’ottima ottava posizione assoluta.

La PS2 Sever-Albergaria, i 20,24 chilometri più impegnativi della giornata su un tracciato tecnico e reso insidioso da tante pietre smosse, ha completamente cambiato le gerarchie. Oliver Solberg ha firmato uno scratch di grande spessore, staccando di 1,4 secondi Thierry Neuville e prendendo il comando della classifica generale. Al termine della giornata il suo vantaggio su Adrien Fourmaux era esattamente di 3,4 secondi. Lo svedese ha commentato con onestà: “Non sono sicuro di aver gestito bene gli pneumatici. C’erano anche tanti sassi. Cercavo solo di evitare problemi. Le sensazioni non erano al top, non è stata una prova grandiosa“. Fourmaux, scivolato in seconda posizione dopo una scelta di gomme coraggiosa con un solo pneumatico duro, ha spiegato: “È stata una prova molto buona. Sono stato molto cauto perché c’erano pietre instabili ovunque. Ho avuto un po’ paura di forature“.
Thierry Neuville è risalito al terzo posto a 7,5 secondi dal leader, pur ammettendo i limiti della sua Hyundai: “È stato corretto, ma è difficile. Ci sono tanti curvoni. È molto tecnica. Non abbiamo ancora tanto grip ed è complicato avere fiducia“. Sébastien Ogier ha recuperato terreno chiudendo quarto a 7,9 secondi, commentando con moderato ottimismo: “È un po’ meglio. Non è fantastico, ma abbiamo fatto progressi. Possiamo ancora migliorare, dipende solo da me“. Elfyn Evans ha limitato i danni in quinta posizione, mentre Sami Pajari è scivolato in sesta ammettendo: “In realtà non è stato grandioso. Ci sono state alcune surriscaldature“. Dani Sordo, settimo, ha dovuto fare i conti con gomme dure e scarsa aderenza: “Avevo gomme dure e non c’era alcuna aderenza. Non è grave, il rally è lungo. Sono contento della mia performance considerando gli pneumatici che avevamo“.
La prima giornata si è conclusa sotto le luci della prova spettacolo Figueira da Foz, la PS3, un breve tracciato cittadino di soli 1,93 chilometri dove i piloti hanno corso con grande cautela, consapevoli dell’assenza di assistenza serale e della necessità di conservare gomme e meccanica per le prove massacranti di venerdì. Elfyn Evans e Sébastien Ogier hanno condiviso lo scratch a pari merito. Grazie a questo risultato Ogier è salito al terzo posto assoluto, superando di soli due decimi Thierry Neuville. Il francese ha riassunto così la giornata: “Non è stata la partenza ideale per noi. Abbiamo davvero faticato nella prima speciale e siamo riusciti a modificare un po’ la macchina nella seconda. Abbiamo avuto un po’ di difficoltà questo pomeriggio. Dobbiamo provare a fare meglio domani“. Oliver Solberg ha optato per una guida pulita e conservativa: “Ho solo cercato di guidare in modo pulito e di andare tranquillo. Non abbiamo assistenza quindi non vogliamo toccare niente. È un inizio corretto. Domani sarà una giornata difficile per le gomme“. Adrien Fourmaux ha chiuso a 0,7 secondi spiegando di aver corso con un pneumatico danneggiato per preservarne un altro: “Abbiamo preso il rischio di guidare con una gomma danneggiata in questa speciale per conservarne un’altra. Siamo piuttosto limitati sulle gomme soft in questo rally. Sono abbastanza contento della mia giornata“.
Al termine della prima giornata Oliver Solberg comanda con il tempo di 28:00.0 davanti ad Adrien Fourmaux a +3.4, Sébastien Ogier a +7.2, Thierry Neuville a +7.4 ed Elfyn Evans a +7.5. Una top five racchiusa in meno di otto secondi che sottolinea quanto la lotta sia apertissima e destinata a infiammarsi ulteriormente. Sami Pajari occupa la sesta posizione a +10.7, davanti a Dani Sordo a +11.7, Takamoto Katsuta a +15.9, Josh McErlean a +23.4 e Jon Armstrong a +24.8.
Nel WRC2 comanda Jan Solans su Škoda Fabia RS Rally2, tallonato da Alejandro Cachón su Toyota Yaris GR Rally2, dall’ottimo Yohan Rossel su Lancia Ypsilon Rally2 e da Andreas Mikkelsen, con i primi quattro separati da meno di sei secondi. I nostri Giovanni Trentin e Roberto Daprà, entrambi sulla Fabia RS di Delta Rally, ricoprono rispettivamente la decima (+24.8) e l’undicesima piazza (+28.2) della categoria cadetta
Una prima giornata tecnica e piena di insidie ha già messo in evidenza le criticità di setup per alcuni piloti – dal sottosterzo di Katsuta e Pajari alla mancanza di grip lamentata da Neuville e Ogier – mentre altri come Sordo e Fourmaux hanno trovato subito un buon feeling con le rispettive vetture. La gestione degli pneumatici e le modifiche all’assetto saranno decisive nelle lunghe prove di domani. Il Rally del Portogallo è solo all’inizio, ma ha già promesso una battaglia serratissima e di altissimo livello.

Classifica assoluta a fine prima giornata
| Pos. | # | Pilota / Navigatore | Auto | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 99 | Solberg Oliver – Edmondson Elliott | Toyota GR Yaris Rally1 | 28:00.0 | – |
| 2 | 16 | Fourmaux Adrien – Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 | 28:03.4 | +3.4 |
| 3 | 1 | Ogier Sébastien – Landais Vincent | Toyota GR Yaris Rally1 | 28:07.2 | +7.2 |
| 4 | 11 | Neuville Thierry – Wydaeghe Martijn | Hyundai i20 N Rally1 | 28:07.4 | +7.4 |
| 5 | 33 | Evans Elfyn – Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | 28:07.5 | +7.5 |
| 6 | 5 | Pajari Sami – Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | 28:10.7 | +10.7 |
| 7 | 6 | Sordo Dani – Carrera Cándido | Hyundai i20 N Rally1 | 28:11.7 | +11.7 |
| 8 | 18 | Katsuta Takamoto – Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | 28:15.9 | +15.9 |
| 9 | 55 | McErlean Josh – Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 | 28:23.4 | +23.4 |
| 10 | 95 | Armstrong Jon – Byrne Shane | Ford Puma Rally1 | 28:24.8 | +24.8 |
Shakedown Baltar – 5,72 km
Sul tracciato di Baltar lungo 5,72 chilometri, teatro tradizionale dello shakedown del Rally del Portogallo, Thierry Neuville ha chiuso al comando la sessione di prove di mercoledì 6 maggio 2026. Il pilota belga della Hyundai i20 N Rally1 ha fermato le lancette sul tempo di 3:51.2 al terzo e ultimo passaggio disponibile, migliorando nettamente rispetto al primo giro di 3:55.1 e al secondo di 3:52.9, segno di un feeling sempre più elevato con la vettura sulla terra portoghese.
A brevissima distanza, appena tre decimi, si è piazzato il giovane Sami Pajari su Toyota GR Yaris Rally1, autore di un ottimo 3:51.5 già nel corso del secondo passaggio, mentre Adrien Fourmaux con l’altra Hyundai i20 N ha ottenuto il terzo tempo assoluto in 3:51.7, sempre al secondo tentativo. Elfyn Evans ha siglato il quarto crono con 3:51.8 sulla sua Toyota GR Yaris al secondo giro, precedendo di un solo decimo Oliver Solberg, che ha trovato il suo miglior tempo di 3:51.9 proprio nell’ultimo passaggio disponibile.
Sébastien Ogier ha fermato il cronometro su 3:52.1 al secondo passaggio con la Toyota GR Yaris, seguito da Takamoto Katsuta con 3:52.4, mentre Dani Sordo ha ottenuto il suo miglior crono di 3:52.6 nel terzo tentativo sulla Hyundai. Jon Armstrong ha chiuso la top ten delle Rally1 con 3:52.9 al terzo passaggio sulla Ford Puma Rally1, precedendo Josh McErlean con 3:53.1 e Martins Sesks, che dopo un primo passaggio prudente di 4:08.9 ha portato la sua Ford Puma a 3:53.3 nel terzo run.
Nella categoria WRC2 la classifica ha subito un’importante evoluzione nel corso della sessione. Teemu Suninen su Toyota GR Yaris Rally2 ha siglato il miglior tempo assoluto di categoria con un eccellente 4:02.0 nel secondo passaggio, piazzandosi davanti a tutti. Secondo crono per Gus Greensmith con 4:03.6 sulla sua Toyota GR Yaris, seguito da Robert Virves e Andreas Mikkelsen, entrambi a 4:03.9 su Škoda Fabia RS. Roberto Daprà ha fermato il cronometro su 4:04.1, Jan Solans su 4:04.2, mentre Yohan Rossel ha portato la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale a 4:04.7. Nikolay Gryazin ha toccato 4:05.4 con l’altra Lancia, seguito da Yuki Yamamoto con 4:05.9, Roope Korhonen con 4:06.1, Giovanni Trentin con 4:06.4 e Fabrizio Zaldivar con 4:06.9.
La differenza tra il miglior tempo Rally1 di Neuville e il miglior tempo Rally2 di Daprà è risultata di circa 13 secondi, un gap atteso su una prova relativamente veloce e scorrevole come quella di Baltar. Complessivamente lo shakedown ha offerto segnali molto positivi per il Rally del Portogallo 2026, con le principali squadre della classe regina che hanno dimostrato grande equilibrio e con le Rally2, comprese le nuove Lancia Ypsilon, pronte a recitare un ruolo di assoluto rilievo nella loro categoria.
Migliori tempi Rally1-WRC
| Pos. | Pilota | Vettura | Miglior Tempo | Passaggio |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Thierry Neuville | Hyundai i20 N | 3:51.2 | 3° |
| 2 | Sami Pajari | Toyota GR Yaris | 3:51.5 | 2° |
| 3 | Adrien Fourmaux | Hyundai i20 N | 3:51.7 | 2° |
| 4 | Elfyn Evans | Toyota GR Yaris | 3:51.8 | 2° |
| 5 | Oliver Solberg | Toyota GR Yaris | 3:51.9 | 3° |
| 6 | Sébastien Ogier | Toyota GR Yaris | 3:52.1 | 2° |
| 7 | Takamoto Katsuta | Toyota GR Yaris | 3:52.4 | 2° |
| 8 | Dani Sordo | Hyundai i20 N | 3:52.6 | 3° |
| 9 | Jon Armstrong | Ford Puma | 3:52.9 | 3° |
| 10 | Josh McErlean | Ford Puma | 3:53.1 | 3° |
| 11 | Mārtiņš Sesks | Ford Puma | 3:53.3 | 3° |
Migliori tempi Rally2-WRC2
| Pos. | Pilota | Vettura | Miglior Tempo | Passaggio |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Teemu Suninen | Toyota GR Yaris Rally2 | 4:02.0 | 2° |
| 2 | Gus Greensmith | Toyota GR Yaris Rally2 | 4:03.6 | 2° |
| 3 | Robert Virves | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:03.9 | 2° |
| 4 | Andreas Mikkelsen | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:03.9 | 2° |
| 5 | Roberto Daprà | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:04.1 | 2° |
| 6 | Jan Solans | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:04.2 | 1° |
| 7 | Yohan Rossel | Lancia Ypsilon Rally2 HF | 4:04.7 | 2° |
| 8 | Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 HF | 4:05.4 | 1° |
| 9 | Yuki Yamamoto | Toyota GR Yaris Rally2 | 4:05.9 | 2° |
| 10 | Roope Korhonen | Toyota GR Yaris Rally2 | 4:06.1 | 2° |
| 11 | Giovanni Trentin | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:06.4 | 2° |
| 12 | Fabrizio Zaldivar | Škoda Fabia RS Rally2 | 4:06.9 | 1° |
Il programma completo della gara

Mercoledì 6 maggio si aprirà con lo shakedown di Baltar (5,72 km), identico a quello del 2025 e parzialmente condiviso con Paredes, con un finale sul circuito rallycross che permetterà ai piloti di prendere confidenza con lo sterrato portoghese.
Giovedì 7 maggio il rally entrerà nel vivo con la partenza cerimoniale da Coimbra. Subito due prove speciali vere su terra: PS1 Águeda/Sever (15,08 km) e PS2 Sever/Albergaria (20,24 km), seguite dalla superspeciale cittadina di Figueira da Foz (1,93 km). Una scelta voluta anche per rispondere ai feedback dei piloti sulla struttura del venerdì 2025.
| Ora | Attività | Prova Speciale | Distanza |
|---|---|---|---|
| 13:10 – 13:40 | Sessione Autografi | Coimbra – Praça das Cortes | – |
| 14:00 | Partenza Cerimoniale | Coimbra | – |
| 15:05 | PS1 | Águeda / Sever | 15,08 km |
| 16:05 | PS2 | Sever / Albergaria | 20,24 km |
| 18:05 | PS3 | Figueira da Foz | 1,93 km |
| 18:33 | Fine Tappa | Figueira da Foz | – |
Venerdì 8 maggio si preannuncia la giornata più dura e selettiva. Partenza da Figueira da Foz alle 06:00 con Mortágua 1 (14,59 km), Arganil 1 (18,62 km, in senso inverso e formato esteso), Lousã 1 (7,07 km che recupera il tracciato di Candosa, assente dal 1995). Dopo il riordino e il remote service ad Arganil (senza rientro all’assistenza centrale di Matosinhos/Exponor), gli equipaggi affronteranno il secondo giro con Arganil 2, Góis (15,66 km, direzione opposta) e Lousã 2, chiudendo su Mortágua 2. L’assenza di un’assistenza piena tra i due loop obbligherà i team a una gestione estremamente attenta delle vetture fin dal mattino.
| Ora | Attività | Prova Speciale | Distanza |
|---|---|---|---|
| 06:00 | Inizio Tappa | Figueira da Foz | – |
| 07:35 | PS4 | Mortágua 1 | 14,59 km |
| 08:55 | PS5 | Arganil 1 | 18,62 km |
| 10:13 | PS6 | Lousã 1 | 7,07 km |
| 11:27 | Riordino + Remote Service | Arganil | – |
| 12:30 | PS7 | Arganil 2 | 18,62 km |
| 13:25 | PS8 | Góis | 15,66 km |
| 14:08 | PS9 | Lousã 2 | 7,07 km |
| 15:45 | PS10 | Mortágua 2 | 14,59 km |
| 18:05 | Flexi-Service A | Exponor (Matosinhos) | – |
Sabato 9 maggio sarà la giornata regina con circa 145 km cronometrati. Si inizia con Felgueiras 1 (8,81 km), Cabeceiras de Basto 1 (19,91 km), la classica e allungata Amarante 1 (26,24 km) e Paredes 1 (16,09 km). Dopo il service B a Exponor si ripeteranno le stesse quattro prove nel secondo loop, con condizioni del fondo notevolmente deteriorate, prima della spettacolare Super Speciale di Lousada (3,78 km, uno contro uno) alle 19:05 locali.
| Ora | Attività | Prova Speciale | Distanza |
|---|---|---|---|
| 06:00 | Inizio Tappa | Exponor | – |
| 07:00 | PS11 | Felgueiras 1 | 8,81 km |
| 08:05 | PS12 | Cabeceiras de Basto 1 | 19,91 km |
| 09:35 | PS13 | Amarante 1 | 26,24 km |
| 11:05 | PS14 | Paredes 1 | 16,09 km |
| 12:00 | Riordino + Service B | Exponor | – |
| 14:00 | PS15 | Felgueiras 2 | 8,81 km |
| 15:05 | PS16 | Cabeceiras de Basto 2 | 19,91 km |
| 16:35 | PS17 | Amarante 2 | 26,24 km |
| 18:05 | PS18 | Paredes 2 | 16,09 km |
| 19:05 | PS19 | Lousada (Super Speciale) | 3,78 km |
| 20:00 | Flexi-Service C | Exponor | – |
Domenica 10 maggio il rally si concluderà in maniera compatta ma decisiva: Vieira do Minho 1 (21,60 km) e Fafe 1 (11,18 km), breve regroup a Fafe, quindi Vieira do Minho 2 e la storica Fafe 2 (Power Stage) con il suo celebre salto. L’arrivo del primo concorrente è previsto intorno alle 14:15 a Fafe, con podio e successivo parc fermé a Exponor-Matosinhos.
| Ora | Attività | Prova Speciale | Distanza |
|---|---|---|---|
| 06:30 | Inizio Tappa | Exponor | – |
| 08:05 | PS20 | Vieira do Minho 1 | 21,60 km |
| 09:35 | PS21 | Fafe 1 | 11,18 km |
| 10:35 | PS22 | Vieira do Minho 2 | 21,60 km |
| 11:55 | Regroup | Fafe | – |
| 13:15 | PS23 – Wolf Power Stage | Fafe 2 | 11,18 km |
| 14:15 | Podio Finale | Fafe | – |
| 15:05 | Parc Fermé – Fine Rally | Exponor (Matosinhos) | – |
I protagonisti al via
Tra le Rally1 Toyota Gazoo Racing si presenta in una posizione di assoluto dominio con cinque vittorie su cinque gare disputate. La Casa giapponese schiererà la line-up più numerosa con cinque vetture. Elfyn Evans, leader del mondiale, partirà per primo e dovrà affrontare il compito più ingrato di “pulire” la strada per tutti gli inseguitori, perdendo terreno soprattutto nel primo passaggio. Alle sue spalle Takamoto Katsuta e Sami Pajari, quest’ultimo in straordinaria forma con quattro podi consecutivi e candidato concreto alla prima vittoria assoluta. Sébastien Ogier, vincitore qui lo scorso anno, partirà sesto, posizione potenzialmente ideale nelle prime fasi quando il fondo è ancora sporco. Oliver Solberg cercherà invece un immediato riscatto dopo il ritiro alle Canarie.
Hyundai Motorsport arriva con l’esigenza di invertire la tendenza dopo un avvio di stagione difficile (zero vittorie, solo due podi e appena otto scratch). Adrien Fourmaux partirà da quinta forza nel WRC, mentre Thierry Neuville e Dani Sordo partiranno ancora più indietro, potendo così beneficiare di condizioni di strada migliori nel corso della prima giornata. M-Sport Ford schiera Jon Armstrong, Josh McErlean e il lettone Mārtiņš Sesks, particolarmente efficace su questo tipo di sterrato e pronto a inserirsi nelle posizioni che contano.
Nel WRC2 il livello è altissimo con 34 vetture iscritte su 45 Rally2 totali. Grande attesa per il debutto mondiale su terra della Lancia Ypsilon Rally2 HF, affidata a Yohan Rossel (vincitore in Croazia e alle Canarie) e Nikolay Gryazin. Al via anche Pablo Sarrazin e il portoghese José Pedro Fontes (trasparente per la classifica WRC2). Tra i principali contendenti Roope Korhonen su Škoda Fabia RS Rally2, Roberto Daprà con Luca Guglielmetti, Teemu Suninen di ritorno sulla Toyota GR Yaris Rally2, Gus Greensmith, Andreas Mikkelsen, Romet Jürgenson, Alejandro Cachón, Jan Solans, Éric Camilli e i locali Armindo Araújo e Diogo Salvi. Sarà presente anche Pierleonardo Bancher con Andrea Marcon su Škoda Fabia RS Rally2, oltre al veneto Giovanni Trentin con Pietro Elia Ometto (deciso a proseguire il percorso di crescita) sulla berlinetta ceca di Delta Rally.
Tra gli italiani in evidenza nel WRC3 Matteo Fontana con Alessandro Arnaboldi su Ford Fiesta Rally3. Il comasco, Campione in carica, è secondo in classifica a soli 4 punti dallo spagnolo Gil Membrado e partirà tra i favoriti della categoria, che conta 13 equipaggi totali.
Previsioni meteo
Le condizioni atmosferiche saranno variabili e potenzialmente insidiose per tutta la durata dell’evento. A Matosinhos il tempo sarà instabile con possibilità di pioggia e temperature comprese tra 11°C di minima e 17°C di massima. Situazione analoga a Coimbra per la partenza di giovedì, con una probabilità di precipitazioni intorno al 60% e temperature simili.
Ad Arganil, teatro delle prove di venerdì, il cielo sarà prevalentemente nuvoloso ma senza precipitazioni significative attese, con escursioni termiche più marcate: minime intorno ai 7°C e massime fino a 20°C. Il meteo più critico è atteso domenica a Fafe, dove è prevista pioggia con temperature tra 8°C e 14°C. Condizioni che potrebbero rendere il fondo particolarmente scivoloso, aumentare il rischio di aquaplaning e complicare ulteriormente la Power Stage conclusiva.
Il Vodafone Rally de Portugal 2026 si conferma uno degli eventi più completi e affascinanti del calendario WRC: un mix unico di prove lunghe e tecniche, tratti veloci, sezioni scavate e una logistica impegnativa che metterà a dura prova piloti, navigatori e team. Toyota arriva da dominatrice assoluta, ma l’ordine di partenza, l’evoluzione del fondo e le variabili meteo rendono ogni pronostico estremamente aperto. Su queste strade lusitane, più che in qualsiasi altro evento, contano l’esperienza, la strategia e la capacità di adattamento. Un round che potrebbe iniziare a delineare gerarchie più chiare in vista della seconda parte di stagione.
Il sesto atto del Mondiale Rally
Il World Rally Championship lascia l’asfalto delle Isole Canarie e cambia completamente scenario. Il Vodafone Rally de Portugal, sesto atto del campionato 2026, si disputerà dal 7 al 10 maggio con quartier generale a Matosinhos. Si tratta dell’ultima edizione con base in questa località almeno per il momento. Sono previste 23 prove speciali per un totale di 344,91 chilometri cronometrati su un fondo sterrato tra i più complessi e selettivi del calendario iridato.
Le strade portoghesi si presentano sabbiose e morbide nel primo passaggio, per poi “pulirsi” progressivamente, diventando più veloci ma anche più pietrose, con solchi sempre più marcati e tratti aggressivi nel secondo loop. Temperature spesso elevate, prove molto diverse tra loro per lunghezza e carattere (Amarante indicata come uno dei punti chiave) e l’evoluzione del fondo rendono l’evento particolarmente impegnativo per gomme, freni, sospensioni e affidabilità meccanica complessiva. Dopo il Kenya con il suo profilo unico, il Portogallo rappresenta il primo vero appuntamento su terra “classico” della stagione. Il rally assume un’importanza strategica ancora maggiore perché precede il Giappone a fine maggio (ultima gara su asfalto) prima della seconda metà di calendario interamente su sterrato che partirà dalla Grecia alla fine di giugno.
Il Portogallo non è solo una tappa: è un banco di prova completo che premia chi sa adattarsi meglio, gestire l’ordine di partenza e dosare le risorse su strade che cambiano passaggio dopo passaggio.









