Covid-19: l'autodromo ceck-point Covid-19, Mondiale a rischio?

L’Autodromo di Monza check-point Covid-19, Mondiale a rischio?

L’Autodromo di Monza si trasforma in un check point, una sorta di triage utile a decongestionare la pressione sugli ospedali a Monza e in Brianza, così come a Milano, che cresce sempre più per gestire la situazione di emergenza legata all’epidemia di Covid. Tanti gli appelli lanciati dal direttore generale Mario Alparone per chiedere agli ospedali lombardi di tendere una mano a Monza divenuta ora la “nuova Codogno”. Intanto, per fronteggiare l’emergenza anche la città di Teodolina trasforma i propri spazi in Autodromo: nell’area del centro medico del Tempio della Velocità, ora si corre una gara diversa: quella contro il virus. Che purtroppo viaggia ancora veloce, troppo.

L’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu) lunedì 9 novembre ha allestito un’area Check Point a Monza, negli spazi dell’Autodromo. Proprio come accade a Milano in via Novara, verrà effettuato il triage per i pazienti meno gravi a bordo della ambulanze che convergeranno nel Parco. In caso di necessità o di sospetto positivo al Covid verrà effettuato un tampone di controllo e se previsto si procederà con il trasporto verso i presidi ospedalieri lombardi che potranno accogliere i pazienti, sgravando così i presidi brianzoli. Solo nella giornata di lunedì – primo giorno di attività del check point monzese – sono state una ventina le ambulanze arrivate in autodromo.

In Autodromo (come a Milano, in base alla distanza rispetto all’area di intervento) arrivano i pazienti che hanno contattato il 118 per una probabile infezione respiratoria da Covid e a seguito della preliminare valutazione telefonica sono stati classificati come casi meno gravi e quindi codici verdi. I pazienti vengono sottoposti a una visita medica in loco e a un tampone antigenico. Nei venti-venticinque minuti necessari per avere il risultato del test rapido per verificare l’eventuale presenza di infezione da Covid vengono effettuati tutti gli accertamenti diagnostici. Nel caso in cui un paziente risulti più grave del previsto si attiva immediatamente il trasferimento in ospedale. Per coloro che invece richiedono assistenza ospedaliera le cui condizioni sono meno gravi viene proposto il trasferimento in uno degli ospedali al di fuori della cintura dell’area metropolitana tra Bergamo, Varese, Cremona e la altre province. Nei casi giudicati meno gravi invece i pazienti vengono riaccompagnati in ambulanza al proprio domicilio.

“Come Aci e Sias abbiamo aderito immediatamente alla richiesta di aiuto che ci è giunta e ci siamo messi al servizio della stessa comunità di cui l’Autodromo fa parte. Abbiamo pertanto predisposto in tempi celeri un protocollo di intesa con AREU per una collaborazione reciproca. Anche nei momenti di grave necessità come quelli che stiamo affrontando, il nostro impianto è a disposizione dei Monzesi e cerchiamo allo stesso tempo di mantenere i nostri impegni come circuito, nella garanzia di un’assoluta sicurezza sanitaria. Confermando la nostra disponibilità, esprimiamo a nome dell’Autodromo e dei suoi lavoratori la più sentita vicinanza a quanti stanno vivendo il dramma della malattia” ha commentato Alessandra Zinno, Direttore Generale di Autodromo Nazionale Monza.

La situazione ha destato preoccupazione al livello internazionale. Il Promoter del WRC e la FIA vogliono rassicurazioni. Vogliono sapere se la prevista finale del Campionato del Mondo Rally è a rischio, se è possibile disputare una gara di WRC con le ambulanze in autodromo, alla luce di previsti peggioramenti per quella data. Tanti altri chiedono l’annullamento della gara, ritenendo che con la situazione che peggiora ci sia poco da festeggiare. RS e oltre ha contattato l’ufficio stampa dell’autodromo. Davide Casati ci ha spiegato che “la gara di Mondiale Rally non è a rischio di effettuazione. Non certamente per questo motivo. L’autodromo è grande e un piccola parte viene usata come “parcheggio” momentaneo delle ambulanze. Non è escluso si tratti di una soluzione temporanea, in ogni caso la convivenza tra le due situazioni è possibile”.