Definisce ''mafiosi'' i politici di Aci Sport: licenza sospesa

Definisce ”mafiosi” i politici di Aci Sport: licenza sospesa e sanzione

Il Tribunale Federale di Aci Sport ha sospeso per tre mesi, a partire dall’1 marzo 2021, la licenza al pilota Nicola Barbieri. All’apprezzato gentleman driver (da non confondere con uno dei titolari della Metior) a cui è stata comminata anche la sanzione pecuniaria di ben 1.000 euro viene contestato di aver scritto sulla propria bacheca di Facebook una frase considerata irrispettosa dalla stessa federazione: “Aci Sport politici mafiosi di merda e adesso fatemi pure causa”, accompagnata dall’emoticon rappresentante il dito medio.

La parte che non è andata giù alla federazione è, ovviamente, “Aci Sport politici mafiosi di merda”. Qualcuno ha segnalato il post e la federazione ha interessato della vicenda il sostituto procuratore Vincenzo Capo, che ha provveduto a deferire “il licenziato Nicola Barbieri per violazione degli articoli 8 e 8.5 del RNS”, si legge nella sentenza emessa il 10 novembre 2020 dal Tribunale Federale, composto dall’avvocato Camillo Tatozzi (presidente), da Roberto Maria Bucchi (componente), dall’avvocato Giuseppe Violante (componente) e dal generale Ugo Marchetti (componente), riunitosi in videoconferenza mediante applicazione Meet di Google.

All’udienza del 10 novembre 2020, è comparso il sostituto procuratore federale, avvocato Marfisa Luciani, che si è riportata all’atto di deferimento e ha precisato che la Procura federale ha regolarmente notificato in data 20.7.2020 a mezzo raccomandata all’indirizzo riportato nella licenza l’atto di deferimento al Barbieri. Nicola Barbieri era assente.

“Nel merito, letti gli atti del deferimento, e preso atto che la-condotta contestata risulta “per tabulas”, ritiene che la frase sopra specificata, postata dall’incolpato sul proprio profilo Facebook unitamente all’emoticon indicante il dito medio, siano gravemente ingiuriose nei confronti della Federazione alla quale lo stesso appartiene e configurino la violazione dell’art. 8.5 del R.N.S. ai sensi del quale tutti i titolari di una tessera sportiva ACI non devono esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione, dell‘immagine o della dignità personale di altri soggetti o di organismi operanti nell’ambito dell’ordinamento sportivo”, è scritto nella sentenza.

Infine, la condanna: “Il Collegio del Giudice Sportivo dichiara il licenziato Nicola Barbieri responsabile della violazione ascritta in motivazione, e gli applica la sanzione della sospensione delle licenze sportive per mesi tre con decorrenza 1° marzo 2021 e l’ammenda di € 1.000 (mille)”.

Attenzione, dunque, a parlare male della federazione attraverso i social, magari usando frasi oltre le righe, può costare ben più caro di una sospensione licenza e di una sanzione pecuniaria. Se poi la parte offesa si ritiene gravemente lesa, può anche capitare di ritrovarsi citati in tribunale con una causa risarcitoria per diffamazione a mezzo social. Infatti, oggigiorno, il danno subito da una vittima di diffamazione per il tramite di mass media (TV, web, giornali) o di social network (Facebook, Linkedin, Twitter) può assumere un’entità ben più consistente rispetto al passato.