Gomma forata Simone Campedelli

CIRA: i chiodi finiscono in Procura alla vigilia del Rally Trofeo Aci Como

Se Zanin e Nicelli si sono limitati a protestare, in particolare Zanin è l’unico che ci ha messo la faccia nelle sedi sportive competenti, dall’entourage di MRF Tyres, relativamente alla foratura di Simone Campedelli e Tania Canton, arriva una risposta decisamente più forte. Dopo anni di problemi e sabotaggi avuti da Campedelli e denunciati anche da Orange One, con tanto di “guerre” di carta bollata nei Tribunali Aci Sport e del CONI, questa volta lo staff di MRF Tyres ha preferito recarsi in Procura. Procura della Repubblica, si intende.

Ci sono sviluppi importanti che non lasciano presagire nulla di buono relativamente ai chiodi disseminati e rinvenuti sul percorso del Rally Due Valli anche da alcuni UDG e di cui ne hanno gravemente fatto le spese a vario titolo Mattia Zanin e Davide Nicelli (Campionato Italiano Rally Junior) e Simone Campedelli (Campionato Italiano Rally Asfalto). Ma non solo.

Se Zanin e Nicelli si sono limitati a protestare, in particolare Zanin è l’unico che ci ha messo la faccia nelle sedi sportive competenti, dall’entourage di MRF Tyres, relativamente alla foratura di Simone Campedelli e Tania Canton, arriva una risposta decisamente più forte. Dopo anni di problemi e sabotaggi avuti da Campedelli e denunciati anche da Orange One, con tanto di “guerre” di carta bollata nei Tribunali Aci Sport e del CONI, questa volta lo staff di MRF Tyres ha preferito recarsi in Procura. Procura della Repubblica, si intende.

Nei giorni scorsi, infatti, è stata depositata una denuncia-querela contro i “fatti” del Rally Due Valli a Verona, proprio per timore che anche al prossimo Rally Trofeo Aci Como possano ripetersi sabotaggi alla vettura di Campedelli. Fonti ben informate riferiscono preoccupazione da parte degli uomini MRF per via del fatto che Simone e Tania sono in lizza per il successo del Campionato Italiano Rally Asfalto, che mette in palio 20.000 euro per il primo assoluto.

Timori motivati e finiti nella denuncia, insieme al sospetto di una serie nazionale che potrebbe essere stata falsata. Condizionare una prestazione sportiva, a maggior ragione se in palio ci sono soldi (anche pubblici in questo caso, Aci Sport e CONI), è un reato punito dal codice di procedura penale: si chiama frode sportiva. Addirittura si può arrivare ad ipotizzare il tentato omicidio. E non è da escludere che i legali che si occuperanno di seguire il corso della querela presentata non puntino ad evidenziare questo particolare, collegando anche gli episodi degli anni precedenti.

Non succedeva da decenni che una vicenda dei Campionati Italiani Aci Sport finisse al vaglio di un magistrato, siamo certi che tutta questa esasperazione sfociata in una denuncia si sarebbe potuta evitare. E forse ancora si potrebbe rimediare…

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Copertina ottobre 2022