Diretta WRC – Acropolis Rally
La diretta dell’Acropolis Rally, ottavo appuntamento del Campionato del Mondo Rally 2026, curata e aggiornata tappa per tappa fino a fine gara dalla redazione di RS rallyslalom e oltre. Una gara che riaccende la sfida tra Toyota, Hyundai e M-Sport.
Day4 – domenica 28 giugno
La giornata conclusiva dell’Acropolis Rally si è trasformata in un lungo, estenuante duello di nervi e sopravvivenza meccanica, consumato su fondi traditori e in un clima in cui ogni chilometro poteva ribaltare la classifica. Fin dal primo passaggio sulla Aghii Theodori, la più lunga speciale del weekend con i suoi 25,39 chilometri, il rally ha assunto i contorni di una battaglia senza concessioni.
È su questo tratto che Adrien Fourmaux ha acceso la mattinata con una prestazione di altissimo livello. Il francese della Hyundai ha interpretato la prova con aggressività e precisione, sfruttando le condizioni di strada pulita per segnare il miglior tempo assoluto e rilanciarsi nella lotta per il podio. Alle sue spalle, però, il colpo più pesante lo ha messo a segno Sébastien Ogier: il francese della Toyota ha chiuso con il secondo tempo e, soprattutto, ha approfittato del calo di Thierry Neuville per prendersi la leadership della generale con un margine minimo, appena 1,3 secondi. Un ribaltamento immediato, maturato su un fondo che ha messo a dura prova la tenuta delle vetture e la gestione degli pneumatici.
Lo stesso Ogier, nel dopo prova, ha raccontato la complessità della speciale senza nascondere la sorpresa per il risultato: “Sono stato davvero sorpreso del riscontro cronometrico alla fine della prova, è stato molto difficile tenere la vettura in traiettoria a causa della scarsa aderenza“. Neuville, dal canto suo, ha ammesso di aver spinto al limite senza riuscire a trovare la giusta stabilità sul posteriore della sua Hyundai sulle sezioni più sabbiose.
La tensione è rimasta altissima anche nella successiva PS15, la prima passata a Loutraki. Qui la sfida tra Ogier e Neuville si è trasformata in un perfetto equilibrio: i due hanno chiuso con lo stesso identico tempo, congelando di fatto la situazione in classifica. Un epilogo quasi simbolico di una battaglia in cui nessuno dei due ha concesso nulla. Ogier ha sintetizzato così il momento: “È tiratissima. Stiamo cercando di guidare forte, ma ovviamente in queste condizioni non posso mettere proprio tutto in gioco“. Neuville ha invece sottolineato ancora una volta le difficoltà tecniche della sua vettura: “Il retrotreno dell’auto è ancora precario“.
Alle loro spalle, Takamoto Katsuta ha consolidato con solidità il terzo posto, mantenendo un margine rassicurante rispetto agli inseguitori e confermando una gara priva di errori rilevanti. Ma la lotta più accesa si è consumata per la quarta posizione, dove Josh McErlean ha visto trasformarsi un risultato potenzialmente storico in una pressione crescente. L’irlandese della Ford, fino a quel momento protagonista di una prova consistente, si è ritrovato con Adrien Fourmaux in rimonta serrata e con Sami Pajari sempre più vicino.
La svolta è arrivata nella PS16, Aghii Theodori 2, dove il rally ha mostrato ancora una volta la sua natura spietata. Le forature hanno colpito duramente, condizionando pesantemente la lotta per il podio e per le posizioni di vertice. Thierry Neuville ha vissuto il momento più amaro della sua domenica, costretto a percorrere gli ultimi chilometri su tre ruote dopo la delaminazione di uno pneumatico Hankook. Il belga ha perso circa cinquanta secondi, ma è riuscito comunque a conservare la seconda posizione assoluta grazie al vantaggio accumulato.
Ogier, nel frattempo, ha approfittato della situazione per allungare, pur mantenendo un approccio prudente: “Su queste speciali può succedere di tutto“. Neuville, visibilmente frustrato, ha commentato con amarezza: “Sono stato davvero sfortunato. Sarebbe stato bello lottare fino all’ultimo metro con Sébastien“.
Alle loro spalle la situazione si è ulteriormente cristallizzata: Katsuta stabile al terzo posto, mentre McErlean ha resistito nonostante un errore che lo aveva fatto perdere tempo in un banco di sabbia. Ma il vero terremoto è arrivato poco dietro, dove Sami Pajari ha continuato la sua progressione fino a ridurre il distacco al minimo dal quarto posto, approfittando anche delle difficoltà di Fourmaux, sempre più penalizzato dalle forature.
Il francese della Hyundai, protagonista di una domenica estremamente sfortunata, ha vissuto un altro episodio decisivo proprio nella PS15, quando una nuova foratura lo ha costretto a proseguire senza fermarsi, perdendo quasi due minuti e uscendo definitivamente dalla lotta per le posizioni di vertice. Le sue parole al traguardo hanno sintetizzato la frustrazione del fine settimana: “Non so cosa sia successo. Sono davvero stanco di questi pneumatici“.
Nel frattempo, anche la classifica ha continuato a cambiare volto: Evans è scivolato ulteriormente indietro dopo una nuova foratura, mentre in WRC2 Robert Virves ha consolidato la leadership nonostante a sua volta un problema agli pneumatici nella PS16, che ha però solo ridotto il suo margine su Andreas Mikkelsen senza comprometterne il primato.
Quando il rally è arrivato alla PS17, Loutraki 2, la situazione si è finalmente stabilizzata. Sébastien Ogier ha completato la sua opera, chiudendo il weekend con una gestione impeccabile e una vittoria costruita tra velocità e controllo. Thierry Neuville ha tagliato il traguardo secondo, segnato dal rammarico per l’episodio decisivo della foratura che ha spezzato il duello proprio nel momento più caldo. Katsuta ha confermato il podio, mentre McErlean ha resistito fino alla fine conquistando un risultato importante, nonostante la pressione finale di Pajari, protagonista di una rimonta convincente fino al quinto posto.
La domenica greca si è chiusa così, tra la durezza estrema dei fondi dell’Acropoli e una serie di episodi tecnici che hanno ridisegnato più volte la classifica, lasciando in eredità una vittoria netta per Ogier ma anche il senso di una gara in cui, fino all’ultimo chilometro, nulla è stato davvero deciso.
| Pos. | Pilota | Auto | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Sébastien Ogier / Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:36:40.7 | — |
| 2 | Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 3:37:39.0 | +58.3s |
| 3 | Takamoto Katsuta / Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:39:45.5 | +3:04.8 |
| 4 | Josh McErlean / Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | 3:41:36.2 | +4:55.5 |
| 5 | Sami Pajari / Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:41:42.9 | +5:02.2 |
| 6 | Adrien Fourmaux / Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 3:41:49.4 | +5:08.7 |
| 7 | Elfyn Evans / Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:42:35.6 | +5:54.9 |
| 8 | Mārtiņš Sesks / Renārs Francis | Ford Puma Rally1 | 3:44:46.5 | +8:05.8 |
| 9 | Robert Virves / Jakko Viilo | Škoda Fabia RS Rally2 | 3:46:30.8 | +9:50.1 |
| 10 | Andreas Mikkelsen / Jørn Listerud | Škoda Fabia RS Rally2 | 3:47:33.2 | +10:52.5 |
Day3 – sabato 27 giugno
La seconda vera giornata dell’Acropolis Rally ha confermato tutto ciò che rende unica la classica greca del Mondiale Rally: prove durissime, pietre affioranti, strategie sugli pneumatici e una lotta continua contro gli imprevisti. Thierry Neuville ha iniziato il sabato da leader, ma nel corso dei sei tratti cronometrati ha dovuto respingere il forcing incessante di Sébastien Ogier, arrivando all’ultima prova con poco più di dieci secondi di vantaggio prima che un errore nel finale riaprisse completamente la corsa. Alle loro spalle, la classifica è stata stravolta da una lunga serie di forature che hanno premiato chi è riuscito semplicemente a sopravvivere.
La giornata si è aperta sulla Ghymno 1 con un approccio prudente da parte dei protagonisti. Ogier ha subito lanciato il primo segnale, firmando lo scratch e recuperando un secondo e mezzo a Neuville. “Temevo l’inizio di questa prova speciale, ma vedremo come terranno gli pneumatici nei prossimi tratti. Mi concentro sulla mia guida e cerco di stare lontano dai guai“, ha spiegato il francese della Toyota. Il belga della Hyundai, invece, non si è lasciato impressionare dal piccolo arretramento: “Nel finale ho guidato con calma e ho risparmiato le gomme. Ho affrontato le frenate in modo molto fluido. Seb è bravo a gestire gli pneumatici, ma credo di poterlo contrastare“. Adrien Fourmaux ha mantenuto la terza posizione senza forzare, ammettendo che “la prima parte era in condizioni davvero severe, mentre nel finale ho cercato di preservare le gomme“. Più indietro, Elfyn Evans ha finalmente beneficiato di una posizione di partenza favorevole: “È davvero tutta un’altra cosa guidare per sesti anziché per primi“.
Sulla successiva Kolines, completamente inedita, il ritmo si è alzato ulteriormente. Fourmaux ha conquistato il miglior tempo di speciale, ma il dato più importante è arrivato dalla lotta per la vittoria: Ogier ha recuperato altri 3″3, riducendo il margine di Neuville a meno di cinque secondi. “Credo di aver guidato troppo di traverso nel finale della speciale. C’era poco grip e forse avrei dovuto modificare qualche regolazione della vettura. Il rally è ancora molto lungo e bisogna semplicemente gestire la situazione“, ha riconosciuto Neuville. Dall’altra parte Ogier ha mostrato fiducia: “La situazione è molto combattuta. La speciale era piuttosto scorrevole. Non c’erano grossi massi, ma il rischio di una foratura è sempre presente“. Fourmaux, pur soddisfatto dello scratch, ha sottolineato quanto fosse complicato interpretare il fondo: “Era davvero molto scivolosa. Ho dovuto lavorare parecchio anche con le note e ho avuto qualche difficoltà, ma so di poter fare meglio“.
Il primo passaggio sulla Mt Menalo ha visto la risposta immediata del leader del rally. Neuville ha rimesso ordine nella sfida segnando il miglior tempo e riportando il vantaggio a 6″3. “È stata una buona prova per noi. Ho cercato di mantenere un ritmo migliore nella prima parte. Si è trattato comunque di un tratto cronometrato impegnativo, poiché con le note nuove non si può mai essere completamente sicuri delle staccate. Ma tutto ha funzionato alla perfezione“, ha commentato. Alle dichiarazioni di Ogier, che poco prima aveva lasciato intendere di avere ancora margine, il belga ha risposto con serenità: “Al momento ci stiamo prendendo cura della vettura e degli pneumatici, mantenendo sempre lo stesso passo. Non cambia nulla in questo rally che si sia dieci secondi avanti o indietro“. Fourmaux ha rischiato grosso a causa di un errore nelle note, riuscendo però a evitare conseguenze. Sami Pajari, invece, ha perso tempo con un testacoda: “Avrei forse potuto evitare il testacoda, ma gli spettatori erano davvero troppo vicini alla strada e ho preferito non rischiare“.
La mattinata si è conclusa con la lunga Kefalari, tornata nel percorso dopo tredici anni. Ancora una volta Ogier è stato il più veloce, conquistando il secondo scratch consecutivo e riducendo il distacco complessivo a soli 3″7. Il francese ha parlato di una prova estremamente insidiosa: “C’era una forte mancanza di aderenza“. Neuville ha confermato le difficoltà del terreno: “Nel complesso abbiamo avuto una buona prova speciale, ma sul tratto sabbioso c’erano grosse difficoltà di trazione. Ho provato a effettuare alcune modifiche d’assetto per ottenere un grip migliore, ma siamo davvero al limite“. Fourmaux ha perso altri secondi senza però compromettere il podio provvisorio: “Non c’era praticamente aderenza, anche se onestamente mi aspettavo di trovarne di più“. Dietro, Evans ha continuato la propria rimonta, mentre Pajari ha recuperato terreno su Dani Sordo scherzando: “Prima dello start io e Dani stavamo parlando dei cavalli che c’erano dietro la recinzione… forse questa cosa lo ha distratto un po’. Adesso devo trovare altri cavalli da qualche parte!“.
Il pomeriggio ha cambiato completamente il volto della gara già sulla Ghymno 2. La vittima eccellente è stato Fourmaux, autore di una foratura nei primi chilometri. Il francese è stato costretto a fermarsi per sostituire la ruota, perdendo quasi due minuti e precipitando dalla terza alla sesta posizione assoluta. “La gomma è scoppiata. Era in mezzo alla strada, ma in ombra, quindi non ho visto la pietra. Non sono del tutto sicuro di quale punto fosse, perché c’erano davvero tante pietre“, ha raccontato. Neuville ha approfittato dell’occasione per assestare un colpo importante nella lotta per il successo, rifilando ben 7″1 a Ogier e riportando il vantaggio a 10″8. “Ho fatto una buona speciale. Tutto ha funzionato alla perfezione e la vettura è super veloce. Mi sto davvero godendo la guida. Manca ancora una speciale. Speriamo di portarla a termine“, ha dichiarato il belga. Ogier ha invece lamentato qualche problema di visibilità: “In discesa c’era un po’ di polvere. Non è costato molto tempo, ma ha dato fastidio in alcune curve. Ho cercato di spingere per tutto il tempo“.
Sembrava il colpo decisivo, invece l’ultima prova della giornata, la Mt Menalo 2, ha trasformato il rally in un autentico thriller. Ogier è tornato subito all’attacco, recuperando gran parte del ritardo senza però assumersi rischi eccessivi: “Non ho preso i rischi più grandi perché avevo visto le forature avvenute in precedenza“. A spalancargli la porta è stato però un errore di Neuville nelle battute finali della speciale. Il belga ha colpito una banchina danneggiando seriamente l’anteriore della Hyundai, dalla quale era visibile una perdita di liquido all’arrivo. Consapevole della gravità della situazione, Neuville ha evitato qualsiasi dichiarazione e si è fermato pochi metri dopo lo stop per verificare i danni prima di affrontare il lunghissimo trasferimento verso l’assistenza.
La speciale si è trasformata in una vera trappola per gli pneumatici. Dani Sordo ha forato l’anteriore destra a metà prova e ha scelto di proseguire senza fermarsi, perdendo circa un minuto. Pochi minuti dopo, nello stesso punto, anche Elfyn Evans è incappato nella stessa sorte. Il gallese, però, ha deciso di sostituire la ruota: “È successo all’improvviso. Lo pneumatico si è sgonfiato rapidamente e ho rischiato di uscire di strada nella curva successiva“. L’operazione gli è costata quasi due minuti. A beneficiare del caos è stato Sami Pajari, risalito fino alla sesta posizione assoluta, mentre Adrien Fourmaux è riuscito a recuperare terreno superando Evans e Josh McErlean per chiudere la giornata alle spalle di Takamoto Katsuta.
Nel WRC2 Andreas Mikkelsen ha consolidato il comando della categoria gestendo il vantaggio per tutta la giornata e firmando anche il miglior tempo nell’ultima speciale davanti a Robert Virves. Da segnalare il ritiro di Yohan Rossel nella mattinata per un problema al motore: “Ci tenevamo davvero molto a fare un forte recupero oggi. Eravamo piuttosto soddisfatti della velocità rispetto alle Skoda in questo rally. Lavoreremo sodo per recuperare e continuare a lottare“.
Sfortunati Daprà e Guglielmetti a ritirarsi dopo ottimi segnali di velocità. Nel trasferimento verso Kolines il pilota trentino si doveva fermare perché tre valvole delle sue gomme erano risultato difettose e non avendo più gomme a sua disposizione ha dovuto alzare bandiera bianca. “Dopo aver fatto segnare un buon tempo questa mattina nella prima speciale – ha detto Daprà – nei 5 km di trasferimento successivi alla prova abbiamo patito ben tre forature, causate da tre valvole difettose delle nostre gomme, un problema che ha colpito anche altri equipaggi ma con una o due ruote, noi invece ne abbiamo avute danneggiate ben tre. Una cosa un po’ assurda per la quale ci siamo dovuti fermare, adesso giriamo pagina e guardiamo avanti prendendoci le cose positive di questo weekend anche se il morale è abbastanza a terra. Domani cercheremo di farci onore nell’ultima tappa“.
Nel WRC3 continua la cavalcata vincente di Fontana-Arnaboldi, che hanno quasi quattro minuti di vantaggio sul polacco Abramowski e oltre nove sul locale “Flandy”.
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Neuville / Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 2:40:18.7 | — |
| 2 | Ogier / Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:40:22.8 | +4.1 |
| 3 | Katsuta / Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:42:35.7 | +2:17.0 |
| 4 | Fourmaux / Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 2:43:19.3 | +3:00.6 |
| 5 | McErlean / Treacy | Ford Puma Rally1 | 2:43:20.3 | +3:01.6 |
| 6 | Pajari / Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:44:57.0 | +4:38.3 |
| 7 | Evans / Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:45:01.8 | +4:43.1 |
| 8 | Sordo / Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | 2:45:36.5 | +5:17.8 |
| 9 | Mikkelsen / Listerud | Škoda Fabia RS Rally2 | 2:46:13.3 | +5:54.6 (1° WRC2) |
| 10 | Virves / Viilo | Škoda Fabia RS Rally2 | 2:46:27.2 | +6:08.5 (2° WRC2) |
Day2 – venerdì 26 giugno
L’Acropolis Rally ha confermato fin dalla prima vera giornata su sterrato tutta la sua fama di gara più dura del calendario iridato. Le prove dell’entroterra greco hanno trasformato la classifica nel corso dell’intero venerdì, tra forature, problemi agli pneumatici, guasti meccanici e continui ribaltamenti nelle posizioni di vertice. Alla conclusione della tappa è Thierry Neuville a comandare la classifica con la Hyundai i20 N Rally1, dopo una giornata costruita più sulla costanza che sul numero di scratch, davanti a Sébastien Ogier, mentre Adrien Fourmaux completa il podio provvisorio nonostante una pesante battuta d’arresto a metà mattinata.
La prima prova lunga del rally, la PS2 Bauxites, ha subito evidenziato quanto l’ordine di partenza avrebbe inciso sull’intera giornata. Elfyn Evans, costretto ad aprire la strada in qualità di leader del campionato, ha pagato un ritardo superiore ai venti secondi a causa del ruolo di “spazzino”, spiegando: “In alcuni momenti avevo quasi la sensazione visiva di essere fermo e di non riuscire a fare alcun progresso in avanti. Noi continuiamo a fare del nostro meglio, ma pulire la strada qui è davvero penalizzante“. Condizioni analoghe anche per Takamoto Katsuta, che ha sottolineato come la quantità di pietre fosse eccezionale e destinata a diminuire con il passaggio delle vetture.
A sfruttare invece una posizione di partenza favorevole sono state le Hyundai. Adrien Fourmaux ha firmato il miglior tempo precedendo di appena sette decimi Thierry Neuville, mentre Sébastien Ogier ha limitato i danni con una prova estremamente prudente. “È stata una guida pulita e lineare, senza rischiare oltre il dovuto“, ha commentato il francese. La speciale è stata invece subito amara per Oliver Solberg, rallentato da una foratura all’anteriore sinistra che gli è costata oltre un minuto. “Stavo guidando in modo assolutamente normale e pulito quando sul display è comparsa la perdita di pressione“, ha raccontato lo svedese.
La successiva PS3, Mt Parnassos, ha confermato la superiorità delle Hyundai sulle strade greche. Fourmaux ha conquistato il secondo scratch consecutivo davanti a Neuville, balzando in testa alla classifica generale con appena 1,2 secondi di vantaggio sul compagno di squadra. Il francese ha spiegato di aver privilegiato una guida estremamente precisa per preservare gli pneumatici, sottolineando come il risultato fosse superiore alle aspettative, mentre Neuville ha ammesso qualche problema di stabilità al retrotreno pur mantenendo un ritmo elevatissimo: “Sto solo cercando di godermi la guida“. Alle loro spalle Ogier ha accusato quasi quattordici secondi di ritardo, preferendo non assumersi rischi e dichiarando: “Credo che Adrien stia guidando con un livello di rischio decisamente superiore“. In questa fase si è messa in luce anche la M-Sport Ford, con Jon Armstrong autore del terzo tempo e ormai pienamente inserito nella lotta per il podio. All’opposto Evans ha continuato a perdere terreno, lamentando un grip praticamente inesistente.
Il primo vero spartiacque della giornata è arrivato nella lunghissima PS4 Stiri, la prova più selettiva del rally. Ogier ha conquistato il suo primo scratch di giornata, ma soprattutto la speciale ha cambiato completamente il volto della classifica. Fourmaux, leader fino a quel momento, ha forato nel tratto finale ed è stato costretto a percorrere gli ultimi chilometri praticamente sul cerchio, perdendo oltre trenta secondi. “La gomma si è semplicemente disintegrata. Questo sono i rally, bisogna accettarlo“, ha commentato il francese. Neuville, secondo a meno di due secondi da Ogier, ha così ereditato il comando della gara con undici secondi di margine proprio sul pilota Toyota. “È stata una lotta per la sopravvivenza“, ha sintetizzato il belga, spiegando di essere arrivato al limite nella gestione degli pneumatici. Armstrong ha confermato il proprio eccellente stato di forma firmando il secondo tempo assoluto e salendo clamorosamente sul podio provvisorio, mentre Takamoto Katsuta ha concluso la prova con uno pneumatico posteriore completamente delaminato ma ancora in pressione.
Dopo il riordino e l’assistenza, il secondo passaggio sulla Mt Elikon ha regalato il momento più sorprendente della giornata. Jon Armstrong ha conquistato il primo scratch della carriera nel Campionato del Mondo Rally, precedendo Ogier di appena sei decimi. “Pensavo di aver guidato fin troppo guardingo. Dopo aver colpito una pietra ho avuto paura di rischiare, quindi conquistare il mio primo scratch è una sensazione fantastica“, ha raccontato l’irlandese. Il successo gli ha permesso di consolidare uno straordinario terzo posto assoluto. Alle sue spalle Ogier ha recuperato altri 1,7 secondi su Neuville, riducendo il ritardo in classifica a 9,3 secondi, pur ribadendo che l’obiettivo principale fosse rimanere lontano dai problemi. Nel frattempo Pajari ha visto definitivamente compromessa la propria gara dopo una foratura alla posteriore, che gli è costata oltre un minuto e mezzo. “C’era una pietra enorme in traiettoria ed era impossibile evitarla. Evidentemente questa volta non è la nostra gara“, ha dichiarato il finlandese.
La durissima ripetizione della Stiri ha rappresentato il momento decisivo del pomeriggio. Pochi minuti dopo aver festeggiato il primo scratch iridato, Armstrong è stato tradito contemporaneamente da una foratura all’anteriore e da un improvviso calo di potenza della sua Ford Puma. Costretto a fermarsi lungo la prova per sostituire la ruota e tentare un reset elettronico, ha perso oltre quattro minuti, vedendo svanire il podio. “Abbiamo rimediato una foratura e quasi nello stesso istante la vettura ha perso completamente tutta la potenza“, ha spiegato al termine della speciale.
Davanti Neuville e Ogier hanno nuovamente monopolizzato la scena. Il belga ha preceduto il rivale di appena otto decimi, incrementando il proprio margine oltre i dieci secondi. “In diverse sezioni mi sono limitato a fare lo slalom tra le pietre per evitare danni. Quando la temperatura delle gomme sale così tanto, l’aderenza sparisce completamente“, ha raccontato il leader della corsa. Ogier ha confermato di aver affrontato la prova pensando esclusivamente alla sopravvivenza delle coperture: “Ho guidato badando esclusivamente a risparmiare le gomme“. Il ritiro virtuale di Armstrong ha restituito ad Adrien Fourmaux il terzo posto assoluto, seppur ormai distante quasi cinquanta secondi dalla vetta, con Josh McErlean e Mārtiņš Sesks sempre più vicini alle sue spalle. Evans, approfittando dei problemi dei rivali, è risalito fino alla settima posizione.
L’ultima speciale della giornata, Thiva, ha avuto un peso limitato nella lotta per il vertice. Fourmaux ha ottenuto il miglior tempo sfruttando un fondo meno distruttivo rispetto ai passaggi precedenti, consolidando definitivamente la terza posizione. Neuville ha amministrato il vantaggio, concedendo appena quattro decimi a Ogier e chiudendo la giornata con 9,7 secondi di margine sul francese. “Le gomme erano completamente finite e non aveva senso prendere rischi“, ha spiegato il campione del mondo in carica.
Il finale di tappa ha confermato ancora una volta la selettività dell’Acropoli. Oliver Solberg, già penalizzato in mattinata da una foratura, è uscito di strada nell’ultima speciale rimanendo bloccato in una banchina e ritirandosi definitivamente. Anche Armstrong ha dovuto alzare bandiera bianca dopo il problema meccanico accusato nella sesta prova, che si è rivelato irrisolvibile. Pajari, rallentato dalla foratura pomeridiana, ha chiuso soltanto nono dopo aver gestito il ritmo per preservare gli pneumatici.
Al termine della prima giornata completa di gara, Neuville ha costruito la propria leadership attraverso una gestione impeccabile del mezzo e degli pneumatici, senza errori nelle prove più dure. Ogier resta pienamente in corsa grazie a una condotta estremamente lucida e conservativa, mentre Fourmaux, dopo aver dominato la prima metà della tappa con due scratch consecutivi, paga ancora il prezzo della foratura di Stiri. Alle loro spalle M-Sport esce comunque rafforzata da una prestazione di squadra estremamente competitiva, nonostante la sfortuna abbia impedito ad Armstrong di trasformare una giornata memorabile nel miglior risultato della sua carriera.
Nel WRC2 l’Acropolis Rally la giornata si è sviluppata su un duello serrato tra Andreas Mikkelsen e Robert Virves, con continui cambi di leadership e distacchi sempre minimi. Alle loro spalle si sono inseriti in modo costante Yohan Rossel e Alejandro Cachón, in una classifica corta e molto influenzata dalle condizioni estreme del fondo greco.
Per gli italiani, giornata complessa ma con segnali incoraggianti da Roberto Daprà, spesso a ridosso della top 5 di categoria ma penalizzato da alcune forature e problemi tecnici che gli hanno fatto perdere terreno nel finale di tappa. Matteo Fontana guida il WRC3 con quasi quattro minuti di distacco sul polacco Abramowski.
| Pos | Equipaggio | Auto | Tempo | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 1:26:48.2 | — |
| 2 | Sébastien Ogier – Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:26:57.9 | +9.7 |
| 3 | Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 1:27:30.6 | +42.4 |
| 4 | Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | 1:27:58.3 | +1:10.1 |
| 5 | Mārtiņš Sesks – Renārs Francis | Ford Puma Rally1 | 1:28:05.1 | +1:16.9 |
| 6 | Takamoto Katsuta – Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:21.4 | +1:33.2 |
| 7 | Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:56.6 | +2:08.4 |
| 8 | Dani Sordo – Cándido Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | 1:29:37.7 | +2:49.5 |
| 9 | Andreas Mikkelsen – Jørn Listerud | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:29:58.8 | +3:10.6 |
| 10 | Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:30:01.3 | +3:13.1 |
Day1 – giovedì 25 giugno
L’Acropolis Rally 2026 è iniziato sotto le luci di Atene con l’inedita EKO Super Special di appena 1,56 chilometri, una passerella cittadina che ha richiamato migliaia di appassionati nel cuore della capitale greca. A inaugurare nel migliore dei modi il weekend ellenico è stato Sébastien Ogier, autore del miglior tempo in 1’38″2 al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Il francese ha imposto subito il proprio ritmo precedendo di un secondo netto il compagno di squadra Takamoto Katsuta, confermando l’ottimo stato di forma della squadra giapponese già dalla prova inaugurale.
Alle spalle della coppia Toyota, Thierry Neuville ha portato la Hyundai i20 N Rally1 al terzo posto con un ritardo di appena 1″1, dimostrando come il confronto tra i principali protagonisti del mondiale sia destinato a rimanere estremamente equilibrato. In appena un chilometro e mezzo, infatti, i migliori piloti hanno fatto registrare distacchi minimi, segnale di un livello tecnico elevatissimo.
Quarta posizione ex aequo per altre due Toyota, quelle del giovane Sami Pajari e dello svedese Oliver Solberg, entrambi accreditati dello stesso identico tempo a 1″2 dalla vetta. A completare una prima parte della classifica fortemente tinta di bianco-rosso è stato Elfyn Evans, sesto a 1″4, confermando il predominio iniziale della casa di Toyota, capace di piazzare cinque GR Yaris Rally1 nelle prime sei posizioni.
Hyundai ha risposto con il settimo tempo di Adrien Fourmaux, staccato di 1″9, mentre Dani Sordo, tornato al volante della i20 N Rally1 per questo appuntamento, ha concluso ottavo a 2″5. Nona posizione per la Ford Puma Rally1 di Jon Armstrong, autore di una prova pulita nella sua apparizione con M-Sport.
La vera sorpresa della serata è arrivata però dalla categoria WRC2. Yohan Rossel ha portato la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale fino alla decima posizione assoluta, fermando il cronometro a soli 2″9 da Ogier e risultando il più veloce tra tutte le Rally2. Un risultato di grande prestigio per la casa torinese, che ha completato una straordinaria doppietta di categoria grazie all’undicesimo posto assoluto del fratello Léo Rossel, distante appena un decimo.
Alle spalle delle due Lancia si è inserito Roberto Daprà, dodicesimo assoluto e terzo tra le Rally2 con la Škoda Fabia RS Rally2, a soli cinque decimi da Léo Rossel, confermando un avvio molto competitivo nella lotta per il WRC2.
Al termine della prova, Ogier ha voluto sottolineare soprattutto il clima che ha accompagnato questa apertura del rally: “È fantastico vedere così tanta gente presente sul percorso. Ovviamente questa frazione non rispecchia affatto ciò che ci attende da domani nelle prove vere, ma è sempre meraviglioso correre in Grecia, perché questo è un evento storico per i rally. Speriamo che domani la fortuna sia dalla nostra parte, ci attende un fine settimana davvero lungo e impegnativo”.
Anche Sami Pajari ha evidenziato il calore del pubblico, mantenendo però lo sguardo rivolto alle ben più severe sfide che attendono gli equipaggi: “Cercheremo di fare del nostro meglio in ogni situazione. Oggi è stata una giornata decisamente lunga se paragonata alla brevità di questa prova speciale, ma è sempre bellissimo vedere così tanto pubblico a bordo strada. Domani e sabato ci aspettano giornate lunghissime e probanti, speriamo solo che la fortuna ci assista”.
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Sébastien Ogier / Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:38.2 |
| 2 | Takamoto Katsuta / Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | +1.0 |
| 3 | Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | +1.1 |
| 4 | Sami Pajari / Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +1.2 |
| 4 | Oliver Solberg / Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | +1.2 |
| 6 | Elfyn Evans / Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +1.4 |
| 7 | Adrien Fourmaux / Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +1.9 |
| 8 | Dani Sordo / Cándido Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | +2.5 |
| 9 | Jon Armstrong / Shane Byrne | Ford Puma Rally1 | +2.8 |
| 10 | Yohan Rossel / Arnaud Dunand | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | +2.9 |
Shakedown
L’Acropolis Rally è entrato nel vivo con lo shakedown che ha offerto le prime indicazioni sui valori in campo prima dell’inizio della gara. Sullo sterrato greco i protagonisti del FIA World Rally Championship hanno iniziato a prendere confidenza con il terreno, cercando il miglior compromesso tra ricerca del tempo e preparazione dell’assetto in vista delle prove speciali decisive.
Tra le Rally1 il miglior riferimento è stato fatto segnare da Thierry Neuville. Il pilota belga della Hyundai i20 N Rally1 ha progressivamente abbassato i propri tempi nei tre passaggi effettuati, fermando il cronometro a 2’13″4, miglior prestazione assoluta della sessione.
Alle sue spalle si è inserito Sébastien Ogier con la Toyota GR Yaris Rally1. Il francese ha ottenuto il proprio miglior tempo nel secondo passaggio, chiudendo a soli un decimo dal leader con 2’13″5. Terza posizione per Adrien Fourmaux, autore di quattro passaggi e capace di scendere fino a 2’15″4 con la Hyundai ufficiale.
Quarto tempo per Oliver Solberg, che ha confermato una buona competitività con la Toyota GR Yaris Rally1 grazie al 2’15″7 ottenuto nel terzo tentativo. Quinta posizione per Takamoto Katsuta in 2’16″2, davanti al giovane Sami Pajari, sesto con 2’17″1.
Settimo riscontro per Mārtiņš Sesks, migliore delle Ford Puma Rally1 con 2’17″4, mentre Josh McErlean ha chiuso ottavo in 2’18″0. A completare la top ten sono stati Dani Sordo, nono in 2’18″2, ed Elfyn Evans, decimo con 2’18″5. Più attardato Jon Armstrong, undicesimo con il miglior riferimento di 2’19″9.
Nel WRC2 il più veloce è stato Andreas Mikkelsen. Il norvegese della Škoda Fabia RS Rally2 ha fermato il cronometro a 2’22″7, precedendo di appena due decimi l’estone Robert Virves, anch’egli su Škoda, autore dello stesso tempo nei suoi ultimi due passaggi.
Terza piazza per Jan Solans in 2’23″8, seguito dal ceco Martin Prokop in 2’24″9. Molto interessante la prestazione di Yohan Rossel, quinto assoluto di categoria e migliore tra i piloti al volante della nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale grazie al tempo di 2’25″1.
Alle spalle del francese si sono classificati Gus Greensmith, sesto in 2’25″5, Alejandro Cachón in 2’25″9, Yuki Yamamoto in 2’26″1 e Roope Korhonen in 2’26″7.
Da sottolineare anche la prova degli equipaggi legati ai colori italiani. Roberto Daprà, unico pilota italiano presente nella parte alta della classifica WRC2, ha chiuso undicesimo con la sua Škoda Fabia RS Rally2. Dopo un primo passaggio in 2’31″6, il trentino ha migliorato sensibilmente nel secondo tentativo, fermandosi a 2’26″8 e condividendo lo stesso riferimento cronometrico di Pablo Sarrazin.
Tra le Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, oltre a Rossel, hanno completato lo shakedown anche Léo Rossel con il tredicesimo tempo di categoria in 2’27″4 e Conner Martell, quattordicesimo in 2’28″3.
Nel WRC3 la copertina è tutta per Matteo Fontana. L’italiano, affiancato da Alessandro Arnaboldi sulla Ford Fiesta Rally3, è stato il più veloce della categoria grazie al tempo di 2’35″6 ottenuto nel secondo passaggio. Una prestazione convincente che gli ha consentito di precedere di oltre sei secondi il boliviano Nataniel Bruun, secondo in 2’41″8.
Programma di gara
La manifestazione prenderà il via nella mattinata di giovedì 25 giugno con lo shakedown di 3,34 chilometri nei pressi di Loutraki. Nel pomeriggio la carovana si trasferirà ad Atene per disputare la prova spettacolo d’apertura EKO Super Special Stage di 1,86 chilometri, su asfalto con corsie parallele all’Ellinikon Sports Park, dove le vetture si sfideranno a due a due davanti al pubblico. Subito dopo, un momento logistico suggestivo: le auto e gli equipaggi si imbarcheranno al Porto di Corinto su un traghetto diretto a Itea. La nave fungerà da parco chiuso galleggiante durante la traversata notturna, trasportando direttamente i protagonisti verso la prima vera giornata di sfide sullo sterrato.
Venerdì 26 giugno sarà la tappa più lunga dell’intero fine settimana, con 129,22 chilometri cronometrati divisi in sei prove speciali senza assistenza. Si comincerà con il ritorno della celebre Bauxites, assente dal 2022, su strade parzialmente collegate alla vecchia prova di Karoutes. Seguiranno i 22,28 chilometri della Monte Parnassos, con continui cambi di ritmo che sfruttano parte del vecchio disegno di Drosohori prima di entrare in territorio inedito. Doppio passaggio sulla Stiri, che alterna tratti veloci vicino a un parco eolico a settori più stretti e rocciosi. Poi la Monte Elikon, versione rivista della classica Livadia con partenza inedita, e la chiusura con Thiva, una prova globale su superfici varie che dovrebbe definire subito le prime gerarchie della corsa.
Sabato 27 giugno l’azione si sposterà nel cuore del Peloponneso per 108,23 chilometri di competizione. Si torna sulla Ghymno, non percorsa dal 2013, ora in senso inverso e con finale allungato, con strade strette, tecniche, dirupi esposti e una rapidissima discesa interrotta da numerosi tornanti. La grande novità assoluta sarà Kolines, che riporta l’Acropolis nella regione dell’Arcadia per la prima volta dal 1985: il percorso si snoda nella foresta di Skiritida alternando terra sabbiosa a tratti lenti e veloci. Il Monte Menalo, più fluido e scorrevole, sarà ripetuto due volte, così come Ghymno, esponendo il fondo al rischio di profondi solchi e pietre affioranti nel secondo passaggio. A completare la giornata il ritorno di Kefalari, anch’essa assente dal 2013, con inizio guidato e privo di margini d’errore.
Domenica 28 giugno la frazione conclusiva sarà più corta nei chilometri ma non nelle insidie, con 84 chilometri cronometrati. Doppio passaggio su Aghii Theodori, la prova più lunga dell’intero rally a 25,39 chilometri, in una veste pesantemente modificata con sezioni guidate e fondo sconnesso, tratti veloci, placche di cemento e porzioni ereditate dalla vecchia Kineta. Chiuderanno il programma due tornate sulla Loutraki di 16,61 chilometri, con la seconda valida come Power Stage: la prova inizia su fondo molto tecnico per poi aprirsi su uno sterrato veloce e deteriorato, assegnando i punti bonus conclusivi.

Protagonisti al via
Nella categoria Rally1 lo schieramento è particolarmente ricco. La Toyota Gazoo Racing schiera cinque GR Yaris Rally1. Sébastien Ogier, campione in carica, partirà con i favori del pronostico grazie alla sua straordinaria capacità di gestione meccanica e a una posizione di partenza favorevole. Elfyn Evans, attuale leader del Mondiale con un vantaggio di venti punti su Takamoto Katsuta, dovrà aprire la strada venerdì su un terreno accidentato ma potrà gestire la corsa con relativo margine. Takamoto Katsuta cercherà riscatto dopo una prestazione opaca in Giappone, mentre Oliver Solberg dovrà disputare una gara solida per non perdere terreno in campionato. Il giovane Sami Pajari andrà invece a caccia del primo sigillo iridato nella massima serie.
Hyundai Motorsport potrà contare sul ritorno dell’esperto Dani Sordo, specialista dei fondi duri, che affiancherà Thierry Neuville, reduce dal successo in Portogallo e intenzionato a sfruttare l’onda positiva, e Adrien Fourmaux. Il francese, terzo lo scorso anno, ha dichiarato apertamente di puntare alla prima vittoria in carriera, confidando nelle potenzialità della i20 N Rally1 sullo sterrato.
M-Sport presenta quattro Ford Puma Rally1. Oltre ai titolari Jon Armstrong e Joshua McErlean, impegnati nella loro sfida interna, attenzione particolare su Mārtiņš Sesks, alla terza apparizione stagionale nella massima serie e desideroso di riscatto, e sul greco Jourdan Serderidis, beniamino del pubblico di casa.
Italiani in gara
Il contingente italiano sarà presente su più fronti. Nella categoria WRC2 Roberto Daprà, navigato da Luca Guglielmetti su Škoda Fabia RS Rally2, è considerato tra i favoriti per le posizioni di vertice grazie alla sua costanza e alla competitività della vettura. Gabriele Campagnoli e Nicola Arena difenderanno i colori azzurri su Hyundai i20 N Rally2. Nel WRC3 il giovane Matteo Fontana, in coppia con Alessandro Arnaboldi su Ford Fiesta Rally3, è indicato come il grande favorito della vigilia: cercherà di imporre il proprio ritmo e la propria regolarità sulle difficili strade greche per conquistare un successo di prestigio.
Inoltre, l’italiano Alex Gelsomino navigherà il debuttante americano Conner Martell su Lancia Ypsilon HF Rally2 del team 2C Compétition.
Meteo
L’Acropolis Rally mantiene intatta la sua fama di prova estrema anche sotto il profilo meteorologico. Il definitivo spostamento della gara nel mese di giugno ha accentuato le temperature estreme tipiche dell’estate greca, che si sommano al fondo stradale costellato di rocce taglienti e alla polvere soffocante. Queste condizioni richiedono una gestione impeccabile degli pneumatici e un’affidabilità meccanica straordinaria. Le insidie del meteo, unite alle caratteristiche dei percorsi rinnovati, renderanno la settantesima edizione una delle più severe degli ultimi anni, dove la capacità di adattamento alle condizioni ambientali potrà fare la differenza tra un buon risultato e una gara compromessa.








