Diretta WRC – Rally del Giappone
La diretta del Rally del Giappone, settimo appuntamento del Campionato del Mondo Rally 2026, curata e aggiornata tappa per tappa fino a fine gara dalla redazione di RS rallyslalom e oltre. Una gara che riaccende la sfida tra Toyota, Hyundai e M-Sport.
Day 3 – Sorride Evans, davanti a Ogier
L’ultima giornata del Rally del Giappone si è aperta con una situazione apparentemente ben definita nella classifica generale, ma con ancora diversi motivi di interesse tra la corsa alla vittoria, la battaglia per i punti del Super Sunday e il duello infuocato in WRC2. A guidare le operazioni era Elfyn Evans, autore fino a quel momento di una gara praticamente perfetta al volante della Toyota GR Yaris Rally1, forte di un vantaggio consistente su Sébastien Ogier e deciso a compiere un passo fondamentale nella rincorsa al titolo mondiale.
La domenica è iniziata sulla PS15 Nukata 1, 20,49 chilometri che hanno presentato ai concorrenti un fondo molto più pulito rispetto ai giorni precedenti. In queste condizioni Oliver Solberg ha immediatamente imposto il proprio ritmo, facendo segnare il miglior tempo della speciale e lanciando la sua rimonta nel Super Sunday dopo il ritiro del sabato. Alle sue spalle si sono inseriti Evans e Takamoto Katsuta, entrambi molto vicini allo svedese. Il leader della corsa aveva costruito un vantaggio significativo nella prima parte del tratto cronometrato, ma il progressivo deterioramento della carreggiata nel finale gli ha impedito di trasformare quel margine in uno scratch. Più complicata invece la prova di Ogier, autore soltanto del quarto tempo e costretto a lasciare qualche decimo prezioso al compagno di squadra.
Con la successiva PS16 Lake Mikawako 1 il quadro generale si è ulteriormente consolidato a favore della Toyota. Le GR Yaris Rally1 hanno monopolizzato le posizioni di vertice sia nella classifica assoluta sia in quella della domenica. Evans ha continuato a gestire con intelligenza il proprio vantaggio, portandolo a 17,8 secondi su Ogier, mentre Sami Pajari e Katsuta hanno mantenuto saldamente la terza e la quarta posizione. Proprio Katsuta è stato uno dei protagonisti della mattinata, riuscendo a conquistare il suo primo scratch assoluto davanti al pubblico di casa e inserendosi nella lotta per i punti del Super Sunday. Davanti a tutti in questa graduatoria speciale rimaneva però Solberg, deciso a massimizzare il bottino dopo la delusione del giorno precedente.
La breve doppia sfida della Kuragaike Super Special Stage, disputata due volte consecutive come PS17 e PS18, ha offerto uno scenario differente. Su appena 2,56 chilometri Sébastien Ogier ha sfruttato al meglio le caratteristiche del tracciato, facendo registrare il miglior tempo in entrambe le occasioni e rosicchiando qualche secondo a Evans. Il francese, tuttavia, non è riuscito a riaprire realmente la lotta per la vittoria. Evans ha amministrato senza correre rischi e al termine delle due speciali conservava ancora 15,5 secondi di vantaggio. “Abbiamo ancora del lavoro da fare”, ha commentato il gallese, mantenendo alta la concentrazione. Più pungente invece Ogier, che dopo aver firmato i due scratch ha lanciato una frecciata ai pneumatici utilizzati nel fine settimana: “Questa prova è lunga solo due chilometri e finalmente sono riuscito a preservare le gomme”. Alle loro spalle Pajari continuava una gara estremamente matura verso il podio, spiegando di non voler assumere rischi inutili perché “tutto è sotto controllo”.
La penultima prova speciale, la PS19 Nukata 2, ha rappresentato uno degli ultimi momenti chiave della gara. Ancora una volta Solberg si è dimostrato imprendibile sul tratto giapponese, confermandosi il riferimento assoluto della domenica e consolidando la propria leadership nel Super Sunday. Lo svedese ha gestito con lucidità il passaggio, nonostante qualche problema di sottosterzo che gli impediva di avere lo stesso feeling mostrato nella giornata di sabato. Alle sue spalle si è infiammata la lotta per la seconda posizione nella graduatoria domenicale tra Katsuta e Ogier, separati da appena 1,6 secondi. In classifica generale Evans ha ceduto altri 2,2 secondi al compagno di squadra francese ma senza compromettere minimamente la propria leadership. “Il feeling è abbastanza buono. Mi sento bene, ma forse manca ancora quel pizzico di rischio finale. Dobbiamo provarci nell’ultimo tratto”, ha dichiarato il leader del rally. Ogier, invece, ha continuato a lamentare il comportamento delle gomme: “Questa è stata la costante di tutto il fine settimana: le gomme cedono e dopo non riesco più a essere veloce”.
Con la Power Stage finale di Lake Mikawako 2 si è chiuso definitivamente il Rally del Giappone. Evans ha completato senza errori il lavoro costruito nei giorni precedenti, conquistando il successo con il tempo complessivo di 3h17’08”0. Per il gallese si tratta di una vittoria pesantissima nella corsa iridata, ottenuta dominando gran parte dell’evento e controllando con grande maturità il margine sugli inseguitori nelle fasi decisive. Al termine della gara il pilota Toyota ha espresso tutta la propria soddisfazione: “Che grande weekend. Un enorme grazie al team. Auto incredibile di nuovo su asfalto. Vantaggio in punti? Non sono sicuro. Lunga strada da percorrere ed è troppo presto per parlarne. Dobbiamo solo goderci questo”.
Alle sue spalle Toyota ha completato una straordinaria quadrupla. Sébastien Ogier ha concluso secondo a 12”8, riconoscendo la superiorità del compagno pur sottolineando il peso di alcuni fattori esterni: “Non è stato neanche un brutto rally. Il gap con Elfyn è stato creato in una sola tappa con la posizione sulla strada. Peccato che non l’abbiamo corso con una gomma adatta”. Sul terzo gradino del podio è salito Sami Pajari, autore di una prestazione solida e priva di sbavature, che gli ha consentito di chiudere a 51”4 dal vincitore e di conquistare un altro importante piazzamento tra i primi tre. “È bello essere di nuovo sul podio. È un peccato che questa sia stata l’ultima gara su asfalto con queste auto”, ha commentato il giovane finlandese.
Quarta posizione per Takamoto Katsuta, che non è riuscito a regalare il podio al pubblico giapponese nonostante un fine settimana molto competitivo. “Mi dispiace per i fan giapponesi. Non riusciamo nemmeno a salire sul podio”, ha dichiarato con evidente amarezza. Dietro al poker Toyota hanno concluso le Hyundai di Adrien Fourmaux e Thierry Neuville, staccate rispettivamente di 2’34”8 e 3’13”6. Per il costruttore coreano è stato un weekend difficile, caratterizzato da prestazioni inferiori rispetto agli avversari giapponesi. Fourmaux ha comunque voluto celebrare l’ultima apparizione di queste Rally1 sull’asfalto: “Sono stati anni buoni con queste auto”. Neuville, dal canto suo, ha ammesso le difficoltà incontrate: “Non siamo riusciti a trovare alcun miglioramento questo weekend, una vera lotta”. Settimo assoluto ha terminato Hayden Paddon, seguito dalla Ford Puma Rally1 di Jon Armstrong. Decima posizione per Josh McErlean, preceduto dal vincitore della categoria WRC2.
Proprio il WRC2 ha regalato uno dei finali più intensi dell’intero evento. Dopo una lunga rincorsa, Nikolay Gryazin è riuscito a difendere la leadership conquistata nei giorni precedenti e ha portato la sua Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale alla vittoria con il tempo complessivo di 3h26’29”3. Il russo ha dovuto resistere fino all’ultima speciale agli attacchi di Alejandro Cachón, autore di una rimonta spettacolare con la Toyota GR Yaris Rally2. Lo spagnolo era arrivato a ridurre il distacco a pochi secondi nel corso della domenica, ma una sbavatura nel finale gli è costata definitivamente ogni possibilità di successo. “Proprio in una curva stupida ho rotto un cerchio. Sono stato fortunato a non colpire gli alberi. Ci ho provato, stavo spingendo”, ha raccontato al termine. Gryazin ha così conquistato una vittoria fondamentale per rilanciare la propria stagione, precedendo Cachón di 18”3. Sul podio di categoria è salito anche Yuki Yamamoto, terzo davanti a Emil Lindholm.
Nella categoria WRC3 il successo è andato al francese Ghjuvanni Rossi, navigato da Kylian Sarmezan sulla Ford Fiesta Rally3. L’equipaggio transalpino ha completato la gara in 3h45’52”5, imponendosi con oltre ventidue minuti di vantaggio sul tedesco Nicolas Otto e conquistando così una netta e meritata vittoria di categoria.
Classifica finale
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo Totale | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Evans / Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:17:08.0 | — |
| 2 | Ogier / Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:17:20.8 | +12.8 |
| 3 | Pajari / Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:17:59.4 | +51.4 |
| 4 | Katsuta / Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:18:11.5 | +1:03.5 |
| 5 | Fourmaux / Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 3:19:42.8 | +2:34.8 |
| 6 | Neuville / Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 3:20:21.6 | +3:13.6 |
| 7 | Paddon / Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | 3:21:52.8 | +4:44.8 |
| 8 | Armstrong / Byrne | Ford Puma Rally1 | 3:22:53.2 | +5:45.2 |
| 9 | Gryazin / Aleksandrov | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | 3:26:29.3 | +9:21.3 |
| 10 | McErlean / Treacy | Ford Puma Rally1 | 3:26:31.0 | +9:23.0 |
Day 2 – Evans allunga la leadership
La seconda giornata del Rally del Giappone ha rappresentato un passaggio fondamentale nella lotta per la vittoria. Elfyn Evans ha consolidato la propria leadership grazie a una gestione impeccabile delle prove del sabato, mentre il colpo di scena più importante è arrivato con il ritiro di Oliver Solberg, fino a quel momento unico vero antagonista del gallese. Alle spalle del leader, Sébastien Ogier ha provato a restare in corsa, mentre Sami Pajari ha sfruttato al meglio gli eventi di giornata per rafforzare il proprio terzo posto.
La tappa si è aperta con la PS7 Obara 1, dove Solberg ha subito lanciato un segnale ai rivali. Lo svedese ha firmato il miglior tempo, recuperando tre secondi a Evans e quattro a Ogier. “Ho cercato di spingere più forte alla fine ed è andata bene“, ha commentato il pilota Toyota dopo aver ridotto il distacco dal leader a 12,5 secondi.
La reazione di Evans è arrivata immediatamente nella successiva PS8 Ena 1. Il gallese ha risposto con uno scratch che gli ha consentito di riportare il margine su Solberg a 13,9 secondi. “Questa prova l’abbiamo fatta in modo pulito. Sembrava che fossimo in grado di utilizzare bene la finestra operativa dello pneumatico“, ha spiegato il leader della corsa. Solberg, dal canto suo, ha preferito pensare alla gestione delle gomme: “Non ho spinto. Ho cercato di risparmiare un po’ le gomme“.
La battaglia è proseguita sulla PS9 Mt. Kasagi 1. Ancora una volta Solberg è stato il più veloce, conquistando il secondo scratch della giornata e rosicchiando ulteriormente il vantaggio di Evans, sceso a 10,6 secondi. Alle spalle dei due, Ogier ha continuato a occupare la terza posizione senza riuscire a ridurre il gap dai primi. In quarta e quinta posizione hanno mantenuto saldamente le proprie posizioni Sami Pajari e Takamoto Katsuta, mentre Thierry Neuville ha iniziato a pagare pesantemente i problemi tecnici sulla sua Hyundai. “Non ho il freno a mano e girare è difficile se non c’è il freno a mano“, ha raccontato il belga al termine della prova.
La svolta del rally è arrivata però sulla PS10 Mt. Kasagi 2. Solberg stava nuovamente viaggiando su un ritmo elevatissimo quando una frenata ritardata lo ha portato largo contro un albero. L’impatto ha danneggiato la sospensione posteriore destra della sua Toyota, costringendolo al ritiro immediato.
L’uscita di scena dello svedese ha spalancato la strada a Sébastien Ogier, autore del suo primo scratch del rally. Il francese ha recuperato sei secondi a Evans e ha rilanciato le proprie ambizioni. “Non sono sorpreso. Questa mattina i rischi che stava prendendo erano troppo elevati. Sfortunato, ma non sono sorpreso“, ha commentato a proposito dell’incidente di Solberg. Evans, rallentato anche dalla necessità di superare in sicurezza la vettura del compagno di squadra, ha comunque limitato i danni: “Abbiamo perso un po’ di tempo quando abbiamo superato Oliver. Ha influenzato anche un po’ la concentrazione“.
Il ritiro di Solberg ha modificato profondamente la classifica generale. Pajari è salito in terza posizione assoluta davanti a Katsuta, mentre Fourmaux e Neuville hanno proseguito il loro confronto interno in casa Hyundai.
Nel pomeriggio è stato proprio Pajari a mettersi sotto i riflettori. Sulla PS11 Ena 2 il giovane finlandese ha conquistato il suo primo scratch del rally, precedendo Evans e Katsuta. “Questa prova è stata davvero bella, molto pulita“, ha dichiarato soddisfatto all’arrivo. Ogier, invece, ha dovuto fare i conti con la scarsa visibilità causata dal sole basso sull’orizzonte: “Ho galleggiato con la luce, era davvero terribile sul finale della speciale nella foresta, ma è così“. Grazie a questo risultato Evans ha aumentato nuovamente il proprio margine sul compagno di squadra, portandolo a 17,7 secondi.
La PS12 Obara 2 ha confermato la solidità del leader del rally. Evans ha firmato un altro scratch davanti a Pajari e Ogier, aumentando ulteriormente il vantaggio nella generale. Nonostante la situazione favorevole, il gallese ha mantenuto la consueta prudenza: “Nel rally può succedere di tutto. Dobbiamo restare concentrati, tenere la testa bassa e fare del nostro meglio“. Più pessimista Ogier, che al termine della prova ha ammesso: “Non cambia più molto ormai. Non è recuperabile“.
Le due brevi super speciali di Fujioka hanno completato il programma della giornata. Nella PS13 Pajari ha ottenuto il miglior tempo davanti a Ogier ed Evans, consentendo al francese di recuperare appena nove decimi sul leader. La seconda passata sulla Fujioka SSS, valida come PS14 e conclusione della tappa, non ha modificato gli equilibri emersi durante il pomeriggio.
Anche in WRC2 il sabato ha regalato una sfida intensa. Nikolay Gryazin e Alejandro Cachón hanno continuato a scambiarsi colpi prova dopo prova, mantenendo il distacco sempre nell’ordine di pochi secondi.
Gryazin ha dovuto convivere con diversi problemi durante la giornata. Già nella PS9 aveva spiegato di non poter sfruttare appieno la carreggiata dopo aver perso pressione da uno pneumatico e non avere più una ruota di scorta disponibile. Cachón, invece, ha cercato di reagire attraverso alcune modifiche all’assetto della sua Toyota Rally2. “Il feeling è un po’ migliore. Abbiamo fatto modifiche positive sulla vettura. Continuiamo ad attaccare forte“, aveva raccontato lo spagnolo.
Nel corso del pomeriggio il pilota iberico è riuscito a recuperare terreno, nonostante continuasse a lamentare difficoltà di guida. “Sto provando tutto quello che posso e lotto continuamente con la macchina. Attacco come un matto, ma è difficile“, ha spiegato dopo la PS11.
La battaglia resta completamente aperta in vista della tappa conclusiva. A fine giornata 2 Gryazin guida la categoria con la sua Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale in 2h39’23″3, ma il vantaggio su Cachón è di appena 5,7 secondi. Più staccati Yuki Yamamoto, Emil Lindholm e Hiroki Arai completano la top five di categoria.
Classifica dopo la seconda giornata
| Pos | Equipaggio | Vettura | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Evans / Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | — |
| 2 | Ogier / Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | +17.8 |
| 3 | Pajari / Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +44.4 |
| 4 | Katsuta / Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:11.3 |
| 5 | Fourmaux / Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +2:05.2 |
| 6 | Neuville / Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | +2:17.0 |
| 7 | Paddon / Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | +3:41.8 |
| 8 | Armstrong / Byrne | Ford Puma Rally1 | +4:33.7 |
| 9 | Gryazin / Aleksandrov | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | +7:17.7 |
| 10 | Cachón / Rozada | Toyota GR Yaris Rally2 | +7:23.4 |
Day 1 – Un dominio targato Toyota
La prima giornata del Rally del Giappone ha immediatamente chiarito gli equilibri tecnici del weekend, consegnando alla Toyota Gazoo Racing un dominio quasi assoluto sulle strade di casa. Tra asfalto umido al mattino, continui cambi di aderenza e speciali completamente asciutte nel pomeriggio, il costruttore giapponese ha interpretato meglio di chiunque altro l’evoluzione del fondo, monopolizzando le prime quattro posizioni della classifica generale al termine del venerdì. A guidare il poker Toyota è Elfyn Evans, leader della corsa con 15.7 secondi di vantaggio su Oliver Solberg e 17.1 su Sébastien Ogier dopo una giornata costruita con intelligenza tattica, velocità pura e una gestione perfetta dell’ordine di partenza.
La gara si era aperta sulla nuova Asuke da 12,90 chilometri, affrontata in condizioni particolarmente insidiose a causa dell’umidità residua lasciata dalle piogge notturne. Fin dai primi chilometri Toyota ha imposto il proprio ritmo occupando immediatamente le prime quattro posizioni. A firmare il primo scratch del rally è stato Oliver Solberg, autore di una prova estremamente aggressiva ma precisa, chiusa con appena due decimi di margine su Sami Pajari. Il giovane finlandese era partito addirittura più veloce dello svedese nel primo settore, salvo poi perdere qualcosa nel finale dopo un momento delicatissimo provocato da alcuni tombini in cemento colpiti ad alta velocità. “Era davvero molto scivoloso. È un tempo sorprendentemente buono, quindi devo essere felice. All’inizio della prova c’erano dei tombini di cemento proprio in mezzo alla carreggiata e li ho colpiti forte. Ero convinto di aver forato“, ha raccontato Pajari al traguardo. Alle loro spalle Sébastien Ogier ha preceduto Elfyn Evans di appena un decimo, completando un poker Toyota racchiuso nello spazio di appena 1.1 secondi.
La prima vera difficoltà della giornata ha invece colpito Takamoto Katsuta. Il giapponese è andato lungo in una curva, danneggiando la parte posteriore sinistra della GR Yaris Rally1 e forando immediatamente. Costretto a utilizzare subito la ruota di scorta, Katsuta ha chiuso la speciale con 6.7 secondi di ritardo da Solberg e soprattutto senza più margine d’errore per il resto del loop mattutino. “Non avevo alcuna informazione su quella curva. Sapevo che fosse bagnata, ma non immaginavo fosse così scivolosa“, ha spiegato il pilota di casa. Anche Thierry Neuville, pur limitando il distacco a 2.2 secondi, aveva immediatamente iniziato a lamentare problemi di sottosterzo e di bilanciamento della Hyundai i20 N Rally1, primi segnali di una crisi tecnica destinata a peggiorare nel corso della giornata.
La situazione si è completamente trasformata sulla lunghissima Isegami’s Tunnel da 24,29 chilometri, la prova che ha sostanzialmente indirizzato l’intera prima tappa. Le piogge della notte avevano lasciato tratti ancora umidi, ma il vero fattore decisivo è stato il progressivo sporcarsi della traiettoria con il passaggio delle vetture: foglie, fango e detriti trascinati sull’asfalto hanno reso la speciale estremamente difficile per chi partiva nelle retrovie. In questo contesto la prima posizione sulla strada si è trasformata in un vantaggio enorme ed Elfyn Evans ha sfruttato la situazione alla perfezione. Il gallese ha imposto un ritmo insostenibile per tutti gli avversari, firmando uno scratch devastante che lo ha proiettato dalla quarta posizione al comando della generale. “Nella sezione finale era davvero complicato capire il livello di aderenza. Ho cercato di evitare errori e mantenere un buon ritmo“, ha spiegato Evans. L’unico capace di limitare parzialmente i danni è stato Solberg, staccato comunque di 7.5 secondi. Ogier ha invece accusato ben 16.7 secondi pagando in pieno il deterioramento del fondo, mentre Neuville ha perso oltre venti secondi precipitando già vicino al mezzo minuto di ritardo nella generale. Ancora peggio è andata ad Adrien Fourmaux, rallentato anche da un testacoda che gli è costato oltre mezzo minuto.
La successiva Inabu-Shitara ha confermato il peso enorme dell’ordine di partenza ma soprattutto la solidità mostrata da Evans. Il gallese ha conquistato il secondo scratch consecutivo allungando ulteriormente nella generale, mentre Ogier è riuscito a contenere il passivo ad appena 1.7 secondi riportandosi a mezzo secondo da Solberg nella lotta per il secondo posto assoluto. “La strada è ancora molto lunga, quindi dobbiamo mettere la massima pressione possibile su Elfyn“, ha dichiarato il francese, iniziando immediatamente anche una sottile battaglia psicologica interna al team Toyota. Pajari, quinto nella generale, iniziava invece a mostrare segnali di crescita pur riconoscendo la superiorità del leader: “Questa speciale è andata meglio, ma le condizioni restano difficili. Elfyn è stato molto forte“.
Con il secondo passaggio su Asuke il rally è entrato in una fase completamente diversa. Il sole aveva ormai asciugato totalmente il fondo e tutti i piloti di vertice hanno optato per pneumatici hard. In questo nuovo scenario Oliver Solberg è tornato protagonista firmando il suo secondo scratch personale di giornata e recuperando 2.6 secondi a Evans. Anche Ogier, secondo di speciale, è apparso molto più competitivo grazie all’aumento del grip generale. “È una prova nuova per tutti e questo aiuta a livellare i valori“, ha spiegato Solberg. Ma proprio il passaggio alle gomme dure ha iniziato a evidenziare in modo drammatico i limiti della Hyundai i20 N Rally1. Neuville ha accusato oltre sette secondi nella sola speciale lamentando una totale perdita di fiducia nella vettura. “Il comportamento della macchina cambia in modo pazzesco tra gomma morbida e dura. Non ho più alcuna fiducia nel mezzo“, ha sbottato il belga. La vettura coreana mostrava fortissimo sottosterzo in ingresso curva, difficoltà di rotazione e una generale instabilità nei trasferimenti di carico, problemi che hanno iniziato a compromettere seriamente la competitività dell’intero team.
Il secondo passaggio sulla lunghissima Isegami’s Tunnel ha definitivamente certificato la superiorità Toyota. Nonostante il fondo fosse ormai molto più asciutto e teoricamente più equilibrato per tutti, il costruttore giapponese ha piazzato cinque vetture nelle prime cinque posizioni della speciale. Evans ha firmato il suo terzo scratch di giornata consolidando ulteriormente il comando della corsa, mentre Pajari ha scavalcato Neuville nella generale portando a quattro le Toyota davanti a tutti. La crisi Hyundai è invece esplosa definitivamente. Neuville ha perso oltre venti secondi dal leader e al termine della prova si è lasciato andare a uno sfogo durissimo: “Sto guidando costantemente al limite e oltre. In ogni curva devo rallentare tantissimo solo per far girare la macchina. Questo problema esiste dall’inizio del progetto della vettura“. Il problema principale sembrava concentrarsi sulla totale incoerenza della i20 N Rally1 con gomme hard, incapace di mantenere stabilità e velocità di percorrenza soprattutto nei tratti più veloci e tecnici.
L’ultima speciale della giornata, la seconda passata sulla Inabu-Shitara, ha infine premiato Sami Pajari. Il finlandese ha trovato la miglior prestazione del proprio venerdì firmando il primo scratch personale del rally davanti a Solberg e Ogier. “Non so se ho fatto qualcosa di diverso. La guida è stata buona e pulita, ma dobbiamo capire perché perdiamo così tanto in alcuni settori“, ha spiegato Pajari. Evans ha invece amministrato con intelligenza il vantaggio accumulato durante il giorno. “La posizione di partenza è stata fondamentale. Abbiamo guidato puliti per tutto il giorno“, ha ammesso il leader della generale con un sorriso ironico. Solberg ha invece concluso la giornata con un lungo in frenata che lo ha quasi costretto alla retromarcia, aggiungendo ulteriore tensione a un venerdì già movimentato. Lo svedese aveva inoltre vissuto nella mattinata un episodio particolarmente pericoloso quando quattro cervi avevano attraversato improvvisamente la carreggiata durante la PS3. “Ho provato a evitarli, ma uno di loro si è spostato nella stessa direzione. Credo di averlo colpito leggermente“, ha raccontato.
Dopo sei prove speciali il verdetto della prima giornata è estremamente chiaro. Toyota occupa le prime quattro posizioni della classifica con Evans davanti a Solberg, Ogier e Pajari, mentre Hyundai esce dal venerdì con enormi interrogativi tecnici e un ritardo già vicino al minuto con Thierry Neuville. Alle loro spalle Katsuta ha completato una buona rimonta dopo la foratura iniziale, mentre nel WRC2 continua il duello spettacolare tra Alejandro Cachón e Nikolay Gryazin, protagonisti di continui sorpassi al vertice della categoria tra la Toyota GR Yaris Rally2 e la Lancia Ypsilon HF Integrale Rally2. Al momento, dopo sei speciali, lo spagnolo guida con un vantaggio di 8.3” sul russo, mentre il locale Yuki Yamamoto con l’irlandese James Fulton sulla Yaris ufficiale è terzo a 1:21.0.
Classifica assoluta a fine prima giornata
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo Totale | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Evans – Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:13:07.0 | — |
| 2 | Solberg – Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:13:22.7 | +15.7 |
| 3 | Ogier – Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:13:24.1 | +17.1 |
| 4 | Pajari – Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:13:48.5 | +41.5 |
| 5 | Neuville – Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 1:14:05.2 | +58.2 |
| 6 | Katsuta – Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:14:10.8 | +1:03.8 |
| 7 | Fourmaux – Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 1:14:23.3 | +1:16.3 |
| 8 | Paddon – Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | 1:15:24.0 | +2:17.0 |
| 9 | Armstrong – Byrne | Ford Puma Rally1 | 1:15:47.9 | +2:40.9 |
| 10 | Cachón – Rozada | Toyota GR Yaris Rally2 | 1:16:33.6 | +3:26.6 |
Sanzione per Lancia
Lancia è stata sanzionata con una multa di 500 euro dai commissari sportivi FIA durante il FORUM8 Rally Japan 2026 per una irregolarità amministrativa riscontrata sulla Ypsilon HF Rally2 numero 21 di Nikolay Gryazin e Konstantin Aleksandrov.
Nel corso delle verifiche tecniche antecedenti all’evento, il Delegato Tecnico FIA ha infatti constatato l’assenza delle marcature associate al FIA Technical Passport, obbligatorie sulle vetture Rally2 omologate dal 1° gennaio 2025.
Nel documento ufficiale viene specificato che il FIA Technical Passport della vettura era comunque valido, regolarmente registrato e associato correttamente al telaio. La FIA ha inoltre chiarito che si trattava della prima partecipazione rallystica di questa vettura e che l’assenza della marcatura non rappresentava un problema sotto il profilo della sicurezza.
Durante l’udienza del 28 maggio, Didier Clement, in rappresentanza di Lancia Corse HF, ha spiegato ai commissari che la mancata applicazione dell’adesivo era dovuta a un errore amministrativo avvenuto nella fase di preparazione della nuova vettura. È stato inoltre confermato che l’adesivo richiesto era già stato emesso e si trovava a Parigi al momento della convocazione.
I commissari hanno quindi ritenuto che la responsabilità dell’omissione fosse da attribuire al costruttore e non all’equipaggio di Gryazin. Per questo motivo la sanzione è stata inflitta direttamente a Lancia.
Oltre alla multa da 500 euro, la FIA ha disposto che la marcatura mancante venga applicata prima della prossima partecipazione della vettura a una gara rally.
Shakedown
Le prime indicazioni tecniche sono arrivate dallo shakedown, disputato su asfalto asciutto ma sotto un cielo coperto. A dominare la sessione è stato Sébastien Ogier, che ha fermato il cronometro sul tempo assoluto di 1’55.3 nella sua Toyota GR Yaris, precedendo di un secondo esatto il compagno di squadra Elfyn Evans (1’56.3). Il francese, vincitore dell’edizione 2025, ha subito chiarito le sue ambizioni per il fine settimana: “Non so cosa ci sarà di diverso quest’anno. L’unica cosa che conta per me è ottenere lo stesso risultato dell’anno scorso, e sono qui apposta per questo“.
Terzo crono per Sami Pajari, altro portacolori Toyota, che ha chiuso in 1’56.8, a 1.5 secondi dal riferimento di Ogier. Il giovane finlandese ha sottolineato le difficoltà iniziali dovute alla mancanza di test pre-gara: “È bello tornare sull’asfalto. Questo è solo lo shakedown, ma è fantastico essere qui. Non abbiamo effettuato test prima dell’evento, quindi si tratta soprattutto di cercare di trovare il miglior feeling possibile sulla vettura“.
Buone sensazioni anche per Oliver Solberg, che nel primo passaggio ha eguagliato il tempo di Evans, mentre il beniamino locale Takamoto Katsuta ha gestito con attenzione la forte pressione del pubblico di casa, migliorando progressivamente fino a 1’58.3 nel secondo passaggio. Tra le Hyundai, Adrien Fourmaux ha ottenuto un discreto 1’58.3, mentre Thierry Neuville ha chiuso in 1’59.3, apparendo ancora alla ricerca del feeling ottimale dopo la vittoria in Portogallo. Hayden Paddon, con carta bianca dal team per attaccare senza strategie, ha fermato le lancette su 1’59.1, evidenziando le peculiarità della gara: “È un rally su asfalto molto diverso dal solito, estremamente guidato e tecnico. Le temperature più elevate renderanno le cose difficili per gli pneumatici e per i freni. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida“.
Nelle Ford Puma di M-Sport, Josh McErlean ha ottenuto un buon 1’58.4, mentre Jon Armstrong ha chiuso in 1’59.3. Complessivamente, lo shakedown ha confermato la forza del pacchetto Toyota sulle strade di casa, con le prime tre posizioni monopolizzate dalle GR Yaris, ma ha anche lasciato aperti diversi interrogativi sulle prestazioni reali di Hyundai e M-Sport una volta che il rally entrerà nel vivo.
Il meteo durante la gara
Le condizioni meteorologiche rappresenteranno uno degli elementi chiave del Rally del Giappone 2026, soprattutto considerando il cambio di data che porta la gara verso una veste quasi estiva. Per giovedì 28 maggio, giorno dello shakedown e della cerimonia di apertura, è prevista una giornata instabile e molto umida, con probabilità di pioggia soprattutto nella mattina e nel primo pomeriggio, temperature intorno ai 28°/21°.
Da venerdì 29 a domenica 31 maggio il quadro dovrebbe migliorare nettamente: le previsioni indicano tempo asciutto o quasi, con temperature in aumento e asfalto che tenderà a pulirsi rapidamente. Venerdì sono attesi 29°/18° con sole e caldo, sabato 28°/14° con condizioni belle, mentre domenica si salirà fino a 31°/16° sempre sotto il sole. Le temperature più elevate renderanno particolarmente impegnativi gli pneumatici e i freni sulle strade tortuose e tecniche della prefettura di Aichi.
Sebbene le previsioni in Giappone centrale possano ancora subire variazioni nelle prossime ore, soprattutto per la mattina di venerdì, il trend più attendibile al momento indica una gara prevalentemente asciutta, che dovrebbe semplificare le scelte di gomme rispetto alle classiche edizioni autunnali caratterizzate da foglie e umidità. Questo aspetto potrebbe favorire chi saprà interpretare meglio le traiettorie su asfalto pulito e ad alta aderenza.
Il programma del weekend
Il Rally Japan 2026 si svolgerà su un itinerario inedito per la stagione estiva, con base nelle prefetture di Aichi e Gifu, proponendo un totale di venti prove speciali. La gara entrerà nel vivo venerdì 29 maggio con sei prove speciali per oltre 108 chilometri cronometrati. Si partirà con la PS1 Asuke 1 (12,90 km) alle ore 8:03 locali (1:03 italiane), seguita dalla lunga e impegnativa PS2 Isegami’s Tunnel 1 (24,29 km) alle 8:46 locali. La mattinata proseguirà con PS3 Inabu/Shitara 1 (17,08 km) alle 10:09 locali, per poi ripetere il giro nel pomeriggio con Asuke 2, Isegami’s Tunnel 2 e Inabu/Shitara 2, chiudendo la giornata intorno alle 16:03 locali.
Sabato 30 maggio sarà la giornata più lunga e decisiva, con otto prove speciali e 120,22 chilometri cronometrati. Si comincerà presto con PS7 Obara 1 (16,44 km) alle 7:41 locali, seguita da PS8 Ena 1 (21,16 km) e dalla doppia PS9/PS10 Mt. Kasagi (19,32 km ciascuna). Nel pomeriggio si ripeteranno Ena 2 e Obara 2, per concludere con la doppia Super Special Stage di Fujioka (3,19 km ciascuna) alle 17:15 e 17:38 locali, pensata per coinvolgere il pubblico giapponese.
Domenica 31 maggio resteranno sei prove speciali per 74,06 chilometri cronometrati, con PS15 Nukata 1 (20,49 km) alle 8:14 locali e PS16 Laka Mikawako 1 (13,98 km) alle 9:05. La giornata proseguirà con la doppia Kuragaike SSS (2,56 km) e le ripetizioni di Nukata 2 e Laka Mikawako 2, quest’ultima valida come Power Stage alle 14:15 locali (7:15 italiane), destinata ad assegnare punti supplementari decisivi per il campionato.
Protagonisti al via
Il Rally del Gippone si presenta come uno degli appuntamenti più attesi della stagione, con un elenco di iscritti contenuto ma di altissimo livello qualitativo. In una gara che vede al via dieci vetture Rally1, la Toyota si conferma padrona di casa schierando ben cinque GR Yaris Rally1. Al centro dell’attenzione c’è Sébastien Ogier, il nove volte campione del mondo, che dallo shakedown ha subito impresso il suo ritmo con il miglior tempo assoluto in 1’55.3. Il francese, vincitore dell’edizione 2025, ha dichiarato senza giri di parole le sue intenzioni: «Non so cosa ci sarà di diverso quest’anno. L’unica cosa che conta per me è ottenere lo stesso risultato dell’anno scorso, e sono qui apposta per questo».
Accanto a lui partirà Elfyn Evans, attuale leader del mondiale, che nel corso dello shakedown ha fermato le lancette su 1’56.3, staccato di un secondo dal compagno di squadra. Il gallese considera il Giappone una gara speciale per il team e per il calore del pubblico locale. Tra i piloti Toyota figura anche Sami Pajari, terzo al termine dello shakedown in 1’56.8, giovane talento in continua crescita che cerca il primo grande risultato della carriera sull’asfalto. Non va dimenticato Takamoto Katsuta, il beniamino di casa, secondo nella classifica generale iridata e reduce da due vittorie stagionali: per lui vincere davanti al pubblico giapponese rappresenterebbe il coronamento di un momento d’oro.
Oliver Solberg, altro pilota Toyota, arriva con la voglia di riscatto dopo alcuni errori recenti, ma con una velocità pura che lo rende uno dei più temibili del lotto. In casa Hyundai, Thierry Neuville cercherà di confermare il buon momento dopo il successo in Portogallo: nello shakedown ha chiuso in 1’59.3, apparendo leggermente in ritardo rispetto ai riferimenti Toyota. Con lui ci saranno Adrien Fourmaux, autore di prestazioni brillanti ma altalenanti, e Hayden Paddon, al quale il team ha concesso carta bianca per attaccare senza vincoli strategici in questo ultimo appuntamento stagionale su asfalto.
Chiudono l’elenco delle Rally1 le due Ford Puma di M-Sport affidate agli irlandesi Josh McErlean e Jon Armstrong, pronti a sfruttare ogni occasione per inserirsi nella lotta di vertice. In WRC2, nonostante solo dodici vetture Rally2 al via, il livello è elevato. Nikolay Gryazin porta al debutto asiatico la nuova Lancia Ypsilon HF Rally2 Integrale, affiancato da Konstantin Aleksandrov: il russo, già vincitore di categoria in Giappone nel 2024, è tra i grandi favoriti. Lo sfideranno Alejandro Cachón su Toyota GR Yaris Rally2 e Emil Lindholm su Skoda Fabia RS Rally2 del team Toksport, in quello che si preannuncia un avvincente duello tra marchi diversi.








